A Gradisca riecco il Gran Premio Noè: sotto la lente anche il Prosecco rosato

di Giuseppe Longo

Non ci sono dubbi! Il nuovo “affare” del settore vino si chiama Prosecco Doc Rosè, la bollicina ultima ad aver debuttato fra i consumatori e che subito li ha “stregati” riscuotendo grande successo soprattutto fra i giovani all’estero (Usa in primis), pur tra le opinioni contrastanti che fin dall’inizio ha suscitato fra i produttori questa innovativa tipologia, facendola diventare un “fenomeno” che si colloca accanto a quello ormai consolidato del Prosecco normale, ma anche a quello dell’altra bollicina sempre più richiesta, la Ribolla gialla, e del Pinot grigio. Uno spumante millesimato a base di Glera e Pinot nero (10-15%) entrato a far parte della macro-denominazione del Prosecco Doc, la denominazione di origine interregionale che si estende su 9 province tra Friuli Venezia Giulia – dove “pesca” il suo nome nell’omonimo paese del Carso Triestino – e Veneto.
E proprio del nuovo Prosecco Doc Rosè, a cura del Consorzio per la tutela del Prosecco, si parlerà domenica prossima nel corso della tavola rotonda “Assemblaggi e cuvée come base spumante” con degustazione in abbinamento a prodotti del territorio che si terrà alle 11 in sala Bergamas, a Gradisca d’Isonzo, nella giornata conclusiva del Gran Premio Noè che si svilupperà nell’arco di tre giornate nel prossimo fine settimana.
Intenso e interessante il programma della storica manifestazione isontina che prenderà dunque il via domani, venerdì, alle 11 nel Nuovo Teatro Comunale con la cerimonia di premiazione, mentre nel pomeriggio, alle 17, seguirà nella ricordata sala Bergamas la presentazione del libro “Essenze, leggende e storie” di Andrea Zanfi con testimonianze di produttori ed esperti del Friuli Venezia Giulia. Seguirà la tavola rotonda sul tema “Differenza tra uvaggio e vinaggio, assemblaggio e cuvée”, con relativa degustazione.
La giornata di sabato vedrà invece protagoniste le Città del vino Fvg, per parlare – ore 11, ancora sala Bergamas – di Agenda 2030, quella cioè ormai famosa sullo sviluppo sostenibile, e quindi di futuro. Concetti che riecheggeranno anche nel pomeriggio – stesso luogo, ore 17 – alla tavola rotonda “Sostenibilità in vigneto: assemblaggi bianchi e rossi con varietà Piwi e altre tecnologie a tutela dell’ambiente”. In altre parole, si porrà l’accento sui vitigni resistenti, quelli studiati e prodotti con successo anche in Friuli Venezia Giulia e che vedono lavorare insieme l’Università di Udine attraverso l’Istituto di genomica applicata e i Vivai cooperativi di Rauscedo. Domenica, invece, oltre al focus sul Prosecco Doc Rosè – inevitabili di certo i riferimenti alla polemica attualissima che vede al centro il Prosek croato -, alle 17 sempre in sala Bergamas ci sarà una interessante tavola rotonda di Vinibuoni d’Italia, la guida edita dal Touring club che si occupa ogni anno della Fiera regionale degli autoctoni di Buttrio, sul tema “La forza dei vini italiani: gli assemblaggi e i tagli più famosi”.
Un “ventaglio” di argomenti, dunque, di grande attualità e interesse che non mancheranno di richiamare l’attenzione di coloro che si occupano del “pianeta vino”. Fra i quali, dicevamo, primeggiano proprio le nuove bollicine rosate che piacciono tanto, soprattutto sui mercati stranieri. «Il via libera europeo al disciplinare di produzione del Prosecco Rosé Doc con la modifica da noi richiesta che rende possibile contare sulla nuova tipologia, è un’ottima notizia. Che consente ai produttori di un vino che da sempre oltre confine riscuote uno straordinario successo, di presidiare e conquistare un mercato sempre più ampio e che negli ultimi anni ha registrato una crescita sempre più importante in termini economici e di quantitativi. Parliamo di un esercito di 11.460 viticoltori, 1.192 aziende vinificatrici, 347 case spumantistiche che concorrono al successo senza eguali di una denominazione tutta Made in Italy, diventata emblema e indiscussa bandiera nel mondo. L’accoglimento della nostra richiesta sarà traino per l’intero sistema vitivinicolo nazionale che a causa della pandemia ha registrato una contrazione del valore delle vendite all’estero dopo il record fatto segnare lo scorso anno con oltre 6 mld di euro e che sta soffrendo in modo evidente anche per gli evidenti problemi che il canale della ristorazione sta affrontando», aveva detto l’allora ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, commentando la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Unione Europea dell’approvazione della comunicazione di modifica richiesta dal Mipaaf del Disciplinare di produzione del Prosecco Dop. Modifica tesa proprio all’introduzione della tipologia Rosè con obbligo dell’indicazione d’annata. «Un vino, il Prosecco, che tutto il mondo ci invidia e che in molti tentano di imitare e contraffare», aveva aggiunto la titolare del Dicastero di via XX Settembre.

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In copertina, il Prosecco rosè ormai protagonista sulla scena mondiale.

Ritorna Ein Prosit, per cinque giorni l’alta gastronomia in scena a Udine

«Stiamo alzando l’asticella della qualità per realizzare grandi eventi in grado di promuovere a livello internazionale l’intero territorio. Solo nelle ultime settimane abbiamo avuto la dimostrazione plastica che lavorando assieme questo è possibile, penso a manifestazioni recenti come la Barcolana o la mostra “La forma dell’infinito” a Casa Cavazzini, a Udine, che espone opere di mostri sacri dell’arte. Oggi a questi eventi dal respiro internazionale si aggiunge Ein Prosit, la kermesse enogastronomica capace di incrementare la visibilità del Friuli Venezia Giulia in tutto il mondo». Lo aveva detto, come riferisce Arc, l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, a Palazzo D’Aronco a Udine, durante la presentazione della XXII edizione di Ein Prosit, la manifestazione enogastronomica d’eccellenza, prevista da oggi a domenica 24 ottobre nel capoluogo friulano e realizzata grazie al Consorzio di promozione turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e Passo Pramollo in collaborazione con la Regione Fvg, PromoTurismo Fvg e il Comune di Udine.

Il pluristellato Emanuele Scarello.


Bini, riferendosi in particolare al territorio udinese, ha rimarcato il positivo incremento dei flussi turistici: «Il Comune di Udine in questi anni è cresciuto molto grazie all’impegno di tutti i protagonisti del territorio e agli investimenti». Un connubio quest’ultimo, secondo Bini, rilevante per lo sviluppo e grazie al quale sono possibili iniziative di grande visibilità come Ein Prosit. «Le capacità dei player e il sostegno economico della Regione ovvero le professionalità, l’impegno, la passione assieme alle risorse economiche sono il volano per far crescere ancora di più la nostra regione», ha commentato l’esponente della Giunta Fedriga.
Ein Prosit, con il suo costante e crescente richiamo costituisce uno degli eventi simbolo dell’enogastronomia in Italia e nel resto del mondo. Per il secondo anno, come ha spiegato il direttore del Consorzio del Tarvisiano Claudio Tognoni, l’evento si terrà nel centro di Udine, con un calendario fitto di appuntamenti alla scoperta dei prodotti della tradizione. Un’edizione particolare questa del 2021, che intende rilanciare, in un momento molto delicato, il prodotto italiano nel mondo e la cucina di affermati chef che rappresentano il futuro della cucina italiana: saranno ospiti tutti i più grandi giovani chef italiani, il futuro della gastronomia italiana ed internazionale (Eugenio Boer, Francesco Brutto, Riccardo Camanini, Pino Cuttaia, Enzo Di Pasquale, Riccardo Gaspari, Anthony Genovese, Giuseppe Iannotti, Antonia Klugmann, Giancarlo Morelli, Ciro Oliva, Chiara Pavan, Floriano Pellegrino, Matias Perdomo, Wicky Prian, Benedetto Rullo, Ciro Scamardella, Emanuele Scarello – che oggi aprirà il ricco programma con l’anteprima “Agli Amici 1887” di Godia assieme a Valerio Serino,  Tèrra di Copenhagen -, Francesco Sodano, Lorenzo Stefanini, Luigi Taglienti, Stefano Terigi, Yoji Tokuyoshi e Francesco Vincenzi) . E anche quest’anno, come per le scorse edizioni, Ein Prosit vedrà la partecipazione di alcuni tra i più importanti esponenti della stampa enogastronomica.
«Udine – ha spiegato Bini – diventa per cinque giorni la capitale dell’alta gastronomia, con un interessante programma che attirerà nel capoluogo friulano grandi chef del panorama nazionale ed internazionale. Ein Prosit è anche una vetrina delle eccellenze del Friuli Venezia Giulia, dai vini ai prodotti fino alle tipicità regionali. È una perla di rara bellezza che può aiutare Udine a continuare a crescere dal punto di vista turistico. Abbiamo deciso tutti assieme di mettere questo brand a servizio dell’intero sistema del Friuli Venezia Giulia convinti che la manifestazione sia in grado di promuovere l’immagine del nostro territorio in tutto il mondo».
L’evento prevede in cinque giorni 70 eventi, fra cui le cui cene che vedranno protagonisti i grandi chef, le degustazioni, gli incontri, i laboratori e le masterclass, presieduti da note personalità del panorama giornalistico enogastronomico, operatori di settore ed alcuni tra i migliori cuochi di fama internazionale. Grande attenzione ai vini bianchi durante questa ventiduesima edizione di Ein Prosit, protagonisti indiscussi delle degustazioni guidate, in programma sabato 23 e domenica 24 ottobre. Dallo champagne ai Borgogna, passando per i grandi bianchi friulani. Torna poi il consueto appuntamento con i Laboratori dei Sapori, incontri condotti da esperti del settore, che, come focus, hanno i prodotti tipici regionali, come la Cipolla Rossa di Cavasso e i formaggi friulani, ma non solo; i laboratori portano alla riscoperta di specialità gastronomiche provenienti da tutta la penisola.
Presenti in conferenza stampa anche il presidente del Consorzio del Tarvisiano, Gabriele Massarutto, che ha evidenziato la capacità dell’iniziativa di aprirsi e coinvolgere l’intero territorio, Maurizio Franz, assessore alle Attività produttive, Turismo e Grandi eventi del Comune di Udine che ha definito Ein Prosit come «uno degli eventi organizzati a Udine maggiormente capaci di dare visibilità alla nostra città, portandola al centro del più esclusivo circuito enogastronomico a livello internazionale». Infine, la chef Antonia Klugmann che si è detta orgogliosa di partecipare all’evento. «Una manifestazione – ha affermato – che ha saputo cambiare nel tempo tenendo conto di uno degli elementi fondamentali del nostro territorio: la diversità. La non omogeneità della nostra regione è un valore aggiunto che va comunicato ma l’attenzione per il locale non significa essere provinciali».

I relatori alla presentazione.

L’intero programma di Ein Prosit 2021 è consultabile sul sito www.einprosit.org

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In copertina, l’assessore regionale Bini con la chef Antonia Klugmann.

 

Ai Vivai cooperativi di Rauscedo debutta un nuovo centro di ricerca

«La ricerca sarà la chiave con cui l’agricoltura potrà superare le sfide che le si porranno di fronte e centri come quelli inaugurati oggi a Rauscedo permettono al Friuli Venezia Giulia di affrontare a testa alta la concorrenza mondiale». Lo ha sostenuto con forza l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, partecipando nella frazione di San Giorgio della Richinvelda al taglio del nastro del nuovo centro di ricerca dei Vivai cooperativi.

Stefano Zannier


Alla presenza del sindaco, del presidente e del direttore dei Vivai, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha posto in risalto la necessità di strutture come quelle realizzate a Rauscedo, in un momento in cui l’agricoltura si trova di fronte a fattori esogeni da dover affrontare, quali ad esempio i cambiamenti climatici, ma anche le direttive di carattere comunitario che riducono sempre più l’utilizzo di prodotti fitosanitari.
La ricerca – è stato ricordato – permette qui di fornire gli strumenti capaci di fornire quelle risposte richieste dal sistema, selezionando quelle barbatelle che meglio delle altre siano in grado di rispondere a questi requisiti. Per la Regione Fvg queste sfide si vincono con aziende come quella appena inaugurata, che rappresentano una eccellenza non solo in Friuli Venezia Giulia, ma anche nel resto dell’Italia, intenzionata nel continuare ad investire sugli approfondimenti scientifici legati ai propri prodotti.
Parlando di sostenibilità, che parte dalla barbatella per arrivare fino alla bottiglia di vino, l’assessore regionale all’Agricoltura ha infine evidenziato che la ricerca da sola non basta: accanto ad essa, infatti è l’intera filiera che deve compiere dei passi in avanti, altrimenti il frutto della sperimentazione rischia di non venire a galla. Attorno a un settore in cui la regione, attraverso proprio i Vivai cooperativi di Rauscedo, è uno dei leader a livello mondiale sia per capacità operativa che per i risultati delle sperimentazioni compiute fino ad oggi, è necessario ricompattarsi per poter vincere le sfide che arrivano dal mercato globale e dalla concorrenza.

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In copertina, barbatelle negli impianti dei Vivai cooperativi di Rauscedo.

Il caso Prosek approda alla speciale edizione di Vinitaly aperta fino a domani

di Giuseppe Longo

In attesa che il prossimo anno Vinitaly possa tornare al suo normale periodo di svolgimento – il Salone è già stato programmato, infatti, per quattro giorni dal 10 al 13 aprile -, alla Fiera di Verona ha preso il via ieri una edizione speciale della storica rassegna, nella quale si è sempre vista una foltissima e qualificata rappresentanza del Friuli Venezia Giulia, che riunisce i principali player del settore e permette di scoprire in un’unica esperienza lo scenario del mercato vitivinicolo italiano, che si sta riprendendo dai durissimi colpi inferti dalle misure adottate per contrastare la pandemia che finalmente pare stia arretrando. La manifestazione enologica continua anche oggi e si concluderà domani: a Vinitaly Special Edition – informa la Fiera – “si trova il meglio della produzione italiana, nuovi prodotti e trend. È l’occasione per scoprire, degustare e valutare tutta l’offerta, rivolgendo domande dirette e dettagliate a produttori, incontrare distributori, stakeholder e istituzioni”. L’accesso è esclusivamente su invito e riservato ai membri del Buyers Club.

Il ministro Stefano Patuanelli.


La tutta speciale esposizione è stata inaugurata dal ministro delle Politiche agricole, il triestino Stefano Patuanelli, il quale ha fatto un riferimento anche alla tanto discussa questione del Prosecco “insidiato” dall’assonante vino croato, anche se con altre caratteristiche organolettiche. «Difenderemo – ha detto, infatti – il valore del vino anche in Europa. Vediamo in modo chiaro come i sistemi Igp e Dop funzionano, ma, come per il Prosek, c’è chi mette in discussione questo. Non lo permetteremo».
Anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha sferrato un duro attacco al riguardo, come si legge su L’Arena di Verona: «Siamo arrabbiati per quello che sta succedendo con il Prosecco che stanno cercando di scimmiottare come stanno facendo i croati: produrremo una documentazione che dimostra come la denominazione “Prosek” non sia dei croati».
Come informa Ansa, sono più di 400 aziende e consorzi, tra i più prestigiosi dell’Italia, presenti a Vinitaly Special Edition. Tre padiglioni occupati, 200 top buyer esteri selezionati direttamente da Veronafiere e Ice Agenzia provenienti da 35 nazioni, oltre a quelli accreditati dalle aziende o a partecipazione diretta. La rassegna, apertasi in contemporanea con Enolitech, Sol&Agrifood, è caratterizzata anche da un programma di 50 degustazioni e 12 convegni. Inoltre, oggi e domani, nel PalaExpo di Veronafiere va in scena anche Wine2wine business, forum che presenta più di 100 relatori internazionali, 17 aree tematiche, più di 1.500 operatori e manager, 70 speed meeting sulle questioni più attuali del momento per le aziende e la community del vino.
Da registrare infine una curiosità: i grappoli d’uva di tutta Italia sono per la prima volta presenti in una grande esposizione dedicata all’origine del vino all’interno di Vinitaly Special Edition. Tutte le regioni sono presenti nel salone “Vigneto Italia”, creato da Coldiretti nel padiglione 4 stand D3 della Fiera di Verona per scoprire la grande biodiversità e qualità dalle quali nascono le più prestigiose bottiglie del vino Made in Italy. Sul territorio nazionale – spiega al riguardo Coldiretti – ci sono 608 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi, a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia, terra che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria. Protagonisti anche i vitigni autoctoni del Vigneto Fvg, come “il Picolit dalle produzioni limitatissime – annota l’organizzazione agricola – già coltivato in epoca imperiale romana, che ebbe l’onore di deliziare i palati di papi e imperatori”.

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In copertina, grappoli di Picolit, celebre varietà autoctona friulana presente nella mostra allestita da Coldiretti nell’ambito di Vinitaly Special Edition.

Nuovi fondi per riconvertire i vigneti Fvg. E oltre 2 milioni per promuoverne i vini

«Dopo una settimana di continui monitoraggi, di telefonate e scambi di pareri e informazioni tra gli uffici regionali, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, siamo riusciti ad ottenere le risorse finanziarie per scorrere completamente la graduatoria “Ristrutturazione riconversione vigneti 2020/2021″». Lo ha annunciato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, evidenziando – come riferisce Arc – che «rispetto alla dotazione iniziale assegnata al Friuli Venezia Giulia, abbiamo recuperato risorse che altre Regioni non sono state in grado di utilizzare, per 1,4 milioni di euro. Attraverso questa operazione siamo riusciti a pagare ben 55 aziende, per oltre 148 ettari di vigneto, che altrimenti non sarebbero state finanziate». Zannier ha precisato che «ciò è stato possibile, dato il meccanismo connesso alla tempistica delle fideiussioni, solamente grazie al fatto che queste sono arrivate quasi sempre, anche grazie agli incentivi regionali, con congruo anticipo rispetto alla chiusura dei pagamenti da parte di Agea e all’impegno costante profuso dai tecnici regionali che seguono la materia». L’assessore ha infine evidenziato che «si tratta di un buon risultato, anche in considerazione del fatto che sono state finanziate tutte le domande inserite nelle rispettive graduatorie anche sulle altre due misure dell’Ocm Promozione e Investimenti».

Intanto, ammontano a 2,23 milioni di euro i fondi che la Regione Fvg metterà a disposizione dei produttori locali per sostenere azioni di informazione e promozione dei vini nei mercati al difuori dell’Unione europea allo scopo di migliorarne la competitività in tali Paesi. Lo ha deciso la Giunta regionale approvando un’apposita delibera su proposta dello stesso assessore alle Risorse agroalimentari. Nella misura, che fa riferimento a un decreto e alle risorse di un provvedimento ministeriale, si stabilisce che i progetti possono essere sia di carattere regionale, cioè presentati da aziende con sede in Friuli Venezia Giulia, sia multiregionali (aziende della nostra regione e di altre zone d’Italia). Nel primo caso, i termini per la presentazione delle domande scadono il 29 ottobre prossimo mentre nell’altro la scadenza è fissata per il 25 ottobre. Il provvedimento stabilisce, inoltre, i criteri di priorità ai fini della valutazione del progetto. Tra questi figura il fatto che il soggetto proponente sia un nuovo beneficiario, il progetto sia rivolto a un nuovo Paese terzo oppure se il proponente richiede una percentuale di contribuzione pubblica inferiore al 50 per cento. Gli altri criteri sono i seguenti: il soggetto proponente è un Consorzio di tutela, una federazione o un’associazione di Consorzi di tutela; il progetto riguarda esclusivamente vini a denominazione d’origine protetta e/o ad indicazione geografica tipica; il progetto è rivolto ad un mercato emergente; il soggetto proponente produce e commercializza prevalentemente vini provenienti da uve di propria produzione o di propri associati; il soggetto proponente presenta una forte componente aggregativa di piccole o micro imprese.

La delibera inoltre stabilisce che per la campagna 2021-2022 è ammessa la sola presentazione di progetti della durata di 10 mesi e prevede gli importi massimi dei contributi concessi: questi ultimi sono pari a 350mila euro nel caso in cui il progetto sia presentato da un solo partecipante, valore che sale a 500mila euro nel caso in cui coinvolga da 2 a 10 partecipanti, 700mila euro (11-30 partecipanti) e 750mila euro (più di 30 partecipanti). Infine, per i progetti multiregionali in cui il Friuli Venezia Giulia risulta essere capofila, l’importo massimo di contributo pubblico non può eccedere i 350mila euro nel caso in cui ci sia un solo partecipante; il valore è di 500mila euro per progetto se invece risultano esserci più partecipanti.

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In copertina, viticoltura nella zona collinare friulana.

Prosek, Zannier al Senato: fermi tutti, sarebbe troppa confusione col Prosecco

«Sulla vicenda del Prosek croato è inaccettabile che si creino a livello europeo basi giuridiche contrastanti e che non si riconosca il criterio di prevalenza delle denominazioni già esistenti». Lo ha affermato l’assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, in sede di IX Commissione del Senato dove, come informa Arc, è intervenuto da remoto assieme agli omologhi del Veneto e del Piemonte per perorare la difesa del Prosecco nell’audizione informale dedicata alla salvaguardia delle produzioni Doc, Docg, Dop e Igp.

L’assessore Stefano Zannier.


Secondo l’assessore del Friuli Venezia Giulia, «la confusione che si ingenererebbe a livello giuridico con l’assegnazione da parte dell’Unione europea della menzione tradizionale al Prosek si ripercuoterebbe sul consumatore e sul suo diritto di essere tutelato e di poter riconoscere in maniera evidente l’origine del prodotto che acquista. Ciò accadrebbe a fronte di una qualità imparagonabile dei due vini».
Zannier si è soffermato, poi, su un duplice risvolto della questione. «La menzione al Prosek, da un lato, potrebbe costituire un precedente a livello europeo e innescare reazioni a catena a discapito di eccellenze di altri Paesi, come per esempio lo Champagne francese, mentre, d’altro lato, indurrebbe il Friuli Venezia Giulia a riaprire la partita che pareva chiusa da un decennio come quella del Tokaji. Si tratterebbe in questo caso di un’azione estrema, di principio e non di merito, per evitare che la tutela del vino croato ponga in essere due pesi e due misure nell’ambito della medesima materia giuridica».
Da parte dell’esponente della Giunta Fedriga è stata infine «apprezzata la coralità della posizione delle Regioni e la sintonia con il Governo nella difesa del Prosecco in una trasversalità assoluta che offre un base solida – è stato ribadito – per portare avanti tutte le azioni di opposizione in sede europea che si renderanno necessarie».

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In copertina, grappoli di Glera il vitigno base del Prosecco Doc e Docg.

La Delizia, tutta ok la vendemmia: prime bottiglie pronte già per Natale

Saranno pronte, a Casarsa, già per le feste natalizie le prime bottiglie della cantina La Delizia Viticoltori Friulani. Si è conclusa, infatti, la vendemmia, dopo poco più di un mese di raccolta, con un bilancio positivo, con oltre 300 mila quintali di uve raccolte, le quali per oltre il 95% sono state coltivate in modo sostenibile dal momento che La Delizia aderisce al Sistema di qualità nazionale di produzione integrata.


«Dopo l’andamento climatico incerto della primavera e inizio estate – ha commentato il direttore Mirko Bellini -, il bel tempo di fine agosto-settembre ci ha permesso di recuperare quantità e qualità, arrivando a confermare i dati della vendemmia 2020. Questa vendemmia sarà sicuramente ricordata per il sole che ha caratterizzato il mese di settembre, consentendo di effettuare un raccolto senza una goccia di pioggia. Questa condizione ha favorito non solo le uve a bacca bianca, ma anche quelle a bacca rossa. Unitamente a tutto il comparto frutticolo, ha determinato un aumento delle caratteristiche organolettiche dei singoli prodotti. Operiamo proseguendo nell’impegno per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica della nostra filiera, elemento sempre più richiesto dai consumatori e in cui noi in primis crediamo fortemente».

Mirko Bellini


La Cantina di Casarsa, che ha compiuto 90 anni, riunisce oltre 400 viticoltori soci per una superficie di 2000 ettari vitati. È tra le maggiori realtà vitivinicole del Friuli Venezia Giulia tra i vini fermi e spumanti, nonché tra le prime 9 in Italia per la produzione di Prosecco Doc.
Ora spazio alla produzione dei vini con le prime bottiglie nate dalla vendemmia 2021 che saranno pronte per il tardo autunno, in tempo per le festività natalizie. «Un Natale che ci auguriamo di piena ripresa – ha concluso Bellini – dopo le difficoltà del 2020 legate alla pandemia. Confidiamo che il settore Horeca possa lavorare a pieno regime. Sul fronte dei mercati le prossime saranno settimane delicate visto il perdurare della bolla speculativa sulle materie prime, che stiamo affrontando in tutta la filiera alla pari delle altre aziende e alla quale si è ora aggiunto l’aumento dei costi energetici. Acciaio, plastica e legno hanno incrementi di prezzo del 100-150%, troppo alti perché un sistema economico – non solo noi, ma per tutte le aziende del comparto – li possa sostenere a lungo. Urge pensare a interventi di gestione di tipo sistemici e strutturali, per evitare cali di vendite futuri e mantenere il potere d’acquisto e i costi di produzione entro parametri di crescita».

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In copertina e all’interno tre immagini della vendemmia meccanica nei vigneti degli associati alla Cantina di Casarsa della Delizia.

Al lavoro per la Guida Top vini Fvg 2022: in novembre le commissioni d’assaggio

(g.l.) L’ha definita «unica e storica annata» quella che si sta avviando alla conclusione e che sta vivendo le battute finali della vendemmia. Le parole sono di Paolo Valdesolo, enologo di lungo corso e voce autorevole del settore vitivinicolo friulano nel quale, pur essendo vicentino di origine, ha speso tutta la vita professionale. E che ora continua ad assicurare il suo competente apporto in varie attività e iniziative, come la “Guida Top vini Friuli Venezia Giulia” per la quale, visto il successo della prima edizione, è stata avviata l’organizzazione della seconda, la cui uscita è prevista all’inizio della primavera. Per cui anche quest’anno – afferma il tecnico, coordinatore delle commissioni di assaggio – «sarà indispensabile l’intervento dei migliori esperti del settore enologico per la valutazione dei vini presentati dai produttori della nostra regione», anticipando che le commissioni stesse si riuniranno a villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo (dove ha sede anche il Consorzio tutela vini Doc Friuli Colli orientali e Ramandolo), nei giorni compresi fra il 15 e il 26 novembre. Gli esperti che vorranno partecipare alle sedute degustative sono invitati a comunicare la propria disponibilità all’indirizzo di posta elettronica valdesolo@gmail.com oppure al cellulare 338.7130225.
L’enologo ricorda che alla Guida “Top vini Fvg 2022” possono partecipare tutti i produttori di vino certificato con marchi di qualità Docg, Doc e Igt della nostra regione. Con questo vademecum si vuole infatti «offrire una visione completa del panorama enologico, ricco e articolato del Friuli Venezia Giulia e vuole essere uno strumento di confronto e di crescita anche per i piccoli e medi produttori che hanno l’opportunità di valorizzare la propria realtà aziendale. Una opportunità per promuovere il territorio, i produttori e i vini che permetterà a tutte le aziende, anche a quelle che non trovano spazio nelle guide nazionali, di valorizzare la propria produzione e diventare riconoscibili ad un vasto pubblico di appassionati, turisti, ristoratori, enoteche ed entrare così nelle case di tutti».
Nel contempo, in una nota, si ricordano i principali plus della Guida 2022:
– Una giuria di assaggiatori competenti, seri e indipendenti, presieduta da Nicola Biasi, giovane enologo emergente a livello nazionale e coordinatore tecnico del Wine Research Team, e diretta dallo stesso Valdesolo.
– All’interno della giuria parteciperanno due giornaliste del settore enologico del territorio austriaco.
– La Guida ha ottenuto il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”.
– Redatta in 3 lingue: italiano, inglese e tedesco.
– Le cantine avranno a disposizione 2 pagine per illustrare al meglio la propria azienda.
– La promozione sarà effettuata in diversi momenti ed eventi enogastronomici in Italia e all’estero.
– Saranno assegnati due premi speciali ai migliori vini autoctoni Ribolla gialla e Pignolo.
– La Guida uscirà a marzo 2022.
Ricordiamo, infine, che la Guida verrà distribuita nelle edicole allegata alla rivista Top, Taste of Passion e venduta nelle librerie del Friuli Venezia Giulia. Sarà pure scaricabile dal sito Top Taste of Passion.

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In copertina, l’enologo Paolo Valdesolo, coordinatore delle commissioni tecniche della “Guida Top vini Friuli Venezia Giulia”, durante una degustazione.

Coldiretti, Confagricoltura e Cia si presentano unite per la Bonifica friulana

Domenica 17 e lunedì 18 ottobre, gli associati del Consorzio di Bonifica Pianura Friulana, riuniti in assemblea, saranno chiamati al voto per rinnovare il consiglio dei delegati. Per l’occasione, le tre principali organizzazioni agricole del Friuli Venezia Giulia si sono impegnate in un importante lavoro di sintesi che è approdato nelle 40 candidature di una lista unitaria denominata: “Coldiretti, Cia, Confagricoltura”.
Una collaborazione strategica, con dimensione regionale, attivata anche per il rinnovo degli altri gruppi dirigenti consortili. A esprimere la soddisfazione per questo primo importante (e, a suo modo, storico) risultato sono proprio i presidenti delle tre organizzazioni imprenditoriali: «Il territorio e la Regione – dichiarano – ci chiedevano fortemente di esprimere unitarietà per questi rinnovi e di creare i presupposti per guardare al futuro con ambizione. Fra organizzazioni, dunque, lo abbiamo fatto. C’è in campo pure una progettualità importante, con 34 progetti presentati all’interno del Pnrr destinati all’ammodernamento delle strutture irrigue con finalità di efficientamento della distribuzione e di risparmio d’acqua. Confidiamo che i consorziati – concludono – sostengano la nostra lista e comprendano che da soli, senza supporto e sinergia con il territorio e i portatori di interesse, non si va da nessuna parte».

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In copertina, l’irrigazione del mais nella pianura friulana.

 

A Vinitaly Special Edition debuttano i Sauvignon in “batonnage” delle Grave

Vinitaly Special Edition è alle porte: dal 17 al 19 ottobre, a Veronafiere andrà in scena l’edizione straordinaria della manifestazione dedicata al mondo del vino e dei distillati. Sarà un momento di ripresa molto importante, un vero e proprio snodo per uscire dalla pandemia e puntare nuovamente i riflettori sulla città scaligera, da sempre un richiamo mondiale per il settore vitivinicolo. Albino Armani, viticoltori dal 1607, non poteva certo mancare all’appuntamento più significativo a livello nazionale in termini di operazioni commerciali, consolidamento di partnership internazionali e creazione di nuovi network.
Al padiglione 6, stand C3, Albino Armani – che è anche presidente della Doc delle Venezie (che riunisce i produttori di Pinot grigio di Friuli Venezia Giulia, Veneto e Provincia di Trento) darà nuovamente il benvenuto ad un pubblico di operatori, media e wine lover, che avrà la possibilità di degustare tutte le nuove annate – e non solo – dei vini prodotti nelle sue cinque tenute dislocate tra la Vallagarina Trentina, la Valdadige Veneta, la Valpolicella Classica, la Marca Trevigiana e la Grave Friulana.
Inoltre, in anteprima e solo per la stampa, proprio la Grave Friulana sarà protagonista di due assaggi speciali di Sauvignon 2020 e 2021 (prove di botte). Questo prodotto è frutto di una sperimentazione ancora in corso che prevede parte di affinamento in acciaio sui lieviti (60%), un’altra in botte da 25 ettolitri (35%) e il resto in barrique di secondo passaggio. In tutti i casi, si effettua un “batonnage” settimanale. La stampa specializzata potrà quindi fare degustazioni comparate con il Sauvignon Friuli Grave Doc che fa solo acciaio e la “nuova” versione, che presenta di certo una texture più strutturata, morbida e complessa.

Albino Armani

Per ulteriori informazioni su Albino Armani visita il sito www.albinoarmani.com

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In copertina, i vigneti delle Grave dai quali si ottengono i Sauvignon oggetto della sperimentazione.