Al via dal 23 settembre il primo weekend della manifestazione dedicata alla mela più grande del Friuli Venezia Giulia. Organizzata dalla Pro Loco di Pantianicco con il sostegno di Regione-Promoturismo Fvg, Ersa e Unpli con il patrocinio del Comune di Mereto di Tomba, l’annuale festa “Mostra regionale della Mela”, giunta alla sua 51ma edizione. Si parte alle 18.30 di venerdì prossimo con l’annuncio della classifica delle cassette di mele in concorso, delle oltre 50 aziende partecipanti, mentre alle 19 apriranno i chioschi ricchi di gustose prelibatezze per il palato e poi via alle danze dalle 21 assieme a DJ Ufone e i suoi vinili originali per una serata dalle note revival per coloro che un tempo frequentavano la famosa discoteca Dancing Scarpandibus.
Si terrà invece sabato 24 settembre, alle 17.30, l’inaugurazione ufficiale della 51ma Mostra regionale della Mela alla presenza dell’assessore alle risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna del Friuli Venezia Giulia, del sindaco di Mereto di Tomba, dei sindaci dei paesi limitrofi e della vicina Carinzia; farà gli onori di casa la pesidente della Pro Loco Monica Zinutti. A seguire il convegno tecnico organizzato dall’ Ersa dal titolo “Gestione delle acque reflue di lavaggio delle attrezzature per la distribuzione dei prodotti fitosanitari e della miscela residua: problematiche e possibili soluzioni” sul tema dell’inquinamento delle acque dopo la pulizia dell’attrezzatura utilizzata per la distribuzione dei prodotti fitosanitari che, se mal condotto, può generare forme di inquinamento ambientale. È importante dunque adottare soluzioni tecniche per evitarlo. Molte aziende infatti negli ultimi anni hanno fatto importanti investimenti in questa direzione per adeguarsi a quanto indicato dal DLgs 150/2014 e dal DLgs 152/06 anche supportate dai finanziamenti previsti dai Fondi del Programma di Sviluppo Rurale Fvg. L’incontro, moderato da Lucio Cisilino, vedrà l’introduzione di Paolo Tonello dell’Ersa, gli interventi dei dottori Pierbruno Mutton e Sandro Bressan del Servizio fitosanitario e chimico, ricerca, sperimentazione e assistenza tecnica dell’Ersa, e dei professori Nicola Zucchiatti e Rino Gubiani dell’Università di Udine.
Al termine, si conosceranno le aziende vincitrici – tra le oltre 50 aziende partecipanti e provenienti da Spilimbergo, Budoia, San Quirino, Maniago, Barcis, Montereale Valcellina, Gemona, San Lorenzo, Beano, Bertiolo, Pocenia, Tolmezzo, San Pietro al Natisone, Pulfero, Pozzuolo, Rive d’Arcano, Latisana, Sequals, Cordenons, Chiopris, Chiasellis-Mortegliano, Grions di Sedegliano, San Vito al Tagliamento – per le migliori cassette di mele in esposizione: il Premio Mela Friuli 2022 consisterà in 200 piante di melo resistenti alla ticchiolatura con la possibilità per l’azienda di sceglierne la varietà; per le altre categorie molti altri premi in palio. Il riconoscimento viene conferito alla migliore azienda agricola produttrice di mele attraverso una valutazione complessiva del management aziendale fatta da una commissione di esperti e tecnici – che hanno visitato ogni singola azienda –, composta da Emilio Beltrame e Leonardo Barberio (Regione Fvg), Barbara Oian, Michele Fabro, Marco Stocco (Ersa), Daniele Della Toffola e Marco Gani (Arpa), Severino Del Giudice e David Pascolo (Confagricoltura), Paolo Ermacora (Università di Udine), Gigi Fabro, tecnico e storico componente. Per non penalizzare le aziende che hanno raggiunto risultati ottimi ma solo per certi aspetti della conduzione aziendale, sono stati creati diversi riconoscimenti (migliore azienda fra quelle di piccole dimensioni e migliore azienda montana e a conduzione biologica). Per concludere la giornata di sabato, dalle 21, si balla il liscio con l’orchestra Novanta.
Molto ricco, poi, il programma di domenica 25 settembre che concluderà il primo weekend della manifestazione.rocinio della disciplina di Trasformazione dei prodotti dell’Istituto “Il Tagliamento” di Spilimbergo).
Pro Loco Pantianicco – www.prolocopantianicco.it —^—
In copertina e all’interno mele in esposizione a Pantianicco e dolci preparati con le stesse.
L’impegno, infaticabile, di Carlo Morandini a favore della corretta informazione in agricoltura ha avuto il meritato riconoscimento. Il giornalista, della testata Arc dell’Amministrazione regionale, è stato infatti riconfermato alla presidenza dell’Arga Fvg, l’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio del Friuli Venezia Giulia. La rielezione, con voto unanime, è avvenuta durante il Congresso regionale riunitosi a Silvella di San Vito di Fagagna, a Villa Micoli D’Orlandi, presente il segretario generale Unaga, Gian Paolo Girelli. Nel direttivo regionale è stato riconfermato anche Claudio Soranzo, alla vicepresidenza per la provincia di Gorizia, mentre vicepresidente per quella di Trieste è risultato Furio Baldassi. Nel contempo, Marco Buzziolo, già responsabile della sezione Cultura del sodalizio giornalistico, è stato eletto vicepresidente per la provincia di Udine. Mentre per quella di Pordenone si è registrata la new entry Gigi Di Meo. Ida Donati, invece, stata confermata nel ruolo di segretario-tesoriere, mentre Enrico Leoncini è stato nominato revisore unico e Giorgio Bellini responsabile del collegio dei probiviri. Acclamato, infine, all’unanimità presidente onorario Amos D’Antoni, già segretario generale di Arga Fvg e vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti Fvg. Da molti anni, D’Antoni cura l’ufficio di rappresentanza udinese dell’Ordine dei giornalisti e dell’associazionismo di categoria e tuttora fa parte dello staff che si occupa della popolare trasmissione “Vita nei campi”, su Rai Radio 1.
Nel contempo, Morandini ha ringraziato i componenti uscenti del direttivo, Giuseppe Longo e Antonio Buso, rispettivamente per le province di Udine e di Pordenone, per l’impegno profuso, evidenziando il disegno di valorizzare le professionalità esistenti sul territorio con l’apporto di vicepresidenti ai quali sono stati assegnati compiti di animazione locale. Ha sottolineato che il ruolo della stampa specializzata – ma anche di Arga Fvg e di Unaga, che è l’organizzazione nazionale – è quello di favorire la corretta informazione dei cittadini. Un compito sempre più difficile – ha sottolineato – a causa delle particolari dinamiche della società e della situazione contingente, che può essere perseguito con maggiore efficacia da professionisti preparati e in grado di trasmettere informazioni e notizie sulla realtà del territorio con consapevolezza e nel rispetto delle fonti. Per questo, Arga Fvg ha organizzato, e continua a organizzare, corsi di formazione anche mirati, riguardanti i vari aspetti del settore primario. Pertanto, sono già allo studio eventi formativi, anche con i crediti professionali riconosciuti dall’Ordine dei giornalisti, che avranno per tema l’arte e il giornalismo, le false notizie nel mondo faunistico-venatorio, nell’agricoltura in generale, le tematiche ambientali e forestali. In quest’ottica, Arga Fvg – ha ricordato infine il presidente Morandini – proseguirà nella collaborazione con Assoenologi Fvg e Unione cuochi Fvg, oltre che con il Club per l’Unesco di Udine e la sezione friulana di Italia Nostra, tanto per citare alcuni enti e sodalizi. Nel contempo, Arga Fvg continuerà a organizzare i Premi giornalistici Isi Benini-Città di Udine, Carati d’autore, Valerio Ghin e Voce dell’Adriatico, mentre è allo studio l’organizzazione del Premio giornalistico Piero Villotta, dedicato al compianto presidente onorario di Arga Fvg scomparso due anni fa.
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In copertina, il riconfermato presidente di Arga Fvg Carlo Morandini.
La Regione Fvg ha dato il via libera al documento “Le priorità strategiche per l’agricoltura e il mondo rurale del Friuli Venezia Giulia al 2030 e gli interventi di sviluppo rurale per la Pac 2023-2027” che analizza e traccia il quadro delle proprie azioni per lo sviluppo rurale nei prossimi cinque anni, che saranno sostenute con 227.593.361,19 euro di cui 92.630.498 euro di risorse Feasr. Lo ha evidenziato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari forestali e ittiche dopo l’approvazione preliminare del testo da parte della Giunta (che sarà ora sottoposto al Consiglio delle autonomie locali e alla competente Commissione consiliare), sottolineando come il percorso per l’elaborazione del documento sia partito nel 2020 e abbia visto la Regione, tramite l’Autorità di Gestione del Psr 14-22, impegnata contemporaneamente sia nel confronto con il Partenariato regionale Fvg2030, sia nella partecipazione ai tavoli nazionali con Mipaaf, le altre Regioni e le Province autonome per la costruzione della proposta di Piano nazionale della Politica agricola comune post 2020.
L’esponente della Giunta – come informa Arc – ha spiegato che, a differenza di quelli precedenti, il periodo di programmazione che avrà avvio il prossimo anno è caratterizzato dall’aggregazione della Politica di sviluppo rurale con gli altri strumenti della Pac in un unico Piano strategico nazionale, elaborato da ogni Stato membro, non più quindi dalle Regioni, e approvato dalla Commissione europea. La concertazione dei due differenti piani di lavoro ha ottenuto il risultato di definire e condividere le priorità strategiche in grado di orientare e prefigurare le dinamiche di sviluppo del sistema agricolo e rurale regionale nel medio-lungo periodo e, nello stesso tempo, assicurare il dovuto riconoscimento alle specificità territoriali e settoriali e alle esigenze di sviluppo della nostra Regione nel futuro documento di programmazione nazionale.
Le priorità strategiche per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia sono nove: incrementare la competitività e la resilienza del sistema agricolo, agroalimentare e forestale; garantire un’adeguata remunerazione dei produttori; favorire la presenza di giovani in agricoltura; incentivare la qualità e valorizzare il legame tra prodotto e territorio; migliorare le performance climatiche, ambientali e paesaggistiche dei sistemi produttivi; favorire la gestione attiva e sostenibile delle foreste; valorizzare il ruolo agro-ecologico e paesaggistico del settore primario; rafforzare il ruolo socioeconomico delle zone rurali; promuovere la crescita di conoscenza e innovazione. Tali priorità, che rispondono ai fabbisogni regionali, troveranno attuazione nella declinazione dei 75 tipi di intervento strutturati nel Piano strategico nazionale. Gli interventi attuabili dalla Regione sono il frutto di un processo decisionale condiviso con il Partenariato regionale, grazie al quale le istanze regionali sono state rappresentate nel contesto dello sviluppo rurale, anche in relazione alle esperienze condotte nella programmazione 2014-2022.
Il 21 giugno scorso – conclude la nota Arc – la Conferenza Stato Regioni aveva approvato il Documento di riparto delle risorse per lo sviluppo rurale e al Friuli Venezia Giulia erano stati assegnati complessivamente 227.593.361,19 euro per il quinquennio di programmazione 2023-27, di cui 92.630.498,00 euro di risorse Feasr. Per l’assessore questo passaggio ha consentito di operare scelte strategiche volte a utilizzare in maniera efficiente ed efficace gli strumenti e le risorse a disposizione e in corso di programmazione, per fornire le risposte ai fabbisogni emersi per il settore primario e il territorio rurale regionale. Sono stati infatti individuati gli interventi più in linea con le necessità di sostegno del comparto produttivo primario e del nostro territorio rurale, coerentemente con la disponibilità finanziaria e nell’ottica di un approccio semplificato del carico burocratico. Uno dei primi segnali di tale semplificazione riguarda la concentrazione delle risorse su 29 interventi, un numero decisamente inferiore a quello delle misure attuate nella programmazione 2014-2022.
L’assessore ha quindi confermato che entro la fine di settembre il Mipaaf invierà il Piano strategico revisionato alla Commissione europea per il via libera finale, che è atteso entro l’anno. Nel frattempo, la Regione Fvg continuerà a essere impegnata sui tavoli nazionali nella definizione della governance del Ps Pac e su quelli locali nell’elaborazione dei documenti attuativi a carattere regionale.
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In copertina, un moderno impianto di irrigazione utilizzato in Fvg.
Un evento molto atteso quello de “Il Filo dei Sapori – la Carnia ti dà il cuore”, che dopo tre anni tornerà ad animare la città di Tolmezzo con una rassegna enogastronomica alla scoperta delle ricchezze del territorio montano del Friuli-Venezia Giulia.
L’appuntamento, previsto da giovedì 27 a domenica 30 ottobre, porterà nelle vie cittadine un vero e proprio mercato contadino con oltre 50 stand di aziende agroalimentari della montagna friulana. Verrà dato spazio anche alle degustazioni, a laboratori e showcooking, agli incontri formativi legati allo sviluppo dell’agricoltura, alle attività per i bambini e i ragazzi con la creazione di una vera e propria fattoria didattica. Il focus dell’evento è dare luce al fondamentale ruolo degli agricoltori ed enfatizzarne il grande impatto per lo sviluppo eco-sostenibile e sociale del territorio, partendo proprio dal frutto del loro lavoro e dal racconto delle esperienze di vita.
«I tempi cambiano ma non cambia il ruolo fondamentale dell’agricoltura nella trasmissione di civiltà e cultura. L’agricoltura in Carnia è un settore chiave per lo sviluppo economico e territoriale – afferma Elena Valent, ufficio agricoltura della Comunità di Montagna della Carnia – e la festa, che da 7 anni anima le strade di Tolmezzo durante l’ultimo fine settimana di ottobre, enfatizza il ruolo delle persone che continuano a crederci con passione, dedicandosi alla terra e con essa alla trasmissione di saperi, tradizioni e cultura popolare».
L’evento, ideato nel 2014 dalla Comunità di Montagna della Carnia, è in collaborazione con Ersa (Ente Regionale per lo Sviluppo Rurale), Promoturismo Fvg, Comune di Tolmezzo, Camera di Commercio di Pordenone-Udine e Confartigianato Fvg.
Per maggiori informazioni: www.ilfilodeisapori.com
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In copertina e all’interno immagini dell’ultima edizione della rassegna.
Vendemmia numero sei per il Pinot grigio Doc delle Venezie – il cui Consorzio tutela le produzioni di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino -, in un’annata che ha messo a dura prova la resistenza di molte colture e la filiera agricola a livello nazionale, con previsioni di cali generalizzati delle rese o variazioni qualitative delle diverse varietà – in base alla specifica zona di produzione all’interno del Territorio – dovuti allo straordinario andamento stagionale caratterizzato da siccità e stress termico. Per la denominazione di origine controllata non sono attese differenze significative rispetto alle quantità del 2021 – in alcune province, quelle più pianeggianti servite da irrigazione di soccorso, come Padova e Vicenza, si osservano a macchia di leopardo anche “segni più” in termini di volumi –, mentre a livello qualitativo si prevedono risultati che oscillano dal buono all’ottimo.
Il presidente Albino Armani.
Una annata, la 2022, che come avvenuto per le ultime cinque stagioni sarà amministrata attraverso misure di gestione dell’offerta in un quadro di riconfermata e sempre più ampia sinergia con le altre Denominazioni del Sistema Pinot grigio del Nordest. Deliberata la misura precauzionale relativa alla diminuzione di resa e di uno stoccaggio amministrativo che, per la prossima stagione produttiva, viene tuttavia portata a 160 q/ha con 30 q/ha stoccati (si ricorda che lo scorso anno si raggiungevano 150 q/ha con 20 q/ha messi a stoccaggio). Dalla misura viene escluso il prodotto biologico e viene altresì confermata la tracciatura delle produzioni sostenibili Sqnpi per una eventuale gestione diversificata, cercando di fare fronte ad una lieve diminuzione dell’imbottigliato e in attesa di trovare soluzioni idonee alle problematiche che sono causa di questo rallentamento, legate in parte alla carenza di materie prime come il vetro bianco. In virtù dell’andamento di mercato, infatti, a marzo il Cda del Consorzio Doc delle Venezie aveva fatto richiesta di svincolo del prodotto stoccato atto a Doc delle Venezie proveniente dalla vendemmia 2021. Per analizzare alcuni numeri, al 1° settembre scorso la Denominazione ha quasi toccato l’1,1 milioni di hl imbottigliati con una flessione del 16% sul 2021. In termini temporali, si tratta di un rallentamento di circa 40 giorni su un anno che, tuttavia ricordiamo, registrava risultati straordinari grazie ad un giugno da fuori quota, di fatto migliorando sensibilmente la diminuzione della disponibilità in giacenza.
Queste analisi sono tanto più significative poiché, da un confronto dei dati del Sistema Pinot grigio, si evidenzia un rallentamento delle riclassificazioni a “delle Venezie” in favore di un trend positivo sugli imbottigliamenti delle altre principali Denominazioni, per le quali in molti casi si prospetta a fine anno un ampio risultato positivo sul precedente 2021. Rispetto alle giacenze, peraltro, il trend attuale potrebbe portare all’utilizzo di tutto il patrimonio oggi in disponibilità in tempi non troppo lunghi, favorendo un maggior valore al prodotto fresco in arrivo nei prossimi mesi. Non ultimo, già dal 2020 le principali Do del territorio – Garda, Grave, Friuli, Valdadige, Trentino, Vicenza, Venezia ed Arcole – avevano iniziato un programma di condivisione della misura precedentemente messa in atto dal Consorzio delle Venezie per una gestione coordinata delle disponibilità attraverso quello che viene chiamato “blocco degli impianti” (di fatto viene sospesa l’idoneità a rivendicare le uve), portando alla comune richiesta di rinnovo per il prossimo triennio della sospensione alla rivendica di tutto il Pinot grigio delle principali Do del Triveneto legate alla varietà (ovvero quelle sopraccitate) dei vigneti messi a dimora dopo il 31 luglio 2021.
Con i suoi oltre 27mila ha di vigneto di cui 14 mila direttamente rivendicati, “la Doc delle Venezie, la più estesa a livello nazionale, rappresenta oggi una garanzia di stabilità per il sistema produttivo delle tre regioni di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino, è chiamata a gestire oltre al proprio potenziale anche i quantitativi riclassificati da parte delle altre Do territoriali, garantendo sia un importante equilibrio di Sistema delle Do del Triveneto a produzione di Pinot grigio sia valore e accreditamento per la varietà prodotta nel nostro areale, non solo a Doc delle Venezie. Sarà fondamentale quindi continuare a lavorare congiuntamente per una politica ampia di programmazione della produzione con le denominazioni del Nordest e ad attivare misure straordinarie di gestione dell’offerta da immettere sul mercato, quali mitigazione delle rese, blocco degli impianti e stoccaggio amministrativo, che ci hanno permesso di raggiungere oggi importanti risultati”, afferma il presidente del Consorzio di Tutela Doc delle Venezie, Albino Armani. Un progetto importante, quello del coordinamento tra Denominazioni, che unitamente al lavoro di controllo costante delle informazioni relative a riclassificazioni, giacenze ed imbottigliamenti chiama il Consorzio delle Venezie ad essere il punto di equilibrio non solo del Pinot grigio ma anche di tante altre varietà del Nordest che compongono il “Bianco Doc delle Venezie”, importante punto di ricaduta per la pratica del taglio e non solo, ulteriore opportunità di valore per il Triveneto vitivinicolo.
Il Consorzio delle Venezie Doc nasce nel 2017 dalla comune volontà dell’intera filiera vitivinicola del Nordest d’Italia di creare il più grande modello di interazione sovraregionale, includendo in una unica grande Denominazione la Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia, la Provincia autonoma di Trento ed il Veneto. La Doc delle Venezie ha l’obiettivo di assicurare la tutela e la valorizzazione della denominazione di origine del Pinot grigio, varietà che nel Triveneto ha trovato il suo territorio d’elezione: qui viene infatti prodotto in percentuale l’85% del Pinot grigio italiano ed il 43% di quello mondiale, con un unico areale che va dalle Dolomiti al Carso, dal Lago di Garda fino alla Laguna di Venezia e all’Adriatico. Il Pinot grigio è oggi vino-vitigno che ha saputo più di tutti conquistare i consumatori internazionali, considerato soprattutto che la quasi totalità del Pinot grigio prodotto nel Nordest viene venduto oltre confine.
www.dellevenezie.it
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In copertina, i caratteristici grappoli del Pinot grigio il re dei vini delle Venezie.
Dopo due anni di stop forzato, ritorna dal 23 settembre la manifestazione dedicata alla mela più grande del Friuli Venezia Giulia. Organizzata dalla Pro Loco di Pantianicco con il sostegno di Regione-Promoturismo Fvg, Ersa e Unpli, e con il patrocinio del Comune di Mereto di Tomba, l’annuale “Mostra regionale della Mela” è stata presentata ieri, nel Palazzo della Regione, a Udine, alla presenza dell’assessore alle risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna del Friuli Venezia Giulia e degli altri rappresentanti rappresentanti istituzionali e della Pro Loco Pantianicco. Si rinnova dunque l’annuale appuntamento con le mele in tutte le possibili declinazioni in una 51ma edizione ricca di eventi e prodotti di qualità. «Abbiamo voluto mantenere la formula della nostra manifestazione, con solo alcune novità in campo musicale, – precisa Monica Zinutti, presidente della Pro Loco – perché questa ci ha portati, grazie anche al lavoro dei miei predecessori, ad essere un punto di riferimento non solo per i tecnici e gli appassionati del settore, ma anche per i friulani che si apprestano ad accogliere l’autunno nel segno dei sapori autentici e dei prodotti agroalimentari tipici del nostro territorio».
In degustazione durante tutte le giornate della manifestazione menù variegati di ricette tipiche a base di mele, da consumarsi nei grandi spazi coperti, con le mele croccanti di raccolta oltre ai noti dolci come fagottini, strudel e la frittella di mele locale denominata Pomella – molto gettonate al recentissimo Fruli Doc! – assieme al sorbetto meloso, sidro e succo di mele. Ma anche attività ludiche, appuntamenti di carattere sportivo e culturale, l’elezione di Miss Mela e Mr Melo, il Premio Mela Friuli, il Premio per il miglior miele, per il miglior dolce e naturalmente tanta musica con le orchestre e gli aperitivi con noti DJ, svago e balli sfrenati.finalmente-le-mele-di-pantianicco-mostra-regionale-dal-23-settembre.
Foto Luca d’Agostino
La cifra della Mostra regionale è di sicuro l’esposizione delle migliori cassette di mele delle aziende friulane, che come ogni anno saranno in gara con le proprie mele (Granny Smith, Gala, Delicious rosse, Fuji, Stark, Pink Lady, Braeburn, Red Chief , Di Còrone), una cinquantina le aziende che hanno aderito al concorso – provenienti da Spilimbergo e Budoia, da San Quirino a Maniago, Barcis, da Gemona a Tolmezzo a San Pietro al Natisone, Pulfero, Pozzuolo, Rive D’Arcano, da Latisana, Grions a San Vito al Tagliamento – per la migliore cassetta di mele in esposizione e al Premio speciale Mela Friuli, che, nato nel 1991 per dare risalto a quanti si impegnano nel settore della melicoltura in Friuli. Il riconoscimento viene conferito alla migliore azienda agricola produttrice di mele attraverso una valutazione complessiva del management aziendale fatta da una commissione di esperti e tecnici – che hanno visitato ogni singola azienda –, composta da: Emilio Beltrame e Leonardo Barberio (Regione Fvg), Barbara Oian, Michele Fabro, Marco Stocco (Ersa), Daniele Della Toffola e Marco Gani (Arpa), David Pascolo (Confagricoltura), Paolo Ermacora (Università degli studi di Udine), Gigi Fabro, tecnico e storico componente. Per non penalizzare le aziende che hanno raggiunto risultati ottimi ma solo per certi aspetti della conduzione aziendale, sono stati creati diversi riconoscimenti (migliore azienda fra quelle di piccole dimensioni e migliore azienda montana e a conduzione biologica).
Oltre al Premio, a Pantianicco va in scena una vera e propria festa che ha sempre richiamato nelle edizioni precedenti un numeroso pubblico eterogeneo, dove protagonista è la mela ma anche il miele.
Il debutto è previsto per venerdì 23 settembre alle 18.30, con l’annuncio della classifica delle cassette di mele in concorso, mentre alle 19 apriranno i chioschi ricchi di gustose prelibatezze e poi, soddisfatti i palati, al via le danze dalle 21 con Dj Ufone e i suoi vinili originali per una serata dalle note revival per coloro che un tempo frequentavano la famosa discoteca Dancing Scarpandibus.
Si terrà invece sabato 24 settembre alle 17.30 l’inaugurazione ufficiale della 51ma Mostra regionale della Mela alla presenza di alcuni rappresentanti istituzionali della Regione Fvg, del sindaco di Mereto di Tomba, e dei sindaci dei paesi limitrofi; a fare gli onori di casa la presidente della Pro Loco Monica Zinutti.
Seguirà il convegno tecnico organizzato dall’Ersa dal titolo “Gestione delle acque reflue di lavaggio delle attrezzature per la distribuzione dei prodotti fitosanitari e della miscela residua: problematiche e possibili soluzioni” sul tema dell’inquinamento delle acque dopo la pulizia dell’attrezzatura utilizzata per la distribuzione dei prodotti fitosanitari che, se mal condotto, può generare forme di inquinamento ambientale. È importante dunque adottare soluzioni tecniche per evitarlo. Molte aziende infatti negli ultimi anni hanno fatto importanti investimenti in questa direzione per adeguarsi a quanto indicato dal DLgs 150/2014 e dal DLgs 152/06 anche supportate dai finanziamenti previsti dai Fondi del Programma di Sviluppo Rurale Fvg. L’incontro moderato da Lucio Cisilino, dopo i saluti istituzionali di rito, vedrà gli interventi del dottor Pierbruno Mutton del Servizio fitosanitario e chimico, ricerca, sperimentazione e assistenza tecnica di Ersa, della dottoressa Anna Lutman, direttore tecnico-scientifico Arpa Fvg, e del professor Rino Gubiani, dell’Università di Udine, mentre alle conclusioni parteciperà anche Stefano Zannier, assessore all’agricoltura Regione Fvg.
Al termine, si conosceranno le aziende vincitrici per le migliori cassette di mele in esposizione e del Premio Mela Friuli 2022 che consisterà in 200 piante di melo resistenti alla ticchiolatura con la possibilità per l’azienda di sceglierne la varietà; per le altre categorie molti altri premi in palio. Per concludere la giornata di sabato alle 21 si balla il liscio con l’orchestra Novanta.
Domenica è in programma una giornata densa di eventi, con partenza già alle 8.30 con Melaguido, il raduno con giro turistico di auto storiche. L’evento, realizzato in collaborazione con Euroracing, prevede un giro di circa 70 km con una tappa per l’aperitivo che include la visita presso l’Agribirrificio Villa Chazil mentre al rientro è previsto un pranzo presso gli stand di Pantianicco (iscrizioni entro giovedì 22 settembre Stefano, Telefono 329.5357943 / Gianni, Telefono 335.5928075 Euroracing Sedegliano). I chioschi saranno già aperti dalle 9 mentre alle 12 si terrà il pranzo con la comunità di Pantianicco per gli abitanti e simpatizzanti. Nel pomeriggio, dalle 15, inizierà l’intrattenimento per bambini con il “lancio” di 100 KG di mele per te: cartoline volanti su palloncini lanciati in cielo dai bambini e i laboratori didattici con gli animatori del progetto Ragazzi si Cresce di Mereto di Tomba. Alle 16 (e poi di nuovo alle 21) si danza nell’ampia pista da ballo con l’orchestra Stefania Marchesi mentre alla 17.30 si terranno le premiazioni del 32° Concorso Mieli Città di Pantianicco, concorso rivolto agli apicoltori iscritti e non ai consorzi regionali, indetto dalla Pro Loco di Pantianicco, in collaborazione con l’Arpa Fvg e il Consorzio Apicoltori della Provincia di Udine con l’intento di promuovere e propagandare il consumo del miele.
Alle 18 una delle serate più attese della festa, quella del concorso Miss Mela & Mister Melo in collaborazione con Gierrepi in cui si decreta la regina di bellezza e il più bello tra i belli, il Mr. Melo della regione (selezione valida per il concorso Miss Alpe Adria International e Alpe Adria Boy) in collaborazione con l’agenzia Gierrepi. Iscrizioni gratuite (per informazioni telefono 335.465287, 0432.860075).
I festeggiamenti riprenderanno nel secondo weekend a partire da giovedì 29 settembre con l’apertura dei chioschi alle 19 e il convegno delle 20.30 “Dalla Piçiule Patrie alla Banda Oriental, L’emigrazione friulana in Uruguay” con Walter Mattiussi e in collaborazione con l’associazione culturale Qui Pantianicco. La storia dell’emigrazione friulana verso l’America del Sud ed il sacrificio fatto da intere generazioni è ben documentata; tuttavia il fenomeno che ha coinvolto l’Uruguay non è stato sviluppato sufficientemente ed è giusto far conoscere il contributo che esse hanno dato alla creazione di questa piccola nazione. La serata presenta sinteticamente l’Uruguay ed il Friuli Venezia Giulia ed offre notizie in modo essenziale sulla storia dell’emigrazione regionale in terre della Banda Oriental accennando alla realtà attuale dei corregionali. In concomitanza, si terrà la gara di briscola gastronomica a coppie con ricchi e gustosi premi.
Venerdì 30 settembre alle 18.30 si terrà la presentazione del libro “In cucina con il mais”. Non solo polenta sulla versatilità della farina di mais con tante ricette di Giulia Godeassi presentate dall’editore e direttore del mensile di enogastronomia QB, Fabiana Romanutti e poi tutti ai chioschi a degustare il ricco menù e dalle 21 a ballare il liscio e in gruppo con Alvio ed Elena.
Il primo sabato di ottobre si aprirà alle 14.30 all’insegna della dolcezza con il Concorso Dolci a base di Mele e Miele la cui premiazione si terrà alle 20.30 (qualche ora dopo l’apertura dei chioschi che avverrà alle 18.30). Attesissimo l’appuntamento delle 21 per l’Autumn Party – DJ Set con i DJ Atrés e Max Buono, un’occasione unica per rivivere l’emozione e la magia della musica anni ’90 e ’00!
Infine, domenica 2 ottobre si apriranno le iscrizioni, già alle 8.30, per Mela a spasso, la marcia podistica non competitiva di 10 e 5 km che prevede due punti di ristoro e un ottimo piatto di pastasciutta all’arrivo; iniziativa aperta anche alle scuole, con partenza alle 9.30.
Nella stessa giornata si terrà, alle 14, la gara ciclistica per amatori, il 22° trofeo Franco Cragno mentre alle 15 tornano le attività per i più piccoli con …100 kg di mele per te! e i laboratori didattici con gli animatori del progetto Ragazzi si Cresce di Mereto di Tomba. Quindi, la 51ma festa regionale della Mela di Pantianicco si chiuderà con tanta musica a partire dalle 16 con l’orchestra Collegium.
Durante tutte le giornate dell’evento si potranno anche acquistare le mele fresche di raccolta e i tanti prodotti locali come il miele, i trasformati dalla mela (succo, sidro e aceto di mele) e i deliziosi dolci a base naturalmente di mele e di miele. Inoltre sabato 24 settembre pomeriggio e le domeniche si terranno i laboratori didattico – esperienziali sulla trasformazione delle mele in succo, sidro e aceto e valutazione sensoriale della mela e dei succhi, curati e condotti dagli allievi con i docenti dell’Istituto d’Istruzione “Il Tagliamento” di Spilimbergo (Progetto del percorso di tirocinio della disciplina di Trasformazione dei prodotti dell’Istituto “Il Tagliamento” di Spilimbergo).
Pro Loco Pantianicco – Casa del Sidro Via Caterina Percoto, 4 – Pantianicco Pro Loco Pantianicco – www.prolocopantianicco.it Apertura chioschi: giovedì e venerdì dalle ore 19, sabato dalle ore 18 e domenica dalle ore 9 Cucina aperta: venerdì e sabato ore 19 – 23, domenica ore 11.30 – 14.30 e ore 18.30 – 23
Grazie a: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con il patrocinio Comune di Mereto di Tomba ERSA – Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia PromoTurismoFVG Comitato Regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia Consorzio fra Pro Loco Medio Friuli BancaTer Credito Cooperativo FVG Carr Service Srl In collaborazione con: Euroracing DJ Atrés DJ Max Buono Abbigliamento Zoffi
Intraprendere, fare impresa, non è facile, ma la famiglia Petris è riuscita a portare avanti un’azienda in una località come Sauris, meravigliosa ma sfidante, in maniera seria e attenta alla tradizione, avendo bene a mente cosa significa l’importanza del passaggio generazionale e della solidità dei valori della famiglia. Lo ha sottolineato l’assessore regionale alle Attività produttive, intervenendo alla cerimonia indetta nell’ambito dei festeggiamenti per i 160 anni di storia dell’azienda Wolf, alla quale sono intervenuti il sindaco e altri numerosi rappresentanti delle istituzioni.
L’assessore, portando il saluto del presidente della Regione Fvg, ha rimarcato come una storia aziendale come quella di Wolf è un fiore all’occhiello per il Friuli Venezia Giulia e per il territorio della montagna, avendo contribuito in maniera fondamentale a mantenere viva la località anche sotto il profilo occupazionale.
Beppino Petris con la moglie Licia…
… e lo stabilimento saurano.
La Wolf – che ha il suo prodotto di punta nel Prosciutto di Sauris Igp – è oggi una realtà di primo piano nel panorama dell’agroalimentare regionale. Lo stabilimento, perfettamente inserito nel paesaggio saurano, si estende su una superficie coperta di 12 mila metri quadrati; vi lavorano 52 addetti. La produzione annua è di 50 mila prosciutti e di svariate centinaia di tonnellate di salumi (speck, salami, sopresse, pancette e molto altro) tutti delicatamente affumicati. Il fatturato 2021 è stato di 14 milioni di euro, realizzato per la quasi totalità sul mercato nazionale.
“160 anni di lavoro e grandi soddisfazioni” è il messaggio con il quale tanti amici, dipendenti, collaboratori, compaesani e autorità si sono ritrovati per festeggiare 160 anni di storia della famiglia Petris. Giuseppe Petris, per tutti Beppino, continuando la tradizione familiare, ha fondato nel 1962 il prosciuttificio Wolf, dando all’azienda il nome con cui veniva identificato il suo ramo della famiglia Petris. Centosessant’anni – a cavallo di tre secoli – sono dunque quelli trascorsi dalla nascita, nel 1862, di Pietro Schneider, nonno materno di Beppino. Fu lui a tramandare in famiglia l’arte della conservazione delle carni e quella, tutta di Sauris, della affumicatura dei prosciutti.
Tre immagini dell’area della festa.
Un terzo anniversario, e per certi versi, ancora più importante, è quello – che cadrà sempre quest’anno, tra una manciata di settimane: il 50° di matrimonio di Beppino e Licia. Una famiglia allietata da ben quattro figli, che si sono stretti intorno a loro con una imponente schiera di nipoti e pronipoti. Ed è proprio ai più giovani, alle muove generazioni che è stato indirizzato un gesto estremamente concreto e carico di significato: il Progetto Bosco, 2500 alberi che verranno piantati per contribuire alla riforestazione delle montagne del Friuli Venezia Giulia. Licia e Beppino hanno consegnato le prime piante ai bambini che le hanno messe a dimora. Un simbolico passaggio di testimone, un modo per affermare che con l’impegno di tutti anche le sfide climatiche si possono superare.
Suggestivo panorama tra le montagne.
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In copertina, il nuovo punto di degustazione del prosciutto di Sauris Igp e degli altri prodotti della storica Wolf.
Primo lustro per “Friuli Doc in Osteria”, che quest’anno cresce ancora. Sono infatti venti le osterie aderenti all’iniziativa in programma nell’ambito della 28ma edizione della più grande manifestazione enogastronomica del Friuli Venezia Giulia.
RUOLO CENTRALE – Per quattro giornate, dall’8 all’11 settembre, il capoluogo friulano rinnoverà l’appuntamento con la buona cucina regionale, e fra le protagoniste indiscusse ci saranno proprio le osterie. Si tratta di una «percorso virtuoso che affonda nelle radici del passato ma guarda al prossimo futuro. Un importante evento in cui crediamo molto e che ci dà sempre grandi soddisfazioni», ha spiegato Marco Zoratti, presidente di Confesercenti Udine, che ha organizzato “Friuli Doc in Osteria” di concerto con il Comitato Difesa Osterie Friulane, con il patrocinio del Comune di Udine, Ente Friuli nel Mondo, Promoturismo Fvg, Società Filologica friulana, Pro Loco Città di Udine, in collaborazione con Arlef, Agenzia Regionale per la Lingua Friulana che anche per l’edizione numero cinque ha tradotto, grazie al suo Sportello, il menù in lingua friulana.
LAVORO DI SQUADRA – In occasione dell’incontro – a cui hanno partecipato Massimo Marchesiello, prefetto di Udine, Loris Basso, presidente di Ente Friuli nel Mondo, Alessandro Salvin, del Ducato dei Vini Friulani, ed Enzo Cataruzzi del Club della minestra, oltre ai rappresentanti del nuovo sodalizio “Identità Friulana” che sarà presentato ufficialmente nei prossimi giorni – è intervenuto anche Maurizio Franz, assessore alle Attività produttive, Turismo e Grandi eventi del Comune di Udine che ha dichiarato: «Non posso che fare i complimenti agli organizzatori. Dalla prima edizione di “Friuli Doc in Osteria” è stato fatto un grandissimo lavoro di squadra grazie al quale ogni anno vengono valorizzate le nostre eccellenze e la nostra tradizione culinaria, quella che ha fatto conoscere la nostra terra in tutto il mondo».
VENTI MENU – Da sempre, ieri come oggi, luogo di socialità, le osterie saranno presenti a Friuli Doc con 20 menu diversi, capaci di soddisfare tutti i palati. Ciascuna proposta di cucina non mancherà d’essere poi accompagnata anche da un buon bicchiere di vino, il tutto a partire da soli 4,50 euro. «Con l’aiuto di molti e con il nostro impegno, intendiamo ricordare, salvaguardare e trasmettere ai giovani gli usi, i costumi, le tradizioni della nostra terra nonché tutelare e promuovere la nostra bella lingua – ha precisato Enzo Mancini, presidente del Comitato Difesa Osterie Friulane -. Approfitto dell’occasione per tessere ancora una volta l’elogio dell’osteria che sin dal milletrecento ha scandito la vita quotidiana del Friuli, ponendosi come luogo di aggregazione, conversazione, informazione, svago e, in casi particolari, anche di risoluzione di piccoli e grandi problemi quotidiani. Anche oggi, nonostante la tecnologia abbia raggiunto livelli altissimi, l’osteria riesce a esprimere quel significato di luogo amato e condiviso che unisce e aiuta a promuovere valori quali la solidarietà e la uguaglianza, nonché a difendere il ricordo di un passato che è sempre con noi. Fra due anni il Comitato festeggerà i quarant’anni di fondazione. Ci faremo trovare pronti a passare il testimone alle nuove generazioni».
OSTERIE ADERENTI – Al Canarino (via Cussignacco 37), Al Carûl Ciòc (via G.B.Tiepolo, 64), Al Fari Vecjo (via Grazzano 78), Al Lepre – Gustâ (via Poscolle 29), Al Pavone (via Muratti 62), Al Vecchio Stallo (via Viola 7), Alla Ghiacciaia (via Zanon 13/A), Antica Trattoria Maddalena (via Pellicerie 4), Cin Cin Bar (viale G. Bassi 60), Cjanton Di Vin (via F. Tomadini 6), Da Artico (via Poscolle 58), Grappolo D’oro (via B.Stringher 5), La Torate (piazza Del Pozzo 20), Osteria Al Marinaio (via Cisis 2/A -Angolo Via Grazzano), Osteria Alle Volte (via Mercerie 6), Osteria Da Lucia (via Di Mezzo 118), Osteria E Staffa (via Poscolle 47), Pieri Mortadele (via Bartolini 8), Quinto Recinto (largo Dei Pecile, 3), Vineria La Botte (via Manin 12) sarà possibile assaggiare i piatti golosi della tradizione friulana come gnocchi d’ogni genere, frico, salumi, formaggi, ma anche la coda di bue o il salame all’aceto.
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In copertina, da sinistra Mancini, Zoratti e Franz alla presentazione a Udine.
Dalle Valli del Torre alla Val Alba sopra Moggio Udinese e al Carso Triestino: ecco tre proposte naturalistiche molto invitanti, per sabato e domenica prossimi, che offrono la possibilità di scoprire meravigliosi e suggestivi angoli del Friuli Venezia Giulia.
ATTIMIS – Scoprire, assieme a guide esperte, le Valli del Torre e del Natisone, tra vette, acque, foreste e storia: prosegue il progetto turistico I Sentieri della ProLoco, all’interno di Montagna 365 di PromoTurismoFvg, che trova in questa parte del territorio regionale la collaborazione di 13 Pro Loco che, coordinate dal Consorzio Pro LocoTorre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža, sono pronte a offrire agli escursionisti emozioni uniche in angoli più o meno conosciuti del territorio. Coorganizzatori Wild Routes e ForEst.
Prossimo appuntamento il 3 settembre con l’Escursione sulle dorsali di Porzus. Si camminerà sui sentieri curati e mantenuti dalle Pro Loco di Porzus per scoprire tradizioni ed angoli nascosti del territorio. Da Porzus, vero balcone sulla pianura friulana, ci si addentrerà nei boschi che circondano il paese per raggiungere la mistica Sorgente Očena, lungo un sentiero riscoperto da pochi anni. Si risalirà poi il versante occidentale del Merzli Uorch per osservare il bel panorama e quindi rientrare in paese per un meritato ristoro. Al termine dell’escursione ci sarà la possibilità di riprendere le forze assaporando i prodotti locali presso un ristoro organizzato dalla Pro Loco.
Guida: Marco Pascolino
Difficoltà: Media (7km per 350m di dislivello), adatto a bambini dagli 8 anni in sù.
Durata: 4 ore
Ritrovo: ore 8:30 a Porzus di Attimis, in piazza (https://goo.gl/maps/v3H9T1gdBbRcDcsx7); partenza ore 9. Equipaggiamento: vestiti adatti alla stagione, scarpe da trekking, giacca a vento, acqua, snack, crema solare, cappello/foulard, bastoncini da trekking (consigliati).
Prezzo: 15€ intero / 7,50€ ragazzi 12-18 anni accompagnati / gratis <12 anni accompagnati / Gratis FVG Card. Prenotazione obbligatoria entro le 18 di domani al cellulare 333.4564933 o torrenatisone@virgilio.it
MOGGIO UDINESE – Domenica 4 settembre, attraversata in quota che permette uno sguardo d’insieme sulla Riserva naturale regionale della val Alba. Ci si immerge in diversi ambienti: dalla faggeta alla mugheta, dalle praterie di quota alle formazioni rocciose. Scoprendo vestigia del passato utilizzo delle malghe e di fortificazioni militari risalenti alla Grande Guerra.
Itinerario: dal parcheggio (1050 metri) si segue la strada carreggiabile sino a scollinare e trovare sulla destra una pista forestale che, attraversando il bosco di abeti bianchi, intercetta il sentiero Cai 450/a. Si prosegue sul “450/a” sino ad immettersi sul “428” che porta al bivacco G. Bianchi (1730 metri). Si lascia il Bivacco e la conca del monte Cjavâlz seguendo il sentiero “425” che percorre panoramico il versante sud-occidentale del monte. Seguendo sempre il segnavia “425” si giunge ai resti del ricovero militare della Cengle da la Vacje (1870m), quindi in discesa sino al ricovero militare del Vuâlt, all’omonimo Rifugio e infine al parcheggio.
Ritrovo: Municipio di Moggio Udinese, ore 7. Partenza con mezzi propri sino al parcheggio del Vuâlt.
Durata: 4h 30’ – 5 h (tempo di percorrenza indicativo, escluse le soste)
Dislivello: 1096 metri in salita e in discesa, complessivo di andata e rientro al parcheggio Vuâlt
Difficoltà: “ EE” – Escursionisti Esperti, allenati
Guida: Cai sezione “Creta Grauzaria” di Moggio Udinese
Note: equipaggiamento adatto al periodo e calzature adatte ai percorsi di montagna.
TRIESTE – Domenica 4 settembre la cooperativa Curiosi di natura propone dalle 17.30 alle 21.30 l’uscita speciale: “Da Repen alla Rocca di Monrupino – Tabor, tra natura e poesia”. Una passeggiata naturalistica con letture poetiche e letterarie e, in chiusura, assaggini-omaggio di specialità gastronomiche e vino del Carso al ristorante Krizman. L’uscita è l’ultimo appuntamento di “Piacevolmente Carso – estate”.
Ritrovo alle 17.10 nella piazza di Repen. Termine serata alle 21.30 circa. In programma un facile percorso tra i boschi, da Repen fino alla Rocca, parlando di geologia e ambiente con la guida naturalistica Barbara Bassi. Dalla cima della Rocca di Monrupino-Tabor, con il panorama sul Carso al tramonto, letture commentate di poesie e prose con il giornalista Maurizio Bekar. Segue il ritorno a Repen lungo le strade del paese, e in chiusura assaggini-omaggio di specialità carsiche presso il ristorante Križman.
Un facile percorso di ca. 6,5 km, per persone in normali condizioni fisiche.
I partecipanti riceveranno anche un buono per pasti presso i ristoratori di “Sapori del Carso” con uno sconto del 10%, valido fino al 30 settembre.
È richiesta la prenotazione a: curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. Costo: interi 15 euro; 8 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6.
Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.
“Piacevolmente Carso” ha il patrocinio di PromoTurismoFvg e di Aitr (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative), in collaborazione con l’Ures-Sdgz (Unione Regionale Economica Slovena), Sapori del Carso, e i Git (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.
Carso e Rocca a Monrupino.
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In copertina, bella immagine di Porzus, sopra Attimis, con i caratteristici terrazzamenti sostenuti da muri a secco.
Il bando Agrisolare pubblicato dal Mipaaf è stato oggetto di approfondimento da parte del consiglio direttivo di Confagricoltura. È stato deciso di avviare la macchina operativa che dovrà seguire su tutto il territorio nazionale le imprese che intendono partecipare al bando. Secondo le indicazioni del Ministero, il provvedimento potrà consentire una nuova capacità di generazione pari a 375mila kW da energia solare.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente Massimiliano Giansanti e dai componenti del Direttivo per l’inclusione delle serre tra le strutture produttive contemplate nella misura del Pnrr Parco Agrisolare, proprio come aveva richiesto Confagricoltura, che si era opposta all’esclusione del comparto serricolo e delle attività forestali dalla prima stesura del provvedimento dedicato all’installazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale.
Per l’assistenza alle aziende fino alla scadenza della presentazione delle domande, prevista il 27 settembre, Confagricoltura lavorerà assieme ad Anb, l’Associazione Nazionale Bieticoltori che ha di recente aderito all’Organizzazione. Anche in Friuli Venezia Giulia ci si potrà rivolgere alle strutture provinciali di Confagricoltura Fvg (Udine, Pordenone e Gorizia) e alla struttura regionale con sede nel capoluogo friulano.
Le risorse stanziate per il Parco Agrisolare ammontano a 1,5 miliardi di euro, di cui 1,2 riservati a interventi nel settore della produzione agricola primaria e i restanti 300 milioni equamente ripartiti per investimenti nella trasformazione dei prodotti primari in produzioni agricole e non agricole.
I tempi sono ristretti e il bando è complesso, oltre a essere il primo dedicato al comparto nell’ambito del Pnrr. Un altro limite, già evidenziato da Confagricoltura, è rappresentato dal vincolo dell’autoconsumo, ancorché rivisto rispetto alle bozze iniziali. A tale riguardo la Confederazione continuerà a lavorare affinché nei prossimi bandi questo vincolo venga rimosso, in modo da consentire al settore primario di esprimere al massimo, tanto più nell’attuale situazione di crisi degli approvvigionamenti, la capacità di produzione di energia rinnovabile.
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In copertina, Agrisolare su una cantina sociale: qui siamo a Ramuscello nella provincia di Pordenone.
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