Clima impazzito, dalla Cantina di Ramuscello (ora dotata di un innovativo depuratore) l’appello a cambiare quanto prima il nostro stile di vita

di Giuseppe Longo

SESTO AL REGHENA – Ad Azzano Decimo, a una manciata di chilometri da Ramuscello, nel nubifragio di pochi giorni fa che ha devastato le colture di mezzo Friuli, è caduto un “chicco” di grandine di ben 19 centimetri, un primato assoluto a livello perlomeno europeo. Si tratta soltanto di un “episodio”, ma che si inquadra in un fenomeno meteorologico certamente unico per l’ampiezza dei territori colpiti e di un’intensità tale che non si era mai vista. «La serie di dati storica ci dice che, nel 2023 e negli anni più recenti, sono stati registrati un numero molto elevato di record meteorologici, mai verificatisi prima. Dobbiamo prevenire e intervenire, mettendo il contrasto alla crisi climatica come priorità. Tutti i ghiacciai del mondo si stanno ritirando. Anche quelli delle Alpi che sono destinati a sparire entro fine secolo e provocano l’aumento del livello del mare creando problemi anche alle lagune friulane e a tutti gli insediamenti e le attività della costa. I negazionisti devono prendersi la responsabilità delle loro posizioni antiscientifiche e dannose». Sono, queste, le severe conclusioni a cui è giunto, ieri mattina di fronte a un affollato parterre, il climatologo Luca Mercalli – il cui nome evoca l’inventore della famosa “scala” che misura il grado di distruzione provocato dai terremoti – intervenendo al convegno “Acqua” organizzato dalla Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito e coordinato dal divulgatore e documentarista Marco Virgilio, in occasione dell’inaugurazione del modernissimo e innovativo depuratore e del grande murale realizzato, per abbellirne un lato, dal maestro Francesco Tullio Altan.

Tradotto, tutto questo significa che ormai non c’è più tempo. Bisogna che tutti facciamo la nostra piccola parte per ridurre le emissioni, e quindi il riscaldamento globale causato dal famoso “effetto serra”, cercando di frenare, anche se non sarà per nulla facile, il repentino cambiamento climatico in corso, considerando che ognuno di noi “produce” ogni anno qualcosa – sono ancora parole di Mercalli, che è presidente della Società Meteorologica Italiana, oltre che giornalista scientifico – come 7 mila chili di anidride carbonica, quantitativo che aumenta spaventosamente nel continente asiatico e in America, mentre nei Paesi meno evoluti dell’Africa è quasi insignificante. Per cui, per il climatologo, è improprio classificare i gravissimi fenomeni di queste settimane semplicemente come “maltempo”. Sono, purtroppo, qualcosa di molto peggio!
«Il Friuli Venezia Giulia è una delle regioni italiane più ricche d’acqua e per questo, finora, ci siamo poco preoccupati del suo uso sostenibile. È necessario pensare e ripensare a un suo utilizzo più duraturo e, perciò, serve un piano strategico regionale ad hoc, non solo per gestire la quantità disponibile, ma anche la qualità. L’abbassamento strutturale delle falde provocherà la necessità di tutta una serie di riprogettazioni legate all’idraulica e, dunque, bisogna mettere tutte le competenze necessarie attorno a un tavolo», gli ha fatto eco il geofisico Bruno Della Vedova, uno tra i massimi esperti di cosa nasconda il sottosuolo della nostra regione. Edoardo De Cal, studente del Politecnico di Milano, ha invece illustrato le caratteristiche e le potenzialità dell’app Wop-Station ideata con alcuni colleghi per la gestione e il risparmio delle risorse idriche nelle aziende agricole, basata sull’elaborazione dei dati satellitari attualmente disponibili.

«Sarà un ulteriore passo avanti della cooperativa all’insegna dell’economia circolare e della sostenibilità – aveva sottolineato in apertura, dopo il saluto agli ospiti, il presidente della Cantina, Gianluca Trevisan, riferendosi appunto alla realizzazione del nuovo depuratore -. Un impegno economico importante che si è concretato grazie anche al supporto dell’assessorato regionale alle Risorse agroalimentari. Un’opera, fortemente voluta dagli amministratori della Cantina, che si prefigge di migliorarne la sostenibilità ambientale integrando, allo stesso tempo, alcuni servizi tecnici dedicati agli oltre 150 soci e mantenendo così un forte legame con il territorio. L’opera appena inaugurata, alimentata dall’impianto fotovoltaico installato sul tetto della Cantina e capace di produrre 280 kWh, è stato realizzato da una ditta locale con una capacità di depurare, ogni anno, oltre 20 mila metri cubi d’acqua derivata esclusivamente dalle lavorazioni. Questo nuovo manufatto “4.0” non si limiterà al solo trattamento delle acque reflue ma, sfruttando un sofisticato impianto di filtrazione di ultima generazione, riverserà un’acqua batteriologicamente pura che potrà essere utilizzata per il lavaggio degli atomizzatori dei soci, in un’apposita piazzola a recupero totale. Inoltre, parte dell’acqua che uscirà dall’impianto di depurazione, potrà essere impiegata per l’irrigazione dei giardini e del futuro “bosco didattico”, che verrà piantumato, nei prossimi mesi, a fianco degli edifici della Cantina».

«L’inaugurazione di questa importante opera per la sostenibilità della Cantina di Ramuscello e San Vito deve essere l’occasione per fare un punto sulla gestione della risorsa acqua: bisogna intraprendere un percorso prima di tutto culturale, che ammetta anzitutto che non esiste distinzione tra tipologia di utilizzo, il quale deve per tutti essere improntato al risparmio e all’eliminazione degli sprechi», ha detto infine, traendo le conclusioni della proficua mattinata, il titolare dell’Agricoltura regionale, Stefano Zannier. «In assestamento di bilancio, abbiamo appena approvato una norma che ha la disponibilità di un milione di euro per sostenere la realizzazione degli impianti di depurazione per aziende di dimensioni più piccole rispetto a quella protagonista dell’inaugurazione di oggi e che avevano maggiori difficoltà ad investire in questo tipo di impianti» ha reso noto l’esponente della Giunta Fedriga. Zannier ha pure richiamato l’attenzione sul fatto che l’esposizione sempre più frequente a fenomeni atmosferici estremi deve portare a raccogliere l’acqua quando è presente e a utilizzarla con massima efficienza quando è scarsa. «A tal fine la Regione da tempo investe imponenti risorse. Solo l’anno scorso sono stati destinati a questo tema 20 milioni di euro, con 7 milioni per il triennio per finanziare sistemi ad alta efficienza, ma bisogna urgentemente iniziare a mettere a terra progettualità per la raccolta di acqua di ingenti dimensioni», ha osservato l’assessore. «Serve valutare – ha infatti aggiunto concludendo la sua riflessione – le situazioni per quelle che sono. Non ci sono soluzioni magiche, ma bisogna confrontarsi a tutti i livelli per provocare un necessario cambiamento culturale utilizzando una prassi operativa razionale. La sfida non è solo quella di ridurre i consumi idrici, ma anche quella di servire i territori che oggi sono senz’acqua e ne hanno necessità. Bisogna consumare meno per ampliare la distribuzione anche alle molte superfici bisognose, oggi o nell’immediato futuro».

Prima di passare all’inaugurazione del depuratore, sotto un sole che ormai picchiava forte, il direttore della Cantina, enologo Rodolfo Rizzi, ricollegandosi alla grande opera d’arte che lo “ingentilisce”, ha osservato che «sicuramente la novità, unica nel suo genere, è rappresentata dal grande murale (15 metri per tre), opera del maestro Altan, che spicca imponente su una parete del depuratore. L’opera, che ritrae un paesaggio bucolico ricco d’acqua e dove svettano numerosi personaggi, cari all’artista friulano, con la Pimpa che fa gli onori di casa, sarà meta di visite da parte dei cittadini e scolaresche. L’esecuzione di questo magnifico murale è stata possibile grazie al contributo degli alunni della 3a classe del Liceo artistico “Galvani” di Cordenons, guidati dalla professoressa Sara Marzari, da Vanessa D’Andrea, della Scuola Mosaicisti del Friuli, e da Fabio Brusadin dell’Associazione culturale Kantiere Misto».
Depuratore e murale sono stati quindi benedetti dal vescovo di Concordia-Pordenone, monsignor Giuseppe Pellegrini – «Sono molto contento di essere qui, perché anch’io sono figlio di viticoltori», ha detto il presule -, concludendo la festosa e riuscitissima cerimonia che è stata infine coronata da un sontuoso rinfresco, accompagnato dagli splendidi vini della Cantina, apprezzato, come tutta l’organizzazione, dal foltissimo numero di invitati – si calcola trecento persone! -, tra cui molte autorità. Con il sindaco reggente di Sesto al Reghena (Città del vino Fvg), Andrea Nonis, e altri primi cittadini della zona, c’erano anche i consiglieri regionali Diego Bernardis e Markus Maurmair, nonché esponenti del mondo cooperativistico, come i presidenti di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli, e di Confcooperative Fvg, Daniele Castagnaviz, e vitivinicolo, tra cui Alessandro Salvin, leader del Ducato dei vini friulani. La giovanissima arpista Tamara Bonotto, vincitrice del premio “Giovani Talenti 2022”, durante il convegno aveva invece proposto alcuni apprezzati interventi musicali, alleggerendo la pesante “atmosfera” di preoccupazione inevitabilmente creato dalle allarmistiche constatazioni e previsioni degli esperti chiamati ad analizzare il particolare momento che stiamo vivendo, che va, appunto, dalla ormai cronica carenza d’acqua, con gravi e ricorrenti episodi siccitosi, allo scatenarsi di fenomeni estremi di questo clima impazzito come quelli recentissimi che hanno sconvolto anche le campagne della nostra regione.

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In copertina, il taglio del nastro per l’inaugurazione ufficiale del nuovo depuratore e del murale di Altan; all’interno, il convegno sul clima con gli interventi di Luca Mercalli, Bruno Della Vedova ed Edoardo De Cal; il saluto dell’assessore Stefano Zannier, la sala affollata e la giovane arpista Tamara Bonotto; la benedizione del vescovo Giuseppe Pellegrini e il folto pubblico; infine, lo scoprimento da parte degli studenti del grande murale con opportuna foto ricordo e una nuovissima irroratrice a recupero.

Maltempo, aziende agricole devastate. Zannier: subito le prime misure urgenti

«La conta dei danni anche per i settori dell’agricoltura e dell’allevamento, nelle aree maggiormente colpite dalle ultime devastanti ondate di maltempo in Friuli Venezia Giulia, si sta rilevando davvero disastrosa con condizioni estremamente critiche. Danni importanti sia alle produzioni, ma anche alle strutture e ai mezzi delle aziende agricole. Pesantissima la situazione in alcuni allevamenti e stalle completamente scoperchiate e all’interno delle quali è inevitabile mantenere la presenza dei capi di bestiame. In queste ore è necessario che gli operatori mantengano la calma ed effettuino il più rapidamente possibile le stime dei danni». Lo ha detto ieri mattina l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che ha compiuto un sopralluogo visitando alcune aziende agricole e alcuni impianti zootecnici che hanno registrato ingentissimi danni nelle aree maggiormente colpite dal maltempo.

«Già oggi pomeriggio – ha annunciato l’assessore Zannier – in Consiglio regionale attiveremo le prime misure urgenti. È anche necessario che a livello nazionale vengano attivati gli strumenti adeguati per poter affrontare una situazione davvero pesantissima e complicata che gli operatori del settore non possono certamente affrontare soltanto con i loro mezzi. In queste ore la Regione appronterà urgentemente – ha ribadito l’esponente della Giunta Fedriga – tutti gli strumenti possibili per essere vicina alle aziende dell’agroalimentare e del comparto zootecnico attendendo di avere rapide risposte rispetto all’attivazione delle procedure di intervento e di aiuto anche da parte del governo nazionale».
Nella giornata di martedì l’assessore Zannier aveva già annunciato l’attivazione delle procedure per richiedere il riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento dannoso al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, oltre alle altre possibili forme di intervento a sostegno delle aziende agricole della regione. «Siamo di fronte – ha sottolineato ancora l’assessore – a eventi atmosferici e grandinate senza precedenti accompagnate da venti straordinari e piogge torrenziali che in molti casi hanno distrutto anche gli stessi impianti anti-grandine. I danni sono di proporzioni enormi. Risultano devastate, non solo le coltivazioni che vedono i raccolti compromessi, ma anche moltissime strutture e coperture delle stalle, serre e dei capannoni agricoli».

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In copertina e all’interno danni subiti dalle aziende agricole esposti all’assessore Zannier.

Maltempo, il Fvg ora conta i danni. Zannier: “Aiuteremo gli agricoltori”

«Anche in Friuli Venezia Giulia sono ingenti i danni alle strutture e alle produzioni agricole a seguito dell’ondata di maltempo che ha colpito vaste aree del territorio regionale. Le prime stime contano già danni per diversi milioni di euro». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, il quale ha reso noto che «i funzionari della Direzione centrale stanno quantificando i danni che si riferiscono non solo agli eventi atmosferici tra il 24 e il 25 luglio, ma anche a quelli dal 13 luglio scorso e poi ancora tra il 18 e il 19 luglio ed è in corso la perimetrazione delle aree maggiormente colpite. Si stanno inoltre prontamente attivando le procedure per richiedere il riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento dannoso al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste oltre alle altre possibili forme di intervento a sostegno delle aziende agricole della regione».

Stefano Zannier


Come ha ricordato l’esponente della Giunta Fedriga, «si è trattato di grandinate senza precedenti accompagnate da venti straordinari e piogge torrenziali che hanno provocato enormi danni devastando le coperture delle stalle, delle serre e dei capannoni agricoli, distruggendo le reti antigrandine a protezione delle colture che non hanno potuto reggere l’impatto di chicchi di grandine di dimensioni straordinariamente rilevanti. Ingenti anche i danni alle colture agricole, così come – ha concluso l’assessore Zannier – vengono segnalati pesanti danni anche agli impianti di irrigazione che sono stati rovesciati dalla furia degli agenti atmosferici».

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In copertina, mais distrutto dalla grandine e dal forte vento nel Medio Friuli.

Peste suina, Confagricoltura Fvg preoccupata: il contagio dei cinghiali ha raggiunto la vicina Lombardia

La Peste suina africana sta correndo indisturbata in lungo e in largo, nella Penisola, da Sud a Nord. Sono 1.001 al 14 luglio scorso, in base al Bollettino epidemiologico del Ministero della Salute, i casi accertati di Psa nei cinghiali e otto le regioni in cui il virus è arrivato: dalla Liguria e dal Piemonte (7 gennaio 2022) si è spostato in Lazio, Campania, in Basilicata e in Calabria e, di recente, in Lombardia (in Sardegna è presente dal 1978). In Germania è arrivata nel 2020 e, ancor prima, in Ungheria e Slovacchia.
Il virus si sposta così velocemente che ha cominciato ad accerchiare la zona più vocata della suinicoltura italiana, il cuore della Pianura Padana, e considerando la velocità dei suoi spostamenti la tensione sta salendo assieme alla preoccupazione di tutta la filiera dei suini. Tanto più che in Lombardia la malattia è stata notificata nel cinghiale il 20 giugno scorso, nel comune di Bagnaria, nei pressi di Pavia. Successivamente è stato accertato anche un secondo caso, sempre nella stessa provincia. E, tra la Lombardia e il Friuli Venezia Giulia c’è di mezzo solo il Veneto… Ma i veicoli, le merci e le persone si spostano.
«I tempi dell’infezione e della natura, a quanto pare, non sono quelli della politica – dice un preoccupato David Pontello, responsabile della Sezione zootecnica di Confagricoltura Fvg –. A Nuoro, Reggio Calabria e Roma, dopo parecchie centinaia di cinghiali, la Psa ha già contagiato anche alcuni suini. Sono state messe in campo una serie di misure di contrasto che, evidentemente, non stanno funzionando in maniera efficace per bloccare il galoppo del virus. Con tutta l’ansia del caso, chiediamo agli amministratori pubblici di alzare il livello di guardia a tutela di un comparto, la suinicoltura, che partecipa per l’8,5 per cento al Pil agricolo regionale e vale circa 70 milioni di euro». Nella sola filiera del prosciutto di San Daniele Dop sono coinvolti 150 allevamenti del Friuli Venezia Giulia. Il valore alla produzione della Dop supera i 300 milioni di euro.

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In copertina, famiglie di cinghiali la prima specie a essere contagiata dalla Psa.

A Grado Fvg Via dei Sapori ora cambia sede: il 25 luglio la cena-spettacolo sarà ospitata dalla spiaggia “Imperiale”

Nuova location, il 25 luglio, per l’attesissimo e ormai tradizionale appuntamento di stile e mondanità del calendario estivo di Grado, la cena-spettacolo di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, il conosciuto gruppo delle 21 star della ristorazione che mettono in scena in luoghi di grande suggestione quanto di più raffinato propone in tavola il Friuli Venezia Giulia. Dalla passeggiata a mare, infatti, quest’anno il “dinner show” si trasferirà sulla spiaggia principale della Git, quella “Imperiale”, una piacevolissima occasione per godersi la grande cucina d’Autore in riva al mare, in un’atmosfera glam ed elegantemente informale.


Sarà una Cena spettacolo in 21 tappe con raffinatissimo menu in omaggio alla cucina dell’estate, con i suoi sapori e i suoi profumi, liberamente interpretata dagli chef dei ristoranti del gruppo, che cucineranno in diretta davanti al pubblico piatti di alta creatività creati appositamente per la serata. A proporre l’abbinamento cibo-vino perfetto, altrettanti vignaioli delle più prestigiose aziende vinicole friulane. Ad esibirsi saranno gli chef di AB Osteria Contemporanea di Lavariano di Mortegliano, Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca D’Isonzo, All’Androna di Grado, Caffetteria Torinese di Palmanova, Campiello di San Giovanni Al Natisone, Carnia di Venzone, Costantini di Collalto di Tarcento, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta di Varmo, Enoteca di Buttrio, La Subida di Cormòns, La Taverna di Colloredo Monte Albano, La Torre di Spilimbergo, Lokanda Devetak di Savogna d’Isonzo, Mondschein di Sappada, San Michele di Fagagna, Vitello d’Oro di Udine. Con loro, saranno presenti anche i Ristoranti Amici del Consorzio: Casa Valcellina di Montereale Valcellina, Da Alvise di Sutrio, Tre Merli di Trieste.
L’ouverture – così come la chiusura con i dolci, i gelati, il caffè e i distillati – sarà affidata a 7 artigiani del gusto, produttori agroalimentari di livello assoluto, uniti a ristoratori e vignaioli attorno ad uno stesso progetto: la valorizzazione del cibo, dei prodotti e del territorio del Friuli Venezia Giulia. La serata avviene in collaborazione con Camera di Commercio di Pordenone-Udine, Promo Turismo Fvg.

I dettagli del menu saranno consultabili sul sito www.friuliviadeisapori.it

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La cena-spettacolo inizierà alle 19.30. Il prezzo è di 80 euro. I biglietti si possono acquistare nei ristoranti del gruppo, alla segreteria del consorzio (info@friuliviadeisapori.it, telefono 0432 530052 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12), all’ufficio GIT di Grado (ingresso principale spiaggia). In caso di maltempo la cena si terrà il 26 luglio.
Da 23 anni portabandiera delle eccellenze enogastronomiche di questa regione del Nord Est, straordinario melting pot di genti, culture, cibi, il Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori è un affiatatissimo gruppo composto da 60 aziende top-quality: 21 ristoratori che – dal mare Adriatico alle Alpi – sono portabandiera delle molteplici anime della cucina regionale, pensata e rielaborata da ciascuno secondo il proprio personalissimo percorso di ricerca; 22 tra vignaioli e distillatori e 17 artigiani del gusto. Insieme rappresentano quanto di meglio offre questa terra in fatto di cibi e vini.

Per informazioni: Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori
www.friuliviadeisapori.it – info@friuliviadeisapori.it – Tel. 0432.530052
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­I PROTAGONISTI

I ristoranti: AB Osteria Contemporanea di Lavariano di Mortegliano, Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca D’Isonzo, All’Androna di Grado, Caffetteria Torinese di Palmanova, Campiello di San Giovanni Al Natisone, Carnia di Venzone, Costantini di Collalto di Tarcento, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta di Varmo, Enoteca di Buttrio, La Subida di Cormòns, La Taverna di Colloredo Monte Albano, La Torre di Spilimbergo, Lokanda Devetak di Savogna d’Isonzo, Mondschein di Sappada, San Michele di Fagagna, Vitello d’Oro di Udine. Al percorso gastronomico di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori si affiancano anche vignaioli e distillerie, eccellenze nel settore agroalimentare e artigiani del gusto, oltre che ai partner tecnici: insieme, il gruppo è il portabandiera di quanto di meglio offre a tavola il Friuli Venezia Giulia.

I vignaioli e i distillatori: Albino Armani, Castello di Spessa, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Jermann, Livio Felluga, Livon, Marco Felluga Russiz Superiore, Nero Magis, Petrussa, Picech, Princic Gradis’ciutta, Ronco delle Betulle, Sirch, Venica&Venica, Vistorta, Zidarich, Nonino Distillatori.

Gli artigiani del gusto:  Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio, l’Aceto Sirk; le confetture e i salumi dell’azienda agricola Devetak Sara; il prosciutto crudo di San Daniele di DOK Dall’Ava; le golosità a base di trota di FriulTrota di San Daniele; i salumi d’oca e i prodotti di Jolanda de Colò di Palmanova; i formaggi e i prodotti della Latteria di Cividale; i tartufi di Muzzana Amatori Tartufi; il pregiato pesce della vallicoltura Valle del Lovo di Carlino; le creazioni di Raviolo Factory di Villa Santina; l’alga Spirulina dell’azienda agricola Spiruline di Cormòns; i pani e i dolci di Rizzo Caffè Bistrot di Tarcento; la gubana de L’Antica ricetta di Cormòns; il panettone di Dall’Ava Bakery Maria Vittoria; i dolci e i cioccolati delle Pasticcerie Mosaico e Cocambo di Aquileia; i dolci e le torte della Pasticceria Maritani di Monfalcone e Staranzano; il caffè di Oro Caffè di Udine.

I partner tecnici: Centro Porsche Udine; le stampe di qualità di Publicad di Udine; Lis Lavanderie di San Vito al Tagliamento; GP Eventi di Buia; Globus noleggio attrezzature per catering di Pavia di Udine; Monaco Ristorazione con le sue stoviglie monouso bio&compostabile di Udine.

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In copertina e all’interno immagini della passata edizione della cena-spettacolo sul lungomare di Grado.

 

Friuli Colli orientali e Ramandolo eccellenza del Vigneto Fvg: domani a Cividale il brindisi dei 50 anni

(g.l.) «Eventi come l’occasione di questa sera nella meravigliosa cornice dell’Abbazia di Rosazzo costituiscono importanti momenti di promozione delle nostre eccellenze regionali e i vini Doc dei Colli orientali rappresentano senz’altro un esempio di prodotti, non solo di alta qualità ma anche di fama e raffinatezza. I partecipanti alla serata sapranno diventare “ambasciatori” in grado di raccontare il territorio del Friuli Venezia Giulia e le sue specialità aumentando così anche l’attrattività del turismo enogastronomico». Lo ha affermato ieri sera l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, a margine della cena di gala nel millenario complesso monastico sopra Manzano, dove gli chef, entrambi con due Stelle Michelin, Emanuele Scarello e Matteo Metullio, hanno esaltato i vini dei Colli orientali in un originale viaggio del gusto.

Paolo Valle con l’assessore Zannier.

La cena di gala rientrava tra gli eventi previsti per celebrare i 50 anni della nascita della Doc Colli orientali del Friuli (l’anniversario cadeva esattamente nel 2020, ma si è dovuto ovviamente rinviare per la emergenza pandemica) e quindi del Consorzio di tutela dei vini costituito ufficialmente a Cividale e che oggi (presieduto da Paolo Valle) riunisce oltre duecento viticoltori della famosa area viticola che producono circa 80 mila ettolitri di vino all’insegna di una delle Denominazioni di origine più antiche d’Italia. Alla ragione sociale del Consorzio si è aggiunta in tempi più recenti la specificazione Ramandolo che si riferisce alla prestigiosa Docg nata per prima in Friuli Venezia Giulia sulle colline tra Nimis e Tarcento, ai piedi del monte Bernadia.
«In questi ultimi anni il Consorzio – ha aggiunto l’assessore – ha senz’altro cambiato marcia cercando di lavorare in squadra e con sinergia, abbandonando l’approccio delle singole aziende e puntando invece sul concetto di territorio. Nei Colli orientali si è capita da tempo l’importanza del supporto unitario alle imprese per migliorare le capacità produttive e cogliere i vantaggi dell’innovazione. Non è un caso – ha evidenziato infine Zannier – se anche gli oltre duemila ettari vitati dei Colli orientali portano il Friuli Venezia Giulia a essere la regione italiana con il rapporto tra superficie vitata e superficie agricola che è più del doppio rispetto a quello delle altre regioni. Questo anche per il costante impegno e la continua collaborazione con l’Ersa
nella ricerca di una sempre maggiore qualità. La strada è quella giusta, ma va perseguita anche per vincere le prossime sfide».
Il calendario degli eventi per il cinquantesimo del Consorzio Friuli Colli orientali e Ramandolo prevede, come è noto, due ulteriori importanti appuntamenti per domani 15 luglio: il brindisi aspettando il tramonto sul Ponte del Diavolo a Cividale e l’iniziativa “A cena con il vignaiolo” attraverso la quale dodici ristoranti della città longobarda – prima sede del Consorzio di tutela, che oggi invece è ubicato a villa Nachini Cabassi a Corno di Rosazzo – hanno immaginato un menu da abbinare ai vini della Denominazione per raccontarne la storia che affonda in un ricco passato rappresentato dallo Spadone del Patriarca Marquardo, divenuto simbolo ufficiale della Doc.

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In copertina, vigneti della Docg Ramandolo ai piedi del monte Bernadia a Nimis.

Friuli Colli orientali e Ramandolo, una zona Doc e Docg chiamata a sfide ancora più grandi nei prossimi cinquant’anni

«Il settore della vitivinicoltura è strategico per l’economia del Friuli Venezia Giulia. La Regione è stata impegnata in questi anni a valorizzare e promuovere i nostri prodotti di eccellenza, investendo per farli conoscere il più possibile nel resto d’Italia e all’estero. Credo, senza nulla togliere alle produzioni delle altre regioni italiane, che le tipicità del Friuli Venezia Giulia abbiano oggi maggiori potenzialità di ampliare la loro presenza sul mercato soprattutto nell’ambito dell’offerta di altissima qualità». È il messaggio che il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha portato alla presentazione degli eventi promossi dal Consorzio Doc e Docg Friuli Colli orientali Ramandolo per celebrare il 50° anniversario dalla fondazione.

La presentazione del cinquantenario.

«Ricordo che nella nostra regione – ha aggiunto Fedriga in videocollegamento – c’è una storicità delle produzioni vitivinicole che risale ad epoche lontanissime, addirittura al 180 a.C., frutto del lavoro dell’uomo su questa terra e tali da non poter essere replicate in alcuna altra parte del mondo. Dobbiamo far percepire questa qualità ai consumatori, diventare più performanti nella conoscibilità e riconoscibilità di questa nostra eccellenza, fare rete in modo che i nostri prodotti ricevano dal mercato anche il giusto riconoscimento economico. È necessario muoversi in modo coordinato e integrare enogastronomia, cultura e turismo in un unico sistema, sulla scia del lavoro svolto egregiamente dall’assessore Stefano Zannier in questi ultimi cinque anni. Le porte della Regione sono sempre aperte per favorire l’alleanza tra produttori e istituzioni», ha concluso il governatore.

La mappa della Doc-Docg.


Anche il titolare delle Risorse agroalimentari ha portato il suo personale saluto ricordando che «i prossimi cinquant’anni di attività del Consorzio presentano sfide più grandi di quelle già vinte nel passato. L’attività di sinergia richiamata più volte deve diventare usuale in tutta la regione”. Zannier ha ricordato che “in Friuli Venezia Giulia la media della superficie vitata in rapporto alla superficie agricola è il doppio delle altre regioni italiane. Questo anche per la costante ricerca in qualità. Il Consorzio Colli orientali è stato tra i primi a credere nel supporto tecnico alle imprese per migliorare le capacità produttive e per accrescere l’innovazione. Grazie alla continua collaborazione con Ersa, soprattutto nel mantenimento della salute del “vigneto Friuli” abbiamo raggiunto i livelli che oggi ci caratterizzano». L’assessore ha poi rivendicato «il successo della strategia regionale che ha voluto suddividere le competenze tra Ersa e PromoTurismoFvg rendendo la promozione e la comunicazione più efficaci».
Riferendosi poi all’esperienza della Tasting Academy diretta da Matteo Bellotto all’interno del Consorzio, Zannier ha elogiato «l’approccio che supera il concetto di azienda puntando sul concetto di territorio: questa è la strada giusta. Non possiamo permetterci di rincorrere, dobbiamo anticipare i tempi e attivare la corretta promozione di tutto il territorio, presentandoci come Friuli Venezia Giulia in quanto capitale unitario». Ricco il calendario degli eventi proposto dal Consorzio per le celebrazioni del cinquantesimo anniversario che avrà il suo clou nell’aperitivo sul Ponte del Diavolo a Cividale il 15 luglio cui seguirà la cena con i vignaioli nei ristoranti della città. Maggiori informazioni sul sito del Consorzio (www.colliorienatli.com).

Vendemmia a Ramandolo.

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In copertina, una splendida immagine della zona vitivinicola dei Colli orientali.

 

Il Piligrin (Piculit neri e Merlot) domani sposerà l’alta gastronomia Made in Fvg

Tornano le “cene spettacolo” di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, il Consorzio che riunisce 21 ristoratori top del Friuli Venezia Giulia, affiancati da una filiera di quasi 50 imprese tra vignaioli, distillatori e artigiani del gusto; ovvero una vera e propria squadra che rappresenta l’eccellenza dell’agroalimentare regionale. Anche quest’estate l’associazione mette in scena le sue sofisticate “dinner show” in location di prestigio e di grande effetto scenografico: appuntamenti unici con l’alta ristorazione e con il meglio della produzione vitivinicola locale.
Come già riferito,la prima tappa è in programma domani, 5 luglio, a partire dalle ore 19.30, nel parco storico del Castello di Spessa, a Capriva del Friuli, un contesto ricco di bellezza e suggestione che conquisterà le centinaia di ospiti presenti. Ad accoglierle, un gruppo di una sessantina fra ristoratori, vignaioli, produttori agroalimentari tra cui Albino Armani – Viticoltori dal 1607, che sarà al banco d’assaggio a fianco del ristorante Da Nando a costituire una delle 21 “stazioni del gusto” presidiate dagli altrettanti chef che cucineranno live piatti estivi di alta creatività, proposti in abbinamento a vini delle cantine regionali.
Sarà in particolare il Piligrin della linea Terre di Plovia ad essere servito in accompagnamento alle pietanze proposte nel menù firmato Da Nando: un rosso nato dalla passione per i vitigni autoctoni che da sempre descrive la vita umana e professionale della famiglia Armani. Qui, infatti, il Piculit neri, di profonda matrice locale, spartisce il palcoscenico con il Merlot, generando un fresco connubio dove il frutto emerge con vitalità e freschezza. Piligrin è un cenno alla storia dell’Alta Grave Friulana, terra di passaggio dei pellegrini (da cui il nome) che, diretti in Terra Santa, percorrevano il Cammino del Tagliamento attraversando, appunto, le Terre di Plovia. Un vino che fa parte di un progetto ambizioso per la valorizzazione delle varietà indigene portato avanti con Walter Filiputti, docente e scrittore, nonché presidente del Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori e portabandiera dell’eccellenza enogastronomica della regione.
Il secondo appuntamento con le Dinner Show si terrà martedì 25 luglio sull’incantevole Lungomare di Grado. Maggiori informazioni sul programma delle serate e modalità di partecipazione, consultare il sito www.friuliviadeisapori.it

www.albinoarmani.com

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In copertina, vigneti dell’Alta Grave Friulana dove nasce il Piligrin (Piculit neri più Merlot).

Aria di Festa al via a San Daniele che è sempre più un punto di riferimento del turismo enogastronomico italiano

«Aria di Festa è un appuntamento ormai consolidato che mette in luce l’eccellenza culinaria del Friuli Venezia Giulia e la promuove con il pieno coinvolgimento delle attività produttive del territorio e dell’intera comunità: è bello vedere la piazza di San Daniele piena di pubblico, per una quattro giorni di festa con la possibilità di degustare prodotti autoctoni di altissima qualità». Sono le parole con cui l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, ha portato il saluto istituzionale a San Daniele sul palco di Aria di Festa, la rassegna enogastronomica organizzata e promossa dal Consorzio del Prosciutto di San Daniele con il supporto di PromoTurismoFvg e inaugurata ieri sera alla presenza del direttore consortile Mario Cichetti, del sindaco di San Daniele, Pietro Valent, e di numerose altre autorità, tra le quali il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin e il presidente della Camera di Commercio di Udine-Pordenone Giovanni Da Pozzo. Aria di Festa – che si protrarrà fino a lunedì prossimo – si è aperta con il tradizionale taglio del prosciutto in piazza Vittorio Emanuele con la madrina scelta per il 2023, la giornalista e conduttrice sportiva Giorgia Rossi.

«Il brand del Prosciutto di San Daniele è importantissimo per il nostro territorio – ha aggiunto Bini – e rappresenta una terra ricca di storia, tradizioni, commercio e artigianato. Un plauso al Consorzio del Prosciutto di San Daniele che, grazie al suo impegno organizzativo, fa sì che questo evento richiami ogni anno migliaia di visitatori in una località che è punto di riferimento del turismo enogastronomico in Italia».
Presente alla serata inaugurale anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che si è soffermata sulla forte vocazione di Aria di Festa di «promuovere e rendere attrattivo il territorio partendo dalla valorizzazione di uno dei prodotti più caratterizzanti della regione. Il Prosciutto di San Daniele – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – ha una grande valenza identitaria per il Friuli Venezia Giulia, riconosciuta sia da chi vive sul territorio sia dai numerosi corregionali che contribuiscono a diffonderlo anche all’estero come eccellenza gastronomica».
Nel corso di queste tre giornate, il centro storico di San Daniele si popolerà di oltre dieci stand enogastronomici in cui, oltre al Prosciutto di San Daniele, sarà possibile degustare gli altri prodotti tipici con marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”. Sarà presente anche un punto informativo gestito da PromoTurismoFvg, al fine di accogliere al meglio i tanti visitatori e promuovere l’intero territorio regionale. Il programma della 37ma edizione prevede oltre 30 laboratori educativi per far conoscere il Prosciutto di San Daniele, 90 visite guidate negli otto prosciuttifici che apriranno le proprie porte ai visitatori e sei talk tematici con ospiti d’eccezione del mondo della cucina e dello spettacolo. Nei giorni antecedenti all’inizio della rassegna, le prenotazioni agli eventi proposti avevano superato quota 3.500, ovvero circa il 90 percento dei 4mila posti messi complessivamente a disposizione.
Previsti inoltre dei tour guidati alla scoperta delle attrazioni storico-artistiche (come la Biblioteca Guarneriana) e paesaggistiche del Friuli collinare. Quest’anno, infine, Aria di Festa si affiancherà alla 45ma edizione di Folkest, il festival dedicato agli artisti della world music nato proprio San Daniele, dove è in programma la tappa finale.

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In copertina, la madrina di Aria di Festa Giorgia Rossi con l’assessore regionale Sergio Emidio Bini; all’interno, altre due immagini della cerimonia inaugurale avvenuta ieri sera a San Daniele.

(Foto Regione Fvg)

Vini La Delizia, quando l’etichetta innovativa racconta Sasso e Terra

Concept grafico e packaging completamente rinnovati per Sass Ter, la linea di vini fermi de La Delizia Viticoltori Friulani, realtà di punta del comparto vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia. La cantina cooperativa di Casarsa della Delizia presenta la rinnovata veste della sua linea premium di vini fermi, apprezzata in Italia come all’Estero. Un progetto sinergico tra l’ufficio marketing aziendale e la designer Dina Vecchiato che firma la nuova creatività della linea Sass Ter: la nota creativa – specializzata in lavori per il mondo vitivinicolo – coniugando rispetto dei valori aziendali e innovazione ha saputo raccontare nel profondo l’anima dei vini Sass Ter scegliendo sapientemente, con la sua visione unica e dalla grande sensibilità, materiali, colori e forme.

I vini protagonisti di questa nuova veste sono Sauvignon, Friulano, Pinot grigio, Traminer aromatico, Ribolla gialla, Merlot e Refosco dal peduncolo rosso. L’etichetta è un driver fondamentale nella scelta d’acquisto da parte del cliente, ma le nuove esigenze di mercato impongono sfide ulteriori, che La Delizia ha deciso di cogliere. Per questo l’etichetta ha un particolare effetto materico tattile: basta sfiorarla per percepire la ruvidità dei sassi e la granulosità della terra delle zone del fiume Tagliamento, basta toccarla per sentire il territorio in cui questi vini sono concepiti. Sassi che, dopo essersi staccati dalle rocce delle montagne friulane, vengono erosi durante il loro viaggio a valle da ghiaccio, acqua e vento. Perdono la loro spigolosità, si smussano e infine si depositano nella pianura friulana. Qui impastandosi con la terra creano il terreno dove crescono i vigneti La Delizia. Questa peculiare composizione territoriale favorisce l’equilibrio tra l’acidità del frutto, lo zucchero e i precursori di aromi che si riveleranno nel vino.
Tutto questo viene raccontato dall’etichetta con cromie naturali che evocano il sasso e la terra, la loro essenzialità e matericità. Anche la forma scelta evoca il profilo dei terreni dei vigneti La Delizia, mentre le lamine oro per i vini bianchi e di bronzo per i vini rossi donano luminosità e vitalità all’etichetta come il sole lo fa per il vigneto. Una precisa decisione per il lettering, pulito nelle sue linee ma allo stesso tempo intrigante, sa coniugare estetica e modernità. Il tutto in un rimando preciso tra vino, territorio e la sua gente.

“Volevamo – spiega Flavio Bellomo, presidente de La Delizia – trasmettere già attraverso il labelling e il packaging un intero mondo di valori attraverso segni grafici e sensoriali che veicolino al meglio non solo l’immagine del prodotto, ma anche il suo carattere. Era giunto il momento di dare questo nuovo “vestito” a Sass Ter, proprio per continuare a raccontarne nel miglior modo la qualità dei suoi vini a un mercato di consumatori che vuole sempre più conoscere, già attraverso la grafica e il packaging che caratterizzano la bottiglia, non solo la tipologia del vino ma anche il territorio, la realtà della cantina e la sua storia, al contempo ricca di tradizione ma con lo sguardo rivolto al futuro”.
“Sass Ter – aggiunge Bellomo – è il racconto del Sasso e della Terra, elementi evocativi della terra friulana. Una terra dall’anima generosa, essenzialmente operosa che s’intreccia con la tenacia del popolo friulano. Una sublime alchimia tra essenzialità e autenticità che rivela vini espressivi, dal carattere deciso e dall’anima sensibile. Una trama emozionante alla scoperta di autentiche interpretazioni che celebrano il territorio ed il carattere friulano. Da questi elementi fondamentali è nato il nostro progetto, che coniugando estetica ed esigenze di mercato, ha portato anche a una scelta molto attenta sui singoli componenti del packaging, scegliendo come partner dei fornitori che come La Delizia sono attenti nei loro processi produttivi alla sostenibilità e alla qualità”.

Da qui una filiera che coinvolge altre aziende – principalmente del Nordest – le quali dall’etichetta fino al tappo in sughero e alla capsula, sposano in pieno i valori sostenibili della cantina. Al fotografo Francesco Galifi infine il compito di raccontare questo lavoro creativo con scatti in cui i vini Sass Terr si fondono nei paesaggi della terra da cui nascono.
In un crescendo di sensi coinvolti, dalla vista al tatto, si arriva infine al profumo e al gusto, una volta che si stappa la bottiglia di vino Sass Ter. Ogni vino della linea ha la sua personalità, ma allo stesso tempo tutti sono caratterizzati da una struttura delicata e finemente bilanciata tra eleganza e complessità, per chiudere con un finale fresco e raffinato.
“I nostri vini Sass Ter – conclude il direttore de La Delizia, Mirko Bellini – sono il frutto di un’accurata selezione delle uve e di una sapiente vinificazione condotta nel pieno rispetto dei tratti distintivi ed aromatici delle uve. Con questo progetto di rinnovamento, comunicativo e commerciale, abbiamo voluto esaltare non solo le qualità dei nostri vini ma anche celebrare un tributo alla terra friulana e alla sua gente. Le scelte, dall’etichetta al packaging, permettono ora alla linea di rivelare immediatamente al consumatore espressività e vitalità dei nostri vini, apprezzati in tutto il mondo. Un’immagine rinnovata che, in maniera coerente con i nostri valori e innovativa, esprime la nostra identità nei confronti dei consumatori”.