Saperi&Sapori Fvg, a Udine l’eccellenza dell’artigianato e dell’agroalimentare in occasione di Casa Moderna 2024

(g.l.) «Saperi&Sapori Fvg mette insieme importanti ed eterogenee realtà e istituzioni regionali, dimostrando per l’ennesima volta la straordinaria capacità del nostro territorio di fare sistema. Il Friuli Venezia Giulia è ricchissimo di piccoli imprenditori capaci di realizzare prodotti d’eccellenza spesso poco conosciuti. Con la data zero di questa iniziativa, organizzata nell’ambito di Casa Moderna, vogliamo dare la giusta visibilità a queste aziende dell’artigianato e dell’agroalimentare». Lo ha affermato ieri mattina, a Udine, l’assessore alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, nel corso della presentazione di “Saperi&Sapori Fvg”, l’evento dedicato all’eccellenza dell’artigianato “Made in Friuli Venezia Giulia” che si terrà durante la fiera della Casa Moderna, negli spazi di Udine Esposizioni a Torreano di Martignacco, dal 28 settembre al 6 ottobre. L’esposizione è organizzata dalla Regione Fvg con la collaborazione della Camera di commercio di Pordenone-Udine, di Confartigianato-Imprese Udine, Cna Fvg, Cata Artigianato, PromoTurismoFvg, Fondazione Agrifood & Bioeconomy e la stessa Udine Esposizioni.


«L’obiettivo di Saperi&Sapori è quello di valorizzare e promuovere alcune straordinarie tradizioni dell’artigianato del sistema casa e dell’agroalimentare del Friuli Venezia Giulia – ha ricordato Bini -. Si tratta di una manifestazione rivolta al vasto pubblico, che conta di attrarre soprattutto i più giovani. Il saper fare, il buono da assaporare e il bello da vedere sono i concetti chiave della manifestazione che – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – vuole valorizzare le materie prime di qualità e le lavorazioni curate e rispettose della sostenibilità ambientale per far emergere l’identità del nostro territorio e tutti quei prodotti autentici in grado di differenziarsi sul mercato».
«È importante che la Fiera udinese stia ben compiendo questo percorso di evoluzione da un’attività di tipo tradizionale a una “mutitasking”, facendo quel passo avanti ormai imprescindibile nell’ambito di un sistema fieristico la cui mission “classica” non basta più, nel mondo tecnologico, veloce e interconnesso in cui è immerso», ha detto il presidente dell’ente camerale, Giovanni Da Pozzo. Il quale, ringraziando la Regione e i partner per aver dato avvio insieme a questo nuovo evento, pronto ad andare dunque in scena in un’importante “edizione zero”, ha rimarcato la necessità di superare «il concetto del “fasìn di bessôi”, che pur ci ha ben rappresentati in passato, per andare verso una direzione di sistema, in cui solo cooperando tra attori istituzionali e privati si possono ottenere risultati concreti». Da Pozzo ha anche ricordato che la Cciaa Pn-Ud, oltre a essere parte integrante dell’organizzazione, sarà presente con uno stand istituzionale al padiglione 8. «Presenteremo in particolare le nostre iniziative di valorizzazione dell’economia attraverso i cinque Siti Unesco Fvg – ha detto -, protagonisti di un progetto nazionale e internazionale come Mirabilia, di cui facciamo parte da oltre 10 anni, ma anche di un nostro progetto originale come Opus Loci, che propone percorsi sostenibili, da percorrere a piedi o in bici, “toccando” sia le bellezze storico-artistiche dei nostri Patrimoni dell’Umanità sia le eccellenze produttive dei luoghi coinvolti. Un modo, dunque, di mettere insieme concretamente cultura, economia e turismo di qualità, che trova anche la sua declinazione “podcast” in più lingue, ascoltabile su Spotify. Niente di meglio, dunque, che la Fiera dell’Eccellenza per metterlo in luce».
All’interno di Saperi&Sapori saranno appunto promossi anche i cinque siti Unesco del Friuli Venezia Giulia – Aquileia, Cividale, Palmanova, Dolomiti Friulane e Palù di Livenza – e il progetto Opus Loci, che propone tracciati da percorrere a piedi o in bici per far conoscere sia il nostro patrimonio storico-artistiche sia le sue eccellenze enogastronomiche. Grazie alla collaborazione con PromoTurismoFvg e Fondazione Agrifood & Bioeconomy Fvg, al padiglione 8 saranno inoltre allestiti uno spazio riservato alla vendita del merchandising “Io Sono Friuli Venezia Giulia” e un’enoteca con proposta di prodotti tipici regionali che rimarrà aperta durante gli orari della fiera (nei giorni feriali dalle 14.30 alle 20 e in quelli festivi dalle 10 alle 20).

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In copertina, l’assessore regionale Bini davanti al logo della rassegna; all’interno, gli intervenuti alla sua presentazione.

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Con l’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine.

 

Il Pinot grigio delle Venezie verso la vendemmia: approvate le nuove misure per la grande Doc interregionale

Rimane nel segno della stabilità la Doc delle Venezie – la più estesa denominazione d’origine italiana e caposaldo del Sistema Pinot grigio del Nordest che riunisce gli operatori della filiera produttiva di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – che chiude il primo semestre in sostanziale pareggio rispetto allo stesso periodo dell’anno 2023 sul fronte degli imbottigliamenti, per un volume pari a circa 900 mila ettolitri, e con un lieve incremento rispetto al vino certificato (+2% su base annua) (fonte Triveneta Certificazioni).
«Un equilibrio che senza dubbio riflette lo stato di salute della Doc Delle Venezie che, nonostante le difficoltà ed un quadro economico e geopolitico certamente non ottimale, rimane stabile nei volumi e nel valore – commenta Stefano Sequino, direttore del Consorzio di tutela Doc delle Venezie –. Rispetto alla situazione di equilibrio di mercato rimane di fondamentale importanza l’applicazione delle misure di gestione dell’offerta previste dalla legge 12 dicembre 2016, n. 238, c.d. Testo unico del vino: l’obiettivo è gestire il potenziale produttivo, monitorare i volumi e favorire una crescita equilibrata della denominazione – ha proseguito Sequino – e in quest’ottica risulta imprescindibile l’adozione di un sistema di governo della produzione e, a partire da quest’anno, anche delle riclassificazioni da altre denominazioni di origine coesistenti sul territorio viticolo del Nordest, così da tenere sotto controllo le disponibilità e tendere all’equilibrio tra domanda e offerta di mercato».

Albino Armani


Sono stati pubblicati a inizio luglio, infatti, i provvedimenti delle Amministrazioni competenti delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e della Provincia Autonoma di Trento per l’attivazione delle misure di gestione che disciplinano le dinamiche produttive nell’ambito della stagione produttiva 2024/2025. Si fa riferimento in primo luogo alla riduzione della resa massima di uva per ettaro, che passa da 180 q/ha a 160 q/ha, con uno stoccaggio amministrativo dei prodotti che saranno ottenuti nella vendemmia 2024 di 20 q/ha. Con l’obiettivo di completare ed ottimizzare il sistema di misure di gestione, il Consorzio Doc delle Venezie ha inserito, accanto all’abbassamento della produzione e dello stoccaggio dei volumi, una misura che, per la prima volta in Italia, consentirà di regolamentare le riclassificazioni dei volumi di Pinot Grigio in ingresso, provenienti cioè da altre Doc territoriali con tipologia varietale Pinot Grigio: sarà quindi consentita la riclassificazione a Pinot grigio Doc delle Venezie entro la data del 31 marzo 2025, con l’obiettivo di monitorare in maniera più efficace i volumi e le giacenze e poter quindi promuovere una sempre migliore programmazione delle misure di gestione in relazione alla disponibilità.

Stefano Sequino


Una misura in realtà già adottata nell’anno corrente mediante l’applicazione di un limite alle riclassificazioni in ingresso collocato al 15 maggio 2024. «I dati delle riclassificazioni in ingresso alla data limite del 15 maggio confermano il corretto funzionamento della misura – ha precisato Stefano Sequino – considerando che nel mese di maggio sono stati riclassificati a Pinot Grigio Doc Delle Venezie oltre 90 mila ettolitri, cioè +199% rispetto al mese di maggio 2023, provenienti da altre denominazioni coesistenti sul territorio viticolo, per un totale pari a 236 mila ettolitri dall’inizio della campagna vitivinicola a fronte di 206 mila ettolitri di prodotto riclassificato ottenuto nella precedente stagione produttiva. In altri termini – ha concluso il direttore del Consorzio – la misura ha sollecitato una maggiore riflessione ed una migliore programmazione delle riclassificazioni e ha anticipato di oltre un semestre queste operazioni di cantina».
«La nostra denominazione è un esempio virtuoso di integrazione interregionale e oggi più che mai ha una grande responsabilità che va oltre i confini del proprio areale produttivo, se consideriamo che il vigneto di Pinot grigio del Nordest rappresenta l’85% del vigneto Pinot grigio ottenuto in Italia e quasi la metà del Pinot grigio prodotto a livello mondiale – ha affermato Albino Armani, presidente del Consorzio di tutela Doc delle Venezie – ci auguriamo che il costante lavoro e l’impegno del Consorzio nell’applicazione delle misure di gestione dell’offerta possa sollecitare un maggiore coordinamento nell’ambito del sistema del Pinot grigio del Triveneto, che rappresenta il primo vino bianco fermo delle nostre esportazioni, icona del Made in Italy nel mondo e una grande ricchezza per il nostro sistema vitivinicolo».

Consorzio tutela DOC Delle Venezie – Costituito nel 2017, è il più grande modello di integrazione interregionale che include in un’unica denominazione di origine la Regione Friuli Venezia Giulia, la Provincia autonoma di Trento ed il Veneto. Rappresenta una superficie vitata di circa 27.000 ettari, una produzione pari a circa 240 milioni di bottiglie all’anno e una filiera produttiva costituita da 6.141 viticoltori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento. www.dellevenezie.it

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In copertina, bellissimi grappoli di Pinot grigio pronti per la vendemmia in Friuli: si avvicina l’ora del raccolto 2024.

Sella Nevea, nella Malga riecco il Festival del Montasio che celebrerà un formaggio con una storia cominciata 250 anni fa

Un “invecchiamento” storico di 250 anni, per il formaggio Montasio Dop, una delle bandiere agroalimentari del Friuli Venezia Giulia e del Veneto Orientale. Ed è, sicuramente, un buon motivo per fare festa, anzi: Festival. Infatti, il più antico documento fin qui ritrovato dove si parla del “formaggio di Montasio vero”, è datato 22 agosto 1773 ed è stato emesso a Udine. Il compleanno, poi, sarà anche l’occasione, sabato 6 luglio, proprio in Malga Montasio (di Sella Nevea) gestita dall’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia, per creare un evento nell’evento, con l’inaugurazione dei recenti lavori eseguiti in malga.


«Prima dell’apertura estiva – spiega il presidente Renzo Livoni – abbiamo provveduto alla ristrutturazione del mini-caseificio della Malga, all’allacciamento alla corrente elettrica e alla realizzazione di sei vasche di raccolta dell’acqua piovana che consentiranno la piena autosufficienza idrica dell’articolato complesso zootecnico. Tutti investimenti necessari sia per adeguare la struttura ad alcune norme sulla sicurezza sia per migliorare l’efficienza delle lavorazioni in caseificio. Il taglio del nastro è previsto per le ore 14, con molte autorità».
«È la prima edizione di un evento che speriamo di riproporre negli anni – aggiunge il direttore del Consorzio di Tutela della Dop, Renato Romanzin –. Un autentico ritorno alle origini lontanissime di questo prodotto genuino che, ancora oggi, si fa come una volta con materia prima locale e latte non pastorizzato. Quello inventato qualche centinaio di anni fa, meravigliosamente, dagli abati di Moggio che avevano avuto in custodia la Malga dal Patriarca di Aquileia, si fa ancora oggi, in un contesto naturalistico meraviglioso e lo condividiamo con i consumatori e i turisti che vorranno venire a conoscere questa storia nella giornata del Festival».
Alle 10.30 apriranno ufficialmente gli stand enogastronomici. Durante tutto l’arco della giornata si susseguiranno una serie di laboratori creativi per i bambini; passeggiate guidate, musica dal vivo e possibilità di degustare gli ottimi prodotti della Malga, ovviamente il Montasio Dop, il prosciutto di San Daniele Dop e molte altre eccellenti specialità tipiche. Il Festival del Montasio (www.festadelmontasio.it) gode del sostegno di “Io Sono Friuli Venezia Giulia” e della collaborazione con l’Associazione Friulana Tenutari Stazioni Taurine.

@Daniele Mari

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In copertina, Malga Montasio sui monti sopra Sella Nevea nell’Alto Friuli.

Gli spumanti di Filari di Bolle grandi protagonisti anche al Concorso internazionale delle Città del vino

Le bollicine del Friuli Venezia Giulia premiate a livello internazionale: soddisfazione a Casarsa della Delizia, culla della Selezione Filari di Bolle che ogni primavera, nel contesto della Sagra del Vino, decreta i migliori spumanti regionali. Quest’anno – dopo la premiazione ufficiale e il consueto tour di degustazioni guidate sul territorio partito con la presenza a Sapori Pro Loco a Villa Manin – c’è stata la volontà di partecipare con la Selezione al 22mo Concorso Enologico Internazionale Città del Vino, ospitato a Gorizia dal Coordinamento regionale delle Città del Vino.

I premiati 2024 a Filari di Bolle.


I 60 commissari della Giuria, provenienti da 12 Paesi, hanno particolarmente apprezzato gli spumanti del Friuli Venezia Giulia, capaci di portarsi a casa prestigiose medaglie. Infatti, tutti e 4 i vincitori di Filari di Bolle 2024 sono stati premiati (la consegna avverrà l’8 luglio a Roma). La Cantina Pitars di San Martino al Tagliamento ha ottenuto la medaglia d’oro sia nella classifica generale che nel forum spumanti per la Ribolla Gialla Brut N.V. e la medaglia d’argento per il Prosecco Rosé Millesimato 2023 Brut nel forum spumanti. Vigneti Pietro Pittaro di Codroipo ha ottenuto la medaglia d’oro sia nella classifica generale che nel forum spumanti per il VSQ Talento MC Burt Etichetta Oro 2017. Infine, per la cantina Colutta di Manzano la medaglia d’argento nel forum spumanti per il Prosecco DOC Brut.
«Grande soddisfazione – ha affermatoo il presidente della Pro Casarsa, Antonio Tesolin – per questo prestigioso traguardo giunto proprio in quella che è stata la decima edizione di Filari di Bolle. Basti pensare che i “nostri” spumanti si sono fatti onore nei confronti di ben 1180 altri vini provenienti da 12 Paesi del mondo. Segno di come le nostre bollicine, oltre che al grande pubblico, piacciano anche agli addetti ai lavori. Ora ci attende una lunga estate in cui proporremo la Selezione Filari di Bolle in vari eventi sia a Casarsa della Delizia che in altri centri».
«Casarsa della Delizia – ha sottolineato il sindaco Claudio Colussi – si conferma centro della vitivinicoltura di eccellenza, non solo con i suoi produttori ma anche con quei due grandi momenti di valorizzazione che sono la Sagra del Vino e per l’appunto Filari di Bolle. Questa Selezione continua a crescere e ad allargare i suoi confini, segno di come la scelta di puntare sugli spumanti sia stata lungimirante e continui a essere apprezzata. Non solo: grazie al nostro nuovo piano di marketing turistico comunale puntiamo a integrare sempre più anche la cultura del vino nelle attrattive di Casarsa».
«Anche quest’anno – ha aggiunto Pierangelo dal Mas, delegato Pordenone Associazione italiana Sommelier Friuli Venezia Giulia e presidente della giuria di Filari di Bolle – durante i lavori della giuria abbiamo potuto apprezzare la qualità che stanno esprimendo i nostri spumanti regionali, grazie alla fruibilità e piacevolezza della beva: una caratteristica questa sempre più richiesta dal consumatore finale. Agilità nel vino, verticalità e freschezza: in tal senso le nostre cantine stanno dando un grosso contributo verso questa dimensione sempre più internazionale».

Quest’anno la giuria di Filari di Bolle è stata più ampia rispetto alle altre edizioni, dal respiro interregionale con anche giurati qualificati da Veneto e Trentino Alto Adige al fianco di sommelier ed enologi regionali: insieme a fine marzo hanno degustato in anonimo oltre 60 vini in concorso per infine decretare i vincitori delle 4 categorie. Insieme a loro in qualità di osservatori anche giornalisti, divulgatori e wine lover del mondo del vino, che hanno dato il loro contributo per l’elezione della migliore etichetta/packaging.

Il premio per la categoria Metodo Charmat Prosecco Doc è andato allo spumante Prosecco DOC Brut della cantina Colutta di Manzano.
Alla cantina Pitars di San Martino al Tagliamento due premi: quello per il Metodo Charmat Ribolla Gialla allo spumante Ribolla Gialla Brut N.V. e quello Metodo Charmat allo spumante Prosecco Rosé Millesimato 2023 Brut
Il Premio Metodo Classico è andato allo spumante V.S.Q. Talento MC Brut Etichetta Oro 2017 della cantina Vigneti Pietro Pittaro di Codroipo.
Inoltre assegnato il riconoscimento Miglior etichetta e Packaging allo spumante Prosecco DOC Brut della cantina Bessich di Roveredo in Piano.

Filari di Bolle è organizzata da Pro Casarsa della Delizia Aps, Città di Casarsa della Delizia e Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Consorzio DOC Friuli Venezia Giulia e Uni DOC-FVG con la sponsorizzazione di Banca 360FVG. Patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e collaborazione anche di Città del Vino, Assoenologi, Onav, PromoTurismoFvg e Strada del vino e dei sapori Friuli Venezia Giulia, Comitato UNPLI FVG.

Confagricoltura Fvg, quali soluzioni finanziarie per le aziende vitivinicole? Lunedì un incontro a Premariacco

Confagricoltura Fvg e Agrisoluzioni srl hanno organizzato, per lunedì 1 luglio, alle ore 18, alla Cooperativa di Consumo di Premariacco (via Fiore dei Liberi 32), un incontro dal titolo: “Le soluzioni finanziarie per le aziende vitivinicole: il pegno rotativo e il Fondo di rotazione”.
Ad aprire l’evento sarà Paolo Corso, vicepresidente Srp vitivinicola di Confagricoltura Fvg. A seguire interverrà il coordinatore agricoltura di Credit Agricole, Emanuele Fontana, e in chiusura Fabio Floreancig, delegato all’amministrazione del Fondo di rotazione della Direzione centrale risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia.
«Il primo semestre vitivinicolo racconta di una stagione difficile – spiega Corso -. Le avversità fitopatologiche sono state costantemente in agguato, ma la nostra esperienza ultradecennale ha contribuito, prevalentemente, a una buona gestione del vigneto che, ovviamente, si è manifestata in maniera più complicata nelle aziende a conduzione biologica. Superato il rischio delle gelate tardive (che, a dire il vero, in qualche area hanno fatto alcuni danni) ci avviamo verso l’invaiatura dei grappoli con un’attesa produttiva non molto ricca. Riguardo alla qualità di uva e vino è un po’ troppo presto per esprimersi: molto si deciderà nell’ultimo mese di maturazione, a ridosso della vendemmia», conclude Corso.
La partecipazione all’incontro, organizzato nell’ambito dell’attività Sissar 2024, è libera e gratuita. Si consiglia la prenotazione chiamando lo 0432.507013 o scrivendo ad assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it

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In copertina, immagine di vigneti nella zona Doc Collio in provincia di Gorizia.

Dieta mediterranea in Fvg, domani a Fossalon riflessione su uno stile di vita che è diventato patrimonio Unesco

(r.a.) “La dieta mediterranea è uno stile di vita, più che un semplice elenco di alimenti”. L’affermazione sta alla base di quanto la Fondazione Umberto Veronesi si appresta a descrivere a proposito di quella che definisce “una piramide di salute”, tanto che dal 2010 questo importante “stile di vita” è stato iscritto fra i beni immateriali dell’Unesco, quindi Patrimonio mondiale dell’Umanità, avendone ravvisate l’importanza e appunto la salubrità. Un modello alimentare che non è più soltanto quello delle popolazioni che si affacciano direttamente sul Mediterraneo – e quindi Italia, Grecia e Spagna -, ma che si sta via via diffondendo. E anche il Friuli Venezia Giulia, pur in riva al mare Adriatico quale ultima propaggine settentrionale del Mediterraneo, non conosceva queste abitudini alimentari, ma oggi se ne sta appropriando. Con soddisfazione diffusa.

E, allora, perché non parlarne, al fine di sapere qualcosa di più? Così, dopo l’incontro che si era tenuto all’Università di Udine un paio di mesi fa, riflettori nuovamente puntati sulla dieta mediterranea calata nel Friuli Venezia Giulia, quindi non in una regione dell’Italia meridionale, dove l’ambientazione come detto sembrerebbe più appropriata, ma nella nostra realtà, proprio una delle più alte dello Stivale. E stavolta se ne parlerà a Grado, o meglio a Fossalon, nella zona incontaminata e suggestiva di Punta Sdobba alla foce dell’Isonzo.
L’appuntamento è fissato per domani, alle ore 10.30, al bar-albergo-ristorante “Caneo”. E si tratterà del primo incontro dedicato proprio alla Dieta mediterranea del Friuli Venezia Giulia: ai numerosi interventi dei relatori si affiancheranno una presentazione di dipinti, un reading di poesia e un menu a base di piatti tipici del territorio, curato dal maestro di cucina Germano Pontoni. Numerosi gli interventi, moderati dal giornalista Giuseppe Longo, responsabile di questo sito di agroalimentare, enogastronomia e territorio, con particolare interesse riservato al settore vitivinicolo che ha reso famoso in tutto il mondo il Vigneto Fvg.
Per prima parlerà Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine, seguita da Alessandro Lovato, titolare del “Caneo”, e da Maria Rosaria Peri, dietista dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, il cui intervento sarà incentrato proprio sulla Dieta mediterranea nel Friuli Venezia Giulia. Poi una finesta aperta sulla storia di questa nostra terra: Vittorio Sutto, giornalista pubblicista, parlerà dell’Alimentazione durante l’epoca romana e dei Patriarchi, con chiari riferimenti alla vicinissima Aquileia. Seguiranno le parole di Carlo Morandini, presidente della Stampa agricola Fvg e della Riviera Friulana; Sergio Pascolo, produttore di uova biologiche; Luigi Lovisotto, a nome di Ca’ Lovisotto Wines and Hospitality; Maura Pontoni, responsabile della Casa Editrice L’Orto della Cultura. Seguirà l’intervento dello chef Germano Pontoni che calerà la dieta mediterranea del Friuli Venezia Giulia proprio al Caneo di Fossalon, facendo così la sintesi fra quanto detto dai relatori e quanto potrà essere poi degustato a tavola, mettendo quindi in pratica quanto trattato in forma teorica.
Al termine, Vittorio Sutto, che è anche un noto e apprezzato critico d’arte, presenterà i dipinti di Stefano Balzano, Alessandra Candriella, Salvatore dell’Anna, Alessandra Gusso, Sergio Marino, Giulio Menossi e Gianna Pittini, curando poi un reading di poesie del grande Giuseppe Ungaretti, il giovane poeta-soldato che combattè sulle vicine alture del Carso.

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In copertina, alcuni alimenti tipici della dieta mediterranea e all’interno la “piramide” della Fondazione Veronesi.

Decanter premia il Vigneto Fvg: Muzic grande protagonista con altre cantine di Collio e Colli orientali del Friuli

L’azienda Muzic di San Floriano del Collio è la più premiata a livello regionale al concorso Decanter World Wine Awards di Londra. Giunta alla sua 21ma edizione, la manifestazione enologica rappresenta il più grande concorso vinicolo mondiale, riconosciuto soprattutto per l’affidabilità del rigoroso processo di degustazione e selezione fatto dai più autorevoli esperti e professionisti del wine business. I risultati, pubblicati sul sito Decanter.com, evidenziano anche quest’anno grandi record nella qualità dei vini, in particolare dall’Italia con la regione Friuli Venezia Giulia. Fra gli oltre 18 mila vini totali in degustazione, Muzic si riconferma per la seconda volta come l’azienda più premiata a livello regionale al prestigioso concorso, dopo la medaglia “Best in Show” per il Collio Uve Autoctone “Stare Brajde” 2019, ottenuta già nel 2021.


Il Collio Uve Autoctone 2022 di Muzic (prodotto da Tocai friulano, Malvasia istriana e Ribolla gialla) quest’anno si è aggiudicato la medaglia d’argento con 93 punti, per la sua struttura elegante e ben bilanciata, dal profumo delicato con note fruttate e di mandorla. L’altro Vino da Uve Autoctone che ha ricevuto la medaglia d’argento è quello della Cantina Produttori Cormòns, a dimostrazione dell’importanza di questo progetto di valorizzazione territoriale – di cui fanno parte le due aziende assieme ad altri produttori del Collio -, con il quale si promuove l’utilizzo di varietà indigene che contribuiscono a dare al vino un’eleganza immediatamente riconoscibile. Ed è proprio la prevalenza di vitigni autoctoni, che costituiscono il punto focale della produzione Muzic, assieme alla tradizione, alla genuinità del lavoro e al rispetto dell’ambiente, a distinguere la storica azienda e i suoi vini: profumati e dai sapori che ricordano la natura rigogliosa che circonda la cantina, ventisei ettari di vigneto di cui ventiquattro iscritti alla Doc Collio. L’azienda si è aggiudicata anche la medaglia di Platino per un altro autoctono che esalta alla perfezione il terroir del Collio: il Friulano “Valeris” 2022 con 97 punti, un vino caratterizzato da grande mineralità e freschezza, prodotto dalle uve provenienti da storici vigneti la cui età supera i quarant’anni. La medaglia d’Oro è andata invece al Sauvignon “Pajze” 2022 con 95 punti, che si è distinto soprattutto per l’armonia e l’equilibrio al gusto.
Per quanto riguarda il Friuli, sono state assegnate ben 94 medaglie d’argento, attestate tra 90 e 94 punti, e 113 medaglie di bronzo, attestate tra 86 e 89 punti. Oltre a Muzic, l’altra medaglia di Platino è andata al Castello di Spessa di Capriva, per il suo Pinot bianco “Santarosa” 2022. Infine, ancora tre medaglie d’oro a livello regionale, con 95 punti raggiunti, assegnate al Sauvignon 2022 di Sturm, in Località Zegla a Cormòns, al Collio Bianco “Broy” 2021 di Eugenio Collavini, di Corno di Rosazzo, e al Friulano “12 Viti” 2022 Doc Colli orientali del Friuli di La Sclusa di Spessa di Cividale.

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In copertina, i fratelli Muzic in cantina e all’interno con i loro genitori.

Grandi vini Fvg, italiani e del mondo incontrano la gastronomia del Cividalese nella cornice di Villa de Claricini

Un grande e inedito evento enogastronomico in programma il prossimo venerdì 28 giugno nella seicentesca Villa de Claricini Dornpacher, a Bottenicco di Moimacco, frutto della collaborazione tra l’enoteca Tabogan, interna al centro commerciale Borc Cividât (accanto alla sede di Civibank), e l’associazione “Invito a pranzo nelle Valli“, che riunisce i principali ristoranti delle Valli del Natisone, metterà a confronto la gastronomia locale e importanti vini regionali, nazionali e internazionali.
Grande attesa, quindi, tra gli appassionati per questa iniziativa che vede coinvolti 10 tra ristoranti e trattorie locali, 6 aziende con prodotti tipici gastronomici valligiani, e ben 32 rinomate aziende vinicole del Friuli Venezia Giulia, oltre alla “Rete del Pinot bianco nel Collio“ (6 cantine), 7 note aziende italiane in rappresentanza di altrettante regioni della Penisola, e 10 primarie case vinicole di tutto il mondo, di cui tre dello Champagne.
Una forte unità di intenti ha consentito di affrontare lo sforzo organizzativo in grado di proporre una suggestiva e sapiente proposta enogastronomica che saprà soddisfare anche i palati più delicati. L’ingresso in villa per le degustazioni, dalle 18 alle 24, è di 45 euro, e in prenotazione alla mail spataroandrea74@gmail.com a 38 euro. Qui di seguito l’elenco delle aziende presenti all’evento:

CANTINE

FRIULI

SGUBIN – SOSSOL – CARPINO – VALCHIARO – DORIGO – RONCO DEI TASSI – BRANKO – DRIUS – SCUBLA- RODARO – ATTEMS – ZAMO – CROATTO – ADICOOS – BELLA NOTTE – LUNA STORTA – PASCOLO – GRUDINA – TIARE – DARIO COOS – PETRUCCO – PERUSINI – CEDERMAS – ROSSI – RETE PINOT BIANCO NEL COLLIO (TOROS – KOMJANC – LIVON – CASTELLO DI SPESSA – VENICA & VENICA – RUSSIZ SUPERIORE) – TENUTA STELLA – CLARICINI – SPOLERT – PITICCO- CUESSA – VILLA RUSSIZ – VIGNA PETRUSSA – DAMIJAN

NAZIONALI

SICILIA: CASTELLUCCI MIANO
TOSCANA: FRESCOBALDI, BANFI, CASTELLARE
PIEMONTE: FONTANA FREDDA, VITE COLTE
ALTO ADIGE: KETTMEIR, HADENBURG
FRANCIACORTA: BERLUCCHI
VALLE D’AOSTA: CHATEAU FEVILLET
CAMPANIA: CANTINE OLIVELLA

INTERNAZIONALI

CILE: LOS VASCOS
PATAGONIA: BLACK RIVER
MENDOZA: KAIKEN
FRANCIA: POMMERY (Champagne), MADEMOISELLE, MARGUERITTE
NUOVA ZELANDA: CLOUDY BAY
GERMANIA: BISCHÖFLICHE WEINÜTER TRIER
AUSTRALIA: KOONUNSA
SLOVENIA: KORENIKA

RISTORANTI

CASCINA – SORZENTO
CASCATA – CLODIG
MONTE DEL RE – CLENIA
PESTROFA – CEDRON
DA WALTER – ALTANA
MASCHA E ORSO – OSNIETTO
DARIO AL PONTE – PREMARIACCO
ANTICA TRATTORIA NARDINI – CIVIDALE
TABOGAN – CIVIDALE
SANT’ANNA

STAND

GUBANA: GIUDITTA TERESA, DORBOLO, CEDERMAS
FORMAGGIO: CAPRE FELICI DI PEGLIANO, LATTERIE VENZONE
MOLINO PUSSINI
APICOLTURA CEDARMAS
AZIENDA AGRICOLA VALNATISONE DI PIERIG MAURO
AZIENDA AGRICOLA PAOLINO

La Doc Friuli al Vinòforum di Roma è grande protagonista al Circo Massimo

Nuovo interessante appuntamento per il Consorzio Doc Friuli che, da lunedì a domenica 23 giugno, è impegnato al Vinòforum di Roma, nella splendida cornice del Circo Massimo. La più grande manifestazione dedicata al vino che si svolge nella capitale ospita più di 3mila etichette italiane, con qualche eccellenza internazionale.
Quest’anno si presenta al pubblico di operatori e grandi appassionati anche il Friuli Venezia Giulia per far scoprire da vicino la bellezza e l’unicità del territorio attraverso i profumi e gli aromi dei vini Doc Friuli. Nello stand del Consorzio è, pertanto, possibile degustare alcuni dei vini più rappresentativi della produzione regionale, tra cui la Ribolla gialla spumante brut, il Friulano, la Malvasia, il Sauvignon fra i bianchi e il Refosco dal peduncolo rosso fra i rossi, delle aziende: Cantina Produttori Cormòns, Di Lenardo, Fantinel, Gigante Adriano, Lorenzonetto, MrBio Wine, Obiz, Piera 1899, Pitars, Vigneti Pittaro e Zaglia Giorgio.
Importante vetrina per le aziende e i prodotti regionali d’eccellenza. Vinòforum ogni anno vede aumentare l’affluenza non solo di appassionati, ma soprattutto di operatori, esperti del settore e stakeholder, sempre più interessati. Nell’ambito dell’evento, i visitatori potranno inoltre partecipare a cene con grandi chef, degustazioni guidate e masterclass.

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In copertina, il Circo Massimo che ora ospita anche i vini Made in Fvg.

Pinot grigio delle Venezie unico bianco protagonista tra gli europei di atletica

Il Pinot grigio Doc delle Venezie incontra lo sport. Un grande debutto per il Consorzio di tutela che riunisce, in un’unica denominazione di origine, gli operatori della filiera di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento – il più grande modello di integrazione interregionale – che in questi giorni è stato supplier di Casa Atletica Italiana, l’hospitality house della Federazione Italiana di Atletica Leggera negli spazi di Officine Farneto, a pochi passi dallo Stadio Olimpico, che ha accolto le stelle del mondo sportivo durante le giornate dei Campionati Europei di Atletica Leggera Roma 2024.
Il Pinot grigio delle Venezie, icona del Made in Italy nel mondo, è stato l’unico vino bianco ad essere servito all’interno di Casa Atletica Italiana, punto di riferimento di atleti, tifosi e media che hanno partecipato alla rassegna continentale organizzata nella città capitolina, sede degli incontri istituzionali e stampa ma anche delle celebrazioni degli atleti azzurri al termine delle sessioni di gara. Insomma, un palcoscenico ideale per promuovere, tra gli ambasciatori dello stile italiano nel mondo, il Pinot grigio Delle Venezie, simbolo d’eccellenza del patrimonio vitivinicolo nazionale.
Primo vino bianco fermo per volumi di esportazione, il Pinot grigio delle Venezie Doc è sinonimo di qualità, appartenenza territoriale e stile iconico, fattori che completano un processo di crescita e di valorizzazione iniziato nel 2017 con la nascita della denominazione di origine – subentrata alla preesistente Igt – e che ha portato al riconoscimento del contrassegno di Stato su tutte le bottiglie in commercio, strumento di garanzia e di tracciabilità di filiera per i consumatori.