Grandi verticali domani al via a Buttrio con il Refosco rosso prestigioso del Friuli e la Vernaccia di San Gimignano unica “regina bianca” nella terra dei re rossi

(g.l.) Sarà la Città del vino di Buttrio a inaugurare domani la seconda edizione delle Grandi Verticali del vino, il cui programma si svilupperà appunto da gennaio a giugno in dodici fra i quaranta Comuni associati. E lo farà con un grande prodotto del Vigneto Fvg, il Refosco dal peduncolo rosso – potrebbe stare al Friuli come il Barolo sta al Piemonte -, che a sua volta inaugurerà, con la famosa Vernaccia di San Gimignano, la nuova iniziativa abbinata alle Verticali, che tanto successo avevano ottenuto nel 2024 anno del loro debutto, organizzate dal Coordinamento Fvg delle Città del Vino riaffidato dallo scorso ottobre a Tiziano Venturini, che è anche vicepresidente nazionale dell’Associazione guidata da Angelo Radica. «Il format di quest’anno – ricorda, infatti, il vicesindaco di Buttrio – vede l’incontro tra i nostri grandi vini e quelli altrettanto celebri del resto d’Italia. Un progetto che abbiamo voluto avviare per rafforzare i legami con le Città del Vino di altre regioni: l’obiettivo sarà anche di poter portare poi i nostri vini nelle regioni che abbiamo ospitato».
Appuntamento dunque a Villa di Toppo-Florio – sede di un bellissimo Museo del vino, oltre che punto focale della Fiera dei vini che si tiene ogni anni a fine primavera – domani, alle 19.30. Matteo Bellotto, scrittore del mondo enoico e tecnico nella comunicazione e promozione del settore vitivinicolo, condurrà i partecipanti alla scoperta e degustazione appunto del Refosco dal peduncolo rosso e della Vernaccia di San Gimignano. “Rosso in terra di bianchi e bianco in terra di rossi”, il titolo della serata con partecipanti per il Friuli Venezia Giulia le cantine Conte d’Attimis Maniago, Miani, Petrucco e Tami, mentre per la Toscana ci saranno Terruzzi, Conti Serristori, Fattoria Poggio Alloro Le Mandorle, Macinatico 1332. Ospite speciale della serata Valentino Tesi, brand ambassador del Consorzio del vino Vernaccia di San Gimignano, per il quale questa varietà è «l’unica regina bianca nella terra dei re rossi».
Il programma 2025 de Le Grandi Verticali delle Città del Vino prende il titolo di “Gemellaggi-Insieme siamo unici”. Il progetto gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Io sono Fvg e di Banca 360 Fvg, oltre che del patrocinio del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Unidoc Fvg, Ente Friuli nel Mondo. Il tutto in collaborazione con il Consorzio Montasio Dop e la già ricordata Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina.
Tappa successiva a Manzano per la prestigiosa masterclass “Pignolo & Barolo – Il nobile incontro dei signori del tempo”. Antico Foledor Boschetti della Torre, giovedì 30 gennaio, ore 19.30. Ospite speciale Carlo Alberto Gambino, brand ambassador della Strada del Barolo.

Refosco dal peduncolo rosso

Vernaccia di San Gimignano

IL CALENDARIO

Refosco dal Peduncolo Rosso & Vernaccia di San Gimignano – Rosso in terra di bianchi e bianco in terra di rossi, Buttrio Villa di Toppo – Florio, giovedì 16 gennaio. Ospite speciale Valentino Tesi, brand ambassador Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano.

Masterclass Pignolo & Barolo – Il nobile incontro dei signori del tempo, Manzano, Antico Foledor Boschetti della Torre, giovedì 30 gennaio. Ospite speciale Carlo Alberto Gambino, brand ambassador Strada del Barolo.

Ribolla gialla & Fiano d’Avellino – Le Cenerentole che diventano Regine, Corno di Rosazzo Villa Nachini Cabassi, giovedì 13 febbraio.

Friulano di pianura & Tai di Lison Docg – Dal Friulano al Tai, la pianura e i suoi segreti, San Vito al Tagliamento, sala consiliare Palazzo Altan, venerdì 28 febbraio. Ospite speciale Stefano Quaggio, direttore Consorzio Vini Venezia.

Pinot grigio la storia di un autoctono acquisito, Sequals Villa Savorgnan – Lestans, giovedì 13 marzo. Ospite speciale Nazareno Vincenzi, brand ambassador Consorzio Pinot grigio delle Venezie.

Vitovska del Carso & Vermentino di Liguria – I vini da terre estreme, Duino Aurisina – Devin Nabrežina Infopoint di Sistiana, giovedì 27 marzo. Ospite speciale Enzo Giorgi, Coordinatore regionale Liguria Città del Vino.

Schioppettino di Prepotto & Schiava Alto Adige – Un incontro di pepe e spezie tra i rossi più versatili d’Italia, Prepotto Municipio – sala consiliare, mercoledì 9 aprile. Ospite speciale André Senoner, brand ambassador Alto Adige wines.

Friulano & Vermentino di Gallura – Sardegna e Friuli, dove i vini parlano la lingua della terra, Cormons Enoteca, giovedì 24 aprile. Ospite speciale Giovanni Antonio Sechi, Coordinatore regionale Sardegna e vicepresidente nazionale Città del Vino.

Malvasia & Castelli Romani – Incontri di Malvasie tra Friuli e Lazio, Aquileia piazza Capitolo, giovedì 8 maggio.

Merlot & Raboso del Piave – Incontro tra il grande rosso internazionale che è ormai autoctono con un vino di confine tra Veneto e Friuli, Cividale del Friuli, sala del Refettorio Monastero di Santa Maria in Valle, giovedì 22 maggio.

Terrano & Sagrantino di Montefalco – L’incontro dei tannini, Sgonico – Zgonik Enoteca, giovedì 29 maggio.

Appuntamento finale: Friulano & Tocai – Bentornato in Friuli Tocai! – Tocai dal mondo e Tocai dal Friuli evoluti e senza tempo, in collaborazione con Ente Friuli nel Mondo (data e sede in fase di definizione).

Costo 35 euro a persona, ultimi posti disponibili contattando la Pro Loco Mitreo Aurisina, che si occupa della segreteria: prolocoaurisina@libero.it – telefono 348.5166126.
Programma completo e aggiornamenti su www.cittadelvinofvg.it

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In copertina, l’ingresso di villa di Toppo-Florio a Buttrio sede del Museo del vino.

(La foto della Vernaccia di San Gimignano è tratta dal Catalogo dei Vivai Cooperativi di Rauscedo)

Le Città del vino Fvg con il ritorno di Chiopris Viscone salgono a quota 40. Grandi Verticali in dodici appuntamenti: con le nostre etichette protagoniste anche quelle famose di altre regioni

E ora pronti, via! Si riparte con Le Grandi Verticali del vino, organizzate – dopo il successo del 2024 – dalle Città Fvg che sono appena salite a quota 40: il Comune di Chiopris Viscone è rientrato, infatti, nell’associazione dopo alcuni anni di assenza. A darne l’annuncio ieri mattina il coordinatore regionale e vicepresidente nazionale, Tiziano Venturini, durante il primo incontro del nuovo anno in cui è stato anche presentato proprio il calendario della seconda edizione delle Grandi Verticali delle Città del Vino, in programma tra gennaio e giugno in dodici Comuni: il via giovedì prossimo a Buttrio. La illustrazione del nuovo programma di degustazioni è avvenuta all’azienda Canus, a Corno di Rosazzo. Presente il consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia e presidente della V Commissione, Diego Bernardis, con il vicesindaco cornese, Maurizio D’Osualdo (vicecoordinatore regionale delle Città del Vino), il sindaco di Chiopris Viscone Carlo Schiff, il direttivo del Coordinamento, sindaci e amministratori e ambasciatori delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. Presente anche il presidente di Unidoc Fvg Marco Rabino e i rappresentanti del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Ente Friuli nel Mondo e Banca 360 Fvg.

«Una felice occasione – ha affermato il coordinatore Venturini, vicesindaco di Buttrio – che il ritorno di Chiopris Viscone sia coinciso con la presentazione della nuova edizione delle Grandi Verticali, rassegna che lo scorso anno ha avuto un grande apprezzamento da parte del pubblico e che torna con un programma arricchito dall’incontro tra i nostri grandi vini e quelli altrettanto celebri del resto d’Italia. Un progetto che abbiamo voluto avviare per rafforzare i legami con le Città del Vino di altre regioni: l’obiettivo sarà anche di poter portare poi i nostri vini nelle regioni cha abbiamo ospitato. Inoltre, per le prima volta la manifestazione arriva anche in provincia di Pordenone grazie alla disponibilità di San Vito al Tagliamento e Sequals, oltre a toccare come nella scorsa edizione le province di Udine, Gorizia e Trieste. Sarà un bel viaggio, guidati da Matteo Bellotto, che ci porterà fino all’inizio dell’estate, stagione che poi vedrà altri nostri progetti sempre all’insegna della valorizzazione della cultura del vino e del bere bene e responsabile. Grazie a Regione e Banca 360 Fvg che ci sostengono con convinzione, alle Pro Loco e Unidoc per la preziosa collaborazione nonché all’Ente Friuli nel Mondo con cui avviamo questa nuova collaborazione per poter dialogare con territori del vino lontani, ma che vedono protagonisti emigranti friulani: prossimamente annunceremo i dettagli di questa iniziativa».
Matteo Bellotto, scrittore del mondo enoico, oltre ad essere uno dei più noti e qualificati tecnici nella comunicazione e promozione del settore vitivinicolo in Friuli Venezia Giulia e non solo, è poi intervenuto per presentare nel dettaglio il programma di questo viaggio sensoriale che farà incontrare le annate delle cantine del Friuli Venezia Giulia con alcuni tra i più noti vini d’Italia, in dialogo con produttori, wine lover ed esperti del settore che come ospiti speciali interverranno nelle varie serate. «Un gemellaggio all’insegna del vino – ha sottolineato Bellotto -, per capire quanto, nella nostra Penisola, insieme siamo unici». Per questo il programma 2025 delle Grandi Verticali delle Città del Vino prende il titolo di Gemellaggi-Insieme siamo unici. Il progetto gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Io sono Fvg e di Banca 360 Fvg, oltre al patrocinio del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Unidoc Fvg, Ente Friuli nel Mondo. Il tutto in collaborazione con il Consorzio Montasio Dop e la Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina, la quale curerà la segreteria per le iscrizioni (prolocoaurisina@libero.it – 348.5166126). Costo 35 euro a incontro per persona. Questo, dunque, il calendario dei dodici appuntamenti 2025.

IL CALENDARIO

Refosco dal Peduncolo Rosso & Vernaccia di San Gimignano – Rosso in terra di bianchi e bianco in terra di rossi, Buttrio Villa di Toppo – Florio, giovedì 16 gennaio. Ospite speciale Valentino Tesi, brand ambassador Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano.

Masterclass Pignolo & Barolo – Il nobile incontro dei signori del tempo, Manzano, Antico Foledor Boschetti della Torre, giovedì 30 gennaio. Ospite speciale Carlo Alberto Gambino, brand ambassador Strada del Barolo.

Ribolla gialla & Fiano d’Avellino – Le Cenerentole che diventano Regine, Corno di Rosazzo Villa Nachini Cabassi, giovedì 13 Febbraio.

Friulano di pianura & Tai di Lison Docg – Dal Friulano al Tai, la pianura e i suoi segreti, San Vito al Tagliamento, sala consiliare Palazzo Altan, venerdì 28 febbraio. Ospite speciale Stefano Quaggio, direttore Consorzio Vini Venezia.

Pinot grigio la storia di un autoctono acquisito, Sequals Villa Savorgnan – Lestans, giovedì 13 marzo. Ospite speciale Nazareno Vincenzi, brand ambassador Consorzio Pinot grigio delle Venezie.

Vitovska del Carso & Vermentino di Liguria – I vini da terre estreme, Duino Aurisina – Devin Nabrežina Infopoint di Sistiana, giovedì 27 marzo. Ospite speciale Enzo Giorgi, Coordinatore regionale Liguria Città del Vino.

Schioppettino di Prepotto & Schiava Alto Adige – Un incontro di pepe e spezie tra i rossi più versatili d’Italia, Prepotto Municipio – sala consiliare, mercoledì 9 aprile. Ospite speciale André Senoner, brand ambassador Alto Adige wines.

Friulano & Vermentino di Gallura – Sardegna e Friuli, dove i vini parlano la lingua della terra, Cormons Enoteca, giovedì 24 aprile. Ospite speciale Giovanni Antonio Sechi, Coordinatore regionale Sardegna e vicepresidente nazionale Città del Vino.

Malvasia & Castelli Romani – Incontri di Malvasie tra Friuli e Lazio, Aquileia piazza Capitolo, giovedì 8 maggio.

Merlot & Raboso del Piave – Incontro tra il grande rosso internazionale che è ormai autoctono con un vino di confine tra Veneto e Friuli, Cividale del Friuli, sala del Refettorio Monastero di Santa Maria in Valle, giovedì 22 maggio.

Terrano & Sagrantino di Montefalco – L’incontro dei tannini, Sgonico – Zgonik Enoteca, giovedì 29 maggio.

Appuntamento finale: Friulano & Tocai – Bentornato in Friuli Tocai! – Tocai dal mondo e Tocai dal Friuli evoluti e senza tempo, in collaborazione con Ente Friuli nel Mondo (data e sede in fase di definizione).

Aggiornamenti su
www.cittadelvinofvg.it

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In copertina, il coordinatore regionale Tiziano Venturini e il direttore delle Grandi Verticali del vino Matteo Bellotto; all’interno, immagini dell’incontro di ieri mattina a Corno di Rosazzo.

(Foto Città del vino Fvg e Nicola Santini)

“Racconti intorno al vino” con storie legate all’emigrazione italiana: le Città indicono il quinto concorso letterario

(g.l.) Torna il concorso letterario delle Città del vino. L’Associazione nazionale, presieduta da Angelo Radica – e che in Friuli Venezia Giulia è coordinata da Tiziano Venturini -, ha indetto infatti la V edizione di “Racconti intorno al vino” a cura degli Ambasciatori delle Città del Vino, guidati da Carlo Rossi, che pure quest’anno vedrà la collaborazione del Gruppo Ermada Flavio Vidonis: il sodalizio di Duino Aurisina, presieduto da Massimo Romita, metterà a disposizione i premi per i cinque vincitori.
Il fil rouge 2025 sarà “La migrazione italiana in Italia e all’estero, storie di vini e di persone”, partendo dalla considerazione che vi sono moltissimi personaggi che una volta emigrati all’estero hanno creato aziende e prodotto vini eccellenti dall’altra parte del Mondo. Così come la migrazione interna italiana, uomini in cerca di fortune e di lavoro portandosi dietro il vino di casa e realizzando nei nuovi luoghi di vita, vigneti e cantine. Un tema profondo che si apre anche verso confini internazionali.

RACCONTI – I racconti dovranno avere una lunghezza complessiva tra le 15 mila e le 40 mila battute (spazi compresi). I testi devono essere in lingua italiana e inediti. I concorrenti devono inviare gli elaborati via mail, entro e non oltre mercoledì 30 aprile 2025 a nepi@cittadelvino.com

COSTI – La partecipazione ha un costo di 10 euro, il pagamento può essere effettuato tramite bonifico bancario.

RICONOSCIMENTI – Verranno messi a disposizione 4 premi da 500 euro e 1 premio internazionale da 500 euro più rimborso spese di viaggio all’estero per un massimo di 1.500 euro. L’organizzazione si riserva la possibilità di ampliare il numero dei premi con eventuali menzioni o altri riconoscimenti.

PREMIAZIONE – La cerimonia di premiazione si terrà tra la fine di settembre e gli inizi di ottobre nell’ambito della Convention d’Autunno delle Città del Vino che quest’anno avrà luogo nella zona dei Castelli Romani.

Info:  Giulia Nepi
telefono 0577.353144
nepi@cittadelvino.com

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In copertina, il presidente nazionale degli Ambasciatori delle Città del vino Carlo Rossi con il coordinatore Fvg Tiziano Venturini.

Wow, che belle le etichette dei ragazzi del Liceo Galvani per le 555 bottiglie (pro Sant’Egidio) di “Vino Terre” della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito

di Giuseppe Longo

SAN VITO AL TAGLIAMENTO – Wow, che belle etichette! Hanno fatto veramente centro gli elaborati grafici dei ragazzi del Liceo artistico Galvani di Cordenons che hanno “vestito” le bottiglie del progetto “Vino Terre” della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito. Tanto che sono stati proprio gli studenti i più festeggiati durante la bellissima cerimonia che ha avuto quale meravigliosa cornice quella “bomboniera” che è il Teatro Arrigoni che si affaccia su piazza del Popolo a San Vito al Tagliamento, il Comune con la maggior superficie vitata di tutto il Friuli Venezia Giulia. La presentazione del progetto gode del patrocinio del Comune ospitante e di quello vicino di Sesto al Reghena, sede della cooperativa vitivinicola, nonché dell’Associazione nazionale Città del Vino della cui delegazione regionale entrambi i Comuni fanno parte.


Dopo avere riposato al buio maturando, per un anno, nella terra del vigneto di produzione, cullato dalle acque di falda del Tagliamento e, infine, degustato da un’apposita commissione (tecnici, autorità e giornalisti di settore), il frutto dell’originale esperimento è stato finalmente presentato in pubblico. Le 555 bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso Doc Friuli 2022, uniche al mondo, frutto di un’idea e di un lavoro di gruppo coordinato da Gianluca Trevisan e Rodolfo Rizzi, rispettivamente presidente e direttore della Cantina, sono state dunque le grandi protagoniste dell’evento sanvitese che, dopo i saluti istituzionali, è stato aperto da una  tavola rotonda dal titolo “Vigneti e vini in Friuli Venezia Giulia: una bella storia da raccontare”, con Enos Costantini (storico e divulgatore della viticoltura friulana); Giulio Colomba, fra i fondatori di Slow Food – l’associazione che ha creato i famosi “presidi” agroalimentari -, e il direttore di Wine Meridian, Fabio Piccoli. Coordinati dal giornalista Adriano Del Fabro, direttore di “Sole Verde”, gli esperti hanno toccato con mano una serie di importanti tematiche riguardanti il Vigneto Fvg, e non solo, dalle questioni agronomiche ed enologiche, con richiami al passato – avvincente, come sempre, l’analisi del professor Costantini! – legate alle varietà che hanno scritto la storia della vitivinicoltura regionale, fino ad approdare ad agganci normativi, non ultimo quello del vino dealcolato che, secondo Piccoli, non potrà mai avere un vero sviluppo, ma che tuttavia potrebbe rappresentare anche una interessante opportunità produttiva.

Al termine delle interessanti disamine, si è passati all’evento vero e proprio della giornata, con la presentazione da parte del presidente Trevisan e del direttore Rizzi le motivazioni e gli obiettivi di “Vino Terre”, unita alla illustrazione del “modus operandi” adottato per avviare e quindi portare a termine la originale esperienza, di cui non se ne conoscono altre simili: palpabile l’emozione al momento dello scoprimento della etichetta sulla bottiglia-simbolo! Gli studenti cordenonesi, accompagnati da insegnati e dirigente scolastico, hanno quindi presentato i loro 16 lavori grafici che, diventati appunto eleganti etichette, ora fanno bella mostra di sé sulle bottiglie che, non solo conservano ancora in superficie le tracce della terra che, in profondità, le ha protette per dodici mesi ma che, per la prima volta in regione, sono anche dotate di tecnologia Nft (Non-Fungible Token) che collega l’acquirente al “gemello digitale” dell’opera, tanto che questo progetto consente ai ragazzi di entrare nel mercato online dell’arte contemporanea grazie alla “blockchain”. La colonna sonora della festosa mattinata è stata proposta, fra tanti applausi, dal gruppo musicale dello stesso Istituto scolastico.

Nel Teatro Arrigoni c’erano pure i rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio, per portare la loro preziosa testimonianza sui Corridoi umanitari, poiché la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito ha deciso di devolvere parte del ricavato della vendita delle bottiglie di “Vino Terre” alla benemerita organizzazione, in sostegno proprio dell’importante progetto di solidarietà verso i più deboli, contribuendo così a dare dignità a chi arriva nel nostro Paese in cerca di nuove opportunità. Al riguardo, ricordiamo che le esclusive bottiglie ancora disponibili nel punto vendita della cooperativa vitivinicola (via Guglielmo Marconi, 22) sono acquistabili al prezzo di 25 euro ciascuna, di cui 10 saranno destinati proprio alla Comunità di Sant’Egidio a sostegno dei suoi progetti solidali. A tutti ha portato il saluto e il compiacimento della Regione Fvg la esponente dell’assemblea legislativa, Lucia Buna, facendo così calare il sipario su una giornata da ricordare. Wow, veramente un evento per San Vito e Ramuscello!

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In copertina e all’interno alcune immagini della bellissima cerimonia tenutasi al Teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento per la presentazione ufficiale delle bottiglie di “Vino Terre” (pro Comunità di Sant’Egidio) con le etichette dei ragazzi del Liceo artistico Galvani di Cordenons.

Consorzio Pinot grigio Doc delle Venezie: Albino Armani il miglior presidente. Soddisfazione per le raccomandazioni Ue

Albino Armani, presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc delle Venezie dal 2017, anno della sua fondazione, si aggiudica il premio nella categoria Miglior Presidente di Consorzio nell’ambito della Vinoway Selection 2025. Selezionato dalla Commissione Premi di Vinoway, composta da Alessandro Rossi di Partesa, dal critico enogastronomico Eros Teboni, dalla giornalista di settore Leila Salimbeni, dall’architetto Fiorenzo Valbonesi e diretta da Davide Gangi, presidente ed Editor del magazine Vinoway.com, Armani è stato premiato nel corso della serata Dinner with the Stars, tenutasi al Castello Monaci Resort, Salice Salentino (Lecce).
“Da sette anni assistiamo al successo di un progetto di integrazione interregionale, il più grande a livello nazionale, che include in un’unica denominazione di origine le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento – commenta il presidente Armani -, un disegno ambizioso e lungimirante che ha dato vita ad una sinergia territoriale mai immaginata prima. Ringrazio Davide Gangi e la Commissione di Vinoway Selection 2025 per questo prestigioso premio che desidero condividere con il consiglio d’amministrazione e con la squadra del Consorzio Doc delle Venezie che mi hanno dato la possibilità di presiedere questo gruppo di lavoro e che, con me, si impegnano quotidianamente nel percorso di crescita del valore identitario ed economico del Pinot Grigio delle Venezie. I prossimi anni ci riserveranno sfide sempre più impegnative e dovremo lavorare tutti assieme con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento di una denominazione unica a livello mondiale”.


Intanto, il Consorzio Doc delle Venezie ha espresso soddisfazione per le raccomandazioni formulate dal Gruppo di Alto Livello della Commissione europea sul futuro del vino. Si tratta di un documento strategico che mira a contribuire al dibattito sulla futura Politica agricola comune post-2027, fornendo una visione chiara e concreta per il sostegno al settore vitivinicolo. Particolarmente importanti risultano le raccomandazioni e le azioni formulate con l’obiettivo di affrontare le principali sfide del settore e che si concentrano su tre ambiti chiave:
– Allineare la produzione vinicola alla domanda, al fine di garantire una gestione più equilibrata e sostenibile del mercato, introducendo ad esempio programmi di estirpazione mirati per determinate regioni o vini o modulazioni temporanee del potenziale produttivo.
– Aumentare la resilienza del settore alle sfide climatiche e di mercato, attraverso politiche di supporto e strumenti di gestione del rischio, come un accesso più ampio a soluzioni assicurative innovative e l’allineamento degli investimenti con piani di adattamento ai cambiamenti climatici.
– Adattarsi alle nuove tendenze per cogliere opportunità di mercato emergenti, rendendo più flessibile la gestione finanziaria della nuova Pac e modificando i programmi di sostegno nazionali dedicati al vino in base agli eventi di mercato.
Particolarmente importante, inoltre, la maggiore flessibilità sull’utilizzo delle autorizzazioni al reimpianto e sull’applicazione della misura di promozione rispetto all’utilizzo dei fondi OCM non utilizzati alla chiusura di ogni anno finanziario.
“Il settore vitivinicolo non è solo un pilastro del patrimonio culturale dell’Unione Europea, ma anche un elemento chiave per l’economia, la società e le aree rurali. Le raccomandazioni del Gruppo di Alto Livello – che incontrano le riflessioni emerse durante il nostro congresso che si è tenuto il 26 ottobre a Udine – tracciano una direzione strategica per definire un futuro più sostenibile e competitivo per il comparto e per la nostra filiera vitivinicola interregionale”, ha affermato Stefano Sequino, direttore del Consorzio Doc delle Venezie.
Il Consorzio, nell’apprezzare il lavoro svolto dal Ministero dell’agricoltura e dalle organizzazioni intervenute nell’ambito del Gruppo di Alto Livello, ha rinnovato il proprio impegno nel promuovere e valorizzare i vini del territorio e nel rafforzare la competitività, sostenendo le raccomandazioni del Gruppo di Alto Livello, istituito per discutere le sfide e le opportunità del settore in un contesto globale sempre più complesso.


Per maggiori informazioni
Consorzio DOC delle Venezie
PR & Comunicazione Valentina Fraccascia
M. +39 349 6225578 | Email: press@dellevenezie.it

Un “Gran Premio Noè” di successo a Gradisca d’Isonzo. E ora arrivederci al 2025 per il ricordo dei sessant’anni

Riuscitissima l’edizione, appena conclusa, del “Gran Premio Noè”, grazie anche alle buone condizioni del tempo che hanno favorito la partecipazione numerosa del pubblico. Domenica è, infatti, calato il sipario sulla prestigiosa rassegna, organizzata dal Comune di Gradisca d’Isonzo, che ha visto tre intense giornate dedicate a degustazioni di vini passiti e dolci del Friuli Venezia Giulia, dell’Alto Adige e dell’Istria croata, in abbinamento con prodotti gastronomici locali – in collaborazione con la Pro Loco -, nella suggestiva cornice dell’Enoteca “La Serenissima”, nello storico palazzo dei Provveditori Veneti.
Ospite d’eccezione è stato indubbiamente Helmuth Köcher, personalità di spicco nel mondo dell’enogastronomia, presidente e fondatore del Merano WineFestival, che ha ricevuto la Statuetta del Noè dal sindaco Alessandro Pagotto, inaugurando questa edizione con una degustazione dei vini dolci friulani premiati con il The Wine Hunter Award 2024, presenti i loro produttori: La Roncaia, Jacuss, Scubla Roberto, Conte d’Attimis-Maniago, Ermacora, Tenute Tomasella, Lis Neris, Butussi Valentino, Dario Coos, Rocca Bernarda e Le Due Torri.

Il sindaco premia Helmuth Köcher.

Durante la cerimonia di premiazione di sabato poi, nel Nuovo Teatro Comunale, alla presenza dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, dello stesso sindaco Pagotto, dell’assessore comunale alla Cultura, Marco Zanolla, e della collega delegata al Commercio, Paola Coccolo, sono state consegnate altre tre Statuette: all’azienda Emilio Bulfon di Valeriano di Pinzano al Tagliamento (Pordenone) per l’impegno nella salvaguardia e valorizzazione di antiche e rare varietà autoctone di vitigni del territorio del Friuli, tra cui l’Ucelut, il Piculit neri e il Moscato rosa; al Consorzio tutela vini Friuli Colli orientali e Ramandolo che al suo interno riconosce le Docg Ramandolo e Picolit, per il suo lavoro a beneficio della qualità dei vini regionali, garantendo e promuovendo il cuore del Friuli; ed infine, alla famiglia Conti Pace Perusini che continua tuttora a produrre il Picolit, quale eccellenza tra i vini dolci friulani, a seguito del lavoro iniziato da Giacomo Perusini, nonno dell’attuale proprietaria Teresa Perusini, che si impegnò nella selezione e tutela di alcune varietà autoctone, in particolare appunto il celeberrimo vitigno, e ne scrisse nel 1906 sul bollettino dell’Associazione Agraria Friulana.
Poi ancora, sono state conferite quattro targhe alle aziende della regione che si sono maggiormente impegnate nel mondo vitivinicolo o nel suo indotto promuovendo le antiche varietà autoctone per la produzione dei vini dolci: all’azienda agricola Aquila del Torre di Savorgnano – Povoletto (Udine) per aver creato il progetto “Oasi Picolit” dando valore al territorio attraverso il vino per eccellenza della tradizione friulana il già ricordato Picolit; all’azienda agricola Giovanni Dri Il Roncat di Nimis (Udine) per gli ottimi risultati raggiunti nelle Guide con il Ramandolo Uve decembrine 2018; all’azienda agricola Lenardon di Muggia (Trieste) per la valorizzazione del territorio attraverso il vino “Elysium” ottenuto con le uve del raro Moscato rosa; ed infine all’azienda agricola Ronco del Gelso di Cormons (Gorizia) per il suo vino “Aur” ottenuto da uve passite di Traminer. Grande successo in Enoteca per le degustazioni guidate da Stefano Cosma e Liliana Savioli dedicate a “Picolit e formaggi”, “Moscati e pasticceria, “Ramandolo e biscotti Esse di Raveo”, nonché per la presentazione del libro “Boschèra, dai vini selvatici al nobile Torchiato del Cansiglio” (Kellermann) con l’autore Enzo Michelet, e del libro “Sentieri e cibi locali” realizzato da Gal Carso-Kras e Torre-Natisone, con una delle autrici, Isabella Franco, entrambe seguite da una degustazione dedicata.
Insomma, tre giorni di successo, con la regia dello stesso Stefano Cosma. E ora l’arrivederci è al 2025 quando il Gran Premio Noè ricorderà i suoi 60 anni di vita. La prestigiosa rassegna dei vini del Vigneto Fvg venne, infatti, istituita nel lontano 1965.

Le premiazioni presente l’assessore Zannier.

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In copertina, la degustazioni dei vini dolci che erano stati premiati a Merano.

Poche le olive friulane causa maltempo ma la qualità dell’extravergine è alta. Confagricoltura: stop alle speculazioni

La campagna oleicola friulana è appena terminata con i produttori che lamentano una drastica diminuzione della produzione di olive: -50%, rispetto alla media. «È stata un’annata difficile – spiega Ellis Tomasin, olivicoltore di Castions di Strada, con 10 ettari di uliveto e un frantoio di proprietà –. Il clima primaverile è stato sfavorevole alla fioritura con alta piovosità e vere e proprie bombe d’acqua. Dunque, ci sono stati seri problemi di impollinazione e allegagione e, di conseguenza, non si sono formate le olive. A settembre, il freddo anticipato ha rallentato l’ingrossamento delle drupe che, però, si sono riprese con le alte temperature di novembre. Non ci sono stati particolari problemi fitosanitari e la qualità dell’olio è decisamente buona».

Uliveti nella pianura e in collina.


Una situazione simile, sulle colline friulane, viene pure segnalata dalla produttrice di Susans di Majano, Barbara Giacomuzzi. «Nella nostra zona, oltre agli eventi climatici negativi della primavera, c’è stata molta pioggia anche durante la raccolta delle olive e questo ha contribuito a ridurre notevolmente la resa in olio. In ogni caso, abbiamo mantenuto sotto controllo le fitopatie e la qualità dell’olio è buona».
«Mai come in questa stagione il prodotto regionale e italiano assume un connotato di rarità e prestigio; mai come in questa stagione, falcidiata in termini produttivi da un’alternanza esasperata e da eventi climatici acuti, va riconosciuto il giusto pregio all’evo di casa nostra – sottolinea Alberto Vendrame, rappresentante dei giovani di Confagricoltura Fvg -. Dobbiamo prestare attenzione alle speculazioni e ai tentativi di quotazioni al ribasso, richiamando alla responsabilità tutti gli attori della filiera, con il supporto delle istituzioni. In quest’ottica, sarà di aiuto anche implementare efficaci azioni di controllo sugli oli in commercio, soprattutto di provenienza estera, per accertarne l’origine e la qualità. Queste azioni, unitamente a una corretta informazione al consumatore, sono di vitale importanza per la tutela e sviluppo dell’olio evo italiano».
In Friuli Venezia Giulia, complessivamente, un centinaio di coltivatori professionali gestiscono 300 ettari di uliveto (171 nell’Udinese, la provincia più olivicola della regione), con una produzione di drupe di mille tonnellate che si trasformano, mediamente, in 140 tonnellate di olio extravergine d’oliva.

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In  copertina, olive alla raccolta: in Fvg se ne producono mille tonnellate.

Confagricoltura Fvg, futuro e valore del pioppo in regione oggi in un incontro di approfondimento alla Fantoni di Osoppo

Dei 7.500 ettari di pioppeti italiani certificati secondo gli standard della Gestione Forestale delle Piantagioni (Gsp), il 56% sono piantati in Friuli Venezia Giulia. In pratica, tutti i 4.200 ettari di pioppo coltivati in regione sono certificati secondo gli schemi della sostenibilità (erano “solo” 1.000 venti anni fa). Un primato nazionale assoluto, erede del 2006 l’anno in cui, all’avanguardia in Italia, la regione ottenne la prima certificazione nella coltivazione del pioppo. Per questo motivo, a Confagricoltura Fvg e Agrisoluzioni srl è parso necessario fare il punto sulla situazione produttiva e di mercato organizzando uno specifico incontro proprio per oggi, 3 dicembre, alle ore 15,al Centro ricerche Fantoni di Osoppo (via Europa Unita 1), sul tema: “Pioppi in Italia e regione, futuro e valore”.
All’appuntamento, moderato da Dacia Cozzo, responsabile eventi di Confagricoltura Fvg, presenteranno i loro punti di vista: Paolo Fantoni, vicepresidente nazionale di Federlegnoarredo (Il valore del pioppo friulano e il suo futuro commerciale); Fabio Boccalari, presidente dell’Associazione pioppicoltori italiani (Lo stato di salute della pioppicoltura nazionale); Rinaldo Comino, direttore del Servizio forestale regionale (Gli aiuti della Regione per i pioppi); Giuseppe Nervo, direttore del Crea Foreste e Legno (Lo studio dei cloni varietali) e Marco Cucchini, presidente Federazione pioppicoltori Fvg (Il pioppo in regione e il ruolo della Federazione).


La partecipazione all’incontro formativo, organizzato nell’ambito dell’attività Sissar 2024 (in collaborazione con la Regione Fvg), è libera e gratuita. La prenotazione è, però, obbligatoria scrivendo ad assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it

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In copertina e all’interno immagini di un pioppeto coltivato in Friuli Venezia Giulia.

Le Città del vino: un prodotto senza alcol si chiami “bevanda ottenuta da uve”. Venturini: Fvg in linea con Radica, bene il Decreto che può aprire nuovi mercati

(g.l.) “Vino senza alcol? Fatelo pure, può essere anche una opportunità produttiva, ma non chiamatelo vino”: può essere riassunta così la presa di posizione, ferma e chiara, dell’Associazione nazionale Città del vino, alla quale aderiscono anche 39 Comuni vocati alla coltivazione della vite del Friuli Venezia Giulia. Insomma, in etichetta non si faccia riferimento alla parola “vino”, ma sia introdotta la dicitura “bevanda ottenuta da uve”, potendo specificare se monovitigno o meno.
Questa, dunque, in sintesi la proposta-richiesta delle Città del Vino sui prodotti dealcolizzati, che sta per arrivare in Italia grazie alle novità introdotte dal Decreto del Ministero dell’Agricoltura con il quale si regola, appunto, la produzione dei cosiddetti “vini dealcolati”. Una richiesta, però, di difficile accoglimento considerato che per l’Europa è già prevista la dicitura “vino”: questo l’Associazione lo sa, ma sarebbe quanto mai opportuna a tutela delle aziende e dei consumatori. In linea con la proposta nazionale anche il Coordinamento delle 39 Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, presieduto da Tiziano Venturini, vicesindaco di Buttrio, che è anche vicepresidente nazionale delle Città del Vino.

Radica in Friuli con D’Osualdo e Venturini.


«Riteniamo – ha affermato al riguardo Venturini -, in linea con il nostro presidente nazionale Angelo Radica, che in etichetta dovrebbe comunque sempre essere indicata la provenienza territoriale del prodotto dealcolizzato, per non perdere il legame con il territorio. E proponiamo di scrivere la dicitura “bevanda ottenuta da uve” anziché vino: questo perché il vino è un prodotto che ha nella matrice alcolica la sua natura. In ogni caso, riteniamo che il Decreto rappresenti una buona base di partenza offrendo indicazioni normative certe e aprendo il mercato verso nuovi segmenti di consumatori che, stando alle più recenti indagini, prediligono vini decisamente più leggeri e fanno particolare attenzione agli aspetti salutistici. Il tutto senza dimenticare nuovi mercati dove abitualmente non è praticato il consumo di alcol anche per motivi religiosi. Tutti elementi che possono essere interessanti per i produttori del Friuli Venezia Giulia».
Come è noto, il Decreto consentirà anche ai produttori italiani di ottene vini dealcolati, praticando la dealcolizzazione parziale o totale, cosa che all’Estero è già consentita. Città del Vino ritiene che il decreto sia una equilibrata mediazione per rispondere alle nuove esigenze di mercato, mantenendo al contempo l’eccellenza e la tradizione dei vini italiani grazie al divieto di dealcolazione per i vini Dop (ex Doc) e Igp, al fine di preservarne l’autenticità. Il processo produttivo dei vini dealcolati – secondo il Decreto – dovrà avvenire in strutture dedicate, fisicamente separate da quelle utilizzate per la produzione vitivinicola tradizionale, con registri digitalizzati e licenze autorizzative, con l’obbligatorietà di inserire nell’etichettatura la dicitura “dealcolizzato” o “parzialmente dealcolizzato”.
L’Associazione che rappresenta 500 Comuni vitivinicoli in Italia sottolinea, infine, anche la necessità di una maggiore comunicazione per spiegare bene al consumatore le differenze che esistono tra i due prodotti, considerando pure che il vino dealcolizzato, se viene consumato in modo non corretto, può provocare effetti negativi, perché togliendo l’alcol si va a togliere anche il principale conservante naturale del vino.

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In copertina, il coordinatore regionale delle Città del vino Fvg Tiziano Venturini.

Fosarin 2022, dal Collio di Cormons il miglior vino bianco d’Italia: questo il giudizio della Guida dell’Espresso 2025

Sapete qual è il Miglior vino bianco d’Italia? È il Fosarin 2022, l’eccellente Collio Bianco Doc dell’azienda vinicola Ronco dei Tassi di Cormons, fra le più conosciute ed apprezzate del Friuli Venezia Giulia: a decretarlo è la Guida Vini d’Italia de L’Espresso 2025 curata da Luca Gardini, che ha selezionato i 1000 vini italiani più interessanti per offrire un panorama esaustivo delle eccellenze della penisola. Il Fosarin 2022 si è aggiudicato l’ambito riconoscimento in quanto «Assemblaggio esemplare da vigneto unico che riesce nell’impresa di rappresentare impagabilmente la vocazione di un territorio».

Enrico Coser con il premio.

La premiazione è avvenuta al teatro Arcimboldi di Milano. A ritirare il premio è stato Enrico Coser, con la sua famiglia proprietario di Ronco dei Tassi. «Sono onorato e grato di ricevere questo premio che ci dà entusiasmo ed energia per proseguire al meglio nei nostri obbiettivi – ha detto emozionato il vignaiolo davanti ad una platea di un migliaio di persone -. La nostra azienda nata 35 anni fa dai miei genitori ed oggi portata avanti da me e mio fratello Matteo, da sempre è volta alla ricerca della qualità con l’obiettivo di portare nel bicchiere la nostra sfumatura legata all’identità del nostro splendido territorio, il Collio, estremamente vocato per i vini bianchi».
Nella Guida ai Vini d’Italia sono quasi 5 mila i vini degustati da Luca Gardini, che ne ha così selezionati 1000 secondo i criteri di pulizia, riconoscibilità, rigore stilistico, identità, bevibilità, filosofia e affidabilità aziendale, costanza nel tempo.  Il Fosarin è una cuvée a base di Friulano, Malvasia (due tra i più interessanti vini autoctoni friulani) e Pinot bianco. Un vino che non teme il tempo e che si affina con raffinatezza negli anni. Pluripremiato e apprezzatissimo sia in Italia che all’estero, è un vino storico ed iconico per Ronco dei Tassi, dato che è stato il primo vigneto acquistato dalla famiglia Coser e la prima annata di produzione è stata il 1990. Di colore giallo paglierino, al naso è delicato, fine ed elegante. Fresco e fruttato da giovane, dopo il secondo anno di vita diventa complesso, ampio e speziato. In bocca è morbido, armonico, pieno, con una buona complessità legata alle tre varietà che lo compongono. La sua gradazione alcolica è di 13,5%. A 180 metri sul livello del mare, sul monte Quarin che domina Cormons, il vigneto di 2,5 ettari da cui provengono le sue uve ha il terreno formato da marne arenarie di origine eocenica e le viti hanno un’età media di 55 anni. Le uve vengono raccolte manualmente nella seconda decade di settembre. L’affinamento fino all’imbottigliamento (nel dicembre dell’anno successivo) avviene in serbatoi d’acciaio per il Friulano e la Malvasia e in piccole botti di rovere per il Pinot bianco. La versione 2022 è maturata per 10 mesi in barrique.

Viticoltura ecosostenibileRonco dei Tassi, portabandiera della migliore enologia del Friuli Venezia Giulia, è una delle storiche e più apprezzate cantine del Collio, tra le più pregiate zone vinicoledi questa regione del Nord Est d’Italia. Fondata nel 1989 da Fabio (noto enologo, consulente di importanti aziende) e Daniela Coser, a cui si sono affiancati i figli Enrico e Matteo, si sviluppa oggi su una superficie di 50 ettari, di cui 23 coltivati a vigneto. Questo virtuoso rapporto fra bosco e superficie vitata, coltivata con tecniche estremamente rispettose dell’ambiente, consente di sviluppare una viticoltura ecosostenibile, a cui i Coser tengono assolutamente, a tutela dei loro consumatori e a garanzia di un futuro per il loro splendido territorio, che contribuiscono a preservare. Il nome dell’azienda deriva da due sue peculiarità: il fatto che i vigneti sono disposti su terrazzamenti chiamati appunti “ ronchi” e che qui vivono delle colonie di tassi che, quando l’uva è matura, sono ghiotti dei grappoli più dolci: un segnale che è il momento giusto per iniziare a raccoglierla.

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In copertina, il momento della premiazione dell’azienda Ronco dei Tassi a Milano.