La Delizia, oggi la Cantina di Casarsa compie 90 anni: in festa 400 aziende

(g.l.) Viticoltori Friulani La Delizia compie 90 anni, tra storia, innovazione e sviluppo sostenibile aperto a un nuovo sguardo sul mondo. Proprio il 7 maggio del 1931 veniva, infatti, inaugurata quella che è diventata la Cantina Cooperativa Viticoltori Friulani La Delizia che oggi rappresenta ben 400 aziende e quasi 2.000 ettari vitati e che, con una produzione annuale di 23 milioni di bottiglie, si pone come punto di riferimento nel panorama enologico nazionale ed è riconosciuta come una delle più rilevanti realtà per l’economia del Friuli Venezia Giulia. «Quest’anno la Delizia compie novant’anni, un passaggio importante, ma per chi ci conosce non è un semplice traguardo. Noi guardiamo avanti, concentrati sulla nostra crescita, sulla nostra evoluzione – afferma il presidente Flavio Bellomo – e, a conferma di questo, abbiamo scelto di inserire una farfalla nel logo e di sviluppare una campagna pubblicitaria che segnerà il cambio di passo rispetto al passato, e l’inizio di una nuova stagione per la Cantina Cooperativa Viticoltori Friulani La Delizia».
Ma perché una farfalla? «La farfalla è simbolo di rispetto ambientale, di trasformazione, della vocazione ad evolvere – spiega Bellomo -, simbolo di una salubrità in linea con la nostra visione di agricoltura sostenibile, un concetto di sostenibilità che per noi diventa responsabilità nella gestione delle risorse, ma anche responsabilità in termini di sostenibilità economica e sociale. Per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito e stanno contribuendo alla costruzione del viaggio di una vita e di nuove mete da raggiungere, brinderemo giusto il tempo di un battito d’ali, poi torneremo a costruire il futuro», aggiunge Bellomo evocando il claim della campagna di comunicazione che La Delizia lancia in occasione di questo storico compleanno.
Flavio Bellomo è il presidente della Viticoltori Friulani La Delizia dal 2016 e ne fa parte da oltre 10 anni. Alla sua guida, affiancato dal direttore Mirko Bellini, e al lavoro della sua squadra, si devono alcuni dei traguardi ai quali brindare in occasione di questo 90° anniversario. «Abbiamo incoraggiato i soci ad accogliere nuove sfide al fine di preservare e migliorare la qualità della materia prima e ad innalzare ulteriormente l’impegno sul fronte della sostenibilità ambientale, sociale ed economica di tutto il comparto agricolo», afferma poi con soddisfazione il presidente Bellomo, che conclude: «Assicurare alle prossime generazioni un ambiente naturale migliore è un impegno che va al di là del nostro essere viticoltori e, dato che la viticoltura è di diritto parte dell’agricoltura, ciò si traduce in cura e gestione del territorio».
Il 90° della Cantina Cooperativa Viticoltori Friulani La Delizia coincide quindi con l’inizio di un rinnovato percorso. A questo anniversario e alle diverse novità che porta con sé, verrà dedicata una speciale conferenza stampa il prossimo 4 giugno, durante la quale saranno approfonditi i risultati raggiunti e le proiezioni sulle prossime promettenti tappe della importante realtà friulana. Che oggi, purtroppo, s’incrocia con una nuova stranezza che rimbalza dai Palazzi europei: la proposta choc di togliere l’alcol dal vino anacquandolo, come rivela allarmata la Coldiretti, che si aggiunge a quella dei mesi scorsi altrettanto controversa di introdurre etichette che spaventino il consumatore sui suoi effetti, come già avviene per le sigarette. Si vedrà. Ma, intanto, pensiamo a festeggiare i vitivinicoltori di Casarsa!

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In copertina, il presidente Flavio Bellomo e il direttore Mirko Bellini con la Magnum del Prosecco Doc Millesimato celebrativa del novantesimo anniversario della Cantina. (Foto Denis Molinari)

 

Casarsa, la Sagra del vino ritornerà ma in luglio e durerà tutta l’estate

Casarsa della Delizia non rinuncia alla sua amata Sagra del Vino, giunta alla 73ma edizione, e visto il perdurare dell’emergenza Coronavirus, la sposta nel periodo estivo organizzandola in modalità diffusa da luglio a settembre, con un programma rinnovato ma sempre attento alla valorizzazione delle eccellenze locali e al rispetto delle misure sanitarie. Il gruppo degli organizzatori – composto da Pro Loco e Città di Casarsa, e Viticoltori Friulani La Delizia -, assieme agli altri partner a partire dalla Coop Casarsa, ha iniziato a ragionare, in una serie di riunioni online, su un programma condiviso con le associazioni comunali (Associazione Il Disegno, Corale Casarsese, Lenza Delizia, Polisportiva Basket Casarsa, Arcieri della Fenice, Associazione Cinofila, Gruppo Ciclistico Casarsa, Sas Casarsa, Libertas Casarsa, Vecchie Glorie, Scuola Materna Sacro Cuore) e agli operatori economici (bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, attività di commercio al dettaglio e l’Ascom – Confcommercio), trovando in esse come nel parroco don Lorenzo Camporese disponibilità nell’organizzazione. Ora partiranno dei tavoli tematici per definire il programma.

Lavinia Clarotto, Tesolin e Bellomo.

“Da parte di tutti – commentano il presidente della Pro Casarsa, Antonio Tesolin, il sindaco Lavinia Clarotto e il presidente de La Delizia Flavio Bellomo – c’è la consapevolezza che alla Sagra non si può rinunciare per due anni di fila, vista la sua importanza per tutto il tessuto socio-economico della nostra comunità. Nel 2020 durante il consueto periodo di svolgimento tra fine aprile e inizio maggio si era in pieno lockdown e la scelta è stata obbligata. Poi in estate, con la situazione sanitaria in miglioramento, eravamo riusciti a organizzare comunque la Selezione di spumanti regionali Filari di Bolle nel contesto dell’antico frutteto del Palazzo comunale Burovich de Zmajevich, esperienza di arena estiva con molti eventi che è stata positiva e dalla quale ripartiremo per definire il programma 2021. A ottobre, con la situazione sanitaria che ancora doveva aggravarsi, avevamo ipotizzato di tornare alle date primaverili, ma l’epidemia ci impone ora risposte innovative, con la speranza nel 2022 di tornare a una rinnovata normalità avendo nuovamente assieme a noi anche i gestori del Luna Park, gli espositori, gli ambulanti, artigiani e hobbisti, ai quali va la nostra vicinanza per le difficoltà che stanno vivendo come comparto”.
L’idea è quella di organizzare una serie di eventi all’interno di un programma diffuso che da inizio luglio arriverà fino alla festa patronale di Santa Croce a settembre, utilizzando vari luoghi come il citato antico frutteto e il giardino di Palazzo Burovich de Zmajevich, assieme ad altri nuovi come lo spazio del Centro comunitario, grazie alla disponibilità della Parrocchia di Santa Croce e della Beata Vergine del Rosario, dove ha sede l’associazione Il Disegno che ha allestito una nuovissima cucina per attività enogastronomiche. In questo spazio, dotato di campi da basket e da calcio, area verde per attività ludiche per bambini e famiglie, potrebbe essere installato un tendone o una copertura per le attività enogastronomiche. Da non dimenticare l’ambito di piazza Italia – via XXIV Maggio per altre tipologie di attività di intrattenimento coinvolgendo il commercio locale.

“Eventi culturali, musicali, d’intrattenimento, enogastronomici e sportivi – sottolineano Tesolin, Clarotto e Bellomo – sempre organizzati nel rispetto delle misure di contenimento della pandemia, che sono fondamentali, confidando in una situazione sanitaria in miglioramento anche per effetto del piano vaccinale. Tanti eventi da programmare nei fine settimana, per un’edizione speciale della Sagra del Vino che regali alla cittadinanza e ai visitatori attimi di svago e serenità dopo un periodo che ci ha messo tutti alla prova”.
Già ripetibili, utilizzando l’esperienza dello scorso anno, la cerimonia di premiazione di Filari di Bolle a inizio agosto, l’arena estiva all’Antico frutteto di Palazzo Burovich de Zmajevich e la festa patronale di Santa Croce il 14 settembre, la quale diventerà l’occasione per un fine settimana tutto dedicato alla vendemmia. Grazie alle varie collaborazioni e al lavoro di squadra che si sta definendo, si aggiungeranno pure dei momenti per rivivere le lavorazioni tradizionali della trebbiatura con l’utilizzo di attrezzature d’epoca restaurate e messe in funzione da un gruppo di appassionati casarsesi, eventi culturali e turistici quali la giornata “Casarsa e i suoi gioielli: luoghi da scoprire”, con la valorizzazione degli itinerari pasoliniani assieme al Centro studi Pier Paolo Pasolini, la pedalata Pasoliniana, nonché quattro importanti anniversari: i 90 anni dei Viticoltori Friulani La Delizia, i 40 anni della Pro Loco, i 40 anni della Libertas Casarsa e i 30 dell’associazione culturale Forum Democratico. Verso la fine della primavera il programma sarà ufficializzato.
Per quanto riguarda le attività sportive tradizionali, si lavorerà per organizzare tornei di calcetto, basket, dimostrazioni di tiro con l’arco e di educazione cinofila e agility dog e l’appuntamento con il Running tra le vigne – Trofeo Jadér, manifestazione podistica riservata ad atleti agonistici da tenersi nel mese di settembre e il Giro Cicloturistico organizzato dal Gruppo Ciclistico Casarsese, programmato per il mese di ottobre.

Running tra i vigneti di Casarsa.

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In copertina, spumanti protagonisti alla Sagra del vino: tornerà l’affermato concorso Filari di Bolle.

Viticoltori La Delizia, è tris per Bellomo alla guida della Cantina che ha 90 anni

Riconferma per Flavio Bellomo alla presidenza dei Viticoltori Friulani La Delizia, cantina cooperativa di Casarsa tra le prime nove in Italia per la produzione di Prosecco, con 24 milioni totali di bottiglie prodotte l’anno tra vini fermi e bollicine. Per Bellomo, che ha ottenuto la fiducia dei 400 soci riuniti via streaming assieme al resto del consiglio di amministrazione, si tratta del terzo mandato. Sostenibilità ambientale, riduzione dei costi, aumento delle performance aziendali e adozione – già avviata – dei principi produttivi industria 4.0, nuovi aspetti economico-finanziari: ecco le linee guida della governance del nuovo mandato, che s’innesta sul programma di lavoro di quello precedente. Tra gli obiettivi quello di rendere l’azienda sempre più elastica e capace di adattarsi alle mutevoli condizioni che il mercato costantemente subisce, a partire da quelle determinate dal Covid-19. Avviato anche un processo di progettazione strutturale come richiesto dal Recovery Fund in arrivo.

«Nonostante la pandemia – ha spiegato Bellomo – siamo riusciti a chiudere l’anno solare 2020 con segno positivo per le nostre vendite: fondamentale l’averle riversate su altri canali distributivi, in primis quello della grande distribuzione, per compensare la minor domanda da parte del settore Horeca, che ha sofferto invece a causa delle chiusure per motivi sanitari. Un dato molto positivo raggiunto lavorando come squadra assieme al direttore Mirko Bellini e al resto della nostra struttura: ringrazio tutti per il grande impegno dimostrato in questi mesi. Abbiamo salvato la redditività per i nostri soci, l’occupazione per i nostri addetti e agenti e mantenuto la produzione. Bene anche il bilancio (che nelle cooperative agricole va dal luglio al giugno dell’anno successivo, ndr) chiuso in territorio positivo e che, grazie a un aumento delle performance e a una riduzione dei costi, ci permette di essere solidi anche per questo nuovo anno 2021 in cui gli effetti dell’emergenza sanitaria si faranno sentire maggiormente».

Ora sguardo al futuro, seguendo le parole d’ordine innovazione e ambiente e con l’attenzione rivolta a come saranno utilizzati i soldi europei del Recovery Fund per un reale sviluppo. E in più in questo 2021 cadrà un importante anniversario. «Già prima dell’emergenza sanitaria – ha aggiunto il presidente Bellomo – avevamo intrapreso la strada dell’innovazione verso industria 4.0 essendo la nostra azienda una delle prime realtà regionali dell’industria agroalimentare, congiuntamente alla tutela della natura nella nostra filiera attraverso le certificazioni ambientali e l’obiettivo della sostenibilità. Valuteremo anche nuovi progetti strutturali che si potrebbero realizzare nel futuro, sempre per rispondere a eventuali sfide che il mercato dovesse porci, in modo da essere pronti a una scelta se e quando dovesse essere tempo di avviarli. Proseguiremo su questa via, convinti che i soldi in arrivo dall’Europa attraverso il Recovery Fund, direttamente e indirettamente, determineranno forti incrementi al comparto e come detto proprio avere progetti già pronti per lo sviluppo farà la differenza sulla strada di accesso ai fondi. Quella offerta dall’Europa è un’occasione che non va assolutamente sprecata. Nel 2021 compiremo 90 anni dalla nostra fondazione, sempre fedeli alle radici impiantate dai nostri soci fondatori, con lo sguardo rivolto al futuro per una crescita costante della nostra cantina sia in campo nazionale che internazionale. Nel 1931 la cantina fu motore di sviluppo per Casarsa della Delizia e continuerà a esserlo, con il grande orgoglio di essere nata da questa comunità e in Friuli».

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In copertina e qui sopra il presidente riconfermato Flavio Bellomo; all’interno, il direttore Mirko Bellini.

La Delizia, viticoltori sempre attenti al benessere di ambiente e persone

Rispetto per la natura e attenzione al benessere delle persone: il sistema produttivo dei Viticoltori Friulani la Delizia, cantina cooperativa di Casarsa tra le più importanti del Friuli Venezia Giulia, diventa sempre più sostenibile sia a livello ambientale che sociale in tutta la sua filiera. Il tutto grazie a scelte fondamentali come quella di utilizzare il sughero naturale per i propri tappi (ottenendo, tra le cantine della regione, la migliore “CO2 retention” ovvero nella compensazione di emissioni di anidride carbonica con dati tra i migliori d’Italia nel comparto vinicolo) o potenziare la lotta integrata in vigneto, dove operano anche persone con disabilità, fragilità psichiatrica e svantaggio sociale, attraverso le squadre di terzisti della cooperativa sociale “Il Piccolo Principe” che risponde ai bisogni dei Servizi Socio-sanitari del Territorio, aumentando il benessere e stabilità economica delle numerose persone assunte.  “Tante scelte – ha spiegato il presidente de La Delizia, Flavio Bellomo – che magari possono sembrare piccole se prese una per una ma che insieme portano a delle politiche concrete che la nostra cantina ha messo in campo per proteggere l’ambiente del territorio in cui operiamo e le comunità che a noi fanno riferimento”.

BOTTIGLIE A IMPATTO ZERO

A partire dai tappi in sughero naturale, che vengono forniti a La Delizia da una delle leader mondiali del settore, l’Amorim Cork. Il direttore generale della divisione italiana, Carlos Santos, ha recentemente consegnato al presidente Flavio Bellomo e al direttore commerciale Mirko Bellini la certificazione valida per il 2019 che ha visto evitare la dispersione in ambiente di 1360,8 tonnellate di CO2 grazie ai tappi utilizzati nei 12 mesi per l’imbottigliamento nella cantina casarsese. Un dato che pone la cantina al primo posto come volume di anidride carbonica risparmiata all’ambiente in Friuli Venezia Giulia.
Un dato particolarmente significativo, visto che alla capacità dei tappi in sughero naturale di trattenere la CO2 va aggiunto anche quella delle intere foreste di quercia da sughero che l’Amorim Cork coltiva, come evidenziato dalla ricerca condotta dalla società PricewaterhouseCoopers e Ernst&Young.
“Ci è stato così comunicato – ha sottolineato Bellomo – che le nostre scelte in materia di tappi hanno un impatto positivo sulla riduzione dei gas serra, che vanno dai 309 grammi di CO2 non emessi per singolo tappo generico fino ai 562 per quelli da spumante che in gran parte utilizziamo. Numeri che bilanciano l’anidride carbonica emessa nelle nostre altre fasi produttive (basti pensare che secondo la citata ricerca l’impronta di carbonio per la produzione di una singola bottiglia in vetro vengono emessi tra i 330 e 500 grammi di CO2, ndr) e che ci avvicinano verso l’impatto zero, uno dei nostri obiettivi futuri”.

VIGNETO SEMPRE PIÙ ECOSOSTENIBILE

Ma, come detto, l’obiettivo sostenibilità inizia già nel vigneto. “Da un triennio- ha aggiunto Bellomo – stiamo utilizzando sempre più i diffusori di ormoni per confondere insetti infestanti come tignole e tignolette. Una pratica rispettosa dell’ambiente che permette di evitare ben tre trattamenti insetticidi nelle vigne all’anno. Similmente abbiamo realizzato altri interventi ecocompatibili a base di ormoni contro la cocciniglia. Aggiungiamo poi che i mezzi agricoli per i trattamenti stabiliti per legge, come quello per la flavescenza dorata della vite, hanno ormai dei sistemi che abbattono la dispersione dei prodotti sanitari nell’aria. Per questo abbiamo iniziato un percorso di certificazione SQNPI per la produzione integrata e possiamo tranquillamente dire che i nostri vigneti, tra quelli della nostra azienda agricola di Pantianicco e quelli di molti dei nostri soci, sono sempre più amici della natura”.
Ne è testimonianza tra i filari la presenza di insetti utili come le api. “Infatti, stiamo aderendo con numeri in crescita tra i nostri soci – ha sottolineato il presidente de La Delizia – al progetto “Adotta un alveare” che a livello regionale inserisce le arnie a ridosso dei vigneti, a testimonianza di come una coabitazione tra viticoltori e apicoltori sia possibile”.

ATTENZIONE AL SOCIALE

E la posa in vigna dei dissuasori ormonali della lotta integrata avviene attraverso la collaborazione con la cooperativa sociale Il Piccolo Principe, di Casarsa, che ha formato persone con svantaggio provenienti dai Servizi dall’Azienda sanitaria del Friuli Occidentale e dai Servizi Sociali del territorio e persone disoccupate o in mobilità, per compiere questo come altri lavori agricoli quali la stralciatura e potatura delle viti. “Una collaborazione – ha concluso Flavio Bellomo – che ha portato una ventina di persone a lavorare nelle vigne dei nostri soci svolgendo un ottimo lavoro con relativo compenso e a ottenere benefici terapeutici e di integrazione sociale: come ci hanno spiegato dalla cooperativa sociale, con la quale collaboriamo con piacere ormai da tre anni, avere un impiego con orari giornalieri, aumenta la socialità delle persone e le proprie autonomie, diminuisce l’intervento sanitario per visite mediche, ricoveri e somministrazione di farmaci. Per alcune persone si assiste ad una vera rinascita”.

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In copertina, Bellomo e Bellini mostrano l’importante certificazione; e qui sopra sono con il direttore di Amorim Cork Carlos Santos.

Anche da uno spumante può arrivare un messaggio di speranza

A Casarsa della Delizia massima attenzione per la sicurezza dei propri dipendenti, vicinanza alla rete vendita e ai clienti della pubblica ristorazione e un’edizione speciale della propria Cuvée di successo Jadér per ricordare a tutti che, rimanendo uniti, possiamo vincere l’emergenza Covid-19: i Viticoltori Friulani La Delizia tengono aperta la cantina per rispondere alle esigenze dei mercati essendo produttori di un bene essenziale e, allo stesso tempo, esprimono la propria attenzione per quella che sarà la fase 2 di contenimento del virus e ripresa delle attività sociali. Il tutto all’insegna di un elemento che è più forte di qualsiasi virus: i rapporti umani.

“Abbiamo avviato rapidamente – spiega il presidente Flavio Bellomo – sia lo smart working per i dipendenti che possono lavorare da casa che il giusto distanziamento per chi deve continuare a operare in cantina, rispondendo così prontamente a tutti gli ordini dei clienti, principalmente della grande distribuzione, che ci stanno continuando ad arrivare. Abbiamo avviato una sanificazione periodica della cantina, che si è aggiunta alle consuete pulizie che già effettuavamo. Siamo anche vicini alla nostra rete vendita di 100 agenti, supportandoli in questo momento in cui i clienti del settore Horeca (hotel, bar, ristoranti e catering, ndr) sono chiusi e anzi ideando per loro una speciale edizione della nostra Cuvée Jadér: le bollicine portano ora in etichetta un cuore e delle mani multicolori che s’incontrano, con la scritta ‘Vicini con il cuore’ per lanciare un messaggio di speranza per il futuro. Futuro che è già presente nelle vigne, dove le viti hanno iniziato l’attività vegetativa: anche ai nostri soci, all’opera pure durante l’emergenza, va il nostro pensiero in questa Pasqua così diversa da quelle a cui eravamo abituati”.

Il mondo è cambiato in poche settimane, filiera del vino compresa. “Ma abbiamo ritarato rapidamente la nostra ‘macchina’ produttiva – aggiunge il direttore commerciale Mirko Bellini – rispondendo alle esigenze della grande distribuzione, sia in Italia che in altri Paesi esteri come Usa e Regno Unito in cui l’emergenza si è palesata dopo. Tutto questo grazie alla disponibilità dei nostri dipendenti che ci hanno permesso di continuare a lavorare nonostante le condizioni limitative in essere. Ma siamo ancora vicini ai nostri clienti dell’Horeca, ai bar e ristoratori italiani che da oltre un mese sono chiusi: per questo lanciamo un appello affinché interventi di sostegno siano distribuiti su tutta la filiera, non solo sui produttori ma anche sull’ambito commerciale, Horeca compreso, fino ad arrivare al consumatore finale. Solo uniti riusciremo a tornare forti: tutto ripartirà dai rapporti umani, che La Delizia ha sempre saputo coltivare. Il mese di marzo ha già fornito i primi dati sull’effetto Coronavirus sul sistema economico, in particolare vendite e incassi. Il quadro è chiaro, pertanto è il momento di intervenire trasformando le promesse ed aiuti in azioni concrete sulla filiera produttiva commerciale. Noi friulani, nella nostra storia, abbiamo già affrontato alcune ‘ripartenze’ dopo eventi molto dolorosi, come per esempio il terremoto: questa volta vogliamo farlo assieme a tutta l’Italia”.

“Horeca (acronimo di Hotellerie-Restaurant-Café, ma la terza parola viene a volte identificata con Catering, o altre similari) è un termine commerciale che si riferisce al settore dell’industria alberghiera”. (Da Wikipedia)

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In copertina, Mirko Bellini e l’etichetta di Jader “Vicini con il cuore”.

Casarsa, Sagra del Vino rinviata al 2021. Ma in estate le bollicine

di Gi Elle

Come era ormai nell’aria, anche la storica Sagra del Vino di Casarsa della Delizia ha dovuto fare i conti con Coronavirus. Per cui la 72ma edizione (originariamente prevista dal 23 aprile al 4 maggio) è stata rimandata al 2021, come annunciato dai promotori della Pro Casarsa, col presidente Antonio Tesolin, il Comune, col sindaco Lavinia Clarotto, e i Viticoltori Friulani La Delizia, col presidente Flavio Bellomo. Si lavorerà comunque nelle prossime settimane per allestire quest’anno, probabilmente spostandola nel periodo estivo, almeno la sesta edizione di “Filari di Bolle”, la Selezione degli Spumanti del Friuli Venezia Giulia che è collegata alla Sagra del Vino.

“Siamo consapevoli – hanno spiegato gli organizzatori – che questo è il momento della responsabilità, del rispettare le direttive sanitarie per fare fronte all’emergenza Coronavirus. Per questo tutte le energie vanno convogliate in tale direzione, tanto più che a oggi non sappiamo come sarà la situazione a fine aprile anche se con il contributo di tutti si potrà tornare prima possibile alla normalità. Sarà solo un arrivederci al prossimo anno, quando lavoreremo ancora insieme per dare alla comunità, alle sue aziende e associazioni questo grande momento di festa e di valorizzazione delle eccellenze casarsesi che è e sempre sarà la Sagra del Vino“.

Ma non tutto verrà posticipato e presidente della Pro Loco e sindaco stanno, appunto, ragionando assieme al presidente dell’Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia Renzo Zorzi, per organizzare comunque “Filari di Bolle” in date estive all’aperto, dando così anche un’occasione di rilancio alle numerose aziende del comparto spumantistico del Friuli Venezia Giulia e un momento di festa a tutte le persone. Aggiornamenti in merito seguiranno, pertanto, nelle prossime settimane.

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In copertina, spumanti friulani a “Filari di Bolle”: si tenta di salvare almeno questa rassegna.

La Delizia, bollicine superstar: 2 milioni le bottiglie di Naonis

di Gi Elle

Le feste di Natale e di Capodanno sono le più gettonate per i brindisi a suon di bollicine. E alla Cantina di Casarsa alzeranno i calici – soci produttori, tecnici e amministratori – per sottolineare il grande successo ottenuto dagli spumanti prodotti tra i sassi in riva al Tagliamento. C’è infatti molta soddisfazione ai Viticoltori Friulani La Delizia, tra le prime nove realtà d’Italia per la produzione di spumanti, per un positivo 2019: la linea di bollicine Naonis ha tagliato il traguardo dei 2 milioni di bottiglie vendute nel settore Horeca (hotel, restaurant e cafè) nazionale (+12% rispetto lo scorso anno) e ha iniziato a farsi apprezzare sempre più in Germania, Regno Unito e Stati Uniti d’America. Un successo, quello degli spumanti, che traina anche i vini fermi, prodotto storico della cooperativa: in totale, contando tutte le linee dei vini La Delizia, sono 24 milioni le bottiglie prodotte quest’anno, di cui 14 milioni appunto di spumanti.


“Si è confermata – spiega il presidente Flavio Bellomo – una nostra previsione, ovvero che la qualità degli spumanti avrebbe riportato interesse sull’intero brand La Delizia, genuinamente radicato nel territorio friulano ma che ha allo stesso tempo un respiro internazionale. Ecco quindi che il successo di Naonis, linea nata appena cinque anni fa e che debuttò con 150 mila bottiglie vendute, s’inserisce all’interno di una crescita globale dell’azienda. Un successo che condividiamo con tutti i nostri 400 soci, le maestranze che producono il nostro vino qui in cantina e la rete vendita. Per noi è motivo di soddisfazione sapere che molte persone, nelle prossime feste, brinderanno al Natale e al nuovo anno con i nostri vini”.
Ora si guarda al futuro. “Continueranno gli investimenti per innovare sempre più la nostra filiera produttiva – ha aggiunto Bellomo -, inoltre abbiamo già le conferme dei clienti consolidati per il 2020 mentre nuovi mercati, come quello tedesco, stanno guardando con favore a Naonis. Regno Unito e Usa sono gli altri due Stati in cui puntiamo a crescere: stiamo a vedere cosa succederà con la Brexit, mentre per i dazi americani i nostri vini ne sono esclusi. In ogni caso, quando un prodotto piace, il pubblico lo richiede e di questo i legislatori ne tengono conto: siamo fiduciosi”.
Proseguirà infine il progetto delle edizioni limitate. “Per la cuvée Jadér – ha concluso il presidente – la Summer Edition è andata molto bene la scorsa estate, con 60 mila bottiglie vendute, un dato che puntiamo a replicare con la Winter Edition in vendita in questo inverno. Un punto di orgoglio per un’azienda che tiene alle proprie radici friulane, ma che sa anche guardare avanti con prodotti innnovativi premiati dal mercato che ne apprezza il gusto moderno”.

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In copertina, il presidente Flavio Bellomo; all’interno, due fasi produttive degli spumanti: vendemmia e vinificazione.

Da tre anni la Doc Friuli. E adesso c’è anche il Consorzio di tutela

di Giuseppe Longo

E ora il Vigneto Fvg si potrà proporre sempre più come tale, nel suo complesso, beneficiando di quel nome magico e da sempre accattivante – “Friuli” – che piace tanto ai consumatori nel resto d’Italia, in Europa e pure oltreoceano. Se ne parlava da decenni, già quando nascevano le “Doc-fazzoletto”, belle e suggestive, ma troppo piccole e spesso in competizione fra loro: infatti, c’era già chi avvertiva la necessità di una proposta unitaria affinché la stessa fosse più efficace sul mercato, specialmente estero, dove peraltro il Friuli stesso è piccolo e poco individuabile, figuriamoci le Doc ritagliate in collina e in pianura, tra i sassi delle alluvioni di Tagliamento e Isonzo o lungo la Riviera. Dopo il riconoscimento tre anni fa dell’ultima denominazione, stavolta appunto a livello regionale, ora nasce dunque il Consorzio che la dovrà tutelare, facendo prima di tutto rispettare il disciplinare di produzione. Plaudono le organizzazioni imprenditoriali, a cominciare da Confagricoltura e Fedagri. Per cui ora resta aperta soltanto la questione Ribolla gialla. Ma fermiamoci a quello che ormai può essere considerato un “punto fermo”, di certo molto importante. Diremmo strategico per il futuro della promozione commerciale e della presentazione su un mercato, nazionale e mondiale, sempre più esigente.

E’ stato infatti costituito proprio ieri, a San Vito al Tagliamento, il Consorzio Tutela Vini Friuli Venezia Giulia. Dopo un lungo iter tra progetti, ipotesi e speranze, finalmente si è concretizzato il sogno: la nascita del nuovo organismo si pone l’obiettivo di tutelare, promuovere, valorizzare e curare gli interessi appunto della più recente Denominazione regionale. Era nata, come dicevamo, nel 2016 la Doc Friuli  (o Friuli Venezia Giulia) che aveva debuttato rivendicando, in quella vendemmia, 103 mila quintali di uva. Dopo un breve rodaggio, durato appena un biennio, nel 2018 l’area tutelata ha raggiunto 2.500 ettari con ben 297 mila quintali di uva, a dimostrazione che la nuova Doc regionale vuole diventare un brand forte e altamente riconoscibile, in grado di combinare numeri e qualità, caratteristiche che le consentiranno, sempre più, di acquisire una maggiore visibilità e competitività sui mercati soprattutto internazionali.
I soci fondatori del Consorzio si prefigurano e si impegnano ad agire per consentire alle aziende della regione di fare squadra intorno a quello che, a tutti gli effetti, si può definire un brand facilmente identificabile e dotato, come dicevamo all’inizio, di notevole appeal. Il nuovo Consorzio Tutela Vini Friuli Venezia Giulia si pone infatti, come primo impegno, l’aggregazione di tutti i produttori della Doc Friuli in collaborazione e nel rispetto delle varie denominazioni già preesistenti che, comunque, restano “fiori all’occhiello” ed espressioni autentiche e peculiari delle diverse aree regionali.

Ventidue sono i soci fondatori del nuovo Consorzio – che hanno sottoscritto l’atto costitutivo presso il notaio sanvitese Luca Sioni -, motivati e desiderosi di lavorare con impegno per arrivare, in tempi brevissimi, al raggiungimento della rappresentatività necessaria a ottenere il previsto riconoscimento da parte del Ministero per le Politiche agricole. Nove sono i componenti del primo consiglio di amministrazione che si affida alla presidenza del dottor Giuseppe Crovato, amministratore delegato della Cantina Cabert Spa di Bertiolo. Il resto della squadra dirigente è composto dai vicepresidenti, Roberto Marcolini, dell’azienda Cà Bolani (Zonin) di Cervignano, e Flavio Bellomo (presidente della cantina cooperativa Viticoltori friulani La Delizia, di Casarsa), nonché dai consiglieri Alessandro Baccichetto, Gianfranco Bianchini, Filippo Bregant, Luigino Fogal, Bruno Pittaro e Michelangelo Tombacco. Tutte le Doc sono rappresentate (a esclusione della Friuli Isonzo e Friuli Annia) e le adesioni sono ancora aperte: infatti, la volontà di tutti i “fondatori” è quella di essere inclusivi.
Il nuovo Consorzio, nel muovere i suoi primi passi, è “certo di poter contare sul fondamentale supporto dell’amministrazione regionale molto determinata a continuare il percorso di accompagnamento iniziato fin dalla costituzione della denominazione Doc Friuli”. Una volta terminati gli espletamenti burocratici, partirà la raccolta delle firme della filiera per raggiungere il nuovo traguardo del riconoscimento ministeriale, pur restando in attesa di quello europeo che ancora manca per la Doc. L’obiettivo dichiarato è quello di essere operativi (nuovo Consorzio compreso) entro la vendemmia 2020.

Molto positive, come dicevamo, le reazioni delle organizzazione imprenditoriali. «Finalmente la Doc Friuli avrà il suo Consorzio di tutela – dice Michele Pace Perusini, nuovo presidente della Sezione economica regionale viticoltura di Confagricoltura Fvg, che ha raccolto il testimone da Roberto Felluga -. Un passo importante per mettere sui giusti binari una “locomotiva partita” nel 2016 e che ha dimostrato di viaggiare ad alta velocità. La Doc Friuli, infatti, diventerà la più importante denominazione regionale e ciò responsabilizza i nuovi amministratori che dovranno essere in grado di creare il giusto clima di condivisione con tutte le componenti del comparto per rendere sempre più incisive le necessarie iniziative future di promozione e comunicazione. Da parte di tutta l’organizzazione, dunque, formulo ai consiglieri i miei migliori auguri per un buon lavoro, offrendo la disponibilità a collaborare per il bene dell’intero territorio».
«Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto – gli fa eco Venanzio Francescutti, presidente di Fedagripesca Fvg -. La cooperazione ha lavorato alacremente per raggiungere questo risultato che è figlio di una coesione maturata tra i tanti attori della filiera vitivinicola regionale. Si è fatto un passo avanti importante che deve rappresentare un punto di partenza per progettare, tutti assieme, il futuro della vitivinicoltura regionale».

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In copertina, Giuseppe Crovato, presidente del neonato Consorzio Tutela Vini Friuli Venezia Giulia.