Malvasia senza confini a Messina (Opus Loci), ma anche a Buie d’Istria e ad Aurisina sul Carso (Enoturismo)

Opus Loci vola a Messina. Il percorso progettuale ideato e promosso dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine, che mette in rete i cinque siti Unesco del suo territorio e un primo gruppo di eccellenze produttive delle cinque località con l’obiettivo di valorizzare il virtuoso binomio cultura-economia, dopo l’importante tappa di Genova, toccherà oggi, 11 novembre, la città siciliana, dove sarà presentato nell’ambito di una tavola rotonda che integra il progetto nazionale “Malvasia senza confini”. Per la Cciaa Pn-Ud interverranno il presidente Giovanni Da Pozzo e il project manager di Opus Loci, Walter Filiputti.
Come è noto, Opus Loci riunisce una ventina di aziende produttrici di eccellenze friulane di tanti settori (cibo e bevande, ma anche abbigliamento, coltellerie, servizi turistici e ricettivi…) per ciascuno dei suoi cinque Siti Unesco Fvg: Aquileia, Cividale, Palmanova, Dolomiti friulane e Palù di Livenza. Per ognuno di essi, sono stati realizzati speciali percorsi da fare in bici o camminando, che toccano non solo le bellezze storico-culturali tutelate come Patrimonio dell’Umanità ma anche le aziende coinvolte, per proporre al visitatore un tour completo del meglio che il nostro territorio offre. E in modo sostenibile. Opus Loci (www.opusloci.it) è nato in modalità esplicitamente sperimentale, nel solco – e come una sorta di specificazione – del percorso Mirabilia, network costituito da Unioncamere e 19 Camere di commercio italiane in rappresentanza di territori su cui insistono beni patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco.
«In questa nuova presentazione – commenta il presidente Da Pozzo –, mettiamo insieme eccellenze comuni, tra Friuli Venezia Giulia e Sicilia, con l’obiettivo di far crescere territori lontani geograficamente, ma con molte affinità e potenzialità di scambio e collaborazione. Il progetto “Malvasia senza confini” è il felice percorso con cui approfondiamo la conoscenza di un vino fortemente rappresentativo e, attraverso di esso, mettiamo in rete idee ed esperienze, per favorire sempre più un turismo di qualità. Sotto questo cappello introduciamo il nostro Opus Loci». Gli fa eco Filiputti, per cui «parlare di vino, e di un vino dalle tante originali sfaccettature come il Malvasia, è il punto di partenza per creare legami che dall’enogastronomia sfociano naturalmente nella cultura, nella valorizzazione, nella condivisione. Occasioni come questa ci aiutano a confrontarci su terreni comuni, mettendo insieme i vari attori che possono creare sviluppo: imprese e istituzioni, realtà locali, nazionali e internazionali. Una preziosa opportunità di networking, basata sulla valorizzazione dei caratteri più iconici delle nostre terre».
Alla odierna tavola rotonda, con il presidente Da Pozzo e Filiputti, interverranno, per i saluti istituzionali, Ivo Blandina, presidente Camera di Commercio di Messina, il sindaco e l’assessore al turismo e alla cultura della città, Federico Basile, e Vincenzo Caruso. Porteranno i loro contributi anche Mauro Pollastri, presidente “Consorzio Malvasie delle Lipari”, Roberta Urso, delegata regionale Associazione “Le donne del vino”, Antonina Sidoti, della Fondazione Its Academy Albatros, Pietrangelo Pettenò, di Marco Polo Project, e Pina Costa, direttore Relazioni Esterne e Business Development di Assocamerestero. All’evento saranno presenti produttori e aziende vitivinicole, sommelier, ristoratori, esperti di comunicazione food&wine. Modererà l’incontro Flora Mondello, vicedelegata regionale Donne del Vino Sicilia e presidente del “Consorzio per la tutela del Mamertino Doc”.

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Anche quest’anno, la Rete Europea delle Città del Vino Recevin, in collaborazione con le Associazioni nazionali, ha promosso la Giornata Mondiale dell’Enoturismo, in programma domenica 13 novembre. Ad impreziosirla, domani, si terrà a Buie d’Istria (Croazia), un’interessante tavola rotonda dal titolo “Malvasia, un vino che unisce tre stati – Idee e strategie a confronto per sfidare il futuro”. Interverranno: Igor Gabrovec, sindaco di Duino Aurisina – Devin Nabrežina; Fabrizio Vižintin, sindaco del Comune di Buje; Tiziano Venturini, presidente delle Città del Vino Fvg; Denis Goja, membro del consiglio di amministrazione di Las Istre. Modererà l’incontro Martina Vocci. L’evento si terrà alle ore 10, nella sala del consiglio comunale di Buie – www.buje.hr/it. Verrà predisposto un servizio di traduzione simultanea. A seguire è previsto un rinfresco e una degustazione di vini locali.
Domenica seguirà un’altra tavola rotonda dal titolo “Vini senza confini: il turismo transfrontaliero come leva di sviluppo sostenibile”. Interverranno: Francesco Marangon, Università di Udine; David Pizziga, Gal Carso Las Kras; Joško Sirk, Sirk della Subida. Modererà l’incontro Robi Jakomin. L’evento si terrà sempre alle 10, nella Casa della Pietra, Sp1, ad Aurisina. A seguire è previsto un rinfresco con una degustazione di vini locali in una cantina del Carso.
La celebrazione della Giornata Mondiale dell’Enoturismo si presenta come un grande appuntamento di eventi, attività e iniziative legate all’importante settore economico. L’iniziativa rientra nel programma di Duino Aurisina – Devin Nabrežina Città Italiana del Vino.
I due appuntamenti sono riservati a sindaci, amministratori locali, ambasciatori delle Città del Vino, agli addetti al settore e alla stampa. Confermare la propria presenza scrivendo a jakomin@galcarso.eu, telefono 351.5100786.

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In copertina, grappoli di Malvasia grande varietà bianca friulana e istriana.

Opus Loci, oggi i cinque siti Unesco Fvg con eccellenze e bellezze su 7 quotidiani

Un piccolo inserto che racconta il Friuli Venezia Giulia attraverso i suoi cinque siti Unesco. E attraverso i percorsi che uniscono eccellenze produttive e bellezze storico-artistiche, ossia il cuore del progetto Opus Loci che la Camera di Commercio Pordenone-Udine sta promuovendo, mettendo in rete i siti di Aquileia, Cividale, Palmanova, Dolomiti Friulane e Palù di Livenza con una ventina di aziende che offrono prodotti e servizi di qualità (dal cibo alle bevande, dai servizi turistici ai prodotti d’alto artigianato). S’intitolano proprio Opus Loci le quattro pagine, con tante immagini simboliche e coinvolgenti, che usciranno proprio oggi, 27 ottobre, sulle edizioni cittadine di una serie di quotidiani del Gruppo Gedi: l’edizione genovese del Secolo XIX, quella torinese de La Stampa, quella romana di Repubblica, nonché su Mattino di Padova, La Nuova Di Venezia e Mestre, la Tribuna di Treviso e il Corriere delle Alpi. Ogni città è stata scelta in conseguenza della visita in Fvg, a fine settembre, di un gruppo di operatori turistici, che venivano proprio dalle regioni coinvolte nella diffusione dell’inserto. Un modo per dare continuità al percorso di valorizzazione del territorio che l’ente camerale si sta impegnando a promuovere, a complemento della più ampia azione regionale sul turismo, scegliendo il punto di vista dei siti Unesco quale primo catalizzatore di un’ospitalità qualificata, che poi facilmente può riversarsi alle tante altre bellezze Fvg.
Se, dunque, i punti fermi sono le cinque meraviglie Patrimonio dell’Umanità, i testi di accompagnamento alle immagini partono da essi per raccontare in modo più ampio il Friuli Venezia Giulia. E vengono evidenziati anche i commenti che gli operatori turistici venuti in visita in Fvg hanno rilasciato alla Camera di Commercio. Accoglienza, valorizzazione, famiglia, passione, inclusione sono le parole-chiave che i tour operator hanno usato per raccontare la loro esperienza in regione e che adesso “ritrasmetteranno” ai loro concittadini tramite queste pagine. Ma non solo. Perché la Camera ha realizzato anche dei micro-video con le loro testimonianze alternate a immagini dei siti Unesco, video che saranno promossi sui canali social Cciaa Pn-Ud nelle prossime settimane. Un modo per integrare i mezzi di comunicazione e continuare, dalla carta alla rete, questa azione di promozione, portata avanti sempre in stretta collaborazione con PromoTurismoFvg.
«Opus Loci – commenta il presidente della Camera di Commercio Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo – non è più solo il nome di un progetto, ma diventa un claim evocativo di tutto il nostro bellissimo Friuli Venezia Giulia: unisce lo spirito di questi luoghi magnifici alla proverbiale e riconosciuta operosità di questa terra e dei suoi abitanti, costruttori di eccellenze e anche di prodotti di nicchia e di vere proprie sorprese originalissime, che sanno stupire in positivo chi viene in visita per la prima volta e i tantissimi che decidono di tornare».

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In copertina, il tema della vite interpretato nei preziosi mosaici di Aquileia.

Agriflash.FVG

NanoValbruna, su il sipario Al via oggi, 18 luglio, a Valbruna il Festival Green del Friuli Venezia Giulia, NanoValbruna, che riunisce fino a sabato 23 luglio nella piccola comunità friulana scienziati, imprenditori, docenti, artisti, professionisti del settore con una folta partecipazione di giovani per parlare di ambiente, tutela degli ecosistemi, sostenibilità e green economy: una manifestazione di respiro internazionale – realizzato grazie alla Regione Friuli Venezia Giulia con il sostegno di Fondazione Friuli, Fondazione Pietro Pittini, Gruppo Luci e Biofarma e con la partecipazione dell’ Università degli Studi di Udine e con la media partnership della Rai – curata da Annalisa Chirico e Francesco Chirico e dai giovani della neonata associazione ReGeneration Hub Friuli in collaborazione con l’Accademia di Gagliato Globale. La direzione scientifica di questa edizione del festival – che offre un concreto confronto scientifico ad alto livello per innescare progetti di rigenerazione sostenibile del territorio- è affidata al ricercatore di origini friulane Enrico Di Minin, docente all’Università di Helsinki, scienziato della conservazione noto per i suoi studi sulle interazioni tra biosfera, società ed economia in rapporto alla sostenibilità ambientale. Nanovalbruna 2022 propone un’intensa settimana di attività tra panel scientifici e artistico-divulgativi, appuntamenti con esperti di politiche giovanilie di processi produttivi sostenibili, dove spiccano i “Meeting with”, incontri one-to-one tra scienziati, imprenditori, ricercatori, manager e i giovani presenti al festival. Da segnalare, tra le altre la presenza dell’accademico bioingegnere e ricercatore italiano Mauro Ferrari, del CEO della start up biomedicale GreenBone Ortho Lorenzo Pradella, del manager e fisico Roberto Della Marina, dei professori e ricercatori Antonio Massarutto, Stefano Filacorda, Paolo Pescarmona, Maila Danielis,Francesca Milocco, solo per citarne alcuni.

Le Dolomiti Friulane La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, ha approvato lo schema di accordo di collaborazione per la partecipazione per l’anno 2022 alle attività di promozione delle Dolomiti Friulane nell’area pordenonese ed inserite nella manifestazione Dolomiti Days. “La Regione, attraverso il servizio biodiversità che coordina le attività in materia di Dolomiti Unesco – ha riferito Zannier – ha già in atto un accordo di collaborazione con la Comunità di montagna della Carnia per la promozione delle Dolomiti Friulane nell’area udinese pertanto è stato ritenuto opportuno contattare la Magnifica Comunità di montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio, per proseguire anche nel 2022 nell’area pordenonese il percorso di collaborazione che sancisce la partecipazione dei due Enti alle attività promozionali”. Con l’accordo, infatti, le parti disciplinano la collaborazione in merito alla promozione delle Dolomiti Friulane, nonché la conservazione, la comunicazione e la valorizzazione del bene Dolomiti Unesco patrimonio dell’umanità. Sono diverse le attività previste, fra cui mostre d’arte contemporanea, convegni e workshop su diversi temi, in particolare la rigenerazione di spazi abbandonati, la cultura contemporanea della montagna, i paesaggi montani e boschivi da svolgersi nelle ex scuole elementari comunali ora adibite a spazio espositivo, nell’edificio denominato “Nuovo Spazio di Casso” nel Comune di Erto e Casso. Altre attività verranno svolte anche nei Comuni pordenonesi interessati dal riconoscimento Unesco e aventi come obiettivo la conservazione, comunicazione e valorizzazione del bene Dolomiti patrimonio mondiale Unesco. Per la realizzazione del progetto, è prevista una spesa complessiva di euro 30 mila corrisposti dal Servizio biodiversità alla Magnifica Comunità di montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio per il rimborso delle spese inerenti le attività dell’accordo.

Si assumeranno nuovi forestali – “L’auspicio è che, entro il prossimo autunno, si chiudano le procedure che ci consentano poi di assumere nuovi forestali da integrare nell’attuale organico regionale”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse forestali Stefano Zannier partecipando a Tarvisio all’annuale celebrazione dedicata a San Giovanni Gualberto, patrono delle guardie forestali d’Italia. La manifestazione, curata dall’Associazione nazionale Forestali d’Italia del Friuli Venezia Giulia (Anfor), si è svolta a prati di Oizinger in Valsaisera. Alla presenza dei sindaci di Tarvisio Renzo Zanette e Malborghetto Valbruna Boris Preschern, del comandante del Nucleo biodiversità di Tarvisio Cristiano Manni, di altri Carabinieri forestali e del presidente regionale nonché consigliere regionale dell’Anfor Marvi Poletto, l’esponente della Giunta Fedriga nel suo intervento, ha evidenziato che la procedura concorsuale al termine della quale la Regione Fvg integrerà gli organici esistenti si trova in dirittura d’arrivo. “Sappiamo molto bene che la situazione attuale – ha detto l’esponente dell’esecutivo Fedriga – sia in forte sofferenza, poiché con il numero di forestali in servizio a malapena si riesce a garantire l’ordinarietà. Entro l’autunno di quest’anno dovrebbero essere portate a termine le procedure concorsuali bloccatesi lungo l’iter per mille problemi burocratici, tra cui lo stop legato alla pandemia. Ciò ci consentirà di avere a disposizione decine di nuovi operatori in organico con i quali ristabilire la piena operatività”. Rivolgendosi poi ai volontari dell’Anfor, Zannier ha ricordato quanto sia importante il loro supporto “poiché l’arrivo di nuove leve deve essere poi accompagnato dalla loro formazione sul campo, opera questa che potrà essere garantita anche dalla nostra sezione regionale dell’associazione nazionale forestali d’Italia. Senza il loro ausilio rischieremmo di avere più forze in organico ma senza l’adeguata esperienza formativa, che è invece il vero fulcro su cui si basa l’attività“.

Sostegni a pesca e acquacoltura“La Regione sostiene con convinzione le attività della pesca e dell’acquacoltura e mette a disposizione, attraverso il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, 150mila euro a favore delle organizzazioni di produttori che intendano avviare campagne di comunicazione sulla sostenibilità dei prodotti del settore”. Lo ha annunciato l’assessore alle Risorse agroalimentari e ittiche, Stefano Zannier, al termine della seduta odierna della Giunta regionale, durante la quale è stato approvato il bando attuativo della Misura 5.68 “Misure a favore della commercializzazione” del Feamp. “Il provvedimento – ha aggiunto Zannier – mira ad accrescere la competitività della pesca e dell’acquacoltura e, nello specifico, a promuovere la qualità e il valore aggiunto delle produzioni ittiche attraverso la tracciabilità, commercializzazione e le campagne di comunicazione e promozione di tali settori”. Il bando finanzierà le iniziative approvate nella misura del 75% della previsione di spesa complessiva, che non dovrà essere inferiore a 30mila euro. Le campagne di comunicazione e promozione proposte potranno essere di carattere regionale, nazionale o transnazionale e non dovranno essere orientate verso denominazioni commerciali. Il contributo non è cumulabile con altre agevolazioni, anche di carattere fiscale, ottenute dal beneficiario per le medesime spese. Le spese per la realizzazione degli interventi sono considerate ammissibili solo se sostenute successivamente alla data di pubblicazione del bando sul Bollettino ufficiale della Regione. Tutta la documentazione e la modulistica obbligatoria, una volta pubblicato il bando sul Bur, sarà disponibilein formato elettronico nella sezione dedicata al Feamp 2014-2020 del sito internet della Regione Friuli Venezia Giulia.

Contributi per i pioppi La Giunta regionale, riunitasi a Trieste, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, ha approvato il bando per l’accesso agli investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della reddittività delle foreste. In termini di risorse a disposizione per l’annualità 2022 sono assegnati 2.235.000 euro (di cui 963.732 del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale). Come ha spiegato l’assessore, il bando è finalizzato al consolidamento della produzione del legno attraverso la pioppicoltura a basso impatto ambientale – realizzata sulla base di protocolli di certificazione forestale – e prevede la concessione di un aiuto in conto capitale per le operazioni di imboschimento con cloni di pioppo, con durata del ciclo vegetativo non inferiore a otto anni. L’intervento deve ricadere su superfici regionali agricole e non agricole, ad esclusione di quelle delle aree svantaggiate. I potenziali beneficiari della misura sono tutti i soggetti pubblici o privati, anche in forma associata, che siano proprietari o titolari di diritto reale di godimento del bene. Nel caso di terreni demaniali possono accedere al bando i soggetti privati o i Comuni gestori dei terreni. Il sostegno viene erogato in forma di conto capitale secondo l’aliquota dell’80 per cento. Le domande possono essere presentate, come negli anni precedenti, entro il 31 luglio prossimo.

Dalla Regione Fvg oltre 40 milioni per ridurre la marginalità della montagna

«Gli oltre 40 milioni di euro che abbiamo già individuato sono la base di partenza per potenziare tre aspetti in grado di rendere le tre aree interne della nostra regione – Alta Carnia, Dolomiti Friulane e Canal del Ferro-Valcanale – sempre meno marginali: le connessioni non solo digitali, l’innovazione sociale per creare reti locali capaci di erogare beni e servizi e lo sviluppo delle filiere tipiche della montagna». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, dopo che la Giunta regionale ha approvato una generalità riguardante lo stato di avanzamento del percorso che prevede, per la fase di Programmazione europea 2021-2027, la revisione e l’aggiornamento delle strategie territoriali per le aree interne della nostra regione.

Stefano Zannier

«Queste risorse, che si aggiungono a quelle garantite dallo Stato, sono ricavate dai fondi strutturali Fesr e Fse e dal Feasr e potranno essere ulteriormente aumentate – ha spiegato Zannier – anche a seguito della candidatura della quarta area interna della nostra regione, quella relativa ai Comuni dell’area del Torre e Natisone, che a breve dovrebbe essere approvata e inserita all’interno della Strategia nazionale aree interne (Snai)”. “Caratteristiche fondamentali del nostro importante Piano di investimenti sono l’integrazione e la sinergia tra questi fondi comunitari sia nella fase di programmazione che in quella di attuazione – ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga -. Per raggiungere gli obiettivi ambiziosi che ci siamo posti, tutti gli interventi continueranno a essere definiti attraverso un attento percorso partecipativo dei diversi territori».
«Per quanto riguarda il tema delle connessioni – definito “Montagna smart” – vogliamo realizzare un sistema per alcune zone montane prive di copertura particolarmente frequentate da escursionisti, alpinisti e persone che amano lo sport. Una situazione che spesso rende impossibile l’attivazione dei soccorsi in caso di emergenza”, ha aggiunto Zannier, osservando poi: “In questo ambito rientra anche una serie di interventi innovativi e attenti ai processi di transizione ecologica riguardanti i rifugi alpini, la connettività di diversi tratti di piste ciclabili e alcuni progetti pilota finalizzati a garantire la qualità e la continuità del servizio idrico a favore di piccole comunità che vivono lontano dai centri più densamente popolati».

Come precisato nella generalità di Giunta, l’obiettivo delle iniziative caratterizzate da una forte innovazione sociale è invece quello di stimolare e supportare ad ogni livello la nascita di imprese multifunzionali e multisettoriali coniugando obiettivi di reddito con quelli di sviluppo territoriale e di valorizzazione delle caratteristiche naturali e delle tradizioni di queste comunità. «Questo aspetto non si riferisce solo alle produzioni manifatturiere, agricole o forestali molto diffuse in queste aree – ha rimarcato Zannier -, ma anche e soprattutto a quelle attività, quali la formazione professionale, le iniziative culturali e ricreative, i servizi alla persona, quelli ambientali e turistici, la diversificazione dell’attività agricola, che debitamente valorizzate e sostenute possono contribuire alla nascita di nuove imprese e allo sviluppo sociale ed economico di queste zone».
Il Piano della Regione punta infine a sviluppare le filiere tipiche della montagna: legno, servizi ecosistemici, turistico-ricreative, alpeggio, agricola e agroalimentare e agroalimentare/turismo. «La valorizzazione dell’ambiente, contraddistinto dalla presenza di aree naturali uniche a livello regionale e delle produzioni locali in un’ottica multifunzionale e integrata costituisce – ha concluso l’assessore -, un elemento strategico per lo sviluppo delle aree interne del Friuli Venezia Giulia».

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In copertina, ecco un suggestivo paesaggio dell’Alta Carnia.

 

“La memoria della terra” interpretata dagli ecomusei del Friuli Venezia Giulia

«Il legame con la propria terra è un filo invisibile, fatto di memoria, ricordi, emozioni, sensazioni, immagini che ci riportano a un vissuto più remoto o vicino, e ci consentono di percepire il senso della identità, il senso della comunità: quel legame che va al di là dei rapporti familiari e ci offre l’opportunità di sentire l’appartenenza a una comunità dalla quale possiamo trasmettere, qui come nel mondo, a nostra volta i valori e i tesori caratterizzanti e frutto del territorio, delle sue tradizioni; di una vita secolare nella quale si sono sapute tramandare le ricchezze e i simboli di un’area come delle piccole comunità che la compongono, elementi di attrazione di una realtà dalle innumerevoli peculiarità qual è il Friuli Venezia Giulia». È il messaggio – come evidenzia l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier – che il documentario “La memoria della terra” intende trasmettere.


Realizzato dalla regista friulana, Roberta Cortella, protagonista della trasmissione televisiva Geo, promosso dall’Ente Friuli nel mondo per ricollegare le comunità di corregionali all’estero, è stato presentato da Cinemazero a Pordenone, presente lo stesso esponente della Giunta Fedriga. Il filmato interpreta gli ecomusei come insieme di attrattive delle quali è ricco il nostro territorio. Tratta infatti del Maniaghese, delle acque tra il Tagliamento e il lago dei Tre Comuni, del Gemonese, della Val Resia, dei mestieri della Carnia, dei territori di Ronchi dei Legionari, delle tradizioni agrarie a Fagagna, oltre che delle Dolomiti Friulane.
«Un messaggio – prosegue Zannier – quello de “La memoria della terra”, che vuole evocare le ricchezze e le risorse delle quali il Friuli Venezia Giulia si può fregiare, veicolato attraverso la individuazione degli “ecomusei” intesi come un insieme di caratteristiche identificative e identitarie dei luoghi, delle carature ambientali, naturali e paesaggistiche, delle attività tradizionali della nostra terra che suggeriscono un legame con la stessa. Il plauso della Regione – conclude l’assessore Zannier – è rivolto all’iniziativa e all’autrice, in particolare perché si propone di ricollegare e riaccendere quel filo della memoria che ha tenuto connesse le comunità di nostri corregionali sparse nel mondo con le proprie radici, e diviene nel contempo un elemento di promozione delle nostre specificità».

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In copertina e all’interno tre immagini di Cjase Cocel, il famoso Museo della vita contadina di Fagagna.

 

Come colorare lane e tessuti con le erbe: l’arte tintoria spiegata da Ennia Visentin

(g.l.) Non tutti sanno, ma esistono numerose piante e possibilità naturali per colorare lane e tessuti, senza ricorrere ai prodotti chimici: una opportunità, peraltro, che può offrire anche una interessante prospettiva economica e sociale. Tanto che il prossimo giovedì l’artista Ennia Visentin ci farà conoscere queste opportunità nell’ambito della interessante iniziativa mediatica “Natura & Colore, nuove prospettive dell’arte tintoria”. L’appuntamento è pertanto su Zoom l’8 aprile, alle ore 20.30. L’incontro, come sempre, è stato organizzato dall’Ecomuseo delle Dolomiti Friulane “Lis Aganis”, che ha sede a Maniago. Nell’occasione, l’esperta ci racconterà come è possibile tingere con l’utilizzo di alcune erbe particolari, addirittura con gli scarti delle potature, nonché con frutta e verdura, all’insegna della “sostenibilità”, una parola, quest’ultima, sempre più diffusa e che fa riferimento all’impegno corale che tutti siamo chiamati ad avere affinché, ognuno nel suo piccolo, possa concorrere alla salvaguardia del pianeta, sempre più minacciato dall’inquinamento con le sostanze di sinsesi. La ricerca di Ennia Visentin è pluriennale ed è bello e interessante che tutti possano conoscere la possibilità di ottenere una produzione di colori al 100% naturale e una serie di tecniche innovative nei processi tintori.


Ennia Visentin su questa affascinante tematica ha pubblicato anche un libro dal titolo “Natura & Colore – Nuove prospettive dell’arte tintoria”, proprio per evidenziare le potenzialità di questo settore. «Questo libro – spiega l’esperta – nasce dal percorso di lavoro e di studio sulle sostanze coloranti naturali sviluppato dall’autrice nel corso degli anni, collegando idealmente la tradizione antica ai nuovi orientamenti del settore. Da una breve descrizione della storia dell’arte tintoria, fino all’analisi di testi antichi e contemporanei sul tema, vengono offerte le riproduzioni di prove di tintura effettuate da esperti nazionali e stranieri oltre alle sperimentazioni personali. I testi sono strutturati in modo da fornire un ventaglio di informazioni pratiche per comprendere e mettere in atto l’intero processo tintorio, offrendo una carrellata che va dalle sostanze presenti negli antichi ricettari fino ai testi contemporanei».
«Per le ricette di tintura proposte – prosegue Ennia Visentin -, si pone fede a un modello di tintura eco-dermo-compatibile, sulla scia delle nuove richieste di mercato di prodotti che possano garantire caratteristiche di salubrità. L’intento generale è quello di diffondere l’utilizzo di sostanze naturali, atossiche e sicure per le persone e per l’ambiente sulla base di un approccio etico ed eco-sostenibile. Delineando un quadro generale della realtà locale, Friuli Occidentale, viene evidenziato come l’utilizzo dei colori naturali può contribuire a una nuova visione economica e sociale sul territorio. Particolare attenzione è rivolta verso materiali e pratiche che rispettino, oltre i principi di eco-compatibilità, anche il minimo impatto ambientale e utilizzino fonti rinnovabili. Gran parte delle ricette proposte riconducono all’utilizzo di materiali di scarto agricolo o sottoprodotti agroalimentari che opportunamente utilizzati possono essere una risorsa preziosissima».

 E’ obbligatoria la preiscrizione compilando il modulo su www.ecomuseolisaganis.it  sezione EVENTI: https://www.ecomuseolisaganis.it/it/c/f9pck6/naturacolorenuoveprospettivedellartetintori.html gli interessati riceveranno il link di accesso alla conferenza.

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In copertina e all’interno, tessuti colorati con tinture del tutto naturali.

 

Dolomia investe 7 milioni e punta sul vetro. Fedriga: uniti per l’agroalimentare

“L’Amministrazione regionale punta a una partnership con le attività produttive dell’agroalimentare per una promozione reciproca del territorio. Solo se facciamo squadra, infatti, possiamo competere con le regioni più grandi della nostra”, ha detto a Cimolais il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, nel corso della visita allo stabilimento della Dolomia in occasione dell’apertura di una nuova linea produttiva. Era presente anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche e alla montagna, Stefano Zannier. Fedriga ha ricordato come in pochi anni l’azienda sia riuscita a conquistare importanti fette di mercato “puntando su quello che è tipicamente Made in Italy: la qualità”. “Dobbiamo essere in grado – ha concluso il presidente della Regione Fvg – di fare squadra e farci una promozione reciproca, è importante cioè che i cittadini percepiscano che prendere un prodotto fatto in Friuli Venezia Giulia è un valore aggiunto e che quel prodotto quando va in giro per il mondo fa conoscere il Friuli, il suo territorio e le sue ricchezze”.

La visita del presidente Fedriga.

Sono 7 i milioni di euro di investimento impiegati per la nuova linea Dolomia Emotion, pensata per completare la gamma di prodotti e guardare al mercato “green” del vetro a rendere (Var). E tutto questo si è tradotto, dando pure un importante contributo alla difesa dell’occupazione, nella nuova linea di produzione realizzata in Sorgente Valcimoliana srl, l’azienda di Cimolais che imbottiglia appunto con il marchio Dolomia, unica acqua al mondo che sgorga all’interno di un sito dichiarato dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”. Disponibile nei formati 0.70 L e 1 L e nelle versioni naturale e frizzante, Emotion è una linea pensata per soddisfare le esigenze del mondo Ho.re.ca, della ristorazione e dell’ospitalità, ma che presto entrerà nella quotidianità anche del consumo privato, in famiglia o in ufficio. In particolare, la distribuzione “porta a porta” del formato da 1 litro verrà infatti gestita attraverso il contatto con i principali grossisti, attivi capillarmente nel territorio, mentre una particolare modalità operativa è in fase di definizione per l’agevolazione delle consegne nelle aree limitrofe.
“Per il momento le nostre bottiglie in vetro a rendere sono distribuite principalmente in Area Nielsen 2, coprendo il Friuli Venezia Giulia, il Veneto, il Trentino Alto Adige e l’Emilia Romagna ma, grazie all’attivazione di nuove piattaforme di distribuzione in Italia, stiamo raggiungendo anche Roma, Milano e Firenze – ha spiegato Gilberto Zaina, amministratore delegato di Acqua Dolomia -. Non è stato facile investire così tante risorse in una fase congiunturale delicata che impone di navigare a vista. Ma il completamento del progetto Dolomia2020 era alle porte ed il logo delle Dolomiti Friulane da sempre ci sostiene nel rassicurare la clientela sulla totale qualità. La certezza di disporre di un’acqua tra le più pure e equilibrate ci ha quindi convinti: è dal 2008 che portiamo il Made in Friuli sulle tavole dei cinque continenti e i primi segnali di ripresa dopo l’emergenza Coronavirus ci confortano”.

Alla importante cerimonia erano inoltre presenti numerosi rappresentanti delle istituzioni regionali: Marco Dreosto, europarlamentare, Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico, Alessandro Da Re, presidente del Comitato di Gestione del Frie, il consigliere regionale Emanuele Zanon, il sindaco di Cimolais, Davide Protti, con i colleghi di Barcis, Claudio Traina, e di Erto, Antonio Carrara, oltre a Gianandrea Grava, in rappresentanza del Comune di Claut e quale presidente del Parco Naturale Dolomiti Friulane all’interno del quale sgorga appunto l’acqua Dolomia.

Autorità e stabilimento Dolomia.

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In copertina, le purissime acque del torrente Cimoliana nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane.

(Foto Arc Montenero)