L’impegno per la vite e per San Martino: Dolegna premia Bernardis

di Giuseppe Longo

DOLEGNA – Debutto ufficiale ieri mattina, nella “Giornata del Ringraziamento”, senza dubbio il più significativo momento di festa a Dolegna del Collio, per il nuovo sindaco Carlo Comis che ha voluto, tra i suoi primi e più rilevanti atti pubblici, ricordarsi di quanto fatto da un suo predecessore per il rilancio della ricorrenza di San Martino. Così, è andata proprio a Diego Bernardis, oggi consigliere regionale ma a lungo primo cittadino del paese in riva al Judrio, famoso per i suoi vini (grandi protagonisti recentemente di Sapori in Cantina”, ma sabato e domenica anche di “Cantine Aperte a San Martino”), il Premio Foglia d’Oro”, proprio per ringraziarlo del suo impegno, che peraltro continua sotto la nuova veste, a favore della vite e del vino, nonché, appunto, per la valorizzazione della “Giornata del Ringraziamento”, che ha avuto il suo centro focale – come già anticipato ieri – nella consegna del Falcetto d’Oro” della ColdirettiGabriele Di Gaspero, ricercatore ma anche viticoltore della vicina Spessa, tra i più affiatati protagonisti nella creazione degli ormai noti vitigni resistenti che ha visto in prima linea Università di Udine, con l’Istituto di genomica applicata (dove opera appunto il dottor Di Gaspero), e Vivai cooperativi di Rauscedo, ottenendo varietà rivoluzionarie che consentono di produrre ottimi vini con meno trattamenti anticrittogamici nel rispetto dell’ambiente, quindi ecosostenibili come si usa dire oggi, e con un notevole risparmio di tempo e di denaro.

La consegna dei Premi a Di Gaspero e a Bernardis; al microfono Claudio Fabbro e Franco Iacop.

La giornata di festa, organizzata puntualmente l’11 novembre, ricorrenza di San Martino – una volta segnava in campagna la conclusione ufficiale dell’annata agraria -, è cominciata con la Messa concelebrata nella Chiesa di San Giuseppe dall’arciprete di Cormons, monsignor Paolo Nutarelli (responsabile appunto anche delle anime della piccola Dolegna), il quale al  termine ha benedetto in piazza trattori e autovetture. Quindi, sempre nel raccolto luogo sacro, come più volte era avvenuto in passato, la cerimonia di consegna dei Premi. Attento regista, come avviene da tanti anni, Claudio Fabbro, impareggiabile memoria storica non solo delle vicende vitivinicole di Dolegna, e del Collio in genere, ma di tutto il Vigneto Fvg. Ha fatto gli onori casa il presidente della Coldiretti locale Michele Buiatti – è infatti la sezione paesana a organizzare ogni anno la bella e sentita manifestazione che corona l’attività annuale nei campi – assieme alla presidente provinciale di Gorizia, Angela Bortoluzzi. Entrambi hanno fatto cenno a problemi e prospettive del settore primario, facendo altresì il punto sull’annata agricola che volge al termine.

Monsignor Nutarelli, Angela Bortoluzzi e Michela Del Piero. 

Quindi la parola per un breve saluto alla leader di Civibank, Michela Del Piero – intervenuta assieme al responsabile delle pubbliche relazioni, Sergio Paroni, e al presidente emerito Lorenzo Pelizzo -, la quale ha confermato l’impegno dell’istituto di credito cividalese non solo per l’annuale ricorrenza di San Martino, ma anche per tutte le necessità che riguardano l’agricoltura in generale. E al termine degli interventi è seguita, tra gli applausi di una Chiesa gremita, la consegna degli ambiti riconoscimenti appunto al ricercatore Gabriele Di Gaspero e all’ex sindaco Diego Bernardis, festeggiati anche dal consigliere regionale Franco Iacop, il quale in un breve saluto ha ricordato il ruolo dell’Ente a favore del settore primario. Degna conclusione di tutto un sontuoso convivio “Al Cjant da Rusignul” di Mernico, accompagnato dai prestigiosi vini della zona, tra i quali primeggiavano la Ribolla gialla, vanto di Dolegna, e lo Schioppettino di Prepotto, la comunità contermine rappresentata dal sindaco Mariaclara Forti. E tra i brindisi ci si è dati appuntamento al prossimo San Martino, per la 24ma edizione del Falcetto e la 19ma della Foglia. Arrivederci, dunque, nel 2020.

Infine, una bella foto ricordo con tutti i protagonisti della festa.

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In copertina, Diego Bernardis ringrazia commosso per la Foglia d’Oro, tra il sindaco Comis e il consigliere regionale Iacop.

(Foto Claudio Fabbro)

Sul Ponte dello Schioppettino le Donne del vino Fvg festeggiano Mariaclara Forti

di Giuseppe Longo

PREPOTTO – E ora anche Mariaclara Forti, rieletta a fine maggio sindaco di Prepotto, è entrata nella bella “famiglia” delle Donne del Vino Fvg. L’associazione, guidata dalla delegata regionale Maria Cristina Cigolotti, l’ha festeggiata ieri sera consegnandole la pergamena che ne attesta l’appartenenza. Dove? Ma non poteva esserci luogo più adatto e suggestivo del Ponte dello Schioppettino che ha visto la seconda edizione di Calici di Stelle celebrata assieme ai vicini di Dolegna del Collio. Unico neo, non dovuto però all’organizzazione che pure stavolta è stata impeccabile: le folate di vento che arrivavano dalla valle del Judrio, mentre da sud saliva la minaccia di un temporale.

Il sindaco Mariaclara Forti con le Donne del vino Fvg.


Un premio meritato per l’avvocato Mariaclara Forti, se non altro per aver tenacemente voluto questa bella festa, senza dubbio la più originale di tutto il ricco programma messo a punto da Città del Vino e Movimento Turismo del Vino per la ricorrenza di San Lorenzo, tanto che Prepotto e Dolegna sono ben motivate a far diventare questa serata una consolidata tradizione. Quindi festa sul Ponte dello Schioppettino, ma non solo nelle motivazioni del riconoscimento che il primo cittadino di Prepotto ha molto gradito. Liliana Savioli, vicedelegata regionale delle Donne del vino, ne ha infatti ricordato “l’impegno dimostrato nel promuovere la cultura del vino nel suo paese e per aver istituito il Premio Schioppettino Donna dedicato alle figure femminili che si sono particolarmente distinte nel favorire la visibilità e la divulgazione della cultura enologica locale”. Un riconoscimento che era stato assegnato durante la riuscita manifestazione – ancora una volta protagonisti i vini locali – avvenuta agli inizi di giugno nel vicino Castello di Albana.

Il quartetto d’archi tra i vigneti.

La consegna dell’attestato di nomina ha seguito la breve cerimonia inaugurale, alla quale anche la Regione Fvg ha voluto essere presente con l’assessore Graziano Pizzimenti e il consigliere Diego Bernardis, già sindaco di Dolegna e convinto sostenitore di questa festa per Calici di Stelle. La vicina comunità era invece rappresentata dall’assessore comunale Carlo Comis e l’Associazione Produttori di Schioppettino di Prepotto dalla presidente Anna Muzzolini. Nella simpatica cornice musicale regalata da un quartetto d’archi, ha parlato però soltanto Mariaclara Forti, proprio per non appesantire il clima di festa con vari discorsi, sottolineando l’importanza di questa bellissima iniziativa che vede i due paesi, Dolegna e Prepotto appunto, uniti e solidali nel nome dei loro vini più rappresentativi: la Ribolla gialla e quella nera, meglio nota come Schioppettino, vino del quale Prepotto è molto orgogliosa tanto da avergli intitolato appunto il ponte sul fiume Judrio che unisce Albana con Mernico.

E questi due grandi vini autoctoni – la Ribolla gialla anche spumantizzata – assieme ad altri dei due paesi, espressioni rinomate del Collio e dei Colli orientali del Friuli, sono stati i protagonisti della degustazione proposta dai banchetti dei numerosi produttori aderenti a questa seconda edizione, ai quali si sono aggiunti ristoratori e agriturismi della zona con gustosi abbinamenti. Tutti molto bravi – i loro nomi li trovate nell’articolo che precede queste brevi note di cronaca – e che hanno meritato l’apprezzamento di coloro, ed erano tanti, non hanno voluto mancare a questo nuovo appuntamento sul Ponte dello Schioppettino. E ora arrivederci al prossimo anno, alla terza edizione.

Infine, ecco tre momenti della serata sul Ponte dello Schioppettino.

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In copertina, il sindaco Mariaclara Forti con il diploma fra Liliana Savioli e Maria Cristina Cigolotti.

 

Prosecco Patrimonio dell’Umanità, ma Collio e Brda possono attendere

di Giuseppe Longo

Prosecco dunque sì, Collio-Brda no, almeno per ora. Le meravigliose colline di Conegliano e Valdobbiadene sono Patrimonio mondiale dell’Umanità, mentre quelle non meno belle a cavallo tra Italia e Slovenia, o meglio tra Friuli e Castel Dobra più zone contermini, possono attendere, perché il discorso è rinviato a un’altra sessione del vertice Unesco. Un grande risultato, storico, quello della Provincia di Treviso che porta a ben 55 i siti riconosciuti dall’Organizzazione internazionale in Italia.

La zona del Prosecco Docg a Valdobbiadene.

Sembrava che qualcosa si fosse inceppato nel complesso meccanismo dell’iter per il riconoscimento delle colline venete, invece il Comitato mondiale Unesco riunitosi qualche giorno fa a Baku capitale dell’Azerbaigian ha dato il via libera con generale soddisfazione degli amministratori della vicina Regione, già raggianti per aver appena incassato la promozione di Cortina ai Giochi olimpici invernali del 2026, dei produttori e loro organizzazioni, anche se non è mancata qualche voce fuori dal coro. E’ chiaro che il Marchio Unesco riguarda la zona propriamente collinare, splendida senza ombra di dubbio come dimostrano le foto che pubblichiamo, scattate un paio di anni fa nella zona di Valdobbiadene dove si produce il Prosecco Docg e dove c’è anche l’“isoletta” di Cartizze – un po’ come il nostro Ramandolo sui Colli orientali del Friuli – che rappresenta la vera punta di diamante di queste “bollicine” che hanno conquistato il mondo. Quindi non l’intero comprensorio di produzione del Prosecco che è interregionale, estendendosi tra Veneto e Friuli Venezia Giulia anche nelle aree di pianura, avendo fatto leva proprio sul nome del piccolo paese del Carso Triestino – Prosecco, appunto – che ha consentito di “ancorarvi” l’intera area geografica. Solo in questo modo si è potuto continuare a commercializzare il vino ottenuto dal vitigno Glera, etichettandolo come Prosecco, un nome che oggi è sulla bocca di tutti, nel Vecchio come nel Nuovo Continente.

Vigneti Collio tra Cormons e Dolegna.

Nulla di fatto invece – si spera, come dicevamo all’inizio, almeno per ora – per la zona Collio-Brda, nonostante la “pratica internazionale”, riguardando appunto due Stati confinanti, fosse suggestiva e potesse indurre a previsioni ottimistiche, sebbene da parte slovena, a un certo punto, era sembrato ci fosse un certo “raffreddamento”, non tanto nell’interesse, quanto nella possibilità di predisporre tutto il materiale richiesto dalla procedura. E che doveva essere presentato entro il 30 giugno scorso. Cosa che poi è però puntualmente avvenuta, ma senza ottenere ancora il via libera. Per cui bisogna continuare a lavorare. Diego Bernardis, oggi consigliere regionale, che in veste di sindaco di Dolegna del Collio aveva promosso con entusiasmo e convinzione l’avvio dell’iter per dare un giusto  riconoscimento a questa zona vitivinicola, che si è fatta apprezzare soprattutto con i suoi grandi vini bianchi in tutto il pianeta, spiega: “In realtà, non è uno stop. A Baku il nostro progetto Collio/Brda è stato presentato (dalla Slovenia), ma non bocciato, poiché noi dobbiamo ancora entrare in Tentative List e l’obiettivo, ora, non essendoci riusciti sei mesi fa (per vari motivi, ma principalmente perché la Slovenia non era pronta), è per febbraio 2020”.

Tutto rinviato, dunque, per cui c’è da sperare che nella prossima occasione il Progetto Collio-Brda possa avere il tanto auspicato semaforo verde. Anche perché Collio e Brda hanno non solo le carte a posto ma tutte le caratteristiche paesaggistiche, ambientali, economiche e sociali per ambire all’importante titolo di Patrimonio dell’Umanità per questa bellissima zona che si estende senza soluzione di continuità a cavallo di un confine che ormai è tale solo di nome, ma non di fatto. Per cui possono soltanto attendere, con l’auspicio che la prossima sia appunto la volta buona.

La zona Brda a Castel Dobra. 

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In copertina, il Collio nella zona di San Floriano, a ridosso del confine con la Repubblica di Slovenia.