Clima impazzito, dalla Cantina di Ramuscello (ora dotata di un innovativo depuratore) l’appello a cambiare quanto prima il nostro stile di vita

di Giuseppe Longo

SESTO AL REGHENA – Ad Azzano Decimo, a una manciata di chilometri da Ramuscello, nel nubifragio di pochi giorni fa che ha devastato le colture di mezzo Friuli, è caduto un “chicco” di grandine di ben 19 centimetri, un primato assoluto a livello perlomeno europeo. Si tratta soltanto di un “episodio”, ma che si inquadra in un fenomeno meteorologico certamente unico per l’ampiezza dei territori colpiti e di un’intensità tale che non si era mai vista. «La serie di dati storica ci dice che, nel 2023 e negli anni più recenti, sono stati registrati un numero molto elevato di record meteorologici, mai verificatisi prima. Dobbiamo prevenire e intervenire, mettendo il contrasto alla crisi climatica come priorità. Tutti i ghiacciai del mondo si stanno ritirando. Anche quelli delle Alpi che sono destinati a sparire entro fine secolo e provocano l’aumento del livello del mare creando problemi anche alle lagune friulane e a tutti gli insediamenti e le attività della costa. I negazionisti devono prendersi la responsabilità delle loro posizioni antiscientifiche e dannose». Sono, queste, le severe conclusioni a cui è giunto, ieri mattina di fronte a un affollato parterre, il climatologo Luca Mercalli – il cui nome evoca l’inventore della famosa “scala” che misura il grado di distruzione provocato dai terremoti – intervenendo al convegno “Acqua” organizzato dalla Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito e coordinato dal divulgatore e documentarista Marco Virgilio, in occasione dell’inaugurazione del modernissimo e innovativo depuratore e del grande murale realizzato, per abbellirne un lato, dal maestro Francesco Tullio Altan.

Tradotto, tutto questo significa che ormai non c’è più tempo. Bisogna che tutti facciamo la nostra piccola parte per ridurre le emissioni, e quindi il riscaldamento globale causato dal famoso “effetto serra”, cercando di frenare, anche se non sarà per nulla facile, il repentino cambiamento climatico in corso, considerando che ognuno di noi “produce” ogni anno qualcosa – sono ancora parole di Mercalli, che è presidente della Società Meteorologica Italiana, oltre che giornalista scientifico – come 7 mila chili di anidride carbonica, quantitativo che aumenta spaventosamente nel continente asiatico e in America, mentre nei Paesi meno evoluti dell’Africa è quasi insignificante. Per cui, per il climatologo, è improprio classificare i gravissimi fenomeni di queste settimane semplicemente come “maltempo”. Sono, purtroppo, qualcosa di molto peggio!
«Il Friuli Venezia Giulia è una delle regioni italiane più ricche d’acqua e per questo, finora, ci siamo poco preoccupati del suo uso sostenibile. È necessario pensare e ripensare a un suo utilizzo più duraturo e, perciò, serve un piano strategico regionale ad hoc, non solo per gestire la quantità disponibile, ma anche la qualità. L’abbassamento strutturale delle falde provocherà la necessità di tutta una serie di riprogettazioni legate all’idraulica e, dunque, bisogna mettere tutte le competenze necessarie attorno a un tavolo», gli ha fatto eco il geofisico Bruno Della Vedova, uno tra i massimi esperti di cosa nasconda il sottosuolo della nostra regione. Edoardo De Cal, studente del Politecnico di Milano, ha invece illustrato le caratteristiche e le potenzialità dell’app Wop-Station ideata con alcuni colleghi per la gestione e il risparmio delle risorse idriche nelle aziende agricole, basata sull’elaborazione dei dati satellitari attualmente disponibili.

«Sarà un ulteriore passo avanti della cooperativa all’insegna dell’economia circolare e della sostenibilità – aveva sottolineato in apertura, dopo il saluto agli ospiti, il presidente della Cantina, Gianluca Trevisan, riferendosi appunto alla realizzazione del nuovo depuratore -. Un impegno economico importante che si è concretato grazie anche al supporto dell’assessorato regionale alle Risorse agroalimentari. Un’opera, fortemente voluta dagli amministratori della Cantina, che si prefigge di migliorarne la sostenibilità ambientale integrando, allo stesso tempo, alcuni servizi tecnici dedicati agli oltre 150 soci e mantenendo così un forte legame con il territorio. L’opera appena inaugurata, alimentata dall’impianto fotovoltaico installato sul tetto della Cantina e capace di produrre 280 kWh, è stato realizzato da una ditta locale con una capacità di depurare, ogni anno, oltre 20 mila metri cubi d’acqua derivata esclusivamente dalle lavorazioni. Questo nuovo manufatto “4.0” non si limiterà al solo trattamento delle acque reflue ma, sfruttando un sofisticato impianto di filtrazione di ultima generazione, riverserà un’acqua batteriologicamente pura che potrà essere utilizzata per il lavaggio degli atomizzatori dei soci, in un’apposita piazzola a recupero totale. Inoltre, parte dell’acqua che uscirà dall’impianto di depurazione, potrà essere impiegata per l’irrigazione dei giardini e del futuro “bosco didattico”, che verrà piantumato, nei prossimi mesi, a fianco degli edifici della Cantina».

«L’inaugurazione di questa importante opera per la sostenibilità della Cantina di Ramuscello e San Vito deve essere l’occasione per fare un punto sulla gestione della risorsa acqua: bisogna intraprendere un percorso prima di tutto culturale, che ammetta anzitutto che non esiste distinzione tra tipologia di utilizzo, il quale deve per tutti essere improntato al risparmio e all’eliminazione degli sprechi», ha detto infine, traendo le conclusioni della proficua mattinata, il titolare dell’Agricoltura regionale, Stefano Zannier. «In assestamento di bilancio, abbiamo appena approvato una norma che ha la disponibilità di un milione di euro per sostenere la realizzazione degli impianti di depurazione per aziende di dimensioni più piccole rispetto a quella protagonista dell’inaugurazione di oggi e che avevano maggiori difficoltà ad investire in questo tipo di impianti» ha reso noto l’esponente della Giunta Fedriga. Zannier ha pure richiamato l’attenzione sul fatto che l’esposizione sempre più frequente a fenomeni atmosferici estremi deve portare a raccogliere l’acqua quando è presente e a utilizzarla con massima efficienza quando è scarsa. «A tal fine la Regione da tempo investe imponenti risorse. Solo l’anno scorso sono stati destinati a questo tema 20 milioni di euro, con 7 milioni per il triennio per finanziare sistemi ad alta efficienza, ma bisogna urgentemente iniziare a mettere a terra progettualità per la raccolta di acqua di ingenti dimensioni», ha osservato l’assessore. «Serve valutare – ha infatti aggiunto concludendo la sua riflessione – le situazioni per quelle che sono. Non ci sono soluzioni magiche, ma bisogna confrontarsi a tutti i livelli per provocare un necessario cambiamento culturale utilizzando una prassi operativa razionale. La sfida non è solo quella di ridurre i consumi idrici, ma anche quella di servire i territori che oggi sono senz’acqua e ne hanno necessità. Bisogna consumare meno per ampliare la distribuzione anche alle molte superfici bisognose, oggi o nell’immediato futuro».

Prima di passare all’inaugurazione del depuratore, sotto un sole che ormai picchiava forte, il direttore della Cantina, enologo Rodolfo Rizzi, ricollegandosi alla grande opera d’arte che lo “ingentilisce”, ha osservato che «sicuramente la novità, unica nel suo genere, è rappresentata dal grande murale (15 metri per tre), opera del maestro Altan, che spicca imponente su una parete del depuratore. L’opera, che ritrae un paesaggio bucolico ricco d’acqua e dove svettano numerosi personaggi, cari all’artista friulano, con la Pimpa che fa gli onori di casa, sarà meta di visite da parte dei cittadini e scolaresche. L’esecuzione di questo magnifico murale è stata possibile grazie al contributo degli alunni della 3a classe del Liceo artistico “Galvani” di Cordenons, guidati dalla professoressa Sara Marzari, da Vanessa D’Andrea, della Scuola Mosaicisti del Friuli, e da Fabio Brusadin dell’Associazione culturale Kantiere Misto».
Depuratore e murale sono stati quindi benedetti dal vescovo di Concordia-Pordenone, monsignor Giuseppe Pellegrini – «Sono molto contento di essere qui, perché anch’io sono figlio di viticoltori», ha detto il presule -, concludendo la festosa e riuscitissima cerimonia che è stata infine coronata da un sontuoso rinfresco, accompagnato dagli splendidi vini della Cantina, apprezzato, come tutta l’organizzazione, dal foltissimo numero di invitati – si calcola trecento persone! -, tra cui molte autorità. Con il sindaco reggente di Sesto al Reghena (Città del vino Fvg), Andrea Nonis, e altri primi cittadini della zona, c’erano anche i consiglieri regionali Diego Bernardis e Markus Maurmair, nonché esponenti del mondo cooperativistico, come i presidenti di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli, e di Confcooperative Fvg, Daniele Castagnaviz, e vitivinicolo, tra cui Alessandro Salvin, leader del Ducato dei vini friulani. La giovanissima arpista Tamara Bonotto, vincitrice del premio “Giovani Talenti 2022”, durante il convegno aveva invece proposto alcuni apprezzati interventi musicali, alleggerendo la pesante “atmosfera” di preoccupazione inevitabilmente creato dalle allarmistiche constatazioni e previsioni degli esperti chiamati ad analizzare il particolare momento che stiamo vivendo, che va, appunto, dalla ormai cronica carenza d’acqua, con gravi e ricorrenti episodi siccitosi, allo scatenarsi di fenomeni estremi di questo clima impazzito come quelli recentissimi che hanno sconvolto anche le campagne della nostra regione.

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In copertina, il taglio del nastro per l’inaugurazione ufficiale del nuovo depuratore e del murale di Altan; all’interno, il convegno sul clima con gli interventi di Luca Mercalli, Bruno Della Vedova ed Edoardo De Cal; il saluto dell’assessore Stefano Zannier, la sala affollata e la giovane arpista Tamara Bonotto; la benedizione del vescovo Giuseppe Pellegrini e il folto pubblico; infine, lo scoprimento da parte degli studenti del grande murale con opportuna foto ricordo e una nuovissima irroratrice a recupero.

Calici di Stelle da record in Fvg con 26 appuntamenti. Le Città del Vino festeggiano San Floriano del Collio

Edizione caratterizzata dai grandi numeri, quella del 2023, per gli eventi estivi delle Città del Vino dei Friuli Venezia Giulia. Raggiunge infatti il suo record con 26 appuntamenti (rispetto ai 22 dello scorso anno) Calici di Stelle, la tradizionale rassegna che tra fine luglio e metà agosto vedrà in programma serate all’insegna delle migliori proposte dei produttori del territorio unite con assaggi gastronomici, osservazioni del cielo stellato, spettacoli musicali. A seguire si dipanerà il calendario del Festival Vini Gusti in Musica, con concerti di musica classica nelle cantine.

La Bandiera e il saluto di Venturini.

LA PRESENTAZIONE – Accolti gli ospiti dal sindaco Franka Padovan (la quale ha regalato a tutti anche una bottiglia dello speciale vino bianco con l’etichetta del Comune, prodotto grazie alla donazione da parte di varie famiglie di un po’ della propria uva), la presentazione ufficiale è avvenuta ieri pomeriggio a San Floriano del Collio – Števerjan, all’Osteria Gostilna Koršič – Località Sovenza. Proprio il centro del Collio (che ha ricevuto la bandiera dell’associazione, motivo di orgoglio come rimarcato dalla stessa Padovan) assieme a Muggia è la new entry tra le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, che salgono così a 35 Comuni più 6 Pro Loco. Numeri che testimoniano come oltre un abitante su dieci della regione viva in una Città del Vino.
Un gruppo molto attivo (presenti tanti esponenti delle Città del Vino regionali alla presentazione), il quale, oltre a eventi che richiamano numerosi visitatori e valorizzano i territori dalla vocazione vitivinicola, ha avviato progetti di ampio respiro, come quello di “Vendemà” – Vendemmia turistico didattica che è stato ripreso recentemente anche a livello nazionale dal presidente dell’Associazione nazionale Città del Vino, Angelo Radica.
«Ogni anno – ha affermato Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia – cresciamo sia nel numero di Comuni aderenti, con il prezioso ausilio di numerose Pro Loco, sia nella qualità delle proposte. Possiamo considerare la nostra proposta un grande programma diffuso che valorizza l’eccellenza vitivinicola del nostro territorio regionale, richiamando wine lover anche da oltre i confini».
Sono intervenuti anche Valter Pezzarini, presidente del Comitato regionale Pro Loco Fvg, che ha rimarcato lo stretto rapporto tra le due realtà anche alla luce del protocollo nazione recentemente firmato; Elda Felluga, presidente Movimento Turismo del Vino Fvg, per presentare i due appuntamenti estivi della sua realtà a Grado e l’importanza del lavoro delle cantine; Edi Querin, responsabile mercato imprese Banca 360 Fvg Credito cooperativo che sostiene gli eventi estivi come banca attenta al territorio, in particolare quello vitivinicolo. Conclusioni del consigliere regionale Diego Bernardis, il quale ha rimarcato l’importanza di tali iniziative anche nel quadro di Go!2025, la capitale europea della cultura e la fondamentale collaborazione tra tutti i soggetti della filiera vitivinicola, annunciando anche novità per il fondo di rotazione in agricoltura nelle prossime decisioni della Regione Fvg.
«Calici di Stelle – ha sottolineato nel suo messaggio di saluto fatto arrivare ai presenti l’assessore regionale alle attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini – unisce sapientemente l’eccellenza dei luoghi a quella dei prodotti: quest’anno il calendario di eventi è ancor più ricco e coinvolge tutto il territorio regionale, dando risalto alle tante tipicità vitivinicole locali. Un sentito ringraziamento agli organizzatori, alle amministrazioni comunali delle Città del Vino coinvolte, cantine e produttori e soprattutto ai volontari e al mondo delle Pro Loco: è grazie a loro se eventi del genere possono non solo attrarre centinaia di turisti e appassionati, ma anche far emozionare, attraverso la storia, la tradizione e i sapori della nostra terra».

Il pubblico intervenuto all’incontro.

IL PROGRAMMA – Si partirà il 28 luglio a Corno di Rosazzo in Villa Nachini Cabassi, il 29 Palazzolo dello Stella al Porticciolo in via Ponte Grande, il 30 San Quirino in Parco Brolo e il 31 Torreano al Parco dello Scalpellino. Ad agosto il resto degli appuntamenti: il 1 agosto Latisana alla Piazzetta Imbarcadero – Aprilia Marittima; il 3 Casarsa della Delizia a Versutta e San Giovanni al Natisone nel Parco di Villa de Brandis; il 4 Duino Aurisina-Devin Nabrežina all’Infopoint PromoTurismoFVG – Sistiana, Manzano in Abbazia di Rosazzo; San Giorgio della Richinvelda al VCR Research Center – Rauscedo; Sequals in Villa Carnera; 5 Pocenia a Villa Caratti – Paradiso; 7 Premariacco in Braida Copetti; 9 Buttrio in Villa di Toppo-Florio; San Vito al Tagliamento in Piazza del Popolo; 10 Bertiolo all’Antico Borgo di Sterpo, Cormòns nei Giardini di Palazzo Locatelli, Latisana in Piazza Indipendenza; 11 e 12 Aquileia in Piazza Capitolo; 11 Gradisca d’Isonzo in Corte Marco d’Aviano, Povoletto in Villa Pitotti, Sesto al Reghena in Corte Palazzo Burovich, Sgonico-Zgonik in Località Sales; 13 Prepotto – Dolegna del Collio nel Centro di Prepotto; 17 Camino al Tagliamento in Casa Liani. Programma completo con tutti i dettagli su cittadelvinofvg.it.
Da sottolineare come San Quirino, Pocenia, San Vito al Tagliamento, Sesto al Reghena e Sgonico-Zgonik organizzino per la prima volta Calici di Stelle. Da segnalare che Povoletto e Duino Aurisina condivideranno la presentazione di un progetto di abbigliamento sostenibile all’interno dei loro eventi. Inoltre, Calici di Stelle ha anche due appuntamenti proposti dal Movimento Turismo del Vino Fvg l’11 e 12 agosto a Grado nella Diga Nazario Sauro.

LE CITTÀ DEL VINO – In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono 35: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

ORGANIZZATORI E PARTNER – A livello nazionale Calici di Stelle è organizzato dall’Associazione italiana Città del Vino insieme a Movimento Turismo del Vino ed Enit. A livello regionale gode del sostegno PromoturismoFVG – Io sono Friuli Venezia Giulia, Strada Vino e Sapori del Friuli Venezia Giulia e Banca 360 FVG Credito cooperativo.

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In copertina, brindisi beneaugurante del coordinatore regionale Tiziano Venturini con Franka Padovan, sindaco di San Floriano del Collio, ed Elda Felluga, presidente del Movimento turismo del vino del Friuli Venezia Giulia.

Dal Ducato dei vini friulani che ricorda Isi Benini un appello: la Ribolla gialla sia il vino identitario del Vigneto Fvg

di Giuseppe Longo

Che sia ferma o frizzante, grazie alle vivaci ed eleganti bollicine che sprigiona, questo è senza dubbio il momento della Ribolla gialla, storico vitigno del Friuli, con incontestabili origini sui colli di Rosazzo “vegliati” dall’antica Abbazia benedettina, dove venivano coltivate – se ci fosse ancora a raccontarcelo l’indimenticato Menut Cjasesole… – anche altre vecchie varietà autoctone, alcune delle quali fortunatamente salvate, come Pignolo e Tazzelenghe. Grande successo, insomma, per la Ribolla gialla, tanto che la Regione Fvg è consapevole della necessità di azioni utili a poterla difendere, visto che si coltiva un po’ dappertutto. E un appello in tal senso si è levato anche dalla Dieta di primavera del Ducato dei vini friulani che, dall’alto del Castello di Udine da tutti riconosciuto come simbolo del Friuli, ha messo l’accento proprio su questo grande bianco di casa nostra. Il duca Alessandro I ha lanciato infatti una sorta di “provocazione”, chiedendo che la Ribolla gialla diventi il “vino identitario” del Friuli Venezia Giulia.

I nuovi nobili con la corte ducale.

Nel contempo, Alessandro Salvin, leader dell’ormai ultracinquantenario sodalizio, ha ricordato l’impegno per contrastare gli eccessi del bere fra i giovani e l’importante collaborazione con la Polstrada di Udine. Una lodevolissima azione preventiva che era stata efficacemente avviata, anche attraverso incontri nelle scuole, ai tempi dell’indimenticato Piero I – al secolo, il giornalista Piero Villotta, scomparso prematuramente un paio di anni fa – e che, appunto, il Ducato oggi intende continuare.
Tutela della Ribolla gialla e lotta agli eccessi del bere, “predicando” invece una corretta somministrazione delle bevande alcoliche a cominciare dagli eccellenti vini friulani, sono stati dunque i capisaldi della relazione di Alessandro I alla corte ducale, ai nuovi nobili che aspettavano con impazienza di ricevere l’ambito collare rosso, e al pubblico, riuniti nel meraviglioso Salone del Parlamento.
Pochi, ma di “peso”, i nuovi nobili tanto che per la prima volta il Ducato dei vini friulani ha voluto premiare anche un importante volto della Città del Vaticano: padre Fabio Baggio, sottosegretario di Stato per i migranti e i rifugiati. Quindi, le “insegne” sono andate al colonnello Orazio Ianniello, comandante provinciale dei Carabinieri di Udine, al vicequestore Gianluca Romiti, comandante della Polizia Stradale di Udine, all’avvocato Fabio Cattaruzzi, al dirigente Flavio Lodoli, alla commercialista Paola Lombardi, al manager Luigi Melacini, alla commercialista e sindaco di Trasaghis Stefania Pisu, alla wine promoter Lisa Rossi, alla psicologa e ristoratrice Jessica Urban.
I lavori della Dieta di primavera si erano aperti con i saluti del sindaco professor Alberto Felice De Toni e del consigliere regionale Diego Bernardis, già sindaco di Dolegna del Collio, intervenuto in rappresentanza del governatore Massimiliano Fedriga. Un saluto infine anche da parte di Fabrizio Tomada, responsabile della Contea di Roma del Ducato.

Nobile il comandante della Polstrada.

Il sindaco De Toni premia Matteo Bellotto.

La festosa cerimonia ha voluto rendere omaggio anche a una grande figura del giornalismo friulano che tanto si impegnò a favore della promozione e della difesa del settore vitivinicolo: molti ricorderanno ancora “Il vino”, quella meravigliosa rivista in carta patinata che purtroppo da molti anni non si stampa più. Un omaggio che è avvenuto con la consegna del prestigioso “Premio Ricordo Isi Benini 2023”. A meritarlo è stato il dottor Matteo Bellotto, filosofo e scrittore, nonché ideatore della Tasting Rom e Ambasciatore del Vigneto Friuli in Italia. “Appassionato cultore e raffinato narratore della storia, cultura e tradizioni della nostra terra – si legge nella motivazione -, ha legato i suoi studi e la sua attività a quel grande patrimonio che accomuna indissolubilmente identità e territorio. La coltivazione della vite, l’uva e il vino hanno sempre rappresentato per Matteo un motivo di profonda riflessione, che la brillante laurea in filosofia ha spinto ancor più in profondità, sul potere evocativo del vino nella tradizione culturale friulana. Come attraverso esso, passando tra le vecchie osterie e i ritrovi di campagna, abbia contribuito agli incontri tra le persone, ai confronti tra mondi diversi, alla creazione di quella identità, spesso non riconosciuta ma fortemente presente, senza mai disperdersi e mantenendo intatta e brillante la sua figura. Finalista al premio nazionale Vermentino, già vincitore di numerosi premi letterari che raccontano di vino, di storie umane e di vicende, dove il bicchiere diventa una chiave di lettura unica e sincera di sentimenti e di passioni. La sua attività continua organizzando degustazioni e masterclass in tutta Italia e all’Estero, proponendo un innovativo sistema di degustazione a partire dall’uva, che sta portando migliaia di persone a conoscere l’unicità dei territori della nostra Regione. Ideatore tra l’altro della Tasting Academy, sala unica in Italia per la promozione dei vini, attraverso un sistema di mappature di migliaia di vigne e di dati aggregati delle singole uve, dove i partecipanti, attraverso un originale sistema multimediale entrano in contatto con le cantine, interagendo con i vignaioli di cui stanno degustando i vini. La sua incessante ricerca lo vede attualmente impegnato, con l’ausilio di un caschetto neuronale, nello studio della reazione della mente in fase di degustazione. Consulente di UniDoc Fvg, del Consorzio Friuli Colli Orientali e Ramandolo e di Promoturismo di cui cura tutti gli eventi enogastronomici, non poteva che suscitare riconoscenza e ammirazione da parte dei Nobili, per l’incessante promozione a favore della nostra terra. Il Ducato, pertanto, si onora di premiarlo con il Ricordo Isi Benini 2023”.

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In copertina, il duca Alessandro I durante la sua relazione all’apertura della Dieta.

Con Eddi Luisa il Vigneto Fvg perde uno dei suoi imprenditori più intraprendenti

di Giuseppe Longo

«Con Eddi Luisa scompare un imprenditore che ha lasciato il segno nel mondo del vino. È stato un uomo lungimirante, che ha tenuto fede alla tradizione di famiglia e ha saputo anche innovare e guardare al futuro dell’azienda con quel grande spirito di intraprendenza tipica di chi vive nella nostra regione», afferma l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, ricordando il titolare della storica Tenuta Luisa di Corona, spentosi ieri a 81 anni: i suoi funerali saranno celebrati domani, venerdì, alle 11, nella Chiesa dei Santi Maria e Zenone, nella frazione di Mariano. Non più di sei mesi fa, l’esponente dell’esecutivo Fvg era stato in visita all’azienda della famiglia marianese, dove aveva potuto cogliere l’importanza dell’attività portata avanti da Eddi Luisa e poi trasferita ai figli Michele e Davide. «Eddi – conclude Bini – negli anni Ottanta fu fautore della grande svolta, con l’ampliamento della cantina e degli impianti di imbottigliamento. Con lui se ne va un tassello storico non solo del sistema del vino del Collio, ma dell’intera regione, che con i suoi prodotti aveva fatto conoscere il Friuli Venezia Giulia in Italia e nel mondo».


«Con la scomparsa di Eddi Luisa perdiamo un uomo esempio del fare. Perdo un caro amico che ho avuto il privilegio di conoscere bene. Porterò sempre con me il suo accogliente sorriso», aggiunge l’assessore regionale Riccardo Riccardi, che poi continua: «Ha avuto la capacità di costruire una grande azienda, legata profondamente alle sue radici. La sua terra lo ha ripagato con successo e onori. Orgoglioso della sua origine contadina, non ho mai dimenticato i suoi valori. Ha avuto la fortuna di avere al suo fianco una famiglia forte e unita che lo ha seguito, sorretto e amato».
Ai due assessori della Giunta Fedriga, fanno eco anche le commosse parole del consigliere regionale Diego Bernardis, già sindaco di Dolegna del Collio: «Apprendo con profonda tristezza la notizia della morte di Eddi, colui che ha continuato con successo a seguire le orme del nonno nell’azienda fondata nel 1877. Un uomo che ha creato a Mariano del Friuli, Corona per la precisione, una delle aziende più grandi e di eccellenza del panorama vitivinicolo isontino e regionale. Il suo spirito imprenditoriale, la sua passione per la viticoltura e la sua dedizione al territorio sono stati di grande ispirazione e la sua scomparsa è una gravosa perdita non solo per i suoi cari, ma anche per l’intera comunità regionale».
Il Vigneto Fvg piange, dunque, uno dei suoi imprenditori più conosciuti e capaci, tanto da fargli meritare anche numerosi e importanti riconoscimenti con i rinomati vini prodotti in quei terreni particolari di quest’area marianese noti come “ferretti”, come ha ricordato l’agronomo Claudio Fabbro in un ampio articolo su “Le terre del vino”, la bella rivista delle Città del vino italiane. E ora ai figli Michele e Davide il compito di portare avanti il grande lavoro di un padre così preparato e lungimirante che, seguendo le orme della sua famiglia, aveva dato vita una delle aziende più prestigiose del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, il vitivinicoltore Eddi Luisa morto a 81 anni; all’interno, lo vediamo in due belle immagini dell’archivio di Claudio Fabbro.

Spirito di Vino, è messicana la vignetta più bella del concorso unico al mondo

(g.l.) È una giovane vignettista messicana la vincitrice della 23ma edizione di Spirito di Vino, il concorso internazionale di “satira enologica”, unico al mondo, organizzato dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, guidato da Elda Felluga, e che ora, appena spente le luci sulla bella cerimonia di premiazione avvenuta a Gorizia, si “tuffa” in una nuova, importante iniziativa a chiusura di un ottimo 2022, da vera ripartenza post-pandemica: Cantine Aperte a Natale. Durante tutto il mese di dicembre sarà, infatti, possibile scegliere tra numerose iniziative e proposte a tema nelle aziende associate.


Sabato scorso il noto vignettista Valerio Marini e la presidente Felluga (membri della giuria), assieme a Fabrizio Oreti, assessore alla cultura di Gorizia – ricordiamo che per la città isontina e per la slovena Nova Gorica è cominciato il conto alla rovescia per Go!2025 -, al consigliere regionale Diego Bernardis, presidente della V Commissione Cultura, e ad Alberta Gervasio, presidente di CiviBank, storico sponsor della manifestazione, hanno proclamato i vincitori del concorso indetto annualmente dal Mtv Fvg che celebra le più graffianti e originali vignette satiriche sul tema del vino.

Wine moon

Meglio berci su!

Scacco matto

Vincitori dell’edizione 2022, premiati con una selezione delle migliori etichette delle cantine associate, sono stati per la sezione under 35 appunto la messicana Pamela Córdova con “Wine moon” (prima classificata), l’italiano Andrea Vallini con “Meglio berci su!” (secondo) e la spagnola Larissa Érri Lourenço Fernandes con “Scacco matto” (terza). Per la sezione over 35 la giuria ha scelto, invece, un podio tutto italiano: Giacomo Cardelli con “Gradi alcolici” (primo classificato), Marco De Angelis con “Happy uniforms” (secondo), Marco Fusi con “Vino portatore di gioia e di pace” e Gianfranco Uber con “Il dono imbarazzante” (terzi a pari merito). Fino al 5 gennaio (ogni giorno dalle 10 alle 20) si potrà visitare, al Grand Hotel Entourage di piazza Sant’Antonio – che ha ospitato la festa di premiazione – la mostra degli elaborati: le vignette e le illustrazioni satiriche esposte sapranno sicuramente regalare a tutti sorrisi e inediti spunti di riflessione su temi di attualità, e non solo, rivisti con una graffiante ottica satirica.

Gradi alcolici

Happy uniforms

Vino portatore di gioia e di pace

Il dono imbarazzante

Esprime grande soddisfazione Elda Felluga: «Il vino – sottolinea la presidente del Movimento – è un importante strumento per la promozione dei territori ad esso legati e questo concorso, arrivato al 23° anno, ne è la testimonianza! Un’edizione speciale con tantissime opere provenienti da tutto il mondo; siamo stati particolarmente felici nell’avere qui con noi il vignettista Roy Friedler che, per l’occasione, è arrivato a Gorizia da Tel Aviv. Una gran bella sorpresa che testimonia come il vino possa creare una rete internazionale di contatti e di messaggi culturali diversi. Inoltre, quest’edizione si è arricchita di un altro importante contributo: l’ingresso nella nostra prestigiosa giuria del direttore del Touring Club Italiano, Silvestro Serra».
«Ogni anno assieme ai miei colleghi della giuria – le ha fatto eco Valerio Marini – abbiamo molta difficoltà nel selezionare le opere finaliste e vincitrici. Non è mai facile trasmettere con il proprio tratto grafico un concetto che unisca la satira e il vino, ma questo concorso è la dimostrazione che la creatività e l’ingegno trovano sempre la loro strada. Ringrazio il Movimento Turismo del Vino Fvg e la sua presidente per aver avuto, nel lontano 2000, l’illuminante idea di istituire questo concorso, unico nel suo genere».
Ricordiamo che le vignette in gara sono state valutate da una giuria d’eccezione capitanata dal presidente in carica Alfio Krancic e dal presidente onorario Giorgio Forattini e composta da nomi illustri della satira, del giornalismo e della grafica: Emilio Giannelli (vignettista), Valerio Marini (vignettista), Gianluigi Colin (art and cover editor La Lettura Corriere della Sera), Franz Botré ed Enzo Rizzo (direttore e vicedirettore della rivista Spirito DiVino), Carlo Cambi (giornalista enogastronomico), Paolo Marchi (giornalista, Identità Golose), Aldo Colonetti (filosofo), Fede & Tinto (conduttori Decanter – RadioRai), Francesco Salvi (attore) e dalla stessa Elda Felluga, appunto in qualità di leader di Mtv Fvg.

Il Movimento Turismo del Vino del Friuli Venezia Giulia ringrazia gli sponsor e i partner tecnici del concorso: PromoTurimoFvg, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Gorizia, CiviBank, Grand Hotel Entourage, Juliagraf, Ceccarelli Group, Acqua Dolomia, Q.B. Quanto Basta e Radio Punto Zero.

Per maggiori informazioni sull’iniziativa:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Telefono 0432.289540 – Cellulare 348.0503700
info@spiritodivino.cloud – info@mtvfriulivg.it
www.spiritodivino.cloud – www.mtvfriulivg.it

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In copertina, Elda Felluga, Diego Bernardis e Valerio Marini premiano Roy Friedler, autore selezionato per le finali proveniente da Israele; all’interno, foto di gruppo con i selezionati e alcuni premiati presenti alla cerimonia; infine, Diego Bernardis, Elena Mengotti, Elda Felluga, Fabrizio Oreti e Valerio Marini.

(Photolife)

Cresce ancora la Cantina Produttori Cormòns. E Vitae premia il Pinot bianco

Bilancio in crescita, nuovo impianto d’imbottigliamento e premio prestigioso a uno dei suoi grandi vini: proprio un buon momento per la Cantina Produttori Cormòns! Alla cooperativa friulana, divenuta famosa per il Vino della Pace, è stato infatti appena comunicato di aver ottenuto il massimo riconoscimento da “Vitae” 2022, la guida ai vini del Belpaese dell’Associazione Italiana Sommelier: le “4 viti” sono andate al Pinot bianco Doc Collio 2020, un vino elegante, che coniuga freschezza e complessità, morbido e delicato. «Un grande risultato, molto importante per la Cantina, un segnale che ci fa entrare nell’olimpo delle aziende regionali e nazionali per la qualità dei nostri vini – ha affermato con evidente soddisfazione il direttore generale Alessandro Dal Zovo -, con una varietà in questo momento oggetto di promozione e valorizzazione per le particolari caratteristiche che ha nel Collio». Il Weisser Burgunder o Pinot blanc fu così descritto al IV Congresso enologico del 1891 a Gorizia: “Sul Collio esso si dimostrò anche nelle marne argillose, dette ponca, adattissimo e ferace (…) nei dintorni di Cormons si riconobbero i pregi di questo vitigno”.

Nuovo impianto di imbottigliamento.


A questo premio si aggiungono altri risultati, a partire appunto dal consuntivo chiuso il 30 giugno, approvato all’unanimità dai soci due domeniche fa, con un fatturato che registra una crescita in un anno di pandemia, ed una tendenza positiva del primo trimestre del nuovo bilancio, che sfiora il 15%. «Una soddisfazione rafforzata anche dall’ottimo raccolto – precisa il presidente Filippo Bregant -, una grande annata favorita dalle condizioni climatiche ed atmosferiche, con una produzione maggiore del 10% e un’altissima qualità. Possiamo definirla una vendemmia tardiva, con il mese di settembre soleggiato, che ha condotto alla perfetta maturazione le uve. Bei segnali giungono anche dal mercato estero, con vendite in ripresa negli ultimi mesi grazie all’acquisizione di nuovi importatori».
La stessa domenica, a conclusione dell’assemblea, nello stabilimento da poco acquisito dalla Regione Fvg, è stato inaugurato il nuovo impianto di imbottigliamento. Un altro passo storico per essere sempre più efficienti e al passo con i tempi. Dopo l’intervento del presidente Bregant e del sindaco Roberto Felcaro, presente il consigliere regionale Diego Bernardis, il dg Dal Zovo ha illustrato le caratteristiche tecniche dell’impianto: «Per prima cosa – ha spiegato – abbiamo rifatto l’area con una nuova pavimentazione, su cui è stato montato l’impianto. È costituito da un monoblocco isobarico con riempimento a camera sterile, che lavora 4.500 bottiglie all’ora, se si tratta di vini fermi, e 2.500 bottiglie all’ora nel caso di spumanti. A fine linea è stato inserito un pallettizzatore automatico. L’investimento è stato di 1 milione di euro circa, supportato da un contributo del Psr, che rende più efficiente l’azienda e migliora la qualità del lavoro dei nostri collaboratori». Quindi, monsignor Mauro Belletti, che affianca i sacerdoti nel servizio pastorale a Cormons, Borgnano, Brazzano e Dolegna del Collio, ha benedetto l’innovativa attrezzatura. Un valore aggiunto in cantina, cui precede un importante lavoro in vigneto, con l’attenta selezione delle uve, effettuata con la supervisione del nuovo consulente Alessandro Zanutta.

La cooperativa vitivinicola.

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In copertina, il presidente Bregant e il direttore Dal Zovo brindano al buon momento della Cantina di Cormòns.

Dolegna e Prepotto rischiano e salvano “Calici di stelle”, un volano del turismo

di Giuseppe Longo

PREPOTTO – “Audaces fortuna iuvat”, dicevano i latini. Ed avevano ragione, perché qualche volta bisogna anche saper osare e rischiare. Come hanno fatto ieri sera, nonostante le incerte previsioni meteo, gli organizzatori di Dolegna del Collio e di Prepotto per riproporre la bella festa di “Calici di stelle” sul Ponte dello Schioppettino che è pieno di significati, non solo storici – perché fino alla Grande Guerra e quindi alla caduta degli Asburgo divideva il suolo ormai italiano da quello imperiale -, ma anche politico, rappresentato dalle Province di Gorizia e di Udine (sebbene i relativi Enti non ci siano più), e vitivinicolo: da una parte, appunto, il Collio e dall’altra i Colli orientali del Friuli. La serata sotto le stelle, poche per la verità, dunque c’è stata ed è riuscita pure bene, con protagonisti i viticoltori dei due Comuni, piccoli in termini di territorio e di residenti ma grandi in termini di qualità, e soprattutto i loro vini più rappresentativi: la Ribolla gialla di Dolegna e lo Schioppettino di Prepotto, cioè Ribolla nera. Come dire che protagoniste della singolare manifestazione – la prima messa in calendario, tra le ventidue programmate, dalla delegazione Fvg delle Città del vino – sono state due splendide Ribolle, anche con le bollicine per quanto riguarda la prima.

Mariaclara Forti

Carlo Comis

In una parentesi della piacevole cornice musicale, è stato ritagliato anche un momento per l’ufficialità, con tanto di taglio del nastro. L’onore è spettato all’assessore regionale Barbara Zilli, che ha portato il saluto e l’adesione del collega responsabile delle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ma anche del governatore Massimiliano Fedriga. «Il Friuli Venezia Giulia – ha detto la titolare delle Finanze – è una delle regioni vinicole più attrattive e iniziative come “Calici di stelle”, tradizionale appuntamento estivo con la degustazione dei migliori vini del territorio, sono un volano importante per attrarre ancora più turisti e visitatori. È confortante brindare in sicurezza e poter offrire una proposta di grande qualità che coniuga vini, gastronomia e intrattenimento sotto il cielo stellato dell’estate». Il Consiglio regionale era invece rappresentato da Diego Bernardis, già primo cittadino di Dolegna, attento sostenitore e promotore del territorio viticolo, al quale si deve la felicissima idea di candidare all’Unesco Collio e contermine Brda quale Patrimonio dell’Umanità.


Registi della manifestazione i sindaci Mariaclara Forti (Prepotto) e Carlo Comis (Dolegna) che hanno dato il benvenuto agli ospiti, cedendo poi il microfono per telegrafici interventi al vicecoordinatore delle Città del vino, Maurizio D’Osualdo, che ha portato il saluto del coordinatore regionale Tiziano Venturini, assente dalla regione, e ad Alessandro I (al secolo Alessandro Salvin), alla sua prima uscita pubblica di rilievo dopo la recente investitura alla guida del Ducato dei vini friulani, nella cui Corte ducale ora siede anche la stessa Mariaclara Forti.

Maurizio D’Osualdo

Diego Bernardis

Alessandro Salvin

Dopo questo breve intermezzo formale, la serata è proseguita secondo i suoi ritmi ormai collaudati, tra degustazioni di vini – veri mattatori, appunto, Ribolla gialla di Dolegna e Schioppettino di Prepotto (per inciso anche la prima meriterebbe una sua sottozona nell’ambito del Collio Goriziano) – e ottimi abbinamenti gastronomici, cercando di non perdere d’occhio le norme che ci sono richieste per difenderci da un virus che, purtroppo, non si vuole ancora arrendere. Tutto è filato liscio fino a sera inoltrata, quando sono cadute le prime gocce di pioggia. Ma ormai la festa era pressoché finita e salva dai capricci meteorologici di questi giorni. Per cui si può certamente definire pienamente riuscita – anche se miglioramenti e aggiornamenti sono sempre i benvenuti – la serata inaugurale di “Calici di stelle 2021”, quella che avevamo già avuto modo di etichettare come una edizione da record con 22 appuntamenti in 20 Città del Vino. Il prossimo e secondo appuntamento sarà martedì 3 agosto a Capriva, mentre le altre serate di degustazione sono: 5 agosto Camino al Tagliamento; 5 e 6 agosto Cividale (la manifestazione ufficiale del Movimento turismo del vino Fvg); 5 agosto Premariacco; 6 e 7 agosto Duino Aurisina (località sul Carso Triestino, rappresentata dal vicesindaco Massimo Romita), 6 agosto Povoletto, 6 agosto San Giorgio della Richinvelda, 6 agosto Sequals, 7 e 8 agosto Aquileia; 10 agosto Bertiolo, Casarsa della Delizia e Gradisca d’Isonzo; 11 agosto Corno di Rosazzo; 12 agosto Cormòns, Latisana e Torreano; 13 agosto Buttrio e Trivignano Udinese. Ma sui prossimi appuntamenti avremo altre occasioni per ritornare.

Sul ponte ancora al tramonto.

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In copertina, l’assessore Barbara Zilli (tra i sindaci Comis e Forti) al taglio del nastro inaugurale.

«Collio e Brda meritano il titolo Unesco». Oggi Sirk e Gravner protagonisti a Topolò

«Il Brda-Collio ha tutti gli elementi per ottenere il riconoscimento di patrimonio dell’umanità. Citando Draghi, anche io sento il dovere di dichiarare “whatever it takes”, la Regione ed io personalmente faremo qualunque cosa sia necessaria». È quanto ha affermato l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, a chiusura della seduta dell’ufficio di presidenza della V commissione consiliare che, come informa Arc, si è riunito a Capriva del Friuli per le audizioni in merito alla candidatura Unesco del Brda-Collio. «Il lavoro scientifico ha avuto delle difficoltà tecniche iniziali, ma ora ha preso la rotta giusta, dimostrando che questo territorio merita il riconoscimento. Adesso abbiamo un dossier di candidatura di assoluto livello. Il Friuli Venezia Giulia è pronto, assieme al partner sloveno, a proseguire verso la candidatura alla tentative list. Ora è il momento della diplomazia ed entro il mese di ottobre avremo chiarezza sulla situazione. Ci auguriamo che il percorso possa essere completato così com’è iniziato con la partnership Slovenia Friuli Venezia Giulia, ma, qualora vi fossero problemi, noi proseguiremo comunque verso la tentative list».

La riunione di Capriva.

Presieduta dal consigliere regionale Diego Bernardis, già sindaco di Dolegna del Collio e convinto promotore dell’iniziativa per il riconoscimento alla zona collinare a cavallo del confine italo-sloveno il titolo di Patrimonio dell’Umanità, la seduta della Commissione è stata l’occasione per illustrare lo stato della ricerca svolta dal Comitato tecnico ristretto composto da Francesco Marangon, Lucia Pillon, Stefano Cosma e Federico Pizzin. In questa fase, il lavoro è finalizzato all’ingresso nella tentative list del Centro del patrimonio mondiale Unesco, nella sezione dei beni culturali transfrontalieri. La tentative list italiana contiene attualmente 43 candidature (alcune di vecchia data altre recenti), ma questa, ulteriore, è una delle poche transfrontaliere. La denominazione della candidatura si compone delle tre diciture in sloveno, italiano e friulano Brda/Collio/Cuei che identificano il territorio collinare appunto tra Italia e Slovenia.
I criteri, tra quelli definiti dall’Unesco, a cui la candidatura afferisce, sono relativi alla straordinarietà di un insieme tecnologico e di un paesaggio che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana e l’eccezionalità di interazione tra l’uomo e l’ambiente. Il lavoro si sta concentrando su elementi quali l’ubicazione geografica e il clima specifico, le particolarità geologiche, le caratteristiche ed eccezionalità tecnologiche, la lavorazione agricola e la resilienza. In questo approccio scientifico assume valenza particolare il terrazzamento del Collio che qui ha la tipica denominazione di “ronco”. Questo paesaggio rurale trova denominazioni specifiche in tre Catasti settecenteschi, quello teresiano, quello dell’Ufficio tavolare e il Catasto giuseppino. Ma l’opera più sistematica ed uniforme va ricondotta al Catasto dei secoli XIX e XX avviato da Napoleone nel 1807 e proseguito con l’operato dell’imperatore Francesco I d’Austria, le cui mappe sono custodite all’Archivio di Stato di Gorizia.

Intanto, due famosi vignaioli del Collio saranno protagonisti oggi a Topolò, il piccolo paese delle Valli del Natisone, in Comune di Grimacco, postosi in evidenza in questi anni per le sue iniziative culturali. Tutto è pronto, infatti, per l’evento “zero” di Ikarus annunciato per il pomeriggio odierno: un piccolo assaggio del Festival che prenderà il via ufficiale a settembre. Dalle 17, infatti, saranno sulla scena di Stazione Topolò due “genius loci” del territorio collinare goriziano, Joško Sirk, il patron della Subida di Cormons, e Joško Gravner, il vignaiolo controcorrente di Oslavia famoso nel mondo per i suoi vini nati secondo natura.

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In copertina e qui sopra immagini del Collio italiano e di quello sloveno.

San Martino, un Ringraziamento senza Premi oggi a Dolegna del Collio

di Giuseppe Longo

Undici novembre, ricorrenza di San Martino e, nelle campagne del Friuli, Giornata del Ringraziamento. Una tradizione che oggi si ripete puntuale, ma in tono minore, a Dolegna del Collio dove da parecchi anni ormai questa è la “festa delle feste”, perché abbinata a due famosi Premi: il Falcetto e la Foglia d’Oro, giunti rispettivamente alla 24ª e alla 19ª edizione. Riconoscimenti che, quest’anno, complice Coronavirus, non saranno assegnati, perché il Comune e la Coldiretti, rappresentati dal sindaco Carlo Comis e dal presidente sezionale Michele Buiatti, hanno deciso di soprassedere alla manifestazione nel rispetto delle prescrizioni anti-contagio. Per cui, alle 11, nella parrocchiale di San Giuseppe, che sorge accanto al Municipio, sarà reso omaggio al Vescovo di Tours (ma in Chiesa potranno accedere soltanto quaranta persone) e al termine sulla piazzetta seguirà la consueta benedizione delle macchine agricole.
Stamane, quindi, soltanto il rito religioso nella festa che si rinnova da 70 anni, mentre tutto il resto è necessariamente rinviato al 2021, quando dell’emergenza sanitaria – questo è l’auspicio di tutti – non resterà che un triste ricordo, pur tra gli innegabili contraccolpi economici che purtroppo si ripercuoteranno a lungo. La pandemia ha infatti causato, e continua a causare con la recrudescenza in atto, gravissimi anche all’agricoltura e in particolare al mondo della vite e del vino, essendo stato pesantemente colpito il settore della ristorazione.
Ed è un vero peccato che, per la prima volta, la festa per la consegna degli ambiti riconoscimenti sia stata cancellata. Perché l’attenzione del mondo agricolo non solo del Collio, ma anche del Friuli, è ogni anno calamitata dalla bellissima manifestazione della “piccola” Dolegna – un Comune di poco più di 300 residenti, tra il fiume Judrio e il confine con la Slovenia – che però diventa “grande” proprio con questa qualificata iniziativa. Come è noto, in tale circostanza, la Coldiretti di Dolegna, conferisce il Falcetto d’Oro e il Comune collinare la Foglia d’Oro, Premi assegnati a illustri personalità che hanno promosso l’agricoltura e la viticoltura e, in generale, la cultura rurale in regione, in Italia e nel mondo sui cui nomi, tradizionalmente, il riserbo rimane assoluto fino al momento della cerimonia. Negli ultimi anni, l’evento – sempre sostenuto da Civibank – ha acquisito un notevole spessore per aver insignito viticoltori, tecnici, giornalisti, ristoratori, istituti e associazioni, come quella vicinissima dello Schioppettino di Prepotto. Ricordiamo, infatti, che il Falcetto viene assegnato a chi, attentamente selezionato, ha valorizzato settore primario e territorio, come pure la Foglia viene attribuita a personaggi di chiara fama. Tanto per soffermarci sull’ultima edizione, quella appunto di un anno fa, il Premio della Coldiretti era andato al dottor Gabriele Di Gaspero, che opera al Centro di genomica applicata di Udine, i cui studi hanno dato un importante apporto per la creazione dei vitigni speciali, le cosiddette “viti resistenti”. Mentre il Premio istituito dal Comune di Dolegna era stato attribuito al consigliere regionale ed ex sindaco Diego Bernardis, per il suo instancabile impegno a favore della vite e del vino, nonché, appunto, per il rilancio e la valorizzazione della stessa Giornata del Ringraziamento.
Quest’anno, dunque, la parte “civile” dedicata ai riconoscimenti non ci sarà. Ma, come detto, il tutto sarà limitato soltanto alla Messa – per molti anni celebrata dal compianto arcivescovo Dino De Antoni – con la quale i credenti, esprimeranno gratitudine, per un’annata che, pandemia a parte, è andata bene e che regalerà grandi vini. «Anno bestiale, ma almeno abbiamo avuto una vendemmia speciale! Su col morale: non potrà piovere sempre», ha detto infatti Claudio Fabbro, presidente della Giuria che ogni anno assegna i Premi e impareggiabile animatore della festosa cerimonia. Ha ragione, prima o poi le cose si rimetteranno a posto. Ogni pestilenza ha avuto un inizio, ma anche una fine. E anche questa passerà. Arrivederci, allora, al San Martino 2021!

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In copertina, l’arcivescovo Redaelli alla benedizione dei trattori di due anni fa e qui sopra una foto ricordo della bellissima festa del 2019.

Dalla Barcolana un impulso alla candidatura Unesco per Collio e Brda

“La presenza del progetto Collio Unesco in una vetrina prestigiosa come quella della regata velica Barcolana, dimostra quanto sia radicata e condivisa dal territorio questa candidatura attorno alla quale non solo la Regione Friuli Venezia Giulia, ma anche la Camera di Commercio della Venezia Giulia con i sindaci dei Comuni italiani e sloveni interessati, lavorano con concretezza e convinzione”. Lo ha detto a Trieste l’assessore regionale alla Cultura con delega allo Sport, Tiziana Gibelli, durante la presentazione delle iniziative di promozione organizzate dalla Camera di Commercio della Venezia Giulia nell’ambito della Barcolana 2020 per il rilancio della candidatura di Brda-Collio-Cuei a Patrimonio mondiale dell’Unesco. All’evento hanno preso parte anche l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, il presidente dell’ente camerale della Venezia Giulia Antonio Paoletti, il sindaco di Cormons Roberto Felcaro, Comune capofila della candidatura, Tina Novak Samec in rappresentanza del Brda, il Collio sloveno, e il consigliere regionale Diego Bernardis, promotore del progetto sin dal 2015.

La presentazione a Trieste.

L’assessore Gibelli – come informa una nota Arc – ha rimarcato la significativa valenza culturale del progetto che, sostenuto dalla Regione Fvg, “persegue l’obiettivo di inserire l’area transfrontaliera del Collio tra l’elenco dei siti Unesco in Italia, restituendo valore a un territorio unico dal punto vista paesaggistico in cui insiste un retaggio di saperi secolari legati alla vinificazione e a tecniche, come quella dei tipici terrazzamenti, e nel quale vige una coesistenza pacifica e collaborativa delle due comunità testimoniata dalla storia e unita da cultura e tradizioni antiche”. Nel corso dell’iniziativa, Tiziana Gibelli ha quindi riferito i contenuti del messaggio inviato dall’ufficio Unesco del segretariato generale del Mibact, che ha definito l’evento organizzato nell’ambito della Barcolana un’importante manifestazione per il rilancio della candidatura e ha assicurato la massima disponibilità a collaborare e condividere le scelte da farsi per realizzare questo progetto transnazionale.

Intervenendo sul tema all’interno dello stand di PromoturismoFvg, l’assessore Bini ha evidenziato che “questa è una sfida importante per la Regione che vuole sostenere con convinzione la candidatura di Brda-Collio-Cuei a Patrimonio dell’umanità. Centrare questo obiettivo rappresenterebbe per la nostra regione il completamento di un percorso che ha già visto ottenere altri 5 riconoscimenti analoghi, con rilevanti vantaggi per i territori limitrofi, con i quali abbiamo avviato una solida collaborazione”.
Bini ha quindi rimarcato che “nonostante le difficoltà del turismo causate dalla pandemia, il Friuli Venezia Giulia è stato quest’anno la terza regione in Italia per capacità di recupero della presenza rispetto al periodo pre-Covid. Un risultato ottenuto sia per la bellezza dei suoi paesaggi sia per la capacità di far comprendere che il nostro è un territorio sicuro dal punto di vista sanitario, grazie all’impegno congiunto delle istituzioni e degli operatori turistici. Ora siamo all’ultimo miglio di una maratona che ci consentirebbe di aggiungere la sesta perla a una meravigliosa collana e la Regione intende continuare a supportare questo progetto al fine di raggiungere quanto prima questo risultato”.

“La visibilità e il peso internazionale dal punto di vista promozionale e comunicativo di Barcolana 52 – ha quindi osservato il presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia, Antonio Paoletti – sono da sostegno e ulteriore impulso alle candidature di Nova Gorica-Gorizia a Capitale Europea della Cultura 2025 e Brda-Collio-Cuei Patrimonio mondiale Unesco. In particolare, la Cciaa Vg è capofila dell’Associazione temporanea di scopo (Ats) che dovrà presentare nelle sedi competenti la candidatura a sito Unesco transfrontaliero del Brda-Collio-Cuei. Dopo lo stop dovuto all’emergenza da Covid-19 ora è fondamentale ripartire con intensità e determinazione; per tale ragione, abbiamo inteso coinvolgere gli attori attorno un tavolo in questa importante occasione”.

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In copertina, il Collio Goriziano e qui sopra quello Sloveno a Castel Dobra.