San Lorenzo, “Calici di stelle” all’apice oggi a Bertiolo, Casarsa e Gradisca

(g.l.) Ed eccoci arrivati al grande appuntamento con la ricorrenza di San Lorenzo martire e con la tradizionale notte delle stelle cadenti, intorno alla quale è stata costruita quella bellissima iniziativa enogastronomica che va sotto il nome di “Calici di stelle”. Cominciata già alla fine di luglio sul Ponte dello Schioppettino, protagonisti i viticoltori di Dolegna del Collio e di Prepotto, la manifestazione raggiunge l’apice proprio oggi e poi continuerà per tutta la settimana ferragostana con altri richiami. Il tutto, appunto, all’interno del programma complessivo. Il Coordinamento regionale del Friuli Venezia Giulia delle Città del Vino ha lavorato all’organizzazione al fianco dei Comuni membri e delle Pro Loco che collaborano, mentre a livello regionale c’è il sostegno di PromoturismoFvg, Strada Vino e Sapori Friuli Venezia Giulia e BancaTer. La manifestazione è organizzata a livello nazionale assieme al Movimento Turismo del Vino (che ha tenuto con successo a Cividale la sua manifestazione ufficiale) e Italia – Agenzia nazionale turismo. Ecco, dunque, i nuovi appuntamenti a cominciare appunto da quelli di San Lorenzo.

Brindisi a San Lorenzo.

BERTIOLO – Calici di Stelle arriva a Bertiolo oggi, dalle 19.30, in piazza della Seta: assieme al Comune, membro delle Città del Vino, e alla Pro Loco Risorgive Medio Friuli si potranno degustare i vini selezionati per la 38ma Mostra concorso “Bertiûl tal Friûl”, tra i quali sono rappresentate tutte le DOC regionali. Saranno anche svelati i due vini vincitori della 37ma edizione della Mostra che con l’occasione, visto che non poterono essere premiati nel marzo 2020 causa l’avvio dell’emergenza sanitaria, riceveranno il loro riconoscimento nelle due categorie “Bertiul tal Friul” e “Best Wine 2019”. Il tutto accompagnato dalle delizie gastronomiche dei ristoratori locali. Contestualmente, la Pro Loco di Bertiolo coglierà l’occasione per consegnare il premio “Stelis di chentì”, ovvero Stelle del posto, avente l’obiettivo di premiare chi lavora dietro le quinte ed offre un contributo alla collettività. Non mancherà la musica: la serata dalle 20.45 sarà allietata dal terzetto jazzistico Bizzarre Trio, composto da Francesco de Luisa al piano, Giovanni Maier al contrabbasso e Jacopo Zanette alla batteria. Accesso come da normative vigenti con Green pass. Prenotazione consigliata. Info e prenotazioni telefono 329.4987633 – info@bertiolo.com

Il Bizzarre Trio.

CASARSA – Come già annunciato, torna anche a Casarsa della Delizia Calici di Stelle. Appuntamento, pertanto, all’arena estiva dell’Antico frutteto del Palazzo Burovich de Zmajevich (ingresso da via Segluzza), oggi dalle 19 con la presentazione e degustazione dei vini di “Filari di Bolle”, Selezione dei migliori Spumanti del Friuli Venezia Giulia. Alle 21 concerto Note sotto le stelle con Sara Bradaschia e Serena Rizzetto, canto, assieme alla band composta da Marco Vattovani alla batteria, Luigi Buggio al pianoforte, Max Pasut al basso, Emanuele Grafitti dei 40 fingers alla chitarra. Repertorio d’eccezione con grandi hit.
Per info e prenotazioni telefono 338.7874972 – e-mail all’indirizzo segreteria@procasarsa.org – www.procasarsa.org. Prenotazione obbligatoria e accesso consentito solo con Green pass/Certificazione verde. La degustazione prevede i vini di Filaridi Bolle in abbinamento a prodotti del territorio, con un contributo di 10 euro. In caso di pioggia si terrà esclusivamente il concerto a teatro, non la degustazione. Si può accedere anche solamente al concerto, con ingresso gratuito e sempre con Green pass.

Gli spumanti premiati a Casarsa.

GRADISCA D’ISONZO – Oggi musica e degustazioni d’eccellenza a Gradisca d’Isonzo, Comune delle Città del Vino, con l’evento estivo Calici di Stelle. Dalle 18.30 alle 23, in Piazza Unità d’Italia stand con degustazioni di prodotti gastronomici e vini del territorio in accompagnamento al concerto “Gipsy and Balcan Beats” con il Gruppo “Disadattato e la sua orchestra”. Accesso come da normative vigenti con Green pass. Prenotazione consigliata.
Info e prenotazioni: telefono 0481.967911 – comune.gradiscadisonzo@certgov.fvg.it

Gradisca in festa con i vini.

CORNO DI ROSAZZO – Il Comune di Corno di Rosazzo, membro delle Città del Vino, con la collaborazione del Gruppo Viticultori dei Colli Orientali e del Comitato Fiera dei Vini di Corno di Rosazzo, ha organizzato la serata di Calici di Stelle per domani 11 agosto, dalle 19.30, nei Giardini di Villa Nachini Cabassi. Il tema della serata è “La Ribolla gialla Signora degli Autoctoni Friulani”. L’evento avrà interessanti e curiosi appuntamenti, a partire dalla degustazione “Il Suono del Vino” che si terrà nel Giardino del Pozzo. La sapiente conduzione di Matteo Bellotto ci accompagnerà nell’assaggio di 6 vini autoctoni e di territorio in abbinamento “acustico” con alcune delle più belle canzoni che ci hanno accompagnato dagli anni 60 ad oggi. La serata proseguirà con degustazioni dei vini selezionati dal Gruppo Viticultori. Saranno in degustazione le bollicine, i bianchi ed i rossi autoctoni. Nell’immenso Giardino della Civiltà, in mezzo al verde, alle ore 21, sotto il Bersò delle Rose, verrà servita una cena in onore della Ribolla gialla, nella quale ogni piatto uscito dalla Cucina dell’Osteria in Villa, sarà accompagnato dal nobile vino autoctono. La cena sarà presentata e animata dal sommelier Francesco Scalettaris e dal disegnatore Gio Di Qual. Sarà un modo insolito di cenare, con una degustazione guidata e “disegnata” dal vivo. La serata sarà piacevolmente avvolta dalle note del dj set Andrew B. In onore della Signora degli Autoctoni, appunto la Ribolla gialla, è gradito l’abito ovviamente giallo. La prenotazione è obbligatoria, portando con sè il Green pass il giorno dell’evento, al cellulare 366 7177593 o email: info@gruppoviticultori.com

La Ribolla gialla.

TORREANO – Causa questioni organizzative, la tappa di Calici di Stelle di Torreano di Cividale del 12 agosto è stata annullata.

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In copertina, il bicchiere simbolo della Festa del vino di Bertiolo.

Città del vino, domani nella diretta web Corno di Rosazzo e i Colli orientali

“In Viaggio per le Città del Vino”, serie di incontri online dell’Associazione nazionale Città del Vino, dedica la sua prossima puntata a Corno di Rosazzo e al nuovo progetto “Friuli Colli Orientali Academy”, realizzato in occasione dei 50 anni della Doc Friuli Colli Orientali e del suo Consorzio di tutela che, come è noto, ricorrevano nel 2020. Diretta sulla pagina Facebook Città del Vino domani 14 maggio, alle ore 11.

Maurizio D’Osualdo

(Foto Maila Persoglia)

«Il progetto – anticipa Maurizio D’Osualdo, vicesindaco del Comune di Corno di Rosazzo e vicecoordinatore delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia – consiste in una Tasting Academy, per la formazione di alto livello dei professionisti e aperto tutti i giorni su prenotazione. Nell’Academy, rispettando le norme sanitarie, si può in autonomia degustare vini provenienti da tutta la Doc con focus dedicati periodicamente a ogni singola zona dei Colli Orientali e del Ramandolo. C’è anche una postazione multimediale per i collegamenti online. Un progetto innovativo dedicato a ristoratori, gestori di enoteche, sommelier, giornalisti e winelovers».
Parteciperanno all’incontro, oltre allo stesso D’Osualdo, Paolo Valle e Mariano Paladin, presidente e direttore del Consorzio Colli Orientali e Ramandolo (che ha sede proprio a Corno di Rosazzo, a villa Nachini Cabassi), Matteo Bellotto, progettista della Friuli Colli Orientali Academy; Giuseppe Festa, professore associato al Dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell’Università di Salerno. Moderatrice Iole Piscolla, giornalista e responsabile Area Turismo dell’Associazione nazionale Città del Vino. Ricordiamo che i due precedenti incontri web avevano riguardato lo Schioppettino di Prepotto e Povoletto con il suo progetto vitivinicolo.

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In copertina e qui sopra due splendide immagini di Spessa e di Savorgnano colte dall’obiettivo di Fabrice Gallina.

 

Le 25 “Città del Vino” del Vigneto Fvg affidate ancora a Tiziano Venturini

(g.l.) Piena fiducia e generale apprezzamento per l’attività svolta: così Tiziano Venturini, già sindaco di Buttrio, è stato confermato all’unanimità quale coordinatore delle 25 Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. Una importante realtà che raggruppa i territori a maggior vocazione vitivinicola della nostra regione, ai quali si stanno per aggiungerne altri.
Nel corso della prima assemblea del 2021 tenutasi in modalità online, e nella quale è stato anche programmato il calendario degli appuntamenti del nuovo anno, Venturini, che è anche assessore alle attività produttive e turismo appunto di Buttrio – uno dei luoghi più blasonati dei Colli orientali del Friuli, famoso per la Fiera regionale dei vini, la più vecchia d’Italia -, è stato quindi rieletto coordinatore. Il quale ha poi proposto la riconferma, anch’essa approvata con voto unanime, quale vice, di Maurizio D’Osualdo vicesindaco di Corno di Rosazzo. Confermati nel coordinamento Ilaria Peloi, assessore alle attività produttive di Casarsa della Delizia, e Giorgio Cattarin, in rappresentanza di Cormòns. Non si è invece ricandidato il sindaco di Trivignano Udinese Roberto Fedele, al quale è andato il plauso per il lavoro svolto in seno al coordinamento in questi anni. Con l’occasione, è stato deciso l’allargamento del coordinamento stesso da 5 a 7 membri: sono stati eletti quindi anche Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli, Lara Tosolini, consigliere delegato per la promozione agroalimentare e rapporti con le Città del Vino di Cividale del Friuli, e l’ambasciatore delle Città del Vino, Gianpiero Colecchia, in rappresentanza di Duino Aurisina.

D’Osualdo, Zambon e Venturini.


Altra novità l’apertura di un collegamento operativo strutturale con il mondo delle Pro Loco, da tempo protagoniste assieme alle Città del Vino nell’organizzazione di eventi in Friuli Venezia Giulia, a partire dal rinomato “Calici di Stelle” in estate: per questo Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa (la quale, caso unico in Italia, è anch’essa membro dell’Associazione nazionale Città del Vino) parteciperà ai lavori del coordinamento per i progetti che interessano le Pro Loco.
«Grazie all’assemblea di amministratori – ha commentato a nome di tutto il coordinamento, Tiziano Venturini – per la fiducia dataci: siamo pronti non solo a continuare ma anche ad ampliare il gran lavoro svolto in questi anni, allargando il coordinamento a nuovi membri, in rappresentanza così di tutti i territori vinicoli regionali, e al mondo delle Pro Loco ne è testimonianza. Neanche nel 2020 segnato dall’emergenza sanitaria ci siamo fermati, proponendo tra le altre cose nello scorso mese di agosto un’edizione di “Calici di Stelle” con numeri in linea con le edizioni pre-pandemia. Ci sono vari progetti, dall’Erasmus vinicolo per gli studenti europei alla vendemmia turistica, dalla sostenibilità ambientale ai nuovi regolamenti di polizia rurale con l’Università di Udine, che stiamo portando avanti e di cui daremo notizia nelle prossime settimane».
In apertura di assemblea è intervenuto il presidente nazionale delle Città del Vino, Floriano Zambon, di Conegliano: essendo in scadenza, il suo è stato un saluto di fine mandato a una realtà regionale come quella del Friuli Venezia Giulia con le quali c’è stata una positiva e intensa collaborazione. «Grazie al coordinamento, agli ambasciatori e a tutte le Città del vino regionali per il percorso fatto assieme – ha affermato – e in particolare a Duino Aurisina per la sua candidatura a Città Italiana del Vino 2021, con un progetto giudicato tra i migliori tre e che pone ottime basi per successive candidature». Presenti, oltre a sindaci e consiglieri comunali, pure gli ambasciatori delle Città del Vino Loris Basso (presidente anche dell’Ente Friuli nel Mondo e leader del Ducato dei vini friulani), Piero Bertossi, Claudio Fabbro, Venanzio Francescutti, Claudio Colussi e Gianpiero Colecchia.
Le 25 Città del Vino aderenti in Friuli Venezia Giulia sono in ordine alfabetico Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano. In più, come detto, anche la Pro Loco di Casarsa della Delizia è membro dell’Associazione nazionale.

Un brindisi beneaugurante.

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In copertina, Tiziano Venturini confermato leader delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia.

 

Le Città del Vino in… Viaggio: si candida “Ramandolo” da 20 anni prima Docg Fvg

di Giuseppe Longo

Prepotto, con il suo prezioso Schioppettino, prima; Povoletto, con i suggestivi vigneti di Savorgnano del Torre (e non solo), poi. Un successo le puntate in diretta Fb sulla pagina di @cittàdelvino, che si sono sviluppate nel corso di due recentissimi venerdì e che hanno visto collegati attraverso la rete diversi operatori del settore che hanno offerto importanti riflessioni su realtà fra le più prestigiose dei Colli orientali del Friuli.
Per ora “In Viaggio per le Città del Vino” non ha altre iniziative in programma nella nostra regione, ma se una potesse avere realizzazione entro questo 2020, che tutti speriamo sia quello definitivo per superare l’emergenza pandemica che tanti danni ha causato anche al comparto della vitivinicoltura, riteniamo che potrebbe ancora una volta avere come scenario lo splendido scenario di questi “ronchi” che hanno quale inconfondibile simbolo storico lo Spadone del Patriarca Marquardo. Una zona Doc che ha appena superato il mezzo secolo di vita e all’interno della quale, nel lembo più settentrionale, è nata esattamente vent’anni fa la prima Docg, denominazione di origine controllata e garantita – il massimo grado di tutela della qualità espressa da un territorio -, del Vigneto Fvg: “Ramandolo”. Il celeberrimo vino – dolce-non dolce, per l’elevata concentrazione tannica – prodotto sulle ripide pendici del monte Bernadia vegliate dalla cinquecentesca chiesetta di San Giovanni Battista e nei vigneti delle zone circostanti all’interno dei Comuni di Nimis e di Tarcento. Un “cru”, per dirla con i francesi, fra i più prestigiosi della nostra regione e che quindi meriterebbe d’essere “celebrato” dalla terza puntata di “In Viaggio per le Città del Vino”.
Nell’associazione nazionale, che in Friuli Venezia Giulia è coordinata da Tiziano Venturini, oltre ai ricordati Comuni di Prepotto, Povoletto e appunto Nimis, ci sono altre ventidue Città rinomate per il frutto della vite. E cioè Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Premariacco, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano. Una bella e importante iniziativa, dunque, che sarebbe auspicabile – e in questo credo di interpretare il pensiero dei diretti interessati – potesse riguardare in tempi brevi ancora i Colli orientali del Friuli e proprio l'”eroica” viticoltura di Ramandolo. Sarebbe un magnifico modo per chiudere il “cerchio” almeno in questa fase iniziale dell’apprezzata iniziativa promozionale, perché, scorrendo i nomi appena citati, tutti i ventidue Comuni sono altamente meritevoli d’essere valorizzati. Ma se dev’esserci una motivazione – come appunto sono risultate azzeccate quelle di Prepotto, con la sottozona dello Schioppettino, e di Povoletto, con il suo Progetto di valorizzazione del settore – ebbene quella doppia di Ramandolo, appunto da vent’anni prima Docg del Friuli Venezia Giulia, appare più che meritevole.

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In copertina e qui sopra due suggestive immagini della zona del Ramandolo Docg a Nimis.

Pace Perusini (Confagricoltura Fvg): “Vino in crisi, ma siamo pronti a reagire”

“La crisi del vino continua, ma il settore è pronto a reagire”. Così la pensa Michele Pace Perusini, giovane vignaiolo di Corno di Rosazzo, appena riconfermato all’unanimità, a Roma, in qualità di membro della Federazione Nazionale Produttori Vitivinicoli di Confagricoltura. Così come sono stati riconfermati il presidente, Federico Castellucci (Marche) e il vicepresidente, Christian Marchesini (Veneto).
I componenti, durante l’incontro, hanno discusso della situazione di mercato ed esaminato le principali esigenze del settore con una valutazione delle misure emergenziali proposte in questi mesi da Bruxelles e dal Governo italiano. Alcune cantine hanno giacenze molto alte – il Mipaaf parla di 61 milioni di ettolitri al 28 febbraio 2021, il 3,6 per cento in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno – per le difficoltà sui mercati dovuti al blocco del canale HoReCa, dove le aziende piccole e medie distribuiscono la maggior parte dei vini premium e superpremium. Questo ha determinato uno spostamento di fatturato dalle piccole alle grandi imprese, con una diminuzione del valore del prodotto e un aumento dei crediti scaduti, a carico dei produttori.
L’export – secondo Ismea – nei primi 10 mesi del 2020 è diminuito del 3,4 per cento sullo stesso periodo del 2019, con una perdita di 5,11 miliardi di euro. Per quanto concerne i prezzi, i listini segnalano una riduzione di oltre il 7,5 per cento, con punte più alte su alcuni mercati di riferimento.
Gli interventi emergenziali messi in atto, ad avviso di Confagricoltura, andrebbero rimodulati per essere realmente efficaci: «Per la distillazione, a esempio, – spiega Pace Perusini – il premio va aumentato per risultare appetibile: infatti, a fronte dei 50 milioni di euro dedicati, ne sono stati usati soltanto 23. Analogamente, pochi imprenditori hanno aderito alla riduzione delle rese dei vigneti, deliberata troppo tardi e senza un coinvolgimento coordinato della filiera: sono stati utilizzati soltanto 39 dei 100 milioni di euro assegnati, senza contare che i contributi da parte di Agea non sono ancora pervenuti ai viticoltori i quali sono già in crisi di liquidità. E così pure lo stoccaggio ha presentato alcune criticità – evidenzia ancora l’esponente di Confagricoltura – poiché ha finito per riguardare per lo più i vini rossi, essendo poco interessante per i vini giovani. Auspichiamo, perciò, che l’attivazione della misura per il 2021, si apra ai vini imbottigliati e con un premio più consono, così da avere un effetto più incisivo sugli equilibri di mercato e non creare ulteriori emergenze in prossimità della prossima vendemmia. In dirittura d’arrivo del Decreto “Sostegni” – conclude Pace Perusini –, Confagricoltura Fvg ha chiesto al Governo il rilascio dei ristori solo alle attività che, come prerequisito, possono dimostrare di aver chiuso le vertenze con i fornitori agricoli. Infine, siamo d’accordo con la decisione di rinviare il Vinitaly al 2022, come richiesto anche dalla nostra Federazione».

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In copertina, Michele Pace Perusini confermato nella Federazione Nazionale Produttori Vitivinicoli di Confagricoltura.

Città del Vino Fvg ed enoturismo: il 2021 si apre con il progetto Erasmus

Un progetto Erasmus dedicato alla reciproca conoscenza tra i vari territori vinicoli d’Europa, che l’associazione nazionale Città del Vino sta coordinando in Italia come capofila e che sta vedendo le prime adesioni anche da parte delle 25 Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. “Wine_Me: Transnational Approach towards Food and Wine Tourism” è un’azione del progetto Erasmus + 2021-2027 dell’Unione europea che prevede, quando l’emergenza Coronavirus lo permetterà, di assegnare delle borse di studio che daranno ai giovani studenti italiani beneficiari l’opportunità di formarsi e ampliare le proprie competenze professionali all’estero per un periodo massimo di quattro mesi in zone vinicole europee. Le borse di studio copriranno i costi di viaggio, alloggio, vitto, assicurazione, volo andata e ritorno per ciascun partecipante, oltre alla ricerca dell’azienda idonea al profilo e alle caratteristiche di ognuno di loro. Allo stesso tempo prevede di ospitare in regione studenti stranieri provenienti da scuole e università agrarie, alberghiere e di indirizzo turistico del continente per conoscere le particolarità delle zone Doc del Friuli Venezia Giulia.

D’Osualdo, Zambon e Venturini.

“Un progetto – ha commentato Tiziano Venturini (Buttrio), coordinatore regionale delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia – che è anche un messaggio di speranza per un 2021 che confidiamo possa far riprendere la serie di scambi nazionali e internazionali attraverso la nostra associazione. Per farci trovare pronti stiamo chiedendo ai Comuni delle Città del Vino di aderire”. “Inoltre – ha aggiunto Maurizio D’Osualdo (Corno di Rosazzo), vicecoordinatore regionale – stiamo coinvolgendo gli istituti professionali agrari, alberghieri e turistici regionali affinché possano segnalare i propri studenti meritevoli dell’assegnazione delle borse di studio. Dalla reciproca conoscenza possono nascere nuove collaborazioni che apriranno strade future per l’intero comparto del nostro enoturismo: ecco perché a breve esporremo il progetto pure ai diversi Consorzi di tutela delle nostre zone Doc e alle associazioni di categoria”.
Ricordiamo, infine, che le 25 Città del Vino aderenti in Friuli Venezia Giulia all’associazione nazionale presieduta da Floriano Zambon (Conegliano) sono Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano.

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In copertina, vigneti friulani pronti per la potatura invernale.

 

L’addio dei Colli orientali del Friuli a due protagonisti della crescita vitivinicola

di Giuseppe Longo

Questo difficile anno che finalmente si avvia alla conclusione, e che ha segnato anche il mezzo secolo di vita dei Colli orientali del Friuli, a Natale ha visto la perdita di due benemeriti rappresentanti della vite e del vino, la cui scomparsa è avvenuta a pochi giorni di distanza in altrettanti paesi del Cividalese vicinissimi tra loro: ieri è morto a 86 anni Arturo Gigante, di Noax alle porte di Corno di Rosazzo per chi arriva dalla città longobarda; poco prima della festa della Natività a Spessa si era spento invece Giuseppe Zorzettig, di 87.
Due produttori, Turo e Bepi, che non vedevo più da decenni, ma che avevo conosciuto già negli anni Settanta, quando ero alle dipendenze del Centro regionale vitivinicolo, presieduto e diretto dagli indimenticati Orfeo Salvador ed Ennio Nussi, e frequentavo Corno e Spessa per motivi di assistenza tecnico-burocratica in collaborazione con il Consorzio di tutela degli stessi Colli orientali, che aveva sede a Cividale nell’ex essiccatoio bozzoli vicino alla stazione dei treni. Entrambi hanno contrassegnato la storia di questa importante area del Vigneto Fvg, le cui aziende erano affermate già all’epoca della nascita della denominazione di origine controllata, avvenuta appunto nel 1970, e con la loro laboriosità e lungimiranza – accanto ad altri intraprendenti vignaioli della zona – hanno saputo contribuire alla crescita di tutto il settore vitivinicolo che ha rappresentato una vera e propria svolta per l’economia dell’area contrassegnata dallo Spadone del Patriarca Marquardo, quello con cui tra pochi giorni il diacono traccerà la benedizione epifanica nel Duomo cividalese.
Arturo, in particolare, era padre di Adriano Gigante che è stato presidente del citato Consorzio di tutela Colli orientali del Friuli e Ramandolo – da qualche anno ospitato proprio a Corno, nel magnifico compendio di Villa Nachini Cabassi – e attualmente è alla guida dell’associazione dei Consorzi Doc del Friuli Venezia Giulia. I colleghi viticoltori, ma non solo, gli daranno l’ultimo saluto domani, alle due del pomeriggio, nella Chiesa di Sant’Andrat del Judrio.

Arturo Gigante

Giuseppe Zorzettig

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In copertina, lo Spadone di Marquardo fra i tralci di vite simbolo dei Colli orientali del Friuli.

Anche a Povoletto la bandiera delle Città del vino che ora sono 25 in Fvg

di Gi Elle

E ora le Città del vino del Friuli Venezia Giulia sono salite a 25 con la new entry di Povoletto, il cui ingresso è avvenuto a pieno diritto grazie a una vitivinicoltura specializzata condotta, con eccellenti risultati qualitativi, sulle colline di Savorgnano del Torre, ma anche nella vicina Ravosa, a Bellazoia e a Marsure. Le altre 24 città aderenti all’associazione nazionale sono Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano. Da ricordare, poi, che pure Moraro si è aggiunto nel prestigioso elenco durante il 2020. Mentre il Comune di Duino Aurisina ha presentato la propria candidatura a “Città Italiana del Vino 2021”.

La bandiera a Povoletto.

Il coordinatore regionale delle Città del Vino Fvg, Tiziano Venturini, ha infatti consegnato la bandiera associativa al Comune di Povoletto entrato a far parte del sodalizio che a livello nazionale conta oltre 450 municipi associati. “Una piacevole tradizione, quella della consegna della bandiera, che rappresenta l’entrata nella nostra grande famiglia delle nuove Città del Vino aderenti. In questi ultimi mesi il nostro gruppo – spiega Venturini – si è ulteriormente rafforzato con un coordinamento regionale unitario, promuovendo l’enoturismo in maniera sinergica e in dialogo continuo con l’Associazione nazionale Città del Vino. Dopo i giorni drammatici della fase 1 con il lockdown, durante l’estate la nostra personale risposta al Coronavirus è stata quella di aver organizzato, vedendo la partecipazione di 150 cantine, un’edizione 2020 della manifestazione Calici di stelle che è risultata una delle più riuscite della Penisola, con una bella affluenza di persone rispettose delle norme anti-contagio. Abbiamo poi concluso la nostra stagione estiva incontrandoci in assemblea, assieme al presidente nazionale Floriano Zambon, a settembre ospiti del Comune di Gradisca d’Isonzo”.
Parallelamente ognuno dei Comuni sta portando avanti specifici progetti sostenuti anche dalle altre aderenti. Per esempio, la civica amministrazione della stessa Povoletto ha da poco avviato il progetto multimediale “Racconti di Vino” in cui i produttori locali sono diventati protagonisti di videointerviste per raccontare il loro rapporto con il vino e il territorio in cui nasce (i video sono visibili sul canale Youtube di PromoturismoFvg e sulla pagina Facebook del Comune di Povoletto). Proprio l’avvio del progetto, alla presenza del sindaco Giuliano Castenetto, dell’assessore a Bilancio Patrimonio Comunicazione e Innovazione Lisa Rossi – promotrice della importante iniziativa -, il giornalista ed enologo Claudio Fabbro e il presidente di Assoenologi Fvg Rodolfo Rizzi ha visto la consegna della bandiera.

Tornando alla richiesta di Duino Aurisina di essere eletta a “Città Italiana del Vino 2021”, Venturini ha sottolineato che si tratta di “una candidatura che si estende con gli eventi anche ad altre realtà del territorio regionale e che abbiamo sostenuto all’unanimità nella riunione di Gradisca d’Isonzo. A giorni dovrebbe vedere proclamata la vincitrice, la quale sarà la “capitale” italiana delle Città del Vino. Nell’attesa guardiamo al futuro, vicini ai nostri produttori in questi giorni complicati per la recrudescenza del Coronavirus e progettando nei limiti del possibile i nuovi eventi e progetti, come quello con l’Università di Udine sulla sostenibilità di prossima presentazione”.

Tutti gli aggiornamenti sul nuovo sito web www.cittadelvinofvg.it e sulla pagina Facebook Città del Vino del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina e qui sopra le splendide colline del Comune di Povoletto.

 

Vendemmia al via. E anche in Fvg avviene tra luci e ombre

di Gi Elle

Proprio in questi giorni è fissato il via alla vendemmia in Friuli Venezia Giulia: una raccolta concentrata, per ora, soprattutto nella Destra Tagliamento, dove è molto attiva la cooperazione. Ma come si presenta quest’annata tutta particolare – di luci (ottima qualità, anche se quantitativi leggermente contenuti) e ombre (problemi di mercato) -, essendo anche il settore vitivinicolo rimasto pesantemente condizionato dall’emergenza sanitaria? Un quadro preciso e dettagliato emergerà oggi durante l’annunciato incontro che Assoenologi del Friuli Venezia Giulia ha indetto come ogni anno in questo periodo. La Prevendemmiale 2020 si terrà pertanto alle 18.30, a villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo. I lavori, moderati da Claudio Fabbro, saranno aperti da Rodolfo Rizzi, presidente della sezione Fvg dei tecnici della vite e del vino. Quindi sarà la volta dei relatori: il meteorologo Marco Virgilio (Andamento meteoorologico Primavera-Estate), l’agronomo Giovanni Bigot (Sanità e potenziale qualitativo delle uve) e il docente dell’Università di Udine Emilio Celotti (Vendemmia, vinificare nel rispetto della qualità). L’incontro dovrà ovviamente rispettare le ormai consuete prescrizioni anti-Covid e per la prenotazione gli interessati dovranno inviare una mail a segreteria.assoenologifvg@outlook.com

Quello di oggi sarà dunque il quadro che emergerà sul Vigneto Fvg, mentre a livello nazionale i dati ufficiali della vendemmia saranno resi noti appena giovedì 3 settembre, alle 11, nel corso di una conferenza stampa online alla quale parteciperà anche il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, e che, come sempre, è stata organizzata da Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini. Nell’attesa, sono state fornite le prime indicazioni, osservando che “si annuncia una vendemmia buona sotto il profilo qualiquantitativo un po’ in tutto il Paese, ma rimane la preoccupazione dei produttori sul fronte prezzi e tenuta dei mercati”. Si conferma, infatti, “un contesto congiunturale difficile dove è necessario lavorare per recuperare gli spazi di crescita che si profilano all’orizzonte. Il settore vino vive un momento decisivo di una stagione complessa: se infatti sul piano climatico e vegetativo al momento si prevede una vendemmia interessante, con uve sane e un ciclo vegetativo che prospetta, a livello nazionale, una raccolta leggermente anticipata, tra i produttori permane un sentiment di incertezza, a pesare la visione nel breve periodo relativa agli ordini provenienti sia dalla domanda interna che estera, mentre sono migliori le attese di un ritorno ai livelli economici pre-Covid nel giro dei prossimi anni”.

Riccardo Cotarella

“Una situazione generale – si sottolinea in un comunicato diffuso dall’Associazione degli enologi italiani, guidata da Riccardo Cotarella – che deve stimolare un rinnovato confronto tra Ministero e filiera per definire strumenti in grado di rilanciare la domanda, con nuove strategie di promozione concertate insieme alle aziende e alle organizzazioni rappresentative per riposizionare presenza e prestigio del vino italiano nel mondo. Servono azioni di rilancio che vadano oltre l’aiuto alla distillazione, il cui impatto sul calo delle giacenze – alla luce dell’esito del bando – sarà molto limitato, e le misure sulla riduzione delle rese, i cui effetti reali non si vedranno prima della conclusione delle operazioni vendemmiali e della presentazione delle dichiarazioni di produzione”.

“Sul fronte dell’andamento climatico – osserva infine la nota -, aprile e maggio hanno riportato temperature miti e piovosità scarsa, diversamente da giugno e in buona parte luglio in cui le condizioni termiche rilevate sono state lievemente inferiori alla norma, con piovosità abbondante e ondate di calore limitate agli
ultimi giorni del mese. Sul piano fitosanitario, i vigneti si presentano sani, con pochi focolai di infezioni a macchia di leopardo lungo la Penisola. Solo in alcune zone del Trentino e del Friuli la peronospora ha causato danni, anche se la situazione è sotto controllo, mentre l’oidio è stato rilevato con maggior presenza in Romagna, Toscana e Abruzzo”.

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In copertina, scatta l’ora della vendemmia anche in Fvg e, all’interno, uve bianche mature.

Una vendemmia particolare da tempi Covid: il punto con Assoenologi Fvg

di Gi Elle

Passato Ferragosto, si riparla anche di vendemmia. Seppure leggermente posticipata rispetto all’anno precedente, la raccolta dell’uva dovrebbe cominciare a metà della settimana entrante, soprattutto, come riferito ieri, nei vigneti delle Grave condotti dai soci delle numerose cantine cooperative del Friuli occidentale. Ma, verosimilmente, le operazioni scatteranno anche in altre zone, specialmente di pianura, dove la priorità viene ovviamente riservata ai grappoli destinati a dare spumanti e che richiedono una maturazione meno accentuata. Dalle prime indicazioni, la quantità dovrebbe essere leggermente più contenuta – e questo non è un male, viste le ancora cospicue giacenze dovute all’interruzione commerciale causata dal lungo blocco delle attività imposto dall’emergenza sanitaria – e la “salute” dei grappoli è ottimale, essendo stati ovunque ben arginati gli attacchi fungini.

Rodolfo Rizzi


Ma per saperne di più bisogna aspettare il tradizionale incontro organizzato dalla sezione Assoenologi del Friuli Venezia Giulia, vero “termometro” della situazione, fotografata da tecnici che ogni giorno sono “a tu per tu” con la vite e con il vino. La Prevendemmiale 2020 è stata pertanto indetta per mercoledì 19 agosto, alle 18.30, a villa Nachini Cabassi in piazza XXIV Maggio a Corno di Rosazzo, che è pure sede del Consorzio Colli orientali del Friuli e Ramandolo. Storico moderatore dell’incontro Claudio Fabbro, mentre i lavori saranno aperti con i saluti e il messaggio introduttivo del presidente Rodolfo Rizzi. Quindi sarà la volta dei relatori, tutti ormai collaudate presenze nell’appuntamento agostano: il meteorologo Marco Virgilio (Andamento meteoorologico Primavera-Estate), l’agronomo Giovanni Bigot (Sanità e potenziale qualitativo delle uve) e il docente dell’Università di Udine Emilio Celotti (Vendemmia, vinificare nel rispetto della qualità). L’incontro dovrà ovviamente rispettare le ormai consuete prescrizioni anti-Covid, ma doveva avvenire, perché – come ha sottolineato Rizzi – “siamo consapevoli di questo difficile momento, ma convinti che dobbiamo guardare avanti”. E quindi guardare a questa nuova vendemmia tutta particolare e che per certi versi può essere associata a quella successiva al terremoto del 1976 che peraltro – come molti ricorderanno – era stata caratterizzata da una situazione sanitaria dei grappoli pessima, dovuta all’imperversare del maltempo. Quest’anno le avversità atmosferiche, salvo alcuni pur gravi episodi, hanno risparmiato il Vigneto Fvg e si spera lo facciano anche nelle prossime settimane. Anche questo settore, strategico nell’economia agricola della nostra regione, ha infatti bisogno di credere nella ripresa e di guardare a un futuro di nuove soddisfazioni, quelle che i nostri bravi vignaioli meritano.

Vigneti sui Colli orientali.

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In copertina, ecco alcuni grappoli di Pinot grigio pressoché maturi.