Le Città del vino Fvg con il ritorno di Chiopris Viscone salgono a quota 40. Grandi Verticali in dodici appuntamenti: con le nostre etichette protagoniste anche quelle famose di altre regioni

E ora pronti, via! Si riparte con Le Grandi Verticali del vino, organizzate – dopo il successo del 2024 – dalle Città Fvg che sono appena salite a quota 40: il Comune di Chiopris Viscone è rientrato, infatti, nell’associazione dopo alcuni anni di assenza. A darne l’annuncio ieri mattina il coordinatore regionale e vicepresidente nazionale, Tiziano Venturini, durante il primo incontro del nuovo anno in cui è stato anche presentato proprio il calendario della seconda edizione delle Grandi Verticali delle Città del Vino, in programma tra gennaio e giugno in dodici Comuni: il via giovedì prossimo a Buttrio. La illustrazione del nuovo programma di degustazioni è avvenuta all’azienda Canus, a Corno di Rosazzo. Presente il consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia e presidente della V Commissione, Diego Bernardis, con il vicesindaco cornese, Maurizio D’Osualdo (vicecoordinatore regionale delle Città del Vino), il sindaco di Chiopris Viscone Carlo Schiff, il direttivo del Coordinamento, sindaci e amministratori e ambasciatori delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. Presente anche il presidente di Unidoc Fvg Marco Rabino e i rappresentanti del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Ente Friuli nel Mondo e Banca 360 Fvg.

«Una felice occasione – ha affermato il coordinatore Venturini, vicesindaco di Buttrio – che il ritorno di Chiopris Viscone sia coinciso con la presentazione della nuova edizione delle Grandi Verticali, rassegna che lo scorso anno ha avuto un grande apprezzamento da parte del pubblico e che torna con un programma arricchito dall’incontro tra i nostri grandi vini e quelli altrettanto celebri del resto d’Italia. Un progetto che abbiamo voluto avviare per rafforzare i legami con le Città del Vino di altre regioni: l’obiettivo sarà anche di poter portare poi i nostri vini nelle regioni cha abbiamo ospitato. Inoltre, per le prima volta la manifestazione arriva anche in provincia di Pordenone grazie alla disponibilità di San Vito al Tagliamento e Sequals, oltre a toccare come nella scorsa edizione le province di Udine, Gorizia e Trieste. Sarà un bel viaggio, guidati da Matteo Bellotto, che ci porterà fino all’inizio dell’estate, stagione che poi vedrà altri nostri progetti sempre all’insegna della valorizzazione della cultura del vino e del bere bene e responsabile. Grazie a Regione e Banca 360 Fvg che ci sostengono con convinzione, alle Pro Loco e Unidoc per la preziosa collaborazione nonché all’Ente Friuli nel Mondo con cui avviamo questa nuova collaborazione per poter dialogare con territori del vino lontani, ma che vedono protagonisti emigranti friulani: prossimamente annunceremo i dettagli di questa iniziativa».
Matteo Bellotto, scrittore del mondo enoico, oltre ad essere uno dei più noti e qualificati tecnici nella comunicazione e promozione del settore vitivinicolo in Friuli Venezia Giulia e non solo, è poi intervenuto per presentare nel dettaglio il programma di questo viaggio sensoriale che farà incontrare le annate delle cantine del Friuli Venezia Giulia con alcuni tra i più noti vini d’Italia, in dialogo con produttori, wine lover ed esperti del settore che come ospiti speciali interverranno nelle varie serate. «Un gemellaggio all’insegna del vino – ha sottolineato Bellotto -, per capire quanto, nella nostra Penisola, insieme siamo unici». Per questo il programma 2025 delle Grandi Verticali delle Città del Vino prende il titolo di Gemellaggi-Insieme siamo unici. Il progetto gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Io sono Fvg e di Banca 360 Fvg, oltre al patrocinio del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Unidoc Fvg, Ente Friuli nel Mondo. Il tutto in collaborazione con il Consorzio Montasio Dop e la Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina, la quale curerà la segreteria per le iscrizioni (prolocoaurisina@libero.it – 348.5166126). Costo 35 euro a incontro per persona. Questo, dunque, il calendario dei dodici appuntamenti 2025.

IL CALENDARIO

Refosco dal Peduncolo Rosso & Vernaccia di San Gimignano – Rosso in terra di bianchi e bianco in terra di rossi, Buttrio Villa di Toppo – Florio, giovedì 16 gennaio. Ospite speciale Valentino Tesi, brand ambassador Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano.

Masterclass Pignolo & Barolo – Il nobile incontro dei signori del tempo, Manzano, Antico Foledor Boschetti della Torre, giovedì 30 gennaio. Ospite speciale Carlo Alberto Gambino, brand ambassador Strada del Barolo.

Ribolla gialla & Fiano d’Avellino – Le Cenerentole che diventano Regine, Corno di Rosazzo Villa Nachini Cabassi, giovedì 13 Febbraio.

Friulano di pianura & Tai di Lison Docg – Dal Friulano al Tai, la pianura e i suoi segreti, San Vito al Tagliamento, sala consiliare Palazzo Altan, venerdì 28 febbraio. Ospite speciale Stefano Quaggio, direttore Consorzio Vini Venezia.

Pinot grigio la storia di un autoctono acquisito, Sequals Villa Savorgnan – Lestans, giovedì 13 marzo. Ospite speciale Nazareno Vincenzi, brand ambassador Consorzio Pinot grigio delle Venezie.

Vitovska del Carso & Vermentino di Liguria – I vini da terre estreme, Duino Aurisina – Devin Nabrežina Infopoint di Sistiana, giovedì 27 marzo. Ospite speciale Enzo Giorgi, Coordinatore regionale Liguria Città del Vino.

Schioppettino di Prepotto & Schiava Alto Adige – Un incontro di pepe e spezie tra i rossi più versatili d’Italia, Prepotto Municipio – sala consiliare, mercoledì 9 aprile. Ospite speciale André Senoner, brand ambassador Alto Adige wines.

Friulano & Vermentino di Gallura – Sardegna e Friuli, dove i vini parlano la lingua della terra, Cormons Enoteca, giovedì 24 aprile. Ospite speciale Giovanni Antonio Sechi, Coordinatore regionale Sardegna e vicepresidente nazionale Città del Vino.

Malvasia & Castelli Romani – Incontri di Malvasie tra Friuli e Lazio, Aquileia piazza Capitolo, giovedì 8 maggio.

Merlot & Raboso del Piave – Incontro tra il grande rosso internazionale che è ormai autoctono con un vino di confine tra Veneto e Friuli, Cividale del Friuli, sala del Refettorio Monastero di Santa Maria in Valle, giovedì 22 maggio.

Terrano & Sagrantino di Montefalco – L’incontro dei tannini, Sgonico – Zgonik Enoteca, giovedì 29 maggio.

Appuntamento finale: Friulano & Tocai – Bentornato in Friuli Tocai! – Tocai dal mondo e Tocai dal Friuli evoluti e senza tempo, in collaborazione con Ente Friuli nel Mondo (data e sede in fase di definizione).

Aggiornamenti su
www.cittadelvinofvg.it

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In copertina, il coordinatore regionale Tiziano Venturini e il direttore delle Grandi Verticali del vino Matteo Bellotto; all’interno, immagini dell’incontro di ieri mattina a Corno di Rosazzo.

(Foto Città del vino Fvg e Nicola Santini)

Città del vino Fvg, via al programma del 2025 con le Grandi Verticali: domani a Corno di Rosazzo il calendario e le novità

(g.l.) Assieme alle Notti del vino, le Grandi Verticali sono state l’importante novità 2024 delle Città del vino del Friuli Venezia Giulia, l’associazione che riunisce ben trentanove Comuni, i cui territori sono fra i più vocati alla vitivinicoltura della regione, e sei Pro Loco. E l’anno appena cominciato esordirà proprio all’insegna delle Grandi Verticali dopo la bellissima esperienza, in quanto ogni tappa è stata coronata da successo sia in termini di partecipazione delle aziende interessate che di wine lovers. Il loro programma sarà presentato domani mattina, alle 11, nella sede dell’azienda Canus in via Gramogliano a Corno di Rosazzo.

Angelo Radica


Quest’anno – come annunciato dal coordinatore regionale Tiziano Venturini – ci sarà una ulteriore novità, in quanto la degustazione della etichetta del Vigneto Fvg scelta per ogni appuntamento verrà abbinata a un famoso vino d’Italia, Paese da sempre al vertice della produzione enologica mondiale. Per cui vini ospiti saranno, per esempio, la Vernaccia di San Gimignano, il Barolo e il Fiano d’Avellino, tanto per citare quelli delle prime tre serate. L’onore di inaugurare la serie spetterà a Buttrio giovedì prossimo e il programma si svilupperà in una dozzina d’incontri – da gennaio a giugno – tutti coordinati e diretti, come l’anno scorso, dall’esperto Matteo Bellotto, il quale condurrà il pubblico di assaggiatori in un affascinante itinerario che proporrà anche questo originale «gemellaggio all’insegna del vino, per capire quanto, nella nostra Penisola, “insieme siamo unici”».
Si parte, dunque, con un nuovo entusiasmante programma a beneficio della vite e del vino del Friuli Venezia Giulia, con riferimento alle varie denominazioni di origine, di pianura e di collina, che ricoprono il territorio regionale. Presentando il programma delle Grandi Verticali, Venturini farà sicuramente riferimento anche alle prossime Notti del vino, il programma estivo così brillantemente decollato, facendo nel contempo il punto sui risultati della scorsa annata, che hanno visto la sua riconferma al vertice dell’Associazione regionale nel corso dell’assemblea che si era tenuta in ottobre in previsione della Convention d’autunno che in Piemonte ha rieletto, per un altro triennio, a presidente nazionale il chietino Angelo Radica.

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In copertina, il coordinatore regionale delle Città del vino Fvg Tiziano Venturini.

Pinot grigio ramato domani a Lignano dopo quello strano amore di Rokia

Pinot grigio ramato domani, 4 luglio, alle 18.30 al PalaPineta nel Parco del Mare, agli Incontri con l’autore e con il vino – la rassegna promossa dall’Associazione Lignano Nel Terzo Millennio presieduta da Giorgio Ardito – protagonista Rokia con il suo ultimo romantasy “Guilty. Drunk in love” (Magazzini Salani). L’autrice sarà in dialogo con la giornalista e scrittrice Fabiana Dallavalle. Rokia sin da bambina ha sempre amato inventare storie. Dal 2016 ha cominciato a raccontarle su Wattpad – la piattaforma di lettura sociale online che abbatte le barriere tra lettori e scrittori e incoraggia gli utenti a creare e condividere le proprie storie in tutti i generi – quasi per gioco, con lo pseudonimo di Clarine Jay, raggiungendo milioni di letture.

Rokia


“Guilty. Drunk in love” racconta un amore maledetto, sospeso fra due mondi. Un principe disposto a tutto per salvare il suo regno in pericolo. Lavinia vive da sola in una casa in rovina, mentre si destreggia tra lavori part time ed esperienze dolorose. Giunta allo stremo delle forze, un giorno decide di farla finita lanciandosi da un ponte. A salvarla, mentre precipita nelle acque gelide del fiume sottostante, è un giovane dai riccioli d’oro, Arthur. Il ragazzo sembra non avere un’identità né una famiglia, così Lavinia per sdebitarsi finisce per accoglierlo in casa propria. Qui lui le racconta di essere il principe di un universo parallelo e di non sapere com’è arrivato nel nostro mondo. Costretti a convivere sotto lo stesso tetto, a poco a poco Arthur e Lavinia stringono un legame inaspettato, fra loro nasce qualcosa che nessuno dei due sa e vuole domare. Sulla loro storia incombe però una maledizione. Per Arthur è arrivato il tempo di tornare a casa e proteggere il suo regno minacciato da un antico nemico. E non lo farà senza portare Lavinia con sé.
Alla fine dell’incontro si brinda con il Pinot grigio Ramato della Società agricola Butussi di Corno di Rosazzo. Una piccola parte (25%) viene vinificata in bianco; una parte – circa il 40% – viene posto in macerazione a freddo per 36 ore, per un’estrazione maggiore della parte rosata. La parte restante delle uve viene pigiata, raffreddata a 7 gradi e lasciata a macerare fino all’inizio della fermentazione indigena. Un mese prima dell’imbottigliamento le tre diverse vinificazioni vengono unite a formare un unico vino che al naso ricorda i fiori di campo, frutta fresca e piccoli frutti rossi di sottobosco. Al palato è asciutto, vellutato, di grande carattere e persistenza.
A ogni incontro della rassegna, all’interno del PalaPineta, sarà allestito un corner da Librerie Coop per poter acquistare le copie dei libri con la possibilità di farsele autografare dagli autori.

Gli Incontri con l’autore e con il vino 2024 sono organizzati dall’Associazione Culturale Lignano Nel Terzo Millennio presieduta da Giorgio Ardito e curati da Alberto Garlini, Giovanni Munisso e Michele Bonelli. La manifestazione e le iniziative collegate (corso di scrittura creativa, cene con l’autore) hanno il sostegno della Città di Lignano Sabbiadoro – Assessorato alla Cultura, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG, Assoenologi, Società Lignano Pineta, Porto Turistico Marina Uno Resort, Hotel President Lignano, Banca360FVG, Ramberti, CiviBank, Adriastrade, Aedificare, Lazzarini Impianti , Officine Zamarian, Repower, Ma.in.cart., Nosella Dante, Applicatori società cooperativa, Bliz, Costruzioni Cicuttin, Dersut Caffè, Omnia Energy 3, T.KOM, Neri Maurizio, Koki, Artesegno, Lignano Banda Larga, Legnolandia.

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In copertina, il Pinot grigio Ramato sarà protagonista domani a Lignano Pineta.

A Corno di Rosazzo è l’ora dei vini: tra le tante etichette del Vigneto Fvg ritorna dopo dieci anni anche il “Blanc di Cuar”

A Corno di Rosazzo è l’ora dei vini! Appena spenti i fari su quelli di Buttrio, in Piazza Divisione Julia (nota anche come Piazza Tocai), infatti, da oggi al 18 giugno è in programma la conosciutissima Fiera del paese che è il fulcro dei Colli orientali del Friuli: la cerimonia inaugurale questa sera, alle 19. La tradizione vuole che i viticoltori del territorio allestiscano il proprio chiosco mettendo in mescita i prodotti della propria cantina, per cui in questa edizione, la 53ma,  ci saranno dieci produttori con circa 90 etichette. Inoltre, nella tensostruttura a lato della Casa Comunale è stata allestita l’enoteca con i vini provenienti da tutto il Vigneto Fvg.

(Foto Luigi Vitale)

In vista del grande appuntamento con l’enologia di qualità, la storica Fiera della prestigiosa Città del vino Fvg si è agghindata a festa e in occasione dell’anno del turismo delle radici la giornata della domenica sarà dedicata ai nostri migranti, ma chioschi, musica e folclore saranno il vero “file rouge” dell’intera manifestazione. Nell’ampia enoteca che ospita la rassegna dei vini regionali si potranno trovare gli ottimi autoctoni del territorio, oltre a bianchi e rossi eccellenti. Sarà presente, per la prima volta dopo dieci anni, il “Blanc di Cuar”, un uvaggio d’eccellenza alla produzione del quale concorrono tutti i vignaioli del territorio comunale. Tantissime le etichette ad arricchire le possibilità di degustazione, accompagnando la succulenta griglia alla brace e lo stand delle eccellenze gastronomiche del Friuli, come il formaggio Montasio e il prosciutto di San Daniele – entrambi grandi prodotti Dop del Made in Fvg – con l’immancabile frico.
In occasione della inaugurazione – fissata, come detto, per questa sera alle 19 – saranno premiati i Friulani e le Ribolle gialle che hanno partecipato al Premio Cornium d’Oro 2024, concorso ambito dai vitivinicoltori la cui selezione era avvenuta a fine maggio a villa Nachini Cabassi, che ospita anche la sede del Consorzio di tutela dei vini Doc Friuli Colli orientali e Docg Ramandolo. Come è tradizione, a dare tono alla cerimonia, sarà presente con la Banda cittadina anche la corte ducale del Ducato dei vini friulani reduce dalla bellissima cerimonia della Dieta di primavera nel corso della quale sono stati insigniti i nuovi nobili e c’è stata la consegna del Premio Isi Benini.

Ricordiamo che la Fiera dei Vini di Corno di Rosazzo è nata nel 1970, quando sotto la spinta di un gruppo di viticoltori intraprendenti venne costituito un comitato promotore con lo scopo primario di promuovere il turismo locale, attraverso appunto la conoscenza della produzione vinicola e del territorio che la esprime, con convegni riguardanti le colture pregiate, e quindi in primo luogo la vite, e i prodotti tipici della zona collinare a sud di Cividale. Da allora, la  manifestazione si propone di promuovere l’offerta turistica del territorio, tramite l’accoglienza riservata  all’enoturista, che come potenziale cliente è attento e curioso, non si ferma alla sola degustazione, vuole conoscere il territorio, la vigna e il viticoltore che racconta il suo prodotto, attraverso anche le strutture ricettive, di cui ormai ogni azienda vinicola si è dotata, e dei servizi ad esse collegate, favorendo e incrementando la ricettività qualitativamente e quantitativamente.
Protagoniste, dunque, le aziende vitivinicole che operano sul territorio cornese, ricco di sapori e profumi dove si producono vini, bianchi e rossi, davvero eccellenti che si abbinano ai prodotti tipicamente friulani che da sempre arricchiscono la manifestazione. Per cui il turista che intendesse usufruire di un soggiorno enogastronomico a Corno di Rosazzo, può farlo scegliendo proprio di partecipare alla Fiera dei vini dedicata ai pregiati prodotti del territorio. E, allora, in alto i calici. Che abbia inizio la 53ma Fiera dei vini!

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In copertina, il tradizionale logo della Fiera dei vini; all’interno, vigneti nel territorio di Corno e due immagini della passata edizione.

Ducato dei vini friulani, una Dieta di Primavera che farà storia per il Premio Isi Benini a Giannola Nonino, i nuovi nobili (uno arrivato dalla California!) e la “lectio” sulla Ribolla di Attilio Scienza

di Giuseppe Longo

UDINE – «Il Ducato dei vini, autentico custode dell’eccellenza del Friuli, e Giannola Nonino, donna e imprenditrice visionaria che ha creato un’etichetta di grande successo, rappresentano la laboriosità, la caparbietà, l’attaccamento alla terra e l’arte della coltivazione della vite. Una somma di valori che si identificano con il territorio, in uno slancio fortemente radicato nel passato e proiettato verso il futuro». Una frase che riassume perfettamente la bellissima mattinata che ha vissuto il Ducato dei vini friulani in occasione della tradizionale Dieta di Primavera. Le parole sono dell’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, che le ha pronunciate durante la festosa cerimonia che ha visto anche la consegna del Premio “Ricordo Isi Benini” e il conferimento del titolo di Ambasciatrice del Friuli Venezia Giulia nel mondo alla stessa distillatrice di Percoto e l’investitura dei nuovi nobili: uno di essi ci teneva così tanto che è arrivato addirittura dalla California! L’evento ha avuto quale cornice, nel centro storico di Udine, il salone di rappresentanza di Palazzo Antonini Stringher nel quale ha la nuova sede la Fondazione Friuli, oltre allo stesso Ducato.


L’esponente della Giunta Fedriga – gratificata, oltreché piacevolmente sorpresa, per la nomina a “nobile onorario” – ha sottolineato che «grazie anche al lavoro fatto dall’Università di Udine nel campo della ricerca, la viticoltura regionale è saldamente legata a una visione in cui l’innovazione ricopre un ruolo strategico, a tutto vantaggio della qualità e della competitività del prodotto». Aggiungendo poi: «Dietro al lavoro, alla fatica e alla passione dei viticoltori c’è un sentimento di profondo amore per il territorio friulano, con le sue grandi potenzialità in parte ancora da valorizzare».

Regista dell’intera cerimonia il duca Alessandro I assieme alla giornalista Monica Bertarelli che ne ha presentato con proprietà i vari momenti. Per primo ha parlato, portando il saluto della città, il sindaco Felice De Toni, il quale ha sottolineato la vocazione di Udine a essere punto di riferimento per l’enogastronomia di qualità. Quindi, Alessandro Salvin – attorniato dalla Corte ducale che era entrata fra gli squilli di tromba dei “Brafs e vonde” – ha riassunto l’essenza della manifestazione, dedicata non solo agli importanti riconoscimenti di cui si è fatto cenno, ma anche all’approfondimento di un tema importante e che sta molto a cuore al Ducato, la Ribolla gialla, storica varietà autoctona friulana per la quale il benemerito sodalizio, che ha superato il mezzo secolo di vita, da lungo tempo ormai invoca tutela e valorizzazione. E pure lui ha sottolineato l’importanza che Udine possa meritare il riconoscimento di “capitale” della scienza dell’alimentazione e della gastronomia di pregio. Il duca ha avuto un grato pensiero anche per il “padrone di casa”, Giuseppe Morandini, al quale ha donato un’attestazione che dimostra la riconoscenza del Ducato per aver trovato, grazie proprio alla Fondazione Friuli, stabile ospitalità nel prestigioso palazzo di via Gemona.
Spazio quindi all’annunciata “lectio magistralis” del professor Attilio Scienza, agronomo e luminare della viticoltura italiana, che ha dispensato tutto il suo sapere all’Università di Milano. E l’argomento affidatogli non poteva essere che quello della Ribolla, vitigno del quale ha proposto un interessante profilo storico-ampelografico – il primo documento scritto risale a un documento del notaio Ermanno di Gemona che porta la data del 1299 – legandolo al concetto di “vocazione” e “autoctonia”, cioè il luogo, nel nostro caso il Friuli, in cui il vitigno esprime tutte le sue potenzialità qualitative. Quindi, si è riferito alla sua adattabilità agli ambienti, alle pratiche colturali, alle aspettative enologiche e di mercato, illustrando altresì le zone in cui la Ribolla gialla in Friuli Venezia Giulia è maggiormente diffusa, sottolineando l’importanza della sua coltivazione in collina per la presenza della “ponca” che offre al vitigno il terreno prediletto. Ed è proprio su questo binomio inscindibile – e cioè Ribolla gialla-ponca che equivale a dire Ribolla gialla-collina – che si gioca il futuro di questa preziosa varietà nella quale il Friuli si riconosce. E nella quale deve continuare a credere perché non tutte le regioni hanno terreni e condizioni ambientali che si prestano alla sua coltivazione con ripaganti risultati. Per saperne di più, Attilio Scienza ha invitato a consultare il libro “La Ribolla gialla, un viaggio alla scoperta della civiltà europea” che lui stesso ha scritto a quattro mani con Walter Filiputti (presente in sala) e che è stato dato alle stampe nel 2019 da Eugenio Collavini editore a Corno di Rosazzo.


Al termine dell’applaudito intervento del cattedratico trentino – ha studiato molto la vite provenendo da una famiglia di vignaioli! -, è seguita l’investitura dei nuovi nobili: Giovanni D’Alì, commercialista; Mauro Di Bert, consigliere regionale; Andrea Proietti, microbiologo; Francesco Atzeni, generale dei Carabinieri; Marco Buzziolo, giornalista; Giuliano Pascoli, esperto potatore; Catia Coiutti, sommelier; Massimiliano Buiani, enologo/enotecnico arrivato appositamente, come detto, dagli Stati Uniti d’America; e Luigi Fonzi, assistente capo coordinatore Polizia postale.  A ognuno di loro il duca Alessandro I ha messo sulle spalle il caratteristico collare rosso con l’Aquila del Friuli storico, dopo che l’araldo Arrigo De Pauli ne aveva intessuto le lodi leggendone un breve curriculum. Tutti hanno brindato con il tradizionale sorso di Picolit, il re dei nostri vini, offerto loro dalla cerimoniera Mariaclara Forti, componente della Corte ducale, nonché sindaco di Prepotto e donna del vino Fvg.


Infine, dopo la nomina di “nobile onorario” dell’assessore Barbara Zilli, il momento clou della mattinata, con la consegna a Giannola Nonino del Premio intitolato alla memoria del grande giornalista Isi Benini, del quale ricorrono i cent’anni dalla nascita. Presente il figlio Marco, la più famosa “grappaiola” del mondo ha ricevuto il prestigioso riconoscimento non senza commozione e ringraziato il Ducato per la sensibilità dimostrata nei suoi confronti, con il tratto simpatico e diretto che da sempre la contraddistingue, ha detto di voler dedicare il Premio al “suo” Benito, impossibilitato a essere presente, al fine di condividere con lui questa gioia dopo aver condiviso per tanti decenni un impegno riconosciuto da tutti e che è stato determinante per la salvaguardia e il rilancio dei vecchi vitigni friulani, ma anche per la valorizzazione della grappa, sottraendola da una condizione di inferiorità fra gli altri superalcolici, e che ha avuto il massimo dell’esaltazione qualitativa con la distillazione delle “grappe monovitigno”, inventate proprio dagli imprenditori di Percoto. Piccola località che sorge nelle campagne alle porte di Udine, ma che è divenuta celebre a livello internazionale con l’istituzione dei Premi Risit d’Aur e Nonino, riconoscimenti alla vitivinicoltura di qualità del Friuli e alla cultura senza confini. E in tutto questo l’azione di Giannola è stata determinante!

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In copertina, la consegna del Premio “Ricordo Isi Benini” a Giannola Nonino presenti il sindaco Felice De Toni, l’assessore regionale Barbara Zilli, il figlio del giornalista commemorato, Marco, Mariaclara Forti  e il duca Alessandro I; all’interno, foto ricordo con i nuovi nobili e premiati, l’investitura di Barbara Zilli e il riconoscimento a Giuseppe Morandini, la “lectio” del professor Attilio Scienza, i “Brafs e vonde” e una parte della platea.

La Ribolla Collavini vola con Moschino nelle maggiori capitali della moda

Collavini, storica azienda vitivinicola friulana, rinnova la collaborazione con Moschino e vola nelle maggiori capitali della moda con le bollicine di Ribolla Gialla Spumante Dosaggio Zero 2018. Sabato a Milano, domenica a Roma e giovedì 18 aprile a Londra, la realtà di Corno di Rosazzo parteciperà agli eventi di presentazione della nuova collezione primavera-estate 2024, organizzati nelle boutique della maison di via della Spiga, via del Babuino e Conduit St.


«Vantare una partnership autorevole con un brand unico come Moschino – afferma Luigi Collavini, titolare dell’azienda assieme al fratello Giovanni e al padre Manlio – ci permette di creare la giusta commistione tra vino, moda e lifestyle. In un contesto esclusivo e selezionato ci inseriamo con la nostra Ribolla Gialla Dosaggio Zero, frutto di studio, attenzione ed espressione del Metodo Collavini, stile di vinificazione che da anni contraddistingue il nostro progetto enologico».
Lo spumante nasce da sole uve Ribolla gialla e, dopo una prima fermentazione in acciaio e in barrique, il vino base riposa in grandi autoclavi orizzontali a cui segue un lento affinamento sur lies – per un periodo mai inferiore ai 30 cicli lunari – che porta il residuo zuccherino sotto i 3 g/l. Seguono dodici mesi di bottiglia per ottenere un’ottima Ribolla Gialla Spumante Dosaggio Zero. Nel calice si distingue grazie al colore giallo paglierino e al perlage fine e persistente, al naso invece spicca un bouquet floreale, fresco e agrumato, che si sviluppa su note fragranti di lievito e cipria. Il sorso è pieno, sapido, estremamente verticale e straordinariamente armonico nel suo lungo finale fruttato. ​

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In copertina, Manlio Collavini con i figli Giovanni e Luigi a Corno di Rosazzo.

Anche le Città del vino Fvg nell’assemblea del Contratto di fiume Judrio

(g.l.) Non solo Comuni e Pro Loco. Le Città del vino del Friuli Venezia Giulia – protagoniste della recente manifestazione di Mariano – sono entrate anche nell’assemblea del Contratto di fiume Judrio, uno strumento volontario di programmazione strategica e negoziata che persegue la tutela e la corretta gestione delle risorse idriche, nonché la valorizzazione dei territori fluviali unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo della zona interessata.

Tiziano Venturini


Attualmente sono 17 i Comuni che fanno parte dell’associazione e si tratta, ovviamente, di quelli attraversati dal noto corso d’acqua, ma anche dal Versa suo principale tributario. Si tratta di Drenchia, Grimacco, Stregna, Prepotto, Dolegna del Collio, Corno di Rosazzo, San Giovanni al Natisone, Cormons, Chiopris Viscone, Medea e Romans d’Isonzo, oltre a San Floriano del Collio, Capriva del Friuli, Mossa, Moraro, Mariano e San Lorenzo Isontino.
Alla riunione, tenutasi l’altro giorno a San Lorenzo Isontino, a Casa Lis Neris, erano rappresentati i Comuni di Cormons, Dolegna, Capriva, Corno, San Giovanni, Medea, Romans, Moraro, San Lorenzo, Mossa e Prepotto. Proprio l’avvocato Mariaclara Forti, sindaco di quest’ultimo Comune, noto per la famosa sottozona dello Schioppettino, ha sottolineato l’importannza che pure le Città del vino siano rappresentate all’interno di questo importante organismo del Friuli orientale, se non altro per il fatto che la maggioranza di questi territori sono molto vocati alla produzione vitivinicola e la loro quasi totalità fa parte dell’associazione nazionale delle Città che in Friuli Venezia Giulia è coordinata da Tiziano Venturini. A rappresentare le Cdv Fvg all’interno dell’assemblea sarà il vicecoordinatore Maurizio D’Osualdo che è anche vicesindaco di Corno di Rosazzo, appunto uno dei Comuni aderenti.

I sindaci intervenuti all’assemblea.

 

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In copertina, suggestiva immagine di un tratto del corso del fiume Judrio.

Ecco il dolce “Biscotto Noax” uscito dai forni cividalesi di Civiform per essere abbinato ai vini Doc di Corno di Rosazzo

(g.l.) Ecco il “Biscotto Noax”! L’hanno appena sfornato i ragazzi del Civiform, meritando il riconoscimento istituito a Corno di Rosazzo per aver prodotto un dolce che potrà sicuramente essere abbinato a uno dei prestigiosi vini Doc dei Colli orientali del Friuli ottenuti nei vigneti di Corno di Rosazzo. Vince, infatti, la 10ma edizione del “Premio Noax”, dedicato quest’anno all’arte pasticcera, il famoso istituto professionale di viale Gemona a Cividale. Nella chiesetta di San Giacomo Apostolo della borgata cornese, è pertanto avvenuta l’annunciata cerimonia di premiazione del concorso che ha valenza nazionale grazie ad un apposito bando del Comune e che dedica alle varie espressioni artistiche un Premio che prende il nome proprio dall’amena località di Noax ai piedi dell’Abbazia di Rosazzo.


Dopo una selezione a cui ha proceduto una qualificata giuria, si è giunti alla individuazione del primo classificato, appunto nel dolce prodotto da Civiform: obiettivo del concorso 2023 era proprio quello di produrre un biscotto da dedicare a Noax. Grande curiosità ha suscitato nel territorio collinare, e non solo, questa singolare disfida a suon di ricette che ha visto la nascita di un pasticcino davvero particolare: un biscotto secco a forma di cornucopia, simbolo del Comune stesso, da gustare appunto con i pregiati vini cornesi. Tanto che c’è chi l’ha già definito “vinotto”.
Artefici del Premio Noax sono il Circolo culturale Corno guidato da Sergio Paroni e il Comune di Corno di Rosazzo con il fondamentale sostegno di Civibank e del locale Comitato Fiera Vini. Il direttore del Circolo, architetto Paolo Coretti, e l’assessore comunale Sonia Paolone hanno coordinato le varie fasi del concorso al cui vincitore è andato un premio in denaro offerto dalla banca cividalese oggi del Gruppo Sparkasse. Nel corso della cerimonia è stato pure presentato il catalogo di questa X edizione contenente tutte le ricette in concorso con le foto delle rispettive risultanze pasticcere, tra cui quattro segnalate con con una speciale menzione. E ora arrivederci alla undicesima edizione. Quale sarà il tema del prossimo concorso? Ve lo comunicheremo appena gli organizzatori avranno definito la loro scelta. Per ora accontentiamoci di assaporare questo delizioso e caratteristico “Biscotto Noax”.

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In copertina, ecco il “Biscotto Noax” a forma di cornucopia prodotto dal Civiform di Cividale; all’interro, foto ricordo coni premiati e immagini della cerimonia nella chiesetta di San Giacomo.

Corno di Rosazzo, nasce un biscotto da dedicare alla piccola Noax: sabato il vincitore del concorso di pasticceria

Nella frazione di Noax, a Corno di Rosazzo, sabato 9 dicembre alle ore 11, nella Chiesa San Giacomo Apostolo, avrà luogo la cerimonia di premiazione della X edizione del Premio Noax dedicato quest’anno all’arte pasticcera. È infatti caratteristica del concorso, che ha valenza nazionale grazie ad un apposito bando comunale, dedicare alle varie espressioni artistiche un premio che prende il nome dall’amena località di Noax ai piedi dell’Abbazia di Rosazzo. Dopo una selezione a cui ha proceduto una qualificata giuria si è giunti alla individuazione del primo classificato. Obiettivo del concorso 2023 era quello di produrre un biscotto da dedicare alla frazione di Noax. Grande curiosità ha suscitato nel Comune Collinare, e non solo, questa singolare disfida a suon di ricette che vedrà la nascita di un pasticcino davvero particolare.
Artefici del Premio Noax sono il Circolo culturale Corno guidato da Sergio Paroni e il Comune di Corno di Rosazzo con il fondamentale sostegno di Civibank e del locale Comitato Fiera Vini. Il direttore del Circolo, architetto Paolo Coretti, e l’assessore comunale Sonia Paolone hanno coordinato le fasi del concorso al cui vincitore, che sarà proclamato sabato, andrà un premio in denaro offerto da Civibank. Nel corso della cerimonia, sarà pure presentato il catalogo della X edizione contenente tutte  le ricette in concorso con le foto delle rispettive risultanze pasticcere.

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In copertina, la chiesetta di San Giacomo Apostolo nella piccola frazione di Noax.

Ecco il ruolo della “viticoltura biologica” quando nel terreno l’acqua è scarsa ma anche quando piove tanto e ce n’è troppa

Come già annunciato, stamane a Villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo, c’è un incontro tecnico dedicato alla viticoltura biologica, aperto a viticoltori e tecnici, con lo scopo di analizzare assieme l’andamento della stagione e fare tesoro di quanto appreso in un’annata difficile come quella appena conclusa.
«Nonostante le tante voci sulle estreme difficoltà in cui la viticoltura bio verserebbe causa andamento meteo particolarmente sfidante, i dati veri – si legge in un comunicato dell’Aiab Fvg – dicono qualcosa di ben diverso: sia nella gestione della peronospora, quest’anno particolarmente aggressiva a causa delle frequenti piogge, che nei casi di recrudescenza della flavescenza, il biologico si è difeso molto bene! Ciò, dove la viticoltura ha una chiara vocazionalità… ma il biologico è proprio il metodo in grado di esaltarne valenze e qualità… e dove i viticoltori sono preparati, soprattutto nella gestione agronomica del vigneto. Se lo scorso anno – prosegue Aiab – c’è stata evidente dimostrazione di come una razionale gestione “biologica” del suolo possa fare la differenza quando l’acqua è scarsa, quest’anno abbiamo palesi dimostrazioni di come la stessa gestione lungimirante del suolo faccia la differenza quando l’acqua è troppa, quando i patogeni sono favoriti dal clima e non si possa solo fare affidamento sulle molecole di fitofarmaci».
«La viticoltura biologica di successo – aggiunge la nota – considera l’intero sistema e ragiona sul lungo periodo: temi come la già citata gestione del suolo o la presenza di elevata biodiversità all’interno e attorno al vigneto sono parte integrante della strategia per la difesa e non possono essere considerate in modo disgiunto. Proprio di fronte alle difficoltà o a situazioni nuove, la viticoltura biologica usa e produce molta conoscenza, consapevole della rapida evoluzione del contesto legata al clima e alla necessità di essere preparati per l’imprevedibile».
Pertanto, a chiusura di un’altra “annata difficile”, oggi a Corno di Rosazzo saranno condivise osservazioni, esperienze ed evidenze scientifiche di chi fa viticoltura biologica con competenza e visione di sistema, producendo “nuova conoscenza”, l’input di cui il biologico è davvero “intensivo”. Un’approfondita analisi della stagione prenderà spunto, come già riferito ieri, dall’introduzione di Enzo Mescalchin, ricercatore ben noto anche in regione e già coordinatore dell’Unità Agricoltura Biologica presso la Fondazione Mach. Ad ampliare la sfera delle esperienze contribuirà Stephane Becquet, responsabile viticoltura biologica di Itab. A seguire le esperienze di Davide Mosetti, Federico Tacoli e Antonio Noacco ed interventi programmati, assieme a quelli di tutti i viticoltori presenti, di Francesco Degano e Gianluca Gori.

L’evento è organizzato da Edilador srl con il supporto scientifico di AIAB FVG e grazie al sostegno economico di ERSA FVG. La partecipazione è libera e gratuita.