Decreto bollette, Confagricoltura sollecita modifiche per non penalizzare in Fvg un centinaio di impianti che producono biogas e biometano

L’Italia non può rinunciare a un’importante produzione elettrica rinnovabile al 100% nazionale, il cui utilizzo ha forte valenza ambientale e garantisce una parte di rilievo dell’economia agricola e delle aree interne. A maggior ragione in un quadro geopolitico che sta producendo forti aumenti dei prezzi del gas, in grado di limitare gli impatti positivi della riduzione dei costi in bolletta previsti dalla misura. Lo ha ribadito Confagricoltura nell’audizione alla X Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati sul “Decreto Bollette” varato dal Governo.
Pur condividendo la necessità di individuare soluzioni per diminuire il costo dell’energia elettrica in Italia per imprese e cittadini, Confagricoltura evidenzia che occorre farlo gradualmente, intervenendo a più livelli e tenendo anche conto che l’investimento nelle rinnovabili ha effetti tangibili sulla decarbonizzazione e sulla sostenibilità del Paese. Il biogas e le biomasse contribuiscono per circa l’11% alla produzione elettrica rinnovabile.
In Friuli Venezia Giulia sono una novantina gli impianti a biogas con taglia media di 700 kW e sono alimentati soprattutto con prodotti agricoli poiché hanno una composizione più uniforme e ciò semplifica la gestione. La maggior parte degli impianti viene alimentato con un misto di reflui zootecnici e insilati di cereali. Nel corso degli ultimi anni i processi di digestione anaerobica hanno avuto un notevole sviluppo e numerose sono state le esperienze di utilizzo di differenti biomasse. Ad oggi sono utilizzabili liquami zootecnici, biomasse da colture dedicate, fanghi di depurazione, frazione organica dei rifiuti urbani, residui agricoli e rifiuti dell’industria agroalimentare. Gli impianti per la produzione di biometano sono, invece, una quindicina.
Non contrastare, ma valorizzare e sostenere le risorse locali. La situazione internazionale, anche in seguito ai recenti drammatici sviluppi bellici, impone il miglioramento dell’autosufficienza energetica valorizzando le risorse locali. L’articolo 5 del Decreto-legge, invece, non è in linea con questi obiettivi, poiché prevede la riduzione progressiva dei prezzi minimi garantiti (PMG) per la generazione elettrica a biogas, biomasse e bioliquidi a partire dal 2026 fino a un azzeramento dal 1° gennaio 2031. Il décalage per il meccanismo dei PMG introdotto con il Decreto cancella tutto il faticoso lavoro, anche da parte delle stesse amministrazioni pubbliche centrali, a tutela delle filiere agroenergetiche – ha sottolineato Confagricoltura –. Filiere che hanno assunto un valore strategico per l’economia dei territori, per la gestione sostenibile dei residui agricoli e forestali e per il rispetto alle normative ambientali sulla qualità delle acque, del suolo e dell’aria. Le proposte avanzate da Confagricoltura sul Decreto-legge si declinano in una serie di misure correttive all’articolo 5 che vanno nella direzione di un sostegno, e non di contrasto alla filiera delle agroenergie. Per Confagricoltura, insomma, è necessaria una profonda riflessione su quanto previsto dall’articolo in questione, non escludendo neanche il posticipo alla sua applicazione.

—^—

In copertina, ecco un impianto di biogas realizzato in Friuli Venezia Giulia.

Confagricoltura Fvg a Bruxelles contro i tagli Pac per difendere reddito, competitività e futuro delle imprese

Oltre diecimila agricoltori, in rappresentanza di più di 40 organizzazioni dei 27 Paesi membri, sono scesi in piazza a Bruxelles per dire no all’ipotesi di tagli superiori al 20% alle risorse della Pac, alla crescente burocratizzazione e a una visione che rischia di indebolire produttività, competitività e sicurezza alimentare dell’Unione europea. Al centro della protesta anche la contrarietà all’ipotesi di un fondo unico che accorpi le risorse agricole e agli accordi commerciali internazionali non basati sulla reciprocità degli standard. Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha chiarito la posizione del comparto: «Gli agricoltori non chiedono assistenza o sussidi a pioggia, ma incentivi strutturali. Serve una visione che metta al centro la produttività, l’innovazione e la tutela dei giovani imprenditori. Proteggere l’agricoltura oggi significa, in ultima analisi, garantire la sicurezza alimentare dell’intera Unione e non cedere la sovranità produttiva a mercati terzi».

Massimiliano Giansanti

Nicolò Panciera

La voce di Confagricoltura Fvg – Tra le delegazioni presenti, anche Confagricoltura del Friuli Venezia Giulia, con i suoi rappresentanti e le aziende del territorio. «Oggi siamo a Bruxelles per protestare contro questa iniqua riforma della Pac, perché queste ingiustizie vanno assolutamente fermate – ha dichiarato Nicolò Panciera di Zoppola Gambara, presidente di Confagricoltura Fvg -. Dobbiamo riportare l’agricoltura al centro delle politiche europee». Una posizione condivisa anche a livello territoriale. «Agricoltura significa paesaggio, produzione agricola e alimentazione sicura – ha sottolineato il vicepresidente dell’organizzazione, Philip Thurn Valsassina -. Vuol dire garantire un futuro al nostro territorio. Basta burocrazia e basta sostenibilità basata su preconcetti e non sulle reali necessità delle nostre campagne».

Donne e giovani: una battaglia comune – La mobilitazione ha visto la partecipazione di tutte le componenti del mondo agricolo. «Siamo presenti come Confagricoltura Donna», ha affermato Paola Giovannini Pasti, presidente di Confagricoltura Donna Fvg -, contro una Pac che ci sottrae oltre il 20% delle sovvenzioni. Non è una questione di genere o di età, ma una questione di sopravvivenza delle imprese agricole». Forte anche il messaggio dei giovani imprenditori. «Come Anga Fvg riteniamo questa Pac ingiusta e poco attenta alle esigenze delle nuove generazioni – ha spiegato Alberto Vendrame, presidente di Anga Confagricoltura Fvg -. Senza risorse certe, accesso alla terra e al credito, parlare di ricambio generazionale è solo retorica. Abbiamo bisogno di un’agricoltura innovativa, digitale e resiliente, capace di affrontare le sfide future».

Le richieste al centro della mobilitazione – Al termine della manifestazione, Confagricoltura Fvg ha ribadito la propria contrarietà ai tagli alla Pac, agli accordi commerciali privi di reciprocità, all’ipotesi di un accorpamento dei fondi agricoli in un fondo unico, al capping, alla maggiore burocrazia e a una nazionalizzazione dei fondi Pac. La richiesta è chiara: politiche europee che mettano davvero al centro il reddito delle imprese, la sicurezza alimentare e il futuro dell’agricoltura nei territori.

—^—

In copertina e qui sopra la delegazione di Confagricoltura Fvg alla protesta di Bruxelles contro i tagli alla Pac.

Canapa industriale, tremila imprese con 30 mila occupati e gettito di 150 milioni. Anche Confagricoltura Fvg al Ministero dell’Interno: va chiarito il Dl Sicurezza

Confagricoltura ha assunto un’iniziativa ufficiale volta ad affrontare la grave emergenza normativa che sta interessando la filiera della canapa industriale, un comparto che coinvolge oltre 3 mila imprese agricole e manifatturiere. L’associazione imprenditoriale esprime forte preoccupazione per le conseguenze applicative dell’articolo 18 del recente Decreto-legge “Sicurezza” che introduce il divieto di tutte le attività legate ai fiori di canapa, senza distinguere tra usi leciti e illeciti. Sebbene l’obiettivo fosse quello di tutelare la sicurezza o l’incolumità pubblica o la sicurezza stradale, ha generato una confusione paralizzante, che estende il rischio di divieto alla maggior parte delle filiere produttive, crea sovrapposizioni deleterie con il Testo Unico Stupefacenti e compromette la capacità di gestione delle aziende che operano sulla canapa industriale.
Per tutelare la piena liceità delle attività e fornire la necessaria sicurezza giuridica agli operatori, Confagricoltura, rivolgendosi al Ministero dell’Interno, ha chiesto con urgenza l’adozione di un Atto di Interpretazione Autentica, per confermare in modo inequivocabile la legittimità delle produzioni e dichiararne l’estraneità dal regime autorizzatorio e sanzionatorio. Contestualmente, l’organizzazione ha sollecitato il Governo a rafforzare e standardizzare i controlli per offrire un’operatività giuridica certa nella gestione, agli attori del settore.
«Ad ogni nostra richiesta abbiamo avuto rassicurazione che il Dl “Sicurezza” non vuole criminalizzare la coltivazione e la filiera agroindustriale della canapa – segnala Nicolò Panciera di Zoppola Gambara, presidente di Confagricoltura Fvg –, in quanto non vieta, né limita la produzione della Cannabis Sativa L. Non possiamo pensare di distruggere un comparto che occupa 30 mila lavoratori e ha un gettito fiscale pari a 150 milioni di euro l’anno. Molte di queste imprese sono condotte da giovani che producono alimenti e cosmetici; semilavorati per forniture alle industrie e alle attività artigianali di diversi settori, compreso quello energetico; materiale organico destinato ai lavori di bioingegneria o prodotti utili per la bioedilizia e molto altro. Come Confagricoltura chiediamo chiarezza in tempi rapidi, diversamente rischieremo di vanificare gli sforzi degli imprenditori e di creare un divario con il resto dell’Europa», è la chiusura allarmata del presidente.

—^—

In copertina, i caratteristici fiori di Cannabis Sativa la canapa industriale.

Dazi Ue sui fertilizzanti da Russia e Bielorussia? Confagricoltura Fvg: misura dannosa per la produttività e rischio ritorsioni su un export da 70 miliardi

Confagricoltura manifesta perplessità nei confronti della proposta dell’Unione Europea di introdurre dazi su alcuni fertilizzanti in arrivo da Russia e Bielorussia. La Confederazione degli imprenditori ritiene questa misura compromissoria per la produzione agricola italiana, dal momento che non sussistono prodotti sostitutivi di uguale qualità in altri mercati.
Per il presidente di Confagricoltura Fvg, Philip Thurn Valsassina, «la proposta dell’Esecutivo europeo rappresenta un ulteriore segnale di un indirizzo politico che non tutela il settore primario e danneggia i nostri agricoltori, senza fornire soluzioni alternative immediate. Tutto questo – prosegue il presidente – corrisponderebbe a un impatto negativo sulla competitività delle nostre imprese per via dell’innalzamento dei prezzi dei fertilizzanti; a un calo della produttività legato ad una riduzione della qualità e della relativa disponibilità degli stessi; a ripercussioni negative per il nostro export agroalimentare che vale circa 70 miliardi di euro, con una crescita, nel 2024, del 3,4% per quanto riguarda la componente agricola».

—^—

In copertina, spandiconcime in azione; all’interno, il presidente di Confagricoltura Fvg Philip Thurn Valsassina.

“Mele e kiwi cardini del comparto ortofrutticolo Fvg”. L’assessore Zannier elogia la Mostra di Pantianicco

«Il settore della frutticoltura per anni è stato visto come marginale rispetto all’intero comparto agricolo regionale. Abbiamo avuto delle serie storiche importanti in passato, poi un breve ciclo decrescente ed ora assistiamo ad una inversione di tendenza che si regge in particolare sulla produzione di mela e kiwi. Queste produzioni stanno restituendo un risultato economico crescente per le imprese, non tanto per la quantità quanto per la qualità del prodotto che offre sbocchi su mercato a prezzi remunerativi». Questo un passaggio dell’intervento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ieri mattina a Udine, in occasione della presentazione della 53ma Mostra regionale della mela di Pantianicco, in programma dal 27 al 29 settembre e dal 3 al 6 ottobre.

L’incontro con Zannier a Udine.

«I produttori di mele hanno dimostrato capacità di gestire le colture nonostante le diverse problematiche, dalla cimice alla estrema variabilità meteorologica, anche grazie al sostegno che la Regione ha garantito agli investimenti senza i quali non sarebbero stati messi in sicurezza gli impianti, né gestita l’irrigazione nel modo migliore possibile», ha sottolineato ancora Zannier. L’esponente della Giunta Fedriga ha, inoltre, aggiunto che «grazie alla mostra, il settore può evidenziare i notevoli risultati conseguiti sia nel campo della commercializzazione sia in quello della trasformazione, con una crescita anno dopo anno, in particolare sui mercati internazionali, a riprova delle grandi capacità dei soggetti del comparto».
L’assessore ha poi riservato una riflessione all’adattabilità del comparto agricolo segnato da eventi meteo estremi (grandinate, piovosità, siccità). «Questa adattabilità – ha detto Zannier – non è scontata in tutte le produzioni: quelle pluriennali sono sostenute da grandi investimenti strutturali. Ma non è pensabile un intervento pubblico per ogni criticità. È necessaria una riflessione sull’andamento pluriennale delle colture, consapevoli che possiamo intervenire nella gestione dei fabbisogni idrici, ma non possiamo farlo rispetto al tema delle elevate temperature. La domanda da porsi quindi è quali produzioni potranno essere realizzate a fronte di un crescente innalzamento delle temperature».
La mostra delle mele, elogiata dall’assessore Zannier e i cui contenuti sono stati presentati dalla presidente della Pro Loco di Pantianicco Greta Cisilino, è realizzata con il sostegno della Regione Fvg e di PromoTurismoFvg, di Unpli, in collaborazione con Ersa, Arpa Fvg, Università degli Studi di Udine, Confagricoltura, Circolo Agrario Friulano, Aiab – Associazione italiana agricoltura biologica, Consorzio apicoltori, Associazione regionale produttori apistici, Istituto d’Istruzione Superiore “Il Tagliamento”, Frutta Friuli e con il patrocinio del Comune di Mereto di Tomba.

—^—

In copertina, una bella presentazione delle mele friulane alla mostra di Pantianicco.

Irrigazione “intelligente” per le patate di Ovoledo che aspettano il marchio Igp

Coniugare sostenibilità e redditività in agricoltura: è possibile con l’irrigazione (e la fertirrigazione) di precisione, a bassi volumi, supportata dalle tecnologie più avanzate, droni compresi. Ne è convinto, basandosi sulle sperimentazioni effettuate in campo anche nel Pordenonese, Gioele Chiari, tecnico del Canale Emiliano Romagnolo (forse la più importante opera irrigua d’Italia) e referente del progetto AcquaCampus, polo d’avanguardia nel trasferimento dell’innovazione alle imprese che operano in agricoltura.


La sua relazione è stata il momento di maggior interesse nell’ambito del convegno “Irrigazione di precisione: esperienze in campo 2024”, organizzato a Zoppola in coincidenza con la 38ma edizione della Mostra mercato regionale della patata, organizzata dalla Copropà (cooperativa produttori patate) con il sostegno dell’Ersa, dell’Amministrazione comunale e delle Associazioni di categoria. “Un investimento in tecnologia di 312 euro a ettaro – ha affermato – può portare ad un aumento del prodotto lordo vendibile, sempre per ettaro, di 1200 euro”.
La relazione è stata preceduta dai saluti di rito: per il Comune di Zoppola ha fatto gli onori di casa il vicesindaco Pierfrancesco Gardente, per la Copropà il presidente Pier Vito Quattrin, per l’Ersa (che da anni intrattiene positivi rapporti di collaborazione con AcquaCampus) Michele Fabro, coordinatore delle attività di ricerca e sperimentazione. Apprezzato l’intervento di Bruno Parisi, del Crea di Bologna, che avendo presieduto la commissione che ha esaminato i campioni di prodotto presentati per il concorso ha fornito preziose indicazioni sugli aspetti qualitativi.

A seguire, la tavola rotonda con la partecipazione del presidente Quattrin, di Alessandro Driussi per Legacoop, Livio Salvador per Confcooperative, Matteo Zolin presidente di Coldiretti Pordenone e Nicolò Panciera per Confagricoltura. Tutti d’accordo – per una volta – nel riconoscere il buon lavoro svolto dal Consorzio Cellina Meduna e l’impegno costante della regione Friuli Venezia Giulia che ha investito con costanza e lungimiranza nella gestione delle risorse idriche.
Le conclusioni del convegno sono state portate dalla consigliere regionale Lucia Buna, che ha portato il saluto dell’amministrazione ed in particolare dell’assessore alle risorse agricole Stefano Zannier. A seguire le premiazioni della mostra concorso, che ha visto la partecipazione di 54 campioni provenienti da 25 aziende di tutto il territorio regionale. Per la prima volta, in concorso (e premiate) nuove varietà di patate resistenti alla peronospora, che sono risultate oltre che sostenibili anche di ottime caratteristiche organolettiche: varietà su cui varrà la pena investire in futuro, come ha sottolineato il presidente Quattrin, che ha anche auspicato che dopo aver superato qualche intoppo burocratico proceda speditamente l’iter avviato alcuni anni or sono per il riconoscimento della Igp Patata di Ovoledo.

—^—

In copertina, le pregiate patate di Ovoledo; all’interno, immagini di convegno e premiazione, oltre a fasi di raccolta e lavorazione (foto Copropà).

I giovani di Confagricoltura Fvg chiedono una svolta alla politica Ue a cominciare dalla semplificazione della burocrazia

I giovani di Confagricoltura Fvg, durante un recente incontro, hanno discusso su quanto emerso in occasione dell’assemblea straordinaria che Confagricoltura ha organizzato a Bruxelles nella sede del Copa-Cogeca. Come prima cosa, è emersa è la necessità di una profonda semplificazione burocratica e della salvaguardia del potenziale produttivo delle imprese, condividendo di fatto le proposte presentate dalla stessa organizzazione agricola, al termine dei lavori assembleari, ai componenti del Consiglio Agricoltura dell’Ue.


Per Confagricoltura i limiti della Pac, in vigore dallo scorso anno, sono stati subito evidenti. Prova ne sia il fatto che, per applicare la nuova normativa, le amministrazioni nazionali hanno dovuto redigere piani strategici di migliaia di pagine. Gli adempimenti burocratici sono saliti a dismisura a fronte di risorse finanziarie in calo e l’eccezionale rialzo dell’inflazione ha aumentato le difficoltà degli agricoltori. Si è discusso molto sul bilancio dell’Ue destinato all’agricoltura, ma l’aiuto diretto della Pac è ormai ridotto a 120 euro, in media, a ettaro.
Per Fabio d’Attimis Maniago Marchiò, coordinatore dei giovani di Confagricoltura Fvg, la prossima scadenza della legislatura europea rende oltremodo complicata la modifica degli atti di base della Pac, ma esistono strade alternative. In caso di emergenze e di cause di forza maggiore possono essere sospese le sanzioni previste per l’inadempimento ed è doveroso ricordare come, dalla pandemia all’impatto economico dell’aggressione dell’Ucraina, fino alla recente crisi in Medio Oriente, l’agricoltura italiana ed europea è in stato di emergenza da oltre tre anni. In aggiunta ai vistosi limiti della Pac, il settore è alle prese con le conseguenze dell’aumento senza precedenti dei tassi di interesse. Da qui la richiesta di una moratoria presentata da Confagricoltura, concordata a livello europeo, a supporto della liquidità delle imprese.
«Come giovani imprenditori – ha sottolineato Alberto Vendrame – siamo convinti sostenitori del libero mercato e del multilateralismo per la gestione del commercio internazionale, ma vanno previste clausole di salvaguardia automatiche quando i flussi delle importazioni raggiungono livelli tali da destabilizzare i mercati agricoli dell’Ue. Un’altra questione da affrontare è quella della reciprocità delle regole negli accordi commerciali con i Paesi terzi: dalla sicurezza alimentare, alla tutela del lavoro, delle risorse naturali e del benessere animale. Se riduciamo la produzione europea e aumentiamo le importazioni da Paesi dove vigono normative meno rigorose di quelle europee, riduciamo la sicurezza alimentare e allo stesso tempo importiamo più CO2».

—^—

In copertina e all’interno, Fabio d’Attimis Maniago Marchiò e  i giovani di Confagricoltura Fvg.

Impatto ambientale degli allevamenti con soglia ridotta: Confagricoltura Fvg è molto critica sulla nuova direttiva dell’Ue

Forte dissenso dalla delegazione di Confagricoltura riunita a Strasburgo fuori dal Parlamento Europeo, a margine del voto in sessione plenaria che ha confermato la decisione del trilogo riducendo le soglie per l’applicazione dell’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) per le imprese suinicole e avicole. Finora erano soggetti all’Aia solo due tipi di allevamento: quelli di pollame con potenzialità produttiva massima superiore a 40 mila posti e quelli di suini con potenzialità produttiva massima superiore a 2 mila posti da produzione (di oltre 30 kg) o 750 posti scrofe. Quando entrerà in vigore la Direttiva appena approvata, le soglie per essere obbligati a richiedere l’Aia verranno abbassate a circa 1.170 posti stalla per i suini, a esempio.

David Pontello


«L’esito finale è fortemente negativo per le nostre aziende – commenta il suinicoltore David Pontello, responsabile della Sezione zootecnica di Confagricoltura Fvg -. La misura nasceva con l’intento di prevenire e ridurre le emissioni del settore industriale e di quello agricolo a cui è stata estesa con un alquanto inappropriato paragone. Obiettivo che questa Direttiva, per come è stata pensata, non potrà raggiungere. Il risultato è un ulteriore carico burocratico per le nostre imprese agricole le quali, invece, chiedono da tempo uno snellimento degli impegni amministrativi che frenano la produttività. Con queste modalità si ostacola la competitività e la capacità d’impresa dei nostri allevatori, aumentando i costi di produzione e “premiando” i produttori dei Paesi terzi, senza benefici per la tutela ambientale. Ora confidiamo in una valutazione più attenta ed equilibrata da parte del Consiglio Ue, che dovrà dare il via libera definitivo al testo».

—^—

In copertina, allevamento di suini in una foto di Marco Mezzadri.

Oggi in Fvg la Festa dell’Agricoltura con il bello e il buono delle nostre campagne

Anche quest’anno, Confagricoltura ha invitato l’Associazione Dimore Storiche Italiane (Adsi) a celebrare insieme la Festa dell’Agricoltura / Coltiviamo la Cultura, che, come già annunciato, si terrà oggi in occasione della Giornata Nazionale dell’Agricoltura. L’iniziativa intende supportare, da un lato, le imprese agricole territoriali attraverso la vendita dei loro prodotti e, dall’altro, creare un’occasione di visibilità e promozione delle Dimore Storiche e delle loro attività interne.

Casa Foffani

Villa del Torso Paulone

Il ruolo di queste sarà quello di ospitare nei propri spazi gli stand delle aziende agricole locali aderenti a Confagricoltura sviluppando nuove sinergie tra le realtà rurali e i tanti prestigiosi edifici che costituiscono un patrimonio turistico di rara bellezza e il perno di un’economia circolare per i borghi su cui insistono. Oltre un quarto di essi, infatti, sono situati in piccoli e piccolissimi Comuni e rappresentano un vero e proprio motore trainante per il settore turistico, generando opportunità di sviluppo per una vasta gamma di servizi correlati, tra cui accoglienza, ristorazione, commercio, tour guidati e attività ricreative locali. A dimostrazione del nesso tra patrimonio culturale e produzione agricola basti pensare che il 34% delle aziende vitivinicole italiane afferisce a una dimora storica.
A questa II Edizione aderiscono 13 dimore storiche e oltre 40 aziende agricole in 8 regioni: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Calabria e Sicilia.

Villa Pace

Villa Vitas

Per quanto riguarda il nostro Fvg, con workshop, degustazioni, musica ed esposizioni di molti prodotti agricoli locali (olio, vino, ortaggi, formaggi e latticini, funghi, cereali, farine), partecipano all’iniziativa: la seicentesca Villa Pace di Tapogliano; Villa Vitas di Strassoldo di Cervignano; Villa del Torso Paulone di Brazzacco; e la seicentesca Casa Antica Foffani di Clauiano dove, tra l’altro, alle ore 17,30, con la sua inconfondibile voce, Barbara Errico interpreterà alcune famose canzoni di Lelio Luttazzi intercalate dai grandi classici del jazz, con l’accompagnamento di Mauro Costantini al pianoforte.
La manifestazione si inserisce all’interno degli eventi organizzati in occasione di “Cantine aperte a San Martino” promossi dal Movimento Turismo Vino Fvg.

—^—

In copertina, Barbara Errico che interpreterà famose canzoni di Lelio Luttazzi.

Aumenta il consumo di pesce anche in Fvg (leader nazionale per la troticoltura) ma l’Italia non sfrutta le potenzialità

«In vacanza si sceglie di portare in tavola sempre più pesce: registriamo un aumento dei consumi che quest’anno ci permetterà di superare i 30 kg annui pro-capite. Ottimi anche i risultati per cozze e vongole, in particolare, di cui siamo leader indiscussi per l’allevamento delle veraci. Le famiglie hanno finalmente riscoperto l’importanza della provenienza locale e della filiera corta, optando per la genuinità, la qualità e la sicurezza alimentare dei prodotti ittici italiani». Lo sostiene Pier Antonio Salvador, sacilese, presidente dell’Associazione Piscicoltori Italiani (Api) di Confagricoltura, analizzando l’impennata dei consumi di prodotti dell’itticoltura nazionale. L’Italia – evidenzia Api – si conferma il mercato più grande al mondo per spigole e orate, e continuano a rimanere alti anche i consumi di cozze e vongole. Cresce pure il numero di estimatori delle diete light, che prediligono la sostenibilità e i prodotti locali, scegliendo trote e salmerini per piatti dal sapore delicato e dalla preparazione veloce.

Pier Antonio Salvador


«L’attività di piscicoltura in Friuli Venezia Giulia si caratterizza per la presenza di tutte le tipologie di allevamento ittico esistenti in Italia – spiega il direttore di Api, Andrea Fabris -. La troticoltura, l’allevamento prevalente del territorio, comprende la trota iridea (che rappresenta oltre il 95% della produzione delle troticolture) e altri salmonidi d’acqua dolce (tra cui il salmerino) e si inserisce nel panorama regionale quale attività leader, poiché il Fvg è al primo posto in Italia con circa un terzo della produzione nazionale. Nel suo complesso, il comparto regionale è costituito da circa 60 moderni allevamenti di trote, 15 dei quali riconosciuti come indenni da patologie (Sev e Nei), con prodotto destinato alla reimmissione nelle acque pubbliche e alla pesca sportiva. Circa il 50% della produzione regionale prende le strade dell’export, prevalentemente verso Austria, Germania e Polonia, dove le trote “friulane” sono molto rinomate. In regione operano 5 impianti di trasformazione dei prodotti della troticoltura interconnessi con l’allevamento che producono preparati freschi e varie specialità gastronomiche assai apprezzate. Complessivamente, il settore fattura più di 45 milioni di euro e occupa oltre 400 persone».
«Tuttavia la produzione nazionale attuale non è assolutamente sufficiente a soddisfare le richieste – aggiunge Salvador – e importiamo troppo pesce da altri Paesi, come Grecia e Turchia, ignorando il nostro potenziale. Dobbiamo impegnarci, insieme alle Istituzioni e agli Amministratori, a utilizzare meglio e mettere a frutto i nostri 7.500 chilometri di coste, tanto più che aumenta l’attenzione sull’origine del prodotto, anche al ristorante: allevato o pescato, l’importante è che sia italiano».
«Anche nella nostra regione l’acquacoltura non ha ancora espresso tutte le sue potenzialità, soprattutto nel segmento della trasformazione e commercializzazione – conclude Fabris -. Il settore dei prodotti ittici trasformati rappresenta un’eccellenza dell’acquacoltura del Fvg, in quanto capace di rispondere alle esigenze del consumatore che richiede un prodotto salubre con un alto valore nutrizionale, fresco, di facile preparazione, con un packaging moderno e preparazioni adatte pure alla ristorazione collettiva. In tal senso è profondamente avvertita, dagli operatori regionali, l’esigenza di azioni a supporto della commercializzazione e promozione in grado di assicurare una maggiore competitività in un comparto caratterizzato da una forte concorrenza».

—^—

In copertina, spaghetti con le vongole e qui sopra fettuccine al ragù di trota e timo.