Ma che bella festa a Prepotto-Dolegna sul Ponte dello Schioppettino! Un vero e proprio en plein per Calici di Stelle 2023

di Giuseppe Longo

PREPOTTO – Che bella festa sul Ponte dello Schioppettino! Ieri sera, Calici di Stelle targata Prepotto-Dolegna ha fatto veramente l’en plein, registrando una partecipazione mai vista (non meno di duemila persone!) grazie anche alle ottime, finalmente, condizioni del tempo. Raggianti i sindaci delle due comunità contermini, Mariaclara Forti e Carlo Comis, che hanno tagliato il simbolico nastro di questa consolidata manifestazione estiva delle Città del vino Fvg che ha segnato una effettiva, vera ripartenza post-Covid. Un vero peccato che, pure in questo meraviglioso angolo del Friuli – dove Colli orientali e Collio s’incrociano -, l’ormai tradizionale e suggestivo appuntamento sul torrente Judrio sia stato preceduto dai danni del maltempo che ha sconvolto campagne e paesi in larga parte della nostra regione. Ma gli agricoltori, e i vignaioli in primis, hanno il coraggio necessario per riprendersi anche da queste avversità e andare avanti. Cominciando proprio con il far festa sul ponte che unisce Albana e Mernico.

Oltre al consigliere regionale Diego Bernardis, già sindaco di Dolegna, tra i tantissimi ospiti c’erano Giorgio Cattarin, in rappresentanza della delegazione regionale delle Città del vino, che ha portato i saluti e l’apprezzamento del coordinatore Tiziano Venturini, trattenuto da altri impegni, e Claudio Angeli della corte del Ducato dei vini friulani, il quale ha portato l’adesione dell’importante sodalizio guidato da Alessandro Salvin, che recentemente ha tagliato il traguardo del mezzo secolo di vita. C’erano anche frati del famoso Santuario di Castelmonte che, come è noto, hanno in cura la Parrocchia di Prepotto.
Grandi protagonisti della serata, veramente da inserire nell’album dei ricordi più belli, lo Schioppettino di Prepotto e la Ribolla gialla di Dolegna del Collio, ferma o spumantizzata (che piace sempre più), ma anche tanti altri gioielli di queste due pregiate aree viticole, sia bianchi che rossi, tra cui Malvasia e Sauvignon, Tazzelenghe e Pinot nero. Vini di grande qualità, che attestano il livello ottenuto dalle aziende partecipanti e che li hanno esibiti con giusto orgoglio ai banchetti allestiti lungo tutto il ponte a cavallo dei territori dei due Comuni. Vini che hanno fatto il paio con i gustosi, anche innovativi, piatti presentati dai ristoratori, presi veramente d’assalto (e in certi casi esauriti anzitempo!) dalla folla di enoturisti arrivati anche da lontano.

Grande successo, insomma, per l’appuntamento che ha coronato la lunga serie di serate che hanno punteggiato tutto il Friuli Venezia Giulia da fine luglio a questi giorni post-San Lorenzo, dalla collina al mare (manca solo la festa conclusiva di Camino al Tagliamento, come è noto fissata per giovedì prossimo). Tutti bravi, a cominciare appunto dai due Comuni guidati dai sindaci Forti e Comis e cooadiuvati dai generosi collaboratori della Pro Prepotto diretta da Luca Pavan, per arrivare ai produttori vitivinicoli e ai ristoratori. Per cui è proprio il caso di ricordarli tutti, anche in questa occasione. Ecco le cantine: Ca’ Lovisotto, Ferruccio Sgubin, Fruscalzo, Grillo Iole, Katia Toti, La Rajade, La Viarte, Luca Sirch, Michele Grudina, Nicola Bodigoi, Norina Pez, Orlando e Didone’, Pascolo, Pitticco, Ronc Soreli, Ronco Scagnet, Scribano Vini, Spolert Winery, Valerio Marinig, Vie d’Alt, Vigna Lenuzza e Zorutti. Mentre le esperienze gastronomiche della Valle del Judrio sono state possibili grazie alle preparazioni dei ristoratori Agriturismo Breg, Agriturismo Scribano, Azienda agricola Manig, Bergamasco, Cinghiai a Sotet, Gusto antico, Panificio e gubane dal Panky, Ronchi Rò e Agriturismo Kont della vicina Castel Dobra.
La serata sul ponte, protrattasi fino a tardi, era stata preceduta dalla “Camminata fra i vigneti lungo le rive del Judrio” e a tramonto inoltrato dall’applaudito spettacolo, ideato e organizzato da Eva Nadalutti, dal titolo “Aghis e aganis, krivapete ed anguane”, proposto poco più avanti, dinanzi alla chiesina che sorge accanto all’azienda Grillo. Le brave interpreti, tutte vestite da candide vesti, hanno offerto ritratti di antiche leggende del territorio, tra episodi e racconti popolari, dimostrando quanto pure questo angolo del Friuli sia ricco di storia e tradizioni. Tutto al top, dunque. Per cui arrivederci, allora, al prossimo Calici di Stelle!

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In copertina, l’inaugurazione della festa sul Ponte dello Schioppettino con il tradizionale taglio del nastro da parte dei sindaci Mariaclara Forti e Carlo Comis, presente il consigliere regionale Diego Bernardis; all’interno, altre belle immagini della riuscitissima serata e dello spettacolo di Eva Nadalutti.

“Calici di Stelle”, questa sera l’invito sul Ponte dello Schioppettino protagonisti i vini dei produttori di Prepotto e Dolegna

(g.l.) “Calici di Stelle” si avvia alle ultime battute e proprio oggi la manifestazione di punta dell’estate delle Città del vino Fvg – prima dell’atto conclusivo di giovedì prossimo a Camino al Tagliamento – vivrà uno dei suoi momenti più attesi e suggestivi: la serata sul Ponte dello Schioppettino che unisce i Comuni di Prepotto e Dolegna, all’altezza delle frazioni di Albana e Mernico, pregiati angoli produttivi dei Colli orientali del Friuli e del Collio, che vedrà quali indiscussi protagonisti i vini portabandiera delle due comunità: lo Schioppettino (Ribolla nera), appunto, e la Ribolla gialla. L’appuntamento, come già annunciato, è fissato per questo pomeriggio alle 19.30 nelle luci del tramonto che ben presto, essendosi notevolmente accorciate le giornate, farà spazio alla sera che si annuncia molto invitante sul ponte che attraversa il Judrio, corso d’acqua che storicamente ha diviso il Friuli divenuto italiano nel 1866 da quello che era ancora Impero austroungarico e che sarebbe rimasto in vita fino alla Grande Guerra.

Lo Schioppettino…

… e la Ribolla gialla.

“Notte di vino, note di stelle – Dal tramonto all’alba” è l’accattivante titolo che i Comuni di Prepotto e di Dolegna – rappresentati dai sindaci Mariaclara Forti e Carlo Comis, affiancati dall’instancabile Luca Pavan, presidente della Pro Prepotto, e dai suoi collaboratori – hanno dato alla manifestazione, che avrà un prologo già alle 18.30 quando ci sarà una “Camminata fra i vigneti lungo le rive del Judrio”. Alle 20, invece, all’affievolirsi della luce solare, ci sarà lo spettacolo, ideato e organizzato da Eva Nadalutti, dal titolo “Aghis e aganis, krivapete ed anguane”, ossia ritratti di antiche leggende di questo territorio, tra episodi e racconti popolari (allestimenti floreali a cura di Garden Borgo Flora di D’Andrea Dinella di Premariacco).

Vini in comparazione…


Questi, dunque, i produttori dei due Comuni contermini che porranno in degustazione lo Schioppettino di Prepotto e la Ribolla gialla di Dolegna del Collio, assieme ad altri prestigiosi vini autoctoni della zona: Ca’ Lovisotto, Ferruccio Sgubin, Fruscalzo, Grillo Iole, Katia Toti, La Rajade, La Viarte, Luca Sirch, Michele Grudina, Nicola Bodigoi, Norina Pez, Orlando e Didone’, Pascolo, Pitticco, Ronc Soreli, Ronco Scagnet, Scribano Vini, Spolert Winery, Valerio Marinig, Vie d’Alt, Vigna Lenuzza e Zorutti. Le esperienze gastronomiche della Valle del Judrio saranno, invece, possibili grazie alle preparazioni dei ristoratori Agriturismo Breg, Agriturismo Kont, Agriturismo Scribano, Azienda agricola Manig, Bergamasco, Cinghiai a Sotet, Gusto antico, Panificio e gubane dal Panky e Ronchi Rò.
Un nuovo e importante appuntamento, dunque, soprattutto per lo Schioppettino che alla fine di maggio era stato al centro di una bella e riuscita manifestazione nel Castello di Albana che ha visto un incontro sul tema “Cosa fa bene e cosa fa male? Vantaggi e rischi della ambiguità”, animata da Fulvio Ursini, professore emerito di Chimica biologica della Scuola di medicina dell’Università di Padova, seguita da una conferenza dell’agronomo Carlo Petrussi incentrata proprio sul vino vero protagonista della giornata, “Le Terre dello Schioppettino” appunto. Il tutto era stato coronato da una degustazione guidata con la consueta bravura e professionalità da Liliana Savioli, giornalista e sommelier. Tema: “Schioppettino di Prepotto e Cialla – Le annate calde e fredde”, durante la quale si erano messi a confronto i vini delle aziende Ronchi di Cialla, Traverso, Vie d’Alt, Vigna Lenuzza e Vigna Petrussa, appunto alcune delle etichette più prestigiose della zona.

… e il loro assaggio.

Per informazioni : Luca 328.6983865, Fb Proloco Prepotto

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In copertina, la sommelier Liliana Savioli durante la degustazione in Castello.

Nuova frontiera dell’enoturismo in Fvg con la vendemmia turistico-didattica

Raccogliere l’uva e conoscere i segreti che racchiudono i vigneti in compagnia di mani esperte come quelle dei viticoltori. Tra storia e magia, la vendemmia è il rito che ogni anno si compie tra i filari e diventa ora un’esperienza turistica e didattica ad arricchire la proposta del Friuli Venezia Giulia.
Lanciata da PromoTurismoFvg e dal coordinamento regionale dell’Associazione nazionale Città del Vino, l’iniziativa offre dal 1° settembre l’occasione di vendemmiare (“vendemâ” nella lingua friulana) e trascorrere qualche ora o mezza giornata tra le vigne del Collio e dei Colli orientali del Friuli, nelle aziende vitivinicole che apriranno i cancelli agli appassionati, ai curiosi e ai turisti. Adatta anche alle famiglie con bambini, l’esperienza offre infatti l’occasione di partecipare attivamente alla vendemmia in totale sicurezza, vivendo l’atmosfera di questo magico momento dell’anno immersi in alcuni dei più suggestivi paesaggi di una terra vocata alla vinificazione. Dopo la “lezione” tra i filari, con la vendemmia guidata e le spiegazioni sulla maturità dell’uva, i visitatori potranno scendere in cantina in cui saranno illustrate le prime fasi di vinificazione, per poi godersi un calice dei vini dell’azienda in compagnia del produttore, o assaggiare le tipicità locali nella cena degustazione.
Il vendemmiatore turista rappresenta una delle ultime frontiere dell’enoturismo e il Friuli Venezia Giulia è la prima regione d’Italia ad aver firmato un protocollo d’intesa per promuovere il valore di un’esperienza che incrementerà l’offerta turistica del territorio. Per partecipare sarà possibile prenotare direttamente nelle cantine coinvolte, oppure scegliere i pacchetti comprensivi di soggiorno e vendemmia experience nelle strutture aderenti all’iniziativa sul sito www.turismofvg.it/it/vendemmia-turistica-didattica. Al momento è già possibile prenotare l’attività nelle date disponibili indicate dalle realtà aderenti alla Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia:

IL PROGRAMMA

  • Vendemmia turistica e didattica – Azienda Gori Agricola, Nimis (Ud) – 1°, 22, 25 e 29 settembre

www.turismofvg.it/booking-delle-esperienze?re-product-id=262597

www.turismofvg.it/it/visite-guidate-escursioni/dall-uva-al-succo-d-uva-e-al-vino-nell-azienda-gelindo-dei-magredi

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In copertina, la vendemmia nei vigneti del Collio in un’immagine colta da Luigi Vitale.

Collio da uve autoctone, il punto all’Enoteca di Cormons: due nuove cantine aderiranno al progetto

Il successo del progetto del Collio da uve autoctone non si registra solamente con i premi delle guide e le ottime recensioni sui periodici di settore, ma anche dagli incontri organizzati per farlo conoscere. I sei produttori che portano avanti il progetto – Cantina Produttori Cormòns, Edi Keber, Muzic, Terre del Faet, cui si sono aggiunti Korsic e Maurizio Buzzinelli – hanno invitato numerosi viticoltori del Collio all’Enoteca di Cormòns. Una trentina i partecipanti, in rappresentanza di più di 25 aziende, che hanno ascoltato con interesse.


Ad aprire la serata è stato Alessandro Dal Zovo, direttore generale della Cantina cormonese, il quale ha illustrato le regole che si sono dati, senza voler mettere in discussione né in secondo piano il Collio bianco fatto anche con altre varietà, come prevede il disciplinare. Stefano Cosma ha poi proiettato una serie di slide per raccontare la storia dell’uvaggio “Colliano” o “Bianco del Collio”, che già nell’800 veniva portato alle esposizioni. Nel 1888, alla prima Fiera dei Vini che si tenne a Trieste al Teatro Rossetti con espositori da tutta l’Austria-Ungheria, la Società agraria di Gorizia portò in assaggio un “Vino Bianco Collio 1887” e questo prodotto era uno dei principali e dei più apprezzati del “Giardino del Goriziano”. Dopo la Grande Guerra, con la ricostruzione della viticoltura, fu dato maggior spazio alla Malvasia istriana e al Tocai friulano, che divennero gli altri due componenti del Bianco del Collio, assieme alla Ribolla gialla. Perciò sono state le varietà previste nel disciplinare della Doc approvato nel 1968.
Sono quindi intervenuti Kristian Keber, per ricordare come questa via sia in linea con quanto si voleva fare nel 2017 creando il Collio Gran Selezione e utilizzando le varietà storiche, Fabjan Muzic che ha spiegato come la scelta di scrivere “da uve autoctone” sia coerente con quanto previsto dal Testo unico della vite e del vino, mentre Andrea Drius, membro del Cda del Consorzio, ha ricordato che la guida Vinibuoni d’Italia nell’edizione 2022 ha premiato con il massimo riconoscimento, la corona, tutti i quattro “Collio vino da uve autoctone” mandati in assaggio.
Lasciato spazio alle domande, è stato spiegato che si è scelto l’utilizzo della bottiglia Collio Collio, di uscire con il vino dopo almeno 18 mesi dalla vendemmia, la presenza delle sole varietà Ribolla gialla, Malvasia (istriana) e (Tocai) Friulano con prevalenza di quest’ultimo, e la possibilità di affinamento in legno. Al termine tutti sono scesi per assaggiare i vini, così i produttori ed enologi interessati ad aderire hanno potuto confrontarsi sulle altre regole di autodisciplina e sulle modalità di adesione. Già due nuove aziende sono pronte ad unirsi al progetto.

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In copertina, le bottiglie delle sei aziende del progetto; all’interno, immagini dell’incontro all’Enoteca di Cormons.

Casanova il miglior Pinot nero del Vigneto Fvg. Loretto Pali: il Collio gli dà una grande personalità

(g.l.) Sapete qual è il miglior Pinot nero del Vigneto Fvg? È il Casanova del Castello di Spessa, premiato al Concorso nazionale Pinot nero di Egna e Montagna dedicato all’annata 2020. Un riconoscimento di assoluto prestigio in questa importante selezione che ha visto in lizza le più significative e blasonate etichette della penisola e per la prima volta ha introdotto la classifica per zone vinicole per sottolineare il carattere nazionale che lo anima e per valorizzare quanto più possibile le diverse tradizioni e stili di produzione del Pinot nero in Italia. La cerimonia di proclamazione è avvenuta nell’ambito della 25ma edizione delle Giornate altoatesine del Pinot nero che si sono concluse lunedì.


«Siamo veramente orgogliosi di questo riconoscimento, che ci sprona a continuare lungo la via intrapresa di valorizzazione del Pinot nero, un vino in cui crediamo molto e nella cui produzione abbiamo messo, e continuiamo a mettere, cuore, testa, passione», dice Loretto Pali, proprietario della storica azienda vinicola di Capriva del Friuli, che di questo pregiato vitigno è un grande estimatore. «Molti sostengono che sia una varietà difficile – continua -. Lo è indubbiamente, ma per noi non è una sfida produrre questo vino e dare un’opportunità al nostro generoso Collio di dimostrare che può essere un territorio in cui il Pinot nero si esprime egregiamente e con grande personalità. Un vino che è un omaggio all’amore per la nostra terra, dunque, al quale abbiamo voluto dare il nome di un personaggio che da sempre impersona passione ed amore, Giacomo Casanova, che fu ospite del Castello di Spessa e ne apprezzò i vini, definendoli di qualità eccellentissima».
Di un profondo colore rubino intenso, il Pinot Nero Casanova presenta al naso note ammalianti di frutti rossi con piacevoli sentori speziati. Al palato è vellutato ed elegante, con lungo e ampio finale di lampone e spezie. Si abbina egregiamente a carni d’agnello e formaggi di media stagionatura, ma anche con primi piatti di pesce saporito.
Il Casanova proviene dai bellissimi vigneti che abbracciano il Castello di Spessa (fra cui la Vigna di 3 Pinot, dove sono coltivati anche Pinot bianco e Pinot grigio) ed è il risultato di un attento ed appassionato percorso di sperimentazione e di ricerca della qualità, nel pieno rispetto della varietà e del terroir. Ad attribuirgli l’inconfondibile carattere contribuisce in maniera determinante il sapiente apporto dell’enologo trentino Enrico Paternoster. Si affina poi nelle cantine medievali scavate sotto il Castello, le più antiche e scenografiche del Collio. Una curiosità: dai cenni storici sul Castello di Spessa emerge che già all’inizio del Novecento il direttore della tenuta Rudolf Wilhelm Gareis (enologo tedesco di chiara fama) si dedicava con successo alla produzione del Pinot nero, che vinse la Medaglia di bronzo dello Stato (fra le più alte onorificenze) all’assaggio interprovinciale di vini di Vienna del 1909, a cui presero parte numerose aziende della Contea di Gorizia, che furono nel complesso giudicate le migliori a testimonianza della vocazione del terroir verso questa tipologia di vino. Un prezioso lascito del passato, che viene oggi conservato e valorizzato dalla prestigiosa cantina di Loretto Pali.


www.castellodispessa.it/vini

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In copertina, Loretto Pali osserva il suo Pinot nero; all’interno, l’elegante etichetta e vigneti che circondano il Castello di Spessa a Capriva.

Vigneto Fvg protagonista al Vinitaly che chiude. Guida Top in anteprima

(g.l.) Ultimo giorno, oggi, per il Vinitaly, dove il Vigneto Fvg è stato anche quest’anno uno dei protagonisti più gettonati e applauditi, soprattutto con i suoi grandi e inimitabili vini bianchi. Proprio alle produzioni di pregio anche della nostra regione è dedicata una Guida realizzata da Federdoc e presentata in occasione di questa 55ma edizione del Salone enologico veronese. Vengono così prese in considerazione le quattro Docg, come Ramandolo – la prima ad essere istituita in Friuli Venezia Giulia già nel 2001 -, Colli orientali del Friuli Picolit, Rosazzo e Lison. Quindi le varie Doc: Carso, Collio, Friuli, Annia, Aquileia, Colli orientali, Grave, Isonzo, Latisana, Lison-Pramaggiore e Prosecco. Come è noto, oggi Docg e Doc vengono comprese sotto l’unica siglia di Dop, cioè denominazione di origine protetta.
E proprio in questa giornata conclusiva del Vinitaly, alle 12, sarà presentata in anteprima la terza edizione della Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022. L’appuntamento è al mega-stand Ersa della Regione Fvg che rappresenta un centinaio di aziende. Nell’occasione, sarà illustrata la Guida annunciando gli attestati di premiazione e i risultati delle degustazioni.
Le analisi sensoriali dei vini recensiti erano avvenute lo scorso gennaio a Villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo. «La guida “Top vini Fvg” – aveva detto in quella occasione l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier – ha il pregio di spingere le nostre aziende a cercare di migliorare costantemente la qualità delle proprie produzioni. Questo è fondamentale in una regione come la nostra, che conta un patrimonio vitivinicolo di 28 mila ettari corrispondente a ben il 13 per cento della superficie agricola. La guida si pone inoltre come una valida opportunità per promuovere anche le piccole attività, rendendole riconoscibili a un vasto pubblico di appassionati, ristoratori, enoteche e turisti».
Il volume, che ha ottenuto il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”, elenca i migliori vini della regione evidenziandone le caratteristiche e le qualità. Le degustazioni e la valutazione dei vini sono state realizzate in collaborazione con il Collegio territoriale dei periti agrari e Assoenologi Fvg. La giuria era composta principalmente da enologi, enotecnici e periti agrari iscritti nei rispettivi albi professionali, per un totale di 336 professionisti che hanno preso in esame più di 200 vini certificati con marchi di qualità Docg, Doc e Igt di oltre 50 produttori regionali.

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In copertina, la vendemmia del Ramandolo (Verduzzo friulano) la prima Docg nata in Friuli Venezia Giulia.

Domenica a Verona l’Indice Bigot premierà oltre 70 vigneti superstar

L’Indice Bigot premia la viticoltura italiana. Si terrà infatti domenica prossima, al Vinitaly di Verona, la premiazione dei vigneti che hanno superato i 90 punti secondo il metodo di valutazione scientifico del potenziale qualitativo di un terreno vitato ideato dall’agronomo friulano Giovanni Bigot e dal suo team Perleuve. Sono più di 70 i vigneti che quest’anno hanno superato i 90 centesimi, quasi il doppio rispetto al 2021, tra 1215 considerati, 481 in più rispetto alla scorsa edizione. Frutto di vent’anni di ricerca sul campo in Italia e a livello internazionale, il metodo si basa su nove parametri di valutazione: produzione, chioma, rapporto tra foglie e produzione, sanità delle uve, tipo di grappolo, stress idrico, vigore, biodiversità e microrganismi, età del vigneto. Ogni parametro considerato va a influire su una precisa caratteristica del vino.
Nonostante l’annata 2022 abbia registrato per prolungati periodi di tempo temperature medie superiori a 35 °C (un dato in aumento in Italia del +75% rispetto alla media degli ultimi 10 anni, causando in alcune zone della penisola gravi problemi di deficit idrico), l’Indice ha calcolato una sanità dei vigneti particolarmente significativa, determinando potenziali qualitativi elevati in diverse zone d’Italia, note e meno note.
“I risultati ottenuti sono frutto dell’impegno e dei metodi messi in atto dai viticoltori – commenta Giovanni Bigot –. L’uomo, al centro del vigneto, ha il potere di prendere le decisioni giuste anche quando il clima sta cambiando e l’Indice Bigot, utilizzato durante tutto l’anno, è uno strumento di guida efficace per individuare l’obiettivo e percorrere la strada migliore per raggiungerlo. Solo monitorando i dati disponibili e attraverso scelte agronomiche specifiche è possibile ottenere una qualità dei vigneti e dei vini molto elevata. Gli assaggi dei vini a pochi mesi dalla vendemmia, infatti, confermano in anteprima i risultati”.
Il punteggio più alto, di 94/100, è stato ottenuto dal vigneto Inferno – Nebbiolo Cartello dell’azienda Aldo Rainoldi, in Valtellina, grazie alla cura della chioma in equilibrio con la produzione, una sanità assoluta e un’attenta gestione del suolo anche verso la biodiversità. Sono 25 in totale le aziende che registrano vigneti con punteggi sopra i 90 centesimi. Tra queste, la più premiata è la Ferruccio Sgubin, sul Collio, che conta sei vigneti dall’elevato potenziale qualitativo.

 I vigneti premiati

Albiana – Chardonnay Zameje – 90
Aldo Rainoldi – Inferno – Nebbiolo Cartello – 94
Aldo Rainoldi – Nebbiolo Campione – 90
Aldo Rainoldi – Sassella – Nebbiolo Apostoli – 93
Antico Broilo – Malvasia fiume – 91
Bentu Luna – Angraris – Pisano 110 anni – 91
Bentu Luna – Canales Crobe – 90
Casa E. Mirafiore – Merlot Raimondo – 90
Casa E. Mirafiore – Nebbiolo La Delizia – 90
Casa E. Mirafiore – Nebbiolo La Rosa – 92
Casa E. Mirafiore – Nebbiolo La Villa – 91
Casa E. Mirafiore – Nebbiolo Meriame – 90
Casa E. Mirafiore – Pinot Nero Gallareto – 91
Casale dello Sparviero – Sangiovese Le Valli – 90
Castello di Cigognola – Nebbiolo Ristorante – 91
Castello di Cigognola – Pinot Nero Pizzarello – 91
Di Filippo – Sagrantino Maria Cantalupo – 91
Di Filippo – Sangiovese Cortignano – 91
Di Filippo – Sangiovese la Fonte Pietrauta – 90
Di Filippo – Uva Cornetta San Nicola – 90
Domaine Rp Bouley – Champans – 92
Fradiles – Angraris – 90
Korenika & Moško – Beli Pinot Vala – 90
Korenika & Moškon – Istrska Malvazija Bankina – 90
Korenika & Moškon – Istrska Malvazija Vala – 90
La Castellada – Tokaj Dolinca – 92
La Sclusa – Picolit Casa Banchine – 90
La Tosa – Barbera Sorriso – 92
La Tosa – Cabernet Sauvignon Ronco – 92
Le Vigne di Zamò – Pignolo Rosazzo– 91
Le Vigne di Zamò – Pinot Bianco Leon – 92
Le Vigne di Zamò – Sauvignon Leon – 92
Livio Felluga – Refosco Peduncolo Rosso Case – 90
Loredan Gasparini – Cabernet Franc Martignago Alto – 90
Loredan Gasparini – Malbec Loredan – 90
Loredan Gasparini – Merlot di Villa Spineda – 92
Loredan Gasparini – Merlot Spineda – 90
Marjan Simčič – Chardonnay Oblino Pod Gredič – 91
Marjan Simčič – Merlot Trobno – 90
Marjan Simčič – Sauvignon Jordano basso – 92
Marjan Simčič – Sauvignon Oblino Pod Gredič – 90
Monsupello – Croatina Redavalle – 90
Monsupello – Pinot Nero Pavese – 91
Monsupello – Podere La Borla 1995 – 92
Monsupello – Sauvignon Redavalle – 91
Radikon – Sauvignon Klanjšček – 92
Russiz Superiore – Sauvignon lungo strada – 90
Russiz Superiore – Sauvignon Punta – 92
Sgubin Ferruccio – Chardonnay Mirnik – 91
Sgubin Ferruccio – Chardonnay Petruss Restocina – 92
Sgubin Ferruccio – Merlot Mirnik – 90
Sgubin Ferruccio – Sauvignon vecchio Petrus – 90
Sgubin Ferruccio – Schioppettino Lonzano basso – 93
Sgubin Ferruccio – Tocai friulano Petruss Restocina – 91
Sturm – Tocai Bert – 91
Subida di Monte – Sauvignon Vigna Luigi – 91
Tenuta Campo al Mare – Petit Verdot La Cerretella – 91
Tenuta del Cabreo – Sangiovese Colombole – 91
Tenuta di Nozzole – Chardonnay Bruniche – 91
Tenuta di Nozzole – Sangiovese La Maremmana – 90
Tenuta la Fuga – Sangiovese Il Poggione 2008 – 90
Tenuta la Fuga – Sangiovese Il Poggione 2013 – 90
Terre Margaritelli – Cabernet Franc Chiusaccia – 90
Terre Margaritelli – Fiano Chiusaccia – 91
Terre Margaritelli – Sangiovese Vigna Renabianca – 91
Tikveš – Barovo Cabernet Sauvignon Vinarija Krnjevo – 91
Tikveš – Barovo Kratošija Mečkovec – 91
Tikveš – Barovo Sauvignon Blanc Brlovec – 92
Tikveš – Barovo Sauvignon Blanc Djonovec – 91
Vigne a Porrona – Cabernet Sauvignon La Quercia – 91

Perleuve La società Perleuve nasce nel 2012 per volontà di Giovanni Bigot, agronomo, ricercatore e consulente di alcune delle migliori cantine d’Italia ed estere. Fanno parte del gruppo esperti agronomi e tecnici che si occupano di consulenza tecnica e gestionale del settore vitivinicolo con l’obiettivo di porre il vigneto al centro della produzione di vini di qualità, attraverso un approccio multidisciplinare e olistico, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale e alla salute delle persone. Tra i progetti di Perleuve, si annoverano l’Indice Bigot, metodo di valutazione oggettivo del potenziale qualitativo del vigneto che prende in considerazione i nove parametri agronomici più importanti, e l’app 4Grapes, strumento di lavoro che permette di monitorare, riconoscere e rilevare le condizioni del vigneto, oltre che archiviare i dati raccolti. Nel 2020 nasce inoltre l’Academy 4Grapes, la prima scuola italiana dedicata agli Ampelonauti, professionisti che vogliono imparare a monitorare il vigneto aumentandone il potenziale qualitativo e riducendone l’impatto ambientale.

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In copertina e all’interno l’agronomo friulano Giovanni Bigot all’opera nei vigneti.

Turismo, Collio superstar con vini e paesaggio. Festa per l’8 marzo al Castello di Spessa

Collio superstar con i suoi grandi vini e le bellezze storico-artistiche e paesaggistico-ambientali. Quest’area collinare in provincia di Gorizia ha infatti registrato presenze turistiche in forte crescita rispetto all’anno scorso: +36% (45.719 nel 2022 contro 33.565 nel 2021). Un aumento che si evidenzia anche confrontando i numeri con l’annata record del 2019: le presenze crescono dell’1% circa rispetto al pre-Covid (45.719 nel 2022 contro 45.344 nel 2019). I dati sono stati resi noti ieri dall’assessore regionale al Turismo in videocollegamento con Palazzo Locatelli a Cormons.

Il centro storico di Cormons.

Come è stato rilevato dall’assessore, si tratta di risultati frutto di un lavoro di squadra che ha visto la Regione Fvg impegnata a fondo e che segnano la conferma del Collio come brand fortissimo felicemente inserito nel claim “Io Sono Friuli Venezia Giulia”. Il percorso di sviluppo, come ha osservato l’esponente regionale, aveva avuto una tappa emblematica nell’inaugurazione dell’infopoint nel centro di Cormons e che oggi registra la presentazione del progetto di riqualificazione in chiave energetica e turistica della caserma Colobini in località Brazzano, sul quale la Regione ha investito 5,5 milioni di euro.
Alla presentazione hanno partecipato anche il sindaco di Cormons, il presidente di Confartigianato-Imprese Udine e Confartigianato Fvg Graziano Tilatti e il ceo di Senec Italia Vito Zongoli.
L’assessore regionale, richiamando il grande interesse suscitato dal Friuli Venezia Giulia dalla Fiera del Turismo di Milano, ha evidenziato come i dati del Collio testimonino il deciso cambio di passo nella promozione del territorio. In particolare, sono tantissimi gli italiani che nell’ultimo anno hanno scoperto la zona del Collio, con un aumento di presenze che superano le 8mila unità. Il dato, come ha rimarcato l’esponente della Giunta regionale, conferma quanto rilevato da autorevoli istituti di ricerca, come Demoskopika e The European House Ambrosetti, secondo cui 8 italiani su 10 vogliono visitare il Friuli Venezia Giulia. Il Collio, come si diceva, è un territorio ricchissimo dal punto di vista della storia, della natura e dell’enogastronomia e grazie al volano di Gorizia-Nova Gorica capitale europea della cultura 2025 (evento per il quale sono attese oltre un milione di persone) – questo il concetto espresso dall’assessore regionale – sarà sempre più una cartolina della nostra regione a livello internazionale.
La convenzione presentata a Cormons prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico con la creazione di una comunità energetica a favore del territorio e la realizzazione, attraverso un intervento di recupero e di riqualificazione, di una serie di strutture che sorgeranno all’interno dell’area dell’ex caserma Colobini. Sul versante turistico sono previste una struttura per la ricettività funzionale al turismo slow/ecosostenibile, un’area attrezzata per la sosta dei camper, van e caravan, munita di area di servizio e un’area dedicata con struttura per l’assistenza e il ricovero (bike box) di e-bike/biciclette a pedalata assistita. Il programma di riqualificazione prevede anche la creazione di un centro di aggregazione intergenerazionale, rivolto ai giovani e agli anziani, di laboratori dimostrativi focalizzati sui mestieri artigiani, tanto tradizionali quanto innovativi, e di spazi di coworking e per la promozione di prodotti e servizi del territorio.

Vini e relax al Castello di Spessa.

Intanto, sempre per restare nella zona Collio, segnaliamo una bella proposta che arriva da Capriva, una delle aree più rinomate del prestigioso comprensorio vitivinicolo. Festeggiare l’8 marzo con le amiche, regalandosi qualche ora di relax fra Spa e un insolito aperitivo: questa è infatti la proposta della Vinum Spa del Castello di Spessa Resort, che per la Festa della Donna prolungherà l’orario e resterà aperta, in via eccezionale, anche la sera fino alle 21.30.
L’AperiVinum – Festa della Donna edition prenderà il via alle 18.30, dando la possibilità di godersi il benessere con le amiche dopo l’orario lavorativo, fra bagno turco, saune, docce emozionali, percorso Kneipp, bagni nella piscina interna con idromassaggio. Come corollario, il relax sui comodi lettini della sala panoramica e l’aperitivo con vini della tenuta e deliziosi stuzzichini. Alle partecipanti sarà fornito lo Spa Kit e sarà offerto anche un omaggio. Dato che i posti sono limitati, il tutto va prenotato: lo si può fare comodamente online dal sito www.castellodispessa.it

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In copertina, una suggestiva immagine del Collio in tenuta invernale.

Camminando tra Collio e Colli orientali: a Rosazzo il racconto di Luigi Nacci

L’appuntamento di domani, 14 ottobre, alle ore 18, a Rosazzo, nell’ambito della rassegna “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga” curata da Margherita Reguitti, moderatrice degli incontri, e da Elda Felluga in collaborazione con la Fondazione Abbazia di Rosazzo, vedrà come protagonista il “poeta viandante” Luigi Nacci che condividerà il sapore del cammino lento e meditato con il suo ultimo libro “Non mancherò la strada”.
Di rientro da un percorso tra le vigne e la storia del Collio e dei Colli orientali del Friuli, proporrà la condivisione della sua scelta di cammino scritta nelle pagine del ibro edito Laterza per far riemergere la parte nomade che tutte le persone possiedono. Pagine nelle quali il potente privilegio del cammino porta a esplorare se stessi e il mondo per essere liberi.
«Camminare ci permette di respirare, di metterci in un ritmo che ci permette di fare chiarezza su ciò che pensiamo. Se camminiamo dentro la natura, beh allora lì tutto cambia. Ci apriamo e ci sembra che tutto quanto vada per il meglio. Il camminare ed il cammino non sono la stessa cosa. Camminare è uno strumento attraverso il quale ci mettiamo in cammino. Il cammino è un’esperienza che stravolge tutto, è stravolgente e travolgente. È un viaggio all’ennesima potenza».

L’appuntamento sarà un’occasione anche per visitare la XI Biennale d’Arte intitolata “Giovanni Barbisan. Un classico nella modernità” allestita nel millenario complesso abbaziale. È consigliata la prenotazione all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it fino a esaurimento dei posti disponibili. La rassegna è realizzata grazie alla Fondazione Abbazia di Rosazzo, Livio Felluga, Vigne Museum associazione culturale, il Comune di Manzano e il sostegno di Banca Intesa SanPaolo.

Informazioni sui siti:
www.abbaziadirosazzo.it e www.liviofelluga.it e pagine social.

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In copertina, la simpatica illustrazione con cui viene presentato il libro di Luigi Nacci.

Come salvare le viti dal male dell’esca? Un corso di dendrochirurgia a Capriva

Una full-immersion di tre giorni per imparare la dendrochirurgia, l’innovativa tecnica ideata dai Vine Master Pruners Simonit&Sirch per salvare la vite dal male dell’esca senza estirparla. L’appuntamento è dal 3 al 6 ottobre all’Accademia Vine Lodge di Capriva del Friul, nel Collio, dove si terrà un corso residenziale che insegnerà le basi di questa tecnica.
La dendrochirurgia è una vera e propria operazione chirurgica sulla pianta attraverso la quale – con l’impiego di una specifica attrezzatura – viene eliminata la carie bianca che colonizza la struttura legnosa. I risultati che il team Simonit&Sirch ha raggiunto in dodici anni di lavori e sperimentazioni sono sorprendenti: il 90% delle piante trattate è tornato pienamente produttivo. Una conseguenza di grande importanza, sia per la qualità dei vini che per la ricaduta economica dell’azienda.
Sono state sottoposte alla dendrochirurgia più di 15 mila piante di dodici varietà (Sauvignon blanc, Chardonnay, Cabernet sauvignon, Cabernet franc, Sauvignon, Pinot nero, Riesling, Malvasia istriana, Sangiovese, Gruener Veltiner, Carmenere, Malbec), in vigneti di dodici regioni viticole italiane e straniere: Collio, Franciacorta, Montalcino, Champagne, Borgogna, Bordeaux, Mendoza, Kamptal, Steiermark, Pfalz, Istria e Maipo in Cile. Analizzando i dati raccolti – e validati anche dall’Università e dall’Inra, Institut National de la Recherche Agronomique di Bordeaux – si evince che la dendrochirurgia rallenta la progressione di sintomi di mortalità delle piante infette e che la qualità delle uve è comparabile a quella di piante sane. Non è lo stesso per le piante infette non operate.
Durante il corso, i tutor Simonit&Sirch accompagneranno gli iscritti in un percorso formativo teorico e pratico sulla dendrochirurgia. Per svolgere l’intervento in sicurezza e con un buon esito è infatti necessario che l’operatore sia debitamente formato all’utilizzo dell’attrezzatura e alla corretta esecuzione della tecnica operativa. Il corso si articolerà in tre giornate di formazione per un totale di cinque lezioni pratiche e una teorica. La lezione teorica si terrà nella stessa Accademia Vine Lodge, dove alloggeranno i corsisti, mentre le lezioni pratiche si svolgeranno in vigneti limitrofi, tra Cormons e Capriva. Per informazioni: scrivere a info@vinemasterpruners.com, www.vinemasterpruners.com

info@vinemasterpruners.com
www.vinemasterpruners.com

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In copertina e all’interno immagini che mostrano come si interviene sulle viti.