Il Biwa 2019 premia Carso e Colli orientali con Vitovska e Picolit

di Gi Elle

Il Friuli Venezia Giulia ha piazzato due etichette fra le 50 che la giuria internazionale del Biwa (il Best Italian Wine Awards, ideato da Luca Gardini, sommelier già campione del mondo) ha scelto per l’annuale classifica. E si tratta di due vini di “nicchia” che provengono da altrettante prestigiose zone Doc: Carso e Colli orientali del Friuli. Eccoli: la Vitovska 2017  Venezia Giulia Igt di Zidarich e il Picolit Docg Cof 2016 di Dario Coos. Due piccole, ma rinomate aziende espresse da ambienti vitivinicoli fra i più considerati delle citate denominazioni di origine: Prepotto del Carso, in Comune di Duino Aurisina, e Ramandolo di Nimis, famose per altri grandi vini dei rispettivi territori come il Terrano e la Malvasia, nel primo caso; il Ramandolo Docg, del quale è in atto la vendemmia, proprio in questi giorni, nel secondo. E per quanto riguarda più espressamente il grande vino dolce – protetto dal primo marchio Docg concesso nel Vigneto Fvg -, ottenuto sulle colline digradanti dal monte Bernadia, si stanno definendo gli ultimi dettagli organizzativi in vista della ormai celebre manifestazione novembrina “Oro di Ramandolo”.

Picolit

Ma ecco la classifica completa:

  1. Tenuta San Guido – Sassicaia 2016 – TOSCANA
  2. Burlotto – Barolo Monvigliero 2015 – PIEMONTE
  3. Cantina Tramin – Terminum 2016 – ALTO ADIGE
  4. Petrolo – Galatrona 2017 – TOSCANA
  5. Lusignani Alberto – Vin Santo di Vigoleno 2009 – EMILIA ROMAGNA
  6. Florio – Donna Franca – SICILIA
  7. Casanova di Neri – Cerretalto 2013 – TOSCANA
  8. Poliziano – Le Caggiole 2016 – TOSCANA
  9. Grattamacco Collemassari – Grattamacco 2016 – TOSCANA
  10. Broglia- Vecchia Annata 2010 – PIEMONTE
  11. Ca’ del Bosco – Annamaria Clementi 2009 – LOMBARDIA
  12. Fratelli Alessandria – Barolo Monvigliero 2015 – PIEMONTE
  13. Cantina S. Michele Appiano – Appius 2014 – ALTO ADIGE
  14. Cantina Terlano – Terlaner I G. Cuvée 2016 – ALTO ADIGE
  15. Marco De Bartoli – Vecchio Samperi Perpetuo – SICILIA
  16. Giuseppe Quintarelli – Amarone classico 2011 – VENETO
  17. Donnafugata – Ben Ryé 2016 – SICILIA
  18. Ferrari – Giulio Rosé Riserva 2007 – TRENTINO
  19. Uberti – Dequinque Cuvée – LOMBARDIA
  20. Torre San Martino – 1922 2016 – EMILIA ROMAGNA
  21. Tornatore – Trimarchisa 2016 – SICILIA
  22. Roagna – Barbaresco Asili 2013 – PIEMONTE
  23. Elvio Cogno – Barolo Ravera 2015 – PIEMONTE
  24. Manincor – Réserve della Contessa 2018 – ALTO ADIGE
  25. Azelia di Scavino – Barolo Margheria 2015 – PIEMONTE
  26. AR.PE.PE. – Rocce Rosse 2009 – LOMBARDIA
  27. Dario Coos – Picolit 2016 – FRIULI VENEZIA GIULIA
  28. Cantine Dei – Madonna delle Querce 2015 – TOSCANA
  29. Valentini – Trebbiano d’Abruzzo 2015 – ABRUZZO
  30. Monte Rossa – Fuoriserie N.021 – LOMBARDIA
  31. Il Cellese – Sor Bruno 2014 – TOSCANA
  32. Cusumano – Alta Mora 2018 – SICILIA
  33. Sette Ponti – Vigna dell’Impero 1935 2016 – TOSCANA
  34. Il Marroneto – Madonna delle Grazie 2013 – TOSCANA
  35. Roccapesta – Calestaia 2015 – TOSCANA
  36. Frescobaldi – Mormoreto 2016 – TOSCANA
  37. Le Potazzine – Brunello di Montalcino 2015 – TOSCANA
  38. Donna Olimpia 1898 – Millepassi 2016 – TOSCANA
  39. Marisa Cuomo – Fiorduva 2017 – CAMPANIA
  40. Santa Barbara – Tardivo ma non tardo 2017 – MARCHE
  41. Giovanni Rosso – Barolo Vigna Rionda 2015 – PIEMONTE
  42. Isole e Olena – Cepparello 2016 – TOSCANA
  43. Zidarich – Vitovska 2017 – FRULI VENEZIA GIULIA
  44. Ca’ del Baio – Barbaresco Asili 2016 – PIEMONTE
  45. Conte Emo Capodilista – Donna Daria 2016 – VENETO
  46. Barale Fratelli- Barolo Bussia 2015 – PIEMONTE
  47. Podere Il Carnasciale – Il Caberlot 2016 – TOSCANA
  48. Elena Fucci – Titolo 2017 – BASILICATA
  49. Cavallotto – Barolo Riserva Vignolo 2013 – PIEMONTE
  50. Andrea Felici – Il Cantico della Figura 2016 – MARCHE

Vitovska

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In copertina, colori d’autunno ormai nei vigneti del Friuli Venezia Giulia.

Tre Bicchieri a 26 vini tutti bianchi Fvg. E il Collio è protagonista

di Giuseppe Longo

Tutti, ma proprio tutti bianchi i vini premiati con i Tre Bicchieri dalla famosa Guida 2020 del Gambero Rosso. E nell’elenco, diffuso con le anticipazioni riguardanti il Friuli Venezia Giulia, il Collio è il grande protagonista con ben 12 etichette premiate su un totale di 26; quattro, invece, quelle dei Colli orientali del Friuli e due quelle della Doc Isonzo. Seguono altri otto blasonati vini non rientranti fra le denominazioni approvate. Un ottimo riconoscimento dunque al Vigneto Fvg che non solo conferma la sua eccellente vocazione a produrre bianchi che hanno conquistato il pianeta – non a caso la scorsa primavera si era tenuto proprio a Udine il Concorso mondiale del Sauvignon -, ma anche la bontà della vendemmia 2018, ricordata indubbiamente come una fra le migliori. E pure quella che sta giungendo alle ultime battute si conferma di ottima qualità, sebbene non generosa come la precedente.
“Nel Friuli Venezia Giulia – confermano infatti gli esperti del Gambero Rosso – le condizioni climatiche del 2018 si sono rivelate praticamente perfette per la vegetazione della vite e la maturazione dell’uva. La logica conseguenza è stata una vendemmia al di sopra di ogni più rosea aspettativa, sicuramente la migliore da inizio secolo. Quantità e qualità normalmente non vanno di pari passo ma quando tutto gioca a favore ecco che l’abbondanza della produzione non intacca minimamente il livello qualitativo. I 2018 esprimono un vigore ed una complessità decisamente importante per la loro giovane età. Anche quest’anno sono 26 i vini che hanno superato la soglia dell’eccellenza e si sono aggiudicati i Tre Bicchieri: di questi ben 12 sono dell’ultima annata”.

Ma ecco i vini premiati. “Il vino più rappresentativo della regione, il Friulano, ha ottenuto l’ambito riconoscimento – si legge ancora nel sito del Gambero Rosso – grazie a tre aziende storiche del Collio Goriziano: Schiopetto, Toros e Livon, che con il suo Manditocai rende onore alla perdita del nome del vitigno. Il Rosazzo Bianco Terre Alte ’17 di Livio Felluga e il Vintage Tunina ’17 di Jermann confermano il loro ruolo di ambasciatori nel mondo delle potenzialità degli uvaggi regionali cui si aggiungono i blasonati Collio Bianco Fosarin ’17 di Ronco dei Tassi, Collio Bianco Riserva ’17 di Angoris, BiancoSesto ’17 de La Tunella, e Desiderium ’17 della linea I Ferretti della Tenuta Luisa”.
E ancora: “Sono del Collio anche la Malvasia ’18 di Villa Russiz, lo Chardonnay ’18 di Ronco Blanchis, il Sauvignon ’18 di Tiare (che conquista i Tre Bicchieri per la sesta volta consecutiva) e ben tre versioni di Pinot Bianco ’18 ad opera di Doro Princic, Russiz Superiore e Castello di Spessa con il Santarosa. Ci piace evidenziare . aggiungono i responsabili della Guida – che anche quest’anno quest’ultimo vitigno ha ottenuto il maggior numero di riconoscimenti in quanto ai già citati si aggiunge il Pinot Bianco Myò ’18 di Zorzettig, il Pinot Bianco ’18 dei Vigneti Le Monde e il Pinot Bianco ’17 di Masut da Rive. Torre Rosazza conferma l’eccellenza con il Pinot Grigio ’18, Volpe Pasini con il Sauvignon Zuc di Volpe ’18 e Vie di Romans con il Sauvignon Pière ’17. Gli intriganti vini bianchi macerati che caratterizzano la zona di Oslavia e il Carso Triestino sono rappresentati dalla Ribolla Gialla Riserva ’16 di Primosic, dalla Malvasia ’15 di Podversic e dall’Ograde di Skerk”.

Infine, concludono gli esperti, “la spumantistica è sugli allori per merito di Collavini con la sua Ribolla Gialla ’15 nella nuova versione Brut Nature”, mentre il “miglior modo per chiudere in dolcezza è… sorseggiare il Tal Lùc cuvée .1.2 di Lis Neris”.
Ma ecco nella scheda che segue tutti i i migliori vini del Friuli Venezia Giulia premiati con i

TRE BICCHIERI

Collio Bianco Fosarin 2017 Ronco dei Tassi
Collio Bianco Giulio Locatelli Ris. 2017 Tenuta di Angoris
Collio Chardonnay 2017 Ronco Blanchis
Collio Friulano 2018 Toros
Collio Friulano 2018 Schiopetto
Collio Friulano Manditocai 2017 Livon
Collio Malvasia 2018 Villa Russiz
Collio Pinot Bianco 2018 Doro Princic
Collio Pinot Bianco 2018 Russiz Superiore
Collio Pinot Bianco Santarosa 2018 Castello di Spessa
Collio Ribolla Gialla di Oslavia Ris. 2016 Primosic
Collio Sauvignon 2018 – Tiare Roberto Snidarcig
Desiderium I Ferretti 2017 Tenuta Luisa
FCO Biancosesto 2017 La Tunella
FCO Pinot Bianco Myò 2018 Zorzettig
FCO Pinot Grigio 2018 Torre Rosazza
FCO Sauvignon Zuc di Volpe 2018 Volpe Pasini
Friuli Isonzo Pinot Bianco 2017 Masùt da Rive
Friuli Isonzo Sauvignon Piere 2017 Vie di Romans
Friuli Pinot Bianco 2018 Vigneti Le Monde
Malvasia 2015 Damijan Podversic
Ograde 2017 Skerk
Ribolla Gialla Dosaggio Zero 2015 Eugenio Collavini
Rosazzo Terre Alte 2017 Livio Felluga
Tal Lùc Cuvée .1.2 Lis Neris
Vintage Tunina 2017 Jermann

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In copertina e all’interno la zona del Collio cormonese in vendemmia.

(Informazioni tratte da www.gamberorosso.it)

Prosecco Patrimonio dell’Umanità, ma Collio e Brda possono attendere

di Giuseppe Longo

Prosecco dunque sì, Collio-Brda no, almeno per ora. Le meravigliose colline di Conegliano e Valdobbiadene sono Patrimonio mondiale dell’Umanità, mentre quelle non meno belle a cavallo tra Italia e Slovenia, o meglio tra Friuli e Castel Dobra più zone contermini, possono attendere, perché il discorso è rinviato a un’altra sessione del vertice Unesco. Un grande risultato, storico, quello della Provincia di Treviso che porta a ben 55 i siti riconosciuti dall’Organizzazione internazionale in Italia.

La zona del Prosecco Docg a Valdobbiadene.

Sembrava che qualcosa si fosse inceppato nel complesso meccanismo dell’iter per il riconoscimento delle colline venete, invece il Comitato mondiale Unesco riunitosi qualche giorno fa a Baku capitale dell’Azerbaigian ha dato il via libera con generale soddisfazione degli amministratori della vicina Regione, già raggianti per aver appena incassato la promozione di Cortina ai Giochi olimpici invernali del 2026, dei produttori e loro organizzazioni, anche se non è mancata qualche voce fuori dal coro. E’ chiaro che il Marchio Unesco riguarda la zona propriamente collinare, splendida senza ombra di dubbio come dimostrano le foto che pubblichiamo, scattate un paio di anni fa nella zona di Valdobbiadene dove si produce il Prosecco Docg e dove c’è anche l’“isoletta” di Cartizze – un po’ come il nostro Ramandolo sui Colli orientali del Friuli – che rappresenta la vera punta di diamante di queste “bollicine” che hanno conquistato il mondo. Quindi non l’intero comprensorio di produzione del Prosecco che è interregionale, estendendosi tra Veneto e Friuli Venezia Giulia anche nelle aree di pianura, avendo fatto leva proprio sul nome del piccolo paese del Carso Triestino – Prosecco, appunto – che ha consentito di “ancorarvi” l’intera area geografica. Solo in questo modo si è potuto continuare a commercializzare il vino ottenuto dal vitigno Glera, etichettandolo come Prosecco, un nome che oggi è sulla bocca di tutti, nel Vecchio come nel Nuovo Continente.

Vigneti Collio tra Cormons e Dolegna.

Nulla di fatto invece – si spera, come dicevamo all’inizio, almeno per ora – per la zona Collio-Brda, nonostante la “pratica internazionale”, riguardando appunto due Stati confinanti, fosse suggestiva e potesse indurre a previsioni ottimistiche, sebbene da parte slovena, a un certo punto, era sembrato ci fosse un certo “raffreddamento”, non tanto nell’interesse, quanto nella possibilità di predisporre tutto il materiale richiesto dalla procedura. E che doveva essere presentato entro il 30 giugno scorso. Cosa che poi è però puntualmente avvenuta, ma senza ottenere ancora il via libera. Per cui bisogna continuare a lavorare. Diego Bernardis, oggi consigliere regionale, che in veste di sindaco di Dolegna del Collio aveva promosso con entusiasmo e convinzione l’avvio dell’iter per dare un giusto  riconoscimento a questa zona vitivinicola, che si è fatta apprezzare soprattutto con i suoi grandi vini bianchi in tutto il pianeta, spiega: “In realtà, non è uno stop. A Baku il nostro progetto Collio/Brda è stato presentato (dalla Slovenia), ma non bocciato, poiché noi dobbiamo ancora entrare in Tentative List e l’obiettivo, ora, non essendoci riusciti sei mesi fa (per vari motivi, ma principalmente perché la Slovenia non era pronta), è per febbraio 2020”.

Tutto rinviato, dunque, per cui c’è da sperare che nella prossima occasione il Progetto Collio-Brda possa avere il tanto auspicato semaforo verde. Anche perché Collio e Brda hanno non solo le carte a posto ma tutte le caratteristiche paesaggistiche, ambientali, economiche e sociali per ambire all’importante titolo di Patrimonio dell’Umanità per questa bellissima zona che si estende senza soluzione di continuità a cavallo di un confine che ormai è tale solo di nome, ma non di fatto. Per cui possono soltanto attendere, con l’auspicio che la prossima sia appunto la volta buona.

La zona Brda a Castel Dobra. 

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In copertina, il Collio nella zona di San Floriano, a ridosso del confine con la Repubblica di Slovenia.

“Vigne Museum” a Rosazzo indaga sui paesaggi futuri

di Gi Elle

Secondo e ultimo fine settimana, nella splendida location di Rosazzo (ma con una puntata anche a Soleschiano), tra i vigneti di Ribolla e Pignolo su cui domina la plurisecolare abbazia benedettina, per il progetto The Architecture of Intelligence, la nuova iniziativa culturale di Giuseppe Stampone, curata e prodotta da Rave per il “Vigne Museum” nell’ambito del programma “L’Età del Rimedio” che propone incontri, dibattiti e mostre a cura di Isabella e Tiziana Pers (fondatrici di Rave East Village Artist Residency), e da Elda Felluga e Giovanna Felluga, rispettivamente presidente di “Vigne Museum” e direttore artistico della stessa Associazione culturale.

Elda Felluga

Giuseppe Stampone

Allestito all’interno della struttura artistico-architettonica permanente realizzata da Yona Friedman con Jean-Baptiste Decavele nel 2014 e situata in mezzo ai vigneti dei Colli orientali del Friuli, proprio nell’ambito del prestigioso “cru” di Rosazzo, che si trova in Comune di Manzano, il nuovo progetto inedito di Stampone, visitabile fino a domenica 16 giugno, si compone di una serie di disegni in aperto dialogo con la struttura di Friedman e presentati assieme alle immagini realizzate dal celebre fotografo Dom Mimì.
“L’Età del Rimedio” proporrà interessanti iniziative anche domani, sabato, a partire dalla 11 con l’incontro Paesaggi futuri al “Vigne Museum” – Rivoluzione Pianeta con Stefano Mancuso (neurobiologo vegetale), Giovanni Delù (giardiniere d’arte e orticoltore della Reggia di Versailles), Marisa Sestito (vicepresidente Giant Trees Foundation e anglista), il già ricordato Giuseppe Stampone e Daniele Puppi (artisti), e Pietro Gaglianò (critico d’arte e curatore) attorno ai cambiamenti che il nostro ecosistema sta subendo in questa epoca storica dovuto all’intervento dell’uomo e a una naturale evoluzione geologica oltre che culturale. Modererà l’incontro Patrizia Catalano, giornalista e curatrice.

Protagonisti dell’iniziativa culturale.

Ricordavamo la scorsa settimana che in Friuli Venezia Giulia, a pochi chilometri di distanza, convivono due importanti realtà artistiche, “Vigne Museum”, Associazione culturale, e “Rave”, East Village Artist Residency. Entrambe, unite da una visione simile e complementare, attraverso l’arte contemporanea e la cultura indagano le emergenze del nostro tempo, dalla situazione ambientale al rapporto tra le specie, immaginando il biocentrismo come attitudine culturale, sociale ed economica.
“Rave” è un progetto che apre il dialogo sul ruolo dell’arte contemporanea nei confronti dell’alterità animale e sulla necessità di ripensarsi in una prospettiva biocentrica ed antispecista. A “Rave” gli incontri tra animali, umani e non umani, tra le sensibilità individuali e i dialoghi interdisciplinari, tra il processo di ricerca degli artisti e gli sguardi dell’assolutamente altro, danno vita a una pluralità di visioni inedite e sperimentali.
Il “Vigne Museum” è invece una struttura artistico-architettonica, un museo ideale dedicato alla vite e al paesaggio collocato tra i vigneti storici di Rosazzo, nel cuore dei Colli orientali del Friuli, realizzata nel 2014 da Yona Friedman con Jean-Baptiste Decavèle per i 100 anni di Livio Felluga, patriarca della viticoltura friulana. Da quest’anno il “Vigne Museum” è diretto dall’omonima associazione culturale, che attraverso varie azioni incentra il proprio programma sull’interdisciplinarietà tra arte, architettura e scienza.

“Rave” e “Vigne Museum” collaborano per la prima volta nella realizzazione, appunto, del programma “L’Età del Rimedio”, contenitore d’incontri, dibattiti e mostre. La rassegna terminerà in modo conviviale e festoso, domenica, alle 11.30, con la food designer Annagiola Gaglianò che realizzerà nel borgo di Soleschiano, un Vegan show cooking, omaggio a “Rave” e alla sua forte identità legata alla questione animale.

Un’immagine di “Vigne Museum”.

La manifestazione gode del patrocinio della Fondazione No Man’s Land di cui Yona Friedman è presidente onorario. Il Vigne Museum e le sue attività sono supportati dall’Azienda Livio Felluga in qualità di main sponsor. Rave è realizzato con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con All/Università degli Studi di Udine, L’Officina, Trieste Contemporanea, Gallinae in Fabula, Musiz Foundation mentre Vulcano è Main Partner. Molte le realtà attive sul territorio che hanno aderito come sponsor tecnici aiutando a consolidare il rapporto con il tessuto economico ed istituzionale locale ad un coinvolgimento attivo della popolazione: Biolab Vegetarian & Vegan Organic Food, Agriturismo Vegetariano Al Rôl ai Conti di Maniago da Anna e B&B e Birra Agricola Lippo.

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In copertina, alcuni partecipanti alla manifestazione sui colli di Rosazzo.

 

“Vignalonga” nelle terre del Ramandolo, dove nasce il primo vino Docg

di Gi Elle

Meglio di così non poteva andare, anche se tuttavia qualcosa dovrà pur essere rivisto affinché la macchina organizzativa possa girare alla perfezione dall’inizio alla fine. Infatti, dopo le prime tre edizioni ospitate a Savorgnano del Torre, “Vignalonga”, per la sua quarta esperienza, si è spostata un po’ più a nord, in quel di Nimis, dove ha trovato un’ambientazione perfetta sulle colline vocate a produrre il dolce Ramandolo – il primo vino premiato dalla Docg, massimo blasone di qualità, in tutto il Friuli Venezia Giulia – poste sulle pendici e ai piedi del monte Bernadia. Una zona bellissima e di rara suggestione che si è prestata ottimamente allo scopo, cioè alla creazione di tre percorsi di varie difficoltà da proporre ai marciatori. Che hanno risposto in numero veramente massiccio all’invito degli organizzatori: oltre 1.200 persone, che hanno fruito peraltro – finalmente, dopo tanta pioggia – di una splendida giornata di sole. Della quale ha beneficiato anche la concomitante edizione di “Cantine Aperte”, la grande festa degli enonauti proposta, come sempre, dal Movimento turismo del vino Fvg.

Ambientazione perfetta, dunque, tra i vigneti che si stavano pian piano “risvegliando” – in ritardo sulla consueta tabella di marcia e soprattutto rispetto all’anno scorso, peraltro molto anticipato, a causa appunto del perdurante maltempo -, con i nuovi grappoli che timidamente cominciavano a crescere preparandosi alla fioritura. Quelli che daranno il Ramandolo 2019, ma anche il celebre Refosco, leader dei vini rossi di questa zona, la più settentrionale dei Colli orientali del Friuli. Panorami a tratti mozzafiato si sono così presentati agli occhi degli sportivi che hanno accolto ben volentieri l’invito ad andare a  scoprire dove si produce il vino, non tanto nelle cantine – che poi, come noto, è proprio questo il messaggio di Mtv-Fvg: “Vieni e vedi cosa bevi” -, bensì direttamente all’origine, tra i vigneti dove nasce l’uva, facendo la conoscenza con un territorio difficile, dove la meccanizzazione è spesso impossibile, tanto che qualcuno parlò ancora tanti anni fa di “viticoltura eroica”. E sicuramente non esagerava…

Si è trattato dunque, venendo a qualche dettaglio tecnico, di una marcia ludico-motoria, quindi non competitiva, indetta sotto l’egida Fiasp e organizzata dalla società sportiva Ki Co Sys di Tricesimo coadiuvata dall’Asd Atletica Dolce Nordest.  Patrocinata dai Comuni di Nimis e Tarcento, la manifestazione era inserita all’interno delle attività di “Liberosport – Emozione e Natura”, la cui ambizione è quella di promuovere il territorio, e quindi anche i suoi ronchi, come destinazione turistica per gli sport “outdoor”. E nell’ottica di questo obiettivo la quarta “Vignalonga” ha sicuramente fatto centro dando un significativo contributo. Perché gli oltre 1.200 partecipanti hanno potuto scegliere proprio fra tre percorsi, rispettivamente di 5, 12 e 17 chilometri che si sono snocciolati per larga parte tra sentieri e strade rurali, tra boschi e vigneti, attraversando colline e pendii, mettendo in mostra le bellezze e le peculiarità di quest’area nota soprattutto per il Ramandolo, espressione di un “cru” d’eccellenza ritagliato sulle colline dei due Comuni contermini, Nimis e Tarcento appunto. Luogo di partenza e di ritorno il prato delle Pianelle, famoso per il fatto di  ospitare ogni anno, sul finire dell’estate, la “Sagre des Campanelis” che, incentrandosi sulla festività mariana dell’8 settembre, vanta più di cinque secoli di storia.

“Oltre 60 i volontari, provenienti anche da Tarcento – racconta l’assessore Serena Vizzutti, esprimendo loro il compiacimento della civica amministrazione, ma anche un grazie ‘grande così’ -, dislocati lungo il percorso e ai ristori che hanno prestato il loro servizio per la buona riuscita della manifestazione. La quale – conclude la collaboratrice del sindaco Gloria Bressani – sicuramente necessiterà di qualche aggiustamento e miglioria al fine di garantire servizi e ospitalità di eccellenza per i partecipanti”. Certamente, lavorando s’impara. E se in questa prima edizione “Made in Nimis” si è notata qualche carenza, certamente se ne terrà conto, affinché la seconda (ma quinta in generale, contando appunto anche le prime tre di Savorgnano) sia ineccepibile sotto ogni punto di vista. E allora tanti auguri, perché pure di questo beneficeranno la zona del Ramandolo Docg e il piccolo turismo di questo splendido angolo delle valli del Torre e del Cornappo.

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In copertina e nelle foto interne fasi della “Vignalonga” nella zona del Ramandolo Docg.

Vigne Museum e Rave, il clima che cambia invitando alla riflessione

di Gi Elle

Già, il clima cambia, eccome! Ne prendiamo atto ogni giorno, a spese dell’ambiente e purtroppo nostre. Una situazione, quindi, delicata e che invita alla riflessione. Come? Intanto, parlandone anche con l’aiuto della cultura. Quella che si dispiegherà da oggi al 16 giugno tra Rosazzo e Soleschiano, note località manzanesi – la prima per l’antica abbazia benedettina circondata da vigneti, in cui si è scritta la storia della vite e del vino in Friuli; la seconda per aver dato i natali a Caterina Percoto, grande letterata nell’amata lingua della nostra terra -, sedi di due espressioni culturali di primo livello, ancora poco o nulla conosciute, che ci invitano appunto a ripensare sul nostro essere e divenire.

In Friuli Venezia Giulia, a pochi chilometri di distanza, convivono infatti due importanti realtà artistiche, “Vigne Museum”, Associazione culturale, e “Rave”, East Village Artist Residency.  Entrambe, unite da una visione simile e complementare, attraverso l’arte contemporanea e la cultura indagano proprio le emergenze del nostro tempo, dalla situazione ambientale al rapporto tra le specie, immaginando il biocentrismo come attitudine culturale, sociale ed economica.

“Rave” è un progetto che apre il dialogo sul ruolo dell’arte contemporanea nei confronti dell’alterità animale e sulla necessità di ripensarsi in una prospettiva biocentrica ed antispecista. A “Rave” gli incontri tra animali, umani e non umani, tra le sensibilità individuali e i dialoghi interdisciplinari, tra il processo di ricerca degli artisti e gli sguardi dell’assolutamente altro, danno vita a una pluralità di visioni inedite e sperimentali.

Il “Vigne Museum” è invece una struttura artistico-architettonica, un museo ideale dedicato alla vite e al paesaggio collocato tra i vigneti storici di Rosazzo, nel cuore dei Colli orientali del Friuli, realizzata nel 2014 da Yona Friedman con Jean-Baptiste Decavèle per i 100 anni di Livio Felluga, patriarca della viticoltura friulana. Da quest’anno il Vigne Museum è diretto dall’omonima associazione culturale, che attraverso varie azioni incentra il proprio programma sull’interdisciplinarietà tra arte, architettura e scienza.

Particolare dell’opera di Yona Friedman e Jean-Baptiste Decavèle.

“Rave” e “Vigne Museum” collaborano per la prima volta alla realizzazione di “L’Età del Rimedio”, programma d’incontri, dibattiti e mostre, a cura di Isabella e Tiziana Pers (fondatrici di “Rave”), Elda Felluga (presidente di “Vigne Museum” Associazione culturale) e Giovanna Felluga (direttore artistico della stessa). Da oggi al 16 giugno, nelle rispettive sedi del Borgo di Soleschiano e di Rosazzo, si alterneranno esponenti del mondo dell’arte, della scienza e della filosofia per raccontare, in base alle proprie ricerche ed esperienze, come i rispettivi settori di competenza stiano modificandosi conseguentemente all’evoluzione del nostro pianeta. Il tema centrale sarà, appunto, il cambiamento climatico.
Stefano Mancuso (neurobiologo vegetale), Leonardo Caffo (filosofo), Giovanni Delù (giardiniere d’arte e orticoltore della Reggia di Versailles) e Giuseppe Stampone (artista) sono solo alcuni dei nomi che parteciperanno a questa kermesse per riflettere sul nostro ruolo in quanto parte integrante della natura, sui paesaggi futuri e sulla possibilità di coesistenza con altre forme di vita, qualsiasi sia il loro modo di esperire il mondo.

Oggi, alle 16.30, la manifestazione inizierà all’interno del “Vigne Museum” con l’inaugurazione di Architecture of intelligence, progetto “Rave” di Giuseppe Stampone con la partecipazione di Dom Mimi, diventando così il luogo simbolico di collegamento dell’intera iniziativa.
L’incontro con l’architettura di Yona Friedman ha ispirato un progetto inedito di Giuseppe Stampone, visitabile fino a domenica 16 giugno, composto da una serie di disegni in aperto dialogo con la struttura di Friedman e presentati assieme alla fotografie di Dom Mimi per dar vita ad una vera e propria mappa emozionale.
The Architecture of Intelligence fa parte di un progetto più esteso ed articolato che Giuseppe Stampone sta realizzando all’interno della residenza “Rave”.

Ancora al “Vigne Museum”.

Il programma continuerà all’insegna dell’arte contemporanea. Dalle 17 alle 20 sarà aperta al pubblico la mostra diffusa Animâi Libars, una retrospettiva che presenta alcune delle opere realizzate dal 2011 dagli artisti in residenza, fra cui: Regina José Galindo, Igor Grubić, Ivan Moudov, Adrian Paci, Diego Perrone e Nada Prlja. Le opere video saranno allestite nella sede di “Rave”, nel Borgo Vegetariano di Soleschiano di Manzano, location dal fascino rurale della campagna friulana, dove vivono alcuni degli animali che sono stati salvati dal macello e da meccanismi consumistici grazie alle azioni di Tiziana Pers attraverso la sua pratica artistica Art History.
La tavola rotonda dal titolo Immaginari oltre la specie, a cura di “Rave” East Villa Artists Residency, sarà il primo momento divulgativo e d’incontro con il pubblico da parte dei tanti ospiti della manifestazione. Alle 18, sempre a “Rave”, Isabella Pers (artista e co-fondatrice “Rave”) introdurrà: Leonardo Caffo (filosofo), Daniele Capra (critico d’arte e curatore), Gino Colla (collezionista, fondatore OnArt), Mirta d’Argenzio (storica dell’arte), Federica La Paglia (critica d’arte e curatrice), Marinella Paderni (critica d’arte e curatrice),Giuseppe Stampone (artista), Domenico Stinellis (fotografo), Antonello Tolve (teorico e critico d’arte), Marianna Tonelli (studentessa, FridaysForFuture).

Il fine settimana successivo, a partire da sabato 15, alle 11, i riflettori si sposteranno nuovamente sul “Vigne Museum” con l’incontro pubblico, a cura dell’omonima Associazione culturale, parte del ciclo Paesaggi Futuri al Vigne Museum, dal titolo Rivoluzione Pianeta, ospitato in Abbazia di Rosazzo a pochi passi dalla struttura di Yona Friedman realizzata con Jean Baptiste Decavèle. Moderati da Patrizia Catalano (giornalista e curatrice) interverranno Giovanni Delù (giardiniere d’arte e orticoltore del Giardino di Versailles), Pietro Gaglianò (critico d’arte e curatore), Stefano Mancuso (neurobiologo vegetale), Daniele Puppi (artista), Marisa Sestito (vicepresidente Giant Trees Foundation, anglista) e Giuseppe Stampone (artista).
La rassegna terminerà in modo conviviale e festoso, domenica 16 giugno alle 11.30, con la food designer Annagiola Gaglianò che realizzerà nel Borgo di Soleschiano, un Vegan Show Cooking, omaggio a “Rave” e alla sua forte identità legata alla questione animale.

Incontri di riflessione a “Rave”.

La manifestazione gode del patrocinio della Fondazione No Man’s Land di cui Yona Friedman è presidente onorario. Il Vigne Museum e le sue attività sono supportati dall’Azienda Livio Felluga in qualità di main sponsor. Rave è realizzato con il supporto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con All/Università degli Studi di Udine, L’Officina, Trieste Contemporanea, Gallinae in Fabula, Musiz Foundation mentre Vulcano è Main Partner. Molte le realtà attive sul territorio che hanno aderito come sponsor tecnici aiutando a consolidare il rapporto con il tessuto economico ed istituzionale locale ad un coinvolgimento attivo della popolazione: Biolab Vegetarian & Vegan Organic Food, Agriturismo Vegetariano Al Rôl ai Conti di Maniago da Anna e B&B e Birra Agricola Lippo.

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In copertina, il “Vigne Museum” realizzato sui colli di Rosazzo.

Schioppettino di Prepotto al gran finale nel castello di Albana

di Giuseppe Longo

Seconda e ultima giornata oggi con “Appuntamento a Prepotto”, terza edizione di “Incontro con lo Schioppettino di Prepotto, tradizione e cultura”. Dopo lo splendido sabato, che ha beneficiato finalmente di un’appagante giornata di sole – ma sarà così anche oggi, come da previsioni Osmer Fvg -, la giornata domenicale è cominciata con la bella manifestazione “Cammino tra fede, arte e storia – Alla scoperta delle chiesette delle Valli del Natisone lungo il Cammino Celeste”. Nel percorso di 5 chilometri si alterneranno nella spiegazione l’Associazione Iter Aquileiese per la parte storico-religiosa legata al Cammino Celeste e la Pro Loco Nediske Doline per la spiegazione delle chiesette. Si visiteranno la chiesetta di Santo Spirito e quella dei Santi Pietro e Paolo, nonché il castello di Albana, fulcro dei festeggiamenti. A mezzogiorno rientro a piedi al punto di partenza e aperitivo a base di prodotti tipici locali con i celebri vini di Prepotto.

Vigneti nella zona di Albana.

Quindi, dalle 16 all’imbrunire, nella corte del castello Degustazione “Lo Schioppettino di Prepotto e gli altri autoctoni accompagnati dalle prelibatezze degli artigiani del gusto”. Alla stessa ora, nella sala del castello, una originale iniziativa: Degustazione “La musica dello Schioppettino di Prepotto”, vale a dire un abbinamento sensoriale fra brani musicali e 13 pregiate etichette della zona. La manifestazione è a cura della giornalista e sommelier Liliana Savioli ed è organizzata dall’Associazione Produttori dello Schioppettino. Per le prenotazioni. Ammesso ci sia ancora posto, telefonare ad Anna 3284696888 e Mattia 3311122435. Alle 16.30, invece, nel giardino pensile convegno Salute, movimento e… vino: il piacere di sentirsi bene”. Incontro con Annalisa Dorbolò e Roberto Travan, autori di “Da domani mi muovo”, un libro, un metodo, uno stile di vita. Ingresso libero. Infine, alle 17.30, nella sala del castello “Il vino sulle tavole del Basso Medioevo” a cura di Elisa Pallavicini. Incontro sull’utilizzo del vino nell’Età di Mezzo (consumi, stagionalità, conservazione…).

Liliana Savioli guida la degustazione.

Un invitante programma domenicale, insomma, che segue quello altrettanto ricco di ieri pomeriggio, che ha visto svilupparsi due seguitissimi convegni: “La salute non è solo mancanza di malattia: dalla nutrizione le indicazioni per una medicina positiva” (professor Fulvio Ursini, Dipartimento della Medicina molecolare dell’Università di Padova) ed “Ecosostenibilità della gestione del vigneto: attualità e prospettive” (professori Pietro Zandigiacomo e Sandro Sillani, del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine; dottor Pierantonio Belletti, agronomo e tecnico apistico; Maurizio Dosualdo, coordinamento Città del Vino Fvg, moderatore il dottor Claudio Fabbro). Infine, è seguita la manifestazione “Schioppettino Donna”.

“L’impegno dell’amministrazione regionale, all’interno dei futuri programmi europei, sarà fortemente orientato a sostenere la valorizzazione di un sistema di sostenibilità ambientale legato alla riduzione complessiva di sostanze contaminanti nell’ambiente”, ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo proprio al convegno sull’ecosostenibilità nel vigneto. Per Zannier, l’attenzione della società e del consumatore verso la sostenibilità ambientale, oltre che verso le attività legate alla viticoltura in termini ecosostenibili, è cresciuta; da qui la necessità di prestare particolare attenzione a tutte quelle pratiche che sono orientate ad essere compatibili con le esigenze dell’ecosistema.
“Non è più pensabile di portare avanti un’attività imprenditoriale agricola senza tenere in considerazione la prospettiva della sostenibilità – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedrigache, oltre al benessere, dà un valore aggiunto al prodotto con ricadute positive anche sulla sua commercializzazione”.

Il saluto del sindaco Mariaclara Forti e dell’assessore Stefano Zannier con Anna Muzzolini (Produttori dello Schioppettino di Prepotto).

L’assessore Zannier è quindi sceso nelle suggestive cantine del castello dove era in corso una seguitissima degustazione dello Schioppettino, guidata proprio dall’esperta Liliana Savioli, per portare un saluto assieme al sindaco di Prepotto Mariaclara Forti e alla presidente dell’Associazione Produttori dello Schioppettino di Prepotto, Anna Muzzolini. E anche nel pomeriggio di oggi ci saranno, come già detto, altre importanti degustazioni dei pregiati vini di questo stupendo angolo dei Colli orientali del Friuli, dove proprio per lo Schioppettino è stata creata una decina di anni fa una sottozona che è il vero gioiello della viticoltura nella valle del Judrio.

Immagini del castello e panorama.

“Appuntamento a Prepotto” è organizzato dal Comune di Prepotto con l’Associazione produttori Schioppettino di Prepotto e la Pro Loco Prepotto, con il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia, di TurismoFvg, dell’Associazione nazionale Città del Vino e di CiviBank.

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In copertina, l’ingresso al castello cinquecentesco di Albana.

Schioppettino di Prepotto grande protagonista in due giorni imperdibili

di Gi Elle

Ma che bella giornata! Finalmente, la vite e tutte le altre colture “respirano” e cercheranno – sperando che il bel tempo duri a lungo – di recuperare il pesante ritardo vegetativo accumulato in queste settimane a causa di pioggia e basse temperature. Addirittura freddo! L’anno scorso – ma quella stagione, invece, era molto anticipata – la fioritura della vite in questo periodo era pressoché finita. Quest’anno arriveremo a metà giugno. Ma pazienza, basta che il tempo si ristabilisca.
Volti di nuovo sorridenti, dunque, fra i vignaioli. In particolare fra quelli in riva al torrente Judrio, dove proprio oggi comincia “Appuntamento a Prepotto”, terza edizione, con sottotitolo “Incontro con lo Schioppettino di Prepotto, tradizione e cultura”. Punto di riferimento, oggi e domani, sarà il Castello di Albana, dove il Comune, la Pro Loco e l’Associazione fra i produttori di Schioppettino di Prepotto hanno messo a punto un programma veramente coi fiocchi.

OGGI – Si comincerà questo pomeriggio, alle 16, con il convegno “La salute non è solo mancanza di malattia: dalla nutrizione le indicazioni per una medicina positiva”: parlerà il professor Fulvio Ursini, Dipartimento della Medicina molecolare dell’Università di Padova. Alla stessa ora nel giardino pensile “A tavola con il Medioevo” a cura di Elisa Pallavicini. Si tratta di un laboratorio per bambini con assaggio. Incontro finalizzato alla scoperta di strumenti, ingredienti e cibi dell’Età di Mezzo.
Ma il vero “piatto forte” sarà quello proposto, ancora alle 16, nella sala del Castello, dove ci sarà la manifestazione “Schioppettino di Prepotto – Unico per natura 10 anni di storia”. Si tratta di una degustazione alla cieca attraverso un percorso che ci farà entrare nell’anima del grande rosso autoctono – noto anche come Ribolla nera o Pocalza, nella parlata slovena –  scoprendo annate mature, giovani e giovanissime per festeggiare appunto i dieci anni della denominazione a cura della giornalista e sommelier Liliana Savioli. Se tutti gli incontri sono liberi, per questo è invece richiesta la prenotazione. Questi i numeri telefonici: Anna 3284696888 e Mattia 3311122435.
Alle 17 nella corte del Castello seguirà un altro convegno di spessore sul tema “Ecosostenibilità della gestione del vigneto: attualità e prospettive”. I lavori saranno introdotti e moderati, dal dottor Claudio Fabbro, agronomo, enologo e giornalista. Tre gli interventi annunciati: “Controllo biologico degli insetti dannosi della vite”, del professor Pietro Zandigiacomo, Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine; “Api in vigna”, del dottor Pierantonio Belletti, agronomo e tecnico apistico; “Sviluppo dei regolamenti di polizia rurale”, a cura di Maurizio Dosualdo, del Coordinamento Città del Vino Fvg, di cui anche Prepotto fa parte.
Alle 17.30 nella vicina frazione di Craoretto ci sarà invece il percorso “All’imbrunire, attraverso i boschi nelle vigne di Prepotto”. Si tratta di una escursione guidata alla scoperta dell’identità paesaggistica di queste terre con degustazione campestre di vini e prodotti locali, seguita da cena finale. Dalle 17.30 alle 21.30, con ritrovo, partenza e cena presso l’agriturismo Scribano in via Craoretto 22. Infine, la giornata si chiuderà con una bella manifestazione, con inizio alle 18.45, nella corte del Castello, dove ci sarà “Schioppettino Donna”. Sono previsti interventi istituzionali e saluti delle autorità, con la regia ancora di Claudio Fabbro. Ma vi abbiamo raccontato soltanto il programma di sabato. Quello della domenica lo lasciamo per la prossima puntata.

DOMANI – La giornata domenicale comincerà già alle 9 con la bella manifestazione “Cammino tra fede, arte e storia – Alla scoperta delle chiesette delle Valli del Natisone lungo il Cammino Celeste”. Nel percorso di 5 chilometri si alterneranno nella spiegazione l’Associazione Iter Aquileiese per la parte storico-religiosa legata al Cammino Celeste e la Pro Loco Nediske Doline per la spiegazione delle chiesette. Si visiteranno la chiesetta di Santo Spirito e quella dei Santi Pietro e Paolo, nonché il castello di Albana, fulcro appunto dei festeggiamenti. A mezzogiorno rientro a piedi al punto di partenza e aperitivo a a base di prodotti tipici locali con i celebri vini di Prepotto: la prenotazione è obbligatoria fino ad esaurimento dei posti. Inviare una mail all’indirizzo info.udine@promoturismo.fvg.it. Gli organizzatori invitano ad attendere la conferma dell’iscrizione.
Quindi, dalle 16 all’imbrunire, nella corte del castello Degustazione “Lo Schioppettino di Prepotto e gli altri autoctoni accompagnati dalle prelibatezze degli artigiani del gusto”. Alla stessa ora, nella sala del castello, una originale iniziativa: Degustazione “La musica dello Schioppettino di Prepotto”, vale a dire un abbinamento sensoriale fra brani musicali e 13 pregiate etichette della zona. La manifestazione è a cura della giornalista e sommelier Liliana Savioli ed è organizzata dall’Associazione Produttori dello Schioppettino. Per le prenotazioni telefonare ancora ad Anna 3284696888 e Mattia 3311122435.
Alle 16.30, invece, nel giardino pensile convegno”Salute, movimento e… vino: il piacere di sentirsi bene”. Incontro con Annalisa Dorbolò e Roberto Travan, autori di “Da domani mi muovo”, un libro, un metodo, uno stile di vita. Ingresso libero.
Infine, alle 17.30, nella sala del castello “Il vino sulle tavole del Basso Medioevo” a cura di Elisa Pallavicini. Incontro sull’utilizzo del vino nell’Età di Mezzo (consumi, stagionalità, conservazione…) seguito da degustazione di Ippocrasso. Anche questo incontro è a ingresso libero.

Ce n’è abbastanza, vero? Due giornate veramente fitte di proposte, tutte molto invitanti, per scoprire questo meraviglioso angolo dei Colli orientali del Friuli e i suoi grandi vini. A cominciare appunto dal localissimo Schioppettino di Prepotto, protetto dalla sottozona – o “cru” per dirla con i francesi – istituita con lungimiranza una decina di anni fa. E allora buon fine settimana a Prepotto!


“Appuntamento a Prepotto” è organizzato dal Comune di Prepotto con l’Associazione produttori Schioppettino di Prepotto e la Pro Loco Prepotto, con il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia, di TurismoFvg, dell’Associazione nazionale Città del Vino e di CiviBank.

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In copertina, i caratteristici grappoli dello Schioppettino di Prepotto.

 

Riecco “Appuntamento a Prepotto” protagonista lo Schioppettino

di Giuseppe Longo

E’ appena alla terza edizione, ma si tratta già di un appuntamento consolidato, irrinunciabile per ritmare i primi giorni di giugno. Torna infatti la bellissima manifestazione “Appuntamento a Prepotto” che ha per sottotitolo “Incontro con lo Schioppettino di Prepotto, tradizione e cultura”: il punto di riferimento, nei giorni 1 e 2 giugno, sarà il Castello di Albana. “Avrai la possibilità – si rivolge in un saluto all’ospite la appena riconfermata sindaco Mariaclara Forti – di immergerti nella bellezza del nostro territorio aderendo alle due escursioni naturalistiche che ti porteranno all’imbrunire fra le colline cesellate di vigneti o di prima mattina fra i boschi prospicienti lo Judrio”. E ancora: “Potrai degustare la nostra produzione vinicola d’eccellenza, lo Schioppettino di Prepotto e altri vini autoctoni accompagnati dalle prelibatezze dei nostri artigiani del gusto locali”. E infine: “Se preferisci immergerti in una informazione scientifica, ma altrettanto affascinante… non perdere le nostre conferenze. Se resti a casa non sai cosa ti perdi!”.

Mariaclara Forti e Claudio Fabbro.


Allora, meglio cogliere al volo l’invito del primo cittadino e immergersi per uno o anche due giorni in questo affascinante territorio, in questo piccolo ma grande paese pieno di risorse che meritano d’essere conosciute e valorizzate, come appunto quella gemma della vitivinicoltura locale che si chiama “Schioppettino di Prepotto”, un vino che proprio un anno fa ha festeggiato, con i suoi bravi produttori, il decennale del riconoscimento della sottozona – i francesi la chiamerebbero “cru” – nell’ambito della prestigiosa Doc Colli orientali del Friuli.

Ricchissimo il programma messo a punto dalla Pro Loco e dall’Associazione produttori dello Schioppettino di Prepotto per questa “due giorni”. Si comincerà sabato alle quattro del pomeriggio con il convegno “La salute non è solo mancanza di malattia: dalla nutrizione le indicazioni per una medicina positiva”: parlerà il professor Fulvio Ursini, Dipartimento della Medicina molecolare dell’Università di Padova. Alla stessa ora nel giardino pensile “A tavola con il Medioevo” a cura di Elisa Pallavicini. Si tratta di un laboratorio per bambini con assaggio. Incontro finalizzato alla scoperta di strumenti, ingredienti e cibi dell’Età di Mezzo.
Ma il vero “piatto forte” sarà quello proposto, ancora alle 16, nella sala del Castello, dove ci sarà la manifestazione “Schioppettino di Prepotto – Unico per natura 10 anni di storia”.  E’ una degustazione alla cieca attraverso un percorso che ci farà entrare nell’anima del grande rosso autoctono – noto anche come Ribolla nera o Pocalza, nella parlata slovena –  scoprendo annate mature, giovani e giovanissime per festeggiare appunto i dieci anni della denominazione a cura della giornalista e sommelier Liliana Savioli. Se tutti gli incontri sono liberi, per questo è invece richiesta la prenotazione. Questi i numeri telefonici: Anna 3284696888 e Mattia 3311122435.

Prepotto terra dello Schioppettino.

Alle 17 nella corte del Castello seguirà un altro convegno di spessore sul tema “Ecosostenibilità della gestione del vigneto: attualità e prospettive”. I lavori saranno introdotti e moderati, dal dottor Claudio Fabbro, agronomo, enologo e giornalista, ma dall’anno scorso soprattutto “cittadino onorario” di Prepotto per la vicinanza sempre dimostrata alla sua viticoltura di pregio. Tre gli interventi annunciati: “Controllo biologico degli insetti dannosi della vite”, del professor Pietro Zandigiacomo, Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine; “Api in vigna”, del dottor Pierantonio Belletti, agronomo e tecnico apistico; “Sviluppo dei regolamenti di polizia rurale”, a cura di Maurizio Dosualdo, del Coordinamento Città del Vino Fvg, di cui anche Prepotto fa parte.
Alle 17.30 nella vicina frazione di Craoretto ci sarà invece il percorso “All’imbrunire, attraverso i boschi nelle vigne di Prepotto”. Si tratta di una escursione guidata alla scoperta dell’identità paesaggistica di queste terre con degustazione campestre di vini e prodotti locali, seguita da cena finale. Dalle 17.30 alle 21.30, con ritrovo, partenza e cena presso l’agriturismo Scribano in via Craoretto 22. Il costo è di 25 euro e le iscrizioni vanno fatte entro domani 30 maggio: info@scribanovini.it – cellulare 333.6418357. Mentre per info escursione chiamare il dottor Renzo Ferluga al numero 3288231320.
Infine, la giornata si chiuderà con una bella manifestazione, con inizio alle 18.45, nella corte del Castello, dove ci sarà “Schioppettino Donna”. Sono previsti interventi istituzionali e saluti delle autorità, con la regia ancora di Claudio Fabbro. Ma vi abbiamo raccontato soltanto il programma di sabato. Quello della domenica lo lasciamo per la prossima puntata.

Vigneti nella zona di Cialla.

 

“Appuntamento a Prepotto” è organizzato dal Comune di Prepotto con l’Associazione produttori Schioppettino di Prepotto e la Pro Loco Prepotto, con il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia, di TurismoFvg, dell’Associazione nazionale Città del Vino e di CiviBank.

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In copertina, tipico grappolo dello Schioppettino di Prepotto.