L’addio dei Colli orientali del Friuli a due protagonisti della crescita vitivinicola

di Giuseppe Longo

Questo difficile anno che finalmente si avvia alla conclusione, e che ha segnato anche il mezzo secolo di vita dei Colli orientali del Friuli, a Natale ha visto la perdita di due benemeriti rappresentanti della vite e del vino, la cui scomparsa è avvenuta a pochi giorni di distanza in altrettanti paesi del Cividalese vicinissimi tra loro: ieri è morto a 86 anni Arturo Gigante, di Noax alle porte di Corno di Rosazzo per chi arriva dalla città longobarda; poco prima della festa della Natività a Spessa si era spento invece Giuseppe Zorzettig, di 87.
Due produttori, Turo e Bepi, che non vedevo più da decenni, ma che avevo conosciuto già negli anni Settanta, quando ero alle dipendenze del Centro regionale vitivinicolo, presieduto e diretto dagli indimenticati Orfeo Salvador ed Ennio Nussi, e frequentavo Corno e Spessa per motivi di assistenza tecnico-burocratica in collaborazione con il Consorzio di tutela degli stessi Colli orientali, che aveva sede a Cividale nell’ex essiccatoio bozzoli vicino alla stazione dei treni. Entrambi hanno contrassegnato la storia di questa importante area del Vigneto Fvg, le cui aziende erano affermate già all’epoca della nascita della denominazione di origine controllata, avvenuta appunto nel 1970, e con la loro laboriosità e lungimiranza – accanto ad altri intraprendenti vignaioli della zona – hanno saputo contribuire alla crescita di tutto il settore vitivinicolo che ha rappresentato una vera e propria svolta per l’economia dell’area contrassegnata dallo Spadone del Patriarca Marquardo, quello con cui tra pochi giorni il diacono traccerà la benedizione epifanica nel Duomo cividalese.
Arturo, in particolare, era padre di Adriano Gigante che è stato presidente del citato Consorzio di tutela Colli orientali del Friuli e Ramandolo – da qualche anno ospitato proprio a Corno, nel magnifico compendio di Villa Nachini Cabassi – e attualmente è alla guida dell’associazione dei Consorzi Doc del Friuli Venezia Giulia. I colleghi viticoltori, ma non solo, gli daranno l’ultimo saluto domani, alle due del pomeriggio, nella Chiesa di Sant’Andrat del Judrio.

Arturo Gigante

Giuseppe Zorzettig

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In copertina, lo Spadone di Marquardo fra i tralci di vite simbolo dei Colli orientali del Friuli.

Enogastronomia per il Giro, Vignalonga a Nimis, mele e castagne nelle Valli

di Gi Elle

Quante belle e invitanti proposte in questo fine settimana di metà ottobre! Con l’enogastronomia Fvg grande protagonista nei luoghi toccati dalle tappe del Giro d’Italia, la camminata fra i vigneti di Nimis, le antiche mele delle Valli del Natisone e le castagne del “Balcone del Friuli”. Ma ecco in dettaglio di che cosa si tratta.

Bontà Fvg in “rosa”

Manca ormai pochissimo all’arrivo della “carovana rosa” in Friuli Venezia Giulia e PromoTurismoFvg sale in piedi sui pedali per cogliere le occasioni di promozione turistica legate alle tappe regionali del Giro d’Italia. A Rivolto e Piancavallo (domani 18 ottobre), Udine (lunedì 19), Monte di Muris (martedì 20), infatti, il braccio turistico della Regione Fvg sarà presente per dare accoglienza e assistenza: sarà in particolare l’enogastronomia a farla da padrona, con l’allestimento di zone hospitality dove si potranno degustare le eccellenze food&wine del territorio. Saranno presenti i vini della nostra regione, grazie alla collaborazione con il Consorzio delle Doc e il Consorzio Collio, il formaggio Montasio e il prosciutto di San Daniele, forniti dai rispettivi Consorzi di tutela, ma anche piccole chicche artigianali prodotte da alcune delle aziende della Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia: gli ospiti potranno quindi assaggiare anche il succo di mela, birre artigianali, gubana e strucchi, piccola pasticceria, miele, speck, sottoli e olio Tergeste. La tappa di San Daniele sarà gestita dal Consorzio del prosciutto, ma con la collaborazione di PromoTurismoFvg saranno presenti anche tutti gli altri prodotti. In conformità alla normativa anti-Covid, PromoTurismoFvg allestirà i punti di ristoro a cui avranno accesso solo un numero limitato di ospiti, composto da giornalisti e istituzioni, e dove la somministrazione del prodotto avverrà tramite monoporzioni, bicchieri personalizzati e mantenendo il distanziamento necessario alle esigenze sanitarie del momento. Ogni tappa, inoltre, sarà un’occasione per offrire materiale informativo sulla regione e raccontare il territorio.

Nelle vigne del Ramandolo

E, mentre in Friuli Venezia Giulia arriva il tanto atteso Giro d’Italia con la mitica tappa Aerobase di Rivolto-Piancavallo, a Nimis domani ci sarà la 5a Vignalonga nell’imminenza del passaggio dei ciclisti della tappa Udine-San Daniele che martedì sfrecceranno anche per il paese pedemontano, prima di raggiungere le alte valli del Cornappo e del Torre. La società Asd Atletica Dolce Nord Est ha organizzato infatti, sotto l’egida della Fiasp, un’attività motoria non competitiva aperta a tutti su un percorso circolare di 5 e 12 chilometri. Iscrizioni e partenza dal parco della Madonna delle Pianelle, quello dove si svolge l’annuale sagra settembrina che vanta oltre cinque secoli di storia. Gli orari di partenza sono fissati fra le 8.30 e le 11 e i partecipanti dovranno osservare tutte le norme anti-contagio. Quindi via al tour nei vigneti del Ramandolo Docg e del Refosco Doc Colli orientali del Friuli, tra Nimis e Tarcento, dove si è appena conclusa la vendemmia.

La Seuka protagonista

Dopo le gubane e le castagne, saranno le mele le grandi protagoniste di “Sapori nelle Valli”, la fiera-mercato agroalimentare delle valli del Natisone che si tiene nei fine settimana di ottobre nella zona industriale di San Pietro. Eccezionalmente, trattandosi della coincidenza con l’arrivo del Giro d’talia, la manifestazione di questo weekend si protrarrà fino a martedì prossimo, giorno in cui la “carovana rosa” giungerà anche nelle Valli. Oggi e doamani, fiera-mercato “Una mela al giorno… alla scoperta della mela Seuka”. Dell’antica varietà autoctona delle Valli del Natisone saranno proposti racconti, storia e sperimentazioni, nonché degustazioni. La manifestazione si concluderà il 25 ottobre con L’innovazione.

Sul “Balcone del Friuli”

A Valle di Soffumbergo, invece, l’appuntamento è ancora con la castagne. A prescindere dalle condizioni meteo, i chioschi con specialità a base del tipico frutto autunnale saranno sempre aperti sia oggi che domani. Oggi, inoltre, raccolta di castagne nel bosco (ultimi posti disponibili, per verifica contattare www.prolocovalledisoffumbergo.it o info@prolocovalledisoffumbergo.it) e domani passeggiata naturalistica alla Grotta Foran di Landri (anche qui ultimi posti). Per quanto riguarda la viabilità, da ricordare che pure per domani è istituito il senso unico di marcia dalle 8 alle 20 nel tratto di strada comunale Colloredo di Soffumbergo – Valle di Soffumbergo – Canal di Grivò. Anche questo ottobre è infatti all’insegna delle castagne e della natura a Valle di Soffumbergo, il “Balcone del Friuli”. Rispettando le disposizioni anti Covid-19 e con ingresso contingentato per tutti i weekend del mese si svolgerà la manifestazione “Ottobre tra castagne e natura”. Gli eventi sono organizzati dalla Pro Loco Valle di Soffumbergo (la più piccola d’Italia) in collaborazione con il Comune di Faedis, il Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia e Promoturismo Fvg.

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In copertina, i vini Fvg grandi protagonisti per brindare al Giro d’Italia atteso domani e martedì.

Un collegamento dagli Usa per Schioppettino e Ribolla. Cena sul ponte: adesioni entro oggi

di Gi Elle

Un tocco di internazionalità per la serata sul Ponte dello Schioppettino del 2 agosto, con un collegamento addirittura dagli Stati Uniti d’America.  Infatti, dopo la presentazione ufficiale di “Calici di Stelle 2020”, avvenuta l’altra sera in un bel vigneto di Orsaria, cresce l’attesa per il nuovo speciale appuntamento che vedrà nuovamente insieme i produttori di Prepotto e Dolegna, delle zone Doc Colli orientali del Friuli e Collio, e che ora si arricchisce anche con questa nuova iniziativa. Si tratta della già annunciata cena di gala del 2 agosto, quando i vignaioli dei due Comuni proporranno con una serie di piatti scelti per l’occasione i loro vini di punta, vale a dire i famosi Schioppettino di Prepotto e Ribolla gialla di Dolegna, il primo “consacrato” dalla sottozona ufficiale ritagliata una decina di anni fa all’interno della stessa Doc, l’altro non ancora, ma che potrebbe avere tutti i numeri per ambire a un simile riconoscimento nell’ambito della sua stessa denominazione di origine, la prima a essere ottenuta, oltre mezzo secolo fa, nel Vigneto Fvg. Ricordiamo che l’annuale iniziativa è indetta dalle delegazioni regionali delle Città del Vino e del Movimento turismo del Vino, con la collaborazione di civiche amministrazioni, Pro Loco e sodalizi dei rispettivi paesi.

E allora subito una nota di servizio: le prenotazioni alla bellissima cena di domenica prossima sul ponte che, tra Albana e Mernico, attraversa il fiume Judrio, linea di demarcazione fra i due Comuni collinari e le due stesse Doc, vanno presentate entro stasera, giovedì, scrivendo alla e-mail prolocodolegnadelcollio@virgilio.it oppure chiamando il numero 348.5262617. Vista infatti la necessità di rispettare scrupolosamente le normative anti-Covid, vi si potrà partecipare soltanto prenotando il proprio posto a tavola. L’organizzazione ricorda al riguardo che, in caso di maltempo – facciamo gli opportuni scongiuri! -, l’evento verrà annullato con il rimborso delle quote individuali.

Ma torniamo al collegamento con gli Usa. Il sindaco Mariaclara Forti, pure intervenuta alla presentazione ufficiale dell’altra sera, ci ha ricordato, infatti, che gli amici d’Oltreoceano, non potendo essere presenti fisicamente alla cena grazie ad una loro delegazione, alle 20.45 di domenica faranno un “tour” attraverso la rete nella Valle del Judrio e alla cena sul Ponte dello Schioppettino. Nell’attesa del prossimo viaggio nella nostra terra, ammireranno così – anticipa il primo cittadino di Prepotto che segue la importante iniziativa assieme al collega di Dolegna del Collio, Carlo Comis – attraverso le grandi opportunità offerte da Internet la bellezza delle colline cesellate dai vigneti e contempleranno le sfumature violacee e dorate dei due prestigiosi vini sapientemente abbinati ai piatti della tradizione.
Infine, ricordiamo tutti i protagonisti della serata. Maestri vignaioli, Ribolla gialla: Ca’ Ronesca, Ferruccio Sgubin, Fruscalzo, La Ponca, Michele Grudina, Norina Pez, Pascolo, Ronco Scagnet, Tenuta Stella e Zorutti; Schioppettino di Prepotto: Grillo Iole, Ronc Soreli, Stanig, Vigna Petrussa, Vigna Traverso, Vignaiuoli Toti. Maestri del Gusto: Al Cjant dal Rusignul, Codromaz, Hostaria Pettirosso, Scribano, Tinello di San Urbano. Per esaltare i sapori e impreziosire l’atmosfera ci saranno le note musicali Jazz & Blues di Auro e Caio.

Per altre informazioni e prenotazioni:
prolocodolegnadelcollio@virgilio.it – telefono 3485262617

“Calici di Stelle” oggi presenta il 2020. Entro giovedì si prenota Dolegna-Prepotto

di Gi Elle

E’ cominciato il conto alla rovescia per il nuovo speciale appuntamento di “Calici di Stelle” sul Ponte dello Schioppettino che tra Albana e Mernico, attraversando il fiume Judrio, unisce i due territori comunali di Prepotto e Dolegna, l’uno espressione dei Colli orientali del Friuli, l’altro del Collio. Questa terza edizione dell’originale “gemellaggio” tra Schioppettino di Prepotto e Ribolla gialla di Dolegna ritornerà, come già annunciato, domenica prossima e sarà la prima manifestazione dell’intenso programma 2020 di “Calici di Stelle” che, con i due paesi a ridosso del confine sloveno,  vede partecipi  anche altre numerose località del Friuli Venezia Giulia. L’annuale iniziativa è indetta dalle delegazioni regionali delle Città del Vino e del Movimento turismo del Vino, con la collaborazione di civiche amministrazioni, Pro Loco e sodalizi locali. Proprio questa sera, alle 19, sarà presentato l’intero programma di “Calici di Stelle 2020” durante un incontro nell’azienda vitivinicola Fantin Nodar di Premariacco (via Casali Ottelio), in una prestigiosa zona della Doc Colli orientali.

Ma tornando alla cena di gala del 2 agosto sul Ponte dello Schioppettino, ricordiamo che, vista la necessità di rispettare scrupolosamente le normative anti-Covid, i posti saranno limitati, per cui le prenotazioni obbligatorie dovranno pervenire online entro giovedì 30 luglio a questi recapiti: prolocodolegnadelcollio@virgilio.it – telefono 3485262617. In caso di maltempo, l’evento verrà annullato con il rimborso delle quote individuali. Questi, dunque, tutti i protagonisti. Maestri vignaioli, Ribolla gialla: Ca’ Ronesca, Ferruccio Sgubin, Fruscalzo, Michele Grudina, Norina Pez, Pascolo, Ronco Scagnet, Tenuta Stella e Zorutti; Schioppettino di Prepotto: Grillo Iole, Ronc Soreli, Stanig, Vigna Petrussa, Vigna Traverso, Vignaiuoli Toti. Maestri del Gusto: Al Cjant dal Rusignul, Codromaz, Hostaria Pettirosso, Scribano, Tinello di San Urbano. Per esaltare i sapori e impreziosire l’atmosfera ci saranno le note musicali Jazz & Blues di Auro e Caio.

Ribolla gialla di Dolegna.

Schioppettino di Prepotto.

Prenotazioni per la cena del 2 agosto sul Ponte dello Schioppettino :
prolocodolegnadelcollio@virgilio.it – telefono 3485262617

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In copertina, il logo di “Calici di Stelle 2020” il cui programma sarà presentato oggi a Premariacco.

 

Colli orientali del Friuli, 50 anni di storia sulla strada della qualità

di Giuseppe Longo

Oggi è il 20 luglio. Ed esattamente in questa stessa giornata di 50 anni fa veniva approvato, con decreto del presidente della Repubblica – capo dello Stato era Giuseppe Saragat – il disciplinare della Doc Colli orientali del Friuli (la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale 247 del 30 settembre successivo), la seconda denominazione di origine controllata istituita nella nostra regione dopo quella del Collio Goriziano, che fu apripista nel mettere a frutto le disposizioni della famosa legge istitutiva, la 930 del 1963. Cinquant’anni di storia, dunque, per i vini tutelati dal Consorzio contraddistinto dal marchio con lo Spadone di Marquardo e che sovrintende un ampio territorio che va dal lembo più settentrionale di Nimis e Tarcento – dove è stata ritagliata pochi anni dopo la zona del Ramandolo, evoluta nella prima Docg del Friuli Venezia Giulia -, per continuare verso Attimis, Faedis e Povoletto, con le bellissime colline di Savorgnano del Torre e Ravosa. Quindi, Torreano, Cividale, San Pietro al Natisone, Prepotto, a due passi dal confine con la Slovenia, Corno di Rosazzo, Buttrio, Manzano, San Giovanni al Natisone e Premariacco, con Ipplis e Rocca Bernarda. Piccole porzioni vitate sono comprese anche nei Comuni di Magnano in Riviera, Moimacco, Reana del Rojale e Tricesimo. La sede consortile, fin dall’inizio ubicata nella città ducale, da qualche anno è stata trasferita nella storica cornice di villa Nachini Cabassi a Corno, paese i cui vigneti s’incrociano con quelli del Collio nel limitrofo Comune di Cormons. Il Consorzio di tutela Friuli Colli orientali e Ramandolo – oggi presieduto da Paolo Valle – riunisce circa 200 soci, la maggioranza dei quali vende i vini imbottigliati. I vigneti (2 mila ettari iscritti all’albo) producono oltre 80 mila ettolitri di vino Doc, dei quali almeno il 30 per cento viene commercializzato all’estero. Un’esportazione destinata prevalentemente all’Europa, ma che non esclude Paesi lontani, tra i quali soprattutto Stati Uniti d’America e Giappone.

Paolo Valle

Oltre a quella del Ramandolo, negli anni hanno visto la luce anche le Docg Picolit e Rosazzo, oltre ad alcune prestigiose sottozone – “cru” per dirla con i francesi – che vanno sotto i nomi di Cialla (Ribolla gialla, Verduzzo friulano, Refosco dal peduncolo rosso, Schioppettino, Bianco e Rosso), Refosco di Faedis, Ribolla gialla di Rosazzo, Pignolo di Rosazzo e Schioppettino di Prepotto. La denominazione “Friuli” Colli Orientali – è questa attualmente la qualificazione corretta dopo l’ultima modifica del disciplinare di produzione – con la specificazione di una delle seguenti indicazioni varietali – Chardonnay, Malvasia (da Malvasia istriana), Pinot bianco, Pinot grigio, Ribolla gialla, Riesling (da Riesling renano), Sauvignon, Friulano (da Tocai friulano), Traminer aromatico, Verduzzo friulano, per quanto riguarda i vini bianchi; Cabernet (da Cabernet franc e/o Cabernet sauvignon e/o Carmenere), Cabernet franc, Cabernet sauvignon, Merlot, Pignolo, Pinot nero, Refosco dal peduncolo rosso, Refosco (da Refosco nostrano), Schioppettino e Tazzelenghe, fra rossi – è riservata ai vini ottenuti da uve di vigneti costituiti dai corrispondenti vitigni ed aventi una composizione ampelografica monovarietale minima dell’85% in ambito aziendale. Sono ammesse anche le specificazioni “Friuli” Colli Orientali “Rosso”, “Bianco” e “Dolce”, mentre la menzione “Riserva” è ammessa qualora i vini siano stati invecchiati almeno due anni a decorrere dai primo novembre dell’annata di produzione delle uve.

La zona Doc nella storica cartina.

Il territorio – recita ancora il disciplinare – si estrinseca in una variegata alternanza di colline e pianure che si sviluppano ininterrottamente lungo le direttrici nord-ovest e sud-est, creando delle ampie superfici che possono godere di un’esposizione ottimale per la coltivazione della vite, la quale beneficia di microclimi che rendono queste zone molto vocate. I terreni dei Colli Orientali appartengono al così detto “Flysch di Cormòns” che è costituito da un’alternanza di strati di marne (argille calcaree) e arenarie (sabbie calcificate) dall’aspetto molto tipico. Questo insieme è chiamato in friulano “ponca” ed è facilmente alterabile in presenza di agenti atmosferici (soprattutto pioggia, ghiaccio e sole) e si sgretola velocemente in frammenti scagliosi, i quali in seguito si decalcificano e mutano in giallastro l’originario colore grigioazzurognolo o grigio-plumbeo, fino a dissolversi in terreno argilloso. Queste marne sono solitamente ricche di calcare (ne contengono dal 40 al 60%) e di potassio, leggermente meno di fosforo. I vigneti si collocano tra i 100 ed i 400 metri sul livello del mare, che si trova a una quarantina di chilometri: la maggior parte dei terreni vitati si trova su colline terrazzate, mentre alcuni occupano delle porzioni pianeggianti o con un leggera pendenza.

Questo, dunque, un rapido ritratto dei Colli orientali del Friuli come li conosciamo oggi, dopo un’evoluzione durata appunto mezzo secolo da quel Dpr che li istituì. Cinquant’anni che hanno segnato una crescita qualitativa notevolissima, grazie a produttori appassionati e capaci, assecondati da tecnici preparati e guidati da presidenti consortili lungimiranti – dai primissimi Pietro Rubini e Luigi Rodaro, per arrivare ai più recenti Adriano Gigante, Michele Pavan e, appunto, Paolo Valle – che hanno saputo trasformare questa zona Doc in una delle aree più prestigiose del Vigneto Fvg, producendo vini che hanno conquistato il mondo. Un impegno che sicuramente non mancherà nei prossimi 50 anni, perché i Colli orientali sono attesi da altri importanti traguardi. Sempre sotto l’insegna dello storico Spadone di Marquardo che vide il suo debutto a Cividale in occasione delle tradizionali feste epifaniche di 44 anni fa, dunque pochi mesi prima di quel terremoto che devastò mezzo Friuli e che segnò una svolta per la vita in questa meravigliosa terra friulana. Anche per la sua viticoltura di qualità.

La sede e il marchio.

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In copertina, maturazione dei grappoli al via sui Colli orientali: foto scattata ieri nel Cividalese.

E ora “Parole e Musica” fa tappa a Spessa, cuore dei Colli orientali del Friuli

di Gi Elle

Mentre in Friuli Venezia Giulia si annuncia, a cura del Movimento turismo del Vino, il quarto weekend con la nuova proposta di Vigneti Aperti (ne riferiremo in dettaglio domani), oggi sarà l’azienda vitivinicola Paolo Rodaro, a Spessa – nel cuore della prestigiosa zona Doc dei Colli orientali -, a ospitare la seconda rappresentazione di “Parole e Musica – Lungo la Strada del vino e dei sapori del Friuli Venezia Giulia”. L’intrattenimento, che aveva debuttato con successo venerdì scorso a Faedis, vede protagonisti l’attore Dino Persello (pure ideatore e regista della simpatica iniziativa, che coniuga cultura friulana ed enogastronomia di qualità delle nostre terre) e il fisarmonicista Pasqualino Petris. L’appuntamento è fissato per questa sera, alle 19, appunto nella sede della rinomata cantina, nella frazione di Cividale, in via Cormons 60 (per prenotarsi: info@rodaropaolo.it).

Dino Persello

Pasqualino Petris


La terza rappresentazione – che dovrà avvenire rispettando i criteri di sicurezza richiesti dall’emergenza sanitaria – si terrà, invece, sabato 25 luglio, stessa ora, a Corno di Rosazzo all’azienda agricola Vignaioli Specogna (per prenotarsi info@specogna.it), mentre la quarta sarà venerdì 7 agosto, sempre alle 19, all’azienda agricola Ronc dai Luchis Tal rocul dai Luchis, nuovamente a Faedis (per prenotarsi deluxfe@yahoo.it). Gli spettacoli si terranno all’aperto (al coperto in caso di maltempo). Al termine, brindisi offerti dalle cantine ospitanti. L’ingresso è libero ma, come detto, per motivi organizzativi è necessario la prenotazione direttamente alle singole aziende agricole. “Il turista dei giorni nostri e del futuro prossimo – aveva spiegato Dino Persello in occasione della presentazione dell’iniziativa alla Pro Loco Valle di Soffumbergo, che ha promosso l’evento sotto la guida di Gianfranco Specia – è oltremodo sensibile a quello che succede intorno a lui, al territorio dove si trova, alla storia delle “genti” che lo accolgono. Queste saranno le tematiche che nel lavoro teatral-musicale saranno condivise assieme agli spettatori, nelle affascinanti cornici delle nostre vigne e cantine”.
Appuntamento, dunque, questa sera a Spessa, uno dei paesi più famosi dei Colli orientali del Friuli, la zona Doc istituita esattamente mezzo secolo fa e che ebbe, tra i suoi presidenti, anche Luigi Rodaro, il padre di Paolo. Un anniversario importante sulla strada dell’affermazione delle grandi etichette tutelate dal Consorzio e che, proprio per questo, è opportuno ricordare e festeggiare. Anche con “Parole e Musica”, applaudendo Dino Persello e Pasqualino Petris e brindando con i prestigiosi vini di Paolo Rodaro.

L’evento è organizzato dalla Pro Loco Valle di Soffumbergo con la collaborazione del Comune di Faedis, Consorzio Pro Loco Torre-Natisone, Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia, l’Unpli nazionale e Promoturismo Fvg.
Per informazioni info@prolocovalledisoffumbergo.it

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In copertina, Paolo Rodaro che qui sopra è, molto giovane, con il padre Luigi e lo zio Edo.

Quando il vino è amore e poesia, parola di Rosinella Celeste

di Giuseppe Longo

Picolit e Terrano sono vini eccezionali, espressi da una viticoltura avara, su colline e altipiani che hanno ispirato scrittori e poeti, da Ippolito Nievo a Fulvio Tomizza. Sì, perché il vino è anche poesia. Eccome! Ne sa qualcosa Rosinella Celeste Lucas che ha provveduto alla ristampa di “Vino, amore e poesia”, meritando l’Acino d’oro per il Vino della Pace. Una poesia che attinge proprio all’essenza del Vigneto Fvg, in particolare – per fermare l’attenzione sui due grandi vini appena citati – a quello delle terre meravigliose, ma aspre e difficili, come lo sono quelle dei Colli orientali del Friuli, da Nimis a Savorgnano e Cividale, e del Carso, da Sagrado a Sgonico e Prosecco. Un bel libro, scritto appunto con amore e trasporto per una espressione della nostra economia, fatta di etichette affermatesi in tutto il mondo. Economia che è la somma di lavoro, ingegno, intraprendenza, ma anche di cultura. Perché attorno a un grappolo d’uva, ma soprattutto attorno a un buon bicchiere di vino c’è anche cultura, tanta. E appunto poesia. Quella che ha ispirato la nostra autrice, innamorata dei vini friulgiuliani, tanto da scrivere una serie di liriche che hanno dato vita proprio a “Vino, amore e poesia” (Edizioni della Laguna), tradotto anche in friulano e sloveno, visto che la nostra viticoltura ha un intimo rapporto con la nazione confinante, attravero la Brda, continuazione del Collio, e il Kras, la prosecuzione delle terre rosse carsoline.

Rosinella Celeste Lucas


Ma perché il vino? «E’ stato un modo – spiega la stessa autrice – per assomigliargli di più. Una duplice tematica: amore e vino, movenze e colori, sapori ed affetti si fondono in una sorta di “uvaggio sentimentale”. Così la realtà di un vino e la memoria di un Amore si sovrappongono in una sorta di “uvaggio simbolico”, pretesto lirico, dunque per amare i vini autoctoni con tutti i sensi e i sobbalzi del cuore pronti a captarne le suggestioni. Vino che è anche dura conquista,come duro a volte l’Amore, ma per il quale vale la pena d’esistere. Vino che si umanizza nel riflesso della gente che lo lavora e suda tra le spalliere dei vigneti… specie in Carso (Terrano)».
Il libro, illustrato dall’inconfondibile tratto di Arrigo Poz, ha la prefazione di Piero Fortuna – entrambi, purtroppo, ci hanno lasciato – e la postfazione di Paolo Maurensig. E’ stato premiato a Cormons, Città del vino, ma soprattutto del “Vino della Pace” che si è fatto conoscere in tutto il pianeta, valorizzando nel contempo anche il nome del nostro Vigneto, al quale ha voluto rendere omaggio anche Rosinella Celeste, che l’indimenticabile Fulvio Tomizza accostò “alla schiera dei nostri Slataper, Stuparich e Saba…”. “Figlio del sole” ottenuto “lassù tra Savorgnano e il Torre”, scrive la poetessa di Fiumicello a proposito del Picolit, frutto di “acini d’oro” donati da un “vigneto scabro come un amore taciuto”. Mentre i “contadini del Carso”, dai “visi scorzati dalla Bora” producono l’inimitabile Terrano “nei vigneti dove si spacca la pietra dura”. Un “vino aspro e sanguigno” che in una parola soltanto significa “Umanità”. Ma Picolit e Terrano sono soltanto due esempi di cosa sanno produrre i nostri bravi vignaioli, ai quali ha reso giustamente merito anche il libro “Vino, amore e poesia”. «Una poesia – scrive Licio Damiani – che delinea paesaggi densi e odorosi, nitidi e terragni, paesaggi che incisi espressionisticamente, accennano a una mitologia interiore e che si modulano come un vero e proprio racconto, articolando una vera storia d’amore».

Assieme a Fulvio Tomizza.

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In copertina, il libro di Rosinella Celeste illustrato da Arrigo Poz.

Il vento e la grandine devastano i vigneti del “Ramandolo”

di Giuseppe Longo

NIMIS – Il meteo di ieri mattina non ipotizzava un maltempo di particolare violenza, sebbene  l’Osmer Fvg citasse la possibilità di “qualche isolato temporale più forte”, tanto che il simbolo con la saetta era posto proprio nel Tarcentino, nell’area a nord di Udine.  Previsioni dunque azzeccate e che, ancora una volta, confermano la veridicità dell’antico detto secondo cui un’avversità atmosferica, anche molto potente, è probabile nel giorno dei Santi Pietro e Paolo (altra data tenuta ogni anno sotto controllo è quella dei Santi Ermacora e Fortunato, il 12 luglio). I detti non nascono a caso: se i nostri vecchi avevano imparato a temere “el burlaz di San Pieri”, evidentemente avevano le loro ragioni. E ieri le condizioni c’erano tutte affinché si scatenasse la furia degli elementi, con grandine di grosse dimensioni e forte vento, soprattutto per la cappa di afa che ci opprimeva fin dal mattino. Per fortuna non si è trattato di un evento simile al fortunale abbattutosi il 10 agosto di tre anni fa, ma i danni sono stati comunque notevoli.


Tra le zone prese di mira, quella di Nimis, in particolare tra Ramandolo e Torlano ai piedi della Bernadia, è stata una fra le più pesantemente colpite. Per esempio, un vigneto “sorpreso” con le reti arrotolate  per agevolare la potatura verde è stato letteralmente distrutto. E la vitivinicoltura di pregio, a cominciare da quella dello stesso “Ramandolo Docg” – il celebre Verduzzo dolce che solo qui può fregiarsi del nome della località che lo produce con fatica (in un libro di una ventina di anni fa avevo fatto cenno a una “viticoltura eroica” in quella che può essere definita “la vigna giardino”) -, ha subìto un danno molto grave, soprattutto in quei vigneti che non sono stati protetti da quelle originali reti “a grembiule” ideate oltre quarant’anni fa, proprio qui a Nimis – e poi imitate anche altrove -, quando ormai ci si rendeva conto dell’inefficacia della difesa con i razzi antigrandine, che spesso non centravano le nubi cariche di tempesta, annullando così l’effetto di questa prevenzione che, peraltro (ne sono buon testimone), richiedeva anche molti sacrifici agli addetti nelle postazioni dislocate sul territorio. Ieri, una volta passato il maltempo, non si coglievano ancora in tutta la loro gravità gli effetti della grandine sui grappoli ormai in rapido accrescimento, ma è bastato il sole di stamane a denunciare la devastazione subita dai vigneti, soprattutto nelle zone di Torlano e di Ramandolo, appunto sulle pendici della montagna vegliata dalla storica Chiesetta ricoperte di ronchi bellissimi in cui si produce non solo il celebre bianco ma anche un generoso Refosco, di Faedis e del Peduncolo rosso (come mostra la foto di copertina) .


Produzione quindi notevolmente decurtata – perché la grandine è passata addirittura oltre le reti -, con un grave arresto della vegetazione che dovrà essere prontamente soccorsa con trattamenti anticrittogamici al fine di favorire una veloce cicatrizzazione delle ferite provocate sui tralci appunto dalla temutissima meteora, caduta con veemenza, e per preservarli da attacchi fungini. Quindi spese ulteriori che si sommano alle perdite per il mancato raccolto e ai danni causati alle aziende agricole, anche in questo angolo dei Colli orientali del Friuli, dall’emergenza sanitaria da Coronavirus che ha pesantemente influito sulla commercializzazione del prodotto della vendemmia precedente.

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In copertina e all’interno i danni del maltempo di ieri sui vigneti di Ramandolo con la grandine passata anche oltre le reti.

LA RICETTA – Ecco come si fa la pastiera in scena a Cividale

di Gi Elle

A Cividale oggi e domani la gubana prodotta in città e nelle Valli del Natisone mette in atto la sua nuova appassionante sfida: quest’anno, come è noto, è la volta della famosa pastiera napoletana. Così, dopo il verdetto espresso dalla giuria tecnica che si è riunita l’altra sera – e che rimarrà top secret fino alle premiazioni di lunedì pomeriggio -, sarà la volta dei clienti del centralissimo Caffè San Marco a dire la loro, assaggiando i due dolci offerti in degustazione e segnando la propria preferenza su apposite schede. Intanto, nella consueta rubrica “La ricetta del sabato”, vi proponiamo il metodo per realizzare proprio la pastiera attraverso le esaurienti spiegazioni sulla ricetta originale che abbiamo trovato su lacucitaitaliana.it

“La pastiera napoletana”

Ingredienti:
600 g Farina 00
300 g Strutto
400 g Zucchero semolato
8 Uova
500 g Latte
600 g Ricotta di pecora
250 g Grano cotto
100 g cedro e arancia canditi, a dadini
Mezza busta di vanillina
Mezzo baccello di vaniglia
Acqua di fiori d’arancio
Limone
Cannella in polvere
Sale
Arancia
Burro
Durata: 12 h 25 min
Livello: Medio
Dosi: 10 persone

Preparazione:
1 – Per preparare la pastiera napoletana secondo la ricetta classica, seguite tutti i nostri step passo dopo passo. Lessate il grano in acqua bollente per 2 ore, poi scolatelo e cuocetelo nel latte con un tocchetto di cannella, un po’ di scorza di arancia e 1 baccello di vaniglia, finché non avrà assorbito tutto il latte (ci vorranno circa 15 minuti). In alternativa potete usate 500 g di grano cotto già pronto, scaldandolo in 250 g di latte, utilizzando gli stessi aromi (cannella, arancia e vaniglia), per circa 10-15 minuti. Fate raffreddare il composto.

2 – Impastate in una grande ciotola la farina, lo strutto, 150 g di zucchero e un pizzico di sale, fino ad ottenere un composto sbriciolato, poi unitevi 2 uova e proseguite lavorando prima con la punta delle dita e poi con le palme delle mani, ricavando un panetto di pasta frolla. Ponete l’impasto in frigo in una ciotola sigillata con la pellicola da cucina per 30 minuti.

3 – Lavorate la ricotta con il resto dello zucchero, aggiungendolo un poco alla volta. Separate 2 uova, tenendo da parte gli albumi e incorporando solo i tuorli nel composto di ricotta; poi unitevi le altre 4 uova intere, uno alla volta, e mescolate bene con la frusta; aggiungete un po’ di scorza grattugiata di limone e di arancia, i canditi e 2 cucchiai di acqua di fiori di arancio. Eliminate gli aromi dal grano cotto. Montate gli albumi e amalgamateli al composto insieme con il grano cotto, ottenendo così il ripieno della pastiera. Per ottenere un ripieno più cremoso, potete frullare una parte di grano prima di aggiungerlo al resto del composto.

4 – Imburrate e infarinate una tortiera (ø 25 cm, h 6 cm), meglio se con la cerniera apribile. Stendete la pasta frolla su un piano infarinato fino ad ottenere uno spessore di 5 mm: ricavate due fasce alte come il bordo della tortiera e abbastanza lunghe da ricoprirne interamente il perimetro, poi fate un disco dello stesso diametro del fondo. Posizionate prima le fasce sul bordo, poi il disco sul fondo e premete bene per sigillare. Stendete la pasta in eccesso e tagliatela in 10 nastri larghi 2 cm.

5 – Riempite la frolla con il ripieno, posizionatevi sopra 5 nastri di pasta, in modo che siano equidistanti fra loro, e gli altri 5 sopra i precedenti, ma in obliquo. Infornate a 170 °C per 1 ora e 30 minuti. Sfornate e fate raffreddare la pastiera per almeno 8 ore in un luogo asciutto. Se lo gradite, potete spolverare la pastiera con dello zucchero a velo, ma soltanto una volta raffreddata, prima di servirla.

Vino:
Un Ramandolo Docg o un Verduzzo dolce dei Colli orientali del Friuli. Ma per chi preferisce un vino secco ottima una Ribolla gialla spumantizzata.

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In copertina, ecco la pastiera napoletana nella sua ricetta originale.

(Esclusi i consigli per il vino da abbinare, il testo è stato redatto dagli esperti de “La Cucina Italiana” che ringraziamo)

Vite e vino colti dall’obiettivo: si parte da Savorgnano

L’incantevole vigneto panoramico, il bosco che circonda la tenuta di Aquila del Torre e l’antica “bressana” faranno da splendida cornice e da set fotografico naturale al nuovissimo workshop Scatto di Vino organizzato da Vino e Sapori Fvg. L’appuntamento è per sabato 29 febbraio a Savorgnano del Torre per il primo incontro dedicato alla fotografia di paesaggio, in un’area fra le più pregiate dei Colli orientali del Friuli: nel programma della giornata si alterneranno momenti di formazione teorica e sul campo a degustazioni di ottimi vini e prodotti locali, il tutto arricchito dai racconti del vignaiolo Michele Ciani, che darà il benvenuto e fornirà preziose indicazioni ai partecipanti per farli entrare in contatto con il territorio che poi andranno ad immortalare.

Nicola Picogna

Questo dunque il programma della giornata: dalle 10 alle 12 benvenuto del vignaiolo, presentazione del workshop e introduzione teorica; dalle 12 alle 13 light lunch a base di prodotti locali abbinati ai vini Aquila del Torre; dalle 13 alle 16 uscita fotografica nel vigneto panoramico e nel bosco che circonda l’azienda.
Il Workshop condotto da Nicola Picogna, fotografo e guida naturalistica, è dedicato all’apprendimento e al perfezionamento delle tecniche utilizzate nella fotografia di paesaggio. Verranno analizzate le potenzialità e le caratteristiche dei filtri fotografici, strumenti fondamentali anche nell’era della fotografia digitale. Parte rilevante dell’esperienza sarà l’approfondimento sulla composizione fotografica e non verranno dimenticate le tecniche di messa fuoco.

Vino e Sapori Fvg, da sempre impegnata nella valorizzazione della cultura del vino e del territorio regionale attraverso il turismo enogastronomico, propone un ciclo completo di workshop ospitati da selezionate aziende locali, che si terrà in diversi periodi dell’anno per immortalare la bellezza del paesaggio vitivinicolo friulano nelle varie stagioni e momenti della giornata.

Questo, dunque, il calendario degli appuntamenti:

29 febbraio PAESAGGIO INVERNALEFoto Paesaggio
16 maggio PAESAGGIO PRIMAVERILEFoto Macro8
agosto – CALICI DI STELLEFotografare un evento
3-4 ottobre – REPORTAGE IN VENDEMMIARacconto per immagini

E’ possibile iscriversi entro mercoledì 26 febbraio.

Per informazioni e prenotazioni: Vino e Sapori Fvg. Tel. 0432611401-E-mail: info@vinoesapori.it–FB @vinoesaporifvg

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In copertina, una stupenda inquadratura dei vigneti Aquila del Torre sui Colli orientali del Friuli a Savorgnano.