Illustrare gli interventi e il calendario dei bandi del nuovo Sviluppo rurale Friuli Venezia Giulia, che comprende il Complemento di Sviluppo rurale (Csr), ossia il documento regionale attuativo del Piano strategico della Pac per la programmazione 2023-2027, ma anche le risorse ancora in campo del PSR 2014-2022 e i relativi bandi. E’ l’obiettivo di una serie di incontri programmati sul territorio della regione dall’assessorato regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e alla montagna, con la Direzione centrale risorse agroalimentari forestali e ittiche e l’Autorità di gestione regionale del PS PAC 2023-2027.
Il prossimo incontro aperto al pubblico è in calendario oggi 14 marzo a Codroipo, nella sala dell’Associazione Allevatori del Fvg in via XXIX Ottobre 9, dalle 14.30 alle 16.30. Sarà il personale dell’Autorità di Gestione regionale a dialogare direttamente con i potenziali beneficiari dello Sviluppo rurale.
Gli incontri sono stati organizzati per chiarire alle aziende agricole, agroalimentari e forestali, tutte le possibilità di supporto previste dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale integrato da risorse statali e regionali e per valutare le opportunità di un periodo che vedrà, entro la fine del 2025, l’erogazione di circa 160 milioni di euro a favore del settore primario. Gli interventi inseriti nella nuova Programmazione dello Sviluppo rurale si articolano in una trentina di azioni: si va, solo per citarne alcune, dal sostegno alla produzione integrata e alle tecniche lavorazione ridotta dei suoli, dall’introduzione delle colture di copertura alla gestione di prati e pascoli permanenti, fino alla gestione di investimenti non produttivi per la gestione attiva delle infrastrutture ecologiche.
Formazione agroalimentare, Sergio Vello subentra a Sandro Baldo nel Cefap Fvg
Sergio Vello è il nuovo presidente del Cefap Fvg (Centro per l’educazione e la formazione agricola e agroalimentare), con sede principale a Codroipo (le altre due sedi sono quelle di Pasian di Prato e Tolmezzo). Succede a Sandro Baldo, già direttore dell’Ersa e storico dirigente del Centro, in quanto presidente fin dalla sua fondazione, con la struttura e il nome attuale, avvenuta nel 1999. Vello, laureato in Scienze politiche all’Università di Trieste e già sindaco di Teor, vanta numerose esperienze e responsabilità all’interno di enti economici e strutture consortili regionali (Fondazione Crup, sistema Bcc, Consorzio Agrario), oltre a essere stato direttore di Confagricoltura Fvg per 35 anni.
«Sono onorato di prendere il testimone da Baldo che è stato un presidente attivo, competente e lungimirante – ha detto Vello al momento del suo insediamento -. Il Cefap, unico Centro formativo interamente dedicato al settore agricolo e agroalimentare, in regione e in Italia, ha un ruolo decisamente importate per la formazione dei giovani e degli adulti con una particolare attenzione all’integrazione sociale e al contrasto al disagio. Funzioni statutarie assolutamente da mantenere e consolidare nei prossimi anni».
Nel Cda del Cefap Fvg siedono i rappresentanti di Confagricoltura Fvg, Cia Fvg-Agricoltori Italiani e Coldiretti Fvg, oltre a quelli dell’Enaip Fvg. Diretto da Massimo Marino, capofila del Polo Formativo Agroalimentare, il Centro dispone di 28 dipendenti e alcune decine di collaboratori esterni (esperti), impegnati nell’attività formativa che, nel 2022, ha organizzato ben 550 corsi diversi, interessando 4.100 corsisti per 21.200 ore complessive di lezione, con una certa parte (stage) svolte all’interno di 130 aziende agricole e agroalimentari della regione. Il bilancio dell’anno da poco concluso ha chiuso con una cifra prossima ai 3 milioni di euro.
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In copertina, scambio di consegne tra Sergio Vello e Sandro Baldo al Cefap Fvg di Codroipo.
Esplosione dei costi, attività agricola impossibile senza programmazione
«Programmazione e pianificazione nel medio-lungo termine delle attività agricole aziendali e cooperative. Saranno queste le parole d’ordine alle quali gli operatori del mondo rurale dovranno rispondere nei prossimi mesi se vorranno continuare a mantenere la sostenibilità economica delle loro imprese», ha detto il presidente di FedAgriPesca Fvg, Venanzio Francescutti, durante l’incontro svoltosi a Codroipo davanti a un folto gruppo di cooperatori (soci e dirigenti di cooperative agricole e agroalimentari), incentrato sulla “Campagna Agricola 2023” ormai alle porte.
«L’impegnativa congiuntura economica, l’aumento dei costi di produzione (+170 per cento dei concimi; +129 per cento del gasolio; +90 per cento dei mangimi; +50 per cento del vetro dei contenitori) e una crescente difficoltà nel reperimento dei mezzi tecnici (fertilizzanti) richiedono una nuova consapevolezza e un cambio di mentalità – ha aggiunto Francescutti – che devono essere affiancate da una formazione personale costante e da puntuali servizi di assistenza tecnica».
Alle sottolineature di Francescutti si sono affiancate le considerazioni contenute nelle relazioni di Andrea Zadro, del Circolo Agrario Friulano, e Gualtiero Gigante, del Carac. Ricordiamo, infine, che a FedAgriPesca Fvg aderiscono 131 cooperative aderenti con quasi 10 mila soci, 1.200 addetti e 513 milioni di euro di fatturato complessivo.
Bene il prezzo del latte nel 2022, ma preoccupa molto il “caro energia”
Il prezzo del litro di latte alla stalla torna sopra i 40 centesimi, soglia minima per rendere l’attività degli allevatori economicamente sostenibile. Nei primi tre mesi dell’anno il prezzo pagato alle aziende zootecniche è passato da 41 centesimi a gennaio fino ad arrivare a 43 centesimi a marzo, “tanti” – si fa per dire – gli allevatori non ne vedevano da anni, anche se la crescita è purtroppo in gran parte assorbita dagli aumenti di mangimi ed energia. Variabili che hanno condizionato i risultati del 2021, come sottolineato dal presidente e dal direttore dell’Associazione allevatori Fvg, Renzo Livoni e Andrea Lugo, durante l’assemblea dei soci che, a Codroipo, ha approvato il bilancio 2021.

LATTE – “Nelle aspettative, il 2021 doveva rappresentare l’anno del riscatto dopo un 2020 segnato pesantemente dalla pandemia da Covid-19, invece, lo è stato solo in parte. Infatti, a un primo semestre piuttosto soddisfacente anche in termini di remunerazione del prezzo del latte – ha esordito Livoni -, nella seconda parte dell’anno il settore ha dovuto far fronte sempre più ad aumenti dei costi energetici e a seguire anche delle materie prime, che hanno di fatto annullato i margini realizzati fino a quel momento, dovuti a una quotazione del latte che da diversi anni non superava i 40 centesimi al litro”. Un trend che purtroppo è proseguito nei primi mesi del 2022, accentuato dal conflitto russo-ucraino.
CARNE – Segnali incoraggianti nel 2021 se ne sono registrati anche per la carne bovina e suina, oltre che per le carni bianche, con quotazioni aumentate nella seconda metà dell’anno, che anche in questo caso però sono state in parte vanificate dagli aumenti spropositati dei costi energetici e delle materie prime. “Gli effetti negativi che purtroppo si stanno trascinando anche in questi primi mesi del 2022 – ha fatto sapere Livoni – porteranno a un’ulteriore selezione delle imprese del settore zootecnico, con riflessi negativi anche sulla struttura della nostra associazione”.
STALLE – La contrazione delle stalle in questi anni è proseguita inesorabile, con la progressiva contrazione delle aziende zootecniche. L’anno scorso l’associazione ne ha controllate 403 su un totale regionale di circa 620, 21 allevamenti in meno rispetto ai 424 dell’anno precedente. Parallelamente si è ridotto anche il numero delle vacche controllate pari a 32.323 capi, 699 in meno rispetto all’anno precedente. “Nel totale regionale – sottolinea il direttore Lugo – l’incidenza del patrimonio in controllo rimane notevole, stimabile oltre l’85% delle vacche e in circa l’88% del latte con i capi in controllo (2,4 milioni di quintali su 2,7 milioni totali).
CENTRO MORUZZO – Nel 2021 è proseguita positivamente l’attività del Centro di Fecondazione Artificiale di Moruzzo, che ha visto il passaggio di testimone tra il Responsabile del Centro Tori, Antonio Menegoz e Paolo Scarbolo, e tra il responsabile della commercializzazione del seme equino Paolo Merlo con Roberta Natali. “La partnership con Horizon Genetics iniziata un paio d’anni fa è proseguita nel binario della massima collaborazione anche nel corso del 2021, rafforzando e consolidando il mercato del seme bovino verso la Cina – fa sapere Lugo -, così come è proseguito proficuamente il rapporto con la Selfarm, importatore del nostro seme per la Turchia”.
MALGA MONTASIO – Eccellente la stagione in Malga Montasio grazie al maggior afflusso di visitatori “che probabilmente – evidenzia il direttore – non vedevano l’ora di poter uscire dalle proprie abitazioni e tornare a respirare aria di libertà dopo un 2020 contrassegnato da continui lockdown”. Tendenza che ha positivamente investito anche il rifugio Divisione Julia a Sella Nevea e che promette di consolidarsi quest’anno. Aperto da poche settimane, l’agriturismo di Malga Montasio in particolare sta già riscuotendo grande successo, complice l’arrivo in quota, nei giorni scorsi, di circa 200 vacche che resteranno al pascolo fino all’inizio di ottobre.
E-COMMERCE – Tra le iniziative che vedono impegnata l’associazione e che decolleranno nei prossimi mesi svetta infine l’e-commerce. “Un progetto in divenire – precisa il direttore – sul quale ci siamo spesi molto anche con il supporto dell’amministrazione regionale”. Si tratta di una piattaforma web per il commercio elettronico che sarà gestita direttamente dall’AAFvg e alla quale aderiranno prioritariamente i soci allevatori e trasformatori con i loro principali prodotti lattiero-caseari e derivati della carne, oltre ad una serie di imprese della produzione agroalimentare regionale che forniranno prodotti quali vino, birra, olio, panificati, sottolio e sottaceti, confetture e conserve.

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In copertina, Renzo Livoni presidente dell’Associazione Allevatori del Fvg.
FedAgriPesca Fvg, Venanzio Francescutti confermato leader per altri quattro anni
Venanzio Francescutti, cooperatore vitivinicolo di Casarsa della Delizia, all’unanimità, è stato riconfermato alla guida di Confcooperative – Fedagripesca Fvg per altri quattro anni, durante l’assemblea dei soci riunitasi a Codroipo. A collaborare con lui, è stato chiamato il nuovo consiglio direttivo del quale fanno parte Riccardo Milocco (vicepresidente e coordinatore del comparto pesca), Franco Baiutti, Simone Betto, Ariedo Bront, Filippo Bregant, Daniele Castagnaviz, Renzo Di Tommaso, Bruno Di Fant, Michele D’Andrea, Alessandro Driussi, Nicola Foschiatto, Tomaso Pietro Fabris, Eddi Gomboso, Paolo Gressani, Juri Ganzini, Giorgio Giacomello, Maurizio Masotti, Paolo Pittaro, Pier Vito Quattrin, Gianluca Trevisan, Ivan Volpatti, Livio Salvador, Marino Regeni, Walter De Walderstein e Salvatore Lala.
Attualmente, le cooperative agricole e agroalimentari aderenti al sistema di Confcooperative Fvg sono 131, con 9.773 soci, 1.212 addetti per un fatturato complessivo di 449 milioni di euro.
Il tavolo della presidenza a Codroipo.

«Il comparto maggiormente in sofferenza rimane quello della zootecnia bovina con un prezzo del latte da troppo tempo non remunerativo e, di conseguenza, stalle che chiudono (sono rimaste “solo” 700), capi in vendita e giovani in fuga (le cooperative del settore che, nel 1980 erano 214, attualmente sono solo 30) – ha sottolineato, tra l’altro, il riconfermato presidente -. La professionalità, la formazione, le competenze imprenditoriali sono fondamentali, oggi, per stare sul mercato ed è per questo che FedAgriPesca si è molto spesa e si sta spendendo tuttora per sostenere le aggregazioni tra imprese, come quelle portate a recente conclusione tra Friulfrut e Friulkiwi e tra l’essiccatoio Vieris e la Morenica Cereali: dove c’è economia, anche i giovani restano in azienda. In questo momento, però, i cambiamenti degli scenari (politici, economici, sociali) sono assai rapidi e, a volte, disorientanti. A livello europeo, non si può cambiare idea in continuazione senza dare certezze alle aziende che hanno la necessità di programmare, seminare, allevare, investire, innovare. La transizione ecologica, probabilmente, è stata innescata un po’ troppo in fretta e con obiettivi troppo ambiziosi. Ora pare che si voglia buttare a mare ogni cosa per produrre tutto dappertutto, senza regole e limiti. Così non va – è la conclusione di Francescutti -. Serve varare norme razionali, basate sul supporto scientifico e con un occhio particolarmente attento alla sostenibilità economica».
Zootecnia, settore in grande sofferenza.

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In copertina, Venanzio Francescutti, di Casarsa, confermato presidente di Confcooperative – Fedagripesca Fvg.
FedAgriPesca Fvg in assemblea a Codroipo: preoccupa il comparto lattiero-caseario
Negli ultimi 15 anni, il numero delle cooperative agricole della nostra regione è diminuito del 40 per cento, mentre i ricavi complessivi sono rimasti tendenzialmente stabili. Così pure il numero dei soci, si è ridotto del 50 per cento, crollando dai 18 mila del 2005 a poco più dei 9 mila attuali.
Venanzio Francescutti

«Si tratta di andamenti che sono speculari a quelli del mondo agricolo in generale che ha visto ridursi progressivamente il numero di aziende attive ma parimenti crescere la professionalità degli imprenditori agricoli, la produttività e l’estensione aziendale – spiega Venanzio Francescutti, presidente regionale di Confcooperative-FedAgriPesca Fvg che domani, 11 maggio, terrà la propria assemblea elettiva a Codroipo -. Oggi, le cooperative agricole aderenti al sistema di Confcooperative sono 131, con 9.773 soci, 1.212 addetti per un fatturato complessivo di 449 milioni di euro. Il comparto maggiormente in sofferenza rimane quello della zootecnia bovina con un prezzo del latte da troppo tempo non remunerativo e, di conseguenza, stalle che chiudono (sono rimaste “solo” 700), capi in vendita e giovani in fuga (le cooperative del settore che, nel 1980 erano 214, attualmente sono solo 30). La professionalità, la formazione, le competenze imprenditoriali sono fondamentali, oggi, per stare sul mercato – prosegue Francescutti – ed è per questo che la nostra Federazione si è molto spesa e si sta spendendo tuttora per sostenere le aggregazioni tra imprese, come quelle portate a recente conclusione tra Friulfrut e Friulkiwi e tra l’essiccatoio Vieris e la Morenica Cereali: dove c’è economia, anche i giovani restano in azienda. In questo momento, però, i cambiamenti degli scenari (politici, economici, sociali) sono assai rapidi e, a volte, disorientanti. A livello europeo, non si può cambiare idea in continuazione senza dare certezze alle aziende che hanno la necessità di programmare, seminare, allevare, investire, innovare. La transizione ecologica, probabilmente, è stata innescata un po’ troppo in fretta e con obbiettivi troppo ambiziosi. Ora pare che si voglia buttare a mare ogni cosa per produrre tutto dappertutto, senza regole e limiti. Così non va – è la conclusione di Francescutti -. Serve varare norme razionali, basate sul supporto scientifico e con un occhio particolarmente attento alla sostenibilità economica. Su questo tema e su altre questioni di grande rilievo (revisione delle Dop e delle Igp ed etichettatura nutrizionale, a esempio) abbiamo bisogno di conoscere punti di vista concreti e informati, perciò abbiamo chiamato al nostro tavolo di discussione assembleare l’europarlamentare Paolo De Castro, membro della Commissione agricoltura e Sviluppo rurale e ascolteremo con attenzione il suo contributo».
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In copertina, bovine al pascolo a Malga Montasio: il settore lattiero-caseario preoccupa molto il mondo cooperativo del Friuli Venezia Giulia.
“Dalla terra al bicchiere”, a Codroipo convegno sulla sostenibilità La Delizia
“Dalla terra al bicchiere – La filiera sostenibile de La Delizia” è intitolato il convegno in programma questo pomeriggio, con inizio alle 17.30, all’azienda agricola La Delizia di via Villaorba, a Codroipo, nella zona Doc Grave del Friuli caratterizzata dai terreni alluvionali, e quindi sassosi e ghiaiosi, creati dal Tagliamento.
Dopo l’introduzione di Flavio Bellomo, presidente La Delizia Viticoltori Friulani, i lavori vedranno le relazioni di Mirko Bellini, direttore La Delizia Viticoltori Friulani (“Visionari. Sostenibili. Responsabili. E con tanta sete di futuro”), Carlos Veloso dos Santos, amministratore delegato Amorim Cork (“Le sfide del packaging fra innovazione, marketing e sostenibilità”), Federico Goitre, sales manager Italia Enoplastic (“La cultura del design e dell’innnovazione verso materiali sostenibili”), Martina Villa, marketing manager Ds Smith Packaging Italia (“Ridefinre il packaging per un modello in evoluzione – La sostenibilità al centro di tutto”), Luca Ceccarelli, presidente Ceccarelli Group (“Una supply chain sostenibile – utopia o realtà?”).
Le conclusioni saranno tratte da Stefano Zanette, presidente del Consorzio di tutela Doc Prosecco. Moderatore del convegno Omar Monestier, direttore Messaggero Veneto e Il Piccolo.
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In copertina, un vigneto nella zona Doc Grave del Friuli, tra i sassi delle alluvioni del Tagliamento.
Allevamenti, pesante il ciclone Covid in Fvg: latte ai minimi e venti stalle chiuse
(g.l.) In Friuli Venezia Giulia il prezzo del latte è letteralmente crollato e venti stalle non ce l’hanno fatta, tanto che si sono dovute rassegnare alzando bandiera bianca. L’onda d’urto dovuta al ciclone pandemico, infatti, c’è stata e pure pesante, sebbene vada osservato che, fortunatamente, rispetto ad altri settori quello dell’allevamento, tutto sommato, ha resistito alla batosta Covid. «Non siamo ancora riusciti a superare definitivamente gli effetti della pandemia, che naturalmente ci sono stati, ma tutto sommato non hanno inciso pesantemente dal punto di vista dell’andamento economico finanziario», ha detto ieri mattina il presidente dell’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia, Renzo Livoni, aprendo l’assemblea dei soci a Codroipo che ha approvato i conti dell’anno passato e il bilancio di previsione 2021. Nonostante la tenuta complessiva, non sono però mancati i problemi, appunto anche gravi. In alcuni periodi dell’anno scorso, specie durante l’estate, il settore ha pagato infatti gli effetti delle speculazioni sui beni agroalimentari, che hanno generato riflessi negativi anche a monte. A farne le spese è stata ancora una volta, soprattutto la zootecnia da latte. All’incontro ha partecipato anche l’assessore regionale delle Risorse agricole, Stefano Zannier, che ha portato il saluto della Giunta Fedriga, soffermandosi sui problemi del settore alla luce dell’emergenza sanitaria e sulle misure messe in atto per fronteggiarla.
Lugo, Livoni e Zannier.
MUNGITURE AVARE – Dai 39 centesimi di febbraio, il prezzo pagato alla stalla per un litro di latte era sceso a 38 centesimi a marzo, per poi toccare i minimi termini, appena 34 centesimi, tra luglio e agosto. «Dinamiche – ha affermato il presidente Livoni – ingiustificate perché se è vero che da un lato il blocco della ristorazione durante il lockdown ha azzerato il mercato legato all’Horeca, è vero anche che i consumi di prodotti lattiero-caseari nella grande distribuzione organizzata sono cresciuti a doppia cifra, così come quelli di altri prodotti agroalimentari». Logica avrebbe voluto che vi fosse un bilanciamento. Così invece non è stato. E a farne le spese, ancora una volta, sono state le stalle. In 20 non hanno retto l’onda d’urto e hanno chiuso. Ma le difficoltà non si sono limitate alla zootecnia da latte. «La carne bovina così come quella suina e tutto il comparto delle carni bianche ha subito cali delle quotazioni per chilo che in certi momenti hanno sfiorato il -50%», ha fatto sapere ancora Livoni rilevando che queste dinamiche non sono passate senza mietere qualche vittima: «Chi ha potuto immagazzinare – ha aggiunto -, congelando il prodotto, è riuscito a sopravvivere, ma diversi operatori del settore hanno dovuto ammainare bandiera. L’attuale ripresa dei consumi ci dirà ora se, chi è riuscito a superare il 2020, sarà in grado di restare sul mercato».
MALGA MONTASIO OK– Nell’ambito dell’attività associativa, si è giovata della pandemia malga Montasio, che nell’estate 2020 ha raccolto migliaia di visitatori in fuga dalle città, dall’afa e ovviamente dal Covid. Al contrario, l’anno non è stato eccellente per il rifugio Divisione Julia, struttura che l’Aafvg ha preso in affitto dal Cai nel maggio 2019 per farne un’importante vetrina dedicata al prodotti delle stalle associate. Se nel periodo estivo, così come in malga Montasio, il rifugio ha fatto ottimi risultati, nel periodo invernale le restrizioni applicate dal Governo per il manifestarsi della seconda ondata di Covid-19 hanno limitato fortemente l’attività di ristorazione e alloggio. «La beffa – ha evidenziato il direttore Andrea Lugo – si è avuta poi nella parte finale dell’anno, quando sono iniziate le abbondanti nevicate, promessa di una stagione “sold-out”, che invece non c’è stata».
SEME BOVINO IN CINA – Durante l’estate scorsa, il Centro tori e stalloni di Moruzzo, unica struttura regionale nel campo della riproduzione delle specie animali allevate, oltre ad aver rafforzato il canale di esportazione del seme bovino con la Turchia, ha aperto un nuovo canale commerciale con la Cina, grazie a una partnership con Horizon Genetics, azienda che si occupa dell’esportazione del seme bovino in America e nel Far East. «Le prime esportazioni sono state effettuate a cavallo del 2020 e 2021 ed ora si stanno implementando ulteriormente essendo trascorsi i 6 mesi di quarantena necessari per l’autorizzazione all’esportazione. Questo progetto – ha sottolineato Lugo – dovrebbe tendere a regime ad una produzione e successiva esportazione di circa 300.000 dosi all’anno che rappresenteranno un considerevole sbocco di mercato per le nostre capacità produttive».
CONTROLLI FUNZIONALI – L’attività “core“ dell’associazione è naturalmente proseguita a beneficio delle quasi 1.000 aziende associate. Nonostante il calo delle bovine controllate, passate dai 35.506 capi del 2019 ai 33.022 del 2020, dovuto sostanzialmente a un paio di grosse realtà zootecniche che hanno cessato l’attività oltre ad alcune perdite fisiologiche di strutture zootecniche di piccola dimensione, la percentuale del latte controllato in regione rimane ad alti livelli: 2.172.559 sono infatti i quintali di latte monitorato nell’anno tramite i controlli funzionali, l’81,7% del totale di 2.657.733 quintali di produzione regionale complessiva. «Un grazie va a tutto il personale – hanno concluso Lugo e Livoni – per l’impegno, la dedizione e la collaborazione che ci ha consentito, anche nell’anno della pandemia, di essere sempre al fianco degli allevatori, sia per le necessità tecniche che per quelle morali, volvendo un ruolo ancor più insostituibile che in passato».
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In copertina e all’interno immagini di allevamenti e di malga Montasio sulle Alpi Giulie.
Agroalimentare, in rete i cinque Istituti agrari del Friuli Venezia Giulia
Mettere in rete gli Istituti statali di formazione superiore ad indirizzo agrario del Friuli Venezia Giulia affinché possano inserirsi con una voce univoca all’interno della filiera regionale dell’agroalimentare. È questo l’obiettivo perseguito dalla Regione Fvg che ieri a Cividale, nella sede dell’Isis Paolino di Aquileia, ha avviato un percorso di confronto tra gli assessori all’Istruzione, Alessia Rosolen, e alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, e i cinque istituti superiori ad indirizzo agrario della nostra regione (oltre a quello cividalese, anche l’Isis Il Tagliamento di Spilimbergo, l’Isis Linussio di Codroipo, il Fermo Solari di Tolmezzo e il Brignoli di Gradisca d’Isonzo).
Gli assessori Rosolen e Zannier con i dirigenti degli Istituti agrari.
Il progetto regionale – come informa una nota Arc – è stato spiegato da Alessia Rosolen come “l’intento di costruire un sistema e una rete di scuole in grado di raccogliere una proposta di sviluppo e orientamento che guardi al futuro; un’associazione o un consorzio di scuole che garantisca agli istituti agrari regionali di fare un salto di qualità e alla filiera agroalimentare di cogliere nuove opportunità da un miglior raccordo tra formazione e mondo del lavoro”. “Il sistema agroalimentare è fortemente frammentato – ha aggiunto Zannier – e necessita di un maggior dialogo tra produzione agricola e industria. La filiera tutta ha bisogno di una migliore strutturazione nel suo complesso e questa può partire, ad esempio, da una specializzazione degli istituti agrari che sia in grado di colmare la carenza di figure tecnico-professionali”.
Il percorso, avviato ieri nella sede del primo Istituto agrario nato in Friuli Venezia Giulia, è un primo passo verso la creazione di un sistema organizzato di formazione, professionalizzazione, innovazione e messa in produzione dell’agroalimentare, dove la forte spinta tecnologica – quale ad esempio quella richiesta dall’agricoltura di precisione o dal biologico – è un elemento imprescindibile del futuro sviluppo del comparto.
Nel corso dell’incontro, è stato altresì evidenziato come, ad esempio, la produzione orticola regionale sconti ancora un difficile sbocco nel mercato anche per la mancanza di strutture logistiche che consentano lo stoccaggio e la distribuzione dei prodotti a consumo breve. Se da un lato la Regione Fvg è pronta ad intervenire su questi aspetti per trovare soluzioni alla necessaria ristrutturazione della filiera, dall’altro si chiede agli Istituti statali di istruzione superiore di farsi protagonisti di nuovi modelli di formazione specialistica e all’avanguardia.
Vigneto e stalla all’Isis di Cividale.
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In copertina, il nucleo originario dell’Istituto tecnico agrario statale “Paolino di Aquileia”.
Codroipo, a lezione gli allevatori di bovine da latte
Anche gli allevatori devono fare i conti con l’innovazione, con la necessità di migliorare continuamente in termini di gestione aziendale, benessere animale e mungitura solo per citare alcuni degli aspetti con i quali si misurano quotidianamente anche le stalle di casa nostra in una competizione che non permette più a nessuno di restare indietro. Lo sa bene l’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia che ogni anno organizza allo scopo un ciclo di incontri tecnici per consegnare, nelle mani dei propri soci, nuovi strumenti. Un appuntamento atteso dal popolo degli allevatori Fvg che a dimostrazione dell’interesse ha partecipato numeroso – non meno di duecento persone – ai primi eventi del “Programma di formazione tecnica per allevatori di bovine da latte” aperti dai saluti del presidente Renzo Livoni.
Dopo il primo incontro, nella sede dell’AAFvg a Codroipo, dedicato alle ricadute reddituali del benessere animale e in particolare di come questo diventi uno strumento importante in termini di sostenibilità e riduzione dell’uso di antibiotici, ne sono seguiti altri due in cui si è parlato “Gestione del post partum: come individuare le bovine malate” e di “Resilienza, fattore determinante per bovine da latte produttive ed efficienti”. Mentre domani,19 febbraio, il tema sarà “Nuove diagnosi di mastite con le cellule somatiche differenziali”; poi, il 4 marzo si parlerà di “Lettiera compost per vacche da latte” e il 25 marzo di “Assistenza della vacca al parto e della gestione del vitello”.
Sono previste anche due visite: l’11 marzo agli allevamenti Borgognoni Carla e Morenica a Lonato del Garda, in provincia di Brescia, e l’1 e il 2 aprile ad alcune realtà zootecniche del Tirolo. Infine, i corsi di formazione: per operatori di inseminazione artificiale bovina (dal 24 al 27 febbraio a Palazzolo dello Stella, previa iscrizione), per addetti alla mungitura (26 febbraio), di podologia bovina (dal 2 al 4 marzo), questi ultimi due entrambi a Codroipo. Per iscrizioni e informazioni rivolgersi alla segreteria dell’AAFvg (0432824209 oppure segreteria@aafvg.it).
Sempre folta la partecipazione.
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In copertina, bovine in un allevamento del Friuli Venezia Giulia.









