Cefap Fvg, a Codroipo servono nuovi spazi: impegno della Regione con Bordin

Il presidente del Consiglio regionale Fvg, Mauro Bordin, è stato accompagnato in visita agli spazi formativi del Cefap di Codroipo dal presidente Sergio Vello, il quale ha illustrato le attività e i numeri del Centro nato quasi mezzo secolo fa e che vede, da oltre vent’anni, la compagine sociale costituita dalle tre principali Organizzazioni agricole regionali (Confagricoltura Fvg, Coldiretti Fvg e Cia Fvg-Agricoltori Italiani) e dall’Enaip. Dal 2007 il Cefap è un Ente formativo accreditato dalla Regione Fvg e un punto di riferimento del settore rurale e agroalimentare, con i suoi tre corsi triennali (Operatore Montano, Operatore Agroambientale e Operatore Agroalimentare) e numerose altre tipologie di corsi (compresi quelli per adulti in cerca di occupazione e quelli svolti nella sede di Paluzza) realizzati grazie alla professionalità dei suoi 30 dipendenti e alcune decine di collaboratori esterni. Nell’anno formativo 2023/2024 il Cefap ha erogato oltre 20.800 ore di formazione, sviluppando 377 corsi diversi ai quali hanno partecipato oltre 4.400 iscritti di tutto il territorio regionale.
«Il nostro Centro di Formazione Professionale – ha spiegato il presidente Vello – si colloca in un punto d’incrocio tra le necessità formative delle persone e il mondo del lavoro in continua trasformazione. Le imprese regionali, anche quelle agricole, infatti, ci segnalano costantemente le loro difficoltà a reperire manodopera qualificata e chiedono il nostro intervento. Noi siamo ben disponibili – ha proseguito il presidente del CeFAP -, come da nostra tradizione pluridecennale, ma ci troviamo nella necessità di dover ampliare i nostri spazi per poterci adeguare alla crescita delle richieste. In questo percorso, già in parte iniziato con l’acquisizione di un’area edificabile contigua alla sede di Codroipo, abbiamo le necessità che la Regione condivida i nostri obiettivi e ci affianchi, confermando la disponibilità che, finora, ha sempre dimostrato nei nostri confronti e della quale siamo grati».
«Sono rimasto colpito dalla struttura, dall’organizzazione e dall’efficienza del sistema Cefap. Questa realtà rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la formazione in ambito agricolo e agroalimentare, nonché una risorsa strategica per il territorio e per il settore in Regione. Il lavoro svolto dai formatori è essenziale per garantire la crescita professionale delle nuove generazioni e l’aggiornamento continuo degli operatori del comparto», ha detto il presidente Bordin. Il quale, in merito alla possibilità di un ampliamento della struttura, ha poi sottolineato che «il tema merita un’attenta valutazione per comprendere come possa contribuire al potenziamento dell’offerta formativa. Su questa iniziativa è in corso il confronto con la Regione. È necessario continuare a sostenere questa realtà che, con competenza e innovazione, contribuisce allo sviluppo dell’agricoltura e dell’agroalimentare, settori chiave della nostra economia regionale», ha concluso Bordin. Al termine dell’incontro, i vertici del Cefap hanno consegnato al massimo esponente dell’Assemblea legislativa regionale un riconoscimento per la sua vicinanza e il suo sostegno alla formazione nel settore agricolo.

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In copertina, Giorgio Vello con Mauro Bordin leader del Consiglio Fvg.

La protesta dei trattori è arrivata a Udine. Cia Fvg: servono obiettivi chiari istituendo un tavolo unitario di confronto

«I cortei di trattori che percorrono le strade regionali, italiane ed europee, sono il sintomo di un disagio reale. Un disagio che Cia-Agricoltori Italiani ha già portato in piazza, a Roma, il 26 ottobre scorso (ma lì, quelli dei trattori non c’erano…), sotto lo slogan: “Prezzi alle stelle, agricoltori più poveri” – afferma in una nota Franco Clementin, presidente di Cia Fvg-Agricoltori Italiani -. Purtroppo, tra l’altro, constato che la composizione di questi cortei e la qualità dei manifestanti pare comprenda anche vari soggetti che poco o nulla c’entrano con l’autentico mondo rurale e le sue giuste rivendicazioni. Indubbiamente, per la prima volta, l’Unione Europea ha messo pesantemente sotto accusa il comparto agricolo (dal Regolamento sul taglio dei fitofarmaci alla Direttiva sulle emissioni industriali, che le equiparava a quelle degli allevamenti, e alla Legge sul Ripristino della natura) creando un malcontento del quale, francamente, non si sentiva il bisogno».

La protesta dei trattori.

Il comunicato di Cia Fvg s’incrocia con la protesta dei trattori che ieri, come riferisce l’Ansa, è arrivata anche a Udine con una settantina di mezzi agricoli provenienti da diverse località della regione, che si sono radunati dinanzi allo Stadio Friuli e poi in corteo hanno attraversato la città fino a raggiungere piazza Primo Maggio, protestando contro le politiche europee del settore.
«In questo modo – sottolinea Clementin – la Commissione europea ha sbagliato il tiro, seguendo un modello errato, perché la transizione ecologica si fa con gli agricoltori non contro di essi. Senza l’adesione convinta degli agricoltori e dell’intero sistema agroalimentare, qualsiasi prospettiva di neutralità climatica diventa irrealizzabile. Comunque, gli imprenditori agricoli organizzati nelle loro associazioni, hanno sempre mantenuto un rapporto critico sì, ma anche costruttivo con le istituzioni che governano e dettano le regole al settore primario e a quello agroalimentare – prosegue Clementin -. Ora il punto è capire dove si vuole andare a parare. I sindacati agricoli accreditati, senza ombra di dubbio, sono significativamente rappresentativi e hanno una base sociale che produce la gran parte delle materie prime che finiscono sulle nostre tavole e negli impianti della trasformazione alimentare. Serve perciò non disperdere energie e non avere distrazioni sugli obiettivi da raggiungere: l’equo compenso nelle filiere; più limiti all’agrisolare a terra; un Piano strategico per la gestione delle risorse idriche; una Pac meno punitiva e più incentivante; una regolamentazione dell’uso dei fitofarmaci più realistica e centrata sulle diverse esigenze colturali e climatiche; uno sfoltimento significativo della burocrazia. Lo si può fare in maniera concreta predisponendo con urgenza, cosa che la Cia ha sempre chiesto, dei Tavoli unitari di confronto, partendo dalle nostre comunità regionali e nazionali. Più che trattori in strada, dunque, servono idee nuove, proposte concrete e soluzioni rapide e giuste evitando di far crescere ulteriormente la rabbia e il malcontento nelle campagne», conclude il presidente regionale».

Franco Clementin

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In copertina, un’immagine della manifestazione Cia in ottobre a Roma.

Laboratori d’avanguardia al Cefap di Codroipo con simulatori che garantiscono una preparazione professionale in totale sicurezza

«L’agricoltura è uno dei settori più dinamici e in continua innovazione. La formazione è fondamentale soprattutto per garantire sicurezza sul lavoro e competitività alle aziende. Gli operatori che devono entrare in questo mondo del lavoro hanno la necessità di essere formati sulle nuove tecnologie e sui nuovi macchinari e questo può avvenire solo se i centri di formazione hanno le dotazioni più aggiornate. Quella inaugurata al Cefap è all’avanguardia». L’ha sottolineato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, che ieri a Codroipo è intervenuto all’inaugurazione dei nuovi laboratori del Centro per l’educazione e la formazione agricola permanente.

Il taglio del nastro inaugurale.


Sono stati due allievi a tagliare il nastro inaugurale dei nuovi Laboratori alla presenza di numerose autorità. Il Laboratorio didattico “Agricoltura 4.0” è stato dotato di due nuove strumenti: un simulatore per la guida del trattore e dell’harvester forestale (abbattitore di alberi); una serie di attrezzature per il machine learning con specificità per l’utilizzo di macchinari agricoli con sistema Isobus. In questo modo i ragazzi possono fare pratica di guida in contesti simulati di situazioni specifiche, in completa sicurezza. Oltre a questo, sono state attivate sette stazioni di macchine digitali per l’apprendimento che gestiscono i processi produttivi attraverso un software che riproduce le funzioni delle seminatrici, irroratrici e spandiconcime. Il Laboratorio per le lavorazioni alimentari, invece, è stato implementato con un mini-caseificio e un banco multifunzionale da “Industria 4.0”. Aggiungendo anche il rinnovo di due aule computer e l’acquisto di alcune lavagne-monitor interattive, i fondi utilizzati, provenienti dal Fondo Sociale Europeo e veicolati dall’assessorato regionale al Lavoro, Formazione, Istruzione e Famiglia, ammontano a complessivi 385mila euro.
«Il Centro è una scuola di formazione che si evolve e sta al passo coi tempi – ha spiegato il presidente del Cefap, Sergio Vello -. Il simulatore è finalizzato a favorire la formazione dei ragazzi, anche minorenni, all’utilizzo di trattori, mietitrebbie e harvester forestale. Ciò consente di poter effettuare la pratica di guida anche in situazioni lavorative con simulazioni di lavorazioni specifiche, favorendo l’accumulo di ore di pratica in totale sicurezza, nel rispetto dell’ambiente, senza la necessità di dover effettuare attività esterne. Le 7 stazioni di machine learning sono utili alla formazione mediante la dimostrazione pratica di azioni operative con l’utilizzo della digitalizzazione dei processi lavorativi e dei dati acquisiti per la gestione delle attività aziendali e la razionalizzazione dei processi produttivi grazie all’utilizzo di un software che riproduce le funzioni delle seminatrici, irroratrici e spandiconcime. I macchinari da “industria 4.0”, infine – conclude Vello -, hanno una grande importanza didattica per migliorare la qualità e la sicurezza alimentare della trasformazione e conservazione del latte, della frutta e della verdura».

L’intervento dell’assessore Zannier.


Nel Cda del Cefap siedono i rappresentanti di Confagricoltura Fvg, Cia Fvg-Agricoltori Italiani e Coldiretti Fvg, oltre a quelli dell’Enaip Fvg. Diretto da Massimo Marino, capofila del Polo Formativo Agroalimentare e del Polo Formativo Sviluppo Rurale, unico Centro formativo interamente dedicato al settore agricolo e agroalimentare, in regione e in Italia, dispone di 28 dipendenti e alcune decine di collaboratori esterni, impegnati nell’attività formativa che, nel 2023, ha organizzato ben 417 corsi, interessando 5.796 corsisti per 22.736 ore complessive di lezione.

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In copertina,  un allievo si esercita in piena sicurezza all’harverster forestale.

Peste suina, Cia Fvg all’assessore Zannier: bene la prevenzione ma troppa burocrazia nei piccoli allevamenti

«C’è una forte preoccupazione tra gli allevatori friulani sull’avanzare della Psa dei suini. Per questo, con spirito collaborativo e di trasparenza, abbiamo chiesto un incontro di approfondimento con l’assessore regionale alle risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che ha ci ha prontamente risposto – dice Franco Clementin, presidente della Cia Fvg-Agricoltori Italiani -. Il nostro obbiettivo è quello di affrontare la problematica nel suo complesso e fotografare la situazione delle misure preventive e di contrasto al temibile virus che, a ora, non ha mezzi efficaci di cura».

L’assessore Zannier e Franco Clementin.


Zannier, durante l’incontro con la delegazione della Cia Fvg, guidata appunto da Clementin e dal direttore Luca Bulfone, ha tracciato un quadro esaustivo della situazione che, dal 2020, vede la Regione Fvg molto attiva con tutta una serie di misure preventive. «È vero che i cinghiali sono dei formidabili trasmettitori del contagio – ha precisato l’esponente della Giunta Fedriga – ma è altrettanto vero che tutti i più recenti focolai italiani che hanno interessato Liguria, Piemonte, Lombardia, Lazio e Calabria hanno avuto origine dalla diffusione di alimenti contaminati. Per questo siamo partiti da una campagna di informazione alla popolazione, affiancata da un intervento per la riduzione del numero di cinghiali che in regione, stimiamo, sono presenti in un numero vicino ai 5 mila capi. Attualmente, è attivo un monitoraggio passivo che è finalizzato all’analisi di tutte le carcasse di selvatici rinvenute. Inoltre, abbiamo ampliato al massimo consentito (dall’1 aprile al 15 gennaio) la stagione venatoria per la caccia al cinghiale e abbiamo affiancato, alle Guardie Forestali e ai cacciatori formati, ulteriori 300 nuovi operatori formati. Ciò ha portato, nell’ultimo anno, a un incremento dei prelievi dei selvatici di circa il 30-40%. Infine – ha concluso Zannier – abbiamo approvato due annualità di finanziamenti destinati a sostenere la biosicurezza degli allevamenti, con una capienza finanziaria che, dati alla mano, riteniamo adeguata».
«Come sappiamo, però – ha aggiunto Bulfone –, la preoccupazione per la diffusione dell’infezione è pervasiva all’interno del comparto produttivo e delle strutture di controllo veterinario che fanno capo alla Direzione Salute. Su questo tema – ha proseguito Bulfone -, segnaliamo che l’eccessiva pressione burocratica su piccoli allevamenti e agriturismi, che allevano e macellano in proprio, può portare all’impossibilità di mantenere in piedi un’attività caratteristica e distintiva per i prodotti trasformati e artigianali di qualità». Trattandosi di problematiche di competenza dell’assessorato alla Salute, Zannier, condividendo le preoccupazioni dei rappresentanti di categoria, ha manifestato la propria disponibilità a contribuire ad agevolare un percorso di dialogo e di soluzione della questione.

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In copertina, una famiglia di cinghiali specie responsabile della diffusione del morbo.

Cia Fvg: bene il Decreto Ue sul Parco Agrisolare che accelera la transizione verde in agricoltura

“Il via libera della Commissione Ue al nuovo Decreto per il bando Parco Agrisolare arriva come un nuovo input importante alla transizione verde dell’agricoltura italiana. Libera 1 miliardo di euro di finanziamenti, ma soprattutto accoglie lo svincolo dell’autoconsumo”. Così Cia Fvg-Agricoltori Italiani commentando l’ok da parte di Bruxelles alle misure del Governo per la seconda tranche di fondi del Pnrr, dedicati alla realizzazione di impianti fotovoltaici sulle strutture produttive agricole.

Franco Clementin


Nel dettaglio, Cia Fvg apprezza l’ok europeo al finanziamento a fondo perduto fino all’80% (con una dotazione di circa 700 milioni di euro), percentuale raddoppiata rispetto al precedente provvedimento, con la novità dell’”autoconsumo condiviso” e, soprattutto, il 30% di contributo (finanziamento pari a 75 milioni di euro), prevedendo maggiorazioni per piccole e medie imprese e per aree svantaggiate, con la possibilità di vendita dell’energia prodotta sul mercato, senza il vincolo di autoconsumo, da sempre battaglia della Confederazione.
«Riconosciamo il valore del lavoro fatto in questi mesi dal Ministero, ascoltando le nostre sollecitazioni perché venisse superato il limite dell’autoconsumo e dato spazio alle Comunità energetiche rurali – spiega il presidente regionale di Cia, Franco Clementin -. Con il nuovo bando si daranno più possibilità alle aziende di rientrare degli investimenti sul fotovoltaico. È chiaro – ha concluso – che bisognerà continuare a spingere su questi due fronti, per vedere ampliate, in modo significativo e davvero efficace, le opportunità di ammodernamento ed efficientamento del sistema produttivo agricolo. Il nostro settore è ormai in pista per essere sempre più sostenibile anche da un punto di vista energetico, ma va supportato con garanzie di reddito e nel processo culturale all’interno delle comunità».

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In copertina, fotovoltaico in un’azienda agricola per la produzione di energia.

Ok alle Tecniche di evoluzione assistita. Clementin (Cia Fvg): un’ottima notizia che riconosce il lavoro dell’Iga di Udine

Una svolta storica per il mondo agricolo italiano, necessaria a sviluppare piante più green e resistenti a cambiamenti climatici e malattie, tutelando al contempo produttività e sostenibilità del settore. Così Cia Fvg-Agricoltori Italiani commenta con soddisfazione l’approvazione all’unanimità, nell’VIII e IX Commissione riunite del Senato, dell’emendamento al Decreto Siccità che consente la sperimentazione in campo delle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea).


«Il settore primario ha bisogno di accrescere la quantità e la qualità delle produzioni, assicurare un reddito agli agricoltori e, al contempo, realizzare la transizione verde e far fronte alla crisi climatica – spiega il presidente regionale di Cia, Franco Clementin -. D’altra parte, solo nell’ultimo anno gli eventi estremi sono raddoppiati, tra siccità, gelate, alluvioni, con un aumento di cinque volte delle perdite di raccolto di frutta e verdura e, ormai, i fattori climatici, da soli, spiegano tra il 20 e il 49 per cento delle fluttuazioni del rendimento agricolo».
Per rispondere a tutto questo, continua Clementin: «È indispensabile cogliere la strada della ricerca e dell’innovazione genetica in particolare dove, tra l’altro, il Friuli Venezia Giulia è all’avanguardia assoluta, ad esempio, grazie al lavoro dell’Istituto di Genomica Applicata (Iga) di Udine, fondato nel 2006. Ringraziamo, quindi, i tre primi firmatari delle proposte di legge sulle Tea, Raffaele Nevi, Luca De Carlo e Gian Marco Centinaio, grazie ai quali l’Italia può tornare protagonista delle biotecnologie agricole, diventando il primo Paese in Europa ad avviare la sperimentazione in campo delle Tea. Contemporaneamente, è un segnale forte che diamo a Bruxelles per accelerare sulla proposta di regolamento in materia, altrimenti si corre il rischio di bloccare l’iter del provvedimento. Auspichiamo perciò che, in tempi brevi, sia avviato il percorso attuativo – conclude il presidente di Cia Fvg -, così da poter mettere le nuove tecniche di miglioramento genetico al servizio del settore e difendere, di più e meglio, le filiere agricole Made in Italy».

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In copertina, un laboratorio dell’Iga e all’interno Franco Clementin, presidente di Cia Fvg.

Agrisolare senza vincolo di autoconsumo: Cia Fvg è grata al ministro Lollobrigida

«Il ministero si appresta a pubblicare un nuovo bando sull’agrisolare che supererà la criticità, ossia la necessità di estendere il concetto di autoconsumo e rendere la misura ancora più attrattiva». Così il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, rispondendo a un’interrogazione a risposta immediata alla Camera nella quale l’onorevole Giuseppe Castiglione chiedeva conto delle misure Pnrr che competono al Masaf.
«La scarsa adesione degli agricoltori al primo bando – spiega Franco Clementin, presidente di Cia Fvg-Agricoltori Italiani -, era proprio causata dal fatto di non poter installare in azienda kWh eccedenti l’autoconsumo. Fin dal momento della discussione della misura ci eravamo detti fortemente perplessi anche perché, d’altro canto, assistiamo all’assalto delle campagne fertili da parte di imprese e Fondi che installano il fotovoltaico a terra a fini meramente speculativi che, tra l’altro, causano un irragionevole consumo di suolo. Ben venga dunque – conclude Clementin – questa nuova iniziativa ministeriale che, speriamo, veda presto la luce senza vincoli troppo stringenti».
Per quanto riguarda ancora l’agrisolare, Lollobrigida ha aggiunto che «le positive interlocuzioni informali che abbiamo avviato e concluso con la Commissione europea permetteranno di introdurre alcune importanti novità: l’incremento del contributo a fondo perduto concesso alle imprese agricole su tutto il territorio nazionale; l’introduzione del nuovo concetto di autoconsumo condiviso (comunità energetiche rinnovabili) e l’eliminazione totale, in diversi casi, del vincolo di autoconsumo».

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In copertina, agrivoltaico sui tetti di un allevamento caprino in Friuli Venezia Giulia.

Guerra, siccità e crisi bancarie mettono in ginocchio anche l’agricoltura Fvg

«Guerra, siccità, crisi bancarie, stanno impattando seriamente sull’intero sistema economico, agricoltura compresa. Siamo colpiti dall’aumento dei prezzi e dell’inflazione e questa instabilità si riversa su imprese e famiglie, senza considerare che l’emergenza siccità (il 30% delle colture è già oggi a rischio), soprattutto per gli agricoltori ma non solo, esige una politica di governo concreta e veloce come mai si è visto sino a ora», ha esordito Franco Clementin presidente di Cia Fvg-Agricoltori Italiani esponendo la situazione dell’agricoltura regionale davanti al candidato alla presidenza del Friuli Venezia Giulia, Massimo Moretuzzo.

Moretuzzo e Clementin


«Chiediamo alla politica regionale diversi impegni nei primi 100 giorni del prossimo governo. Insistiamo su alcuni punti. Imprescindibile la difesa dell’agricoltura e dell’agroalimentare, settore trainante del Pil nazionale e regionale, ma anche contenitore di migliaia di posti di lavoro. Le aziende sono sempre pronte a impegnarsi sulla sostenibilità, sulla digitalizzazione, sulla trasparenza, ma allo stesso modo aspettano risposte certe per il futuro. Grazie al Pnrr, finalmente, si potrebbero costruire infrastrutture più moderne per la gestione dell’acqua. Risale a diversi anni fa il progetto ideato dalla Federazione dei consorzi di bonifica per la realizzazione di invasi che non è mai stato recepito, ma che è indispensabile a fronte della siccità che ha distrutto i raccolti. Ora è venuto il tempo di un Commissario, altrimenti la situazione sarà disastrosa nell’estate prossima o, forse, già a partire dalla tarda primavera. Infine, non meno importante, chiediamo una diversa gestione del territorio (sull’agrovoltaico, sulle infrastrutture e sul consumo di suolo, ad esempio) e della fauna selvatica (cinghiali, caprioli, nutrie, cormorani) che mette a rischio la sicurezza delle persone», ha sottolineato infine Clementin.
Il candidato Moretuzzo ha ascoltato anche gli interventi dei presenti e ha espresso le sue critiche a quelli che, secondo lui, su questi argomenti sono stati gli errori dalla attuale Giunta regionale. Non sono mancate, infine, le proposte contenute nel programma della coalizione.

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In copertina, ecco i gravissimi effetti della siccità sulla coltura del mais.

Cia Fvg: priorità alla gestione delle risorse idriche e della fauna selvatica

Cia Fvg-Agricoltori Italiani ha deliberato un calendario di appuntamenti con i candidati alle elezioni regionali che si terranno nei giorni del 2 e 3 aprile. Massimiliano Fedriga, Alessandro Maran, Massimo Moretuzzo e Giorgia Tripoli saranno invitati a degli incontri che li vedranno protagonisti di uno scambio di idee con gli associati Cia Fvg. Chiare le priorità dell’associazione di agricoltori trasmesse tramite un documento ai candidati Presidenti delle quattro coalizioni in campo.

Franco Clementin


«Sarà l’occasione per fare il punto sulla situazione della regione tra emergenze e crisi – riferisce il presidente Franco Clementin -. Guerra e siccità hanno impattato sull’intero sistema economico, mentre ci stavamo per riprendere dalla pandemia. Siamo colpiti dall’aumento dei prezzi e dell’inflazione e questa instabilità si riversa su imprese e famiglie, senza considerare che l’emergenza siccità (il 30 per cento delle colture è già oggi a rischio), soprattutto per gli agricoltori ma non solo, esige una politica di governo concreta e veloce come mai si è visto sino ad ora».
Cia Fvg chiede alla politica regionale diversi impegni nei primi 100 giorni del prossimo governo. «Insistiamo su alcuni punti – specifica Clementin –. Imprescindibile la difesa dell’agricoltura e dell’agroalimentare, settore trainante del Pil nazionale, ma anche contenitore di migliaia di posti di lavoro. Le aziende sono sempre pronte a impegnarsi sulla sostenibilità, sulla digitalizzazione, sulla trasparenza, ma allo stesso modo aspettano risposte certe per il futuro. Grazie al Pnrr, finalmente, si potrebbero costruire infrastrutture per la gestione dell’acqua. Risale a diversi anni fa il progetto ideato dalla Federazione dei consorzi di bonifica per la realizzazione di invasi che non è mai stato recepito, ma che è indispensabile a fronte della siccità che ha distrutto i raccolti. Ora è venuto il tempo di un Commissario nazionale, altrimenti la situazione sarà disastrosa nell’estate prossima o, forse, già a partire dalla primavera in arrivo. Infine, non meno importante, chiediamo una diversa gestione della fauna selvatica (cinghiali, caprioli, nutrie, cormorani) che mette a rischio la sicurezza delle persone: è arrivato (e anche superato) il momento di passare ai fatti!», chiosa infine il presidente regionale di Cia.

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In copertina, esempio di irrigazione a goccia e qui sopra un branco di cinghiali.

 

 

 

Tar Liguria: è legittimo che le aziende difendano i terreni agricoli dai cinghiali

Un agricoltore può difendere i propri terreni dai cinghiali esercitando l’attività venatoria: è questo in sintesi l’esito della sentenza pronunciata dal Tar della Liguria dopo il ricorso di un agricoltore che si era visto negare l’autorizzazione dell’Ambito Territoriale di Caccia, la struttura regionale preposta alla pianificazione degli indirizzi gestionali per lo svolgimento dell’attività venatoria.

Franco Clementin, presidente Cia Fvg.

«Per troppo tempo si è sostenuto che i cinghiali e la fauna selvatica, in genere, siano una faccenda privata dei cacciatori e che gli agricoltori, manutentori e curatori del territorio, dovessero solo subire. Con la recente sentenza del Tar della Liguria, ora non è più così», dice Franco Clementin, presidente di Cia Fvg – Agricoltori Italiani. Quel Tribunale regionale, infatti, ha appena condannato al pagamento delle spese legali l’Atc di Savona per aver negato il permesso di autodifesa dai cinghiali e dalla fauna selvatica di un agricoltore, che vedeva messo in forse il proprio raccolto. Il produttore in questione è stato costretto a rivolgersi personalmente al Tribunale Amministrativo dopo che era stato dato parere negativo dall’Ambito. Una sentenza che conferma la possibilità di tutela dell’interesse legittimo dell’agricoltore a difendere i frutti dell’azienda agricola.
Il giudice ha ritenuto illegittimo il diniego dell’Atc e ha accolto il ricorso ritenendo valida l’azione di “urgenza nel salvaguardare le superfici adibite a coltivazione e tutelare il raccolto finale”. La sentenza ha imposto così il rilascio dell’autorizzazione per l’agricoltore prevista in questi casi. Tra l’altro, secondo quanto emerso nell’udienza, l’Atc avrebbe dato parere negativo senza rilasciare alcun verbale. Nel Consiglio dell’Atc solo i rappresentanti degli agricoltori hanno votato a favore, ma sono rimasti in minoranza.
«Un episodio sicuramente significativo e modello per altre situazioni che vedono le imprese agricole fronteggiare, spesso in solitudine, l’emergenza cinghiali e le incursioni della fauna selvatica – sottolinea infine Clementin -. Inoltre, la gestione dell’Atc pare tutta incentrata sull’interesse dei cacciatori al proprio divertimento, noncurante dei problemi di sostenibilità che il soprannumero di cinghiali ormai non consente più».

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In copertina, un cinghiale nel bosco. Ma quando arriva in un terreno coltivato produce danni molto gravi.