Trieste città del caffè “incontra” San Pietroburgo. E poi via ai nuovi Cenacoli

Caffè senza confini domani fra Trieste e San Pietroburgo. Anche perché si tratta di un “confronto” online attraverso i canali social. E’ il biennale appuntamento tra Musei del caffè, e quindi fra quello molto bello del capoluogo giuliano e quello altrettanto ricco e prezioso della “regina del Baltico”. Infatti, giunto alla sua nona edizione, il “viaggio” attraverso le nuove frontiere del caffè si estende dal Friuli Venezia Giulia fino alla Russia, Paese che riguardo a questo settore produttivo ospita uno dei mercati più dinamici. E da dodici anni opera anche il Muzej Kofe, appunto, di San Pietroburgo.
Così, in occasione della Giornata mondiale del caffè, domani, primo ottobre, si terrà con inizio alle 15 un incontro Facebook sulla pagina dell’Associazione museo del caffè di Trieste. Sono previsti gli interventi del fondatore dello stesso museo russo Fjodor Efimovic’ Malkovskij, il presidente della triestina aMdc, Gianni Pistrini, il console generale d’Italia Alessandro Monti e il console onorario della Federazione Russa per il Friuli Venezia Giulia, Carlo Dall’Ava. L’iniziativa ha l’appoggio della Prefettura di Trieste e della Camera di Commercio della Venezia Giulia.

Scorcio di San Pietroburgo.

Un incontro, sebbene virtuale, che conferma dunque quanto Trieste sia la città di elezione del caffè. Cosa che si capisce da ogni sfumatura e da ogni piega del suo passato e del suo sviluppo, perlomeno da oltre 300 anni di storia cittadina. Questo prezioso prodotto coloniale ha infatti piantato salde radici in seguito alla proclamazione nel 1719 del Porto franco per volere di Carlo VI d’Asburgo. E oggi continua a crescere e svilupparsi, potendo vantare solide realtà imprenditoriali internazionali, rami protesi verso ogni possibile scenario sia attuale che futuro.
Trieste, internazionalmente riconosciuta quale fulcro di importanti riferimenti mercantili, commerciali, portuali, tecnici e accademici a tema caffeicolo, non poteva privarsi di realtà associative dedicate. L’Associazione Museo del Caffè, aMDC in acronimo, è infatti una realtà associativa indipendente, che dal 2017 è impegnata nella divulgazione scientifica, tecnica, culturale, didattica e storica del caffè in ogni suo aspetto e declinazione. Il caffè una ricchezza esotica, la cui filiera si è sviluppata ed intrecciata nella storia dei traffici e dei commerci del capoluogo del Friuli Venezia Giulia e del suo Porto, luogo in cui, letteralmente, si “cammina sul caffè”. Trieste è unica nel suo genere, poiché è la sola città ad ospitare sul proprio territorio l’intera filiera, partendo dal chicco verde che arriva dai Paesi produttori all’aromatica bevanda pronta al consumo, supportata da una ricerca scientifica a livello universitario e una forte strutturazione imprenditoriale e commerciale nel settore specifico.

Gianni Pistrini a Esof.

In tale visione, l’Associazione guidata dal presidente Gianni Pistrini propone annualmente interessanti iniziative atte a far conoscere e valorizzare in modo articolato e diffuso la materia prima e i molteplici aspetti ed interazioni ad essa collegati. Così, in contemporaneità con Esof 2020 – Trieste capitale della scienza, aMDC ha presentato il programma per l’anno sociale 2020/21. E che ha preso il via già il 2 settembre scorso con la presentazione di una serie di interventi scientifici, curati dal dottor Emanuele Rossi, tecnologo alimentare, a tema “Sostenibilità ed innovazione correlata alla filiera del caffè”. Gli interventi hanno visto come protagonisti anche il professor Marco Dalla Rosa, dell’Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna, il dottor Pietro Aloisio, sensorialista, e le dottoresse Monica Anese e Marilisa Aloni, dell’Ateneo di Udine. E’ seguito un reading teatrale musicato in jazz, presentato dall’autore Marco Rodriguez, dal titolo “Il panettiere e la luna”. Il testo, accompagnato da brani jazz e da musiche originali composte ed eseguite da Diego Zotti e Paolo Cervi Kervirscher, con la voce di Marinella Miletich, intreccia ed attraversa luoghi, vite, personaggi avvincenti ad avvenimenti storici che hanno cambiato radicalmente il destino dell’Europa e, per quanto concerne proprio il caffè, del mondo.

Dai sacchi del caffè…

Dopo la bella e importante iniziativa di domani, le proposte dell’Associazione proseguiranno con la nuova – la quarta – edizione dei Cenacoli del Caffè, appuntamenti mensili da ottobre a maggio (ogni secondo venerdì, alle ore 17). Quest’anno, i Cenacoli avranno come tema conduttore il collezionismo, ovviamente dedicato a tutto quanto si immagini, ma anche non, nel variegato mondo del caffè e dintorni. A seguire la loro complessa organizzazione un esperto d’eccezione, il collezionista Lucio Del Piccolo. Usualmente, questi appuntamenti mensili hanno sempre trovato collocazione in cornici di grande prestigio, ma in quest’anno così anomalo saranno a disposizione in tutta sicurezza dalle piattaforme social dell’Associazione Museo del caffè Trieste, quali Facebook e Istagram al pari di tutte le altre proposte fin qui elencate. Sulle piattaforme social potrà anche essere seguita tutta l’attività sodale, con visualizzazione di interessanti contributi, interventi, articoli e novità. A breve inoltre sarà attivo un articolato portale web, ricco di proposte e di approfondimenti per conoscere ed esplorare in ogni sua sfumatura proprio l’affascinante tema caffè.

… alla deliziosa tazzina.

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In copertina, ecco un angolo del Museo del caffè di Trieste.

L’aroma del caffè declinato a Trieste in quattro proposte

Annunciate per oggi, a Trieste, quattro iniziative dall’aroma unico per soddisfare il “palato” di ogni pubblico. L’Associazione Museo del Caffè di Trieste invita, infatti, stamane alla presentazione di una serie di appuntamenti declinati proprio al tema della tanto diffusa bevanda, per la quale il capoluogo giuliano è famoso da secoli. Un dibattito scientifico, un reading teatrale inserito nell’ambito di Science in The City Festival–ESOF2020, la presentazione di un portale Web, un partenariato e un nuovo ciclo di incontri tematici e di approfondimento: questi sono i tanti modi in cui può essere declinato un chicco di caffè.
Si tratta di una serie di eventi che si susseguiranno a partire da mercoledì 2 settembre. Ad illustrarli stamattina, alle 10.30, e non a caso in uno storico ritrovo letterario come l’Antico Caffè San Marco, saranno Gianni Pistrini e Doriano Simonato assieme agli ideatori, promotori e realizzatori delle singole iniziative.
Nello specifico interverranno, appunto, Gianni Pistrini, presidente dell’Associazione Museo del Caffè di Trieste; Doriano Simonato, per l’evento “Il panettiere e la luna”, reading teatrale in jazz, in ambito Esof 2020; Chiara Falzetti con la nona edizione del Partenariato fra Musei Europei del Caffè con il Museo del caffè di San Pietroburgo in Russia; Lucio Del Piccolo per l’evento i “Cenacoli del Caffè” edizione 2020/21: il “caffè nel collezionismo”; Emanuele Rossi per l’evento “Sostenibilità ed innovazione correlata alla filiera del caffè”.

Il presidente Gianni Pistrini.

Atmosfere di Caffè d’Europa nell’ultimo “cenacolo” online

Viaggio nella vecchia Europa alla scoperta dei Caffè letterari di famose città. E’ la nuova proposta – ultima della serie online – dell’Associazione Museo del Caffè di Trieste che per il terzo anno consecutivo ha organizzato il ciclo dei “Cenacoli del caffè”. Gli appuntamenti sono dedicati alla letteratura e ai testi pubblicati dedicati alla bevanda che ha conquistato il mondo.
In Italia il momento del caffè, da sempre, rappresenta trasversalmente cultura, convivialità e socializzazione e a Trieste in modo particolare con i suoi nobili Caffè storici, in piena sintonia con l’intera filiera produttiva. La scelta di aMDC – il sodalizio guidato da Gianni Pistrini – è quella di coinvolgere alcuni letterati che hanno pubblicato dei libri o singoli capitoli riguardo la corroborante bevanda, raccontandone i vari aspetti e diffondendo la conoscenza di questa materia prima. Così, ad ogni incontro, vengono presentati i libri alla presenza dei diversi scrittori non solo del Friuli Venezia Giulia. L’originalità dell’evento è legato al fatto che ciascuno di essi tratta il tema caffè, declinato in aspetti letterari, tecnici, scientifici, storici.

Gianni Pistrini in un “cenacolo”.


In questo periodo di condizionamento al libero movimento di lockdown, sono inseriti in Facebook dell’Associazione Museo del Caffè i file video. In particolare, si cita un concorso letterario nazionale a tema, mentre oggi si farà appunto un interessante giro in Europa attraverso le fotogrammi dei Caffè letterari, tratte dal libro dal titolo “Atmosfere di Caffè”, monografia realizzata dalla Fiaf, edito nel 2005. Oltre a Trieste, scatti eseguiti a Vienna, Salisburgo, Praga, Bratislava, ma anche altre città dove l’autore ritrovava un’atmosfera particolare (Berlino, Cividale, Milano, Chalon sur Saone, Dijon, Cracovia, Breslavia, Lubiana, eccetera). Il volume è composto da una sessantina di immagini. Autore il fotografo siciliano Giuseppe Ialuna, naturalizzato triestino, occupato nell’insegnamento dal 1978. Ialuna ha vinto parecchi premi fotografici nazionali piazzandosi nella classifica alta e ottenendo menzioni d’onore straniere, oltre a riconoscimenti di alto valore. Una selezione di quanto da lui realizzato saranno visionabili sul canale Facebook di aMDC.
Come è consuetudine della proposta associativa, verrà abbinato un pregevole testo di un autore. La socia Mariagrazia Stepan leggerà il brano Caffè San Marco, tratto dal libro “Un vuoto incolmabile”, Talos edizioni, anno 2013 di Giorgio Micheli, peraltro, curatore della rassegna di aMDC. Infatti, l’ambito culturale-letterario viene trattato ad ogni appuntamento con suggestioni poetiche e letterarie nel rapporto fra il caffè e Trieste, con lettura di brani realizzati da scrittori, fra essi Julius Kugy, Vinko Sandalj, Gabriella Musetti, Umberto Saba, Guerrina Marcorin Zotti e Ivan Cankar.
Nei Social network dell’Associazione si può visionare quanto inserito nei quali si trattano le origini della corroborante bevanda, gli aspetti antropologici e sociali, fotografici, tecnici e scientifici a lei legata, alla sua produzione, trasformazione e l’offerta alla clientela del vero espresso e cappuccino italiano.
E’ risaputo che la città di Trieste ha una particolare affinità con il caffè espresso, merito le sue tradizioni, la sua storia commerciale e socio-culturale che l’ha resa universalmente nota; merito anche la posizione geografica centrale e l’importanza dei propri traffici portuali (di cui nel 2019 ricorrevano i 300 anni dalla costituzione del Porto Franco), dove costantemente arrivano enormi quantità di sacchi di chicchi. Tutto questo è un volano per la vitalità imprenditoriale di questa parte d’Europa, cerniera fra Est e Ovest. Ciò ha portato all’insediamento di parecchie aziende del settore, che sono diventate leader nel mondo del verde seme e dell’apprezzato torrefatto. Questa prerogativa rende la Città nota universalmente per la peculiarità riferita al nero aromatico espresso.
Buona lettura, ascolto e buon caffè a tutti.

L’iniziativa trova il supporto dell’Iniziativa Centro Europea, dove si svolgevano gli incontri e di Admo, Asso caffè Trieste, Associazione giuliani nel mondo, Caffè Torinese, Demus, La Grafica Villa, La San Marco, Lega per la difesa dei Caffè storici, Lions Duino-Aurisina, Mediolanum, Trieste altruista, Trieste book fest, Trieste caffè, Trieste coffee festival. Curatore ne è Giorgio Micheli: telefono 3925673210, e-mail: aMDCtrieste@gmail.com

 

Storia delle caffettiere: domani a Trieste il racconto di Maltoni

di Gianni Pistrini

A Trieste nuovo piacevole appuntamento ai Cenacoli del caffè 2019-20 di aMDC, domani 11 febbraio, alle 18, nella sede dell’InCE di via Genova 9. In avvio di serata, l’Associazione Museo del Caffè nominerà un nuovo socio onorario, Nazario Polojaz, il quarto, così da rendere omaggio a chi nel corso della propria vita lavorativa si è totalmente speso nella professione. Noto imprenditore di origine croata che a Trieste ha fatto la propria fortuna, figlio di commercianti nel settore, ha poi sviluppato la propria esperienza, ritirandosi solo per raggiunti limiti di età. Il figlio Fabrizio attualmente presiede la ultracentenaria Associazione caffè Trieste.
Introdurrà Mariagrazia Stepan, che cura pure uno spazio nel quale vengono proposti dei brani di scrittori triestini: file-rouge l’aromatica bevanda. Alcuni versi verranno letti da Graziella Zotti, figlia di Guerrina Marcorin, tratti da “Adesso ve conto”, mentre Giorgio Micheli provvederà alla diretta Facebook dell’Associazione Museo del Caffè.
L’incontro sarà particolarmente ricco e prevede la partecipazione di un romagnolo d’eccezione: il collezionista di macchine da caffè Enrico Maltoni che racconterà l’affascinante storia di quella per espresso da bar attraverso il libro del Mumac, il Museo della macchina per caffè del Gruppo Cimbali. Un viaggio attraverso oltre cento anni di storia della macchina per caffè espresso. In questa occasione verranno presentate foto inedite dei caffè storici appartenenti all’archivio del museo. L’intera collezione si pregia di oltre 300 macchine, di cui esposte quasi un centinaio. Nella raccolta sono confluite due importanti raccolte private, la Collezione Enrico Maltoni e la Collezione Cimbali.
Il relatore Maltoni è un appassionato studioso e collezionista, in particolare, di macchine da caffè espresso d’epoca che, dopo oltre un ventennio di ricerche e recuperi, ha creato la prima mostra itinerante al mondo dedicata a questi affascinanti apparati.
Nel 2014 apre un laboratorio specializzato dedicato al restauro di queste attrezzature italiane da bar prodotte dal 1900 al 1960. A tale riguardo, la sua collezione intitolata “Espresso made in Italy 1901-2010” presenta rari e preziosi modelli, ed è stata allestita in quarantacinque diverse location su quattro continenti, anche a Trieste. Per questo progetto si è aggiudicato il primo e unico premio da parte di un organismo sovranazionale, quale “Eccellenza del caffè 2006”, nella categoria Young Entrerpreneur Award, sbaragliando cinque candidati provenienti da tutta Europa.
Enrico Maltoni possiede un archivio storico invidiabile, costituito da oltre venticinquemila referenze, fra documenti e brevetti. Nel 2001 ha pubblicato il libro Espresso made in Italy 1901-1962 (Collezione Enrico Maltoni Editore, 2001) che illustra oltre duecento splendidi esemplari di macchine da bar appartenenti alla sua raccolta, oggetti salvati dall’usura del tempo. Di questo volume ha dovuto effettuare ben tre ristampe, 9.000 copie vendute. E’ poi coautore de “Il libro completo del caffè” (De Agostini Editore, 2005) e, insieme a Mauro Carli e con il fattivo contributo di altri appassionati, del volume “Coffee makers” nel quale ben 2000 caffettiere storiche sono state fotografate direttamente nelle case dei più mportanti collezionisti mondiali. Da questo viaggio durato due anni in giro per il pianeta, gli autori hanno creato una vera e propria enciclopedia della caffettiera. E sarà proprio questo il libro che verrà presentato domani (ingresso libero fino esaurimento dei posti disponibili).

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In copertina Enrico Maltoni e qui sopra un angolo della sua collezione di macchine storiche da caffè.