Domani a Trieste ripartono i Cenacoli del Caffè: primo obiettivo sarà la salute. L’Amdc gemellata col Museo San Marco

(f.s.) In dirittura d’arrivo il nuovo ciclo 2024-2025 degli apprezzati incontri dei “Cenacoli del Caffè”, organizzati dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste e giunti ormai al traguardo della ottava edizione, grazie al costante e qualificato impegno del sodalizio guidato da Gianni Pistrini. L’ampio programma degli appuntamenti, stavolta organizzati attorno al tema-guida “La trasversalità del caffè”, prenderà avvio domani, 7 novembre, alle ore 17.30, nella tradizionale sede dell’Hotel Savoia Excelsior, con l’intervento del noto “specialista” del ramo, Marino Petracco, ingegnere chimico per oltre un trentennio ricercatore scientifico alla Illycaffè, che affronterà una serie di importanti quesiti su “Caffè e salute”. In merito, va sottolineato come Petracco, accanto al suo ruolo nella storica azienda triestina, abbia accumulato una vasta esperienza su tutti gli “anelli” della catena del caffè espresso, pubblicando numerosi articoli su agricoltura, fisica e chimica del caffè inteso sia come pianta che come bevanda e interessandosi in particolare proprio dell’influsso della bevanda sull’organismo umano. Anche in tal senso, è stato presidente del comitato globale ISO per le normative sul caffè, ha guidato in due riprese il Comitato scientifico dell’industria europea per gli studi sugli effetti fisiologici del caffè (Isic) ed è tra gli autori dell’unico libro dedicato alla chimica del caffè espresso. Appassionato comunicatore e divulgatore, Petracco svolge, in sei lingue, un’intensa attività di conferenziere internazionale “a maggior lode e gloria del caffè”.

Marino Petracco


I successivi incontri, sempre di giovedì, e sempre con inizio alle 17.30, ma in questa edizione dispiegati, oltre alla sede “centrale” del Savoia Excelsior, anche in librerie e in altri luoghi della città, saranno sempre a ingresso libero (eccezion fatta per il laboratorio su prenotazione del 9 gennaio). Tutti gli appuntamenti potranno essere seguiti anche online sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste. Ecco, dunque, il calendario completo:
5 dicembre con Fabrizio Polojaz di “Primo Aroma” su “Non chiamiamoli scarti: il caffè ci viene in soccorso”; 9 gennaio con Simonetta Cusma su “Caffèlage: il laboratorio di papiers collé al profumo di caffè” (max 20 persone, prenotazione obbligatoria scrivendo entro il 18 dicembre a amdctrieste@gmail.com, costo 10 euro); 27 febbraio con Sergio Vatta su “Dal Bauhaus alla Illycaffè, Xanti Schawinskj a Trieste nel 1934”; 27 marzo con Katia Brugnolo su “The, caffè e cioccolata a Nove e in Europa. Maioliche, porcellane e terraglie dal XVIII al XX secolo”; 24 aprile con Matteo Carzedda su “Il caffè: alimento, medicinale o piacere?”; 8 maggio con Marina Cecchetti su “Un caffè da leggere: Emozioni, Storia, Arte e letteratura” (alla Libreria Ubik); 5 giugno con il collezionista Lucio Del Piccolo su “Il caffè nella società antica e moderna” (alla Libreria Ubik).
Presentando il nuovo ciclo su “La trasversalità del caffè”, coordinato anche quest’anno da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria e cultrice del mondo del caffè) assieme al vicepresidente di Amdc Doriano Simonato, gli organizzatori osservano, nell’opuscolo illustrativo, che “l’affascinante bevanda è in grado di evocare una vasta gamma di emozioni, dal piacere alla calma, dall’energia alla nostalgia. Ogni sorso è un’esperienza sensoriale che può toccare le corde più profonde dell’animo. È espressione di passione, della propria cultura o semplicemente della propria visione del mondo. Sa essere concreto, ma al tempo stesso è un’esperienza effimera che si consuma nel momento presente. Il caffè può essere considerato un’esperienza artistica a tutti gli effetti, un momento di pausa e di riflessione in cui apprezzare la bellezza delle piccole cose”. Chiedendosi infine “E se anche il caffè fosse una forma d’arte?”, per concludere che “Caffè e arte sono strettamente correlati”.

Intanto, un significativo gemellaggio si è celebrato nell’ambito della prestigiosa manifestazione “TriestEspresso Expo” e ha visto protagonisti, nella Sala “Josef Ressel” del Generali Convention Center del Porto Vecchio, l’Associazione Museo del Caffè di Trieste da un lato e, dall’altro, il Museo aziendale di macchinari e reperti de “La San Marco” istituito a Gradisca d’Isonzo nella sede della nota società produttrice di macchine e attrezzature per caffè. A siglare questo nuovo importante partenariato sono intervenuti il presidente della Amdc, Gianni Pistrini, con il vice Doriano Simonato e il direttore generale de “La San Marco” Spa ingegner Roberto Nocera, mentre la neo presidente dell’Associazione Caffè Trieste, Arianna Mingardi, ha portato un saluto augurale.
Il presidente Pistrini, ricordando i fini istituzionali dell’Associazione Museo del Caffè quale sodalizio di divulgazione culturale, il cui scopo precipuo è quello di promuovere la conoscenza dei molteplici aspetti di tutto ciò che ruota attorno al “prezioso chicco”, anche con una specifica attenzione al collezionismo e alla messa in mostra di oggetti e reperti spesso molto antichi e ricchi di storia – e anche in tal senso si punta all’ottenimento dal Comune di un adeguato spazio espositivo nel comprensorio del Porto Vecchio, che non mancherebbe di costituire un indiscusso motivo di attrazione per turisti e appassionati -, ha quindi sottolineato l’importanza di questa tradizione dei gemellaggi fra istituti affini, avviata oltre vent’anni fa, fin dal primo sorgere del sodalizio triestino, venendo via via a coinvolgere diverse realtà presenti in Europa (Germania, Svizzera, Austria, Francia, Ungheria, Olanda, Cipro, Belgio, Russia) fino a suggellare, due anni fa, il rapporto con il Brasile e specificamente con il prestigioso Museu do Cafe di Santos.
E ora – come ha spiegato il vicepresidente Simonato -, a partire da questo undicesimo legame di “gemellaggio” e collaborazione avviato con “La San Marco” di Gradisca, l’intento dell’Associazione sarà quello di puntare più specificamente, con un livello di ancor maggiore incisività e interoperatività, sulle realtà espositive ubicate in Italia e perciò più vicine e più direttamente coinvolgibili nell’organizzazione di iniziative comuni.
Al “rito” del gemellaggio si è affiancata un’interessante tavola rotonda su “Lo sviluppo tecnologico e scientifico nel mondo del caffè” con gli interventi dell’ingegner Nocera, dell’ingegnere chimico e ricercatore Marino Petracco e degli stessi dirigenti di Amdc, Pistrini e Simonato. Nell’occasione è stata anche annunciata l’imminente nuova edizione dei tradizionali “Cenacoli del Caffè” che, come detto, prenderà avvio proprio domani pomeriggio, al Savoia Excelsior Palace sulle Rive di Trieste.

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In copertina e all’interno due immagini del gemellaggio all’insegna della cultura del caffè.

Trieste, sipario sui Cenacoli del caffè. Pistrini soddisfatto per la loro qualità

(f.s.) Con la conferenza su “Genetica e caffè”, tenuta dal professor Alberto Pallavicini, docente di genetica all’Università di Trieste, si sono concluse le manifestazioni del lungo ciclo 2023-2024 dei “Cenacoli” promossi dall’Associazione Museo del Caffè, presieduta da Gianni Pistrini. L’iniziativa, giunta alla sua settima edizione, si è sviluppata nell’arco di sette mesi, a partire dal novembre dello scorso anno, ed è stata dedicata stavolta al tema complessivo “Aria, Terra, Fuoco, Acqua: Caffè, un viaggio tra gli elementi”.


Il ciclo ha coinvolto relatori di alto livello scientifico e professionale che hanno raccolto, nelle ospitali sale dell’Hotel Savoia Excelsior di Riva del Mandracchio, l’interesse di un pubblico sempre attento e numeroso. Si sono così via via susseguiti gli interventi dell’ingegner Marino Petracco (su “Sento odore di caffè. Non solo naso: la chiave per apprezzare la nera bevanda, un viaggio tra i cinque sensi”), di Matteo Carzedda (“Caffè, farfalle e comunità”) e ancora di Marino Petracco (“Ma la Settima Musa beveva caffè?”), e poi dell’ingegner Roberto Nocera, de “La San Marco Spa” (su “Dominare l’energia del fuoco per servire la magnifica bevanda”), della professoressa Anna Gregorio Michelazzi (“Verso il mondo del caffè dallo spazio, fra ricerca e industria”), di Massimiliano Fabian, di “Demus Spa” (su “Caffè decaffeinato: il piacere del gusto”) e infine del professor Alberto Pallavicini, appunto, su “Genetica e Caffè: dalla pianta al consumatore”. Tutte le conferenze si possono ancora vedere (o riguardare!) sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste.
Il presidente Gianni Pistrini, nel sottolineare “l’ampio consenso riscosso da questo VII ciclo dei “Cenacoli del caffè”, ha voluto ringraziare tutto lo staff della Amdc, e in primis la coordinatrice dei “Cenacoli” Nicoletta Casagrande (che è anche responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria) e gli organizzatori Giulio Rebetz e Piero Ambroset, esprimendo infine una viva riconoscenza agli sponsor, e in particolare alla Banca di credito cooperativo 360 Fvg e alle Fondazioni Benefiche Casali, per il loro prezioso supporto. Formulando un arrivederci al prossimo e ottavo Ciclo 2024-2025, con l’impegno di confermare il livello e il prestigio della bella iniziativa.

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In copertina, Massimiliano Fabian con lo staff di Amdc guidato da Gianni Pistrini; all’interno, l’ultimo incontro animato dal professor Pallavicini.

Trieste, viaggiando nella terra del caffè in una grande mostra all’Itis. Sold out il primo “cenacolo” con Marino Petracco

(f.s.) Sarà inaugurata oggi, alle ore 17.30, nell’atrio monumentale dell’Asp Itis di Trieste, in via Pascoli 31 (con entrata all’ingresso all’angolo di via Conti), la grande mostra “Viaggiando nella terra del caffè”, organizzata dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste, guidata da Gianni Pistrini, in collaborazione con lo stesso Itis. Alla breve cerimonia, accanto ai vertici dell’AMdC e ai curatori Bruno Vajente, per AMdC, e Francesco Mosetti, per Itis, porterà un saluto di apertura il presidente dell’Istituto, Aldo Pahor.

Gianni Pistrini

L’esposizione, che si svilupperà nei diversi spazi dello storico atrio e in alcuni ambiti circostanti, consentirà di rivolgere lo sguardo sui molteplici e spesso poco noti aspetti del complesso “mondo del caffè”, esaminandone la storia (dalle origini etiopi alla sua prima introduzione in Brasile, e poi alla sua diffusione in tutto il mondo), sottolineando quindi i diversi metodi di tostatura e modi di preparazione del caffè, l’attenzione attuale ai criteri di qualità, illustrando in particolare lo stretto legame tra il caffè italiano e il chicco brasiliano, nonché, in questo quadro, il ruolo peculiare del Porto di Trieste e la storica attiva presenza nella nostra città di tutti i “passaggi” della filiera, dal chicco alla tazzina servita nei locali e nei prestigiosi caffè storici, tanto da farne una vera e propria “capitale del caffè” a livello internazionale.
La mostra proporrà bellissime foto, testi esplicativi ma pure un video che sarà proiettato in continuo anche nel salone del bar interno dell’Istituto. “Viaggiando nella terra del caffè” sarà visitabile, con ingresso libero, tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20.

Caffè verde, tostato e in tazzina al bar.

Intanto, grande successo in termini di presenze e di vivo interesse da parte del pubblico, per il primo incontro dell’anno sociale 2023-2024, settimo della serie, dei “Cenacoli del Caffè”, organizzati dalla stessa Associazione Museo del Caffè. Protagonista di questa riuscita “premiere”, tenutasi all’Hotel Savoia Excelsior, è stato l’ingegnere chimico Marino Petracco, per oltre un trentennio ricercatore scientifico alla Illycaffè; un vero e proprio “specialista” che con la sua davvero approfondita relazione su “La chiave per apprezzare la nera bevanda? Un viaggio tra i cinque sensi!” ha chiarito tutti gli aspetti dei complessi e spesso ignoti “misteri del caffè”, storia, chimica, varietà, proprietà e influssi sull’uomo, rispondendo infine in modo esaustivo alle numerose domande. Un incontro perciò molto interessante e di piena soddisfazione.

Il prossimo appuntamento sarà giovedì 7 dicembre, con Matteo Carzedda, sul tema “Caffè, farfalle e comunità”, sempre alle 17.30, all’hotel Savoia Excelsior. Ma, nel frattempo, l’attività dell’Associazione Museo del Caffè non si ferma, tanto che oggi sarà aperta, come detto, la grande mostra di soggetto caffeicolo all’Itis di Trieste.

L’incontro con Marino Petracco.

Per ulteriori informazioni: amdctrieste@gmail.com, sito web: https://www.amdctrieste.it

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In copertina, le bacche del caffè durante la loro maturazione nei Paesi d’origine.

Trieste, oggi al via i Cenacoli del caffè: con Marino Petracco parte il viaggio tra gli elementi Aria, Terra, Fuoco e Acqua

(f.s.) Al via, da oggi, il nuovo ciclo degli apprezzati incontri dei “Cenacoli del Caffè”, organizzati dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste e giunti al bel traguardo della settima edizione, frutto evidente del tenace e costante impegno del sodalizio guidato da Gianni Pistrini. E particolarmente interessante e attrattivo appare infatti il nutrito programma degli appuntamenti di quest’anno sociale 2023-2024 che si aprirà questo pomeriggio, alle 17.30, nella tradizionale sede dell’Hotel Savoia Excelsior, con l’intervento di un vero e proprio “specialista” del ramo, l’ingegnere chimico Marino Petracco, per oltre un trentennio ricercatore scientifico alla Illycaffè, che svilupperà, con la sapienza e sagacia che gli sono proprie, l’intrigante tema “Sento odore di caffè. Non solo naso… La chiave per apprezzare la nera bevanda? Un viaggio tra i cinque sensi!”. Una serie di questioni e di approfondimenti, come si può immaginare, dedicati ai veri appassionati e ai cultori più raffinati del “prezioso chicco”.

Ma non meno significativi saranno gli altri incontri di una rassegna, unica nel suo genere, che stavolta sprigiona un fascino tutto suo già dal titolo generale del ciclo: “Aria, Terra, Fuoco, Acqua: Caffè, un viaggio tra gli elementi”. “Abbiamo puntato ad analizzare quale correlazione esiste tra il caffè e i quattro elementi della natura identificati dall’antica filosofia greca – spiegano il presidente Amdc, Gianni Pistrini, la coordinatrice del ciclo Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria, nonché appassionata cultrice del mondo del caffè) e gli organizzatori di questa edizione, Giulio Rebetz e Piero Ambroset -. Venendo avvolti dagli aromi che si sprigionano attraverso il “veicolo” dell’Aria pensiamo al lungo percorso che il caffè ha compiuto per arrivare fino in tazza. Ma scopriremo anche come dalla semente germogliata nella Terra lontana dell’Etiopia, del Vietnam, del Brasile e di altri Paesi tropicali, grazie all’Acqua della pioggia, da semplice pianta il caffè diventa una derrata agricola di largo consumo. Per azione delle fiamme del Fuoco usato per la tostatura dei chicchi, essa poi si converte in un prezioso prodotto alimentare che, per sollecitare e solleticare i sensi degli appassionati consumatori, avrà bisogno ancora dell’Acqua bollente per trasformarsi in profumata bevanda. Alla fine, dalla tazzina di porcellana – un altro tipo di Terra – i multiformi aromi necessiteranno di volatilizzarsi nell’Aria per raggiungere il sensibile olfatto dei degustatori! Per così, grazie a un’industrializzazione controllata e ponderata, salvaguardare la più nota tradizione italiana: “Il rito del caffè”.

Ed è dunque in tale “esplorazione” che si cimenteranno, nei successivi appuntamenti, ogni primo giovedì del mese, sempre alle ore 17.30 e sempre al “Savoia Palace”, sulle Rive di Trieste: Matteo Carzedda (7 dicembre, su “Caffè, farfalle e comunità”), Roberto Nocera (4 gennaio, su “Dominare l’energia del fuoco per servire la magnifica bevanda”), Massimiliano Fabian (1 febbraio, su “Caffè decaffeinato: il piacere del gusto”), Anna Gregorio Michelazzi (7 marzo, su “Lo Spazio, fra ricerca e business”), Antonella Caroli Palladini (4 aprile, su “Porto vecchio: viaggio di ritorno ai Magazzini del Caffè”) e Alberto Pallavicini (2 maggio, su “Genetica e Caffè: dalla pianta al consumatore”). L’ingresso a tutti gli incontri sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Gli appuntamenti potranno essere seguiti anche online sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste.

Tornando al relatore di apertura di oggi, 2 novembre, va ancora sottolineato come l’ingegner Marino Petracco, accanto al suo ruolo ultratrentennale di ricercatore alla Illycaffè, abbia accumulato una vasta esperienza di tutti gli “anelli” della catena su cui si basa la forza del caffè espresso, ovvero la qualità. Ha pubblicato numerosi articoli scientifici su agricoltura, fisica e chimica del caffè inteso sia come pianta che come bevanda. Si è interessato anche all’influsso della bevanda sull’organismo umano, è stato presidente del comitato globale ISO per le normative sul caffè, ha presieduto in due riprese il comitato scientifico dell’industria europea per gli studi sugli effetti fisiologici del caffè (Isic) ed è tra gli autori dell’unico libro dedicato alla chimica del caffè espresso, contribuendo inoltre, con un suo capitolo sui metodi di preparazione delle varie bevande tradizionali, all’aggiornamento della più completa collana di volumi scientifici sul caffè, nonché alla Ullmann’s Encyclopedia of Industrial Chemistry. Appassionato comunicatore e divulgatore, Petracco segue le orme del suo maestro dottor Ernesto Illy svolgendo, in sei lingue, un’intensa attività di conferenziere internazionale, a maggior lode e gloria del caffè.

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In copertina, l’ingegner Marino Petracco; all’interno, il presidente Gianni Pistrini, le bacche di caffè sulla pianta, i chicchi ancora verdi e poi tostati; infine, la tanto amata tazzina dell’espresso al bar.

Cenacoli del Caffè, a novembre si riparte. Barbara Hutter ospite al Museo di Trieste

(f.s.) Alla vigilia dell’avvio di una serie di nuove importanti iniziative organizzate dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste (a cominciare dalla imminente settima edizione dei “Cenacoli del Caffè” che si aprirà giovedì 2 novembre all’hotel Savoia Excelsior, per proseguire con un’inedita esposizione a tema che si realizzerà in una pubblica sede cittadina), è giunta a Trieste la giornalista austriaca Barbara Hutter, “specialista” del settore “viaggi-turismo” del quotidiano “Salzburger Nachrichten”, interessata ai temi caffeicoli e alle vicende culturali della città giuliana.
La giornalista d’Oltralpe (al centro nella foto) ha visitato la sede del “Magazin de Cafè” di via Aldo Manuzio (nel rione di San Vito-Campi Elisi) dove è stata accolta dal presidente Amdc, Gianni Pistrini, affiancato da dirigenti e simpatizzanti dell’associazione. L’ospite austriaca, vivamente attratta dai singolari reperti e curiosità ospitati nel “Magazin”, ha espresso la sua piena convinzione sulla grande capacità attrattiva che un vero e proprio e adeguatamente strutturato Museo del Caffè collocato a Trieste non mancherebbe di esercitare verso i turisti e gli appassionati di cultura e di storia austriaci e, più ampiamente, dell’intera area centro-europea.
Tornando all’incontro del 2 novembre, alle 17.30, l’ingegner Marino Petracco tratterà il tema “Sento odore di caffè. Non solo naso… la chiave per apprezzare la nera bevanda”.

Associazione Museo del Caffè
Ufficio stampa: Fulvio Sabo
(tel. cell. 340.4952793)

(per ulteriori informazioni: Gianni Pistrini tel. cell. 368.435343)

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In copertina, la giornalista austriaca Barbara Hutter con il presidente Gianni Pistrini; all’interno, un momento della visita al Museo del Caffè di Trieste.

La vita artistica nei Caffè di Trieste domani con Favetta al nuovo Cenacolo

Quarto appuntamento domani, 4 maggio, all’Hotel Savoia Excelsior, con i “Cenacoli del Caffè” organizzati dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste. L’incontro, che avrà inizio come di consueto alle ore 17.30, avrà stavolta come relatore Marco Favetta, giovane studioso d’arte che intratterrà il pubblico su un tema peculiare e di grande interesse, anche per gli appassionati di storia della città giuliana, ovvero “La vita artistica nei Caffè di Trieste nella Belle Époque” (ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili).
Marco Favetta, laureato all’Università di Trieste, ha collaborato per diversi anni con l’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini di Venezia ed è stato quindi coordinatore, dal 2011 al 2018, dei servizi museali de “Le Gallerie d’Italia” a Palazzo Leoni Montanari di Vicenza. A Trieste ha coordinato la mostra temporanea “Massimiliano e Manet” alle Scuderie del Castello di Miramare. Per anni ha svolto l’attività di guida in diverse mostre a Trieste e a Venezia e dal 2020 fa parte del Direttivo dell’Associazione Amici dei Musei “Marcello Mascherini” dove ha tenuto numerose conferenze legate alla pittura.
Nel particolare ambito del collezionismo veneziano si è interessato in particolar modo alla famiglia Pesaro. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo i saggi “Ca’ Pesaro e la sua dispersa raccolta d’arte: nuove fonti documentarie” (in “Arte in Friuli. Arte a Trieste”, n. 20, 2000) e “La biografia della Famiglia Pesaro” (in “Il collezionismo d’arte a Venezia. Il Settecento”, a cura di S. Mason e L. Borean, in corso di pubblicazione). Ha pubblicato inoltre il volume “Padova e il suo Territorio. Arte e Architettura” (Luca Sassi editore, Schio, 2009).
Il ciclo dei “Cenacoli”, dedicato quest’anno a “L’arte in tazzina: da prodotto a cultura” nell’intento di approfondire l’influsso che la ‘nera bevanda’ ha avuto su artisti e movimenti culturali dal Settecento ai giorni nostri, è coordinato da Nicoletta Casagrande, appassionata cultrice del mondo del caffè, nonché responsabile dell’InfoLibro-Salotto del libro italiano di Capodistria, centro multimediale per la conservazione e diffusione della lingua, letteratura e cultura italiane.
L’iniziativa, giunta alla sua sesta edizione, proseguirà ogni primo giovedì del mese, fino al 6 luglio. Il successivo appuntamento sarà il 1° giugno con Francesca Salcioli, al Mini Mu dell’ex OPP, sul tema “Acquerello al caffè e caffeomanzia: il caffè artiterapico per il benessere”.

Tutti gli appuntamenti possono venir seguiti anche on line sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste.

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In copertina, il Tommaseo che dà sulle Rive è il più antico Caffè di Trieste.

 

Il caffè fra Trieste e il Pedrocchi di Padova: Possamai al terzo cenacolo

(f.s.) Terzo appuntamento domani, 13 aprile, all’Hotel Savoia Excelsior, con i “Cenacoli del Caffè” organizzati dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste. L’incontro, che avrà inizio come di consueto alle ore 17.30, avrà stavolta come relatore il giornalista e storico Paolo Possamai, già direttore de “Il Piccolo” di Trieste e poi dei quotidiani veneti “Il Mattino di Padova”, “La Tribuna di Treviso”, “Corriere delle Alpi” e “La Nuova di Venezia e Mestre”, con un percorso professionale nel Gruppo Espresso e poi Gedi, dove è stato anche una delle principali firme del settimanale economico de “La Repubblica” (Affari&Finanza), lungo complessivamente ben 33 anni.

Paolo Possamai


Al “Cenacolo” dell’Amdc, Possamai interverrà intrattenendo l’uditorio su “L’impresa del caffè, fra i mercanti di Trieste e lo stabilimento Pedrocchi di Padova”, individuando una “connessione” fra il caffè padovano e i traffici triestini, anche in relazione al suo più recente volume “Nettuno e Mercurio. Il volto di Trieste nell’800 tra miti e simboli” (Marsilio editore). Possamai infatti è anche uno scrittore appassionato di storia: prima di “Nettuno e Mercurio” dedicato alla nostra città, ha pubblicato “Il Caffè Pedrocchi. La storia, le storie” (2015), “Caffè Pedrocchi” (2000), “Guida ai luoghi e ai tesori del Santo” (1995) e “Andrea Palladio e il Monte Santo di Vicenza” (1994), collaborando inoltre con il canale tv Rai Storia e con Rai Radio 3 per il programma Prima Pagina. Collaboratore dal 2001 al 2016 della Fondazione Nord Est, sotto le direzioni di Ilvo Diamanti e Daniele Marini, dopo le dimissioni da Gedi si è dedicato anche a consulenze strategiche nella comunicazione d’impresa, in particolare per i gruppi Save e Finint. Fa parte della giuria del Premio Masi Civiltà Veneta.
Il ciclo dei “Cenacoli”, dedicato quest’anno a “L’arte in tazzina: da prodotto a cultura” nell’intento di approfondire l’influsso che la ‘nera bevanda’ ha avuto su artisti e movimenti culturali dal Settecento ai giorni nostri, è coordinato da Nicoletta Casagrande, appassionata cultrice del mondo del caffè, nonché responsabile dell’InfoLibro-Salotto del libro italiano di Capodistria, centro multimediale per la conservazione e diffusione della lingua, letteratura e cultura italiane.
L’iniziativa, giunta alla sua sesta edizione, proseguirà ogni primo giovedì del mese, fino al 6 luglio, con qualificati relatori protagonisti della vita culturale e artistica. Il successivo appuntamento sarà il 4 maggio con Marco Favetta su “La vita artistica nei Caffé di Trieste nella Belle Époque”. L’ingresso sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Gli appuntamenti potranno essere seguiti anche online sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste.

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In copertina, un’immagine del famosissimo Caffè Pedrocchi nel centro storico di Padova.

 

Cenacoli del Caffè, domani a Trieste “tuffo” nella Venezia del Settecento

Secondo appuntamento domani, 2 marzo, all’Hotel Savoia Excelsior, con i “Cenacoli del Caffè” organizzati dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste presieduta da Gianni Pistrini. L’incontro, che avrà inizio come di consueto alle ore 17.30, vedrà stavolta come relatore il “triestino-veneziano” Alberto Craievich, direttore, ormai da tredici anni, di Ca’ Rezzonico, il prestigioso Museo del Settecento veneziano, nonché responsabile del Gabinetto dei disegni e delle stampe della Fondazione Musei Civici di Venezia. Craievich, che è uno storico dell’arte, ha rivolto i suoi studi in particolare all’arte veneziana del Sei e Settecento e in quanto tale ha pubblicato importanti contributi su riviste specializzate di livello internazionale e ha curato, a Venezia, Treviso e Villa Manin, una serie di rilevanti mostre di grande successo su Canaletto, Tiepolo e altri artisti veneti.

Alberto Craievich


Al “Cenacolo” dell’Amdc Craievich interverrà intrattenendo su “Scene di conversazione veneziana nel ‘700”, un tema che ci condurrà in un mondo ormai lontano ma sempre fascinoso e intrigante, come è ancor oggi costantemente dimostrato dalla grande capacità di attrazione che ha Venezia, specialmente durante il Carnevale, con le sue stupende maschere e la sua atmosfera settecentesca. Della quale fa parte integrante e inscindibile appunto il caffè, con i suoi riti e le sue bellissime artistiche stoviglie d’epoca. Ed è di tutto questo che Craievich ci parlerà, dall’alto della sua speciale competenza.
Il ciclo dei “Cenacoli”, dedicato quest’anno a “L’arte in tazzina: da prodotto a cultura” nell’intento di approfondire l’influsso che la “nera bevanda” ha avuto su artisti e movimenti culturali dal Settecento ai giorni nostri, è coordinato da Nicoletta Casagrande, appassionata cultrice del mondo del caffè, nonché responsabile dell’InfoLibro-Salotto del libro italiano di Capodistria, centro multimediale per la conservazione e diffusione della lingua, letteratura e cultura italiane.
L’iniziativa, giunta alla sua sesta edizione, proseguirà ogni primo giovedì del mese, fino al 6 luglio, con qualificati relatori protagonisti della vita culturale e artistica cittadina e non solo. Il successivo appuntamento sarà con il 6 aprile con Paolo Possamai, già direttore de “Il Piccolo”, su “Trieste – caffè… e non solo”.
L’ingresso a tutti gli incontri sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Gli appuntamenti potranno venir seguiti anche on line sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste.

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In copertina, l’ingresso del famoso  Florian, a Venezia, il più antico Caffè della storia.

Museo del Caffè, oggi ultimo Cenacolo. Gianni Pistrini confermato presidente

Nono e ultimo appuntamento del ciclo 2021-2011, oggi, 15 luglio, con i “Cenacoli del Caffè”, promossi dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste, stavolta sul tema “Caffè certificato: un valore per l’ambiente e il palato”. L’incontro vedrà protagonista la studiosa Lara Murano e in quest’occasione si terrà, alle 18 nella storica sala della Cappella dell’ex Ospedale Militare di via Fabio Severo 40 (oggi “campus” universitario), a ingresso libero, ma potrà essere seguito anche in diretta online tramite il sito www.amdctrieste.it o sul profilo Facebook @aMDCTrieste. Ai partecipanti “in presenza”, per celebrare la conclusione del ciclo, verrà offerto un cadeau in tema.
La relatrice spiegherà come le stesse scelte dei consumatori influiscano in modo significativo sulle produzioni alimentari in generale e del caffè in particolare. Ma anche come le questioni della “sostenibilità” dei prodotti e dei relativi sistemi di certificazione ed etichettatura influiscano a loro volta sulle decisioni dei consumatori. E come, in particolare, il consumatore di caffè sia molto orientato a privilegiare, oltre alla qualità organolettica, anche l’ecosostenibilità e la certificazione del prodotto, anche a fronte di un maggior costo dello stesso.
Con questa nuova “tappa” si conclude l’annuale ciclo dei “Cenacoli”, organizzato e diretto dal “cultore della materia” ingegner Marino Petracco per l’Associazione presieduta da Gianni Pistrini, che ha visto svolgersi un davvero vasto e puntuale approfondimento delle tante tematiche inerenti il caffè, dalla storia ai commerci, dalle tecniche di produzione, conservazione e uso allo sviluppo dei consumi del prezioso chicco in diverse “nuove” aree del mondo. Con il prossimo autunno si aprirà – come preannuncia l’Associazione Museo del Caffè – un nuovo interessante ciclo tutto dedicato all’affascinante tema “Il caffè nell’arte”.

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Affermare e ribadire con forza il ruolo sempre centrale di Trieste quale rilevante “polo” internazionale del traffico e della cultura del caffè, e ciò anche avvalendosi di manifestazioni e “strumenti” divulgativi, quali un Museo del Caffè “ampio” e strutturato, fortemente da sviluppare e potenziare rispetto alla realtà esistente, in modo da costituire un elemento peculiare e ulteriore di richiamo per il crescente flusso turistico che già il capoluogo giuliano è capace di attrarre: questo l’obiettivo “alto” e principale indicato dall’Associazione Museo del Caffè nella sua assemblea annuale, tenutasi nel prestigioso Savoia Excelsior Palace, sulle Rive. L’assemblea ha visto anche l’elezione del nuovo consiglio direttivo per il triennio 2022-24, che ha in seguito espresso le cariche: Gianni Pistrini, triestino, riconfermato presidente; Doriano Simonato vicepresidente con delega di tesoriere, friulano ma da anni responsabile della logistica di una nota fondazione svizzera del settore alimentare e del gusto; Barbara Zlobec, segretaria, insegnante in un liceo di Gorizia; infine, l’imprenditore bolognese Diego Gianaroli, consigliere con delega al recupero delle risorse economiche. Come si può notare, una “direzione” molto qualificata e variegata anche geograficamente, in grado di rappresentare certamente l’intero territorio regionale, ma capace in realtà anche di percepire e raccogliere, ad ancor più ampio raggio e alto livello, interessi, iniziative e proposte ovunque tendenti alla valorizzazione di tutto ciò che riguarda il “prezioso chicco”.

Il caffè verde…

Dopo una serie di approfonditi interventi di diversi soci operanti o interessati alle realtà caffeicole, è seguita la rituale consegna annuale di una pergamena celebrativa al socio onorario di ultima nomina, in questa occasione ci si riferisce a Oscar Garcia René Murga, imprenditore guatemalteco di grande esperienza e successo, da sempre particolarmente attento alle tematiche della salvaguardia dell’ambiente e dell’ecosistema, oggi residente a Trieste e fervido amico dell’Associazione Museo del Caffè.
È toccato quindi al presidente Pistrini rivolgere un opportuno sguardo complessivo al “pianeta caffè” a Trieste, a partire dalle radici antiche di una tradizione caffeicola di lunghissima data e di assoluta tipicità, fin da quando «ancor prima della proclamazione del Porto Franco del 1719 per volere dell’Imperatore asburgico Carlo VI e addirittura già alla fine del ‘600, Trieste accolse il pregiato genere coloniale diventandone subito città di elezione tra le prime al mondo, e sviluppando poi via via sempre più importanti realtà imprenditoriali operanti nel settore a livello internazionale. Un fattore che investì pienamente la città in tanti suoi aspetti e in ogni piega della sua storia, tanto che l’espressione “Trieste capitale del caffè” non può essere assolutamente considerata come mero slogan ad effetto, ma come una realtà ben concreta che intesse profondamente la vita del territorio, le sue attività, la sua economia. Non va dimenticato – ha proseguito Pistrini – che Trieste è un luogo unico in tal senso in quanto è la sola città italiana a poter vantare la presenza di tutti gli operatori coinvolti nell’intera filiera del caffè: partendo dal seme verde mercantile in sacchi provenienti dai Paesi coltivatori e depositati negli hangar portuali fino al torrefatto e al consumo in tazzina, un “iter” supportato da una elevata ricerca tecnologica e scientifica a livello accademico. Uno scenario questo – ha concluso – che rende più che mai opportuno e necessario anche un parallelo lavoro culturale, di documentazione, approfondimento, studio e divulgazione delle conoscenze scientifiche e storiche sul tema, a tutti i livelli e alla portata di tutti, fino ai turisti e ai semplici curiosi, da cui l’”idea” e il compito della nostra Associazione Museo del Caffè».

… e quello tostato.

Iniziativa di cui il riconfermato Pistrini ha quindi brevemente tracciato il percorso fin qui compiuto, dai prodromi avviati nel già lontano marzo 2001 fino alla formale costituzione del sodalizio, il 14 febbraio 2017, quale realtà di volontariato culturale indipendente. E soprattutto in quest’ultimo lustro la realtà associativa – ha osservato il presidente – ha fatto passi da gigante, avviando molteplici iniziative, quali i Cenacoli del Caffè, appuntamenti culturali tenuti da esperti e appassionati dell’argomento, in quest’ultima quinta edizione curati e diretti dal socio Marino Petracco. Da citare ancora, fra quanto già attuato, l’idea, tuttora in evoluzione, del “Museo diffuso del Caffè”, con “presenze” collocate in vari luoghi della città (vie, slarghi, piazze), «ma in tal senso – ha sottolineato ancora Gianni Pistrini – l’obiettivo “alto” e necessario, da conseguire nel futuro più prossimo possibile, resta quello, indispensabile anche per la maggior attrazione turistica, di una forma espositiva-museale strutturata, ovvero di una sede stabile per il Museo del Caffè, che potrebbe essere realizzata con il supporto delle istituzioni locali. «E quale sito potrebbe essere l’ideale – si è chiesto il presidente – se non proprio quel Porto Vecchio dove un tempo letteralmente “si camminava sul caffè”, come ancor oggi tramandato da chi vi lavorava, come pure dagli scrittori e letterati nostri. Sarebbe questa una proposta espositiva, ma anche dinamicamente didattica, che rappresenterebbe certamente un non trascurabile “valore aggiunto” per una Trieste che si fa vanto di una storicità antica e di una vocazione scientifica e culturale, ma anche turistica».
E non mancano, per il nuovo direttivo dell’Associazione Museo del Caffè, altre e non meno impegnative sfide quali innanzitutto una esposizione straordinaria da organizzare per l’ottobre prossimo, in occasione della Giornata Mondiale del Caffè, che vedrebbe la rilevantissima e prestigiosa compartecipazione dell’Ambasciata del Brasile a Roma. Inoltre, la tradizionale presenza alla rassegna fieristica TriestEspresso Expo, saltata due anni fa causa pandemia, che contestualmente vedrebbe svolgersi anche la 10a edizione del Partenariato fra Musei del caffè, quest’anno pure con l’ipotesi di un trasferimento oltre oceano per coinvolgere il grande Museu do Café di Santos in Brasile. Un ulteriore impegno è infine quello di una forte implementazione della presenza sui diversi canali social per consentire, anche in questo campo, una significativamente più marcata incisività di un’Associazione che ambisce a porsi prioritariamente al servizio di Trieste e della sua economia. Per la quale il caffè era e rimane, in tutti i suoi aspetti, uno degli “asset” di maggior pregio, rilievo e notorietà internazionale.

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In copertina, Gianni Pistrini confermato alla guida dell’Associazione Museo del Caffè.

Collezionismo del caffè dopo il “ponte” Trieste-San Pietroburgo

di Chiara Falzetti*

Anche nel 2020 l’appuntamento biennale con i Partenariati tra Musei Europei del Caffè non si è fatto attendere. Giunto alla sua 9a edizione, dopo Germania, Svizzera, Austria, Francia, Ungheria, Olanda, Cipro e Belgio, il viaggio attraverso le nuove frontiere del caffè è arrivato fino alla grande Russia. In occasione della Giornata Mondiale del Caffè, il 1° ottobre scorso, l’Associazione Museo del Caffè di Trieste (aMDC) ha inaugurato la sua collaborazione a distanza con il “Muzej Kofe” di San Pietroburgo, unica realtà museale dedicata al caffè presente in territorio russo. La passione per l’aromatica bevanda e la voglia di unire le forze per raccontare e divulgare la cultura del verde-brunito chicco hanno superato le difficoltà logistiche dovute alle misure anti-Covid. Sfruttando la praticità dei social network, in diretta sulla piattaforma Zoom e attraverso Facebook dell’Associazione triestina, si è svolto il piacevole incontro tra il fondatore del “Muzej Kofe” Fjodor Efimovic’ Malkovskij e il presidente dell’Associazione Museo del Caffè, Gianni Pistrini.

Ecco Gianni Pistrini collegato con San Pietroburgo.

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L’apertura dell’incontro si è avviata con i saluti della dottoressa Elena Toukchoumskaia, portavoce del Console Onorario della Federazione Russa per il Friuli Venezia Giulia, dottor Carlo Dall’Ava, che ha patrocinato l’evento, invitando i partecipanti russi in visita al territorio Friul-Giuliano. In un clima di estrema cordialità e grazie al mio coordinamento linguistico, sono state messe in evidenza le affinità tra le due realtà espositive, in particolare la comune missione di condividere saperi e conoscenze sull’aromatico prodotto. L’auspicio di tutti i partecipanti è, naturalmente, quello di rafforzare ulteriormente questo sodalizio in presenza, una volta rientrata l’emergenza pandemica.
Per la realizzazione dell’incontro, i dovuti ringraziamenti sono andati specialmente rivolti anche al Commissario di Governo, il Prefetto di Trieste dottor Valerio Valenti, al Console Generale d’Italia a San Pietroburgo, dottor Alessandro Monti, al presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, dottor Piero Mauro Zanin, alla Camera di Commercio della Venezia Giulia, alla Skola Kavi (di Praga), al Lions Club Duino-Aurisina.
A tale riguardo, i lettori sono invitati a dar menzione alla scrivente, qualora nei propri rispettivi luoghi esistano dei Musei del caffè, così da proseguire i contatti europei e porre Trieste al centro di questa rete culturale-aromatica. Infine, si segnala che ogni secondo venerdì del mese alle ore 18, fino a maggio 2021, il Sodalizio triestino organizza i suoi Cenacoli del Caffè. L’iniziativa, giunto alla quarta edizione, coinvolgerà il tema del collezionismo del caffè.

La bellissima San Pietroburgo.

* La dottoressa Chiara Falzetti è socia-consigliere di aMDC, ha completato il suo corso di Laurea magistrale in Traduzione specialistica e interpretazione di conferenza a Trieste alla Scuola Superiore di Lingue – Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione con il punteggio di 110 e lode, discutendo una tesi di laurea su “La traduzione in una tazzina: strategie e problematiche di localizzazione dall’italiano al russo nel sito internet aziendale Tama Caffè”, con relatrice la dottoressa Margherita De Michiel e correlatrice la dottoressa Iryna Borusovska.

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In copertina, chicchi di profumato caffè: nel suo nome è nata l’amicizia di Trieste anche con San Pietroburgo.