“Langoris”, vini e Cavalieri a Cormons: Premio in Puglia a Stefano Cosma

di Claudio Soranzo

Un altro meritato riconoscimento è arrivato al giornalista e scrittore Stefano Cosma, triestino di nascita ma goriziano d’adozione. L’ufficializzazione del premio arriverà oggi 25 settembre, nientemeno che in un castello, quello di Ugento, in provincia di Lecce. Un bel viaggetto al Sud quindi per Stefano, per ritirare il riconoscimento a Santa Maria di Leuca dalle mani degli ideatori del Premio Iolanda, Vera Slepoj e Davide Paolini, che hanno annunciato in anteprima la vincita del premio letterario a Cosma quale autore di “Langoris. Storie di vini e Cavalieri”, edito da Leg Edizioni di Gorizia. Il libro racconta la storia della Tenuta di Angoris, sita nel comune di Cormons, che ha vinto il premio nella sezione Letteratura del Vino.


Il Premio Iolanda, giunto quest’anno alla 4a edizione, è ora diventato non solo un’iniziativa per celebrare la letteratura enogastronomica collegata alla memoria e alla tradizione, ma soprattutto un particolare momento per gli esperti coinvolti nelle due giurie, per poter fare il punto della situazione nei due settori interessati e delineare eventuali scenari futuri. Così ha spiegato la nota psicologa e scrittrice Vera Slepoj: «Si sta aprendo una nuova era in fatto di cibo e vino: la pandemia ha in pochissimo tempo cambiato il mondo in cui vivevamo, facendoci riscoprire quanto profondo sia il nostro legame – sia individuale che collettivo – con il cibo».
Il giornalista gastronomo Davide Paolini ha aggiunto: «Il premio Iolanda ha sempre cercato di selezionare e stimolare l’uscita di libri che non siano solo ricettari, di cui ormai sono piene le librerie, ma testi che approfondiscono le problematiche intorno a cibo e vino. Ora vediamo che questa impostazione ha avuto successo, come dimostrato dai numerosi e qualificati partecipanti dell’edizione 2021».
Stefano Cosma si occupa di comunicazione e di enogastronomia, operando nel capoluogo isontino. Il suo primo libro risale al lontano 1992: “Dotato d’eccellentissimi vini è il contado di Goritia…”. La sua produzione letteraria è continuata nel 2001 con “Vitti di Toccai… 300“, nel 2005 assieme a Mario Busso e Walter Filiputti con “Collio. I volti di una terra” e nel 2008 con “Vitovska. Tra i vigneti, dal mare al Carso”. Ha già ricevuto altri riconoscimenti, tra i quali il “Premio Collio” nel 2010 e il “Premio Città Impresa” due anni dopo.
A scegliere il libro di Cosma, edito anche in lingua inglese e realizzato in audiobook da Top Voice, sono stati i giurati Alvaro De Anna, Paolo Mieli, Enrico Semprini, Giacomo Mojoli, Roberto Felluga, Piernicola Leone De Castris, Davide Zuin, Seby Costanzo, Rossana Bettini, Giordano Emo Capodilista, Massimo Bassani, Diego De Leo e Massimo Fasanella D’Amore.
La prefazione del libro di Stefano, scritta da Alessandro Marzo Magno, recita “quel che ha scritto Cosma non è un saggio, ma un libro dal rigoroso contenuto storico, che utilizza l’espediente narrativo del romanzo. Immagina che Carlotta, personaggio di fantasia, avesse prestato servizio come infermiera nella villa di Angoris durante la Grande Guerra e che ci fosse ritornata nel 1968 e che, muovendosi per la casa, ne ricostruisca le vicende. Lei è inventata, ma non lo è affatto tutto ciò che racconta: gli episodi sono reali, e ripercorrono le vicissitudini di questo angolo di mondo, un territorio di confine, dove da sempre si sono incrociati popoli e culture. La storia è passata di qui e non smette di scorrere. Il vino è un elisir di lunga vita”.
Proprio oggi, giorno di consegna del riconoscimento in Puglia, Stefano Cosma avrebbe dovuto presentare a Monfalcone, nell’ambito della rassegna “Geografie”, le sue ultime due pubblicazioni: “Il gusto dei saperi fra Carso e Isonzo”, dedicato alla cucina bisiaca, e “Castello di Spessa. Affascinanti intrecci di memorie ed esperienze di benessere”, già presentato in anteprima nel parco del maniero di Capriva – il 30 giugno scorso – in occasione del debutto dell’Amadeus Brut, nuovissimo prodotto con le bollicine della cantina di Barbara Borraccia e Loretto Pali.

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In copertina, Stefano Cosma con Loretto Pali al Castello di Spessa.

Chef con tanta voglia di ripartire nel capitolo 2 della “Nuova cucina Fvg”

di Giuseppe Longo

UDINE – Ma che bravi! Sì, bisogna dirlo, perché quasi un anno e mezzo di pandemia e uno stop forzato delle attività, per gran parte dei mesi più acuti dell’emergenza sanitaria, con danni enormi, non sono riusciti a spegnere il loro entusiasmo. Spente invece le cucine, hanno approfittato per progettare la ripartenza, quella che è finalmente arrivata con la tanto sospirata “zona bianca”. Insomma, da bravi friulani, senza piangersi addosso, hanno fatto come era avvenuto dopo il terremoto di 45 anni fa: pensare fin da subito come rimettersi in moto. Ed eccoci, allora, al secondo capitolo di quell’affascinante libro cominciato a scrivere l’anno scorso, quando si pensava che il Coronavirus fosse già archiviato («andrà tutto bene», ricordate?) e che è stato intitolato “Friuli Venezia Giulia, la nuova cucina”. Gli scrittori sono gli chef di Fvg Via dei Sapori, il consorzio della buona tavola che in vent’anni di appassionato lavoro, sotto la guida di Walter Filiputti, si sono messi in evidenza e fatti apprezzare per una lunga serie di cene-spettacolo – mitiche quelle sul Lungomare di Grado e al Castello di Spessa! -, ma non solo. E ora ecco, appunto, la seconda puntata, fatta di dieci serate tra fine giugno e luglio, che sarà seguita da una terza (e conclusiva), ma probabilmente non subito dopo questa.

Walter Filiputti e Massimiliano Sabinot ieri al Vitello d’Oro.


Un nuovo capitolo, dunque, che si differenzia dal primo dispiegatosi nello scorso autunno – ma che poi negli ultimi appuntamenti ha dovuto purtroppo fare i conti con il riaffacciarsi dell’implacabile Covid-19 -, perché, pur contando sull’innovazione, punta sul recupero della tradizione attraverso una sua attenta “rilettura”: una volontà spiegata dalle radici disegnate sul logo in mezzo a quel cerchio che significa perfezione. Perché non bisogna mai disperdere il ricco patrimonio di conoscenze di cui la nostra terra è portatrice. L’ha spiegato bene lo stesso Filiputti nel corso della presentazione ufficiale dell’iniziativa, avvenuta ieri allo scoccare del mezzogiorno nel cortiletto del Vitello d’Oro, nel cuore di Udine: l’ora giusta per assaporare poi alcune sfiziosità di “nuovo conio” uscite dalle rinnovate cucine del locale guidato da Massimiliano Sabinot.

Prosegue, dunque, il lavoro di ricerca e sperimentazione di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori – ricordiamo che ai 22 “top restaurant” della regione si affiancano quasi cinquanta partner fra vignaioli, distillatori e artigiani del gusto – che pure in questa occasione coinvolgerà una ventina di locali emergenti della regione, quelli che erano già stati chiamati “Nuovi Amici” e nei quali il gruppo storico crede e fonda le speranze per un rilancio in grande stile della nostra ristorazione che, è bene ribadirlo, non teme confronti.
Così, dopo aver creato nel 2020 piatti d’avanguardia, anche quest’anno si torna alla cucina contemporanea, ma appunto per rileggere la tradizione. «Passiamo dal laboratorio all’atelier di alta moda – ha spiegato Filiputti -. L’intenzione del consorzio di coinvolgere il maggior numero di soggetti e attori possibili si è concretizzata con soddisfazione: la rete dei partecipanti conta ora 86 soggetti, di cui metà ristoratori, oltre alle istituzioni (Regione Fvg, PromoturismoFvg, Camera di Commercio di Pordenone-Udine), che ringraziamo per aver creduto e appoggiato il nostro progetto».
Come detto, la Nuova Cucina Capitolo 2 si articolerà in 10 serate, uniche e speciali, che si svolgeranno in altrettanti locali associati a Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, con l’eccezione di Trieste, dove la serata sarà ambientata sul mare, ospitata da un ristoratore Amico. Le serate si terranno il martedì e il giovedì, dal 29 giugno al 29 luglio. Insomma, un mese esatto di alta gastronomia.


Protagonisti ogni volta saranno quattro chef (due del consorzio e due dei locali emergenti) che, confrontandosi e lavorando insieme, hanno creato un menu assolutamente inedito. Un menu importante di sei portate, che prenderà in via con uno speciale benvenuto della cucina creato a otto mani, a cui seguiranno uno o due antipasti, uno o due primi, il secondo e il dolce. Il tutto sarà arricchito da raffinate squisitezze dei partner del progetto: dalla selezione dei vini in abbinamento (saranno oltre cinquanta, cinque per ogni serata, oltre ai dolci), ai distillati che accompagneranno i dessert creati non solo dagli chef dei ristoratori, ma anche da maestri pasticcieri e cioccolatai della nostra regione. La prenotazione alle cene è obbligatoria e va fatta – hanno ricordato Filiputti e Sabinot – direttamente ai ristoranti. I menu e tutte le informazioni su www.fvg-lanuovacucina.it, dove si sono raccontati tutti gli attori di questa nuova esperienza che attinge a quanto di meglio offre il Made in Fvg.
Le ricette che verranno presentate nel corso delle serate sono tutte originali e pensate appositamente per questa nuova serie di eventi. E così gli ospiti potranno gustare la tradizione “riletta”, come si diceva, dai ristoratori del consorzio e dai loro Nuovi Amici. I piatti, però, non saranno una “sorpresa” come era avvenuto nella prima parte della manifestazione, bensì saranno presentati in anticipo, per cui ognuno saprà prima di prenotare cosa lo aspetterà a tavola. Diversi i percorsi intrapresi da ogni chef e assolutamente interessanti le soluzioni proposte. Alcuni sono partiti dai prodotti del Friuli Venezia Giulia, trasformando un ingrediente tradizionale in modo completamente diverso dal solito (molto promettente la originalissima “mela” pensata proprio da Massimiliano Sabinot). Altri hanno interpretato un piatto storico in uno più attuale, pur continuando a ricorrere agli stessi ingredienti. Altri ancora hanno utilizzato le tecniche moderne per esaltare, alleggerire, riammodernare le ricette tradizionali. «Fine comune – ha aggiunto il leader di Fvg Via dei Sapori – è stato sublimare la tradizione, esaltando i gusti attraverso una nuova visione dei piatti».
Vi par poco? Certamente no, saranno dieci appuntamenti tutti da ricordare. E le cene-spettacolo di cui facevamo cenno all’inizio? Troppo presto per riparlare di queste iniziative, tutte di grosso richiamo. «Per ora è rischioso pensare anche a questo: bisogna che la situazione si normalizzi», ha osservato Walter Filiputti. Come dargli torto. Per cui se ne riparlerà il prossimo anno, quando verosimilmente prenderà corpo anche il terzo capitolo del libro “Friuli Venezia Giulia, la nuova cucina”. Per ora godiamoci il presente, cioè il ritorno in scena di questi bravissimi chef per troppo a lungo rimasti fermi (o quasi, perché l’asporto o il delivery che dir si voglia non rappresenta di certo una soluzione accettabile in tempo di lockdown) e che hanno tanta voglia di ripartire e di tornarci a stupire.

Il calendario

29 giugno – Da Nando (Mortegliano)
assieme agli chef di: Ai Fiori, La Bonteca, Pura Follia

1 luglio – Lokanda Devetak (San Michele del Carso)
assieme agli chef di: Al Carnia, AB Osteria Contemporanea, Darsena

6 luglio – La Taverna (Colloredo di Montalbano)
assieme agli chef di: La Torre, Antica Ghiacceretta, Osteria Dvor

8 luglio – Al Grop (Tavagnacco)
assieme agli chef di: Tavernetta All’Androna, Caffetteria Torinese, Alla Casasola

13 luglio – Vitello d’Oro (Udine)
assieme agli chef di: Mondschein, Enoteca di Buttrio, Hostaria la Tavernetta

15 luglio – Ai Tre Merli (Trieste)
assieme agli chef di: Al Gallo, La Buteghe di Pierute, San Michele

20 luglio – Al Paradiso (Pocenia)
assieme agli chef di: Ristorante Ilija, La Pigna, La Luna

22 luglio – Costantini (Collalto di Tarcento)
assieme agli chef di: Al Ponte, 1883 Restaurant&Rooms, Il Piron dal Re

27 luglio – La Subida (Cormons)
assieme agli chef di: La Torre, Barcaneta, Da Alvise

29 luglio – Ristorante Ilija (Tarvisio)
assieme agli chef di: Da Toni, Sal de Mar, Valeria 1904

LA RETE DI
“FRIULI VENEZIA GIULIA, LA NUOVA CUCINA”
CAPITOLO 2

Ristoratori di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori (www.friuliviadeisapori.it)

Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca d’Isonzo, All’Androna di Grado, Campiello di S. Giovanni al Natisone, Carnia di Venzone, Costantini di Tarcento, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta, Ristorante Ilija di Tarvisio, La Subida di Cormòns, La Taverna di Colloredo di M.Albano, La Torre di Spilimbergo, Lokanda Devetak di San Michele del Carso, Mondschein di Sappada, Vitello d’Oro di Udine.

Nuovi Amici

Sono 21 i ristoranti emergenti che sono stati selezionati per partecipare al progetto. Rappresentativi delle aree regionali, contribuiscono con le proprie ricette e il coinvolgimento nella comunicazione del progetto a lanciare il messaggio della Nuova Cucina.

1883 Restaurant & Rooms di Cervignano del Friuli, AB Osteria Contemporanea di Lavariano di Mortegliano, Caffetteria Torinese di Palmanova, Alla Casasola di Maniago, Alla Luna a Gorizia, Antica Ghiacceretta di Trieste, Barcaneta di Marano Lagunare, Bonteca di Cordenons, Da Alvise a Sutrio, Valeria 1904 di Trieste, Darsena a San Giorgio di Nogaro, Dvor di S.Floriano del Collio, Enoteca di Buttrio, Hostaria La Tavernetta di Udine, Il Piron Dal Re di Codroipo, La Buteghe di Pierute di Illegio, La Pigna di Lignano Sabbiadoro, Pura Follia di Givigliana Rigolato, Sal De Mar di Muggia, San Michele di Fagagna, Tre Merli di Trieste.

Al percorso gastronomico dei 39 ristoranti si affiancano anche vignaioli e distillerie, eccellenze nel settore agroalimentare e artigiani del gusto: insieme, il gruppo è il portabandiera di quanto di meglio offre a tavola il Friuli Venezia Giulia.

21 vignaioli e 1 distillatore

Albino Armani, Castello di Spessa, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Jermann, Livio Felluga, Livon, Marco Felluga, Nero Magis, Petrussa, Picech, Princic, Ronco delle Betulle, Sirch, Venica&Venica, Vistorta, Zidarich. Nonino Distillatori.

19 artigiani del gusto con produzioni di eccellenza

La pasta artigianale Macino di Roberto Franzin di Aquileia; le confetture e i salumi dell’azienda agricola Devetak Sara; il prosciutto crudo di San Daniele di DOK Dall’Ava; il prosciutto cotto e gli insaccati di Dentesano; le golosità a base di trota di FriulTrota di San Daniele; i salumi d’oca e i prodotti di Jolanda de Colò di Palmanova; i formaggi e i prodotti della Latteria di Cividale e Valli del Natisone; i formaggi del Consorzio Montasio; i conigli allevati all’aperto di Coniglionatura di Precenicco; il pregiato pesce della vallicoltura Valle del Lovo di Carlino; le farine e il baccalà del Mulino Zoratto di Codroipo; i tartufi di Muzzana Amatori Tartufi; i pani e i dolci del Forno di Rizzo di Tarcento; la gubana de L’Antica ricetta di Cormòns; i dolci della Pasticceria Simeoni di Udine; i dolci e i cioccolati delle Pasticcerie Mosaico e Cocambo di Aquileia; i dolci e le torte della Pasticceria Maritani di Monfalcone e Staranzano; il caffè di Oro Caffè di Udine; l’Aceto Sirk; l’alga Spirulina dell’azienda agricola Spiruline di Cormòns.

6 partner tecnici

Bliz Concessionaria Peugeot di Tavagnacco, Globus di Pavia di Udine, Lis Lavanderia di San Vito al Tagliamento, Monaco Ristorazione di Udine, Publicad di Udine, Soplaya di Udine.

Il progetto La Nuova Cucina vede la collaborazione di Regione FVG, PromoTurismo FVG, Camera di Commercio di Pordenone-Udine.

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In copertina, il logo con le radici simbolo della cucina ancorata alla tradizione ma aperta al nuovo.

Con Fvg Via dei Sapori nasce “La nuova cucina”: debutto domani a Udine

di Gi Elle

Il lunghissimo lockdown è stato molto duro da digerire per tutti e i danni purtroppo sono evidenti. E, fra coloro che ne hanno fatto maggiormente le spese, ci sono indubbiamente i ristoratori per i quali la pausa forzata ha causato perdite ingentissime. Tuttavia, lo stop richiesto dall’emergenza sanitaria ha offerto anche l’occasione per riflettere su come finalmente ripartire. Così, gli aderenti a Fvg Via dei Sapori, il consorzio della buona tavola nato vent’anni fa e da sempre guidato dall’inossidabile Walter Filiputti, che da lungo tempo si distingue per le famose cene-spettacolo (fra tutte, ricordiamo quelle di Grado e del Castello di Spessa), non sono rimasti fermi, non sono stati, come si suol dire, con le mani in mano, ma si sono impegnati – confrontandosi fra loro – in nuove elaborazioni e progetti, tanto da dare vita a una originale iniziativa denominata “La nuova cucina”, che sarà presentata domani 5 agosto durante un incontro indetto per la stampa, alle 11, al ristorante Vitello d’Oro, in via Erasmo Valvason 4, a Udine.

Walter Filiputti

In attesa di conoscere in dettaglio la nuova iniziativa promozionale per l’importante settore che valorizza le eccellenza agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, e che indica chiaramente la volontà di ritrovare quanto prima il passo giusto, ricordiamo i ristoranti che aderiscono al sodalizio a carattere regionale: Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca d’Isonzo, All’Androna di Grado, Campiello di San Giovanni al Natisone, Carnia di Venzone, Costantini di Tarcento, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta, Ilija Tarvisio, La Primula di San Quirino, La Subida di Cormòns, La Taverna di Colloredo di Monte Albano, La Torre di Spilimbergo, Lokanda Devetak di San Michele del Carso, Mondschein di Sappada, Sale e Pepe di Stregna e il ricordato Vitello d’Oro di Udine che ospita l’incontro di domani.

Al percorso gastronomico di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori si affiancano anche vignaioli e distillerie, eccellenze nel settore agroalimentare e artigiani del gusto, tanto che il gruppo è, a tutto gli effetti, un efficace portabandiera di quanto di meglio offre a tavola il Friuli Venezia Giulia.
I vignaioli e i distillatori eccellenti: Bastianich, Castello di Spessa, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Gradis’ciutta, Jermann, La Viarte, Livio Felluga, Livon, Marco Felluga, Petrussa, Ronco delle Betulle, Sirch, Venica&Venica, Villa Parens, Vistorta, Zidarich, Nonino.
Gli artigiani del gusto: l’Aceto di Sirk; i conigli allevati all’aperto di Coniglionatura di Precenicco; le confetture e i salumi dell’azienda agricola Devetak Sara; il prosciutto crudo di San Daniele di DOK Dall’Ava; il prosciutto cotto e gli insaccati di Dentesano; le golosità a base di trota di FriulTrota di San Daniele; i salumi d’oca e i prodotti di Jolanda de Colò di Palmanova; i formaggi e i prodotti della Latteria di Cividale; le farine e il baccalà del Mulino Zoratto di Codroipo; i tartufi di Muzzana Amatori Tartufi; il pregiato pesce della vallicoltura Valle del Lovo di Carlino; i pani e i dolci del Forno di Rizzo di Tarcento; La Bonteca. Bistrot con bottega di Alessandro Scian di Cordenons; la gubana de L’Antica ricetta di Cormòns; il panettone di Maria Vittoria di Dall’Ava Bakery; i dolci della Pasticceria Simeoni di Udine; il caffè di Oro Caffè di Udine. Le realtà ad essi collegate: Lis Lavanderia per tovaglie di qualità; Globus noleggio attrezzature per catering; Monaco Ristorazione con le sue stoviglie monouso bio&compostabile; Bliz Concessionaria Peugeot.
Collaborano nel sostegno alle iniziative del Consorzio Camera di Commercio di Pordenone-Udine, Promo Turismo Fvg e Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio.

FRIULI VENEZIA GIULIA VIA DEI SAPORI
www.friuliviadeisapori.it

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In copertina e qui sopra le cene spettacolo di Fvg Via dei Sapori a Grado e al Castello di Spessa.

Cambio d’abito per i grandi vini lodati da Casanova

I vini del Castello di Spessa, prestigiosa azienda agricola del Collio Goriziano, cambiano abito. Nuovo logo e nuove etichette, infatti, per la cantina di Capriva guidata dall’imprenditore friulano Loretto Pali. Lo storico logo aziendale è stato pertanto rielaborato e reso contemporaneo, senza alterarne il fascino del passato, ma solo togliendone aulicità e dettagli superflui. Essenziale, pulito, romantico, l’attuale mette in risalto l’alta torre merlata, simbolo del castello, e interpreta con la grafia leggera ma non leziosa il romanticismo che è il “genius loci” del maniero, totalmente immerso nelle vigne della tenuta da cui provengono pregiati vini, che si affinano nelle scenografiche cantine storiche scavate nel suo sottosuolo.

Loretto Pali e Barbara Borraccia.

Romance is in our nature

E proprio “Romance is in our nature” è il nuovo claim che connota l’intero romantico mondo del Castello di Spessa Golf&WineResort, icona di raffinata ospitalità italian style, con oltre una novantina di posti letto, tre ristoranti, un campo da golf a 18 buche, una Wellness Spa con vinoterapia che utilizzerà in trattamenti e prodotti uve e vini della tenuta. Un’offerta impareggiabile e unica – di cui l’azienda vinicola è il fiore all’occhiello -, fatta di naturalità, territorio, gusto, valori di tradizione interpretati in maniera fresca e contemporanea, da scoprire e vivere con semplicità ed immediatezza.

Le nuove etichette

La storia del Castello di Spessa si intreccia da secoli con la viticoltura, dato che dai suoi vigneti si produceva vino sin dal XIII secolo e nel XVI secolo si coltivava già la Ribolla gialla (il primo documento che attesta una vendita di questo vino risale infatti al 1559). Nel 1773 anche Giacomo Casanova, ospite a Spessa, ne apprezzò i vini, definendoli nelle sue Memorie “di qualità eccellente”. Oggi l’Azienda vinicola si estende su circa 90 ettari di vigne di proprietà, allevate con una filosofia eco-friendly, e produce circa 400 mila bottiglie all’anno. Le sue cantine sono le più antiche e scenografiche del Collio e si sviluppano sotto il castello su due livelli: quello superiore risale al periodo medievale, il secondo, che si trova a 18 metri di profondità, è un bunker militare realizzato nel 1939, ideale per temperatura e umidità a custodire le barriques.
La sagoma del castello (in oro per i bianchi e in bordeaux per i rossi) connota tutte le etichette, dalla carta pregiata e dalla grafica fresca ed essenziale, ed è diversamente declinata nelle tre linee dei vini: L’Eccellenza del Conte (i San Serf Bianco e Rosso, vini preziosi che invecchiano rispettivamente 7 e 10 anni), la Linea Collio (non più di 100.000 bottiglie annue, da uve di collina raccolte a mano), la Linea Isonzo (la pulizia e verticalità dei cui vini è ben espressa dall’etichetta sobria e pacata).

Ecco le nuove etichette.

La Linea Collio

Sui dolci rilievi collinari che circondano il castello sono coltivati i più antichi e nobili vitigni locali e internazionali. I terreni della Doc Collio – la prima a essere istituita nel Vigneto Fvg oltre mezzo secolo fa – sono formati dalla ponca, un impasto di marna e arenaria stratificatosi nel corso dei millenni, ricco di sali e microelementi, che dona ai vini (in particolare ai bianchi, per i quali la zona è conosciuta a livello internazionale) un carattere unico: cremosi, di ottima struttura, longevi, hanno un bouquet ampio e intenso. Dalle uve coltivate con maestria e grandissima cura nei 28 ettari di vigneti di proprietà nascono i Cru aziendali, a cui si scelto di dare il nome delle nobili famiglie che negli anni sono state proprietarie del Castello. Le nuove etichette interpretano il nuovo stile dei vini del Collio, lanciato nel 2014 da Loretto Pali, consapevolei che la tendenza internazionale era focalizzata su vini freschi e sapidi. Nacque così la collaborazione con l’enologo trentino Enrico Paternoster, che ha saputo unire eleganza e freschezza a struttura e longevità, ottenendo vini eleganti, minerali, persistenti, di notevole freschezza e grande bevibilità.

I vini
Bianchi: Pinot bianco Santarosa, Pinot grigio Ramato Joy, Sauvignon Segrè, Ribolla gialla Yellow Hills, Friulano Rassauer, Bianco Collio Riserva San Serff.
Rossi: Merlot Torriani, Pinot nero Casanova, Rosso Collio Riserva San Serff.

La Linea Isonzo

Nella DOC Friuli Isonzo, dove l’azienda possiede 60 ettari di vigneti, il terreno si contraddistingue per un primo strato ricco di minerali (fra cui ferro ed alluminio), a cui seguono un substrato di argilla e circa 6 metri di ghiaia, che accumula calore durante il giorno e lo rilascia la notte. Ne derivano vini dalla spiccata mineralità, eleganti, verticali e particolarmente longevi.

I vini
Bianchi: Ribolla gialla, Friulano, Chardonnay, Pinot grigio, Sauvignon
Rossi: Cabernet sauvignon, Merlot
Spumanti: Pertè – Ribolla gialla
Vini dolci: Perle Igt

Wine Shop Casanova

Le cantine di invecchiamento del castello accolgono i visitatori per visite e degustazioni. Le visite guidate, su appuntamento, iniziano dalla sala video e conducono tramite una galleria alla barriquerie con pietre a vista. Si scende poi, con una ripida scala di 70 scalini, al secondo livello, ricavato in un ex bunker militare. Su prenotazione è possibile partecipare a degustazioni guidate di varie tipologie di vini e di grappe distillate con le vinacce delle uve di Spessa.
Nel Wine Shop Casanova, allestito nelle ex scuderie del Castello, si possono acquistare i vini, le grappe, l’olio e i mieli aziendali, oltre ad una raffinata selezione di prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia.

Una foto di Fabio Pappalettera.

Castello di Spessa Golf & Wine Resort
Via Spessa 1 – Capriva del Friuli (GO)
Tel/Fax: + 39 0481.808124 – www.castellodispessa.it – info@castellodispessa.it

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In copertina, le cantine-bunker del Castello di Spessa a Capriva.

 

Food delivery e video per i “solisti del gusto” in attesa di ripartire

“Non aggiungeremo nulla di nuovo al dramma che stanno vivendo la ristorazione e l’Italia intera. Noi del Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori vorremmo semplicemente dare un messaggio almeno di coraggio e anche, sotto il profilo umano, di gratitudine”. A parlare, a nome dell’intero gruppo, è Walter Filiputti, presidente della famosa associazione di ristoratori sotto i riflettori ogni anno soprattutto per le cene spettacolo in location uniche, come il Lungomare di Grado e il Castello di Spessa, con grandi protagonisti i “solisti del gusto”. Vent’anni di attività alle spalle, il gruppo conta 20 tra i top restaurant della regione, che si sono confrontati fra loro virtualmente sulla piattaforma di Zoom per vedersi, anche se attraverso uno schermo, ragionare insieme, cercare di capire il difficilissimo momento e delineare le possibili strade da percorrere all’indomani del “lockdown”, cioè del blocco totale delle attività che ha causato gravissimi danni proprio al settore della ristorazione.
Molti dei locali associati hanno deciso di organizzarsi per il “food delivery”, portando le loro prelibatezze a domicilio. Ciò che ha colpito i ristoratori è stata la positiva accoglienza della proposta da parte dei clienti. Tanto che, non appena lanciato il messaggio sui social, sono arrivate le prime richieste.

“Ciò che li ha stupiti maggiormente – racconta Filiputti – è il senso di riconoscenza e gratitudine ricevuto. Si sono invertite le parti. Il fatto che i clienti li ringrazino per il servizio offerto, siano lieti di sentirli e di scegliere i loro piatti per le proprie tavole, premia l’impegno e il lavoro di tutti questi anni. Fiducia e stima corrisposte che confermano come il rapporto con la clientela sia reale e non di facciata. Un patrimonio di grande importanza”.
Certamente organizzare un servizio di “food delivery” non è facile: la macchina operativa e normativa è complessa, i menu sono necessariamente meno articolati del solito e anche i numeri bassi rispetto alla norma ma, nonostante ciò, l’accoglienza ricevuta ha dato loro la forza di lottare. I locali del gruppo che sono in città (Trieste, Udine, Pordenone) sono ovviamente più avvantaggiati, ma ad attivare il delivery sono anche vari ristoranti di località più piccole o defilate.

Le oltre due ore di analisi e pensieri a voce alta hanno confermato che il gruppo è compatto e che il Consorzio sarà molto utile nella fase di ripartenza. “E ciò vale anche per il gruppo allargato, che conta oltre sessanta aziende con i vignaioli e gli artigiani del gusto, che condividono il nostro percorso – precisa Filiputti -. Tutte sono convinte che l’unione fa la forza. Mai come in questi momenti, lo percepiamo chiaramente”.
In queste prime settimane di stop, il Consorzio ha elaborato e sta iniziando a trasmettere i suoi messaggi sui canali social: con il nuovo video che lo descrive, ad esempio, ma anche con i minivideo che gli chef lanceranno dopo Pasqua, coinvolgendo le eccellenze delle aziende partner, in attesa della riapertura. “Altro non c’è da aggiungere – conclude Filiputti -, se non che anche la gratitudine può generare forza”.

Tutti i “solisti del gusto”.

FRIULI VENEZIA GIULIA VIA DEI SAPORI

I ristoranti: Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Paradiso, Al Ponte di Gradisca d’Isonzo, All’Androna di Grado, Campiello di S. Giovanni al Natisone, Carnia di Venzone, Costantini di Tarcento, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta, Ilija Tarvisio, La Primula di S. Quirino, La Subida di Cormòns, La Taverna di Colloredo di M.Albano, La Torre di Spilimbergo, Lokanda Devetak di San Michele del Carso, Mondschein di Sappada, Sale e Pepe di Stregna, Vitello d’Oro di Udine.

I vignaioli e i distillatori: Bastianich, Castello di Spessa, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Gradis’ciutta, Jermann, La Viarte, Livio Felluga, Livon, Marco Felluga, Petrussa, Ronco delle Betulle, Sirch, Venica&Venica, Villa Parens, Vistorta, Zidarich, Nonino Distillatori in Friuli dal 1897.

Gli artigiani del gusto: l’Aceto di Sirk; i conigli allevati all’aperto di Coniglionatura di Precenicco; le confetture e i salumi dell’azienda agricola Devetak Sara; il prosciutto crudo di San Daniele di DOK Dall’Ava; le golosità a base di trota di FriulTrota di San Daniele; i salumi d’oca e i prodotti di Jolanda de Colò di Palmanova; i formaggi e i prodotti della Latteria di Cividale; le farine e il baccalà del Mulino Zoratto di Codroipo; i tartufi di Muzzana Amatori Tartufi; il pregiato pesce della vallicoltura Valle del Lovo di Carlino; i pani del Forno di Rizzo di Tarcento; La Bonteca. Bistrot con bottega di Alessandro Scian di Cordenons; la gubana de L’Antica ricetta di Cormòns; il panettone di Maria Vittoria di Dall’Ava Bakery; i dolci della Pasticceria Simeoni di Udine; il caffè di Oro Caffè di Udine. Le realtà ad essi collegate: Lis Lavanderia per tovaglie di qualità; Globus noleggio attrezzature per catering; Monaco Ristorazione con le sue stoviglie monouso bio&compostabile; Bliz Concessionaria Peugeot.

Con la collaborazione di: Camera di Commercio di Udine, Promo Turismo FVG e Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio.

Ecco una delle cene a Grado.

Per informazioni: Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori
Tel 0432 538752 – info@friuliviadeisapori.it – www.friuliviadeisapori.it

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In copertina, Walter Filiputti, presidente di Fvg Via dei Sapori.

Il Collio con un clic: domani tra i vigneti con la nuova App

Oggi la presentazione ufficiale a Cormons e domani mattina un’escursione tra i vigneti di Capriva per conoscere “dal vivo” attivando, con un semplice clic, un’ App appena creata che dà accesso a una nuova modalità di fruizione del territorio viticolo altamente immersiva e di forte impatto emozionale, caratterizzante l’esperienza che i visitatori potranno adesso vivere sul Collio grazie a un intervento fondato sull’innovazione tecnologica, nel segno della sostenibilità ambientale.

“Collio: Laboratorio a cielo aperto dello Sviluppo Sostenibile” è infatti – come riferito anche ieri – il secondo focus messo in campo dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia che dallo scorso anno – sotto la guida della presidente Roberta Demartin – ha avviato il programma triennale “Fondazione CariGO GREEN³”, realizzato con il contributo di Intesa Sanpaolo. Dopo la prima fase, con il riallestimento in chiave multimediale del Museo del Monte San Michele, questo nuovo progetto ridefinisce la conoscenza del territorio del Collio in una chiave esperienziale ed emozionale basato sulla peculiarità dell’ascolto audio e dello “storytelling”. Un viaggio narrativo altamente a cui ogni visitatore può accedere con il proprio smartphone, grazie alla nuova App realizzata da Ikon, “COLLIO XR — Extended Reality”, basato sull’ascolto audio immersivo di 8 diversi racconti per 7 percorsi narrativi, arricchito dalla visione di contenuti virtuali e aumentati, che si snodano sugli itinerari delle piste ciclabili già presenti nell’area del Collio.
Per l’illustrazione pubblica della nuova App “Collio XR – Extended Reality” appuntamento  nella mattinata di domani, sabato, a Capriva con un’escursione aperta a tutti gli interessati a partecipazione libera. Partenza alle 10 dal Parco di Russiz Inferiore: dopo i saluti del sindaco Daniele Sergon e della presidente Roberta Demartin, inizio della passeggiata inaugurale con le “istruzioni per l’uso” della app mobile Collio XR da parte di Enrico Degrassi di Ikon. Sosta al Castello di Spessa e rientro con un momento conviviale a base di prodotti del Collio, a partire ovviamente dai rinomati vini.

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In copertina, colline piene di vigneti in veste autunnale a Capriva.

Un grande Pinot bianco da vigne allevate come in Champagne

di Gi Elle

Non solo i Tre Bicchieri del Gambero Rosso 2020, ma anche i 95 punti della Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2020 di DoctorWine by Daniele Cernilli e le 4 viti di Vitae 2020 dell’Ais, l’Associazione italiana sommelier. Prestigiosi riconoscimenti a raffica, insomma, per il Pinot bianco Santarosa 2018 del Castello di Spessa che, ottenuto da vigne allevate come in Francia, si conferma così il vino più premiato della storica azienda vitivinicola di Capriva del Friuli, ma anche dell’intero Vigneto Fvg. Questo grande bianco prende il nome dalla famiglia nobile che fu proprietaria del Castello di Spessa nel corso dei secoli. È un vino di estrema raffinatezza e nella microzona caprivese, nel cuore del Collio Goriziano, esprime il meglio della sua eleganza, grazie al terroir unico. Il suo segreto è l’immediata separazione delle bucce dal mosto per preservare nel giovane vino freschezza, armonia e fragranza. Si abbina a pesce, primi piatti a base di verdure e secondi di carne bianca.

Il Santarosa, assieme al Pinot grigio Joy e al Pinot nero Casanova, proviene da uve raccolte nella “Vigna dei 3 Pinot”, sulle rinomate colline che circondano il Castello di Spessa. Questo speciale vigneto è affidato alla maestria di Marco Simonit, master pruner di fama internazionale, che ha predisposto una forma di allevamento originale, poco utilizzata in Friuli, ma tipica delle zone più rinomate per i Pinot di qualità, come la Borgogna e lo Champagne. L’obiettivo è quello di preservare l’ambiente, facendo vivere le viti molto a lungo, per ben 50 o 60 anni. Pertanto vengono allevate con grande rispetto, senza sfruttarle al massimo e attendendo i tempi della natura, che spesso oggi vengono dimenticati.

Proprietaria della cantina Castello di Spessa è la famiglia Pali che, perpetuando la tradizione vitivinicola e di ospitalità del luogo, ha fatto del maniero il cuore di un raffinato Golf&Wine Resort, ma anche il punto di riferimento ogni anno per prestigiose manifestazioni culturali ed enogastronomiche come il Premio Casanova e la cena-spettacolo di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori.
“Il Friuli è la terra in cui sono nato – racconta Loretto Pali -, ne conosco gli incantevoli luoghi, l’ospitalità della gente, la storia, l’arte e il patrimonio enogastronomico che la fanno apprezzare nel mondo”. Erede di un’importante famiglia di imprenditori nel settore del mobile, decide di seguire la sua grande passione, quella per la terra friulana e per il vino che ne è la massima espressione. Uomo del territorio, sensibile alla sua crescita e al suo sviluppo, Pali ha il vino nel cuore e, con cuore e passione, fa il suo primo investimento acquistando negli anni Settanta i primi vigneti alla Boatina di Cormòns. Qualche anno dopo acquisisce il Castello di Spessa a Capriva, storica tenuta del Collio. In un decennio diventa uno dei protagonisti dell’alta enologia friulana. Ed è sempre l’attaccamento alla tradizione e ai più antichi valori territoriali, che lo spingono successivamente a produrre anche grappe e distillati. Oggi l’azienda si estende per circa 90 ettari di vigneti di proprietà (di cui 28 nella Doc Collio e i restanti nella ghiaiosa pianura della Friuli Isonzo) allevati con una filosofia “eco-friendly”, con un apparato produttivo dotato delle più avanzate tecnologie e una scenografica cantina storica di affinamento, scavata nel sottosuolo del castello. Un lavoro condotto con grande passione, sostenuto dalla competenza di bravissimi tecnici e operatori, sia in vigna che in cantina. E i risultati continuano a non mancare, come dimostrano anche gli importanti premi conseguiti dal Pinot bianco Santarosa.

Azienda Vinicola Castello di Spessa
Via Spessa 1 –  Capriva del Friuli (Go)
Tel +39 048160445
www.castellodispessa.it/vini

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In copertina, la “Vigna dei 3 Pinot” e all’interno il vino premiato con immagini di cantina e azienda.

Tre Bicchieri a 26 vini tutti bianchi Fvg. E il Collio è protagonista

di Giuseppe Longo

Tutti, ma proprio tutti bianchi i vini premiati con i Tre Bicchieri dalla famosa Guida 2020 del Gambero Rosso. E nell’elenco, diffuso con le anticipazioni riguardanti il Friuli Venezia Giulia, il Collio è il grande protagonista con ben 12 etichette premiate su un totale di 26; quattro, invece, quelle dei Colli orientali del Friuli e due quelle della Doc Isonzo. Seguono altri otto blasonati vini non rientranti fra le denominazioni approvate. Un ottimo riconoscimento dunque al Vigneto Fvg che non solo conferma la sua eccellente vocazione a produrre bianchi che hanno conquistato il pianeta – non a caso la scorsa primavera si era tenuto proprio a Udine il Concorso mondiale del Sauvignon -, ma anche la bontà della vendemmia 2018, ricordata indubbiamente come una fra le migliori. E pure quella che sta giungendo alle ultime battute si conferma di ottima qualità, sebbene non generosa come la precedente.
“Nel Friuli Venezia Giulia – confermano infatti gli esperti del Gambero Rosso – le condizioni climatiche del 2018 si sono rivelate praticamente perfette per la vegetazione della vite e la maturazione dell’uva. La logica conseguenza è stata una vendemmia al di sopra di ogni più rosea aspettativa, sicuramente la migliore da inizio secolo. Quantità e qualità normalmente non vanno di pari passo ma quando tutto gioca a favore ecco che l’abbondanza della produzione non intacca minimamente il livello qualitativo. I 2018 esprimono un vigore ed una complessità decisamente importante per la loro giovane età. Anche quest’anno sono 26 i vini che hanno superato la soglia dell’eccellenza e si sono aggiudicati i Tre Bicchieri: di questi ben 12 sono dell’ultima annata”.

Ma ecco i vini premiati. “Il vino più rappresentativo della regione, il Friulano, ha ottenuto l’ambito riconoscimento – si legge ancora nel sito del Gambero Rosso – grazie a tre aziende storiche del Collio Goriziano: Schiopetto, Toros e Livon, che con il suo Manditocai rende onore alla perdita del nome del vitigno. Il Rosazzo Bianco Terre Alte ’17 di Livio Felluga e il Vintage Tunina ’17 di Jermann confermano il loro ruolo di ambasciatori nel mondo delle potenzialità degli uvaggi regionali cui si aggiungono i blasonati Collio Bianco Fosarin ’17 di Ronco dei Tassi, Collio Bianco Riserva ’17 di Angoris, BiancoSesto ’17 de La Tunella, e Desiderium ’17 della linea I Ferretti della Tenuta Luisa”.
E ancora: “Sono del Collio anche la Malvasia ’18 di Villa Russiz, lo Chardonnay ’18 di Ronco Blanchis, il Sauvignon ’18 di Tiare (che conquista i Tre Bicchieri per la sesta volta consecutiva) e ben tre versioni di Pinot Bianco ’18 ad opera di Doro Princic, Russiz Superiore e Castello di Spessa con il Santarosa. Ci piace evidenziare . aggiungono i responsabili della Guida – che anche quest’anno quest’ultimo vitigno ha ottenuto il maggior numero di riconoscimenti in quanto ai già citati si aggiunge il Pinot Bianco Myò ’18 di Zorzettig, il Pinot Bianco ’18 dei Vigneti Le Monde e il Pinot Bianco ’17 di Masut da Rive. Torre Rosazza conferma l’eccellenza con il Pinot Grigio ’18, Volpe Pasini con il Sauvignon Zuc di Volpe ’18 e Vie di Romans con il Sauvignon Pière ’17. Gli intriganti vini bianchi macerati che caratterizzano la zona di Oslavia e il Carso Triestino sono rappresentati dalla Ribolla Gialla Riserva ’16 di Primosic, dalla Malvasia ’15 di Podversic e dall’Ograde di Skerk”.

Infine, concludono gli esperti, “la spumantistica è sugli allori per merito di Collavini con la sua Ribolla Gialla ’15 nella nuova versione Brut Nature”, mentre il “miglior modo per chiudere in dolcezza è… sorseggiare il Tal Lùc cuvée .1.2 di Lis Neris”.
Ma ecco nella scheda che segue tutti i i migliori vini del Friuli Venezia Giulia premiati con i

TRE BICCHIERI

Collio Bianco Fosarin 2017 Ronco dei Tassi
Collio Bianco Giulio Locatelli Ris. 2017 Tenuta di Angoris
Collio Chardonnay 2017 Ronco Blanchis
Collio Friulano 2018 Toros
Collio Friulano 2018 Schiopetto
Collio Friulano Manditocai 2017 Livon
Collio Malvasia 2018 Villa Russiz
Collio Pinot Bianco 2018 Doro Princic
Collio Pinot Bianco 2018 Russiz Superiore
Collio Pinot Bianco Santarosa 2018 Castello di Spessa
Collio Ribolla Gialla di Oslavia Ris. 2016 Primosic
Collio Sauvignon 2018 – Tiare Roberto Snidarcig
Desiderium I Ferretti 2017 Tenuta Luisa
FCO Biancosesto 2017 La Tunella
FCO Pinot Bianco Myò 2018 Zorzettig
FCO Pinot Grigio 2018 Torre Rosazza
FCO Sauvignon Zuc di Volpe 2018 Volpe Pasini
Friuli Isonzo Pinot Bianco 2017 Masùt da Rive
Friuli Isonzo Sauvignon Piere 2017 Vie di Romans
Friuli Pinot Bianco 2018 Vigneti Le Monde
Malvasia 2015 Damijan Podversic
Ograde 2017 Skerk
Ribolla Gialla Dosaggio Zero 2015 Eugenio Collavini
Rosazzo Terre Alte 2017 Livio Felluga
Tal Lùc Cuvée .1.2 Lis Neris
Vintage Tunina 2017 Jermann

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In copertina e all’interno la zona del Collio cormonese in vendemmia.

(Informazioni tratte da www.gamberorosso.it)

Magici colori d’autunno tra i vigneti del Collio

(c.s.) L’autunno è arrivato e si fa sentire, ma non bisogna affatto disperare, anzi. L’autunno è la stagione più accattivante per concedersi una breve vacanza nel Collio goriziano, terra di grandi vini e di buon vivere in Friuli Venezia Giulia. In questo periodo le sue dolci colline si infiammano di mille sfumature – dal giallo al rosso acceso – delle viti che si preparano al riposo invernale dopo la vendemmia: è un “foliage” tutto italiano che ogni anno stupisce e lascia incantati.
Ma dove andare? Per esempio al Castello di Spessa, regalandosi una fuga dalla città per trovare benessere e armonia a contatto con la natura, assaporare vini e cibi di questa straordinaria terra di confine in cui si fondono tradizioni friulane, austriache e slave, e per imparare i segreti di come cucinarli.

Nell’antico maniero in Comune di Capriva gli ospiti dormono fra le vigne della tenuta di 28 ettari che lo circonda. Possono scegliere di alloggiare nelle suite o nell’ex rustico ai suoi piedi che ospita la Tavernetta al Castello, delizioso albergo di charme, oppure nel Casale in collina dedicato al Digital Detox, o ancora negli appartamenti ricavati in un altro grande casale affacciato sul green del golf a 18 buche.
Nei due ristoranti del Resort, la succitata Tavernetta e la più rustica Hosteria del Castello, arrivano in tavola i prodotti dell’autunno e i piatti che li interpretano: uva, zucca, oca, funghi, tartufo e cacciagione sono i protagonisti di ricercati menu, tutti giocati fra tradizione e creatività. Ma non basta: oltre ad assaporare i cibi si potranno scoprire i segreti di questi piatti, svelati ai partecipanti dei Corsi di cucina che lo Chef Tonino Venica tiene su richiesta.

E con i vini come la mettiamo? Nelle cantine d’invecchiamento scavate sotto il Castello, le più antiche del Friuli, si organizzano visite guidate e degustazioni dei pregiati vini Doc che portano in etichetta l’effige del maniero, che ebbe fra i suoi ospiti illustri anche Giacomo Casanova. Molto scenografiche, custodiscono le barrique per l’invecchiamento dei vini e si trovano su due livelli: il primo è il più antico e risale al periodo medievale; il secondo, più sotto, a 18 metri di profondità, è ricavato da un bunker militare realizzato nel 1939 e ha una temperatura costante a 14°, ideale per la maturazione dei vini. Degustazioni sono organizzate anche nei saloni del castello e nel Wine Shop, aperto tutti i giorni della settimana, dove si possono acquistare anche eleganti Wine–GiftBox, personalizzabili con i vini preferiti come pure ordinabili telefonicamente o per e-mail, e spedite tramite corriere.

Se desiderate poi farvi un giretto, dal Castello di Spessa si snodano sentieri per facili e rilassanti passeggiate fra le colline. Il percorso più panoramico è il Sentiero delle Vigne Alte, che collega il castello con La Subida di Cormòns e porta dritto nel cuore del Collio, con scorci panoramici. Ben segnalato, con punti di sosta, si snoda fra macchie dell’antico bosco e i vigneti: una corroborante passeggiata aerobica nel silenzio della natura, alla portata di tutti. Volendo, il sentiero può essere percorso anche a cavallo o in mountain bike. Per andare alla scoperta del Collio e dei dintorni, il Resort mette a disposizione dei suoi ospiti biciclette e Vespe griffate Giallo Collio.

Per l’autunno il Resort propone vari pacchetti fra cui “Sulle tracce di Giacomo Casanova”, dedicato al famoso letterato e avventuriero che soggiornò a Spessa nel 1773, ospite dell’allora proprietario Conte Torriani. Si pernotta in una suite del castello dedicata al Casanova. Dopo la ricca prima colazione a buffet nelle suggestive cucine antiche, la giornata trascorre nel relax, con una passeggiata letteraria nel parco dedicato, punteggiato da tabelle in ferro battuto che ne riportano frasi e detti. Raffinatissima la cena al ristorante Tavernetta al Castello.
“Week-end Gran Gourmet” prevede invece 2 pernottamenti in camera matrimoniale alla Tavernetta al Castello, una cena al piccolo e raccolto bistrot all’interno del castello con menu “Fra mare e terra” e una cena alla Tavernetta con Gran Menu Degustazione, ambedue con abbinamento vini della Tenuta Castello di Spessa.

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In copertina e qui sopra i caldi colori autunnali delle vigne del Collio, nel Caprivese, attorno allo storico Castello di Spessa.

La vite e il vino sotto i riflettori a Tissano e al Castello di Spessa

di Gi Elle

Due importanti incontri su vite e vino questa settimana in Friuli. Si comincia già domani, mercoledì, con l’incontro tecnico organizzato da Assoenologi Fvg alla Villa di Tissano, mentre quello successivo è in programma venerdì  sera al Castello di Spessa, in quel di Capriva, nell’ambito del Premio Casanova. Ecco, dunque, di che cosa si tratta nel dettaglio.

Villa di Tissano – Assoenologi Fvg, nel prosieguo dei corsi di formazione, ha organizzato, in collaborazione con Enocea srl, un incontro avente per tema il controllo selettivo di funghi e batteri in vigna, con uno sguardo alla vinificazione e alla gestione dei solfiti. L’appuntamento è fissato per domani pomeriggio, alle 18, alla Villa di Tissano, in Comune d Santa Maria la Longa. Questo l’obiettivo del convegno: “Contrasto alle problematiche funginee della vite e pulizia delle uve: un nuovo modo di affrontare le vinificazioni e gli appassimenti in modo naturale e sostenibile, governando le variabili ossidative e biologiche attraverso l’utilizzo delle sostanze di base”. I lavori saranno introdotti da Rodolfo Rizzi, presidente Assoenologi Friuli Venezia Giulia, mentre Emanuele Caprini presenterà Enocea srl. Quindi Gianni Conte, di Enostudio srl, tratterà Le “sostanze di base”: difesa della vite anche in Bio e ricadute enologiche. Simone Vincenzi, del Dipartimento Agronomia, Alimenti, Risorse Naturali ed Ambiente, Università di Padova, si occuperà invece di Sostanze di base: il “caso” Chitosano. Origini, chimica e funzionalità; valutazioni microbiologiche. Sarà poi la volta di Serena Ammirati che curerà la presentazione di “Mastgrape”: prodotto innovativo per il governo delle variabili fungine e batteriche in vigna e sulle uve e di Flavio Fruner che parlerà di Uva, mosto, vino: un approccio organico per la valorizzazione dell’espressione tiolica. Entrambi i tecnici fanno parte di Enocea.

Castello di Spessa – Anche quest’anno la Serata Casanova propone una conversazione legata ai temi dell’agroalimentare e in particolare del vino: in questa edizione il talk sarà orientato alla promozione della cultura della sostenibilità, un impegno abbracciato dall’azienda vitivinicola del Castello di Spessa che ha recentemente aderito al progetto “Eno-Bee, Api in vigna” per il ripopolamento delle api nelle aree vitivinicole del Collio. “Vino e clima: la sfida e la seduzione della sostenibilità” èil filo rosso della conversazione e coinvolgerà, dalle 20.30, due veri luminari: il Premio Nobel Filippo Giorgi, climatologo di fama mondiale, impegnato nel pool di scienziati al fianco di Al Gore per le ricerche che nel 2007 furono insignite del Nobel per la Pace, autore di un volume chiave per il futuro del pianeta: “L’uomo e la farfalla – 6 domande su cui riflettere per comprendere i cambiamenti climatici” (Franco Angeli editore); e il docente e storico dell’enologia Attilio Scienza, fra i maggiori esperti mondiali di viticoltura, autore del saggio Sperling& Kupfer “La stirpe del vino”, firmato con Serena Imazio.

 

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In copertina e qui sopra viticoltura sui Colli orientali del Friuli.