Il “Giardino dei dialoghi” oggi fa tappa ad Aquileia per riflettere sulla viticoltura con le Donne del vino Fvg di Elena Roppa

«Il “Giardino dei dialoghi” è un percorso pensato, ideato e coordinato dalla dottoressa Nicoletta Ermacora, unitamente a un gruppo di amiche. Fin dall’inizio ho accolto favorevolmente l’idea progettuale e ne è nata una stretta collaborazione che ha permesso di realizzare diverse serate, a partire da Gemona, poi ad Ampezzo, a Polcenigo e Casarsa, Sappada, Udine, San Giovanni al Natisone, e di nuovo Udine, Cividale ed ora ad Aquileia, su di un tema particolarmente sentito sulle progettualità a favore delle aziende vitivinicole e delle imprese del comparto agroalimentare». Lo afferma la presidente della Commissione regionale delle Pari Opportunità del Friuli Venezia Giulia, nonché presidente e coordinatrice nazionale delle Crpo d’Italia, Dusy Marcolin, annunciando che il progetto farà tappa oggi, 5 dicembre, alle 18, nella sede della Tenuta Ritter de Zahony, a Monastero di Aquileia: tema “La Cultura delle Donne del Vino”. «Il Giardino dei dialoghi – aggiunge – nasce con l’obiettivo di rilevare e rispondere a una effettiva necessità di ascolto delle esigenze esistenti sul territorio regionale e si articola in una serie di “dialoghi”, narrazioni a più voci in cui intervengono in particolare figure femminili, anche se non in via esclusiva ed unidirezionale, impegnate in specifiche esperienze professionali».

Elena Roppa leader delle Donne del vino Fvg.


A moderare l’incontro sarà Elena Roppa, delegata regionale delle Donne del Vino – Friuli Venezia Giulia ed esperta di marketing del vino e del turismo. Gli argomenti centrali saranno sviluppati da tre personalità parte integrante della stessa Associazione nazionale. Così, dopo gli interventi introduttivi di Rossana De Agostini e della stessa Marcolin, parleranno: Anna Brisotto, amministratrice delegata dell’azienda vitivinicola San Simone; Lorenza Scollo, enologa e brand ambassador per il settore vitivinicolo; Roberta Valera, padrona di casa assieme al marito e alla famiglia Ritter de Zahony. Dopo i saluti del sindaco di Aquileia, Emanuele Zorino, interverrà Paolo Urbani, project manager del Giro d’Italia. Seguirà la chiusura con le parole dell’assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia, Alessia Rosolen.
«I dialoghi che si sviluppano grazie a questo format – evidenzia ancora Dusy Marcolin – da un lato consentono di valorizzare nuovi talenti, rappresentati da donne capaci con le proprie scelte professionali di interpretare il cambiamento in corso; dall’altro, restituiscono l’attualità di esigenze che emergono dalla concretezza dello specifico vissuto quotidiano. L’impostazione adottata intende, inoltre, integrarsi con le associazioni di categoria, realizzando uno scouting di profili professionali, importanti da individuare e recepire in senso strategico: le esperienze discusse e le informazioni raccolte per mezzo dei dialoghi permettono di definire l’attuale stato dell’arte e un reale quadro di necessità, utile per avviare interventi mirati ed efficaci in risposta alle criticità esistenti. Grazie al successo delle precedenti edizioni – conclude la presidente Marcolin – e all’interesse che il pubblico dimostra ad ogni data, si stanno progettando inoltre alcune tappe nazionali fuori regione, su invito di istituzioni ed organizzazioni».
«Accolgo con grande entusiasmo – ha detto il sindaco Zorino – una delle tappe del “Giardino dei dialoghi” che fa da cornice al Patrimonio Unesco qui ad Aquileia. Raccontiamo attraverso le voci di donne singolari la realtà imprenditoriale Ritter de Zahony che ci ospita e che ha ormai 170 anni di attività. Ringraziamo la già presidente delle Pari Opportunità Dusy Marcolin che con la sua presenza e il suo lavoro ci dà valore e
sprone a continuare a mantenere vivi i nostri progetti che parlano anch’essi di cultura e di territorio».

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In copertina, la pigiatura delle uve Pucinum negli antichi mosaici e qui sopra uno scorcio della Tenuta Ritter de Zahony con sullo sfondo la Basilica di Aquileia.

A Nordest nasce CVC “colosso” del vino e del Prosecco con la fusione delle Cantine di Casarsa e Conegliano-Vittorio Veneto

di Giuseppe Longo

E ora a Nordest c’è il “colosso” del vino – e, in particolare, del Prosecco, le bollicine che hanno conquistato mezzo mondo – di cui si parlava già da tempo. L’assemblea dei soci dei Viticoltori Friulani La Delizia, riunitasi ieri pomeriggio al Teatro comunale Pasolini di Casarsa, ha infatti approvato (95% voti a favore) – come si legge in una nota diffusa al termine della riunione – la proposta di fusione con la Cantina sociale di Conegliano e Vittorio Veneto: nasce così la Cantina sociale CVC (Conegliano – Vittorio Veneto – Casarsa) che sarà, si sottolinea, la più grande cooperativa vinicola del Nordest e tra le più grandi d’Italia – nonché tra i più importanti player mondiali del Prosecco – con ben 1600 soci, 5 mila 500 ettari vitati, 900 mila quintali di uva e 26 milioni di bottiglie. La deliberazione adottata dai soci friulani ha fatto seguito a quella dei colleghi veneti che avevano approvato il progetto di fusione a Conegliano già nella mattinata.

La sede della cooperativa a Casarsa.


Nell’assemblea di Casarsa, a esporre il progettoè stato il nuovo presidente dei Viticoltori Friulani La Delizia, Manuel Praturlon (già vicepresidente), il quale ha sottolineato come «la fusione sia nata direttamente dalle esigenze della base sociale per avere una realtà più grande e più forte, radicata sul territorio e improntata alla qualità e capace, con le sue dimensioni e le relative economie di scala, di affrontare le sfide di un mercato sempre più globale». L’identità del marchio casarsese (fondato nel 1931) rimarrà, visto che è stata costituita la Vini La Delizia srl, commerciale con sede a Casarsa – Città del vino Fvg – che «curerà la vendita e il marketing dei vini della nuova Cantina sociale (la quale avrà quali vini di punta il Prosecco Doc, Conegliano e Valdobbiadene Prosecco Docg e Pinot grigio delle Venezie, sempre più richiesti tra Italia ed Estero)».
Sono intervenuti alla importante assemblea anche Flavio Bellomo, già presidente della cantina casarsese e ora leader dei Vini La Delizia srl, e Mirko Bellini, direttore dei Viticoltori Friulani La Delizia, il quale ha illustrato le politiche commerciali che vedono «una crescita della domanda, oltre che nel settore Ho.re.ca. italiano, soprattutto negli Stati Uniti, Regno Unito e mercati Unione Europea».

Il direttore Mirko Bellini.


Un passo, dunque, senza dubbio strategico per il settore vitivinicolo friulano e della vicina Provincia di Treviso al fine di aggredire con maggior efficacia le sfide imposte da un mercato sempre più complesso. Un fenomeno, quello delle aggregazioni, già in atto con efficacia in altri comparti produttivi, per cui logicamente non poteva rimanerne escluso quello della vite e del vino, anche se dal punto di vista dell’immagine e della promozione commerciale c’è già l’esempio molto positivo del Consorzio interregionale (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento) del Pinot grigio delle Venezie, produzione di cui abbiamo fatto cenno poc’anzi. Della questione si era parlato già un anno fa, quando avevamo riferito che «La Delizia Viticoltori Friulani sta dialogando con altre realtà per collaborazioni commerciali, in un quadro di sinergie che da tempo sono previste all’interno del proprio piano operativo e che non prevedono cessioni». Allora era infatti rimbalzata la notizia che la Cantina di Casarsa sarebbe stata addirittura «in vendita», cosa che però era stata subito «categoricamente» smentita dai vertici della cooperativa. Nel contempo, si confermava però l’esistenza di trattative con «altre realtà per collaborazioni commerciali». Per cui concludevano osservando che i mesi successivi sarebbero stati decisivi. Ed è quello che è puntualmente avvenuto ieri a Casarsa e a Conegliano con l’approvazione del nuovo piano strategico, appunto per la creazione di questo mega-polo vitivinicolo friul-veneto.

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In copertina, il conferimento delle uve dei soci di Viticoltori Friulani La Delizia.

Le bollicine di Casarsa con il cappello degli Alpini in Friuli per l’Adunata

Anche gli spumanti di Casarsa fanno festa con gli Alpini “indossando” il cappello con la penna nera. Ecco, infatti, un’edizione speciale delle bollicine nostrane prodotta per omaggiare i tantissimi Alpini arrivati in Friuli Venezia Giulia per la loro annuale mega-manifestazione: La Delizia Viticoltori Friulani ha infatti realizzato una nuova etichetta con tanto di penna e tricolore in occasione della 94ma Adunata nazionale degli Alpini in corso di svolgimento a Udine fino a domani, 14 maggio, quando si terrà la sicuramente “interminabile” sfilata. Lo spumante della linea Naonis è acquistabile nel punto vendita della Cantina, in via Udine a Casarsa, durante tutto il weekend. E, allora, cin cin con le bollicine dedicate a tutti gli alpini del Belpaese!

La Delizia, al via la vendemmia (dieci giorni di anticipo) con il Pinot grigio

Come già anticipato nel resoconto sul tradizionale incontro prevendemmiale organizzato da Assoenologi Fvg ai Vivai Cooperativi di Rauscedo, è iniziata ieri la vendemmia 2022 de La Delizia Viticoltori Friulani di Casarsa con vigneti delle aziende associate tra le province di Pordenone e Udine, tra le principali Cantine del Friuli Venezia Giulia e tra le prime dieci per la produzione di Prosecco Doc in Italia. I 400 soci hanno iniziato a raccogliere i grappoli di Pinot grigio, in una vendemmia anticipata rispetto agli anni scorsi di circa una decina di giorni a causa del meteo caldo che si è avuto in quest’estate caratterizzata, come è noto, anche da molto scarse precipitazioni.

Mirko Bellini


«Andremo a vendemmiare nei vigneti – ha informato il direttore Mirko Bellini – che hanno ricevuto meno acqua, ma dalle prime campionature i grappoli presentano uva di buona qualità come gradi, valuteremo ora quanto abbia influito il caldo sull’acidità. Fino a quando il meteo non cambierà anche per diminuire i costi energetici vendemmieremo nelle ore meno calde. Una situazione, quella della vendemmia 2022, che si preannuncia comunque discreta e che ci fa ben sperare nonostante le grandi difficoltà che abbiamo avuto quest’anno a livello meteorologico. L’aver puntato nella grande maggioranza dei vigneti dei nostri soci su impianti di irrigamento a goccia, che permettono di utilizzare al meglio l’acqua senza sprechi e aver avviato un progetto generale di produzione sostenibile in termini ambientali-sociali-economici ci sta permettendo di affrontare al meglio queste sfide».
«Non mancano però le criticità – conclude Bellini – legate ai costi energetici e all’aumento del costo delle materie, ma siamo fiduciosi anche se un bilancio più concreto si potrà fare tra qualche giorno dopo aver incamerato in cantina i primi quintali di uva. Il nostro presidente Flavio Bellomo nei prossimi giorni porterà all’attenzione dei soci, nell’incontro che precede la nostra assemblea annuale, un quadro solido che vede consolidarsi sia le esportazioni che il mercato interno legato all’Horeca, non solo per le bollicine che sono il traino della nostra produzione, ma anche per i vini fermi, sempre più apprezzati».

Pinot grigio

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In copertina, la vendemmiatrice che ieri ha esordito nei vigneti dei soci La Delizia.

Con Assoenologi la “radiografia” di una vendemmia in Fvg del tutto inedita

di Giuseppe Longo

Purtroppo anche con danni, alla fine la tanto sospirata pioggia è arrivata, seppure non sufficiente a spegnere la lunga sete delle nostre campagne. Per cui, anche dal punto di vista vitivinicolo, quella che stiamo vivendo resterà sicuramente un’annata da ricordare.  Sotto molti aspetti, in senso negativo. La lunghissima siccità – che, per quanto riguarda la sua durata, almeno in Friuli Venezia Giulia a memoria non ha stagioni simili – ha infatti pesantemente colpito i vigneti, ormai prossimi alla vendemmia per certe varietà più precoci – o addirittura anche già avviata, come è avvenuto oggi con il Pinot grigio dei soci della Cantina di Casarsa – e  per le basi spumanti, tra le quali ormai domina il Prosecco, influendo sulla quantità che risulterà sensibilmente decurtata – si stima un 10-15 per cento in meno -, mentre la qualità dovrebbe essere garantita sebbene certe criticità siano evidenti come la bassa acidità contenuta in acini piccoli e dalla buccia ispessita. Le piogge annunciate anche per le prossime ore – auspicabilmente tranquille, senza altri danni – potrebbero però ancora fare la differenza, soprattutto in quei terreni sprovvisti di alcun sistema irriguo. E poi c’è il problema, sempre più preoccupante, della flavescenza dorata che sta falcidiando i vigneti, con danni spesso irreversibili.

L’intervento di Cotarella e di due relatori.

Una “radiografia” certamente problematica quella emersa dall’affollato incontro prevendemmiale che Assoenologi Fvg – presente anche il leader nazionale Riccardo Cotarella – ha tenuto ieri ai Vivai Cooperativi di Rauscedo, ma che può essere affrontato con risposte efficaci proprio attraverso la competenza dei tecnici della vite e del vino, come ha sottolineato in un puntuale e interessante messaggio audio l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, trattenuto da improrogabili impegni. Di tutto rispetto i relatori che hanno sviluppato la importante tematica stagionale, dopo i saluti del presidente Matteo Lovo, al suo esordio nel tradizionale vertice tecnico-scientifico-economico, dopo avere ricevuto il testimone da Rodolfo Rizzi. «Più che la mancanza d’uva, perché i grappoli ci sono, a pesare negativamente – ha osservato – saranno le basse rese in mosto, specialmente su Collio, Colli orientali del Friuli e Carso dove l’irrigazione non esiste». E ha aggiunto: «Per fortuna in questi ultimi giorni, dopo la interminabile siccità, c’è stata una escursione termica rivelatasi benefica per l’accrescimento di aromi e profumi, visto che in questi mesi, soprattutto nelle zone non irrigate, le viti non hanno avuto uno sviluppo regolare».
Mentre Eugenio Sartori, direttore generale Vcr, ha fatto gli onori di casa, il presidente Cotarella ha tra l’altro osservato che «nessuno di noi ha la preparazione per gestire una vendemmia particolare come questa, che ci ha colti tutti di sorpresa. Ma – ha continuato – la passione e l’umiltà dell’enologo per capire, vigna per vigna, cosa è accaduto in questa estate insolita, consentiranno certamente di individuare il da farsi, gestendo al meglio le operazioni vendemmiali con sensibilità e dedizione».

Calzavara, Cotarella, Fabbro e Rizzi.


Quindi, Sandro Bressan, dell’Ersa Fvg, ha parlato delle patologie della vite e in particolare di flavescenza dorata, della sua incidenza e dei possibili rimedi, mentre Valentina Gallina, Osmer Fvg, si è soffermata sul quanto mai anomalo Andamento meteo della stagione 2022, caratterizzato appunto da una siccità che si protrae da fine inverno, facendo altresì riferimento alle complicazioni causate dal repentino cambiamento climatico. Paolo Sivilotti, Università di Udine, in collaborazione con Francesco Degano, Consorzio delle Doc Fvg, si è poi soffermato sugli aspetti fitosanitari della vite e sulle curve di maturazione dei grappoli, con interessanti indicazioni varietali. Michele Bertolami, del Ceviq, ha poi disquisito sul nuovo piano dei controlli, cedendo il microfono a Franco Battistutta, Dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Ateneo friulano,  il quale ha fornito alcune considerazioni sulla lavorazione dei mosti in cantina, tenendo conto delle conseguenze provocate appunto dall’anomalo andamento meteorologico. Infatti, la prolungata carenza idrica ha causato uno stress sulle piante che ha influito notevolmente su ph ed equilibrio acidico, con non trascurabili ricadute tecnologiche e sensoriali, che si rifletteranno anche sulla longevità dei vini. L’esperto ha pertanto sottolineato l’importanza del nutrimento e della regolarità fermentativa, ma anche del contenimento dei difetti da riduzione. «Attenzione a non generalizzare – ha osservato -, le ultime piogge, anche locali, possono cambiare drasticamente il quadro acidico». E poi ha anche messo in guardia: «Non perdere di vista le diverse maturità, il raggiungimento degli obiettivi rispetto a zuccheri e acidità non significa avere uva matura».

Stefano Trinco

Adriano Gigante

Infine, gli interventi di Stefano Trinco, neo presidente della Doc Friuli, e di Adriano Gigante, presidente del Consorzio delle Doc Friuli Venezia Giulia, che hanno proposto interessanti riflessioni sullo stato di salute del Vigneto Fvg e sulla situazione economica in questa importante fase che ci vede finalmente, almeno pare, all’uscita dalla crisi pandemica che tanto ha influito anche sul settore vitivinicolo, raccordandosi pure sulle considerazioni di carattere generale che aveva fatto Riccardo Cotarella all’apertura dei lavori.
Molto interessante, dicevamo il messaggio dell’assessore Zannier, il quale ha esordito riferendosi proprio alle difficoltà estreme causate dalla gravissima siccità, appunto senza precedenti, e che non ha risparmiato il settore vitivinicolo, soprattutto dove non c’è la possibilità di irrigare, per cui la Regione Fvg è impegnata a sostenere tutte quelle iniziative atte almeno ad attenuare un problema sempre più evidente, innescato dai citati mutamenti atmosferici: interessante, al riguardo, l’invaso collinare realizzato recentemente a Prepotto a beneficio delle vigne di Albana. L’esponente della Giunta Fedriga ha fatto quindi riferimento alle caratteristiche quali-quantitative di questa particolarissima annata e a una vendemmia che richiederà tutta la preparazione degli enologi per essere affrontata in modo efficace. E poi la vera e propria «esplosione della flavescenza dorata», un fenomeno ancora tutto da capire ma con contorni preoccupanti sotto gli occhi di tutti, tanto che le viti colpite «vanno messe quanto prima fuori ciclo» al fine di non compromettere anche quelle sane. Zannier ha riferito, al riguardo, che è allo studio con la Regione Veneto un efficace metodo di lotta.
Insomma, più ombre che luci, purtroppo, in quest’annata tutta eccezionale per le nostre latitudini, a cavallo del 46° parallelo. Non eravamo abituati a questi prolungati stress idrici che hanno richiesto attenzioni speciali per il vigneto, e che le richiederanno anche in cantina. La competenza e la passione dei nostri enologi sapranno, però, anche stavolta metterci la classica “pezza”. Per cui anche quest’anno, nonostante tutto, la riconosciuta qualità dei nostri vini sarà salvaguardata. Come dire che il Vigneto Fvg, con i suoi produttori e tecnici, saprà vincere anche questa inedita sfida.

Infine una bella foto-ricordo.

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In copertina, Matteo Lovo con il presidente nazionale di Assoenologi Riccardo Cotarella ieri pomeriggio ai Vivai di Rauscedo.

(Foto Claudio Fabbro)

 

Gli auguri del vescovo Pellegrini alla Cantina di Casarsa e agli oltre 400 soci

Visita alla Cantina cooperativa La Delizia Viticoltori Friulani di Casarsa dal parte del vescovo di Concordia Pordenone, Giuseppe Pellegrini. Ad accoglierlo, in una delle realtà di punta del comparto vinicolo regionale e tra i maggiori produttori italiani di Prosecco Doc, il presidente Flavio Bellomo, il vicepresidente Manuel Praturlon e il direttore Mirko Bellini. Presenti anche il vicesindaco Ermes Spagnol e il parroco Lorenzo Camporese. Il presule si è recato sia negli uffici che nell’impianto produttivo, salutando tutti i lavoratori.
«Sono tempi non facili, anche per le aziende – ha affermato monsignor Pellegrini -, ma penso che proprio le aziende, con il loro valore non solo economico ma anche morale, siano una delle soluzioni delle crisi che stiamo vivendo. La Cantina di Casarsa è una realtà che funziona, con un vino che è eccellenza del territorio e frutto del lavoro di oltre 400 soci. La terra che loro lavorano con impegno ci lega al Creato e al Signore».
«Ci ha fatto molto piacere la visita del vescovo – ha commentato, infine, il presidente Bellomo – che è persona molto attenta alle attività economiche del territorio. È stato un piacere poter scambiare una serie di opinioni con lui che, dopo le visite degli scorsi anni, ha trovato una Cantina che nell’ultimo periodo è cambiata, crescendo e sviluppandosi».

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In copertina e all’interno due immagini della visita di monsignor Pellegrini alla Cantina di Casarsa della Delizia.

 

Ribolla e Prosecco Rosè d’oro a Casarsa ma preoccupano continui rialzi e clima

Le bollicine di Casarsa applaudite a livello internazionale. Doppia medaglia d’oro, infatti, per La Delizia Viticoltori Friulani: la più importante cooperativa vitivinicola del Friuli Venezia Giulia ha ricevuto la comunicazione ufficiale del primo posto per i suoi spumanti in due rinomati concorsi enologici europei. Al Berliner Wine Trophy, più grande concorso al mondo che si tiene nella capitale tedesca con oltre 14 mila vini registrati, la Ribolla gialla Spumante Brut Naonis ha ricevuto la medaglia d’oro. Stesso risultato per il nuovo La Delizia Prosecco Doc Rosè Spumante Extra Dry al Concours mondial de Bruxelles, tenutosi quest’anno a Valladolid in Spagna e che ha visto in gara oltre 1170 vini.

«In un solo giorno – ha commentato il direttore della Delizia, Mirko Bellini – le nostre bollicine hanno ricevuto due medaglie d’oro: un doppio riconoscimento che ci dà grande soddisfazione perché ottenuto in concorsi mondiali sia con la Ribolla gialla, vitigno autoctono del Vigneto Fvg, che con il nuovo Prosecco Doc Rosè, al suo primo successo internazionale. L’azienda sta lavorando nella maniera corretta, grazie al grande impegno di tutti, dai soci ai dipendenti in produzione fino al settore commerciale».
C’è ora da lavorare per il futuro, anche a fronte di una situazione internazionale e climatica che pone diverse sfide. «La situazione per il comparto vinicolo del Friuli Venezia Giulia è pesante – aggiunge Bellini -: mancano materie prime congiuntamente a un aumento spropositato dei costi di produzione. Attenzione che però questo aumento dei costi non è dato tanto, in questa fase, dal conflitto in corso in Ucraina, ma è una speculazione partita diversi mesi fa, già dalla primavera scorsa e che non si è mai fermata. Si creano così degli attriti tra cantine, fornitori e clienti del prodotto finale. Chi come noi, già nella fase post Covid-19, si è adattato avviando un processo di cambiamento aziendale orientato alla sostenibilità sicuramente in questa fase è un passo avanti agli altri che magari sono rimasti fermi e ora si trovano ad affrontare grossi problemi. I costi, a partire da quelli energetici, sono alti da sostenere e quindi, per non lasciare sole le aziende, ci vuole un intervento comune, nel quale potrebbe svolgere una parte fondamentale il Pnrr. Fondi, quest’ultimi, che potrebbero essere una marcia in più per la nostra regione».
Intanto, nel vigneto si attende l’arrivo della pioggia, dopo un inverno molto secco. «Vediamo cosa succederà – conclude il direttore Bellini -, sperando che dopo il ritorno della pioggia e i primi germogliamenti delle piante non ci siano delle ricadute di freddo. Speriamo sia un’annata positiva senza troppi problemi, perché se mancasse anche l’uva si andrebbe ad appesantire una situazione già difficile per le nostre aziende».

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In copertina, ecco gli spumanti premiati con la medaglia d’oro a livello internazionale.

Città del vino, Angelo Radica è entusiasta di aver conosciuto il Vigneto Fvg

(g.l.) È sicuramente ripartito per la sua terra d’Abruzzo con un bellissimo ricordo del Friuli Venezia Giulia, il leader nazionale delle Città del vino. Angelo Radica ha infatti vissuto giornate entusiasmanti, perfettamente organizzate, che hanno avuto il loro apice nella grande e riuscitissima cerimonia di investitura di Duino Aurisina a Città italiana del vino 2022. Si è trattato di una visita approfondita della nostra regione e in particolare del Vigneto Fvg e delle sue eccellenze, per conoscerne realtà, territori e produttori in vista della stagione enoturistica della tanto auspicata ripartenza post-Covid.

Duino Aurisina

Rauscedo

Casarsa della Delizia

Il neo presidente nazionale delle Città del Vino – ne è al timone dall’autunno scorso – ha, insomma, vissuto un intenso fine settimana in Friuli Venezia Giulia, accolto dal coordinamento regionale dell’associazione. Al centro del programma, appunto, la ricordata cerimonia inaugurale del programma di Duino Aurisina Città italiana del Vino 2022, ovvero la “capitale” annuale de sodalizio, con il borgo giuliano che ha ricevuto il testimone da Barolo e avviato un ricco programma di oltre 30 eventi su tutto il territorio regionale: come è noto, prenderanno il via sabato, giorno di San Giuseppe, con la famosa Festa del vino di Bertiolo che ritorna dopo uno stop forzato di due anni. Ma Radica – in missione assieme al direttore generale delle Città del Vino, Paolo Corbini, e accompagnato dal coordinatore regionale Tiziano Venturini, dal vice Maurizio D’Osualdo e dagli altri componenti del coordinamento Fvg – ha visitato anche Corno di Rosazzo, dove ha sede il Consorzio per la tutela dei vini Friuli Colli orientali e Ramandolo, Cividale, Buttrio, Cormons, Aquileia, Casarsa della Delizia e Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda, coprendo così le varie zone a denominazione di origine controllata del Friuli Venezia Giulia. In ogni tappa l’accoglienza calorosa di sindaci e amministratori, dei produttori locali nonché dei presidenti delle Pro Loco: il Friuli Venezia Giulia è infatti la regione italiana che ne ha di più associate, ben quattro, accanto ai 29 Comuni.
Radica e Corbini sono quindi venuti a contatto con realtà molto importanti, spesso sotto i riflettori internazionali: luoghi prestigiosi delle Doc Collio, Colli orientali del Friuli, Grave del Friuli e Aquileia, con Casarsa che vanta la più grossa realtà associativa con i Viticoltori La Delizia e la piccola ma grande Rauscedo, “capitale” mondiale del vivaismo viticolo dalla quale partono barbatelle di ogni varietà per tutto il pianeta e che in questi ultimi anni si è distinta per aver prodotto assieme all’Istituto di genomica applicata e all’Università di Udine le famose “viti resistenti” in grado di affrontare con maggior forza i patogeni e quindi richiedere meno trattamenti, nel rispetto dell’ambiente.

Cividale

Corno di Rosazzo

«Le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia – ha commentato il presidente Radica che ha ricevuto il testimone dal coneglianese Floriano Zambon – sono all’interno di una rete, che funziona e vede una sinergia proficua tra coordinamento, Comuni, Pro Loco, Consorzi e produttori. In questi ultimi, davvero molto preparati e innovativi, ho visto un passaggio generazionale vivo e pieno di passione e impegno. Sarà mia cura portare queste buone pratiche all’attenzione degli altri territori regionali della nostra associazione». «Siamo grati – ha fatto eco Tiziano Venturini – al presidente e al direttore generale di aver dedicato un intero fine settimana alla nostra realtà regionale, mostrando grande attenzione al Friuli Venezia Giulia che quest’anno, grazie a Duino Aurisina Città italiana del Vino e ai tanti eventi collaterali, si candida a essere una delle mete enoturistiche di punta nel panorama italiano. Ci aspettano mesi ricchi di impegni: siamo pronti con tanto entusiasmo».

Aquileia

Ricordiamo, infine, che i Comuni aderenti alle Città del vino in regione sono 29: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna dl Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche quattro Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli Bertiolo. Come è noto, è in avanzata fase l’iter per l’accoglimento di San Giovanni al Natisone, per cui presto le Cdv Fvg saliranno trenta!

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In copertina, bella foto ricordo al Castello di Duino al termine di una entusiasmante mattinata per le Città del vino.

(Foto di Davide Francescutti)

Un Prosecco tutto in linea con l’ambiente: da Casarsa il primo esempio del Friuli

La Delizia Viticoltori Friulani, cantina di Casarsa tra le prime 10 realtà nazionali per la produzione di spumanti, ha presentato il primo Prosecco Doc sostenibile, un progetto che ha coinvolto le realtà che credono, come La Delizia stessa, in valori quali l’attenzione e la salvaguardia dell’ambiente e che traducono questi valori in azioni concrete all’interno delle loro attività. Dal vino ottenuto da uve certificate Sqnpi, alla bottiglia in vetro riciclato, passando per il tappo di sughero certificato, fino all’etichetta stampata su carta ottenuta dalla lavorazione di residui d’uva, che sostituiscono fino al 15% della cellulosa proveniente dall’albero.
Si tratta della prima progettualità di questo tipo, che segue le linee guida aziendali riassunte nel poggetto valoriale “Visionari. Sostenibili. Responsabili”. Un percorso nuovo, di crescita e in continua evoluzione iniziato in occasione del 90° anniversario della Cantina La Delizia, con la scelta di inserire una farfalla nel logo aziendale, simbolo di rispetto ambientale, di trasformazione, della vocazione all’evolvere, in linea con la visione di agricoltura sostenibile che per l’azienda casarsese è diventata responsabilità nella gestione delle risorse, ma anche responsabilità in termini di sostenibilità economica e sociale. La bottiglia, realizzata nella sua edizione zero, è stata presentata nel salone Ippolito Nievo del ristorante Al Molino di Glaunicco, a Camino al Tagliamento. Si tratta della rappresentazione fisica di una scelta etica, è il simbolo di responsabilità, consapevolezza e determinazione nel proiettare La Delizia verso un futuro più sostenibile.

La bottiglia.

I VERTICI

“Per La Delizia la sostenibilità è un punto imprescindibile – ha dichiarato il presidente Flavio Bellomo -. Abbiamo scelto di essere visionari, sostenibili e responsabili nei nostri metodi produttivi e di approccio al mercato, rispettando il nostro territorio e i nostri consumatori. Da questo percorso intrapreso in occasione del novantesimo anniversario, rispondendo alle sfide poste dal Covid-19, non si torna indietro, anche perché è la stessa domanda di Prosecco a richiedere sempre più rispetto per l’ambiente e le comunità da cui il vino nasce”.
“In un momento in cui si parla tanto di sostenibilità – ha aggiunto il direttore generale Mirko Bellini – La Delizia vuole concretizzare con i fatti questo impegno presentando la prima bottiglia di Prosecco Doc sostenibile. Questo prodotto in edizione zero dimostra che c’è tutta una filiera, la quale coinvolge anche le barbatelle e i trasporti, che può essere declinata in maniera sostenibile. Da qui partiamo per arrivare prossimamente a un’etichetta che sarà commercializzata. Oggi si traccia un solco dal quale non si torna indietro, un percorso che dovremmo seguire per rimanere al passo con i tempi”.

LA PRESENTAZIONE

Durante la serata a Glaunicco, Carlos Veloso dos Santos, amministratore delegato Amorim Cork (tappi in sughero) – che lo scorso luglio al convegno “Dalla Terra al bicchiere”, sempre organizzato da La Delizia, aveva lanciato la proposta del Prosecco Doc sostenibile – ha detto che “non esiste un piano B” e che tutte le aziende, come già fanno la sua e la cantina casarsese, devono puntare le loro energie sulla sostenibilità.
Presentato anche il company profile con le magnifiche fotografie di Elio Ciol (rappresentato nell’occasione dal figlio Stefano) e Francesco Galifi, grandi fotografi capaci di raccontare in tutte le sue meraviglie il territorio friulano e gli elementi che lo compongono.

Il saluto di Bellomo.

IL DIBATTITO

Nella tavola rotonda conclusiva il direttore dei quotidiani Messaggero Veneto e Il Piccolo, Omar Monestier, ha dialogato con Luca Giavi (direttore Consorzio tutela Doc Prosecco), Valerio Cescon (presidente della cantina La Marca) e lo stesso presidente de La Delizia Flavio Bellomo. Un’analisi a tutto tondo del momento del Prosecco Doc, tra le sfide della produzione (anche qui si guarda con attenzione, come nel resto del mondo economico, all’aumento del costo delle materie prime) e quelle del commercio (con la richiesta che cresce in vari Paesi, tra i quali la Francia, patria mondiale delle bollicine). Coinvolti anche il presidente dei Vivai cooperativi Rauscedo, Pietro D’Andrea, e il rappresentante dell’azienda di trasporti Ceccarelli, Gabriel Fanello, per un’analisi finale su tutta la filiera che come ha ricordato il direttore generale de La Delizia, Mirko Bellini, è tutta orientabile sulla sostenibilità.

IL PROGETTO

Metodo Charmat – Il progetto del Prosecco Doc sostenibile ha visto La Delizia partire dallo studio di tutti gli elementi che compongono la bottiglia di uno spumante, ricercando accuratamente, assieme ai fornitori, materiali che rispettino il più possibile l’ambiente. “Uva” è un Prosecco Doc Extra Dry spumantizzato con metodo Charmat e ottenuto da uve certificate Sqnpi, la certificazione di qualità volta ad armonizzare le norme agronomiche rispettando le peculiarità ambientali, culturali e fitosanitarie con precise strategie di intervento e minor impatto possibile sull’uomo e sull’ambiente.
La bottiglia – La bottiglia in vetro riciclato Extral di Verallia ha visto la scelta di un modello leggero da 550 grammi di peso, ispirandosi a una forma semplice e minimalista che anni fa vide l’inizio del cammino degli spumanti friulani La Delizia. Aver scelto una bottiglia così leggera, composta di materiale riciclato per l’86%, permette un risparmio di consumo energetico e una minor emissione di C02 sia per la produzione che per il trasporto.
Il tappo – Il tappo utilizzato è lo Spark 02 classe A-Brand di Amorim Cork, interamente in sughero, materiale totalmente naturale, riutilizzabile, altamente riciclabile, proveniente da foreste certificate Fsc (Forest Stewardship Council, che garantisce la silvicoltura sostenibile e la tracciabilità dei prodotti), ecologico e sostenibile al 100%. Inoltre, il sughero è un naturale immagazzinatore di C02, in quanto ogni tappo permette di togliere dal ciclo produttivo 562 grammi di anidride carbonica, contribuendo così alla riduzione di carbon footprint dall’ambiente.
La gabbietta – La gabbietta di Icas è prodotta in alluminio, materiale al 100% riciclabile, mentre proprio per rendere il prodotto il più sostenibile possibile non è stata realizzata la capsula, alleggerendo così anche la bottiglia e mantenendo pulite le linee del packaging scelto.
La carta – Al posto della capsula c’è un copri-gabbietta realizzato nella stessa carta scelta per l’etichetta: una carta Favini Crush Grape, prodotta con il 15% di residui d’uva ottenuti dallo scarto della lavorazione dell’uva, senza Ogm, contenente il 30% di carta riciclata post consumo. Certificata anch’essa Fsc, dove il legno da cui si produce proviene da foreste nelle quali sono rispettati dei rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Inoltre, è realizzata al 100% con energia verde e con una carbon footprint ridotta del 20%.
L’etichetta – Sempre per rispondere alle esigenze produttive di sostenibilità, l’etichetta è realizzata su un pezzo unico, fasciante che avvolge l’intera bottiglia, riducendo al minimo l’impatto della colla. Dopo aver bevuto il Prosecco Doc, la si può srotolare, strappando l’apposita linguetta e sulla facciata interna dell’etichetta si trova la spiegazione del perché Uva è sostenibile (ideazione grafica dell’agenzia Weagroup). Una bottiglia dall’impatto contemporaneo che diventa oggetto di design dichiarando il suo essere sostenibile.

Monestier e Bellini.

LE LINEE GUIDA

A completare la presentazione il nuovo company profile de La Delizia, elegante e significativa rappresentazione cartacea che racchiude le linee guida aziendali 2021-2023. Realizzata con carta Favini Tree Free Bamboo Natural, composta dal 75% di bambù certificato FSC e dal 25% di linters di cotone (fibre corte del cotone che si trovano attorno al seme). Una carta estremamente morbida e liscia al tatto e totalmente riciclabile, biodegradabile, realizzata con energia verde al 100% e con emissioni C02 azzerate. Particolare attenzione è stata riposta sulla rilegatura della pubblicazione fatta con filo Singer da parte di una cooperativa sociale che impiega persone con disabilità, unendo quindi le finalità ambientali a quelle sociali.

LE FOTO DI CIOL

La pubblicazione è stata arricchita dalle fotografie in bianco e nero del maestro Elio Ciol, testimone nel corso della sua vita dell’essenza del Friuli Venezia Giulia e da quelle del fotografo di paesaggio Francesco Galifi, occhio poetico e concettuale che racconta l’infinita bellezza della natura attraverso un linguaggio di forme, linee e colori. Attraverso le loro fotografie, La Delizia afferma nuovamente l’attenzione e la salvaguardia nei confronti dell’ambiente ed in particolare della Terra, dell’Aria, dell’Acqua e del Cielo, i quattro elementi alla base della viticoltura e da cui deriva la filiera produttiva aziendale.

I partecipanti alla festa.

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In copertina, Flavio Bellomo e Mirko Bellini, presidente e direttore dei Viticoltori La Delizia, presentano orgogliosi la bottiglia innovativa del primo Prosecco Doc “sostenibile”.

“Il profumo del mirto” oggi a Cormons: Kiodo e il suo pecorino sardo-friulano

Francesco Mattu, per gli amici e per tutti quelli che lo conoscono più semplicemente Kiodo, ha portato la Sardegna nella Val Tramontina sulle montagne pordenonesi – la terra della Pitina – dove risiede da oltre un decennio e dove ha trapiantato un gregge di pecore sarde da cui produce un formidabile pecorino, “sardo-friulano” come lo chiama lui, e una strabiliante ricotta. Classe 1976, dopo l’infanzia vissuta a Ovodda, nel centro della Barbagia, Kiodo si è trasferito a Olbia, e nel 2007 ha deciso di replicare la scelta di un suo amico, un pastore sardo trasferitosi da tempo nelle montagne friulane. È proprio lui, Francesco Mattu, il protagonista del film “Il profumo del mirto”, una produzione di Karel film scritta e diretta da Christian Canderan – regista, autore e produttore friulano, fondatore di Sunfilms – che si presenta al Teatro Comunale di Cormons nella serata di oggi, 18 ottobre, con repliche mercoledì 20 al Teatro Miotto di Spilimbergo, giovedì 21 al Teatro Pasolini di Casarsa e venerdì 22 ottobre a Cervignano, Teatro Pasolini. Realizzato con la fotografia di Luca Melis e la colonna sonora d’eccezione firmata dal maestro compositore e cantautore sardo Piero Marras, il film è prodotto in collaborazione con Sunfilms. Il progetto è sostenuto da un ampio pool di partners: il Ministero della Cultura, Film Commission Sardegna, Regione Autonoma della Sardegna, Fondo Regionale dell’Audiovisivo Friuli Venezia Giulia e Unione dei Comuni della Barbagia.
Nel documentario “Il profumo del mirto” scorre una vita di emozionanti ricordi, che toccano l’essenzialità della vita di Francesco e della sua gioventù in Sardegna, dove ogni piccola cosa che lo circondava aveva un immenso valore. È un’opera che focalizza sulla storia, la cultura, i costumi, i paesaggi, la musica e ovviamente la tradizione agroalimentare e i sapori della Sardegna e del Friuli Venezia Giulia, come sottolinea l’autore Christian Canderan, per evidenziare il forte legame che unisce da sempre queste due regioni e le loro genti, seppur molto lontane fra loro. Traspare l’ironia del popolo sardo, che in vari momenti del film si intreccia a quella friulana. Set privilegiato per le riprese in Friuli è stata la Val Tramontina con l’ovile di Kiodo: la sua quotidianità è stata ripresa in vari momenti dell’anno. Scorci stupendi della valle si rincorrono nelle riprese dei suoi viaggi in motocicletta con un accattivante passaggio anche alle pozze smeraldine. Altre cartoline che compongono questo particolare mosaico sono la laguna di Marano e i suoi splendidi casoni per una scena in barca, un passaggio a Maniago e Spilimbergo in qualche negozio tipico, e una grotta di una valle limitrofa dove si stagionano formaggi tipici. La Sardegna e in particolar modo la Barbagia, fanno scoprire invece un territorio e una cultura non molto conosciuti con momenti estremamente onirici, fra Domus de Janas, nuraghi, querce secolari e scorci veramente da favola. Nel cast oltre a molti volti sardi conosciuti, incuriosiscono le partecipazioni straordinarie di “Catine” Caterina Tomasulo (da anni ormai volto della comicità friulana) e Paolo Massaria (attore triestino di fiction e produzioni internazionali).

www.karel.it

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In copertina, Francesco Mattu, per gli amici Kiodo, ha portato la Sardegna nella Val Tramontina.