Giù il sipario sui Colloqui in Abbazia tra i vigneti dei colli di Rosazzo

(g.l.) In una bellissima e suggestiva cornice di rigogliosi vigneti, in quello che è uno dei “cru” più famosi dei Colli orientali del Friuli terra-custode di preziosi vitigni autoctoni, ultimo appuntamento oggi, 9 luglio, alle 18 all’Abbazia di Rosazzo della sezione primavera-estate della manifestazione culturale-letteraria “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, curata da Elda Felluga e Margherita Reguitti, moderatrice degli incontri.
Il viaggio alla scoperta della ricchezza e della bellezza del Belpaese sarà protagonista di questo appuntamento in cui “Arezzo. Una guida” (editore Odòs Libreria) sarà raccontata da Roberto Rossi e Cristina Cristofoli. Ospite dell’incontro, assieme agli autori, Elena Commessatti direttore editoriale della collana Incentro. Sarà un’avventura con sorprese e colpi di scena nella città etrusca, fra ieri e oggi, patria, fra gli altri, di Francesco Petrarca e Giorgio Vasari e famosa per gli affreschi di Piero della Francesca.
La rassegna “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, dopo la pausa estiva, riprenderà in settembre con nuovi viaggi in compagnia di scrittori, giornalisti, viaggiatori che amano scoprire e far scoprire la bellezza della conoscenza. Il progetto culturale prosegue grazie alla sinergia fra la Fondazione Abbazia di Rosazzo e l’azienda Livio Felluga che dal 1956 ha come etichetta l’inconfondibile “carta geografica” a significare il forte legame fra il vino e il suo territorio di vocazione. Gli incontri si svolgono nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti Covid-19 con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento dei posti disponibili. La manifestazione è realizzata grazie alla Fondazione Abbazia di Rosazzo, Livio Felluga, il Comune di Manzano e l’associazione culturale Vigne Museum.

Informazioni sui siti:
www.abbaziadirosazzo.it e www.liviofelluga.it
Prenotazione obbligatoria: fondazione@abbaziadirosazzo.it

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In copertina, una bella immagine dell’Abbazia di Rosazzo tra i vigneti colta dall’obiettivo di Luigi Vitale.

 

La carta geografica di Livio Felluga s’incrocia con la storia di Lelio Luttazzi

(g.l.) Dopo l’incontro dedicato a Dora Bassi, quello che ha inaugurato il nuovo ciclo, ecco il secondo appuntamento con “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, la rassegna d’autore giunta alla quarta stagione, che ha quale cornice ineguagliabile lo storico complesso monastico sulle colline manzanesi ricoperti di altrettanto storici vigneti, famosi per essere stati la “culla” di antichi vitigni autoctoni, alcuni dei quali fortunatamente salvati, come il Pignolo e il Tazzelenghe.

Lelio Luttazzi ormai anziano.


Proprio oggi, alle 18, ci sarà un viaggio di spettacolo e cultura con “Lelio Luttazzi e la settima arte. Musicista, attore e regista”, di Nadia Pastorcich, volume edito da Mgs Press. Ospiti, assieme all’autrice, la moglie Rossana Luttazzi e l’editore triestino Carlo Giovanella. Poi in giugno seguiranno altri due incontri: venerdì 18 si viaggerà nella storia con “Da Tirana a Linz. La testimonianza inedita di Igino Di Giusto, internato militare italiano” a cura di Davide Zoratti con ospite monsignor Sergio Di Giusto, figlio del protagonista e direttore della Fondazione Abbazia di Rosazzo; giovedì 24 il giornalista scrittore Pietro Spirito, autore di “Gente di Trieste” (Laterza editore), proporrà invece un viaggio a piedi nell’arco di una metaforica giornata incontrando uomini e donne che dall’Ottocento a oggi hanno lasciato un segno importante come artisti, scienziati, eroi e imprenditori nella storia della città giuliana e oltre. In luglio infine gli altri due appuntamenti.
Tutti gli incontri si svolgeranno nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti Covid-19, inizieranno alle 18. Obbligatoria la prenotazione all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it, fino a esaurimento dei posti disponibili. La rassegna è realizzata grazie alla Fondazione Abbazia di Rosazzo, Livio Felluga, Vigne Museum associazione culturale e il Comune di Manzano.

La prima etichetta di Livio Felluga con la carta geografica del Friuli.

Informazioni sui siti:
www.abbaziadirosazzo.it e www.liviofelluga.it

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In copertina, la storica Abbazia di Rosazzo in una foto di Luigi Vitale.

Ritornano tra i vigneti di Rosazzo i “Colloqui” nel ricordo di Livio Felluga

(g.l.) S’incrocia con la nuova edizione di Cantine Aperte, annunciata per il prossimo fine settimana, il ritorno dei Colloqui all’Abbazia di Rosazzo nel ricordo di Livio Felluga, l’indimenticabile “patriarca” del Vigneto Fvg, scomparso ultracentenario quasi cinque anni fa. Una salutare ventata di cultura in uno dei luoghi più suggestivi e carichi di storia del Friuli, in un momento che finalmente comincia a registrare il tanto atteso allentamento dell’emergenza sanitaria. Gli appuntamenti si snoderanno in un lungo e articolato percorso che andrà dal 28 maggio al 9 luglio, “sposando” appunto la cultura con i grandi vini di questo meraviglioso e inconfondibile angolo dei Colli orientali del Friuli, terra di tanti antichi vitigni autoctoni, alcuni dei quali fortunatamente recuperati rilanciandone la produzione. Con questo primo “assaggio” di ritorno alla normalità, riprendono dunque “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga” nella mistica e suggestiva Abbazia di Rosazzo, sopra Manzano, circondata dai vigneti storici sulle omonime colline. La rassegna d’autore, giunta alla quarta stagione, mantiene saldo il filo conduttore del viaggio fisico e ideale attraverso le narrazioni, le immagini, le conversazioni dei protagonisti siano essi scrittori, scienziati, giornalisti, storici o semplicemente uomini e donne le cui esperienze personali sono state parte della grande Storia.

La famosa “carta geografica”…

… e il primo libro della rassegna.

Il primo appuntamento, dei sei in programma, si svolgerà venerdì prossimo con l’anteprima nazionale del libro “Una notte in fondo al cielo. Un artista in fuga”, romanzo postumo della pittrice e docente friulana Dora Bassi (1921-2007) edito da Braitan. Un libro che è creazione narrativa nella quale ben si inseriscono lezioni e riflessioni su cosa significhi essere artista. Gemme di pensieri espresse con lo stile lieve e mai banale di Dora Bassi, donna di grande personalità e generosità. Di come il libro sia stato dato alle stampe a distanza di anni dalla scomparsa dell’autrice parlerà l’editore e amico Hans Kitzmüller. La copertina del libro è impreziosita dall’immagine di Luigi Vitale e dal ritratto di Danilo De Marco.
Tre gli appuntamenti in giugno: giovedì 10 sarà un viaggio di spettacolo e cultura con “Lelio Luttazzi e la settima arte. Musicista, attore e regista” di Nadia Pastorcich edito da Mgs Press. Ospiti, assieme all’autrice, la moglie Rossana Luttazzi e l’editore triestino Carlo Giovanella.
Venerdì 18 si viaggerà, invece, nella storia con “Da Tirana a Linz. La testimonianza inedita di Igino Di Giusto, internato militare italiano” a cura di Davide Zoratti con ospite monsignor Sergio Di Giusto, figlio del protagonista e direttore della Fondazione Abbazia di Rosazzo.
Giovedì 24 il giornalista scrittore Pietro Spirito, autore di “Gente di Trieste” (Laterza editore), proporrà un viaggio a piedi nell’arco di una metaforica giornata incontrando uomini e donne che dall’Ottocento a oggi hanno lasciato un segno importante come artisti, scienziati, eroi e imprenditori nella storia della città giuliana e oltre.
In luglio sono in programma gli ultimi due incontri in calendario. Venerdì 2 sarà protagonista la giornalista Rai e scrittrice Marina Lalovič, autrice di “La cicala di Belgrado” (edito da Bee). Un guida di passione e amore per la sua città natale, attraverso la storia recente della capitale della ex Repubblica di Jugoslavia. Infine, venerdì 9 si viaggerà alla scoperta delle bellezze del Paese con “Arezzo, una guida” di Roberto Rossi e Cristina Cristofoli, editore Odòs Libreria. Ospiti gli autori ed Elena Commessatti, direttore editoriale della collana Incentro.

Elda Felluga

La rassegna nasce e cresce grazie alla sinergia fra la Fondazione Abbazia di Rosazzo e l’azienda Livio Felluga che dal 1956 ha come etichetta l’inconfondibile “carta geografica” a significare il forte legame fra il vino e il suo territorio di vocazione.
Come per le passate edizioni, la rassegna è curata dalla giornalista Margherita Reguitti, moderatrice degli incontri, e da Elda Felluga, figlia del grande Livio e presidente del Movimento turismo del vino Fvg che sta, appunto, per riproporre Cantine Aperte, la grande festa degli enonauti. «Siamo felici – ha detto – di tornare a far incontrare il nostro pubblico e gli autori. Assieme proseguiremo questo bellissimo viaggio che è scambio di conoscenze e di emozioni».
Gli incontri, che si svolgeranno nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti Covid-19, inizieranno alle 18. Obbligatoria la prenotazione all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it, fino a esaurimento dei posti disponibili. La rassegna è realizzata grazie alla Fondazione Abbazia di Rosazzo, azienda vitivinicola Livio Felluga, Vigne Museum associazione culturale e il Comune di Manzano.

L’Abbazia vista da Luigi Vitale.

Informazioni sui siti:
www.abbaziadirosazzo.it e www.liviofelluga.it

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In copertina, Livio Felluga, “patriarca” del vino friulano, con la sua storica etichetta.

 

La carta geografica di Livio Felluga infine in alta… quota

di Gi Elle

Quando l’etichetta di un vino pregiato può diventare, e poi effettivamente lo diventa, un efficace veicolo di cultura. E’ il caso della storica e originalissima etichetta della carta geografica ideata, ormai tanti anni fa, da Livio Felluga, il patriarca del Vigneto Friuli, del quale tra poche settimane ricorrerà il terzo anniversario della scomparsa, ma il cui ricordo di viticoltore geniale e di uomo esemplare è sempre vivo. E anche la “sua” carta geografica concorre a mantenerlo.
Ebbene, dopo una ricchissima stagione, divisa nelle due parti – primaverile e autunnale -, giungono a conclusione “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga” che ha messo un pubblico attento e numeroso a contatto con grandi autori e singolari emozioni per le vicende e le esperienze raccontate nei loro libri. E per la serata del congedo – ma ovviamente, visto il successo dell’iniziativa, crediamo sia soltanto un “arrivederci” alla prossima primavera – è stato organizzato un appuntamento tutto speciale che porterà la carta geografica e l’uditorio in alta… quota. Gli alpinisti tarvisiani Nives Meroi e Romano Benet – coppia sulle vette, ma anche nella vita – saranno protagonisti dell’ultimo incontro della rassegna in programma domani, venerdì 22 novembre, alle 18, nella consueta sala della Palma all’Abbazia di Rosazzo, sopra Manzano, circondata da storici vigneti, culla di tanti pregiati vitigni autoctoni – alcuni dei quali fortunatamente recuperati e rilanciati – premiati con la Docg, il più prestigioso marchio di qualità concesso ai nostri vini.

Livio Felluga e la storica etichetta. 

Durante l’incontro, condotto dalla giornalista Margherita Reguitti, curatrice della rassegna assieme a Elda Felluga, verrà presentato l’ultimo libro di Nives Meroi “Il volo del corvo timido”, edito da Rizzoli, e nel contempo saranno proiettate le immagini della salita all’Annapurna, massiccio nepalese di oltre ottomila metri, filo rosso della pubblicazione. Ma l’appuntamento fornirà anche l’occasione per parlare dell’ultima impresa della coppia friulana recentemente rientrata dalla spedizione sul monte Manaslu, sulla catena dell’ Himalaya, di come l’alpinismo di alta quota sia cambiato negli ultimi anni trasformato da esperienza di amore per la montagna in fenomeno di massa, vorace e individualista.

Si conclude dunque in Nepal il viaggio de “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga” iniziato in Istria con “La veglia di Ljuba” di Angelo Floramo, proseguito in India con “Il gioco degli dei” di Paolo Maurensig, arrivato in Argentina con “La ragazza di Chagall” di Antonella Sbuelz. Viaggio che ha poi fatto rotta in Alaska con “Artico: la battaglia per il grande nord” di Marzio Mian, per passare poi in oriente con “Il cammino del Giappone” di Luigi Gatti e fermarsi in Italia con le guide Odòs con Elena Commessatti, i fratelli Bruno e Camilla Endrici a parlare di Matera e di Trento. Infine, riprendere il viaggio fra le sabbie dal Sahara con “Appuntamento a Chinguetti” di Cristina Cristofoli. Un viaggio nel tempo con “La Stirpe del Vino” di Attilio Scienza e Serena Imazio, nel contemporaneo con “Italiani si rimane” di Beppe Severgnini. Nell’America di fine Ottocento con l’incredibile storia vera della giornalista “Nellie Bly” di Valerio Marchi, un salto nella Preistoria con l’archeologo Andrea Pessina e i primi sistemi agrari in Friuli “I villaggi del grano”.
Anche l’ultimo appuntamento sarà a ingresso libero e si concluderà brindando con i vini della storica azienda Livio Felluga, la cui etichetta, rappresentata da un’antica mappa del territorio, viaggia in oltre ottanta Paesi nel mondo. Proprio alzando i calici si metterà dunque il suggello a questa straordinaria annata, dando sicuramente appuntamento alla prossima. Che, è facile prevedere, non sarà meno interessante ed emozionante.

L’Abbazia di Rosazzo tra i vigneti.

La rassegna, promossa dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dall’azienda Livio Felluga, è realizzata in collaborazione con MiBACT, Biblioteca Statale Isontina, Associazione culturale Vigne Museum e il Comune di Manzano.

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In copertina, ecco Nives Meroi e Romano Benet sulla vetta dell’Annapurna.

Dopo Beppe Severgnini a Rosazzo arriva la storia di Nellie Bly

di Gi Elle

Dopo la bellissima serata con lo scrittore Beppe Severgnini, che ha presentato il suo ultimo libro, ecco un altro invitante appuntamento a Rosazzo. Domani, 9 ottobre, alle 18, nell’ambito della rassegna “I colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, andrà in scena infatti, nella sala della Palma, l’incredibile storia, ma vera, di Nellie Bly, giornalista d’assalto e di cuore. L’incontro, coordinato da Margherita Reguitti,  vedrà protagonisti Valerio Marchi (ideatore e narratore) e Alessandra Pergolese (letture), con gli intermezzi musicali di Diego Perotti. Saranno loro a raccontare l’avventuroso percorso di Elizabeth Jane Cochran, in arte Nellie Bly, pioniera del giornalismo d’inchiesta e investigativo sotto copertura e simbolo dell’emancipazione femminile.

Ecco l’incontro con lo scrittore Beppe Severgnini a Rosazzo.

Dall’epopea di sei mesi in Messico ai viaggi fra gli inferni dei manicomi, dalle carceri alle case per donne perdute e alle dolenti corrispondenze dal fronte russo e serbo nella Grande Guerra: la vita e il lavoro di Nellie Bly, convinta che la stampa dovesse sempre rendere nota ogni ingiustizia a difesa dei deboli, hanno avuto un unico riferimento etico riassunto così dalle sue stesse parole: «Non ho mai scritto una parola che non provenisse dal mio cuore, e mai lo farò». L’appuntamento si concluderà, come al solito, con un brindisi con i vini Livio Felluga, la cui etichetta, rappresentata da un’antica mappa del territorio, viaggia in oltre ottanta Paesi nel mondo.

Nellie Bly


Ma dicevamo di Severgnini. Il famoso giornalista e scrittore ha proposto nel precedente “colloquio” tra i suggestivi vigneti dell’Abbazia di Rosazzo, sulle colline di Manzano, un viaggio nel suo cambiamento professionale e personale attraverso le pagine di “Italiani si rimane”, edito da Solferino Libri. Un viaggio ironico, sentimentale e istruttivo: dalla scuola di Montanelli al Corriere della Sera, dal primo articolo per La Provincia di Cremona al New York Times, dai libri alla radio, da Twitter al teatro (entrambi utili, il secondo più moderno). In Italia e in Europa, in America e in Australia, in televisione e sui treni del mondo. In ogni esperienza si nasconde una lezione. Beppe Severgnini prova a capire quale sia, e condivide con noi le sue scoperte. Una narrazione intima e sorprendente, una scrittura nuova e appassionata. “Italiani si rimane” non spiega solo le trasformazioni nei media a cavallo tra due secoli: parla del tempo che passa, del legame con la terra e la famiglia, del piacere di insegnare e veder crescere nuovi talenti. Un racconto utile ai più giovani per progettare e ai meno giovani per ricordare.
Alla fine Beppe Severgnini, ascoltato da una folta platea, ha brindato assieme ad Elda Felluga, “anima” della prestigiosa manifestazione culturale, con i vini della storica azienda fondata dal padre Livio, il patriarca del Vigneto Fvg che si spense ultracentenario poco meno di tre anni fa.

La suggestiva Abbazia tra i vigneti vista dall’obiettivo Luigi Vitale.

La rassegna, promossa dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dall’azienda Livio Felluga, è realizzata in collaborazione con MiBAC, Biblioteca Statale Isontina, Associazione culturale Vigne Museum e il Comune di Manzano.

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In copertina, Elda Felluga brinda con Beppe Severgnini ricordando il padre Livio, patriarca del Vigneto Fvg.

Con la carta geografica di Livio Felluga alle “radici” del vino

di Gi Elle

Oggi riprende il viaggio della famosa “carta geografica” di Livio Felluga andando alle radici del vino, addirittura alla lontana scoperta dei misteri del Dna. Questo pomeriggio, infatti, nella sala delle Palme dell’Abbazia di Rosazzo, alle 18 saranno, protagonisti dell’affascinante viaggio nella genetica della vite i già annunciati docenti e ricercatori  Attilio Scienza e Serena Imazio, autori del saggio “La stirpe del vino. Nobili ascendenze e incroci bastardi dei vini più amati”, edito da Sperling & Kupfer.

Ritornano, così, dopo la pausa estiva gli attesi appuntamenti della rassegna “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga” promossa dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dall’azienda Livio Felluga nella storica località in Comune di Manzano, “patria” dei grandi vitigni autoctoni friulani. Per presentare, appunto, un originale lavoro dal quale emergono e si rivelano le antiche parentele delle più celebri varietà di vite. Un libro che per la prima volta ricostruisce la famiglia del vino: muovendosi fra analisi del Dna, archeologia, antropologia, mito e letteratura, raccontando l’origine e la storia dei grandi vitigni.
Con gli autori dialogherà l’agronomo e giornalista Claudio Fabbro, un viaggio curioso attraverso i legami palesi o sottintesi fra Pinot e Chardonnay, Nebbiolo e Syrah, Sangiovese e Gaglioppo. Una storia antica di vitigni ma anche di uomini e donne che hanno amato e coltivato la terra e l’arte del creare vini dai profumi e sapori raffinati e particolari.
Ricordavamo, l’altro giorno, che in principio fu il Pinot: capriccioso, poco produttivo, instabile nel colore, eppure capace di regalare vini così eleganti e profumati che generazioni di uomini lo hanno curato e diffuso. E il Pinot li ha ripagati: mutevole per natura, ha dato origine al Pinot bianco e al Pinot grigio; incrociandosi, ha generato lo Chardonnay e forse il Traminer, dal quale derivano il Cabernet Sauvignon e il Merlot. In Italia ha per nipoti Marzemino, Lagrein e Refosco. La sua storia è esemplare: oggi in Europa si contano circa diecimila vitigni, diversissimi per caratteristiche, che discendono però da pochi avi fondatori. E l’analisi genetica ha rivelato insospettabili storie di incroci, scambi e migrazioni.

Vigneti visti dall’Abbazia.

L’appuntamento, che si terrà nella Sala delle Palme, si concluderà con un brindisi dei vini Livio Felluga, la cui etichetta, rappresentata da un’antica mappa del territorio, viaggia in oltre ottanta Paesi nel mondo. La rassegna è realizzata in collaborazione con MiBAC, Biblioteca Statale Isontina, Associazione culturale Vigne Museum e il Comune di Manzano.

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In copertina, Livio Felluga, ancora in giovane età, con la “sua” amata carta geografica del Friuli.

(Fotoarchivio Claudio Fabbro) 

La “stirpe” del vino nell’affascinante viaggio della genetica  

Ritornano, dopo la pausa estiva, gli attesi appuntamenti della rassegna “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, promossa dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dall’azienda Livio Felluga nella storica Abbazia friulana in Comune di Manzano.
Giovedì 5 settembre, alle ore 18, saranno protagonisti del viaggio nella genetica della vite i docenti e ricercatori  Attilio Scienza e Serena Imazio, autori del saggio “La stirpe del vino. Nobili ascendenze e incroci bastardi dei vini più amati”, edito da Sperling & Kupfer. Un originale lavoro dal quale emergono e si rivelano le antiche parentele dei più celebri vitigni. Un libro che per la prima volta ricostruisce la famiglia del vino: muovendosi fra analisi del Dna, archeologia, antropologia, mito e letteratura, raccontando l’origine e la storia dei grandi vitigni.
Con gli autori dialogherà l’agronomo e giornalista Claudio Fabbro, un viaggio curioso attraverso i legami palesi o sottintesi fra Pinot e Chardonnay, Nebbiolo e Syrah, Sangiovese e Gaglioppo. Una storia antica di vitigni ma anche di uomini e donne che hanno amato e coltivato la terra e l’arte del creare vini dai profumi e sapori raffinati e particolari.

In principio fu il Pinot: capriccioso, poco produttivo, instabile nel colore, eppure capace di regalare vini così eleganti e profumati che generazioni di uomini lo hanno curato e diffuso. E il Pinot li ha ripagati: mutevole per natura, ha dato origine al Pinot bianco e al Pinot grigio; incrociandosi, ha generato lo Chardonnay e forse il Traminer, dal quale derivano il Cabernet sauvignon e il Merlot. In Italia ha per nipoti Marzemino, Lagrein e Refosco. La sua storia è esemplare: oggi in Europa si contano circa diecimila vitigni, diversissimi per caratteristiche, che discendono però da pochi avi fondatori. L’analisi genetica ha rivelato insospettabili storie di incroci, scambi e migrazioni. Furono i mercanti a introdurre vitigni esotici, come Moscati e Malvasie, e gli uomini che si allontanavano dalla loro terra a portare con sé le proprie radici sotto forma di piante, contaminando il patrimonio locale e creando nuove varietà.

Attilio Scienza è professore ordinario fuori ruolo all’Università degli Studi di Milano dove ha insegnato Miglioramento genetico della vite. I suoi temi di ricerca riguardano il miglioramento genetico delle varietà, la valorizzazione dei vitigni antichi, lo studio delle interazioni tra il vitigno e l’ambiente. Si è occupato della salvaguardia e valorizzazione del germoplasma georgiano. È autore di 350 pubblicazioni scientifiche e di 15 libri, accademici e divulgativi.

Attilio Scienza

Serena Imazio, dopo la laurea in Biologia, inizia un viaggio nel mondo del vino con un dottorato sulla genetica e l’origine della vite coltivata. È stata ricercatrice all’Università di Modena e Reggio Emilia e al Centro di Trasferimento Tecnologico dell’Emilia Romagna, dove si è avvicinata al mondo della comunicazione.

Serena Imazio

L’appuntamento, che si terrà nella Sala delle Palme, si concluderà con un brindisi dei vini Livio Felluga, la cui etichetta, rappresentata da un’antica mappa del territorio, viaggia in oltre ottanta Paesi nel mondo. La rassegna è realizzata in collaborazione con MiBAC, Biblioteca Statale Isontina, Associazione culturale Vigne Museum e Comune di Manzano.

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In copertina, tipico grappolo di Picolit: giovedì a Rosazzo si parlerà anche dei vitigni storici.

Ma oggi con la “carta geografica” di Livio Felluga si arriva in… Giappone

di Gi Elle

E ora, seguendo la “carta geografica” di Livio Felluga si arriverà perfino in… Giappone. Prosegue infatti proprio oggi, 5 luglio, con lo scrittore e viaggiatore Luigi Gatti, autore de “Il cammino del Giappone. Shikoku e gli 88 templi” (Mursia editore), la rassegna “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, promossa dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dall’omonima azienda vitivinicola, curata e condotta dalla giornalista Margherita Reguitti. L’incontro, il sesto, si terrà alle 18 nella sala delle Palme e sarà l’ultimo di questa fase primaverile-estiva. Poi il nuovo ciclo riprenderà a settembre.

Il libro è un diario di viaggio che riguarda un percorso circolare di 1200 chilometri nell’isola di Shikoku. Un itinerario che si snoda tra città e zone rurali, tra foreste di cedri secolari e risaie seguendo le tappe degli 88 templi  del Buddhismo della “Parola Vera”. Un’avventura spirituale e meditativa alla scoperta della cultura del Sol Levante, sulle tracce di Kobo Daishi, monaco asceta vissuto nel primo secolo dopo Cristo che divulgò la nuova religione, destinata a cambiare radicalmente la cultura del Paese. Un viaggio negli usi e costumi di un popolo antico e rispettoso, ricco di riflessioni e suggerimenti di luoghi da visitare. Il libro, scritto in prima persona, è anche un confronto in dialogo con l’esperienza di pellegrino che l’autore ha vissuto sul Cammino di Santiago di Compostela, un viaggio significativo che stimolerà Luigi Gatti a voler scoprire un luogo lontano e culturalmente diverso come il Giappone. La presentazione sarà corredata da fotografie scattate lungo il percorso. Luigi Gatti, bergamasco, appassionato di viaggi a piedi, ha vissuto e lavorato in Giappone. Attualmente alterna all’attività di camminatore e scrittore l’insegnamento della lingua e cultura giapponese.

L’appuntamento, che si terrà nella Sala delle Palme, si concluderà con un brindisi dei vini Livio Felluga, la cui etichetta, rappresentata da un’antica mappa del territorio, viaggia in oltre ottanta Paesi nel mondo. La rassegna è realizzata in collaborazione con MiBAC, Biblioteca Statale Isontina, Associazione culturale Vigne Museum e Comune di Manzano. Come detto, anche “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio delle carta geografica di Livio Felluga” ora vanno in vacanza. Per cui l’arrivederci è già fissato per settembre, nella ormai iniziata stagione dei raccolti – vendemmia compresa – e quando le temperature saranno più accettabili.

L’abbazia di Rosazzo tra i vigneti.

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In copertina, il Giappone, terra affascinante, oggi protagonista.