Torre Natisone, con il Saporibus in versione natalizia a San Pietro per scoprire bontà e tradizioni delle Valli

L’autobus del gusto è pronto per il Natale: dopo aver conquistato il pubblico con le sue precedenti escursioni tra Gorizia, la Carnia, Savorgnano del Torre – con la tappa speciale all’atelier dell’artista Celiberti – e San Daniele, Saporibus in Friuli Venezia Giulia si prepara ora al suo appuntamento più suggestivo. Si tratta della giornata prenatalizia di domenica 7 dicembre a San Pietro al Natisone, occasione perfetta per ritrovarsi, scambiarsi gli auguri e vivere un’esperienza autentica tra cultura e sapori del territorio, con partenza e ritorno a Udine.


Giunta alla terza edizione e promossa dal Consorzio Pro Loco Torre Natisone Unpli Aps, l’iniziativa – soprannominata “l’autobus del gusto” – continua a crescere. Un progetto che coniuga la scoperta delle eccellenze enogastronomiche con la valorizzazione dei borghi e del paesaggio, proponendo al tempo stesso una forma di turismo sostenibile e attento al territorio. “Con Saporibus promuoviamo un turismo lento, capace di unire la buona tavola alla conoscenza delle nostre radici – spiega Giovanna Rossetto, presidente del Consorzio -. In queste uscite è nato un clima speciale: si sono formate nuove amicizie e un senso di comunità che ci rende orgogliosi. La tappa di San Pietro al Natisone sarà per noi un momento di festa, l’occasione per salutarci prima delle festività e condividere un’esperienza che rispetta davvero il territorio”.
Il programma della giornata prevede la partenza alle 9.30 da Piazza Primo Maggio a Udine. La prima sosta, alle 10.30, sarà al Mercatino di Natale di San Pietro al Natisone, accolto in uno spazio coperto e riscaldato che quest’anno ospita la 21ma edizione della rassegna “Gesti antichi per un nuovo Natale”, dedicata alle tradizioni artigiane. A mezzogiorno il gruppo raggiungerà l’agriturismo Monte del Re, dove verranno serviti i piatti tipici delle Valli, preparati con ingredienti locali. Nel pomeriggio, alle 14.30, è prevista la visita alla Chiesetta di Sant’Antonio Abate a Clenia, gioiello storico del territorio, seguita dalla merenda delle 15.15 alla Bon Bakery Degustazione, dove i partecipanti potranno assaggiare panettoni artigianali appena sfornati.
Il percorso si concluderà con uno dei momenti più attesi: alle 16.45 la visita alla rassegna “Presepi in Contea” a Cussignacco, una collezione di oltre cento presepi artigianali provenienti dal Friuli Venezia Giulia, dal Veneto e dall’Austria. La tappa include anche la visita alla Chiesa locale, dove spiccano tre grandi presepi, tra cui uno meccanizzato che ogni anno affascina grandi e piccoli. Il rientro a Udine è previsto per le 18.30. I posti sono limitati – scelta che rispecchia la filosofia del progetto, orientato a un’esperienza sostenibile e a misura di territorio – e la quota di partecipazione è fissata a 50 euro. Per informazioni e prenotazioni è possibile rivolgersi a Giovanna al numero 349.8686675.

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In copertina, uno scorcio di San Pietro al Natisone; all’interno, una folta comitiva partecipante a Saporibus.

“Saporibus” ora farà tappa a San Daniele in un affascinante itinerario tra gusto (trota e prosciutto), arte, cultura e storia

Dopo le recenti uscite che hanno toccato Gorizia, la Carnia e Savorgnano del Torre – con una visita anche all’atelier dell’artista Giorgio Celiberti –, in Friuli torna domenica 16 novembre l’appuntamento con “Saporibus”. Giunto alla sua terza edizione, l’autobus del gusto è un progetto, organizzato dal Consorzio Pro Loco Torre Natisone, che coniuga la scoperta enogastronomica con la valorizzazione del patrimonio culturale e la mobilità sostenibile. La prossima destinazione è San Daniele del Friuli, un viaggio che mira a far conoscere, oltre al noto prodotto tipico, il prosciutto crudo Dop, i “tesori” artistici e storici del borgo collinare.


«Con “Saporibus” proponiamo un turismo lento e attento, che abbini l’enogastronomia di qualità alla ricchezza storica e artistica dei nostri borghi – ha commentato Giovanna Rossetto, presidente del Consorzio Pro Loco Torre Natisone Unpli Aps -. L’obiettivo è valorizzare in maniera concreta le eccellenze del Friuli Venezia Giulia, offrendo ai partecipanti un’esperienza completa e rispettosa del territorio. San Daniele, in questo senso, rappresenta una tappa fondamentale per la sua doppia valenza culturale e gastronomica».
Il programma della giornata prevede la partenza alle ore 8 da Piazza Primo Maggio a Udine (Info Point). La mattinata inizierà con la cultura: alle 9 è in agenda la visita allo Scriptorium Foroiuliense, seguita alle 10.15 dal Santuario della Madonna di Strada. Alle 11.15 è prevista una degustazione da Friultrota, e a seguire il pranzo alle ore 13 al Ristorante Dok Dall’Ava. Il pomeriggio sarà dedicato ad altri siti di interesse. Alle 14.30 il gruppo visiterà la storica Biblioteca Guarneriana, custode di preziosi codici, e alle 15.30 la Chiesa di Sant’Antonio Abate, nota per il suo prezioso ciclo di affreschi come la “Sistina del Friuli”. L’ultima tappa, tra le 16.15 e le 17, sarà riservata alla visita libera alle attività locali come Adelia di Fant (cioccolato), L’Oca Bianca e Altre Cose (Laboratorio di Design e Decorazione).

Per informazioni telefonare al numero 349.8686675.

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In  copertina, sembrano creare un fiore da gustare le fettine del celebre prosciutto di San Daniele; all’interno, un folto gruppo partecipante all’iniziativa enogastronomica e due immagini del capoluogo collinare (panorama, Duomo e Guarneriana).

“Farine di Flôr e Formandi”, domani a Sutrio la Carnia riscopre le sue tradizioni valorizzando i preziosi formaggi di malga

Domani 26 ottobre Sutrio, caratteristico borgo della Carnia, sarà la pittoresca cornice di “Farine di Flôr e Formandi”, animata e popolare manifestazione autunnale dedicata a due fra i prodotti più tipici della montagna friulana, ovvero le farine tradizionali e i formaggi di malga. Il borgo si trasformerà in un grande percorso del gusto: farine, formaggi e birre artigianali scandiranno una giornata dedicata ai sapori autentici e genuini del Friuli di montagna. In programma non solo degustazioni, ma anche tante attività durante tutta la giornata: laboratori, show cooking e dimostrazioni per scoprire come la farina “giusta” può trasformare ogni ricetta in qualcosa di speciale. Il tutto con il sottofondo di musica dal vivo, suonata nei cortili del paese per tutto il giorno.
La festa comincerà alle 10 con il percorso di degustazione lungo le vie del paese. Protagonisti i piatti della tradizione a base di farine e di grani antichi, preparati da ristoranti e trattorie del territorio. Otto le tappe golose, dove si potranno assaggiare prelibatezze come Focaccia rustica d’autunno, Blecs di grano saraceno al ragù di selvaggina, Meste Cuinciade, Panada, formaggio salato, uovo, spinacio, Pollo alla birra con cornbread alle erbe alpine, Ravioli di farina saracena dal cuore morbido di polenta, Toc di Braide, Gubana artigianale di Cormòns. In accompagnamento 5 birre artigianali di birrifici del Friuli Venezia Giulia (BONDAI di Sutrio, Casamatta di Enemonzo, Birrificio Di Mont di Cedarchis di Arta Terme, Birra di Naon di Porcia e Antica Contea di Gorizia).

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Invito al Cefap di Paluzza

E nella vicina Paluzzza, anche quest’anno, Cefap organizza una serie di incontri dedicati all’orientamento per presentare i percorsi di Qualifica Triennale e di Diploma Tecnico nei settori dell’agricoltura e dell’agroalimentare. Gli appuntamenti di Scuole Aperte 2025/2026 rappresentano la migliore occasione per studenti e famiglie per conoscere da vicino un’offerta formativa unica in regione, visitare le strutture e parlare direttamente con docenti, tutor e coordinatori. I corsi, autorizzati e finanziati dalla Regione Fvg, sono completamente gratuiti. Le attività di Scuola Aperta si terranno oggi, 25 ottobre, a partire dalle ore 15, con il laboratorio “Autunno tra miele e mele. Tra i frutti della terra e i frutti dell’alveare”. Il laboratorio è pensato per far conoscere ai ragazzi e alle famiglie il percorso formativo di addetto alle Attività ambientali montane. Si tratterà di un incontro speciale con un esperto per scoprire le diverse varietà di mele coltivate in ambiente montano e le loro proprietà organolettiche. I ragazzi avranno pure l’occasione di conoscere i tempi di raccolta, assistere alla spiegazione della smielatura e partecipare a una degustazione guidata di differenti tipologie di miele. Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare il referente della prima formazione Emanuele Bazzo al numero: 0432 821121, oppure inviare una mail all’indirizzo e.bazzo@cefap.fvg.it (info@cefap.fvg.it; www.cefap.fvg.it).

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Un percorso pieno di gusto – tra piatti della tradizione e birre artigianali – che celebra la cultura contadina locale. Una cultura rurale e genuina, di cui altro sovrano è il formaggio di Malga, al quale è dedicata nel medesimo giorno Formandi, mostra-mercato della miglior produzione casearia della montagna friulana, prodotti nella stagione di monticazione 2025, accompagnati dalla polenta rustica e fumante dei polentari locali. La degustazione si terrà nell’Ort del sior Matie, il salotto a cielo aperto del paese, in via Roma 35/B. Un percorso enogastronomico che valorizza la tradizione culinaria montana attraverso piatti tipici e birre artigianali, celebrando la cultura contadina del territorio, di cui un altro campione è il Formaggio di malga, protagonista di Formandi, mostra-mercato delle eccellenze casearie della montagna friulana prodotte durante la stagione di monticazione 2025, che saranno in mostra nell’Ort del sior Matie, il salotto a cielo aperto di Sutrio (via Roma 35/B). Venti le malghe presenti con i loro formaggi, che si potranno acquistare e degustare accompagnati dalla polenta preparata in loco dai polentari locali.
Nel pomeriggio, alle 16, in Sala Kaiser (viale Val Calda, 1), si potrà fra l’altro assistere all’Asta di formaggi di malga rivolta agli operatori settore turistico ricettivo, che darà la possibilità di aggiudicarsi anche forme particolarmente pregiate e solitamente introvabili. Durante l’asta gli chef Giacomo Della Pietra dell’Osteria da Alvise di Sutrio e Massimiliano Sabinot del Vitello d’Oro di Udine proporranno ai partecipanti la degustazione di due piatti. La partecipazione è gratuita, è richiesta la prenotazione dato che i posti sono limitati, chiamando lo 0433778921 o via email a prolocosutrio23@gmail.com.
A fare da contorno a “Farine di Flôr e Formandi” – che rientrano nelle attività di animazione del territorio prevista dal Bando Borghi PNRR “Il Bosco nel Borgo-Il Borgo nel Bosco” – vari appuntamenti. La Fattoria Diffusa, un’esperienza coinvolgente per i bambini, che possono toccare con mano la vita rurale tra mucche, cavalli, muli, capre, conigli e anche cervi (ore 10.00 con partenza dal piazzale del Caseificio Alto But); Polenta e farina di mais, un viaggio nella tradizione e nella creatività con la farina di mais, ingrediente simbolo della Carnia, per scoprire la versatilità di questo cereale antico, a cura di Chiara Selenati foodblogger e autrice (alle 11.30 in Sala Polifunzionale); Visita guidata al Mulino di croce di Cercivento a cura del volontario Manlio Morassi, discendente della prima mugnaia del mulino. Risalente al XVI-XVII sec., conserva l’antico impianto degli ingranaggi, la tramoggia, il tamburo e perfino tutti gli accessori necessari alla lavorazione delle farine come le palette di legno e i setacci: di particolare interesse la struttura meccanica, dotata anche di pilaorzo (ingresso gratuito, dalle 10 alle 12 e dalle 13 alle 17).

Per informazioni: Pro Loco Sutrio
Tel: 0433 778921 – www.prolocosutrio.com – prolocosutrio23@gmail.com

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In copertina, un’immagine della sempre attesa mostra dei formaggi di malga.

Tolmezzo capitale del gusto fino a lunedì con “Il Filo dei Sapori”: tante le proposte

Da ieri su il sipario a Tolmezzo su “Il Filo dei Sapori”. Profumi, colori e storie di montagna tornano ad animare il capoluogo della Carnia fino al 13 ottobre. Per altri tre giorni vie, piazze e palazzi storici si trasformeranno in un grande laboratorio a cielo aperto, dove il gusto incontrerà la tradizione, l’innovazione dialogherà con la natura e la cultura si intreccerà con l’arte del convivio. La kermesse, ideata dalla Comunità di Montagna della Carnia per valorizzare prodotti, tradizioni e saperi del territorio, anche quest’anno si presenterà con un ricco calendario di incontri, degustazioni, laboratori ed eventi.

SABATO – Oggi 11 ottobre la città si animerà con l’apertura del grande mercato in piazza Centa, cuore pulsante della manifestazione, che farà da cornice a talk, degustazioni e laboratori. Dopo il panel dedicato a Montagne produttive, con giovani protagonisti del mondo agricolo e comunitario, organizzato da Innovalp (dalle 10.30), seguirà l’inaugurazione ufficiale della manifestazione. La giornata sarà scandita da show cooking, incontri sulla biodiversità, approfondimenti scientifici e momenti di degustazione curati dagli studenti dell’ISIS Paschini Linussio, senza dimenticare gli eventi speciali dedicati alla caseificazione (piazza XX settembre 14.30-17), alla micologia (sala albergo Roma, alle 17) e alle attività per bambini, nella dedicata “area bimbi”.

DOMENICA – Domani 12 ottobre, sempre in piazza Centa, si alterneranno degustazioni e dimostrazioni culinarie, conferenze dedicate alla tutela ambientale e alla biodiversità, visite guidate e laboratori esperienziali. I più piccoli saranno coinvolti da animazioni, giochi in legno e attività creative, mentre gli appassionati d’arte e cultura avranno l’opportunità di visitare mostre e partecipare a percorsi guidati tra museo, centro storico e natura. Non mancheranno i momenti conviviali, come lo show cooking Tessere di Sapori (alle 12.15), che metterà in dialogo le eccellenze del pordenonese e della Carnia, o l’incontro dedicato ai cjarsons e agli zlikrofi nell’ambito del progetto transfrontaliero Go!Pasta (alle 15.45).

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Invito anche a Paluzza

Vicino/lontano mont 2025, la rassegna che vicino/lontano dedica alle Terre Alte, prosegue il suo cammino tra i Comuni montani della regione. Oggi, 11 ottobre, alle 20.30, al Cinema Teatro Daniel di Paluzza, la rassegna ospita lo spettacolo “Fruçums d’amôr”, opera scritta e diretta da Giovanna Straulino, con la Compagnia Teatrale Parrocchiale di Sutrio. Un’esperienza teatrale che si dipana tra realtà e atmosfere fantastiche, un viaggio emozionante al tempo della Grande Guerra tra i monti della Carnia e tra la sua gente. Tra loro Pre’ Florio – don Floriano Dorotea –, guida delle portatrici carniche. Lo sguardo corre lassù, tra le montagne, dove un cecchino austro-ungarico non esita a uccidere una donna, Maria Plotzner Mentil, che con la sua gerla colma di viveri, vestiario e munizioni cerca di raggiungere gli alpini al fronte. E lassù la disciplina militare non contempla esitazioni. Chi ha l’ardire di mostrarsi titubante viene giustiziato, come i quattro fucilati di Cercivento. Intanto la comunità resiste, trasformando la guerra in un racconto di solidarietà e orgoglio montanaro. Lo spettacolo verrà proposto in replica il giorno dopo, domenica 12 ottobre, alle 16.30. Vicino/lontano mont, che concluderà il suo cammino il 23 novembre di nuovo a Paluzza con la “Cantata per il Cid”. La rassegna si realizza grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli, della Comunità di Montagna della Carnia, dei Comuni di Paluzza e di Sutrio e con il patrocinio di tutti i Comuni coinvolti. Tutti gli eventi sono a ingresso libero, fino a esaurimento dei posti disponibili. Programma dettagliato ww.vicinolontano.it

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OGGI E DOMANI – Continuano le molte collaborazioni che animeranno questa XXII edizione. Al Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani” torna “Porca vacca… quanti siamo!”, il percorso interattivo ed esperienziale che accompagna i più piccoli alla scoperta degli animali della fattoria. Nelle giornate di oggi e domani, dalle 10 alle 17, tantissime attività e laboratori tematici con gli esperti animeranno gli spazi esterni del Museo per avvicinare bambine e bambini al mondo degli animali e riscoprire tradizioni, usi e oggetti del passato che ne fanno parte. Protagonisti di questa edizione la mucca, la pecora, la gallina, il maiale, l’asino, l’ape, il cane da pastore, il coniglio, la capra. A Palazzo Frisacco sarà visitabile la mostra “Di tanti volti”, curata da Giovanna Durì e promossa dal Comune di Tolmezzo in collaborazione con PromoTurismoFVG e Museo Carnico delle Arti Popolari: sono trecento i volti di donna esposti, ritratti da oltre quaranta tra i più celebri autori dell’illustrazione contemporanea e affiancati da sette ritratti femminili del Settecento, delle collezioni del Museo Carnico. Torna inoltre “La Via della biodiversità” con laboratori sul Parco Naturale Dolomiti Friulane e Parco Naturale Prealpi Giulie e dimostrazioni di ARPA FVG su aria, acqua, suolo, rumore e cambiamento climatico. Novità di quest’anno, invece, sarà la “Via delle malghe”, con formaggi della Carnia e del Gaital e la mostra fotografica di Ulderica Da Pozzo dedicata ai malgari. Aperto anche il Caseificio Val But con l’antica latteria di Tolmezzo. In piazza Linussio, invece, i bambini potranno visitare la “Piccola fattoria” e cimentarsi nella mungitura delle mucche. In via Cavour la fotografia sarà protagonista con la rassegna “La montagna”.

BENEFICENZA IL 13 OTTOBRE – La rassegna si concluderà lunedì 13 ottobre con la pasta di beneficenza, che sarà ospitata in piazza XX Settembre, i cui fondi saranno devoluti a un’associazione locale impegnata nel sostegno delle persone in difficoltà.

Il Filo dei Sapori” kermesse ideata nel 2014 dalla Comunità di Montagna della Carnia con l’obiettivo di riportare l’attenzione sul ruolo dell’agricoltura e dell’agricoltore nel valorizzare e diffondere la ricchezza di un territorio. Una tre giorni che nel 2025 ha il patrocinio e il sostegno della Città di Tolmezzo, il sostegno di PromoTurismo FVG e Camera di Commercio Pordenone-Udine e la collaborazione di Confcommercio Udine, Cooperativa Cramars (INNOVALP), Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani, dell’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia e della Cooperativa Malghesi della Carnia e Val Canale, dell’APS Gruppo Shanghai.

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In copertina, una degustazione alla manifestazione enogastronomica.

“Palio das Cjarogiules”, a Paluzza domenica la Carnia celebra storia e tradizioni con gare combattutissime

La Carnia celebra ogni estate le proprie tradizioni con il “Palio das Cjarogiules”, che si tiene a metà agosto a Paluzza. Questa manifestazione rappresenta un’occasione, sentitissima, per ricordare e rivivere le proprie origini, attraverso il simbolo della “cjarogiule” (assale con ruote e timone) e della “louze” (slitta in legno), mezzi che erano utilizzati in passato per il trasporto di ogni bene di famiglia. Il loro uso nel tempo riflette l’antica fatica di questo popolo di montagna, che oggi è lieto di accogliere i visitatori e condividere con loro la sua storia e le sue tradizioni nella cornice di questi verdissimi e incontaminati monti del Friuli Venezia Giulia, al confine con l’Austria.


Quest’anno l’atteso weekend del “Palio das Cjarogiules” cade il 9 e 10 agosto e ha come sempre come momento clou l’accesissima gara che da 39 anni vede sfidarsi una quindicina di contrade in rappresentanza non solo delle frazioni del paese, ma anche del territorio limitrofo al Comune di Paluzza, in una combattutissima ed atletica corsa fatta, appunto, con gli antichi mezzi di trasporto tipici di queste montagne, appunto la “cjarogiule” e la “louze”. In programma domenica 10 a partire dalle 17, dopo la sfilata e la presentazione delle contrade, le sfide del Palio accendono la curiosità di tutti e invitano, inesorabilmente, a tifare per l’una o l’altra squadra. Ben cinque le disfide, a cui tutti partecipano con i tradizionali abiti contadini: alle donne viene richiesto di correre trascinando una cjarogiule carica di 15 kg di fieno (Palio del fen cu la cjarogiule), mentre gli uomini sono chiamati a tagliare porzioni circolari di tronco d’abete con il segaccio (Palio del seon), assemblare e caricare nel minor tempo possibile un carico di legna di 1 quintale sulla cjarogiule (Palio da Cjame), per assicurarsi la miglior posizione di partenza nel Palio vero e proprio. E c’è persino un mini-palio speciale per i bambini.
La festa prende il via già nella mattinata con la solenne Messa del Palio in Duomo seguita da una serie di piacevoli appuntamenti e attività, come il Mercatino di hobbistica Fatto a Mano e, dalle 15.00, l’esibizione degli Sbandieratori di Palmanova e di suonatori di tamburo. Immancabili i gustosi e genuini sapori della Carnia, protagonisti della rassegna gastronomica Golosets: Amôr di Contrada, che anima Paluzza nelle due giornate del Palio e che prende il via sabato alle 18:00. Nelle varie contrade sono allestiti chioschi con specialità tipiche che variano da contrada a contrada. E così si potranno gustare, fra le altre golosità, i tradizionali cjarsòns (tipici ravioli carnici con una molteplicità di ripieni), maltagliati con burro e ricotta affumicata, orzotto con i funghi, gnocchi ripieni di susine, spezzatino con polenta, formaggi di malga, polenta con capriolo e cervo, taglieri d’alpeggio, l’immancabile polenta e frico e i dessert d’un tempo, come gnocchi dolci, frittelle di mele o alle erbe, torte caserecce ecc. A fare da contorno alla rassegna gastronomica sono in programma fino a tarda notte musica ed eventi. Per i bambini, nelle due giornate, appuntamento con il Funny Time e l’esibizione di giocolieri, trampolieri, spettacoli di magia, giochi di legno di un tempo, spettacoli teatrali in friulano.
Organizzato dall’Associazione Culturale Giovins di Chenti di Paluzza, con il sostegno della Comunità di Montagna della Carnia e del Comune di Paluzza, il “Palio das Cjarogiules” rientra fra le attività di animazione del territorio previste dal Bando Borghi Pnrr “Il Bosco nel Borgo-Il Borgo nel Bosco”, un progetto di rigenerazione culturale e sociale che racconta il valore intrinseco del legno, portato avanti dai Comuni di Sutrio e Paluzza.

Informazioni:
Associazione Culturale Giovins di Chenti A.P.S.
www.paliodipaluzza.it

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In copertina e all’interno alcune bellissime immagini della passata edizione del Palio.

A Sutrio la “Festa dei Cjarsòns” bontà portabandiera della Carnia più tipica: invito a scoprire le ricette di dieci paesi

Con le erbe di primavera, con la ricotta, le uvette, la confettura di pere, con le patate ingentilite da mela e scorza di limone grattugiate e cannella, prezzemolo, menta e melissa, con i biscotti e la composta di albicocche e perfino con cacao dolce e amaro: sono una cinquantina le versioni dei “cjarsòns”, il più tipico piatto della Carnia, ed ogni vallata ne ha la sua versione. Non solo, anche ogni ristorante e ogni famiglia ha il suo piccolo segreto per preparare questa sorta di golosi ravioli dagli innumerevoli gusti, col comune denominatore del ripieno speziato e del condimento con burro fuso, una grattugiata di ricotta affumicata e spesso anche una spolverata di cannella. A questa golosa prelibatezza (un tempo il piatto della festa) Sutrio, antico borgo ai piedi del monte Zoncolan, dedica domenica 1 giugno la “Festa dei Cjarsòns”, divenuta ormai fra i più tradizionali e attesi appuntamenti primaverili del Friuli Venezia Giulia.


Dieci paesi, in rappresentanza di tutte le vallate della Carnia, proporranno ciascuno la propria ricetta tradizionale. Passeggiando fra una decina di isole di degustazione allestite negli angoli più caratteristici del paese, si potranno gustare e confrontare fra loro i sapori inconsueti di questo piatto e conoscere le diverse anime che caratterizzano un cibo che, pur avendo un’origine povera e popolare, è complesso e ricco d’ingredienti quanto un piatto di alta ristorazione. Si potranno così degustare “cjarsòns” salati o dolci, insaporiti da erbe primaverili o da piccole scaglie di cioccolato, con melissa e cipolla oppure con pere secche e carrube, accompagnati dai più pregiati vini di grandi aziende friulane selezionati per l’occasione. Oltre agli stand gastronomici, ci sarà un Mercatino con i prodotti del territorio, attività per bambini, musica dal vivo. La festa rientra nelle attività di animazione del territorio prevista dal Bando Borghi Pnrr “Il Bosco nel Borgo-Il Borgo nel Bosco”.
L’origine dei “cjarsòns” si perde nella notte dai tempi dei tempi ed è legata ai “cramârs”, i venditori ambulanti di spezie carnici che, dal ‘700, attraversavano a piedi le Alpi per vendere nei paesi germanici la loro preziosa ed esotica mercanzia acquistata a Venezia e riposta nella “crassigne”, una sorta di piccola cassettiera di legno che portavano a mo’ di zaino sulle spalle. Quando tornavano a casa, era festa grande e le donne preparavano i “cjarsòns”, ravioli con ripieno a base di ricotta impastata con una ricchissima varietà di ingredienti: spezie, frutta secca, uva sultanina, aromi orientali, erbe aromatiche…tutto quanto insomma rimaneva sul fondo dei cassetti della “crassigne”, perché nulla doveva andare sprecato.

Per informazioni:
Pro Loco Sutrio – Tel: 0433 778921 – www.prolocosutrio.com – prolocosutrio23@gmail.com
https://facebook.com/proloco.sutrio/ – https://www.instagram.com/proloco_sutrio/

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In copertina, i “cjarsòns” di Cabia; all’interno, altre immagini del piatto tipico della Carnia protagonista a Sutrio.

La Cantina di Ramuscello e San Vito rafforza la sua presenza in Carnia: nuova sede per la Bottega del Vino a Paluzza

La Cantina Produttori Ramuscello e San Vito rafforza la sua presenza in Carnia. A Paluzza, “La Bottega del Vino” ha infatti inaugurato la sua nuova sede in Via Nazionale 2 (ex bar Vanino), rinnovando il legame tra la titolare Federica Lalli, la Cantina pordenonese fondata nel 1959 e, appunto, il territorio carnico. Il locale, attivo sin dal 1925, si trova accanto all’ex Caserma degli Alpini dedicata a Maria Plozner Mentil, l’unica in Italia intitolata a una donna. Un luogo simbolico, profondamente radicato nella memoria della comunità. Era il 2021 quando la Cantina di Ramuscello e San Vito, confidando nelle potenzialità della Carnia, apriva “La Bottega del Vino” nel cuore di Paluzza. Posizionata lungo la direttrice del Passo di Monte Croce, la nuova “Bottega” si colloca in una zona strategica per i flussi turistici, in particolare quelli provenienti dall’Austria.


Ora, il nuovo spazio non è solo un punto vendita dei vini della Cantina cooperativa, ma anche luogo di degustazione dei prodotti tipici locali, come i formaggi del Caseificio Sociale Alto Bût e il prosciutto di San Daniele Dop firmato Testa & Molinaro. La struttura dispone di ampio parcheggio e di una zona esterna attrezzata con tavolini, ideale per momenti di sosta e convivialità. Attualmente è aperta dal martedì al sabato, con apertura domenicale in programma a breve.
Nel suo intervento durante l’inaugurazione, il vicepresidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Stefano Mazzolini, ha sottolineato l’importanza del grande lavoro fatto dalla Regione Fvg e dagli enti locali per la riapertura, in tempi record, della Strada Statale 52 bis, asse viario fondamentale per i collegamenti verso il passo e per l’intera economia locale. All’evento erano presenti anche il sindaco di Paluzza, Luca Scrignaro, il presidente della Cantina di Ramuscello, Gianluca Trevisan e, naturalmente, la padrona di casa, Federica Lalli.

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In copertina e all’interno due immagini del taglio del nastro avvenuto a Paluzza.

Quando la vitivinicoltura sale in montagna: a Forni di Sotto due giorni con i Piwi Wines e il “resistente” Solaris

di Giuseppe Longo

Il clima in questi ultimi decenni è molto cambiato, le temperature si sono elevate e la vitivinicoltura oggi è possibile anche in alta quota grazie all’impiego di nuovi vitigni – le varietà “resistenti”, ormai a livello internazionale conosciute come Piwi – che hanno cominciato a dare interessanti risposte a chi ha deciso di sperimentarli. Come è avvenuto, per esempio, in Carnia, con punto di riferimento Forni di Sotto, dove da alcuni anni è stata avviata con successo una importante sperimentazione, con l’impianto di alcune nuove varietà, tra le quali il Solaris. Ed è proprio su questa che ruoterà un ricco convegno che si articolerà nelle giornate del 3 e 4 maggio, dal titolo “Piwi Wines: uno sguardo alle prospettive globali partendo dal Solaris”. Regista dell’evento il dottor Roberto Baldovin, presidente della Rete di impresa “Adalt”, il quale anticipa che si tratterà di «un’opportunità senza precedenti per immergersi nel mondo affascinante dei vini “resistenti” con approfondimenti guidati da ospiti e relatori illustri». Baldovin è, infatti, il responsabile dell’intera operazione riguardante la viticoltura montana che ha beneficiato anche del determinante apporto dell’enologo Paolo Valdesolo. A ispirare il progetto è stata proprio la disponibilità di nuove varietà resistenti al freddo e alle malattie. Obiettivi? La riconversione di terreni agricoli incolti e la possibilità di offrire nuove opportunità di lavoro. Proprio fruendo di varietà resistenti agli attacchi fungini, e quindi in perfetta sintonia con l’esigenza di difendere l’ambiente richiedendo meno trattamenti, ma anche alle avversità climatiche, come appunto le basse temperature della montagna.

L’evento si terrà dunque, venerdì e sabato prossimi, proprio a Forni di Sotto «dove il vitigno Solaris – aggiunge Baldovin – ha raggiunto vette di eccellenza grazie alle
peculiarità di questa incantevole zona montana». Il programma della due giorni carnica promette sessioni tecniche coinvolgenti con produttori di vino, giornalisti e sommelier. Saranno inoltre proposte masterclass, degustazioni e due cene aperte al pubblico, arricchite dai piatti tipici della Carnia e dai vini Piwi. «Non mancate – aggiunge il tecnico – quest’occasione unica per scoprire, degustare e celebrare il mondo dei vini “resistenti”. Un percorso volto alla conoscenza dei Piwi dall’Italia e da tutta Europa: venerdì 3 maggio viaggeremo alla scoperta di vini ottenuti da diverse varietà resistenti, mentre sabato 4 maggio ci concentreremo sul Solaris».
Si comincerà, dunque, venerdì mattina, alle 9, nella sala Azzurra dell’auditorium fornese, mettendo subito a fuoco sfide ed opportunità nel mercato dei vitigni resistenti, la viticoltura montana, residuo zero e certificazioni, clima e malattie; quindi, nella seconda parte del convegno, si punterà l’obiettivo sulla sostenibilità della viticoltura in montagna, le tecniche di vinificazione, l’esperienza in Friuli Venezia Giulia, il profilo enologico delle qualità resistenti, i droni in vigneto. Nel pomeriggio sarà allestito un banco di degustazione con Piwi wines provenienti da tutta l’Europa, oltre a due masterclass: la prima con Mara Micolino (sommelier Ais) e Nicola Biasi (consulente enologo), dal titolo Viticoltura pioneristica: climi freddi e vitigni resistenti; la seconda sarà tenuta dai Vivai cooperativi Rauscedo per presentare le nuove varietà resistenti in fase di registrazione nazionale. La giornata sarà conclusa da una cena di gala con menu carnico a cura degli chef Daniele Cortiula e Fulvio De Santa, accompagnata da un’ampia degustazione di Piwi – ben dieci vini! – provenienti da tutta Europa. La loro degustazione sarà accompagnata dalla sommelier Ais Romina Orlando.


Sabato mattina invece, come detto, obiettivi puntati tutti sul vitigno Solaris con approfondimenti sul progetto Borgo Biologico e Biodistretto, nonché sulle sperimentazioni e su come perseguire la qualità, prospettive di un territorio in evoluzione con base appunto il Solaris in montagna. Quindi, condivisione di esperienze riportate da diverse delegazioni Piwi: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Polonia, Danimarca e Svezia. Nel pomeriggio il banco di degustazione, con Piwi wines provenienti da tutta l’Europa, si concentrerà soprattutto sul Solaris, vitigno che poi sarà oggetto di una masterclass che prevede anche l’assaggio di dieci vini provenienti da cinque territori diversi. Seguirà una masterclass tenuta dalla Fondazione “Edmund Mach” di San Michele all’Adige, in Trentino, per la presentazione di nuove varietà resistenti in fase di registrazione nazionale. Anche la seconda giornata sarà conclusa da una cena di gala con la degustazione di dieci Solaris provenienti da tutta l’Europa. Molto numerosi e qualificati i relatori, provenienti anche dall’estero, che si alterneranno nella due giorni sui vini d’alta quota, che saranno aperti dai saluti di Roberto Baldovin, presidente di Adalt, e Claudio Coradazzi, sindaco di Forni di Sotto, che parlerà a anche a nome della Comunità montana della Carnia.


Ricordiamo che la sperimentazione in atto rientra nel progetto Italia-Austria “Biovitis – Viticoltura biologica nelle regioni della Valc Canale, Gaital e Carnia (KGC)”, oggetto di una presentazione che si era tenuta a Tolmezzo, quando erano finiti sotto la lente d’ingrandimento i quattro vigneti montani, posti a quote altitudinali superiori ai 700 metri sul livello del mare, la salubrità delle loro uve, dei mosti e dei vini, attraverso lo studio delle percentuali di rame ed acido gluconico. Si era altresì analizzata la vitalità dei lieviti, per isolare eventuali nuovi ceppi resistenti proprio al freddo. «Il punto di partenza delle indagini – ci aveva riferito a suo tempo il dottor Baldovin, come detto responsabile della sperimentazione – sono i vigneti esistenti nell’area del progetto (uno a Forni di Sotto, uno a Malborghetto-Valbruna e due in Carinzia). Le aziende pioniere si sono affidate ai nuovi vitigni resistenti ai funghi (Piwi): queste varietà possono produrre rese stabili in quantità e qualità anche nelle elevate precipitazioni e nelle condizioni fresche della regione alpina». Nell’ambito del progetto, lo sviluppo e lo stato di salute di questi vigneti sono stati esaminati in modo più dettagliato e confrontati tra loro a livello transfrontaliero. Tra gli obiettivi, inoltre, la creazione di una mappa climatica viticola dell’intera area del progetto.
A partire dal 2015, si sono realizzati campi sperimentali, in particolare, a Drogne di Forni di Sotto (865 metri), nel Comune di Forni di Sopra, a Cella (900 metri) e a Pradàs (940) e perfino a Tavarons (1100!). Durante questi studi le viti sono state sottoposte anche a dure prove climatiche, come la gelata tardiva dell’aprile 2017 – che aveva causato gravi danni in tutto il Vigneto Fvg -, il Burian russo del febbraio 2018 seguito dalla tempesta Vaia di fine ottobre e delle piogge intensissime del novembre 2019. Sono stati impiegati otto vitigni resistenti diversi. Oltre ai citati Solaris e Soreli, Valnosia e Sauvignon Kretos, tutti bianchi, e i rossi Cabernet Cortis, Julius, Merlot Kanthus e Volturnis. Con Baldovin e Valdesolo collaborano al progetto Nicola Macrì (tutor agronomo) e Paolo Antoniali (analisi aromatiche ed isolamento lieviti). Sovrintende all’intera sperimentazione la citata Fondazione “Edmund Mach”.

Alla fine del 2022, i vini ottenuti dalle sperimentazioni in Carnia nelle ultime tre annate erano stati sottoposti a un’analisi tecnica e sensoriale nella sede dell’azienda vitivinicola “Pitars” a San Martino al Tagliamento, con un parterre di alto livello che ha visto la partecipazione di una quarantina tra ricercatori, esperti degustatori, agronomi, enologi, giornalisti ed imprenditori, con il dottor Alexander Morandell, presidente di Piwi International, organizzazione il cui acronimo sottintende appunto le “viti resistenti”. Oggetto di discussione e di analisi sensoriale i vini ottenuti dalle varietà Solaris e Soreli coltivate nei vigneti sperimentali impiantati a Forni di Sotto e a Forni di Sopra, con la comparazione delle ultime tre annate di entrambe le varietà. Ricordiamo, in particolare, che Solaris è stato registrato già nel 2013 al Ministero delle Politiche agricole ed ha un’alta resistenza al freddo (fino a -24 gradi), è caratterizzato da germogliamento tardivo e maturazione precoce, oltre che da un’alta resistenza alle principali malattie.
Un “pianeta” dunque tutto da esplorare, al fine di individuare le prospettive di un suo ulteriore sviluppo sulla base delle esperienze finora maturate. Tutte indicazioni che usciranno dall’importante convegno di Forni di Sotto, dove si aprirà questo nuovo capitolo sulla storia della vitivinicoltura friulana, ma anche italiana, europea e mondiale. Suggerito e incentivato proprio dal clima che è mutato e che pare possa cambiare ancora, anche abbastanza rapidamente.

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In copertina e all’interno la varietà resistente Solaris; infine, il dottor Roberto Baldovin e due immagini della degustazione con, oltre a Paolo Valdesolo che parla, anche Alexander Morandell e Claudio Coradazzi.

Nuovo rinvio per la festa del maiale: appuntamento a Sutrio il 24 marzo

Chi aveva messo in programma di fare domenica prossima una gita in Carnia, con tappa a Sutrio per la Festa del maiale, cancelli tutto. A causa delle cattive previsioni meteo “Fums, profums, salums”, già in programma per il 3 marzo e poi rinviata appunto al 10, è stata ulteriormente posticipata al 24 marzo, in coincidenza con la Domenica delle Palme. Questa tradizionale manifestazione è dedicata al maiale, il re della tavola in Carnia, che aveva un ruolo di assoluto rilievo nell’economia contadina di un tempo e, con i prelibati salumi ricavati dalle sue carni, ha oggi un posto in primo piano nella gastronomia. Antica e sapiente, l’attività dei norcini (i “purcitars”) si è tramandata da generazione a generazione e costituisce un vanto di questa terra, dove sono attive macellerie e piccoli laboratori artigianali che producono salumi di assoluta qualità.
Pertanto domenica 24 marzo Sutrio si trasformerà in laboratorio di sapori e profumi, dove si scopriranno e confronteranno fra loro i genuini salumi tipici di questi monti – salami, musét (cotechino), pancette, prosciutto crudo e altro ancora – e si gusteranno piatti della tradizione di cui sono ingrediente. Un goloso percorso tra le vie del paese, accompagnato da ricercati vini del Friuli Venezia Giulia e musica, porterà alla scoperta del gusto unico di salumi che si preparano ancor oggi secondo antiche ricette, tramandate da padre in figlio. Sarà un piacevole viaggio gastronomico in 9 tappe di degustazione proposte da vari paesi carnici, ospitate nei caratteristici cortili e sotto gli antichi porticati del paese. Durante tutta la giornata ci saranno dimostrazioni della lavorazione della carne di maiale nell’Ort di Sior Matie e attività per bambini nel cortile della scuola elementare. La festa rientra nelle attività di animazione del territorio prevista dal Bando Borghi Pnrr “Il Bosco nel Borgo-Il Borgo nel Bosco”.

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In copertina, la stagionatura degli insaccati sulle montagne della Carnia.

Il maltempo anche nel weekend fa rinviare a Sutrio (10 marzo) la tradizionale festa dedicata al maiale

A causa delle cattive previsioni meteo anche nel fine settimana, “Fums, profums, salums”, già in programma a Sutrio il 3 marzo, è stata rinviata a domenica 10 marzo. Questa festa tradizionale è dedicata al maiale (di cui non si buttava via niente), il re della tavola in Carnia, che aveva un ruolo di assoluto rilievo nell’economia contadina di un tempo e, con i prelibati salumi ricavati dalle sue carni, ha oggi un posto in primo piano nella gastronomia. Antica e sapiente, l’attività dei norcini (i “purcitars”) si è tramandata da generazione a generazione e costituisce un vanto di questa terra, dove sono attive macellerie e piccoli laboratori artigianali che producono salumi di assoluta qualità.
Domenica 10 marzo Sutrio si trasformerà in laboratorio di sapori e profumi, dove si scopriranno e confronteranno fra loro i genuini salumi tipici di questi monti – salami, musét (cotechino), pancette, prosciutto crudo e altro ancora – e si gusteranno piatti della tradizione di cui sono ingrediente. Un goloso percorso tra le vie del paese, accompagnato da ricercati vini del Friuli Venezia Giulia e musica, porterà alla scoperta del gusto unico di salumi che si preparano ancor oggi secondo antiche ricette, tramandate da padre in figlio. Sarà un piacevole viaggio gastronomico in 9 tappe di degustazione proposte da vari paesi carnici, ospitate nei caratteristici cortili e sotto gli antichi porticati del paese. Durante tutta la giornata ci saranno dimostrazioni della lavorazione della carne di maiale nell’Ort di Sior Matie e attività per bambini nel cortile della scuola elementare. La festa rientra nelle attività di animazione del territorio prevista dal Bando Borghi Pnrr “Il Bosco nel Borgo-Il Borgo nel Bosco”.

Concorso per il Miglior salame del Friuli Venezia Giulia e show-cooking – Aziende e macellerie di tutta la regione state invitate a concorrere per il titolo di Miglior salame del Friuli Venezia Giulia, individuato da una giuria di esperti. Nell’Ort di Sior Matie, nel cuore di Sutrio, sarà possibile degustare i loro prodotti e, nel pomeriggio, sarà proclamato il vincitore. La proclamazione farà seguito a uno show-cooking durante il quale gli chef Pietro Toffolo de Piante della Trattoria da Nando di Mortegliano e Giacomo della Pietra dell’Osteria da Alvise di Sutrio realizzeranno due piatti della tradizione norcina rivisitati in chiave moderna.

I segreti del fumo e dei “purcitars” – La varietà dei salumi in Carnia si è creata nel tempo grazie alle sue caratteristiche morfologiche: l’isolamento dovuto alle montagne e alle vie di comunicazione disagevoli ha fatto sì che quasi ogni paese avesse il proprio segreto nel prepararli. Caratteristica costante di questi salumi è l’affumicatura, nata per favorirne la stagionatura e la conservazione che, a seconda della zona, cambia per tempi, legni utilizzati e luoghi dove viene effettuata: modalità che, come tesori di famiglia, vengono custodite e tramandate, ancora oggi, di generazione in generazione. Precursori furono i Celti che, non conoscendo il sale, conservavano i prodotti con l’utilizzo di erbe aromatiche e fumo. Venendo a tempi più vicini, il salame veniva stagionato – come avviene in molti casi ancor oggi – nelle cantine. I “purcitars” – i norcini – venivano chiamati dalle famiglie per preparare i salumi ed ognuno di loro aveva una ricetta segreta per insaporire le carni. Perciò i salami hanno un sapore simile, ma mai uguale. Non solo gli ingredienti, ma anche il luogo di conservazione, incide sul sapore del prodotto finito, dato che ha un importante ruolo nel processo di maturazione.

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