Spilimbergo, “Giardini Aperti” oggi all’Istituto Agrario Il Tagliamento

“Giardini Aperti” oggi all’Istituto superiore “Il Tagliamento” a Spilimbergo. L’Istituto, immerso nella natura vicino al fiume, oltre all’agrario, include l’indirizzo meccanico, informatico e turistico. Dispone di un’azienda agricola dove gli studenti, insieme con i tecnici e gli utenti della Uet, coltivano piante ornamentali e orticole, un meleto e un vigneto. Curano anche il Giardino botanico, costituito da più di 60 specie arboree ed arbustive diverse e più di 100 varietà di rose tra antiche e moderne.

Nell’ambito del progetto Psr “Paîs di rustic Amour”, “Il Tagliamento” organizza iniziative per avvicinare l’uomo al paesaggio inteso non solo come un ambiente naturale, ma soprattutto culturale. Anche per questo, ogni anno, dalla primavera 2015 partecipa alla manifestazione regionale “Giardini Aperti”, organizzando visite guidate condotte dagli studenti, all’interno del roseto e del giardino botanico che si terranno a partire dalle ore 10 ogni ora fino alle 17. Un’occasione eccezionale per visitare un ricco giardino solitamente non aperto al pubblico e concludere con il percorso sensoriale “A piedi nudi nel Parco”, realizzato dagli utenti della Unità Educativa Territoriale che se ne prendono cura e dagli studenti dell’Istituto agrario, all’interno dell’ampio progetto di inclusione e di agricoltura sociale.
L’edizione di quest’anno vede delle importanti novità. L’evento è stato interamente riprogettato dagli studenti dell’indirizzo turistico che sono stati formati grazie all’intervento progettuale della Camera di Commercio di Pordenone Udine e grazie ad un Pon Digital Marketing, che hanno dato loro gli strumenti per organizzare e gestire un evento e di promuoverlo attraverso i social media.
Durante l’arco della giornata ci saranno delle occasioni per conoscere alcuni autori del territorio e libri tematici: “ti racconto un albero”, con testi raccolti dalla professoressa Aprilis e illustrazioni di Daniele Moro, grafica e stampa realizzata grazie alla collaborazione con Ecomuseo Lis Aganis; “L’Atlante gastronomico dei prodotti regionali”, a cura di Gianna Buongiorno della Condotta Slow Food del Pordenonese, che ci condurrà anche in una gustosa degustazione dei presìdi territoriali; Il libro nato dall’approfondimento da parte degli studenti del professor Massaro di figure storiche come Italo Cosmo ed infine, dal desiderio dell’Istituto di aprirsi al territorio, ci sarà alle ore 16.30 l’intervento di Lorenzo Cardin e Paola Dalle Molle per la presentazione del libro “Quattro passi insieme. Percorsi in Friuli Occidentale, sostenibilità e donne che hanno aperto la strada”.
“Giardini Aperti” sarà inoltre l’occasione per inaugurare il microbirrificio, realizzato grazie ai fondi che ogni anno la Regione Fvg stanzia per ammodernare le aziende agricole degli Istituti agrari del Friuli Venezia Giulia; conoscere il progetto Pulchra, nato per avvicinare la scienza alle persone e per sensibilizzare ai problemi ambientali, che coinvolge 50 scuole in tutta Europa, tra cui Il Tagliamento ed altri istituti della regione coordinati dalla professoressa Sigura dell’Università di Udine e degustare alcuni prodotti dei presidi Slow food del Fvg.
L’Istituto aspetta quindi tutti dalle 10, con l’inaugurazione della Aiuola Della Pace, realizzata per celebrare i 25 anni di fax for peace, ma che ha assunto un significato particolare visto i tempi di guerra che purtroppo stiamo vivendo. A chiusura di questa splendida giornata, intervallata da momenti musicali a sorpresa, il pubblico potrà vedere in anteprima delle scenette teatrali della compagnia teatrale “i Libanimonni”, tratto dalla commedia di Aristofane “Le Rane”.

Per consultare il programma della giornata potete visitare il sito della scuola
https://www.isspilimbergo.edu.it/pagine/descrizione-azienda
e la pagina facebook
@ IIS Il Tagliamento
e instagram
@iltagliamento

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In copertina e all’interno immagini del bellissimo giardino dell’Istituto.

 

Sipario sulla Sagra del vino di Casarsa: bilancio ottimo e si guarda già al 2023

Tempo di bilanci, ottimi, alla Sagra del Vino di Casarsa – organizzata da Pro Loco, Comune e Cantina La Delizia – che lunedì 2 maggio ha concluso undici giorni di festeggiamenti con una sessantina di eventi in programma. Ora inizia già il cammino di avvicinamento alle 75ma edizione. Come evento conclusivo si è tenuta Aperisagra, apprezzata esibizione dei dj locali. Sempre l’ultimo giorno, ai bimbi rifugiati (ucraini ma non solo) dalla Pro Loco e dai gestori del Luna park è stata offerta una serata speciale in cui hanno avuto accesso gratuitamente alle attrazioni.

Gli spumanti di Filari di Bolle.

Antonio Tesolin (Pro Casarsa)

«Un gesto – ha commentato Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa – che fa eco a quello dei Comuni di Casarsa e Valvasone Arzene, e Camera di Commercio di Pordenone-Udine realizzato sempre durante la Sagra con una cena offerta ai chioschi. Due iniziative per cercare di donare un momento di serenità a questi bimbi e alle loro famiglie. Una bella iniziativa che ha coronato una 74ma edizione della Sagra del Vino, la prima della ripartenza dopo l’emergenza sanitaria, davvero positiva».
Non solo nei weekend e feste del 25 aprile e 1° maggio la Sagra del Vino ha attratto visitatori, ma anche nei giorni della settimana. «Il segreto di questo successo? L’aver puntato – aggiunge Tesolin – su famiglie, proposte popolari e anche orientate ai giovani, che hanno potuto così tornare a festeggiare dopo due anni. In più un’ottica alla sostenibilità ambientale oltre che alle eccellenze enogastronomiche e culturali del territorio. Il tutto cercando di dare occasioni di svago e serenità. Grazie a tutti i volontari che hanno reso possibile ancora una volta la magia della Sagra del Vino: l’intero paese è protagonista della manifestazione e questa è una delle altre motivazioni del successo».
La Sagra del Vino è stata organizzata da Pro Casarsa della Delizia Aps – Città di Casarsa della Delizia – Viticoltori Friulani La Delizia. Gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Promoturismo FVG – Strada vino e Sapori Friuli Venezia Giulia e dei main sponsor Coop Casarsa e Friulovest Banca. In collaborazione con Associazione nazionale Città del Vino, Camera di commercio Pordenone-Udine, Comitato del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia. La manifestazione gode del marchio di Sagra di Qualità dell’Unpli nazionale, del marchio Ecofesta per l’attenzione alla sostenibilità.

Bravi volontari e belle attrazioni.

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In copertina, successo anche per la marcia che si è snodata tra i vigneti in piena ripresa.

 

 

 

A Cordenons il “Salotto dell’asparago” eccellenza (750 quintali) dei Magredi

Fino a domani, 25 aprile, Cordenons ospita il “Salotto dell’asparago”, un evento realizzato assieme alla Pro Cordenons e alla Camera di commercio di Pordenone Udine – Azienda Speciale ConCentro giunto alla sua terza edizione. All’inaugurazione tra gli stand di piazza della Vittoria c’era anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, che ha indicato nell’asparago cordenonese uno dei prodotti d’eccellenza del territorio inserito in una filiera sostenibile che include la trasformazione, la promozione e la ristorazione.
Proprio la presenza di ristoratori di qualità è indicata dalla Regione Fvg come uno dei valori aggiunti essenziali per far conoscere e apprezzare i prodotti locali e inserirli nella variegata offerta turistica del territorio che in quest’area include la bellezza tipica dei Magredi. L’asparago di Cordenons si fregia di una denominazione comunale (Be.Co.), estesa anche alla trota iridea e alle nocciole, una produzione cresciuta molto negli ultimi anni. La produzione di asparago bianco cordenonese conta 15 ettari di coltivazioni per 750 quintali l’anno prodotti.
Per la Regione, che sta puntando sul marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”, comunicare il valore del prodotto e dell’area in cui è realizzato è il primo passo per creare le condizioni di attrazione e riconoscibilità del marchio stesso. Condizioni che poggiano sulla sostenibilità sia dal punto di vista ambientale, sia economico e sociale; uno dei tasselli della filiera “Io Sono Fvg” si fonda infatti sulla rete di distributori locali e sulla garanzia di una giusta remunerazione ai produttori.
Il salotto dell’asparago è stato definito un’iniziativa esperenziale di promozione dei prodotti tipici perché offre la possibilità di assaporare l’asparago nelle tante declinazioni culinarie presenti tra gli stand espositivi. Sono previsti anche tour gratuiti per il pubblico nelle asparagiaie per raccogliere gli ortaggi, continuando poi con visite guidate ai Magredi e alle risorgive del fiume Noncello. Tutti i video promozionali dell’evento sono stati realizzati dagli studenti del Liceo artistico cittadino “Galvani” nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro con la Camera di commercio.

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In copertina, mazzi con gli asparagi bianchi di Cordenons. (Foto Arc Savi)

Torna da oggi a Pordenone “Art and Food” con degustazioni, libri e visite

Un originale intreccio e dialogo tra il mondo del food e la cultura, in tutte le sue espressioni: torna da oggi a domenica 3 ottobre Pordenone “Art and Food”, il festival di arte ed enogastronomia nato dalla collaborazione fra Comune di Pordenone, ConCentro – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, PromoturismoFvg e con il coinvolgimento di Sviluppo e Territorio. Anche per questa sua seconda edizione, il festival si avvale della collaborazione di Fondazione Pordenonelegge: nella giornata di domenica 3 ottobre alla Loggia del Municipio (in caso di maltempo a Palazzo Badini) tre appuntamenti con i libri e con gli autori alla scoperta del territorio, di sapori, di ricette e tradizioni. Protagonisti con i loro libri saranno Sandro Bottega, Giosuè Chiaradia, Paola Dalle Molle, Lorenzo Cardin ed Elisa Cozzarini.

Si inizia domenica 3 ottobre, alle ore 12, con l’incontro con Sandro Bottega, della storica famiglia di produttori di vini e distillati, che presenta “I 100 piatti del Prosecco” (Mondadori Electa 2020), in dialogo con Gianna Buongiorno. Un viaggio attraverso una tradizione culinaria che ha saputo combinare quello che la natura offre spontaneamente con i prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento, dando vita a una cucina creativa fatta di abbinamenti e contaminazioni di sapori e profumi e di nuove modalità di cottura, sempre all’insegna della semplicità e della genuinità. Orgoglioso dell’enogastronomia, del paesaggio, della tecnologia e del patrimonio artistico della sua terra, Sandro Bottega ha voluto rendere omaggio alle genti schiette e laboriose che la abitano e che ne hanno creato e ne custodiscono la cultura.

Si prosegue nel pomeriggio, alle 16, sempre alla Loggia del Municipio di Pordenone, con “Salvia e rosmarino. Alimentazione tradizionale in Friuli”: incontro con Giosuè Chiaradia, studioso appassionato di storia e tradizioni popolari e di alimentazione legata al territorio, autore del libro edito da Forum Edizioni, in dialogo con Enos Costantini, agronomo, docente, studioso, noto per la sua partecipazione alla rubrica radiofonica domenicale “Vita nei campi”. Salvia e rosmarino: quando l’alimentazione seguiva i ritmi stagionali e i cibi erano prevalentemente prodotti locali. Questo volume presenta un’articolata ricerca etnografica, condotta negli anni ’60 e ‘70 del secolo scorso, a cui hanno contribuito diverse decine di informatori sparsi in tutto il Friuli Occidentale. È un libro di “cucina applicata”, applicata alla storia.

Ultimo appuntamento della giornata, alle ore 18: “Due guide per raccontare una città”, incontro con Paola Dalle Molle, Lorenzo Cardin, Elisa Cozzarini e Lorenza Stroppa, moderati da Marianna Maiorino. Voci e sguardi diversi per raccontare, scoprire e riscoprire Pordenone attraverso due nuove guide, curiose e ricche di spunti inediti.
Paola Dalle Molle e Lorenzo Cardin sono gli autori di “Camminare a Pordenone, 17+1 itinerari per trasformare il nostro mondo” (Studio associato Comunicare, 2021), 18 itinerari pedonali nella città di Pordenone e nei suoi dintorni. Itinerari che attraversano parchi, strade di campagna e vie cittadine, con la descrizione tecnica del percorso con l’indicazione delle difficoltà, delle possibilità di fruizione, nonché punti di sosta/ristoro, informazioni, storie e curiosità che vi si incontrano. Gli itinerari sono 17 + 1 poiché ciascuno di essi è correlato ai 17 Obiettivi dell’Agenda Onu per lo Sviluppo Sostenibile. Il 18esimo obiettivo è quello di conoscere e amare Pordenone: questo itinerario si conclude sotto al campanile di San Marco. “Pordenone, una guida” (Libreria editrice Odòs, 2020) è lo sguardo di una insider – Elisa Cozzarini – per una guida contemporanea al meglio di Pordenone. Otto passeggiate lente tra arte, storia, acqua, cultura, buon cibo e con l’anima a posto. Nella guida svelano i loro luoghi del cuore di Pordenone: Tullio Avoledo, Eva Poles, gli organizzatori di pordenonelegge, Lorenza Stroppa e Teho Teardo. “Ho scritto Pordenone una guida –  racconta l’autrice – perché esplorare i luoghi è ciò che più mi appassiona. Ma questa volta c’era una difficoltà: imparare a raccontare un posto che credevo di conoscere. Spero di essere riuscita a trasferire un po’ del mio stupore a lettori e viaggiatori”.

Appuntamento dunque con i libri e gli autori, domenica 3 ottobre a Pordenone Art and Food. Tutte le info per partecipare agli incontri e per prenotare: http://www.pordenonewithlove.it/it/evento/pordenone-art-and-food-2-edizione
Prenotazioni anche direttamente alla Loggia del Municipio (in caso di maltempo a Palazzo Badini) entro 20 minuti dall’inizio e fino a esaurimento dei posti.

Nasce il Mercato agricolo dello Stella: da oggi prodotti di qualità a Km zero

di Silvio Bini

A Palazzolo dello Stella oggi debutta il nuovo mercato agricolo del territorio. Un accordo fra il Comune e diversi produttori agricoli della bassa Riviera friulana consente infatti di dare vita a un secondo mercato settimanale, che si terrà, a partire da oggi 19 giugno, tutti i fine settimana, ospitato nel parcheggio antistante la Sr 14. Seguirà, quindi, il tradizionale mercato del venerdì, che, nel centro storico del capoluogo, si svolge regolarmente fin dai primi anni del dopoguerra.
Insomma, Palazzolo raddoppia, sperando di rilanciare la voglia di acquistare in loco dei concittadini. All’iniziativa commerciale, ideata dal Comune, attraverso l’impegno dell’assessore all’agricoltura e attività produttive, Gabriele Varotto, ha aderito per ora una decina di aziende locali e dei paesi vicini, per un’offerta di prodotti ortofrutticoli a km zero e anche di coltivazioni di speciale qualità del territorio.
All’inaugurazione, che stamane avrà luogo alle 11, il sindaco Franco D’Altilia ha invitato l’assessore regionale Sergio Bini, il consigliere regionale Mauro Bordin, i sindaci dei Comuni limitrofi, le rappresentanze delle Federazioni agricole, della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, delle associazioni di categoria e, naturalmente, tutti i cittadini. Il Mercato agricolo dello Stella nasce così, mentre si spera nella fine della pandemia e nel rilancio delle attività, in una nuova prospettiva per un commercio di qualità e di freschezza, legato, ove possibile, alla produzione della zona.

Degustare i vini? Si può anche… online. A Buttrio nella Fiera che ora riparte

A Buttrio debutta la degustazione dei vini… online! “Regina di Cuori” e “Re di Coppe” sono, infatti, i nomi suggestivi per le due degustazioni guidate che la Fiera regionale dei vini e la Guida Vinibuoni d’Italia del Touring Club Italiano hanno deciso di organizzare il 20 giugno a Villa di Toppo Florio, sede della storica manifestazione organizzata per il prossimo fine settimana dalla Pro Loco Buri assieme al Comune di Buttrio, membro delle Città del Vino e al Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia. Il tutto con il sostegno di Fondazione Friuli, Camera di Commercio di Pordenone Udine, CiviBank e Vitis Rauscedo.
Novità di questa edizione, appunto, il fatto che, oltre alle persone in presenza che si saranno prenotate, potranno partecipare pure quelle iscrittesi online, le quali potranno assaggiare i vini in diretta grazie a un innovativo sistema ideato dagli organizzatori. Infatti, iscrivendosi al costo di 20 euro si riceverà a casa un box con i 4 vini che saranno degustati in ogni evento, in comode bottiglie da 50 cl. “Un modo – spiegano dalla Fiera – per ampliare la platea di partecipanti oltre al numero in presenza fissato dalle norme anti contagio. Sarà il nostro speciale modo per brindare alla ripartenza”.

“Re di Coppe” (Villa di Toppo Florio domenica 20 giugno ore 11.30-13.00) è dedicato ai vini bianchi autoctoni nazionali: saranno degustati Le Caniette Offida Docg Pecorino Io sono Gaia non sono Lucrezia 2018; Pietradolce Terre Siciliane Igt Carricante Pietradolce Sant’Andrea 2017; Ca’ Lojera Lugana Doc Riserva del Lupo 2017; Cantina Sant’Andrea; Moscato di Terracina Doc Secco Hum 2018.
“Regina di Cuori” (Villa di Toppo Florio domenica 20 giugno ore 18.30-20) è dedicata ai vini rossi autoctoni nazionali: saranno degustati Marsetti Alberto Valtellina Superiore Docg Le Prudenze 2016; Buglioni Amarone della Valpolicella Docg Classico Il Lussurioso 2016; Arnaldo Caprai Montefalco Sagrantino Docg Collepiano 2016; Silvio Grasso Barolo Docg Annunziata Vigna Plicotti 2016.
Info e prenotazioni: telefono +39 0432 673511, email proloco@buri.it – info@buri.it o il link che si trova su www.buri.it

In questo modo la Fiera regionale dei vini di Buttrio si conferma, grazie alla consolidata partnership con Vinibuoni d’Italia, per un fine settimana “capitale” dei vini autoctoni di qualità. Oltre cento tra i vini autoctoni nazionali che hanno ottenuto le ambite Corone della guida del Touring Club Italiano saranno poi protagonisti nel banco degustazione della cena di anteprima che si terrà al Vagabondo Resort di Buttrio venerdì 17 giugno, alle 20, abbinati a piatti di qualità con materie prime del Friuli Venezia Giulia, valorizzate dalla Strada dei vini e dei Sapori #tastefvg. Inoltre, speciali brindisi con Prosecco Doc Rosè del Consorzio Prosecco Doc e Moscato d’Asti Docg del Consorzio Asti e Moscato d’Asti Docg. Costo 38 euro, prenotazioni proloco@buri.it e ilvagabondoresort@gmail.com

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In copertina e all’interno le bottiglie delle due categorie riservate alla innovativa degustazione online.

 

Chef con tanta voglia di ripartire nel capitolo 2 della “Nuova cucina Fvg”

di Giuseppe Longo

UDINE – Ma che bravi! Sì, bisogna dirlo, perché quasi un anno e mezzo di pandemia e uno stop forzato delle attività, per gran parte dei mesi più acuti dell’emergenza sanitaria, con danni enormi, non sono riusciti a spegnere il loro entusiasmo. Spente invece le cucine, hanno approfittato per progettare la ripartenza, quella che è finalmente arrivata con la tanto sospirata “zona bianca”. Insomma, da bravi friulani, senza piangersi addosso, hanno fatto come era avvenuto dopo il terremoto di 45 anni fa: pensare fin da subito come rimettersi in moto. Ed eccoci, allora, al secondo capitolo di quell’affascinante libro cominciato a scrivere l’anno scorso, quando si pensava che il Coronavirus fosse già archiviato («andrà tutto bene», ricordate?) e che è stato intitolato “Friuli Venezia Giulia, la nuova cucina”. Gli scrittori sono gli chef di Fvg Via dei Sapori, il consorzio della buona tavola che in vent’anni di appassionato lavoro, sotto la guida di Walter Filiputti, si sono messi in evidenza e fatti apprezzare per una lunga serie di cene-spettacolo – mitiche quelle sul Lungomare di Grado e al Castello di Spessa! -, ma non solo. E ora ecco, appunto, la seconda puntata, fatta di dieci serate tra fine giugno e luglio, che sarà seguita da una terza (e conclusiva), ma probabilmente non subito dopo questa.

Walter Filiputti e Massimiliano Sabinot ieri al Vitello d’Oro.


Un nuovo capitolo, dunque, che si differenzia dal primo dispiegatosi nello scorso autunno – ma che poi negli ultimi appuntamenti ha dovuto purtroppo fare i conti con il riaffacciarsi dell’implacabile Covid-19 -, perché, pur contando sull’innovazione, punta sul recupero della tradizione attraverso una sua attenta “rilettura”: una volontà spiegata dalle radici disegnate sul logo in mezzo a quel cerchio che significa perfezione. Perché non bisogna mai disperdere il ricco patrimonio di conoscenze di cui la nostra terra è portatrice. L’ha spiegato bene lo stesso Filiputti nel corso della presentazione ufficiale dell’iniziativa, avvenuta ieri allo scoccare del mezzogiorno nel cortiletto del Vitello d’Oro, nel cuore di Udine: l’ora giusta per assaporare poi alcune sfiziosità di “nuovo conio” uscite dalle rinnovate cucine del locale guidato da Massimiliano Sabinot.

Prosegue, dunque, il lavoro di ricerca e sperimentazione di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori – ricordiamo che ai 22 “top restaurant” della regione si affiancano quasi cinquanta partner fra vignaioli, distillatori e artigiani del gusto – che pure in questa occasione coinvolgerà una ventina di locali emergenti della regione, quelli che erano già stati chiamati “Nuovi Amici” e nei quali il gruppo storico crede e fonda le speranze per un rilancio in grande stile della nostra ristorazione che, è bene ribadirlo, non teme confronti.
Così, dopo aver creato nel 2020 piatti d’avanguardia, anche quest’anno si torna alla cucina contemporanea, ma appunto per rileggere la tradizione. «Passiamo dal laboratorio all’atelier di alta moda – ha spiegato Filiputti -. L’intenzione del consorzio di coinvolgere il maggior numero di soggetti e attori possibili si è concretizzata con soddisfazione: la rete dei partecipanti conta ora 86 soggetti, di cui metà ristoratori, oltre alle istituzioni (Regione Fvg, PromoturismoFvg, Camera di Commercio di Pordenone-Udine), che ringraziamo per aver creduto e appoggiato il nostro progetto».
Come detto, la Nuova Cucina Capitolo 2 si articolerà in 10 serate, uniche e speciali, che si svolgeranno in altrettanti locali associati a Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, con l’eccezione di Trieste, dove la serata sarà ambientata sul mare, ospitata da un ristoratore Amico. Le serate si terranno il martedì e il giovedì, dal 29 giugno al 29 luglio. Insomma, un mese esatto di alta gastronomia.


Protagonisti ogni volta saranno quattro chef (due del consorzio e due dei locali emergenti) che, confrontandosi e lavorando insieme, hanno creato un menu assolutamente inedito. Un menu importante di sei portate, che prenderà in via con uno speciale benvenuto della cucina creato a otto mani, a cui seguiranno uno o due antipasti, uno o due primi, il secondo e il dolce. Il tutto sarà arricchito da raffinate squisitezze dei partner del progetto: dalla selezione dei vini in abbinamento (saranno oltre cinquanta, cinque per ogni serata, oltre ai dolci), ai distillati che accompagneranno i dessert creati non solo dagli chef dei ristoratori, ma anche da maestri pasticcieri e cioccolatai della nostra regione. La prenotazione alle cene è obbligatoria e va fatta – hanno ricordato Filiputti e Sabinot – direttamente ai ristoranti. I menu e tutte le informazioni su www.fvg-lanuovacucina.it, dove si sono raccontati tutti gli attori di questa nuova esperienza che attinge a quanto di meglio offre il Made in Fvg.
Le ricette che verranno presentate nel corso delle serate sono tutte originali e pensate appositamente per questa nuova serie di eventi. E così gli ospiti potranno gustare la tradizione “riletta”, come si diceva, dai ristoratori del consorzio e dai loro Nuovi Amici. I piatti, però, non saranno una “sorpresa” come era avvenuto nella prima parte della manifestazione, bensì saranno presentati in anticipo, per cui ognuno saprà prima di prenotare cosa lo aspetterà a tavola. Diversi i percorsi intrapresi da ogni chef e assolutamente interessanti le soluzioni proposte. Alcuni sono partiti dai prodotti del Friuli Venezia Giulia, trasformando un ingrediente tradizionale in modo completamente diverso dal solito (molto promettente la originalissima “mela” pensata proprio da Massimiliano Sabinot). Altri hanno interpretato un piatto storico in uno più attuale, pur continuando a ricorrere agli stessi ingredienti. Altri ancora hanno utilizzato le tecniche moderne per esaltare, alleggerire, riammodernare le ricette tradizionali. «Fine comune – ha aggiunto il leader di Fvg Via dei Sapori – è stato sublimare la tradizione, esaltando i gusti attraverso una nuova visione dei piatti».
Vi par poco? Certamente no, saranno dieci appuntamenti tutti da ricordare. E le cene-spettacolo di cui facevamo cenno all’inizio? Troppo presto per riparlare di queste iniziative, tutte di grosso richiamo. «Per ora è rischioso pensare anche a questo: bisogna che la situazione si normalizzi», ha osservato Walter Filiputti. Come dargli torto. Per cui se ne riparlerà il prossimo anno, quando verosimilmente prenderà corpo anche il terzo capitolo del libro “Friuli Venezia Giulia, la nuova cucina”. Per ora godiamoci il presente, cioè il ritorno in scena di questi bravissimi chef per troppo a lungo rimasti fermi (o quasi, perché l’asporto o il delivery che dir si voglia non rappresenta di certo una soluzione accettabile in tempo di lockdown) e che hanno tanta voglia di ripartire e di tornarci a stupire.

Il calendario

29 giugno – Da Nando (Mortegliano)
assieme agli chef di: Ai Fiori, La Bonteca, Pura Follia

1 luglio – Lokanda Devetak (San Michele del Carso)
assieme agli chef di: Al Carnia, AB Osteria Contemporanea, Darsena

6 luglio – La Taverna (Colloredo di Montalbano)
assieme agli chef di: La Torre, Antica Ghiacceretta, Osteria Dvor

8 luglio – Al Grop (Tavagnacco)
assieme agli chef di: Tavernetta All’Androna, Caffetteria Torinese, Alla Casasola

13 luglio – Vitello d’Oro (Udine)
assieme agli chef di: Mondschein, Enoteca di Buttrio, Hostaria la Tavernetta

15 luglio – Ai Tre Merli (Trieste)
assieme agli chef di: Al Gallo, La Buteghe di Pierute, San Michele

20 luglio – Al Paradiso (Pocenia)
assieme agli chef di: Ristorante Ilija, La Pigna, La Luna

22 luglio – Costantini (Collalto di Tarcento)
assieme agli chef di: Al Ponte, 1883 Restaurant&Rooms, Il Piron dal Re

27 luglio – La Subida (Cormons)
assieme agli chef di: La Torre, Barcaneta, Da Alvise

29 luglio – Ristorante Ilija (Tarvisio)
assieme agli chef di: Da Toni, Sal de Mar, Valeria 1904

LA RETE DI
“FRIULI VENEZIA GIULIA, LA NUOVA CUCINA”
CAPITOLO 2

Ristoratori di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori (www.friuliviadeisapori.it)

Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca d’Isonzo, All’Androna di Grado, Campiello di S. Giovanni al Natisone, Carnia di Venzone, Costantini di Tarcento, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta, Ristorante Ilija di Tarvisio, La Subida di Cormòns, La Taverna di Colloredo di M.Albano, La Torre di Spilimbergo, Lokanda Devetak di San Michele del Carso, Mondschein di Sappada, Vitello d’Oro di Udine.

Nuovi Amici

Sono 21 i ristoranti emergenti che sono stati selezionati per partecipare al progetto. Rappresentativi delle aree regionali, contribuiscono con le proprie ricette e il coinvolgimento nella comunicazione del progetto a lanciare il messaggio della Nuova Cucina.

1883 Restaurant & Rooms di Cervignano del Friuli, AB Osteria Contemporanea di Lavariano di Mortegliano, Caffetteria Torinese di Palmanova, Alla Casasola di Maniago, Alla Luna a Gorizia, Antica Ghiacceretta di Trieste, Barcaneta di Marano Lagunare, Bonteca di Cordenons, Da Alvise a Sutrio, Valeria 1904 di Trieste, Darsena a San Giorgio di Nogaro, Dvor di S.Floriano del Collio, Enoteca di Buttrio, Hostaria La Tavernetta di Udine, Il Piron Dal Re di Codroipo, La Buteghe di Pierute di Illegio, La Pigna di Lignano Sabbiadoro, Pura Follia di Givigliana Rigolato, Sal De Mar di Muggia, San Michele di Fagagna, Tre Merli di Trieste.

Al percorso gastronomico dei 39 ristoranti si affiancano anche vignaioli e distillerie, eccellenze nel settore agroalimentare e artigiani del gusto: insieme, il gruppo è il portabandiera di quanto di meglio offre a tavola il Friuli Venezia Giulia.

21 vignaioli e 1 distillatore

Albino Armani, Castello di Spessa, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Jermann, Livio Felluga, Livon, Marco Felluga, Nero Magis, Petrussa, Picech, Princic, Ronco delle Betulle, Sirch, Venica&Venica, Vistorta, Zidarich. Nonino Distillatori.

19 artigiani del gusto con produzioni di eccellenza

La pasta artigianale Macino di Roberto Franzin di Aquileia; le confetture e i salumi dell’azienda agricola Devetak Sara; il prosciutto crudo di San Daniele di DOK Dall’Ava; il prosciutto cotto e gli insaccati di Dentesano; le golosità a base di trota di FriulTrota di San Daniele; i salumi d’oca e i prodotti di Jolanda de Colò di Palmanova; i formaggi e i prodotti della Latteria di Cividale e Valli del Natisone; i formaggi del Consorzio Montasio; i conigli allevati all’aperto di Coniglionatura di Precenicco; il pregiato pesce della vallicoltura Valle del Lovo di Carlino; le farine e il baccalà del Mulino Zoratto di Codroipo; i tartufi di Muzzana Amatori Tartufi; i pani e i dolci del Forno di Rizzo di Tarcento; la gubana de L’Antica ricetta di Cormòns; i dolci della Pasticceria Simeoni di Udine; i dolci e i cioccolati delle Pasticcerie Mosaico e Cocambo di Aquileia; i dolci e le torte della Pasticceria Maritani di Monfalcone e Staranzano; il caffè di Oro Caffè di Udine; l’Aceto Sirk; l’alga Spirulina dell’azienda agricola Spiruline di Cormòns.

6 partner tecnici

Bliz Concessionaria Peugeot di Tavagnacco, Globus di Pavia di Udine, Lis Lavanderia di San Vito al Tagliamento, Monaco Ristorazione di Udine, Publicad di Udine, Soplaya di Udine.

Il progetto La Nuova Cucina vede la collaborazione di Regione FVG, PromoTurismo FVG, Camera di Commercio di Pordenone-Udine.

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In copertina, il logo con le radici simbolo della cucina ancorata alla tradizione ma aperta al nuovo.

A Povoletto una viticoltura di pregio che merita d’essere sostenuta e valorizzata

(g.l.) Nell’ambito dei Colli orientali del Friuli, denominazione di origine controllata che nel 2020 ha tagliato il traguardo di mezzo secolo di vita, un posto di assoluto rilievo, non solo per la qualità dei prodotti ma anche per la bellezza paesaggistica dei luoghi, è giustamente occupato da Povoletto, in particolare con le splendide colline di Savorgnano del Torre, ma anche con le sottostanti aree viticole di Ravosa, Marsure e Bellazoia. Quello del vino è, infatti, il fiore all’occhiello delle produzioni del vasto territorio comunale che dalle porte di Udine si estende fino a Nimis. Copre un’area di circa 200 ettari, con una produzione di oltre 1,5 milioni di bottiglie, tutte di riconosciuto pregio. Tanto che l’amministrazione civica guidata dal sindaco Giuliano Castenetto ha voluto premiare queste eccellenze supportando il settore con la richiesta di aderire al circuito delle Città del Vino. L’obiettivo dell’Associazione nazionale è quello di sviluppare intorno al vino, ai prodotti locali ed enogastronomici, tutte quelle attività e quei progetti che permettono una migliore qualità della vita e uno sviluppo sostenibile, nonché più opportunità di lavoro.

L’assessore comunale Lisa Rossi.

Le aziende vitivinicole di questo territorio sono state protagoniste in questi mesi di una serie di interessanti appuntamenti online, proposti nell’ambito dell’iniziativa tecnico-promozionale “2020 Povoletto – Racconti di vino”, un progetto multimediale di valorizzazione dei vigneti e dei loro prodotti di qualità ideato da Lisa Rossi, assessore municipale alla Comunicazione. Come si ricorderà, tutto aveva preso avvio nella seconda metà di ottobre, al termine delle operazioni di cantina che hanno consentito di ottenere vini di ottima qualità, con un convegno dal titolo “Vendemmia 2020, quale futuro”, coordinato da Claudio Fabbro, agronomo e giornalista, con radici familiari nella stessa Povoletto, e che ha visto la partecipazione anche di Rodolfo Rizzi, presidente di Assoenologi Fvg, e di Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino, che ha fato il punto anche sugli orientamenti dei consumatori alla luce della difficile esperienza di Covid-19. Purtroppo, all’ultimo momento, l’incontro “in presenza”, come si usa dire con il neologismo coniato nell’emergenza pandemica, non è potuto avvenire, per cui si è dovuto fare ricorso alle risorse della rete. A tale riguardo, è disponibile un video (https://youtu.be/Db9rsafyZew) che merita d’essere rivisto anche perché offre preziosi spunti di riflessione sul futuro di queste prestigiose zone vitivinicole.

Ricordiamo che, dopo un censimento condotto grazie al supporto della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, erano state contattate tutte le aziende del territorio caratterizzate da una produzione commercializzata con etichetta. Sono seguiti degli incontri durante i quali sono state realizzate appunto delle brevi videointerviste. Con questa riuscita iniziativa, l’amministrazione civica di Povoletto ha voluto infatti creare un format che desse visibilità alle realtà del territorio sottolineando il rapporto diretto tra microclima, terreno e tradizioni. Nelle interviste sono emerse le buone pratiche agronomiche, la propensione per un’attività responsabile e sostenibile. I video sono stati raccolti e pubblicati, il mercoledì e il venerdì, sulla pagina Youtube di PromoTurismoFvg e condivisi sulla pagina Facebook (@Comune di Povoletto): avevano aderito all’iniziativa le aziende Aquila del Torre, Clochiatti Giorgio, Falcon, Marchese Mangilli, Pinat Marco – Famiglia Paravano, Giambate, Marco Sara, Mont’Albano, Perini Giancarlo, Sara&Sara, Fattor Roberto e Fausto, Tenimenti Civa e Teresa Raiz. Il progetto è stato realizzato con riprese e montaggio di Renato Bonin, fotografie di Sonia Fattori, regia di Visual-Studio.it e con l’assistenza di Edoardo Rossi. E’ stato patrocinato da PromoTurismoFvg, Città del Vino, Movimento Turismo del Vino, Donne del Vino, Ducato dei Vini Friulani, nonché dal Consorzio Tutela Vini Doc Friuli Colli orientali e Ramandolo.
Una viticoltura, insomma, quella di Povoletto e delle sue splendide colline che merita d’essere sostenuta e valorizzata. Ed è su questa strada che continuerà l’azione dell’amministrazione comunale, che sicuramente farà seguire altre ed interessanti iniziative come quella su cui ci siamo soffermati.

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In copertina, un suggestivo scorcio delle colline di Savorgnano del Torre.

 

Tanti giovani tornano a credere nell’agricoltura: li racconta Filiputti

Il mondo dell’agricoltura è un mondo complesso e diversificato, a cui da qualche anno tornano ad avvicinarsi molti giovani, con progetti interessanti, idee nuove, preparazione e attenzione al territorio e all’ambiente, oltre che con voglia di prendersi spazi e responsabilità, in una realtà che troppo spesso non sostiene abbastanza il loro impegno. A testimoniare il “ringiovanimento” del comparto primario sono sicuramente i numeri: negli ultimi quattro anni le imprese under 35 del settore, anche se non numerose in termini assoluti, sono le uniche a essere aumentate, di circa il 13,5 per cento, e rappresentano da sole il 12,4 di tutte le imprese under 35, secondo le rilevazioni del Centro Studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. Ma a testimoniarlo con la propria voce, i propri racconti, il proprio lavoro, sono anche tanti protagonisti del secondo volume della collana “Quaderni di Agricoltura”, il libro appena pubblicato dall’ente camerale, curato dal giornalista e scrittore Walter Filiputti per l’edizione di Vinibuoni Biblioteca, presentato n un evento virtuale, trasmesso anche attraverso i social della Camera, con gli interventi del presidente Giovanni Da Pozzo, dello stesso autore e dell’editore Francesco Busso.

Il presidente Da Pozzo con Filiputti.


«Dopo una prima collana di libri che ha raccontato le eccellenze del gusto del territorio, raccolte per fasce geografiche, e una seconda dedicata all’artigianato friulano, siamo passati dal 2019 ad analizzare il futuro di un altro comparto assolutamente centrale nella nostra economia, con i nostri volumi “Quaderni di Agricoltura”, anche implementati sul web sul sito omonimo www.quadernidiagricoltura.it», ha commentato il presidente Da Pozzo, nell’introdurre la presentazione del libro, che nel 2020 – un anno complesso soprattutto per il distanziamento sociale – ha trovato nuova voce anche attraverso un format televisivo, trasmesso su Telefriuli in sei micro-puntate, cominciate l’8 dicembre e in continuazione, ogni martedì e giovedì alle 20.15 (e in replica il sabato alle 13), fino al 24, vigilia di Natale. Il format tv ha tinto di note verdi il rosso del tema del Future Forum concluso in ottobre, di cui è diventato una sorta di spin-off, una prima, sperimentale e felice declinazione.
Nelle trasmissioni, Filiputti ci ha accompagnato alla conoscenza di molte delle imprese presenti nella pubblicazione e ha affrontato il futuro dell’agricoltura in Fvg, offrendoci il punto di vista di chi il territorio lo vive appieno, di chi opera quotidianamente con tenacia e passione in un comparto amplissimo che va dal primario al turismo e alla tutela ambientale. E ci ha portato così a conoscere realtà anche di nicchia, ma che si stanno facendo valere sui mercati internazionali, con originalità, qualità e sguardo proiettato al futuro.
«Questa pubblicazione è un lavoro che guarda al futuro e che ci dà vera speranza – ha aggiunto proprio Walter Filiputti – perché i giovani, tanti, sono i protagonisti e soprattutto esprimono passione, voglia di fare, impegno, ricerca e tensione continua verso l’innovazione e la sostenibilità. Un messaggio molto importante che esce dalle pagine, del libro e del sito, e dalle interviste televisive. Un problema che emerge dal nostro territorio è la difficoltà a fare sistema, ma queste storie sono testimonianza che c’è chi opera per venirne fuori».

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In copertina e qui sopra il nuovo volume pubblicato dalla Camera di Commercio di Pordenone-Udine.

Finita la vendemmia, a Povoletto una riflessione con i “Racconti di vino”

di Gi Elle

Concluse le operazioni vendemmiali, anche nel Comune di Povoletto è opportuno ritagliare un momento utile per una riflessione post-raccolta e per guardare al futuro del settore vitivinicolo soprattutto alla luce dei tanti problemi causati dall’emergenza sanitaria che ancora non si vuole arrendere. Giornata importante, quindi, quella di domani, 19 ottobre, quando alle 18, nell’auditorium del capoluogo, sarà presentato“2020 Povoletto – Racconti di vino”, un progetto multimediale di valorizzazione dei vigneti e dei loro prodotti di qualità ideato da Lisa Rossi, assessore municipale alla Comunicazione. Nel contempo, si terrà un convegno che ha per tema proprio “Vendemmia 2020, quale futuro” che sarà coordinato da Claudio Fabbro, giornalista ed enologo.

Lisa Rossi


Quello del vino è il fiore all’occhiello delle produzioni del vasto territorio comunale che dalle porte di Udine si estende fino a Nimis, concentrato per lo più sulle colline di Savorgnano del Torre, ma anche a Ravosa, Marsure e Bellazoia: la zona Doc è quella dei Colli orientali del Friuli che quest’anno compie mezzo secolo di vita. Copre un’area di circa 200 ettari, con una produzione di oltre 1,5 milioni di bottiglie, tutte di riconosciuto pregio. Tanto che l’amministrazione civica guidata dal sindaco Giuliano Castenetto ha voluto premiare queste eccellenze supportando il settore con la richiesta di aderire al circuito delle Città del Vino. L’obiettivo dell’Associazione nazionale è quello di sviluppare intorno al vino, ai prodotti locali ed enogastronomici, tutte quelle attività e quei progetti che permettono una migliore qualità della vita e uno sviluppo sostenibile, nonché più opportunità di lavoro.
Dopo un censimento condotto grazie al supporto della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, sono state contattate tutte le aziende del territorio caratterizzate da una produzione commercializzata con etichetta. Sono seguiti degli incontri durante i quali sono state realizzate delle brevi videointerviste. Come ci spiega l’assessore Lisa Rossi, “le aree vitate sono una parte fondamentale del nostro paesaggio, così come le aree agricole, la loro tutela ha un ruolo importante per la nostra azione amministrativa. Per lo sviluppo locale creare una sinergia tra pubblico e privato in questo settore significa creare un ambiente con una buona qualità della vita, uno sviluppo sostenibile, più opportunità di lavoro”.
Pertanto, con quest’iniziativa, l’amministrazione di Povoletto ha voluto creare un format che desse visibilità alle realtà del territorio sottolineando il rapporto diretto tra microclima, terreno e tradizioni. Nelle interviste sono emerse le buone pratiche agronomiche, la propensione per un’attività responsabile e sostenibile. Questo progetto continuerà con un evento in cantina che si terrà l’8 novembre in occasione della Giornata mondiale dell’enoturismo. I video saranno raccolti e pubblicati, il mercoledì e il venerdì, sulla pagina Youtube di PromoTurismoFVG t.ly/mKqR e condivisi sulla pagina Facebook (@Comune di Povoletto).
In occasione della presentazione ufficiale del progetto, che si terrà come detto domani, alle 18, nell’auditorium di Povoletto, interverrà con una sua relazione appunto il dottor Claudio Fabbro, il  quale metterà a confronto le vendemmie degli ultimi quattro anni con i dati di quello ancora in corso. Assieme a Rodolfo Rizzi, presidente di Assoenologi Fvg, e a Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino, farà il punto anche sugli orientamenti dei consumatori dopo l’epidemia sanitaria da Covid-19.
Al termine interverranno i vignaioli che hanno aderito alle videointerviste portando la loro testimonianza diretta. Hanno aderito all’iniziativa le aziende Aquila del Torre, Clochiatti Giorgio, Falcon, Marchese Mangilli, Pinat Marco – Famiglia Paravano, Giambate, Marco Sara, Mont’Albano, Perini Giancarlo, Sara&Sara, Fattor Roberto e Fausto, Tenimenti Civa e Teresa Raiz.

Il progetto, nato da un’idea dell’assessore comunale Lisa Rossi, è stato realizzato con riprese e montaggio di Renato Bonin, fotografie di Sonia Fattori, regia di Visual-Studio.it e con l’assistenza di Edoardo Rossi. E’ stato patrocinato da PromoTurismoFvg, Città del Vino, Movimento Turismo del Vino, Donne del Vino, Ducato dei Vini Friulani, Consorzio Tutela Vini Doc Friuli Colli orientali e Ramandolo.

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In copertina e all’interno due immagini dello splendido ambiente collinare del Comune di Povoletto molto vocato alla vitivinicoltura.