Saporibus Fvg domenica a Buttrio facendo tappa fra i vini. E poi visita all’acetaia più grande del mondo

Dopo la bellissima tappa a Spilimbergo, “Saporibus nel Friuli Venezia Giulia” domenica 9 giugno arriva a Buttrio, in occasione della 91ma Fiera regionale dei vini, che stamane, alle 11.30, sarà presentata ufficialmente nella sede udinese della Regione Fvg. Iscrizioni aperte con partenza e arrivo comodamente da Udine e pranzo compreso.
Un’occasione unica per immergersi nel cuore enogastronomico del Friuli Venezia Giulia nella famosa manifestazione dedicata ai vini autoctoni del territorio. Si potrà visitare l’area della Fiera regionale dei vini nella magnifica Villa di Toppo-Florio con il suo parco acheo-botanico. A Buttrio si pranzerà per poi proseguire con la visita a Manzano all’acetaia più grande del mondo: quella della vicina Midolini.
«Un’altra splendida tappa ci aspetta dopo la visita della meravigliosa città del mosaico – ha detto Giovanna Rossetto, presidente del Consorzio fra le Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža Unpli Aps – e sarà l’occasione non solo per partecipare ad una delle fiere del vino più antiche d’Italia, cioè quella dei Vini di Buttrio, ma anche per scoprire alcuni suoi gioielli come Villa Dragoni e Villa Toppo col suo parco. Ringraziamo di cuore la Pro Loco Buri e l’Acetaia Midolini per l’ospitalità».
Il programma prevede la partenza alle ore 9 da Piazza Primo Maggio a Udine (Infopoint). Il pullman di Saporibus farà una sosta intermedia anche a Pradamano per far salire eventuali altri partecipanti. Tutta la mattinata si svolgerà a Buttrio. In programma, la visita guidata con apertura straordinaria di Villa Dragoni, seguita da una visita pure con guida di Villa di Toppo-Florio e del suo parco acheo-botanico.
Il pranzo sarà un’occasione per gustare le eccellenze enogastronomiche locali al tendone del gusto, dove sono ospitate anche le bancarelle di prodotti tipici. Nel pomeriggio, la tappa conclusiva sarà dedicata all’acetaia Midolini, un’azienda con oltre 50 anni di storia nella produzione di aceto balsamico d’eccellenza. Riconosciuta dal Guinness dei Primati come la più grande acetaia balsamica del mondo, sarà possibile scoprire i suoi segreti e degustare i suoi pregiati prodotti.
Il costo promozionale è di 45 euro. La quota è comprensiva di trasporto, accompagnatore, visite, guida, pranzo e degustazione. La partenza del bus è dall’Infopoint di Udine in piazza 1° Maggio e rientro sempre a Udine. È possibile unirsi al tour anche in loco a Buttrio. Prenotazione obbligatoria entro giovedì 6 giugno. Per informazioni e prenotazioni, contattare il Consorzio Pro Loco Torre Natisone Unpli Aps al 349.8686675 (signora Giovanna).

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In copertina, l’Acetaia Midolini di Manzano la più grande del mondo.

La Pro Buri affidata a Federico Toffoletti pronta per la Fiera regionale dei vini. Ecco tutti i vincitori del Premio letterario

Nuovo presidente per la Pro Loco Buri di Buttrio: Federico Toffoletti, 29 anni, ha ricevuto il testimone dallo storico presidente Emilio Bardus. Assieme a lui eletto il nuovo direttivo, subito operativo per la Fiera regionale dei vini che, dal 7 al 9 giugno, nel paese collinare vivrà la sua 91ma edizione. Domani mattina, alle 11.30, la presentazione ufficiale del programma nel Palazzo della Regione Fvg a Udine.
«Grazie a Bardus, che comunque rimane al nostro fianco come tesoriere – ha affermato Toffoletti -, per tutti questi anni in cui ha operato con passione per il bene della nostra Pro Loco, come anche a tutti i consiglieri del direttivo uscente. Riceviamo da loro una realtà solida e riconosciuta nelle sue proposte di qualità che coinvolgono tutta la comunità. Grazie anche ai nuovI consiglieri che hanno dato la loro disponibilità a mettersi in gioco. Proseguiremo su questo solco di attività che ereditiamo portando al contempo anche nuove idee e guardando al futuro con entusiasmo, sempre per promuovere Buttrio come luogo di accoglienza e valorizzando la sua specificità territoriale».
Toffoletti, che era membro anche del consiglio uscente, è insegnante. Si è avvicinato alla Pro Loco del suo paese svolgendo il servizio civile nazionale nel 2017, passando poi nel consiglio direttivo l’anno successivo e rimanendo quindi nella Pro Buri come volontario.
Oltre a lui come presidente, il nuovo direttivo vede Nadia Danelon come suo vice, mentre come detto Emilio Bardus rimane quale tesoriere. Dal direttivo precedente sono rimasti come consiglieri Patrizia Borghese, Alberto Tavagnacco e Octavian Tauresc, a cui si sono aggiunti Ezio Paesani, Maurizio Mattiuzza e Carlotta Stefania Del Bianco.  Da parte di tutti ci sono stati i ringraziamenti per il grande contributo che hanno dato in questi anni i consiglieri uscenti del direttivo che non si sono ricandidati: Stella Dal Zuffo, Franco Zamaro e Andrea Venturini.

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Intanto, sono stati annunciati i vincitori della seconda edizione del Premio nazionale di Poesia e Narrativa “Di Viti in Vita – Poesie e vin tai cuei di Buri”, concorso inserito nella 91ma edizione della Fiera regionale dei vini di Buttrio, la più antica manifestazione enoica del Friuli Venezia Giulia e tra le realtà storiche dell’intera Italia. La premiazione avverrà domenica 9 giugno, alle 11, a Villa di Toppo-Florio.
Il Premio, curato da Maurizio Mattiuzza, noto poeta e romanziere di Buttrio, ha visto la partecipazione di oltre 200 opere, tra poesie e racconti brevi, provenienti da tutta Italia e dalle Comunità linguistiche della Regione Friuli Venezia Giulia. Opere dedicate all’arte del produrre vino di pregio e della coltivazione della vite, nonché all’amore per la terra e per il paesaggio. Il tutto con il sostegno del gruppo Ermada Flavio Vidonis nell’ambito di DuinoBook Terra.
La giuria, composta dai poeti Michele Obit, Cristina Micelli, Lucina Grattoni, dall’animatore culturale Paolo Zamparo e presieduta dallo stesso Mattiuzza, ha avuto il difficile compito di selezionare i vincitori tra le numerose opere di alto livello ricevute da ogni parte d’Italia. Questi pertanto i premiati:
Poesia. Primo premio assoluto “Di vert e ram” di Aldo Rossi. Secondo premio Remis Tonon con la poesia “Petadiç”. Terzo premio a Vincenzo Screti per la lirica intitolata “Quei fiaschi di vecchio vino rossiccio”.
Racconto breve. Primo premio: “Frammenti” di Giulia Sandrin. Secondo premio: Caterina Vianello con il racconto “Tremilaseicentocinquanta”. Terzo premio a Daniela Ribon per l’opera dal titolo “Tabina”. Sezione Ragazzi: Primo premio a Elia Trentin con la poesia intitolata “Friuli”. Durante la premiazione le opere vincitrici saranno lette dall’attrice Carlotta Del Bianco.
«Una scelta unanime – ha commentato Maurizio Mattiuzza riguardo al vincitore assoluto della sezione Poesia – che conferma, oltre al valore indubbio di questo poeta e della sua ricerca stilistica capace di coniugare immagini odierne e tradizione viva, la bontà della scelta di non riservare alla lingua friulana, slovena e delle altre comunità linguistiche del Friuli Venezia Giulia una sezione ad hoc, ma di giudicare le poesie partecipanti tutte insieme. Crediamo infatti che la letteratura debba provare oggi a far più che mai tesoro del molteplice tenendo in considerazione il valore universale della poesia e del racconto». E ancora sulle tre donne ai primi posti della sezione Racconto breve: «Tre scrittrici che scrivono di vita, vini, progetti innovativi e terra. Un risultato che mette ancora una volta in luce la capacità della letteratura di sconfiggere stereotipi e aprire gli occhi al mondo».
«Il Premio “Di Viti in Vita – Poesie e vin tai cuei di Buri” – ha aggiunto il neo presidente della Pro Buri, Federico Toffoletti – rappresenta un valore aggiunto nella proposta culturale della Fiera regionale dei vini di Buttrio: il successo della seconda edizione, con oltre 200 opere partecipanti, testimonia di come questa proposta sia stata bene accolta nel mondo culturale locale e non solo. Siamo convinti che la letteratura possa essere un potente strumento per celebrare la bellezza del territorio vitivinicolo, raccontando le storie delle persone che vi abitano e il legame profondo che unisce l’uomo alla terra: cosa che, con tutto il ricco programma della Fiera, portiamo avanti da 91 edizioni».

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In copertina, il nuovo presidente della Pro Loco Buri Federico Toffoletti.

 

Dalla Città europea del vino in Piemonte alle Grandi Verticali in Fvg (Povoletto) aspettando il concorso internazionale

(g.l.) Al rientro dal Piemonte, dove una delegazione Fvg guidata da Tiziano Venturini ha partecipato all’inaugurazione della Città europea del vino 2024, riprendono gli appuntamenti con le Grandi Verticali delle Città del Vino in Friuli Venezia Giulia, serate d’incontro e degustazione delle varietà significative del territorio regionale, premiate ovunque da una grande partecipazione. In questa nuova occasione toccherà al Friulano (l’ex Tocai) che sarà protagonista a Povoletto giovedì 7 marzo, alle ore 19.30, in Sala Adriano Degano (ex Municipio). Come sempre, condurrà Matteo Bellotto (profondo conoscitore della storia e della tradizione vitivinicola e scrittore conosciuto a livello internazionale) con i vini delle cantine Aquila del Torre, Marco Sara, Perini e Marchese Mangilli. I partecipanti verranno condotti in un vero e proprio viaggio sensoriale, che seguendo il tema “evolvere per non invecchiare”, vedrà la degustazione di annate differenti per ciascuna etichetta proposta.
Ma dicevamo del Piemonte. L’avvio alle manifestazioni della Città europea del Vino – che riunisce i prestigiosi territori vitivinicoli di Gran Monferrato e Alto Piemonte – è avvenuta tra venerdì e ieri ad Acqui Terme. Nella cittadina piemontese, la delegazione del Coordinamento Fvg, guidata appunto da Tiziano Venturini, era formata da Maurizio D’Osualdo, Giorgio Cattarin, Gianpietro Colecchia e Massimo Romita. Quest’ultimo rappresentava anche il Gruppo Ermada Flavio Vidonis di Duino Aurisina, nell’ambito del partenariato con l’Associazione Nazionale Città del Vino. Infatti, proprio ad Aqui Terme, sono stati presentati i progetti legati all’associazione Ermada, uno su tutti il concorso letterario “Racconti intorno al Vino – Vini e Confini” promosso dagli Ambasciatori delle città del Vino con il supporto del Gruppo Ermada stesso, nell’ambito della nuova edizione di Duino Book dedicata alla Terra.
Una nuova e grande occasione, dunque, per continuare l’attività di condivisione delle attività legate alla valorizzazione del territorio regionale, dopo gli eventi dello scorso autunno a Menfi in Sicilia, Città del Vino 2023, che ha seguito Duino Aurisina, titolare dell’anno 2022. «In Piemonte abbiamo onorato la Città europea del Vino 2024 – ha raccontato Venturini al termine di queste prime manifestazioni – che vedrà fortemente coinvolgere anche il Friuli Venezia Giulia in occasione del Concorso Internazionale Enologico giunto alla sua ventiduesima edizione: sarà Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025 assieme a Nova Gorica ad ospitare a fine maggio le sessioni di degustazione dei vini attraverso la partecipazione di giudici provenienti da tutto il mondo».

La serata di Povoletto ha un costo di 35 euro a persona. Prenotazione obbligatoria contattando la Pro Loco Buri Buttrio scrivendo a proloco@buri.it o chiamando il numero 0432.673511. La rassegna è realizzata da Città del Vino Fvg in collaborazione con Pro Loco Manzano, Pro Loco Buri – Buttrio, Proloco Mitreo Duino Aurisina e Consorzio Formaggio Montasio.

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In copertina, la delegazione Fvg ad Aqui Terme con il presidente nazionale Angelo Radica e il sindaco della cittadina piemontese.

Grandi Verticali, è l’ora del Sauvignon inimitabile bianco del Vigneto Fvg: l’appuntamento è alla Rocca Bernarda

(g.l.) E ora l’aromatico e inconfondibile Sauvignon. Prosegue, infatti, con notevole successo il cammino delle Grandi Verticali delle Città del Vino in Friuli Venezia Giulia, l’associazione coordinata in regione da Tiziano Venturini. Dopo la riuscitissima serata di Capriva e l’importante incontro nella vicina Mariano, presente anche il presidente nazionale Angelo Radica, appuntamento giovedì prossimo, 8 febbraio, alle 19.30 alla Rocca Bernarda di Ipplis, nella Città del Vino di Premariacco – zona Doc Friuli Colli orientali – per il settimo appuntamento del ciclo di incontri, che sarà dedicato proprio all’inimitabile bianco che ai vignaioli friulani ha fatto ottenere molti riconoscimenti. E il Vigneto Fvg era stato premiato anche con l’organizzazione, qualche anno fa a Udine, del Concorso mondiale del Sauvignon che ebbe appunto risonanza planetaria.

Matteo Bellotto


Un nuovo momento di dialogo, dunque, con produttori, winelover ed esperti del settore, guidati da Matteo Bellotto, profondo conoscitore della storia e della tradizione vitivinicola del Friuli Venezia Giulia e scrittore conosciuto a livello internazionale. «Queste serate – sottolinea Bellotto – aiutano a capire che le idee costruiscono squadre, uniscono, fanno passare momenti belli e permettono poi anche di creare un sistema che porti avanti risultati».
I partecipanti verranno condotti in un vero e proprio viaggio sensoriale, che seguendo il tema “evolvere per non invecchiare”, vedrà la degustazione di annate differenti per ciascuna etichetta proposta. In questa serata verrà proposta la degustazione del Sauvignon delle cantine Ermacora, Rocca Bernarda, Scubla e Tunella.

Il Concorso mondiale a Udine.

La serata ha un costo di 35 euro a persona. Prenotazione obbligatoria: Pro Loco Buri proloco@buri.it – 0432.673511
La rassegna è realizzata da Città del Vino Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Pro Loco Manzano, Pro Loco Buri – Buttrio, Proloco Mitreo Duino-Aurisina e Formaggio Montasio.

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In copertina, un bellissimo grappolo di Sauvignon sui Colli orientali a Cividale.

Buttrio (con il Pignolo) oggi ricorda Girolamo Dorigo grande innovatore della moderna vitivinicoltura friulana

di Giuseppe Longo

Non si è ancora spenta l’eco della riuscitissima cerimonia per l’apertura ufficiale del Museo della cività del vino del Friuli Venezia Giulia, che a Buttrio si affaccia una nuova iniziativa (la terza) collegata alla importante realizzazione storico-culturale dedicata al mondo della vite. Oggi, infatti, si terrà il già annunciato incontro dedicato al Pignolo, uno dei vitigni autoctoni più pregiati e che fortunatamente, con lungimiranza, il Friuli ha saputo salvaguardare. Ma anche, e soprattutto, al ricordo di Girolamo Dorigo, uno dei protagonisti assoluti della storia delle viticoltura regionale, grande pioniere e innovatore, anche per quanto riguarda la produzione spumantistica con metodo classico. L’appuntamento è alle 19, a villa di Toppo-Florio, la sede che la civica amministrazione – con la regia del sindaco Eliano Bassi e dell’assessore Tiziano Venturini – ha appunto scelto per ambientare il bellissimo Museo.
“L’importanza di essere Pignolo” hanno opportunamente intitolato l’incontro gli organizzatori, riferendosi ovviamente al nome del vino che sarà illustrato e degustato, ma anche al vitivinicoltore scomparso a 89 anni nella scorsa primavera, tante erano la precisione, la cura e la tenacia nel portare avanti il progetto aziendale nell’ambito del Vigneto Fvg, che oggi si trova a esserne continuatore il figlio Alessio, il quale interverrà all’incontro assieme a Giulio Colomba, giornalista, Stefano Trinco, enologo, e Claudio Fabbro, agronomo e storico della viticoltura regionale, autore di un efficace “ritratto” di Girolamo Dorigo, oltre che dello stesso Pignolo. Gli interventi saranno moderati da Matteo Bellotto, l’esperto che in queste settimane conduce le Grandi Verticali delle Città del vino Fvg che, dopo le degustazioni comparate di Corno di Rosazzo e Buttrio stessa, approderanno domani all’Enoteca Serenissima di Gradisca d’Isonzo nell’ambito della prima giornata del Gran Premio Noè.
«Con Girolamo Dorigo – aveva scritto Renato Paglia, presidente dell’Ais Fvg, appena saputo della morte del grande viticoltore – il Friuli perde uno dei padri della moderna viticoltura. Anche grazie a lui l’enologia regionale è salita sui palcoscenici internazionali dei vini di qualità. Dorigo – arrivato al mondo del vino da un’altra professione – ha saputo interpretare al meglio il significato dell’allevamento della vite e della tutela del territorio. Dal cru di Montsclapade ha saputo estrarre vini di altissima qualità e perfezione organolettica valorizzando le colline a sud della denominazione Friuli Colli orientali come particolarmente vocate alle uve a bacca rossa. Assieme ad altri illuminati vignaioli ha messo intelligenza ed entusiasmo anche nella creazione del marchio Talento per i vini spumanti con metodo classico. Girolamo Dorigo resterà una figura indelebile dell’enologia non solo regionale». Poche ma efficaci parole quelle del leader dei sommelier, che ci donano la “fotografia” esatta di un uomo che, con intelligenza e caparbietà – pignolo, appunto – ha contribuito a rendere grande il Vigneto Fvg in Italia e nel mondo. E proprio per questo merita riconoscenza, per cui benissimo ha fatto Buttrio – paese che ha significato tanto nel suo impegno vitivinicolo – a organizzare, proprio nell’ambito della inaugurazione del Museo della civiltà del vino, il ricordo di questo indimenticabile vignaiolo. Facendolo, altresì, con un vino fra i più amati da Girolamo Dorigo, tanto da costituire un'”architrave” del suo progetto che rimarrà scritto a chiare lettere nella storia della viticoltura friulana.

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In copertina, Girolamo Dorigo orgoglioso di mostrare una magnum con il suo grande e inimitabile spumante metodo classico.

Le Grandi Verticali, ora Città del vino Fvg a Gradisca con protagonista il Friulano

Grandi Verticali ora a Gradisca d’Isonzo. Prosegue, infatti, il progetto delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, organizzate dal Coordinamento regionale dell’Associazione assieme alle Pro Loco di Buri Buttrio, Manzano e Mitreo di Duino Aurisina. Tocca al Friulano (da uve di Tocai) nel prossimo appuntamento (terzo del calendario), in programma, come anticipato ieri, nella Città del Vino isontina – nel contesto del Gran Premio Noè – all’Enoteca Serenissima, venerdì 1 dicembre, alle 19.30. Condurrà, come avvenuto nelle prime tappe di Corno di Rosazzo e di Buttrio, il wine ambassador e scrittore Matteo Bellotto, guidando all’assaggio i vini delle cantine Blason wines, Borgo Trevisan, Marco Felluga e Sant’Elena.
Il progetto è realizzato in collaborazione con il Consorzio Montasio. Costo 35 euro, iscrizioni contattando la Pro Loco Manzano, info@prolocomanzano.ud.it, telefono 391.3865981/347.0091764. Questa nuova iniziativa delle Città del Vino della nostra regione attraverso lo slogan “Evolvere per non invecchiare” vuole avvicinare gli appassionati del vino al modo con cui i vari territori vitivinicoli coinvolti non si siano fermati nel corso dei decenni, ma abbiano costantemente vissuto e rivissuto la propria vocazione.
L’associazione guidata da Tiziano Venturini ha dedicato ogni tappa a un vitigno diverso con degustazioni di bottiglie di varie cantine, le quali proporranno un’etichetta più datata e una più recente che poi saranno confrontate, permettendo così non solo di raccontare ma anche assaggiare l’evoluzione e la progettualità dei produttori lungo le annate. Il tempo sarà la “chiave di lettura” delle serate e sarà scandito da una grande clessidra.

Grappoli di Tocai friulano.

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In copertina, il dottor Matteo Bellotto che guiderà le degustazioni anche a Gradisca.

Civiltà del vino, Buttrio inaugura il Museo rendendo omaggio a Isi Benini “cantore” inimitabile dell’enogastronomia friulana

di Giuseppe Longo

Quella di domani, 25 novembre, è una data che Buttrio dovrà inserire nell’Albo d’oro dei suoi ricordi. Città del vino di lungo corso e area fra le più prestigiose dei Colli orientali del Friuli, vivrà infatti il suo momento senza dubbio più qualificante per quanto riguarda la storia e la cultura vitivinicola con l’inaugurazione del Museo della civiltà del vino del Friuli Venezia Giulia, allestito a Villa di Toppo-Florio che già di per sè è un “tempio” della vite e del vino, visto che proprio qui si tiene ogni anno, alla fine della primavera, la più antica Fiera enologica di casa nostra, se non addirittura, come pare, dell’Italia intera.
Ma c’è anche un altro particolare a rendere speciale questa giornata: l’intitolazione della sala polifunzionale del Museo stesso alla memoria di Isi Benini, il giornalista nato a Moggio Udinese nel 1924 e morto prematuramente a Montevideo nel 1990, giustamente ricordato come il “cantore”, inimitabile, delle eccellenze enogastronomiche della nostra terra, che seppe promuovere con tenacia, competenza ed efficacia attraverso uno stile di informare coinvolgente e appassionato che si espresse in modo sublime soprattutto attraverso quella meravigliosa rivista in carta patinata chiamata “Il vino” che, ancora ragazzo, sfogliavo e leggevo con grande avidità. Il direttore Benini sapeva, infatti, “dosare” gli argomenti in modo che suscitassero nel lettore curiosità e interesse, voglia di imparare qualcosa di nuovo attorno all’affascinante mondo dell’enologia friulana che in quegli anni di boom economico cominciava a dare i suoi frutti migliori, grazie al rinnovo dei vigneti e all’applicazione di tecniche innovative in cantina, pur senza perdere di vista la tradizione e i vecchi insegnamenti. Ma anche grazie alla nascita delle denominazioni di origine, come appunto i Colli orientali istituiti, per secondi in regione dopo il Collio, nel 1970.
Una grande giornata, dunque, per rendere omaggio anche a questo indimenticabile giornalista, vulcanico ed estroverso, simpatico e di grande compagnia (il sangue romagnolo!), al quale si deve anche la creazione e il lancio del Ducato dei vini friulani – proprio da lui, alla fine degli anni Ottanta, ebbi il privilegio di ricevere il collare rosso di nobile onorario, con il classico sorso di Picolit – e delle iniziative allo stesso collegate, come il fortunatissimo tour di Asparagus. Per cui ha fatto proprio bene, anzi di più, Buttrio a ricordarsi di Isi Benini intitolandogli la sala principale di un Museo pubblico, perché voluto e creato, dopo anni di lavoro e di impegno, dal Comune collinare, che da domani soltanto questo paese potrà vantare. Possono, senza ombra di dubbio, farne motivo di orgoglio il sindaco Eliano Bassi e l’assessore alle attività produttive e turismo, Tiziano Venturini, che è anche leader delle 37 Città del vino del Friuli Venezia Giulia, a cominciare appunto da Buttrio. E con loro anche la Pro Buri di Emilio Bardus che ha assicurato la sua preziosa collaborazione.
La cerimonia di domani mattina comincerà alle 10.15, appunto a villa di Toppo-Florio, e questa sarà il momento focale di un insieme di iniziative e di proposte che hanno fatto e faranno da “corollario” all’apertura del Museo della civiltà del vino del Friuli Venezia Giulia. L’ultima delle quali ha preso forma appena ieri sera con la seconda tappa delle Grandi Verticali delle Città del vino che ha visto, con grande successo, la degustazione, guidata da Matteo Bellotto, dei Merlot di viticoltori famosi di Buttrio che rispondono ai nomi di Conte d’Attimis-Maniago, Croatto Piero, Meroi e Petrucco. Ma prima di questa serata era avvenuta la presentazione del bel libro che Stefano Cosma e Angelo Costacurta hanno dedicato al Tazzelenghe, grande rosso autoctono salvato dall’oblio. Prossimi appuntamenti giovedì 30 novembre e mercoledì 13 dicembre, riservati rispettivamente al ricordo di Girolamo Dorigo, uno dei protagonisti del rilancio della vitivinicoltura friulana, e alla “ponca”, la preziosa terra che ci regala i meravigliosi vini dei Colli orientali. Ma di questi nuovi appuntamenti parleremo al momento opportuno. Per ora assaporiamo questo felicissimo momento per il Vigneto Fvg che vede inaugurare la “casa” della sua cultura. Della sua civiltà!

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In copertina, Isi Benini il giornalista scomparso nel 1990 che sarà ricordato domani a Buttrio all’inaugurazione del Museo della civiltà del vino.

Grandi Verticali, ultimi posti a Buttrio per la degustazione giovedì del Merlot

Mentre è cominciato il conto alla rovescia per l’inaugurazione a Buttrio del Museo della civiltà del vino del Friuli Venezia Giulia – appuntamento sabato, 25 novembre, alle 10.15, a villa di Toppo Florio -, prosegue il progetto delle Grandi Verticali delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, organizzate dal Coordinamento regionale dell’Associazione assieme alle Pro Loco di Buri Buttrio, Manzano e Mitreo di Duino Aurisina. A tale riguardo, ricordiamo che ci sono ancora pochi posti disponibili per l’appuntamento dedicato al Merlot, in programma nella stessa sede, giovedì 23 novembre, alle 19.30. Condurrà Matteo Bellotto proponendo i vini delle cantine Conte d’Attimis-Maniago, Croatto Piero, Meroi e Petrucco.

I grappoli del Merlot.


Il progetto, che nei giorni scorsi ha avuto un brillante avvio a Corno di Rosazzo, è realizzato dalle Città din collaborazione con il Consorzio Montasio. Costo 35 euro, iscrizioni contattando la Pro Loco Buri, scrivendo a proloco@buri.it o chiamando il numero 0432.673511. “Assaggeremo il tempo – commenta Bellotto – e l’evoluzione di questo grande vino internazionale, ma friulano che vive la nostra terra da tanto tempo. Buttrio è terra incredibile e capace di raccontare questa varietà con grande carattere”.
Questo nuovo progetto delle Città del Vino regionali attraverso lo slogan “Evolvere per non invecchiare” vuole avvicinare gli appassionati del vino al modo con cui i vari territori vitivinicoli coinvolti non si siano fermati nel corso dei decenni, ma abbiano costantemente vissuto e rivissuto la propria vocazione. Ogni tappa è dedicata a un vitigno diverso con degustazioni di bottiglie di varie cantine, le quali proporranno un’etichetta più datata e una più recente che poi saranno confrontate, permettendo così non solo di raccontare ma anche assaggiare l’evoluzione e la progettualità dei produttori lungo le annate. Il tempo sarà la “chiave di lettura” delle serate e sarà scandito da una grande clessidra.

Villa Florio a Buttrio. (Bluefoto)

Tazzelenghe, il libro di Cosma e Costacurta (con degustazione) domani a Buttrio aspettando l’inaugurazione del Museo della civiltà del vino

(g.l.) “Tazzelenghe – Il vino friulano taglia-lingua nato in terra longobarda” è il titolo del libro di Stefano Cosma e Angelo Costacurta che verrà presentato domani, 10 novembre, alle 18 a Villa di Toppo-Florio a Buttrio (la sede dell’annuale, storica Fiera dei vini). In qualità di moderatore interverrà Enos Costantini e al termine della illustrazione del volume, alla quale saranno presenti anche gli autori, seguirà una degustazione a cura del Tazzelenghe team.


«Il Tazzelenghe (taglia-lingua, in friulano) è un vino – come si legge in una breve presentazione del libro che reca la introduzione di Ian D’Agata – che sa mettere alla prova i vignaioli come pochi altri. Appartenente alla famiglia del Refosco, si distingue però nettamente dai più pacati consanguinei. Dotato di fortissima personalità, per molti indomabile, richiede grande perizia enologica, una certa dose di pazienza, e condizioni di partenza – terroir e clima – molto specifiche, come si trovano nella provincia di Udine, e in particolare nell’area di Buttrio e Cividale. Attestato dal tardo Medioevo, il Tazzelenghe è espressione di un territorio di enorme rilevanza storica. Cividale, città patrimonio dell’umanità Unesco, già strategica per i Romani, fu la prima capitale del ducato longobardo in Italia, successivamente capitale della Patria del Friuli, e incrociò per lungo tempo la storia della Repubblica di Venezia».
La organizzazione della serata nella prestigiosa Città del vino Fvg si deve al Comune di Buttrio e al citato Tazzelenghe Team. Si tratta del primo appuntamento legato a una importante manifestazione in calendario per il 25 novembre prossimo, quando alle 10.15, nella stessa sede, sarà inaugurato il Museo della civiltà del vino del Friuli Venezia Giulia. Cerimonia che sarà preceduta il 23 novembre da una nuova puntata delle Grandi Verticali delle Città del vino (dedicata al Merlot), che esordiranno proprio oggi, alle 19.30, a Villa Nachini Cabassi, nella vicina Corno di Rosazzo, dove ha anche sede il Consorzio Friuli Colli orientali e Ramandolo (al quale aderiscono pure i vignaioli di Buttrio), con la degustazione del Pinot grigio. E sarà seguita da altri due incontri il 30 novembre e il 13 dicembre che prevedono, rispettivamente, una serata dedicata al ricordo di Girolamo Dorigo, uno dei protagonisti della storia viticola regionale, recentemente scomparso, e un convegno per la presentazione del libro “La Ponca” di Yves Hérody, vale a dire il tipico terreno dei Colli orientali grazie al quale si possono ottenere i prestigiosi vini che si sono fatti conoscere e apprezzare in tutto il mondo.
Ma di tutte queste iniziative torneremo a parlare in modo più approfondito nelle prossime settimane. Per ora fermiamoci all’interessantissimo libro di Stefano Cosma e Angelo Costacurta – due penne che sono una garanzia! – dedicato al Tazzelenghe, uno dei vitigni della vecchia viticoltura friulana che fortunatamente si è potuto salvare. Con grande soddisfazione degli amanti del vino di qualità legato alla tradizione.

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In copertina, i caratteristici grappoli del Tazzelenghe prezioso vitigno autoctono.

Il Tazzelenghe con Cosma e d’Attimis Maniago oggi protagonista a Cortina che annuncia “The Queen of Taste”

(g.l.) Dopo i riuscitissimi appuntamenti a Grado e al Consorzio tutela vini Friuli Colli orientali e Ramandolo, oggi un altro importante impegno per Stefano Cosma, però fuori regione. Il giornalista e scrittore, riconosciuto esperto di enogastronomia e di storia della vite e del vino in Friuli Venezia Giulia, presenterà infatti il suo ultimo libro Tazzelenghe, il vino friulano “taglia lingua” nato in terra longobarda (Kellermann Editore), che ha scritto a quattro mani con il professor Angelo Costacurta, illustre esponente della vitivinicoltura nazionale. L’incontro si terrà alle 17.30, alla Cooperativa di Cortina. Nell’occasione, sarà possibile assaggiare il Tazzelenghe 2015 della Tenuta Conte d’Attimis-Maniago, di Buttrio, che dedica particolare attenzione anche ai vecchi vitigni autoctoni friulani.


Intanto, la regina delle Dolomiti si prepara a un altro grande appuntamento enogastronomico. Il 9 e 10 settembre Cortina d’Ampezzo ospiterà, infatti, “The Queen of Taste”, il festival del gusto organizzato dall’associazione Cortina For Us e Chef Team Cortina in collaborazione con Globetrotter Gourmet. La manifestazione, che giunge quest’anno alla settima edizione, vuole mettere al centro della riflessione il ruolo della ristorazione di montagna, che diventa interlocutore privilegiato di coloro che si approcciano a vivere l’esperienza del territorio. Un’analisi che supera i confini regionali e che vedrà quest’anno la partecipazione di territori montani di altre regioni italiane ospiti.
Lo Chef Team Cortina, professionisti ampezzani del gusto e anima della manifestazione, è composto oggi da nove realtà: Fabio Pompanin del Ristorante Al Camin, Luca Menardi di Baita Fraina, Luigi Dariz del Ristorante Da Aurelio, Michel Oberhammer di Ristorante Baita Piè Tofana, Carlo Festini di Lago Scin, Massimo Alverà della Pasticceria Alverà, Nicola Bellodis di Rio Gere, Graziano Prest del Ristorante Tivoli e Famiglia Bocus di Villa Oretta.
Il programma della due giorni gourmet si aprirà sabato 9 con StrEat Chef, la formula serale pensata per vivere cinque location esclusive del territorio ampezzano – i ristoranti Baita Fraina, Villa Oretta, Al Camin, Lago Scin e la Pasticceria Alverá – dove in un viaggio itinerante tra cibi e sapori i commensali avranno la possibilità di degustare le specialità preparate da tre chef diversi in ogni luogo. Domenica 10 settembre al mattino ci sarà, invece, il convegno che porterà all’attenzione dei partecipanti alcune problematiche e punti di forza del settore della ristorazione. Tre i temi fondamentali che verranno affrontati: Le declinazioni dell’accoglienza, La scuola e l’accoglienza, L’incontro tra diversità montane. Nel frattempo piazza Dibona, nel centro di Cortina, sarà allestita per ospitare StrEat Lunch, il pranzo unico ed esclusivo dove Chef Team Cortina, colleghi stellati e giovani promettenti, prepareranno ricercate ricette legate al territorio.


“Con The Queen of Taste Cortina si candida a diventare il luogo per eccellenza di confronto per la ristorazione di montagna – sottolinea Franco Sovilla, presidente di Cortina For Us –. Per il secondo anno accanto ai momenti in cui i veri protagonisti saranno i piatti realizzati dagli chef tornerà anche il convegno dedicato alla condivisione delle tematiche sostenibili tra economia della ristorazione, accoglienza e prodotto tipico, che affronteremo insieme ai due territori montani ospiti, così da avere una visione ancora più ampia. Una riflessione necessaria e doverosa che si inserisce in una serie di progetti che stiamo portando avanti come associazione, anche in vista di un appuntamento importante come quello delle Olimpiadi, che torneranno a Cortina dopo settant’anni”.
L’attenzione al futuro della ristorazione, concetto fondamentale per gli organizzatori dell’evento, emerge anche dalla volontà di coinvolgere sempre più giovani chef emergenti tra gli ospiti e dalle attività proposte da Cortina For Us e da Chef Team alle scuole del territorio. L’anno scolastico conclusosi in giugno ha visto infatti gli studenti dell’istituto alberghiero e del liceo artistico Val Boite di Cortina coinvolti nel workshop GustArte, insolita storia d’amore tra un tavolo e una tavolozza tenuto dallo chef Roberto Piccolin del Ristorante Ariston, che ha offerto una grande opportunità di crescita e confronto ai giovani coinvolti. In occasione di The Queen of Taste sarà presentato il nuovo progetto pensato per il prossimo anno di studi.

Per info e prenotazioni:
https://thequeenoftaste.cortinaforus.it/

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In copertina, i grappoli del Tazzelenghe storico vitigno autoctono friulano.