Fattorie Friulane, debutto in Italia: superato il primo test e-commerce

I primi ordini sono stati consegnati in Lazio, Lombardia, Emilia Romagna e naturalmente anche in Friuli Venezia Giulia. Il primo test di Fattorie Friulane, l’e-commerce promosso e gestito dall’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia, che ha debuttato lo scorso 25 novembre, può dunque dirsi riuscito. «Siamo soddisfatti di questo avvio, abbiamo effettuato le prime consegne la scorsa settimana, gli ordini sono arrivati da diverse parti d’Italia e continuano ad arrivare come pure le richieste di aziende che vogliono vendere i propri prodotti sull’e-commerce», fa sapere il direttore degli Allevatori Fvg, Andrea Lugo, che stamattina assieme al presidente Renzo Livoni ha fatto una consegna speciale portando una selezione dei prodotti in vendita su Fattorie Friulane al presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, e al consigliere regionale Alberto Budai che del progetto è stato un fervente sostenitore.


La piattaforma, raggiungibile al sito Internet www.fattoriefriulane.it, è un unicum a livello europeo, la prima gestita direttamente da un’associazione di allevatori. Consente di far arrivare il meglio del paniere agroalimentare regionale nelle case degli italiani e con l’anno prossimo, esaurita la fase di test, anche oltre i confini nazionali. Vi si possono acquistare circa 300 diversi prodotti di 60 aziende: formaggi stagionati, ma anche birra, olio, salami, confetture, conserve, farine e succhi di frutta. Al momento, i prodotti acquistabili sono essenzialmente stagionati o confezionati, che non necessitano dunque di particolari cure in termini di refrigerazione, ma nel futuro prossimo l’intenzione dell’associazione è quella di ampliare l’offerta, includendo anche prodotti freschi e surgelati.
La logistica è gestita direttamente dall’associazione nell’ex laboratorio di lavorazione della carne De Narda a Rodeano, acquisito grazie a un contributo a fondo perduto della Regione, dove sono concentrati rifornimenti, ricevimento ed evasione ordini, preparazione delle confezioni, ricerca del trasportatore e spedizione del prodotto. All’allevatore è riconosciuto il prezzo di vendita, detratto delle spese sostenute per la gestione degli ordini e la spedizione.

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In copertina, la selezione di prodotti degli Allevatori Fvg e all’interno la sua consegna a Fedriga e Budai da parte di Lugo e Livoni.

Allevatori Fvg, con “Fattorie Friulane” prodotti a Km-zero a portata di un click

A Gemona, nella cornice della Festa del formaggio che si è conclusa ieri, è stata presentata la piattaforma e-commerce “Fattorie Friulane” (www.fattoriefriulane.it) promossa e gestita dall’Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia per portare oltre i confini regionali i prodotti alimentari e le specialità gastronomiche della nostra regione. Prodotti a km-zero che dal prossimo 24 novembre saranno disponibili a portata di un click. Alla vetrina virtuale hanno aderito fin qui 60 produttori per un numero complessivo di referenze ordinabili che in fase di avvio sarà pari a 200 circa, ma che è destinata a crescere rapidamente.
Le stalle Fvg sbarcano dunque sul web, grazie alla fondamentale mediazione dell’Associazione allevatori, presieduta da Renzo Livoni e diretta da Andrea Lugo, con un’iniziativa che costituisce un unicum a livello internazionale: è la prima nel suo genere tanto in Italia che in Europa.
La piattaforma consentirà, come detto, di far arrivare il meglio del paniere agroalimentare regionale nelle case degli italiani e con l’anno prossimo, esaurita una prima fase di test, anche oltre i confini nazionali. Formaggi stagionati, ma anche birra, olio, salami, confetture, conserve, farine e succhi di frutta. In fase iniziale i prodotti che saranno acquistabili sono essenzialmente quelli stagionati o confezionati, che non necessitano di particolari cure in termini di refrigerazione, ma nel futuro prossimo l’intenzione è quella di ampliare l’offerta, includendo anche prodotti freschi e surgelati.
Come detto, la piattaforma sarà online dal 24 novembre e la prima consegna è prevista per il 30 successivo. A gestire la logistica sarà direttamente l’Associazione allevatori, sgravando così le aziende agricole che di fatto le delegheranno l’intera gestione delle operazioni che verrano svolte nell’ex laboratorio di lavorazione della carne De Narda a Rodeano, acquisito dall’Aafvg grazie a un contribuito a fondo perduto della Regione Fvg. «Qui – spiega il direttore Lugo – seguiremo la gestione di tutta la parte logistica e amministrativa: rifornimenti, ricevimento ed evasione ordini, preparazione delle confezioni, ricerca del trasportatore e spedizione del prodotto. All’allevatore sarà riconosciuto il prezzo di vendita detratto delle spese sostenute per la gestione degli ordini e la spedizione. In un’ottica di sostenibilità, il sito, realizzato da ConsulentiWeb, indica anche dove conferire i rifiuti (tipicamente l’imballaggio) derivanti dai prodotti acquistati».
L’obiettivo dell’iniziativa che vede l’associazione allargare con coraggio il suo raggio d’azione oltre gli ambiti che le sono propri è quello di «dare un appoggio ai soci: alcuni di loro – evidenzia Lugo – hanno un proprio punto vendita, ma non riescono a collocare tutta la produzione direttamente al consumatore finale, altri non hanno uno spaccio proprio o non hanno possibilità di dedicarsi alla commercializzazione. Abbiamo quindi deciso di offrire a ogni socio allevatore l’opportunità di vendere i propri prodotti attraverso il commercio elettronico. Questo – conclude Lugo – consentirà loro di tenere per sé il valore aggiunto anziché cederlo ai grossisti e in prospettiva anche di aumentare i volumi della distribuzione».
L’adesione alla piattaforma è praticamente a saldo zero. Alle aziende è, infatti, richiesto un contributo iniziale di 1000 euro che può però essere abbattuto da un contributo regionale di parti importo messo a disposizione dalla Regione per le iniziative legate al commercio elettronico.

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In copertina, il direttore Andrea Lugo con il logo del nuovo sito e-commerce.

Allevatori Fvg protagonisti in piazza alla Festa del formaggio che torna a Gemona

L’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia torna in piazza con tanti appuntamenti e con una piccola mostra di bovine da latte alla festa “Gemona, formaggio… e dintorni” che si terrà nella cittadina pedemontana da domani al 13 novembre. Il quartier generale degli allevatori friulani sarà ospitato anche quest’anno in piazza del Ferro sotto la grande tensostruttura allestita per l’occasione dove si terranno – grazie al fondamentale supporto dell’Ersa – dimostrazioni, convegni, conferenze stampa, premiazioni. Appena fuori dal tendone sarà allestita una piccola mostra di animali che ospiterà le razze bovine in via di estinzione come la Grigio alpina, e la Pustertaler, assieme a capre e conigli per la gioia dei più piccoli.


In occasione dell’inaugurazione, in programma per domani alle 18.30 sotto la loggia del municipio, l’Aafvg premierà i vincitori del Concorso formaggi a latte crudo e taglierà la forma vincitrice, mentre le restanti andranno all’asta (il ricavato sarà devoluto in favore di un’associazione del territorio) domenica, dalle 15.30, sempre in piazza del ferro.
Sabato il sipario sullo spazio gestito dagli Allevatori si alzerà di prima mattina con il convegno “Agrivoltaico nelle aziende agricole e zootecniche“, in programma per le 10.30. Seguiranno, dalle 14 alle 15.30 e dalle 16.30 alle 18, due dimostrazioni di caseificazione del latte. Domenica nuova dimostrazione dalle 9 alle 10.30, seguirà a ruota un un secondo convegno, “Cambiamenti climatici in Fvg: quali foraggere in alternativa al mais“, per finire alle 15.30 con l’asta dei formaggi. Un cenno a parte merita la conferenza stampa in programma per sabato mattina, alle 9.30, durante la quale i vertici di Aafvg, in particolare il presidente Renzo Livoni e il direttore Andrea Lugo, presenteranno l’e-commerce dell’associazione, prima iniziativa nel suo genere a livello nazionale.

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In copertina e all’interno bovini delle razze Grigio alpina e Pustertaler in arrivo a “Gemona, formaggio… e dintorni”.

Agriflash.FVG

Allevatori, appello per la famiglia Del NegroLa grande famiglia degli allevatori friulani si stringe attorno a quella di Daniele Del Negro, l’agricoltore-musicista di 42 anni morto in un incidente stradale in Austria e che a Paularo guidava l’azienda agricola “Stelutes Alpines”. L’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia si è subito attivata per andare in aiuto della famiglia nella gestione dell’allevamento delle capre e del relativo piccolo caseificio aziendale di cui si sono fatti carico alcuni allevatori della zona finché non sarà trovata una soluzione stabile. Parallelamente, l’AaFvg ha anche attivato una raccolta fondi per sostenere la famiglia. Chiunque volesse partecipare può farlo utilizzando l’Iban IT 11 U 01030 63750 00000 2343217 con la causale “Donazione famiglia Del Negro Daniele”.

“Aria di Fvg”, ultimo giorno a San Daniele Gran finale oggi per “Aria di Friuli Venezia Giulia” che a San Daniele celebra prosciutto, vini e formaggio, eccellenze della nostra regione conosciute in tutto il mondo. La grande manifestazione enogastronomica proposta dalla cittadina collinare affianca, infatti, nella promozione del Prosciutto di San Daniele anche le altre prelibatezze del territorio regionale che si distinguono pure oltre confine, tra cui il Formaggio Montasio Dop, i famosi vini bianchi Doc, Docg e Igt, nonché i prodotti a marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”. Sono migliaia le prenotazioni ricevute in questi giorni per i laboratori e le degustazioni, oltre che per le visite guidate agli stabilimenti produttivi e agli stand enogastronomici lungo le vie del centro storico. Come detto, questa è l’ultima giornata della manifestazione.

Musica e teatro con le Città del vino FvgSi avvia alla sua conclusione – con eventi a ingresso libero e degustazioni tra musica e teatro – l’estate di eventi delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia che con tre rassegne (Calici di stelle, Festival Vini Gusti in Musica e Un calice a Teatro) ha animato tutto il territorio regionale da fine luglio e lo farà fino ai primi giorni di settembre. Questi, pertanto, i prossimi eventi del Festival Vini Gusti in musica, selezionati dai direttori artistici Paola Camponovo e Alfredo Blessano, abbinati a proposte enologiche e gastronomiche del territorio. Orario d’inizio 20.30, ingresso libero. Domani 30 agosto a Buttrio nel ristoro agrituristico Tal cûr di Buri concerto Incontro d’ance (Andrea Mocci saxofoni, Ezio Ghibaudo fisarmonica). Il 1° settembre a Manzano in Piazza Chiodi concerto del Quartetto di Brescia (Stefano Belotti, Fabio De Cataldo, Alberto Pedretti e Antonio Mascherpa tromboni). Il 3 settembre a Sequals nella Tenuta Fernanda Cappello Recital chitarristico di Eugenio Della Chiara. Inoltre,due appuntamenti con la rassegna Un Calice a Teatro. Il 31 agosto, ore 21, a Casarsa della Delizia, al Teatro Pasolini, “News in the gnot” della Compagnia “Sot la Nape” di Varmo (recupero dell’evento del 6 agosto annullato per maltempo). Degustazione della selezione di spumanti Fvg Filari di Bolle. Il 9 settembre, ore 21, a Corno di Rosazzo a Villa Nachini, “Il Miedi par Fuarze” della Compagnia “El Tendon” di Corno di Rosazzo con degustazione di vini locali. Nata da un’idea di Sonia Paolone e coordinata da Luigino Zucco, la rassegna del Coordinamento regionale delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia è organizzata dal Gruppo Teatrale El Tendon di Corno di Rosazzo e dall’Associazione Teatrale Friulana. Collaborano Pro Loco Casarsa della Delizia e Pro Loco Mitreo Duino Aurisina. Sostengono la kermesse BancaTer, PromoturismoFVG – Io sono Friuli Venezia Giulia e Strada Vino e Sapori del Friuli Venezia Giulia. Anche questa rassegna rientra nel programma nazionale di Duino Aurisina – Devin Nabrežina Città italiana del Vino.

Mieli in concorso a Pantianicco In attesa della 51ma edizione della “Mostra regionale della mela di Pantianicco”, si scaldano i motori anche per il 32mo “Concorso regionale mieli città di Pantianicco”. Fino al 2 settembre, sarà infatti possibile consegnare i campioni di miele per partecipare al concorso rivolto agli apicoltori iscritti e non ai Consorzi regionali, indetto dalla Pro Loco della frazione di Mereto di Tomba, in collaborazione con l’Arpa del Friuli Venezia Giulia e il Consorzio Apicoltori della Provincia di Udine, con l’intento di promuovere e propagandare il consumo del miele. Il concorso sarà ospitato proprio all’interno della Mostra della mela e le premiazioni si terranno il 25 settembre. Intanto, in vista della ormai storica rassegna pomologica, che si terrà dal 23 settembre al 2 ottobre, la commissione tecnica Premio Mela Friuli 2022, composta da Barbara Oian, Michele Fabro e Marco Stocco (Ersa), Emilio Beltrame e Leonardo Barberio (Regione Fvg), Daniele Della Toffola e Marco Gani (Arpa), Severino Del Giudice e Claudio Rizzi (Confagricoltura), Paolo Ermacora (Università degli studi Udine) e Gigi Fabro (tecnico e storico componente), sta visitando le cinquanta aziende produttrici che si sono iscritte al Premio Mela Friuli 2022, che sarà assegnato alla migliore azienda produttrice della regione, e al Concorso miglior cassetta di mele.

Nuovo leader per la Cantina TolloLuciano Gagliardi è il nuovo presidente di Cantina Tollo, in Abruzzo. Sessantasei anni, Gagliardi è un imprenditore agricolo a titolo principale e gestisce un’azienda di 5 ettari, situata proprio nel Comune di Tollo – del quale è sindaco Angelo Radica, presidente nazionale delle Città del vino -, con vigneti di alcune delle varietà più tipiche e rappresentative del territorio, come Cococciola, Passerina e Montepulciano d’Abruzzo. Nipote di uno dei soci fondatori, è in consiglio di amministrazione della Cooperativa dal 1994 e dal 2016 ricopriva il ruolo di vicepresidente. Gagliardi è stato eletto all’unanimità dal Cda della Cantina per dare seguito alle dimissioni presentate da Tonino Verna, alla guida dell’azienda dal 2005. “A nome di tutto il consiglio di amministrazione desidero ringraziare con sincera gratitudine il dottor Verna – ha affermato il nuovo eletto – per il servizio svolto in questo lungo tempo alla guida della nostra Cooperativa. In questi anni Cantina Tollo si è consolidata dal punto di vista manageriale assumendo la fisionomia di un gruppo, diversificando la propria produzione e sviluppando la capacità di produrre vini di eccellenza. Grande attenzione è stata posta nell’internazionalizzazione dei mercati che solo lo scorso anno sono cresciuti di oltre il 26%”. Oggi Cantina Tollo è infatti una delle più importanti e affermate realtà nel settore vitivinicolo italiano e protagonista assoluta in Abruzzo. Conta circa 700 soci per 2700 ettari coltivati che garantiscono una produzione annua di circa 13 milioni di bottiglie e un fatturato, nell’ultimo bilancio consolidato, di 41,9 milioni di euro.

Allevatori Fvg, una raccolta di fondi per aiutare la famiglia Del Negro di Paularo

La grande famiglia degli allevatori friulani si stringe attorno a quella di Daniele Del Negro, l’agricoltore-musicista di 42 anni morto domenica in un incidente stradale in Austria e che a Paularo guidava l’azienda agricola “Stelutes Alpines”. L’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia si è subito attivata per andare in aiuto della famiglia nella gestione dell’allevamento delle capre e del relativo piccolo caseificio aziendale di cui si sono fatti carico alcuni allevatori della zona finché non sarà trovata una soluzione stabile. Parallelamente, l’AaFvg ha anche attivato una raccolta fondi per sostenere la famiglia Del Negro. Chiunque volesse partecipare può farlo utilizzando l’Iban IT 11 U 01030 63750 00000 2343217 con la causale “Donazione famiglia Del Negro Daniele”.

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In copertina, l’allevatore Daniele Del Negro con l’inseparabile chitarra morto a 42 anni.

Rogo alla stalla sociale di Rauscedo: scatta una grande gara di solidarietà

Un duro colpo che, però, ha trovato la piena solidarietà del mondo cooperativistico locale: a San Giorgio della Richinvelda la stalla sociale fra Vivaisti di Rauscedo è stata vittima di un incendio sabato 6 agosto. Nessuna vittima tra soci e dipendenti, per fortuna, ma dure le conseguenze sul bestiame e le strutture tra vitelli morti, mucche spaventate e le scorte di alimenti per i bovini andate bruciate. Ma oltre all’operato encomiabile di vigili del fuoco e forze dell’ordine nello spegnere le fiamme e mettere in sicurezza l’area, c’è stata la grande solidarietà degli agricoltori della zona che hanno portato acqua con le proprie botti e fornito prime scorte di cibo per i capi di bestiame.
Anche Confcooperative Pordenone, di cui la stalla sociale fa parte, sta facendo la sua parte per sostenere la cooperativa. Ieri il presidente Luigi Piccoli, assieme ai vicepresidenti Pietro Tomaso Fabris (referente proprio delle cooperative agricole) e Fabio Dubolino con il direttore Marco Bagnariol, hanno fatto il punto con la cooperativa di Rauscedo, presieduta da Natale D’Andrea, assieme alla vicepresidente Antonella D’Andrea, per conoscere le esigenze urgenti e dare ulteriore contributo da parte del mondo cooperativistico del Friuli occidentale. Il gruppo di lavoro sta dialogando anche con Venanzio Francescutti, presidente regionale di FedagriPesca Confcooperative Friuli Venezia Giulia. Prezioso pure il confronto con la rete nazionale di Confcooperativo, l’Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia e il Comune di San Giorgio della Richinvelda, guidato dal sindaco Michele Leon.
«Abbiamo immediatamente espresso la nostra solidarietà alla cooperativa – ha commentato Piccoli – nonché esprimiamo un plauso alla pronta risposta solidale degli agricoltori, la quale fa onore alla comunità in piena sintonia con il titolo di Comune delle cooperative, che per primo in Italia San Giorgio della Richinvelda ha ottenuto. Siamo pronti a dare il nostro aiuto a livello pratico sia con i nostri uffici provinciali di Confcooperative Pordenone che con le altre cooperative aderenti in base alle necessità che la presidenza della stalla sociale ci manifesterà. Fare cooperazione è anche questo: avere la sicurezza di far parte di una grande famiglia pronta ad aiutarti nel momento del bisogno».

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«È davvero una situazione difficilissima quella che sta facendo seguito all’incendio avvenuto alla stalla sociale di Rauscedo e ce ne siamo resi conto di persona», dice il presidente di FedAgriPesca Fvg, Venanzio Francescutti che, assieme al consigliere nazionale Giorgio Giacomello, ha incontrato il presidente della cooperativa zootecnica, Natale D’Andrea, e alcuni altri amministratori, impegnato nella gestione delle gravi conseguenze venutesi a creare con il rogo. «Abbiamo portato la nostra vicinanza personale ai soci e la massima disponibilità alla collaborazione di tutto il movimento cooperativo agricolo regionale di Confcooperative, non solo per la gestione dell’emergenza, ma anche per le necessità future che saranno molte – prosegue Francescutti -. La grande mobilitazione di persone e mezzi verificatasi per controllare l’incendio e le sue prime conseguenze è stata d’avvero ammirevole, ma ora serve guardare avanti, in particolare alle necessità delle prossime settimane e mesi. Mi riferisco, in particolare, alla gran quantità di foraggio andata distrutta che potrebbe compromettere il regime alimentare dei bovini della stalla nei giorni a venire. Per questo, abbiamo allargato l’area della solidarietà a tutto il Nordest coinvolgendo il responsabile nazionale di FedAgriPesca, Giovanni Guarnieri, che ha lanciato una richiesta d’aiuto anche alle cooperative agricole delle regioni vicine».

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In copertina, lo spaventoso incendio alla stalla sociale di Rauscedo in una foto scattata dal sindaco Michele Leon.

“Macellazioni d’urgenza, i nuovi costi sono insostenibili per le stalle Fvg”

Nuova batosta per la zootecnia. Dal primo gennaio, a un prezzo del latte alla stalla ancorato sotto i 40 centesimi al litro (appena sufficienti a coprire i costi di produzione) e ai rincari dei costi energetici, delle materie prime e dei mangimi, si è aggiunto l’aumento dei costi della macellazione d’emergenza, causato dalle nuove disposizioni del Decreto legge 32/2021. La norma prevede che, rispetto a quanto accadeva prima della sua entrata in vigore, quando i costi delle Msu, macellazioni di capi bovini destinati all’abbattimento per cause accidentali, erano assorbiti in parte dal Sistema sanitario nazionale, ora questi ricadranno interamente sul macellatore che naturalmente si rivarrà sulle stalle.

Andrea Lugo e Renzo Livoni.


A dare l’allarme – come informa una nota – è l’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia che ha calcolato l’entità dell’aggravio di spesa per le aziende zootecniche a singola macellazione: «Tra i costi per il trasporto dell’animale abbattuto in stalla, l’operazione di macellazione d’urgenza, le analisi che prevede il nuovo decreto e la remunerazione del veterinario che schizzerebbe addirittura a 80 euro all’ora per gli interventi eseguiti fuori dall’orario programmato di macellazione, arriviamo a un importo di spesa per capo di circa 200-250 euro. Se pensiamo che mediamente un animale macellato d’urgenza non porta più di 200, massimo 300 euro nelle casse dell’allevatore – denuncia il presidente dell’Aafvg, Renzo Livoni – è chiaro che per la categoria questa novità normativa si traduce nell’ennesima mazzata».
Niente affatto marginale se si considera che, a dispetto della definizione, non sono pochi i casi di macellazione d’urgenza in Fvg. Si parla in media di un migliaio di interventi all’anno, tra i 300 e i 400 in provincia di Pordenone, tra i 600 e i 700 in quella di Udine. «Questo provvedimento – continua Livoni – è un altro elemento disincentivante l’attività zootecnica e contribuisce alla chiusura di ulteriori stalle nel nostro territorio, attività che non sono più in grado di reggere a questa sfilza continua di aggravi di costi. Senza contare che i macellatori si trovano già in seria difficoltà nel gestire le macellazioni d’urgenza essendo rimasti appena tre – Gattel a Pordenone, Battilana a Basiliano, Pressacco a Rivignano e Tilatti a Bertiolo – quelli operativi in regione».
«Non possiamo più rimanere inermi dinanzi a questi provvedimenti che ipotecano una volta in più il nostro settore già duramente ridimensionato nel corso degli ultimi anni. Facciamo quindi appello alla politica regionale per mitigare gli effetti negativi di questo provvedimento, trovando le forme per ristorare gli allevatori almeno parzialmente dei costi che ora ricadono completamente sulle loro spalle – aggiunge Andrea Lugo, direttore di Aafvg -. Come Associazione Allevatori siamo anche disponibili a farci carico di alcuni aspetti inerenti le macellazioni d’urgenza, organizzandoci per il trasporto e abilitando qualche operatore a questo tipo d’interventi, ma abbiamo bisogno di un chiaro sostegno dell’amministrazione regionale».

 

Formaggi all’AgriFieste di Gemona: ecco le Latterie friulane premiate

In occasione della manifestazione gemonese “AgriFieste” 2021, rassegna dedicata al mondo contadino e organizzata per celebrare la Festa del Ringraziamento, l’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia ha organizzato il 10° Concorso regionale del formaggio latteria a latte crudo, divenuto uno degli appuntamenti clou della kermesse gemonese. Due le categorie in concorso: per il formaggio fresco di due mesi di stagionatura si è imposta la Latteria turnaria di Trivignano Udinese seguita dalla Latteria di Fagagna Borgo Centro e dalla Latteria turnaria di Campolessi di Gemona, quest’ultima arrivata prima nell’altra categoria in concorso, il formaggio semistagionato fra quattro e sei mesi, seguita dalla Latteria di Fagagna Borgo Paludo e dalla Latteria Turnaria di Brazzacco di Moruzzo.
Alla rassegna, unica possibilità di confronto fra i diversi prodotti dei caseifici regionali, qui presentati al giudizio di una commissione di esperti, hanno partecipato 25 latterie del Friuli Venezia Giulia.
«L’idea di realizzare il concorso prende origine dalla volontà di promuovere e rivalutare un formaggio che ha costituito una risorsa fondamentale nella alimentazione delle genti friulane degli ultimi 150 anni – spiegano il presidente dell’AaFvg Renzo Livoni e il direttore Andrea Lugo – e che costituisce al giorno d’oggi una valore significativo a vantaggio del sistema agroalimentare e turistico della nostra regione. La partecipazione è infatti rivolta a quelle strutture che producono il formaggio come un tempo, senza il trattamento termico del latte».

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In copertina, formaggi della Latteria turnaria di Brazzacco.

Allevamenti, pesante il ciclone Covid in Fvg: latte ai minimi e venti stalle chiuse

(g.l.) In Friuli Venezia Giulia il prezzo del latte è letteralmente crollato e venti stalle non ce l’hanno fatta, tanto che si sono dovute rassegnare alzando bandiera bianca. L’onda d’urto dovuta al ciclone pandemico, infatti, c’è stata e pure pesante, sebbene vada osservato che, fortunatamente, rispetto ad altri settori quello dell’allevamento, tutto sommato, ha resistito alla batosta Covid. «Non siamo ancora riusciti a superare definitivamente gli effetti della pandemia, che naturalmente ci sono stati, ma tutto sommato non hanno inciso pesantemente dal punto di vista dell’andamento economico finanziario», ha detto ieri mattina il presidente dell’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia, Renzo Livoni, aprendo l’assemblea dei soci a Codroipo che ha approvato i conti dell’anno passato e il bilancio di previsione 2021. Nonostante la tenuta complessiva, non sono però mancati i problemi, appunto anche gravi. In alcuni periodi dell’anno scorso, specie durante l’estate, il settore ha pagato infatti gli effetti delle speculazioni sui beni agroalimentari, che hanno generato riflessi negativi anche a monte. A farne le spese è stata ancora una volta, soprattutto la zootecnia da latte. All’incontro ha partecipato anche l’assessore regionale delle Risorse agricole, Stefano Zannier, che ha portato il saluto della Giunta Fedriga, soffermandosi sui problemi del settore alla luce dell’emergenza sanitaria e sulle misure messe in atto per fronteggiarla.

Lugo, Livoni e Zannier.

MUNGITURE AVARE – Dai 39 centesimi di febbraio, il prezzo pagato alla stalla per un litro di latte era sceso a 38 centesimi a marzo, per poi toccare i minimi termini, appena 34 centesimi, tra luglio e agosto. «Dinamiche – ha affermato il presidente Livoni – ingiustificate perché se è vero che da un lato il blocco della ristorazione durante il lockdown ha azzerato il mercato legato all’Horeca, è vero anche che i consumi di prodotti lattiero-caseari nella grande distribuzione organizzata sono cresciuti a doppia cifra, così come quelli di altri prodotti agroalimentari». Logica avrebbe voluto che vi fosse un bilanciamento. Così invece non è stato. E a farne le spese, ancora una volta, sono state le stalle. In 20 non hanno retto l’onda d’urto e hanno chiuso. Ma le difficoltà non si sono limitate alla zootecnia da latte. «La carne bovina così come quella suina e tutto il comparto delle carni bianche ha subito cali delle quotazioni per chilo che in certi momenti hanno sfiorato il -50%», ha fatto sapere ancora Livoni rilevando che queste dinamiche non sono passate senza mietere qualche vittima: «Chi ha potuto immagazzinare – ha aggiunto -, congelando il prodotto, è riuscito a sopravvivere, ma diversi operatori del settore hanno dovuto ammainare bandiera. L’attuale ripresa dei consumi ci dirà ora se, chi è riuscito a superare il 2020, sarà in grado di restare sul mercato».

MALGA MONTASIO OK– Nell’ambito dell’attività associativa, si è giovata della pandemia malga Montasio, che nell’estate 2020 ha raccolto migliaia di visitatori in fuga dalle città, dall’afa e ovviamente dal Covid. Al contrario, l’anno non è stato eccellente per il rifugio Divisione Julia, struttura che l’Aafvg ha preso in affitto dal Cai nel maggio 2019 per farne un’importante vetrina dedicata al prodotti delle stalle associate. Se nel periodo estivo, così come in malga Montasio, il rifugio ha fatto ottimi risultati, nel periodo invernale le restrizioni applicate dal Governo per il manifestarsi della seconda ondata di Covid-19 hanno limitato fortemente l’attività di ristorazione e alloggio. «La beffa – ha evidenziato il direttore Andrea Lugo – si è avuta poi nella parte finale dell’anno, quando sono iniziate le abbondanti nevicate, promessa di una stagione “sold-out”, che invece non c’è stata».

SEME BOVINO IN CINA – Durante l’estate scorsa, il Centro tori e stalloni di Moruzzo, unica struttura regionale nel campo della riproduzione delle specie animali allevate, oltre ad aver rafforzato il canale di esportazione del seme bovino con la Turchia, ha aperto un nuovo canale commerciale con la Cina, grazie a una partnership con Horizon Genetics, azienda che si occupa dell’esportazione del seme bovino in America e nel Far East. «Le prime esportazioni sono state effettuate a cavallo del 2020 e 2021 ed ora si stanno implementando ulteriormente essendo trascorsi i 6 mesi di quarantena necessari per l’autorizzazione all’esportazione. Questo progetto – ha sottolineato Lugo – dovrebbe tendere a regime ad una produzione e successiva esportazione di circa 300.000 dosi all’anno che rappresenteranno un considerevole sbocco di mercato per le nostre capacità produttive».

CONTROLLI FUNZIONALI – L’attività “core“ dell’associazione è naturalmente proseguita a beneficio delle quasi 1.000 aziende associate. Nonostante il calo delle bovine controllate, passate dai 35.506 capi del 2019 ai 33.022 del 2020, dovuto sostanzialmente a un paio di grosse realtà zootecniche che hanno cessato l’attività oltre ad alcune perdite fisiologiche di strutture zootecniche di piccola dimensione, la percentuale del latte controllato in regione rimane ad alti livelli: 2.172.559 sono infatti i quintali di latte monitorato nell’anno tramite i controlli funzionali, l’81,7% del totale di 2.657.733 quintali di produzione regionale complessiva. «Un grazie va a tutto il personale – hanno concluso Lugo e Livoni – per l’impegno, la dedizione e la collaborazione che ci ha consentito, anche nell’anno della pandemia, di essere sempre al fianco degli allevatori, sia per le necessità tecniche che per quelle morali, volvendo un ruolo ancor più insostituibile che in passato».

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In copertina e all’interno immagini di allevamenti e di malga Montasio sulle Alpi Giulie.

 

 

Allevatori Fvg e benessere animale: la stalla del futuro nel primo webinar

Anche quest’anno, nonostante le importanti limitazioni imposte dalla pandemia, l’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia non ha voluto mancare al consueto appuntamento con la formazione tecnica. Un impegno che porta avanti da anni e che in questo 2021 si concentrerà sul tema del benessere animale. «Le politiche ambientali dell’Ue hanno contribuito a migliorare il benessere degli animali allevati, fin dagli anni 80, tramite l’emanazione di norme che garantiscono la loro protezione – spiega il presidente dell’Aafvg, Renzo Livoni -. Norme che si sono arricchite, dal 2007, grazie alla Politica agricola comunitaria (Pac) che ha inserito il benessere animale tra i criteri obbligatori da rispettare. Se a quest’attenzione si aggiungono poi quella dell’opinione pubblica e dei consumatori in materia di tutela degli animali è facile comprendere come oggi, per tutti, si tratti di una priorità. E per tutti significa naturalmente anche per le aziende zootecniche, che devono far rientrare il benessere animale in un sistema che soddisfi da un lato le aspettative dei cittadini-consumatori, dall’altro permetta alle imprese di ottenere un reddito adeguato a fronte dell’impegno profuso quotidianamente».
Aspetti che saranno approfonditi nel corso di tre incontri online. In programma per domani 17 febbraio, per il 24 febbraio e il 3 marzo, prenderanno tutti il via alle 10.30 per concludersi entro le 12.30. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione all’indirizzo formazione@aafvg.it.
“Lettiera compost per vacche da latte: sarà la stalla del futuro?” è il titolo del primo webinar, in programma appunto per domani, che vedrà come relatore Lorenzo Leso dell’Università di Firenze. Il 24 febbraio la veterinaria Nadia Borsato parlerà invece di “Assistenza della vacca al parto e alla gestione del vitello”, per finire il 3 marzo con un incontro sulla ClassyFarm (sistema integrato per la categorizzazione del rischio degli allevamenti) e l’allevamento sostenibile. Ne parlerà un ricco parterre di relatori: Paolo Bulgarelli (Parmalat spa), Norma Arrigoni (Izsler), Andrea Peresson e Martina Ricci (Regione Fvg) e Michele Blasi (Dqa srl).

Per iscriversi: formazione@aafvg.it

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In copertina, bovine da latte in una stalla friulana; qui sopra, il presidente Aafvg Renzo Livoni.