Allevatori Fvg, proposte formative per aziende di successo in tre incontri. Il via a Codroipo con il veterinario Valenza

«Nei tempi recenti emerge con sempre maggiore evidenza come il vero motore del successo delle aziende zootecniche, oltre che nella tecnologia e nelle innovazioni produttive, risieda nella capacità di valorizzare le risorse umane e di gestire al meglio i dati di gestione disponibili. Tutto ciò può contribuire, in maniera decisiva, a influenzare le decisioni quotidiane dell’allevatore, aumentando l’efficacia, la produttività e la sostenibilità aziendale – afferma Marco Bassi, direttore dell’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia -. A questi temi, dunque, abbiamo rivolto la nostra attenzione formativa dei prossimi mesi organizzando una serie di momenti tecnici di aggiornamento rivolti a tutti gli allevatori regionali».
Si inizierà giovedì 19 febbraio, alle ore 10.30, nella sede di Codroipo, con un approfondimento sul tema: “Il valore dei dati in azienda. Dall’informazione alla decisione consapevole”. L’intervento principale sarà tenuto dal veterinario Alessio Valenza.
Mercoledì 4 marzo, sempre a Codroipo, sarà la volta dell’intervento dell’agronomo Michele Campiotti che, a partire dalle ore 10.30, relazionerà sul tema: “Gestione del personale nell’azienda zootecnica. Strumenti e strategie per l’efficienza produttiva”.
Infine, a Tolmezzo, nella sede della Comunità di montagna, mercoledì 15 aprile, Carlo Sgoifo Rossi, dell’Università di Milano, a partire dalle ore 10.30, proporrà un approfondimento su: “Criticità e opportunità dell’allevamento vacca-vitello”, una delle forme più naturali e sostenibili dell’allevamento bovino, ma anche una delle più complesse da gestire.

Info: 0432.824211, e-mail: segreteria@aafvg.it

Allevatori Fvg, possibili strategie per ridurre l’utilizzo di antibiotici nelle stalle: la fitoterapia può essere di grande aiuto

L’Italia, dopo la Polonia, è il Paese europeo con il più alto consumo di antibiotici a uso zootecnico, con una quantità doppia per animale rispetto alla media. Negli ultimi 10 anni, però, l’utilizzo di questi farmaci si è ridotto del 57,5%, in linea con quello degli altri Paesi del continente. Ma l’Ue ha fissato obiettivi più ambiziosi all’interno dell’approccio One Health con la richiesta (ai 27 Stati membri) di una riduzione della vendita del 50% entro il 2030, sulla base dei consumi del 2018. La richiesta è giustificata dal fatto che la resistenza agli antibiotici, negli animali e negli uomini, è salita a livelli preoccupanti rendendo pure infezioni comuni sempre più difficili da trattare anche a motivo della diffusione di batteri resistenti (trasferibili all’uomo) all’interno dei prodotti di origine zootecnica (latte, carne, uova). Dunque, gli allevatori e i veterinari, nel gestire la salute degli animali, sono chiamati a un percorso di prudenza di utilizzo, di rispetto delle regole sempre più stringenti e della ricerca di strategie di cura alternative. Tutte le norme sul benessere animale vanno in questa direzione ma anche, ad esempio, l’utilizzo dei principi attivi ricavati dalle piante come hanno illustrato i veterinari di GreenVet, Alice Caneschi e Maurizio Scozzoli, durante un recente incontro organizzato a Codroipo dall’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia.
«Il nostro impegno sulla formazione degli allevatori consapevoli è costante. Tanti progressi nella riduzione dell’uso degli antibiotici sono stati fatti rispetto agli ultimi dieci anni – spiega il direttore dell’Associazione, Marco Bassi -, ma forse dobbiamo imparare a raccontarci meglio al pubblico. Incontri come quello odierno (e altri sono in programma) aiutano noi e le aziende a essere più forti quando ci si rivolge al mercato».
«Da trent’anni ci occupiamo dell’impiego delle erbe officinali, in forma di miscele di piante, estratti e oli essenziali, in ambito zootecnico – sottolinea Scozzoli -. L’efficacia di questi prodotti è stata testata da molte Università italiane ed estere. Possiamo dire, perciò, che i prodotti botanici, se utilizzati correttamente, possono sostituire con efficacia dal 50 al 70% degli antibiotici somministrati in zootecnia. I costi dei trattamenti sono abbastanza simili, ma non bisogna dimenticare i tanti benefici collaterali generati dall’uso di prodotti vegetali. Perciò, gli allevatori (in particolare quelli biologici) sono molto sensibili verso le potenzialità delle cure zootecniche a base vegetale e la ricerca sta facendo notevoli passi avanti. Per aumentarne la diffusione, troviamo ancora un po’ carente l’aspetto legislativo europeo dove attualmente, su questi temi, ogni Paese si muove per conto suo senza un quadro di riferimento unico. Anche la formazione universitaria veterinaria, a mio avviso, dovrebbe dimostrare qualche apertura in più. Se abbiamo i prodotti che funzionano, ma non conosciamo bene le loro caratteristiche e non sappiamo come consigliarli e utilizzarli al momento giusto e con i corretti dosaggi, non facciamo alcun progresso», è la conclusione del veterinario.

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In copertina, i bellissimi fiori dell’arnica coltivata sul Piancavallo nel Pordenonese.

Tolmezzo capitale del gusto, venerdì ritorna “Il Filo dei Sapori” un omaggio alla montagna e alle sue tradizioni

Profumi, colori e storie di montagna torneranno ad animare Tolmezzo dal 10 al 13 ottobre, quando la città diventerà il cuore pulsante della XXII edizione de “Il Filo dei Sapori”. Per quattro giorni vie, piazze e palazzi storici si trasformeranno in un grande laboratorio a cielo aperto, dove il gusto incontrerà la tradizione, l’innovazione dialogherà con la natura e la cultura si intreccerà con l’arte del convivio. La kermesse, ideata dalla Comunità di Montagna della Carnia per valorizzare prodotti, tradizioni e saperi del territorio, anche quest’anno si presenterà con un ricco calendario di incontri, degustazioni, laboratori ed eventi.

10 OTTOBRE – La manifestazione si aprirà venerdì 10 ottobre esclusivamente con due appuntamenti da non perdere: la presentazione del libro “Le Madonne Vestite del Friuli”, di Paola Treppo, alla Biblioteca civica “Adriana Pittoni” (via Del Din 3), alle 17.30; e l’originale cena itinerante “Palazzi in festa”, dalle 18, che condurrà il pubblico alla scoperta dei luoghi storici di Tolmezzo attraverso il gusto (biglietto da acquistarsi su www.eventbrite.it).

11 OTTOBRE – Sabato 11 ottobre la città si animerà con l’apertura del grande mercato in piazza Centa, cuore pulsante della manifestazione, che farà da cornice a talk, degustazioni e laboratori. Dopo il panel dedicato a Montagne produttive, con giovani protagonisti del mondo agricolo e comunitario, organizzato da Innovalp (dalle 10.30), seguirà l’inaugurazione ufficiale della manifestazione. La giornata sarà scandita da show cooking, incontri sulla biodiversità, approfondimenti scientifici e momenti di degustazione curati dagli studenti dell’ISIS Paschini Linussio, senza dimenticare gli eventi speciali dedicati alla caseificazione (piazza XX settembre 14.30-17), alla micologia (sala albergo Roma, alle 17) e alle attività per bambini, nella dedicata “area bimbi”.

12 OTTOBRE – Domenica 12 ottobre, sempre in piazza Centa, si alterneranno degustazioni e dimostrazioni culinarie, conferenze dedicate alla tutela ambientale e alla biodiversità, visite guidate e laboratori esperienziali. I più piccoli saranno coinvolti da animazioni, giochi in legno e attività creative, mentre gli appassionati d’arte e cultura avranno l’opportunità di visitare mostre e partecipare a percorsi guidati tra museo, centro storico e natura. Non mancheranno i momenti conviviali, come lo show cooking Tessere di Sapori (alle 12.15), che metterà in dialogo le eccellenze del pordenonese e della Carnia, o l’incontro dedicato ai cjarsons e agli zlikrofi nell’ambito del progetto transfrontaliero Go!Pasta (alle 15.45).

SABATO E DOMENICA – Continuano le molte collaborazioni che animeranno questa XXII edizione. Al Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani” torna “Porca vacca… quanti siamo!”, il percorso interattivo ed esperienziale che accompagna i più piccoli alla scoperta degli animali della fattoria. Nelle giornate di sabato 11 e domenica 12 ottobre, dalle 10 alle 17, tantissime attività e laboratori tematici con gli esperti animeranno gli spazi esterni del Museo per avvicinare bambine e bambini al mondo degli animali e riscoprire tradizioni, usi e oggetti del passato che ne fanno parte. Protagonisti di questa edizione la mucca, la pecora, la gallina, il maiale, l’asino, l’ape, il cane da pastore, il coniglio, la capra. A Palazzo Frisacco sarà visitabile la mostra “Di tanti volti”, curata da Giovanna Durì e promossa dal Comune di Tolmezzo in collaborazione con PromoTurismoFVG e Museo Carnico delle Arti Popolari: sono trecento i volti di donna esposti, ritratti da oltre quaranta tra i più celebri autori dell’illustrazione contemporanea e affiancati da sette ritratti femminili del Settecento, delle collezioni del Museo Carnico. Torna inoltre “La Via della biodiversità” con laboratori sul Parco Naturale Dolomiti Friulane e Parco Naturale Prealpi Giulie e dimostrazioni di Arpa Fvg su aria, acqua, suolo, rumore e cambiamento climatico. Novità di quest’anno, invece, sarà la “Via delle malghe”, con formaggi della Carnia e del Gaital e la mostra fotografica di Ulderica Da Pozzo dedicata ai malgari. Aperto anche il Caseificio Val But con l’antica latteria di Tolmezzo. In piazza Linussio, invece, i bambini potranno visitare la “Piccola fattoria” e cimentarsi nella mungitura delle mucche. In via Cavour la fotografia sarà protagonista con la rassegna “La montagna”.

BENEFICENZA – La rassegna si concluderà lunedì 13 ottobre con la pasta di beneficenza, che sarà ospitata in piazza XX Settembre, i cui fondi saranno devoluti a un’associazione locale impegnata nel sostegno delle persone in difficoltà.

Il Filo dei Sapori” kermesse ideata nel 2014 dalla Comunità di Montagna della Carnia con l’obiettivo di riportare l’attenzione sul ruolo dell’agricoltura e dell’agricoltore nel valorizzare e diffondere la ricchezza di un territorio. Una tre giorni che nel 2025 ha il patrocinio e il sostegno della Città di Tolmezzo, il sostegno di PromoTurismo FVG e Camera di Commercio Pordenone-Udine e la collaborazione di Confcommercio Udine, Cooperativa Cramars (INNOVALP), Museo Carnico delle Arti Popolari Michele Gortani, dell’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia e della Cooperativa Malghesi della Carnia e Val Canale, dell’APS Gruppo Shanghai.

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In copertina e all’interno i protagonisti del “Filo dei Sapori” tornano in piazza.

(Foto tratte dalla pagina Facebook della manifestazione tolmezzina)

Allevatori Fvg, discreto il prezzo del latte e bene l’e-commerce: il 2023 è stato anno dinamico per Associazione e produttori

Secondo il presidente Renzo Livoni, il 2023 dell’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia sarà ricordato come uno degli anni più dinamici. «Una serie importante di iniziative sta andando a regime – ha spiegato Livoni nel corso dell’Assemblea sociale svoltasi nella sede di Codroipo -. Mi riferisco alla riorganizzazione dell’Ufficio Ambiente e Territorio (con uno staff tecnico che ha fornito oltre 250 consulenze), allo sviluppo del progetto di e-commerce “Fattorie Friulane”, alla sistemazione dello stabilimento di Rodeano per la lavorazione della carne e a una serie di investimenti effettuati in Malga Montasio. Gli investimenti effettuati in Malga Montasio si sono resi necessari – prosegue il presidente – sia per adeguare la struttura ad alcune norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sia per migliorare l’efficienza delle lavorazioni in caseificio. Il 2023 è stato un anno dinamico anche per i nostri soci allevatori che hanno finalmente potuto beneficiare di prezzi di vendita del latte piuttosto sostenuti (oltre i 0,55 euro/l) nella prima parte dell’anno, con una flessione costante dal mese di aprile tale da scendere sotto i 0,50 euro/l ad agosto-settembre; da ottobre, invece, un’altra discesa a circa 0,47 euro/l, per poi risalire in chiusura d’anno a 0,50 euro/l. Questa prima parte del 2024 si mantiene con prezzi medi oscillanti tra i 0,48 e i 0,50 euro/l che, se si stabilizzassero, potrebbero dare un po’ di respiro agli allevatori. Riguardo alle consegne di latte, purtroppo, dobbiamo registrare un calo sensibile delle produzioni che si attesta al –7,57% rispetto a un dato medio italiano di –7,77%. Siamo la regione che, dopo Lazio e Campania, ha risentito della riduzione maggiore di latte prodotto (240.101 t, nel 2023, contro le 259.775 t del 2022). I dati dei primi tre mesi del 2024 registrano invece un aumento dell’1,19% rispetto allo stesso periodo del 2023», conclude Livoni.
«La piattaforma web per il commercio elettronico denominata “Fattorie Friulane” che ha visto partecipare inizialmente 56 imprese agricole, e oggi ne conta 63 – aggiunge il direttore, Andrea Lugo -, ha implementato con continuità le vendite degli oltre 400 prodotti inseriti superando, in poco più di un anno, i 30.000 follower. Da un’analisi dei siti internet di e-commerce di prodotti agroalimentari la piattaforma, in termini di gradimento riscontrato presso i visitatori, si posiziona al secondo posto dietro al Pur Sudtirol e davanti a realtà ben più storiche (Lattebusche e Shop Piemonte) della neonata Fattorie Friulane. L’andamento nei primi mesi dell’anno (gennaio-maggio) registra un aumento delle vendite piuttosto importante se raffrontato allo stesso periodo dell’anno precedente. Questi e altri parametri indicano che ci sono prospettive di crescita ulteriore dell’e-commerce realizzato dalla nostra Associazione».

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In copertina, bovini nei pascoli della malga Montasio nell’Alto Friuli.

Festa a Malga Montasio che ha celebrato un formaggio valore aggiunto per il Friuli

«Una produzione al cento per cento sostenibile, interamente a “chilometro zero”, e un valore aggiunto unico e irripetibile di questa regione. È importante che eccellenze così peculiari e di qualità del territorio come il Montasio vengano promosse e valorizzate, con l’intento di trasmettere al consumatore il messaggio che dietro al prodotto finito c’è molto di più che un sapore e un profumo: c’è un intero ecosistema fatto di animali, persone e un ambiente conservato da una gestione attenta e costante». Con queste parole l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ha portato il saluto della Regione Fvg all’evento “Mmmuu!!! Festival”, svoltosi ieri nella Malga del Montasio (Chiusaforte) per celebrare i 250 anni dalla nascita del formaggio Montasio. L’evento è stato organizzato dall’Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Consorzio di tutela del formaggio Montasio Dop e con il contributo di PromoTurismo Fvg.

«Affinché le attività legate a questi prodotti artigianali di pregio possano essere portate avanti – ha ribadito l’esponente della Giunta Fedriga – diventa indispensabile spiegare quali sono le difficoltà che gli allevatori continuano a sostenere per avere un latte sempre di qualità. Da un lato, è il consumatore l’unico soggetto che può determinare se questo mondo può sopravvivere, dall’altro la promozione delle nostre tipicità è la strada da seguire per permettere al nostro sistema produttivo di continuare a gestire territori, produrre ad alti standard qualitativi e innovare i processi di produzione. In questo scenario, l’Amministrazione regionale continuerà a supportare il comparto attraverso specifiche linee finanziarie».
Dopo aver portato i saluti del governatore Massimiliano Fedriga, l’assessore Zannier ha consegnato ai presidenti dell’Associazione allevatori e del Consorzio di tutela del Montasio, Renzo Livon e Valentino Pivetta, una targa celebrativa a nome della Giunta regionale. Successivamente, l’assessore ha partecipato all’inaugurazione del nuovo caseificio realizzato con i fondi regionali della Direzione risorse agroalimentari ed entrato da poco in funzione sulla Malga del Montasio.

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In copertina e all’interno ecco tre immagini della festa presente l’assessore Zannier.

Sella Nevea, nella Malga riecco il Festival del Montasio che celebrerà un formaggio con una storia cominciata 250 anni fa

Un “invecchiamento” storico di 250 anni, per il formaggio Montasio Dop, una delle bandiere agroalimentari del Friuli Venezia Giulia e del Veneto Orientale. Ed è, sicuramente, un buon motivo per fare festa, anzi: Festival. Infatti, il più antico documento fin qui ritrovato dove si parla del “formaggio di Montasio vero”, è datato 22 agosto 1773 ed è stato emesso a Udine. Il compleanno, poi, sarà anche l’occasione, sabato 6 luglio, proprio in Malga Montasio (di Sella Nevea) gestita dall’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia, per creare un evento nell’evento, con l’inaugurazione dei recenti lavori eseguiti in malga.


«Prima dell’apertura estiva – spiega il presidente Renzo Livoni – abbiamo provveduto alla ristrutturazione del mini-caseificio della Malga, all’allacciamento alla corrente elettrica e alla realizzazione di sei vasche di raccolta dell’acqua piovana che consentiranno la piena autosufficienza idrica dell’articolato complesso zootecnico. Tutti investimenti necessari sia per adeguare la struttura ad alcune norme sulla sicurezza sia per migliorare l’efficienza delle lavorazioni in caseificio. Il taglio del nastro è previsto per le ore 14, con molte autorità».
«È la prima edizione di un evento che speriamo di riproporre negli anni – aggiunge il direttore del Consorzio di Tutela della Dop, Renato Romanzin –. Un autentico ritorno alle origini lontanissime di questo prodotto genuino che, ancora oggi, si fa come una volta con materia prima locale e latte non pastorizzato. Quello inventato qualche centinaio di anni fa, meravigliosamente, dagli abati di Moggio che avevano avuto in custodia la Malga dal Patriarca di Aquileia, si fa ancora oggi, in un contesto naturalistico meraviglioso e lo condividiamo con i consumatori e i turisti che vorranno venire a conoscere questa storia nella giornata del Festival».
Alle 10.30 apriranno ufficialmente gli stand enogastronomici. Durante tutto l’arco della giornata si susseguiranno una serie di laboratori creativi per i bambini; passeggiate guidate, musica dal vivo e possibilità di degustare gli ottimi prodotti della Malga, ovviamente il Montasio Dop, il prosciutto di San Daniele Dop e molte altre eccellenti specialità tipiche. Il Festival del Montasio (www.festadelmontasio.it) gode del sostegno di “Io Sono Friuli Venezia Giulia” e della collaborazione con l’Associazione Friulana Tenutari Stazioni Taurine.

@Daniele Mari

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In copertina, Malga Montasio sui monti sopra Sella Nevea nell’Alto Friuli.

A Tolmezzo 25 bovine dell’Alto Friuli tornate dall’alpeggio all’Asta d’Autunno

L’Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia ha organizzato per il 12 ottobre, a Tolmezzo, l’Asta d’Autunno, il mercato regionale delle bovine di razza Pezzata bruna e Pezzata rossa italiana. All’appuntamento, che sarà ospitato a partire dalle 11 al centro zonale aste di via Paluzza, parteciperanno 19 aziende zootecniche della montagna che metteranno in vendita un totale di 25 bovine, «animali – spiega il direttore di AaFvg, Andrea Lugo – di diverse età reduci al 99% dall’alpeggio estivo».
L’evento si svolgerà come una tradizionale asta, con offerte al rialzo e l’aggiudicazione al miglior offerente. «Interpretiamo l’asta come una vera e propria festa per gli allevatori, un momento in cui finalmente potranno ritrovarsi insieme dopo l’interruzione dovuta al Covid», spiega ancora Lugo, ricordando che l’Asta è stata sospesa dal 2020 al 2022. Si tratta, tra l’altro, di un unicum a livello regionale. Delle diverse aste bovine che venivano organizzate fino a qualche anno fa, quella di Tolmezzo è rimasta l’unica e pertanto assume un significato ancor più rilevante che giovedì sarà preceduto da un momento dedicato agli studenti – 70 in tutto provenienti dall’Itas di Cividale e dal Solari di Tolmezzo – ai quali sarà dedicata una lezione sulla razza Pezzata rossa italiana a cura di Anapri. La giornata si concluderà con un pranzo conviviale offerto dagli alpini di Paularo.

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In copertina, bovine di razza Pezzata rossa italiana al pascolo in montagna.

Allevatori Fvg tra ambiente e territorio: dalle pratiche nitrati ai piani agronomici

L’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia ha potenziato l’ufficio ambiente e territorio, un servizio attivo ormai da una decina d’anni che nel tempo è però divenuto via via più strategico tanto da spingere l’associazione presieduta da Renzo Livoni a farne una realtà più strutturata che oggi può contare due agronomi, due dipendenti dell’AAFvg e uno studio legale. La decisione è figlia del fatto che per le aziende zootecniche oggi la gestione delle ricadute ambientali dell’attività sono divenute ancor più cruciali e vanno gestite lungo tutto il percorso, da monte a valle, sia per le piccole stalle che per quelle più strutturate.

Andrea Lugo e Renzo Livoni


La convivenza con il vicinato è fondamentale e perché possa essere gestita con il massimo della trasparenza diventa fondamentale certificare l’impatto degli allevamenti sull’ambiente che deve essere sostenibile. Una condizione questa che in Fvg è la norma a differenza di altre regioni: «Da noi la densità di allevamenti – spiega Andrea Lugo, direttore dell’Associazione Allevatori Fvg – è un sesto rispetto a quello della Lombardia. Siamo una regione virtuosa e dobbiamo far sì che questa condizione si confermi nel tempo. Negli ultimi anni la zootecnia è andata a concentrare le aziende, da tante micro realtà polverizzate se ne sono create di grosse dimensioni, ma a parità di latte e con una produzione di azoto che in rapporto alla superficie (rapporto sovrinteso dalla direttiva Nitrati) vede il Fvg in buona posizione a differenza come detto di altre regioni italiane».
Tra le tematiche affrontate all’Ufficio ambiente figurano anzitutto l’assistenza alla aziende per le pratiche nitrati, la comunicazione di spandimento e il piano di utilizzazione agronomica. Il servizio si avvale inoltre di una convenzione con uno studio legale esperto in tematiche ambientali per fornire ai soci pareri sulle problematiche ambientali e, laddove necessario, anche una consulenza più specialistica. «L’obiettivo che ci siamo dati per l’ufficio è duplice e investe sia l’interno che l’esterno – conclude Lugo -. Vogliamo rendere più trasparente l’attività degli allevatori verso i consumatori, per evitare fraintendimenti, e d’altro canto coinvolgere soci e organizzazioni di categoria diventando per entrambi un punto di riferimento per tutte le problematiche di tipo ambientale».

Gli Allevatori Fvg ancora a Renzo Livoni: punta all’e-commerce Fattorie friulane

Sarà ancora Renzo Livoni a guidare l’associazione degli allevatori del Friuli Venezia Giulia. L’imprenditore zootecnico di Merlana è stato, infatti, riconfermato alla presidenza del sodalizio nel corso della prima seduta del consiglio di amministrazione eletto durante l’ultima assemblea dei soci. Per Livoni si tratta del quarto mandato consecutivo alla guida dell’Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia, una conferma che gli consentirà di portare avanti i tanti progetti avviati nel corso degli ultimi anni tra i quali l’e-commerce Fattorie friulane e il Laboratorio di lavorazione della carne suina e bovina. Con lui entrano in giunta i due vice, Franco Baselli e Omar Maruccelli, e i consiglieri Moreno Caron, Gabriele Giacchetto, Lino Mazzolini e Agostino Listuzzi.

L’ASSEMBLEA – «Sono stati anni difficili gli ultimi tre, prima per gli effetti della pandemia, poi per l’aumento dei costi energetici e delle materie prime. Una tempesta perfetta per la zootecnia già in difficoltà», aveva detto Livoni, aprendo nella veste di presidente uscente l’annuale assemblea dei soci a Codroipo, convocata per l’approvazione del bilancio consuntivo 2022 e per l’elezione del nuovo consiglio di amministrazione. «Se il trend di chiusura, soprattutto delle stalle da latte, è ormai in atto da anni, la congiuntura economica caratterizzata da variabili impazzite come appunto quelle legate ai rincari di mangimi, fertilizzanti, combustibili ed energia ha dato un’accelerata che tradotta in numeri è costata, alla sola zootecnia da latte, la perdita nell’ultimo anno di ulteriori 20 stalle in regione, anche di una certa dimensione», aveva aggiunto Livoni ricordando che oggi le aziende zootecniche da latte attive in Fvg sono rimaste appena 600. Sempre meno. «Anche se – aveva osservato – rileviamo in certi casi l’avvio di percorsi di aggregazione che restituiscono al settore realtà di maggiori dimensioni, maggiormente in grado di far fronte alle turbolenze».
Dopo un 2022 che nel secondo semestre ha causato rincari per le aziende nell’ordine del 60%, il 2023 si è aperto con un parziale rientro dei costi e con un prezzo del latte tornato a livelli alti. «Oggi il litro di latte alla stalla viene pagato intorno ai 53 centesimi di euro contro i 35 dei momenti peggiori. E’ chiaro però – aveva evidenziato Livoni – che gli aumenti non ancora rientrati del tutto impattano significativamente sulla marginalità e lo fanno ancor più nei mesi a venire se, come si vocifera, il latte alla stalla verrà pagato qualche centesimo in meno».

NUMERI ED ELETTI – L’Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia oggi controlla 40mila vacche da latte, circa l’80% del totale regionale, che sale a 120 mila se si contano che gli animali da rimonta. L’assemblea, e in particolare i 39 delegati chiamati a eleggere la nuova governance associativa, ha provveduto al rinnovo del consiglio di amministrazione che risulta composto dal presidente uscente Renzo Livoni, Franco Baselli, Lino Mazzolini, Moreno Caron, Gabriele Capitan, Marco Cecutti, Gabriele Giacchetto, Agostino Listuzzi, Omar Marucelli, Pancera Di Zoppola, Luca Frate e Stefanutti Matteo cui si aggiunge il consigliere delegato dalla Regione Fvg, Marco Boschian Cuch. Così composto, con un quarto dei consiglieri rinnovati, il nuovo Cda si è appunto riunito per eleggere il presidente chiamato a guidare l’associazione nei prossimi tre anni e portare avanti il corposo lavoro che ha visto impegnata la governance uscente e la struttura tecnica guidata dal direttore Andrea Lugo.

LAVORI IN CORSO – Un lavoro che Livoni aveva tratteggiato per sommi capi ai soci riuniti in assemblea, partendo dall’importante investimento sulle attrezzature del laboratorio analisi, un intervento da quasi 500mila euro, sostenuto dalla Regione Fvg, più volte ringraziata durante l’assemblea, «che da un lato dota l’associazione delle migliori tecnologie, dall’altro la mette al riparo dalla necessità di ulteriori investimenti per i prossimi 20 anni». Altri fronti di rilevo che vedono impegnata l’associazione sono quello di malga Montasio, dove proprio in questi giorni sono partiti i lavori per il rifacimento del caseificio, e il Centro fecondazione tori di Moruzzo che punta a produrre nell’arco di un biennio un milione di dosi di seme, forte dell’accordo con la Horizon Genetics che ha aperto le porte dei mercati statunitense e cinese al seme Fvg, e che per farlo necessita di un ampliamento degli attuali spazi. «Tengo infine a ricordare l’avvio del nostro e-commerce Fattorie Friulane, che ha consentito a 59 aziende del territorio, in larga parte zootecniche, di affacciarsi al commercio elettronico. E non ultimo l’avvio, proprio in questi mesi, del Laboratorio di lavorazione della carne suina e bovina, che l’associazione ha acquisito e dotato di due persone che trasformano le carcasse consegnate dalle aziende in insaccati e tagli di carne, riconsegnati sottovuoto o in vaschetta, così che queste possano commercializzarlo. Insomma – aveva concluso Livoni – oltre al ruolo di controllo che le è proprio, l’associazione in questi anni ha cercato di costruire una rosa di attività molto variegata nel tentativo di offrire al mondo zootecnico Fvg tutti gli strumenti possibili per garantirsi quella redditività che è l’unico modo per far sì che il comparto non si riduca ulteriormente».

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In copertina, il presidente riconfermato Renzo Livoni; all’interno, due immagini dell’assemblea dei soci.

Allevatori Fvg domani a Codroipo per eleggere la nuova amministrazione

(g.l.) Importante appuntamento annuale per l’Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia. Domani, infatti, a Codroipo, in via XXIX ottobre 9/B, a partire dalle 10 si riunirà l’assemblea dei soci chiamata ad approvare il bilancio consuntivo 2022 e quest’anno anche a rinnovare il consiglio di amministrazione. Sarà ovviamente anche l’occasione per fare il punto sullo stato di salute della zootecnia in regione e sull’attività dell’associazione stessa, da parte del presidente Renzo Livoni e del direttore Andrea Lugo, davanti ai soci e ai delegati eletti nelle assemblee parziali conclusesi in tutta la regione qualche settimana addietro. Come è noto, anche la zootecnia friulana sta vivendo un momento molto delicato, non solo perché provato dai durissimi effetti della triennale emergenza pandemica, ma anche e soprattutto per i pesanti rincari delle materie prime e delle forniture energetiche.

Renzo Livoni e Andrea Lugo.