No allo spreco alimentare! A Roma oggi sono al via le celebrazioni della Giornata nazionale dedicata alla prevenzione

È questione di cuore, preservare il futuro del pianeta: un obiettivo trasversale alle generazioni. Ma è anche e soprattutto questione di metodo la prevenzione degli sprechi, la rigenerazione del cibo avanzato, la pianificazione degli acquisti e la fruizione stagionale – quindi qualitativa e salutare, non meramente quantitativa – degli alimenti alla base della nostra dieta. Il nostro rapporto col cibo si gioca nel quotidiano su un piano squisitamente organizzativo, questo ci insegna il Cross generation Food Report dell’Osservatorio Waste Watcher International, che si presenterà a Roma oggi, 3 febbraio, in vista della 13ma Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare – giovedì 5 febbraio – quest’anno focalizzata su “2030 Calling”, ovvero l’ultimo sprint utile per metterci in pari con gli Obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, per misurare e di cogliere concretamente i traguardi fissati nel 2015, al momento della sua adozione. Il Rapporto è un’iniziativa della Campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero di Last Minute Market, che promuove e organizza la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare il cui evento ufficiale è già in programma a Roma stamane, dalle 11 nello Spazio Esperienza Europa di piazza Venezia. I dati del Rapporto sono stati raccolti da Ipsos Doxa ed elaborati, per la cura del direttore scientifico Waste Watcher Andrea Segrè, dal team dell’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari, coordinato da Luca Falasconi, curatore del Rapporto Waste Watcher “Il caso Italia”.
Il divario generazionale, dimostra il Cross Generation Food Report dell’Osservatorio Waste Watcher, si riflette nella capacità di tenere viva l’attenzione ogni giorno intorno alla prevenzione dello spreco alimentare. Se i Boomers (nati fra il 1946 e il 1964) rappresentano la generazione più strutturata e storicamente focalizzata sul tema (ben 96% dichiara un’elevata attenzione alla questione dello spreco di cibo), la Generazione Z (nati fra il 1997 e il 2012) è consapevole della questione e autocritica sulle proprie responsabilità, ma è meno organizzata e meno disposta a ritagliare il tempo necessario alla pianificazione, tende ad acquistare in eccesso “per sicurezza”, dimentica il cibo in frigo, rifiuta più spesso la rigenerazione degli avanzi. Millennials (nati fra il 1981 e il 1986) e Generazione X (nati fra il 1965 e il 1980) occupano una posizione intermedia: mostrano maggiore consapevolezza dei giovani e buone competenze organizzative, ma faticano a stabilizzare le pratiche nel tempo. Solo il 36% dei Gen Z pianifica la spesa con una lista, contro il 45% dei Millennials e Generazione X. Al contrario, i Boomers eccellono nella gestione: il 60% acquista rigorosamente stagionale, il 63% consuma prioritariamente ciò che sta per scadere e il 55% controlla se è ancora buono, prima di decidere se utilizzarlo o gettarlo, contro solo il 45% della Generazione Z (52% per Millenials e 51% per Generazione X).

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Il nuovo libro di Segrè

«Il cibo, e lo spreco che è la sua negazione – spiega l’agroeconomista e accademico Andrea Segrè, fondatore dell’impegno contro lo spreco alimentare in Italia e in Europa – sono il punto di partenza centrale per interrogarsi sui limiti del nostro modello di sviluppo e immaginare un’economia diversa, di cura ed equilibrio ecologico. Un sistema dove il valore del cibo si misura non solo nel prezzo, ma nel rispetto per le persone, la natura e il tempo». È questo il filo rosso del nuovo saggio che Andrea Segrè firma per Treccani Libri, in libreria da oggi, 3 febbraio: “Contro lo spreco. Cibo, valore, futuro” (Collana Voci, 136 pagine euro 12), con la prefazione dello storico dell’alimentazione Massimo Montanari, guida del comitato scientifico che ha portato la cucina italiana a patrimonio Unesco, e la postfazione del poeta e scrittore Davide Rondoni, alla guida del Comitato per le iniziative degli 800 anni dalla morte di San Francesco (1226 – 2026). Nel saggio, infatti, la visione del Frate di Assisi legata al cibo come a un dono da condividere e non sprecare, si rifrange come una luce profetica, capace di illuminare il nostro percorso, ottocento anni dopo.

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«Ma alle soglie del 2030 – spiega il direttore scientifico Waste Watcher Andrea Segrè – un patto fra le generazioni è prioritario, per sostenere le strategie concrete di gestione del cibo. Un cambio di paradigma pragmatico, che punta a salvare gli alimenti, prevenire gli sprechi e concretamente contribuire a un nuovo modello di sviluppo». Per questo la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare estende il suo raggio d’azione al fine settimana successivo e promuove una “challenge” inedita, il primo Wastebusters Pride Weekend, sabato 7 e domenica 8 febbraio. Una sfida di alfabetizzazione operativa, 48 ore nelle quali ritagliarsi 15 minuti per l’operazione #FrigoTrasparente: l’azione collettiva #sprecozero che porterà in prima fila il sapore, attenzionando il cibo in scadenza imminente, nel segno della prevenzione degli sprechi «Lo spreco alimentare si affronta con le micro-competenze quotidiane – sottolinea Luca Falasconi, curatore del Cross Generation Food Report – Dobbiamo trasformare la velocità digitale dei giovani in consapevolezza organizzativa. Il frigorifero è il luogo dove il cibo diventa invisibile prima di diventare rifiuto. Renderlo trasparente significa restituirgli valore». Operativamente, #frigotrasparente sarà non una “’ispezione”, ma una liberazione di sapori. Rendere il frigorifero ‘trasparente’ significa smettere di nascondere il cibo per iniziare a cucinarlo, un gesto concreto per trasformare la dimenticanza – causa principale dello spreco soprattutto per i più giovani – in una nuova abitudine organizzativa. #Frigotrasparente diventa così una challenge articolata in 15 minuti: si parte con la Ricognizione (minuti 0-4), ovvero l’Appello del Frigo: non guardare solo cosa c’è dentro, ma guarda dove è finito. Apri il frigorifero e svuotalo parzialmente, spesso il cibo va a male perché diventa invisibile. Cerca di estrarre e attenzionare tutto ciò che è nascosto negli angoli bui del tuo frigo. Si prosegue con l’Azione e la Gerarchia del Sapore (minuti 5-9): perché non tutti i cibi sono uguali, alcuni hanno fretta e meritano la Prima Fila. Identifica i “codici rossi” con scadenza entro 48 ore, o poco più. Spostali fisicamente sul ripiano ad altezza occhi. Quello è il tuo “VIP lounge del sapore”. Terzo step, l’Arte del Raggruppamento (minuti 10-13), un modulo di organizzazione visiva. I Boomers insegnano: la stagionalità e l’ordine salvano la spesa, cerca di unire gli avanzi in contenitori trasparenti (se non li vedi, non li mangi). Dividi i cibi freschi da quelli a lunga conservazione.
E infine, quarto e ultimo passaggio: lo Scatto d’orgoglio (minuti 14-15). Ecco la tua testimonianza Wastebuster, rendi pubblico il tuo impegno perché la consapevolezza cresce, se condivisa. Scatta una foto al tuo frigo “riordinato, sarà la tua risposta al 2030 Calling. Postala con gli hashtag #sprecozero #2030Calling, #FrigoTrasparente e #WastebustersPride.

 

Spreco alimentare, conto alla rovescia per la Giornata nazionale di prevenzione che sarà nel segno di San Francesco

È conto alla rovescia per la 13ma edizione della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, in calendario giovedì 5 febbraio: l’iniziativa, promossa dalla campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero, è realizzata con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, del Ministero degli Affari Esteri e di Anci, media partner Rai per la Sostenibilità, Rai Radio1, Rai Radio2 e Rai Radio3. #2030Calling è il tema della Giornata 2026 di Prevenzione dello spreco alimentare, che lancia il suo appuntamento a Roma, martedì 3 febbraio, nel nuovo Spazio Esperienza Europa David Sassoli (piazza Venezia 6). Dalle 11 si svolgerà l’evento ufficiale promosso dalla campagna Spreco Zero con la partecipazione delle istituzioni, di esperti e stakeholders, in una sequenza di panel tematici.


Ad inaugurare l’incontro sarà la lectio magistralis sul tema “San Francesco: abitare il paradosso tra limite e infinito”, dello scrittore e poeta Davide Rondoni, presidente del Comitato 800 anni della morte di San Francesco d’Assisi. L’occasione per approfondire i tanti legami fra la straordinaria figura di Francesco e i valori legati allo sviluppo sostenibile e al rispetto quotidiano delle risorse, per la costruzione di nuove ipotesi di impegno sociale.
A seguire la presentazione in anteprima dei nuovi dati del Rapporto “Il caso Italia” 2026 dell’Osservatorio Waste Watcher International, come sempre il “termometro” del nostro spreco alimentare in rapporto ai comportamenti di fruizione e gestione del cibo. La 13ma edizione del Rapporto sarà un “Cross Generation Waste Food Report” ed evidenzierà come le generazioni italiane contribuiscano alla prevenzione dello spreco alimentare, dai boomers alla Generazione Z, dai Millennials alla Generazione X. Introdotti da Andrea Segrè, direttore scientifico Osservatorio Internazionale Waste Watcher International-campagna Spreco Zero, interverranno il coordinatore del “Caso Italia” Luca Falasconi, il ricercatore Filippo Pini e Barbara Toci per Ipsos-Doxa che ha curato il powering dell’indagine, promossa da Last Minute Market. Dopo la presentazione dei dati si aprirà un panel di interventi delle istituzioni di riferimento della filiera agro-alimentare italiana: interverranno Lino Stoppani, Vicepresidente vicario Confcommercio, Presidente Fipe; Paolo Mascarino, presidente Federalimentare; Luca Brondelli di Brondello, Vicepresidente Confagricoltura; Stefano Francia, Presidente Regionale Cia Emilia Romagna; Gabriele Longanesi, Presidente Cluster Agrifood Emilia-Romagna e Ceo Natura Nuova; Paolo Cristofori, direttore Generale Fruttagel.
Nel pomeriggio, dalle 14 si prosegue sul filo rosso delle Buone Pratiche, una sessione introdotta dall’intervento della scrittrice e giornalista Sara Segantin, Ambasciatrice per il Patto Climatico Europeo e cofondatrice di FridaysForFuture Italia, per tutto il 2026 Ambasciatrice di Buone pratiche della campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero: il suo contributo focalizzerà sui temi dei diritti umani in rapporto alle questioni ambientali. A seguire la rete Sprecozero.net presenta il report per città a spreco zero: lo illustrerà Daniele Ara, Assessore alla scuola, agricoltura, agroalimentare Comune di Bologna. In tema di Buone Pratiche #sprecozero interverranno Fabio Fenati, Corporate Business Strategy Manager Natura Nuova, e Cinzia Fontana, responsabile Ricerca e Sviluppo di Fruttagel. Sarà anche l’occasione per la presentazione del Donometro, la nuova funzionalità di Sprecometro che si attiva in occasione della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare: interverrà il Project Manager Giorgio Segrè, mentre intorno a Sprecometro e alla misurazione dello spreco nelle mense è prevista una relazione di Tonia Sorrentino, responsabile marketing ristorazione collettiva. A suggello dell’evento il lancio della 14^ edizione del Premio Vivere a Spreco Zero e la presentazione del primo Wastebusters Pride Weekend, sabato 7 e domenica 8 febbraio con il contest #Frigotrasparente 2026. La Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, infatti, estenderà quest’anno il suo raggio d’azione al fine settimana successivo promuovendo una “challenge” inedita: una sfida di 48 ore nelle quali ritagliarsi 15 minuti per l’operazione #FrigoTrasparente, l’azione che porterà in prima fila il sapore, attenzionando il cibo in scadenza imminente, nel segno della prevenzione degli sprechi Rendere il frigorifero ‘trasparente’ significa smettere di nascondere il cibo per iniziare a cucinarlo, un gesto concreto per trasformare la dimenticanza – causa principale dello spreco soprattutto per i più giovani – in una nuova abitudine organizzativa. A tutti i partecipanti si chiederà una testimonianza Wastebuster: scatta una foto al tuo frigo “riordinato, sarà la tua risposta al 2030 Calling. Postala poi con gli hashtag #sprecozero #2030Calling, #FrigoTrasparente e #WastebustersPride. I social della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare ti ringrazieranno per l’impegno, riprendendo il tuo post.

Dopo il riconoscimento Unesco l’annuncio di Casa Artusi: ora nascerà un Osservatorio internazionale sulla cucina e il buon gusto italiano

La Cucina italiana è stata, dunque, iscritta – come riferiamo nei due articoli precedenti – nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’Unesco con l’elemento denominato “Italian cooking, between sustainability and biocultural diversity” (“La cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale”). La decisione è stata assunta nel corso della XX sessione del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, riunito oggi a New Delhi, in India. La candidatura era stata promossa dal Governo italiano – attraverso il Ministero della Cultura e il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste – su impulso di tre comunità proponenti: Fondazione Casa Artusi di Forlimpopoli, Accademia Italiana della Cucina e rivista “La Cucina Italiana”.
«Il riconoscimento Unesco alla Cucina Italiana Patrimonio immateriale dell’umanità – dichiara Andrea Segrè, presidente di Casa Artusi – è meritato. Da Pellegrino Artusi, il padre della cucina italiana moderna, questo patrimonio si è arricchito in biodiversità culturale e sostenibilità. Adesso, però, dobbiamo mantenerlo e per questo la Fondazione Casa Artusi annuncia proprio oggi la nascita dell’Osservatorio internazionale sulla cucina e il buon gusto italiano, istituito per monitorare e valorizzare al massimo questo patrimonio. Attraverso indagini, ricerche e rapporti, l’Osservatorio sarà strumento e opportunità concreta per comunicare in chiave nazionale ma anche internazionale i valori identitari della cucina italiana – gusto, salubrità, sostenibilità – così come per riflettere sulle sfide del nostro tempo intorno alla produzione e fruizione del cibo: dall’efficienza delle risorse al cambiamento dei modelli di consumo, ai valori etici e sociali legati alla tradizione alimentare mediterranea».

Il ruolo centrale di Casa Artusi – Fin dall’avvio del percorso, Casa Artusi è stata riconosciuta come uno dei motori della candidatura: la Fondazione, dedicata alla figura di Pellegrino Artusi, ha contribuito in modo determinante alla stesura del dossier per mano di Massimo Montanari, al coinvolgimento delle comunità della cucina di casa e alla messa a disposizione delle proprie esperienze didattiche e di ricerca sulla cucina domestica italiana.

Cosa significa essere Patrimonio culturale immateriale Unesco – Secondo la Convenzione UnescoO del 2003, per patrimonio culturale immateriale si intendono le pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze, saper fare che le comunità riconoscono come parte del proprio patrimonio.

Il dossier: cucina di casa, sostenibilità e diversità bioculturale – Il dossier presentato descrive la cucina italiana come un mosaico di tradizioni: un sistema di pratiche sociali, rituali e saperi che intrecciano biodiversità agricola, prodotti tipici, artigianato alimentare, mercati rionali, ricettari familiari e convivialità.

Un iter partito nel 2020 – Il percorso è iniziato nel 2020 e ha richiesto oltre cinque anni di lavoro. Nel marzo 2023 il Governo italiano ha presentato ufficialmente la candidatura. Il 10 novembre 2025 l’organo di valutazione Unesco ha espresso il parere favorevole che ha portato alla decisione adottata, appunto, oggi dal Comitato Intergovernativo.

Le altre cucine già riconosciute dall’Unesco – Tra le principali tradizioni gastronomiche già iscritte: la cucina tradizionale messicana (2010), il “pasto gastronomico dei francesi” (2010), il Washoku giapponese (2013) e la Dieta Mediterranea (dal 2010).

L’impegno futuro di Casa Artusi – Per Casa Artusi il riconoscimento rappresenta una responsabilità e un’opportunità per intensificare programmi di educazione alimentare, formazione, ricerca, documentazione e sviluppo di progetti di cooperazione nazionale e internazionale.

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In copertina, il presidente Andrea Segre davanti al ritratto del grande Pellegrino Artusi padre della cucina italiana moderna.

Giornata mondiale dell’alimentazione: oggi Udine la celebra parlando di Dieta mediterranea che da anni è riconosciuta Patrimonio Unesco dell’Umanità

(g.l.) Oggi si celebra in tutto il pianeta la Giornata mondiale dell’alimentazione, organizzata dalla Fao. E pure il capoluogo friulano la festeggia con una significativa proposta del Club per l’Unesco di Udine incentrata sul tema “La Dieta Mediterranea Patrimonio dell’Umanità”. L’appuntamento è alle 18 nelle sale del Ristorante Ramandolo in via Forni di Sotto. I lavori saranno introdotti dal saluto della presidente Renata Capria D’Aronco che si soffermerà sul riconoscimento Unesco attribuito una decina di anni fa proprio alla dieta mediterranea e sui numerosi incontri che sono stati organizzati in Friuli Venezia per approfondire l’importante tematica. Il primo a prendere la parola sarà quindi Germano Pontoni, maestro di cucina ed executive chef, onorario della Federazione Cuochi e componente dello stesso Club Unesco, che tratterà il tema La Dieta Mediterranea in Friuli Venezia Giulia: un modo di alimentarsi e di vivere in salute. Quindi, seguiranno gli interventi dei professori Edo D’Agaro e Ugo Falcone, autori del testo La Dieta Mediterranea in Friuli Venezia Giulia.

Renata Capria D’Aronco

La Giornata mondiale dell’Alimentazione 2025 offre anche l’occasione per celebrare gli 80 anni della Fao, Food and Agricolture Organization, riflettendo sui problemi che attraversano i sistemi agroalimentari in un momento storico fragile e complesso: fra conflitti armati, cambiamenti climatici e shock economici che mettono a rischio le risorse naturali da cui dipendiamo ogni giorno e la sicurezza alimentare mondiale. Nel 2024 circa 673 milioni di persone hanno sofferto la fame cronica (State of Food Security and Nutrition in the World-SOFI 2025) e 295 milioni, sparsi in 59 Stati, hanno sperimentato forme di insicurezza alimentare acuta, raggiungendo il livello più alto dal 2016 (Global Report on Food Crises 2025). Una emergenza che emerge con forza anche in Italia, restituita dai dati dell’Osservatorio Waste Watcher International in vista del World Food Day: il 13,9% della popolazione italiana – circa 8 milioni di persone – vive in condizioni di insicurezza alimentare moderata o severa. Ma sprechiamo 1,7 milioni di tonnellate ogni anno: l’equivalente di 3,4 miliardi di pasti da 500 grammi, basterebbero a sfamare oltre tre milioni di persone in povertà alimentare per un anno intero. «Alle soglie del 16 ottobre, giornata che invita a una riflessione profonda per un cambio di paradigma nelle politiche e nei comportamenti alimentari, l’Italia è un Paese che spreca e che ha fame – spiega il direttore scientifico Waste Watcher, l’agroeconomista Andrea Segrè – Un dato che l’indice Fies (Food Insecurity Experience Scale) sviluppato dalla FAO e applicato da WWI all’Italia declina anche in chiave predittiva: il 13,8% degli italiani teme che nei prossimi dodici mesi verserà in una situazione di insicurezza alimentare. Dietro le cifre, si nasconde la realtà di famiglie costrette a ridurre la qualità o la quantità del cibo acquistato, saltare i pasti o rinunciare ai prodotti freschi perché troppo costosi. Una povertà alimentare che non è solo economica, ma anche sociale e culturale, dove la difficoltà di accesso al cibo sano si accompagna alla perdita del suo valore nutrizionale e relazionale. Impoverimento e spreco alimentare sono quindi due facce della stessa crisi. Ogni settimana, ciascun italiano getta in media 555,8 grammi di alimenti (Waste Watcher, settembre 2025). Lo spreco domestico dal 2024 al 2025 è diminuito del 18,7%, ma resta un fenomeno strutturale. E il paradosso è evidente: chi ha meno tende a sprecare di più in quantità e in qualità, il consumo di alimenti poco costosi e di basso valore nutrizionale si riflette su un aumento dello spreco domestico (+4%)e un peggioramento della dieta con effetti negativi sulla salute. Il risultato è un circolo vizioso in cui spreco e povertà si alimentano reciprocamente, aggravando disuguaglianze economiche, sociali e salutari».


I dati Waste Watcher attestano anche che un italiano su 2 (51%) si dichiara favorevole a inserire il Diritto al cibo nella Costituzione, anche a costo di un lieve aumento della tassazione per finanziare programmi di welfare nutrizionale, mense sociali e filiere corte. Lo ius cibi viene così riconosciuto come diritto fondamentale e costituzionale, per garantire a ogni cittadino un accesso stabile, equo e sostenibile a un’alimentazione adeguata. «Contrastare la povertà alimentare e ridurre lo spreco diventano così due obiettivi convergenti, da perseguire con strumenti educativi, tecnologici e normativi. L’Italia – osserva ancora Andrea Segrè – si distingue oggi anche per le sue innovazioni nel campo dell’educazione e della misurazione dello spreco: Sprecometro, l’app ideata da Last Minute Market e Università di Bologna per la campagna Spreco Zero, consente ai cittadini di monitorare e ridurre concretamente lo spreco domestico, traducendo i grammi di cibo gettati in impatti economici, idrici e climatici. L’app, che oggi conta oltre 21.000 utenti attivi, ha già permesso di evitare l’equivalente di 80.000 pasti sprecati, diventando un modello replicabile anche in altri Paesi. In occasione dell’evento ufficiale FAO, mercoledì a Roma, ricorderò che l’Italia, con la sua rete di istituzioni, imprese, università e cittadini attivi, può e deve giocare un ruolo guida in questa transizione, puntando su educazione, prevenzione e innovazione sociale».
Nel suo messaggio per l’80° anniversario, la Fao richiama i Paesi membri a un’azione congiunta per un sistema alimentare più giusto, resiliente e sostenibile. Ridurre lo spreco alimentare significa dare pieno valore al cibo, riconoscendolo non solo come bene economico ma come bene comune, strumento di giustizia e coesione sociale. I piccoli gesti quotidiani sono determinanti per trasformare la promessa dell’Agenda 2030 in realtà: «in Italia, concretamente – ricorda Segrè – cogliere l’obiettivo 12.3 significa arrivare nel 2030 a uno spreco settimanale medio pari a 369,7 grammi pro capite. Mancano quindi 186 grammi, per arrivare al 2030 perfettamente “in linea”, sulla base dell’ultimo Rapporto dell’Osservatorio Waste Watcher International. E abbiamo 5 anni, fino al 2030, per cogliere questo risultato».

Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare: al via un’iniziativa per centrare l’Agenda 2030 dell’Onu

Quella di oggi, 5 febbraio, è la 12ma Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, e i nuovi dati Waste Watcher mostrano che risale l’asticella dello spreco alimentare domestico, ogni giorno gettiamo 88,2 grammi di cibo ovvero 617,9 grammi settimanali, per un costo pro capite di 130,71€, complessivamente 14,101 miliardi nella filiera italiana del cibo. «Per questo, a cinque anni dal 2030 – spiega Andrea Segrè, fondatore della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare – è urgente verificare il cammino che ci separa dagli Obiettivi dell’Agenda delle Nazioni Unite. In tema di spreco alimentare sappiamo che in Italia bisogna arrivare nel 2030 a uno spreco pro capite di 368,7 grammi settimanali, ovvero la metà dei 737,4 grammi registrati 10 anni fa, al momento dell’adozione dell’Agenda 2030. Questo significa che dobbiamo tutti tagliare, ogni anno dal 2025 al 2029, circa 50 grammi di cibo ogni settimana, così da arrivare nel 2030 a uno spreco alimentare pro capite che non superi il traguardo quantificato dall’Agenda delle Nazioni Unite. Una sfida ambiziosa, nella quale possiamo cimentarci con uno strumento pratico e gratuito, lo Sprecometro, che ogni giorno misura non solo lo spreco del cibo ma anche la nostra impronta ambientale, lo spreco dell’acqua nascosta e le emissioni correlate al cibo gettato».

Andrea Segrè

Ecco dunque che parte, proprio da oggi 5 febbraio, la #sprecozero Challenge, una staffetta concreta che tutti gli italiani, da soli o in famiglia, potranno affrontare con l‘aiuto di uno strumento operativo, la app Sprecometro, gratuita e liberamente scaricabile, messa a punto dall’Università di Bologna – Distal con la campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero di Last Minute Market. Lo #sprecozero Challenge 2025>2030 by Sprecometro aiuterà gli italiani a raggiungere l’Obiettivo 12.3 dell’Agenda Onu per lo Sviluppo sostenibile, sensibilizzando sull’importanza della riduzione degli sprechi, offrendo dati concreti e casi di studio per dimostrare l’efficacia delle pratiche sostenibili, favorendo una rete di consumatori e famiglie impegnate nella sostenibilità, promuovendo uno stile di vita consapevole e responsabile. Il progetto coniuga monitoraggio e sensibilizzazione, ponendosi come un esempio virtuoso nella corsa verso il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. La Challenge, rivolta principalmente alle famiglie e ai singoli consumatori ma potenzialmente destinata alle scuole, aziende, comuni, associazioni e qualsiasi altra comunità sociale, si propone di monitorare e documentare pubblicamente il percorso e i progressi dei nuclei selezionati dal comitato scientifico grazie agli strumenti e ai contenuti offerti da Sprecometro Chiunque desidera partecipare alla Spreco Zero Challenge 2025>2030 ha diverse modalità per candidarsi: attraverso il Gruppo “Champions 2030” attivo su Sprecometro inserendo il proprio Nome / Cognome / Nickname. E chi non utilizzano ancora l’app potrà candidarsi inviando una e-mail a info@sprecometro.it. Questo metodo consente anche ai nuovi utenti di entrare a far parte del progetto e iniziare il loro percorso verso la riduzione degli sprechi. La famiglia pilota dell’esperimento si chiama Fantuz, vive a Granarolo – Bologna e ha scelto il suo nickname per affrontare la sfida: sarà da adesso, e fino al 2030, lo SpreKO LEMNE Team. È composta da madre, padre e 3 figli.
Il team di Sprecometro selezionerà i partecipanti alla Challenge attraverso vari criteri: l’impegno verso la sostenibilità, la diversificazione geografica e la diversità di composizione familiare: Tutti i “Champions 2030” saranno chiamate a monitorare i propri sprechi in periodi temporali distinti. E tutti dovranno dichiarare al momento di inizio della sfida/percorso il livello di spreco domestico, al 5 febbraio 2025, e impegnarsi a ridurlo del 50% entro il 2030 utilizzando gli strumenti messi a disposizione dall’applicazione e continuamente aggiornati. I Champions 2030 selezionati si alterneranno, in base alle disponibilità e alle richieste durante l’anno, nel condividere sui social della Campagna Spreco Zero e con i media che la seguono attraverso interviste, foto, video e aggiornamenti, aiutando a sensibilizzare un pubblico più ampio. Il contatto con le famiglie sarà flessibile, avvenendo in base alle necessità e alle disponibilità di ciascuna famiglia, evitando impegni eccessivi. Inoltre, ogni 5 febbraio, fino al 2030, verranno misurati i progressi delle famiglie e confrontati con le rilevazioni dell’Osservatorio Waste Watcher, che ogni anno stima lo spreco alimentare domestico dell’Italia. Alla fine del percorso, chi si dimostrerà più efficace nel ridurre gli sprechi sarà proclamato vincitore della #sprecozero Challenge.
Sprecometro è l’app innovativa che permette di monitorare gli sprechi a livello domestico, fornendo un feedback immediato sull’impatto ambientale degli alimenti scartati, come l’impronta idrica, carbonica ed ecologica, per aumentare la consapevolezza delle proprie azioni. Ma anche di ricevere consigli pratici: Sprecometro offre suggerimenti per ridurre gli sprechi, inclusi consigli di cucina per riutilizzare gli avanzi, informazioni sulle date di scadenza, sulla lettura delle etichette etc. In tema di Educazione ambientale e alimentare l’app funge da piattaforma educativa, promuovendo la consapevolezza ambientale e fornendo informazioni utili per adottare uno stile di vita più sostenibile. Ogni utente può conoscere il proprio livello di spreco puntuale al momento del log iniziale e, attraverso quiz e contenuti educativi, ridurlo progressivamente. Grazie all’uso di Sprecometro, le famiglie coinvolte saranno in grado di ridurre i loro sprechi con maggiore consapevolezza, contribuendo significativamente alla sostenibilità ambientale.
Sono partners della Campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero 2025: Confcommercio-Imprese per l’Italia, Federalimentare, Agrinsieme, Natura Nuova, Emil Banca, Unitec, Fruttagel, Conad, Camst, Federazione Italiana Pubblici Esercizi e Comieco.

Oggi si celebra la Giornata mondiale dell’alimentazione: Andrea Segrè protagonista all’evento Fao di Roma

È dedicata a un traguardo determinante per l’umanità, il diritto al cibo come prerogativa di ciascuno sul pianeta, la 45ma Giornata mondiale dell’Alimentazione, il World Food Day che si celebra in tutto il mondo oggi 16 ottobre. I diritti umani come il diritto al cibo, alla vita, alla libertà, al lavoro e all’istruzione sono riconosciuti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dai patti internazionali giuridicamente vincolanti, ma sul pianeta 783 milioni di persone vivono in condizioni di insicurezza alimentare estrema mentre 3,1 miliardi soffrono di malnutrizione non potendosi permettere un’alimentazione corretta, con importanti conseguenze sulla salute. Proprio lo “ius cibi”, ovvero il diritto universale a un’alimentazione adeguata, sicura e sostenibile sostenuto da programmi di educazione alimentare, è la tesi dell’inchiesta firmata dall’economista Andrea Segrè con l’accademica Ilaria Pertot per Baldini + Castoldi, “La spesa nel carrello degli altri. L’Italia e l’impoverimento alimentare” (collana le Formiche, pagg.192 € 19), con prefazione del cardinale Matteo Maria Zuppi. Attraverso il metodo delle “microstorie”, caro a Carlo Ginzburg e Giovanni Levi, gli autori raccontano tredici storie di sopravvivenza alimentare ed esistenziale, e ci guidano a conoscere i vecchi e nuovi poveri, in uno slalom fra pensionati e disoccupati che da sempre devono contenere i costi della spesa, fra famiglie e monogenitori cui sempre più spesso il reddito non basta, fra figli, madri e padri che diventano troppo spesso preda di luoghi comuni e fake intorno alle diete e alle strategie nutrizionali, quando non sono ostaggio di disturbi alimentari o dipendenze. Le pagine del libro chiamano anche e soprattutto all’azione e propongono interventi concreti e strutturali di lungo termine, attraverso un sistema di politiche alimentari urbane integrate all’educazione alimentare in tutti i cicli di istruzione.

Andrea Segrè

Ilaria Pertot

Proprio il triestino Andrea Segrè sarà fra i protagonisti dell’evento ufficiale promosso dalla Fao in occasione della Giornata mondiale dell’Alimentazione 2024, stamane dalle 10, introdotto dal direttore generale QU Dongyu con i Messaggi speciali, fra gli altri, di Papa Francesco e del Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres. A confermare l’estrema urgenza del tema sono diversi dati dell’inchiesta sull’impoverimento alimentare, primo fra tutti la costante crescita in Italia dell’indice di povertà assoluta che nell’ultimo anno è passato dal 7,7 all’8,5% della popolazione e tocca ben 5,7 milioni di cittadini. Un dato che cresce nelle famiglie straniere dal 28,9% al 30,8% e sale addirittura del 21% nelle coppie con 3 o più figli, colpisce le famiglie monoparentali con un figlio minore incidendo per il 13,3%. Molte le conseguenze: l’aumento dei prezzi ha generato nelle famiglie meno abbienti una riduzione del 2,5% nella spesa reale (Istat): le persone più vulnerabli sono spesso costrette a consumare solo alimenti di base o prodotti a buon mercato, spesso malsani. E l’impoverimento porta 1 italiano su 3 a indirizzarsi verso prodotti a ridosso di scadenza o esteticamente poco attraenti, 1 italiano su 2 ad acquistare online, 1 italiano su 4 a cercare di auto-produrre il cibo, 1 italiano su 3 a scegliere solo discount. L’indice di insicurezza alimentare, che misura il livello di accesso delle persone a un cibo adeguato e nutriente, conferma che il numero dei cittadini con mancanza di accesso al cibo e a una corretta alimentazione sale del 26% nel sud rispetto a Nord e Centro e si impenna addirittura del 280% nel cosiddetto ceto popolare rispetto alla media nazionale. «In questa società – spiegano gli autori dell’inchiesta – potrebbe davvero capitare a tutti, da un momento all’altro, di saltare il fosso della disponibilità economica, amministrando gli esigui 45 centesimi al giorno messi a disposizione dalla inadeguata social card, istituita con legge di bilancio 2024. E ad aggravare la situazione non c’è solo la disoccupazione, ma sempre più spesso il cosiddetto “lavoro povero”: lavori precari, a nero e a basso salario, che non garantiscono sicurezza finanziaria, mentre le povertà di genere vedono le donne percepire pensioni inferiori del 27% rispetto agli uomini».

Andrea Segrè docente di economia circolare e politiche per lo sviluppo sostenibile all’Università di Bologna, è consigliere speciale del Sindaco di Bologna per le Politiche alimentari urbane e metropolitane e direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International-Campagna Spreco Zero. Ilaria Pertot insegna all’Università di Trento. Grazie all’approccio interdisciplinare che unisce tecnologie innovative, sostenibilità ambientale e sicurezza alimentare, è figura di riferimento internazionale nella ricerca avanzata agroalimentare.

Confcooperative Fvg, assemblea a Gorizia per il rinnovo. Al professor Andrea Segrè andrà il primo Premio per la sostenibilità

Domani, 16 marzo, Confcooperative Fvg consegnerà la prima edizione del Premio regionale Sostenibilità ad Andrea Segrè. La cerimonia avverrà in occasione dell’assemblea regionale che si riunirà dalle ore 11.15 nel Conference center del polo goriziano dell’Università di Trieste (via Alviano, 18), preceduta dalla parte interna dell’assemblea, con 120 delegati e decine di ospiti durante la riunione dei cooperatori, che provvederà anche al rinnovo delle cariche sociali e del presidente della Confcooperative regionale. L’Associazione riunisce 508 cooperative del Fvg, con 22.242 addetti e 152.480 soci cooperatori. I ricavi aggregati del sistema giungono a 1,27 miliardi di euro.
Dopo i saluti istituzionali si procederà alla cerimonia di premiazione. Al termine, il professor Segrè interverrà con un breve approfondimento sul tema: “Dallo spreco alla sostenibilità alimentare: la via del futuro”. A seguire, l’intervento del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, mentre l’intervento conclusivo è stato affidato a Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative.
«Sono davvero molto onorato di ricevere oggi questo Premio – afferma il professor Segrè – per almeno tre ragioni. Perché è dedicato alla “sostenibilità” che deve essere la guida per lo sviluppo del sistema agroalimentare; perché viene dal mondo della cooperazione che sento, da sempre, molto vicino come ideali; perché, non da ultimo, viene dalla mia Terra. Grazie».
Il Premio regionale Sostenibilità – promosso congiuntamente da Confcooperative Fvg e dall’Associazione regionale delle Bcc – premierà, ogni anno, personalità nazionali e regionali che si sono particolarmente distinte per il proprio impegno sul tema della diffusione dei valori della sostenibilità nell’economia e nella società.
Con Segrè, saranno premiate anche tre scuole della regione (Staranzano, Udine e Cervignano) nell’ambito del Concorso che ha visto studenti delle scuole secondarie di 2° grado “raccontare” – attraverso video, immagini, testi – l’impegno di alcune imprese cooperative del Fvg verso il tema della sostenibilità. «È stata un’occasione per far avvicinare mondo della scuola e mondo dell’economia, e anche per contribuire a diffondere i principi della sostenibilità che sono oggi sempre più nell’agenda di tante imprese. Basti pensare che il 69% delle cooperative, nell’ultimo triennio, ha avviato iniziative per una maggiore sostenibilità», spiega Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative Fvg.
A selezionare i quattro gruppi di studenti che verranno premiati tra le 14 scuole che hanno partecipato al Concorso, è stata un’autorevole giuria, presieduta da Francesco Marangon, docente all’Università di Udine. Con lui: Chiara Mio, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia; Luca Raffaele, direttore di NeXT, Associazione nazionale per la promozione della sostenibilità; Maria Flavia Cascelli, dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo sostenibile; il vicedirettore del Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini; la giornalista Chiara Giani; il direttore generale di Federcasse, Sergio Gatti e Nicola Galluà.

ANDREA SEGRÈ – Nato a Trieste, nel 1961, dal 2000 è professore ordinario di Economia circolare e politiche per lo sviluppo sostenibile dell’Alma Mater Studiorum-Università di Bologna, dove è stato preside della Facoltà di Agraria e direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agro-alimentari. Attualmente è Consigliere speciale del Sindaco di Bologna per le politiche alimentari urbane e metropolitane; ruolo che gli ha permesso di chiedere, per rispondere alla crescente povertà alimentare, il riconoscimento della cittadinanza alimentare, lo ius cibi ovvero il diritto fondamentale, di tutte le persone, a un’alimentazione adeguata, sufficiente, sana, sostenibile, culturalmente accettabile. Nel 1998 ha ideato il progetto di ricerca Last Minute Market – evoluto in associazione e cooperativa, poi spin off accademico dell’Università di Bologna (2007), infine impresa sociale e spin off accreditato (2017) – diventato iniziativa di riferimento nazionale ed europea per la prevenzione e il recupero a fini solidali dello spreco alimentare e non alimentare. Nel 2010 ha ideato la campagna europea di sensibilizzazione “Un anno contro lo spreco” – oggi Campagna Spreco Zero – che si identifica con un vasto movimento di impegno per la riduzione e la prevenzione dello spreco alimentare, iniziata con la presentazione alla Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del Parlamento Europeo della “Dichiarazione congiunta contro lo spreco alimentare” ripresa nei suoi punti portanti dal Rapporto di iniziativa del PE approvato il 19 gennaio 2012 con l’obiettivo di ridurre del 50% lo spreco di cibo negli Stati membri entro il 2025. Nel 2012 ha curato e promosso la “Carta Spreco Zero”, sottoscritta da Sindaci e presidenti di Regioni, fondando successivamente l’associazione di Comuni Sprecozero.net. Nel 2013 ha costituito Waste Watcher, il primo Osservatorio nazionale sullo spreco alimentare domestico ed è stato nominato, dal Ministro dell’Ambiente, coordinatore del Piano Nazionale per la prevenzione dello Spreco Alimentare (Pinpas) e poi, nel 2014, presidente del Comitato tecnico-scientifico del Piano Nazionale di Prevenzione Rifiuti, confermato nel 2017. Dal 2013 ha promosso il Premio “Vivere a Spreco Zero” – che prende il nome dall’omonimo libro uscito per Marsilio – rivolto a enti, istituzioni, scuole, associazioni, cittadini che si sono distinti con progetti originali per contrastare lo spreco. Ha ideato, nell’ambito delle attività del Pinpas, la “Giornata nazionale per la prevenzione dello spreco alimentare” che si è tenuta per la prima volta il 5 febbraio 2014 e, da allora, si svolge annualmente nello stesso giorno. Nel 2021 ha presentato il Cross Country report di Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability, il primo Osservatorio internazionale dedicato ai comportamenti di consumo per contrastare lo spreco alimentare e promuovere l’economia circolare e lo sviluppo sostenibile. In occasione della celebrazione della X Giornata nazionale per la prevenzione dello spreco alimentare ha lanciato l’applicazione gratuita Sprecometro che misura l’impatto economico e ambientale di singoli e gruppi nella sfida di ridurre lo spreco domestico del 50% entro il 2030. È stato anche, per 10 anni, presidente del Centro Agroalimentare di Bologna, presidente della Fondazione FICO per l’educazione alimentare e alla sostenibilità, a Bologna e, dal 2015 al 2020 presidente della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Trento). Nel 2020 Trieste gli ha conferito il San Giusto D’Oro; nel 2022 la città di Palermo gli ha attribuito il Premio Internazionale Don Pino Puglisi.

Infine “Globesity”

E sempre a Gorizia, domani alle 17.30, negli spazi della Mediateca Ugo Casiraghi con ingresso libero, verrà presentato “Globesity. La fame del potere” (Edizioni Minerva 20249, il primo romanzo di Andrea Segrè. Globesity è il suo esordio nella scrittura narrativa, un food thriller proiettato in un intrico di trame internazionali sospese fra immaginazione e realtà. Con l’autore dialogherà la giornalista Patrizia Artico, assessore a GO 2025 per il Comune di Gorizia. Costruito dunque in uno scenario straordinariamente attuale – il pianeta dei paradossi «dove metà del mondo lotta contro obesità e sovrappeso, e l’altra metà contro la sottoalimentazione», spiega Andrea Segrè – Globesity mixa realtà scientifica e pura invenzione letteraria. In pochi attimi la prospettiva cambia totalmente: si rovescia il confine fra bene e male, fra scienza buona e cattiva, fra fame e sazietà. Tutto, nelle pagine del libro come nella realtà, può succedere. E se il “contagio” arriva dal cibo, lo spettro della pandemia da obesità diventa il peggiore degli incubi … Giorgio Pani, un giovane ricercatore dell’Università di Padova, dedica la sua tesi di dottorato agli effetti della dieta mediterranea sulla salute. Tutto ruota intorno al giovane ricercatore Giorgio Pani, e alla sua ricerca intorno alla Dieta Mediterranea che lo porta a pianificare un viaggio attraverso i Paesi più rappresentativi del Mare Nostrum. Il ricercatore parte da Cipro e, proprio a Nicosia, si imbatte nell’affascinante professoressa Elif Demir e nel suo team di scienziati, impegnati in una ricerca molto simile alla sua. Pagina dopo pagina la questione si fa sempre più intricata e viaggiando attraverso il mondo – da Tunisi all’Algeria e Marocco, per poi attraversare il Mediterraneo e approdare negli Stati Uniti – il ricercatore – investigatore si renderà conto di essere incappato in un oscuro complotto: le multinazionali di junk food sono mandanti di una nuova pandemia, generata da una molecola in grado di modificare il metabolismo umano … Globesity schiude una consapevolezza importante: l’insidia della “bomba calorica” è già fra noi, con il suo grave portato sociale. La maggior parte della popolazione mondiale (51%, oltre 4 miliardi di persone) vivrà in sovrappeso o con obesità entro il 2035, se si confermeranno le tendenze attuali, e l’impatto economico globale del sovrappeso e dell’obesità potrà superare i 4 trilioni di dollari annui, quasi il 3% del PIL globale. Più o meno l’impatto prodotto dal Covid-19 nel 2020, come sottolinea il rapporto World Obesity Atlas 2023 (World Obesity Federation).

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In copertina, il professor Andrea Segrè che sarà premiato a Gorizia.

 

Dieta mediterranea e salute, da oggi “Globesity” food thriller di Andrea Segrè fondatore del movimento “spreco zero”

Giorgio Pani, un giovane e inesperto ricercatore dell’Università di Padova, dedica la sua tesi di dottorato agli effetti della dieta mediterranea sulla salute. Un tema che lo porta a pianificare un viaggio attraverso i Paesi più rappresentativi del Mare Nostrum, dove la dieta è stata “scoperta” da Ancel Keys negli anni Sessanta, dove si è naturalmente radicata e diffusa ma è sempre meno praticata. Questo lo sfondo in cui si apre “Globesity. La fame del potere” (Edizioni Minerva 2024, 149 pagine 16,90 euro), il primo romanzo del triestino Andrea Segrè, professore di economia circolare e divulgatore scientifico, fondatore del movimento “spreco zero” in Italia e in Europa, noto per il lungo impegno in ambito saggistico intorno ai temi dello spreco alimentare e dello sviluppo sostenibile.

Andrea Segrè

(Photo by Roberto Serra – Iguana)

Globesity è il suo primo cimento nella scrittura narrativa: un food thriller in libreria da oggi, alle soglie della Giornata mondiale dell’Obesità – 4 marzo – che ci proietta in un intrico internazionale di trame intessute nella fiction, eppure sospese fra immaginazione e realtà. Perché l’insidia della “bomba calorica” è già fra noi: la maggior parte della popolazione mondiale (51%, oltre 4 miliardi di persone) vivrà in sovrappeso o con obesità entro il 2035, se si confermeranno le tendenze attuali, e l’impatto economico globale del sovrappeso e dell’obesità potrà superare i 4 trilioni di dollari annui, quasi il 3% del Pil globale. Più o meno l’impatto prodotto dal Covid-19 nel 2020, come sottolinea il rapporto World Obesity Atlas 2023 (World Obesity Federation). Costruito dunque in uno scenario straordinariamente attuale – il pianeta dei paradossi «dove metà del mondo lotta contro obesità e sovrappeso, e l’altra metà contro la sottoalimentazione», spiega Andrea Segrè – Globesity mixa realtà scientifica e pura invenzione letteraria. In pochi attimi la prospettiva cambia totalmente: si rovescia il confine fra bene e male, fra scienza buona e cattiva, fra fame e sazietà. Tutto, nelle pagine del libro come nella realtà, può succedere. E se il “contagio” arriva dal cibo, lo spettro della pandemia da obesità diventa il peggiore degli incubi…

A Oleis la storia della cucina friulana. Spreco alimentare, nuovo libro di Segrè

Nell’ambito di Olio & dintorni, a Oleis di Manzano, e della Setemane de culture furlane, a cura del Circolo culturale Corno e del Fai-sezione di Cividale, verrà presentato il libro edito recentemente dalla Società filologica “La cucina delle dimore storiche friulane”, scritto da Carlo del Torre e Dani Pagnucco. La presentazione, in programma domenica 28 maggio alle ore 17 a villa Maseri, sarà curata da uno degli autori, l’avvocato del Torre, già ospite proprio a Corno di Rosazzo per un analogo evento nello scorso autunno.
La pubblicazione è una “gustosa” raccolta di ben 184 ricette provenienti da antichi ricettari di ben 22 dimore storiche del Friuli gelosamente custoditi dai rispettivi proprietari. Il volume presenta un’introduzione storica per ogni dimora e un commento al ricettario o alla dotazione dei libri di cucina di ogni illustre famiglia. Ne emerge uno spaccato di vita del Friuli d’un tempo particolarmente interessante e attrattivo.
Tra i vari sostegni, Olio & dintorni beneficia anche della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

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Il mondo si avvicina rapidamente al 2030, l’Anno di verifica degli Obiettivi dell’Agenda delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile. «Ma con tutta evidenza, più ci avviciniamo al traguardo, più si allontanano gli obiettivi #famezero e #sprecozero – spiega l’economista triestino Andrea Segrè, fondatore della campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero -. In Italia oltre 2,6 milioni di persone faticano a nutrirsi regolarmente a causa dell’aumento dei prezzi e dei rincari delle bollette, e sono in condizione di povertà più di 1,9 milioni di famiglie, ovvero 5,6 milioni di individui, il 9,4% della popolazione (Istat 2021). Siamo ai massimi storici, l’Italia e il mondo devono darsi l’obiettivo di una global food policy come strategia sociale, economica e di sviluppo sostenibile». Qualsiasi obiettivo deve partire da un quadro aggiornato e realistico dell’esistente, per questo proprio Andrea Segrè, nella sua veste di direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International, a quattro mani con Enzo Risso, direttore scientifico Ipsos, firma il nuovo saggio “Lo spreco alimentare in Italia e nel mondo. Quanto, cosa e perché“ (Castelvecchi, 120 pagg. € 15), in libreria proprio da oggi, 26 maggio, nel conto alla rovescia verso la Giornata mondiale dell’Ambiente di lunedì 5 giugno. Due anni dopo la pandemia e a 7 anni dal 2030 – quando ci si aspetta che il mondo dimezzi lo spreco alimentare, come da Obiettivo 12.3 dell’Agenda delle Nazioni Unite – il traguardo sembra una meta irraggiungibile. Ogni anno 1/3 del cibo continua a perdersi sul pianeta (il 14% dopo il raccolto e il 17% fra commercio e consumo), mentre potrebbe sfamare almeno 1,26 miliardi di persone.

Andrea Segrè

Enzo Risso

Ambiente difeso da buone pratiche combattendo lo spreco alimentare

C’è un gesto e c’è un’azione concreta che possiamo tutti fare in occasione della 10a Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, in calendario domani 5 febbraio: scaricare e attivare la nuova app Sprecometro, strumento quotidiano per un vivere sostenibile. Sprecometro, presentata a Roma dal fondatore Spreco Zero, Andrea Segrè, con l’Ambasciatore buone pratiche Andrea Maggi, è la app istituzionale sviluppata dall’Osservatorio Waste Watcher International su cibo e sostenibilità, gratuitamente scaricabile e utilizzabile.

La presentazione a Roma.

Sviluppata per la direzione scientifica dell’agroeconomista triestino Andrea Segrè, nasce in vista della Giornata antispreco nell’ambito della Campagna Spreco Zero, attraverso il lavoro congiunto del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agro-alimentari dell’Università di Bologna e di Last Minute Market impresa sociale spin off accademico dell’Alma Mater. Serve a misurare e prevenire lo spreco di cibo, da soli o in gruppo (famiglia, amici, gruppo di lavoro). Aggiornando puntualmente il proprio comportamento grazie al diario dello spreco contenuto nell’app, l’utente può valutare i progressi avvenuti nel corso del tempo fissando degli obiettivi di riduzione in linea con l’Agenda Onu per lo sviluppo sostenibile, in particolare il 12.3: “dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030”.
L’app, inoltre, attribuisce dei punteggi per ogni variazione in diminuzione dello spreco individuale nel tempo e per ogni contenuto visionato: video, lettura delle schede, risposte corrette dei quiz consentendo di confrontarsi con altri utenti. E consente di attivare dei gruppi di riferimento: amici, famiglia, classe scolastica/universitaria, dipendenti aziendali, pubblica amministrazione… In questo modo, si potranno calcolare i dati aggregati di impatto economico e ambientale per valutare i progressi dei singoli, dei gruppi di amici e del totale degli utenti: una sfida da vincere tutti assieme! Infine il collegamento al canale Instagram Sprecometro consente a tutti di condividere risultati e progressi della comunità che partecipa alla sfida globale: dimezzare lo spreco entro il 2030!

Ma Sprecometro è molto di più, è uno strumento prezioso per stimare l’impatto economico (in euro) e ambientale (in CO2 e H2O) dello spreco del cibo nelle case, nelle comunità aziendali e scolastiche. La app misura infatti in grammi lo spreco alimentare di singoli e gruppi, valutando la perdita economica (euro), l’impronta carbonica (C02 e km percorsi da un auto) e l’impronta idrica (H20 e bottiglie di acqua da 0.5 litri).
Oltre 500 studenti di tutta italia, ovvero la totalità degli allievi dei nuovi Licei di transizione ecologica e digitale che fanno in questo anno scolastico il loro esordio formativo, hanno già testato Sprecometro, che fornisce consigli, video, buone pratiche e ricette per azzerare lo spreco di cibo a casa e calcolare ogni giorno la nostra impronta ambientale.

Andrea Segrè

UNA IMPORTANTE SFIDA

L’Agenda Onu 2030 con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) è diventata il quadro di riferimento imprescindibile per promuovere la sostenibilità ambientale, sociale ed economica a livello globale. Ma, mentre il 2030 si avvicina rapidamente – mancano meno di 7 anni – il raggiungimento degli Obiettivi si allontana. Certo pandemia, guerra, riscaldamento globale ostacolano il percorso. Eppure, non è proprio dalle crisi che si possono produrre dei cambiamenti e magari spingere le nostre azioni verso un futuro prossimo più sostenibile?
E poi, se oltre a una direzione e a degli obiettivi, nessuno ci dà le indicazioni concrete di dove andare e non ci fornisce una misura dei risultati raggiunti e quanto manca alla meta, come possiamo sapere se stiamo andando bene?
Lo Sprecometro è uno strumento individuale e collettivo che ci aiuta proprio a seguire una bussola per non rimandare l’Obiettivo Onu che al 2030 chiede di ridurre lo spreco alimentare del 50%. Questa, più di molte altre lanciate dagli SDGs, è una Sfida da vincere tutti assieme. Una Sfida dove ognuno può dare un suo contributo fattivo tenendo conto che l’alimentazione soddisfa un bisogno primario, ha un impatto sulla salute, l’ambiente, l’economia.
Lo Sprecometro – uno strumento tanto agile e veloce quanto “solido” dal punto di vista scientifico – in sole 3 domande e 5 minuti di tempo, e con l’aggiornamento di un diario, misura quanto cibo sprechiamo all’interno delle nostre mura domestiche. Ci fa capire non solo quali alimenti sprechiamo, ma anche il perché li gettiamo via ancora buoni da mangiare. Per ognuno di noi lo Sprecometro definisce, alla fine della prima (e unica) rilevazione, un identikit preciso – Sprecone, Disattento, Attento, Parsimonioso – che periodicamente verrà aggiornato a seconda degli aumenti o diminuzioni degli sprechi domestici ed anche in base al percorso informativo ed educativo che verrà intrapreso seguendo i mini video, le schede informative di approfondimento e rispondendo ai relativi quiz, che ci aiuteranno concretamente a ridurre lo spreco alimentare domestico e adottare diete sane. Periodicamente potremo verificare se gli esercizi funzionano e confrontarci con tanti altri che come noi si pongono lo stesso obiettivo: siccome la Sfida globale è ridurre della metà lo spreco alimentare la vittoria finale dipende dal numero di partecipanti. Tanto maggiore è la Comunità tanto più importanti saranno i risultati.

COME FUNZIONA LA APP

● Appena scaricata l’app, per registrarsi e aprire un account, è necessario rispondere ad un questionario iniziale, durata non superiore a 5 minuti, che ha l’obiettivo di targettizzare l’utilizzatore dell’app in uno dei 4 profili creati (oltre), differenziati in base alle risposte di un questionario sulle abitudini di consumo e spesa alimentare ma anche sulle quantità in grammi di spreco per 23 categorie di alimenti (carne rossa, carne bianca, frutta fresca, verdure, pane…).

● Terminato il test iniziale viene assegnato all’utente un profilo, dal meno attento al più attento: Sprecone, Disattento, Attento e Parsimonioso.

● L’app inoltre fornisce, in base alla quantità in grammi di spreco per ogni singolo alimento, una misura in grammi totali e una misura dei relativi impatti economici (perdita in euro) ed ambientali (impronta ecologica, espressa in kgCO2eq, ed idrica, espressa in m3 di acqua) che varia nel tempo in base agli aggiornamenti apportati dallo stesso utente dello spreco.

● In più i dati relativi all’impronta carbonica sono convertiti live in km percorsi da un’auto e l’impronta idrica è espressa anche in bottiglie d’acqua da 0.5 l, così da dare una veloce raffigurazione dell’impatto agli utenti. Gli impatti verranno inoltre tradotti in grafici che sono sempre disponibile sulla dashboard.

● L’utente può migliorare il suo profilo periodicamente in base ai grammi dei vari alimenti sprecati, che l’utente potrà aggiornare giornalmente, settimanalmente o con una propria periodicità, grazie alla visione dei contenuti educativi che l’app propone, e che sono strutturati come video (indicativamente di 2-3 minuti), schede informative di approfondimento e quiz per valutare l’effettivo apprendimento del contenuto educativo.

● L’app attribuisce dei punteggi per ogni variazioni in diminuzione dello spreco individuale nel tempo e per ogni attività a cui si partecipa: visione dei video, lettura delle schede, risposte corrette dei quiz.

● Gli utenti potranno vivere la loro esperienza nello Sprecometro in modo singolo o aggregato. Vi è infatti la possibilità di creare cluster tra amici, colleghi, compagni di classe, aziende, pubblica amministrazione ecc

● Il punteggio totale acquisito, oltre a servire a definire il proprio profilo è anche funzionale al confronto all’interno del cluster di appartenenza. Così da stimolare una sana competizione rispetto alla riduzione degli sprechi e al miglioramento delle proprie abitudini di consumo e spesa.

● L’app è in grado di calcolare non solo il dato personale dell’utente ma anche il dato aggregato del cluster (amici) dove è inserito, ed esso sarà visualizzabile dall’intero cluster di amici.

● E’ quindi possibile per ogni cluster estrapolare i dati, analizzarli e produrre report periodici valutando i progressi nel tempo e le variazioni delle impronte dello stesso gruppo.

● L’app ha un suo account Instagram. Inoltre si può collegare il proprio account dello Sprecometro con il proprio account Instagram per condividere con i propri follower i progressi effettuati nell’app e i risultati raggiunti individualmente o all’interno del proprio cluster.vta Partne

IL TEST DELLO SPRECO

SPRECONE: Fare la spesa e prepararti pranzo e cena non sono attività nelle tue corde, ti piace dedicare il tuo tempo ad altro. Per cui il tuo rapporto con il cibo inizia e finisce con il tempo necessario a consumarlo. Ciò che avanza quindi spesso finisce gettato. Per queste ragioni ti suggeriamo vivamente di sfogliare le buone pratiche che hanno vinto nei diversi anni il Premio Vivere a Spreco Zero, di compulsare libro il Metodo Spreco Zero e di iniziare il nuovo percorso informativo ed educativo seguendo i mini-video, le schede informative e i relativi quiz proposti da Sprecometro.

DISATTENTO: Il consumo di cibo per te è un aspetto legato più che altro alle esigenze fisiologiche che va a soddisfare. Per cui il cibo non è al centro delle tue attenzioni e spesso dispensa e frigorifero sono poco organizzati e quindi diventano i luoghi del dimenticatoio, e in alcuni casi l’anticamera della pattumiera. Per queste ragioni sei pregato di sfogliare le buone pratiche che hanno vinto nei diversi anni il Premio Vivere a Spreco Zero, di compulsare libro il Metodo Spreco Zero e di iniziare il nuovo percorso informativo ed educativo seguendo i mini-video, le schede informative e i relativi quiz proposti da Sprecometro.

ATTENTO: Per te lo spreco di cibo è legato a eventi fortuiti e occasionali più che a vicende abituali. È necessario aumentare quindi l’attenzione e soprattutto stare più attenti alla pianificazione degli acquisti e dei consumi. Sei bravo ma ti consigliamo lo stesso di sfogliare le buone pratiche che hanno vinto nei diversi anni il Premio Vivere a Spreco Zero, di compulsare libro il Metodo Spreco Zero e di iniziare il nuovo percorso informativo ed educativo seguendo i mini-video, le schede informative e i relativi quiz proposti da Sprecometro.

PARSIMONIOSO: Sei sicuramente un consumatore attento e informato, il concetto di sostenibilità fa parte del tuo background quindi la prevenzione e la lotta allo spreco alimentare sono per te un modo di agire consolidato. Ma visto che non si finisce mai di imparare ti consigliamo di sfogliare le buone pratiche che hanno vinto nei diversi anni il Premio Vivere a Spreco Zero, di compulsare libro il Metodo Spreco Zero e di iniziare il nuovo percorso informativo ed educativo seguendo i mini-video, le schede informative e i relativi quiz proposti da Sprecometro.

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In copertina, ecco come si presenta la nuova app anti-spreco alimentare.