Allevatori Fvg: prezzo del latte buono e stabile nel 2024 (bene anche l’anno nuovo). Marco Bassi è il nuovo direttore

«Il 2024 rimarrà certamente nei ricordi di molti di noi per essere stato un anno finalmente remunerativo per gli allevatori di bovine da latte. È il primo anno nella storia della zootecnica italiana che si raggiungono prezzi del latte così importanti e soprattutto una sua certa stabilità nel tempo – ha detto durante l’assemblea dei soci il presidente dell’Associazione Allevatori Fvg, Renzo Livoni -. È pur vero che le materie prime non sono rimaste ai livelli dei prezzi di qualche anno fa, ma dopo l’ascesa terrificante che hanno avuto un paio d’anni or sono, ora, seppure non siano ritornati ai costi dell’epoca, restano comunque a un livello più coerente con l’andamento del mercato del latte.

Andrea Lugo col presidente Livoni.

Nel corso del 2024, dopo un primo semestre con prezzi in crescita costante culminati a giugno con un prezzo medio del latte alla stalla di 0,53 euro/litro, si è confermato il trend di crescita anche nel secondo semestre raggiungendo, a dicembre, 0,58 euro/litro e, attualmente, assistiamo a un prezzo attorno a 0,60 euro/litro che viene mantenuto per tutto il primo semestre 2025. Riguardo alle consegne di latte – ha proseguito Livoni -, dopo un calo registrato nel 2023 del 7,57%, nel corso del 2024 abbiamo recuperato qualcosa: registriamo, infatti, un aumento dell’1,20% per un totale di 243.653 t di latte consegnato. I dati dei primi mesi dell’anno 2025 (gennaio-aprile) registrano, invece, una stabilità rispetto allo stesso periodo del 2024».


«La piattaforma web per il commercio elettronico denominata “Fattorie Friulane”, che attualmente conta più di 60 imprese aderenti, ha implementato con continuità le vendite dei prodotti inseriti raggiungendo, in due anni, più di 50.000 follower – ha sottolineato il direttore uscente, Andrea Lugo -. Da un’analisi dei siti Internet di e-commerce di prodotti agroalimentari italiani, la piattaforma “Fattorie Friulane” in termini di gradimento riscontrato presso i visitatori mantiene saldamente il secondo posto dietro al Pur Sudtirol e davanti ad altre realtà ben più storiche. L’andamento delle vendite, nel corso del 2024, è stato piuttosto importante se raffrontato all’anno precedente (124.400 euro le vendite lorde, contro i 48.058 euro del 2023 che valgono un +158%). Questi e altri parametri indicano che ci sono prospettive di crescita ulteriore dell’e-commerce realizzato dall’Associazione», ha concluso Lugo salutando l’assemblea per pensionamento, dopo 13 anni di direzione. Da luglio, il nuovo direttore sarà Marco Bassi, 43 anni, già responsabile del Settore Suinicolo e del Servizio Ambiente dell’Associazione.

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In copertina, Marco Bassi nuovo direttore dell’Associazione Allevatori Fvg.

Allevatori Fvg, parte l’indagine sulle emissioni climalteranti delle bovine da latte: prima (per dimensioni) in Italia

Per la prima volta in Italia, il calcolo delle emissioni climalteranti verrà effettuato, per tutte le stalle da latte, in Friuli Venezia Giulia. Il processo di valutazione dell’impronta carbonica (LCA Life Cycle Assessment, Ciclo di Vita) è un’iniziativa dell’Associazione Allevatori regionale, in collaborazione con Ersa, Università degli Studi di Udine e Ceviq. Coinvolgerà circa 400 aziende professionali che allevano oltre 40 mila bovini da latte. Le emissioni agricole, in diminuzione del 13,2% dal 1990 a oggi, si stimano al 7,8% del totale. La zootecnia contribuisce per il 5,9% di questa fetta e, all’interno del comparto dell’allevamento, la produzione del latte impatta per il 33%.

Andrea Lugo


«Questa raccolta dati a tappeto, della durata biennale, resa possibile dal sostegno dell’Amministrazione regionale – spiega il direttore dell’Associazione Allevatori, Andrea Lugo – ci fornirà una fotografia reale della situazione degli impatti ambientali della nostra zootecnia da latte, in maniera puntuale e trasparente. Sarà così possibile anche, in seguito, partire da questa base per stimolare e misurare i progressi degli allevatori sulla sostenibilità. Non è escluso, inoltre, che pure i sostegni finanziari pubblici, erogati alle aziende, non tengano conto dell’indice LCA per “favorire” le imprese più virtuose le quali potranno anche ottenere una certificazione specifica da far valere verso gli acquirenti del loro latte (che la richiedono sempre più frequentemente) e verso i consumatori».
La raccolta dei dati, dunque, sarà finalizzata a una valutazione imparziale che considera gli input e gli output di tutto il ciclo della produzione del latte: dal reperimento delle materie prime, all’alimentazione, alla gestione sanitaria, alla mungitura, con tutti i relativi consumi energetici e ambientali. Al termine dell’elaborazione dei dati (che verrà realizzata dall’Università di Udine), un indice prodotto dal software dell’Ersa, stabilirà quale sarà l’impatto ambientale di un singolo litro di latte prodotto in Friuli Venezia Giulia. Da parte sua, Ceviq produrrà un protocollo di certificazione aderente alle funzionalità del comparto, a disposizione delle aziende che lo volessero utilizzare per le loro finalità etiche e/o commerciali. È previsto anche un approfondimento ulteriore dell’indagine che coinvolgerà un numero più ristretto di aziende, individuate durante il lavoro di raccolta dati.

La sede gli Allevatori Fvg a Codroipo.

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In copertina, bovine la latte: è al via un importante studio sulle loro emissioni.

In Fvg 7500 capre in 660 allevamenti: a Codroipo sotto la lente genetica, questioni sanitarie e alimentazione

In Friuli Venezia Giulia in 660 allevamenti ci sono circa 7.500 capre: erano 6.400 cinque anni fa. Perciò l’Associazione Allevatori del Fvg ha deciso di organizzare un incontro di studio e approfondimento nella propria sede di Codroipo. Con i qualificati relatori intervenuti, sono state affrontate le questioni sanitarie, dell’alimentazione, della genetica e dei controlli funzionali. Così, dopo i saluti del direttore Andrea Lugo e gli interventi dei tecnici dell’Associazione, Daniele Bidoli e Claudio Pasquini, sono seguite le relazioni di Manlio Palei, direttore regionale del Servizio di prevenzione, sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria; di Guido Bruni, tecnico Aral Lombardia e di Paola Arici, responsabile tecnico-commerciale ovicaprini di Cima Breending. Molte le domande degli allevatori presenti che hanno trovato esaurienti e complete risposte.

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In copertina, un esemplare di capra camosciata allevata in Fvg; qui sopra, un momento dell’incontro di Codroipo.

Anche gli allevatori Fvg domani a Roma (con Livoni e Lugo) per celebrare il Giubileo venerando Sant’Antonio Abate

Il 2025 è l’anno del “Giubileo della Speranza”, indetto da Papa Francesco, che ha già richiamato a Roma migliaia di pellegrini in occasione della cerimonia di apertura della Porta Santa nella Basilica di San Pietro e delle celebrazioni eucaristiche nelle altre Basiliche papali della capitale. Anche gli allevatori italiani e friulani si apprestano a partecipare a un evento dal forte significato religioso e storico, in un’epoca in cui il mondo è scosso da numerosi e forti conflitti e tensioni.


L’occasione sarà rappresentata dalla XVIII “Giornata dell’Allevatore” che l’Associazione Italiana Allevatori ha organizzato con la collaborazione delle associate territoriali (Fvg compreso che sarà presente con una ventina di allevatori guidati dal presidente, Renzo Livoni, e dal direttore, Andrea Lugo) nella mattinata di domani, 17 gennaio, per una delle ricorrenze più sentite dagli allevatori italiani che, tradizionalmente, celebrano in questa data Sant’Antonio Abate, patrono di uomini e animali. Una data che, per tutto il mondo rurale, rappresenta un momento di riflessione nel corso del quale i protagonisti del settore zootecnico ribadiscono l’imprescindibilità del proprio ruolo, economico e sociale e lanciano un messaggio chiaro e inequivocabile alle istituzioni e alla collettività: in chiave di sostenibilità, benessere degli animali, qualità del cibo e rispetto dell’ambiente, la nostra zootecnia rappresenta la soluzione, con un modello distintivo e improntato all’equilibrio tra le esigenze della produzione e la domanda di un sistema trasparente e garante della sicurezza alimentare, per tutti.
Il programma della mattinata (ore 9-14) prevede, già dalle prime ore di domani, in Piazza Pio XII, di fronte al celebre Colonnato del Bernini, l’allestimento della ormai tradizionale “Stalla sotto il cielo” curata da Aia e dalle associate territoriali, all’interno della quale si potrà ammirare una rappresentanza degli animali di interesse zootecnico presenti negli allevamenti italiani che costituiscono uno spaccato della “Fattoria Italia”.
A metà mattina (ore 11) si terrà la funzione liturgica all’interno della Basilica di San Pietro, presso l’Altare della Cattedra, presenziata dall’arciprete Mauro Gambetti, vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano e presidente della Fabbrica di San Pietro. Al termine della Messa il cardinale Gambetti, assieme alle autorità civili e militari, visiterà la “Stalla sotto il cielo” ed impartirà la benedizione agli animali e agli allevatori con le loro famiglie radunati in Piazza Pio XII, dove potranno assistere anche all’arrivo della sfilata di cavalli e cavalieri che dalla rinnovata Piazza Pia percorreranno tutta Via della Conciliazione fino a raggiungere la Fanfara a cavallo della Polizia di Stato che eseguirà una suggestiva carrellata di brani musicali della tradizione.

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In copertina, la tradizione raffigurazione di Sant’Antonio Abate; all’interno, Fattoria Italia a Roma nei pressi del Vaticano.

Allevatori Fvg, discreto il prezzo del latte e bene l’e-commerce: il 2023 è stato anno dinamico per Associazione e produttori

Secondo il presidente Renzo Livoni, il 2023 dell’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia sarà ricordato come uno degli anni più dinamici. «Una serie importante di iniziative sta andando a regime – ha spiegato Livoni nel corso dell’Assemblea sociale svoltasi nella sede di Codroipo -. Mi riferisco alla riorganizzazione dell’Ufficio Ambiente e Territorio (con uno staff tecnico che ha fornito oltre 250 consulenze), allo sviluppo del progetto di e-commerce “Fattorie Friulane”, alla sistemazione dello stabilimento di Rodeano per la lavorazione della carne e a una serie di investimenti effettuati in Malga Montasio. Gli investimenti effettuati in Malga Montasio si sono resi necessari – prosegue il presidente – sia per adeguare la struttura ad alcune norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, sia per migliorare l’efficienza delle lavorazioni in caseificio. Il 2023 è stato un anno dinamico anche per i nostri soci allevatori che hanno finalmente potuto beneficiare di prezzi di vendita del latte piuttosto sostenuti (oltre i 0,55 euro/l) nella prima parte dell’anno, con una flessione costante dal mese di aprile tale da scendere sotto i 0,50 euro/l ad agosto-settembre; da ottobre, invece, un’altra discesa a circa 0,47 euro/l, per poi risalire in chiusura d’anno a 0,50 euro/l. Questa prima parte del 2024 si mantiene con prezzi medi oscillanti tra i 0,48 e i 0,50 euro/l che, se si stabilizzassero, potrebbero dare un po’ di respiro agli allevatori. Riguardo alle consegne di latte, purtroppo, dobbiamo registrare un calo sensibile delle produzioni che si attesta al –7,57% rispetto a un dato medio italiano di –7,77%. Siamo la regione che, dopo Lazio e Campania, ha risentito della riduzione maggiore di latte prodotto (240.101 t, nel 2023, contro le 259.775 t del 2022). I dati dei primi tre mesi del 2024 registrano invece un aumento dell’1,19% rispetto allo stesso periodo del 2023», conclude Livoni.
«La piattaforma web per il commercio elettronico denominata “Fattorie Friulane” che ha visto partecipare inizialmente 56 imprese agricole, e oggi ne conta 63 – aggiunge il direttore, Andrea Lugo -, ha implementato con continuità le vendite degli oltre 400 prodotti inseriti superando, in poco più di un anno, i 30.000 follower. Da un’analisi dei siti internet di e-commerce di prodotti agroalimentari la piattaforma, in termini di gradimento riscontrato presso i visitatori, si posiziona al secondo posto dietro al Pur Sudtirol e davanti a realtà ben più storiche (Lattebusche e Shop Piemonte) della neonata Fattorie Friulane. L’andamento nei primi mesi dell’anno (gennaio-maggio) registra un aumento delle vendite piuttosto importante se raffrontato allo stesso periodo dell’anno precedente. Questi e altri parametri indicano che ci sono prospettive di crescita ulteriore dell’e-commerce realizzato dalla nostra Associazione».

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In copertina, bovini nei pascoli della malga Montasio nell’Alto Friuli.

A Tolmezzo 25 bovine dell’Alto Friuli tornate dall’alpeggio all’Asta d’Autunno

L’Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia ha organizzato per il 12 ottobre, a Tolmezzo, l’Asta d’Autunno, il mercato regionale delle bovine di razza Pezzata bruna e Pezzata rossa italiana. All’appuntamento, che sarà ospitato a partire dalle 11 al centro zonale aste di via Paluzza, parteciperanno 19 aziende zootecniche della montagna che metteranno in vendita un totale di 25 bovine, «animali – spiega il direttore di AaFvg, Andrea Lugo – di diverse età reduci al 99% dall’alpeggio estivo».
L’evento si svolgerà come una tradizionale asta, con offerte al rialzo e l’aggiudicazione al miglior offerente. «Interpretiamo l’asta come una vera e propria festa per gli allevatori, un momento in cui finalmente potranno ritrovarsi insieme dopo l’interruzione dovuta al Covid», spiega ancora Lugo, ricordando che l’Asta è stata sospesa dal 2020 al 2022. Si tratta, tra l’altro, di un unicum a livello regionale. Delle diverse aste bovine che venivano organizzate fino a qualche anno fa, quella di Tolmezzo è rimasta l’unica e pertanto assume un significato ancor più rilevante che giovedì sarà preceduto da un momento dedicato agli studenti – 70 in tutto provenienti dall’Itas di Cividale e dal Solari di Tolmezzo – ai quali sarà dedicata una lezione sulla razza Pezzata rossa italiana a cura di Anapri. La giornata si concluderà con un pranzo conviviale offerto dagli alpini di Paularo.

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In copertina, bovine di razza Pezzata rossa italiana al pascolo in montagna.

Allevatori Fvg tra ambiente e territorio: dalle pratiche nitrati ai piani agronomici

L’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia ha potenziato l’ufficio ambiente e territorio, un servizio attivo ormai da una decina d’anni che nel tempo è però divenuto via via più strategico tanto da spingere l’associazione presieduta da Renzo Livoni a farne una realtà più strutturata che oggi può contare due agronomi, due dipendenti dell’AAFvg e uno studio legale. La decisione è figlia del fatto che per le aziende zootecniche oggi la gestione delle ricadute ambientali dell’attività sono divenute ancor più cruciali e vanno gestite lungo tutto il percorso, da monte a valle, sia per le piccole stalle che per quelle più strutturate.

Andrea Lugo e Renzo Livoni


La convivenza con il vicinato è fondamentale e perché possa essere gestita con il massimo della trasparenza diventa fondamentale certificare l’impatto degli allevamenti sull’ambiente che deve essere sostenibile. Una condizione questa che in Fvg è la norma a differenza di altre regioni: «Da noi la densità di allevamenti – spiega Andrea Lugo, direttore dell’Associazione Allevatori Fvg – è un sesto rispetto a quello della Lombardia. Siamo una regione virtuosa e dobbiamo far sì che questa condizione si confermi nel tempo. Negli ultimi anni la zootecnia è andata a concentrare le aziende, da tante micro realtà polverizzate se ne sono create di grosse dimensioni, ma a parità di latte e con una produzione di azoto che in rapporto alla superficie (rapporto sovrinteso dalla direttiva Nitrati) vede il Fvg in buona posizione a differenza come detto di altre regioni italiane».
Tra le tematiche affrontate all’Ufficio ambiente figurano anzitutto l’assistenza alla aziende per le pratiche nitrati, la comunicazione di spandimento e il piano di utilizzazione agronomica. Il servizio si avvale inoltre di una convenzione con uno studio legale esperto in tematiche ambientali per fornire ai soci pareri sulle problematiche ambientali e, laddove necessario, anche una consulenza più specialistica. «L’obiettivo che ci siamo dati per l’ufficio è duplice e investe sia l’interno che l’esterno – conclude Lugo -. Vogliamo rendere più trasparente l’attività degli allevatori verso i consumatori, per evitare fraintendimenti, e d’altro canto coinvolgere soci e organizzazioni di categoria diventando per entrambi un punto di riferimento per tutte le problematiche di tipo ambientale».

Gli Allevatori Fvg ancora a Renzo Livoni: punta all’e-commerce Fattorie friulane

Sarà ancora Renzo Livoni a guidare l’associazione degli allevatori del Friuli Venezia Giulia. L’imprenditore zootecnico di Merlana è stato, infatti, riconfermato alla presidenza del sodalizio nel corso della prima seduta del consiglio di amministrazione eletto durante l’ultima assemblea dei soci. Per Livoni si tratta del quarto mandato consecutivo alla guida dell’Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia, una conferma che gli consentirà di portare avanti i tanti progetti avviati nel corso degli ultimi anni tra i quali l’e-commerce Fattorie friulane e il Laboratorio di lavorazione della carne suina e bovina. Con lui entrano in giunta i due vice, Franco Baselli e Omar Maruccelli, e i consiglieri Moreno Caron, Gabriele Giacchetto, Lino Mazzolini e Agostino Listuzzi.

L’ASSEMBLEA – «Sono stati anni difficili gli ultimi tre, prima per gli effetti della pandemia, poi per l’aumento dei costi energetici e delle materie prime. Una tempesta perfetta per la zootecnia già in difficoltà», aveva detto Livoni, aprendo nella veste di presidente uscente l’annuale assemblea dei soci a Codroipo, convocata per l’approvazione del bilancio consuntivo 2022 e per l’elezione del nuovo consiglio di amministrazione. «Se il trend di chiusura, soprattutto delle stalle da latte, è ormai in atto da anni, la congiuntura economica caratterizzata da variabili impazzite come appunto quelle legate ai rincari di mangimi, fertilizzanti, combustibili ed energia ha dato un’accelerata che tradotta in numeri è costata, alla sola zootecnia da latte, la perdita nell’ultimo anno di ulteriori 20 stalle in regione, anche di una certa dimensione», aveva aggiunto Livoni ricordando che oggi le aziende zootecniche da latte attive in Fvg sono rimaste appena 600. Sempre meno. «Anche se – aveva osservato – rileviamo in certi casi l’avvio di percorsi di aggregazione che restituiscono al settore realtà di maggiori dimensioni, maggiormente in grado di far fronte alle turbolenze».
Dopo un 2022 che nel secondo semestre ha causato rincari per le aziende nell’ordine del 60%, il 2023 si è aperto con un parziale rientro dei costi e con un prezzo del latte tornato a livelli alti. «Oggi il litro di latte alla stalla viene pagato intorno ai 53 centesimi di euro contro i 35 dei momenti peggiori. E’ chiaro però – aveva evidenziato Livoni – che gli aumenti non ancora rientrati del tutto impattano significativamente sulla marginalità e lo fanno ancor più nei mesi a venire se, come si vocifera, il latte alla stalla verrà pagato qualche centesimo in meno».

NUMERI ED ELETTI – L’Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia oggi controlla 40mila vacche da latte, circa l’80% del totale regionale, che sale a 120 mila se si contano che gli animali da rimonta. L’assemblea, e in particolare i 39 delegati chiamati a eleggere la nuova governance associativa, ha provveduto al rinnovo del consiglio di amministrazione che risulta composto dal presidente uscente Renzo Livoni, Franco Baselli, Lino Mazzolini, Moreno Caron, Gabriele Capitan, Marco Cecutti, Gabriele Giacchetto, Agostino Listuzzi, Omar Marucelli, Pancera Di Zoppola, Luca Frate e Stefanutti Matteo cui si aggiunge il consigliere delegato dalla Regione Fvg, Marco Boschian Cuch. Così composto, con un quarto dei consiglieri rinnovati, il nuovo Cda si è appunto riunito per eleggere il presidente chiamato a guidare l’associazione nei prossimi tre anni e portare avanti il corposo lavoro che ha visto impegnata la governance uscente e la struttura tecnica guidata dal direttore Andrea Lugo.

LAVORI IN CORSO – Un lavoro che Livoni aveva tratteggiato per sommi capi ai soci riuniti in assemblea, partendo dall’importante investimento sulle attrezzature del laboratorio analisi, un intervento da quasi 500mila euro, sostenuto dalla Regione Fvg, più volte ringraziata durante l’assemblea, «che da un lato dota l’associazione delle migliori tecnologie, dall’altro la mette al riparo dalla necessità di ulteriori investimenti per i prossimi 20 anni». Altri fronti di rilevo che vedono impegnata l’associazione sono quello di malga Montasio, dove proprio in questi giorni sono partiti i lavori per il rifacimento del caseificio, e il Centro fecondazione tori di Moruzzo che punta a produrre nell’arco di un biennio un milione di dosi di seme, forte dell’accordo con la Horizon Genetics che ha aperto le porte dei mercati statunitense e cinese al seme Fvg, e che per farlo necessita di un ampliamento degli attuali spazi. «Tengo infine a ricordare l’avvio del nostro e-commerce Fattorie Friulane, che ha consentito a 59 aziende del territorio, in larga parte zootecniche, di affacciarsi al commercio elettronico. E non ultimo l’avvio, proprio in questi mesi, del Laboratorio di lavorazione della carne suina e bovina, che l’associazione ha acquisito e dotato di due persone che trasformano le carcasse consegnate dalle aziende in insaccati e tagli di carne, riconsegnati sottovuoto o in vaschetta, così che queste possano commercializzarlo. Insomma – aveva concluso Livoni – oltre al ruolo di controllo che le è proprio, l’associazione in questi anni ha cercato di costruire una rosa di attività molto variegata nel tentativo di offrire al mondo zootecnico Fvg tutti gli strumenti possibili per garantirsi quella redditività che è l’unico modo per far sì che il comparto non si riduca ulteriormente».

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In copertina, il presidente riconfermato Renzo Livoni; all’interno, due immagini dell’assemblea dei soci.

Allevatori Fvg domani a Codroipo per eleggere la nuova amministrazione

(g.l.) Importante appuntamento annuale per l’Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia. Domani, infatti, a Codroipo, in via XXIX ottobre 9/B, a partire dalle 10 si riunirà l’assemblea dei soci chiamata ad approvare il bilancio consuntivo 2022 e quest’anno anche a rinnovare il consiglio di amministrazione. Sarà ovviamente anche l’occasione per fare il punto sullo stato di salute della zootecnia in regione e sull’attività dell’associazione stessa, da parte del presidente Renzo Livoni e del direttore Andrea Lugo, davanti ai soci e ai delegati eletti nelle assemblee parziali conclusesi in tutta la regione qualche settimana addietro. Come è noto, anche la zootecnia friulana sta vivendo un momento molto delicato, non solo perché provato dai durissimi effetti della triennale emergenza pandemica, ma anche e soprattutto per i pesanti rincari delle materie prime e delle forniture energetiche.

Renzo Livoni e Andrea Lugo.

Fattorie Friulane, debutto in Italia: superato il primo test e-commerce

I primi ordini sono stati consegnati in Lazio, Lombardia, Emilia Romagna e naturalmente anche in Friuli Venezia Giulia. Il primo test di Fattorie Friulane, l’e-commerce promosso e gestito dall’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia, che ha debuttato lo scorso 25 novembre, può dunque dirsi riuscito. «Siamo soddisfatti di questo avvio, abbiamo effettuato le prime consegne la scorsa settimana, gli ordini sono arrivati da diverse parti d’Italia e continuano ad arrivare come pure le richieste di aziende che vogliono vendere i propri prodotti sull’e-commerce», fa sapere il direttore degli Allevatori Fvg, Andrea Lugo, che stamattina assieme al presidente Renzo Livoni ha fatto una consegna speciale portando una selezione dei prodotti in vendita su Fattorie Friulane al presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, e al consigliere regionale Alberto Budai che del progetto è stato un fervente sostenitore.


La piattaforma, raggiungibile al sito Internet www.fattoriefriulane.it, è un unicum a livello europeo, la prima gestita direttamente da un’associazione di allevatori. Consente di far arrivare il meglio del paniere agroalimentare regionale nelle case degli italiani e con l’anno prossimo, esaurita la fase di test, anche oltre i confini nazionali. Vi si possono acquistare circa 300 diversi prodotti di 60 aziende: formaggi stagionati, ma anche birra, olio, salami, confetture, conserve, farine e succhi di frutta. Al momento, i prodotti acquistabili sono essenzialmente stagionati o confezionati, che non necessitano dunque di particolari cure in termini di refrigerazione, ma nel futuro prossimo l’intenzione dell’associazione è quella di ampliare l’offerta, includendo anche prodotti freschi e surgelati.
La logistica è gestita direttamente dall’associazione nell’ex laboratorio di lavorazione della carne De Narda a Rodeano, acquisito grazie a un contributo a fondo perduto della Regione, dove sono concentrati rifornimenti, ricevimento ed evasione ordini, preparazione delle confezioni, ricerca del trasportatore e spedizione del prodotto. All’allevatore è riconosciuto il prezzo di vendita, detratto delle spese sostenute per la gestione degli ordini e la spedizione.

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In copertina, la selezione di prodotti degli Allevatori Fvg e all’interno la sua consegna a Fedriga e Budai da parte di Lugo e Livoni.