(g.l.) Doppio incontro questa settimana con “Asparagus”, la fortunata rassegna enogastronomica del Ducato dei vini friulani guidato da Alessandro Salvin. La manifestazione, infatti, esce per la prima volta dai confini regionali per approdare addirittura a Milano. Nella “capitale” economica del Paese l’appuntamento è fissato per questa sera all’Osteria della Stazione l’Originale, in via Popoli Uniti 26.
Domani, invece, una classica serata in Friuli Venezia Giulia. Il convivio dedicato al re degli ortaggi sarà infatti ospitato al ristorante La Dinette di Porto San Vito (telefono 388.9418882 – info@ristoranteladinettegrado.it), a Grado, dove si è appena conclusa con successo la rinomata festa con mostra di Fossalon.
Poi, ci saranno due altre uscite per chiudere il ricco programma di “Asparagus 2025” – ben nove appuntamenti con la buona tavola e sempre tutti sold out! -, la prima delle quali, il 23 maggio, sarà in Veneto, ma appena fuori dai confini Fvg, a Giai di Gruaro. Il 30, invece, gran finale a Corno di Rosazzo. La manifestazione, come si ricorderà, era cominciata il 4 aprile a Tavagnacco, continuando a Cormons, Mortegliano, Udine e San Michele del Carso.
Edizione d’argento per “Asparagus” che continua a crescere arrivando in Veneto e a Milano. Un piatto di Giorgio Celiberti dedicato ai nove ristoranti protagonisti
di Giuseppe Longo
UDINE – “Asparagus”, la fortunata rassegna enogastronomica del Ducato dei vini friulani, compie un quarto di secolo e per festeggiare l’importante anniversario, nel ricordo dei suoi indimenticabili fondatori, Isi Benini ed Elio Del Fabbro, fa un ulteriore passo avanti, approdando anche fuori regione, nella veneta Portogruaro, e perfino nella lombarda Milano. La manifestazione, in nove gustosissime tappe, è stata presentata ieri a mezzogiorno, l’ora in cui gran parte dei friulani si mette a tavola, nella sala che la Camera di commercio di Pordenone-Udine ha opportunamente dedicato a Gianni Bravo, suo illuminato presidente anche perché “padre” del marchio Made in Friuli.
La presentazione ieri a Udine.



«Quest’anno si apre con la novità di quattro nuovi ristoranti inseriti nel circuito “Asparagus”», ha spiegato il duca Alessandro I, citando la Locanda Alle Vigne a Subida di Cormons, Ae do Paanche a Giai di Portogruaro, Osteria Solder a Corno di Rosazzo e l’Osteria della Stazione di Milano, gestita dal friulano Gunnar Cautero, che promuove esclusivamente prodotti nostrani. Locali che si vanno così ad aggiungere agli storici Al Grop di Tavagnacco, Là di Moret a Udine, Lokanda Devetak 1870 a San Michele del Carso, Da Nando a Mortegliano e La Dinette a Grado: manca purtroppo, ed è stato rimarcato con dispiacere, la storica Trattoria Da Toni di Gradiscutta, da sempre presente alla manifestazione con il suo indimenticabile Aldo Morassutti. «E proprio l’Osteria friulana a Milano – ha aggiunto il presidente dell’ente camerale Giovanni Da Pozzo, che aveva accanto il giornalista Enzo Cattaruzzi – ha ricevuto la nostra targa “Qui si mangia friulano”, essendo praticamente la casa dei nostri conterranei nel capoluogo lombardo. Una felice “esportazione” di questo “Asparagus d’argento”, che con il bel traguardo rappresenta una tradizione in grado di rinnovarsi costantemente, valorizzando il territorio e la creatività dei nostri chef e dell’enogastronomia locale, sempre più un motivo per venire a visitare la nostra bellissima regione». La Camera di Commercio Pordenone-Udine, come è noto, è da sempre sostenitrice dell’iniziativa che è realizzata anche con il supporto di Io sono Fvg, l’ormai affermato marchio di qualità della Regione, e Fondazione Friuli con la collaborazione della rivista Qb-Quanto basta. Alla conferenza stampa di presentazione, aperta dal giornalista Enzo Cattaruzzi, è intervenuto anche il vicecoordinatore regionale delle Città del vino, Maurizio D’Osualdo.
Prenderà, dunque, il via dopodomani, 4 aprile, come è tradizione al Ristorante Al Grop di Tavagnacco – il locale dove il tour della buona tavola è nato per celebrare l’asparago bianco prodotto nei campi alle porte di Udine -, per poi snodarsi attraverso altri otto venerdì consecutivi fino al 30 maggio. In tutti i ristoranti protagonisti, come sempre, ci sarà un piatto comune, che sarà il classico, ma sempre di grande fascino e incomparabile gusto, “asparagi e uova”, lasciando poi alla fantasia degli chef declinare gli altri piatti nei vari e ricchi menù che avranno sempre l’asparago come comune “ingrediente”, sia il celebre e delicato bianco sia il caratteristico verde, che i produttori sparsi nelle diverse aree del Friuli Venezia Giulia, unitamente a quelli storici appunto di Tavagnacco, non mancheranno di fornire. E i vini in abbinamento? Saranno ovviamente «i grandi bianchi friulani lasciando però anche spazio a qualche rosso in cerca di avventure», aggiungono i rappresentanti del Ducato che sabato prossimo è atteso all’importante appuntamento assembleare per il rinnovo delle cariche.
I fondatori Elio Del Fabbro e Isi Benini.

Ricordiamo che le zone tipiche di produzione dell’asparago sono Tavagnacco, Tricesimo, Latisana, Fiumicello, San Vito al Torre nonché Fossalon, Cormons, Sant’Andrea, Moraro e Medea nel Goriziano. L’asparago è forse uno dei pochi vegetali consumabili che hanno un’origine mediterranea. «Giova ricordare – ribadisce Alessandro Salvin – che è un eccellente fonte di acido folico, vitamine e sali minerali; è ricco di fibra, apporta un basso contenuto calorico ed esercita una benefica azione depurativa e diuretica, favorendo l’eliminazione dall’organismo delle tossine e dei liquidi in eccesso. I suoi ottimi valori nutrizionali contribuiscono al benessere di chi lo assapora e il suo sapore delicato dona ai piatti un gusto raffinato ricco di sempre nuove emozioni». Già da metà Settecento, rammentano i referenti del Ducato, l’asparago era coltivato sulle colline moreniche e di ciò c’è ampia traccia nei bollettini agricoli del tempo. La stessa Imperatrice d’Austria Maria Teresa si narra ne fosse particolarmente ghiotta, facendoseli recapitare fino a Corte e favorendo in tal modo il loro commercio nell’area viennese.
Questo, dunque, il calendario dell’edizione 2025, che come simbolo ha un bellissimo piatto decorato dal maestro Giorgio Celiberti per celebrare l’importante anniversario: 4 aprile Al Grop-Tavagnacco; 11 aprile Locanda Alle Vigne-Subida di Cormons; 18 aprile Da Nando-Mortegliano; 2 maggio Là di Moret-Udine; 9 maggio Lokanda Devetak 1870-San Michele del Carso; 15 maggio Osteria della Stazione-Milano; 16 maggio La Dinette-Grado; 23 maggio-Ae do Paanche-Giai di Portogruaro; 30 maggio Osteria Solder-Corno di Rosazzo. E, allora, buon “Asparagus” a tutti!
—^—
In copertina, il duca Alessandro Salvin e il presidente della Camera di Commercio Giovanni Da Pozzo presentano “Asparagus 2025” con alle spalle il piatto celebrativo realizzato da Giorgio Celiberti.
Ducato dei vini friulani, una Dieta di Primavera che farà storia per il Premio Isi Benini a Giannola Nonino, i nuovi nobili (uno arrivato dalla California!) e la “lectio” sulla Ribolla di Attilio Scienza
di Giuseppe Longo
UDINE – «Il Ducato dei vini, autentico custode dell’eccellenza del Friuli, e Giannola Nonino, donna e imprenditrice visionaria che ha creato un’etichetta di grande successo, rappresentano la laboriosità, la caparbietà, l’attaccamento alla terra e l’arte della coltivazione della vite. Una somma di valori che si identificano con il territorio, in uno slancio fortemente radicato nel passato e proiettato verso il futuro». Una frase che riassume perfettamente la bellissima mattinata che ha vissuto il Ducato dei vini friulani in occasione della tradizionale Dieta di Primavera. Le parole sono dell’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, che le ha pronunciate durante la festosa cerimonia che ha visto anche la consegna del Premio “Ricordo Isi Benini” e il conferimento del titolo di Ambasciatrice del Friuli Venezia Giulia nel mondo alla stessa distillatrice di Percoto e l’investitura dei nuovi nobili: uno di essi ci teneva così tanto che è arrivato addirittura dalla California! L’evento ha avuto quale cornice, nel centro storico di Udine, il salone di rappresentanza di Palazzo Antonini Stringher nel quale ha la nuova sede la Fondazione Friuli, oltre allo stesso Ducato.

L’esponente della Giunta Fedriga – gratificata, oltreché piacevolmente sorpresa, per la nomina a “nobile onorario” – ha sottolineato che «grazie anche al lavoro fatto dall’Università di Udine nel campo della ricerca, la viticoltura regionale è saldamente legata a una visione in cui l’innovazione ricopre un ruolo strategico, a tutto vantaggio della qualità e della competitività del prodotto». Aggiungendo poi: «Dietro al lavoro, alla fatica e alla passione dei viticoltori c’è un sentimento di profondo amore per il territorio friulano, con le sue grandi potenzialità in parte ancora da valorizzare».


Regista dell’intera cerimonia il duca Alessandro I assieme alla giornalista Monica Bertarelli che ne ha presentato con proprietà i vari momenti. Per primo ha parlato, portando il saluto della città, il sindaco Felice De Toni, il quale ha sottolineato la vocazione di Udine a essere punto di riferimento per l’enogastronomia di qualità. Quindi, Alessandro Salvin – attorniato dalla Corte ducale che era entrata fra gli squilli di tromba dei “Brafs e vonde” – ha riassunto l’essenza della manifestazione, dedicata non solo agli importanti riconoscimenti di cui si è fatto cenno, ma anche all’approfondimento di un tema importante e che sta molto a cuore al Ducato, la Ribolla gialla, storica varietà autoctona friulana per la quale il benemerito sodalizio, che ha superato il mezzo secolo di vita, da lungo tempo ormai invoca tutela e valorizzazione. E pure lui ha sottolineato l’importanza che Udine possa meritare il riconoscimento di “capitale” della scienza dell’alimentazione e della gastronomia di pregio. Il duca ha avuto un grato pensiero anche per il “padrone di casa”, Giuseppe Morandini, al quale ha donato un’attestazione che dimostra la riconoscenza del Ducato per aver trovato, grazie proprio alla Fondazione Friuli, stabile ospitalità nel prestigioso palazzo di via Gemona.
Spazio quindi all’annunciata “lectio magistralis” del professor Attilio Scienza, agronomo e luminare della viticoltura italiana, che ha dispensato tutto il suo sapere all’Università di Milano. E l’argomento affidatogli non poteva essere che quello della Ribolla, vitigno del quale ha proposto un interessante profilo storico-ampelografico – il primo documento scritto risale a un documento del notaio Ermanno di Gemona che porta la data del 1299 – legandolo al concetto di “vocazione” e “autoctonia”, cioè il luogo, nel nostro caso il Friuli, in cui il vitigno esprime tutte le sue potenzialità qualitative. Quindi, si è riferito alla sua adattabilità agli ambienti, alle pratiche colturali, alle aspettative enologiche e di mercato, illustrando altresì le zone in cui la Ribolla gialla in Friuli Venezia Giulia è maggiormente diffusa, sottolineando l’importanza della sua coltivazione in collina per la presenza della “ponca” che offre al vitigno il terreno prediletto. Ed è proprio su questo binomio inscindibile – e cioè Ribolla gialla-ponca che equivale a dire Ribolla gialla-collina – che si gioca il futuro di questa preziosa varietà nella quale il Friuli si riconosce. E nella quale deve continuare a credere perché non tutte le regioni hanno terreni e condizioni ambientali che si prestano alla sua coltivazione con ripaganti risultati. Per saperne di più, Attilio Scienza ha invitato a consultare il libro “La Ribolla gialla, un viaggio alla scoperta della civiltà europea” che lui stesso ha scritto a quattro mani con Walter Filiputti (presente in sala) e che è stato dato alle stampe nel 2019 da Eugenio Collavini editore a Corno di Rosazzo.

Al termine dell’applaudito intervento del cattedratico trentino – ha studiato molto la vite provenendo da una famiglia di vignaioli! -, è seguita l’investitura dei nuovi nobili: Giovanni D’Alì, commercialista; Mauro Di Bert, consigliere regionale; Andrea Proietti, microbiologo; Francesco Atzeni, generale dei Carabinieri; Marco Buzziolo, giornalista; Giuliano Pascoli, esperto potatore; Catia Coiutti, sommelier; Massimiliano Buiani, enologo/enotecnico arrivato appositamente, come detto, dagli Stati Uniti d’America; e Luigi Fonzi, assistente capo coordinatore Polizia postale. A ognuno di loro il duca Alessandro I ha messo sulle spalle il caratteristico collare rosso con l’Aquila del Friuli storico, dopo che l’araldo Arrigo De Pauli ne aveva intessuto le lodi leggendone un breve curriculum. Tutti hanno brindato con il tradizionale sorso di Picolit, il re dei nostri vini, offerto loro dalla cerimoniera Mariaclara Forti, componente della Corte ducale, nonché sindaco di Prepotto e donna del vino Fvg.

Infine, dopo la nomina di “nobile onorario” dell’assessore Barbara Zilli, il momento clou della mattinata, con la consegna a Giannola Nonino del Premio intitolato alla memoria del grande giornalista Isi Benini, del quale ricorrono i cent’anni dalla nascita. Presente il figlio Marco, la più famosa “grappaiola” del mondo ha ricevuto il prestigioso riconoscimento non senza commozione e ringraziato il Ducato per la sensibilità dimostrata nei suoi confronti, con il tratto simpatico e diretto che da sempre la contraddistingue, ha detto di voler dedicare il Premio al “suo” Benito, impossibilitato a essere presente, al fine di condividere con lui questa gioia dopo aver condiviso per tanti decenni un impegno riconosciuto da tutti e che è stato determinante per la salvaguardia e il rilancio dei vecchi vitigni friulani, ma anche per la valorizzazione della grappa, sottraendola da una condizione di inferiorità fra gli altri superalcolici, e che ha avuto il massimo dell’esaltazione qualitativa con la distillazione delle “grappe monovitigno”, inventate proprio dagli imprenditori di Percoto. Piccola località che sorge nelle campagne alle porte di Udine, ma che è divenuta celebre a livello internazionale con l’istituzione dei Premi Risit d’Aur e Nonino, riconoscimenti alla vitivinicoltura di qualità del Friuli e alla cultura senza confini. E in tutto questo l’azione di Giannola è stata determinante!

—^—
In copertina, la consegna del Premio “Ricordo Isi Benini” a Giannola Nonino presenti il sindaco Felice De Toni, l’assessore regionale Barbara Zilli, il figlio del giornalista commemorato, Marco, Mariaclara Forti e il duca Alessandro I; all’interno, foto ricordo con i nuovi nobili e premiati, l’investitura di Barbara Zilli e il riconoscimento a Giuseppe Morandini, la “lectio” del professor Attilio Scienza, i “Brafs e vonde” e una parte della platea.
Ducato dei vini friulani, dalla chiusura di “Asparagus” alla Dieta di primavera: lezione di Attilio Scienza, nuovi nobili e Premio Isi Benini a Giannola Nonino
(g.l.) Chiusura in grande stile oggi per “Asparagus”, il famoso e fortunato circuito enogastronomico promosso e organizzato dal Ducato dei vini friulani guidato da Alessandro Salvin. L’appuntamento è, infatti, al ristorante Da Nando a Mortegliano.
E una volta concluso questo tour con il più pregiato prodotto primaverile del nostro Friuli, per l’ormai storico sodalizio ecco pronto un altro importantissimo appuntamento: la Dieta di primavera. La festa-cerimonia si terrà domani mattina, 1° giugno, con inizio alle 10.30 nel salone di rappresentanza di Palazzo Antonini-Stringher, in via Gemona a Udine, nuova sede della Fondazione Friuli. Nell’occasione, dopo i saluti del duca Alessandro I, ci sarà la lectio magistralis del professor Attilio Scienza, grande luminare in materia vitivinicola, seguita dall’investitura dei nuovi nobili.
Al termine, omaggio a uno dei più convinti e appassionati fondatori del Ducato dei vini friulani: sarà infatti consegnato il Premio ricordo Isi Benini. Il riconoscimento andrà a Giannola Nonino, l’imprenditrice della distillazione da tutti conosciuta non solo per avere rilanciato, in una cornice qualitativa, la grappa friulana, ma anche e soprattutto per aver contribuito a salvare e rilanciare vecchi vitigni autoctoni – come lo Schioppettino di Prepotto e di Cialla – che correvano il serio rischio di scomparire, ottenendo dalle vinacce delle loro uve pregiate grappe di monovitigno.

—^—
In copertina, il duca Alessandro Salvin regista della cerimonia di domani a Udine.
“Asparagus” stasera arriva a Udine facendo tappa dai Marini: una nuova festa a tavola con il Ducato dei vini friulani
(g.l.) Dopo l’appuntamento a Gradiscutta, è giunto quasi a metà del suo cammino “Asparagus”, il famoso e fortunato circuito enogastronomico promosso e organizzato dal Ducato dei vini friulani guidato da Alessandro Salvin. La quarta tappa è infatti in programma questa sera a Udine, al ristorante Là di Moret della famiglia Marini.
Quindi, il 10 maggio sarà la volta della Lokanda Devetak 1870, a San Michele del Carso, e del ristorante Set Shop & Bistrot (golosa novità “made in Carnia”) nel cuore di Trieste, mentre il 17 maggio si andrà al ristorante Ai Confini (altra new entry in quel di Tarvisio); quindi il 24 seguirà il ristorante La Dinette, a Grado, e il 31 maggio grande serata di chiusura al ristorante Da Nando, a Mortegliano. Per prenotare la propria partecipazione a questo festival della buona tavola e dei grandi vini friulani, ideato dagli indimenticabili Isi Benini, tra i più attivi e convinti fondatori del Ducato, ed Elio Del Fabbro del Grop di Tavagnacco, basta contattare direttamente i ristoranti.

Tutto il programma su
www.ducatodeivinifriulani.it
—^—
In copertina e all’interno asparagi bianchi e verdi protagonisti a tavola.
Asparagus stasera fa tappa a Gradiscutta: il Ducato dei vini ricorda Aldo Morassutti
(g.l.) Terza tappa per Asparagus, il famoso e fortunato circuito enogastronomico promosso e organizzato dal Ducato dei vini friulani guidato da Alessandro Salvin. Stasera l’appuntamento è al Ristorante Da Toni a Gradiscutta di Varmo, locale nel quale è sempre vivo il ricordo di Aldo Morassutti, indiscusso alfiere della nostra cucina, scomparso due anni fa e che aderì alla manifestazione ideata da Isi Benini ed Elio Del Fabbro fin dalla prima ora.
E dopo questa serata nel bellissimo e accogliente ristorante del Medio Friuli, a pochi chilometri a sud di Codroipo – la cui attività è portata avanti con tanto impegno e grande passione dalla figlia Elisabella e da mamma Lidia -, il tour di Asparagus in nove tappe continuerà in altri rinomati locali friulani: 26 aprile Là di Moret (Udine), 10 maggio Lokanda Devetak 1870 (San Michele del Carso), 10 maggio Ristorante Set Shop & Bistrot (golosa novità “made in Carnia” nel cuore di Trieste), 17 maggio Ristorante Ai Confini (altra new entry a Tarvisio), 24 Maggio Ristorante La Dinette (Grado), 31 Maggio Ristorante Da Nando (Mortegliano). Per la prenotazione basta contattare direttamente i ristoranti.

Tutto il programma su
www.ducatodeivinifriulani.it
—^—
In copertina, il ristoratore Aldo Morassutti scomparso nel 2022.
Grande avvio per Asparagus 2024 a Tavagnacco con un brindisi dedicato a Piero Pittaro e Marco Felluga
(g.l.) Non c’erano dubbi che Asparagus 2024 potesse vivere una grande serale inaugurale a Tavagnacco, alla storica trattoria Al Grop, dove la manifestazione enogastronomica esordì nel lontano 1981, grazie all’idea avuta dagli indimenticabili Elio Del Fabbro, titolare del locale, e Isi Benini, la cui penna fu grande sponsor del Made in Friuli soprattutto agroalimentare. E da pochi anni, il giornalista aveva dato vita, assieme ad altri convinti sostenitori, anche al Ducato dei vini friulani, il sodalizio che da appunto 43 anni si è assunto l’onere, ma anche l’onore, di organizzare la rassegna amata dai buongustai e dedicata ai bianchi (e verdi) turioni che in questo periodo spuntano dai fertili terreni friulani, a cominciare proprio da quelli di Tavagnacco.
Nel corso della serata di gala – diretta con la riconosciuta competenza e simpatia da Silvia e Simona, figlie di Elio – sono stati ricordati con un brindisi dal duca Alessandro I e dai numerosi commensali due grandi vitivinicoltori che ci hanno lasciato in queste settimane, Piero Pittaro e Marco Felluga, esprimendo apprezzamento e riconoscenza per quanto da loro fatto con passione e competenza per la crescita e l’affermazione del Vigneto Fvg, dal quale provengono i grandi bianchi che accompagnano le degustazioni degli asparagi. Al termine dell’applaudita cena, alle titolari del Grop il leader del Ducato ha donato il piatto celebrativo di Asparagus 2024 realizzato con il bozzetto della giovane artista Serena Debegnach.
E domani per Asparagus 2024, organizzato con il sostegno della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, è in programma la seconda tappa: il convivio sarà all’Hosteria Alla Tavernetta di Udine. Questi poi gli altri appuntamenti: 19 aprile Ristorante Da Toni (Gradiscutta di Varmo); 26 aprile Là di Moret (Udine), 10 maggio Lokanda Devetak 1870 (San Michele del Carso), 10 maggio Ristorante Set Shop & Bistrot (golosa novità “made in Carnia” nel cuore di Trieste), 17 maggio Ristorante Ai Confini (altra new entry a Tarvisio), 24 Maggio Ristorante La Dinette (Grado), 31 Maggio Ristorante Da Nando (Mortegliano). Per la prenotazione basta contattare direttamente i ristoranti.
Tutto il programma su
www.ducatodeivinifriulani.it
—^—
In copertina, Alessandro I con le sorelle Del Fabbro al Grop di Tavagnacco.
Asparagus domani al via a Tavagnacco nella trattoria dove nacque 43 anni fa
(g.l.) Sarà la trattoria Al Grop di Tavagnacco, lo stesso che vide la nascita della manifestazione enogastronomica 43 anni fa, a ospitare la serata inaugurale di Asparagus 2024, la rassegna organizzata come sempre dal Ducato dei vini friulani guidato da Alessandro Salvin. L’appuntamento è fissato per domani, 5 aprile.
Lo si troverà, dunque, in verde o in bianco, in abbinamenti più tradizionali e in versioni originalissime e sorprendenti, ma il protagonista sarà sempre lui, l’asparago. È pronta a partire la 24ma edizione della fortunata manifestazione – presentata, come è noto, pochi giorni fa alla Camera di commercio di Pordenone-Udine – che coinvolge alcuni dei migliori ristoranti di tutto il Friuli Venezia Giulia (con due new entry a Tarvisio e a Trieste) pronti a valorizzare con la creatività dei rispettivi chef uno dei prodotti stagionali tipici più amati.
Questo il calendario delle cene: oggi, come detto, Trattoria Al Grop (Tavagnacco); 12 aprile Hostaria Alla Tavernetta (Udine); 19 aprile Ristorante Da Toni (Gradiscutta di Varmo); 26 aprile Là di Moret (Udine), 10 maggio Lokanda Devetak 1870 (San Michele del Carso), 10 maggio Ristorante Set Shop & Bistrot (golosa novità “made in Carnia” nel cuore di Trieste), 17 maggio Ristorante Ai Confini (altra new entry a Tarvisio), 24 Maggio Ristorante La Dinette (Grado), 31 Maggio Ristorante Da Nando (Mortegliano). Per la prenotazione basta contattare direttamente i ristoranti.
Ritorna “Asparagus” in nove tappe e due new entry (Tarvisio e Trieste) nel ricordo degli ideatori Isi Benini e Elio Del Fabbro
di Giuseppe Longo
UDINE – «Elio, cossa podemo far per valorizzar i nostri asparagi?». È la domanda che Isi Benini, oltre quarant’anni fa, rivolse all’amico Elio Del Fabbro, titolare della trattoria “Al Grop” di Tavagnacco, mentre era seduto a tavola davanti a un piatto di bianchi turioni, coltivati nel paesotto alle porte di Udine e preparati con le tradizionali uova sode (“us e sparcs”, per dirla in friulano). Ed ecco che dal “cilindro” delle due menti, entrambe feconde, uscì l’iniziativa di “Asparagus”. Un mix tra aneddoto e ricordo per dire come sia nata, quasi casualmente, la fortunata manifestazione enogastronomica del Ducato dei vini friulani, sodalizio che ha tagliato felicemente il traguardo del mezzo secolo e che venne creato dall’indimenticabile giornalista innamorato del Friuli e delle sue produzioni di qualità. E a rievocare un tanto è stato, nella sala della Camera di Commercio di Pordenone-Udine intitolata a Gianni Bravo, grande presidente che spese le sue migliori energie a favore del Made in Friuli, Alessandro Salvin, continuatore della bellissima tradizione di “Asparagus”, che da biennale è diventata annuale «perché – ha giustamente osservato Alessandro I – l’asparago cresce ogni anno e non ogni due».

Lo si troverà, dunque, verde o bianco, in abbinamenti più tradizionali e in versioni originalissime e sorprendenti frutto della fantasia e dello spirito di innovazione dei nostri bravi cuochi, ma il protagonista sarà sempre lui, l’asparago. È pronta infatti per partire – venerdì 5 aprile, proprio “Al Grop” di Tavagnacco dove la manifestazione è nata nell’ormai lontano 1981 – “Asparagus 2024”, ventiquattresima edizione della fortunata manifestazione che coinvolge alcuni dei migliori ristoranti di tutto il Friuli Venezia Giulia (con due new entry a Tarvisio e a Trieste) pronti a valorizzare con la creatività dei rispettivi chef uno dei prodotti stagionali tipici più amati. La presentazione del viaggio enogastronomico a tappe è avvenuta alla presenza del presidente Giovanni Da Pozzo e ovviamente del “duca” Salvin e di Enzo Cattaruzzi, in rappresentanza dello stesso sodalizio vitivinicolo ma anche del Club della minestra da lui stesso fondato. E con gli asparagi si possono preparare delle minestre veramente deliziose…



«Come Camera di Commercio siamo felici di affiancare il Ducato in una manifestazione che è un imperdibile “grande classico” nel panorama delle iniziative di valorizzazione dei prodotti del territorio. Ricordiamo che la ristorazione d’eccellenza è uno dei biglietti da visita del nostro variegato Fvg. Contribuisce con grande qualità all’offerta turistica e, dunque, alla crescita della nostra economia», ha evidenziato il presidente Da Pozzo, cui hanno fatto eco le parole di Salvin: «Il Ducato dei vini friulani, fedele custode e sostenitore dell’enogastronomia regionale, è testimone ed erede di due grandi personaggi quali furono Isi Benini, tra l’altro fondatore del Ducato, ed Elio Del Fabbro, gran patron del “Grop” di Tavagnacco. Furono loro a dare vita nel 1981 a questa manifestazione, chiamandola appunto “Asparagus”, coinvolgendo all’inizio cinque tra i migliori ristoranti della regione, che tra aprile e maggio proposero i piatti più ricercati e gustosi, con al centro il nobile turione bianco. La tradizione continua oggi con sempre maggior successo, coinvolgendo nove ristoranti che coprono gran parte della regione, dove gli chef sapranno una volta di più regalare piacevoli emozioni culinarie abbinate naturalmente ai nostri unici vini bianchi».
Presenti anche Mariaclara Forti, sindaco di Prepotto e rappresentante della Corte del Ducato, e Maurizio D’Osualdo vice coordinatore delle Città del vino Fvg, Alessandro I ha poi ringraziato in particolare la Regione Fvg, la Camera di Commercio di Pordenone-Udine e la Fondazione Friuli «che non mancano mai di sostenere questa iniziativa, con la loro partecipazione e la condivisione alle nostre attività. Un grazie, infine, alla Corte Ducale e ai Nobili del Ducato per la loro preziosa collaborazione». Ogni cena è infatti abbinata a una proposta di vini speciali selezionati proprio dagli esperti del Ducato. E, naturalmente, i prestigiosi vini bianchi del Vigneto Fvg hanno la priorità assoluta con la delicatezza degli asparagi declinati in varie preparazioni, tutte gustose, accanto al classico “us e sparcs” già ricordato che, d’obbligo, deve essere presente in ogni serata. Come dire che l’innovazione è sempre ben accetta, anzi, ma guai a perdere di vista la tradizione.
Ecco, dunque, il calendario delle cene: come detto il 5 aprile Trattoria Al Grop (Tavagnacco); 12 aprile Hostaria alla Tavernetta (Udine); 19 aprile Ristorante Da Toni (Gradiscutta di Varmo); 26 aprile Là di Moret (Tavagnacco), 10 maggio Lokanda Devetak 1870 (San Michele del Carso), 10 maggio Ristorante Set Shop & Bistrot (golosa novità “made in Carnia” nel cuore di Trieste), 17 maggio Ristorante Ai Confini (l’altra new entry a Tarvisio), 24 maggio Ristorante La Dinette (Grado), 31 maggio Ristorante Da Nando (Mortegliano). Per la prenotazione basta contattare direttamente i ristoranti. Buon appetito!

—^—
In copertina, i meravigliosi asparagi bianchi; all’interno, gli indimenticabili Elio Del Fabbro e Isi Benini, Salvin (Alessandro I), Da Pozzo e Cattaruzzi, Edoardo Marini e i nuovi ristoratori nella sede udinese dell’ente camerale.
A Bertiolo l’ultimo saluto a Piero Pittaro: il riconoscente ricordo di Assoenologi e Ducato dei vini friulani con Lovo e Salvin
di Giuseppe Longo
«Con Piero Pittaro se n’è andato un grande del Friuli. Nonostante l’età, non ha mai smesso di coinvolgere e parlare con lo sguardo rivolto al futuro!». Sono le parole con cui Matteo Lovo, presidente di Assoenologi Fvg, ha ricordato il collega e amico che, a 89 anni, ha chiuso la sua laboriosa e geniale esistenza, come tecnico e imprenditore, a favore della vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia, ma non solo, essendo stato a lungo ai vertici dell’Associazione nazionale e addirittura mondiale. E sono tantissimi coloro che hanno voluto dirgli “mandi” in occasione dei funerali celebrati, come da suo desiderio, a Bertiolo, il paese che ha molto rappresentato per lui in termini professionali e politici, essendo stato a lungo alla guida della locale Cantina sociale e avendo ricoperto la carica di sindaco per tre mandati. Una riconoscenza che il Comune del Medio Friuli ha voluto esprimergli attribuendogli la cittadinanza onoraria.
Piero Pittaro al Congresso di Trieste.


L’ultima importante apparizione pubblica di Piero Pittaro – per il quale ha avuto parole di stima e cordoglio anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – era stata in occasione del riuscitissimo Congresso che Assoenologi tenne a Trieste nell’estate 2018, quando l’ormai anziano tecnico della vite e del vino era stato molto festeggiato e applaudito per il suo brillante intervento al Teatro Verdi dinanzi al folta platea e alla compagine direttiva guidata dal presidente nazionale Riccardo Cotarella e da quello regionale Rodolfo Rizzi, che ha appunto preceduto nell’incarico lo stesso Matteo Lovo.
Per il defunto ha avuto parole grate anche Alessandro Salvin, leader del Ducato dei vini friulani. «Con Pieri Pittaro – ha affermato Alessandro I – scompare una persona di grandissimo spessore non solo per il mondo della vitivinicoltura friulana, ricordo che Pieri è stato per lunghi anni presidente mondiale degli enologi, ma anche un attento innovatore e appassionato ricercatore con la vigna sempre nel cuore. Le bollicine friulane sono una sua invenzione, il suo metodo classico è diventato un punto di riferimento per tutto il mondo del vino friulano e non solo, i suoi uvaggi dai nomi spesso fantasiosi e naturalmente i grandi rossi. Senza dimenticare l’uomo di cultura, appassionato musicologo, gran ricercatore per tutta la vita di ogni tipo di “vetro” e di centinaia di altri oggetti in qualche modo legati al mondo del vino. Il suo straordinario Museo all’interno della Cantina è meta di meravigliati visitatori provenienti da tutta Europa. Il Ducato dei vini friulani lo piange ricordandolo non solo come Nobile della prima ora, ma soprattutto come amico sincero e generoso. Il suo ricordo rimarrà nei nostri cuori. Che riposi in pace».
—^—
In copertina, Piero Pittaro con il presidente nazionale Riccardo Cotarella in una foto di Claudio Fabbro al Congresso di Trieste.
