I primi risultati sono stati resi noti una settimana fa da The WineHunter Award, la prestigiosa Guida alle eccellenze enogastronomiche italiane, selezionate da Helmuth Köcher, fondatore del Merano Wine Festival. La classifica è consultabile online gratuitamente e i vini della Cantina Produttori Cormòns si sono aggiudicati l’Award Rosso (dai 90 ai 92,99 punti) e Gold (dai 93 ai 95,99 punti): al Collio Doc da uve autoctone 2020 è andato il Gold, mentre alla Malvasia Harmo Doc Friuli 2020, al Sauvignon Doc Friuli 2021 (certificato Sqnpi) e al Friulano Doc Collio 2021 sono stati assegnati gli Award Rosso.
Domenica, inoltre, al termine delle finali nazionali che si sono svolte la scorsa settimana a Buttrio, sono stati resi noti i risultati della Guida del Touring Club Vinibuoni d’Italia: il massimo riconoscimento, la Corona, è andato al Collio Doc da uve autoctone 2020, che si conferma quindi il top di gamma della cooperativa cormonese. Come da tradizione, gli stessi vini esaminati dalle commissioni sono stati sottoposti al giudizio di giornalisti, blogger, sommelier, operatori e winelover, con il progetto “Oggi le corone le decido io”.
Il Collio 2020 da uve autoctone, fatto con (Tocai) Friulano al 60%, Ribolla gialla al 30% e Malvasia istriana 10%, ha ottenuto la Corona anche da queste commissioni parallele. «Un riconoscimento all’insegna della trasparenza e della partecipazione dei consumatori – ha affermato soddisfatto il direttore generale Alessandro Dal Zovo -, che conferma il successo del progetto Collio da uve autoctone e la qualità dei nostri vini, se consideriamo che le selezioni The WineHunter hanno riguardato ben 7mila campioni, degustati da 11 commissioni d’assaggio, e soltanto a 874 è stato assegnato il Gold, e che Vinibuoni ci premia con la Corona per il secondo anno di seguito».
Cantina Produttori verso la vendemmia: preoccupa la collina senza irrigazione
Nell’Isontino Pinot grigio e Sauvignon saranno le prime uve a essere raccolte (intorno al 26 agosto), la situazione è buona nelle zone irrigate mentre in quelle dove non ci sono impianti preoccupa il clima siccitoso che perdura, per cui sono indispensabili le piogge annunciate per i prossimi giorni. Questo il quadro emerso, alla Cantina Produttori di Cormons, durante l’atteso e affollato incontro prevendemmiale rivolto a tutti i soci conferitori.
Appello alle istituzioni:
bacini per avere acqua
Introdotti i lavori dal direttore generale Alessandro Dal Zovo, è intervenuto per primo il consulente agronomico Alessandro Zanutta. Si sono analizzate la scarsa piovosità e le alte temperature, con un gennaio secco e poche precipitazioni, marzo pure senza piogge, cosa molto rara, quindi aprile con temperature basse che però si sono innalzate a fine mese, continuando così a maggio, mese che è stato quasi estivo: il più caldo degli ultimi 30 anni. Anche giugno è stato molto caldo così come luglio, durante il quale la temperatura media si è innalzata di due gradi in rapporto all’ultimo secolo. É stata poi illustrata la termopluviometria, grazie a rilevazioni effettuate dalle centraline della Cantina collocate a Cormons, Farra, Moraro e Piuma, che hanno registrato dai 200 ai 300 millimetri di pioggia in meno rispetto al 2021. La situazione fitosanitaria registra, invece, l’assenza di problematiche di rilievo.
Pinot grigio ormai maturo.

Piogge importanti
per uve ben mature
Quindi, Dal Zovo ha illustrato i risultati della campionatura delle uve, effettuata l’8 agosto su Pinot grigio, Sauvignon e Pinot nero, sia Doc Friuli che Doc Collio: «Le piante, dove non si è potuto intervenire con l’irrigazione, sono in sofferenza ma la situazione ancora non è grave. Le istituzioni – ha auspicato – devono urgentemente prendere in considerazione la costruzione di bacini per irrigare tutta la zona collinare, come avviene già in Trentino, altrimenti si rischia di perdere, a causa degli stress idrici sempre più frequenti, la necessaria freschezza nel vino e di avere dei cali produttivi considerevoli. Sono previste piogge per l’inizio della prossima settimana, le quali se confermate porterebbero la maturazione delle uve verso la fase conclusiva in vista della vendemmia. La data indicativa di inizio raccolta è prevista verso il 26 agosto per Pinot grigio e Sauvignon. Continueremo con le selezioni per produrre vini di alta qualità, come la Malvasia Harmo, ma anche Sauvignon, Pinot bianco, Friulano e il Collio uve autoctone che hanno dato ottimi risultati con premi, riconoscimenti e soddisfazioni commerciali».
Flavescenza dorata
nemico da combattere
Il presidente Filippo Bregant ha chiuso la riunione più attesa e sentita dell’anno, puntando l’attenzione sulla flavescenza dorata, le cui conseguenze su un vigneto possono essere drammatiche. «L’unico metodo per combatterla è l’estirpo e la capitozzatura tempestiva delle piante sintomatiche, ma importante è riconoscerne i sintomi precocemente per la difesa preventiva. In collina, il maggior rischio è dato dalla presenza di boschi e di viti inselvatichite. Perciò in autunno si faranno altre riunioni formative e verranno date indicazioni per poter agire in primavera.
Viti colpite dalla malattia.

Costi impazziti
trend però positivo
«Per quanto riguarda l’andamento generale della Cantina – ha proseguito Bregant -, è stato un anno difficile con costi lievitati sia delle materie prime che dell’energia elettrica; ciononostante, l’andamento commerciale registra un +12% di fatturato ed un ulteriore aumento della remunerazione delle uve ai nostri soci conferitori. Nonostante l’aumento considerevole dell’energia elettrica e delle materie prime, la Cantina prosegue il suo trend positivo iniziato con il nuovo corso grazie soprattutto all’efficientamento interno e all’alta qualità dei vini. Emblematico è stato Vinitaly dove abbiamo siglato nuovi contratti con importatori europei e non solo. Per ovviare all’aumento del costo dell’energia elettrica, in autunno installeremo un impianto fotovoltaico da 500 kw che coprirà un terzo del nostro consumo energetico. L’andamento dell’annata viticola è molto buono nelle zone irrigate, mentre a causa della siccità le zone collinari sprovviste di impianti irrigui stanno soffrendo le alte temperature di quest’ultimo mese. Guardiamo al futuro con ottimismo, ma consapevoli che esso sarà difficile e complicato visto l’andamento globale dell’economia».
L’intervento di Dal Zovo…

… e i soci conferitori intervenuti.

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In copertina, grappoli di Sauvignon: saranno tra i primi a essere raccolti nell’Isontino.
Cresce ancora la Cantina Produttori Cormòns. E Vitae premia il Pinot bianco
Bilancio in crescita, nuovo impianto d’imbottigliamento e premio prestigioso a uno dei suoi grandi vini: proprio un buon momento per la Cantina Produttori Cormòns! Alla cooperativa friulana, divenuta famosa per il Vino della Pace, è stato infatti appena comunicato di aver ottenuto il massimo riconoscimento da “Vitae” 2022, la guida ai vini del Belpaese dell’Associazione Italiana Sommelier: le “4 viti” sono andate al Pinot bianco Doc Collio 2020, un vino elegante, che coniuga freschezza e complessità, morbido e delicato. «Un grande risultato, molto importante per la Cantina, un segnale che ci fa entrare nell’olimpo delle aziende regionali e nazionali per la qualità dei nostri vini – ha affermato con evidente soddisfazione il direttore generale Alessandro Dal Zovo -, con una varietà in questo momento oggetto di promozione e valorizzazione per le particolari caratteristiche che ha nel Collio». Il Weisser Burgunder o Pinot blanc fu così descritto al IV Congresso enologico del 1891 a Gorizia: “Sul Collio esso si dimostrò anche nelle marne argillose, dette ponca, adattissimo e ferace (…) nei dintorni di Cormons si riconobbero i pregi di questo vitigno”.
Nuovo impianto di imbottigliamento.

A questo premio si aggiungono altri risultati, a partire appunto dal consuntivo chiuso il 30 giugno, approvato all’unanimità dai soci due domeniche fa, con un fatturato che registra una crescita in un anno di pandemia, ed una tendenza positiva del primo trimestre del nuovo bilancio, che sfiora il 15%. «Una soddisfazione rafforzata anche dall’ottimo raccolto – precisa il presidente Filippo Bregant -, una grande annata favorita dalle condizioni climatiche ed atmosferiche, con una produzione maggiore del 10% e un’altissima qualità. Possiamo definirla una vendemmia tardiva, con il mese di settembre soleggiato, che ha condotto alla perfetta maturazione le uve. Bei segnali giungono anche dal mercato estero, con vendite in ripresa negli ultimi mesi grazie all’acquisizione di nuovi importatori».
La stessa domenica, a conclusione dell’assemblea, nello stabilimento da poco acquisito dalla Regione Fvg, è stato inaugurato il nuovo impianto di imbottigliamento. Un altro passo storico per essere sempre più efficienti e al passo con i tempi. Dopo l’intervento del presidente Bregant e del sindaco Roberto Felcaro, presente il consigliere regionale Diego Bernardis, il dg Dal Zovo ha illustrato le caratteristiche tecniche dell’impianto: «Per prima cosa – ha spiegato – abbiamo rifatto l’area con una nuova pavimentazione, su cui è stato montato l’impianto. È costituito da un monoblocco isobarico con riempimento a camera sterile, che lavora 4.500 bottiglie all’ora, se si tratta di vini fermi, e 2.500 bottiglie all’ora nel caso di spumanti. A fine linea è stato inserito un pallettizzatore automatico. L’investimento è stato di 1 milione di euro circa, supportato da un contributo del Psr, che rende più efficiente l’azienda e migliora la qualità del lavoro dei nostri collaboratori». Quindi, monsignor Mauro Belletti, che affianca i sacerdoti nel servizio pastorale a Cormons, Borgnano, Brazzano e Dolegna del Collio, ha benedetto l’innovativa attrezzatura. Un valore aggiunto in cantina, cui precede un importante lavoro in vigneto, con l’attenta selezione delle uve, effettuata con la supervisione del nuovo consulente Alessandro Zanutta.
La cooperativa vitivinicola.
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In copertina, il presidente Bregant e il direttore Dal Zovo brindano al buon momento della Cantina di Cormòns.
Produttori Cormòns, bilancio record e premi. E ora un’ottima vendemmia
(g.l.) Quella che sta per partire ha tutti i numeri per essere un’ottima vendemmia, soprattutto in termini di qualità. Un’annata quindi favorevole che s’incrocia con i risultati più che lusinghieri dell’ultimo bilancio e con la indubbia soddisfazione per l’assegnazione di prestigiosi riconoscimenti: è questo il “ritratto” della Cantina Produttori Cormòns alla vigilia della raccolta delle uve 2021. E di tutto questo i vertici aziendali hanno parlato con i soci che si sono ritrovati in occasione della consueta riunione prevendemmiale, per un’analisi sull’andamento della stagione e per stilare il programma delle prossime giornate, quando si cominceranno a staccare i primi grappoli nei vigneti della zona interessata dall’attività della Cantina, divenuta ovunque famosa per il suo “Vino della Pace”.
La riunione prevendemmiale.
Il presidente Filippo Bregant ha anticipato ai numerosi associati il risultato di bilancio 2020, che verrà approvato in assemblea ad ottobre: «Nonostante le chiusure e le restrizioni causate dall’emergenza Covid, la Cantina registra uno dei migliori bilanci degli ultimi vent’anni – ha dichiarato soddisfatto -, con il fatturato in aumento e una maggior remunerazione delle uve ai soci. La politica di rinnovamento e di efficientamento degli ultimi anni sta dando i primi risultati. Quando ci riuniremo per l’approvazione del consuntivo, contiamo di inaugurare il nuovo impianto di imbottigliamento, l’ultimo grande sforzo finanziario per ammodernare la Cantina».
Successivamente, il direttore generale Alessandro Dal Zovo ha analizzato l’annata viticola che si sta concludendo: «Dopo un inizio difficile, dettato da un aprile freddo e siccitoso, il germogliamento – ha spiegato – è partito con un ritardo di una decina di giorni rispetto alla media degli ultimi anni. Da giugno in poi l’andamento climatico è stato favorevole, senza lunghi periodi di grande caldo e con piogge che si sono susseguite con costanza. Da qualche settimana le temperature notturne e diurne si sono abbassate creando la situazione ideale per la produzione degli aromi primari varietali nelle bacche. Le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni sono molto buone e si prospetta un’annata tipicamente friulana e di ottima qualità. Decideremo a breve quando iniziare a vendemmiare, in base ai campionamenti delle uve».

La Cantina Produttori ha in questi giorni conquistato, inoltre, importanti premi. Il Collio Bianco Uve autoctone 2019 è, infatti, stato premiato con la Corona, il massimo riconoscimento da Vinibuoni d’Italia, l’unica guida dedicata ai vini da vitigni autoctoni. Un vino di qualità che si è distinto fra 904 etichette finaliste dell’edizione 2022, soprattutto per la sua eleganza e finezza, ottenuto da uve indigene – Tocai friulano, Malvasia istriana e Ribolla gialla – che donano ai vini fragranza e mineralità. Un altro grande riconoscimento arriva dalle commissioni di degustazione di Gourmet’s International del Merano Wine Festival, che attestano prodotti di elevata qualità, assegnando alla Malvasia Doc Friuli Harmo 2019 il premio “The WineHunter Award Rosso”. Ottenuta da uve di Malvasia istriana della pianura isontina, dalle quali nasce un vino elegante e profumato, la Malvasia Harmo è stata imbottigliata e messa in commercio da poco, ma si è subito distinta lo scorso aprile con la medaglia d’oro a Parenzo, nell’Istria croata.
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In copertina, uve con un ottimo stato di maturazione nei vigneti del Cormonese, tanto che la vendemmia è ormai imminente.
Il clima è “impazzito”: cosa cambia nel vigneto e in cantina?
di Gi Elle
Ormai dire che il clima è “soltanto” cambiato è un eufemismo. No, è stravolto, letteralmente “impazzito”. E ne ha dato una chiara dimostrazione ieri, Mercoledì delle Ceneri, quando – cose mai viste! -, ci sono stati ben due grossi temporali al mattino e poi al pomeriggio, dopo una parentesi soleggiata. E naturalmente con fenomeni estremi per questa stagione – non dimentichiamo che siamo ancora in inverno – con una violenta e abbondante grandinata e raffiche di vento oltre i 100 chilometri orari, tanto da causare anche parecchi danni. Un clima “nuovo”, insomma, che ha i suoi effetti anche nella vitienologia, tanto che è stata opportunamente intitolata “I cambiamenti climatici e le ripercussioni in vigna e cantina” la tavola rotonda, in programma la prossima settimana a Buttrio. L’ha organizzata per il 5 marzo, alle 18, l’Associazione nazionale Le Donne del Vino, delegazione del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con l’assessorato all’Agricoltura del Comune collinare. Cornice dell’incontro villa di Toppo Florio, ogni anno fulcro della Festa del vino più antica d’Italia, qualificata vetrina del Vigneto Fvg.
Villa di Toppo Florio a Buttrio.
Il convegno, aperto a tutti gli interessati, sarà animato da esperti del settore, enologi e ricercatori che si confronteranno sul delicato tema che riguarda il presente ed il futuro della viticoltura sul nostro territorio. Per l’occasione sarà ospite il relatore della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige che illustrerà alcuni passaggi fondamentali della ricerca “Visione 2019/2028” sugli aspetti dei cambiamenti climatici e le conseguenze per gli ecosistemi naturali. Gli aumenti della temperatura registrati in tutto l’emisfero settentrionale influiscono, infatti, sull’agricoltura e sulle attività umane connesse ad essa. Per cui gli effetti dei cambiamenti climatici a livello di ecosistema e di economia locale necessitano di risposte urgenti da parte di tutti gli attori coinvolti.
Le Donne del Vino hanno pertanto fatto proprio il tema dell’ambiente e della sostenibilità ambientale nella pratica già da molti anni e il 2020 sarà l’anno consacrato a questo importantissimo argomento in tutte le sue manifestazioni: Donne, Vino e Ambiente è infatti il leitmotiv scelto non solo per la Festa delle Donne del Vino, che si tiene dal 1° al 14 marzo in tutta Italia, ma è il filo conduttore dell’operatività appunto di quest’anno. L’Associazione del Friuli Venezia Giulia, guidata dalla delegata Cristina Cigolotti e dalla vicedelegata Liliana Savioli, ha quindi coinvolto un parterre di personalità del nostro territorio per discutere di questo argomento: l’assessore alle Risorse agroalimentari forestali e ittiche Stefano Zannier, la vicepresidente delle Donne del Vino Antonella Cantarutti, il presidente Assoenologi Fvg Rodolfo Rizzi, gli enologi Gianni Menotti, Chiara Peresani, Alessandro Dal Zovo e l’agronomo Carlo Petrussi, mentre Elena Roppa racconterà esperienze e prassi delle Donne del Vino Fvg.
Al termine della tavola rotonda, ci sarà un momento conviviale offerto dal catering ErbaVoglio di Barbara Martina e dall’Albergo Belvedere di Silvia delle Case con il servizio delle sommelier e i vini delle Donne del Vino Fvg, accanto agli assaggi delle colombe dell’Antica Pasticceria Muzzi.
Vigneti sui colli di Rosazzo.
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In copertina, vini bianchi all’antica fiera regionale di Buttrio, allestita ogni anno a villa Florio.
Che cambio d’abito per la Cantina Produttori Cormons!
di Claudio Soranzo
Dev’essere buono il contenuto, ma bello anche il contenitore. Sotto questo aspetto la Cantina Produttori Cormons non ha rivali. Dopo aver prodotto un ottimo “Vino della Pace” e realizzato delle etichette artistiche, a concludere l’operazione restyling dell’importante “wine cellar” collinare è stata la nuova tinteggiatura degli edifici di produzione, amministrazione e vendita diretta.
A inaugurare il new look l’assessore regionale all’Agricoltura, Stefano Zannier, assieme ai vertici della Cantina e all’Area manager della Boero Bartolomeo Spa di Genova, che ha eseguito la nuova tinteggiatura con una tonalità grigio scuro per le costruzioni basse e oro per il “cubo” centrale con la gigantesca scritta “Cormòns” in rilievo in grigio. Un bellissimo colpo d’occhio per chi arriva dalla via Vino della Pace, con il color oro che contiene delle particelle di metallo che rifrangono la luce solare, al punto che in alcuni momenti della giornata l’effetto sulla vernice è formidabile, e si vede anche da lontano. Particolarmente affascinante poi al tramonto. Nel corso dell’opera è stato pure restaurato l’affresco che raffigura lo stemma di Cormòns, nonché vecchio logo della Cantina.
Ecco l’assessore regionale Zannier con i vertici della Cantina cormonese.
Una tonalità, la nuova, che ricorda la preziosità dei vini, il forziere del “Vino della Pace” e delle botti decorate dagli artisti, e l’oro antico del Picolit. L’azienda Boero ha un particolare legame con il Friuli Venezia Giulia, in quanto possiede anche il marchio Veneziani, quello delle note vernici navali sorto a Trieste nel 1863. Ai primi del ‘900 direttore commerciale della Veneziani e poi manager della filiale inglese fu nientemeno che lo scrittore Italo Svevo (Ettore Schmitz). Sposato con Livia Veneziani, passava spesso le vacanze nella villa di Lucinico, il paese del presidente della Cantina, Filippo Bregant. Lo scorso novembre, per la prima presentazione del libro “Il ricettario di casa Svevo”, i numerosi brindisi sono stati fatti con alcuni spumanti offerti dalla Cantina stessa.
Così ora, dopo aver cambiato il logo dell’azienda, il packaging (vincendo alcuni premi al Vinitaly 2018) ed essersi messa l’abito elegante, la Cantina Produttori Cormons corre più spedita verso altri traguardi, riguardanti la produzione di alcuni dei migliori vini del territorio, capitanati da un “Vino della Pace” non più ricavato da centinaia di barbatelle arrivate a Cormons da ogni parte del mondo, ma da un blend studiato alla perfezione. Un uvaggio che rappresenta la punta di diamante della produzione, formato da un mix di cinque varietà, sapientemente dosate, che possa diventare il vino di riferimento della Città di Cormons, capoluogo indiscusso del vino regionale. Cinque grandi bianchi del territorio mixati con armonia intorno al 30% di Friulano, un altro 30% di Chardonnay, un buon 20% di Malvasia e il rimanente 20% quasi equamente diviso fra Pinot bianco e Ribolla gialla. Il vino ricavato ha riposato per 12 mesi in botti di quercia di tre essenze diverse e 6 mesi in bottiglia. La prima bottiglia della nuova produzione, vendemmia 2017, era stata stappata all’Enoteca di Cormòns lo scorso 14 maggio in occasione della presentazione ufficiale del nuovo vino, con la nuova etichetta su cui è riprodotto un disegno realizzato dal maestro Roberto Capucci, stilista di fama mondiale.
Alcune bottiglie da collezione e lo storico marchio restaurato.
Durante il brindisi inaugurale il nuovo direttore generale della Cantina Alessandro Dal Zovo ha ricordato che la prestigiosa guida Gilbert & Gaillard ha conferito il Gold award nell’International challenge del 2019 proprio al “Vino della Pace”, come pure al Pinot grigio e al Friulano Doc Collio, prodotti dall’azienda cormonese. Nel giro in cantina abbiamo pure ammirato alcune botti dipinte da artisti di fama, che fanno della “wine cellar” una vera e propria galleria d’arte enoica.
Preziose botti decorate.
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In copertina, come ora si presenta all’esterno la Cantina Produttori.











