La Malvasia “Harmo” della Cantina Cormons fra le migliori scelte dal Gambero Rosso. Ma vola anche il Collio Bianco Uve Autoctone 2022

Anche la Malvasia “Harmo” della Cantina Produttori Cormons è fra le undici migliori Malvasie del Friuli per rapporto qualità-prezzo selezionate dal Gambero Rosso, la prestigiosa Guida dell’enologia italiana. La Malvasia è uno dei vitigni coltivati in Italia dalla storia affascinante, dal quale in Friuli Venezia Giulia si ottengono ottime etichette. La Malvasia istriana, infatti, è una varietà in grado di regalare dei grandi bianchi, che riescono ad unire e a tenere in equilibrio struttura, calore, pienezza e finezza.
Fra i migliori vini regionali che offrono un grande rapporto qualità prezzo, ovvero i prodotti che, in enoteca e negli shop online, costano meno di 20 euro, emerge la Malvasia “Harmo” 2022 Doc Friuli della Cantina Produttori Cormons, equilibrata e armonica, ottenuta da uve di Malvasia istriana della pianura isontina, dalle quali nasce questo vino elegante e profumato, espressione autentica del territorio. Già premiata con 91 punti ai Decanter World Wine Awards 2024, quest’anno si è aggiudicata anche le Quattro Viti dall’importante Guida Vitae 2025 dell’Associazione Italiana Sommelier. È un vino che si presenta pieno e deciso all’olfatto, floreale e leggermente aromatico, per poi regalare un sorso morbido, sapido, vellutato, elegante e persistente. Un vino che fa parte della linea “Selezioni” a rappresentare un lavoro da parte della Cantina rivolto verso l’eccellenza.
«Questa apprezzata realtà del mondo vitivinicolo regionale – si legge nella recensione – è nata da una bella storia di convivenza e collaborazione che ebbe inizio negli anni Sessanta del secolo scorso quando un gruppo di viticoltori cormonesi, impossibilitati a vinificare singolarmente, decisero di unire le proprie forze. Qualche anno fa, l’inserimento in azienda di Alessandro Dal Zovo nel ruolo di direttore generale, supportato dalla presidenza di Filippo Bregant, è coinciso con un significativo impulso verso la produzione di qualità».
Di recente, la Cantina si è distinta anche con un blend indigeno (Friulano, Malvasia e Ribolla), il Collio Bianco Uve Autoctone 2022, che ha ricevuto la medaglia d’argento al concorso internazionale Mundus Vini 2025, oltre ad aggiudicarsi 93 punti ai Decanter World Wine Awards 2024, 92 punti dalla Guida Falstaff 2024 e la Corona, il massimo riconoscimento assegnato dalla Guida Vinibuoni d’Italia 2025.

—^—

In copertina, ecco la sede della Cantina Produttori Cormons.

Premiato in Spagna nella terra del Cava lo spumante metodo classico “Kremäun” brut della Cantina Produttori Cormons

Un nuovo riconoscimento per la Cantina Produttori Cormons che, questa volta, eccelle con il suo spumante Kremäun Brut. Nel mercato del vino, gli spumanti italiani continuano ad essere fra i vini più apprezzati per le loro caratteristiche di facile beva, freschezza e leggerezza. Lo confermano i dati analizzati da Wine News, nonché i risultati del “50 Great Sparkling Wines of the World” 2025, il concorso giunto alla sua 15ma edizione firmato da “Wine Pleasures”, che si è appena svolto nella prestigiosa zona vitivinicola del Penedes, in Catalogna, dove si produce il Cava, lo spumante simbolo della Spagna.
Nella categoria dedicata al Metodo Classico, su quattordici ori complessivi, ben quattro sono Made in Italy, e uno è espresso dal Friuli Venezia Giulia. Il Kremäun Brut della Cantina Produttori di Cormons si è distinto per la sua eleganza e finezza. Uno spumante Metodo Classico prodotto da Chardonnay e Pinot bianco, in percentuali che variano in base all’annata, dal perlage fine e dal profumo fruttato; secco, sapido, fragrante e persistente al gusto. “ Kremäun” è la traduzione tedesca di Cormons – spiega il direttore generale Alessandro Dal Zovo –, una bollicina raffinata nata proprio per celebrare il territorio. Nella sua produzione, che annovera anche spumanti metodo Brut e spumati dolci, la Cantina si impegna esclusivamente su vini di alta qualità dalle caratteristiche peculiari. Recentemente, è stata premiata anche con le Quattro Viti Ais per l’eccellenza della Malvasia Doc Friuli Harmo 2022.

Vola il fatturato (quasi 10 milioni) della Cantina Produttori di Cormons che festeggia i Tre Bicchieri del Collio bianco

Vola il fatturato della Cantina Produttori Cormons che sfiora i dieci milioni di euro. Domenica, nella sede della cooperativa, si è infatti riunita l’assemblea per l’approvazione del bilancio annuale, chiuso al 30 giugno scorso. Alla presenza degli 80 soci, il presidente Filippo Bregant ha introdotto le relazioni economiche presentate dal commercialista Carlo Plet, il quale ha analizzato l’andamento della importante realtà produttiva del Collio sotto tutti i punti di vista, sia patrimoniale che finanziario, tracciando un profilo estremamente positivo per quanto riguarda tutti gli indicatori economici della Cantina.


Si è evidenziato che l’ultimo bilancio (che va, appunto, dal 1° luglio 2023 al 30 giugno 2024) ha permesso di liquidare ai soci conferitori la miglior remunerazione degli ultimi dieci anni e che la sostenibilità economica dell’impresa è perfettamente assicurata da un andamento commerciale nettamente in controtendenza rispetto alle difficoltà che sta riscontrando il mondo del vino. Come detto, il fatturato della Cantina Produttori Cormons si è attestato su 9 milioni e 443 mila euro, con un incremento del 6% sull’anno precedente. Ciò, rafforzato anche dai dati positivi constatati da luglio scorso ad oggi, permette alla cooperativa di guardare al futuro con solidità e serenità, visti anche gli innumerevoli investimenti affrontati per rendere più efficiente la struttura.
Bregant ha ringraziato tutti coloro che hanno partecipato al raggiungimento degli obiettivi che il consiglio di amministrazione si era prefissato, e in particolar modo il direttore generale Alessandro Dal Zovo, «che – ha sottolineato – ha dovuto affrontare problemi legati alle passate gestioni e alla crisi economica e speculativa, riuscendo sempre a superare tutti gli ostacoli con grande determinazione, fino ad arrivare a far conseguire i Tre bicchieri del Gambero Rosso al Collio bianco da uve autoctone 2022, che pone oggi la Cantina al pari delle più blasonate aziende vitivinicole friulane e non solo». Il presidente ha, inoltre, messo in evidenza tutta la lungimiranza che ha avuto il consiglio di amministrazione nell’affrontare, in anni così difficili, una ristrutturazione totale dell’azienda, che era però inevitabile per il futuro della stessa. L’enologo Dal Zovo, visibilmente emozionato per gli apprezzamenti ottenuti, ha ricambiato i complimenti ricevuti ponendo come fatto primario per il risultato degli obiettivi raggiunti «la fiducia che presidente e tutto il Cda hanno sempre riposto nelle sue decisioni e sul suo operato».
La riunione si è conclusa con la consegna al giovane socio Gianluca Volpe del premio “Acino d’oro”, che tende a premiare la qualità delle uve conferite nel corso dell’ultima vendemmia e, in questo caso particolare, a stimolare il futuro della base sociale e le nuove generazioni a conseguire sempre gli obiettivi qualitativi che l’azienda si è posta. La Cantina Produttori Cormons può contare su un totale di 330 ettari vitati dei soci, che le hanno permesso di produrre ben due milioni di bottiglie.

—^—

In copertina, il presidente Bregant e il direttore Dal Zovo con il diploma dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso.

Al Collio bianco da uve autoctone 2022 della Cantina Produttori Cormons vanno i “Tre Bicchieri” del Gambero Rosso

Sulla stampa nazionale sono usciti i risultati delle degustazioni di Vini d’Italia del Gambero Rosso, regione per regione. A proposito del Friuli Venezia Giulia, nella Guida si sottolinea che si tratta di «una terra straordinariamente vocata alla produzione di bianchi di qualità. Le eccellenze sono perlopiù distribuite sulle colline che formano lo splendido teatro protetto dalle Alpi Giulie che si estende lungo tutto il confine orientale». Fra i 25 migliori vini una new entry: la Cantina Produttori Cormons. Per cui sono grandi la soddisfazione e la felicità per il conseguimento dell’ambito premio “Tre Bicchieri”, che ogni anno viene assegnato dal Gambero Rosso ai migliori vini nazionali. Il vino che ha ricevuto il massimo riconoscimento nella guida Vini d’Italia 2025 è il Collio bianco da uve autoctone 2022. È la prima volta che la Cantina ottiene questo premio ed è anche la prima cantina cooperativa della regione ad essere fregiata di tale riconoscimento.

Il presidente Filippo Bregant esprime tutto il suo orgoglio: «Questo premio è il risultato di un percorso di riqualificazione complessivo dell’azienda portato avanti con determinazione dal consiglio di amministrazione e dalla Direzione, confermato non solo dal riconoscimento della qualità dei nostri vini ma anche dal positivo andamento commerciale della cooperativa ed in termini di remunerazione delle uve dei nostri soci. In pochi anni abbiamo fatto passi che fino a qualche anno fa sembravano irraggiungibili, come l’acquisto dell’immobile, ed ora l’ottenimento di questo importantissimo premio che ci pone fra le cantine più importanti del Friuli Venezia Giulia e non solo». Emozionato anche il direttore generale ed enologo Alessandro Dal Zovo: «E’ difficile dire a parole cosa significa per me personalmente e per tutta la cooperativa, ricevere un riconoscimento come i Tre bicchieri del Gambero Rosso. Posso solo ringraziare il presidente, tutti i soci e tutti i dipendenti per aver sempre supportato le mie decisioni e condiviso assieme gli obbiettivi che oggi ci hanno portato a questo grande traguardo, che deve essere un punto di partenza e non di arrivo per tutta l’azienda. Ancora più importante è ricevere il premio su un vino che fa parte di un progetto condiviso con altre aziende del Collio e che mi auguro diventi il vino bianco bandiera di tutta la denominazione». Che gli stessi curatori della Guida definiscono «terroir d’eccellenza come il Collio».
Un vino, questo della Cantina di Cormons, che nei mesi scorsi ha ricevuto la medaglia d’argento al concorso Decanter World Wine Awards di Londra, premiato anche da Falstaff, come pure dalla guida Vinibuoni d’Italia. La Produttori, che da poco ha festeggiato i 55 anni di attività, presenterà a fine ottobre ai suoi soci il bilancio chiuso al 30 giugno 2024, che segna un’ulteriore crescita della cooperativa sia in termine di fatturato che in soddisfazione economica per tutti i conferitori. Domenica scorsa il Collio bianco da uve autoctone 2022, assieme agli altri vini Tre Bicchieri 2025, è stato posto in degustazione a Roma al Palazzo delle Esposizioni: moltissimi gli apprezzamenti ricevuti.

—^—

In copertina, un’immagine della sede della Cantina Produttori Cormons.

Cantina Cormons, la Ribolla gialla Collio (secca) applaudita a San Vito al Tagliamento. Premi anche dall’estero

La Cantina Produttori Cormòns premiata al Ribolla Gialla Wine Festival, l’evento tutto dedicato al vino simbolo del Friuli Venezia Giulia, che quest’anno si è arricchito del concorso per la selezione della miglior Ribolla gialla della regione “Calici di Ribolla”, organizzato dal Comune di San Vito al Tagliamento in collaborazione con Assoenologi e Unidoc Fvg. La Ribolla gialla Doc Collio 2023 della Cantina Cormòns è stata scelta come il vino vincitore della categoria “Vini Ribolla gialla secchi e tranquilli da vinificazione in bianco”, con un punteggio di 87/100, distinguendosi per le sue caratteristiche tipiche del territorio.


«Un importante riconoscimento che valorizza il nostro lavoro e uno dei vitigni friulani più antichi, da sempre coltivato sulle colline del Collio», ha affermato soddisfatto il presidente Filippo Bregant durante la cerimonia di premiazione, che si è svolta nell’Antico Teatro Arrigoni, a San Vito al Tagliamento. Presente anche il direttore generale Alessandro Dal Zovo, che ha sottolineato le caratteristiche di questo vino autoctono di qualità: «Un prodotto Doc Collio che si caratterizza per la spiccata acidità e per le sue note minerali, un vino dal profumo fine ed elegante, delizioso e sapido al gusto, che la Cantina produce in quanto eccellenza vitivinicola locale».
Nelle scorse settimane erano giunti alla Cantina Produttori anche due prestigiosi riconoscimenti internazionali: la Medaglia d’oro per la Malvasia Doc Friuli 2023, vinta al Concorso Internazionale delle Malvasie di Parenzo, nell’Istria croata, e la Medaglia d’argento al Sauvignon Doc Collio 2023, conferita dal “Concorso Mondiale di Bruxelles”.

—^—

In copertina e all’interno il presidente Filippo Bregant ringrazia per l’importante riconoscimento a San Vito al Tagliamento presente (primo a sinistra) l’assessore Andrea Bruscia.

La Ribolla gialla e il Prosecco “bollicine” tra le 50 migliori del mondo orgoglio della Cantina Produttori di Cormons

Nuovi riconoscimenti per la Cantina Produttori Cormòns, che continua a distinguersi con i suoi prodotti d’eccellenza. La Cantina, il cui presidente Filippo Bregant è stato da poco riconfermato alla guida della cooperativa, fin dal 1968 realizza vini di alta qualità che sono espressione autentica del territorio, sempre premiati dalle maggiori Guide di settore.

Così, fra gli spumanti, la Ribolla Gialla Brut, fiore all’occhiello della produzione con oltre 500 mila bottiglie all’anno, e il Prosecco DOC Brut sono stati insigniti del Premio Silver e selezionati come due dei 50 Migliori Vini Spumanti del Mondo ai “50 Great Sparkling Wines of the World – Awards & Scores 2024” di Wine Pleasures, una delle principali autorità internazionali nell’ambito del vino. Il culmine di un rigoroso processo di degustazione alla cieca, che ha coinvolto un gruppo di assaggiatori esperti, vede premiati anche i vini mossi della Cantina di Cormòns per la loro bontà, evidenziandone in particolare l’eccezionale qualità e artigianalità.
«Siamo felici di essere stati selezionati nei “50 Great Sparkling Wines of the World – Awards & Scores 2024” fra numerose rinomate aziende di tutto il mondo – sottolinea il direttore generale Alessandro Dal Zovo –. Il premio alla nostra Ribolla Gialla Brut ci dà particolare soddisfazione, un vino che produciamo a salvaguardia dei vitigni locali e dei vini da varietà autoctone, distintivi e di pregio, i quali costituiscono un autentico valore aggiunto della nostra selezione». Vini che sono stati protagonisti sia nella Masterclass “Gli spumanti del Friuli Venezia Giulia”, tenutasi alla Festa dell’uva a Cormòns a settembre, che al termine delle regate della Settimana Velica internazionale a Trieste, nonché recentemente nell’area “Spumanti per le feste” a Idea Natale, in Fiera a Udine.


Tutti i prodotti della Cantina sono in vendita nel negozio adiacente. In questo periodo, è possibile trovare due degli spumanti anche nei grandi formati: il Metodo classico Kremaun, in magnum da un litro e mezzo, e la Ribolla gialla Brut, in Jeroboam da 3 litri. Il punto vendita è aperto dal lunedì al sabato, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19, e tutte le domeniche di dicembre con orario continuato dalle 9 alle 13, che si prolungherà fino alle 17.

Cantina Produttori di Cormons, vendemmia presto al via: le uve sono di qualità molto buona

(g.l.) Anche i vigneti del Collio, e in particolare quelli coltivati dai soci della Cantina Produttori di Cormons, hanno vissuto un’annata piuttosto complicata dal punto di vista meteorologico, purtroppo caratterizzata anche da gravi avversità atmosferiche, ma i viticoltori che hanno avuto la fortuna di sfuggire a grandine e vento raccoglieranno un’uva di qualità molto buona, sebbene gli attacchi delle malattie funginee siano stati numerosi e difficili da controllare. In questo scenario tranquillizzante – sebbene i problemi in prospettiva non manchino, a cominciare da quello della temutissima Flavescenza dorata – è iniziato il conto alla rovescia per la vendemmia che prenderà avvio nei primi giorni della prossima settimana, ovviamente per le varietà più precoci, come Pinot grigio, Sauvignon e Pinot nero.

L’incontro prevendemmiale a Cormons.


La sede della Cantina ha infatti appena ospitato il consueto incontro prevendemmiale rivolto a tutti i conferitori per fare il punto sulla situazione. Introdotto dal direttore generale Alessandro Dal Zovo, è intervenuto per primo il consulente agronomico Alessandro Zanutta, che ha illustrato l’andamento climatico dell’anno in corso, iniziato con temperature piuttosto calde nell’Isontino e con precipitazioni leggermente più alte rispetto alla media del periodo. Febbraio e marzo sono stati mesi freschi con pochissime piogge. Successivamente, con la primavera, anche il mese di aprile si è in parte scostato dal resto della regione, per temperature in ulteriore aumento e con precipitazioni leggermente al di sopra della media storica. Tant’è vero che il germogliamento dei vigneti si è verificato con un paio di giorni di anticipo. Dalla seconda decade del mese di maggio si sono registrati tanti temporali e numerose giornate di pioggia, con temperature nella media. L’estate è iniziata con il tipico andamento meteo “friulano” del secolo scorso, con molti temporali e precipitazioni anche se non particolarmente abbondanti. Numerose invece le giornate di pioggia – da 12 a 15 a seconda delle località – che hanno quasi completamente ristabilito le riserve idriche dei terreni. Abbondanti precipitazioni temporalesche, culminate con la grandinata del giorno 24, hanno caratterizzato il mese di luglio, uno fra i più caldi di sempre. La grandinata ha colpito alcune aree delle Doc Isontine con diversa intensità, fortunatamente con danni mediamente attorno al 15-20%. Infine, agosto, che a partire dalla seconda metà ha avuto giornate soleggiate e alte temperature.
«Numerosi focolai di Peronospora sono stati favoriti dalle precipitazioni di aprile e soprattutto dall’avvio delle infezioni a maggio – ha spiegato Zanutta –, con molte giornate di pioggia che hanno reso difficili lo svolgimento e l’ottimizzazione dei trattamenti». Particolare attenzione è stata data, dal servizio tecnico della Cantina Produttori, al contenimento e alla prevenzione di una malattia che sta preoccupando non poco i viticoltori di tutta la regione: la Flavescenza dorata, che può provocare la morte della pianta. I tecnici hanno fornito le indicazioni per i trattamenti obbligatori, ma sono state fatte soprattutto molta formazione e divulgazione fra i soci per il riconoscimento dei sintomi affinché tutti potessero procedere al taglio estivo dei germogli. Una procedura che, se applicata tempestivamente, permette di ridurre la diffusione della malattia, com’è effettivamente avvenuto.
Il direttore Dal Zovo ha, quindi, dettato le linee guida per i conferimenti dei soci, ponendo particolare attenzione alle selezioni delle uve migliori per la Malvasia Doc Friuli “Harmo”, che ha appena ricevuto la corona dalla guida Vinibuoni d’Italia (Tci), per il Collio da uve autoctone, che Falstaff ha giudicato con ben 92 punti, per il Pinot bianco Doc Collio, premiato con le 4 viti dell’Ais, e il Friulano Doc Collio. «Quest’anno ci sarà un impegno maggiore in quanto in alcuni Comuni (Romans, Gradisca e Farra d’Isonzo) vi sono state delle grandinate più o meno intense e le uve andranno sicuramente separate da quelle delle zone non colpite. Il gran caldo delle ultime settimane ha fatto sì che eventuali fessure causate dalla grandine siano state cicatrizzate naturalmente. Aspettiamo le piogge di questi giorni e successivamente faremo un’ultima campionatura per decidere il giorno esatto di inizio vendemmia che presumibilmente sarà fra il 5 ed il 7 settembre con Pinot grigio, Sauvignon e Pinot nero. Difficile fare una previsione sulla qualità delle uve che ad oggi si presenta molto buona». Molto dipenderà da quanto pioverà in questi giorni e dall’andamento climatico del mese di settembre.
Il presidente Filippo Bregant ha infine analizzato l’andamento economico della cooperativa fino al bilancio chiuso al 30 giugno, mettendo in risalto la crescita qualitativa dei vini che hanno permesso di consolidare il fatturato dello scorso anno con un aumento molto importante del segmento del canale Horeca. L’inflazione galoppante, il calo dei consumi e la speculazione sulle materie prime (in primis bottiglie ed energia elettrica), stanno mettendo a dura prova il settore, il quale vive un momento di grossa difficoltà con giacenze importanti presenti nelle cantine. «Ciò non tocca la nostra Cantina che, grazie ad una accorta politica sull’aumento dei listini e di conseguenza mantenendo un rapporto qualità prezzo invidiabile, si sta consolidando in tutti i segmenti di mercato – ha sottolineato il presidente -. Il periodo storico è fra i peggiori dal dopoguerra, ma grazie agli investimenti fatti in questi ultimi anni (dall’impianto di imbottigliamento al fotovoltaico e all’acquisto dell’immobile) la Cantina lo affronta con solidità economica e strutturale».

La sede della Cantina Produttori.

—^—

In copertina, grappoli di Sauvignon una delle varietà fra le prime ad essere vendemmiate sul Collio.

Premi alla Cantina Produttori Cormòns che al tradizionale sughero ora preferisce il più moderno e innovativo tappo a vite

Anche se le degustazioni vengono fatte alla cieca, un aspetto non è sicuramente sfuggito a chi apriva le bottiglie: non ha dovuto utilizzare il cavatappi. Infatti, sia la Malvasia “Harmo” che il Riesling “Medegis” hanno una chiusura col tappo a vite. I nuovi prodotti della Cantina Produttori Cormòns sono entrambi Doc Friuli, Consorzio nel cui Cda siede anche il presidente della cooperativa Filippo Bregant. La prima, uscita nel 2021 con l’annata 2019, ha subito ottenuto il successo al concorso mondiale di Parenzo con la Medaglia d’oro, proseguendo su quella strada e pochi giorni fa è arrivata la comunicazione dalla redazione di Vinibuoni d’Italia che ha conferito alla Malvasia “Harmo” Doc Friuli, annata 2021, la corona, il massimo riconoscimento della Guida del Tci.

Malvasia “Harmo”

Riesling “Medegis”

«Ottenuta da uve di Malvasia istriana della pianura isontina, elegante e profumata, espressione autentica del nostro territorio, di cui – spiega il direttore generale Alessandro Dal Zovo -, anche la bottiglia non passa inosservata, che si distingue per il tappo a vite e per un’etichetta speciale. Stessa cosa per il Riesling “Medegis”, il cui nome si rifà alla localià di Medea, dove sorgono i vigneti. Le etichette sono ambedue realizzate dalla grafica Emanuela Serato, premiata proprio l’anno scorso al Gran Premio Noè di Gradisca per le sue qualità artistiche».
La chiusura a vite, scelta con coraggio da diversi produttori pluripremiati, sta dimostrando la sua efficacia e la sua sostenibilità: «Un patto di armonia tra uomo e pianeta – ha detto Davide Rampello – conservando la qualità come il pedale del pianoforte, per mantenere sapori e aromi. D’altra parte, l’etimologia del nome dell’organo “vite” nasce dall’omonima pianta, perché essa si attorce, se pensiamo alla curva dei tralci».
Il professore Fulvio Mattivi, ricercatore della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, è recentemente intervenuto a sostegno dell’utilizzo del tappo a vite riportando le analisi dell’Australian Wine Research Institute che già nel 1999 ha condotto le prime interessanti sperimentazioni su quattordici diverse tipologie di chiusure del vino compreso il tappo a vite, che presenta una permeabilità all’ossigeno molto più bassa e variabile a seconda del rivestimento utilizzato all’interno del tappo. «Nelle bottiglie con questa chiusura, a distanza di anni, il vino dimostrava un colore ancora brillante e presentava delle caratteristiche organolettiche ideali. Anche per i vini bianchi le bottiglie con tappo a vite erano uguali alle migliori bottiglie con tappo di sughero». Oggi quattro bottiglie su dieci sono imbottigliate con tappo a vite, con una percentuale che in Europa Occidentale, storicamente più tradizionalista, è passata dal 29% nel 2015 al 34% nel 2021 (con un 22% in Italia). Infine, anche Falstaff, rinomata guida per i Paesi di lingua tedesca, ha giudicato con 92 punti il Collio Doc da uve autoctone 2021, e con 90 punti sia il Sauvignon Collio 2022 che il Pinot grigio Collio 2022 della Cantina Produttori.

Collio da uve autoctone, il punto all’Enoteca di Cormons: due nuove cantine aderiranno al progetto

Il successo del progetto del Collio da uve autoctone non si registra solamente con i premi delle guide e le ottime recensioni sui periodici di settore, ma anche dagli incontri organizzati per farlo conoscere. I sei produttori che portano avanti il progetto – Cantina Produttori Cormòns, Edi Keber, Muzic, Terre del Faet, cui si sono aggiunti Korsic e Maurizio Buzzinelli – hanno invitato numerosi viticoltori del Collio all’Enoteca di Cormòns. Una trentina i partecipanti, in rappresentanza di più di 25 aziende, che hanno ascoltato con interesse.


Ad aprire la serata è stato Alessandro Dal Zovo, direttore generale della Cantina cormonese, il quale ha illustrato le regole che si sono dati, senza voler mettere in discussione né in secondo piano il Collio bianco fatto anche con altre varietà, come prevede il disciplinare. Stefano Cosma ha poi proiettato una serie di slide per raccontare la storia dell’uvaggio “Colliano” o “Bianco del Collio”, che già nell’800 veniva portato alle esposizioni. Nel 1888, alla prima Fiera dei Vini che si tenne a Trieste al Teatro Rossetti con espositori da tutta l’Austria-Ungheria, la Società agraria di Gorizia portò in assaggio un “Vino Bianco Collio 1887” e questo prodotto era uno dei principali e dei più apprezzati del “Giardino del Goriziano”. Dopo la Grande Guerra, con la ricostruzione della viticoltura, fu dato maggior spazio alla Malvasia istriana e al Tocai friulano, che divennero gli altri due componenti del Bianco del Collio, assieme alla Ribolla gialla. Perciò sono state le varietà previste nel disciplinare della Doc approvato nel 1968.
Sono quindi intervenuti Kristian Keber, per ricordare come questa via sia in linea con quanto si voleva fare nel 2017 creando il Collio Gran Selezione e utilizzando le varietà storiche, Fabjan Muzic che ha spiegato come la scelta di scrivere “da uve autoctone” sia coerente con quanto previsto dal Testo unico della vite e del vino, mentre Andrea Drius, membro del Cda del Consorzio, ha ricordato che la guida Vinibuoni d’Italia nell’edizione 2022 ha premiato con il massimo riconoscimento, la corona, tutti i quattro “Collio vino da uve autoctone” mandati in assaggio.
Lasciato spazio alle domande, è stato spiegato che si è scelto l’utilizzo della bottiglia Collio Collio, di uscire con il vino dopo almeno 18 mesi dalla vendemmia, la presenza delle sole varietà Ribolla gialla, Malvasia (istriana) e (Tocai) Friulano con prevalenza di quest’ultimo, e la possibilità di affinamento in legno. Al termine tutti sono scesi per assaggiare i vini, così i produttori ed enologi interessati ad aderire hanno potuto confrontarsi sulle altre regole di autodisciplina e sulle modalità di adesione. Già due nuove aziende sono pronte ad unirsi al progetto.

—^—

In copertina, le bottiglie delle sei aziende del progetto; all’interno, immagini dell’incontro all’Enoteca di Cormons.

Caro-energia, Cantina di Cormòns presto “coperta” da un fotovoltaico

Una politica di sostenibilità a tutto campo, quella attuata dal Cda della Cantina Produttori Cormòns e illustrata ai soci. Domenica scorsa, infatti, si è riunita l’assemblea annuale per l’approvazione del bilancio 2021/2022 e, davanti ai numerosi viticoltori associati, il presidente Filippo Bregant ha analizzato i risultati economici che, nonostante le enormi difficoltà riscontrate, segnano un ulteriore miglioramento della remunerazione delle uve ai conferitori della cooperativa, consentendo loro una concreta sostenibilità economica. Tutto ciò grazie alla solidità economico-finanziaria e di gestione raggiunta in pochi anni. Bregant ha poi messo l’accento sugli aumenti dei costi che si sono verificati durante l’esercizio, riferiti all’energia elettrica e ai materiali di produzione in genere (bottiglie principalmente). Il presidente ha pertanto comunicato che entro l’inizio del 2023 verrà installato, sui tetti della Cantina, un impianto fotovoltaico da 500 kw per ovviare, almeno in parte, agli aumenti di prezzo dell’energia elettrica: «Una scelta – ha spiegato – che percorre la strada dell’eco-sostenibilità».
Dal canto suo, il direttore generale Alessandro Dal Zovo ha illustrato l’andamento della vendemmia, da poco conclusasi, e quello commerciale: segnali molto positivi arrivano dalla rete vendita Italia e soprattutto dall’export. Il riposizionamento qualitativo dei vini della cooperativa e l’ottimo rapporto qualità/prezzo di essi, sono perfettamente in linea con le richieste dei consumatori nazionali e non solo: «Ci si aspetta un andamento commerciale buono fino a Natale, i mesi difficili saranno i primi del 2023, ma la cooperativa è solida, performante e strutturata per superare anche nuove difficoltà», ha sottolineato l’enologo.
Al termine dell’assemblea il presidente ed il direttore generale hanno consegnato i Premi “Acino d’oro” ai soci Eliana Zorzenon, per l’altissima qualità delle uve conferite durante l’ultima vendemmia, e a Cesare Blasig, per la lunga militanza nella cooperativa.

—^—

In copertina e all’interno la premiazione dei soci produttori Eliana Zorzenon e Cesare Blasig da parte del direttore Alessandro Dal Zovo e del presidente Filippo Bregant.