Pacchetto Vino, importante passo avanti in Ue secondo il Consorzio Doc Venezie ma va definito il quadro dei prodotti con una bassa gradazione alcolica naturale

(g.l.) Il nuovo Pacchetto Vino varato dall’Unione Europea rappresenta un significativo passo avanti per il settore viticolo comunitario – e quindi anche per il Vigneto Fvg – in quanto consentirà di vedere rafforzati promozione ed enoturismo, leve strategiche di crescita per imprese e territori vocati, assieme a maggiori strumenti di flessibilità per i produttori. Della sua approvazione avevamo già dato notizia nelle scorse settimane riportando anche i positivi commenti dell’Associazione nazionale Città del vino attraverso le parole del presidente Angelo Radica. Oggi ci soffermiamo, invece, sull’altrettanto positiva presa di posizione del Consorzio Doc delle Venezie, quello che sovrintende alla produzione di Pinot grigio nelle regioni viticole di Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Trento e Veneto.
L’organismo di tutela che ha sede a Verona ed è presieduto da Luca Rigotti, dopo averne ricevuto il testimone da Albino Armani, accoglie infatti con favore il via libera del Parlamento europeo all’accordo di trilogo sul pacchetto vino, che – mediante l’adozione di misure finalizzate a sostenere la ripresa del settore e di strumenti di semplificazione e di competitività – introduce un aggiornamento significativo del quadro normativo comunitario. In particolare, si ritengono di grande rilievo le norme per poter gestire con maggiore efficacia il potenziale viticolo, mediante una maggiore flessibilità nella gestione delle autorizzazioni al reimpianto, dei nuovi impianti e della possibilità per gli Stati membri di finanziare, laddove necessario, misure di crisi.

Dai grappoli di Pinot grigio…

… al vino in bianco o ramato.

Particolarmente importante risulta, poi, il rafforzamento della promozione nei mercati dei Paesi terzi così come degli investimenti legati all’enoturismo e la maggiore dotazione finanziaria utile per contrastare i cambiamenti climatici, tema quest’ultimo che è stato al centro dell’ultimo Convegno annuale organizzato dal Consorzio Doc delle Venezie che si è tenuto lo scorso novembre a Trento. Rispetto al segmento NoLo, il pacchetto vino – integrando quanto già stabilito dal Regolamento (UE) 2021/2117 – ha introdotto una specifica terminologia per i vini dealcolati e parzialmente dealcolati, con l’obiettivo di armonizzarne l’utilizzo in tutti gli Stati membri dell’Unione a beneficio di una corretta informazione ai consumatori. In coerenza con una tale impostazione, si ritiene importante introdurre una pari nomenclatura anche per i vini a bassa gradazione alcolica naturale, cioè i vini più leggeri ottenuti a partire da una differente e mirata gestione agronomica e colturale del vigneto, senza il ricorso alle pratiche di dealcolazione.
«Il settore si colloca all’interno di una fase di transizione, determinata dalla convergenza di fattori geopolitici, economici e di mercato che impongono delle riflessioni per adeguare il quadro normativo e ripensare al rapporto tra produzione, territori viticoli e modelli di consumo – osserva Stefano Sequino, direttore del Consorzio Doc delle Venezie –. In tal senso l’approvazione del pacchetto vino segna un passaggio importante nella definizione di una regolamentazione più vicina ai fabbisogni della filiera vitivinicola. Resta tuttavia irrisolto un tema per noi fondamentale: la crescente attenzione dei consumatori verso i prodotti No- e Low-alcohol richiede chiarezza normativa e strumenti di comunicazione coerenti, affinché il consumatore possa orientare le proprie scelte d’acquisto in modo consapevole. Pertanto – ha proseguito Sequino – riteniamo sia necessario riconoscere e definire i vini a bassa gradazione alcolica naturale, direzione già intrapresa sotto il profilo tecnico-scientifico dal Consorzio e che, in termini generali, si ritiene particolarmente indicata per i vini Dop e Igp, che tuttavia oggi non trova uno specifico inquadramento normativo. È auspicabile che anche questa tipologia, in una logica di differenziazione dell’offerta, possa essere oggetto di una classificazione chiara e coerente, capace di valorizzarne l’identità merceologica e garantirne una chiara riconoscibilità in etichetta».

Luca Rigotti

Infine, il Consorzio Doc delle Venezie considera il nuovo quadro regolatorio un ulteriore passo avanti verso una maggiore modernizzazione del settore vitivinicolo europeo, nella consapevolezza che l’innovazione debba procedere in equilibrio con la tutela delle denominazioni d’origine e con la valorizzazione delle specificità produttive legate ai territori. Ricordiamo che il Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie è stato costituito nel 2017 dalla comune volontà dell’intera filiera vitivinicola del Nordest d’Italia di creare il più grande modello di integrazione interregionale, includendo in un’unica grande denominazione di origine la Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento ed il Veneto. Con una superficie produttiva di 27 mila ettari ed una quantità pari a 230 milioni di bottiglie – nel contesto di una filiera produttiva composta da 6.141 viticoltori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento –, la Doc delle Venezie rappresenta oggi l’85% del Pinot grigio italiano ed il 43% di quello mondiale.

www.dellevenezie.it

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In copertina, il direttore del Consorzio Doc delle Venezie Stefano Sequino.

Il Pinot grigio delle Venezie guarda al mondo che cambia: oggi protagonista a Milano e da domenica a Düsseldorf

“Prospettive per il futuro: innovazione, collaborazione e strategie in linea con il cambiamento”. Su questo tema ruoterà stamane a Milano l’incontro dedicato al suo Pinot grigio dal Consorzio Doc delle Venezie. Dalle 10, alla Pinacoteca Ambrosiana, accanto al posizionamento, al livello di internazionalizzazione ed ai consumi di questo vino fermo – primo in Italia per volumi di produzione e di esportazione –, il dialogo tra i relatori, che seguirà le presentazioni e gli spunti di riflessione forniti da Ismea ed Eumetra, mettendo al centro le prospettive per il futuro: la bassa gradazione alcolica naturale – e di conseguenza il minor impatto calorico – e l’utilizzo di varietà cosiddette resistenti, con uno sguardo proiettato alla salute e alimentazione dei consumatori su larga scala e ad una maggior sostenibilità ambientale.

Albino Armani


Intanto, anche quest’anno, il Consorzio Doc delle Venezie si prepara si prepara ad incontrare il pubblico specializzato di Prowein, la fiera internazionale di riferimento per il mondo del vino che si terrà dal 16 al 18 marzo a Düsseldorf. La Germania continua a essere un mercato strategico per la denominazione, confermando la sua terza posizione sul podio dei principali mercati di destinazione per il Pinot grigio Doc Delle Venezie. Come nelle ultime edizioni della kermesse tedesca, il Consorzio avrà uno spazio dedicato al Padiglione 15, Stand A64, dove i visitatori, per lo più operatori del settore, avranno l’opportunità di degustare numerose etichette provenienti dalle aziende associate, distribuite su un territorio che copre il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e la Provincia Autonoma di Trento, per un totale di circa 27 mila ettari di vigneto, e di conoscere più da vicino l’eccellenza del Pinot grigio in ogni sua sfaccettatura, ma anche le peculiarità di un sistema produttivo altamente integrato, che unisce tre regioni italiane in un modello di eccellenza enologica e cooperazione interregionale.
Sul fronte degli indicatori, il Consorzio nel 2024 ha registrato un incremento del +3% di volume imbottigliato rispetto all’anno 2023 e un +8% in termini di certificazioni, per un totale di circa 230 milioni di bottiglie che sul mercato sono caratterizzate dal contrassegno di Stato, a garanzia della tracciabilità e della conformità ai requisiti del disciplinare di produzione. Un successo accompagnato da una costante attenzione al futuro e all’innovazione, che si riflette nei progetti – che dovranno passare attraverso una modifica del disciplinare – focalizzati sulle nuove tendenze di consumo e alla sostenibilità: una nuova tipologia a bassa gradazione alcolica naturale (tra i 9 gli 11 gradi) e l’introduzione dei vitigni resistenti, cosiddetti Piwi, per la produzione del Pinot grigio Doc delle Venezie. Si tratta di tematiche che rispondono alle rinnovate esigenze del consumatore internazionale, più attento alla salute e all’ambiente, e quindi di una crescente domanda dei cosiddetti vini NoLo (no e low alcol), dove il Centro e Nord Europa sono da tempo apripista.
«Stiamo lavorando per creare una tipologia che risponda alle esigenze di un pubblico globale e più giovane, sempre più attento alle tematiche legate alla salute e alle scelte di consumo consapevoli e responsabili. Il Consorzio continua a crescere, spingendo sull’acceleratore dell’innovazione e della sostenibilità. Prowein rappresenta un’occasione imperdibile per mettere in luce non solo la qualità del nostro Pinot Grigio, ma anche il nostro impegno per il futuro del settore», commenta Albino Armani, presidente del Consorzio.

Stefano Sequino


«Il Pinot grigio Doc delle Venezie è caratterizzato da un grado alcolico moderato, versatilità e freschezza, si presta per l’ottenimento di una tipologia a bassa gradazione naturale, ottenuta da una vendemmia precoce delle uve e senza ulteriori interventi in cantina», aggiunge Stefano Sequino, direttore del Consorzio che, in riferimento all’introduzione dei vitigni resistenti, osserva: «La sostenibilità è al centro della nostra visione e in tal senso le varietà resistenti, già impiegate per l’ottenimento di vini Igt, rappresentano uno strumento per rispondere alle sfide della viticoltura e del cambiamento climatico, riducendo i costi e garantendo una migliore gestione del vigneto, a beneficio della competitività della filiera interregionale».

Pinot grigio, un “autoctono” acquisito nelle Grandi Verticali delle Città del vino che ora arrivano anche a Sequals: protagonisti Friuli, Veneto e Alto Adige

Dopo la riuscitissima degustazione avvenuta a San Vito al Tagliamento, protagonista il Friulano (ex Tocai) , “Pinot grigio la storia di un autoctono acquisito” è il titolo della serata che la Città del Vino di Sequals ospiterà, nella Villa Savorgnan di Lestans, giovedì 13 marzo, alle 19.30, con un incontro tra vini di Friuli, Veneto e Alto Adige. L’evento rientra nel progetto Le Grandi verticali delle Città del vino promosso dal Coordinamento regionale del Friuli Venezia Giulia dell’associazione che unisce le realtà comunali in cui il vino è non solo coltura ma anche cultura. Ospite speciale della serata – condotta dallo scrittore ed esperto di vino, Matteo Bellotto – sarà Nazareno Vicenzi, brand ambassador Consorzio Pinot grigio delle Venezie. Saranno proposti i vini delle cantine regionali Albino Armani, Fernanda Cappello, Monica Vettor e Pitars, due della cantina veneta Casa Paladin e due di quella trentina Gaierhof – Maso Poli. Iscrizioni contattando la Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina (prolocoaurisina@libero.it – 348.5166126). Costo 35 euro a incontro per persona.
«Siamo lieti di portare per la prima volta a Sequals questo nostro progetto, dopo che l’amministrazione comunale ha sempre dato grande accoglienza ad altri eventi, a partire da quelli estivi. Le prime serate dell’edizione 2025 – commenta Tiziano Venturini, coordinatore regionale e vicepresidente nazionale delle Città del Vino – hanno dimostrato come il pubblico apprezzi il format scelto per Le Grandi verticali delle Città del Vino, con i gemellaggi tra i nostri grandi vini regionali e quelli altrettanto celebri del resto d’Italia. Un progetto che abbiamo voluto avviare per rafforzare i legami con le Città del Vino di altre regioni: l’obiettivo sarà anche di poter portare poi i nostri vini nelle regioni che abbiamo ospitato». «Con questa serata – aggiunge il consigliere comunale delegato alle Città del Vino, Romina Orlando – confermiamo Sequals come centro di riferimento per il Pinot grigio, vitigno a cui abbiamo già dedicato in passato altri eventi di approfondimento. Come amministrazione comunale, assieme al sindaco Enrico Odorico, crediamo nell’importanza di aderire a un gruppo così attivo come quello delle Città del Vino regionali, per promuovere insieme eventi enoici interessanti e di alta caratura».
Il programma 2025 de Le Grandi Verticali delle Città del Vino – ideate dal Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia – prende il titolo di Gemellaggi-Insieme siamo unici. Il progetto gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Io sono Fvg e di Banca 360 Fvg, oltre al patrocinio del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Unidoc FVG, Ente Friuli nel Mondo. Il tutto in collaborazione con il Consorzio Montasio Dop e la Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina.

Grappoli di Pinot grigio.

In bianco e in ramato.

IL CALENDARIO

Refosco dal Peduncolo rosso & Vernaccia di San Gimignano – Rosso in terra di bianchi e bianco in terra di rossi, Buttrio Villa di Toppo – Florio, giovedì 16 gennaio. Ospite speciale Valentino Tesi, brand ambassador Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano.

Masterclass Pignolo & Barolo – Il nobile incontro dei signori del tempo, Manzano, Antico Foledor Boschetti della Torre, giovedì 30 gennaio. Ospite speciale Carlo Alberto Gambino, brand ambassador Strada del Barolo.

Ribolla gialla & Fiano d’Avellino – Le Cenerentole che diventano Regine, Corno di Rosazzo Villa Nachini Cabassi, giovedì 13 Febbraio.

Friulano di pianura & Tai di Lison Docg – Dal Friulano al Tai, la pianura e i suoi segreti, San Vito al Tagliamento, sala consiliare Palazzo Altan, venerdì 28 febbraio. Ospite speciale Stefano Quaggio, direttore Consorzio Vini Venezia.

Pinot grigio la storia di un autoctono acquisito, Sequals Villa Savorgnan – Lestans, giovedì 13 marzo. Ospite speciale Nazareno Vincenzi, brand ambassador Consorzio Pinot grigio delle Venezie.

Vitovska del Carso & Vermentino di Liguria – I vini da terre estreme, Duino Aurisina – Devin Nabrežina Infopoint di Sistiana, giovedì 27 marzo. Ospite speciale Enzo Giorgi, Coordinatore regionale Liguria Città del Vino.

Schioppettino di Prepotto & Schiava Alto Adige – Un incontro di pepe e spezie tra i rossi più versatili d’Italia, Prepotto Municipio – sala consiliare, mercoledì 9 aprile. Ospite speciale André Senoner, brand ambassador Alto Adige wines.

Friulano & Vermentino di Gallura – Sardegna e Friuli, dove i vini parlano la lingua della terra, Cormons Enoteca, giovedì 24 aprile. Ospite speciale Giovanni Antonio Sechi, Coordinatore regionale Sardegna e vicepresidente nazionale Città del Vino.

Malvasia & Castelli Romani – Incontri di Malvasie tra Friuli e Lazio, Aquileia piazza Capitolo, giovedì 8 maggio.

Merlot & Raboso del Piave – Incontro tra il grande rosso internazionale che è ormai autoctono con un vino di confine tra Veneto e Friuli, Cividale del Friuli, sala del Refettorio Monastero di Santa Maria in Valle, giovedì 22 maggio.

Terrano & Sagrantino di Montefalco – L’incontro dei tannini, Sgonico – Zgonik Enoteca, giovedì 29 maggio.

Appuntamento finale: Friulano & Tocai – Bentornato in Friuli Tocai! – Tocai dal mondo e Tocai dal Friuli evoluti e senza tempo, in collaborazione con Ente Friuli nel Mondo (data e sede in fase di definizione).

Programma completo e aggiornamenti su www.cittadelvinofvg.it

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In copertina, ecco un bel calice di Pinot grigio vinificato in bianco.

Doc Venezie, tutto ok il bilancio 2024: consumi di vino in calo, ma il Pinot grigio va in controtendenza e traina il mercato

Il Consorzio Doc delle Venezie ha chiuso, sotto la guida del presidente Albino Armani, il 2024 con un bilancio positivo, confermandosi un punto di riferimento per il Pinot grigio nel panorama enologico internazionale. In un contesto di mercato mondiale che vede i consumi di vino in tendenziale calo, la denominazione d’origine delle Venezie – oggi il più grande modello di integrazione interregionale che include in un’unica denominazione d’origine le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e la provincia autonoma di Trento – continua a distinguersi con performance in controtendenza grazie alla qualità, al sistema di controllo finalizzato alla certificazione e allo stile fresco e moderatamente alcolico del suo prodotto di punta. Rispetto al volume imbottigliato, il 2024 ha segnato un incremento del +3% in confronto al periodo gennaio-dicembre 2023, con un totale di 1.706.466 ettolitri confezionati e, rispetto al totale, un incremento della domanda di Pinot grigio Doc delle Venezie ottenuto nell’ultima annata.

Albino Armani


«Se analizziamo i dati degli ultimi anni solari dalla nascita della Doc, il 2024 si colloca al terzo posto per performance, escludendo chiaramente i due anni di forte crescita legati al periodo della pandemia che vide un’eccezionale richiesta di Doc delle Venezie da parte del mercato – sottolinea Stefano Sequino, direttore del Consorzio –. I numeri riflettono lo stato di salute della Doc e in particolare la crescita del prodotto imbottigliato è un risultato che parla da sé, dimostrando come il Pinot grigio delle Venezie sia in grado di rispondere alle esigenze dei consumatori».
Il 2024 segna, poi, un incremento significativo anche sul fronte delle certificazioni: il totale è cresciuto del +8% rispetto al 2023, con dicembre 2024 che ha visto un picco straordinario del +16% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Secondo i dati forniti da Triveneta Certificazioni, la media mensile delle certificazioni è aumentata da 134.420 ettolitri/mese nel 2023 a 146.112 ettolitri/mese nel 2024, confermando un buon utilizzo del sistema da parte dei produttori.

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Al via la promozione all’estero

Al via l’attività promozionale per il Consorzio Doc delle Venezie che inaugurerà il calendario internazionale 2025 con Wine Paris&Vinexpo, in programma dal 10 al 12 febbraio a Parigi. La kermesse d’Oltrape, giunta alla sua sesta edizione, segna per il Consorzio un momento strategico di incontro con professionisti del settore, buyer, appassionati di vino, media e opinion leader di tutto il mondo. Il Consorzio sarà nuovamente il punto di riferimento per conoscere da vicino il Pinot grigio Doc delle Venezie, con la possibilità di ricevere informazioni sulla denominazione e sull’ubicazione delle imprese associate presenti in fiera, in numero sempre maggiore di anno in anno, che per la prima volta potranno sfruttare lo spazio espositivo consortile per organizzare incontri con clienti, partner o stampa.

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«Questo incremento nelle certificazioni e nell’impiego di prodotto ottenuto nell’ultima vendemmia è significativo di una domanda di mercato che si mantiene stabile e vivace. Inoltre, il passaggio da una media mensile di 134.420 ettolitri certificati nel 2023 a 146.112 ettolitri nel 2024 evidenzia non solo un buon utilizzo del sistema di certificazione, ma anche una pianificazione produttiva efficace da parte dei nostri associati. Occorre qui sottolineare – ha concluso il direttore Sequino – come sia di fondamentale importanza l’applicazione delle misure di gestione dell’offerta promosse dal Consorzio, strumenti che concorrono a mantenere una condizione di stabilità che rappresenta un grande valore per i nostri mercati».

Stefano Sequino


L’attività di controllo, affidata a Triveneta Certificazioni, si conferma centrale per il successo della Doc delle Venezie. Grazie a un rigoroso sistema di verifica dei requisiti di conformità al disciplinare di produzione e all’impiego del contrassegno di Stato apposto sull’intera produzione annua, pari a circa 230 milioni di bottiglie, i vini certificati assicurano alti standard di conformità e di tracciabilità a garanzia dei consumatori e degli operatori commerciali.

Consorzio Pinot grigio Doc delle Venezie: Albino Armani il miglior presidente. Soddisfazione per le raccomandazioni Ue

Albino Armani, presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc delle Venezie dal 2017, anno della sua fondazione, si aggiudica il premio nella categoria Miglior Presidente di Consorzio nell’ambito della Vinoway Selection 2025. Selezionato dalla Commissione Premi di Vinoway, composta da Alessandro Rossi di Partesa, dal critico enogastronomico Eros Teboni, dalla giornalista di settore Leila Salimbeni, dall’architetto Fiorenzo Valbonesi e diretta da Davide Gangi, presidente ed Editor del magazine Vinoway.com, Armani è stato premiato nel corso della serata Dinner with the Stars, tenutasi al Castello Monaci Resort, Salice Salentino (Lecce).
“Da sette anni assistiamo al successo di un progetto di integrazione interregionale, il più grande a livello nazionale, che include in un’unica denominazione di origine le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento – commenta il presidente Armani -, un disegno ambizioso e lungimirante che ha dato vita ad una sinergia territoriale mai immaginata prima. Ringrazio Davide Gangi e la Commissione di Vinoway Selection 2025 per questo prestigioso premio che desidero condividere con il consiglio d’amministrazione e con la squadra del Consorzio Doc delle Venezie che mi hanno dato la possibilità di presiedere questo gruppo di lavoro e che, con me, si impegnano quotidianamente nel percorso di crescita del valore identitario ed economico del Pinot Grigio delle Venezie. I prossimi anni ci riserveranno sfide sempre più impegnative e dovremo lavorare tutti assieme con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento di una denominazione unica a livello mondiale”.


Intanto, il Consorzio Doc delle Venezie ha espresso soddisfazione per le raccomandazioni formulate dal Gruppo di Alto Livello della Commissione europea sul futuro del vino. Si tratta di un documento strategico che mira a contribuire al dibattito sulla futura Politica agricola comune post-2027, fornendo una visione chiara e concreta per il sostegno al settore vitivinicolo. Particolarmente importanti risultano le raccomandazioni e le azioni formulate con l’obiettivo di affrontare le principali sfide del settore e che si concentrano su tre ambiti chiave:
– Allineare la produzione vinicola alla domanda, al fine di garantire una gestione più equilibrata e sostenibile del mercato, introducendo ad esempio programmi di estirpazione mirati per determinate regioni o vini o modulazioni temporanee del potenziale produttivo.
– Aumentare la resilienza del settore alle sfide climatiche e di mercato, attraverso politiche di supporto e strumenti di gestione del rischio, come un accesso più ampio a soluzioni assicurative innovative e l’allineamento degli investimenti con piani di adattamento ai cambiamenti climatici.
– Adattarsi alle nuove tendenze per cogliere opportunità di mercato emergenti, rendendo più flessibile la gestione finanziaria della nuova Pac e modificando i programmi di sostegno nazionali dedicati al vino in base agli eventi di mercato.
Particolarmente importante, inoltre, la maggiore flessibilità sull’utilizzo delle autorizzazioni al reimpianto e sull’applicazione della misura di promozione rispetto all’utilizzo dei fondi OCM non utilizzati alla chiusura di ogni anno finanziario.
“Il settore vitivinicolo non è solo un pilastro del patrimonio culturale dell’Unione Europea, ma anche un elemento chiave per l’economia, la società e le aree rurali. Le raccomandazioni del Gruppo di Alto Livello – che incontrano le riflessioni emerse durante il nostro congresso che si è tenuto il 26 ottobre a Udine – tracciano una direzione strategica per definire un futuro più sostenibile e competitivo per il comparto e per la nostra filiera vitivinicola interregionale”, ha affermato Stefano Sequino, direttore del Consorzio Doc delle Venezie.
Il Consorzio, nell’apprezzare il lavoro svolto dal Ministero dell’agricoltura e dalle organizzazioni intervenute nell’ambito del Gruppo di Alto Livello, ha rinnovato il proprio impegno nel promuovere e valorizzare i vini del territorio e nel rafforzare la competitività, sostenendo le raccomandazioni del Gruppo di Alto Livello, istituito per discutere le sfide e le opportunità del settore in un contesto globale sempre più complesso.


Per maggiori informazioni
Consorzio DOC delle Venezie
PR & Comunicazione Valentina Fraccascia
M. +39 349 6225578 | Email: press@dellevenezie.it

Pinot grigio grande protagonista al vertice di Udine: il Vigneto Fvg secondo in Italia per la produzione del vino

«Quello del vino per noi è uno degli asset principali e se scendiamo in dettaglio sulle produzioni, notiamo subito che, per il Pinot grigio, il Friuli Venezia Giulia è la regione al secondo posto in Italia per produzione. Un territorio vocato, il nostro, che tra l’altro è il primo nella Penisola per percentuale di superficie agricola dedicata alla coltivazione delle viti, che supera di molto la media nazionale. L’interesse nell’accrescere la sinergia con le aziende protagoniste del comparto è senza dubbio alto: grazie a incontri, scambi di esperienze e confronti come quello di oggi, sia la parte istituzione che quella privata possono individuare potenzialità e strumenti per favorire un ulteriore sviluppo in questo strategico settore produttivo».

Zannier ieri al convegno di Udine.

Lo ha sottolineato l’assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, che nella mattinata di ieri è intervenuto a Udine, negli spazi del salone del Castello, all’annunciato convegno “Tra nuovi modelli e sfide del mercato”, un momento di confronto tra operatori ed esperti del settore del vino promosso dal Consorzio Doc delle Venezie alla quale ha preso parte anche il suo presidente, Albino Armani. Zannier ha anche partecipato alla cena di gala organizzata dallo stesso Consorzio nella Casa della Contadinanza, sempre in Castello a Udine, evento al quale sono stati invitati autorità del mondo del vino, i presidenti dei Consorzi interessati alla varietà del Pinot grigio, organismi di controllo e consiglieri del Consorzio delle Venezie.
Nel riconoscere «Grande capacità ed equilibrio nella gestione» al Consorzio, e nel ringraziare organizzatori e intervenuti, l’esponente della Giunta Fedriga ha fatto notare: «Quando parliamo di vitigni, poter contare su una denominazione con dei numeri così ampi, su una così elevata capacità di gestione del mercato, significa avere garantita la stabilità necessaria per i singoli imprenditori: per riuscire a programmare le proprie attività aziendali e avere sostenibilità economica, che è alla base di qualunque impresa». Il Pinot grigio è, infatti, in cima alla classifica dei vini più esportati a livello globale. L’82% della produzione italiana si trova nella Doc delle Venezie e il 42% dei vigneti di Pinot grigio si trova in Italia, al primo posto, quindi, per la coltivazione di questo vitigno a livello mondiale.
Il Consorzio Vini Doc delle Venezie è stato istituito nel 2017 dalla volontà comune della filiera produttiva del Nord Est per creare uno dei più importanti esempi di sistema a Denominazione multiregionale d’Italia, includendo in un unico territorio il Friuli Venezia Giulia, il Trentino e il Veneto. Il suo obiettivo è quello di promuovere lo stile distintivo del Pinot grigio italiano che, nel Triveneto, esprime appieno le sue caratteristiche di bianco fruttato, leggero e versatile.

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In copertina, grappoli di Pinot grigio il vitigno leader nelle Venezie.

Pinot grigio, imbottigliamenti e giacenza confermano la stabilità della Doc Venezie

Si mantiene stabile l’andamento di mercato del Pinot grigio delle Venezie (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino), il primo vino Doc bianco fermo italiano per area geografica e per volumi di esportazione. La fotografia fornita da Triveneta Certificazioni – ente di controllo della Doc Delle Venezie che ogni anno applica il contrassegno di Stato su circa 230 milioni di bottiglie – è complessivamente positiva, come confermato dai dati di imbottigliamento e di giacenza: al 1° settembre, infatti, la disponibilità di Pinot grigio è pari a circa 500 mila ettolitri, un dato sostanzialmente stabile rispetto ai volumi giacenti nello stesso periodo dell’anno scorso.

Albino Armani

Stefano Sequino

Resta stabile anche l’andamento degli imbottigliamenti della Doc che da inizio anno ha raggiunto 1.179.387 ettolitri, quasi 160 milioni di bottiglie, in pareggio con le quantità di prodotto imbottigliato nello stesso periodo del precedente anno solare. Si osserva inoltre, come indicato dai dati di Triveneta Certificazioni, una moderata crescita delle certificazioni pari al +4%.
«Tenendo conto dell’andamento degli imbottigliamenti, possiamo contare su una disponibilità di prodotto adeguata e in linea con le richieste del mercato – ha spiegato Stefano Sequino, direttore del Consorzio Tutela Vini Doc delle Venezie – ci troviamo di fronte ad una situazione stabile ed in equilibrio che nonostante le difficoltà ed un quadro economico e geopolitico complesso, riflette lo stato di salute della Doc delle Venezie. Occorre poi considerare, quale ulteriore indicatore di stabilità, che oltre il 90% dei volumi attualmente in giacenza fanno riferimento alla campagna vendemmiale 2023».
«Rispetto alla situazione di equilibrio di mercato rimane di fondamentale importanza l’applicazione delle misure di gestione dell’offerta – ha commentato Albino Armani, presidente del Consorzio –. Un percorso di crescita della denominazione portato avanti con costanza dal consiglio di amministrazione che concorre a mantenere questa condizione di stabilità tra domanda e offerta e che rappresenta un grande valore per i mercati internazionali».

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In copertina, il Pinot grigio delle Venezie nelle versioni bianco e ramato.

 

Doc delle Venezie, ottima la vendemmia del Pinot grigio: il punto con Assoenologi di Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino

Ottima la vendemmia del Pinot grigio al via nel Nordest Italia. C’è chi ha già iniziato la raccolta subito dopo Ferragosto, chi si accinge a raccogliere i primi grappoli in queste ore e chi invece prevede di iniziare la prossima settimana: d’altra parte, in un areale così vasto come quello della Doc delle Venezie, la più estesa a livello nazionale con 27 mila ettari di vigneto – oggi il più grande modello di integrazione interregionale che include in un’unica denominazione d’origine le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento – gli andamenti stagionali, i volumi, così come il periodo vendemmiale non possono essere omogenei.
«In linea generale, rispetto all’anno scorso, questa stagione produttiva si apre in maniera positiva, soprattutto in termini qualitativi – dice Stefano Sequino, direttore del Consorzio di tutela Doc delle Venezie –. Rispetto ai volumi, in alcuni territori ci attendiamo una minore produzione, ma in tutto l’areale riscontriamo soddisfazione rispetto al livello qualitativo delle uve Pinot grigio raggiunto, un risultato ottenuto grazie all’attenzione e al grande lavoro svolto in vigneto, che ha restituito uve sane e parametri chimico-fisici ottimali».
Ad unire le aspettative nei tre territori amministrativi della Doc delle Venezie è dunque – come confermato dai presidenti Assoenologi del Triveneto – il fil rouge della qualità. Nonostante la stagione sia iniziata con qualche preoccupazione legata alle abbondanti piogge primaverili che, con frequenza ed entità differenti tra le varie zone viticole, hanno interessato alcune fasi fenologiche della vite, la situazione registrata nelle ultime settimane, mediamente caratterizzata da un deciso incremento delle temperature, ha cambiato lo scenario. Allo stato attuale, nonostante la complessa gestione del vigneto, l’andamento meteorologico non ha condizionato lo stato di salute e qualitativo delle uve, e non si registrano comunque danni da grandine né situazioni fitosanitarie particolarmente critiche.

Il presidente del Consorzio Albino Armani…

Matteo Lovo, presidente Assoenologi Friuli Venezia Giulia, conferma una vendemmia certamente migliore rispetto alla stagione produttiva 2023 che «consente di portare in cantina il +15% rispetto all’anno scorso che, ricordiamo, non è stato molto positivo, con punte di decremento in termini di quantità anche pari a -30%. Complessivamente, rispetto alle medie storiche di raccolta, in Friuli Venezia Giulia dovremmo attestarci intorno al -10%, calo dovuto in parte anche a una contenuta pressione di peronospora della vite”. Per quanto riguarda l’inizio della vendemmia – ha proseguito l’enologo friulano – “si prevede un avvio dei lavori intorno alla fine di questa settimana, nelle zone in pianura anche inizio della prossima, per concludersi poi in una decina di giorni. Un’annata non semplice rispetto alla gestione tecnica e fitosanitaria, ma che nei momenti più salienti si è sviluppata in maniera positiva e che ha dato soddisfazioni ai produttori di Pinot grigio per l’elevata qualità del frutto».

Vendemmia anticipata, invece, per la varietà coltivata nel Veneto Occidentale, afferma Alberto Marchisio, presidente Assoenologi Veneto Occidentale: «La raccolta del Pinot grigio è iniziata questa settimana e si prevede di finire verso la metà di settembre per le zone ad altitudini maggiori; l’uva è perfetta, sana e con parametri ottimali, buona acidità e presenza di acido malico, da sottolineare, inoltre, l’uniformità di maturazione che restituisce una bellissima colorazione della buccia; possiamo ritenerci molto fortunati rispetto alla qualità, che definirei eccellente, mentre in termini di quantità siamo mediamente in linea con i volumi degli ultimi anni. Per quanto riguarda l’andamento dell’annata, nonostante le piogge abbondanti di inizio stagione siamo comunque riusciti ad intervenire per garantire una buona difesa del vigneto».

… e il direttore Stefano Sequino.

È previsto per la prossima settimana l’inizio della vendemmia del Pinot grigio nel Veneto Orientale. Circa l’andamento stagionale commenta Michele Zanardo, presidente Assoenologi Veneto Orientale: «Abbiamo avuto una primavera abbastanza piovosa che ha lievemente rallentato le prime fasi vegetative, ma a partire da giugno le temperature più miti hanno consentito un ottimo recupero. Possiamo affermare che la qualità delle uve è ottima e che la quantità è buona, in linea con la media delle produzioni degli anni passati».

Situazione ancora differente in Trentino, dove la vendemmia non inizierà prima di fine mese/inizio settembre, tardando addirittura la raccolta di qualche giorno rispetto al 2023. «Lo stato fitosanitario dell’uva è buono – commenta Goffredo Pasolli, presidente di Assoenologi Trentino –, in Trentino la gestione del Pinot grigio è stata impegnativa, abbiamo avuto tanta pioggia – 1.500 mm di acqua caduti rispetto alla media storica di 1.200 mm –, ma comunque siamo riusciti ad intervenire e a contenere l’insorgenza di agenti patogeni. In termini generali, l’andamento è stato buono, non si sono verificati fenomeni meteorologici importanti, come grandinate o gelate primaverili, e ci sono ottimi presupposti. Inoltre – ha concluso il tecnico trentino – il calo delle temperature di questi giorni, dopo il caldo intenso della prima metà di agosto, le buone escursioni termiche giorno/notte che stiamo registrando a pochi giorni dalla vendemmia sono state determinanti rispetto alla qualità dell’uva».

Matteo Lovo, Assoenologi Fvg.

In termini di valore, le prime quotazioni delle uve Pinot grigio Doc delle Venezie confermano un lieve incremento dei prezzi: la vendemmia parte, infatti, da un prezzo delle uve pari a 0,53-0,58 euro/kg, contro gli 0,50-0,55 euro/kg registrato nello stesso periodo della scorsa annata. «Si tratta di un incremento di valore che interviene tra l’altro dopo l’aumento della quota di produzione libera, pari a 140 quintali/ettaro, +10 quintali/ettaro rispetto alla stagione produttiva 2023 – spiega Albino Armani, presidente del Consorzio di tutela Doc delle Venezie –, un risultato quindi in controtendenza rispetto alla situazione media del settore vitivinicolo nazionale, particolarmente importante tenendo conto di un momento congiunturale di mercato nazionale e mondiale complesso, ma non casuale: si tratta di un percorso di crescita della denominazione, appena iniziato, legato all’applicazione delle misure di governo dell’offerta deliberate dal nostro consiglio di amministrazione, che concorrono a mantenere una condizione di stabilità di mercato ed un rapporto qualità/prezzo che, unite alle garanzie fornite dal contrassegno di Stato applicato su 230 milioni di bottiglie prodotte ogni anno, non trova paragoni. In un tale percorso – ha concluso Armani – l’obiettivo è poter lavorare affinché tutte le categorie della filiera possano poter trovare riconoscimento e adeguata marginalità, condizione necessaria per portare avanti la propria impresa e lavorare con alti standard di qualità».

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In copertina, al via la vendemmia del Pinot grigio Doc delle Venezie.

(Foto Enrico Brunelli)

Il Pinot grigio delle Venezie verso la vendemmia: approvate le nuove misure per la grande Doc interregionale

Rimane nel segno della stabilità la Doc delle Venezie – la più estesa denominazione d’origine italiana e caposaldo del Sistema Pinot grigio del Nordest che riunisce gli operatori della filiera produttiva di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – che chiude il primo semestre in sostanziale pareggio rispetto allo stesso periodo dell’anno 2023 sul fronte degli imbottigliamenti, per un volume pari a circa 900 mila ettolitri, e con un lieve incremento rispetto al vino certificato (+2% su base annua) (fonte Triveneta Certificazioni).
«Un equilibrio che senza dubbio riflette lo stato di salute della Doc Delle Venezie che, nonostante le difficoltà ed un quadro economico e geopolitico certamente non ottimale, rimane stabile nei volumi e nel valore – commenta Stefano Sequino, direttore del Consorzio di tutela Doc delle Venezie –. Rispetto alla situazione di equilibrio di mercato rimane di fondamentale importanza l’applicazione delle misure di gestione dell’offerta previste dalla legge 12 dicembre 2016, n. 238, c.d. Testo unico del vino: l’obiettivo è gestire il potenziale produttivo, monitorare i volumi e favorire una crescita equilibrata della denominazione – ha proseguito Sequino – e in quest’ottica risulta imprescindibile l’adozione di un sistema di governo della produzione e, a partire da quest’anno, anche delle riclassificazioni da altre denominazioni di origine coesistenti sul territorio viticolo del Nordest, così da tenere sotto controllo le disponibilità e tendere all’equilibrio tra domanda e offerta di mercato».

Albino Armani


Sono stati pubblicati a inizio luglio, infatti, i provvedimenti delle Amministrazioni competenti delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia e della Provincia Autonoma di Trento per l’attivazione delle misure di gestione che disciplinano le dinamiche produttive nell’ambito della stagione produttiva 2024/2025. Si fa riferimento in primo luogo alla riduzione della resa massima di uva per ettaro, che passa da 180 q/ha a 160 q/ha, con uno stoccaggio amministrativo dei prodotti che saranno ottenuti nella vendemmia 2024 di 20 q/ha. Con l’obiettivo di completare ed ottimizzare il sistema di misure di gestione, il Consorzio Doc delle Venezie ha inserito, accanto all’abbassamento della produzione e dello stoccaggio dei volumi, una misura che, per la prima volta in Italia, consentirà di regolamentare le riclassificazioni dei volumi di Pinot Grigio in ingresso, provenienti cioè da altre Doc territoriali con tipologia varietale Pinot Grigio: sarà quindi consentita la riclassificazione a Pinot grigio Doc delle Venezie entro la data del 31 marzo 2025, con l’obiettivo di monitorare in maniera più efficace i volumi e le giacenze e poter quindi promuovere una sempre migliore programmazione delle misure di gestione in relazione alla disponibilità.

Stefano Sequino


Una misura in realtà già adottata nell’anno corrente mediante l’applicazione di un limite alle riclassificazioni in ingresso collocato al 15 maggio 2024. «I dati delle riclassificazioni in ingresso alla data limite del 15 maggio confermano il corretto funzionamento della misura – ha precisato Stefano Sequino – considerando che nel mese di maggio sono stati riclassificati a Pinot Grigio Doc Delle Venezie oltre 90 mila ettolitri, cioè +199% rispetto al mese di maggio 2023, provenienti da altre denominazioni coesistenti sul territorio viticolo, per un totale pari a 236 mila ettolitri dall’inizio della campagna vitivinicola a fronte di 206 mila ettolitri di prodotto riclassificato ottenuto nella precedente stagione produttiva. In altri termini – ha concluso il direttore del Consorzio – la misura ha sollecitato una maggiore riflessione ed una migliore programmazione delle riclassificazioni e ha anticipato di oltre un semestre queste operazioni di cantina».
«La nostra denominazione è un esempio virtuoso di integrazione interregionale e oggi più che mai ha una grande responsabilità che va oltre i confini del proprio areale produttivo, se consideriamo che il vigneto di Pinot grigio del Nordest rappresenta l’85% del vigneto Pinot grigio ottenuto in Italia e quasi la metà del Pinot grigio prodotto a livello mondiale – ha affermato Albino Armani, presidente del Consorzio di tutela Doc delle Venezie – ci auguriamo che il costante lavoro e l’impegno del Consorzio nell’applicazione delle misure di gestione dell’offerta possa sollecitare un maggiore coordinamento nell’ambito del sistema del Pinot grigio del Triveneto, che rappresenta il primo vino bianco fermo delle nostre esportazioni, icona del Made in Italy nel mondo e una grande ricchezza per il nostro sistema vitivinicolo».

Consorzio tutela DOC Delle Venezie – Costituito nel 2017, è il più grande modello di integrazione interregionale che include in un’unica denominazione di origine la Regione Friuli Venezia Giulia, la Provincia autonoma di Trento ed il Veneto. Rappresenta una superficie vitata di circa 27.000 ettari, una produzione pari a circa 240 milioni di bottiglie all’anno e una filiera produttiva costituita da 6.141 viticoltori, 575 aziende di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento. www.dellevenezie.it

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In copertina, bellissimi grappoli di Pinot grigio pronti per la vendemmia in Friuli: si avvicina l’ora del raccolto 2024.

Cantine Aperte, oggi al Palmanova Village anteprima in attesa del grande evento. Milano per tre giorni ospita la Doc Friuli

Anteprima Cantine Aperte 2024 con un assaggio, questo pomeriggio, della migliore tradizione enogastronomica friulana nella colorata cornice del Palmanova Village. Dalle degustazioni alle iniziative culturali legate al mondo del vino, un appuntamento imperdibile per gli appassionati di enoturismo. Alle 16, sarà presentato l’atteso evento: la grande manifestazione organizzata dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, che rappresenta circa 100 cantine del territorio, sarà un’occasione unica per scoprire le eccellenze vitivinicole della regione. L’incontro, che inaugura questa edizione, vedrà la partecipazione di Elda Felluga, presidente del Movimento Turismo del Vino Fvg, e di Linda Basile, center manager Palmanova Village. «Un sentito grazie a Palmanova Village per averci ospitato in questa colorata cornice – afferma Elda Felluga – che rappresenta la vivacità della sinergia creata. Un perfetto connubio tra queste due realtà che permette di valorizzare al meglio questo ricco territorio».

Cantine Aperte in una passata edizione.


Sabato 25 e domenica 26 maggio si terrà, dunque, la trentunesima edizione di Cantine Aperte, con il supporto di Promoturismo e Civibank – Gruppo Sparkasse, e con la partecipazione di 78 cantine del Friuli Venezia Giulia. Le aziende, pronte ad accogliere appassionati da tutta Italia e dall’estero durante i due giorni di iniziative, racconteranno il variegato mondo del vino con le immancabili visite in cantina, degustazioni, laboratori sensoriali, picnic in vigna, manifestazioni musicali e culturali. Anche quest’anno, non mancheranno gli abbinamenti golosi cibo-vino con il “Piatto Cantine Aperte” e l’esclusiva “A Cena con il Vignaiolo”. Le cantine apriranno le loro porte agli enoturisti desiderosi di scoprire non solo le tecniche di produzione in vigna e in cantina, ma anche la storia e gli aneddoti dei vignaioli protagonisti di questo atteso appuntamento. Subito dopo la presentazione dell’evento 2024, dalle 17 alle 20, i partecipanti e i visitatori del Palmanova Village avranno la possibilità di degustare i vini di dieci prestigiose cantine friulane: Petrucco, Ronc Soreli, Ca’ Tullio, Vigna Lenuzza, Villa Russiz, Roi Clar, Cascina Lavaroni, Barone Ritter de Zahony, Villa Vitas e Galliussi. Per “il calice della solidarietà”, ci sarà l’opportunità di acquistare il kit Cantine Aperte comprensivo di calice e porta calice al costo di 10 euro. Parte del ricavato verrà devoluto in beneficenza.

Villa Vita a Cervignano.

«Siamo molto felici di ospitare al Villaggio l’Anteprima Cantine Aperte, rafforzando ancora di più il legame con il territorio che da sempre contraddistingue Palmanova Village. – commenta Linda Basile –. Ci teniamo moltissimo a rappresentare per i nostri ospiti una destinazione turistica a tutti gli effetti, dove oltre allo shopping si possono vivere esperienze uniche ed esclusive trascorrendo ore liete nel nostro Villaggio. Con questa collaborazione, ci leghiamo ad uno degli eventi più amati ed iconici della nostra regione che celebra i prodotti di eccellenza delle aziende locali, ormai famosi in tutto il mondo». Il catering di questo evento sarà curato dal rinomato ristorante Il Melograno, partner di lunga data di Cantine Aperte, che offrirà un’esperienza gastronomica mirata a valorizzare i vini in degustazione. Coloro che acquisteranno il kit, avranno l’opportunità di assaporare tre abbinamenti di vini con finger food. Ad arricchire l’atmosfera un intrattenimento musicale. Il Movimento Turismo del Vino Fvg coglie l’occasione per raccontarsi e non si fermerà all’evento di fine maggio: è l’inizio di dodici mesi ricchi di iniziative che nascono dalla creatività delle cantine associate, a partire da “Vigneti Aperti” fino a “Calici di Stelle” a Grado, che si terrà venerdì 9 e sabato 10 agosto, sul suggestivo lungomare della diga Nazario Sauro. Cantine Aperte è anche l’occasione per l’avvio del Concorso Internazionale “Spirito di Vino”, che seleziona e premia le vignette satiriche provenienti da tutto il mondo sul tema del vino. Le premiazioni del concorso, alla sua 25ma edizione, avverranno nel 2025 durante il Primo Festival Mondiale dell'(Eno)Satira, in concomitanza con le celebrazioni di Nova Gorica – Gorizia Capitale europea della cultura 2025. Sempre importante il lavoro di squadra con le aziende protagoniste del territorio come “Palmanova Village”, “Dolomia”, i formaggi “Naturalmente da latte friulano”, “Madimer”, “Juliagraf”, Q.B. magazine e Radio Punto Zero.

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Intanto, il Consorzio Doc Friuli sarà presente al Best Wine Stars a Milano, il festival dedicato a vini e distillati che torna per il quinto anno consecutivo al Palazzo del Ghiaccio, in zona Porta Vittoria. Più di 250 aziende, italiane e internazionali, si riuniranno da oggi a lunedì 20 maggio per partecipare alla kermesse dedicata agli appassionati, agli Horeca e alla stampa del settore Wine & Spirits, con in calendario numerosi incontri, degustazioni guidate e talk show, con l’obiettivo di promuovere le eccellenze enogastronomiche delle diverse realtà partecipanti. Nell’ambito dell’evento, domani 19 maggio alle 12.30, si terrà la masterclass “Consorzio Doc Friuli – Più Che Un Vino: Alla scoperta di un territorio ricco di storia e cultura attraverso il calice” con una selezione di etichette Doc Friuli in degustazione: Ribolla gialla spumante Brut metodo charmat e metodo classico, Friulano, Sauvignon e Refosco dal peduncolo rosso delle aziende Aganis, Bosco Albano, Cantina Produttori Cormòns, Piera 1899, Vigneti Pittaro e Zaglia Giorgio. Fra le relatrici saranno presenti la winewriter e sommelier Adua Villa e la giornalista de La Cucina Italiana, Condé Nast Traveller, Slowine e Civiltà del Bere Valentina Vercelli, per raccontare i vini che distinguono maggiormente il territorio, assieme al presidente del Consorzio, Stefano Trinco, che porterà la sua testimonianza diretta, svelando la storia e le tradizioni del Friuli Venezia Giulia attraverso l’assaggio di alcuni dei prodotti più caratteristici, dal vino simbolo, la Ribolla gialla – anche nella sua versione spumante -, per scoprire poi il Friulano, uno dei vitigni autoctoni più interessanti, nonché l’internazionale Sauvignon, che in Friuli si è ben adattato, e concludere con il re dei vini rossi friulani, il Refosco dal peduncolo rosso. La registrazione alla masterclass è obbligatoria. https://www.clappit.com/biglietti-best-wine-stars/biglietti/masterclass-bws-2024-it-82437.html

Stefano Trinco presidente Doc Friuli.


Anche Albino Armani Viticoltori dal 1607 sarà presente con il meglio della sua produzione tra i banchi d’assaggio delle 250 aziende protagoniste della tre giorni meneghina. A concorrere per Albino Armani saranno il Trento Doc metodo classico pas dosé Clé 2019, da Pinot nero e Chardonnay unite in una fiera interpretazione dell’eleganza – unica e distinguibile – figlia della montagna, e il Valpolicella Classico Superiore Doc Egle 2022, un vino che anche in questo caso sceglie l’altura della Valle di Marano da uve di Corvina, Corvinone e Rondinella allevate tra i 400 e i 600 m slm., al limite della viticoltura in questo areale, offrendo un sorso che esalta i particolari descrittori delle più alte fasce collinari. Domani, durante la cerimonia di premiazione nella Sala Piranesi di Palazzo del Ghiaccio, verranno svelati i vincitori 2024 di tutte le categorie in gara: Best Sparkling Wine, Best White Wine, Best Red Wine, Best Rosè Wine, Best Spirit, Best Herbal Liqueur, Best Logo e Best Label.
In degustazione per i visitatori, diverse referenze firmate Albino Armani. A rappresentare il Trentino – più precisamente il Monte Baldo, massiccio montuoso ancora veneto che apre le porte al Trentino e che da milioni di anni domina la Vallagarina – sarà proposto in degustazione, accanto al Clé 2019, anche il Trento Doc Brut. Dal Veneto invece, oltre al Valpolicella Classico Superiore Doc Egle 2022, sarà possibile assaggiare il Pinot grigio Colle Ara Valdadige Terradeiforti Doc 2023 e il Foja Tonda Valdadige Terradeiforti DOC 2019. Passando al Friuli Venezia Giulia, i riflettori saranno puntati sul recente progetto Terre di Plovia, la linea che celebra i vitigni autoctoni dell’Alta Grave nata nel 2022. Accanto al bianco Flum e al rosso Piligrin – le referenze con cui il progetto ha debuttato, a base Chardonnay e Sciaglin la prima, Merlot e Piculit Neri la seconda – sarà possibile scoprire anche Sciaglin e Ucelut, le due nuove etichette presentate all’ultima edizione di Vinitaly che prendono il nome delle uve indigene in purezza con cui sono prodotte. Da sempre appassionato di vitigni autoctoni – tanto da farsi carico di una vera e propria missione di ricerca e recupero delle varietà storicamente legate alla tradizione vinicola del Nordest -, Albino Armani ha deciso di mettere nuovamente a dimora i vitigni di questi due uvaggi nei vigneti di Valeriano, nel Comune di Pinzano al Tagliamento, una zona collinare con intense escursioni termiche e precipitazioni, dove il terreno è composto principalmente da limo, sabbia e argilla. Proprio qui lo Sciaglin e l’Ucelut esprimono il loro carattere più autentico e la loro unicità. www.albinoarmani.com

Albino Armani e la sua famiglia.