Al Cefap Codroipo due corsi gratuiti per professionisti dell’innovazione agricola e della gestione agroalimentare

Nel prossimo mese di marzo il Cefap, a Codroipo, avvierà due nuovi percorsi IFTS rivolti a giovani e adulti che desiderano specializzarsi nel settore agro-alimentare, con un’attenzione concreta alle esigenze delle imprese e ai temi dell’innovazione e della sostenibilità. I corsi sono “Tecnico smart farming” e “Tecnico amministrativo e gestionale per l’impresa agroalimentare”: due qualifiche professionali post diploma pensate per rispondere ai fabbisogni di un settore in evoluzione, dove tecnologia, organizzazione e competenze trasversali fanno la differenza. I percorsi sono realizzati in collaborazione con: Fondazione Agrifood & Bioeconomy Fvg, Università degli Studi di Udine – DI4A, Associazioni di Categoria del settore agricolo e il Collegio Periti Agrari e Periti Agrari Laureati Fvg.
La partecipazione è gratuita grazie al Fondo Sociale Europeo Plus della Regione Friuli Venezia Giulia. È prevista inoltre un’indennità di frequenza fino a 2.800 euro per le persone disoccupate. Le lezioni si svolgeranno presso la sede CeFAP di Codroipo (vicolo Resia 3) e sono rivolte a occupati o disoccupati, in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore o diploma di istruzione e formazione professionale. Entrambi i percorsi hanno una durata complessiva di 800 ore, suddivise in 400 ore di formazione tra aula e laboratorio e 400 ore di stage in azienda, per favorire un collegamento diretto tra teoria e pratica e accompagnare i partecipanti in un’esperienza formativa fortemente orientata al mondo del lavoro.
Il percorso di Tecnico smart farming forma una figura specializzata nell’utilizzo di strumenti digitali applicati ai diversi settori di produzione agricola, in grado di utilizzare sistemi di monitoraggio, sensoristica e software di analisi dei dati per supportare le decisioni aziendali, contribuendo a migliorare l’organizzazione del lavoro, l’efficienza nell’uso delle risorse e la sostenibilità delle attività produttive. Il percorso integra anche competenze in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, con la possibilità di conseguire l’abilitazione per operare in qualità di ASPP/RSPP.
Il percorso di Tecnico amministrativo e gestionale per l’impresa agroalimentare, invece, prepara una figura capace di supportare le imprese nella gestione amministrativa, contabile e organizzativa, con particolare attenzione alle specificità del comparto agricolo e alimentare. La formazione comprende elementi di contabilità, gestione documentale, adempimenti fiscali e utilizzo di strumenti digitali, oltre ad attività legate al controllo dei costi, all’analisi dei dati economici e al supporto ai processi decisionali.

Le iscrizioni sono ancora aperte e possono essere effettuate sul sito www.cefap.fvg.it
Per informazioni: Tel. 0432 821111; e-mail: a info@cefap.fvg.it

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In copertina, la sede del Cefap di Codroipo dove sono previsti nuovi corsi.

Mirabilia, agroalimentare e turismo Made in Fvg sono protagonisti anche oggi alla Borsa internazionale di Catanzaro: oltre 100 gli incontri con i buyer

Sono stati oltre cento gli incontri di business che hanno visto come protagoniste undici imprese e realtà del turismo e agroalimentare friulane presenti a Mirabilia 2025, la due giorni che si conclude oggi, martedì 14 ottobre, a Catanzaro Lido con la XIII Borsa Internazionale del Turismo Culturale e la IX edizione di Food&Drink. Una vetrina internazionale che mette in dialogo aziende italiane e buyer provenienti da numerosi Paesi di tutto il mondo, offrendo al Friuli Venezia Giulia l’occasione di presentarsi come territorio di cultura, gusto e accoglienza.


La partecipazione friulana, promossa dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine e guidata dal segretario generale Maria Lucia Pilutti, unisce imprese del turismo e del settore enogastronomico in una narrazione unica del saper fare friulano. Per il comparto Food&Drink partecipano l’Associazione dei Produttori di Refosco di Faedis, MaGiKa li ki dō, il Salumificio A. Lovison di Spilimbergo e la società agricola Pomis di Pravisdomini, realtà che interpretano l’identità agroalimentare con un linguaggio moderno e autentico. Nel turismo culturale il Friuli è rappresentato da Meeting Point di Udine, Clocc’s di Tarcento, il Consorzio Sappada Dolomiti Turismo, PromoTurismoFVG Promotion, l’Albergo Ristorante Riglarhaus di Sauris, Udine Chiavi in Mano e Pordenone Turismo, a testimoniare la varietà e la qualità dell’offerta regionale, dai siti Unesco ai borghi di montagna, dalle città d’arte alle esperienze personalizzate.
Mirabilia, che riunisce le Camere di Commercio dei territori italiani che ospitano siti Unesco – in Friuli Venezia Giulia sono Aquileia, Cividale, Palmanova, Dolomiti Friulane e Palù di Livenza -, conferma anche quest’anno la propria forza come piattaforma di promozione e scambio. Per le imprese friulane, la due giorni di Catanzaro non è solo occasione di visibilità e internazionalizzazione, ma un passo concreto nella strategia di promozione integrata del territorio, che unisce cultura, turismo e impresa sotto un unico marchio di eccellenza.

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In copertina e all’interno alcune immagini della Borsa internazionale di Catanzaro.

Scuole Aperte di Cefap Fvg invitano a Codroipo e Paluzza dove nasceranno i futuri professionisti dell’agricoltura

Il Cefap apre le porte delle sedi di Codroipo e Paluzza per le giornate di “Scuole Aperte” 2024/2025. Studenti e famiglie sono invitati a conoscere da vicino le proposte dei corsi di formazione dedicati all’agricoltura, all’agroalimentare e alla gestione ambientale montana, finanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Le giornate di “Scuole Aperte” sono una vera e propria immersione nel mondo Cefap. Si potranno scoprire percorsi formativi unici che combinano lezioni teoriche con esperienze pratiche sul campo. Oltre alle presentazioni dei programmi, i partecipanti avranno la possibilità di sperimentare attività coinvolgenti, assaggiando e toccando con mano le creazioni degli studenti.

La sede Cefap di Codroipo.

Sede Cefap di Codroipo

Sabato 30 novembre, dalle ore 15 alle 17.30: Festa del Ringraziamento. Un pomeriggio dedicato ai prodotti da forno e di gastronomia: pane, focacce, pizze e pasta prenderanno forma sotto le mani degli studenti, partendo dalle materie prime stagionali. Si potrà assistere alle preparazioni e gustare le delizie appena sfornate.
Sabato 14 dicembre, dalle ore 15 alle 17.30: Bianco Natale. Ci sarà un laboratorio dedicato alla lavorazione del latte e alla preparazione di formaggi freschi, burro, ricotta e altre bontà casearie. Anche durante questo pomeriggio si potranno assaporare i prodotti preparati dagli allievi.

Sede Cefap di Paluzza

Sabato 14 dicembre, dalle ore 15 alle 17.30: Laboratorio di lavorazione del legno. Un pomeriggio dedicato alla tradizione artigianale, con dimostrazioni di intaglio e creazione di oggetti in legno.
Sabato 11 gennaio, dalle ore 15 alle 17.30: Il viaggio del seme. Si potrà seguire il ciclo di vita delle piante dalla semina alla crescita: un percorso affascinante dedicato al mondo naturale e agricolo.

Le giornate di “Scuole Aperte” sono pensate per gli studenti che hanno terminato le secondarie di primo grado e stanno scegliendo il loro futuro. Il team di Cefap sarà a disposizione per rispondere a domande, fornire dettagli su iscrizioni e sbocchi professionali, e guidare i ragazzi (e i genitori) verso la scelta più adatta per ciascun percorso. CeFAP è pronto ad accompagnare nuovi talenti nella costruzione di un’agricoltura sostenibile, moderna e innovativa. Per maggiori dettagli e per prenotare la visita, è utile consultare il sito: https://www.cefap.fvg.it/it/33132/scuole-aperte.

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In copertina, uno studente impegnato nel laboratorio di industrie agrarie.

Saperi&Sapori Fvg, a Udine l’eccellenza dell’artigianato e dell’agroalimentare in occasione di Casa Moderna 2024

(g.l.) «Saperi&Sapori Fvg mette insieme importanti ed eterogenee realtà e istituzioni regionali, dimostrando per l’ennesima volta la straordinaria capacità del nostro territorio di fare sistema. Il Friuli Venezia Giulia è ricchissimo di piccoli imprenditori capaci di realizzare prodotti d’eccellenza spesso poco conosciuti. Con la data zero di questa iniziativa, organizzata nell’ambito di Casa Moderna, vogliamo dare la giusta visibilità a queste aziende dell’artigianato e dell’agroalimentare». Lo ha affermato ieri mattina, a Udine, l’assessore alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, nel corso della presentazione di “Saperi&Sapori Fvg”, l’evento dedicato all’eccellenza dell’artigianato “Made in Friuli Venezia Giulia” che si terrà durante la fiera della Casa Moderna, negli spazi di Udine Esposizioni a Torreano di Martignacco, dal 28 settembre al 6 ottobre. L’esposizione è organizzata dalla Regione Fvg con la collaborazione della Camera di commercio di Pordenone-Udine, di Confartigianato-Imprese Udine, Cna Fvg, Cata Artigianato, PromoTurismoFvg, Fondazione Agrifood & Bioeconomy e la stessa Udine Esposizioni.


«L’obiettivo di Saperi&Sapori è quello di valorizzare e promuovere alcune straordinarie tradizioni dell’artigianato del sistema casa e dell’agroalimentare del Friuli Venezia Giulia – ha ricordato Bini -. Si tratta di una manifestazione rivolta al vasto pubblico, che conta di attrarre soprattutto i più giovani. Il saper fare, il buono da assaporare e il bello da vedere sono i concetti chiave della manifestazione che – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – vuole valorizzare le materie prime di qualità e le lavorazioni curate e rispettose della sostenibilità ambientale per far emergere l’identità del nostro territorio e tutti quei prodotti autentici in grado di differenziarsi sul mercato».
«È importante che la Fiera udinese stia ben compiendo questo percorso di evoluzione da un’attività di tipo tradizionale a una “mutitasking”, facendo quel passo avanti ormai imprescindibile nell’ambito di un sistema fieristico la cui mission “classica” non basta più, nel mondo tecnologico, veloce e interconnesso in cui è immerso», ha detto il presidente dell’ente camerale, Giovanni Da Pozzo. Il quale, ringraziando la Regione e i partner per aver dato avvio insieme a questo nuovo evento, pronto ad andare dunque in scena in un’importante “edizione zero”, ha rimarcato la necessità di superare «il concetto del “fasìn di bessôi”, che pur ci ha ben rappresentati in passato, per andare verso una direzione di sistema, in cui solo cooperando tra attori istituzionali e privati si possono ottenere risultati concreti». Da Pozzo ha anche ricordato che la Cciaa Pn-Ud, oltre a essere parte integrante dell’organizzazione, sarà presente con uno stand istituzionale al padiglione 8. «Presenteremo in particolare le nostre iniziative di valorizzazione dell’economia attraverso i cinque Siti Unesco Fvg – ha detto -, protagonisti di un progetto nazionale e internazionale come Mirabilia, di cui facciamo parte da oltre 10 anni, ma anche di un nostro progetto originale come Opus Loci, che propone percorsi sostenibili, da percorrere a piedi o in bici, “toccando” sia le bellezze storico-artistiche dei nostri Patrimoni dell’Umanità sia le eccellenze produttive dei luoghi coinvolti. Un modo, dunque, di mettere insieme concretamente cultura, economia e turismo di qualità, che trova anche la sua declinazione “podcast” in più lingue, ascoltabile su Spotify. Niente di meglio, dunque, che la Fiera dell’Eccellenza per metterlo in luce».
All’interno di Saperi&Sapori saranno appunto promossi anche i cinque siti Unesco del Friuli Venezia Giulia – Aquileia, Cividale, Palmanova, Dolomiti Friulane e Palù di Livenza – e il progetto Opus Loci, che propone tracciati da percorrere a piedi o in bici per far conoscere sia il nostro patrimonio storico-artistiche sia le sue eccellenze enogastronomiche. Grazie alla collaborazione con PromoTurismoFvg e Fondazione Agrifood & Bioeconomy Fvg, al padiglione 8 saranno inoltre allestiti uno spazio riservato alla vendita del merchandising “Io Sono Friuli Venezia Giulia” e un’enoteca con proposta di prodotti tipici regionali che rimarrà aperta durante gli orari della fiera (nei giorni feriali dalle 14.30 alle 20 e in quelli festivi dalle 10 alle 20).

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In copertina, l’assessore regionale Bini davanti al logo della rassegna; all’interno, gli intervenuti alla sua presentazione.

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Con l’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine.

 

Udine in festa per Friuli Doc vetrina dell’enogastronomia. Giannola Nonino: tutti orgogliosi di questa nostra terra

(g.l.) «La forza di una grande manifestazione come Friuli Doc è la continuità, elemento fondamentale per rendere l’evento un punto di riferimento negli anni e continuare a ingrandirlo. Friuli Doc rappresenta un veicolo di promozione importantissimo della nostra regione verso tutti coloro che vengono anche da altri territori a scoprire le nostre eccellenze. È importante che tutti gli attori remino nella stessa direzione per far conoscere il Friuli Venezia Giulia nel mondo: se tanti piccoli prodotti portano dietro a sé un territorio riconosciuto, aumentano il valore verso il consumatore». Lo ha affermato ieri sera, a Udine – come informa Arc -, il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, sul palco di Friuli Doc, in occasione dell’inaugurazione della rassegna enogastronomica in programma fino a domenica 10 settembre.
La 29ma edizione si è aperta in piazza Libertà con il taglio del nastro a cui hanno preso parte, assieme alle autorità, la madrina della manifestazione Giannola Nonino, imprenditrice e artefice del successo internazionale della grappa omonima e del famoso Premio Nonino, e il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin. Presente in rappresentanza della Giunta regionale anche l’assessore alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, il quale ha ringraziato il Comune di Udine, le associazioni di categoria, le Pro loco e tutti i volontari che si sono prodigati nell’organizzazione. «La Regione – ha proseguito l’esponente dell’Esecutivo – sarà parte attiva di Friuli Doc con lo stand di 700 mq di “Io Sono Friuli Venezia Giulia” allestito in piazza Primo Maggio, in cui accanto alla promozione del territorio, attraverso video e materiale informativo, saranno proposte le bevande Made in Friuli Venezia Giulia. Una presenza fortemente voluta dall’Amministrazione regionale per promuovere le ricchezze della regione, enogastronomia in primis».
Nell’area di Giardin Grande trovano spazio un banco riservato alla mescita dei vini locali e uno dedicato ai cocktail, ai liquori e alle birre, con un grande schermo e un palco centrale dedicati alla musica dei diversi dj-set che si alterneranno anche nell’arco degli altri tre giorni. Il marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia” sarà presente anche in piazza Matteotti (San Giacomo), con i prodotti gastronomici e artigianali del territorio in vendita nel “mercato delle eccellenze”.
«Dedico questa mia presenza a Friuli Doc a mio papà, che mi ha insegnato ad amare la mia terra e i suoi prodotti e ad esserne sempre orgogliosa», ha esordito Giannola Nonino. Sul palco – si legge in una nota Ansa Fvg -, assieme alla “signora della grappa”, anche il sindaco Alberto Felice De Toni con il vice Alessandro Venanzi. Il primo cittadino ha sottolineato che la manifestazione, organizzata dal Comune di Udine, «è l’espressione di una tradizione fatta di innovazioni andate a buon fine e unisce alcuni degli asset più importanti per la regione e per il Paese, enogastronomia, cultura, e turismo di qualità». «L’edizione 2023 è nel segno della continuità per la quale ringrazio l’amministrazione comunale di Udine», ha evidenziato Fedriga.
«Noi friulani siamo bravissimi e abbiamo una terra e prodotti straordinari – ha detto ancora Giannola Nonino, parlando alla folta platea con diverse autorità civili e militari e rappresentanti delle categorie economiche -, dobbiamo solo imparare a farci conoscere di più nel mondo». Il presidente Bordin, a margine, ha evidenziato che «quello di Friuli Doc è un viaggio che inizia dalla città di Udine fino a raccontare, attraverso un piatto, un calice di vino o un pezzo di artigianato, le tante anime che compongono il Fvg». Dopo la cerimonia inaugurale, accompagnata dalle note della Fanfara della Brigata Alpina Julia, il governatore Fedriga, che indossava una maglietta con il claim “Io sono Fvg”, ha visitato con le autorità cittadine e regionali lo stand di Promoturismo Fvg in piazza Primo Maggio, incentrato sullo stesso claim, dove ha partecipato a un brindisi augurale.
Complessivamente, Friuli Doc 2023 coinvolge 37 associazioni e Pro Loco, e si sviluppa in 11 piazze cittadine con un totale di 110 stand e comprende circa 70 eventi tra spettacoli e appuntamenti per tutti. Sarà possibile assaporare complessivamente oltre 150 specialità della tradizione regionale – dagli gnocchi di Godia ai cjarsons carnici, dal cervo del Tarvisiano al prosciutto di San Daniele, dal frico di Carpacco al pesce di Trieste – senza dimenticare i menu ad hoc proposti dalle 16 osterie e dai 6 ristoranti del circuito Friuli Doc.

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In copertina, la madrina Giannola Nonino con il governatore Fedriga e l’assessore regionale Bini alla cerimonia inaugurale.

Dalla Regione Fvg oltre 80 milioni per agroalimentare, ittico e montagna

«Le risorse complessive stanziate nel bilancio regionale per il 2023 a favore del settore agroalimentare, ittico, delle foreste e della montagna ammontano a oltre 81 milioni di euro. Particolare rilievo in questa manovra assumono gli ulteriori 50 milioni per gli interventi nell’ambito del Piano strategico nazionale della Pac 2023-2027 (Psn Pac) e i 20 per la programmazione in chiusura. Destineremo, inoltre, 7 milioni in tre anni ai Consorzi di bonifica e 4 milioni al settore zootecnico per compensare i maggiori costi derivanti dal conflitto russo-ucraino». Questo il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, in merito alle poste riservate dalla legge finanziaria alla Direzione di sua competenza.
La Stabilità di fine anno sosterrà anche le attività per le imprese agricole e agroalimentari, con il trasferimento di 14,5 milioni di euro al Fondo di rotazione in agricoltura, lo stanziamento di 9,5 milioni per opere di irrigazione e relative manutenzioni realizzate dai Consorzi di bonifica, 4,3 milioni di trasferimenti all’Ersa e per la promozione dell’agroalimentare, oltre 1 milione per aiuti per servizi consulenza aziende zootecniche, 1 milione per contributi destinati alla realizzazione di impianti arborei e 1 milione per il Fondo emergenze in agricoltura.
“Altri fondi – ha spiegato Zannier – saranno destinati alla valorizzazione e la salvaguardia del territorio: 10 milioni per la realizzazione delle sistemazioni idraulico forestali, 5 milioni per le aree naturali regionali, riserve parchi e biotopi, 2,3 milioni per la viabilità forestale e 1 milione per azioni di antincendio boschivo. Previsti inoltre 3 milioni per gli investimenti dei Comuni montani e per contributi ai piccoli esercizi commerciali per il disagio localizzativo, 1,5 milioni per la riqualificazione del patrimonio malghivo e 2,2 milioni per gli indennizzi e la prevenzione dei danni provocati dalla fauna selvatica”.
Per quanto riguarda, infine, la riduzione del consumo idrico a fini agricoli, saranno riconosciuti contributi pari a 7 milioni complessivi sul triennio a beneficio delle imprese agricole per impianti di micro-irrigazione e fertirrigazione. Finanziamenti anche per progetti di ripristino danni alle foreste da calamità naturali (4,6 milioni), per compensare l’aumento dei costi di produzione del latte (4 milioni) e per la partecipazione al Vinitaly delle aziende agricole (250 mila euro). L’assessore ha concluso la sua relazione ringraziando l’Aula e le strutture regionali della Direzione Risorse agroalimentari, forestali e ittiche per il lavoro svolto nel corso della legislatura che sta per concludersi.

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In copertina, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.

Confagricoltura Fvg, siccità molto grave. Zannier: altri 10 milioni per le reti irrigue

«Di carenza idrica e siccità sento parlare da almeno tre anni, cioè da quando sono stato eletto presidente regionale di Confagricoltura, ma con questa gravità, e già da metà giugno, non era mai successo prima. È evidente che la situazione non è stata affrontata adeguatamente nel recente passato e, oggi, il sistema agricolo e agroalimentare ne paga le conseguenze»: sono alcune delle parole di fine mandato con le quali Philip Thurn Valsassina ha esordito in apertura dell’assemblea dei delegati di Confagricoltura Fvg, tenutasi a Latisana.
«Non posso non segnalare – ha proseguito il presidente – le grosse problematicità che provengono dal settore zootecnico, con molte aziende a rischio chiusura e dalle conseguenze della guerra in Ucraina che possono compromettere le opportunità straordinarie offerte dal Pnrr. D’altro canto, evidenziamo che la vitivinicoltura sta attraversando un momento assai vivace con le iniziative di crescita, sostegno e tutela messe in campo dai Consorzi del Prosecco Doc, del Pinot grigio Doc “Delle Venezie” e l’avvio dell’attività del Consorzio della Doc Friuli Venezia Giulia. Per creare nuove opportunità al nostro comparto – ha sottolineato ancora Thurn Valsassina – abbiamo partecipato alla creazione del Consorzio per la coltivazione della canapa e alla nascita della Fondazione “Agrifood e Bioeconomy”, assieme ad altri 33 enti e associazioni regionali, oltre al mondo bancario con particolare riferimento al sistema del Credito cooperativo».
«Le nuove regole europee non consentono alle Regioni di intervenire sulla Pac e ciò causerà effetti distorsivi notevoli sulle aziende agricole – ha aggiunto nelle sue riflessioni l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier -. Anche sul Pnrr le Regioni non hanno voce, compresi i progetti proposti sul tema della carenza idrica e della corretta gestione delle risorse. Ciò nonostante – ha annunciato l’esponente della Giunta Fedriga – il Friuli Venezia Giulia metterà a disposizione ulteriori 10 milioni di euro, oltre ai 25 già stanziati in passato, per l’ammodernamento delle reti irrigue e per la razionalizzazione della raccolta d’acqua».
In occasione dell’assemblea, ci sono stati alcuni momenti di approfondimento sulla riforma della Pac 2023-27 proposti da Vincenzo Lenucci, direttore Area Politiche europee e internazionali, competitività e Centro studi di Confagricoltura e sul ruolo delle aziende agricole nella transizione energetica, illustrato da Donato Rotundo, direttore Area Sviluppo sostenibile ed innovazione di Confagricoltura nazionale.

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In copertina, Thurn Valsassina con l’assessore Zannier; qui sopra, i delegati di Confagricoltura Fvg a Latisana.

Volano mais e soia, crolla il frumento. Crescono i vigneti e meleti, stalle ko

(g.l.) Com’è andata l’annata agricola 2021 in Friuli Venezia Giulia? Confagricoltura cerca di fare il punto e rileva che i valori della produzione sono ancora in calo, anche se nel contempo migliora la bilancia commerciale regionale. E le colture? Mais e soia sono le più coltivate, mentre crolla il frumento. Crescono vigneti e meleti. Si affacciano nuove, seppur marginali colture: nocciolo, olivo e noce. Zootecnia sempre in crisi, visto che continuano a chiudere le stalle, mentre suini, pesci e api hanno un andamento positivo. Ma andiamo con ordine, analizzando i primi dati dell’annata agricola appena trascorsa, elaborati dal Centro studi di Confagricoltura Fvg.

Philip Thurn Valsassina

Costi alle stelle – Il 2021 agroalimentare del Friuli Venezia Giulia porta via con sé una diminuzione del valore dei prodotti pari a un -2,7 per cento sul 2020, ma di un -13 per cento sul 2018. Migliora la bilancia commerciale con un export che cresce del 6,5 per cento per i prodotti dell’agricoltura e della pesca (a fronte di una crescita delle importazioni dello 0,29 per cento) e dell’11,85 per cento per i prodotti alimentari e le bevande a fronte di un’importazione che cresce del 4,67 per cento. Complessivamente, il valore delle esportazioni supera il miliardo di euro. «La tendenziale continua crescita dei costi di produzione, sta effettivamente mettendo in crisi le nostre aziende – sottolinea il presidente di Confagricoltura Fvg, Philip Thurn Valsassina -. In questo modo, tra l’altro, l’attività agricola rimane poco appetibile per i giovani facendo venire meno, nel comparto, l’apporto di nuove idee e il necessario ricambio generazionale. Oltre all’intervento strutturale sui costi dell’energia, è di assoluta necessità l’accorciamento delle filiere per far rimanere più valore aggiunto nelle tasche degli imprenditori agricoli. Inoltre, auspico che l’assessorato regionale alle Risorse agroalimentari mantenga alta la tensione e l’attenzione sulle proposte e le determinazioni della nuova “Pac 2027” affinché contenga benefici concreti e duratori per le imprese agricole».

Seminativi – Tra i seminativi, ritorna a crescere il mais che è la prima coltivazione del Friuli Venezia Giulia, con 44.633 ettari e oltre 4milioni e 400 mila quintali di prodotto. Dal punto di vista della superficie, è tallonato dalla soia, con i suoi 38.752 ettari investi e 814 mila quintali. Ambedue le coltivazioni sono in crescita sul 2020. Non si può non segnalare il crollo del frumento che scende dagli 8.780 ettari investiti ai soli 300. Praticamente stazionario l’orzo, nonostante il forte interesse delle industrie della birra verso questo cereale (in tema, vengono censiti anche 4 ettari dedicati alla coltivazione del luppolo). L’ortaggio più coltivato è la patata, con i suoi 229 ettari (in calo sul 2020), seguito dall’asparago con 185 ettari (stazionario).

Colture arboree – Il melo è il fruttifero più coltivato, con i suoi 1.318 ettari investiti (in crescita) per una produzione di oltre 641 mila quintali. Stazionario l’investimento in kiwi, secondo frutto più coltivato, con i suoi 520 ettari. Allo stesso tempo, si segnala la crescita e la diffusione di “nuove” coltivazioni: il nocciolo, innanzitutto, che passa da 286 a 384 ettari; l’olivo, da 259 a 280 ettari; il noce, da 65 a 121 ettari. Confermato il trend in crescita per i vigneti che continuano a segnalare l’avvio di nuovi impianti. Infatti, la superficie investita passa dai 26.984 ettari del 2020, ai 28.687 del 2021.

Bovine sul Montasio.

Bovini in crisi – Nel comparto zootecnico, prosegue l’andamento negativo ultradecennale dell’allevamento bovino. Attualmente, nelle nostre 2.191 stalle trovano spazio 73.686 bovini. Gli allevatori dell’anno precedente erano 2.202 e si prendevano cura di 74.393 capi. Dal punto di vista dei numeri, vanno meglio la suinicoltura, l’acquacoltura e l’apicoltura. Sono una decina in più, infatti, gli allevatori di maiali del 2021 che fanno crescere 267.135 capi. Il trend segna una curva tendenzialmente positiva dal 2018. Gli allevamenti di crostacei, molluschi e pesci, attivi nella regione, sono 226; erano 144 nel 2012. Dal 2016, l’apicoltura del Friuli Venezia Giulia pare aver trovato un nuovo slancio. Il numero di apicoltori è passato dai 1.192 di cinque anni fa (professionisti o meno) agli attuali 1.878; le arnie sono quasi raddoppiate, passando dalle 2.456 di allora alle attuali 4.325.

Soia seconda coltura.

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In copertina, in Fvg il settore vitivinicolo continua a crescere.

Oltre 112 milioni per l’agroalimentare. Torre-Natisone e Prepotto candidati Snai

«Per il comparto dell’agroalimentare del Friuli Venezia Giulia la Regione nel 2021 ha impegnato oltre 112 milioni di euro, a cui vanno sommati i 9 milioni di euro per la montagna e i quasi 8 milioni per la caccia e pesca. Un impegno che dimostra l’attenzione per dei settori strategici dello sviluppo economico della regione«». Lo ha detto a Trieste, come informa Arc, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, nel corso della conferenza stampa di fine anno.
Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, sul fronte della crisi dovuta alla pandemia «non abbiamo mai mancato di dare il nostro sostegno alle imprese del comparto attraverso 50 milioni di euro per la liquidità delle aziende e altri 25 per gli investimenti a favore della ripresa». Ottimi risultati, ha sottolineato poi l’assessore, anche per quel che riguarda il marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”: le aziende che hanno aderito sono arrivate a 190, a 300 i prodotti e a 240 i punti vendita. «In relazione al settore vitivinicolo – ha quindi detto Zannier -, grazie ad un anticipo delle risorse che ha consentito alle imprese di stipulare le fideiussioni necessarie per rendere cantierabili gli interventi, dal 2013 sono stati recuperati 13 milioni di finanziamenti inutilizzati assegnati alle altre regioni».
Infine, in chiave prospettica che guarda al 2022, tra le priorità della Regione Fvg c’è la candidatura dei Comuni delle Valli del Torre e Natisone, oltre che del Comune di Prepotto (attualmente esclusi dai fondi statali), nella Strategia nazionale per le aree interne. La Snai rappresenta una politica nazionale innovativa di sviluppo e coesione territoriale che mira a contrastare la marginalizzazione ed i fenomeni di declino demografico propri di territori caratterizzati da importanti svantaggi di natura geografica o demografica. Su tali luoghi la Strategia nazionale punta ad intervenire, investendo sulla promozione e sulla tutela della ricchezza del territorio e delle comunità locali, valorizzandone le risorse naturali e culturali, e creando nuovi circuiti occupazionali e nuove opportunità. In definitiva, contrastandone l’“emorragia demografica”.

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In copertina, l’assessore regionale Stefano Zannier durante la conferenza stampa di fine anno.

Politiche agricole a Patuanelli, ingegnere triestino alfiere del Made in Italy

di Giuseppe Longo

E’ un ingegnere triestino di 47 anni il nuovo titolare dell’Agricoltura nel Governo Draghi che ha giurato appena ieri dinanzi al Capo dello Stato: dopo aver guidato lo Sviluppo economico, il senatore pentastellato espresso dal Friuli Venezia Giulia succede infatti alla pugliese Teresa Bellanova che era a capo del dicastero di via XX Settembre nel Conte bis. “I migliori auguri di buon lavoro al neoministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli che ha già dimostrato capacità ed impegno nella battaglia a difesa del vero Made in Italy agroalimentare», afferma il presidente della Coldiretti nazionale Ettore Prandini nel ringraziare la stessa Bellanova «per l’importante lavoro fatto insieme».
«Siamo fiduciosi che l’intero nuovo Esecutivo guidato dal premier Mario Draghi – sottolinea Prandini in una nota su Il Punto Coldiretti – saprà valorizzare l’agroalimentare nazionale che è diventato nell’emergenza Covid la prima ricchezza del Paese con un valore che supera i 538 miliardi e garantisce dai campi agli scaffali 3,6 milioni di posti di lavoro, ma è anche leader in Europa grazie ad una agricoltura da primato per qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale. Digitalizzazione delle campagne, foreste urbane per mitigare l’inquinamento e smog in città, invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua, chimica verde e bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici ed interventi specifici nei settori deficitari ed in difficoltà dai cereali all’allevamento fino all’olio di oliva sono alcuni dei progetti strategici cantierabili elaborati dalla Coldiretti per il Recovery Plan» conclude Prandini nel sottolineare che «occorre ripartire investendo sui punti di forza del Paese e l’agroalimentare è stato l’unico settore cresciuto all’estero nel 2020 facendo registrare il record storico per il Made in Italy sulle tavole di tutto il mondo, nonostante le difficoltà della pandemia Covid».
«All’estero – ha sottolineato Prandini – c’è fame d’Italia con i consumatori stranieri che non hanno mai fatto mancare la presenza dei prodotti più tradizionali dell’agroalimentare nazionale con un valore dell’export stimato pari a più di 45 miliardi nel 2020. L’allarme globale provocato dal Coronavirus con i prezzi dei prodotti alimentari di base che secondo la Fao hanno raggiunto a livello mondiale il massimo da quasi sette anni ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza, ma anche le fragilità presenti in Italia sulle quali – ha concluso il presidente della Coldiretti nazionale – occorre intervenire per difendere la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali e creare un milione di posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni con una decisa svolta dell’agricoltura verso la rivoluzione verde».

Ettore Prandini

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In copertina, il nuovo ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli.