Un pacchetto di norme che semplifica alcune disposizioni legislative regionali e che vanno a tutela di vari settori, dalla gestione dei parchi e della fauna, all’installazione di impianti fotovoltaici su aziende agricole, alla definizione dei percorsi formativi per gli ufficiali del Corpo forestale. È la cornice entro cui l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche del Friuli Venezia Giulia ha inserito le motivazioni che accomunano le norme contenute nel Capo terzo del disegno di legge 18 “omnibus” che è stato discusso e approvato a maggioranza dall’Aula a Trieste.
Nel dettaglio, l’articolo 41, in materia di impianti fotovoltaici sulle coperture delle aziende agricole, prevede che siano ammessi al contributo regionale anche i costi di rimozione delle coperture su cui non vengono posizionati i pannelli, purché la metà di questi sia comunque collocata su superfici di amianto o fibrocemento. In taluni casi, non tutto il tetto in amianto o fibrocemento può essere idoneo a ospitare i pannelli perché le falde con una cattiva esposizione determinano una resa poco vantaggiosa in termini di produzione elettrica. A fini di tutela ambientale, si consente di vedere riconosciute le spese di sostituzione dell’intera copertura in amianto o fibrocemento anche quando la metà dei pannelli viene realizzata su un tetto diverso, con un’esposizione migliore.
Un ulteriore provvedimento prevede che, per ottenere la qualifica di ufficiale di polizia giudiziaria per il personale della guardia del Corpo forestale regionale in possesso di un’anzianità di servizio pari ad almeno 20 anni, sia necessario, oltre alla richiesta dell’interessato, anche il superamento di un corso di formazione. Secondo l’assessore si creano così le condizioni per garantire la formazione degli ufficiali del Corpo forestale rispetto alle nuove incombenze ed esigenze normative. Viene poi autorizzato il trasferimento di ulteriori risorse per la gestione dei parchi e delle riserve regionali in caso di esigenze di spesa imprevedibili, urgenti e successive rispetto alla data del 30 settembre, termine per la presentazione di un programma di spese, e discendenti da disposizioni cogenti. Con l’articolo 44, si procede, in un’ottica di semplificazione, ad uniformare la disciplina regionale di approvazione delle misure di conservazione specifiche delle Zone di protezione speciale (Zps) a quella propria delle Zone speciali di conservazione (Zsc).
Con altri interventi si adeguano le disposizioni normative regionali al nuovo regime “de minimis” e si aggiornano le norme in materia di disciplina sanzionatoria in viticoltura, al fine di aggiornarla alla normativa nazionale ed europea. L’articolo 53 interviene per modificare le sanzioni previste dalla legge sulla gestione delle risorse ittiche nelle acque interne e, in particolare, su quelle relative al mancato rispetto delle modalità di recupero della fauna ittica in caso di asciutte artificiali e lavori in alveo, al fine di incrementare la tutela della fauna stessa.
Confagricoltura Fvg, da oggi ville aperte tra degustazioni, musica, storia e cultura
In occasione della seconda edizione del Festival delle Dimore Storiche che avrà luogo anche in Friuli Venezia Giulia, da oggi al 28 aprile, alcune delle aziende di Confagricoltura Fvg hanno organizzato una serie di eventi per coinvolgere appassionati a curiosi nella conoscenza di questo importante patrimonio culturale: presenza significativa e preziosa per il nostro territorio.
Nella cinquecentesca Villa Attems, ad esempio, saranno organizzate delle visite guidate (in compagnia dei diretti discendenti della famiglia) al parco storico (uno dei più belli d’Italia), alla barchessa e alle scuderie, completamente restaurate, nei giorni di oggi (dalle 14 alle 17, con partenze ogni ora) e di domenica, dalle ore 10 alle 12 e dalle 14 alle 17, con partenze ogni ora da Via Giulio Cesare 36, a Lucinico.
A Villa Foffani di Clauiano (uno dei Borghi più belli d’Italia), oggi alle ore 18, ci sarà una degustazione di alcuni vini aziendali, guidata dalla sommelier Patrizia Pittia. Sabato, alle ore 10 e 11; 16 e 17, si potrà visitare la dimora, per finire, alle 18 con il concerto “Neuro dialoghi” che vedrà esibirsi il violinista Luca Bagagli con Guglielmo Foffani al pianoforte.
Nel giardino di Villa Lovaria, a Pavia di Udine, ci sarà invece un’esposizione di auto storiche unitamente ad alcune degustazioni e incontri con l’enologo aziendale.
A Villa Ritter de Zahony, ad Aquileia, si potrà conoscere la storia della tenuta e del monastero che ne fa parte. Le visite sono previste per domenica, dalle 10 alle 18, con la possibilità di degustare, nella barricaia, tre dei vini aziendali.
Il concomitante Festival della Musica da Camera, con i suoi concerti, farà tappa sabato, alle ore 20.30, all’Orangerie di Villa Lovaria, a Pavia di Udine (“Ritmi gitani”), e domenic, alle ore 18, a Palazzo d’Attimis Maniago, a Maniago (“Tra ruscelli e natura”). Varie proposte anche a Villa Vitas, a Strassoldo di Cervignano, a Villa del Torre, a Romans d’Isonzo.
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In copertina, villa Ritter in una immagine di Fabrice Gallina.
Casarsa oggi dà il via alla Sagra del vino: inaugurazione ufficiale con premiazione dei migliori spumanti di “Filari di Bolle”
Su il sipario sulla 76ma Sagra del vino di Casarsa della Delizia. Questo avverrà con la cerimonia inaugurale che comincerà alle 17, a Palazzo Burovich de Zmajevich. Nell’occasione, ci sarà anche la premiazione di Filari di Bolle, la 10ma selezione spumanti del Friuli Venezia Giulia.
Alle 19, poi, l’apertura del luna park e dei chioschi enogastronomici (Amateca Amatori isola centrale via XXIV maggio, Polisportiva Basket via XXIV maggio; Vecchie Glorie via Valvasone; D-Segno Centro ricreativo parrocchiale; SAS Casarsa Centro ricreativo parrocchiale; Libertas Casarsa via XXIV maggio, La Rossa Pezzata piazza Cavour). Sempre alle 19, allo Zen Café di via Risorgimento, l’Estate addosso con dj Fabione e GG vox, mentre alle 21.30 Stasera si suona al Bar agli Amici di Piazza Italia con musica dal vivo con St. John Upon the Fired House, birra Ceca Starobrno Czech.

DOMANI – Il 25 aprile la 76ma Sagra del Vino inizierà alle 9.30 con Biathlon Agility Dog, una gara da non perdere all’ex polveriera. Un grande evento dal richiamo nazionale a cura dell’Associazione Cinofila Casarsa, che vedrà in gara tanti appassionati di questa disciplina sportiva assieme ai propri cani. Memorial per Sergio Battiston. Gara valevole per la selezione WAO. Giudice Mario Lovo. Per info: Barbara 338.8203904 – mail: cinofilaacrv@gmail.com
Poi alle 10 con il mercatino Arti, Sapori, Antichi Mestieri e Creatività in via G. Pasolini, via Risorgimento, via Valvasone e via Menotti. Sempre alle 10 in via Pasolini, Spazio per bambini 4M3 Aps, decorazioni di dormire in gesso che verranno regalate ai bambini. Partecipazione gratuita. E sempre alle 10, l’evento di apertura della mostra Persone e personaggi di Casarsa 2024 nel Negozio ex Ellero di Piazza Italia, 29. A seguire alle 10.30 al Campo Vecchio di via del Fante, 2, il Memorial Santino Chinotto Incontro di calcio tra la squadra delle Vecchie Glorie Casarsa e la rappresentativa Over 50 delle Società: Sas Casarsa, Codroipo, Doria Castions, Rauscedo, Sesto al Reghena, Valvasone e Zoppola. Alle 11, apertura del luna park e dei chioschi enogastronomici.

Alle 11 in Amateca, Training: il Refosco, degustazione guidata a cura di Onav /Selezione di Pordenone. Posti limitati, prenotazione solo via WhatsApp al 338.7874972. Quota di partecipazione euroo 15. Alle 11, evento di apertura della mostra 100 anni di Sas Casarsa al Centro ricreativo della Parrocchia di Santa Croce e Beata Vergine del Rosario. Nel pomeriggio, un fitto programma di spettacoli di strada: alle 15.30 e alle 17.30 Allok! In piazza Cavour. Alle 16 e alle 18, Mininè, animazione itinerante per le vie del centro su trampoli che renderà Casarsa il Paese delle Meraviglie. Alle 16.30 e alle 18.30 in piazza Cavour Maromas, spettacolo di strada in base alle acrobazie del circo. Alle 17, a Palazzo Burovich de Zmajevich, Pier Paolo Sabbatini presenta Le distillerie storiche tra Livenza e Tagliamento. Alle 18, allo Zeb Café Aperol Party e sempre alle 18 al bar Agli Amici, Tais e Crostins – L’aperitivo e crostini in fantasia, cantina Bortolin Angelo Valdobbiadene.

VENERDÌ – Il 26 aprile la 76ma Sagra del vino inizierà alle 18 con l’apertura del luna park e dei chioschi enogastronomici. Alle 18 allo Zeb Café, Feo Pizze con dj Teso e GG vox. Alle 20.30, a Palazzo Burovich, Tre quarti di vino, una lettura scenica con accompagnamento musicale rigorosamente in 3/4. Lo spettacolo narra un racconto noir, ambientato in un’osteria, che parla di amicizia, denaro, tradimento, rapimento… e riscoperta dell’amicizia. Diverse tipologie di vino faranno da sfondo alla narrazione arricchendola con le loro fragranze e con il loro carattere. Alle 22, Veni Vidi Brindi al Bar Agli amici in piazza Italia.

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In copertina e all’interno immagini della seduta della commissione per la selezione regionale “Filari di Bolle” con gli spumanti vincitori e il saluto del presidente della Pro Casarsa Antonio Tesolin.
Ramuscello, riportate alla luce le 555 bottiglie di Refosco interrate un anno fa rinnovando il progetto “Vinum Terrae”
Ieri, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito ha rinnovato il progetto Vinum Terrae, un modo innovativo di affinare il vino in bottiglia, inaugurato lo scorso anno. In quella occasione, 555 bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso (Doc Friuli Venezia Giulia, annata 2022), erano state interrate in prossimità del vigneto da cui l’uva era stata precedentemente vendemmiata, segnando così l’inizio di un metodo di invecchiamento unico nel suo genere.

«Estratte dal terreno del suo vigneto originale le bottiglie dello scorso anno – spiega il presidente della Cantina, Gianluca Trevisan –, ne abbiamo interrate altrettante di Refosco dal peduncolo rosso (Doc Friuli Venezia Giulia, annata 2023) per dare prosecuzione al progetto. Ovviamente, per noi questa non è una questione commerciale, ma molto importante e simbolica che partecipa alla definizione di sostenibilità della Cantina, caratterizzata da molti fattori: risparmio d’acqua, energia solare, certificazioni di qualità e sostenibilità, gestione integrata dei vigneti, utilizzo di tecniche da viticoltura 4.0. Lavoro e attenzioni costanti, in cantina e in vigneto, che coinvolgono tutti i nostri 158 soci».
Gianluca Trevisan

Rodolfo Rizzi

Il vigneto prescelto – come spiega il direttore Rodolfo Rizzi – si trova nelle fertili campagne di Sesto al Reghena, sulla destra del fiume Tagliamento, una zona ricca di storia e cultura vitivinicola e, un tempo, attraversata dalla Via Annia, fondamentale arteria dell’Impero Romano, che collegava Aquileia ai Paesi del Nord. Una terra dove le tradizioni agricole si sono evolute nel tempo mantenendo sempre un legame profondo con il passato. Non dimentichiamo Gherardo Freschi, un valente agronomo friulano che morì proprio a Ramuscello di Sesto al Reghena, nel 1893. Il suo lavoro ha avuto un impatto duraturo nella viticoltura e nell’agronomia regionale, contribuendo a vitalizzare il comparto rurale del suo tempo. Oggi, l’eredità di Freschi continua a influenzare le pratiche agricole, evidenziando l’importanza di adattamento e innovazione. Ecco quindi che, la scelta della Cantina del metodo di invecchiamento sotterraneo, riflette non solo l’innovazione, ma anche il rispetto per quelle tradizioni.
Le bottiglie, riposte al buio, isolate dai rumori e con temperatura costante, grazie alle acque di risorgiva del Tagliamento, beneficiano di condizioni ideali per un affinamento naturale che esaltano le qualità organolettiche del vino. Ora, dopo un anno di questo particolare invecchiamento, le bottiglie estratte verranno abbellite da un design esclusivo, merito della collaborazione con l’Istituto artistico “Galvani” di Cordenons e, prima di essere messe in vendita, saranno degustate da un gruppo ristretto di professionisti per un’esperienza unica e inimitabile. Per completare il progetto, la Cantina di Ramuscello ha intrapreso un impegno sociale, garantendo che una parte del ricavato della vendita delle bottiglie di Vinum Terrae sarà devoluto alla Comunità di Sant’Egidio per supportare i costi dei Corridoi Umanitari.

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In copertina e qui sopra l’estrazione delle bottiglie dal terreno del vigneto; all’interno, alcune di esse riportate alla luce.
Udine, alla scoperta delle erbe officinali e del loro utilizzo: domani un nuovo e interessante incontro del Caffè Letterario
(g.l.) “Erbe officinali e loro utilizzo”: ecco il tema molto interessante, e pure suggestivo, del nuovo incontro organizzato dal Caffè Letterario Udinese nell’ambito della ricca programmazione 2024. L’appuntamento è fissato per domani, 24 aprile, alle 18.15, nella consueta sede della Caffetteria Da Romi, al Vecchio Tram di piazza Garibaldi, nel centro di Udine. Relatrice sarà la dottoressa Francesca Degano, specialista in tecniche erboristiche, mentre la conduzione dell’intervista all’esperta e del dibattito sarà a cura di Maria Sabina Marzotta, presidente dell’attivo sodalizio culturale.


Quello di domani è il quarto incontro del ciclo di approfondimenti che quest’anno è contrassegnato dal titolo “Acque e territori in Friuli”. Interverranno anche Laura Zanelli, presidente dell’Associazione “Giulietta e Romeo in Friuli”, e la giornalista Adriana Ronco Villotta. «Con loro – anticipa la presidente Marzotta – introdurremo il tema “Agane. Fate d’acqua” della scrittrice Barbara Bacchetti. Realizzeremo così un aggancio culturale tra acque, piante officinali, streghe, magie e tradizioni popolari». Tra gli altri, il programma beneficia del patrocinio e della collaborazione del Comune di Udine, dell’ente Friuli nel mondo, della Casa editrice L’orto della cultura e del Club per l’Unesco di Udine.
Ma cosa sono le erbe officinali? Per dirla con poche parole, si tratta di specie vegetali che fanno parte di un mondo affascinante e che da sempre hanno richiamato l’attenzione dell’uomo, il quale ben presto ha imparato anche a trasformarle attraverso speciali procedimenti e lavorazioni – come essiccazione, macerazione, estrazione di essenze – al fine di utilizzarle poi in svariati usi, sia alimentari che a beneficio della propria salute, in quanto le piante racchiudono delle virtù che spesso risultano altamente benefiche, evitandoci il ricorso ai medicamenti industriali. Infatti, quando non si tratta di semplici piante da orto e giardino che noi usiamo quotidianamente anche in cucina – come salvia e rosmarino -, le erbe officinali si prestano ad essere utilizzate in numerose preparazioni farmaceutiche ed erboristiche, consentendo di ottenere specialità medicamentose efficaci o rilassanti, a cominciare dalla dalla comunissima camomilla, che ci aiuta a riposare meglio.

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In copertina, le comunissime piante di salvia e rosmarino; all’interno, procedimenti di essiccazione di varie specie vegetali e infine la semplice ma preziosa camomilla.
Libri e vini Doc Fvg, domani una serata a Gorizia con la Cantina di Cormons parlando di Timavo, Natisone e Isonzo
Proseguono gli incontri letterari dell’edizione di primavera 2024 “Il libro delle 18.03”. Dieci appuntamenti tra Gorizia, Mossa, Sagrado ed Aquileia, iniziati giovedì 4 aprile e proseguiti il 19, con presentazioni assieme a scrittori locali e ad autori affermati e conosciuti a livello nazionale, condotte da giornalisti e studiosi. Al termine di ogni appuntamento si può assaggiare un interessante assortimento di vini Doc Friuli Venezia Giulia: un viaggio, dunque, nella cultura allietato dalle eccellenze del territorio. Ed è appena il caso di aggiungere che i vini a marchio Doc Friuli sono sempre più apprezzati, dai bianchi autoctoni come il Friulano, la Ribolla gialla ferma e spumante, la Malvasia istriana, al Refosco dal peduncolo rosso, nonché gli internazionali Sauvignon, Pinot grigio, Merlot e Cabernet franc.
Si proseguirà quindi domani, 24 aprile, sempre al consueto orario delle 18.03 (Mediateca Ugo Casiraghi, in via Bombi a Gorizia) con il libro “Timavo, Natisone, Isonzo. Fiumi, uomini e confini” dell’autrice Cristina Noacco e i vini della Cantina Produttori di Cormòns. Giovedì 2 maggio (Kulturni Dom in via Brass a Gorizia), alla fine della presentazione del libro “Gli innamorati di piazza Oberdan” di Christian Klinger, saranno messi in assaggio di nuovo i vini della Cantina Zaglia, apprezzat venerdì scorso; per concludere con l’ultimo appuntamento martedì 14 maggio (stesso luogo goriziano) con “Fausto Coppi 1953 2023. Il mondiale ha settant’anni” degli autori Roberto Fiorini e Claudio Pesci e una degustazione dei vini dell’azienda Obiz di Cervignano. Nei precedenti appuntamenti è stato possibile scoprire anche i prodotti della Tenuta Ca’ Bolani, sempre di Cervignano, e dei Pitars di San Martino al Tagliamento, oltre alla degustazione dei vini Vigneti Pittaro di Codroipo, durante la conferenza stampa di presentazione della rassegna letteraria.
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In copertina, le botti storiche dipinte della Cantina Produttori di Cormons.
Vini a Casarsa, si ricorderà Piero Pittaro: il suo Brut Metodo Classico è superstar tra gli spumanti Fvg dei “Filari di Bolle”
Pietro Pittaro, decano dei vignaioli friulani scomparso un mese fa, sarà ricordato a Casarsa della Delizia in occasione della cerimonia d’inaugurazione della 76ma Sagra del Vino, mercoledì 24 aprile, alle 17, nella sala consiliare del Palazzo municipale Burovich de Zmajevich. Infatti, il suo Vsq Talento Mc Brut Etichetta Oro 2017 ha vinto la categoria Metodo Classico nella decima edizione della della Selezione Spumanti “Filari di Bolle”, che proprio nella manifestazione casarsese incorona le migliori bollicine del Friuli Venezia Giulia.
La giuria al termine delle degustazioni.

Saranno inoltre premiati i migliori spumanti delle altre categorie. Per il metodo Charmat Prosecco Doc l’azienda Colutta con il Prosecco Doc Brut. Per il Metodo Charmat Ribolla gialla l’azienda Pitars con la Ribolla gialla Brut N.V. Per il Metodo Charmat sempre Pitars con il Prosecco Rosé Millesimato 2023 Brut. Inoltre, riconoscimento per Miglior etichetta e packaging all’azienda Bessich con il Prosecco Doc Brut.
Quest’anno la giuria di Filari di Bolle è stata più ampia rispetto alle altre edizioni, dal respiro interregionale con giurati qualificati provenienti anche da Veneto e Trentino Alto Adige al fianco di sommelier ed enologi regionali: a fine marzo hanno degustato in anonimo oltre 60 vini in concorso decretando i vincitori delle 4 categorie. Assieme a loro in qualità di osservatori anche giornalisti, divulgatori e wine lover del mondo del vino che dato un contributo per l’elezione della migliore etichetta/packaging.
Pietro Pittaro a Casarsa qualche anno fa.

Filari di Bolle, la Selezione degli Spumanti del Friuli Venezia Giulia, è organizzata da Pro Casarsa della Delizia Aps, Città di Casarsa della Delizia e Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Consorzio Doc Friuli Venezia Giulia e Uni Doc-Fvg con la sponsorizzazione di Banca 360Fvg. Patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e collaborazione anche di Città del Vino, Assoenologi, Onav, PromoTurismoFvg e Strada del vino e dei sapori Friuli Venezia Giulia, Comitato Unpli Fvg.
Il lavoro della commissione tecnica.


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In copertina, il Brut Metodo Classico dei Vigneti Pittaro (al centro) assieme ai quattro spumanti vincitori nelle altre categorie.
Rari rapaci alla Riserva di Cornino: in riva al lago avvistata l’aquila di mare
La Riserva naturale regionale del lago di Cornino continua a offrire sorprese nell’ambito internazionale di studio e monitoraggio dei grandi rapaci: sono stati avvistati uno splendido gipeto, specie rara in Friuli Venezia Giulia (ed è la prima volta che un esemplare si trattiene sulle Prealpi friulane, seguendo i grifoni nei loro spostamenti e utilizzando le stesse aree per la sosta e il riposo), e un’aquila di mare, notata fra la Riserva e i laghetti Pakar, e certamente attratta dalla disponibilità di cibo e dalla presenza di altri rapaci e corvidi.


In entrambi i casi, si tratta di indizi importanti, che per il gipeto, in particolare, documentano una ricolonizzazione in atto sulle Alpi. Le grandi aquile, inoltre, ormai si notano con frequenza: è il risultato della presenza dell’ormai folta colonia di grifoni che popola il contesto – unica su tutto l’arco alpino – e che esercita una notevole attrazione anche su altri veleggiatori del cielo nei loro spostamenti tra l’Europa occidentale e orientale e tra le Alpi e i Balcani. Quest’ultimo corridoio si sta dimostrando sempre più frequentato da grandi aquile e avvoltoi, grazie ai progetti di conservazione e reintroduzione in atto in vari Paesi, che stanno incrementando le popolazioni di queste specie e favorendo un intenso flusso di esemplari, per i quali la Riserva rappresenta un punto di riferimento fondamentale.
In Bulgaria, in particolare, è in corso un piano di reintroduzione dell’avvoltoio monaco che in pochi anni ha consentito di raggiungere una popolazione di 20 coppie nidificanti: una consistenza ancora limitata, ma i cui effetti sono già visibili a Cornino, dove ogni anno arriva qualche avvoltoio “ospite”. Fra loro l’imponente Tewes, avvoltoio monaco spagnolo liberato in Bulgaria nel 2020, già passato per la Riserva lo scorso anno e ora ritornato, dopo aver girovagato parecchio tra i Balcani e l’Europa centrale: il 19 aprile è stato notato nel punto di alimentazione (evidentemente strategico nei suoi spostamenti), lasciandosi osservare a lungo.
«Presenze estremamente significative – commenta il vicesindaco di Forgaria, Luigino Ingrassi, titolare della delega alla Riserva – che consentono osservazioni di altissimo interesse per birdwatcher e fotografi, oltre a contribuire al successo dei progetti in atto in Europa (nel caso di Cornino sostenuto dalla Regione e dal Comune di Forgaria, ente gestore della Riserva) grazie al monitoraggio degli esemplari: determinante, nella Riserva naturale regionale del lago di Cornino, il lavoro di coordinamento svolto dalla Cooperativa Pavees e dal suo direttore scientifico, Fulvio Genero».
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In copertina, il gipeto fotografato dal direttore scientifico Fulvio Genero; all’interno, l’avvoltoio monaco Tewes e l’aquila di mare colta dall’obiettivo di Stefano Zago.
Ribolla gialla e Friulano protagonisti alla Casa Coldiretti del Vinitaly: piacciono sempre più prodotti giovani e autoctoni
Il vino si conferma il prodotto più iconico e che rappresenta al meglio non solo il settore agroalimentare, ma il patrimonio culturale e territoriale italiano. Un formidabile ambasciatore dell’italianità nel mondo, prima voce nell’export agroalimentare con circa 7,8 miliardi. A gennaio si è registrato un incremento del 14% rispetto al 2023 a testimonianza della resilienza dei produttori più forte di cambiamenti climatici e tensioni internazionali. «Un settore poi che attrae sempre più giovani con l’emergere – ha sottolineato al Vinitaly di Verona il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini – di una nuova generazione di produttori. E’ forte l’appeal tra le imprese under 35 con 5500 tra agricoltori e agricoltrici italiani che producono vino».
Prandini con il ministro Lollobrigida.

Un’azienda su dieci tra quelle condotte da ragazzi e ragazze possiede una vigna. Un prodotto giovane e che incarna anche lo stretto legame con il territorio che è stata ed è sempre di più la carta vincente delle etichette nazionali. Sono, infatti, gli autoctoni i più gettonati dai consumatori secondo quanto emerge dall’analisi di Circana sulle vendite nella grande distribuzione. Dal Cerasuolo abruzzese al Nebiolo piemontese – ha sottolineato Coldiretti – sono questi i vini che hanno riscosso il maggior successo di vendite a conferma di una scelta sempre più orientata al territorio nei gusti degli italiani. E sono stati i vini più amati dagli italiani in vetrina nella Casa Coldiretti allestita al Vinitaly. In vetta per la prima volta un vino rosato, il Cerasuolo d’Abruzzo, con un vero e proprio boom in volume del 19,7% che conferma la crescita dei rosé nelle preferenze degli italiani. Al secondo posto il Grillo di Sicilia (+12,2%) che precede di poco il Pecorino, tipico di Marche e Abruzzo (+12%). In quarta posizione la Lugana di Lombardia e Veneto (+9,5%), a seguire la Ribolla gialla friulana (+8%), l’Orvieto da Lazio e Umbria (+7,6%) e il Friulano (+7,2%). All’ottavo posto c’è il primo vino rosso della classifica, il Primitivo della Puglia (+5,2%), e poi Valpolicella Ripasso (+4,6%) del Veneto e Nebbiolo (+4,4%) caratteristico del Piemonte ma anche della Lombardia. L’aumento delle vendite dei vini autoctoni – ha evidenziato Coldiretti – è in netta controtendenza rispetto all’andamento complessivo delle vendite di vino che nel 2023 hanno fatto registrare un calo in volume del 3,3%.
Il segnale del fatto che il futuro del Vigneto Italia dipende dalla capacità di promuovere e tutelare le distintività territoriali. Ma anche di puntare sempre di più sulla naturalità. E sono sempre di più i produttori che si sono orientati sul bio. Quasi una vigna biologica su quattro tra quelle presenti in tutto il mondo è italiana, con la superficie vitata coltivata a biologico che ha superato nel nostro Paese i 130mila ettari, secondo quanto emerge da un’analisi Coldiretti su dati Fibl e Ifoam. In Italia sono 22 mila i produttori di etichette bio con i vigneti che rappresentano il 22% del totale e una produzione annua di 3 milioni di ettolitri. Il vino dunque simbolo a tutto tondo delle eccellenze nazionali che Coldiretti è impegnata a difendere su tutti i fronti a partire dal fenomeno del fake in Italy. E cioè i prodotti stranieri spacciati per italiani e che giocano come nel caso del Prosek croato su un “sounding” che riporta al Belpaese. «Partiamo dall’Italia – ha spiegato infine Prandini – per cercare di portare trasparenza sui mercati a livello mondiale e fare anche una lotta concreta al tema dell’Italian sounding che tante volte si pensa essere solo fuori dei confini nazionali quando purtroppo l’abbiamo anche all’interno del nostro Paese quando ci sono queste storture».
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In copertina, brindisi con bollicine di Ribolla gialla a Casa Coldiretti.
Asparagus stasera fa tappa a Gradiscutta: il Ducato dei vini ricorda Aldo Morassutti
(g.l.) Terza tappa per Asparagus, il famoso e fortunato circuito enogastronomico promosso e organizzato dal Ducato dei vini friulani guidato da Alessandro Salvin. Stasera l’appuntamento è al Ristorante Da Toni a Gradiscutta di Varmo, locale nel quale è sempre vivo il ricordo di Aldo Morassutti, indiscusso alfiere della nostra cucina, scomparso due anni fa e che aderì alla manifestazione ideata da Isi Benini ed Elio Del Fabbro fin dalla prima ora.
E dopo questa serata nel bellissimo e accogliente ristorante del Medio Friuli, a pochi chilometri a sud di Codroipo – la cui attività è portata avanti con tanto impegno e grande passione dalla figlia Elisabella e da mamma Lidia -, il tour di Asparagus in nove tappe continuerà in altri rinomati locali friulani: 26 aprile Là di Moret (Udine), 10 maggio Lokanda Devetak 1870 (San Michele del Carso), 10 maggio Ristorante Set Shop & Bistrot (golosa novità “made in Carnia” nel cuore di Trieste), 17 maggio Ristorante Ai Confini (altra new entry a Tarvisio), 24 Maggio Ristorante La Dinette (Grado), 31 Maggio Ristorante Da Nando (Mortegliano). Per la prenotazione basta contattare direttamente i ristoranti.

Tutto il programma su
www.ducatodeivinifriulani.it
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In copertina, il ristoratore Aldo Morassutti scomparso nel 2022.
