Cefap Fvg: positivo il bilancio 2024, operativo il nuovo Centro di Paluzza

Il consiglio generale del Cefap (Centro per l’educazione e la formazione agricola permanente), ha approvato il bilancio d’esercizio del 2024. I numeri segnalano un miglioramento dei ricavi (quasi 2,8 milioni di euro); una crescita dell’utile (75mila euro) e del patrimonio netto che si attesta a 1,1 milioni di euro (+7,1% rispetto all’esercizio precedente).
Ma le cifre più significative, decisamente, sono quelle relative all’attività formativa ed educativa del Centro, ente accreditato dalla Regione Fvg (dal 2007) e punto di riferimento del settore rurale e agroalimentare, nato quasi cinquant’anni fa e che vede da oltre 20 anni la compagine sociale costituita dalle tre principali Organizzazioni agricole e dall’Enaip. Con i suoi 30 dipendenti e alcune decine di collaboratori esterni, nell’anno formativo 2023/2024 il Cefap ha erogato oltre 20.800 ore di formazione, sviluppando 377 corsi ai quali hanno partecipato oltre 4.400 iscritti di tutto il territorio regionale.
«Dal 2024 – spiega il presidente, Sergio Vello – abbiamo attivato una serie di corsi presso il nostro nuovo Centro di Paluzza (in primis, quello di Addetto alle attività ambientali montane che conta già una trentina di iscritti) grazie alla disponibilità del Comune e alla collaborazione con il Servizio Foreste e il Cesfam dell’Amministrazione regionale. Siamo certi, così, di dare il nostro qualificato contributo alla formazione di nuove figure professionali di montagna, utili per lo sviluppo delle imprese e dell’occupazione nelle Terre Alte del nostro territorio, in aggiunta ai corsi già attivi a Codroipo ai quali, attualmente, sono iscritti 115 ragazzi».
L’attenzione formativa di tutto il gruppo dirigente e il corpo docente del Cefap si è sviluppata soprattutto a favore dei più giovani; delle persone in cerca di occupazione con l’obiettivo di un inserimento lavorativo; dei cittadini coinvolti in aree di disagio. In molta considerazione si sono tenuti pure i necessari aggiornamenti utili agli operatori delle aziende agricole e quelli legati all’ambito della sicurezza e igiene sul lavoro, funzionali al rispetto delle norme in vigore. La qualità formativa del Cefap, da oltre vent’anni, è certificata dall’adesione alla norma ISO 9001, alla quale, nel 2023, si è aggiunta la ISO 21001:2019.

—^—

In copertina, il presidente del Cefap Sergio Vello: buono il bilancio 2024.

La protesta degli agricoltori a Pordenone: così le aziende lavorano in perdita. Zannier: doveroso essere oggi qui con voi

«È doveroso essere qui, anche per il modo pacifico con cui si è scelto di far sentire la voce dell’agricoltura. Oggi il sistema agricolo sconta una difficoltà difficilmente gestibile a livello locale, poiché spesso è indotta a livello europeo. Il settore sta affrontando un problema reale: il fatto che i costi di produzione siano superiori ai ricavi. Il mercato non tutela assolutamente la produzione primaria e, se pensiamo al bilancio di una media azienda agricola, gli interventi contributivi non permettono nemmeno il pareggio dei conti». Lo ha detto ieri mattina l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, partecipando alla manifestazione di protesta indetta dal Comitato spontaneo Agricoltori Pordenone. Al centro della manifestazione – che ha visto il raduno dei trattori nell’area del centro commerciale “Meduna”, con il successivo corteo che ha attraversato la città e un presidio in piazza XX Settembre – vi sono le difficoltà delle aziende agricole sul fronte del reddito, l’accordo Ue-Mercosur e l’eccessiva burocratizzazione, che rischia di soffocare le attività agricole.


«Una situazione complessiva di disagio – ha evidenziato l’esponente della Giunta Fedriga – che però richiede molta attenzione. Può esserci la tendenza a cercare di strumentalizzare politicamente il momento di difficoltà che il comparto sta attraversando, da parte di qualcuno che rischia di fare campagne sulla pelle degli stessi agricoltori, senza portare alcun vantaggio al settore». «Le istituzioni – ha precisato poi l’assessore – hanno il compito di conoscere le problematiche in modo specifico, per poter fornire le migliori risposte possibili e garantire i relativi servizi alle imprese. Il nostro obiettivo è quello di individuare soluzioni a un vero e proprio caos che sta attanagliando l’intero sistema europeo, il quale troppo spesso – ha rimarcato l’esponente della Giunta regionale – concepisce l’attività agricola quasi esclusivamente come una gestione del territorio, e non invece come un’attività economica di produzione alimentare e di creazione di reddito per le imprese e per le famiglie che vi lavorano».
«O si supera questa visione in cui il mondo agricolo non viene affatto valorizzato – ha avvertito Zannier – oppure assisteremo a un progressivo abbandono delle attività, con il rischio di dover reperire i prodotti in altre aree del mondo, esponendoci al pericolo di importare produzioni che non garantirebbero certo le stesse qualità e caratteristiche dei prodotti dei nostri territori, sottoposti al vaglio di un sistema di controlli a volte persino eccessivamente rigoroso».
Rispetto alle oltre diecimila imprese agricole del Friuli Venezia Giulia, l’assessore ha voluto ricordare: «Nel 2024 la Regione ha stanziato complessivamente 250 milioni di euro per il comparto agricolo, una cifra che non è stata allocata nemmeno a livello nazionale. Con il sistema autonomo dei pagamenti sui contributi, gestito attraverso l’ente pagatore regionale, diventato operativo lo scorso anno, ci stiamo allineando, consapevoli dei disagi, ma anche del fatto che le novità introdotte con la nuova Pac necessitano di un periodo di assestamento, il quale, una volta superato, non ripresenterà difficoltà in futuro. L’Amministrazione regionale – ha concluso Zannier, che si è poi spostato al presidio nel centro della città – sta facendo la propria parte. Non è certo sufficiente a risolvere tutti i problemi del settore agricolo, ma la collaborazione continua con l’intero sistema della rappresentanza delle categorie aiuta ad agire congiuntamente per perseguire gli interessi collettivi, tutelando il comparto primario».

—^—

In copertina e all’interno due immagini della protesta degli agricoltori a Pordenone alla quale ha partecipato anche l’assessore regionale Stefano Zannier.

L’addio del Friuli a Franco Marini storico ristoratore udinese: Ente camerale e Confcommercio lo ricordano con affetto

«La scomparsa di Franco Marini ci addolora molto e mandiamo un forte abbraccio a Edoardo e alla grande famiglia di Là di Moret, anche a nome della Camera di Commercio Pordenone-Udine e di Confcommercio Udine. Personalmente, ricorderò sempre Franco per la cortesia, la professionalità, l’attaccamento al proprio lavoro», afferma Giovanni Da Pozzo, presidente dell’ente camerale friulano, appena saputo della morte, a 87 anni, del famoso ristoratore udinese. I funerali saranno celebrati sabato, alle 12, nella Chiesa di Santa Margherita del Gruagno a Moruzzo.
«È stato – aggiunge Da Pozzo – un vero protagonista nello sviluppo economico di un importantissimo asse come quello della Tresemane. Ricordo che nel 2002 l’Hotel Là di Moret ha ricevuto un riconoscimento alle Premiazioni della Camera di Commercio, a sottolineare l’impegno quotidiano e gli importanti risultati raggiunti, che hanno portato questa realtà a diventare il punto di riferimento che è oggi, tanto nell’ospitalità quanto nella ristorazione d’eccellenza».

—^—

In copertina, un’immagine di Franco Marini che si è spento a Udine a 88 anni.

A Casarsa riecco la Sagra del vino più ricca e coinvolgente che mai: al centro gli spumanti Fvg di Filari di Bolle

Un nuovo anno, una nuova edizione, un’attesa sempre più grande. La Sagra del Vino di Casarsa della Delizia è pronta a tornare e sono state ufficializzate le date della manifestazione che si terrà dal 24 aprile al 5 maggio, più ricca e coinvolgente che mai. Per ben 12 giorni consecutivi, la famosa Città del vino friulana si trasformerà in un palcoscenico di eventi, degustazioni enogastronomiche, musica, mostre e attività pensate per ogni fascia di età, senza dimenticare l’atteso Luna park. Il programma della manifestazione enogastronomica storica del Friuli Venezia Giulia – organizzata da Comune e Pro Casarsa, in collaborazione con La Delizia Viticoltori Friulani – è in fase di completamento, ma alcuni eventi tradizionali come Filari di Bolle – Selezione degli Spumanti del Friuli Venezia Giulia e la Marcia del Vino sono già stati confermati.


«Siamo entusiasti di annunciare la 77ª edizione della nostra amata Sagra del Vino – ha affermato Antonio Tesolin, presidente della Pro Loco -. Anche quest’anno, abbiamo in serbo un programma vario, tra conferme e novità che renderanno questa edizione indimenticabile. Stiamo lavorando per definire gli ultimi dettagli del calendario che sarà presto ufficializzato». Tra gli appuntamenti da non perdere, spiccano l’11ma edizione di Filari di Bolle, la Selezione che premia i migliori Spumanti del Friuli Venezia Giulia: i lavori della giuria di esperti si terranno il 16 aprile, mentre la proclamazione dei vincitori durante l’inaugurazione ufficiale della Sagra del Vino il 25 aprile. Inoltre, il 1° maggio confermata la tradizionale Marcia del Vino – Terre e Città del Vino giunta alla 53ma edizione.
La Sagra del Vino di Casarsa della Delizia è un evento che celebra la cultura enogastronomica del territorio e promuove la valorizzazione dei prodotti locali. Punto di riferimento per gli amanti del buon vino è un appuntamento di primavera imperdibile per coloro che desiderano trascorrere momenti di svago e convivialità. Non mancheranno, come detto, il grande luna park, i chioschi enogastronomici gestiti dalle associazioni locali, ma anche le mostre d’arte, i convegni, gli spettacoli e gli eventi sportivi, che arricchiranno l’offerta culturale.
La Sagra del Vino è organizzata da Città di Casarsa della Delizia e Pro Casarsa, in collaborazione con La Delizia Viticoltori Friulani e il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e la collaborazione dell’Unpli Fvg. La manifestazione ha ottenuto il prestigioso riconoscimento di Sagra di Qualità dell’Unpli, a testimonianza della sua eccellenza e del suo impegno nella valorizzazione delle tradizioni locali.

—^—

In copertina e all’interno la riunione della giuria di Filari di Bolle 2024 dedicata agli spumanti del Friuli Venezia Giulia.

Agroalimentare, paura per i dazi americani: a rischio l’export Fvg di vino e altri prodotti, ma per i kiwi (80% negli Usa) sarebbe una disfatta commerciale

I dazi di Donald Trump fanno paura in Friuli Venezia Giulia. C’è preoccupazione, infatti, anche nella filiera agricola della nostra regione per il possibile impatto delle imposizioni statunitensi sui prodotti europei. Il Centro Studi di Confcooperative stima che l’introduzione di dazi doganali sul “Made in Italy” comporterebbe un immediato aumento dei prezzi dei prodotti italiani sul mercato Usa, con una probabile riduzione delle esportazioni stimabile tra il 15-30% per prodotti chiave come vino, ortofrutta, formaggi Dop, prodotti trasformati come il pomodoro e la pasta.

Kiwi pronti per l’esportazione negli Usa.


«Per il mercato dei kiwi, l’impatto di eventuali dazi statunitensi sarebbe sicuramente molto significativo perché quello nordamericano è il principale mercato di destinazione, cui è indirizzato circa l’80% del nostro export», sottolinea Livio Salvador, presidente della cooperativa agricola Frutta Friuli di Spilimbergo, principale produttore di kiwi in regione, con circa 16 mila quintali.
Preoccupazione anche per il vino. Gli ultimi mesi hanno visto una crescita degli ordini dagli Usa nell’ordine dell’11%; un appeal del vino regionale negli States che sarebbe a rischio in caso di dazi. «Le esportazioni del vino friulano verso gli Stati Uniti sono andate molto bene nel corso del 2024 e anche il mese di gennaio ha visto una crescita dell’11% per il Prosecco. Quello nordamericano per noi è un mercato molto importante, che vale il 50% della produzione e la cui crescita ha compensato il minore sviluppo di alcuni mercati europei, come quelli dell’Europa orientale, a causa della guerra in Ucraina», conferma Flavio Bellomo, presidente di Vini La Delizia.

Brindisi americani in pericolo.


«Il mercato nordamericano è al momento quello che tira di più, di fronte alla crisi tedesca. Lo scatenarsi di una guerra commerciale Ue-Usa avrebbe un impatto diretto sulla competitività dei nostri prodotti negli Stati Uniti, e produrrebbe una crescita dei costi logistici e una riduzione dei consumi anche in Europa a causa dell’impatto generale sull’economia», sottolinea poi Venanzio Francescutti, presidente regionale di Fedagripesca, la federazione di settore di Confcooperative che riunisce 108 cooperative agricole con un fatturato di 639 milioni di euro.
Anche i settori non direttamente colpiti guardano con preoccupazione ai dazi. «Il vivaismo viticolo non è interessato dai possibili dazi in maniera diretta, ma per l’impatto che potrà avere sui viticoltori – dice invece Alessandro Leon, presidente dei Vivai Cooperativi di Rauscedo, leader a livello mondiale nella produzione di barbatelle, presenti in Usa con una società controllata che ha un giro d’affari di 16 milioni di euro –. Il mercato nordamericano è comunque uno dei più importanti, sia per le barbatelle che per il vino: guardiamo, quindi, con attenzione all’impatto che la possibile guerra commerciale tra Ue e Usa avrebbe sulla competitività del vino europeo».

Ne soffrirebbero anche i formaggi.


«L’imposizione di dazi potrebbe tradursi in una perdita di fatturato per il settore di circa 1,5-2 miliardi di euro annui a livello nazionale, considerando che gli Usa rappresentano il terzo mercato di destinazione dell’export agroalimentare italiano con un valore di circa 6 miliardi di euro», chiosa infine Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative.

—^—

In copertina, kiwi prodotti in Friuli: il loro export negli Usa è a rischio a causa dei dazi.

Acqua della Carnia e bontà del Friuli (dal Natisone al Torre e a San Daniele) ora sono protagoniste al Festival di Sanremo

Goccia di Carnia è volata a Sanremo per la settimana del Festival, portando un po’ delle montagne del Friuli Venezia Giulia sulla riviera ligure. L’acqua simbolo della Carnia è al Grand Hotel & des Anglais, albergo storico con al suo interno la più grande spa della città, dove va in scena il Festival dei Sogni, evento che per tutta la settimana coinvolge cantanti, artisti, vip, giornalisti e tutti i protagonisti sanremesi.
Il Festival dei Sogni, ideato dallo spa manager dell’hotel Stefano Serra, si arricchisce quest’anno dello spazio inedito della Infinity Room, uno spazio esclusivo di 100 mq che, con un allestimento creato ad hoc, farà incontrare musica, cultura, benessere, enogastronomia, arte, design, futuro e sostenibilità.
Una stanza riservata, accogliente e rilassante dove gli artisti e tutti i protagonisti del festival potranno riposare, bere o mangiare in un ambiente rilassato e un po’ più defilato dai riflettori. E proprio qui Goccia di Carnia è l’acqua ufficiale di questo “festival nel festival”, assieme ad altre eccellenze del Friuli Venezia Giulia sotto il marchio Io sono Fvg, come i prodotti del Distretto Turistico Commerciale di Cividale, Valli del Natisone e del Torre, della Bottega del Friuli, i salumi e formaggi di Pezzetta, la trota di San Daniele, il prosciutto di Levi, i vini di Specogna e di Isola Augusta.
La Infinity Room è un’idea di Alessandro Pomarè, conduttore televisivo e radiofonico e speaker ufficiale di Udinese Calcio, e di Lapo Pretelli e Lorenzo Gagliano. Il programma prevede degustazioni, una rassegna letteraria a cura dello storico e saggista Alessandro Iovino e una musicale con piccoli concerti per dare spazio a giovani artisti emergenti. L’Infinity Room si configura anche come punto d’incontro d’elezione per media, influencer e protagonisti della settimana sanremese. Madrina del Festival dei sogni è Anna Falchi, attrice e modella che ha calcato il palco dell’Ariston al fianco di Pippo Baudo in occasione della 45ma edizione del Festival.

Per il programma completo del Festival dei Sogni: https://infinityroom.it/

—^—

In copertina, la splendida vallata di Forni Avoltri dove sgorga la Goccia di Carnia.

Allarme Città del vino: La Commissione europea penalizza la produzione italiana. Non punire ma prevenire l’abuso di alcol

«La Commissione europea sta adottando un approccio sbagliato, che rischia di porre ostacoli e penalizzazioni alla produzione di vino italiana: un settore che ha un peso rilevante nella nostra bilancia commerciale e soprattutto nell’export. Il danno lo patirebbe perciò tutto il sistema Paese». Angelo Radica, presidente dell’Associazione Città del Vino, rete di Comuni a vocazione vitivinicola – che in Friuli Venezia Giulia ne conta una quarantina con il coordinamento di Tiziano Venturini, pure vicepresidente nazionale, il quale condivide totalmente le preoccupazioni di Radica -, lancia l’allarme rispetto alle indicazioni contenute nel nuovo documento di lavoro della Commissione Ue del piano Beca (Beating Cancer), appena licenziato.


Angelo Radica, che è anche vicepresidente della rete europea delle Città del Vino Recevin, poi sottolinea: «Riteniamo sbagliato sia aumentare le già elevate imposte sul consumo dei vini che imporre sull’etichetta la dicitura “nuoce gravemente alla salute”: sono strumenti inefficaci per la lotta contro l’abuso di alcolici, la strada da intraprendere per raggiungere questo obiettivo è un’altra, tanto più che misure analoghe a quelle che si ipotizzano oggi sono già state bocciate dal Parlamento europeo nel 2022. Come sindaci delle Città del Vino italiane ed europee chiediamo l’attivazione e il relativo finanziamento di un piano di informazione e formazione rivolto a tutti gli Stati membri che espliciti e spieghi i danni derivanti dall’abuso di alcol, soprattutto superalcolici, e che sia rivolto soprattutto ai giovani. Va evidenziata la differenza tra consumo moderato e consapevole e abuso. Queste azioni informative e formative devono essere messe in atto con il coinvolgimento di tutti gli attori che operano nel mondo della produzione di vino e soprattutto delle scuole».
«Inoltre – conclude il presidente nazionale delle Città del Vino – l’errore della Commissione europea sta anche nel considerare il vino come semplicemente prodotto a base di alcol, quando invece è frutto di secoli di storia e duro lavoro, e spesso concorre a modellare paesaggi che sono diventati in alcuni casi Patrimoni dell’Umanità. Il vino va tutelato anche per questo, per il portato culturale e ambientale che trasmette; punire è controproducente, dobbiamo agire sulla prevenzione dell’abuso».

—^—

In copertina, il presidente nazionale delle Città del vino Angelo Radica; all’interno, il coordinatore Fvg Tiziano Venturini.

I sapori tipici del Friuli Venezia Giulia protagonisti con 17 Pro Loco a Go!2025: gli stand saranno aperti anche oggi

Go!2025 ha accolto ieri, nella sua giornata inaugurale, anche il mondo delle Pro Loco Fvg. Presenti infatti, su invito del Comune di Gorizia, 17 Pro Loco del territorio che negli stand in centro (tra piazza Vittoria e i Giardini pubblici) hanno proposto al pubblico sapori tipici del Friuli Venezia Giulia (l’iniziativa proseguirà anche oggi, 9 febbraio). Un’accoglienza che segue il grande omaggio compiuto dall’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia che ha voluto dedicare alla Capitale europea della Cultura la sua tessera socio 2025, in fase di distribuzione a oltre 600 mila volontari in tutta la Penisola.

«Tessere – ha affermato il presidente nazionale Unpli, Antonino La Spina, presente alla giornata inaugurale goriziana – che simboleggiano l’impegno del nostro mondo Pro Loco nel sostenere una città che dopo la divisione del confine a metà del Novecento vive oggi una nuova unione a livello europeo. Viva Nova Gorica e Gorizia capitali della cultura condivisa e viva anche il Friuli Venezia Giulia, territorio che si distingue per il forte spirito di comunità e senso di appartenenza. Qui le nostre associazioni lavorano ogni giorno al fianco dei Comuni e delle istituzioni regionali per rafforzare l’attrattività, l’identità e le connessioni tra le realtà locali, creando non solo nuove opportunità di crescita, ma soprattutto tutelando e valorizzando l’inestimabile patrimonio immateriale culturale di un territorio che ha dato tanto alla storia del nostro Paese. A Gorizia il confine ha segnato la città anche nel suo patrimonio immateriale culturale e proprio qui abbiamo dato notizia per la prima volta che la nostra rivista nazionale, Arcobaleno, tratterà questo tema nel prossimo numero con uno speciale dedicato alla città e al Friuli Venezia Giulia».
La Spina ha incontrato il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, assieme al presidente del Comitato regionale Pro Loco, Pietro De Marchi. La visita ha fornito anche l’occasione per salutare i volontari delle Pro Loco attive a Gorizia durante la cerimonia inaugurale: Pro Loco di Castelnovo del Friuli e Val d’Arzino-Anduins (che hanno condiviso uno stand), Maniago, Valle di Soffumbergo Alesso e Consorzio Nord-Est, Sauris Zahre, Forgaria nel Friuli, Torviscosa, Vermegliano, Udine Castello, Mersino, Turriaco, Sutrio, Precenicco, Ronchi del Legionari e i padroni di casa di Gorizia con il presidente goriziano Giorgio Lorenzoni.
«Siamo lieti – ha sottolineato De Marchi – che le tipicità del Friuli Venezia Giulia abbiano potuto dare il loro contributo all’avvio della Capitale europea della cultura. Grazie ancora al sindaco Ziberna e all’assessore Patrizia Artico per l’invito che ci hanno davvero onorati e ai presidenti delle nostre Pro Loco, con i loro volontari, che hanno partecipato con grande entusiasmo. La cerimonia inaugurale è stata una grande emozione, che porteremo nel cuore: Gorizia e Nova Gorica non sono mai state così vicine, sarà un anno davvero tutto da vivere e in cui torneremo in città per altri appuntamenti del mondo Pro Loco».
Gli stand delle Pro Loco sono stati toccati anche dall’itinerario di “Da stazione a stazione”, il grande corteo inaugurale che ha rappresentato l’avvio del programma della Capitale europea della cultura partendo dalla stazione ferroviaria di Gorizia in Italia e arrivando alla Transalpina di Nova Gorica in Slovenia, dove c’è stata la cerimonia ufficiale con i Capi di Stato d’Italia e Slovenia, Sergio Mattarella e Nataša Pirc Musar, per poi proseguire nel centro di Nova Gorica e al piazzale della Casarossa a Gorizia.

—^—

In copertina, i presidenti Antonino La Spina e Pietro De Marchi con i volontari di uno stand; all’interno, in tre momenti della giornata inaugurale di Go!2025.

Riviera Friulana, uno scrigno di bontà e bellezza da valorizzare. Morandini a Bordin: tra gli obiettivi anche una Festa dell’uva ricordando quella che Lignano proponeva con successo tanti anni fa

(g.l.) «La valorizzazione del nostro territorio passa attraverso il lavoro e l’impegno di realtà associative che, come La Riviera Friulana, si dedicano alla promozione delle nostre bellezze naturali, enogastronomiche e culturali. È un piacere accogliere iniziative che mirano a far conoscere la nostra regione in tutta la sua ricchezza», ha affermato il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, in occasione dell’incontro con il presidente dell’associazione culturale La Riviera Friulana, Carlo Morandini, avvenuto nella sede consiliare di Udine.
Morandini ha ringraziato il massimo esponente dell’Assemblea legislativa regionale per l’attenzione posta alle attività dell’associazione, sottolineando il ruolo chiave della promozione del territorio rivierasco e delle sue innumerevoli attrattive. In particolare, ha anticipato che «la Carta del Gusto 2025 avrà come focus le bellezze delle acque costiere del Friuli Venezia Giulia», evidenziando i percorsi navigabili per far conoscere un territorio unico in Europa. Il cavalier Morandini ha, inoltre, illustrato alcuni progetti del sodalizio, tra cui «la valorizzazione di personaggi di eccellenza delle terre rivierasche, spesso poco noti a livello locale, ma con una significativa presenza nel panorama culturale internazionale». Ha poi avanzato l’ipotesi di «organizzare, nell’ambito della Riviera Friulana, una Festa dell’uva, rinnovando il successo di un evento che negli anni ’90 si svolgeva a Lignano Sabbiadoro e nel suo retroterra. L’obiettivo è far conoscere e valorizzare non solo nel contesto turistico, ma anche in quello culturale, le ricchezze enogastronomiche e le tradizioni dell’area».
«È fondamentale sostenere iniziative che esaltano le eccellenze del nostro territorio, dai prodotti tipici alla cultura, dalla tradizione alla tutela ambientale. Questi progetti possono contribuire alla crescita economica e sociale della nostra regione, rafforzando il legame con la nostra storia e le nostre radici», gli ha fatto eco il presidente Bordin apprezzando i progetti enunciati che, tra l’altro, beneficiano sempre anche dell’appoggio e della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine guidato da Renata Capria D’Aronco, tanto da lavorare per un riconoscimento dell’area quale Patrimonio mondiale dell’Umanità, ponendosi accanto a beni preziosi acquisiti ormai da molti anni come Aquileia e Palmanova.
Per l’occasione, Morandini, in qualità anche di presidente di Arga Fvg (Associazione regionale giornalisti agricoli, agroalimentari, ambiente e territorio), ha presentato il programma di formazione rivolto proprio a quanti si occupano di informazione sia su carta stampata che radiotelevisiva, oltre che via web. «Tra gli obiettivi principali – ha spiegato – vi è la diffusione della conoscenza del “bere consapevole”, affinché la corretta assunzione delle bevande alcoliche possa essere valorizzata nel rispetto delle tradizioni enogastronomiche del Friuli Venezia Giulia. L’associazione punta, inoltre, a evidenziare il ruolo essenziale del mondo rurale per la salvaguardia del territorio e la produzione di eccellenze agroalimentari, autentica espressione della civiltà contadina, tra i fondamenti della comunità regionale». L’incontro si è, quindi, concluso con un reciproco impegno a collaborare per il futuro del territorio rivierasco, nel segno della promozione e dello sviluppo culturale ed economico del Friuli Venezia Giulia.

—^—

In copertina, il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin con il leader della Riviera Friulana Carlo Morandini.

(Foto Regione Fvg)

Grandi Verticali, a Corno di Rosazzo le Cenerentole diventate Regine: saranno a confronto Ribolla gialla e Fiano d’Avellino

(g.l.) Terza tappa e primo appuntamento del mese di febbraio per “Le Grandi verticali delle Città del Vino”, importante iniziativa degustativa che vede allacciare gemellaggi tra i pregiati vini del Friuli Venezia Giulia e quelli altrettanto celebri del resto d’Italia. Giovedì prossimo, 13 febbraio, alle 19.30 la nostra regione incontrerà infatti la Campania a Corno di Rosazzo, nella splendida cornice di Villa Nachini Cabassi, dove ha sede da molti anni anche il Consorzio di tutela vini Friuli Colli orientali e Ramandolo. Protagonisti della serata Ribolla gialla & Fiano d’Avellino, come dire “Le Cenerentole che diventano Regine”, visto che questi due vini bianchi hanno avuto un felice momento di riscoperta e di rilancio. La nostra Ribolla, in particolare, sta vivendo una stagione molto favorevole anche e soprattutto nella versione spumantizzata, il cui prodotto beneficia del “magico” nome del vitigno, famoso autoctono friulano la cui culla storica si ritrova sulle magnifiche colline di Rosazzo, ai piedi della millenaria Abbazia benedettina.
Matteo Bellotto – assieme a Nicola Farfoglia dell’Ais Fvg – condurrà come sempre alla scoperta dei vini di queste cantine. Ribolla Gialla: Canus, Specogna, Butussi, Cadibon. Fiano d’Avellino: Torricino, Bellaria Roccabascerana, Cantine Ciervo, Cantina di Solopaca, Cantina Donna Elena.
Il Fiano d’Avellino è un prestigioso bianco, appunto, della Campania che ottenne la tutela della Doc nel 1978 e che cinque anni dopo fu premiato dalla denominazione di origine controllata e garantita.  Non solo un vitigno, ma diversi sono quelli che concorrono nella sua composizione: Fiano minimo 85%, Greco, Coda di Volpe e Trebbiano toscano.Viene descritto come bianco dal colore giallo paglierino e dal profumo equilibrato, con sentori di frutta fresca, mandorla, nocciola, fiori bianchi, agrumi, erbe aromatiche e fiori appassiti. Un vino che, ovviamente, si presta molto bene per accompagnare primi piatti a base di pesce, ma anche formaggi non stagionati e carni bianche, dal sapore delicato.
Ricordiamo che il programma 2025 delle Grandi Verticali delle Città del Vino – ideate dal Coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, guidato da Tiziano Venturini – prende il titolo di Gemellaggi-Insieme siamo unici. Il progetto gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Io sono Fvg e di Banca 360 Fvg, oltre al patrocinio del Comitato regionale Unpli Pro Loco del Friuli Venezia Giulia, Unidoc Fvg, Ente Friuli nel Mondo. Il tutto in collaborazione con il Consorzio Montasio Dop e la Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina.
Iscrizioni aperte (35 euro a persona) contattando la Pro Loco Mitreo Aurisina, che si occupa della segreteria: prolocoaurisina@libero.it, telefono 348.5166126. Programma completo e aggiornamenti su www.cittadelvinofvg.it

Ribolla gialla

Fiano

IL CALENDARIO

Refosco dal Peduncolo Rosso & Vernaccia di San Gimignano – Rosso in terra di bianchi e bianco in terra di rossi, Buttrio Villa di Toppo – Florio, giovedì 16 gennaio. Ospite speciale Valentino Tesi, brand ambassador Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano.

Masterclass Pignolo & Barolo – Il nobile incontro dei signori del tempo, Manzano, Antico Foledor Boschetti della Torre, giovedì 30 gennaio. Ospite speciale Carlo Alberto Gambino, brand ambassador Strada del Barolo.

Ribolla gialla & Fiano d’Avellino – Le Cenerentole che diventano Regine, Corno di Rosazzo Villa Nachini Cabassi, giovedì 13 Febbraio.

Friulano di pianura & Tai di Lison Docg – Dal Friulano al Tai, la pianura e i suoi segreti, San Vito al Tagliamento, sala consiliare Palazzo Altan, venerdì 28 febbraio. Ospite speciale Stefano Quaggio, direttore Consorzio Vini Venezia.

Pinot grigio la storia di un autoctono acquisito, Sequals Villa Savorgnan – Lestans, giovedì 13 marzo. Ospite speciale Nazareno Vincenzi, brand ambassador Consorzio Pinot grigio delle Venezie.

Vitovska del Carso & Vermentino di Liguria – I vini da terre estreme, Duino Aurisina – Devin Nabrežina Infopoint di Sistiana, giovedì 27 marzo. Ospite speciale Enzo Giorgi, Coordinatore regionale Liguria Città del Vino.

Schioppettino di Prepotto & Schiava Alto Adige – Un incontro di pepe e spezie tra i rossi più versatili d’Italia, Prepotto Municipio – sala consiliare, mercoledì 9 aprile. Ospite speciale André Senoner, brand ambassador Alto Adige wines.

Friulano & Vermentino di Gallura – Sardegna e Friuli, dove i vini parlano la lingua della terra, Cormons Enoteca, giovedì 24 aprile. Ospite speciale Giovanni Antonio Sechi, Coordinatore regionale Sardegna e vicepresidente nazionale Città del Vino.

Malvasia & Castelli Romani – Incontri di Malvasie tra Friuli e Lazio, Aquileia piazza Capitolo, giovedì 8 maggio.

Merlot & Raboso del Piave – Incontro tra il grande rosso internazionale che è ormai autoctono con un vino di confine tra Veneto e Friuli, Cividale del Friuli, sala del Refettorio Monastero di Santa Maria in Valle, giovedì 22 maggio.

Terrano & Sagrantino di Montefalco – L’incontro dei tannini, Sgonico – Zgonik Enoteca, giovedì 29 maggio.

Appuntamento finale: Friulano & Tocai – Bentornato in Friuli Tocai! – Tocai dal mondo e Tocai dal Friuli evoluti e senza tempo, in collaborazione con Ente Friuli nel Mondo (data e sede in fase di definizione).

Aggiornamenti su
www.cittadelvinofvg.it

—^—

In copertina, l’ingresso a Villa Nachini Cabassi a Corno di Rosazzo dove ha sede anche il Consorzio di tutela vini Friuli Colli orientali e Ramandolo.