Vigna, cantina e clima che cambia: le Donne del vino Fvg invitano a riflettere

(g.l.) Sia colpa dell’effetto serra o meno, i cambiamenti del clima sono notevoli, sotto gli occhi di tutti, con evidenti ripercussioni anche sui settori produttivi, tanto che non ne poteva essere esente quello agricolo, e in particolare quello della vite e del vino. Una situazione quindi che per certi versi comincia a preoccupare gli operatori, siano essi produttori o tecnici, tanto da indurre a riflettere su un problema sempre più incombente. Come avverrà fra non molto a Fiume Veneto, zona Grave del Friuli a due passi da Pordenone. Per il 12 novembre, alle 17, l’Associazione Nazionale Donne del Vino delegazione del Friuli Venezia Giulia ha infatti organizzato, nell’azienda Fossa Mala, il convegno “I cambiamenti climatici e le ripercussioni in vigna e cantina”. L’incontro, aperto a tutti gli interessanti, sarà animato da esperti del settore, enologi e ricercatori che si confronteranno sul delicato tema che riguarda il presente ed il futuro della viticoltura sul nostro territorio.

Cristina Cigolotti e Liliana Savioli


Per l’occasione, sarà ospite il relatore della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige che illustrerà alcuni passaggi fondamentali delle ricerche sugli aspetti dei cambiamenti climatici e le conseguenze per gli ecosistemi naturali. Va osservato al riguardo che gli aumenti della temperatura registrati in tutto l’emisfero settentrionale influiscono sull’agricoltura e sulle attività umane connesse ad essa, per cui gli effetti dei cambiamenti climatici a livello di ecosistema e di economia locale necessitano di risposte urgenti da parte di tutti gli attori coinvolti. Si discuterà quindi anche di sostenibilità ambientale e delle buone pratiche in vigna e in cantina già attuate da anni in seno all’associazione, portando in particolare gli esempi di vignaiole del Friuli Venezia Giulia, della Puglia e della Sicilia.
Le Donne del Vino Fvg, guidate dalla delegata Cristina Cigolotti e dalla vice Liliana Savioli, unitamente alle due consigliere nazionali Cristiana Cirielli e Antonella Cantarutti, ritengono fondamentale organizzare questi momenti di confronto sul tema per condividere informazioni e progetti a livello regionale e fare rete nel settore del vino. Al termine dell’incontro, è previsto un momento conviviale con un brindisi.

Per partecipare inviare una mail a friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com con oggetto Convegno 12 novembre, per accedere al quale è necessario essere muniti di green pass.
L’evento è sostenuto da Amorim Cork Italia e da Vespieren Broker di Assicurazione.

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In copertina, ecco una bella distesa di vigneti nella zona Doc Friuli Grave.

 

Agricoltura Fvg, una Pac semplificata per aiutare la ripresa post-pandemica

Ripensare gli schemi ai quali è soggetto il mondo rurale per ottenere i benefici e ristori previsti dall’Unione Europea, ai quali si affiancano quelli della Regione Fvg, per ridare ossigeno a un’agricoltura che dopo gli eventi pandemici soffre ulteriori criticità. Ovvero, semplificare le gabbie delle direttive e dei regolamenti europei che comprimono e rendono meno accessibili le possibilità di utilizzo di fondi che hanno lo scopo di rivitalizzare un comparto essenziale per la comunità. È l’appello che l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, ha rivolto al ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, intervenuto in videoconferenza all’evento finale del percorso di confronto con il partenariato regionale organizzato dall’Autorità di gestione del Psr Fvg 2014-2020, svoltosi a Udine, nell’auditorium dell’Amministrazione.

Il ministro Patuanelli…

… e l’assessore Zannier.

L’incontro, al quale hanno partecipato i soggetti coinvolti nell’attuazione del settennato della Pac che si è concluso lo scorso anno ma che sta producendo ancora effetti sulle realtà rurali, era incentrato sul ruolo e sul futuro dell’agricoltura e del mondo rurale del Friuli Venezia Giulia verso il 2030. Proprio per ritarare gli interventi e cercare di incidere maggiormente nelle prospettive offerte dalle politiche comunitarie, assieme alla Regione l’Autorità di gestione del Psr ha organizzato l’iniziativa in presenza alla quale, assieme ai vertici del ministero, sempre online, è intervenuto il ministro Patuanelli.
Zannier, che aveva parlato in apertura dell’incontro soffermandosi sui contenuti del documento di sintesi dell’attuazione della Pac 2014-2020 nel Friuli Venezia Giulia ha evidenziato che – nonostante la pandemia – il mondo rurale della nostra regione è senza dubbio uscito rafforzato dalla situazione di impasse che si era creata. Proprio sull’onda di questa ripresa ora deve saper cogliere le occasioni per recuperare mercati e redditività.

L’agricoltura del Friuli Venezia Giulia ha superato la crisi – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga -, grazie a un impegno corale di tutte le componenti, dalla Regione agli stessi agricoltori, assecondando la strategia del partenariato volta a favorire collaborazione e sinergie tra soggetti mossi dagli stessi interessi e obiettivi. Come ha evidenziato Zannier, il percorso seguito per fruire della Pac ha lasciato un segno importante nell’agricoltura regionale; ciò non potrà che arricchire la capacità di progettare il futuro già presente nel Dna dei nostri agricoltori. Proprio per questo, Zannier ha rivolto al ministro l’appello, a nome dell’intero sistema rurale del Friuli Venezia Giulia, di sbrogliare l’intricata e fitta maglia di strutture e direttive che debbono poter essere complementari tra loro, per permettere alle innumerevoli aziende presenti sul nostro territorio di trarre beneficio dalla Pac.

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In copertina, la granella di mais  dopo il trattamento in essiccatoio.

 

Bollicine rosa per un “frizzante” finale di Ein Prosit e Gran Premio Noè

(g.l.) C’è un filo rosso, anzi rosa, che unisce oggi Gran Premio Noè ed Ein Prosit, importanti manifestazioni del settore agroalimentare Made in Fvg, e non solo, giunte entrambe alla giornata conclusiva a Gradisca d’Isonzo e a Udine. Saranno infatti protagonisti gli spumanti e in particolare il Prosecco Rosè, nuovo fenomeno produttivo che domina il mercato del vino, perché – come rilevavamo l’altro giorno – piace a una foltissima platea di consumatori, soprattutto giovani e all’estero.


Proprio del Prosecco Doc Rosè – spumante millesimato a base di Glera e Pinot nero (10-15%) – si parlerà stamane nel corso della tavola rotonda “Assemblaggi e cuvée come base spumante” con degustazione in abbinamento a prodotti del territorio: l’incontro si terrà alle 11 in sala Bergamas. Dove, nel pomeriggio, alle 17, ci sarà una interessante tavola rotonda di Vinibuoni d’Italia, la guida edita dal Touring club italiano che si occupa ogni anno della Fiera regionale degli autoctoni di Buttrio, sul tema “La forza dei vini italiani: gli assemblaggi e i tagli più famosi”.
Giungerà, così, a conclusione questa nuova tornata del Gran Premio Noè che segna una vera e propria ripartenza, dopo il pesante stop causato dalle misure anti-contagio adottate per contrastare la pandemia. La manifestazione, come è noto, è stata programmata in questo fine settimana con un intenso calendario di proposte, che hanno preso avvio venerdì con la cerimonia inaugurale della storica manifestazione gradiscana e con la presentazione del libro “Essenze, leggende e storie” di Andrea Zanfi con testimonianze di produttori ed esperti del Friuli Venezia Giulia, seguita da una tavola rotonda sul tema “Differenza tra uvaggio e vinaggio, assemblaggio e cuvée”, con relativa degustazione. Ieri, invece, sono state protagoniste le Città del vino Fvg – sulle quali ci siamo soffermati anche nel precedente servizio -, parlando di Agenda 2030, ormai famoso programma sullo sviluppo sostenibile. Concetti poi riecheggiati anche alla tavola rotonda “Sostenibilità in vigneto: assemblaggi bianchi e rossi con varietà Piwi e altre tecnologie a tutela dell’ambiente”, nell’ambito della quale si è posto l’accento sui cosiddetti vitigni resistenti – alle malattie crittogamiche e parassitarie, richiedendo meno trattamenti chimici -, studiati e prodotti con successo anche in Friuli Venezia Giulia e che vedono lavorare insieme l’Università di Udine attraverso l’Istituto di genomica applicata e i Vivai cooperativi di Rauscedo.
Tornando infine a Udine, il Prosecco in versione Rosè sarà protagonista dell’ultima degustazione in programma nella giornata conclusiva di Ein Prosit. A cura di Paolo Ianna, in collaborazione con Renato Grando, si terrà nel pomeriggio, alle 17.30, nelle sale dell’Hotel Astoria. Saranno proposte “diverse interpretazioni di Prosecco Rosé Doc per meglio comprendere – si annuncia – questo fenomeno internazionale di una bollicina che fa sempre più discutere”. L’ingresso è gratuito ma con prenotazione obbligatoria (www.einprosit.org).

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In copertina, grappoli di Pinot nero, varietà che concorre alla produzione del Prosecco Rosè (all’interno).

 

Città del vino Fvg, una nuova crescita con l’arrivo anche delle Pro Loco

Continua a crescere la “famiglia” delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia: se questa estate si era aggiunto il 26° Comune, ovvero Palazzolo dello Stella, ora si è aperta la fase di adesione delle Pro Loco, da tempo al fianco del coordinamento regionale nell’organizzazione di vari eventi, a partire dall’apprezzato Calici di stelle d’agosto.
«Proprio la nostra regione – spiega il coordinatore delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, Tiziano Venturini, nonché assessore alle attività produttive e turismo del Comune di Buttrio – era stata tra le prime a livello nazionale a vedere accolta, una decina di anni fa, una Pro Loco tra i propri membri dalle Città del Vino. Si tratta della Pro Casarsa della Delizia con cui c’è sempre stata una positiva collaborazione: partendo da questa esperienza, ora anche altre Pro Loco hanno fatto domanda di adesione, che le Città del Vino stanno man mano accettando a testimonianza dell’ottimo rapporto che già c’è, grazie ai diversi progetti unitari portati avanti in questi anni».
Nello specifico, sono già state accolte la Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina – Devin Nabrežina, la Pro Loco Buri di Buttrio e la Pro Loco Risorgive Medio Friuli di Bertiolo. Nella riunione del consiglio nazionale delle Città de Vino del prossimo 29 ottobre saranno ufficialmente associate, mentre prossimamente presenterà domanda la Pro Loco Latisana. Sono tutte realtà, che alla pari di quella casarsese, sono attive in Comuni che sono già membri delle Città del Vino.
«Un segnale importante – aggiunge il presidente del Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia, Valter Pezzarini – quello dell’adesione delle nostre Pro Loco alle Città del Vino, dove potranno portare la loro ricca esperienza nell’organizzazione di eventi e promozione del territorio, in un proficuo dialogo con le amministrazioni comunali».
Nella imminente seduta del consiglio nazionale sarà anche resa nota la realtà vincitrice della nomina a Città Italiana del Vino 2022 dopo che Barolo è stata quella per il 2021: tra i candidati proprio il Comune di Duino Aurisina – Devin Nabrezina con un progetto dal respiro regionale che coinvolge gran parte delle altre Città del Vino del Friuli Venezia Giulia.
I Comuni aderenti alle Città del Vino in regione attualmente sono 26: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna dl Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese, Torreano. Nel loro territorio vitato sono presenti tutte le Denominazioni d’origine controllata della regione e risiedono circa 130.000 abitanti (pari all’11% dell’intera popolazione del Friuli Venezia Giulia).

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In copertina, colori d’autunno in un vigneto (Fontane Vive, foto di Paolo Comelli) a Nimis, una delle 26 Città del vino Fvg; qui sopra, incontro estivo con Comuni e Pro Loco ad Aurisina in vista di Calici di stelle.

 

La tutela del gelato artigianale parte dal Fvg grazie all’iniziativa di Giorgio Venudo

di Carlo Morandini

Dalla Regione Friuli Venezia Giulia è arrivato il tanto atteso riconoscimento per il gelato artigianale, quel prodotto di alta qualità preparato da un “artigiano del gusto” utilizzando le materie prime atte a realizzare un alimento sano e nutriente, capace anche di assicurare al palato dei degustatori, siano grandi o bambini, la piacevolezza dei sapori naturali. La nostra è infatti la prima Regione d’Italia a codificare e certificare un prodotto dell’arte dolciaria realizzato già dagli antichi Romani, che qui vanta diverse eccellenze perché ha potuto contare sulla “palestra” dei sapori delle importanti realtà balneari di Lignano Sabbiadoro e Grado, ma anche sullo spirito imprenditoriale e innovativo, sempre senza perdere di vista il gusto della tradizione e i prodotti locali e tipici, di alcuni artigiani illuminati.

Maddalena Spagnolo


Per esempio a Udine, già negli anni ’70, facevano scuola le gelaterie Pancera, Sommariva, dell’Orso di Pravisani, a Lignano i fratelli Giorgio Arturo De Pellegrin e i De Filippis, a Grado Pancera. La norma – la proposta era stata sottoscritta da 17 consiglieri – è stata illustrata al Consiglio regionale, che l’ha approvata, dalla latisanese Maddalena Spagnolo, sensibile all’argomento della qualità, non solo rivierasca, artefice della condivisione con le rappresentanze del mondo economico.
L’iniziativa è del presidente nazionale dei gelatieri per Confartigianato, Giorgio Venudo, artigiano del gusto che ha legato la storia della sua famiglia alla produzione del gelato artigianale servito, direttamente in spiaggia a Lignano Sabbiadoro, a centinaia di migliaia di turisti e degustatori di ogni età e provenienza. Un percorso di sensibilizzazione durato alcuni anni, quello di Venudo, sempre supportato anche dall’Arga Fvg e dall’Associazione culturale La Riviera friulana, che ha coinvolto categorie e produttori. Fino ad arrivare alla formulazione dell’articolato varato dalla Regione Fvg, che conferma così la sua leadership nelle iniziative volte alla salvaguardia dei prodotti, alla tutela della genuinità e alla valorizzazione del gusto della tradizione. Mentre per i consumatori si tratta di un risultato importante perché consente loro di scegliere tra i prodotti realizzati secondo le ricette di un tempo e con gli ingredienti dell’area, la nuova legge si tradurrà in una opportunità per gli artigiani del gusto del settore, i gelatieri appunto, che nel Friuli Venezia Giulia, secondo Confartigianato, sono complessivamente 332, un dato che comprende anche le imprese artigiane di pasticceria, mentre quelle del gelato, rispetto a questo valore, sono circa 250.

Giorgio Venudo con Carlo Morandini.


Un settore, che come aveva evidenziato di recente Venudo a un evento svoltosi all’Enaip di Udine, soffre della carenza di personale specializzato, alla quale gli Istituti professionali Fvg cercano di sopperire. Anche per questo, ma per buona parte per motivi anagrafici, tra il 2014 e il 2019 sono state chiuse 17 attività. Mentre la pandemia ha causato la chiusura di altre dieci tra il 2019 e il 2020.
La nuova legge otterrà risultati positivi anche nel settore turistico, specialmente tra gli ospiti della nostra realtà appassionati della scoperta del territorio e delle sue peculiarità e proposte: i protagonisti del cosiddetto “turismo lento”, che rappresentano ormai una fetta importante del flusso vacanziero, specialmente fuori stagione, quando è possibile gustare con maggiore serenità i prodotti del luogo. Per esempio, sono decine gli austriaci, e non solo, confini ed emergenza sanitaria permettendo, che anche nella trascorsa stagione estiva hanno valicato le Alpi o scelto i trasporti intermodali favoriti dalla Regione, per scendere lungo la ciclovia Alpe Adria che corre sul sedime della vecchia ferrovia Pontebbana, e hanno raggiunto Venzone, dove un altro maestro gelatiere, Vincenzo Aiello, tra l’altro allievo dei De Pellegrin, propone e ripropone loro i gusti che hanno fatto la storia dell’arte del gelato friulana. Poi, i cicloturisti, grazie ai collegamenti quasi interamente completati, e ai trasporti intermodali, bici-bus, treno, anche motonave, raggiungono la Riviera friulana e si spostano verso Grado, Lignano Sabbiadoro, oppure oltre, verso il Veneto orientale e il resto della Riviera adriatica.

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In copertina, coppa di gelato al cioccolato uno dei gusti più gettonati.

Le castagne e il miele al gran finale (oggi e domani) a Valle di Soffumbergo

Giunge al suo grande finale la 40ma edizione della Festa delle castagne e del miele di castagno a Valle di Soffumbergo (chiamata Podcirku nella parlata slovena locale). Anche per il weekend di oggi e domani, in programma un fitto calendario di eventi per famiglie, appassionati di montagna e per tutti coloro che vogliono ammirare l’incantevole panorama che si può godere dal “Balcone sul Friuli” e assaggiare le tante specialità a base del frutto “povero” dei boschi. La manifestazione è organizzata dalla Pro Loco di Valle di Soffumbergo, che festeggia anch’essa i suoi 40 anni, con la collaborazione del Comune di Faedis, del Consorzio Pro Loco Torre Natisone, Unpli Fvg, Unpli nazionale e con il patrocinio di CrediFriuli. La festa è stata insignita anche del marchio Sagra di qualità ed Ecofesta.

Miele e dolci di castagne.


«Ringraziamo i visitatori che hanno partecipato ai nostri festeggiamenti – ha commentato il presidente della Pro Loco Valle di Soffumbergo, Gian Franco Specia -, anche il secondo weekend è stato un successo e per questo ringraziamo i tanti volontari impegnati nelle diverse attività: dall’enoteca ai chioschi, dalla sicurezza all’accompagnamento dei visitatori nelle varie passeggiate e vi diamo appuntamento a sabato 23 e domenica 24 ottobre per il gran finale».
Camminate, musica ma anche buon cibo. Oltre al classico cartoccio di castagne calde, alla Festa si possono degustare pure dolci a base del tipico frutto autunnale: dalla torta paradiso alla gubana con le castagne, alla focaccia e alla crostata con marmellata sempre di castagne. Tutto rigorosamente accompagnato dalla Ribolla e dagli altri vini di produzione locale in degustazione all’Enoteca di Valle. Inoltre, al chiosco enogastronomico, tante specialità alla griglia.
Per il terzo e ultimo weekend di festeggiamenti il programma propone musica, camminate, divertimento con i pony e, ovviamente, tante castagne. Si parte, dunque, oggi con l’apertura dei chioschi alle ore 12 e alle 14.30 la passeggiata nel bosco con raccolta gratuita di castagne e nel borgo allietamento musicale con fisarmonica. Da non perdere, domani alle ore 9, la partenza della camminata guidata “tra borghi e castagneti”, della durata di due ore circa, con difficoltà medio-facile. Il costo è di 5 euro ad adulto, la preiscrizione è obbligatoria (info info@prolocovalledisoffumbergo.it), per accreditarsi sarà poi necessario presentarsi circa mezz’ora prima in piazza a Valle. Dalle 13, divertimento per bambini con i pony del Fabietto Fans Club e, dalle 14.30, musica e allegria con “Alvio & Elena” fino a sera.

Ecco Valle di Soffumbergo.

Per accedere all’area festeggiamenti sarà necessario essere in possesso del Green Pass. La manifestazione si svolgerà nel rispetto delle disposizioni vigenti. L’accesso ai visitatori sarà consentito fino al raggiungimento della capienza massima prevista.

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In copertina, le buonissime castagne, il tipico frutto dell’autunno.

Vite e vino, la Confraternita a Sesto: dal premio a Pollenzo ai sottoprodotti

(g.l.) “Dall’uva non solo vino”: su questa interessante tematica, molto attuale essendo da poco finita la vendemmia, ruoterà il convegno che si terrà domani, 23 ottobre, nell’auditorium Burovich di Sesto al Reghena, a cura della Confraternita della Vite e del Vino del Veneto Orientale e del Friuli Venezia Giulia. L’incontro beneficia del patrocinio delle Regioni Veneto e Fvg, oltre che del Comune di Sesto.
I lavori saranno aperti alle 9 dai saluti istituzionali, quindi via alla ricca mattinata con il coordinamento del dottor Claudio Fabbro. Ma prima dei vari approfondimenti ci sarà la cerimonia di consegna della borsa di studio all’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo (Cuneo). Quindi al professor Emilio Celotti, dell’Università di Udine, spetterà il compito introdurre il tema del convegno che poi sarà sviluppato attraverso le relazoni dell’ingegner Gabriele Bassi della Caviro (intervento da remoto) su Economia circolare nell’industria viti-vinicola: prodotti nobili, energia e fertilizzanti da scarti – il caso Caviro; della professoressa Carla Da Porto, dello stesso Ateneo friulano, su Tecnologie “verdi” di estrazione: sottoprodotti della filiera vitivinicola, preziosi quanto il vino; della professoressa Elisa Moretti, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, su Nuove celle fotovoltaiche con polifenoli di scarto della vinificazione; del professor Marcello Civilini, dell’Università di Udine, su Utilizzo della Co2 di fermentazione per la produzione di acidi grassi e precursori di bio-plastiche tramite microrganismi. Infine, seguirà la presentazione dell’enologo Enzo Michelet, presidente dell’Unione ex allievi della Scuola di Viticoltura ed Enologia di Conegliano. Al termine il dibattito e le conclusioni.

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La Confraternita della Vite e del Vino del Veneto Orientale e del Friuli Venezia Giulia è un istituto che, in profondo rispetto alle nostre tradizioni agricole, valorizza i vini tipici, mirando a una maggiore conoscenza dei vini buoni, allo sviluppo delle attività turistiche legate alla bellezza del paesaggio, ai richiami dell’arte e all’espansione della gastronomia. Attualmente è composta da 40 Confratelli che operano, come professionisti, nelle varie discipline lavorative (dall’enologo, al medico, al ristoratore, al commercialista ed altri), ma tutti uniti nel voler conoscere, ma soprattutto far conoscere, le Virtù italiche. La Confraternita è gestita da un Capitolo composto da un Gran Maestro, un Cancelliere, un Camerlengo, un Gastaldo ed un Cerimoniere e la Sede è nella Seconda Porta della medioevale Sesto al Reghena in provincia di Pordenone. Le Province che aderiscono alla Confraternita della Vite e del Vino del Veneto Orientale e del Friuli Venezia Giulia sono Venezia, Treviso, Udine, Pordenone, Trieste, Gorizia, Padova e Vicenza.

Ulteriori dettagli telefonando al numero 348.1794102 o scrivendo a info@confraternitavitevino.it – www.confraternitavitevino.it

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In copertina, vendemmia meccanica alla Cantina di Ramuscello, nel Comune di Sesto al Reghena.

Demar, il primo “marchio storico” del caffè in Friuli Venezia Giulia

La Demar Caffè di Udine sale sull’Olimpo del “Made in Italy”. La torrefazione del capoluogo friulano, infatti, ha appena ricevuto il riconoscimento di “Marchio Storico” (il numero 185), rilasciato dalla Direzione generale per la tutela della proprietà industriale del Ministero dello Sviluppo Economico. È la terza azienda del Friuli Venezia Giulia a potersi fregiare di questa importante denominazione e una delle 225 italiane (15 quelle operative, come la Torrefazione Demar Caffè) nel settore dell’aromatica bevanda.

L’espresso ottenuto tostando…

… i chicchi di caffè con il faggio.

«È una grande soddisfazione per noi – spiega la titolare, Edda Floreani (fresca di nomina a Cavaliere della Repubblica) che gestisce l’azienda di famiglia con i suoi due figli, Daniele e Stefano De Marchi -. Scavando nei nostri archivi siamo riusciti a raccogliere tutta la documentazione richiesta dal Mise per ottenere il prestigioso riconoscimento. Difatti, la Demar ha registrato il proprio marchio nel 1994, ma è operativa dal 1968 senza alcuna interruzione nella gestione e nella produzione da parte della stessa (la nostra) famiglia. Così abbiamo avuto la certificazione dello svolgimento di oltre 50 anni di attività continuativa dimostrata, come richiesto dal Decreto del febbraio 2020 che riconosce i “Marchi Storici Italiani”. La domanda è stata presentata a febbraio 2021 e, pochi giorni fa, ci è stata comunicata l’iscrizione nell’apposito Registro nazionale».
La norma, voluta dal governo Conte II, è stata scritta per tutelare le aziende storiche del “Made in Italy” dall’assalto degli eventuali acquirenti extracomunitari e sostenerle nel loro sviluppo. Una sorta di “medaglia”, nel caso della Demar, che sottolinea la professionalità applicata alla torrefazione della caffè e alla qualità dei prodotti immessi sul mercato. È datata 2018, infatti, la certificazione kosher e, da sempre, la garanzia di BiomassPlus della piena compatibilità ambientale del legno di faggio utilizzato per la tostatura dei chicchi come unica torrefazione del genere, autenticamente artigianale, del Friuli.

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In copertina, i fratelli Stefano e Daniele De Marchi con la madre Edda Floreani; qui sopra, con i ragazzi Gabriele e Giacomo ai quali spetterà il compito di continuare l’attività.

 

 

A Gradisca riecco il Gran Premio Noè: sotto la lente anche il Prosecco rosato

di Giuseppe Longo

Non ci sono dubbi! Il nuovo “affare” del settore vino si chiama Prosecco Doc Rosè, la bollicina ultima ad aver debuttato fra i consumatori e che subito li ha “stregati” riscuotendo grande successo soprattutto fra i giovani all’estero (Usa in primis), pur tra le opinioni contrastanti che fin dall’inizio ha suscitato fra i produttori questa innovativa tipologia, facendola diventare un “fenomeno” che si colloca accanto a quello ormai consolidato del Prosecco normale, ma anche a quello dell’altra bollicina sempre più richiesta, la Ribolla gialla, e del Pinot grigio. Uno spumante millesimato a base di Glera e Pinot nero (10-15%) entrato a far parte della macro-denominazione del Prosecco Doc, la denominazione di origine interregionale che si estende su 9 province tra Friuli Venezia Giulia – dove “pesca” il suo nome nell’omonimo paese del Carso Triestino – e Veneto.
E proprio del nuovo Prosecco Doc Rosè, a cura del Consorzio per la tutela del Prosecco, si parlerà domenica prossima nel corso della tavola rotonda “Assemblaggi e cuvée come base spumante” con degustazione in abbinamento a prodotti del territorio che si terrà alle 11 in sala Bergamas, a Gradisca d’Isonzo, nella giornata conclusiva del Gran Premio Noè che si svilupperà nell’arco di tre giornate nel prossimo fine settimana.
Intenso e interessante il programma della storica manifestazione isontina che prenderà dunque il via domani, venerdì, alle 11 nel Nuovo Teatro Comunale con la cerimonia di premiazione, mentre nel pomeriggio, alle 17, seguirà nella ricordata sala Bergamas la presentazione del libro “Essenze, leggende e storie” di Andrea Zanfi con testimonianze di produttori ed esperti del Friuli Venezia Giulia. Seguirà la tavola rotonda sul tema “Differenza tra uvaggio e vinaggio, assemblaggio e cuvée”, con relativa degustazione.
La giornata di sabato vedrà invece protagoniste le Città del vino Fvg, per parlare – ore 11, ancora sala Bergamas – di Agenda 2030, quella cioè ormai famosa sullo sviluppo sostenibile, e quindi di futuro. Concetti che riecheggeranno anche nel pomeriggio – stesso luogo, ore 17 – alla tavola rotonda “Sostenibilità in vigneto: assemblaggi bianchi e rossi con varietà Piwi e altre tecnologie a tutela dell’ambiente”. In altre parole, si porrà l’accento sui vitigni resistenti, quelli studiati e prodotti con successo anche in Friuli Venezia Giulia e che vedono lavorare insieme l’Università di Udine attraverso l’Istituto di genomica applicata e i Vivai cooperativi di Rauscedo. Domenica, invece, oltre al focus sul Prosecco Doc Rosè – inevitabili di certo i riferimenti alla polemica attualissima che vede al centro il Prosek croato -, alle 17 sempre in sala Bergamas ci sarà una interessante tavola rotonda di Vinibuoni d’Italia, la guida edita dal Touring club che si occupa ogni anno della Fiera regionale degli autoctoni di Buttrio, sul tema “La forza dei vini italiani: gli assemblaggi e i tagli più famosi”.
Un “ventaglio” di argomenti, dunque, di grande attualità e interesse che non mancheranno di richiamare l’attenzione di coloro che si occupano del “pianeta vino”. Fra i quali, dicevamo, primeggiano proprio le nuove bollicine rosate che piacciono tanto, soprattutto sui mercati stranieri. «Il via libera europeo al disciplinare di produzione del Prosecco Rosé Doc con la modifica da noi richiesta che rende possibile contare sulla nuova tipologia, è un’ottima notizia. Che consente ai produttori di un vino che da sempre oltre confine riscuote uno straordinario successo, di presidiare e conquistare un mercato sempre più ampio e che negli ultimi anni ha registrato una crescita sempre più importante in termini economici e di quantitativi. Parliamo di un esercito di 11.460 viticoltori, 1.192 aziende vinificatrici, 347 case spumantistiche che concorrono al successo senza eguali di una denominazione tutta Made in Italy, diventata emblema e indiscussa bandiera nel mondo. L’accoglimento della nostra richiesta sarà traino per l’intero sistema vitivinicolo nazionale che a causa della pandemia ha registrato una contrazione del valore delle vendite all’estero dopo il record fatto segnare lo scorso anno con oltre 6 mld di euro e che sta soffrendo in modo evidente anche per gli evidenti problemi che il canale della ristorazione sta affrontando», aveva detto l’allora ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, commentando la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Unione Europea dell’approvazione della comunicazione di modifica richiesta dal Mipaaf del Disciplinare di produzione del Prosecco Dop. Modifica tesa proprio all’introduzione della tipologia Rosè con obbligo dell’indicazione d’annata. «Un vino, il Prosecco, che tutto il mondo ci invidia e che in molti tentano di imitare e contraffare», aveva aggiunto la titolare del Dicastero di via XX Settembre.

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In copertina, il Prosecco rosè ormai protagonista sulla scena mondiale.

Potatura della vite, Felco star delle cesoie alleata con Vine Master Pruners Academy

Una delle più prestigiose aziende che producono cesoie per la vite si è alleata con i maestri dei potatori, Marco Simonit e Pierpaolo Sirch. E’ al via ufficiale, infatti, la partnership internazionale tra la friulana Vine Master Pruners Academy by Simonit&Sirch e la svizzera Felco, con l’obiettivo di promuovere la filosofia condivisa di migliorare la vita dei ceppi. Perché, grazie al metodo di potatura della vite dei due tecnici cormonesi, viene applicato il taglio più corretto per garantire una lunga “carriera” al vitigno, mentre Felco, attraverso i suoi strumenti di potatura, garantisce che ogni taglio venga eseguito in modo pulito e preciso.

Vine Master Pruners Academy, la prima e unica piattaforma e-learning internazionale dedicata alla potatura della vite, fornisce alla Community dei potatori di tutto il mondo lo strumento digitale per apprendere il Metodo di potatura Simonit&Sirch. Felco produce strumenti di potatura di altissima qualità che garantiscono tagli realizzati in modo ottimale. Tale collaborazione includerà sia iniziative digitali che eventi di persona. «Utilizziamo da anni le forbici da potatura Felco. Sono ergonomiche, di ottima qualità e garantiscono due cose per noi fondamentali: il benessere dei potatori e il benessere delle viti con cui lavoriamo», spiega Marco Simonit, co-fondatore di Simonit&Sirch.
Da parte sua, «Felco è orgogliosa di essere main sponsor della Vine Master Pruners Academy. La tecnica di potatura può essere trasferita in molte forme, ma con Vine Master Pruners Academy percorso formativo di alta qualità è ora disponibile online 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per gli studenti di tutto il mondo. Programmi formativi come questi sono fondamentali per garantire viti sane ora e in futuro…», aggiunge Stéphane Poggi, Coo Chief operating officer di Felco Sa. Gli strumenti di potatura Felco sono realizzati come un orologio svizzero con materiali di altissima qualità, hanno estrema precisione nella loro funzione, garantiscono la rapida guarigione della ferita da potatura, sono ergonomici, si adattano perfettamente a tutte le dimensioni della mano sia sinistra che destra, e fatti per durare nel tempo, in quanto ogni loro parte è completamente sostituibile. Meticolosamente realizzati in Svizzera, utilizzando esclusivamente energia rinnovabile al 100%, gli strumenti Felco sono progettati per lavorare in armonia con la natura e per durare per generazioni. Sin dal loro lancio nel 1945, tali strumenti vengono forniti con una garanzia a vita sulle maniglie in alluminio forgiato.

VINE MASTER PRUNERS ACADEMY – L’Academy ha aperto le sue porte virtuali il 15 gennaio 2021. È stata creata da Simonit&Sirch, azienda con 30 anni di esperienza e leader affermato nella formazione manuale della potatura della vite in tutti i continenti. La piattaforma Vine Master Pruners Academy offre corsi online, video gratuiti e un forum con professionisti della viticoltura e appassionati di vigna, provenienti da tutto il mondo. Con più di 6.000 utenti provenienti da oltre 40 Paesi, Vine Master Pruners Academy continua a crescere, implementando continuativamente la piattaforma con nuovi contenuti.

FELCO SA – Con sede a Geneveys-sur-Coffrane (Cantone di Neuchâtel in Svizzera), Felco Sa è leader mondiale nelle forbici professionali per potatura e tagliacavi. L’azienda svizzera è stata fondata nel 1945 da Félix Flisch. Il quale, inventore visionario, ha elevato le forbici da potatura a strumento di taglio sinonimo di precisione, qualità e durata. Il suo spirito di innovazione è rimasto costante durante gli oltre 75 anni di esistenza del marchio Felco. Ancora oggi in mano alla famiglia, impiega circa 250 persone e produce ogni anno più di un milione di utensili manuali per la potaura e 200 mila utensili industriali, il 90 per cento dei quali venduti in più di 110 Paesi, in particolare attraverso sette filiali (Svizzera, Francia, Germania, Benelux, Sud Africa, Canada e Stati Uniti) e una vasta rete di importatori e distributori autorizzati. L’azienda è particolarmente impegnata nello sviluppo sostenibile, sia internamente che esternamente (www.felco.com).

Informazioni – Vine Master Pruners Academy – www.vinemasterpruners.com – info@vinemasterpruners.com

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In copertina e all’interno tre immagini di Marco Simonit maestro potatore.