A Pordenone oggi l’ultimo giorno di Rive: Zannier al convegno su viticoltura-clima

«Accanto al sistema nazionale basato sul fondo per il risarcimento dei danni causati da eventi eccezionali, va assolutamente incentivato quello già esistente basato sul mutualismo e le assicurazioni per non dare false illusioni agli agricoltori di fronte ad eventi che si ripetono sempre con maggiore frequenza». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, partecipando a Pordenone al convegno svoltosi in Fiera dal titolo “La viticoltura moderna tra cambiamento climatico, il greening e delle nuove tecnologie. Gestire al meglio il rischio climatico e fitopatologico”, nell’ambito di Expo Rive, il salone del settore vitivinicolo che si conclude proprio oggi.

Zannier e Del Fabbro.

L’esponente della Giunta Fedriga ha posto in evidenza la necessità di sostenere un sistema parallelo al fondo nazionale per garantire risarcimenti congrui agli agricoltori. «La gestione del rischio – ha detto Zannier – non può essere più coperta esclusivamente dal fondo nazionale di solidarietà, poiché gli eventi eccezionali si stanno ripetendo con una certa continuità. Di conseguenza la capienza del fondo stesso si sta svuotando e quindi se si continua a battere questa strada si rischia di illudere gli agricoltori su possibili risarcimenti a loro favore. C’è quindi bisogno di incentivare e sostenere i sistemi già esistenti di tipo mutualistico o basati su polizze assicurative, poiché questi garantiscono una copertura del rischio più certa rispetto a qualsiasi intervento straordinario del piano nazionale».
Come detto, l’incontro – moderato dal giornalista Adriano Del Fabro, è avvenuto nell’ambito di Rive, la rassegna internazionale dedicata alla viticoltura ed enologia in corso di svolgimento nei padiglioni della Fiera di viale Treviso, a cui l’assessore ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione. Alla presenza in remoto del ministro alle Politiche agricole Stefano Patuanelli, del presidente della Fiera Renato Puiatti, del prefetto di Pordenone Domenico Lione e del presidente di Confindustria Alto Adriatico e vicepresidente della Camera di Commercio di Udine e Pordenone, Michelangelo Agrusti, Zannier ha posto in evidenza la necessità che i vari attori protagonisti del comparto agricolo si confrontino per definire scenari futuri possibili da raggiungere.
«Se a monte delle specializzazioni non c’è una visione di insieme che mira alla definizione di obiettivi perseguibili – ha detto il titolare regionale delle Risorse agroalimentari – la meccanizzazione e l’innovazione in un settore di vitale importanza per l’economia regionale e nazionale, qual è quello agricolo, resta fine a se stessa e non porterà a sviluppo futuro di lungo periodo. La presenza di risorse provenienti da vari canali contributivi di per se non è sufficiente per far compiere all’agricoltura un salto di qualità; perché ciò accada è altrettanto importante che quelle risorse vengano utilizzate anche per dare forma ad una tecnologia intimamente calata nel contesto in cui si trova, altrimenti il rischio è di avere a disposizione macchinari che non producono i vantaggi sperati».

Da remoto il ministro Patuanelli.

Riflessione a Fiume Veneto
con le Donne del Vino Fvg

E di clima e viticoltura, come già annunciato, si parlerà oggi, 12 novembre, anche a Fiume Veneto. Alle 17, l’Associazione Nazionale Donne del Vino delegazione del Friuli Venezia Giulia ha organizzato, infatti, nella sede della cantina Fossa Mala, il convegno “I cambiamenti climatici e le ripercussioni in vigna e cantina”. L’incontro, aperto a tutti gli interessanti, sarà animato da esperti del settore, che si confronteranno sul delicato tema che riguarda il presente ed il futuro della viticoltura nel nostro territorio e in tutta Italia. Sarà presente Stefano Zannier, assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, con una breve introduzione al tema del convegno, mentre il tecnologo e ricercatore dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, Emanuele Eccel, esporrà i risultati del progetto MEDCLIV come opportunità per migliorare la resilienza ai cambiamenti climatici.
Il presidente di Assoenologi Fvg, Rodolfo Rizzi, metterà quindi in evidenza le problematiche che riguardano la produzione dei vini, mentre l’agronomo Giovanni Bigot, di Perleuve, spiegherà le ripercussioni in vigna e il metereologo dell’Osmer Fvg, Marco Virgilio, mostrerà alcuni dati utili degli ultimi anni nel nostro territorio. Amorim Cork Italia e Verspieren Italia indicheranno, invece, progetti interni alle aziende relativi alla sostenibilità ambientale e al contenimento del rischio.
Le Donne del Vino, comunicatrici ed esperte del settore Elena Roppa, Roberta d’Urso e Marianna Cardone porteranno alcune buone pratiche ed esempi virtuosi dalle aziende vitivinicole delle regioni Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Puglia. La discussione sarà moderata da Domenica Grande, conduttrice radiofonica e sommelier. Le Donne del Vino hanno fatto proprio il tema dell’ambiente e della sostenibilità ambientale nella pratica già da molti anni e il biennio 2020-2021 è stato consacrato a questo argomento in tutte le loro manifestazioni. Le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia, guidate dalla delegata Cristina Cigolotti e dalla vice delegata Liliana Savioli, unitamente alle due consigliere nazionali Cristiana Cirielli e Antonella Cantarutti, ritengono fondamentale organizzare questi momenti di confronto sul tema per condividere informazioni e progetti a livello regionale e fare rete nel settore del vino.
Per chi fosse interessato a partecipare, è necessario inviare una mail a friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com con oggetto Convegno 12 novembre. Per accedere al convegno, è necessario essere muniti di green pass.

Vigneti delle Grave del Friuli.

—^—

In copertina, l’assessore regionale Zannier alla Fiera di Pordenone.

Dai Premi di Dolegna del Collio agli effetti clima-vite di Fiume Veneto

(g.l.) Due importanti appuntamenti del settore primario, tra oggi e domani, a Dolegna del Collio e a Fiume Veneto, rispettivamente nei territori provinciali di Gorizia e di Pordenone. Ecco, allora, in dettaglio di che cosa si tratta.

DOLEGNA – Quella di Dolegna del Collio è diventata la Festa del Ringraziamento più attesa del Friuli. L’evento, giunto alla 55a edizione, richiama infatti ogni anno l’11 novembre, in occasione della ricorrenza di San Martino, l’attenzione del mondo dei campi poiché in tale circostanza la sezione locale di Coldiretti conferisce il premio “Falcetto d’oro” e il Comune collinare il premio “Foglia d’oro” a illustri enti o personalità che hanno promosso l’agricoltura e la viticoltura e, in generale, la cultura rurale in regione, in Italia e nel mondo, sui cui nomi il riserbo rimane assoluto fino al momento della cerimonia.
Sostenuta da CiviBank la manifestazione è in programma proprio stamane, alle ore 11, nell’area della cooperativa agraria di via Zorutti. Negli ultimi anni l’evento ha acquisito un notevole spessore per gli illustri personaggi che hanno ricevuto il riconoscimento. Del resto, la banca cividalese è l’istituto leader in Friuli Venezia Giulia nel credito agrario e ha voluto contribuire a conferire a questa iniziativa la massima rilevanza possibile tanto è vero che nelle ultime edizioni non sono mai mancati i massimi esponenti politico-istituzionali e del settore agricolo regionali. Dopo la celebrazione eucaristica e la successiva benedizione dei mezzi agricoli, il presidente della giuria, l’agronomo e giornalista Claudio Fabbro, condurrà la cerimonia della consegna dei riconoscimenti.
Il “Falcetto d’oro” viene assegnato a enti o personalità che hanno valorizzato con la loro attività l’agricoltura, l’enologia e il territorio. Anche l’amministrazione comunale ha voluto affiancare a questo premio un proprio riconoscimento denominato “Foglia d’oro” assegnato a personaggi di chiara fama. A Dolegna per San Martino sono attesi i massimi rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, della Coldiretti e della CiviBank. A favore del comparto primario la banca cividalese ha rinnovato il proprio impegno anche nell’annata agraria 2020-21 accompagnando le imprese sia sul fronte ordinario che in quello straordinario a seguito delle calamità che si sono verificate. Sul fronte ordinario, si è ulteriormente messa a frutto la convenzione stipulata con la Regione Fvg per la concessione di finanziamenti a valere sul Fondo di rotazione.

Vigneti a Dolegna del Collio.

FIUME VENETO – Per domani 12 novembre, alle 17, l’Associazione Nazionale Donne del Vino delegazione del Friuli Venezia Giulia ha organizzato a Fiume Veneto, nella sede della cantina Fossa Mala, l’annunciato convegno “I cambiamenti climatici e le ripercussioni in vigna e cantina”. L’incontro, aperto a tutti gli interessanti, sarà animato da esperti del settore, che si confronteranno sul delicato tema che riguarda il presente ed il futuro della viticoltura nel nostro territorio e in tutta Italia. Sarà presente Stefano Zannier, assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, con una breve introduzione al tema del convegno, mentre il tecnologo e ricercatore dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, Emanuele Eccel, esporrà i risultati del progetto MEDCLIV come opportunità per migliorare la resilienza ai cambiamenti climatici.
Il presidente di Assoenologi Fvg, Rodolfo Rizzi, metterà quindi in evidenza le problematiche che riguardano la produzione dei vini, mentre l’agronomo Giovanni Bigot, di Perleuve, spiegherà le ripercussioni in vigna e il metereologo dell’Osmer Fvg, Marco Virgilio, mostrerà alcuni dati utili degli ultimi anni nel nostro territorio. Amorim Cork Italia e Verspieren Italia indicheranno, invece, progetti interni alle aziende relativi alla sostenibilità ambientale e al contenimento del rischio.
Le Donne del Vino, comunicatrici ed esperte del settore Elena Roppa, Roberta d’Urso e Marianna Cardone porteranno alcune buone pratiche ed esempi virtuosi dalle aziende vitivinicole delle regioni Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Puglia. La discussione sarà moderata da Domenica Grande, conduttrice radiofonica e sommelier. Le Donne del Vino hanno fatto proprio il tema dell’ambiente e della sostenibilità ambientale nella pratica già da molti anni e il biennio 2020-2021 è stato consacrato a questo argomento in tutte le loro manifestazioni. Le Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia, guidate dalla delegata Cristina Cigolotti e dalla vice delegata Liliana Savioli, unitamente alle due consigliere nazionali Cristiana Cirielli e Antonella Cantarutti, ritengono fondamentale organizzare questi momenti di confronto sul tema per condividere informazioni e progetti a livello regionale e fare rete nel settore del vino.
Per chi fosse interessato a partecipare, è necessario inviare una mail a friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com con oggetto Convegno 12 novembre. Per accedere al convegno, è necessario essere muniti di green pass.

Vigneti nelle Grave del Friuli.

—^—

In copertina, una preziosa scultura che ritrae San Martino di cui ricorre proprio oggi la memoria.

“Salvadigus” al secondo appuntamento: l’enogastronomia ora invita a Collalto

(g.l.) Secondo appuntamento, domani, con “Salvadigus”, l’affermato circuito enogastronomico dedicato alla tradizione della selvaggina, con sottotitolo “Caccia al gusto nelle Prealpi Giulie”. La cena si terrà al ristorante Costantini di Collalto, dove la manifestazione era stata illustrata, alla presenza del presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, del riconfermato sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, e del critico enogastronomico Bepi Pucciarelli. Presenti, ovviamente, con Pio Costantini anche i titolari degli altri locali di Salvadigus 2021: Luca Braidot dell’Osteria di Villafredda (che ha ospitato il primo incontro), Paolo De Monte (Il Ristorantino dell’Albergo Centrale) e Fabiana Capovilla (Osteria Tinat).
“Salvadigus” – avevano spiegato i ristoratori – si propone come una vera e propria esperienza itinerante nel gusto, definita “percorso di caccia”. In ogni locale piatti di selvaggina diversi ed esclusivi per soddisfare ed appagare i gusti degli appassionati: a base di cinghiale, cervo, camoscio, fagiano, pernice e germano reale. Il tour prevede una serata “di gala” per ciascuno dei quattro venerdì di novembre. Dopo l’esordio all’Osteria di Villafredda, domani sarà appunto la volta di Costantini, mentre il 19 novembre toccherà al Ristorantino di Tarcento. Chiuderà la rassegna – venerdì 26 novembre – l’Osteria Tinat, nel contermine Comune di Nimis. Ma non chiuderà “Salvadigus 2021” perché, fino alla fine dell’anno, tutti i quattro locali manterranno nel menu alcuni piatti di quelli ideati per la rassegna.
La manifestazione enoastronomica beneficia del patrocinio del Comune di Tarcento ed ha come sponsor due eccellenze del territorio: il Ramandolo Docg, prodotto nell’area riconosciuta tra Nimis e Tarcento, e la Distilleria Ceschia di Nimis, la più antica del Friuli. Per la partecipazione alle serate è indispensabile la prenotazione.

Il ristorante Costantini di Collalto.

I RISTORANTI DI SALVADIGUS

Ristorante Osteria VILLAFREDDA – via Liruti, 7 Loneriacco di Tarcento Tel. 0432.79215
Ristorante COSTANTINI – via Pontebbana – Collalto di Tarcento Tel. 0432.792372-792004
Albergo CENTRALE-IL RISTORANTINO – via Garibaldi, 1 Tarcento Tel. 0432.785150
Osteria TINAT- via Cloz, 40, Borgo Cloz, Nimis Tel. 0432.1848238

No al Prošek, all’Ue il dossier Italia: le controdeduzioni croate in 60 giorni

di Giuseppe Longo

Prima mossa ufficiale dell’Italia a difesa del Prosecco prodotto tra Friuli Venezia Giulia e Veneto (beneficiando del nome del piccolo paese del Carso Triestino) contro le rivendicazioni croate. Ieri mattina è stato, infatti, trasmesso all’attenzione della Commissione Europea il dossier con l’opposizione del Ministero delle Politiche agricole al riconoscimento della menzione geografica tradizionale europea per il Prošek richiesto da Zagabria. Il documento è stato illustrato dal ministro Stefano Patuanelli e dal sottosegretario Gian Marco Centinaio che ha la delega al settore vitivinicolo, nel corso di una conferenza stampa in via XX Settembre, a cui hanno preso parte anche i presidenti dei consorzi interessati: Conegliano Valdobbiadene, Prosecco Doc, Colli Asolani e l’Associazione Patrimonio delle Colline Unesco.

Stefano Patuanelli

Gian Marco Centinaio

Nel dossier di 14 pagine – informa una nota del Mipaaf – sono state precisate la posizione italiana e le motivazioni tecniche, storiche e territoriali, compresa l’iscrizione delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene nella lista del patrimonio mondiale Unesco e l’incompatibilità del riconoscimento della menzione tradizionale Prošek. «Le motivazioni per cui ci opponiamo alla denominazione tradizionale Prošek sono ben solide e rappresentate nel documento che abbiamo inviato alla Commissione, tra le principali c’è la questione della omonimia tra la denominazione Prošek e la Dop», ha sottolineato il titolare del dicastero, il triestino Patuanelli, il quale ha aggiunto che sono «a rischio il sistema Paese, il sistema di protezione delle denominazioni geografiche e l’eccellenza della produzione agroalimentare italiana. Si rischia di istituzionalizzare l’italian sounding».
«L’Italia ha dimostrato all’Europa che tutti si sono messi a disposizione, dai consorzi ai comuni», ha aggiunto il sottosegretario Centinaio, spiegando poi: «Abbiamo prodotto il miglior documento possibile da presentare in opposizione. Le colline del Prosecco sono un patrimonio dell’umanità, oltre che agricolo anche culturale, quindi non possiamo pensare che da parte dell’Europa ci sia poca considerazione».

Il paese di Prosecco sul Carso.

Il Ministero delle Politiche agricole ricorda, infine, che ora la Croazia avrà 60 giorni di tempo per preparare e presentare le controdeduzioni alle quali l’Italia, rappresentata proprio dal Mipaaf, avrà diritto di controreplicare assieme a tutti coloro che hanno presentato già l’opposizione, tra cui i tre Consorzi citati e le Regioni interessate, appunto Friuli Venezia Giulia e Veneto.
Ricordiamo che il Prosecco è il leader mondiale (oltre 600 milioni di bottiglie) delle “bollicine” grazie a un mastodontico incremento dell’export che, negli ultimi anni, ne ha consolidato la leadership a livello planetario, più di Champagne e Cava. Gli Stati Uniti sono diventati il primo acquirente con un aumento del 48% ma l’incremento maggiore delle vendite si è verificato in Russia dove gli acquisti sono più che raddoppiati (+115%), mentre questo vino frizzante guadagna il 37%, seguito dalla Francia (+32%), sebbene questo sia proprio il Paese dello Champagne. La produzione di Prosecco, come detto, avviene in due regioni, Veneto e Friuli Venezia Giulia, e tre sono le denominazioni d’origine: Prosecco Doc, Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Docg e Asolo Prosecco Docg. Nel 2019, come si ricorderà, era avvenuto il riconoscimento Unesco per le bellissime Colline del Prosecco.
Non resta, dunque, che aspettare le controdeduzioni di Zagabria al dossier spedito da Roma a Bruxelles. L’Italia ha assicurato che si batterà strenuamente contro le rivendicazioni croate, memore anche – e soprattutto – della questione legata al Tocai friulano, il cui nome è stato perso (per il vino, non per la varietà di vite) proprio per l’assonanza del nome (o quasi, perché la grafia è completamente diversa) della località ungherese, che dà origine a un prodotto dolce e liquoroso che non ha nulla a che fare con il bianco secco nostrano per eccellenza, ma che ormai da molti anni può essere commercializzato soltanto come “Friulano”. Un precedente che dovrebbe rappresentare la chiave di volta dell’opposizione italiana, proprio in virtù del fatto che sul Carso Triestino esiste la località Prosecco. Che si scrive Prosek in sloveno, lingua che in zona è molto parlata.

Le colline patrimonio Unesco.

—^—

In copertina, grappolo di Glera, il vitigno base nella produzione delle bollicine di Prosecco.

In Friuli l’Estate di San Martino in osteria è ormai pronta ai nastri di partenza

“Estate di San Martino in osteria” è ormai pronta ai nastri di partenza. Dopo la pausa forzata del 2020, a causa dell’emergenza sanitaria, torna infatti con una nuova e spumeggiante edizione – l’11, il 12 e il 13 novembre – la manifestazione enogastronomica organizzata da Confesercenti Udine, Comitato Friulano Difesa Osterie e Pro Loco Città di Udine.
La tre giorni dedicata al gusto, che vedrà la partecipazione di ben 21 osterie si intitola “Non solo l’oca” e intende proporre piatti tipici con protagonista l’oca ma non solo, nei locali del territorio. Assieme ad alcune osterie di Udine (Da Artico, Pieri Mortadele, Ai Vecchi Parrocchiani, Osteria Da Lucia, Ex Provinciali, Al Canarino, Al Fari Vecjo, Ai Barnabiti, Al Fagiano, Cjanton Di Vin, Al Pavone, Osteria E Staffa, Al Pignolo, Al Lepre-Gustâ, Al Vecchio Stallo, Osteria Alle Volte, Osteria Mulinis, Quinto Recinto) parteciperanno anche La Polsade delle Streghe di Caminetto di Buttrio, l’Osteria Da Afro di Spilimbergo, e Al Tirassegno di San Daniele. Ognuna delle realtà coinvolte proporrà, dunque da domani, un menù pensato ad hoc e accompagnano da un’abbinata di vino, il tutto a prezzi calmierati, dai 3,50 ai 20 euro.
Anche in quest’occasione, come già avvenuto per “Friuli Doc in Osteria” e altri progetti, è stato realizzato un menù plurilingue: italiano, tedesco e friulano, grazie allo Sportel linguistic regjonâl pe lenghe furlane dell’Arlef. La manifestazione si terrà nel pieno rispetto delle normative vigenti, pertanto per partecipare sarà necessario il green pass.

La manifestazione enogastronomica è organizzata da Confesercenti Udine, Comitato Friulano Difesa Osterie e Pro Loco Città di Udine; con il patrocinio dei Comuni di Udine e San Daniele, Ente Friuli nel Mondo, Ducato dei vini friulani, Associazione Cuochi Udine, Unione regionale cuochi Fvg, Società Filologica Friulana, Accademia del Gusto Fvg; e in collaborazione con l’Arlef, Agenzia Regionale per la Lingua Friulana, Turismo Fvg, Radio Punto Zero, Radio Onde Furlane, La Legotecnica, AC – graphic&web designa.

—^—

In copertina, gruppo di oche le cui gustose carni sono apprezzate a San Martino assieme al vino novello.

 

A Pordenone è pronta al via Expo Rive la rassegna di viticoltura ed enologia

(g.l.) Pronta ai nastri di partenza, nei quartieri espositivi della Fiera di Pordenone, “Expo Rive 2021, Rassegna Internazionale Viticoltura Enologia”. «Questo evento incrocia un’esigenza primaria per il settore: quella del confronto. C’è, infatti, tra gli operatori tanta necessità di incontrarsi e di scambiarsi informazioni per essere pronti a cogliere quei cambiamenti ormai ineludibili del nostro tempo, che se gestiti con competenza e professionalità rappresentano delle concrete opportunità di miglioramento per le aziende», ha detto, collegato in videoconferenza, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, nel corso della presentazione della importante rassegna vitienologica.
Come ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga, i momenti dedicati alle rassegne espositive sono particolarmente utili, soprattutto in un passaggio storico come quello attuale ancora contrassegnato dall’emergenza pandemica. «In queste occasioni infatti – ha spiegato Zannier, come si legge in una nota Arc – c’è la possibilità di incrociare le esigenze con le offerte e di capire quindi dove sia più opportuno concentrare le proprie attività. L’Amministrazione regionale – ha concluso l’assessore -, come ha già fatto nel passato, continuerà a dare il massimo sostegno a questa iniziativa, perché la riteniamo unica nel panorama locale e indispensabile per gli operatori, sia per quelli che espongono sia per quelli che vengono per comprendere e toccare con mano come stanno evolvendo i sistemi di produzione e il mercato».
«Rive – ha affermato dal canto suo Renato Pujatti, presidente di Pordenone Fiere – è l’unico appuntamento italiano dedicato all’intera filiera della viticoltura ed enologia. All’origine del progetto Rive c’è anche l’idea di valorizzare un settore come quello della viticoltura, che rappresenta un’eccellenza italiana e che richiede quindi tecnologie molto avanzate. La collaborazione con FederUnacoma garantisce la presenza in fiera delle tecnologie migliori sul mercato per la meccanizzazione del vigneto».
Da segnalare tre importanti proposte in questa edizione della ripartenza: DynamicRive (in azione le macchine presenti in fiera in modo da conoscerne funzionalità e caratteristiche), Making Spirits (produzione di distillati e superalcolici) ed Enotrend (spazio di approfondimento, organizzato da Fondazione Friuli con il patrocinio di Ministero delle Politiche agricole, con più di trenta appuntamenti).

—^—

In copertina, uno scorcio di vigneti nella zona Doc Grave del Friuli.

“Curiosi di natura”, un’escursione da Padriciano al ciglione carsico

La cooperativa “Curiosi di natura” informa che, causa concomitanza con un corso di aggiornamento professionale delle guide, l’escursione di domenica 14 novembre “Da Padriciano al ciglione carsico”, a Trieste, è stata rinviata. Verrà recuperata domenica 21 novembre, sempre dalle 9.30 alle 12.30, nell’ambito del programma della manifestazione “Sapori del Carso”.
“Curiosi di natura” dal 2001 si occupa di divulgazione e didattica ambientale, di turismo naturalistico e valorizzazione del territorio. «Siamo una cooperativa, con sede a Trieste – spiegano i suoi responsabili -, di professionisti del settore: laureati in materie ambientali, guide naturalistiche abilitate dalla Regione, esperti del territorio, in didattica delle scienze e della comunicazione. Attuando la nostra filosofia di lavoro, puntiamo a far crescere nelle persone la coscienza ecologica, e a sviluppare un turismo sostenibile, rispettoso dell’ambiente, delle tradizioni e del territorio. Operiamo nel Friuli Venezia Giulia e verso la Slovenia su vari progetti di cultura, turismo e divulgazione ambientale, collaborando con privati, agenzie turistiche, scuole, centri estivi ed Enti pubblici».

Prenotazioni aperte alla mail curiosidinatura@gmail.com e al cell. 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it

—^—

In copertina e all’interno immagini di Trieste dal ciglione carsico.

 

Riviera Friulana e agricoltura sostenibile: oggi filo diretto Isola Augusta-Glasgow

La Riviera Friulana, oggi, al centro di una delle iniziative collaterali di Cop26 di Glasgow. L’azienda agricola Isola Augusta di Palazzolo dello Stella sarà, infatti, sede di un pomeriggio di approfondimento e confronto sul tema “Agricoltura, uso della terra e foreste”. La realtà agrituristica e vitivinicola connessa con le iniziative inerenti la cultura del territorio rivierasco ideata da Renzo Bassani e sviluppata dal figlio Massimo, vicepresidente di Agrapromo e del Movimento Turismo del Vino Fvg, che ora è sostenuta dal figlio Jacopo, “winemaker” dell’anno 2020, è stata selezionata in quanto modello virtuoso di una sostenibilità ambientale mantenuta parallelamente alla crescita quantitativa e qualitativa della produzione enologica, oramai premiata e riconosciuta anche all’estero. Per questa occasione di visibilità che dà lustro all’intero arco rivierasco e al Friuli Venezia Giulia, Isola Augusta ha avuto il sostegno dell’Ambasciatrice europea del Patto sul clima, Cinzia De Marzo.

Storica foto: Bassani con Luigi Veronelli.

L’incontro avverrà in diretta web-streaming  e su Facebook con Glasgow, in collaborazione con Agri Formazione in Chianti, partner di Isola Augusta nell’iniziativa. In apertura, è prevista la tavola rotonda “Agricoltura locale sostenibile e distretti del vino bio verso la neutralità climatica”, che avrà per protagonisti rappresentanti delle istituzioni e del mondo economico del territorio rivierasco, nonché esperti del settore. Sono previsti gli interventi, nell’ordine, dei sindaci di Palazzolo dello Stella (Comune nel quale si trova l’attività di Massimo Bassani), Franco D’Altilia, e di Udine, onorevole Pietro Fontanini, degli assessori regionali, alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, e alle Infrastrutture e territorio, Graziano Pizzimenti, di Marco De Munari, della Camera di commercio Pordenone-Udine, di Mauro Bordin, consigliere regionale, e di Marco Dreosto, parlamentare europeo.
Sostenibilità e storia dello sviluppo del territorio, del paesaggio, dell’ambiente, gli argomenti che saranno quindi affrontati da Carlo Morandini, presidente dell’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio del Friuli Venezia Giulia, mentre Sara Pugnale, della Fvg Agrifood6bioeconomy cluster agency, tratterà di marketing e comunicazione, e Sandro Billi, Ceo Side Note Scc, rappresentante del Tourism initiative del Global Wellness Institute, parlerà di turismo connesso alla salute del territorio.
A seguire, in collegamento online con Cop26 a Glasgow, la tavola rotonda moderata da Cinzia De Mauro, membro di EuClipa Italy, che sarà aperta da Massimo Bassani, su La filosofia lungimirante di un’azienda a favore della produzione sostenibile e nel rispetto dell’ambiente. Seguiranno Stefano Amadeo, agronomo di Isola Augusta, esperto di agricoltura biologica e a basso impatto ambientale; Elisa Corneli, presidente di Chiantiform; Roberto Stucchi Prinetti, direttore del Chianti Bio-district; Lorenzo D’Avino, ricercatore del Crea-Aa-Fi; Caterina Biti, vicepresidente della 9a Commissione permanente del Senato;  e Jacopo Bassani, responsabile del settore marketing internazionale di Isola Augusta, su Promozione di prodotti vitivinicoli eco-sostenibili e la risposta del mercato italiano ed estero.

La sede di Isola Augusta.

—^—

In copertina, l’imprenditore vitivinicolo Massimo Bassani.

 

San Martino a Dolegna, dopo lo stop torna il Ringraziamento con i suoi Premi

(g.l.) Anche Dolegna del Collio è una rinomata Città del Vino del Friuli Venezia Giulia – come la contermine Prepotto, terra dello Schioppettino – e nel prossimo anno sicuramente beneficerà della scelta del Vigneto Fvg, con Duino Aurisina, a sede della Città Italiana del Vino 2022. Ma, nel frattempo, fa una riflessione sul presente, tirando le somme dell’annata agraria e dei brillanti risultati, soprattutto in termini qualitativi, ottenuti dal settore vitivinicolo, il principale peraltro del paese in riva al torrente Judrio che eccelle per i suoi grandi vini, a cominciare dalla Ribolla gialla, vero vanto di questi produttori. E lo farà in occasione della imminente e attesa ricorrenza di San Martino, quando la piccola comunità si riunirà, secondo consolidata tradizione, per “ringraziare” e “premiare”. E quest’anno la manifestazione è ancora più attesa e sentita dopo lo stop imposto l’anno scorso dall’emergenza sanitaria.

Ecco l’ultima Festa nel 2019.

Quella di Dolegna del Collio è, infatti, la Festa del Ringraziamento più nota e partecipata del Friuli. Perché l’evento, giunto alla 55a edizione, richiama ogni anno, l’11 novembre, proprio in occasione della ricorrenza di San Martino, l’attenzione del mondo dei campi poiché in tale circostanza la sezione locale della Coldiretti conferisce il premio “Falcetto d’oro” e il Comune collinare il premio “Foglia d’oro” a illustri enti o personalità che hanno promosso l’agricoltura e la viticoltura e, in generale, la cultura rurale in regione, in Italia e nel mondo, sui cui nomi il riserbo rimane assoluto fino al momento della cerimonia.
Sostenuta da CiviBank, la manifestazione è in programma appunto giovedì 11 novembre, alle ore 11, nell’area della cooperativa agricola di via Zorutti. Negli ultimi anni l’evento ha acquisito un notevole spessore per gli illustri personaggi che hanno ricevuto il riconoscimento. Del resto, la banca cividalese è l’istituto leader in Friuli Venezia Giulia nel credito agrario e ha voluto contribuire a conferire a questa iniziativa la massima rilevanza possibile, tanto è vero che nelle ultime edizioni non sono mai mancati i massimi esponenti politico-istituzionali e del settore agricolo della nostra regione. Dopo la celebrazione eucaristica e la successiva benedizione dei mezzi agricoli (l’unica cerimonia che si era potuto fare nel 2020), il presidente della giuria, l’agronomo, enologo e giornalista Claudio Fabbro, condurrà la consegna dei riconoscimenti. Riguardo al rito religioso, sarà sicuramente avvertita l’assenza di monsignor Paolo Nutarelli che ha lasciato Cormons in quanto scelto per la guida della sua Grado, dove farà il solenne ingresso proprio questo pomeriggio.
Ricordiamo che il “Falcetto d’oro” viene assegnato dalla Coldiretti a enti o personalità che hanno valorizzato con la loro attività l’agricoltura, l’enologia e il territorio. Anche l’amministrazione comunale ha voluto affiancare a questo premio un proprio riconoscimento denominato “Foglia d’oro” assegnato a personaggi di chiara fama. A Dolegna per San Martino sono dunque attesi i massimi rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, della Coldiretti e della CiviBank.
A favore del comparto primario la banca cividalese ha rinnovato il proprio impegno anche nell’annata agraria 2020-21 accompagnando le imprese sia sul fronte ordinario che in quello straordinario a seguito delle calamità che si sono verificate. Sul fronte ordinario, si è ulteriormente messa a frutto la convenzione stipulata con la Regione Fvg per la concessione di finanziamenti a valere sul Fondo di rotazione.

—^—

In copertina, vigneti a Dolegna del Collio tra i colori autunnali post-vendemmia; qui sopra, il centro del piccolo paese con Chiesa e Municipio.

Duino Aurisina è “Città Italiana del Vino”: a giorni riceverà il testimone da Barolo

(g.l.) L’ambito titolo di “Città Italiana del Vino 2022” spetta dunque al Vigneto Fvg e lo avrà meritatamente, perché lo ha voluto con tenacia, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, proiettando così la piccola grande Doc Carso sulla scena nazionale, con ricadute positive in tutto il Friuli Venezia Giulia. Lo ha deciso – come anticipato domenica scorsa, riferendo degli ottimi risultati qualititativi della vendemmia a Nimis, pure “storica” Città del Vino – la commissione incaricata di giudicare i dossier di candidatura pervenuti alla segreteria dell’Associazione entro la data del 30 settembre scorso. Tre i Comuni partecipanti: appunto Duino Aurisina (Trieste), Menfi (Agrigento) e Ziano Piacentino (Piacenza). Nella decisione ha giocato un ruolo importante la forte condivisione con gli altri territori Città del Vino del Friuli Venezia Giulia di un programma ricco e articolato, espressione di una forte identità che supera i confini comunali con un forte messaggio inclusivo e partecipativo. Del resto Trieste, capoluogo a due passi da Duino, è città di confine, territorio attraverso il quale si intrecciano culture e lingue, un passaggio a nord-est che ancora oggi è testimone di vicende che hanno segnato la storia.

Il Comune in provincia di Trieste, capofila di un progetto di ampio respiro, mette in rete altre Città del Vino del Friuli Venezia Giulia e le comunità delle vicine Slovenia e Croazia, in un’ottica europea e transfrontaliera. Un ricco programma d’eventi culturali ed enoturistici per un anno intero, con uno sguardo rivolto a Gorizia e Nova Goriča 2025 (Capitale Europea della Cultura) e allo sviluppo sostenibile (Agenda 2030). Il passaggio delle consegne si terrà a Barolo Città Italiana del Vino 2021 durante la Convention delle Città del Vino (19-21 novembre), mentre il 5 febbraio prossimo è prevista la cerimonia di investitura a Duino Aurisina.

Il Comune enoturistico in provincia di Trieste ha superato a pieni voti “l’esame” della commissione tecnica del consiglio nazionale dell’Associazione Città del Vino, spuntandola su le altre candidature, appunto Menfi e Ziano Piacentino. La nomina ha ricevuto il plauso del presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, e Daniela Pallotta, sindaco di Duino Aurisina, sottolinea la grande soddisfazione per un «riconoscimento a un ambiente estremo e affascinante come il Carso, luogo d’eccellenza della produzione vitivinicola italiana ed europea; un territorio unico e meraviglioso – sottolinea ancora il primo cittadino – premiato da un grande lavoro di squadra con un programma che coinvolgerà quasi tutte le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia e i rispettivi territori».

«Siamo particolarmente soddisfatti del risultato ottenuto da Duino Aurisina, che già lo scorso anno aveva partecipato al bando con grande convinzione – ha commentato il coordinatore regionale delle Città del Vino Fvg, Tiziano Venturini -. L’originalità del progetto è quello di rappresentare non soltanto il Comune ma un intero territorio, mettendo in sinergia altre amministrazioni e dando valore al rapporto di collaborazione ormai consolidato in questi anni. Inoltre, l’iniziativa ha una vocazione transfrontaliera che coinvolge anche le Città del Vino istriane della Croazia, come Buie, Verteneglio, Umago e Grisignana. E l’impegno continuerà anche in seguito perché intendiamo candidarci a ospitare l’edizione 2025 del concorso enologico internazionale delle Città del Vino, quando Gorizia e Nova Goriča saranno Capitali europee della cultura».

«Un risultato importante sia per la proposta, completa ed articolata che tiene conto delle peculiarità non solo di Duino Aurisina, ma di tutte le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, sia per le potenzialità che la stessa ha messo in campo», sottolinea Massimo Romita, assessore al turismo agricoltura e politiche per il Carso che ha ideato e coordinato il progetto. «Tra i punti salienti – ricorda Romita – oltre all’importante valorizzazione dei vitigni autoctoni Vitovska e Terrano e dei luoghi, il Carso, dove si coltivano e sono prodotti gli omonimi vini, vi sono argomenti rilevanti come il cammino delle comunità locali verso il 2030, legato alla sostenibilità della produzione regionale, la sinergia tra le stesse Città grazie al lavoro infaticabile di Tiziano Venturini, coordinatore del Fvg di Città del Vino». Romita sottolinea, inoltre, che questo riconoscimento si aggiunge agli obiettivi di candidatura del Collio-Brda a patrimonio Unesco, e GO2025, quando Gorizia sarà appunto Capitale europea della cultura.
«Il riconoscimento a Duino Aurisina ha un alto valore anche in un’ottica di collaborazione europea tra Paesi vicini e confinanti – ha commentato il presidente nazionale di Città del Vino, Floriano Zambon -. Il Carso è da sempre un territorio di influenze tra lingue e culture diverse e il titolo di Città Italiana del Vino 2022 è anche un omaggio a una condivisione di valori e di reciproca collaborazione tra territori e culture diverse. Anche in questo caso l’enoturismo e la difesa delle economie locali è un grande terreno di unione e confronto».

Il riconoscimento ottenuto da Duino Aurisina è frutto di un grande lavoro di squadra condotto in questi mesi dal coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia (30 soci, di cui 26 Comuni e 4 Pro Loco) che ha saputo mettere a regime un dossier progettuale convincente e di qualità, in un’ottica di sinergia collaborativa tra vari Comuni ed enti locali.
Tra i numeri del progetto da segnalare 33 schede di grandi ed importanti eventi della nostra regione, che vedranno lo sviluppo da febbraio a dicembre 2022 con un significativo indotto per tutto il territorio. Tra le schede presentate figura la presenza di oltre 25+15 Comuni del Friuli Venezia Giulia e delle vicine Slovenia e Croazia per rendere transfrontaliero il progetto, oltre 13 Pro Loco regionali, per un totale di 218 soggetti coinvolti, tra pubblici e privati, a cui vanno ad aggiungersi tutte le aziende agricole partecipanti a vario titolo. Un “esercito” di quasi 500 entità pronte a promuovere la importante candidatura.

LA SCHEDA

Oltre a Duino Aurisina – Devin Nabrežina e alla citata Nimis, i Comuni aderenti alle Città del Vino in Friuli Venezia Giulia sono Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda , Sequals, Trivignano Udinese, Torreano. Nel loro territorio vitato sono presenti tutte le Doc e Docg della regione e risiedono circa 130 mila abitanti (pari all’11% dell’intera popolazione regionale).

—^—

In copertina e all’interno vigneti del Carso dopo la vendemmia e sul Golfo di Trieste; il Castello di Duino e la Baia di Sistiana.