Ribolla e Prosecco Rosè d’oro a Casarsa ma preoccupano continui rialzi e clima

Le bollicine di Casarsa applaudite a livello internazionale. Doppia medaglia d’oro, infatti, per La Delizia Viticoltori Friulani: la più importante cooperativa vitivinicola del Friuli Venezia Giulia ha ricevuto la comunicazione ufficiale del primo posto per i suoi spumanti in due rinomati concorsi enologici europei. Al Berliner Wine Trophy, più grande concorso al mondo che si tiene nella capitale tedesca con oltre 14 mila vini registrati, la Ribolla gialla Spumante Brut Naonis ha ricevuto la medaglia d’oro. Stesso risultato per il nuovo La Delizia Prosecco Doc Rosè Spumante Extra Dry al Concours mondial de Bruxelles, tenutosi quest’anno a Valladolid in Spagna e che ha visto in gara oltre 1170 vini.

«In un solo giorno – ha commentato il direttore della Delizia, Mirko Bellini – le nostre bollicine hanno ricevuto due medaglie d’oro: un doppio riconoscimento che ci dà grande soddisfazione perché ottenuto in concorsi mondiali sia con la Ribolla gialla, vitigno autoctono del Vigneto Fvg, che con il nuovo Prosecco Doc Rosè, al suo primo successo internazionale. L’azienda sta lavorando nella maniera corretta, grazie al grande impegno di tutti, dai soci ai dipendenti in produzione fino al settore commerciale».
C’è ora da lavorare per il futuro, anche a fronte di una situazione internazionale e climatica che pone diverse sfide. «La situazione per il comparto vinicolo del Friuli Venezia Giulia è pesante – aggiunge Bellini -: mancano materie prime congiuntamente a un aumento spropositato dei costi di produzione. Attenzione che però questo aumento dei costi non è dato tanto, in questa fase, dal conflitto in corso in Ucraina, ma è una speculazione partita diversi mesi fa, già dalla primavera scorsa e che non si è mai fermata. Si creano così degli attriti tra cantine, fornitori e clienti del prodotto finale. Chi come noi, già nella fase post Covid-19, si è adattato avviando un processo di cambiamento aziendale orientato alla sostenibilità sicuramente in questa fase è un passo avanti agli altri che magari sono rimasti fermi e ora si trovano ad affrontare grossi problemi. I costi, a partire da quelli energetici, sono alti da sostenere e quindi, per non lasciare sole le aziende, ci vuole un intervento comune, nel quale potrebbe svolgere una parte fondamentale il Pnrr. Fondi, quest’ultimi, che potrebbero essere una marcia in più per la nostra regione».
Intanto, nel vigneto si attende l’arrivo della pioggia, dopo un inverno molto secco. «Vediamo cosa succederà – conclude il direttore Bellini -, sperando che dopo il ritorno della pioggia e i primi germogliamenti delle piante non ci siano delle ricadute di freddo. Speriamo sia un’annata positiva senza troppi problemi, perché se mancasse anche l’uva si andrebbe ad appesantire una situazione già difficile per le nostre aziende».

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In copertina, ecco gli spumanti premiati con la medaglia d’oro a livello internazionale.

Ucraina, è allarme di FedAgriPesca Fvg per l’impatto sulle filiere agricole

Agroalimentare Fvg a rischio a causa della guerra in Ucraina. È forte, infatti, la preoccupazione delle cooperative delle filiere per l’impatto sui mercati del conflitto scoppiato ormai tre settimane fa. Perciò, i rappresentanti delle cooperative agricole e della pesca del Friuli Venezia Giulia si sono riuniti a Udine, nella sede di Confcooperative Fvg, per fare il punto della situazione. Alla crescita dei costi energetici, si aggiungono le turbolenze sui prezzi delle commodities scambiate sui mercati internazionali, con aumenti record per i cereali, e gli impatti sulle filiere agricole. «Le tensioni sui prezzi e sui mercati, aggiunte alle perturbazioni sui commerci internazionali e a comportamenti speculativi, potranno colpire in maniera differenziata i diversi segmenti delle filiere agricole, mettendo in crisi molti produttori», è l’allarme di Venanzio Francescutti, presidente di FedAgriPesca Fvg, la Federazione regionale delle 131 cooperative della filiera agroalimentare (agricoltura e pesca) di Confcooperative, con 449 milioni di euro di ricavi e 9.773 soci produttori.

Venanzio Francescutti


Il presidente nazionale di FedAgriPesca, Giorgio Mercuri, in collegamento da Roma, ha sottolineato la necessità di un Piano straordinario e di emergenza per le colture strategiche: «È necessario anticipare i pagamenti diretti per sostenere il settore e sospendere i requisiti del greening liberando l’uso di terreni improduttivi. È forte, infatti, la richiesta europea di influenzare le intenzioni di semina primaverili a favore di mais, soia, girasole, sorgo e orzo, aumentando la capacità produttiva e garantendo un incremento della produzione nazionale. Già nel quadro della Pac attuale, inoltre, si può attivare la riserva di crisi liberando risorse per 500 milioni di euro».
Ma l’incremento della produzione è frenato dalle incertezze sulle condizioni di mercato e sul prezzo finale al momento del raccolto: incertezze che inducono le aziende agricole a un comportamento cauto. «C’è il fondato timore che i prezzi di produzione possano erodere i margini in maniera significativa – spiega infatti Francescutti – perché non solo cresce l’energia, ma anche ad esempio il costo di fertilizzanti e mangimi. L’urea ha superato i 100 euro al quintale, e sta diventando di difficile reperibilità. Al momento, le maggiori preoccupazioni – aggiunge il presidente di FedAgriPesca Fvg – vengono dal settore zootecnico, che affronta un drammatico aumento dei costi di produzione (dei mangimi, in primis), mentre il prezzo del latte alla stalla resta eccessivamente basso – attorno agli 0,40 euro/litro -, frenato anche da consumi in calo del 6-7 per cento». E mentre il comparto cerealicolo potrebbe non beneficiare a pieno del buon prezzo dei cereali a causa dell’impressionante crescita dei costi energetici (ma anche dei prodotti fitosanitari e dei carburanti), quello vitivinicolo deve affrontare pure le tensioni legate agli scenari export, complicato ulteriormente da problemi nel reperimento di bottiglie e capsule. Uno scenario complesso, dunque, che intanto deve già fare i conti con aumenti dei costi degli imballaggi: in legname del 61 per cento; in cartone del 31 per cento; in banda stagnata del 60 per cento; della plastica per l’agroalimentare, del 72 per cento; del vetro del 40 per cento. A questi si aggiungono le impennate, dal 400 per cento al 1.000 per cento, di container e noli marittimi.

Coltivazione di soia.


Il presidente regionale di Confcooperative, Daniele Castagnaviz, invita a non sottovalutare le difficoltà del comparto: «La filiera agroalimentare è centrale per il Paese e per il Friuli Venezia Giulia ed è un elemento distintivo della nostra riconoscibilità nel mondo. Servono, pertanto, misure straordinarie per sostenerne la competitività anche in questa fase difficile».
Preoccupati anche i produttori ortofrutticoli: conseguenze sui mercati potrebbero derivare, infatti, pure dall’invasione del mercato nostrano di prodotti, mele in particolare, abitualmente smerciate da Paesi come la Polonia, proprio sul mercato russo, e che nei prossimi mesi potrebbero essere riversate sui mercati dell’Europa occidentale, creando tensioni sui prezzi.

Bovine di Pezzata rossa.

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In copertina, produzione di mele in Friuli: anche questo settore è a rischio.

 

Fauna selvatica e danni alle coltivazioni: domani incontro di Arga Fvg a Latisana

(s.b.) “La gestione della fauna selvatica e i danni che essa arreca sulle terre coltivate e sui terreni vitati”: questo il tema di grande attualità che sarà trattato a cura di Arga Fvg, l’associazione dei giornalisti agricoli del Friuli Venezia Giulia presieduta da Carlo Morandini, domani alle 18.30, nella galleria La Cantina, in via Generale Radaelli 6, a Latisana. L’iniziativa è organizzata con la collaborazione dell’Associazione culturale La Riviera Friulana, dello stesso spazio artistico diretto da Giovanni Toniatti Giacometti e del Club per l’Unesco di Udine.

Carlo Morandini


E, a proposito di fauna selvatica, va registrato che il Friuli Venezia Giulia è pronto a mettere in campo un piano di intervento per il contenimento della diffusione della peste suina africana, un’infezione virale che non si trasmette all’uomo, ma che si diffonde tra i cinghiali e può mettere ad alto rischio gli allevamenti di maiali nel Nord Italia e in particolare nella nostra regione. L’ingresso dell’infezione in Italia era atteso da Est, ma i primi casi sono stati registrati in Piemonte e Liguria. A chiarirlo è stato l’assessore Stefano Zanier in Seconda Commissione, in seguito all’interrogazione presentata sul tema dal capogruppo dei Cittadini, Tiziano Centis. «La preoccupazione tra gli addetti ai lavori – ha spiegato Centis in aula – è grande e condivisibile perché la possibilità che questa letale pandemia possa raggiungere anche gli allevamenti di maiali in regione è oggettivamente molto alta. L’assessore ha rimarcato la necessità di attivare una Unità di crisi ristretta per il coordinamento delle azioni da intraprendere a breve termine e un gruppo allargato di analisi e azione che coinvolga anche il Servizio caccia, con l’intento di aumentare la segnalazione di ritrovamenti di eventuali carcasse di cinghiali, primi portatori della malattia».

Tiziano Centis

Da giorni negli allevamenti del Friuli Venezia Giulia si è alzato il livello di guardia. I lavoratori prima di entrare negli impianti sono costretti a bardarsi. È vietato l’ingresso di persone non addette ai lavori. E chiunque entri deve seguire le pratiche di sanificazione, in particolare delle calzature. Nella nostra regione ci sono un centinaio di allevamenti concentrati in particolare nei territori di Pordenone e Udine con oltre duecentomila capi allevati. Le carni suine rappresentano quasi il 9 per cento dell’intera produzione di carni del Fvg, ma considerando l’intera filiera suinicola – dagli allevamenti, ai macelli fino ai prosciuttifici (sono circa 400 mila le cosce che gli allevamenti del Fvg forniscono annualmente al distretto di San Daniele) – si parla di un fatturato annuo che supera di gran lunga i 350 milioni di euro. «Di fronte a tali numeri un piano di sorveglianza e prevenzione, basato su un sistema di allerta precoce, risulta indispensabile. E la Regione – ha concluso Centis – dovrà anche continuare a garantire, come già fatto lo scorso anno, un sostegno concreto a un comparto che rappresenta una delle nostre eccellenze. A livello nazionale il Ministero dell’Agricoltura ha stanziato 50 milioni di euro per il contenimento della peste suina africana, di cui 15 milioni per l’installazione di reti e 35 milioni per interventi di biosicurezza negli stabilimenti».

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In copertina, un branco di cinghiali: la loro presenza favorisce la diffusione della Peste suina africana fra i maiali allevati.

Città del vino, Angelo Radica è entusiasta di aver conosciuto il Vigneto Fvg

(g.l.) È sicuramente ripartito per la sua terra d’Abruzzo con un bellissimo ricordo del Friuli Venezia Giulia, il leader nazionale delle Città del vino. Angelo Radica ha infatti vissuto giornate entusiasmanti, perfettamente organizzate, che hanno avuto il loro apice nella grande e riuscitissima cerimonia di investitura di Duino Aurisina a Città italiana del vino 2022. Si è trattato di una visita approfondita della nostra regione e in particolare del Vigneto Fvg e delle sue eccellenze, per conoscerne realtà, territori e produttori in vista della stagione enoturistica della tanto auspicata ripartenza post-Covid.

Duino Aurisina

Rauscedo

Casarsa della Delizia

Il neo presidente nazionale delle Città del Vino – ne è al timone dall’autunno scorso – ha, insomma, vissuto un intenso fine settimana in Friuli Venezia Giulia, accolto dal coordinamento regionale dell’associazione. Al centro del programma, appunto, la ricordata cerimonia inaugurale del programma di Duino Aurisina Città italiana del Vino 2022, ovvero la “capitale” annuale de sodalizio, con il borgo giuliano che ha ricevuto il testimone da Barolo e avviato un ricco programma di oltre 30 eventi su tutto il territorio regionale: come è noto, prenderanno il via sabato, giorno di San Giuseppe, con la famosa Festa del vino di Bertiolo che ritorna dopo uno stop forzato di due anni. Ma Radica – in missione assieme al direttore generale delle Città del Vino, Paolo Corbini, e accompagnato dal coordinatore regionale Tiziano Venturini, dal vice Maurizio D’Osualdo e dagli altri componenti del coordinamento Fvg – ha visitato anche Corno di Rosazzo, dove ha sede il Consorzio per la tutela dei vini Friuli Colli orientali e Ramandolo, Cividale, Buttrio, Cormons, Aquileia, Casarsa della Delizia e Rauscedo di San Giorgio della Richinvelda, coprendo così le varie zone a denominazione di origine controllata del Friuli Venezia Giulia. In ogni tappa l’accoglienza calorosa di sindaci e amministratori, dei produttori locali nonché dei presidenti delle Pro Loco: il Friuli Venezia Giulia è infatti la regione italiana che ne ha di più associate, ben quattro, accanto ai 29 Comuni.
Radica e Corbini sono quindi venuti a contatto con realtà molto importanti, spesso sotto i riflettori internazionali: luoghi prestigiosi delle Doc Collio, Colli orientali del Friuli, Grave del Friuli e Aquileia, con Casarsa che vanta la più grossa realtà associativa con i Viticoltori La Delizia e la piccola ma grande Rauscedo, “capitale” mondiale del vivaismo viticolo dalla quale partono barbatelle di ogni varietà per tutto il pianeta e che in questi ultimi anni si è distinta per aver prodotto assieme all’Istituto di genomica applicata e all’Università di Udine le famose “viti resistenti” in grado di affrontare con maggior forza i patogeni e quindi richiedere meno trattamenti, nel rispetto dell’ambiente.

Cividale

Corno di Rosazzo

«Le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia – ha commentato il presidente Radica che ha ricevuto il testimone dal coneglianese Floriano Zambon – sono all’interno di una rete, che funziona e vede una sinergia proficua tra coordinamento, Comuni, Pro Loco, Consorzi e produttori. In questi ultimi, davvero molto preparati e innovativi, ho visto un passaggio generazionale vivo e pieno di passione e impegno. Sarà mia cura portare queste buone pratiche all’attenzione degli altri territori regionali della nostra associazione». «Siamo grati – ha fatto eco Tiziano Venturini – al presidente e al direttore generale di aver dedicato un intero fine settimana alla nostra realtà regionale, mostrando grande attenzione al Friuli Venezia Giulia che quest’anno, grazie a Duino Aurisina Città italiana del Vino e ai tanti eventi collaterali, si candida a essere una delle mete enoturistiche di punta nel panorama italiano. Ci aspettano mesi ricchi di impegni: siamo pronti con tanto entusiasmo».

Aquileia

Ricordiamo, infine, che i Comuni aderenti alle Città del vino in regione sono 29: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna dl Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche quattro Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli Bertiolo. Come è noto, è in avanzata fase l’iter per l’accoglimento di San Giovanni al Natisone, per cui presto le Cdv Fvg saliranno trenta!

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In copertina, bella foto ricordo al Castello di Duino al termine di una entusiasmante mattinata per le Città del vino.

(Foto di Davide Francescutti)

Città del vino 2022, partita la “nave” di Duino Aurisina: Bertiolo il primo “porto”

di Giuseppe Longo

DUINO AURISINA – La cerimonia di insediamento di Duino Aurisina quale “Città italiana del vino 2022”, con il ricevimento simbolico dello scettro dalla piemontese Barolo, è terminata esattamente quando dal vicino campanile giungevano i quotidiani rintocchi dell’Angelus. E, lasciata la bellissima sala convegni, mentre salivo per il brindisi conclusivo al possente Castello dei Principi Thurn und Taxis – amato dall’imperatrice Sissi, ma anche dai poeti Rainer Maria Rilke e Gabriele D’Annunzio -, il mio sguardo veniva rapito dal leggendario sperone roccioso della “Dama Bianca”, tra lo scintillìo, sotto il sole di mezzogiorno, del mare appena increspato. Tanto che l’immagine di quest’angolo di Adriatico, pieno di fascino, mi ha fatto riaffiorare tra i ricordi dell’adolescenza “Partirà, la nave partirà…”, il significativo brano scritto dal cantautore polesano Sergio Endrigo oltre mezzo secolo fa, prefigurando già i guai ambientali che oggi stiamo vivendo. E mi è parso quasi automatico associare queste parole, come simpatica metafora, alle Città del vino, la cui “nave” – capitanata proprio da Duino Aurisina – stava salpando verso un “mare” rappresentato da un anno che rimarrà nella storia del Vigneto Fvg. Un 2022 pieno zeppo di proposte e di iniziative, legate all’enoturismo (oltre 30 eventi!), anche in un proficuo “dialogo” transfrontaliero con Slovenia e Croazia. E che avrà il suo esordio proprio in questo fine settimana a Bertiolo dove, tradizionalmente, in occasione della ricorrenza di San Giuseppe, si organizza quella che è conosciuta come la prima, famosa Festa del vino del Friuli Venezia Giulia.

Il messaggio di Fedriga.

L’assessore Bini.

Il tavolo dei relatori.

Duino Aurisina – Devin Nabrežina, con il sindaco Daniela Pallotta e l’assessore Massimo Romita – e l’assistenza dell’instancabile coordinatore regionale Cdv, Tiziano Venturini -, ha infatti creduto tenacemente nelle sue potenzialità, fatte di Carso-Kras, rocce aspre e terre rosse, Vitovska, Terrano e Malvasia un tempo semplici vini da “osmiza” e oggi proposti da prestigiose etichette, ma anche di angoli turistico-ambientali e storici di prim’ordine affacciati sul Golfo di Trieste, con alle spalle un Friuli che ha proprio tutto, un «piccolo compendio dell’Universo», per citare le parole di Ippolito Nievo. Tanto da presentare un progetto convincente che è stato premiato con la proclamazione di leader per il 2022, come ha sottolineato il neo presidente nazionale delle Città del vino, Angelo Radica, sindaco dell’abruzzese Tollo, intervenuto con il direttore generale Paolo Corbini. Ha infatti tutti i numeri per guidare la “grande famiglia” tricolore, a cominciare dalle altre 28 Città Fvg (più quattro Pro Loco), che presto diventeranno trenta con l’ingresso di San Giovanni al Natisone. Per cui – ha osservato Radica, entusiasta per l’accoglienza e la perfetta organizzazione – si tratta dell’associazione più rappresentativa dei Comuni italiani dopo l’Anci. Con la particolarità aggiuntiva di rappresentare l’importante mondo vitivinicolo.

Il presidente nazionale Radica.

L’assessore Romita.

Il coordinatore Fvg Venturini.

Fondamentale, però, è “fare sistema” come ha esortato l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, il quale, portando il saluto e l’adesione del governatore Massimiliano Fedriga (intervenuto con un applaudito video-messaggio), ha osservato che «il Friuli Venezia Giulia incarna questa capacità di fare squadra che ha portato Duino Aurisina a conseguire l’obiettivo di essere Città italiana del vino 2022: il risultato di un lavoro tutt’altro che semplice, perché svolto in un periodo complicato come è stato quello dell’emergenza pandemica». Ed è proprio la capacità di “fare sistema” – unendo attraverso una progettualità di alto livello tutti gli altri Comuni – ad aver trovato il plauso dell’esponente regionale, il quale ha sottolineato la straordinaria opportunità offerta dal variegato calendario di eventi legati proprio a Duino Aurisina.
«La crescita del numero di turisti che abbiamo registrato in questi ultimi anni in Friuli Venezia Giulia – ha affermato ancora Bini – dimostra l’importanza della capacità di intercettare anche quei flussi di visitatori che ricercano le eccellenze enogastronomiche e culturali di cui il nostro territorio è particolarmente ricco». In questo il ruolo di PromoTurismo Fvg, come ha rimarcato l’assessore, è risultato essere particolarmente incisivo dando slancio all’attrattività del territorio regionale: «Allo stesso modo – ha aggiunto – PromoTurismo Fvg affiancherà il Comune di Duino Aurisina nella promozione degli eventi legati a questa importante manifestazione». Infine, l’assessore ha voluto ricordare il dramma del terribile conflitto scoppiato in Ucraina, rivolgendo un pensiero a tutti coloro che stanno soffrendo, con l’auspicio che quanto prima possa tornare la pace. Era inevitabile, infatti, non fare riferimento a quanto sta accadendo a poche centinaia di chilometri – meno che andare in Puglia! – e ai pesanti contraccolpi sull’economia e sul mondo agricolo in particolare, tanto da riacutizzare, a causa dei pesanti e generalizzati rincari, i gravissimi effetti della pandemia soprattutto sul settore della ristorazione intimamente legato a quello della vite e del vino. Tuttavia, le iniziative messe in programma dalle Città hanno acceso entusiasmo, tanto da guardare con un seppur moderato ottimismo all’auspicata ripresa.

Tanti i sindaci Fvg presenti.

Davanti a una folta platea, nella quale spiccavano le fasce tricolori di molti primi cittadini dei Comuni associati, si è così dipanata in poco più di un’ora la cerimonia di passaggio delle consegne, appunto, tra Barolo – rappresentata dal sindaco Renata Bianco – e Duino Aurisina, magistralmente condotta dal giornalista Stefano Cosma, il quale ha presentato i numerosi interventi, però tutti molto concisi e quindi ancor di più apprezzati, accompagnandoli con interessanti spunti storici. Oltre a Daniela Pallotta e a Massimo Romita, che hanno fatto gli onori di casa, hanno parlato ovviamente Tiziano Venturini, che ha spiegato la “filosofia” delle Città del vino e del significato che avrà questo 2022 tutto speciale, il presidente della Camera di commercio della Venezia Giulia Antonio Paoletti (che ha sottolineato l’opportunità di legare il prodotto della vite anche all’olio che sul Carso, ma pure in Friuli, ha terre d’elezione), l’architetto Roberto Filipaz sulle peculiarità dei vini locali e la senatrice duinese Tatiana Rojc (cooperazione per vivere in pace), mentre ha portato un saluto con simpatiche battute – in particolare quella del «vigneto in piazza Unità d’Italia» – il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza.

Infine una bella foto ricordo.


E ora che il primo atto formale è stato compiuto, la “nave” di Duino Aurisina è pronta a prendere il largo proprio in un “mare” di appuntamenti, il primo dei quali sarà, come detto, la mostra regionale dei vini di Bertiolo. Allora, buona navigazione a tutte le Città del vino del Friuli Venezia Giulia. Ma anche d’Italia!

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Ecco infine i 29 Comuni Fvg aderenti alle Città del Vino: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Pocenia, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche quattro Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli Bertiolo.

Roccia della “Dama Bianca”…

… e ingresso al Castello di Duino.

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In copertina, lo scambio di consegne fra Renata Bianco (Barolo) e Daniela Pallotta (Duino Aurisina).

(Il servizio fotografico della cerimonia è di Davide Francescutti)

 

AGRIFLASH.FVG – E non solo…

Fondi per l’agroalimentare Fvg – Su proposta dell’assessore regionale alle risorse Agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, la Giunta regionale ha approvato uno spostamento di risorse integrative, a seguito di una ricognizione dei fondi assegnati ai bandi dove si sono evidenziate delle economie, in modo tale da utilizzare in maniera più efficiente le stesse risorse. «Andiamo a supportare così, fattivamente, investimenti sul territorio per la trasformazione, la commercializzazione e lo sviluppo dei prodotti agricoli – ha detto Zannier -. Le risorse saranno assegnate tramite due bandi: il primo è quello cui si può accedere mediante il “pacchetto giovani”, con una disponibilità complessiva di circa 130 mila euro. Il secondo è quello cui si può accedere mediante i “progetti di filiera”, dell’importo di oltre 700 mila». L’operazione rientra nel Programma di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Fvg. «Mai come in questo momento di difficoltà sul fronte di reperimento di materie prime, è necessario puntare sulle risorse che offrono i nostri prodotti di territorio – ha rimarcato Zannier -. La promozione del comparto, anche tramite i “progetti di filiera”, favorirà lo sviluppo dell’agroalimentare, aiutando l’economia del Friuli Venezia Giulia e i produttori del settore primario, quello su cui si fonda l’intera rete che porta dal campo fino alla tavola e al negozio».

Spilimbergo sempre più verde – «Piantumare alberi è un’operazione significativa se compiuta in aree pianeggianti e densamente abitate perché contribuisce non solo a rivitalizzare il paesaggio ma anche a migliorare la qualità dell’aria in zone antropizzate». Lo ha detto l’assessore Stefano Zannier, partecipando a Spilimbergo alla messa a dimora di alcune piante donate dai vivai del Servizio foreste all’amministrazione comunale della Città del mosaico. Alla presenza del sindaco Enrico Sarcinelli, del presidente della Pro Loco Roberto Mongiat e dell’europarlamentare Marco Dreosto, l’esponente dell’esecutivo regionale ha dapprima provveduto ad interrare una delle essenze arboree nel parco situato nella zona Peep e, successivamente, al posizionamento di un ulivo nelle rive dei giardini municipali, zona di pregio naturalistico e sottoposta a vincolo ambientale. «La piantumazione di alberi – ha detto Zannier – ha senso laddove ce n’è realmente bisogno. In un territorio come quello della nostra regione, la necessità si manifesta nelle aree urbane, nelle zone pianeggianti e in generale in quelle che nel tempo sono state private della presenza di queste essenze vegetali. Molto meno significato ha invece compiere un’operazione del genere nelle aree della nostra montagna: qui c’è sempre il timore di dar vita ad abbattimenti indiscriminati, quando invece vi è la reale necessità di gestire un patrimonio che va implementandosi a dismisura e che ha bisogno di una oculata gestione. Queste piante – ha concluso l’esponente dell’Esecutivo Fedriga – sono tutte essenze autoctone, originate da semi raccolti nei nostri territori che poi hanno germinato e sono cresciute nei nostri vivai, messe poi a disposizione delle pubbliche amministrazioni e dei privati». Nello specifico, sono state in tutto 200 le piante donate dalla Regione Fvg attraverso i vivai del Servizio Foreste all’amministrazione comunale. Le essenze arboree utilizzate sono in prevalenza quelle di quercia, frassino, carpino e tiglio. Oltre alla zona Peep, gli alberi sono stati messi a dimora anche nell’area del circolo culturale di Istrago, nei pressi del campo sportivo di Vacile e nella zona del laghetto Le Telisse di Barbeano, località individuate dal Comune di Spilimbergo. Come ricordato dal sindaco, l’iniziativa prende le mosse da un progetto avviato assieme alla Pro loco durante la manifestazione “Di erbe, di natura e benessere” che prevedeva la piantumazione di un albero ogni cento abitanti.

Piano di controllo del cormorano – L’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale ha espresso parere favorevole all’attuazione del Piano di controllo del cormorano a scopo deterrente in alcune aeree chiave per la conservazione di temolo e trota marmorata. Può così proseguire l’iter di approvazione del Piano regionale di controllo dell’uccello acquatico, strumento regolatore che una volta approvato darà la possibilità di intervenire con prelievi mirati, effettuati da operatori abilitati, per i prossimi di cinque anni nel periodo che intercorre tra il 1 ottobre e il 15 marzo. Secondo l’assessore Stefano Zannier «questo importante risultato raggiunto consentirà di iniziare una attività strutturata e continuativa nel tempo, nel pieno rispetto delle indicazioni fornite da Ispra, e potrà contribuire a salvaguardare l’importante lavoro svolto da Etpi relativamente all’immissione dei pregiati esemplari di trota marmorata e di temolo; darà inoltre una prima risposta alle sollecitazioni più volte formulate dal territorio rispetto alla massiccia presenza di cormorani». Sono già in corso le fasi di coordinamento tra i competenti servizi regionali ed Etpi per definire le modalità operative al fine di essere prontamente efficaci fin dalla prima data utile di intervento, mentre nel contempo verranno definiti i percorsi formativi per gli operatori. Riguardo al controllo del cormorano a tutela dell’attività di itticoltura, sono in fase di pubblicazione i decreti autorizzativi per i quali è già stato acquisito il parere positivo di Ispra; anche in tali aree, pertanto, sarà consentita l’attività di controllo.

Vinophila, dialogo con moda e design – Il settore vitivinicolo italiano è impegnato in un percorso di conquista della giusta corrispondenza tra valore intrinseco e riconoscimento economico. Da qui nasce l’idea di un dialogo con i settori moda e design, già capaci di colmare il gap che vedeva l’inventiva e l’eccellenza sartoriale penalizzate dal prezzo di mercato. Giovedì 17 marzo, dalle 16.30 alle 18, in occasione dell’inaugurazione di Vinophila, il primo metaverso dedicato al vino e alle bevande alcoliche, ospiti di rilievo del wine, del fashion e dell’arredamento dialogheranno guidati dal moderatore Beppe Giuliano, direttore responsabile di The Italian Wine Journal. I partecipanti condivideranno storie e strategie di successo adottate dai rispettivi settori sui mercati internazionali, offrendo spunti utili a valorizzare e veicolare la qualità della filiera vitivinicola italiana. Interverranno: Gilda Bojardi, direttrice della rivista Interni; Donatella Cinelli Colombini, presidente dell’Associazione nazionale Donne del vino; Gaetano Marzotto, presidente del Gruppo vinicolo Santa Margherita; Mirco Cervi, chief digital officer Italian Design Brands; Lorenzo Biscontin, ideatore e fondatore di Vinophila. Link: zoom.us/j/8544417573?pwd=Z0FSL2taYzJ5MVN2a3FDVkJJeGJDdz09

Cesconi guida i Vignaioli indipendenti – Lorenzo Cesconi, produttore in Trentino, è il nuovo presidente di Fivi, la Federazione italiana vignaioli indipendenti. È stato eletto a Piacenza durante l’assemblea ordinaria dei soci che ha visto anche il rinnovo del consiglio direttivo della Federazione. Cesconi succede a Matilde Poggi che è stata alla guida di Fivi per nove anni e che attualmente ricopre il ruolo di presidente di Cevi, Confédération Européenne des Vignerons Indépendants. Lorenzo Cesconi, 43 anni, gestisce con i fratelli e il padre l’omonima azienda agricola con 20 ettari di vigneto suddivisi tra la zona di Pressano e della Valle dei Laghi. Fa parte del consiglio direttivo della Federazione dal 2013 ed è stato vicepresidente nell’ultimo triennio. «Ringrazio i vignaioli e i consiglieri che mi hanno dato fiducia e hanno scelto di affidarmi il ruolo di presidente di questa grande famiglia che è Fivi – ha detto Cesconi –. Una famiglia che è cresciuta in numero di associati, siamo ormai quasi a 1400, ma anche come autorevolezza: Fivi è ormai riconosciuta sia a livello politico che sindacale come un interlocutore serio e affidabile. Credo nei valori che il concetto di vignaiolo esprime: lavorare nel e per il territorio, applicando la stessa filosofia, legata ai valori della terra, dal vigneto alla cantina fino alla vendita. Il mio impegno come presidente è di continuare il lavoro di chi mi ha preceduto, Costantino Charrere e Matilde Poggi. Conto sull’aiuto di tutti per farlo al meglio perché FIVI è fatta di braccia, tante braccia e teste che lavorano per raccogliere i frutti che ci dona la terra». Oltre a lui sono stati riconfermati nel ruolo di consiglieri Rita Babini, Emilia Romagna; Paolo Beretta, Marche; Luca Ferraro, Veneto; Luigi Maffini, Campania; Gaetano Morella, Puglia; Diletta Nember, Lombardia; Ermes Pavese, Valle d’Aosta, e Stefano Pizzamiglio, Emilia Romagna. Entrano nella squadra sei nuovi consiglieri: Ludovico Maria Botti, Lazio; Francesco Maria De Franco, Calabria; Walter Massa, Piemonte; Pietro Monti, Piemonte; Monica Raspi, Toscana, Stefan Vaja, Alto Adige.

Il legno friulano (con l’abete rosso) testimonial all’Expo Dubai 2020

«Una delle ricchezze del Friuli Venezia Giulia è indubbiamente quella dell’abete rosso da cui nasce anche il legno di risonanza, patrimonio prezioso dei boschi regionali. Questo è uno dei motivi per i quali abbiamo lavorato sul tema e abbiamo prodotto un piacevole oggetto d’arredo che ne rappresenta, a mio avviso, una bella e utile sintesi – spiega la giovane designer friulana, Marta Caldana, -. Così è nato il Woo-d-fer, una cassa acustica naturale, in legno di abete rosso che, sulla scrivania, sostiene elegantemente il cellulare e ne amplifica i suoni durante le videoconferenze e le chiamate. È il frutto di uno studio specifico sul concept, il design, la forma “acustica” e la stabilità, divenuto un simbolo rappresentativo del bosco-legno regionale, tanto che l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, l’ha scelto come omaggio per gli ospiti presenti alla giornata del Fvg all’Expo Dubai 2020 riscuotendo un fortissimo apprezzamento».
Il progetto è stato ideato e realizzato dalla cooperativa Legno Servizi di Tolmezzo, realtà di riferimento per lo sviluppo del settore bosco-legno regionale, utilizzando legno certificato Pefc proveniente dai boschi dell’Alta Carnia fornito dall’impresa boschiva Del Fabbro Maurizio a cui sono seguite le lavorazioni di Domini Legnami di San Pier d’Isonzo, Arredo Italiana di San Giovanni al Natisone e di Antonia Cardin di UnostudioX (Pordenone) per la comunicazione grafica. A dimostrazione di come possano nascere dei magnifici prodotti “100 per cento Fvg” grazie alla valorizzazione delle filiere regionali.
«È per noi particolarmente importante – spiega Carlo Piemonte, presidente di Legno Servizi – dare valore al bosco e al legno della nostra regione iniziando dal coinvolgimento attivo delle diverse filiere che partono dalle imprese boschive per arrivare alle aziende del legno strutturale, dell’imballaggio, della carta e dei pannelli, così come quelle dell’artigianato artistico che, proprio utilizzando l’abete rosso, è capace di creare dei fantastici strumenti musicali conosciuti in tutto il mondo. Non dimentichiamo, inoltre, che per lo sviluppo sostenibile dei boschi sia per noi fondamentale dare valore sia alla materia prima che al territorio, ponendo in evidenza eventi legati al bosco come ad esempio “Risonanze” di Malborghetto che valorizza tale tipologia di legno e che attrae ogni anno centinaia di persone alla scoperta delle bellezze forestali della nostra regione».

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In copertina, l’originale Woo-d-fer e qui sopra un bosco di abete rosso.

 

Con Ortogiardino (fino a domani a Pordenone) un assaggio di normalità

«Con l’avvio di questa tradizionale fiera, che da anni sa attrarre il grande pubblico, possiamo dire che vi sia uno scorcio di primavera non solo dal punto di vista meteorologico ma anche sociale, con una ripresa della normalità che porta i visitatori all’interno dei padiglioni espositivi pordenonesi». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Foreste e Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, partecipando alla cerimonia di inaugurazione della 41ma edizione di Ortogiardino, il Salone della floricoltura, orticoltura, vivaismo in programma alla Fiera di Pordenone fino a domani 13 marzo.

Alla presenza del presidente dell’Ente di viale Treviso, Renato Puiatti, l’esponente dell’Esecutivo Fedriga ha posto in evidenza l’importanza di questa manifestazione che nel tempo ha sempre riscosso un grande successo di pubblico, richiamando visitatori non solo da fuori regione ma anche dalle vicine Slovenia, Croazia e Austria.
«Il florovivaismo – ha spiegato Zannier a margine della cerimonia – è stato un settore che ha sofferto molto soprattutto nel periodo del primo lockdown ma che adesso vede i segni della ripresa, trainato principalmente dalla voglia che tutti hanno di tornare all’aria aperta e alla quotidianità, mettendo in atto quelle pratiche come il giardinaggio che danno grande soddisfazione personale. L’interesse che c’è verso questo comparto è testimoniato anche dal grande numero di persone che già dalle prime ore di questa mattina, all’apertura della rassegna, stanno frequentando i padiglioni della Fiera di Pordenone».
L’assessore regionale ha fatto poi visita allo stand della Regione Fvg allestito dal servizio Gestione forestale e produzione legnosa e successivamente a quello della Coldiretti, dove sono state presentate alcune peculiarità a chilometro zero del Friuli Venezia Giulia proposte da Campagna amica. «In occasioni come queste – ha detto Zannier -, grazie agli chef del nostro territorio, i prodotti dell’eccellenza agroalimentare regionale diventano piatti di indiscusso valore. La presenza della Regione vuole testimoniare l’attenzione che l’Amministrazione dedica ad un importante comparto della nostra economia, dove diventa sempre più strategico compiere un lavoro di squadra per venire incontro alle esigenze espresse da chi opera in questo settore».

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In copertina, uno scorcio di Ortogiardino; all’interno, la visita dell’assessore regionale Stefano Zannier.

Duino Aurisina Città italiana del vino: l’ombra rincari sulla festa del debutto

di Giuseppe Longo

Il grande giorno per la piccola Duino Aurisina è dunque arrivato. Per la “regina” del Carso – Kras, terra di vini inimitabili, si sta per aprire infatti un anno eccezionale, per lei addirittura storico. E probabilmente proprio questo ha suggerito di scegliere una cornice storica, altrettanto inimitabile, come il Castello dei Thurn und Taxis, per dare il via ufficiale a un 2022 speciale che vede Devin Nabrežina (in lingua slovena) leader delle Città del vino, non solo delle consorelle del Friuli Venezia Giulia – regione che ne vanta ben 28! -, ma di tutto il Belpaese, l’antica Enotria, terra di vino per eccellenza, tanto da esserne la prima produttrice mondiale. Insomma, l’incoronazione di “Città italiana del vino 2022”! Che per il Comune in provincia di Trieste non significa soltanto mettere in rete le altre Città Fvg, ma anche le comunità delle vicine Slovenia e Croazia, in un’ottica europea e transfrontaliera. Insomma, un ricco programma di eventi culturali ed enoturistici per un anno intero, con uno sguardo rivolto anche a Gorizia e Nova Goriča 2025 (Capitale europea della Cultura) e pure allo sviluppo sostenibile (Agenda 2030), di cui oggi tanto si parla.

Angelo Radica

Tiziano Venturini

Nel maniero a strapiombo sul mare Adriatico domani ci sarà, dunque, una grande festa, pur tra Green pass e mascherine anti-Covid di cui non riusciamo ancora a liberarci. Peccato, però, che su questa mattinata sicuramente da segnare nell’album dei ricordi incomba quel clima d’incertezza scatenato dalla folle guerra in Ucraina, che ha intensificato la corsa a un vertiginoso rialzo dei prezzi energetici (ne parliamo anche nell’articolo che precede), tanto da mettere a rischio tutto il settore primario e quindi la stessa vitivinicoltura. Sommando gli effetti devastanti sull’economia a quelli già causati, e non riassorbiti, da due anni di emergenza sanitaria.
Un grande evento, insomma, non solo per Duino Aurisina – la cui candidatura è stata tenacemente portata avanti dai suoi più che convinti amministratori, il sindaco Daniela Pallotta e l’assessore Massimo Romita primi fra tutti – che ha ricevuto il testimone dalla piemontese Barolo, regina delle Langhe, ma appunto per tutto il Vigneto Fvg che, nel suo complesso, trarrà beneficio da questo anno, che sicuramente rimarrà unico per lungo tempo. Motivo per cui vanno colte con intelligenza, ma non ci sono dubbi che sarà proprio così, tutte le opportunità offerte: il team guidato da Tiziano Venturini (coordinatore regionale che siede anche nel consiglio nazionale guidato dallo scorso autunno dal chietino Angelo Radica) ne è perfettamente consapevole e attrezzato. Un momento, quello di domattina, che infatti darà il via a una ricca serie di appuntamenti disseminati nelle Città del vino di casa nostra e che Duino Aurisina ha già raccolto in un calendario che propone di tutto e di più. Un vero e proprio vademecum alla scoperta del Made in Friuli Venezia Giulia, fatto di eccellenze riconosciute come tali a livello planetario, con grandissimi vini – di cui proprio le 28 Città vanno fiere! – e un agroalimentare prestigioso che si accompagna a meraviglia con il prodotto della vite. A cominciare proprio dai vini del Carso che al Castello di Duino faranno gli onori di casa, vini di una piccola, grande Doc che rispondono ai nomi di Terrano, Vitovska e Malvasia, tre indiscutibili bandiere della qualità, donati non senza sacrificio dai “pastini” di terra rossa ritagliati tra le rocce. «Essere qui è magnifico», scrisse il grande Rainer Maria Rilke nelle sue “Elegie Duinesi”. Ne siamo perfettamente d’accordo: che la festa cominci. E tanti auguri per questo “unico” 2022!

I “pastini” tra le rocce del Carso.

Ecco infine i 29 Comuni Fvg aderenti alle Città del Vino: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna dl Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Pocenia, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche quattro Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli Bertiolo.

L’antico Castello.

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In copertina, suggestiva immagine dei vigneti di Duino Aurisina che digradano sul mare. (Da Am’Italy)

 

Ucraina, drammatico in agricoltura l’aumento dei costi energetici

«Il settore agricoltura sta vivendo un momento drammatico derivato dall’aumento dei costi energetici a seguito della crisi in Ucraina. Alle conseguenze della guerra si sono infatti aggiunte le gravi difficoltà in termini di approvvigionamento e di mercato». È questo il quadro delineato dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, e condiviso dalla Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni che ieri ha incontrato il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, la sottosegretaria Vannia Gava ed il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli.
La Commissione ha avanzato alcune proposte su diversi temi, dalla contribuzione straordinaria per il settore al rinvio della nuova Programmazione agricola comunitaria (Pac) e la sospensione delle condizionalità e dei set aside, dalla diminuzione delle accise allo sblocco di tutti i pagamenti sospesi, la moratoria e la ristrutturazione del debito, dalle criticità croniche legate ai grandi carnivori e agli ungulati alle difficoltà registrate nel settore della pesca, dagli incentivi alle aziende alla semplificazione per l’implementazione dell’uso delle fonti energetiche alternative, dalla crisi dei settori lattiero-caseario e dei seminativi alle esigenze di una nuova taratura del Pnrr, al temporary framework.
Zannier ha riferito che tutti gli assessori che condividono le deleghe all’agricoltura stanno lavorando ad un documento per indicare al Governo le priorità del settore a cui dare immediata risposta, riscontrando nei ministri la piena disponibilità ad affrontare i temi posti con la massima urgenza.

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In copertina e qui sopra due immagini della riunione della Conferenza delle Regioni.