Il formaggio, il sale e le spezie: due incontri con Pontoni a Codroipo

(g.l.) “Il formaggio sposa il sale” e “Il formaggio e le spezie” sono i titoli di due incontri molto interessanti che verranno proposti in due domeniche, domani e il 3 aprile, sempre alle 11, al Museo delle carrozze d’epoca di San Martino di Codroipo, nell’ambito della manifestazione “Primavera in Galleria 2022” e in occasione della mostra fotografica “Le latterie sociali turnarie”. Il tutto è organizzato con la collaborazione del maestro di cucina Germano Pontoni che ovviamente sarà presente e il cui nome è da sempre associato, assieme a quello della sua indimenticabile Bertilla Prevedel (scomparsa esattamente dieci anni fa), a un grosso impegno per la valorizzazione dell’oca sulle nostre tavole. Ma andiamo con ordine.

Germano Pontoni

DOMENICA 27 MARZO – “Il formaggio sposa il sale”. Il sale è un ingrediente importante nell’esistenza del genere umano e, come è noto, non può mancare nelle eccellenze nostrane, come il formaggio, i salumi e le verdure per la loro conservazione, ma anche per conferire sapore. Verranno proiettate delle slide legate al tema “Sapere il sale“, mentre a cura di Danilo Raggiotto ci sarà una esposizione di sali di varie provenienze e loro utilizzi, non solo in cucina. Quindi, Graziano Zanello, titolare dell’azienda agricola “La Sisile”, parlerà della Latteria di Turrida, frazione di Sedegliano, famosa per la sua produzione di formaggio Montasio Dop. Alle ore 11.30 seguirà la cerimonia della donazione del Centro di documentazione dei Maestri della cucina di terra e di mare, di Germano Pontoni, al stesso Museo codroipese. Interverranno Tiziana Cividini, assessore alla Cultura di Codroipo, Donatella Guarneri, conservatrice del Museo delle Carrozze d’epoca, lo chef Sergio Mian, maestro di cucina onorario della Federazione Italiana Cuochi, e Gloria Perosa, docente della Scuola alberghiera Jacopo Linussio di Codroipo. Al termine degustazione con il formaggio Primo Sale abbinato a “Pan di Farine di une Volte” del Des Friûl di Miec: si brinderà con lo spumante dell’azienda agricola “Le Celline”.

Il sale…

DOMENICA 3 APRILE – “Il formaggio e le spezie”. Fra gli aromatizzanti e i sapori di alcuni formaggi è sempre più in aumento l’utilizzo del pepe nero, anch’esso come conservante – il classico formaggio al pepe o al peperoncino ne è testimone -, affiancato ad altre spezie oggi di moda e legate alle ormai numerose etnie presenti in Friuli Venezia Giulia. Verranno presentate delle slide sulle spezie a cura di Rebecca Selenati. Seguirà un incontro con la lady chef Preeti Della Ricca che parlerà dell’uso dei formaggi in cucina, pasticceria e non solo. Infine, ci sarà una degustazione guidata a tema, con formaggi e spezie abbinate a “Pan di farine di une volte” del già ricordato Des Friûl di Mieç, a cura di Valentina Sioni della Latteria di Lavariano. Si brinderà ancora con le bollicine “Le Celline”.

… e il pepe nero.

La manifestazione beneficia di numerose collaborazioni, tra le quali spiccano quella dell’Associazione culturale Progetto Quattro stagioni, del Club per l’Unesco di Udine e della Casa editrice L’orto della cultura di Pasian di Prato.

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In copertina, la cagliata un momento fondamentale nella produzione dei nostri gustosi formaggi.

Fivi e Adiconsum: da rivedere le etichette. E a Trento torna Vinifera

Fivi-Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti e Adiconsum-Associazione Difesa Consumatori Aps hanno scritto assieme al ministro delle Politiche agricole Patuanelli e al sottosegretario Centinaio per chiedere la modifica del sistema di etichettatura dei vini, ritenendola ormai obsoleta, e ponendo l’attenzione in particolare all’indicazione dei diversi attori. «Attualmente la sola distinzione presente è quella tra produttore e venditore – afferma Lorenzo Cesconi, presidente di Fivi –, ma spesso è proprio questa a generare confusione nel consumatore. Nelle etichette viene riportato come produttore sia chi segue tutte le fasi, dalla vigna fino alla commercializzazione, investendo sul territorio e impegnandosi in progetti pluriennali di sostenibilità, sia chi agisce solo come committente delle operazioni facendo svolgere l’intero processo a terzi e si limita a vendere il prodotto finito».
«L’etichetta è la carta d’identità dei prodotti che consumiamo ed è l’unico strumento a disposizione dei consumatori per fare scelte consapevoli, responsabili, sostenibili, a tutela della propria salute e dell’ambiente – gli fa eco Carlo De Masi, presidente di Adiconsum nazionale –. Ecco perché è così importante che contenga informazioni veritiere, chiare e trasparenti. È per questo che, insieme a Fivi, abbiamo chiesto al Mipaaf di rivedere e aggiornare, come dovrebbe essere fatto in generale per tutte le etichette obsolete, l’etichettatura dei vini, per rispondere in maniera puntuale alle richieste dei consumatori di maggiore correttezza e completezza delle informazioni riportate».
Per consentire questa chiarezza, l’etichetta di tutti vini, sia nel caso di vini spumanti che di vini tranquilli o frizzanti, dovrebbe riportare una dicitura differenziata, indicando ogni volta l’autore delle diverse operazioni: solo così sarebbe possibile dare al consumatore finale informazioni complete sulla filiera produttiva, la territorialità e le procedure utilizzate, dando per questo maggiori garanzie. Le due associazioni propongono quindi di attuare una riforma al fine di garantire una maggiore trasparenza nei confronti dei consumatori e una migliore tracciabilità dei prodotti, colmando le attuali carenze del sistema, distinguendo chiaramente le diverse categorie di chi opera nella filiera.
I vini spumanti necessitano di una suddivisione più specifica, in quanto la produzione di questi ultimi prevede molteplici passaggi. Per essere chiari, in etichetta servirebbero diverse categorie, al fine di distinguere chi segue l’intero processo da chi segue solamente alcune fasi, fino ad arrivare a coloro che effettuano solo la sboccatura. Con la normativa in vigore, infatti, anche questi ultimi vengono identificati come produttori, ottenendo un netto vantaggio commerciale.
La differenziazione delle specifiche in etichetta richiesta da Fivi e Adiconsum è volta a valorizzare chi si impegna nel portare avanti una viticoltura autentica, che mette davanti la qualità del prodotto alla quantità e al profitto, ponendo quindi attenzione alla sostenibilità sociale. I distinguo, inoltre, sono indispensabili per garantire al consumatore maggiore trasparenza, in linea con gli obiettivi prefissati dall’Unione Europea attraverso la strategia Farm to Fork che ha come intento rendere il sistema alimentare più sostenibile sotto diversi aspetti.

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Vinifera – Mostra mercato dei vini artigianali dell’arco alpino ritorna come di consueto il primo weekend di Primavera negli spazi di TrentoFiere. Domani e domenica, 26 e 27 marzo, oltre ai banchi d’assaggio, con la possibilità di acquistare direttamente dagli oltre 130 produttori provenienti da tutte le regioni cisalpine e da Francia, Austria, Svizzera e Slovenia, si svolgeranno le masterclass di Vinifera. Saranno quattro gli incontri di approfondimento dedicati ai produttori dell’associazione francese Vignerons de Nature, ai vini Piwi, al mondo del miele delle erbe e del pane con la partecipazione di Mieli Thun, Primitivizia e Panificio Moderno e alla presentazione ufficiale del numero 0 della rivista Verticale, il nuovo magazine dedicato alle verticali del vino, in compagnia degli ideatori Matteo Gallello e Nelson Pari che si concluderà con un’imperdibile verticale di sei annate del Lagrein Laurenc di Martin Gojer-Pranzegg. Le masterclass si terranno tutte nelle sale del Muse – Museo di scienze naturali di Trento, a pochi passi dalla fiera. Fino al 1 aprile, chi si presenterà con il biglietto di ingresso a Vinifera, godrà di una tariffa ridotta di 9 euro per visitare il museo. Tutte le info, il programma completo e l’elenco dei produttori italiani ed esteri presenti alla Mostra Mercato su www.viniferaforum.it

Pinot grigio, Doc Venezie da cinque anni. E al Vinitaly avrà il “Sigillo di Meraviglia”

Vinitaly 2022 torna finalmente ad incontrare il suo pubblico internazionale di operatori, media, sommelier e winelover. Grande attesa e molta emozione, dunque, per l’edizione numero 54 del più importante Salone del vino italiano che da domenica 10 a mercoledì 13 aprile riapre le porte di Veronafiere a migliaia di espositori e visitatori provenienti da tutto il mondo. Un anno speciale anche per il Consorzio delle Venezie che proprio il 14 marzo scorso ha festeggiato i suoi primi cinque anni di vita e che si prepara ad incontrare il pubblico della Fiera scaligera con il suo bagaglio di traguardi raggiunti, tante interessanti novità, ma soprattutto con i nuovi millesimi di Pinot grigio Doc delle aziende associate.
In occasione del quinquennale verranno presentati i risultati del lungo percorso di rebranding iniziato nel 2021: la nuova campagna di comunicazione del Consorzio di tutela non solo investe il Pinot grigio delle Venezie del ruolo di garante dell’eccellenza produttiva del Made in Italy, ma attraverso il nuovo pay-off di marca lo fa diventare il vero e proprio “Sigillo di Meraviglia” del Triveneto.
La Meraviglia diventa la bandiera della denominazione di origine: una veste completamente ridisegnata volta ad aumentare la reputation del marchio e a presentare la Do ai mercati internazionali con un approccio più emozionale e competitivo. La ritroviamo sia nel nuovo video istituzionale – un vero e proprio viaggio che coinvolge il consumatore attraverso suggestioni semplici ed essenziali, ma estremamente autentiche – sia nelle mini-serie del Pinot grigio delle Venezie, curate degli Ambasciatori di Usa, Giappone e Ungheria che verranno presentati allo stand del Consorzio (Padiglione 5, Stand F2).
Ricordiamo che il Consorzio delle Venezie Doc nasce nel 2017 dalla comune volontà dell’intera filiera vitivinicola del Nordest d’Italia di creare il più grande modello di interazione sovraregionale, includendo in una unica grande Denominazione la Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento ed il Veneto. La Doc delle Venezie ha l’obiettivo di assicurare la tutela e la valorizzazione della denominazione di origine del Pinot grigio, varietà che nel Triveneto ha trovato il suo territorio d’elezione: qui viene infatti prodotto in percentuale l’85% del Pinot grigio italiano ed il 43% di quello mondiale, con un unico areale che va dalle Dolomiti al Carso, dal Lago di Garda fino alla Laguna di Venezia e all’Adriatico. Il Pinot grigio è oggi vino-vitigno che ha saputo più di tutti conquistare i consumatori internazionali, considerato soprattutto che la quasi totalità del Pinot grigio prodotto nel Nordest viene venduto oltre confine. www.dellevenezie.it

Per maggiori informazioni visitate il sito www.pinotgrigio.wine
Facebook: @dellevenezie (pagina italiana) e @pinotgrigio.wine (pagina internazionale)
Instagram: @dellevenezie
Twitter: @dellevenezie
Linkedin: Consorzio Tutela Vini delle Venezie DOC
Youtube: Pinot Grigio DOC Delle Venezie

 

Caro-energia, una boccata d’ossigeno per Cia Fvg dal decreto del Governo

Arriva un segnale positivo dal Decreto Energia con le prime misure a sostegno delle aziende agricole messe in ginocchio dal caro-energia e dal boom delle materie prime. Così Cia-Agricoltori Italiani – che in Friuli Venezia Giulia, come è noto, ha eletto recentemente a sua guida l’aquileiese Franco Clementin -, dopo lo stanziamento di circa 195 milioni di euro per il comparto rurale, che non riesce più a coprire i costi di produzione (+120% delle bollette, carburante alle stelle e fertilizzanti triplicati) e chiede a gran voce di essere messo in condizione di continuare a svolgere il suo ruolo fondamentale nel sistema di produzione alimentare.


Cia valuta con favore la destinazione di 140 milioni per il contributo – sotto forma di credito d’imposta – pari al 20% delle spese per l’acquisto del carburante utilizzato per l’esercizio dell’attività agricola e della pesca nel primo trimestre del 2022. Una boccata d’ossigeno per le aziende è rappresentata anche dall’attribuzione di 20 milioni di euro alla rinegoziazione e ristrutturazione dei mutui agrari – operazioni garantite dall’Ismea – e dai 35 milioni che vanno a rifinanziare il fondo per lo sviluppo e il sostegno delle imprese agricole, dopo i rincari delle materie prime per la crisi internazionale in Ucraina.
Particolare soddisfazione per le disposizioni in materia di economia circolare, che equiparano i fertilizzanti naturali a quelli di origine chimica, non solo come risposta all’attuale emergenza, ma come indirizzo strategico per il futuro. Cia è stata, infatti, da sempre favorevole alla valorizzazione del biodigestato agricolo prodotto dagli impianti di biogas delle aziende zootecniche: una sostanza fertilizzante proveniente dagli scarti agroalimentari che rappresenta uno dei migliori esempi di green economy in agricoltura.

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In copertina, una coltivazione di soia; all’interno, il neo-eletto presidente di Cia Fvg Franco Clementin.

Viti resistenti, il plauso dell’Europa a Università di Udine e Vivai Rauscedo

«Il Friuli Venezia Giulia ha dimostrato in questi anni una capacità di ricerca e innovazione nel settore agroalimentare di qualità eccellente, tale da diventare patrimonio dell’intero Paese. La sfida principale è trasferire la ricerca al settore produttivo, guardando in particolare alle soluzioni nel settore vitivinicolo che rispondono meglio alla sostenibilità ambientale delle colture e alla resistenza ai cambiamenti climatici». È quanto ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nel corso della tavola rotonda organizzata dall’Università di Udine in occasione della visita di Francesco Mattina, presidente del Community Plant Variaty Office (Cpvo), l’ufficio della Comunità europea per le varietà vegetali.

Ecco l’incontro con Zannier a Udine.

Zannier, come riferisce Arc, ha ricordato che «il Friuli Venezia Giulia con il 13 per cento di superficie vitata sull’intera superficie agricola supera di molto la media italiana, la quale si attesta sul 5 per cento. Numeri che danno conto dell’interesse con cui i produttori locali guardano alla ricerca in questo settore e ripongono fiducia nelle ulteriori innovazioni attese, ma che richiamano anche alla necessità di attivare eventuali inserimenti dei vini derivanti da queste nuove varietà nei disciplinari Igt, attività questa che potrà avvenire solo a fronte di una iniziativa dei produttori vinicoli nel rispetto delle normative statali».
Il presidente del Cpvo si è detto sorpreso della qualità dell’attività vitivinicola in regione, in particolare di quanto fatto dall’Ateneo friulano, dall’Istituto di genomica applicata e dai Vivai cooperativi Rauscedo per la creazione, lo sviluppo e la valorizzazione delle nuove varietà di vite resistenti alle malattie, considerandolo un caso esemplare di collaborazione tra ricerca pubblica e privata.
La delegazione comunitaria ha incontrato a palazzo Antonini Maseri il rettore Roberto Pinton e i professori Michele Morgante, Silvia Bolognini, Francesco Marangon e Claudio Cressati, nonché il direttore del centro ricerca di Rauscedo, Eugenio Sartori. L’Università di Udine ha costituito 25 nuove varietà vegetali protette con privative comunitarie, di cui 15 varietà di vite resistenti alle malattie, 8 varietà di kiwi (uno con brevetto nazionale) e 2 di girasole. Le privative vegetali rappresentano un fattore strategico della proprietà intellettuale generata dalla ricerca universitaria e proprio su queste si è concentrata la delegazione comunitaria preposta alla tutela di queste nuove varianti.

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In copertina,  Fleurtai  e qui sopra Cabernet Eidos: sono due dei vitigni resistenti prodotti dai Vivai Cooperativi Rauscedo.

Caro-energia, Confagricoltura Fvg ed Enel per la competitività in campagna

Gli imprenditori agricoli del Friuli Venezia Giulia raccolgono la sfida della transizione energetica. Confagricoltura Fvg ed Enel, infatti, hanno promosso un confronto con le imprese del settore per illustrare alle aziende associate i contenuti di un accordo che punta a offrire un pacchetto di soluzioni su misura che riguardano sia il fronte dell’energia, elettrica e gas, sia l’efficienza energetica, anche al fine di contrastare il preoccupante aggravio dei costi.

Philip Thurn Valsassina

L’incontro è stato aperto dagli interventi di Philip Thurn Valsassina – presidente di Confagricoltura Fvg – assieme a Donato Rotundo e Roberta Papili di Confagricoltura ai quali hanno fatto seguito quelli di Valentina Giarletta e Lanfranco Di Campello in rappresentanza di Enel Italia che hanno illustrato le opportunità offerte dalla transizione energetica grazie a interventi mirati e personalizzati sui cicli produttivi agricoli. In particolare, la proposta si articola, anche tramite il supporto di figure commerciali dedicate da parte di Enel Energia ed Enel X, in studi di progetto per valutare la convenienza economica e di fattibilità della proposta commerciale, prodotti dedicati per le commodities elettrica e gas, il Circular Economy Report per misurare attraverso un’azione di audit la circolarità dell’azienda e le azioni possibili di miglioramento per l’efficientamento energetico, come l’installazione di impianti fotovoltaici nuovi o l’ottimizzazione di quelli esistenti, le comunità energetiche rinnovabili, le infrastrutture di ricarica per la mobilità elettrica.
Capitolo importante della sinergia è quello, inoltre, di favorire l’innovazione tecnologica, quindi anche il fotovoltaico, rispettando le aree rurali nel loro complesso, compresi gli aspetti paesaggistici. Enel e Confagricoltura Fvg definiranno ora una serie di iniziative di approfondimento dedicate a specifici settori di attività e lavorazioni del comparto agricolo.

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In copertina, pannelli di agrivoltaico e qui sopra tradizionali tralicci elettrici: Confagricoltura ed Enel al lavoro per la transizione energetica ed ecologica.

AGRIFLASH.FVG – E non solo…

Non piove, in Fvg rischio incendi – Anche se la nostra regione ha un deficit idrico meno grave rispetto ad altre zone dell’arco alpino, la scarsità di precipitazioni registrata negli ultimi mesi (le ultime piogge e nevicate di un certo rilievo risalgono al 15 e 16 febbraio) sta causando una progressiva disidratazione della vegetazione erbacea ed arbustiva, in particolare, nelle zone montane e nei versanti più soleggiati, che può facilmente alimentare, in caso di innesco, gli incendi boschivi. Ad evidenziare la situazione in cui versa il Friuli Venezia Giulia è l’assessore alla Montagna, Stefano Zannier. In via preventiva, e considerato l’avvio della stagione primaverile, periodo in cui per tradizione vengono svolte quelle operazioni colturali che prevedono anche l’accensione di fuochi, il Servizio foreste e Corpo forestale della Regione, sentita la Protezione civile Fvg, ha decretato lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi su tutto il territorio regionale. Oltre ai divieti in vigore per tutto l’anno è quindi inibita qualsiasi operazione che possa creare pericolo di incendio; inoltre, sono temporaneamente sospese tutte le autorizzazioni rilasciate per l’accensione di fuochi. Il Corpo forestale regionale, a cui compete oltre allo spegnimento degli incendi boschivi anche la vigilanza per il rispetto dei divieti previsti, intensificherà quindi la vigilanza al fine di prevenire la propagazione di eventuali incendi. L’assessore Zannier chiede quindi «la massima collaborazione per ridurre i rischi d’incendio in un periodo di particolare rischio come quello attuale. Invito, inoltre, i cittadini a prestare la massima attenzione e a segnalare alla Sala operativa della Protezione civile della Regione, al numero 800 500 300, o al Numero unico per le emergenze 112, la presenza di fiamme o colonne di fumo provenienti dalle aree boscose o dalle zone limitrofe».

Udine si prepara ad “Agriest 2023”– «Il dovere dell’Amministrazione regionale è di intervenire verso il settore primario con quella flessibilità e quel pragmatismo che la politica agricola richiedono in questa fase immediata di crisi per il tempo necessario a garantire la sostenibilità anche economica delle nostre aziende senza per questo stravolgere gli obiettivi di lungo periodo». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, nel corso dell’evento “Agriest Workshop: Farm to fork strategy 2023” organizzato nella sede di Telefriuli, a Tavagnacco, primo di tre appuntamenti di avvicinamento alla rassegna Agriest del 2023. «Dobbiamo continuare a garantire la reperibilità dei nostri prodotti agroalimentari – ha rilevato Zannier – sapendo che le nostre imprese non hanno paura di affrontare la sfida di standard qualitativi già molto alti, confidando naturalmente che questa terribile crisi internazionale aggiuntasi alla pandemia possa terminare prima possibile». Nell’ottica della sostenibilità ambientale, economica e sociale, Zannier ha osservato che «il marchio “Io sono Fvg” ha avuto un ruolo importante di aggregatore di tutti gli attori della filiera del Friuli Venezia Giulia in un percorso che parte dal piatto e arriva al campo e non viceversa, in cui si fa del consumatore il capofila e si creano le condizioni di un ritorno di reddito a tutte le imprese, dal primario, alla trasformazione alla distribuzione». Al workshop, moderato da Alessandra Salvatori, direttore responsabile di Telefriuli, hanno preso parte Giovanni Da Pozzo, presidente Camera di Commercio Pordenone Udine, e Lucio Gomiero, amministratore unico di Udine e Gorizia Fiere. Sono intervenuti il presidente di Agrifood Fvg Claudio Filipuzzi, Andrea Segrè, docente a Bologna di Politica Agraria internazionale e comparata, Maria Cristina Nicoli, docente di Tecnologie Alimentari all’Università di Udine, Massimiliano Cattozzi, responsabile direzione Agribusiness di Intesa Sanpaolo e il rettore dell’Università di Udine Roberto Pinton.

Pordenone verso “Novel Farm” – «Aver deciso di dedicare uno spazio autonomo a valenza internazionale ad una esposizione fieristica nel campo delle nuove tecnologie dedicate all’agricoltura, dimostra ancora una volta la grande capacità dell’ente pordenonese di essere precursore dei tempi, sapendo guardare con ottimismo al futuro per cogliere le nuove sfide che giungono dal settore primario della nostra economia». Lo ha detto l’assessore regionale alle risorse agroalimentari, Stefano Zannier, partecipando in remoto alla conferenza stampa di presentazione di “Novel Farm”, la mostra convegno sulle nuove tecniche di coltivazione e vertical farm in programma il 23 e 24 marzo del 2023 negli spazi espositivi di Pordenone Fiere. L’iniziativa, ancora per quest’anno, si svolgerà come è avvenuto nel corso dell’ultimo triennio, all’interno di AquaFarm, la fiera dedicata all’acquacoltura e industria della pesca in calendario il 25 e 26 maggio prossimi, per poi diventare una manifestazione a se stante a partire dal prossimo anno. Alla presenza del presidente dell’ente fieristico Renato Pujatti, l’esponente dell’esecutivo Fedriga ha salutato con soddisfazione il fatto di essere riusciti a dare autonomia alla mostra convegno sulle nuove tecniche di coltivazione in campo agricolo. Nel corso della presentazione dell’evento fieristico è stata data la notizia secondo cui a Pordenone è nata Anifus, l’Associazione Nazionale Imprese Fuori Suolo, la prima del suo genere che raggruppa le aziende di questo specifico settore, riconoscendo così anche a livello di rappresentanza un comparto che sta diventando sempre più strategico per il futuro dell’agricoltura. «Un ringraziamento – ha detto Zannier – va rivolto a Confindustria Alto Adriatico, anche in questo caso fortemente innovativa, che ha saputo cogliere un’esigenza nata dal territorio e che non tarderà ad avere riflessi a livello nazionale».

“Io sono Fvg” sul Piancavallo – «Il rally del Piancavallo sarà uno dei primi appuntamenti di grande richiamo e alta visibilità nello scenario nazionale e internazionale al quale la Regione abbinerà il marchio “Io sono Fvg”». A darne l’annuncio è l’assessore regionale alle politiche agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier. La manifestazione, giunta quest’anno alla sua 35ma edizione, si svolgerà il 14 e 15 maggio e consentirà, attraverso le sue tradizionali prove speciali, di valorizzare paesi e borghi delle Dolomiti orientali e della Pedemontana pordenonese. La prestigiosa gara motoristica diventa così anche una vetrina del meglio della produzione agroalimentare del Friuli Venezia Giulia, utilizzando il marchio regionale che ne garantisce l’origine e la sostenibilità. Nel corso degli anni il Rally Piancavallo, definito come “Un viaggio nel territorio, itinerario alla scoperta dei luoghi e della gente”, è diventato un brand sia sportivo sia turistico per il pordenonese, che accanto all’aspetto puramente motoristico abbina anche quello turistico ed enogastronomico. «Quest’anno, sotto il segno di “Io Sono Friuli Venezia Giulia” – spiega Zannier – saranno diverse le iniziative di promozione dei prodotti tipici e del settore agroalimentare che faranno da corollario alla gara. Si verrà così a creare un connubio tra sport e territorio, una vetrina carica di suggestioni non solo per gli amanti della competizione automobilistica, ma per un più vasto pubblico attirato dalle eccellenze locali, con un indotto economico altamente significativo e stimolante per ulteriori partnership nel prossimo futuro».

Quel bosco tra ulivi e vigneti – A Coste di Maser, tra le colline asolane, cresce un bosco responsabile di tre ettari certificato FSC® – C121844 nel rispetto di rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Sabato 19 marzo Cecchetto, azienda vitivinicola con sede a Tezze di Piave, ha messo a dimora gli ultimi alberi con l’aiuto dei ragazzi della Scuola media Paolo Veronese di Maser. Il bosco esistente da oltre tre secoli, un tempo abbandonato, oggi rinasce in un panorama attorniato da ulivi e vigneti, inserito all’interno del sito Rete Natura 2000. Dopo un primo processo di pulizia e riassetto dell’habitat avvenuto nel 2018, sono state organizzate attività didattiche e create nuove strade forestali, per proteggere questo ecosistema e per farlo conoscere a turisti, appassionati della natura e all’intera comunità locale. Passeggiandovi all’interno, infatti, si possono ammirare castagni secolari, ciliegi selvatici, frassini, bagolari e molte specie mellifere sotto le quali sono state posizionate alcune arnie. Cecchetto con questo progetto punta all’obiettivo di diventare climate positive entro il 2026, creando un ambiente salubre e virtuoso in cui la presenza delle api diventi un segno tangibile dell’utilizzo di processi eco-sostenibili che incentivino lo sviluppo armonico della biodiversità. Un piano di sostenibilità ideato e sviluppato assieme a Etifor, spin-off dell’Università di Padova, che offre consulenza a enti e aziende per migliorare i benefici economici, ambientali e sociali di politiche, progetti e investimenti attraverso la scienza, l’innovazione e la buona governance. In occasione della piantumazione di sabato 19 marzo, il team di Etifor ha presentato al pubblico il progetto di gestione del bosco, introducendo importanti tematiche legate al cambiamento climatico e alla tutela della biodiversità.

Cantina Toblino e l’innovazione – Cantina Toblino si aggiudica il Premio Eccellenza dell’Anno nella categoria Innovazione nel Settore vitivinicolo, assegnato alla dodicesima edizione di Le Fonti Awards®. Alla cerimonia tenutasi a Palazzo Mezzanotte, storica sede della Borsa Valori di Milano, è intervenuto Carlo De Biasi, direttore generale della cooperativa trentina nata nella Valle dei Laghi. In una premiazione che ha coinvolto studi legali, imprese e professionisti leader nei rispettivi settori, Le Fonti Awards® ha riconosciuto a Cantina Toblino il merito di “essere un punto di riferimento per la viticoltura nella Valle dei Laghi” e di “garantire ai clienti l’eccellenza lungo l’intera filiera produttiva”. Risultati significativi ottenuti grazie alla ricerca e alla continua innovazione in campo viticlo ed enologico e al costante raggiungimento di nuovi standard qualitativi. «Ricevere un premio così importante – afferma Carlo de Biasi – assieme ad autorevoli protagonisti del mondo imprenditoriale e professionale dà a Cantina Toblino la giusta motivazione per continuare un percorso che punta all’eccellenza. Un’eccellenza all’avanguardia, rispettosa dell’ambiente e attenta alle esigenze di viticoltori, vignaioli e consumatori». La cerimonia di premiazione non è stata solo un’occasione per celebrare i vincitori, ma si è rivelata un vero momento di approfondimento, condivisione e dibattito tra attori di rilievo, pronti ad affrontare temi di attualità legati a innovazione, tecnologia, leadership ed evoluzione normativa.

Gewürztraminer chiave del successo – Il bilancio 2021 di Cantina Tramin raggiunge per la prima volta quota 15 milioni di euro di vino imbottigliato. La crescita complessiva si attesta sul +30% rispetto al 2020 e sul +9% in rapporto al 2019. A trainare le vendite si conferma come prima varietà il Gewürztraminer, per un introito che rappresenta il 27% del fatturato totale, seguito dallo Chardonnay, cresciuto del 26% rispetto al 2019. «Siamo molto soddisfatti del traguardo raggiunto – sottolinea Wolfgang Klotz, direttore commerciale di Cantina Tramin –. In particolare, tengo a sottolineare la performance di Glarea, la nuova interpretazione di Chardonnay alpino presentata lo scorso ottobre. Nei primi tre mesi di messa in commercio, infatti, le vendite hanno superato il 63% della produzione, risultato che conferma la qualità del lavoro svolto intorno a questa varietà». La crescita sorprende ancora di più considerando il -10% registrato a livello regionale a causa della mancata stagione invernale del 2021, calo che ha toccato soprattutto i vini rossi autoctoni come il Lagrein. Il trend positivo ha riguardato anche il mercato estero, con le esportazioni cresciute del +35% rispetto al 2019. Le premesse per il 2022 sono altrettanto favorevoli in termini di qualità di prodotto, con una flessione tuttavia per quanto riguarda la quantità, dovuta alla scarsità vendemmiale dell’ultima annata. In conclusione, l’evento più atteso del 2022 sarà la presentazione di Epokale 2015. L’iconico Gewürztraminer vendemmia tardiva affina sette anni al buio della miniera di Ridanna Monteneve, a oltre 2.000 metri di altitudine. Al suo debutto con l’annata 2009, Epokale conquistò i 100/100 punti di Robert Parker’s Wine Advocate, passando alla storia come il primo vino bianco italiano a ottenere tale risultato.

“Sabi ’60 Dolomiti” a Cortinametraggio Partita la XVII edizione di Cortinametraggio a Cortina d’Ampezzo, con la Carpenè-Malvolti che rinnova anche per quest’anno la partnership già avviata tre anni fa. La storica Cantina di Conegliano fino al 27 marzo sarà infatti partner nonché fornitore ufficiale dell’evento dedicato al meglio della corto-cinematografia italiana e da sempre attento allo scouting dei giovani talenti. Un Festival che torna finalmente in presenza dopo due anni di dirette streaming a causa della pandemia. «La Carpenè-Malvolti si pregia per il terzo anno consecutivo di far parte dei selezionati partners della manifestazione Cortinametraggio – commenta il direttore generale, Domenico Scimone – ed anche in questa occasione si presenta all’appuntamento con una esclusiva Magnum della “Sabi ’60 Dolomiti” appartenente alla Sabi Collection per premiare il Miglior Attore e la Migliore Attrice del concorso. Una scelta dettata dal valore doppiamente simbolico che per noi rappresenta tale selezione. Il palcoscenico di Cortinametraggio ha rappresentato, infatti, il debutto internazionale assoluto dell’etichetta, ispirata all’immagine pubblicitaria realizzata dal celebre grafico Sandro Bidasio degli Imberti, in arte Sabi, negli anni Sessanta del secolo scorso. Ed altresì perché tale veste grafica richiama una eccezionale immagine delle Dolomiti, che insieme al Territorio del Prosecco, ovvero le colline di Conegliano e Valdobbiadene, interpreta virtuosamente due eccellenze paesaggistiche italiane divenute Patrimonio Unesco».

Quando il vino è cultura musicale: “Enoarmonie 2022” debutta a Rosazzo

(g.l.) Quando il vino diventa anche un importante veicolo di cultura musicale. È quanto avviene da molti anni, ormai, con “Enoarmonie”, la bella manifestazione concertistica, con approfondimenti legati appunto al prodotto della vite, organizzata dall’Associazione Sergio Gaggia di Cividale, che debutterà proprio questo pomeriggio nella splendida cornice dell’Abbazia di Rosazzo, circondata da vigneti che hanno rappresentato una importante “culla” della vitivinicoltura friulana, essendo terra prediletta di tanti prestigiosi vitigni autoctoni, come Picolit, Ribolla, Pignolo, Tazzelenghe. Soltanto per citarne alcuni.

Francesco Vikram Sedona


Il concerto odierno si terrà con inizio alle 16 e avrà quale protagonista la Nuova orchestra “Ferruccio Busoni” che, proprio stamane a Trieste, propone l’ultimo appuntamento delle sue famose “Mattinate Musicali Internazionali”. Con la formazione diretta dal maestro Massimo Belli ci sarà il giovanissimo violinista Francesco Vikram Sedona, straordinario talento, vincitore del Primo Premio dell’ultima edizione del Concorso Internazionale “Città di Vittorio Veneto”. Il Concerto di Primavera – così è stata intitolata la invitante manifestazione musicale, visto che proprio domani scatterà, astronomicamente, la bella stagione – è stato organizzato in collaborazione proprio con il Concorso della località veneta.
Il programma prevede lo stesso programma presentato nella città giuliana e quindi il celeberrimo Concerto in Mi maggiore Bwv 1042 di Johann Sebastian Bach per violino, archi e basso continuo, e le Variazioni sul Faust di Gounod di Henryk Wieniawsky per violino e archi, brano virtuosistico che richiede al violinista delle straordinarie capacità tecniche ed espressive. Ma, come detto, ci sarà anche il tradizionale intervento sull’affascinante tema della musica collegata proprio alla vite e al vino. Enorelatore Angelo Foletto, il quale proporrà un arricchimento culturale che s’intreccia con quello offerto periodicamente dai “Colloqui” organizzati intorno alla famosa “carta geografica” di Livio Felluga, nell’ambito dei quali proprio l’altro pomeriggio è stato proposto con successo il suo secondo appuntamento primaverile.
L’appuntamento con il concerto inaugurale di “Enoarmonie 2022” è dunque fissato per oggi, come detto alle 16. Seguiranno le altre numerose proposte in luoghi pieni di fascino e sempre legati, appunto, alla vite e al vino. E quindi alla grande musica.

L’orchestra con il maestro Belli.

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In copertina, la storica Abbazia di Rosazzo circondata dai vigneti in una immagine colta dall’obiettivo di Luigi Vitale.

La prima proposta di Città del vino Fvg: oggi è al via la storica Festa di Bertiolo

(g.l.) Esattamente una settimana dopo il via ufficiale all’articolato programma di “Duino Aurisina Città del vino 2022”, ecco pronto ai nastri di partenza il primo, importante appuntamento degli oltre trenta messi in agenda da qui a novembre. Si tratta della Festa regionale del vino friulano che comincerà proprio oggi a Bertiolo. Alle 18, infatti, si alzerà il sipario sulla 73ma edizione della rassegna enologica che, rispettando una lunga tradizione, viene proposta in occasione della ricorrenza di San Giuseppe, che sul calendario non è segnata in rosso come una volta, in quanto è una delle festività infrasettimanali soppresse ormai nel lontano 1977. Ma, nonostante la cancellazione della festa religiosa, la esposizione bertiolese che si tiene alle porte della primavera è stata sempre coronata da successo, richiamando migliaia di appassionati da tutta la regione, ma anche da fuori.
Nell’ambito della manifestazione, che andrà da oggi al 3 aprile, si tiene anche la 39ma Mostra concorso “Bertiul tal Friul”. A organizzarla la Pro Loco Risorgive, una delle quattro associate, come i 29 Comuni Fvg, alla bellissima realtà delle Città del vino. Una edizione molto attesa, dopo le ultime due che sono state annullate a causa dell’emergenza sanitaria, per cui alla stessa è attribuito anche un importante significato, quello appunto di una ripresa, della tanto auspicata ripartenza, dopo i gravi contraccolpi provocati dal Covid-19 anche al settore vitivinicolo.
La cerimonia inaugurale, indetta dal presidente della Pro Loco Marino Zanchetta e dal sindaco Eleonora Viscardis, si terrà presso l’Enoteca di piazza Plebiscito, come detto, alle 18. La rinomata rassegna beneficia del patrocinio di Regione autonoma Fvg, Comune di Bertiolo, Promoturismo Fvg, Comitato regionale Unpli Fvg, Consorzio fra le Pro Loco del Medio Friuli, Consorzi Doc della Regione Fvg – ricordiamo, al riguardo, che Bertiolo ricade interamente all’interno della zona Grave del Friuli, la più ampia del Vigneto Fvg -, Camera di Commercio Pordenone-Udine, Ersa e Città del vino Fvg che oggi saranno, dunque, a brindare con la consorella Bertiolo alla sua storica Festa del vino, la prima in assoluto a essere tradizionalmente organizzata in Friuli Venezia Giulia. E, allora, in alto i calici: che la festa cominci!

Ecco i 29 Comuni Fvg aderenti alle Città del Vino: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Pocenia, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche quattro Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli Bertiolo.

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In copertina e qui sopra due immagini di anni fa della Festa del vino di Bertiolo.