AGRIFLASH.FVG – E non solo…

“Cucinare” chiude a Pordenone – Ultimo giorno per la rassegna “Cucinare” alla Fiera di Pordenone. La caparbietà e la volontà di ripartire dopo un periodo assai complicato sono dimostrate da questa manifestazione, dove nonostante le difficoltà si riportano in Fiera gusti e sapori del territorio: è un esempio che fa ben sperare per il futuro. Così può essere riassunto il concetto espresso dall’assessore regionale alle Attività produttive che ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione della nona edizione di “Cucinare”, il Salone dell’enogastronomia di qualità. La manifestazione si articola su oltre 100 stand dove, nell’arco di tre giorni (oggi la conclusione), è stata programmata una cinquantina di eventi. Anche l’edizione 2022 è nata dalla collaborazione di tante realtà che trovano nella manifestazione un’occasione di incontro con gli utenti e di condivisione dei propri obiettivi. Tra questi anche “Io sono Fvg”, il marchio che testimonia la sostenibilità delle imprese regionali e l’origine delle produzioni agroalimentari. Oltre ai prodotti della cucina regionale, nazionale e internazionale, questa fiera dedica un’attenzione particolare al vino e alla birra artigianale al centro degli eventi paralleli: “Vinum”, rassegna di cantine di qualità, e “Beer&Co”, uno spaccato dell’arte brassicola veneta e friulana.

Il ritorno di Asparagus – Domani, 12 aprile, alle ore 11.45, nella Sala dell’Economia dell’ente camerale, a Udine, il Ducato dei vini friulani presenterà l’edizione 2022 di Asparagus. La manifestazione gode del sostegno della Camera di Commercio di Pordenone-Udine e di Promoturismo Fvg. Interverranno il duca Alessandro I (Alessandro Salvin), il presidente della Cciaa. Giovanni Da Pozzo e i rappresentanti dei ristoranti aderenti all’iniziativa. Asparagus è un appuntamento storico organizzato dal Ducato per valorizzare e promuovere l’asparago friulano con menù a tema in selezionati ristoranti di tutto il Friuli Venezia Giulia. Nato nel 1981 per volontà di Isi Benini, fondatore del Ducato dei vini friulani, e di Elio Del Fabbro, patron del ristorante Al Grop di Tavagnacco, l’appuntamento non solo valorizza un prodotto locale come l’Asparago bianco di Tavagnacco – ma anche l’asparago di Fossalon e di altre località della regione dove questo ortaggio viene coltivato con successo – e coinvolge ristoranti di prestigio che declinano il prodotto in gustose varianti con piatti di qualità abbinati ai nostri grandi vini. L’edizione 2022 si svolgerà per sette venerdì consecutivi dal 22 aprile al 3 giugno con il seguente calendario: 22 aprile Al Grop di Tavagnacco, 29 aprile La Dinette Grado, 6 maggio Là di Moret Udine, 13 maggio La Taverna Colloredo di Monte Albano, 20 maggio Lokanda Devetak di San Michele del Carso, 27 maggio Da Nando Mortegliano, 3 giugno Da Toni Gradiscutta di Varmo.

Vino e innovazione digitale – Convegno su “Innovazione digitale al servizio del settore vitivinicolo: dal vigneto al consumatore”, oggi 11 aprile dalle 14.30 alle 16, nell’ambito di Vinitaly, Sala Vivaldi-Palaexpo. Organizzato da Vinophila, si tratta del primo metaverso dedicato al vino e alle bevande alcoliche, in collaborazione con l’azienda vinicola Serena Wines 1881. I relatori discuteranno di quanto oggi la digitalizzazione non sia più solo un’opportunità, bensì una necessità per il settore vitivinicolo. Durante l’incontro verranno illustrate alcune soluzioni a disposizione del settore, tra le più innovative e di facile utilizzo, ragionando sull’importanza strategica del digitale per lo sviluppo del business di cantine e aziende vitivinicole. Moderatore: Fabio Piccoli, direttore responsabile di Wine Meridian. Relatori: Luca Serena, amministratore delegato di Serena Wines 1881; Andrea Gori, wine critic e ristoratore; Daniele De Vecchi, PhD, project manager di Saturnalia e CTO di Ticinum Aerospace srl; Paolo Masoero, ideatore di SmartBlockChainGateway®; Lorenzo Biscontin, ideatore e fondatore di Vinophila. Per chi non potesse partecipare all’evento, sarà possibile seguire il convegno in diretta nell’Area Eventi di Vinophila, accedendo al metaverso tramite il portale www.vinophila.com

L’etichetta trasparente – Il presidente della Fivi – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, Lorenzo Cesconi, e il segretario nazionale di Adiconsum, Andrea Di Palma, hanno incontrato giovedì al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali il sottosegretario Gian Marco Centinaio, in merito a una possibile riforma del sistema di etichettatura dei vini. L’esito dell’incontro è stato proficuo: l’esponente del Governo Draghi ha dato il via ad un gruppo di lavoro al fine di approfondire la tematica. La finestra di confronto si è aperta a seguito dell’invio della lettera congiunta che i Vignaioli Indipendenti e l’Associazione di consumatori avevano scritto in data 24 marzo al ministro Patuanelli e allo stesso sottosegretario Centinaio per chiedere la modifica del sistema di etichettatura dei vini considerata ormai superata, per rispondere alla richiesta di chiarezza e completezza di informazioni da parte dei consumatori. L’etichetta è la carta d’identità dei prodotti che consumiamo, per questo è fondamentale che le indicazioni che contiene siano chiare e trasparenti: è uno strumento fondamentale per il consumatore che vuole acquistare in modo consapevole e sostenibile. Questa è la prima volta che un’associazione di produttori di vino e una di consumatori si uniscono per un’istanza comune. La strategia di comunicazione congiunta tra Fivi e Adiconsum per sensibilizzare sulla necessità di avere etichette complete e chiare sulle bottiglie di vino sarà presentata al pubblico e alla stampa a Vinitaly oggi 11 aprile, ore 15, Area Fivi Padiglione 8 Stand D8-H9.

La Guida Top Fvg – Mercoledì 13 aprile, ultimo giorno di Vinitaly, alle ore 12, nello Stand Ersa, si terrà l’annunciata presentazione della “Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022” nel corso della quale saranno annunciati i risultati delle degustazioni. L’incontro, coordinato dal perito agrario Giovanni Cattaruzzi ideatore della Guida, sarà poi seguito da un’ulteriore presentazione a Corno di Rosazzo (Villa Nachini Cabassi) per la consegna degli attestati attribuiti ai migliori vini Fvg.

I Racconti dello Schioppettino – Lo Schioppettino di Prepotto protagonista non solo nel bicchiere dell’intenditore, ma anche nella letteratura. Venerdì 15 aprile, alle ore 18, ospiti dell’agriturismo Juna di Duino Aurisina, “I racconti dello Schioppettino” presenteranno infatti la nuova edizione del concorso letterario inserito nel programma 2022 di Duino & Book #STORIEDIPIETRE. Nel corso della serata, la fisarmonica di Aljoša Saksida accompagnerà la lettura di alcuni dei racconti che hanno partecipato alla prima edizione. Il concorso “I racconti dello Schioppettino”, indetto dal Comune di Prepotto, si rivolge ad autori che vogliano cimentarsi con un tema legato a questo vino straordinario, prodotto d’eccellenza della nostra regione e in particolare di quest’area dei Colli orientali del Friuli, sulla riva destra del torrente Judrio: per l’edizione 2022 il tema cui ispirarsi è “Terra di confine” – come quella che, appunto, dà vita allo Schioppettino di Prepotto – nell’accezione più ampia del termine. I migliori racconti saranno raccolti in un volume, e i primi tre riceveranno un premio in denaro. Tutte le info su https://i-racconti-dello-schioppettino.webnode.it/

Suini, ok produzione ed export – Segni positivi nel 2021 per la suinicoltura italiana. Dai dati forniti dall’Osservatorio dell’Anas (Associazione nazionale allevatori suini) emerge infatti un incremento di capi ed export. Nel dettaglio – come informa Il Punto Coldiretti – il numero dei suini grassi nati nel nostro Paese è cresciuto dell’1,7% rispetto al 2020 per un totale di 10.178.000 capi, +0,6% quelli relativi al circuito Dop (8.254.198 capi). Segni più anche per il valore franco in azienda (+11,7%), per le macellazioni (+3,2%) e per la produzione di carcasse (+3,4%). In flessione del 24,1% le importazioni di suini vivi , giù anche il valore (-28,8%) a quota 56,8 milioni di euro. Crescono del 12,3% invece gli acquisti di carni, ma il valore è in calo del 3,6%. Sale l’export che raggiunge 413.763 tonnellate mettendo così a segno un incremento del 7,2% che arriva al +10,5% per quanto riguarda il valore (2.076.228 milioni). Il grado di autoapprovvigionamento nel 2021 è stato del 62,30 per cento.

Aria di primavera in Franciacorta – L’aria di primavera apre la stagione degli eventi all’aperto: Mosnel, la storica azienda franciacortina di Camignone (Brescia), si prepara ad accogliere i visitatori con nuove, interessanti proposte. Un ampio e variegato ventaglio tra cui scegliere, che va dai Picnic in vigna ai Percorsi e, per chi ha poco tempo, Degusta e via. I Picnic in vigna sono la formula magica per immergersi nella realtà bucolica della tenuta e vivere un’esperienza piacevole e divertente, in grado di incontrare il gusto di tutti: sono disponibili i menù easy chic, quello eno chic e, per gli amanti dei cibi vegetali, il pacchetto veggy chic. Per tutta la famiglia e per accontentare i più piccoli, invece, c’è il picnic baby chic. Tutti gli zainetti termici sono preparati con cura dall’Osteria Casa Marcellina, privilegiando le materie prime e i prodotti locali. Anche quest’anno, a partire da fine maggio, alcune giornate avranno la direzione artistica di diversi ristoranti franciacortini che prepareranno dei Picnic d’autore con golose ricette estive. La formula prevede la prenotazione almeno 48 ore prima della visita. Nel pacchetto è compreso anche un tour guidato dell’Azienda, da fare a scelta prima o dopo il picnic. Per chi desidera focalizzarsi soprattutto sulla degustazione delle etichette della maison sono disponibili diversi Percorsi, che comprendono una visita al borgo e alla cantina, seguiti da una degustazione di tre Franciacorta, accompagnati da formaggi e salumi tipici del territorio.  Degusta e via, invece, è la formula ideale per chi vuole scoprire i vini di Mosnel ma non ha molto tempo: quarantacinque minuti per assaggiare due oppure tre bicchieri a scelta tra i sette Franciacorta dell’azienda, sempre abbinati a un piatto con salumi e formaggi tipici del territorio. Per maggiori informazioni scrivere all’indirizzo mail quellicheilvino@mosnel.com

 

Riecco Vinitaly! Dai “vigneti qualità” alla Guida Top 2022 e all’etichetta trasparente

(g.l.) Torna il Vinitaly, finalmente! Sipario alzato da stamane, alla Fiera di Verona, sul più importante appuntamento enologico italiano e fra i primissimi a livello internazionale: un’occasione irrinunciabile per tastare il posto al settore in un momento molto delicato per l’economia, dopo due anni di emergenza pandemica che hanno influito enormemente soprattutto sulla ristorazione, intimamente legata al prodotto della vite, e tra le incertezze del momento dovute alla guerra in Ucraina e ai folli rincari di materie prime ed energia. Ecco tre appuntamenti previsti nell’ambito del Salone, dove anche in questo tanto atteso ritorno c’è una massiccia presenza del Vigneto Fvg, sia in forma individuale che attraverso la rappresentanza collettiva della Regione che conta una ottantina di aziende.

INDICE BIGOT – I migliori vigneti secondo l’Indice Bigot, il metodo di valutazione scientifico del potenziale qualitativo di un vigneto, verranno premiati da Giovanni Bigot, ideatore dell’Indice, durante un incontro che si terrà proprio oggi, giornata inaugurale, alle 14.30 in sala Bellini al padiglione 6. A ricevere il premio saranno le aziende i cui vigneti si sono classificati con un punteggio superiore ai 90 centesimi, grazie all’eccellenza nei nove parametri su cui è basato l’Indice: produzione, chioma, rapporto tra foglie e produzione, sanità delle uve, tipo di grappolo, stress idrico, vigore, biodiversità e microrganismi, età del vigneto. L’esperienza più che ventennale dell’agronomo friulano, assieme al suo team di Perleuve, ha permesso di quantificare in maniera oggettiva il potenziale qualitativo dei singoli vigneti e di migliorare il lavoro sul campo per innalzare la qualità delle uve e, dunque, dei vini. Alla presentazione interverranno anche Stefano Zannier, assessore all’agricoltura Fvg, e Francesco Miniussi, direttore dell’Ersa.

I MIGLIORI VINI FVG – Mercoledì 13 aprile, ultimo giorno di Vinitaly, alle ore 12, nello Stand Ersa, si terrà la presentazione della “Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022” nel corso della quale saranno annunciati i risultati delle degustazioni. L’incontro, coordinato dal perito agrario Giovanni Cattaruzzi ideatore della Guida, sarà poi seguito da un’ulteriore presentazione a Corno di Rosazzo (Villa Nachini Cabassi) per la consegna degli attestati attribuiti ai migliori vini Fvg.

FIVI-ADICONSUM – Il presidente della Fivi – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, Lorenzo Cesconi, e il segretario nazionale di Adiconsum, Andrea Di Palma, hanno incontrato giovedì al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali il sottosegretario Gian Marco Centinaio, in merito a una possibile riforma del sistema di etichettatura dei vini. L’esito dell’incontro è stato proficuo: l’esponente del Governo Draghi ha dato il via ad un gruppo di lavoro al fine di approfondire la tematica. La finestra di confronto si è aperta a seguito dell’invio della lettera congiunta che i Vignaioli Indipendenti e l’Associazione di consumatori avevano scritto in data 24 marzo al ministro Patuanelli e allo stesso sottosegretario Centinaio per chiedere la modifica del sistema di etichettatura dei vini considerata ormai superata, per rispondere alla richiesta di chiarezza e completezza di informazioni da parte dei consumatori. L’etichetta è la carta d’identità dei prodotti che consumiamo, per questo è fondamentale che le indicazioni che contiene siano chiare e trasparenti: è uno strumento fondamentale per il consumatore che vuole acquistare in modo consapevole e sostenibile. Questa è la prima volta che un’associazione di produttori di vino e una di consumatori si uniscono per un’istanza comune. La strategia di comunicazione congiunta tra Fivi e Adiconsum per sensibilizzare sulla necessità di avere etichette complete e chiare sulle bottiglie di vino sarà presentata al pubblico e alla stampa a Vinitaly domani 11 aprile, ore 15, Area Fivi Padiglione 8 Stand D8-H9.

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In copertina, ecco come si presenta la “Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022”.

Enogastronomia, “Cucinare” a Pordenone e “Un biel vivi” a Buja

La caparbietà e la volontà di ripartire dopo un periodo assai complicato sono dimostrate da questa manifestazione, dove nonostante le difficoltà si riportano in fiera gusti e sapori del territorio: è un esempio che fa ben sperare per il futuro. Così può essere riassunto il concetto espresso dall’assessore regionale alle Attività produttive che ieri ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione della nona edizione di “Cucinare”, il Salone dell’enogastronomia di qualità. La manifestazione prevede la presenza di oltre 100 stand dove, nell’arco di tre giorni (domani la conclusione), è prevista una cinquantina di eventi.
Alla presenza del presidente dell’Ente Fiera Spa e del sindaco di Pordenone, l’esponente dell’esecutivo ha dapprima visitato lo stand della Regione Friuli Venezia Giulia contraddistinto dal marchio “Io sono Fvg” per poi intervenire all’apertura ufficiale dell’evento. In questa occasione ha posto in evidenza l’importanza che manifestazioni come queste rappresentano per il panorama espositivo regionale, grazie alla presenza di espositori provenienti non solo dal Friuli Venezia Giulia ma anche da altre zone d’Italia.
L’assessore regionale ha ricordato quanto sia complicato dopo la pandemia e ora a causa dei venti di guerra poter soffermare l’attenzione sugli eventi espositivi. La Fiera, tuttavia, è riuscita a superare i momenti più duri in cui il mondo si è fermato per poi riaccendere i motori riproponendo eventi di grande rilievo capaci di riportare a Pordenone molti espositori, ma anche il pubblico delle grandi occasioni. Un plauso è stato rivolto al presidente della Fiera, che ha saputo mantenere inalterato il livello delle attività organizzate facendo diventare i padiglioni espositivi di Pordenone un punto di riferimento per l’intero Friuli Venezia Giulia.
Anche l’edizione 2022 del salone dell’enogastronomia di qualità nasce dalla collaborazione di tante realtà che trovano nella manifestazione un’occasione di incontro con gli utenti e di condivisione dei propri obiettivi. Tra questi anche “Io sono Fvg”, il marchio che testimonia la sostenibilità delle imprese regionali e l’origine delle produzioni agroalimentari. Oltre ai prodotti della cucina regionale, nazionale e internazionale, questa fiera dedica un’attenzione particolare anche al vino e alla birra artigianale al centro degli eventi paralleli: Vinum, rassegna di cantine di qualità, e Beer&Co, uno spaccato dell’arte brassicola veneta e friulana.

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Una manifestazione capace di tenere vive le tradizioni, di contribuire alla promozione del territorio e resa possibile anche grazie all’impegno di tanti volontari che mettono a disposizione della comunità il proprio tempo. La presenza delle Pro loco sul territorio che, come dice la parola stessa operano “a favore del luogo”, sono realtà di grande importanza per la valorizzazione del proprio paese e insostituibili aggregatori sociali. È questa la sintesi del messaggio che l’assessore regionale alle Finanze ha voluto portare ieri, a Buja, durante la 23ma edizione di “Un biel vivi”, l’incontro enogastronomico con le Pro Loco del Consorzio Collinare che vede la partecipazione dei sodalizi di Buja, Brazzacco, Flaibano, Majano, Montegnacco, Moruzzo, Ragogna, Vendoglio e Vilegnove.
Dopo due anni di assenza a causa dell’emergenza pandemica, Buja ospita nuovamente la manifestazione caratterizzata da specialità culinarie in una cornice di divertimento, che proprio oggi giunge alla sua conclusione. Una festa che, secondo l’esponente della Giunta regionale, mette in luce il volontariato, ma anche cultura e identità. L’Amministrazione regionale ha assicurato che non farà mancare il proprio sostegno a queste realtà.

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In copertina, ecco una dimostrazione di cucina alla Fiera di Pordenone.

Sarà trasferta venerdì a Duino Aurisina per “I racconti dello Schioppettino”

(g.l.) Lo Schioppettino di Prepotto protagonista non solo nel bicchiere dell’intenditore, ma anche nella letteratura. Venerdì 15 aprile, alle ore 18, ospiti dell’agriturismo Juna di Duino Aurisina – Comune all’interno del quale c’è un’altra Prepotto (del Carso) -, “I racconti dello Schioppettino” presenteranno infatti la nuova edizione del concorso letterario inserito nel programma 2022 di Duino & Book #STORIEDIPIETRE. Nel corso della serata, la fisarmonica di Aljoša Saksida accompagnerà la lettura di alcuni dei racconti che hanno partecipato alla prima edizione.
Il concorso “I racconti dello Schioppettino”, indetto dal Comune di Prepotto – Città del vino, come la ospitante Duino Aurisina, proclamata per quest’anno “capitale” delle Città d’Italia -, si rivolge ad autori che vogliano cimentarsi con un tema legato a questo vino straordinario, prodotto d’eccellenza della nostra regione e in particolare di quest’area dei Colli orientali del Friuli, sulla riva destra del torrente Judrio: per l’edizione 2022 il tema cui ispirarsi è “Terra di confine” – come quella che, appunto, dà vita allo Schioppettino di Prepotto – nell’accezione più ampia del termine. I migliori racconti saranno raccolti in un volume, e i primi tre riceveranno un premio in denaro.

Tutte le info su https://i-racconti-dello-schioppettino.webnode.it/

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In copertina, ecco i caratteristici grappoli dello Schioppettino di Prepotto.

La Delizia, al Prosecco Doc “Uva” va il premio Ambiente & Sostenibilità

Riconoscimento internazionale per La Delizia Viticoltori Friulani, tra le prime 10 realtà nazionali nella produzione di spumanti: al Vinitaly, la grande fiera enologica di Verona (che torna dopo lo stop causa pandemia dal 10 al 13 aprile), la Cantina di Casarsa ottiene il premio speciale “Ambiente & Sostenibilità” nell’ambito del 26° Vinitaly Design International Packaging Competition, importante competizione che ogni anno premia il miglior packaging delle aziende distintesi per creatività e immagine dei loro prodotti. A vincere il premio è “Uva” il Proecco Doc sostenibile.

Bellomo e Bellini con il Premio.


Si tratta di un Prosecco Doc Extra Dry spumantizzato con metodo Charmat ottenuto da uve certificate Sqnpi, forte di un concept di packaging anch’esso concretamente sostenibile, dalla bottiglia in vetro riciclato passando per il tappo di sughero certificato Fsc, fino all’etichetta stampata su carta ancora Fsc ottenuta dalla lavorazione di residui d’uva, che sostituiscono fino al 15% della cellulosa proveniente dall’albero. Sono queste alcune delle scelte etiche compiute in fase creativa da La Delizia, coerentemente con le linee guida aziendali riassunte nel progetto valoriale “Visionari. Sostenibili. Responsabili”, avviato nel 2021 anno del 90mo dalla fondazione della Cantina friulana e con l’inserimento di una farfalla nel proprio logo, emblema di salubrità, che simbolicamente denota la sostenibilità dell’intera filiera di produzione e garantisce al consumatore la qualità dei prodotti aziendali.
In gara, 287 confezioni, valutate da una giuria internazionale di designer, art-director e giornalisti, presieduta da Leonardo Sonnoli e composta dalla Chief Category Officer di Conad Alessandra Corsi e dai designer Papi Frigerio, Giuseppe Mascia e Chiara Tomasi.
«Un riconoscimento – ha commentato il presidente de La Delizia, Flavio Bellomo – che conferma l’importanza del progetto aziendale intrapreso nell’ottica della sostenibilità. Da una fiera come Vinitaly, strategica per il comparto vinicolo, arriva questa valorizzazione del nostro percorso, il quale vede impegnati tutti, dai soci ai dipendenti, dai fornitori alla forza vendita. Un premio che ci permette di guardare al futuro con ancora più voglia di fare, nonostante le sfide poste dalla pandemia prima e dalla situazione internazionale e di aumento dei prezzi delle materie prime ora. Abbiamo scelto di essere visionari, sostenibili e responsabili nei nostri metodi produttivi e di approccio al mercato, rispettando il nostro territorio e i nostri consumatori: una scelta compiuta mesi fa e che ora raccoglie i primi positivi frutti».
«Questo premio – ha aggiunto il direttore generale de La Delizia, Mirko Bellini – testimonia come il valore della sostenibilità sia ormai parte del Dna della nostra cantina. Un valore fatto proprio da tutta la filiera, dalla terra fino al consumatore finale e che può ora essere riconosciuto a livello internazionale dal momento che nella sostenibilità noi ci abbiamo creduto già da tempo, rendendola concreta con grande impegno. Il nostro progetto guarda al futuro e soprattutto definisce una nuova prospettiva dove l’agricoltura, oltre a produrre beni alimentari, diventa elemento primario nella gestione dell’ambiente. Quindi il prestigioso riconoscimento del Vinitaly non va solo all’etichetta ma a tutto l’impegno de La Delizia che c’è dietro a essa, anche a livello comunicativo».
«Con il progetto Uva – ha sottolineato infine Laura Viola, direttore creativo di Wea Group, l’agenzia di comunicazione che ha curato la direzione creativa del progetto de La Delizia – abbiamo voluto dare forma alla sostanza della scelta di La Delizia che ha messo al centro della sua strategia aziendale la sostenibilità a 360°. Siamo davvero soddisfatti per un premio che riconosce un lavoro di team tra l’agenzia e l’azienda ad alto valore aggiunto».

 L’etichetta vincente.


IL PROGETTO – Il progetto del Prosecco Doc sostenibile ha visto La Delizia partire dallo studio di tutti gli elementi che compongono la bottiglia di uno spumante, ricercando accuratamente, assieme ai fornitori, materiali che rispettino il più possibile l’ambiente. “Uva” è un Prosecco Doc Extra Dry spumantizzato con metodo Charmat e ottenuto da uve certificate SQNPI, la certificazione di qualità volta ad armonizzare le norme agronomiche rispettando le peculiarità ambientali, culturali e fitosanitarie con precise strategie di intervento e minor impatto possibile sull’uomo e sull’ambiente. La bottiglia in vetro riciclato Extral di Verallia, ha visto la scelta di un modello leggero da 550 grammi di peso, ispirandosi a una forma semplice e minimalista che anni fa vide l’inizio del cammino degli spumanti friulani de La Delizia. Aver scelto una bottiglia così leggera, composta di materiale riciclato per l’86%, permette un risparmio di consumo energetico e una minor emissione di C02 sia per la produzione che per il trasporto. Il tappo utilizzato è lo Spark 02 classe A-Brand di Amorim Cork, interamente in sughero, materiale totalmente naturale, riutilizzabile, altamente riciclabile, proveniente da foreste certificate Fsc (Forest Stewardship Council, che garantisce la silvicoltura sostenibile e la tracciabilità dei prodotti), ecologico e sostenibile al 100%. Inoltre il sughero è un naturale immagazzinatore di C02, in quanto ogni tappo permette di togliere dal ciclo produttivo 562 grammi di anidride carbonica, contribuendo così alla riduzione di carbon footprint dall’ambiente.
La gabbietta di Icas è prodotta in acciaio, materiale al 100% riciclabile, mentre proprio per rendere il prodotto il più sostenibile possibile non è stata realizzata la capsula, alleggerendo così anche la bottiglia e mantenendo pulite le linee del packaging scelto. Al posto della capsula c’è un copri-gabbietta realizzato nella stessa carta scelta per l’etichetta: una carta Favini Crush Grape, prodotta con il 15% di residui d’uva ottenuti dallo scarto della lavorazione dell’uva, senza Ogm, contenente il 30% di carta riciclata post consumo. Certificata anch’essa Fsc, dove il legno da cui si produce proviene da foreste nelle quali sono rispettati dei rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Inoltre è realizzata al 100% con energia verde e con una carbon footprint ridotta del 20%. Sempre per rispondere alle esigenze produttive di sostenibilità, l’etichetta è realizzata su un pezzo unico, fasciante che avvolge l’intera bottiglia, riducendo al minimo l’impatto della colla. Dopo aver bevuto il Prosecco Doc, la si può srotolare, strappando l’apposita linguetta e sulla facciata interna dell’etichetta si trova la spiegazione del perché Uva è sostenibile (ideazione grafica dell’agenzia Weagroup). Una bottiglia dall’impatto contemporaneo che diventa oggetto di design dichiarando il suo essere sostenibile.

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In copertina, ecco la bottiglia di Prosecco Doc Uva sostenibile premiata dal Vinitaly.

 

“Cucinare” invita in Fiera a Pordenone con Perego (oggi) e Pappagallo (domani)

Pagine golose e tutte da sfogliare, quelle al centro dei due appetitosi incontri che Fondazione Pordenonelegge promuove nell’ambito di “Cucinare” 2022: protagonisti due testimonial di riferimento della cucina divulgata in rete, due “storyteller” di successo della buona cucina, alla quale tutti possiamo cercare di ispirarci, nel quotidiano. Anche quando si tratta di alta pasticceria, come spiegherà al pubblico di “Cucinare” Luca Perego, in arte LuCake – l’account social che in pochi anni ha conquistato quasi 400mila followers – autore de “Il mio manuale di pasticceria per tutti” (Mondadori, 2021).
In dialogo con la curatrice di Pordenonelegge, Valentina Gasparet, oggi 9 aprile alle 17.30 nell’Arena Show Cooking Super One di PordenoneFiere, dimostrerà che la pasticceria professionale è finalmente alla portata di tutti! «Attraverso il mio libro volevo far entrare l’arte della pasticceria nelle vostre cucine e nei vostri cuori – racconta infatti Luca Perego -. Non solo un insieme di ricette, ma anche una raccolta di tecniche spiegate nel dettaglio, segreti svelati, consigli e accorgimenti: un manuale di pasticceria per tutti, adatto a chi si sta approcciando a questo mondo ma anche a chi ha già una grande passione per i dolci ed è pronto a fare un salto in avanti». L’incontro sarà affiancato dalla dimostrazione in diretta di una ricetta tratta dal libro, che verrà realizzata da Federico Zambon della Pasticceria Diana di Pordenone.
La talentuosa professionalità di Luca Perego è emersa a poco a poco sul web, attraverso accurati still life delle sue bellissime ricette. Tutor di “Detto Fatto” su Rai2 fra il 2019 e il 2020, nel 2021 LuCake è stato è ospite speciale di “Bake Off Italia” su Real Time. A marzo 2022 è comparso tra i 100Under30 di Forbes, nella categoria Social Media.

Con lo chef Luca Pappagallo – ma lui preferisce autodefinirsi un “cuciniere curioso” – ci sentiremo subito a casa: domani 10 aprile, alle ore 16, nell’Arena Show Cooking Super One di PordenoneFiere, con il giornalista Gabriele Giuga presenterà il libro “Benvenuti a Casa Pappagallo” (Vallardi, 2021), che schiude un luogo magico, dove si preparano piatti quotidiani e manicaretti della festa per tutti i palati e tutte le occasioni. I piatti che Luca Pappagallo propone compongono un ricettario all’insegna della genuinità, un “golosario” per tutti gli amanti della buona cucina di casa, che non necessita di strumenti sofisticati o ingredienti introvabili, ma solo della voglia di portare la gioia in tavola. Nel corso dell’incontro, lo chef Carlo Nappo realizzerà live una ricetta tratta dal libro.
Dal 2019 Luca Pappagallo si è messo in gioco in prima persona con “Casa Pappagallo®”, il canale YouTube/Facebook e ora Instagram diventato in un paio di anni uno dei principali punti di riferimento della cucina in Italia, con centinaia di migliaia di follower. Da qui propone quotidianamente ricette di piatti golosi, autentici e soprattutto facili da replicare, conditi dalla sua simpatia e dall’immancabile godurioso assaggio finale.

Cucinare, Fiera di Pordenone 9-11 aprile Ingresso Nord
Orari 9.30-19.30
Ingresso: ridotto prevendita 4,00 € con l’acquisto on-line del biglietto fino alle ore 23.59 dell’8 aprile nel sito www.cucinare.pn
Poi il biglietto sarà in vendita al prezzo di 5,00 €
La partecipazione agli eventi è gratuita. Consigliata la prenotazione: www.cucinare.pn
Info e dettagli sul sito www.pordenonelegge.it
Contatti: Fondazione Pordenonelegge tel 0434.1573100.

 

Scocca l’ora del Vinitaly: la Regione Fvg porta 77 aziende, protagonista la Ribolla

Scocca l’ora del Vinitaly, finalmente! Da domenica prossima a mercoledì 13 aprile la Regione Fvg si presenta, infatti, al tanto atteso Salone enologico con 77 aziende vitivinicole della collettiva Ersa e una promozione unitaria all’insegna del marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”. Il programma dei quattro giorni alla Fiera di Verona e le strategie regionali sono state illustrate ieri mattina a Udine dagli assessori regionali alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, e alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, nel corso di una conferenza stampa nella sede della Regione.

Gli assessori Zannier e Bini.

«Siamo felici di tornare a Vinitaly in presenza – hanno commentato all’unisono i due rappresentati dell’Esecutivo Fedriga – anche se con spazi ridotti dalla scia pandemica, che ci hanno imposto di portare 77 aziende anziché gli oltre cento produttori a cui eravamo abituati. L’obiettivo comunque è stato quello di dare priorità alle realtà produttive, rinunciando ad una parte degli spazi istituzionali».
Per quanto riguarda il programma, la regina dello stand Fvg sarà la Ribolla gialla. Protagonista di diversi focus e degustazioni, sarà presentata ai buyers internazionali di Asia (Giappone e Corea del Sud), Gran Bretagna, Centro America (Messico e Repubblica Dominicana), Africa (Camerun, Etiopia, Angola) e Stati Uniti. «La Ribolla gialla è il vino simbolo del Friuli Venezia Giulia in cui troviamo rinchiuse le caratteristiche di questa regione: qualità, capacità, unità. Presenteremo la Ribolla come solo questa regione sa fare, ovvero in mille modi diversi e tutti d’eccellenza. C’è un’intima unione tra la regione e la presenza di questo vitigno che ne determina l’identità. Mancano alcuni passaggi relativi ai disciplinari di produzione, ma la sua promozione va avanti con convinzione», ha affermato Zannier.
Anche Bini è tornato sul concetto di unità, evidenziando che «quando si parla di enogastronomia e turismo non si può non giocare di squadra. Penso che in questi anni abbiamo costruito un sistema importante, per cui anche a Vinitaly si parlerà di vino così come di eccellenze gastronomiche a partire dai consorzi quali il Montasio, il San Daniele, l’olio Tergeste». Per i due assessori “il territorio è il nostro vero ed unico valore aggiunto e va comunicato in modo unitario”. Da qui la forte collaborazione con PromoTurismoFvg e l’annuncio, da parte dell’assessore Bini, della volontà della Giunta regionale di lanciare nel 2023 un grande evento internazionale dedicato al vino attorno a cui collocare anche le nicchie di eccellenza gastronomica. «Non vogliamo competere con Vinitaly, ovviamente – ha precisato Bini -, ma accendere un faro internazionale sulle peculiarità della nostra regione a partire dai luoghi e dai territori». Nel frattempo, PromoTurismoFvg ha dato il via ad una campagna di marketing televisiva con fondi regionali per 1,5 milioni di euro finalizzata a promuovere il Friuli Venezia Giulia sui palinsesti televisivi dei canali generalisti Mediaset e Dazn.
Alla presentazione ha preso parte anche Adriano Gigante, presidente del Consorzio delle Doc Fvg, che ha espresso ottimismo sia sui dati di tenuta del comparto vitivinicolo dopo due anni di crisi sanitaria, sia sulla possibilità di pronosticare una crescita del turismo enogastronomico in regione, spinta dall’integrità del paesaggio e dalla varietà dei territori, compatibilmente con la tenuta del contesto geo-politico.
Altri dettagli del programma riguardano la giornata di apertura con una degustazione anche di Pinot bianco del Collio, mentre nella giornata di chiusura due presentazioni speciali saranno dedicate al Tazzelenghe e alla Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia. Nelle giornate centrali due gli appuntamenti particolari: il primo su Italo Cosmo, Omaggio a un protagonista dell’ampelografia del XX secolo, uomo di scienza e divulgazione, appassionato alpinista, a cura della Itas Spilimbergo (lunedì pomeriggio); il secondo sulla dendrochirurgia: una cura contro il mal dell’esca. Dieci anni di sperimentazioni e ricerche tra Italia e Francia (martedì pomeriggio).

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In copertina, ecco lo stand collettivo nell’edizione 2019 prima della pandemia.

Prosciutto di Ragogna e Cipolla di Cavasso ora hanno il marchio Pat

Importante riconoscimento alla qualità di due prodotti tipici del Friuli: il Prosciutto di Ragogna, evidentemente “cugino”  se non “gemello” di quello ben più famoso di San Daniele, e la Cipolla rossa di Cavasso Nuovo, nell’Alta Pordenonese. Entrano, infatti, «a far parte dell’elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat), che viene implementato ogni anno dal Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, sulla base delle segnalazioni delle Regioni dei prodotti, scoperti o riscoperti, con un’anzianità documentata di almeno 25 anni», ha annunciato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale che appunto aggiorna l’elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali.

Stefano Zannier


«La ventiduesima edizione dell’elenco suddivisa per regione comprende 181 prodotti del Friuli Venezia Giulia, più del doppio di quella del 2001, che ne contava 90 – spiega l’esponente della Giunta Fedriga -. Il Prosciutto di Ragogna è stato inserito su richiesta di un produttore locale, il prosciuttificio Fratelli Molinaro, mentre la Cipolla rossa su istanza dell’Associazione produttori di Cavasso Nuovo, che vedono così riconosciuta la loro peculiarità, come in precedenza era stato fatto per la Cipolla rosa della Val Cosa».
Secondo Zannier, si tratta di un passo avanti importante per i prodotti locali perché «ci sono tradizioni antiche che rischiavano di perdersi e che grazie a questo censimento sistematico hanno trovato nuovi produttori e nuovi consumatori. Ve ne sono altre che testimoniano la crescita del comparto agroalimentare e il consolidarsi di realtà produttive che si sono affacciate sul mercato negli ultimi lustri del secolo scorso. Per una regione piccola come la nostra, 181 prodotti oggi, che potrebbero essere 200 nel giro di pochi anni, sono un fiore all’occhiello, una testimonianza di attaccamento alle tradizioni e di fiducia nel futuro».

Il prosciuttificio Molinaro.

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In copertina, le tradizionali trecce con la Cipolla rossa di Cavasso Nuovo.

 

Sarà Villa Manin la nuova location di “Borderwine” (nel 2025 a Gorizia)

Mentre è partito il conto alla rovescia per l’avvio di Vinitaly 2022, si riparla anche di “Borderwine”. Torna, infatti, fra poco più di due mesi, il Salone Transfrontaliero del Vino Naturale: la 6a edizione dà appuntamento per domenica 19 e lunedì 20 giugno a tutti gli amanti del vino prodotto “secondo natura”. L’edizione 2022 segna un importante cambio di location: sarà il parco di Villa Manin, a Passariano di Codroipo, ad ospitare le cantine, le degustazioni, le proposte food, la musica e gli altri eventi. Saranno circa 80 i produttori presenti tra Friuli Venezia Giulia, Italia, Austria e Slovenia. “Borderwine” entra così a far parte eventi del cartellone di Villa Manin Estate 2022, grazie alla collaborazione con l’Ente Regionale Patrimonio Culturale Fvg.
«Essere a Villa Manin, luogo eletto dei grandi eventi in Fvg, è una grande soddisfazione: attesta la crescita costante di “Borderwine” che era partito a Cividale del Friuli nel 2016 con 28 cantine», spiegano gli ideatori, Valentina Nadin e Fabrizio Mansutti. Che aggiungono: «Villa Manin ha poi un duplice valore: è la prima tappa di un percorso “itinerante” che nei prossimi quattro anni porterà Borderwine a valorizzare i luoghi della cultura regionale, un progetto che vedrà il suo compimento nell’edizione 2025 che si svolgerà a Gorizia, l’anno speciale di GO!2025 Capitale della cultura assieme a Nova Gorica, suggellando la vocazione transfrontaliera che trae la sua forza dal confine come valore. Da sempre, infatti, Borderwine vuole essere un viaggio enogastronomico per celebrare il confine come portatore di valore e identità, proprio come è la nostra cultura regionale».
Grazie alla collaborazione con Regione Fvg, Promoturismo Fvg, Erpac e Camera di Commercio di Pordenone e Udine, la progettualità quadriennale di “Borderwine” sarà strettamente collegata all’offerta turistica alla scoperta del territorio regionale con speciali pacchetti di soggiorno e coinvolgendo di anno in anno il tessuto economico locale (strutture ricettive, trasporto pubblico, ristorazione, consorzi, associazioni, parchi ed Enti locali). I criteri per poter partecipare come produttori a Borderwine rimangono gli stessi: scelta dei terreni, rispetto della loro biodiversità, esclusione di qualsiasi tipo pesticidi, additivi o di manipolazione chimica o fisica. Produrre vino naturale per Borderwine significa guardare al futuro non solo dell’enologia, ma dell’agricoltura in genere, opponendosi alla logica che vuole una produzione continua e massiccia ad ogni costo.
Borderwine è organizzato grazie a Regione FVG, Promoturismo FVG, ERPAC, Camera di Commercio di Pordenone e Udine, Civibank, Gustai.it, Slowfood FVG, Ass. culturale Arsura, Ass. ReValpo, Biodynamic farmers of Italy, Natura delle Cose, Associazione Alberghi “Chiavi in Mano” di Udine, Ass. RicercArti, ASD E4RUN.

E i vini naturali avranno
un’enoteca a Verona

Dopo Milano e Genova, venerdì 8 aprile si inaugura a Verona la nuova enoteca del progetto Flor. Born to be wine. Nel centro storico scaligero, in Vicolo Stella 4A, gli appassionati di vino naturale troveranno un punto vendita informale e accogliente, che propone anche il servizio delivery in 30 minuti e a temperatura di tutte le bottiglie presenti in enoteca. Al suo interno un team esperto guiderà gli avventori tra oltre 600 referenze esclusivamente naturali, ovvero non sottoposte a trattamenti chimici, né in vigna né in cantina. La proposta di Flor. Enoteca comprende etichette nazionali ed estere, con una predilezione per i piccoli produttori locali capaci di unire territorialità e alta qualità produttiva. A curare la selezione sono i professionisti in loco assieme ai soci fondatori del progetto Giuseppe Rizzo e Federico Fiori. Due personalità e storie diverse, un passato nel digital marketing per Giuseppe e nella gestione dell’azienda agricola di famiglia per Federico, unite dalla dedizione per il «vino rispettoso di chi lo beve e di chi lo fa». In pochi anni la comune passione si è trasformata in un disegno imprenditoriale ambizioso e con un’impronta ben definita, che ha trovato forma concreta nelle due enoteche di Milano – Flor. Born to be wine in via Vigevano e Flor. Enoteca Bistrot in via Govone – e nella più recente apertura Flor. Enoteca in Galleria Mazzini a Genova. «Inserirsi nel tessuto enogastronomico veronese sarà una sfida – afferma Giuseppe Rizzo –, ma siamo pronti a vincerla grazie alle storie e alle esperienze di vignaioli sapienti che stupiranno il pubblico con vini schietti, provocatori e divertenti».L’apertura di Verona segna l’inizio di un 2022 ricco di novità e di obiettivi importanti, grazie all’inserimento di nuove figure professionali nel team, pronte a curare la comunicazione e la strategia di Flor. Born to be wine. «Il progetto continua a espandersi e all’inizio dell’estate apriremo una nuova sede a Bologna – commenta Federico Fiori –. Inoltre, ad aprile, lanceremo il nostro nuovo portale e-commerce: non un semplice shop online ma un collettore di informazioni, news e video-schede prodotto, dedicate al mondo del vino naturale».

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In copertina e all’interno immagini dell’ultima edizione di Borderwine. (Foto Alberto Blasetti)

Dall’uso delle erbe spontanee in cucina ai vini di Rubbia e al cioccolato goriziano

(g.l.) Tutto sulle erbe spontanee che si possono trovare, e raccogliere, in Friuli Venezia Giulia e che sono interessanti, oltreché gustose, anche in cucina: basti pensare al comunissimo tarassaco, in friulano “tale” o “talate” con il quale si fa il “lidum” o “litum” (Taraxacum officinale, quello dai fiori gialli brillanti che si trasformano poi in soffioni), lo “sclopit” (Silene vulgaris) e il carnico “radic di mont” (Cicerbita alpina). E’ quanto propone l’incontro informativo che si terrà oggi, 7 aprile, alle 17, alla Galleria d’arte – Accademia Città di Udine in via Anton Lazzaro Moro 58, nel capoluogo friulano. Titolo dell’incontro: Excursus sulle erbe spontanee delle nostre zone che hanno rilevanza anche dal punto di vista gastronomico: con descrizione ed immagini delle singole specie e delle relative ricette. La trattazione dell’argomento sarà a cura dello chef Ennio Furlan, del Collegio Cocorum, con la collaborazione tecnica di Vincenzo Gomma.

“Sclopit”

“Radic di mont”

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Per domani 8 aprile, invece, il circolo culturale Il Mulino a Nordest propone una Escursione tra vino e cioccolata nel Goriziano, con visita al Castello di Rubbia di San Michele del Carso e alla fabbrica di cioccolato Witor’s di Gorizia. Questo il programma: alle 10.15 ritrovo al parcheggio Mega di viale Palmanova, a Udine, presso il Mac Donald’s; alle 10.30 partenxa di gruppo per il Castello di Rubbia, quindi visita guidata al maniero, alla sua famosa cantina, alle gallerie della Grande Guerra, con assaggio di tre vini del Carso e di prodotti tipici del territorio. Nel pomeriggio, alle 15.30, visita nel capoluogo isontino alla storica fabbrica di cioccolato Witor’s, industria dolciaria fondata sessant’anni fa, nota anche per il “boero” (il cioccolatino con ciliegina sotto spirito), fiore all’occhiello della sua produzione. La visita terminerà alle 17.30 circa. Saranno ammesse un massimo di 20 persone: costo previsto 30 euro. Per le prenotazioni telefonare a Luciana Variola, cellulare 339.1244284.
Entrambe le iniziative beneficiano della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.

Il Castello di Rubbia…

… e la sua cantina.

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In copertina, i caratteristici fiori gialli del tarassaco, erba molto usata in cucina.

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