Pasqua, pesa il caro-prezzi alimentare. Ma Cia Fvg: tutto ok per gli agriturismi

Doveva essere la prima vera Pasqua di ripresa, dopo due anni di pandemia, ma guerra, caro-energia e inflazione galoppante mettono un freno alle festività. Tagliate le spese extra, in primis quelle per i viaggi con due terzi degli italiani a casa, resta la voglia di stare a tavola con famiglia e amici. Anche se quest’anno lo scontrino sarà il 10 per cento più salato: la spesa prevista per il carrello alimentare, infatti, si attesterà a 1,2 miliardi di euro, in crescita rispetto al 2021, per colpa dei forti rincari dei prezzi al consumo. Così Cia-Agricoltori Italiani, secondo la quale sui menù di Pasqua peseranno sia gli aumenti di frutta (+8 per cento) e verdura (+17) sia quelli di pasta (+12 per cento) e carne (+6).

Franco Clementin


«In ogni caso – commenta Franco Clementin, presidente di Cia Fvg – protagonisti delle tavole, anche in questo 2022, saranno i piatti tradizionali del territorio, scelti nell’80 per cento dei casi. Trionferanno i dolci “fai da te”, dalla pastiera alla torta pasqualina passando per la colomba e le focacce, che trascineranno gli acquisti di uova: fino alla fine della settimana di Pasqua, se ne compreranno oltre 300 milioni. Gli italiani, però, spenderanno il 4 per cento in più per portarle in dispensa. Ancora più alti i rialzi per la farina e il burro, altrettanto essenziali per le preparazioni culinarie, rispettivamente il +10 per cento e il +17 rispetto a un anno fa».
Complice la primavera e, soprattutto, la fine dello stato di emergenza – continua la nota di Cia Fvg – saranno comunque moltissimi gli italiani che approfitteranno di Pasqua e Pasquetta per una gita fuori porta in campagna, spingendo il turismo rurale e di prossimità. A beneficiare di questa voglia di natura e aria aperta, ma anche di cucina tipica e contadina, saranno i 24 mila agriturismi italiani (674 in Friuli Venezia Giulia), con almeno 300 mila presenze attese nel weekend di festa. Una prima boccata d’ossigeno dopo un 2021 disastroso, con perdite per oltre 1 miliardo di euro di fatturato tra pandemia, restrizioni e crollo dei turisti stranieri.

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In copertina, un allegro pic nic in Friuli: un’immagine tipica di Pasquetta.

A Casarsa riecco la storica Sagra del vino dal 22 aprile: il via con “Filari di Bolle”

Conto alla rovescia ormai iniziato: tra una settimana al via a Casarsa della Delizia la 74ma edizione della Sagra del Vino, in programma dal 22 aprile al 2 maggio. Sarà l’edizione della ripartenza dopo l’emergenza sanitaria con un programma pensato all’insegna dei sorrisi e della serenità e avrà per protagonista, ovviamente, il vino eccellenza del territorio, ma non solo: in calendario tanti appuntamenti per tutti i gusti e le età, con al centro anche il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini che durante i festeggiamenti verrà ricordato, assieme a tutto quello che – dall’enogastronomia con i chioschi al luna park, dalla musica al teatro di strada, dai mercatini all’area espositiva fino allo sport – rende unica la Sagra del Vino.
Si partirà venerdì 22 aprile, alle 18, nella sala consiliare del palazzo municipale Burovich de Zmajevich con l’inaugurazione ufficiale e la premiazione dell’ottava edizione di Filari di Bolle, Selezione dei migliori spumanti del Friuli Venezia Giulia, alla quale hanno partecipato oltre 80 vini. Come da tradizione, organizzazione della Sagra del Vino a opera della Pro Loco Casarsa della Delizia APS, Città di Casarsa della Delizia e La Delizia Viticoltori Friulani. Il programma, con una sessantina di appuntamenti, sarà online sul sito procasarsa.org e sui social della Pro Casarsa dalla sera di giovedì 14 aprile.
«Il mondo riparte dopo l’emergenza sanitaria e con esso la Sagra del Vino – affermano Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa, e Lavinia Clarotto, sindaco di Casarsa della Delizia, e Flavio Bellomo, presidente de La Delizia -: due anni fa eravamo ad annunciarne l’annullamento a pochi giorni dall’inizio e ora, invece, siamo pronti a sollevare i calici per brindare alla ripartenza. Grazie ai tanti volontari che saranno i protagonisti di questa Sagra avremo 11 giorni di festa da vivere insieme, riscoprendo il piacere di condividere le cose semplici le quali, dopo le prove affrontate in questi ultimi mesi, abbiamo capito essere le più sincere».
La Sagra gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Promoturismo Fvg – Strada vino e Sapori Friuli Venezia Giulia e dei main sponsor Coop Casarsa e Friulovest Banca. In collaborazione con Associazione nazionale Città del Vino, Camera di commercio Pordenone-Udine, Comitato del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia. La manifestazione gode del marchio di Sagra di Qualità dell’Unpli nazionale, del marchio Ecofesta per l’attenzione alla sostenibilità.

La marcia tra i vigneti.

DUINO AURISINA – C’è una novità tricolore: anche la Sagra del Vino e Filari di Bolle fanno parte del programma di Duino Aurisina – Devin Nabrežina Città Italiana del Vino 2022. Il borgo vicino a Trieste sarà la “capitale” dell’Associazione nazionale Città del Vino, di cui anche la Città di Casarsa della Delizia e Pro Casarsa fanno parte. Nella cerimonia inaugurale della Sagra del Vino il 22 aprile sarà ospite l’amministrazione comunale di Duino Aurisina con il sindaco Daniela Ballotta e il vicesindaco Massimo Romita e si potrà brindare anche con i vini del Carso.

LE VECCHIE GLORIE – Le Vecchie Glorie – associazione di Casarsa della Delizia che in oltre mezzo secolo (compie infatti 54 anni) ha saputo unire amore per il calcio e lo sport a ogni età a un’intensa attività sociale e di aggregazione – hanno ripreso la propria attività con l’assemblea dei soci, in vista di un 2022 all’insegna della ripartenza con diversi progetti, a cominciare da quello storico del chiosco alla Sagra del Vino, dopo due anni di stop forzato a causa della pandemia. Rispettando tutti i distanziamenti e le indicazioni contro il contagio, l’assemblea si è tenuta nella sala grande dell’hotel Al Posta, con la presenza di un’ottantina di soci.
«Neanche nei momenti più difficili dell’emergenza sanitaria – ha detto il presidente Antonino Giordano, ringraziando tutti i soci – non abbiamo mai perso, io credo, la forza, la fiducia e soprattutto la speranza di poter sconfiggere l’invisibile nemico ed oggi, più che mai, possiamo moderatamente ritenere che la situazione stia decisamente migliorando. Siamo pronti a riprendere le partite del torneo regionale tra squadre di Vecchie glorie come anche le nostre attività ricreative, così pure le gite e i viaggi culturali. Lo scorso anno abbiamo aderito con entusiasmo alla proposta della Pro Loco di Casarsa della Delizia per una versione estiva della Sagra del Vino, nel cui programma abbiamo inserito un intero weekend tra il 23 e 25 luglio dedicato alla rievocazione della trebbiatura, concerto dei Gimmy e Ricordi e altri momenti aggregativi. In quella occasione abbiamo ripreso mano con le attività enogastronomiche nel centro parrocchiale e ora, in vista del ritorno della Sagra a date primaverili, stiamo lavorando per riaprire il nostro chiosco nel tradizionale luogo di piazza Italia-via XXIV maggio ospiti della famiglia Furlanetto”. Il chiosco è un elemento fondamentale per l’autofinanziamento del sodalizio grazie, ha aggiunto il presidente, “al lavoro volontario di tante persone, che rappresentano il valore umano e sociale della nostra associazione».
Approvato il rendiconto economico, l’assemblea ha riconfermato per acclamazione i cinque consiglieri in scadenza per fine mandato (Osvaldo Castellarin, Gianni Colussi, Orlando Della Negra, Antonino Giordano, Remigio Quattrin). All’incontro sono intervenuti anche gli assessori Claudia Tomba (Politiche sociali) e Fabio Cristante (Politiche culturali e del territorio), Antonio Tesolin presidente della Pro Casarsa della Delizia ed Ermes Spagnol in rappresentanza della Sas Casarsa.

L’assemblea Vecchie Glorie.

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In copertina, spumanti al concorso “Filari di Bolle”: il via alla Sagra del vino di Casarsa all’insegna delle migliori bollicine Fvg.

 

Pinot grigio Doc, il “Sigillo di Meraviglia” delle Venezie applaudito al Vinitaly

Dopo due anni di stop forzato, Vinitaly 2022, chiuso da due giorni, è finalmente tornato in presenza e nella sua formula tradizionale, con la partecipazione – fino all’ultimo incerta – di centinaia di top buyer e con circa sessanta Paesi coinvolti. Un’edizione comunque “speciale”, non per il programma, bensì per la forte emozione diffusa tra i padiglioni del più importante Salone del vino italiano, che dopo anni di distanziamento ha fatto incontrare di nuovo a Verona amici, colleghi e partner. Un clima perfetto per celebrare i primi cinque anni di vita del Consorzio delle Venezie, che ha portato sul banco d’assaggio non solo i nuovi millesimi di Pinot grigio Doc delle aziende socie, ma anche tutti gli importanti risultati raggiunti grazie all’impegno costante di un Cda e di un team sempre in prima linea. «Era il 14 marzo 2017 – dice Albino Armani alla guida del Consorzio di Tutela -, mancava meno di un mese al Vinitaly, occasione in cui ci siamo presentati ufficialmente al mondo. Quel giorno ci siamo trovati a Montecchio Maggiore, nel centro della Denominazione – oggi la più estesa a livello nazionale – per le firme alla presenza degli assessori regionali e provinciali all’Agricoltura di Veneto, Friuli e Provincia Autonoma di Trento, che hanno sancito la nascita del nostro Consorzio e l’inizio di un grande progetto. Oggi la nostra squadra, forte di un Cda presente ed attento, rappresenta uno strumento necessario di coordinamento per la tutela, la valorizzazione e la promozione internazionale del Pinot grigio Doc, una varietà sempre più “autoctona” del nostro Triveneto».

Albino Armani


In occasione del quinquennale, la Doc delle Venezie ha finalmente presentato il risultato del lungo percorso di rebranding iniziato nel 2021, aprendo così un nuovo e ambizioso capitolo che, a tutti gli effetti, la colloca tra le meraviglie del Made in Italy.
La nuova campagna di comunicazione del Consorzio di tutela non solo investe il Pinot grigio delle Venezie del ruolo di garante dell’eccellenza produttiva del Triveneto, ma lo fa diventare il vero e proprio “Sigillo di Meraviglia”. Una veste nuova e completamente ridisegnata che aiuterà la DOC del Nordest ad aumentare la reputation del marchio e a presentarsi ai mercati internazionali con un approccio decisamente più emozionale e competitivo.
La Meraviglia diventa la nuova bandiera della Do. Grazie a un lungo ed attento lavoro di riposizionamento, il Consorzio è riuscito ad individuare la narrativa di marca perfetta per descrivere e, soprattutto, valorizzare – sia in Italia sia all’estero – non solo la Denominazione delle Venezie e il Pinot grigio, ma anche tutto il suo territorio, i suoi produttori, la sua storia e la sua tradizione, celebrando i tratti specifici che caratterizzano tutto l’areale.
Come primo step del rebranding, il Consorzio ha deciso di investire nuovamente sulla forza dell’icona di Venezia per la progettazione del nuovo logo (accompagnata da chiari riferimenti geografici del Triveneto), lasciando nel “Sigillo” del marchio collettivo una rappresentazione già familiare a tutto il mondo, ma che, nella campagna di comunicazione, evolve e si completa di tutto quello che è il patrimonio culturale e vinicolo delle Tre Venezie.
Nel nuovo video istituzionale, infatti, un filo virtuale percorre la meravigliosa essenza di un unico grande territorio – fatto di paesaggi, città, vigneti, cantine e convivialità – per convogliarla in un Pinot Grigio di qualità eccellente. Lo spettatore intraprenderà un viaggio emozionante che parte dal Lago di Garda per poi volare sui Colli Berici, sulla Laguna di Venezia, fino ai monti del Trentino, alla Fortezza di Palmanova e al Ponte Vecchio di Verona – per citare alcuni frame – e comprenderà, così, l’unicità del brand delle Venezie e il suo “Sigillo di Meraviglia”. Un Viaggio che dalle origini arriva quindi al consumatore finale, con suggestioni semplici ed essenziali, ma estremamente autentiche.
Per rendere la Denominazione il fattore più importante nella scelta di un Pinot grigio, dunque, si è fatto leva sulla sua unicità, legando la sua immagine a tutti i meravigliosi valori intrinseci di cultura e territorio che la contraddistinguono. Ma come comunicarli oltreconfine, considerato che la DO ha una quasi totale vocazione all’export (circa il 95%) e che il Triveneto è un’area poco connotata persino in Italia? Il percorso è iniziato con un’attenta analisi delle ricerche fatte sui consumatori internazionali, per validare nei diversi mercati prima il posizionamento strategico individuato e poi la long idea, sempre con un occhio di riguardo verso gli Usa, che assorbono oltre il 40% della produzione totale della Doc, seguiti da Germania e Uk.


Da qui il Consorzio ha deciso di puntare su progetti innovativi di comunicazione e informazione a livello globale, con l’obiettivo di raggiungere una fetta di pubblico sempre più ampia. In particolare, con l’ausilio di contenuti video evocativi ed emozionali, la nuova strategia intende sfruttare appieno le potenzialità dei social media, messi a nuovo grazie a un lavoro di riprogettazione e restyling che da oggi rende le piattaforme ufficiali del Consorzio più facilmente fruibili e raggiungibili dall’utente finale di tutto il mondo (con pagine italiane ed internazionali). Da inizio febbraio, infatti, sono finalmente online le mini-serie del Pinot grigio delle Venezie curate degli Ambasciatori di Usa, Giappone e Ungheria (e prossimamente anche Canada) selezionati dal Cda del Consorzio: simpatiche clip girate nelle lingue dei rispettivi Paesi che riprendono quotidiani momenti di vita e convivialità – social & food occasion, abbinamenti originali durante pranzi o spuntini, serate con amici o di relax… –, ma impreziositi dal Sigillo di Meraviglia che diventa protagonista della nuova campagna pubblicitaria promossa dal Consorzio sulle nuove pagine social. I video sono disponibili sul Canale Youtube del Consorzio.
«Siamo contenti del posizionamento individuato. La meraviglia è qualcosa che effettivamente viaggia nel nostro territorio e fa parte dell’essenza del nostro brand», commenta infine il presidente Armani, che continua: «La strategia sarà quella di veicolare la nostra meraviglia autentica, unica e certificata, garantita dal nostro Consorzio. Il Consiglio di Amministrazione da mesi dispone di una squadra interna coesa e preparata pronta ad attuare questo lavoro sui diversi piani operativi di comunicazione, rivitalizzati, strategici, strutturati e trasversali per raggiungere una fetta di pubblico internazionale quanto più ampia e variegata possibile. Sarà infatti fondamentale arrivare maggiormente ai consumatori più giovani, educarli sul significato di certificazione e tutela, ma anche a nuove tipologie di interlocutori, ovvero quelle fasce di consumatori che spesso vengono escluse dai soliti target di riferimento».

Il Consorzio delle Venezie Doc nasce nel 2017 dalla comune volontà dell’intera filiera vitivinicola del Nordest d’Italia di creare il più grande modello di interazione sovraregionale, includendo in una unica grande Denominazione la Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento ed il Veneto. La DOC delle Venezie ha l’obiettivo di assicurare la tutela e la valorizzazione della denominazione di origine del Pinot grigio, varietà che nel Triveneto ha trovato il suo territorio d’elezione: qui viene infatti prodotto in percentuale l’85% del pinot grigio italiano ed il 43% di quello mondiale, con un unico areale che va dalle Dolomiti al Carso, dal Lago di Garda fino alla Laguna di Venezia e all’Adriatico. Il Pinot grigio è oggi vino-vitigno che ha saputo più di tutti conquistare i consumatori internazionali, considerato soprattutto che la quasi totalità del Pinot grigio prodotto nel Nordest viene venduto oltre confine.

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In copertina e all’interno i caratteristici grappoli del Pinot grigio vanto della Doc interregionale delle Tre Venezie.

 

 

Sipario sul Vinitaly, che successo per i produttori del Vigneto Fvg!

Sipario sceso, nella giornata di ieri, sul Vinitaly di Verona, dove un grande successo è stato ottenuto dai produttori vitivinicoli del Friuli Venezia Giulia. Soddisfazione è stata espressa dal governatore della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, che, l’altro pomeriggio, ha visitato gli stand delle aziende assieme all’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, e all’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini. Per questo importante appuntamento, che è tornato finalmente in presenza dopo il lungo periodo pandemico, la regione si è infatti mossa compatta.
Il governatore, come riferisce Arc, ha sottolineato come sia importante fare squadra, mettendo insieme armoniosamente e sinergicamente le forze, in modo che tutti gli attori coinvolti ne traggano beneficio; ha ricordato poi come gli imprenditori dell’agroalimentare in Friuli Venezia Giulia siano riusciti a lavorare con lungimiranza, uniti, e promuovendo l’intero territorio in Italia e all’estero: tra questi ha citato, ad esempio, anche il prosciutto San Daniele e il formaggio Montasio, i due grandi prodotti Dop del Made in Fvg. Fedriga ha quindi ricordato il marchio “Io sono Friuli V enezia Giulia”, che veicola valori ed eccellenze in modo chiaro e semplice, non solo sotto il profilo enogastronomico ma anche per quanto riguarda la cultura, l’arte e lo sport, all’insegna della sostenibilità, e come sia importante non solo guardare al domani ma anche al dopodomani.
L’assessore Zannier ha invece ricordato che, quando si parla di un sistema del mondo agroalimentare, si parla di un sistema di attività e azioni che devono essere interconnesse tra loro per raggiungere l’obiettivo. Ha messo in evidenza la lungimiranza dei produttori che hanno lavorato in squadra, determinando una crescita, rappresentando un valore aggiunto per tutte le aziende e per tutto il territorio che oggi sta beneficiando, appunto, di questa azione collettiva. Ha rimarcato anche quanto sia importante valorizzare ogni peculiarità territoriale locale e come le produzioni del comparto primario non arrivino mai da sole alla tavola, ma sempre in abbinamento. È stato convenuto unanimemente come sia necessario puntare sulla sinergia, in forma sostenibile, tutelando il territorio, per far parlare una sola lingua alle eccellenze enogastronomiche della nostra regione. In abbinamento anche con lo sport e la cultura: sono stati ricordati in tal senso la celebre regata velica Barcolana e la Mitho marathon che promuove tra i runners i siti Unesco del Friuli Venezia Giulia.
Assieme al governatore e all’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, in visita agli stand del Fvg anche l’assessore Bini che ha ricordato l’importanza di appuntamenti come questi, vetrine di promozione internazionali delle eccellenze della nostra regione. Un evento, quello di Vinitaly, che ha mostrato ancora una volta la forza delle aziende Fvg e la loro capacità di crescere, di fare squadra e di trovare le migliori soluzioni per trasformare anche le difficoltà in opportunità, in particolare negli ultimi due anni segnati dalla pandemia, e non solo.

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In copertina, il presidente Fedriga con gli assessori Zannier e Bini; qui sopra, l’ingresso al mega-stand del Friuli Venezia Giulia al Vinitaly di Verona.

 

 

Ecco i vini Top del Vigneto Fvg: a Verona debutta la seconda edizione della Guida

Come orientarsi e scegliere tra tanti vini prodotti da eccellenti aziende vitivinicole grandi e piccole del Vigneto Fvg? La risposta oggi è la Guida “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022”. Giunta alla seconda edizione, racchiude la valutazione di oltre 200 vini degustati da una commissione di assaggio costituita da 78 esperti tra enologi, enotecnici, periti agrari e agronomi, capitanata dal presidente Nicola Biasi e coordinata da Paolo Valdesolo. Il primo, classe ’81, ha ottenuto il titolo di Miglior Giovane Enologo d’Italia nel 2020 ed è stato Cult Oenologist per il Merano Wine Festival nel 2021; il secondo, esperto e notissimo enologo di lungo corso e con una forte visione per il futuro del settore.


Presentata ieri al Vinitaly, nello stand dell’Ersa, la guida “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022” è un concentrato di informazioni con un unico obiettivo: mettere a disposizione dei consumatori un confronto obiettivo e ricco di spunti per una scelta sempre più consapevole del consumo e degustazione di vini del ricco patrimonio del Friuli Venezia Giulia e, nel contempo, creare un movimento di crescita e di sviluppo in un mercato che va sempre più alla ricerca di novità e di eccellenze da un lato, mentre il consumo dei vini sta cambiando e si guarda alle nuove generazioni che saranno i consumatori di domani.
Il volume è un utile “vademecum” anche per i “turisti enogastronomici” nazionali ed internazionali in visita in Friuli Venezia Giulia che così hanno ulteriori spunti per visite e acquisti diretti. Oltre alla collaborazione consolidata con Promoturismo Fvg, questa edizione della Guida ha realizzato un importante accordo di promozione con AgrifoodFvg e il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”.
Alla presentazione si sono alternati con interventi di saluto Manuele Bianco in rappresentanza dell’Ersa, Bruno Bertero, direttore marketing Promoturismo Fvg, Matteo Lovo, neo presidente Enologi ed Enotecnici del Friuli Venezia Giulia, Nicola Biasi, presidente delle Commissioni di degustazione della stessa Guida Top.
La Guida nel suo dettaglio è stata descritta da Nicolò Gambarotto, per Editoriale Top, Tiziana Pittia, per Espressione, e il perito agrario Giovanni Cattaruzzi, ideatore della Guida. Di significativo valore le parole di Bruno Bertero, che oltre all’apprezzamento per il lavoro svolto, ha voluto sottolineare come la guida rappresenti un prodotto cartaceo iconico nel panorama della promozione del territorio del Friuli Venezia Giulia.

Sono stati annunciati gli attestati di merito per i vini che hanno ottenuto dalla commissione di degustazione le tre T con un punteggio tra i 90 e i 100 punti.
Chardonnay 2019 – Collio – Marcuzzi – San Floriano del Collio (GO)
Sauvignon 2019 – Friuli Colli Orientali – Meroi – Buttrio (UD)
Sauvignon 2020 De la Tour – Collio – Villa Russiz – Capriva del Friuli (GO)
Merlot 2016 Graf de la Tour – Collio – Villa Russiz – Capriva del Friuli (GO)

Sono anche stati annunciati i premi speciali autoctoni Ribolla gialla e Pignolo
Ribolla Gialla 2019 Trebes – Collio – Attems – Capriva del Friuli (GO)
Pignolo 2017 – Friuli Colli Orientali – Scarbolo – Cividale del Friuli (UD)

La consegna degli attestati di merito avverrà a fine aprile con comunicazione successiva. La guida ospita il 10% di cantine in più con 213 vini, rappresentativi di tutte le Doc del Friuli Venezia Giulia.

Ed ecco una descrizione della guida:  168 pagine, con la presentazione delle cantine aderenti su due pagine, uno speciale dedicato agli autoctoni Ribolla gialla a cura di Enos Costantini e uno speciale Pignolo, a firma di Ben Little, vini ai quali la commissione di assaggio ha destinato due premi speciali. Nelle pagine di presentazione delle aziende sono contenuti i vini inviati alla degustazione e le valutazioni della commissione, con un’indicazione sul prezzo di acquisto delle bottiglie. Nella descrizione delle aziende si trovano una serie di informazioni utili sul metodo di coltivazione dei vigneti, il metodo di raccolta, la vinificazione e l’affinamento in cantina, e, argomento sempre più interessante, la sostenibilità ambientale. Le schede delle aziende, inoltre, ospitano i servizi offerti come l’attività agrituristica (pernottamento, ristorazione) e la possibilità di effettuare acquisti on line attraverso il proprio e-commerce. Tutti i testi sono pubblicati in italiano, inglese e tedesco, organizzati sulla stessa pagina per migliorare l’esperienza di lettura da parte di tutti. La Guida è stata realizzata dallo Studio Tecnico Agrario Cattaruzzi del perito agrario Giovanni Cattaruzzi e da Espressione, Smart Communication, società di marketing e di comunicazione. Editore Editoriale Top, già editorie di Top – Taste of Passion e di numerose iniziative editoriali.

Alcuni numeri
55 aziende partecipanti rispetto al 2020
213 i vini sottoposti alla valutazione degli esperti
78 gli assaggiatori tra enologi ed enotecnici, periti agrari e agronomi.
5.000 le copie stampate per la prima edizione
La guida, realizzata in 3 lingue (italiano, inglese e tedesco) sarà distribuita presso le edicole ed è acquistabile on line dal sito www.toptasteofpassion.it

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In copertina e all’interno immagini della presentazione della Guida Top al Vinitaly di Verona nel suo giorno conclusivo.

Spumanti Villa Russiz applauditi al Vinitaly: ecco Pas Dosè e Ribolla brut

Ultimo giorno per Vinitaly alla Fiera di Verona. Una manifestazione molto vivace e positiva dopo i due anni di sospensione dovuti alla pandemia, che ha visto rispetto al 2019 una minore partecipazione di pubblico, ma una presenza molto qualificata di buyer e visitatori professionali.


«Come Fondazione Villa Russiz – commenta il presidente Antonio Paoletti – abbiamo avuto positivi sviluppi per nuove collaborazioni nei mercati target come Austria, Svizzera, Bulgaria, Svezia, ma anche con il Kazakhstan e, in particolare, gli Stati Uniti. Usa che, va ricordato, sono da sempre il primo Paese estero per vendite internazionali della cantina di Capriva del Friuli. In particolare, sono stati molto apprezzati il nuovo spumante metodo classico “Pas Dosè” 50 mesi a base Chardonnay, di cui è prevista a breve l’uscita sul mercato italiano, nonché la proposta di Ribolla gialla Spumante Brut Metodo Charmat tra poco disponibile per l’acquisto».
Confermato l’apprezzamento per il Friulano Doc Collio 2020 della storica azienda caprivese, vino che ha vinto la “Corona”, il prestigioso riconoscimento della guida Vini Buoni d’Italia, che premia i migliori autoctoni italiani e per lo Chardonnay Grafin De La Tour, da sempre uno dei migliori Chardonnay a livello nazionale e non solo. «Consolidata – conclude il presidente Paoletti – la collaborazione per la distribuzione in Italia delle pregiate etichette di Villa Russiz con il partner Tenute del Cerro Spa con cui la Fondazione condivide progetti e strategie commerciali, valorizzando e preservando la finalità sociale e non lucrativa di aiuto ai minori che da sempre contraddistingue la storia della Fondazione Villa Russiz».

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In copertina, una splendida immagine di Villa Russiz nel cuore del Collio a Capriva; all’interno, il presidente Antonio Paoletti con il direttore della Fondazione Giulio Gregoretti, con l’assessore Stefano Zannier e l’agronomo Giovanni Bigot, componente del Cda, e uno scorcio dello stand a Verona.

Finalmente riecco “Asparagus” vanto da 40 anni del Ducato dei vini friulani

(g.l.) Ma dove poteva nascere una manifestazione come “Asparagus” se non a Tavagnacco, la capitale friulana del celeberrimo asparago bianco? Proprio in questo paesotto alle porte di Udine vide infatti la luce, all’inizio degli anni Ottanta, la importante rassegna della buona tavola, promotori Elio Del Fabbro, titolare del ristorante Al Grop, il “tempio” della cucina dei gustosi turioni, e Isi Benini, giornalista e fondatore del Ducato dei vini friulani – sodalizio da mezzo secolo alfiere del Vigneto Fvg e dei suoi meravigliosi prodotti – che della promozione delle eccellenze dell’agricoltura Fvg e della loro valorizzazione in cucina fece una vera e propria missione professionale, tanto da dare vita anche a una rivista mensile, “Il Vino”, bellissima, in carta patinata, ricca di contenuti e di immagini efficaci, della quale ancora oggi si sente la mancanza.

Elio Del Fabbro e Isi Benini


E oggi, dopo due anni di black-out, finalmente si torna a parla di “Asparagus”, ricordando che l’edizione 2019, ultima ad andare in scena prima del Covid, aveva portato nei sette ristoranti protagonisti la bellezza di 1350 persone. E c’è tutta l’intenzione di ripetere e magari superare quel grande successo in questa nuova edizione, pronta a siglare la ripartenza dopo un biennio quanto mai complesso e ad animare per sette venerdì consecutivi, tra il 22 aprile e il 3 giugno, altrettanti “top restaurants” della regione Friuli Venezia Giulia. “Asparagus 2022” è stato presentato ieri mattina da Alessandro Salvin o, meglio, il duca Alessandro I, leader del Ducato dei vini friulani che è l’ideatore e promotore, fin dal 1981, di questa manifestazione – un vero e proprio fiore all’occhiello della benemerita confraternita -, sostenuta anche da Promoturismo Fvg e dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine, che ha ospitato l’appuntamento con i giornalisti.

Giovanni Da Pozzo e Alessandro Salvin

(Foto Walter Menegaldo)

Il presidente camerale Giovanni Da Pozzo ha fatto gli onori di casa, in Sala dell’Economia, di rientro dalla cerimonia per i 170 anni della Polizia, in cui, ha riferito, «è stato espresso un concetto perfetto per darci speranza dopo questi due anni di pandemia: la forza della normalità. Nonostante ci troviamo con una situazione geopolitica internazionale preoccupante – ha evidenziato Da Pozzo –, stiamo lentamente vedendo la luce per quanto riguarda il Covid e finalmente si comincia a parlare di nuovo di eventi del territorio, una vera ricchezza per la vitalità delle nostre comunità e della nostra economia. “Asparagus” è ormai un grande classico tra gli eventi di qualità: ha il pregio di ruotare attorno a un prodotto tipico fortemente rappresentativo della nostra regione, abbinato ai vini del territorio e all’alta ristorazione, richiamo turistico di assoluta eccellenza. Come Cciaa – ha concluso il presidente – siamo stati, siamo e sicuramente saremo al fianco di “Asparagus” e come noi ci sono tanti altri enti che sostengono questo evento, bel simbolo di ripartenza, così come tanti altri eventi che via via confidiamo torneranno a vivacizzare le nostre giornate e la nostra produttività».
Il duca Alessandro I ne è convinto. «Per questa 21ma edizione – ha rimarcato – abbiamo grandi aspettative: c’è una squadra di sette tra i migliori ristoranti della regione pronta a mettersi all’opera per proporre l’asparago, rigorosamente friulano, declinato in svariate portate. I menù sono tutti diversi, ma abbiamo voluto mantenere un piatto comune, cioè il più semplice ma classico e goloso, “uova e asparagi”, che però sarà rivisitato dalla fantasia degli chef dei singoli ristoranti».

Spuntano gli asparagi bianchi.


Ed eccoli, i ristoratori in calendario: il 22 aprile Al Grop di Tavagnacco (dove “Asparagus” appunto è nato), il 29 aprile a La Dinette di Grado, il 6 maggio a Là di Moret di Udine, il 13 maggio alla Taverna di Colloredo di Monte Albano, il 20 maggio alla Lokanda Devetak di San Michele del Carso, il 27 maggio Da Nando a Mortegliano, infine il 3 giugno Da Toni a Gradiscutta di Varmo. Ogni menù sarà ovviamente abbinato «ai nostri meravigliosi vini friulani», ha chiosato Salvin, che ha anticipato l’intenzione, per l’edizione 2023, di ampliare la proposta di “Asparagus” a un territorio più ampio, coinvolgendo anche la montagna friulana.
“Asparagus”, come detto, è nata nel 1981 per volontà di Isi Benini, fondatore del Ducato dei vini friulani, e di Elio Del Fabbro, patron del ristorante Al Grop. L’appuntamento non solo valorizza un prodotto come l’Asparago bianco di Tavagnacco, ma anche l’asparago di Fossalon e di altre località della regione dove questo ortaggio viene tradizionalmente coltivato, con soddisfazione dei produttori per l’ottima qualità del raccolto, ma anche dei consumatori buongustai per i quali i bianchi turioni che spuntano dal terreno risvegliatosi dal gelo dell’inverno sono una vera e propria delizia, una festa per il palato.

La confezione dei mazzi.

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In copertina, il logo che tradizionalmente annuncia il ritorno di “Asparagus”.

Dalle colline di Ipplis Cràtis il Verduzzo dolce che è ancora migliore in Italia

In pieno Vinitaly, che domani sarà alla sua conclusione, giunge la notizia di un bel riconoscimento alla viticoltura friulana. Grande soddisfazione, infatti, all’azienda Scubla di Ipplis per essersi aggiudicata il primo posto in Italia, e per la seconda volta consecutiva, nella categoria vini dolci nella classifica realizzata dalla prestigiosa rivista “Gentleman” (Milano Finanza) che attraverso un algoritmo valuta i vini migliori premiati dalle sei principali guide enologiche nazionali: il Verduzzo friulano Cràtis 2018 ha conseguito il primato nazionale per i vini dolci grazie alla sua eccezionale costanza e al suo equilibrio ricavati dall’antica tecnica del graticcio sapientemente aggiornata.
L’azienda, situata ai piedi della Rocca Bernarda in piena zona Doc Friuli Colli orientali, concentra il proprio impegno enologico in una limitata produzione che consente una cura molto attenta della vigna e della cantina. Il titolare Roberto Scubla, coadiuvato dal noto agronomo Gianni Menotti, va fiero di questo ulteriore riconoscimento che si aggiunge alle tante ottime valutazioni che nel tempo hanno ottenuto i suoi vini da autorevoli guide enoiche. Del resto, le vigne si estendono su una collina splendidamente vocata a grandi vini bianchi e a eleganti vini rossi.

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In copertina, i caratteristici grappoli del Verduzzo friulano; qui sopra, il Cràtis ottenuto mediante appassimento delle uve.

 

Rapporto Agricoltura100, quando l’innovazione sfida la pandemia

L’agricoltura italiana conferma la sua capacità innovativa e, anche nei tempi duri della pandemia, non ha smesso di puntare al progresso. Negli ultimi due anni, infatti, quasi nove imprese su 10 (88,7 per cento) hanno sostenuto investimenti per innovare le loro attività e, il 70,4 per cento, ritiene che sarà fondamentale continuare a farlo anche in futuro per crescere in sostenibilità e competitività e quindi poter affrontare le nuove sfide. A metterlo per iscritto è il Focus Innovazione del secondo Rapporto AGRIcoltura100, promosso da Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura e realizzato da Innovation Team del Gruppo Cerved per valorizzare il contributo del settore al rilancio sostenibile dell’Italia. Sono state 2.162 le imprese agricole intervistate (53 del Friuli Venezia Giulia) in tutto il Paese.
Gli investimenti delle imprese agricole italiane, nei due anni pandemici, hanno riguardato soprattutto la meccanizzazione dell’attività (56,6 per cento), per dotarsi di sistemi e attrezzature di ultima generazione. Il 52,7 per cento ha investito nel rinnovamento delle tecniche di coltivazione e il 48,2 per cento in quelle di allevamento. Le imprese investono anche nella multifunzionalità, per diversificare le attività e diventare più competitive (26,4 per cento), così come nell’aggiornamento delle dotazioni informatiche e digitali (27,1 per cento), nel rinnovamento delle modalità di commercializzazione e marketing (26,4 per cento) e nel potenziamento dei sistemi logistici (18,6 per cento).
Il rapporto, inoltre, evidenzia come più di una su tre (36,9 per cento) abbia oggi un livello di innovazione alto o medio-alto. Questo è direttamente correlato al livello di sostenibilità: le imprese più sostenibili sono anche le più attente a innovare processi e produzioni. E viceversa: la sostenibilità, valore guida fondamentale per il futuro, è pure il frutto di un impegno costante delle imprese verso l’innovazione. Il 31,7 per cento innova per migliorare la propria sostenibilità ambientale (ad esempio adottando sistemi avanzati di monitoraggio e mappatura delle coltivazioni tramite sensori, satelliti e droni); il 20 per cento si impegna nella sostituzione di fonti energetiche fossili con le rinnovabili e nell’uso di macchine agricole a basso impiego di combustibile; il 9 per cento sta pensando di inserire l’agricoltura biologica nei propri programmi aziendali.
Molti imprenditori sono impegnati anche nell’innovazione sociale, consci del ruolo del settore primario verso le comunità locali. Tra le iniziative più caratteristiche, la formazione dei lavoratori su temi quali l’impresa etica, la green economy e la gestione corretta delle risorse (17,7 per cento), e l’agricoltura sociale (12,5 per cento). Dal report emerge, dunque, la profonda consapevolezza delle imprese del mutamento che il settore agricolo sta vivendo e la necessità di modelli produttivi sempre più orientati alla sostenibilità e fortemente proiettati all’innovazione.

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In copertina, l’uso del drone in agricoltura in abbinamento con il trattore.

Il Vigneto Fvg con Ribolla e Sauvignon protagonista al Vinitaly che riparte

(g.l.) Ha tutte le caratteristiche per entrare nella storia enologica del nostro Paese, il 54° Vinitaly apertosi ieri alla Fiera di Verona dove si protrarrà in un crescendo di iniziative e proposte fino a mercoledì. E dove grande protagonista, come del resto è sempre avvenuto, è il Vigneto Fvg, sia in forma associata – attraverso il megastand dell’Ersa con una ottantina di produttori -, sia individuale. Espresso anche dalle Città del Vino, presenti con Duino Aurisina leader nazionale per il 2022.

Tavola rotonda col ministro Patuanelli.

«È l’edizione della ripresa, segue un 2021 incredibile con 7,100 mld di esportazioni: l’exportagroalimentare ha fatto tutti i record, è una filiera forte, che funziona», ha detto il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, alla cerimonia di inaugurazione, certificando proprio il carattere storico del Salone, il più importante evento enologico del Belpaese, che finalmente riparte dopo l’interminabile stop causato dall’emergenza sanitaria. Ad accogliere il rappresentante del Governo Draghi, il presidente e il direttore generale di Veronafiere, rispettivamente Maurizio Danese e Giovanni Mantovani, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, il Presidente Ice, Carlo Ferro, il sindaco di Verona, Federico Sboarina, e il presidente della Provincia di Verona, Manuel Scalzotto.
Patuanelli dal palco dell’auditorium Verdi ha sottolineato l’importanza che riveste il ritorno in presenza di Vinitaly, manifestazione di riconosciuto prestigio che nel tempo è riuscita ad interpretare e favorire la crescita di un grande prodotto italiano divenuto simbolo del Made in Italy nel mondo. Vinitaly, come ha evidenziato il ministro, arriva in un momento particolarmente critico non solo per l’agroalimentare, ma per tutto il pianeta, a causa della crisi geopolitica in atto in Ucraina, il cui conflitto ha acuito un contesto già difficile a causa delle problematiche dovute alla pandemia Covid e ai costi energetici.
Il titolare del dicastero di via XX Settembre, dopo aver elencato i numeri da record dell’export del settore vino, ha sottolineato come l’Italia debba puntare a essere il primo produttore nel mercato internazionale, un obiettivo da raggiungere perché il vino rappresenta il nostro Paese nel mondo e ci sono tutte le possibilità di far crescere la filiera vinicola italiana. Il Governo, ha infine assicurato Patuanelli, è al lavoro sia a livello nazionale, che in Europa, per attuare tutte le misure necessarie per proteggere i mercati e riprendere, quando sarà possibile, tutte le attività di promozione. Dal palco della 54ma edizione del Vinitaly ha poi anticipato l’arrivo di un nuovo decreto dopo Pasqua per il caro-prezzi, tema centrale in questo momento per tutti i settori produttivi.

Tiziano Venturini con Buttrio.

Ma dicevamo del Friuli Venezia Giulia. Il Vigneto Fvg dimostra di essere una forza nell’ambito della produzione enologica potendo vantare il miglior Sauvignon d’Italia. Un primato in campo vitivinicolo rafforzato anche dal prestigioso riconoscimento recentemente conferito a Duino Aurisina: Città italiana del vino 2022. Questo il concetto espresso a Verona dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, in occasione dell’apertura dello stand collettivo, dove la nostra regione è presente con 77 aziende vitivinicole e una promozione unitaria all’insegna della Ribolla gialla associata al marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia“. Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, dopo avere ringraziato il ministro dell’Agricoltura per la sua presenza allo stand Fvg, questa rappresenta una vera e propria nuova partenza dopo i due anni di sospensione dell’evento a causa dell’emergenza Covid. E proprio in ragione dei numeri ridotti in termini di partecipanti imposti in questa edizione dalle restrizioni anti-pandemiche, la Regione ha deciso di rinunciare agli spazi istituzionali per fare più posto agli espositori del territorio in quanto, come è stato rimarcato, il comparto vitivinicolo funziona se i produttori hanno l’opportunità di proporre le loro etichette.
L’assessore ha poi messo a fuoco il tema portante del padiglione Fvg di Vinitaly di questa edizione: la Ribolla gialla. Come è stato sottolineato, infatti, in questo specifico campo si è arrivati a un punto di svolta grazie alla condivisione messa in atto da tutti i produttori, che ha portato a una presentazione unitaria. Un progetto che punta a fare di questo grande vino autoctono uno dei simboli della regione enologica. Nel programma della rassegna, che si chiuderà appunto mercoledì 13 aprile, sono previsti incontri con i buyers internazionali di Asia (Giappone e Corea del Sud), Gran Bretagna, Centro America (Messico e Repubblica Dominicana), Africa (Camerun, Etiopia, Angola) e Stati Uniti.

Foto ricordo con Angelo Radica…

Alla giornata inaugurale di Vinitaly, presente dal Friuli Venezia Giulia anche lo “stato maggiore” delle Città del vino – rappresentate dal presidente nazionale Angelo Radica – guidato dal coordinatore regionale Tiziano Venturini con il vice Maurizio D’Osualdo, esponenti della viticoltura di Buttrio e di Corno di Rosazzo sui Colli orientali del Friuli, e l’assessore Massimo Romita in rappresentanza di Duino Aurisina eletta, appunto, per l’anno in corso “regina” delle Città italiane. Nell’occasione è stato conferito il Premio Angelo Betti a Ilaria Felluga, in memoria del padre Roberto, storico viticoltore del Collio scomparso prematuramente lo scorso anno. E sono stati premiati i migliori vigneti d’Italia in base all’ormai famoso Indice Bigot volto all’esaltazione della qualità della produzione vitivinicola.

… e con il ministro Patuanelli.

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In copertina, il ministro Patuanelli e l’assessore Zannier alzano i calici di Ribolla con Rodolfo Rizzi, leader fino a pochi giorni fa di Assoenologi Fvg.