Tutto sul caffè oggi alla radio Rai Fvg con gli amici del Museo di Trieste

Si parlerà di caffè e di tutte le sue sfaccettature oggi alla radio. Con inizio alle ore 14.05, nell’ambito del programma “Pomeriggio Estate” di Radio Rai 1 del Friuli Venezia Giulia, saranno infatti presentati attività e progetti dell’Associazione Museo del Caffè di Trieste. Interverranno a illustrarli il presidente dell’Amdc Gianni Pistrini e il vice Doriano Simonato. Nel corso della trasmissione sarà anche fatto riferimento al nuovo punto di incontro del “Magazin de cafè” inaugurato, come si era annunciato, nei giorni scorsi in via Aldo Manuzio 10 B, nel rione di San Vito. Un piccolo, curioso angolo di chicche caffeicole che sarà visitabile, in questa prima fase, su prenotazione telefonando al 368.435343.

Visitatori al Magazin de Cafè con Pistrini.


Ma cos’è l’Associazione Museo del Caffè di Trieste? Ce lo spiega lo stesso presidente Pistrini: “Siamo un gruppo di appassionati del caffè, residenti in diversi Paesi europei, impegnati in attività differenti in campo professionale, divulgativo, educativo, tecnico e imprenditoriale. Abbiamo dato forma e contenuto alla comune passione, costituendo giuridicamente l’Associazione Museo del Caffè di Trieste. Considerando la centralità di Trieste, quale luogo di importanti riferimenti mercantili, commerciali, portuali, tecnici e accademici, nonché insiti nel tessuto storico stesso della città, riteniamo che quest’ultima sia luogo privilegiato e deputato a dar sede ad un Museo del caffè che esprima il sentiment cittadino, ma allo stesso tempo internazionale di tutta la filiera del prodotto. Trieste è unica nel suo genere, poiché è la sola ad avere l’intera filiera del caffè, partendo dal chicco verde che arriva dai Paesi produttori, al prodotto pronto al consumo, supportato da una ricerca scientifica a livello universitario e una forte vocazione imprenditoriale e commerciale nel settore specifico. Nella città giuliana, dal marzo 2001 esiste una realtà espositiva tematica in ambito del caffè, attualmente collocata all’interno del Museo Commerciale presso il Palazzo Dreher in via San Nicolò, 7 al secondo piano”.

L’irrinunciabile tazzina al bar.

L’iniziatore del progetto museale è proprio Gianni Pistrini, esperto degustatore e approfondito conoscitore del mondo caffeicolo. Nel 2017, a questa iniziativa, si è voluto dare una veste associativa, a sostegno dell’interazione con istituzioni, associazioni e privati, al fine di operare attraverso una gestione collegiale, articolata e dinamica, che mantenga ben chiare e indirizzate le finalità costitutive. “L’idea – riprende Pistrini – è di dare spazio e fruibilità ad una forma museale strutturata, che interpreti ed accorpi storia, vivacità culturale e commerciale, dando lustro e definizione alla preziosità di materiali e storie. Un luogo dove, non sono semplicemente esposti oggetti o reperti storici e di letteratura tematica, ma che si configuri quale luogo intenzionalmente dedicato per la ricerca ed acculturazione pedagogica in senso generale. Un luogo, nelle nostre intenzioni, che sappia interagire con le realtà scolastiche dei diversi livelli formativi, che sia motivo e meta per un viaggiatore intenzionalmente indirizzato o per un curioso appassionato del tema caffè in ogni sua declinazione, affinché diventi un vero cenacolo culturale. Abbiamo pensato ad un sodalizio e ad un Museo dove ciascun operatore, amatore, ricercatore del settore si possa sentire stimolato e favorevolmente accolto nel dare nuovi suggerimenti ed impulsi, sulla base della propria esperienza evolutiva, scientifica, professionale, storica o più semplicemente quotidiana. Quindi una realtà non statica, ma dinamica di riferimento per chiunque. In tale ottica il sodalizio è annualmente impegnato in attività divulgative, attraverso Cenacoli tematici con relatori di pregio e valenza anche internazionale, sulle varie sfaccettature del tema caffè, aperti sia ai soci che a tutti gli interessati”.

Come abbiamo più volte riferito, i Cenacoli si svolgono mensilmente in luoghi di pregio in ambito cittadino. Il sodalizio è inoltre presente ed attivo sui social, dove mantenie una costante e ricca offerta di contenuti e interazioni. Esistono già partnership con analoghe istituzioni estere, che hanno voluto condividere la loro attività culturale e storico-mercantile sul territorio specifico di riferimento, riconoscendo e valorizzando la centralità di Trieste quale “Capitale universale del caffè“. “Auspichiamo – conclude il presidente Pistrini – di rappresentare, attraverso il nostro operato, il fulcro connettivo di un​ interesse trasversale nei diversi ambiti della società, che condividano con noi una medesima visione programmatica sull’iniziativa museale, partecipando nella forma ritenuta da ciascuno più opportuna ed arricchente”.

Ulteriori informazioni sul sito www.amdctrieste.it

 

Agriflash.FVG

Il Collio e il turismo Fvg In questi anni la Regione Friuli Venezia Giulia ha creduto nel Collio e nel paesaggio rurale che lo circonda inserendo questo lembo del territorio tra i più belli della regione nella promozione del turismo lento e dell’eccellenza enogastronomica. Come diretta conseguenza di questa politica oggi registriamo la volontà dei privati di investire in questo segmento, fiduciosi di una crescita dei flussi che fa ben sperare per il futuro. Queste le considerazioni espresse dall’assessore regionale alle Attività produttive e turismo a margine della visita all’azienda agricola Luisa di Corona, dove l’assessore si è recato accompagnato dal sindaco di Mariano del Friuli e da un esponente del Consiglio regionale. Una visita che è stata occasione non solo per conoscere l’azienda – fondata nel 1927 da Francesco Luisa con una tenuta familiare che all’epoca contava cinque ettari di terreno -, ma anche per valutare le potenzialità di sviluppo turistico dell’area pianeggiante che sorge ai piedi del Collio. La Regione Fvg – è stato detto – ha sostenuto le imprese attraverso bandi rivolti al miglioramento della ricettività, alla valorizzazione dei prodotti tipici, alla creazione di nuove forme di accoglienza turistica. L’estate 2022, pur non potendo contare su numeri definitivi, ha fatto registrare anche nelle aree rurali un andamento in linea con la crescita del turismo in tutta la regione, forte soprattutto del ritorno dei visitatori stranieri, in particolare germanofoni, dopo le restrizioni dettate dal biennio di pandemia. Accompagnato da Davide Luisa, titolare assieme al fratello Michele, l’assessore ha fatto visita all’azienda potendo apprezzare i progetti di investimento che guardano proprio alla possibilità di intercettare i flussi turistici che provengono dalla vicina autostrada e dalla fitta rete di ciclovie che, grazie anche ai progetti di Regione e Comune, si sta infittendo in tutta l’area compresa tra Gradisca d’Isonzo e Cormons, compresa una tratta che attraversa la zona vitivinicola di Corona. I fratelli Michele e Davide Luisa, che svolgono rispettivamente il ruolo di enologo e agronomo dell’azienda, possono ora contare su 180 ettari di terreno di cui 110 a vigneto. La vendemmia si annuncia ottima per le caratteristiche organolettiche, a conferma, anche in questo caso, di un trend positivo per tutto il comparto regionale.

Il re di Masterchef ItaliaUna domenica dedicata al gusto, alla cucina e a uno dei talent più amati della televisione: il 25 settembre, dalle 12, il Palmanova Village ospiterà Francesco Aquila, il vincitore della decima edizione di Masterchef Italia. Aquila coinvolgerà il pubblico in un live cooking: nella cucina perfettamente attrezzata per l’occasione, preparerà due piatti spiegando le ricette passo per passo, raccontando curiosità e dando consigli utili agli appassionati dei fornelli. Spazio ovviamente alla degustazione: i visitatori della destinazione dello shopping friulana potranno assaggiare gratuitamente entrambe le creazioni dello chef, il cannolo estivo e lo gnocco di settembre. In più, al termine dello show cooking, Francesco Aquila sarà disponibile per incontrare il pubblico, firmare autografi e scattare una fotografia insieme.

Le mele di Pantianicco Dopo due anni di stop forzato, ritorna dal 23 settembre la manifestazione dedicata alla mela più grande del Friuli Venezia Giulia. Organizzata dalla Pro Loco di Pantianicco con il sostegno di Regione-Promoturismo Fvg, Ersa e Unpli, e con il patrocinio del Comune di Mereto di Tomba, l’annuale “Mostra regionale della Mela” è stata presentata nel Palazzo della Regione, a Udine, alla presenza dell’assessore alle risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna del Friuli Venezia Giulia e degli altri rappresentanti rappresentanti istituzionali e della Pro Loco Pantianicco. Si rinnova dunque l’annuale appuntamento con le mele in tutte le possibili declinazioni in una 51ma edizione ricca di eventi e prodotti di qualità. «Abbiamo voluto mantenere la formula della nostra manifestazione, con solo alcune novità in campo musicale, – precisa Monica Zinutti, presidente della Pro Loco – perché questa ci ha portati, grazie anche al lavoro dei miei predecessori, ad essere un punto di riferimento non solo per i tecnici e gli appassionati del settore, ma anche per i friulani che si apprestano ad accogliere l’autunno nel segno dei sapori autentici e dei prodotti agroalimentari tipici del nostro territorio». In degustazione durante tutte le giornate della manifestazione menù variegati di ricette tipiche a base di mele, da consumarsi nei grandi spazi coperti, con le mele croccanti di raccolta oltre ai noti dolci come fagottini, strudel e la frittella di mele locale denominata Pomella – molto gettonate al recentissimo Fruli Doc! – assieme al sorbetto meloso, sidro e succo di mele. Ma anche attività ludiche, appuntamenti di carattere sportivo e culturale, l’elezione di Miss Mela e Mr Melo, il Premio Mela Friuli, il Premio per il miglior miele, per il miglior dolce e naturalmente tanta musica con le orchestre e gli aperitivi con noti DJ, svago e balli sfrenati.finalmente-le-mele-di-pantianicco-mostra-regionale-dal-23-settembre.

Ancora il bacalà di SandrigoFino al 26 settembre nelle piazze e vie di Sandrigo (Vicenza) la 35ma edizione della Festa del Bacalà alla Vicentina tornata con un programma ricco di proposte culinarie a base di bacalà, appuntamenti enogastronomici, mostre, concerti e spettacoli per adulti e bambini. Anche quest’anno la Festa è stata anticipata dal Gran Galà del Bacalà, la serata di gala organizzata dal gruppo ristoratori del bacalà, dalla Pro Loco di Sandrigo e dalla venerabile Confraternita del Bacalà dove è stato servito un menù speciale pensato per celebrare il centenario della nascita di Luigi Meneghello e il 35° anniversario di fondazione della Confraternita a 450 commensali. Durante la serata Filippo Pozzato, ciclista vincitore della Milano-Sanremo 2006 originario di Sandrigo, è stato insignito della nomina a Cavaliere Onorario della Venerabile Confraternita del Bacalà con il compito di promuovere il piatto tradizionale vicentino nel mondo. L’annuale Cerimonia di Investitura dei nuovi confratelli con la sfilata dei figuranti e degli sbandieratori è prevista per domenica 25 settembre, alle 10, nella piazza centrale di Sandrigo, mentre alle 15 si terrà la scenografica sfida tra cavalieri del Drago. Seguirà un workshop di stoccafisso con la partecipazione dell’Accademia dello Stoccafisso di Ancona. Due le rappresentazioni della domenica sera: alle 19.30 andrà in scena la Querini Opera, l’abstract della più grandiosa opera lirica dedicata alla storia di Pietro Querini e della scoperta dello stoccafisso, a seguire la lettura del Diario di Querini con la voce narrante di Pino Costalunga e dei membri della Confraternita del Bacalà alla Vicentina. Per tutta la durata della Festa del Bacalà mostre e mercati animeranno le strade di Sandrigo con esposizioni di opere pittoriche e stand di oggettistica, artigianato locale e prodotti tipici.

Franciacorta, quelle bollicine del 2007I vini di Mosnel hanno una storia lunga e affascinante da raccontare: nelle cantine della tenuta di Camignone (Brescia) il tempo scorre lentamente e i Franciacorta trovano nella placida attesa un prezioso alleato. È così che nasce il Riserva 2007 Pas Dosé Riedizione 2022, la più alta espressione dello Stile Mosnel, dove memoria, cura e attesa sono gli elementi che donano eleganza e complessità: con 14 anni di affinamento, nel calice il passato si fa presente, regalando al vino intensità e un sorso raffinato. La stessa Riserva 2007 Pas Dosé era stata presentata originariamente nel 2014 in occasione di Questione di Etichetta, premio indetto dall’azienda in collaborazione con l’Associazione Design Industriale di Milano con l’obiettivo di dare una veste esclusiva ai Franciacorta Mosnel. “Quello delle Riedizioni è un progetto in cui crediamo moltissimo – spiega Lucia Barzanò, alla guida di Mosnel assieme al fratello Giulio – Sappiamo che il tempo è il migliore alleato dei nostri Franciacorta e ci emozioniamo ogni volta che assaggiamo un calice in così perfetta armonia. Il lungo riposo sui lieviti dona al vino un carattere unico, bisogna avere la pazienza di attendere”. L’annata 2007 aveva visto un inverno molto mite e un periodo estivo caratterizzato da temperature leggermente inferiori alle previsioni. Il lungo periodo di maturazione ha consentito un ottimo sviluppo del frutto sia in termini di acidità che di componenti aromatiche. L’elevato sbalzo termico dei giorni antecedenti la vendemmia ha esaltato inoltre sentori molto freschi, regalando ai vini dell’annata profumi intensi, fini, eleganti, con spiccate note floreali e fruttate. Nella Riserva 2007 Pas Dosé Riedizione 2022 la vinificazione è avvenuta in acciaio per il Pinot bianco e in piccole botti di rovere francese per lo Chardonnay e il Pinot nero. Dopo l’assemblaggio, alla Cuvée è stato aggiunto lo “sciroppo di tiraggio” e le bottiglie sono state coricate nelle cantine dell’azienda, dove sono rimaste a contatto con i lieviti per 14 anni. La lenta maturazione ha consentito alla Riserva il raggiungimento di una grande complessità: nel calice oro intenso e brillante, i profumi sfumano dall’eleganza floreale di robinia e camomilla alle note agrumate di cedro candito e bergamotto, con un tocco di zenzero e pan di spezie. Il sorso è materico e suadente, sapido ma con una cremosità vellutata al palato e una freschezza tesa e slanciata, che lascia una lunga persistenza e chiude su avvolgenti note di frutta secca. La Riserva 2007 Pas Dosé Riedizione 2022 sarà disponibile in ristoranti ed enoteche a circa 96 euro.

A Vicenza in ottobre torna GustusGustus-Vini e Sapori di Vicenza, l’evento annuale organizzato dal Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza e dal Consorzio Tutela Vini Gambellara torna l’8 e 9 ottobre al Conservatorio di Musica “Arrigo Pedrollo”. Il prestigioso istituto situato nel centro storico della città palladiana sarà per il secondo anno la suggestiva ambientazione della dodicesima edizione della manifestazione, impreziosita dall’intrattenimento jazz degli studenti. Gustus presenterà oltre 100 etichette di produttori selezionati delle Doc Colli Berici, Vicenza e Gambellara per un fine settimana alla scoperta delle realtà del territorio con degustazioni guidate e banchi di assaggio, in cui accanto ai vitigni autoctoni Tai Rosso e Garganega non mancheranno Pinot grigio, Sauvignon, Cabernet, Merlot e Carménère. “Ogni anno a Gustus presentiamo i migliori prodotti enologici del territorio a un pubblico sempre più numeroso e curioso di esplorare le sue peculiarità – afferma Giovanni Ponchia, Direttore dei Consorzi Tutela Vini Colli Berici e Vicenza e Gambellara –. Questo evento costituisce un’opportunità per incontrare i produttori, scoprire la loro storia, assaggiare il frutto del loro lavoro e approfondire anche la conoscenza dei vini autoctoni, come il Gambellara e il Tai Rosso, che saranno i protagonisti di due masterclass che indagheranno la loro evoluzione”. Il primo appuntamento è previsto per sabato 8 alle 17.30 con Senza tempo: l’anima rossa dei Berici, la masterclass dedicata al Tai Rosso moderata da Gianni Fabrizio, curatore della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, considerato uno dei giornalisti di riferimento del mondo del vino internazionale. Domenica 9 alle 17.30 il sommelier e docente Ais Claudio Serraiotto condurrà L’evoluzione del Gambellara, approfondimento e degustazione sulla denominazione vicentina con vini di diverse annate. Anche quest’anno è confermato l’impegno benefico di Gustus che contribuirà ancora alla raccolta fondi per proseguire il restauro dell’affresco La Crocifissione di Giovanni Vajenti Speranza – opera che raffigura Cristo con i due ladroni ai lati e sotto tra gli altri la Vergine, l’apostolo Giovanni e la Maddalena – custodito nella Sala Concerti Marcella Pobbe all’interno del Conservatorio. I banchi d’assaggio di Gustus saranno aperti al pubblico dalle 17 alle 22 di sabato e dalle 17 alle 21 di domenica. Il costo del biglietto, che comprende calice, coupon per degustazioni libere e un piatto di tipicità gastronomiche, è di 20 euro per l’intero e di 15 euro per il ridotto. L’ingresso ridotto è riservato ai Soci Ais, Onav, Fis, Slow Food, Fisar e a tutti coloro che acquisteranno i biglietti in prevendita entro le ore 23.59 di giovedì 7 ottobre sul sito www.gustus-vicenza.it. L’evento vedrà il supporto dei partner del gusto AIS Veneto per la parte enologica e di Morato Pane, ristorante La Peca, GustoTop, Giovani Leoni, Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Consorzio Monte Veronese e Salumificio dei Castelli per i prodotti alimentari.

Addio a Licio Damiani e a Gigi Valle autentiche “voci” dell’agricoltura Fvg

di Giuseppe Longo

Prima Gigi Valle, adesso Licio Damiani. In un paio di settimane l’agricoltura del Friuli Venezia Giulia ha perso due “voci” importanti, che hanno segnato la storia rurale di queste contrade: la prima (95 anni) nel settore produttivo, nella fattispecie vitivinicolo; la seconda (87) nell’informazione, quella radiofonica legata alla seguitissima rubrica domenicale di “Vita nei campi”.
Da molti anni ormai in pensione, la sua voce non si diffondeva più nell’etere, ma chi seguiva, e segue, la popolare trasmissione della Rai, ricorda benissimo l’appassionata e competente conduzione che Damiani ha fatto per molti anni. «Era riuscito – ha scritto Carlo Morandini, appena riconfermato presidente di Arga Fvg, l’associazione della stampa agricola della nostra regione – a trasformare in poesia una trasmissione legata alla nostra attività, che è strutturata per gran parte da notizie di carattere tecnico, scientifico, divulgativo. Rendendo l’appuntamento imperdibile per centinaia di migliaia di ascoltatori e ascoltatrici, del Friuli Venezia Giulia e non solo». Gli ha fatto eco il collega Marco Buzziolo, neo vicepresidente per la provincia di Udine dello stesso sodalizio dei giornalisti agricoli, aggiungendo: «Mi piace ricordare gli editorialini con cui faceva iniziare la rubrica radiofonica domenicale “Vita nei campi”. Trasformava così il tradizionale e seguitissimo appuntamento dedicato alla campagna e all’agricoltura, nei suoi molteplici aspetti tecnici e politici, in un momento di autentica poesia, gravido di reminiscenze classiche e di accenni letterari ed artistici in generale».


Per questa sua sincera e affettuosa vicinanza al mondo dell’agricoltura, Arga Fvg aveva attribuito a Licio Damiani il Premio Carati d’Autore – destinato a coloro che nei vari campi hanno inciso con la loro attività a favore del settore primario – e proprio in quella stessa occasione il medesimo riconoscimento era stato consegnato anche a Gigi Valle, enologo della prim’ora, uscito dalla gloriosa scuola di Conegliano, tolmezzino di nascita ma trapiantato a Buttrio dove ha fondato e fatto crescere un’azienda vitivinicola fra le più affermate del Vigneto Fvg, per la cui tutela si è sempre prodigato volendo anche la nascita del Consorzio dei Colli orientali del Friuli, oltre mezzo secolo fa. Damiani, inoltre, nel 2020 era stato insignito del Premio Isi Benini, sottolineando ancora una volta quanto preziosa sia stata la sua penna a favore della vite e del vino. E lo stesso anno era stato insignito a Tarcento del Premio Epifania che sottolinea il particolare legame con la friulanità.
Ho desiderato ricordare insieme questi due autentici ed esemplari personaggi della nostra terra – sebbene Damiani fosse originario della oggi croata Lussinpiccolo, isola adriatica che dovette lasciare giovanissimo – proprio per quello che hanno significato entrambi, nei rispettivi ruoli, nello sviluppo dell’agricoltura friulana, perché se è fondamentale e strategico quello dell’imprenditore, prezioso e irrinunciabile è quello del divulgatore, non solo per valorizzare quanto viene prodotto, ma anche per mettere a fuoco problemi e prospettive, luci e ombre, suscitando occasioni di riflessione e dibattito.
Nel cinquantesimo anniversario della morte di Tita Gori, era l’ormai lontano 1991, il Comune di Nimis aveva affidato proprio a Licio Damiani, che era anche un grande e riconosciuto esperto d’arte oltre che dotato di una vasta cultura generale, la realizzazione di un libro che ricordasse il “suo” pittore. Il giornalista-scrittore dette alle stampe un’opera bellissima che opportunamente intitolò “Tita Gori e i giardini del Paradiso”. E adesso mi piace immaginare lui a passeggiare in quei “giardini” assieme a Gigi Valle e a parlare ancora dell’agricoltura friulana e dei suoi meravigliosi prodotti, a cominciare proprio dai vini.

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In copertina, Licio Damiani; all’interno (secondo a destra accanto a Carlo Morandini) è con Gigi Valle (secondo a sinistra) alla consegna del Premio Carati d’Autore di Arga Fvg.

Stampa agricola Fvg, Morandini resta leader. Amos D’Antoni acclamato presidente onorario

L’impegno, infaticabile, di Carlo Morandini a favore della corretta informazione in agricoltura ha avuto il meritato riconoscimento. Il giornalista, della testata Arc dell’Amministrazione regionale, è stato infatti riconfermato alla presidenza dell’Arga Fvg, l’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio del Friuli Venezia Giulia. La rielezione, con voto unanime, è avvenuta durante il Congresso regionale riunitosi a Silvella di San Vito di Fagagna, a Villa Micoli D’Orlandi, presente il segretario generale Unaga, Gian Paolo Girelli. Nel direttivo regionale è stato riconfermato anche Claudio Soranzo, alla vicepresidenza per la provincia di Gorizia, mentre vicepresidente per quella di Trieste è risultato Furio Baldassi. Nel contempo, Marco Buzziolo, già responsabile della sezione Cultura del sodalizio giornalistico, è stato eletto vicepresidente per la provincia di Udine. Mentre per quella di Pordenone si è registrata la new entry Gigi Di Meo. Ida Donati, invece, stata confermata nel ruolo di segretario-tesoriere, mentre Enrico Leoncini è stato nominato revisore unico e Giorgio Bellini responsabile del collegio dei probiviri. Acclamato, infine, all’unanimità presidente onorario Amos D’Antoni, già segretario generale di Arga Fvg e vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti Fvg. Da molti anni, D’Antoni cura l’ufficio di rappresentanza udinese dell’Ordine dei giornalisti e dell’associazionismo di categoria e tuttora fa parte dello staff che si occupa della popolare trasmissione “Vita nei campi”, su Rai Radio 1.
Nel contempo, Morandini ha ringraziato i componenti uscenti del direttivo, Giuseppe Longo e Antonio Buso, rispettivamente per le province di Udine e di Pordenone, per l’impegno profuso, evidenziando il disegno di valorizzare le professionalità esistenti sul territorio con l’apporto di vicepresidenti ai quali sono stati assegnati compiti di animazione locale. Ha sottolineato che il ruolo della stampa specializzata – ma anche di Arga Fvg e di Unaga, che è l’organizzazione nazionale – è quello di favorire la corretta informazione dei cittadini. Un compito sempre più difficile – ha sottolineato – a causa delle particolari dinamiche della società e della situazione contingente, che può essere perseguito con maggiore efficacia da professionisti preparati e in grado di trasmettere informazioni e notizie sulla realtà del territorio con consapevolezza e nel rispetto delle fonti. Per questo, Arga Fvg ha organizzato, e continua a organizzare, corsi di formazione anche mirati, riguardanti i vari aspetti del settore primario. Pertanto, sono già allo studio eventi formativi, anche con i crediti professionali riconosciuti dall’Ordine dei giornalisti, che avranno per tema l’arte e il giornalismo, le false notizie nel mondo faunistico-venatorio, nell’agricoltura in generale, le tematiche ambientali e forestali. In quest’ottica, Arga Fvg – ha ricordato infine il presidente Morandini – proseguirà nella collaborazione con Assoenologi Fvg e Unione cuochi Fvg, oltre che con il Club per l’Unesco di Udine e la sezione friulana di Italia Nostra, tanto per citare alcuni enti e sodalizi. Nel contempo, Arga Fvg continuerà a organizzare i Premi giornalistici Isi Benini-Città di Udine, Carati d’autore, Valerio Ghin e Voce dell’Adriatico, mentre è allo studio l’organizzazione del Premio giornalistico Piero Villotta, dedicato al compianto presidente onorario di Arga Fvg scomparso due anni fa.

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In copertina, il riconfermato presidente di Arga Fvg Carlo Morandini.

Da oggi fino a novembre wine lovers alla scoperta dei vigneti di Collio e Isonzo

Vigneti Aperti anche nel Goriziano. Oltre a quelli della Provincia di Udine, di cui abbiamo riferito ieri, proseguono pure in settembre nell’Isontino – nelle Doc Collio e Isonzo – gli appuntamenti con Vigneti Aperti, nell’ambito degli eventi organizzati dal Movimento Turismo del Vino Fvg, presieduto da Elda Felluga. Per cui le aziende del territorio propongono ogni settimana esperienze all’aria aperta tra visite ai vigneti e in cantina, aperitivi in vigna, laboratori sensoriali, picnic, Cene con il Vignaiolo, concerti e molto altro ancora. Momenti conviviali, iniziati già la scorsa primavera, nella cornice dei bellissimi vigneti del Friuli Venezia Giulia, che continueranno fino a fine novembre.
In questo e nei prossimi fine settimana si terranno, dunque, diversi incontri nelle aziende in provincia di Gorizia, alla scoperta dei vigneti in questo suggestivo periodo di vendemmia. Un’occasione per conoscere le peculiarità dell’ecosistema vigneto, della sua biodiversità e per scoprire la bellezza della raccolta dell’uva, uno dei momenti più apprezzati dagli appassionati e dai wine lovers. In particolare, oggi e domani, sabato 24 e domenica 25 settembre, Borgo Conventi di Farra d’Isonzo organizza su prenotazione visite in cantina e alla barricaia, seguite da degustazioni dei vini più rappresentativi dell’azienda. In entrambi i fine settimana, anche Graunar di San Floriano del Collio propone piacevoli tour nei vigneti e assaggi di vini in abbinamento ad affettati nostrani e piatti tipici. Infine, sabato 24 e domenica 25, Sosol di Oslavia offre esperienze attraverso visite alla cantina e ai vigneti, nonché degustazioni di vini con piccoli accompagnamenti gastronomici.

Per informazioni su tutti gli appuntamenti di Vigneti Aperti e prenotazioni:
https://www.mtvfriulivg.it/index.php/it/eventi/vigneti-aperti-2022

Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Telefono 0432.289540 – Fax 0432.294021
info@mtvfriulivg.it – www.mtvfriulivg.it

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In copertina, tempo di vendemmia nei vigneti del Collio, in provincia di Gorizia.

Sviluppo rurale, definite le priorità strategiche dell’agricoltura Fvg

La Regione Fvg ha dato il via libera al documento “Le priorità strategiche per l’agricoltura e il mondo rurale del Friuli Venezia Giulia al 2030 e gli interventi di sviluppo rurale per la Pac 2023-2027” che analizza e traccia il quadro delle proprie azioni per lo sviluppo rurale nei prossimi cinque anni, che saranno sostenute con 227.593.361,19 euro di cui 92.630.498 euro di risorse Feasr. Lo ha evidenziato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari forestali e ittiche dopo l’approvazione preliminare del testo da parte della Giunta (che sarà ora sottoposto al Consiglio delle autonomie locali e alla competente Commissione consiliare), sottolineando come il percorso per l’elaborazione del documento sia partito nel 2020 e abbia visto la Regione, tramite l’Autorità di Gestione del Psr 14-22, impegnata contemporaneamente sia nel confronto con il Partenariato regionale Fvg2030, sia nella partecipazione ai tavoli nazionali con Mipaaf, le altre Regioni e le Province autonome per la costruzione della proposta di Piano nazionale della Politica agricola comune post 2020.

L’esponente della Giunta – come informa Arc – ha spiegato che, a differenza di quelli precedenti, il periodo di programmazione che avrà avvio il prossimo anno è caratterizzato dall’aggregazione della Politica di sviluppo rurale con gli altri strumenti della Pac in un unico Piano strategico nazionale, elaborato da ogni Stato membro, non più quindi dalle Regioni, e approvato dalla Commissione europea. La concertazione dei due differenti piani di lavoro ha ottenuto il risultato di definire e condividere le priorità strategiche in grado di orientare e prefigurare le dinamiche di sviluppo del sistema agricolo e rurale regionale nel medio-lungo periodo e, nello stesso tempo, assicurare il dovuto riconoscimento alle specificità territoriali e settoriali e alle esigenze di sviluppo della nostra Regione nel futuro documento di programmazione nazionale.
Le priorità strategiche per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia sono nove: incrementare la competitività e la resilienza del sistema agricolo, agroalimentare e forestale; garantire un’adeguata remunerazione dei produttori; favorire la presenza di giovani in agricoltura; incentivare la qualità e valorizzare il legame tra prodotto e territorio; migliorare le performance climatiche, ambientali e paesaggistiche dei sistemi produttivi; favorire la gestione attiva e sostenibile delle foreste; valorizzare il ruolo agro-ecologico e paesaggistico del settore primario; rafforzare il ruolo socioeconomico delle zone rurali; promuovere la crescita di conoscenza e innovazione. Tali priorità, che rispondono ai fabbisogni regionali, troveranno attuazione nella declinazione dei 75 tipi di intervento strutturati nel Piano strategico nazionale. Gli interventi attuabili dalla Regione sono il frutto di un processo decisionale condiviso con il Partenariato regionale, grazie al quale le istanze regionali sono state rappresentate nel contesto dello sviluppo rurale, anche in relazione alle esperienze condotte nella programmazione 2014-2022.

Il 21 giugno scorso – conclude la nota Arc – la Conferenza Stato Regioni aveva approvato il Documento di riparto delle risorse per lo sviluppo rurale e al Friuli Venezia Giulia erano stati assegnati complessivamente 227.593.361,19 euro per il quinquennio di programmazione 2023-27, di cui 92.630.498,00 euro di risorse Feasr. Per l’assessore questo passaggio ha consentito di operare scelte strategiche volte a utilizzare in maniera efficiente ed efficace gli strumenti e le risorse a disposizione e in corso di programmazione, per fornire le risposte ai fabbisogni emersi per il settore primario e il territorio rurale regionale. Sono stati infatti individuati gli interventi più in linea con le necessità di sostegno del comparto produttivo primario e del nostro territorio rurale, coerentemente con la disponibilità finanziaria e nell’ottica di un approccio semplificato del carico burocratico. Uno dei primi segnali di tale semplificazione riguarda la concentrazione delle risorse su 29 interventi, un numero decisamente inferiore a quello delle misure attuate nella programmazione 2014-2022.
L’assessore ha quindi confermato che entro la fine di settembre il Mipaaf invierà il Piano strategico revisionato alla Commissione europea per il via libera finale, che è atteso entro l’anno. Nel frattempo, la Regione Fvg continuerà a essere impegnata sui tavoli nazionali nella definizione della governance del Ps Pac e su quelli locali nell’elaborazione dei documenti attuativi a carattere regionale.

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In copertina, un moderno impianto di irrigazione utilizzato in Fvg.

Dopo tre anni ritorna a Tolmezzo (a fine ottobre) il “Filo dei Sapori”

Un evento molto atteso quello de “Il Filo dei Sapori – la Carnia ti dà il cuore”, che dopo tre anni tornerà ad animare la città di Tolmezzo con una rassegna enogastronomica alla scoperta delle ricchezze del territorio montano del Friuli-Venezia Giulia.
L’appuntamento, previsto da giovedì 27 a domenica 30 ottobre, porterà nelle vie cittadine un vero e proprio mercato contadino con oltre 50 stand di aziende agroalimentari della montagna friulana. Verrà dato spazio anche alle degustazioni, a laboratori e showcooking, agli incontri formativi legati allo sviluppo dell’agricoltura, alle attività per i bambini e i ragazzi con la creazione di una vera e propria fattoria didattica. Il focus dell’evento è dare luce al fondamentale ruolo degli agricoltori ed enfatizzarne il grande impatto per lo sviluppo eco-sostenibile e sociale del territorio, partendo proprio dal frutto del loro lavoro e dal racconto delle esperienze di vita.
«I tempi cambiano ma non cambia il ruolo fondamentale dell’agricoltura nella trasmissione di civiltà e cultura. L’agricoltura in Carnia è un settore chiave per lo sviluppo economico e territoriale – afferma Elena Valent, ufficio agricoltura della Comunità di Montagna della Carnia – e la festa, che da 7 anni anima le strade di Tolmezzo durante l’ultimo fine settimana di ottobre, enfatizza il ruolo delle persone che continuano a crederci con passione, dedicandosi alla terra e con essa alla trasmissione di saperi, tradizioni e cultura popolare».
L’evento, ideato nel 2014 dalla Comunità di Montagna della Carnia, è in collaborazione con Ersa (Ente Regionale per lo Sviluppo Rurale), Promoturismo Fvg, Comune di Tolmezzo, Camera di Commercio di Pordenone-Udine e Confartigianato Fvg.

Per maggiori informazioni: www.ilfilodeisapori.com

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In copertina e all’interno immagini dell’ultima edizione della rassegna.

 

Vigneti Aperti, ecco tutte le proposte nelle aziende della provincia di Udine

Fine settimana all’insegna della pioggia, tanto invocata durante l’estate dai viticoltori friulani. Ma domenica, tornerà il bel tempo – secondo le previsioni dell’Osmer Fvg – per cui sarà bello partecipare alla nuova puntata di Vigneti Aperti, nell’ambito degli eventi organizzati dal Movimento Turismo del Vino Fvg, presieduto da Elda Felluga.


Le aziende della provincia di Udine propongono ogni settimana esperienze all’aria aperta tra visite ai terreni vitati e alle cantine, aperitivi in vigna, laboratori sensoriali, pic-nic, Cene con il Vignaiolo e concerti. Momenti conviviali, iniziati già la scorsa primavera, nella cornice dei bellissimi vigneti del Friuli Venezia Giulia, che continueranno anche in ottobre e tutto novembre. Nei prossimi fine settimana si terranno diversi incontri nelle aziende in questo suggestivo periodo di vendemmia. Un’occasione per conoscere le peculiarità dell’ecosistema vigneto, della sua biodiversità e per scoprire la bellezza della raccolta dell’uva, uno dei momenti più apprezzati dagli appassionati e dai wine lovers.
Per domani e domenica, ma anche sabato 24 e domenica 25 settembre, Paolo Ferrin di Camino al Tagliamento ha organizzato visite in cantina e ai vigneti con degustazione di vini accompagnati da prosciutto e formaggio del territorio; così anche da Grillo Iole di Albana e da Spolert Winery, in Comune di Prepotto, e da Vigne del Malina di Remanzacco, frazione Orzano, si terranno tour guidati e degustazioni su prenotazione; domani e sabato 24, invece, Villa Vitas di Strassoldo, a Cervignano propone, sempre su prenotazione, visite al parco, alla villa e in cantina, seguite da assaggi di due vini. Esperienze particolari si terranno anche in alcune aziende di Aquileia: per domani Barone Ritter de Záhony ha organizzato un’escursione guidata nei luoghi storici  della città romana e patriarcale, oltre a momenti speciali nelle giornate di domenica prossima, sabato 24 e domenica 25 settembre, tra cui degustazioni verticali dell’iconico vino prodotto da uve Palava.
Domani e sabato 24 Ca’ Tullio propone visite in cantina e nei vigneti con focus sulla vendemmia, e assaggi di vini Doc accompagnati da prodotti alla farina d’uva. In entrambi i fine settimana, la Cantina Puntin racconterà come si coltiva una vigna biologica, assaporando i vini autoctoni Friulano e Refosco dal peduncolo rosso; da Tarlao, invece, sarà possibile vivere esperienze strutturate attraverso l’esplorazione naturalistica alla scoperta della flora, della fauna e dei vigneti storici, oltre ad approfondimenti in cantina dei vari processi di produzione. Sabato 24 e domenica 25 sarà, poi, il weekend che vedrà protagoniste altre aziende: Borgo Fornasir di Cervignano, con visita ai vigneti e assaggio vini nell’area degustazione in vigna; Elio Vini di Cividale, frazione Grupignano, alla scoperta della cantina, del vigneto, dei vini bio e Premium; Tenuta Pribus di Bagnaria Arsa – Privano, con esperienze in cantina e nel vigneto, oltre alla degustazione guidata di cinque vini abbinati ad un brano musicale.

Per informazioni su tutti gli
appuntamenti di Vigneti Aperti e prenotazioni:
https://www.mtvfriulivg.it/index.php/it/eventi/vigneti-aperti-2022
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Via del Partidor 7 – Udine
Telefono 0432.289540 – Fax 0432.294021
info@mtvfriulivg.it – www.mtvfriulivg.it

 

Sesta vendemmia per la Doc Venezie: Pinot grigio ok nonostante gli stress

Vendemmia numero sei per il Pinot grigio Doc delle Venezie – il cui Consorzio tutela le produzioni di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino -, in un’annata che ha messo a dura prova la resistenza di molte colture e la filiera agricola a livello nazionale, con previsioni di cali generalizzati delle rese o variazioni qualitative delle diverse varietà – in base alla specifica zona di produzione all’interno del Territorio – dovuti allo straordinario andamento stagionale caratterizzato da siccità e stress termico. Per la denominazione di origine controllata non sono attese differenze significative rispetto alle quantità del 2021 – in alcune province, quelle più pianeggianti servite da irrigazione di soccorso, come Padova e Vicenza, si osservano a macchia di leopardo anche “segni più” in termini di volumi –, mentre a livello qualitativo si prevedono risultati che oscillano dal buono all’ottimo.

Il presidente Albino Armani.

Una annata, la 2022, che come avvenuto per le ultime cinque stagioni sarà amministrata attraverso misure di gestione dell’offerta in un quadro di riconfermata e sempre più ampia sinergia con le altre Denominazioni del Sistema Pinot grigio del Nordest. Deliberata la misura precauzionale relativa alla diminuzione di resa e di uno stoccaggio amministrativo che, per la prossima stagione produttiva, viene tuttavia portata a 160 q/ha con 30 q/ha stoccati (si ricorda che lo scorso anno si raggiungevano 150 q/ha con 20 q/ha messi a stoccaggio). Dalla misura viene escluso il prodotto biologico e viene altresì confermata la tracciatura delle produzioni sostenibili Sqnpi per una eventuale gestione diversificata, cercando di fare fronte ad una lieve diminuzione dell’imbottigliato e in attesa di trovare soluzioni idonee alle problematiche che sono causa di questo rallentamento, legate in parte alla carenza di materie prime come il vetro bianco. In virtù dell’andamento di mercato, infatti, a marzo il Cda del Consorzio Doc delle Venezie aveva fatto richiesta di svincolo del prodotto stoccato atto a Doc delle Venezie proveniente dalla vendemmia 2021. Per analizzare alcuni numeri, al 1° settembre scorso la Denominazione ha quasi toccato l’1,1 milioni di hl imbottigliati con una flessione del 16% sul 2021. In termini temporali, si tratta di un rallentamento di circa 40 giorni su un anno che, tuttavia ricordiamo, registrava risultati straordinari grazie ad un giugno da fuori quota, di fatto migliorando sensibilmente la diminuzione della disponibilità in giacenza.

Queste analisi sono tanto più significative poiché, da un confronto dei dati del Sistema Pinot grigio, si evidenzia un rallentamento delle riclassificazioni a “delle Venezie” in favore di un trend positivo sugli imbottigliamenti delle altre principali Denominazioni, per le quali in molti casi si prospetta a fine anno un ampio risultato positivo sul precedente 2021. Rispetto alle giacenze, peraltro, il trend attuale potrebbe portare all’utilizzo di tutto il patrimonio oggi in disponibilità in tempi non troppo lunghi, favorendo un maggior valore al prodotto fresco in arrivo nei prossimi mesi. Non ultimo, già dal 2020 le principali Do del territorio – Garda, Grave, Friuli, Valdadige, Trentino, Vicenza, Venezia ed Arcole – avevano iniziato un programma di condivisione della misura precedentemente messa in atto dal Consorzio delle Venezie per una gestione coordinata delle disponibilità attraverso quello che viene chiamato “blocco degli impianti” (di fatto viene sospesa l’idoneità a rivendicare le uve), portando alla comune richiesta di rinnovo per il prossimo triennio della sospensione alla rivendica di tutto il Pinot grigio delle principali Do del Triveneto legate alla varietà (ovvero quelle sopraccitate) dei vigneti messi a dimora dopo il 31 luglio 2021.

Con i suoi oltre 27mila ha di vigneto di cui 14 mila direttamente rivendicati, “la Doc delle Venezie, la più estesa a livello nazionale, rappresenta oggi una garanzia di stabilità per il sistema produttivo delle tre regioni di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino, è chiamata a gestire oltre al proprio potenziale anche i quantitativi riclassificati da parte delle altre Do territoriali, garantendo sia un importante equilibrio di Sistema delle Do del Triveneto a produzione di Pinot grigio sia valore e accreditamento per la varietà prodotta nel nostro areale, non solo a Doc delle Venezie. Sarà fondamentale quindi continuare a lavorare congiuntamente per una politica ampia di programmazione della produzione con le denominazioni del Nordest e ad attivare misure straordinarie di gestione dell’offerta da immettere sul mercato, quali mitigazione delle rese, blocco degli impianti e stoccaggio amministrativo, che ci hanno permesso di raggiungere oggi importanti risultati”, afferma il presidente del Consorzio di Tutela Doc delle Venezie, Albino Armani. Un progetto importante, quello del coordinamento tra Denominazioni, che unitamente al lavoro di controllo costante delle informazioni relative a riclassificazioni, giacenze ed imbottigliamenti chiama il Consorzio delle Venezie ad essere il punto di equilibrio non solo del Pinot grigio ma anche di tante altre varietà del Nordest che compongono il “Bianco Doc delle Venezie”, importante punto di ricaduta per la pratica del taglio e non solo, ulteriore opportunità di valore per il Triveneto vitivinicolo.

Il Consorzio delle Venezie Doc nasce nel 2017 dalla comune volontà dell’intera filiera vitivinicola del Nordest d’Italia di creare il più grande modello di interazione sovraregionale, includendo in una unica grande Denominazione la Regione autonoma del Friuli Venezia Giulia, la Provincia autonoma di Trento ed il Veneto. La Doc delle Venezie ha l’obiettivo di assicurare la tutela e la valorizzazione della denominazione di origine del Pinot grigio, varietà che nel Triveneto ha trovato il suo territorio d’elezione: qui viene infatti prodotto in percentuale l’85% del Pinot grigio italiano ed il 43% di quello mondiale, con un unico areale che va dalle Dolomiti al Carso, dal Lago di Garda fino alla Laguna di Venezia e all’Adriatico. Il Pinot grigio è oggi vino-vitigno che ha saputo più di tutti conquistare i consumatori internazionali, considerato soprattutto che la quasi totalità del Pinot grigio prodotto nel Nordest viene venduto oltre confine.

www.dellevenezie.it

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In copertina, i caratteristici grappoli del Pinot grigio il re dei vini delle Venezie.

“La rivoluzione dell’oro nero”, a Tavagnacco tra i segreti del caffè

“La rivoluzione dell’oro nero: dal caffè ai Caffè nel Settecento”. Suggestivo e molto interessante il titolo dell’incontro sulla storia del caffè con Elisa Toppano che si terrà oggi, 15 settembre, alle ore 18.30, a Tavagnacco, nella sala conferenze di Oro Caffè, in via Perugia, 6.
«Furono per primi i mercanti della Serenissima a importare e a diffondere questa bevanda esotica che dall’Africa ben presto si diffuse in tutta Europa», esordisce Maria Paola Frattolin, presidente di Itineraria, presentando questa nuova iniziativa del sodalizio culturale, la cui attività beneficia sempre della collaborazione e dell’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco.
«Da Venezia – continua la presidente -, il caffè fu diffuso ben presto nelle principali città: Marsiglia, Berlino, Londra e da queste in tutta Europa. Sin da subito gli furono attribuite proprietà afrodisiache e terapeutiche e alle Botteghe del Caffè ben presto si affiancarono i “Caffè”, luoghi non solo dì degustazione ma insieme dì socializzazione, discussione e dibattito aperti a tutti. I Caffe divennero così anche salotti dì intellettuali, celebrati in arte e letteratura. Nel 1764, a Milano, nasce Il Caffè: il primo periodico italiano di carattere politico e letterario ad opera di un gruppo di intellettuali guidato da Pietro Verri».
E Maria Paola Frattolin conclude: «Dove e come si produce il caffè, quali le varietà e i segreti di una perfetta tostatura, quante le modalità di preparazione e mille altre curiosità ancora saranno soddisfatte durante l’incontro. Elisa Toppano, di Oro Caffè, sarà a disposizione dei nostri ospiti per svelare storie, regole, piccoli trucchi e segreti per degustare nel migliore dei modi una bevanda diventata un rito di amicizia, conforto e piacere. Vi aspettiamo! ». Ingresso libero, ma prenotazione obbligatoria al numero 347.2522221 oppure scrivendo a itineraria@itinerariafvg.it