A San Giovanni debutta Friuli Enologia nuovo punto di riferimento per le cantine

Un ringraziamento ai soci dell’azienda Friuli Enologia che hanno investito sul territorio in un settore, quello vitivinicolo, che rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale ed è fondamentale per l’economia della regione. E’ questa la sintesi del messaggio che il governatore del Friuli Venezia Giulia ha portato ieri all’inaugurazione dell’azienda con sede a San Giovanni al Natisone e attiva nella vendita e nell’assistenza tecnica di tutte le attrezzature da cantina, partendo dalle presse per spremere il grappolo, alle macchine per vinificarlo, arrivando alle botti e barriques per invecchiare il vino ed infine alle macchine per imbottigliarlo.
Un passaggio dell’intervento ha riguardato le ottime performance dell’export dell’Italia e del Friuli Venezia Giulia; un risultato che ci pone in cima alla classifica europea e di cui il governatore si è detto orgoglioso, ascrivendolo non solo alle politiche di attrazione degli investimenti messe in campo in questa legislatura e alle misure volte a favorire lo sviluppo e la crescita delle imprese ma soprattutto ai veri protagonisti ovvero il mondo imprenditoriale e ai lavoratori che con il loro impegno fanno apprezzare i nostri prodotti in tutto il mondo. Il capo dell’Esecutivo regionale ha rivolto un apprezzamento particolare alla famiglia Garbellotto, uno dei soci dell’azienda, che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy capace di esportare in tutto il mondo. L’alleanza con il tessuto imprenditoriale, secondo il governatore, rafforza il nostro sistema economico e produttivo con ricadute positive in termini occupazionali.
Dopo gli interventi istituzionali e la benedizione di don Luigi Paolone è stato tagliato il nastro alla presenza delle campionesse d’Italia e del mondo in carica Robin De Krujif e Roberta Carraro, atlete dell’Imoco Volley. La sede di San Giovanni al Natisone occupa 1.000 mq ed è stata scelta perché ubicata nella direttrice Gorizia-Udine, facilmente raggiungibile da tutti i produttori di vino del territorio.

Ecco le donne nell’arte del flambè: protagoniste premiate a Grado

Il futuro dei giovani deve passare anche attraverso percorsi che valorizzino il territorio, perché questo è un ambito in cui ci sono ampi margini di manovra, tali da garantire ancora significativi spazi occupazionali. È questo in sintesi il concetto che l’assessore regionale ai Sistemi informativi ha espresso a Grado nel corso della cerimonia organizzata dall’Associazione Maitres italiani ristoranti alberghi (Amira) durante la quale sono state premiate le vincitrici della VII edizione del concorso “Le donne nell’arte del flambè”. Al primo posto si è classificata una giovane ragazza di Taormina – città siciliana “perla” dello Ionio premiata a Grado, a sua volta “perla” dell’Adriatico -, concorrente alla quale il rappresentante dell’Esecutivo regionale ha conferito il riconoscimento.
Come spiegato dall’assessore, il futuro dei giovani deve passare necessariamente anche attraverso la formazione in campo turistico, in quanto questo ambito rappresenta una delle voci più importanti che contribuiscono alla formazione del Pil nazionale. Avere quindi dei ragazzi che si occupano del settore alberghiero e di come rendere più importante, utile e apprezzato il soggiorno di quanti vogliono conoscere l’Italia è oggettivamente un fattore da valorizzare. In questo senso le istituzioni – secondo la Regione Fvg – devono imprimere maggior forza sull’acceleratore in questo comparto perché rappresenta un ambito che offre molte opportunità di lavoro per i giovani.

Governo e Unesco: la cucina italiana è cultura, diventi Patrimonio dell’Umanità

(g.l.) “La cucina italiana è un insieme di pratiche sociali, riti e gestualità basate sui tanti saperi locali che, senza gerarchie, la identificano e la connotano. Questo mosaico di tradizioni territoriali riflette la diversità bioculturale del Paese e si basa sul comune denominatore di concepire il momento della preparazione e del consumo del pasto a tavola come occasione di condivisione e di confronto”. Queste sono alcune delle considerazioni che hanno indotto il consiglio direttivo della Commissione nazionale italiana per l’Unesco che, riunitosi in modalità telematica, ha approvato come candidatura italiana da presentare all’esame del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del Patrimonio culturale immateriale “La Cucina italiana tra sostenibilità e diversità bioculturale”.


“Ovunque, in Italia – è stato sottolineato in una nota diffusa dal Club per l’Unesco di Udine, presieduto da Renata Capria D’Aronco -, cucinare è un modo di prendersi cura della famiglia e degli amici o degli avventori. È il frutto di un continuo gioco di connessioni e scambi che dalle precedenti generazioni arriva alle nuove. È anche una manifestazione quotidiana di creatività che rimanda al “buon vivere” italiano per il quale, nel mondo, siamo apprezzati e talvolta invidiati. Come evidenzia lo storico Massimo Montanari, la candidatura vuole rappresentare la cucina italiana, domestica e non, come un mosaico in cui le singole tessere permettono di definire un insieme coerente che trascende l’unicità e la specificità di ogni singola tessera. Tutto ciò è il risultato di una storia plurisecolare caratterizzata da numerosi scambi, interferenze e contaminazioni reciproche. La cucina italiana, come emerge dal dossier di candidatura, è un elemento essenziale, vivo e attuale dell’italianità, riconosciuto tanto all’interno del Paese quanto all’estero”.
Quella della cucina italiana è la candidatura ufficiale anche del governo italiano quale patrimonio dell’umanità Unesco per il 2023, come proposto dai ministri dell’Agricoltura e sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, e della Cultura, Gennaro Sangiuliano, ottenendo poi l’approvazione unanime della Commissione nazionale. Il dossier sarà trasmesso dal ministero degli Esteri all’Unesco: l’iter di valutazione dovrebbe concludersi entro il 2025. Secondo Lollobrigida, la cucina italiana “non ha rivali”, indicando come “sia stato forse un problema che finora non si sia avuta la forza e la capacità di promuoverne la complessità”. “Bisogna anche guardare la cucina italiana – ha aggiunto – nella sua prospettiva poliedrica: dal produttore all’allevatore fino ad arrivare al trasformatore, colui che ci fornisce gli elementi che finiscono in cucina, e i nostri cuochi trasformano in un bene prezioso che deve essere raccontato in sala dal personale che deve essere formato in una delle nostre ottime scuole alberghiere. Deve essere raccontato ai cittadini italiani e agli acquirenti di benessere di tutto il mondo, che lo possono fare attraverso un valore che è la cucina italiana nella sua interezza”.

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In copertina, spaghetti alle vongole e all’interno due grigliate di pesce: piatti tipici della cucina italiana di mare.

 

 

 

La primavera sboccia a Strassoldo che invita nel weekend delle Palme

Il 31 marzo, l’1 e 2 aprile, weekend delle Palme, ritorna al Castello di Strassoldo di Sopra, a Cervignano, l’attesa rassegna “Magici Intrecci Primaverili”, che dal 1998 attira ogni volta un folto e affezionato pubblico che ama il bello, la storia, la creatività e la natura, attratto dalle raffinate proposte degli espositori e dagli scenografici addobbi che, diversi da edizione a edizione, decorano interni ed esterni del complesso castellano. Cuore dell’omonimo paesino friulano che fa parte dei Borghi più Belli d’Italia, il maniero e il suo antico abitato (che ha anche un gemello, cioè il Castello di Strassoldo di Sotto) faranno da cornice d’eccezione a oltre 100 eccellenti artigiani, vivaisti e piccoli imprenditori agricoli provenienti da tutta l’Italia, le cui postazioni verranno disposte con cura nei saloni dei due piani del palazzo principale del complesso castellano, nel parco, nella pileria del riso, nel brolo e nella cancelleria. Lungo l’affascinante itinerario, abbellito da scenografiche decorazioni primaverili, i visitatori potranno ammirare ed acquistare oggetti che non si trovano ovunque e immergersi nell’incanto del castello e dei suoi giardini.

Selezionati personalmente dalla proprietaria, gli espositori porteranno produzioni rigorosamente fatte a mano, di alta qualità e rispettose dell’ambiente come decori e arredi per la casa e il giardino, abiti sartoriali, gioielli in oro, argento, rame e bronzo impreziositi con pietre preziose e perle, bigiotteria di alta gamma e retrò, cappelli, borse e pochette di ogni forma, lampade, capi lavorati al telaio e tinti con erbe officinali, scarpe da uomo e donna, “scarpets” semplici o arricchite con ricami e cristalli, oggetti in cartapesta, mobili e quadri antichi, oggetti di brocantage, cosmetici naturali, cerchietti, profumi per l’ambiente e la persona, preparati fitoterapici, frutta e verdura biologica essiccata, candele di soia e cera d’api, sculture, creazioni in fildiferro, vimini, carta, vetro, ferro, lana cotta, legno e ceramica.
L’antico brolo accoglierà vivaisti con piante particolari e rare e un “plant hunter” (letteralmente “cacciatore di piante”), che saranno lieti di dispensare buoni consigli. Gli amanti del verde potranno ammirare i giardini con teneri colori primaverili mentre si risvegliano dal sonno invernale, quando gli alberi saranno tempestati da morbide gemme, le piante da frutto saranno fiorite e i freschi prati lambiti da chiare acque di risorgiva celerano qua e là ellebori, tulipani, muscari, narcisi, giacinti, anemoni e ipheion. Non mancheranno delizie anche per il palato, golose cioccolate, torte glassate, creme, biscotti e pasticcini, chutney, primizie dell’orto, preparati a base di peperoncini coltivati in Friuli, marmellate, pane speciale, grappe di fiori ed erbe, miele, prosecco e vini premiati, olio extravergine d’oliva umbro, formaggi della Franciacorta e vero aceto balsamico di Modena. Nei giardini ci saranno due piccoli angoli ristoro.
Come è nello “spirito di Strassoldo”, i visitatori, gli espositori e gli organizzatori saranno accomunati dalla voglia di dimenticare le tensioni quotidiane e di assorbire l’energia positiva che permeano il luogo e la rassegna. Piacevoli iniziative collaterali arricchiranno le giornate, fra cui la mostra di galline ornamentali curata dall’Associazione Friulana Avicoltor nel Brolo, le visite guidate esterne ai borghi dei castelli e alla chiesetta di Santa Maria in Vineis (per chi è munito di biglietto dell’evento, sabato e domenica ore 10-12-15-17), passeggiate naturalistiche “Lungo le rive del Limburino, tra parchi e boschi” guidate da Barbara Strassoldo (venerdì ore 15, sabato e domenica ore 11 e 15, biglietto € 5 da acquistare in cassa), brevi concerti di violino nel parco, brevi corsi e conversazioni di giardinaggio.

Orari:
Venerdì 31 marzo (ore 14 – 19)
Sabato 1 e domenica 2 aprile 2022 (ore 9-19)
Biglietti:
Adulti € 12. Bimbi 6-12 anni € 6. Bimbi 0-6 anni gratis. Gruppi di almeno 20 persone € 10.
Si può saltare la fila, acquistando il biglietto online su www.vivaticket.com (magici intrecci autunnali).

Per informazioni: www.castellodistrassoldo.it – Info: eventi@castellodistrassoldo.it
IG castelli_di_strassoldo – FB castelli di strassoldo

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In copertina, il suggestivo complesso castellano di Strassoldo; all’interno, tre immagini della passata edizione.

Il vino e la normativa su Dop e Igp: aziende nel mirino per sospetta frode

“Una trentina tra cantine, aziende agricole, abitazioni e ditte di trasporto, situate nelle province di Udine, Pordenone, Gorizia e Treviso sono state sottoposte a perquisizione da parte dei funzionari dell’ispettorato Repressione Frodi di Udine e dai carabinieri del Nas di Udine, per una sospetta frode sul vino”. E’ quanto ha riferito l’Ansa Fvg nella tarda mattinata di ieri. “Gli accertamenti, disposti dalla Procura della Repubblica di Udine, sono volti – prosegue la nota dell’agenzia – ad acquisire elementi di prova relativi a possibili comportamenti fraudolenti, messi in atto da una cantina della provincia di Udine, circa la produzione e l’immissione in commercio di ingenti quantità di vini che, pur non costituendo un pericolo per la salute del consumatore, sono stati qualificati con più Dop ed Igp, in violazione delle norme dei disciplinari. L’ipotesi investigativa – conclude la nota Ansa – è che tali vini siano stati ottenuti parte con uve prodotte oltre i limiti massimi di resa e parte costituiti da vini di varietà, qualità e provenienza diversa da quella dichiarata”.

Casarsa aspetta la “Sagra del Vino” proponendo intanto teatro e musica

“Aspettando la Sagra del Vino” a Casarsa della Delizia sono protagonisti teatro e musica. In attesa di scoprire il calendario dei tanti eventi organizzati per la 75ma edizione della rassegna enologica, la Pro Loco annuncia tre proposte speciali in programma al Teatro Pier Paolo Pasolini tra fine marzo e metà aprile. “Abbiamo deciso di ampliare l’offerta della Sagra del Vino con i tre appuntamenti – ha spiegato infatti il presidente Antonio Tesolin – i quali grazie alla meraviglia del teatro e della musica ci permetteranno di calarci in anticipo nei festeggiamenti in programma dal 21 aprile al 2 maggio. Un modo per vivere il tempo dell’attesa insieme, divertendoci grazie ad una programmazione fatta a posta per venire incontro ai gusti delle famiglie. Sarà anche l’occasione per fare beneficenza, partecipando al concerto Facciamo finta di essere Gaber”. Il programma ufficiale della Sagra del Vino sarà quindi svelato più avanti, ma la squadra dei volontari è già al lavoro e sono tanti le manifestazioni già in calendario che renderanno unici i dodici giorni di festeggiamenti. Confermati gli eventi importanti come Filari di Bolle, la Selezione che incoronerà i migliori spumanti del Friuli Venezia Giulia, e la Marcia del Vino il 1° maggio.


Si parte, dunque, oggi 24 marzo alle 20.45 con l’attrice casarsese Norina Benedetti della Compagnia Teatro Estragone in “Nei panni di Cyrano”. La commedia “Cyrano de Bergerac” viene messa in scena da un gruppo di liceali, guidati dalla loro insegnante. Tra esercizi strampalati, nascita di nuove amicizie, ansia da palcoscenico, sane risate e colpi di fulmine, si scoprirà che saper ironizzare sui propri presunti difetti può rendere più forti. Uno spettacolo asciutto e delicato per un’attrice vulcanica che sa caricare della giusta energia, ritmo e significato ogni battuta. Ingresso a biglietto unico 5 euro.
Venerdì 31 marzo, stessa ora, “Se mi rilasso, collasso!” con la compagnia stabile di Zerotraccia Teatro Aps. Uno spettacolo liberamente tratto da Sogno d’una notte di mezza estate. Una compagnia di giovani artigiani è alle prese con una proposta folle: fare uno spettacolo teatrale. Ed è così che, da ciò che pareva non promettere nulla di buono, uscirà l’inaspettata forza di una commedia vera, quella che usa le parole di un copione pieno di rattoppi per dar voce all’animo di chi racconta e render il teatro un luogo magico dove ci si può ritrovar umani. Ingresso a biglietto unico 5 euro.
Sabato 15 aprile, sempre alle 20.45, “Facciamo finta di essere Gaber” con i motivi più celebri del grande artista. Lo spettacolo prevede una carrellata di canzoni, dalle più datate alle ultime pubblicate, del repertorio di Giorgio Gaber intervallata dalla proiezione di alcuni monologhi originali e dalla narrazione delle tappe principali e aneddoti della vita di Gaber. Ingresso a biglietto unico 7 euro (spettacolo con incasso devoluto in beneficenza).

La rassegna “Aspettando la Sagra del Vino” è organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con il Comune di Casarsa della Delizia, Associazione Teatro Estragone, Fondazione Giorgio Gaber, Unpli Fvg, Fita Uilt Fvg, Federazione Italiana Teatro Amatori Comitato di Pordenone, Servizio Civile Universale e con il sostegno di Coop Casarsa e Friulovest Banca.

 

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In copertina, la protagonista dello spettacolo dedicato a Cyrano de Bergerac.

 

Otto etichette superstar delle Donne del Vino Fvg saranno protagoniste al Vinitaly

Sotto o riflettori otto etichette tra le più premiate a livello nazionale ed internazionale di altrettante Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia che rendono illustre e sempre più conosciuto nel mondo il nostro territorio con i suoi prodotti d’eccellenza. Questa l’idea alla base della degustazione in programma martedì 4 aprile alle 16, al Vinitaly di Verona, nello stand istituzionale della Regione Fvg curato dall’Ersa al Padiglione 6.
Il titolo della manifestazione, riservata alla stampa e agli operatori del settore, è “Medal Winning-wines: i vini di eccellenza nazionale ed internazionale delle Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia”, e proporrà appunto otto vini di alcune delle socie produttrici premiati da Concorsi e Guide fra i più autorevoli. La degustazione, unica nel suo genere, sarà guidata  vicedelegata Donne del Vino Fvg e sommelier di Sorsi e Percorsi, Maria Teresa Gasparet, e dall’enologa e brand ambassador internazionale, Lorenza Scollo.
I vini in degustazione, 4 bianchi e 4 rossi, sono Ronco delle Cime Friulano Doc Collio 2021 di Ornella Venica (Venica & Venica), Sauvignon Segrè 2021 del Castello di Spessa rappresentato da Eleonora Beviglia, Myo Pinot Bianco 2020 di Annalisa Zorzettig (Zorzettig Vini), Pinot grigio Case Sugan 2019 di Anna Brisotto (San Simone), Pinot nero Terre Magre 2022 di Piera Martellozzo, Terrano 2020 di Mirella della Valle (Castelvecchio), Schioppettino di Prepotto Riserva 2018 di Hilde Petrussa (Vigna Petrussa), Pignolo Arbis Ros 2017 di Alessandra Mauri (Borgo San Daniele).
“Questa edizione del Vinitaly ci vede presenti, grazie alla Regione Friuli Venezia Giulia e all’Ersa, per sostenere il prestigio del nostro comparto vitivinicolo – spiega Elena Roppa, delegata regionale dell’Associazione -. La degustazione che abbiamo organizzato, grazie alle nostre socie produttrici, è un vero e proprio omaggio all’eccellenza dei vini friulani, che conquistano sempre più spazio e valore a livello internazionale”.
Nell’area del Friuli Venezia Giulia al Padiglione 6 saranno, inoltre, presenti gli stand di nove cantine delle socie e diverse Donne del Vino produttrici; inoltre, sommelier e giornaliste saranno in fiera proprio in quei giorni. La cena di gala di chiusura dell’evento a Palazzo della Gran Guardia, in programma mercoledì 5 aprile, è organizzata dall’Associazione Nazionale Le Donne del Vino e proporrà in assaggio, oltre ad alcuni vini friulani, anche il Prosciutto di San Daniele Dop e il frico da Formaggio Montasio Dop grazie alla collaborazione con il Consorzio del Prosciutto di San Daniele e con la Latteria di Aviano.

Le Donne del Vino Fvg.

@Pierluigi Bumbaca fotografo

Info:
Associazione Nazionale Le Donne del Vino – delegazione Friuli Venezia Giulia
friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com
FB: donnedelvinofvg
Sito web nazionale: ledonnedelvino.com

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In copertina, Elena Roppa delegata regionale delle Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia.

Roma ratifica il Ceta Europa-Canada. Confagricoltura Fvg: è molto proficuo

Confagricoltura Fvg esprime soddisfazione per la decisione del governo di procedere alla ratifica del Ceta, l’accordo tra Ue e Canada entrato in vigore in via provvisoria nel settembre del 2017. L’Organizzazione degli imprenditori agricoli ha sempre sostenuto l’intesa, che si è rivelata positiva non solo dal punto di vista commerciale, ma anche nel contesto macroeconomico e politico.
Secondo i dati forniti dalla Commissione europea alla scadenza dei cinque anni dalla firma dell’accordo – riferisce l’organizzazione imprenditoriale presieduta da Philip Thurn Valsassina -, ci sono state significative ricadute per l’economia e per i consumatori: gli scambi bilaterali e bidirezionali di merci tra l’Ue e il Canada sono aumentati del 31 per cento negli ultimi cinque anni, raggiungendo i 60 miliardi di euro. Per l’Italia la crescita delle esportazioni verso il Canada è stata del 36,3 per cento, toccando nel 2021 quota 7 miliardi. E il Paese è diventato la nostra decima destinazione al di fuori dell’Ue, con una quota di mercato che è salita da 1,03 a 1,16. Tra le voci più performanti dell’export “Made in Italy” figura proprio l’agroalimentare (prosciutto di San Daniele Dop compreso), con aumenti di oltre l’80 per cento in 5 anni nell’ortofrutta trasformata e del 24 per cento nel comparto bevande, alcolici (Prosecco Doc compreso) e aceto, e del 20 per cento in quello dei formaggi.
Non solo l’export di beni ha tratto vantaggio dall’accordo, che prevede l’eliminazione della quasi totalità dei dazi sulle merci, l’accesso preferenziale al mercato dei servizi e la collaborazione tra i firmatari per il riconoscimento delle Indicazioni di Origine Protetta (le 41 tutelate dal Ceta coprono il 90 per cento del fatturato annuo dell’export di prodotti a Denominazione d’origine), nonché provvedimenti volti a facilitare gli investimenti, la reciproca partecipazione delle imprese alle gare d’appalto pubbliche e la mobilità dei lavoratori. Dal 2018 si sono registrati, infatti, significativi flussi di investimenti italiani diretti in Canada (in media annua, 500 milioni di euro tra il 2018 e il 2021, contro 153 milioni nel periodo 2014-2017).

Il prosciutto di San Daniele.

Foto Ranieri Furlan

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In copertina, il presidente di Confagricoltura Fvg Philip Thurn Valsassina.

“Guerra bianca”, ecco la nuova tappa dei Colloqui tra i vigneti di Rosazzo

Tra i pregiati vigneti di Rosazzo proseguono gli appuntamenti de “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, rassegna promossa dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dalla Livio Felluga, curata da Elda Felluga e Margherita Reguitti. Il secondo appuntamento, di venerdì 24 marzo ore 18, vedrà la presentazione dell’ultimo libro-inchiesta di Marzio G. Mian, intitolato “Guerra bianca” (Neri Pozza editore).

Un viaggio nel Grande nord dell’Artico, dove si concentrano le cause e gli effetti più drammatici della crisi climatica che sconvolge il pianeta e dove Nato e Russia si sono dati appuntamento per il duello finale. È nell’Artico dove si sente più forte l’eco dei cannoni che tuonano in Ucraina. Era considerato l’ultima delle ultime frontiere e ora è il fronte più caldo. È il grande convitato di pietra del nostro tempo, in apparenza estraneo alla dissoluzione dell’ordine mondiale in atto, in realtà al centro di tutto. La Guerra bianca è già tra noi, e il dominio dell’Artico è la vera posta in gioco.
In questo libro-inchiesta, con le sue esplorazioni dalla Čukotka alla Groenlandia, dall’Alaska al Mare di Barents, dallo Stretto di Bering al Mar Bianco, Mian svela come, dopo il 24 febbraio 2022, il Grande Nord sia l’epicentro dello scontro. Reportage in presa diretta, fatto di storie e testimonianze esclusive, Guerra bianca mostra anche come la Cina nell’Artico sia già partner militare della Russia, con la flotta, i satelliti e i radar. Le armi sono spianate per la rapina del secolo.
Marzio G. Mian è tra i pochi reporter internazionali a raccontare da anni sul campo l’epocale trasformazione della regione polare innescata dal cambiamento climatico, e a documentare come lo scioglimento dei ghiacci abbia scatenato la contesa per la conquista dell’unica area del mondo ancora non sfruttata e che nasconde quelle risorse di cui il mondo è più affamato: idrocarburi, minerali preziosi, pesce, nuove rotte strategiche. Nella Guerra bianca, l’Artico è già il grande sconfitto.
La rassegna è realizzata dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dalla Livio Felluga, in collaborazione con l’associazione culturale Vigne Museum ed il sostegno del Comune di Manzano e di Banca Intesa SanPaolo. L’orario di inizio dell’incontro è alle 18; è gradita la prenotazione all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it, ingresso libero fino al raggiungimento dei posti disponibili.

Tutte le informazioni sul sito: www.abbaziadirosazzo.it e sulle pagine social.

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In copertina e all’interno (Foto Luigi Vitale) bellissimi vigneti che circondano la storica Abbazia di Rosazzo sopra Manzano.

“Giornata dell’Acqua”, Buttrio in campo con TreeArt Festival obiettivo la siccità

Cultura, arte e divulgazione scientifica nel segno della sostenibilità saranno ancora al centro della prossima edizione di TreeArt Festival, in programma tra il 13 e il 16 luglio prossimi a Buttrio, nelle sedi della dimora, il parco botanico e il lapidarium di Villa di Toppo Florio. In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua fissata dalle Nazioni Unite proprio per oggi, 22 marzo, il TreeArt Festival – sempre organizzato dal Comune di Buttrio con il contributo della Regione Fvg – svela adesso il tema dell’edizione 2023, che ruoterà intorno ad una delle tematiche di maggiore attualità del nostro tempo: la disponibilità di acqua nel pianeta, a partire dall’analisi di quanto accade anche nei nostri territori a causa del cambiamenti climatici che stanno attraversando tutte le regioni del mondo. Titolo esplicativo di questa quarta edizione è proprio “Siccità”, un problema sempre più sentito soprattutto in agricoltura.


Il festival – che quest’anno ha ottenuto dalla Regione l’importante riconoscimento di essere inserita nelle manifestazioni che ricevono incentivi triennali – riunirà a Buttrio artisti, scienziati, esperti e divulgatori per celebrare una visione della natura come strumento generativo di incontro e di relazione con una ricca proposta di performance, eventi espositivi, dibattiti e incontri per dialogare con i massimi esperti del settore di un tema che è ormai entrato nella vista quotidiano di noi tutti: lo spreco e la mancanza di acqua. Anche questa edizione sarà aperta da una serie di tavoli di lavoro partecipati che coinvolgeranno esperti, stakeholders e cittadini chiamati a confrontarsi sul tema portante dell’edizione. La prima giornata di festival sarà dedicata anche a fare il punto su quanto emerso dall’intenso lavoro che gli esperti hanno portato avanti nella passata edizione, quando il tema del festival è stato “Urban Forest”, tematica sempre incentrata sull’analisi del nostro tempo in chiave di sostenibilità e miglioramento della vita nei contesti urbanizzati.
Accanto a climatologi, divulgatori, scienziati ed esperti, saranno ancora l’arte e lo spettacolo ad accompagnare il pubblico in un excursus su un tema così urgente che non manca di coinvolgere anche il mondo della cultura e alcuni suoi noti protagonisti.

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In copertina e all’interno due eloquenti immagini dei gravi effetti causati dalla siccità.

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