“Asparagus” al via a Tavagnacco: fu proprio Al Grop che tutto cominciò oltre quarant’anni fa

(g.l.) Pronti, via! “Asparagus”, la manifestazione fiore all’occhiello del Ducato dei vini friulani che, con la guida di Alessandro Salvin, ha festeggiato il mezzo secolo di vita, prende il via oggi, 14 aprile. E lo farà proprio a Tavagnacco, Al Grop, dove il fortunato circuito enogastronomico nacque oltre 40 anni fa. Come già riferito a proposito della sua presentazione ufficiale avvenuta nei giorni scorsi nella sede udinese della Camera di Commercio Pordenone-Udine, questa nuova edizione di “Asparagus” avrà la novità di tre nuovi ristoranti inseriti nel tradizionale circuito per gourmet e sommelier: Hostaria alla Tavernetta di Udine, Eataly a Trieste e Il Pedrocchino di Sacile, che si vanno ad aggiungere agli storici ristoranti, appunto, Al Grop di Tavagnacco, Là di Moret a Udine, Lokanda Devetak a San Michele del Carso, Da Nando a Mortegliano, La Dinette a Grado e Da Toni a Gradiscutta di Varmo.

Alessandro Salvin


“Asparagus 2023” prenderà, dunque, il via questa sera a Tavagnacco. Fu proprio nel rinomato locale, all’ombra del campanile, che tutto cominciò nel lontano 1981, dando concretezza all’idea degli indimenticabili Elio Del Fabbro e Isi Benini, giornalista il secondo con la passione innata dell’enogastronomia e strenuo difensore delle peculiarità del Friuli. Questo, pertanto, il calendario dopo la serata inaugurale nella “capitale” storica dell’asparago bianco friulano: 21 aprile – Là di Moret Udine; 28 aprile – Lokanda Devetak San Michele del Carso; 5 maggio – Da Nando Mortegliano; 12 maggio – Eataly Trieste; 19 maggio – La Dinette Grado; 26 maggio – Da Toni Gradiscutta di Varmo; 2 giugno – Hostaria alla Tavernetta Udine, in contemporanea con Il Pedrocchino Sacile. Buon “Asparagus” a tutti!

Elio Del Fabbro e Isi Benini

 

Biodiversità, alla scoperta delle specie del Carso e della campagna isontina

Due belle proposte naturalistiche, per domani e domenica, sul Carso Triestino e nelle campagne isontine. Eccole, pertanto, in dettaglio.

TRIESTE – Per il progetto “Quanto vale un petalo?”, per meglio conoscere la biodiversità dell’ambiente, la cooperativa Curiosi di natura ha organizzato delle visite guidate in Carso, con attività sperimentali adatte a tutte le età. Domani 15 aprile, dalle 9.30, alle 12, viene proposta una passeggiata a Basovizza, nel Bosco Igouza e sul Sentiero Ressel, per identificare le specie arboree più comuni del Carso, utilizzando le guide interattive “Dryades” dell’Università di Trieste. Ritrovo sabato alle 9.10 nel piazzale-parcheggio all’inizio del Sentiero Ressel, a Basovizza (raggiungibile con il bus 51 da Trieste). Costo: € 5; gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

Il riconoscimento delle specie vegetali.

GORIZIA – Per domenica 16 aprile la cooperativa Curiosi di natura ha organizzato invece una giornata di visite guidate in bicicletta, dalle 9.30 alle 18, tra Capriva del Friuli, Moraro e Farra d’Isonzo, per conoscere l’ecologia e i prodotti agricoli del territorio. In collaborazione con Campagna Amica, per il progetto sulla biodiversità “Quanto vale un petalo?”. In programma una pedalata da Capriva fino all’azienda agricola Blasizza di Moraro, con visita e spiegazione di come vengono coltivati i prodotti di stagione, come gli asparagi. Pranzo (facoltativo, o al sacco) a Farra d’Isonzo, all’Agriturismo 4PR Birrai in Friuli. Segue visita al birrificio e rientro a Capriva. Un’uscita per tutti, di 15 km, su strade secondarie e sterrati, con la guida naturalistica Enrica Turus. Presentarsi con la propria bicicletta. Ritrovo alle 9.10, al Municipio di Capriva del Friuli. Costi di partecipazione: interi € 15; € 5 minori di 14 anni; gratis i minori di 6 anni (il pranzo non è compreso nel prezzo). In alternativa, possibilità di incontro a Moraro, giungendovi con mezzi propri, per la visita all’azienda agricola Blasizza, per trasferirsi poi all’Agriturismo 4PR Birrai in Friuli di Farra d’Isonzo. Prezzo ridotto di € 8 gli adulti, invariati gli altri prezzi. E’ richiesta la prenotazione a curiosidinatura@gmail.com o al cell. (+39) 340.5569374. I partecipanti riceveranno un buono sconto del 10%, per un pasti presso i ristoratori convenzionati di “Sapori del Carso”, valido fino al 18 giugno.

Ancora nell’Isontino.

Il progetto “Quanto vale un petalo?” sul valore della biodiversità è realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per le attività di divulgazione della cultura scientifica.
Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

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In copertina, uno scorcio della pianura isontina meta della visita di domenica.

“Fuoriborder”, viaggio nel vino naturale con la degustazione a Udine di etichette slovene

Un appuntamento tutto dedicato agli amanti del vino naturale e del buon cibo, quello di “Fuoriborder”, che anticipa il Salone Transfrontaliero del Vino naturale Borderwine previsto per giugno. Giovedì 20 aprile, dalle 19.30, alla Vineria La Botte di via Manin, a Udine, si potranno infatti degustare le eccellenze di due cantine della Slovenia: Klabjan (Slovenska Istria) e Nando (Goriska Brda). Il tutto accompagnato da prelibatezze a cura della Vineria.
“Il nostro Salone Borderwine – commentano i fondatori Valentina Nadin e Fabrizio Mansutti – non vuole fermarsi all’appuntamento estivo, ma proseguire con diversi eventi caratterizzati dall’amore verso il vino naturale. Per questo Fuoriborder abbiamo scelto due aziende agricole della vicina Slovenia, anche a testimonianza di un altro nostro carattere distintivo: Borderwine è un viaggio enogastronomico che celebra il carattere transfrontaliero come portatore di valore e identità, proprio come è la nostra cultura regionale. Proprio per questo, il tema dell’edizione 2023 sarà Borderless, “senza confini”.
Ecco, pertanto, i vini in degustazione: Malvasia 2020 etichetta bianca Klabjan, Refosco 2019 etichetta bianca Klabjan, Jakot 2021 etichetta blu Nando, Ribolla 2021 etichetta blu Nando. In più, ogni vignaiolo porterà un vino a sorpresa. La degustazione sarà a posti limitati e solo su prenotazione.

Per maggiori informazioni e per prenotare: telefono 388.7952563 o labottevineria@gmail.com.
In collaborazione con Vineria La Botte e Vini Vinci.

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In copertina, “Borderwine” si terrà in giugno. (Foto Alberto Blasetti)

Il caffè fra Trieste e il Pedrocchi di Padova: Possamai al terzo cenacolo

(f.s.) Terzo appuntamento domani, 13 aprile, all’Hotel Savoia Excelsior, con i “Cenacoli del Caffè” organizzati dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste. L’incontro, che avrà inizio come di consueto alle ore 17.30, avrà stavolta come relatore il giornalista e storico Paolo Possamai, già direttore de “Il Piccolo” di Trieste e poi dei quotidiani veneti “Il Mattino di Padova”, “La Tribuna di Treviso”, “Corriere delle Alpi” e “La Nuova di Venezia e Mestre”, con un percorso professionale nel Gruppo Espresso e poi Gedi, dove è stato anche una delle principali firme del settimanale economico de “La Repubblica” (Affari&Finanza), lungo complessivamente ben 33 anni.

Paolo Possamai


Al “Cenacolo” dell’Amdc, Possamai interverrà intrattenendo l’uditorio su “L’impresa del caffè, fra i mercanti di Trieste e lo stabilimento Pedrocchi di Padova”, individuando una “connessione” fra il caffè padovano e i traffici triestini, anche in relazione al suo più recente volume “Nettuno e Mercurio. Il volto di Trieste nell’800 tra miti e simboli” (Marsilio editore). Possamai infatti è anche uno scrittore appassionato di storia: prima di “Nettuno e Mercurio” dedicato alla nostra città, ha pubblicato “Il Caffè Pedrocchi. La storia, le storie” (2015), “Caffè Pedrocchi” (2000), “Guida ai luoghi e ai tesori del Santo” (1995) e “Andrea Palladio e il Monte Santo di Vicenza” (1994), collaborando inoltre con il canale tv Rai Storia e con Rai Radio 3 per il programma Prima Pagina. Collaboratore dal 2001 al 2016 della Fondazione Nord Est, sotto le direzioni di Ilvo Diamanti e Daniele Marini, dopo le dimissioni da Gedi si è dedicato anche a consulenze strategiche nella comunicazione d’impresa, in particolare per i gruppi Save e Finint. Fa parte della giuria del Premio Masi Civiltà Veneta.
Il ciclo dei “Cenacoli”, dedicato quest’anno a “L’arte in tazzina: da prodotto a cultura” nell’intento di approfondire l’influsso che la ‘nera bevanda’ ha avuto su artisti e movimenti culturali dal Settecento ai giorni nostri, è coordinato da Nicoletta Casagrande, appassionata cultrice del mondo del caffè, nonché responsabile dell’InfoLibro-Salotto del libro italiano di Capodistria, centro multimediale per la conservazione e diffusione della lingua, letteratura e cultura italiane.
L’iniziativa, giunta alla sua sesta edizione, proseguirà ogni primo giovedì del mese, fino al 6 luglio, con qualificati relatori protagonisti della vita culturale e artistica. Il successivo appuntamento sarà il 4 maggio con Marco Favetta su “La vita artistica nei Caffé di Trieste nella Belle Époque”. L’ingresso sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili. Gli appuntamenti potranno essere seguiti anche online sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste.

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In copertina, un’immagine del famosissimo Caffè Pedrocchi nel centro storico di Padova.

 

Affascinante viaggio nella cucina di Trieste con il nuovo libro a Rosazzo

Un viaggio nell’affascinante cultura gastronomica triestina. Venerdì 14 aprile, ore 18, le autrici Rita Mazzoli e Marina Raccar, assieme al giornalista Giovanni Marzini, presenteranno nella millenaria Abbazia di Rosazzo il libro intitolato “Trieste in Cucina”, edito da Guido Tommasi editore. Questo è il quarto appuntamento primaverile della rassegna “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, promossa dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dalla Livio Felluga, curata e condotta da Elda Felluga e Margherita Reguitti.


Le autrici racconteranno Trieste attraverso il cibo, descrivendone la cucina e il modo in cui i triestini la vivono: dal rituale del rebechin ai mille modi di bere il caffè passando per i menu delle trattorie storiche dove per tradizione si mangia, si beve e si canta. Sarà un’occasione per viaggiare fra terra e mare, nello stretto tratto di costa triestina e in una tradizione in realtà molto più ampia, che approda senza soluzione di continuità in Slovenia e Croazia, quelle che un tempo furono le terre istriane, risentendo comunque di molte influenze, da quelle venete della Serenissima a quelle ungheresi e asburgiche. Sarà un confronto diretto con il giornalista Giovanni Marzini, direttore responsabile della rivista Ies, ideata proprio per raccontare Trieste, un luogo dove gli abitanti stessi si sentono cittadini del mondo senza rinunciare alla propria identità, alla storia, alle radici. E qual è il modo migliore per raccontare una città se non attraverso la tradizione culinaria? Un ricettario in nove capitoli arricchito da fotografie, trenta ricette selezionate in base alla stagione e corredate da racconti di vita triestina nei secoli.
La rassegna è realizzata dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dalla Livio Felluga, in collaborazione con l’associazione culturale Vigne Museum, con il sostegno del Comune di Manzano e di Banca Intesa SanPaolo. L’orario di inizio dell’incontro è alle 18. E’ gradita la prenotazione all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it; ingresso libero fino al raggiungimento dei posti disponibili.

Ricordiamo, infine, che un tratto della Strada Provinciale 109 – Via Abate Geroldo proveniente da Dolegnano, è chiusa per lavori in corso. Per raggiungere l’Abbazia di Rosazzo, si consiglia di intraprendere Via del Sole proveniente da Case di Manzano o la Strada Provinciale 109 – Via Abate Colonna proveniente da Oleis. Tutte le informazioni sul sito: www.abbaziadirosazzo.it e sulle pagine social.

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In copertina, ecco come si presenta il libro sulla cucina triestina; all’interno, l’Abbazia di Rosazzo tra i vigneti vista da Luigi Vitale.

 

Quei vini “eccellenti” decantati da Casanova (e piccole raffinatezze) nel Bistrot del Castello di Spessa

di Claudio Soranzo

CAPRIVA – Sei alla ricerca di un posticino intimo, elegante e raffinato, dove gustare prelibatezze da chef accompagnate da vini pregiati? L’abbiamo trovato noi: è il Bistrot denominato Il Gusto di Casanova e si trova nientemeno che all’ingresso del Castello di Spessa, a Capriva. Sì, proprio quel maniero, conosciutissimo e apprezzato non solo per l’ottima ospitalità, ma anche per la deliziosa ristorazione, l’eccellenza dei suoi vini, il suo favoloso campo da golf e, dulcis in fundo, una Spa da Settimo Cielo. E il nome assegnato da Barbara e Loretto, gli owner del Castello, è proprio dedicato al celeberrimo veneziano – Giacomo Casanova -, al suo gusto per le cose belle e intriganti della vita. Il piccolo Bistrot è ospitato in una saletta affrescata e impreziosita da un luminoso bow window con vista sul ristorante. Ospite a Spessa nel 1773, Giacomo Casanova dedicò al suo soggiorno varie pagine delle sue famosissime Memorie intitolate “Storia della mia vita”, dove raccontò fra l’altro che il maniero era circondato – come ancor oggi – da grandi vigneti, da cui proveniva “un vino eccellente”. Questo Bistrot non poteva quindi che essere dedicato a lui.

I grandi vini di Spessa.


Sono solo dodici i posti a sedere indoor, che regalano una piacevole privacy, e altrettanti tavolini apparecchiati nel parco all’ombra di gazebo e alberi secolari, in un luogo intimo e riservato dove conoscere i vini del Castello di Spessa e gustare, debitamente abbinate, delle piccole raffinatezze. Un angolo capace di far riaffiorare emozioni e sensazioni dimenticate, di creare l’atmosfera perfetta per fornire il giusto valore alle relazioni, durante un aperitivo appetitoso o uno snack gustoso.
Emblematica la frase di Casanova tracciata in corsivo sul muro esterno al locale, sopra le sue bifore, che ne sintetizza la filosofia: “Dove l’animo s’appaga, il palato s’accende”. Un attraente invito a concedersi una pausa golosa, ritemprante per il corpo e per lo spirito.
Ad accogliere gli ospiti è Giuliano Lorenzon, chef friulano con importanti esperienze maturate fra cucine prestigiose e stellate, che fa da condottiero lungo un percorso alla scoperta dei vini e dei distillati della tenuta – i veri protagonisti del Bistrot – accompagnati da piccoli, ma raffinati abbinamenti. Le materie prime sono selezionate con attenzione tra i produttori d’eccellenza del territorio, per delle proposte improntate a cura e semplicità. Sono prevalentemente fredde, partendo da selezioni di salumi e formaggi e proseguendo con fantasiosi piatti caldi e freddi e concludendo con le dolcezze artigianali.
Eccone alcune per stuzzicarvi l’appetito: Tartare di salmone, grappa La Delicata, yogurt e asparagi; Pollo di fattoria, hummus di lenticchie, ortiche, tarassaco e uovo marinato; Speck d’oca, Porcaloca e frico; Poke in cortile con riso, legumi, faraona, zucchine e porri; Risotto cacio e olivello spinoso, uova di trota e polvere di rapa rossa; Mini hamburger di manzo, lingua, guanciale e rafano; Caprini di Cividale, robiola e ciòc di un bèc; Caciotta sutina, strissulis, formadi frant al fico moro; Colomba, biscotti artigianali e zabaione con grappa Decisa e Perté; Crema al cioccolato fondente e grappa Decana.
Inserito nella Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia, il Bistrot è stato pensato come luogo deputato alla degustazione e alla valorizzazione dei vini dell’azienda Castello di Spessa, di cui si possono conoscere storia, metodi di produzione e curiosità, visitando le scenografiche cantine medievali scavate sotto il maniero, come pure il piccolo museo in cui sono esposti attrezzi, documenti e oggetti vari legati alla viticoltura e alla distillazione.
I vini sono raffinati e ad alta espressione territoriale, provenienti da un centinaio di ettari di vigneti e si articolano in tre linee: L’Eccellenza del Conte (i San Serff Bianco e Rosso, vini preziosi che invecchiano rispettivamente 7 e 10 anni), la Linea Collio (non più di 100 mila bottiglie annue, da uve di collina raccolte a mano), la Linea Isonzo (vini di pianura minerali, eleganti, verticali e particolarmente longevi). Ai quali si aggiungono le bollicine del Brut Metodo Classico “Amadeus” e la Ribolla gialla Brut Metodo Charmat “Perté”. Il Bistrot del Castello di Spessa Golf Wine Resort & Spa , aperto dal giovedì alla domenica dalle 11 alle 21.30, si trova nel famoso e decantato Collio Goriziano. Uno degli indirizzi di pregio dell’ospitalità del Friuli Venezia Giulia.

Un angolo di Bistrot.

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In copertina, lo chef Giuliano Lorenzon al tavolo di lavoro in Castello.

Agriturismo, tutto esaurito a Pasqua per pranzi e cene in Fvg. Confagricoltura: preoccupa però la carenza del personale

«La vacanza in agriturismo è la prima scelta degli italiani per Pasqua e Pasquetta. I segnali del territorio vanno verso il “tutto esaurito”, soprattutto nella ristorazione. E, se il meteo ce lo permetterà, potremo raggiungere anche un 20 per cento di crescita rispetto allo scorso anno. Per il primo lungo fine settimana di primavera gli ospiti che scelgono l’agriturismo sono storicamente gli italiani, anche se assistiamo al forte ritorno dei turisti, americani in primis». Lo sottolinea con soddisfazione Confagricoltura Fvg.
Da sempre la campagna, nella stagione primaverile, attira i cittadini alla ricerca di contatto con la natura, per scrollarsi di dosso il grigiore dell’inverno insieme alla famiglia o con gli amici. Crescono i sostenitori delle vacanze sempreverdi: aria aperta, mete vicine, ambienti genuini, ritmi di vita più lenti, eccellenze enogastronomiche da assaggiare – spiega Confagricoltura Fvg – sono la ricetta perfetta per una vacanza ideale, che unisce ospitalità familiare alla buona cucina e alle attività agro-culturali, senza dimenticare il benessere psico-fisico.
Continua, tuttavia, la difficoltà a reperire personale, così come pesano i forti rincari delle materie prime: ad esempio, in un anno, la farina è aumentata del 150 per cento, lo zucchero del 100 per cento, latte, carni e ortaggi dell’80 per cento e oltre il 150 per cento i costi energetici. Per contro, responsabilmente, gli imprenditori agrituristici hanno solo leggermente ritoccato i loro prezzi.
«Il settore dell’agriturismo regionale, con le sue peculiarità, si conferma una parte strategica all’interno dell’offerta turistica del territorio. Ci siamo finalmente gettati alle spalle la pandemia – sottolinea Giorgio Zaglia, operatore agrituristico di Precenicco – e i risultati lo stanno dimostrando. Si ricomincia con una maggiore pianificazione e programmazione delle proprie vacanze anche se preoccupa, soprattutto in vista della prossima stagione estiva, la difficoltà a reperire personale».
In Friuli Venezia Giulia le aziende agrituristiche attive sono 703, con quasi 65 mila posti a sedere. Cresce il numero delle strutture gestite da imprenditrici (+4,4 per cento), rispetto a quelle gestite dai maschi (+4,2 per cento).

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In copertina, un agriturismo del Friuli Venezia Giulia in primavera.

Agrisolare senza vincolo di autoconsumo: Cia Fvg è grata al ministro Lollobrigida

«Il ministero si appresta a pubblicare un nuovo bando sull’agrisolare che supererà la criticità, ossia la necessità di estendere il concetto di autoconsumo e rendere la misura ancora più attrattiva». Così il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, rispondendo a un’interrogazione a risposta immediata alla Camera nella quale l’onorevole Giuseppe Castiglione chiedeva conto delle misure Pnrr che competono al Masaf.
«La scarsa adesione degli agricoltori al primo bando – spiega Franco Clementin, presidente di Cia Fvg-Agricoltori Italiani -, era proprio causata dal fatto di non poter installare in azienda kWh eccedenti l’autoconsumo. Fin dal momento della discussione della misura ci eravamo detti fortemente perplessi anche perché, d’altro canto, assistiamo all’assalto delle campagne fertili da parte di imprese e Fondi che installano il fotovoltaico a terra a fini meramente speculativi che, tra l’altro, causano un irragionevole consumo di suolo. Ben venga dunque – conclude Clementin – questa nuova iniziativa ministeriale che, speriamo, veda presto la luce senza vincoli troppo stringenti».
Per quanto riguarda ancora l’agrisolare, Lollobrigida ha aggiunto che «le positive interlocuzioni informali che abbiamo avviato e concluso con la Commissione europea permetteranno di introdurre alcune importanti novità: l’incremento del contributo a fondo perduto concesso alle imprese agricole su tutto il territorio nazionale; l’introduzione del nuovo concetto di autoconsumo condiviso (comunità energetiche rinnovabili) e l’eliminazione totale, in diversi casi, del vincolo di autoconsumo».

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In copertina, agrivoltaico sui tetti di un allevamento caprino in Friuli Venezia Giulia.

“Top Vini Fvg” debutta al Vinitaly: ecco tutti i premiati della nuova Guida

(g.l.) Giù il sipario su un Vinitaly di grande successo. E proprio nella giornata conclusiva dell’importante Salone enologico è stata presentata in anteprima, come avevamo annunciato ieri, “Top Vini Friuli Venezia Giulia”, la Guida che è arrivata alla sua terza edizione carica di buone notizie e di novità che portano ad un nuovo e positivo miglioramento della capacità vitivinicola della nostra regione. Il vademecum nasce proprio per orientare la scelta tra i tanti vini prodotti da eccellenti aziende, grandi e piccole, del Vigneto Fvg, per gli appassionati e i turisti nazionali e internazionali.

Valdesolo, Gambarotto, Pittia e Lovo.

La Guida contiene la valutazione di oltre 200 vini degustati da una commissione di assaggio costituita da 100 esperti tra enologi, enotecnici, periti agrari e agronomi (lo scorso anno erano 78) capitanata da Matteo Lovo, presidente di Assoenologi Fvg, e coordinata da Paolo Valdesolo. esperto e notissimo enologo di lungo corso e con una forte visione per il futuro del settore. Il volume è stato presentato ieri nel mega-stand dell’Ersa ed è un concentrato di informazioni con lo scopo di mettere a disposizione dei consumatori un confronto obiettivo e ricco di spunti per una scelta sempre più consapevole del consumo e della degustazione di vini del ricco patrimonio del Friuli Venezia Giulia. La seconda finalità è quella di creare un movimento di crescita e di sviluppo del mercato dei nostri vini, con nuove consapevolezze e il bagaglio di una tradizione che deve guardare alle nuove generazioni, con modalità e scelte di consumo nuove, considerazioni che guideranno la produzione dei vini di domani. Oltre alla collaborazione consolidata con Promoturismo Fvg, questa edizione della Guida ha continuato l’accordo di promozione con AgrifoodFvg e il marchio Io sono Friuli Venezia Giulia.
Alla presentazione si sono alternati gli interventi di Nicolò Gambarotto, che pubblica la Guida con Editoriale Top, Tiziana Pittia, di Espressione che ha svolto il compito di segreteria e art direction e comunicazione, i citati Valdesolo e Lovo, nonché Michele Bonelli, responsabile delle degustazioni di Assoenologi. Tutti hanno sottolineato l’importanza della Guida come punto di riferimento per il settore vitivinicolo della regione anche per le straordinarie capacità dei singoli produttori di creare, sperimentare e provare nuove strade che porteranno sicuramente il Friuli Venezia Giulia a riemergere con rinnovata forza nel posizionamento dei suoi vini sia a livello nazionale che internazionale. Al termine dei vari interventi, sono stati annunciati gli attestati di merito per i vini che hanno ottenuto dalla commissione di degustazione le quattro T con un punteggio tra i 90 e i 100 punti. E questi sono ben 33! Tutti i riconoscimenti verranno consegnati a fine a aprile durante un incontro in Friuli.

Un momento della presentazione a Verona.

ECCO I VINI TOP

Annalisa Zorzettig Friulano 2020 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Attems Sauvignon Blanc 2020 DOC Collio 4T
Bidoli Traminer aromatico 2021 DOC Friuli Grave 4T
Conte d’Attimis Maniago Friulano 2021 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Cozzarolo Friulano 2021 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Grappolo d’oro SS Friulano 2021 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Grappolo d’oro SS Refosco dal Peduncolo Rosso 2021 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Lorenzonetto Cav. Guido Merlot 2021 IGT Venezia Giulia 4T
Manià Friulano 2021 DOC Collio 4T
Muzic Malvasia 2021 DOC Collio 4T
Petrucco Malvasia 2021 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Petrucco Bianco 2020 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Petrucco Refosco dal Peduncolo Rosso 2019 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Scarbolo Pignolo 2018 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Scubla Roberto Friulano 2021 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Scubla Roberto Refosco dal Peduncolo Rosso 2020 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Tenuta Villanova Pinot grigio 2021 DOC Collio 4T
Tenute Tomasella Friulano 2015 DOC Friuli Grave 4T
Valpanera Refosco dal Peduncolo Rosso 2018 DOC Friuli Aquileia 4T
Venica e Venica Sauvignon 2021 DOC Collio 4T
Venica e Venica Friulano 2021 DOC Collio 4T
Vigna Traverso Merlot 2019 DOC Friuli Colli Orientali 4T
Villa Russiz Malvasia 2021 DOC Collio 4T
Villa Russiz Sauvignon 2021 DOC Collio 4T
Villa Russiz Merlot 2018 DOC Collio 4T
Meroi Sauvignon 2021 IGT Friuli Colli Orientali 4T
Caccese Malvasia 2021 DOC Collio 4T
Di Gaspero Friulano 2021 DOP Friuli Colli Orientali 4T
Cossettini Lorenzo Ramandolo 2020 DOCG Ramandolo 4T
Zuani Bianco 2021 DOC Collio 4T
Zuani Bianco 2018 DOC Collio 4T
Valle Friulano 2019 DOP Friuli Colli Orientali 4T
Borgo Conventi Sauvignon 2021 DOC Collio 4T

Sono anche stati annunciati i premi speciali autoctoni Friulano e Refosco dal Peduncolo rosso:

Muzic – Friulano 2021 Doc Collio
Petrucco – Refosco dal Peduncolo rosso 2019 Doc Friuli Colli orientali

Infine, ecco una descrizione della Guida. Formata da 160 pagine, con la presentazione delle cantine aderenti e uno speciale dedicato agli autoctoni Friulano e Refosco dal Peduncolo rosso a cura di Claudio Fabbro, vini ai quali la commissione di assaggio ha appunto destinato due premi speciali. Nelle pagine di presentazione delle aziende sono contenuti i vini presentati alla degustazione e le valutazioni della commissione, con un’indicazione sul prezzo di acquisto dei vini per chi fornito la sua fascia. Nella descrizione delle aziende si trova una serie di informazioni utili sul metodo di coltivazione dei vigneti, il metodo di raccolta, la vinificazione e l’affinamento in cantina, e, argomento sempre più interessante, la sostenibilità ambientale. Le schede delle cantine, inoltre, ospitano i servizi offerti come l’attività agrituristica (pernottamento, ristorazione) e la possibilità di effettuare acquisti online attraverso il proprio e-commerce. Tutti i testi sono pubblicati in italiano, inglese e tedesco, organizzati sulla stessa pagina per migliorare l’esperienza di lettura da parte di tutti. La Guida è stata realizzata dallo Studio Tecnico Agrario Cattaruzzi del perito agrario Giovanni Cattaruzzi e da Espressione, Smart Communication, società di marketing e di comunicazione. La pubblicazione è a cura dell’Editoriale Top, già noto per Top – Taste of Passion e altre numerose iniziative. La Guida sarà distribuita nelle edicole ed è acquistabile pure online sul sito www.toptasteofpassion.it. E per concludere alcuni numeri: 60 le aziende partecipanti, 200 i vini sottoposti alla valutazione degli esperti, 100 gli assaggiatori tra enologi ed enotecnici, periti agrari e agronomi; 5 mila le copie stampate per la prima edizione.

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In copertina, la famiglia Muzic premiata per il Friulano 2021 Collio; qui sopra, Fabjian con l’enologo Paolo Valdesolo.

Macché grilli o carne finta! “Asparagus” ci tiene legati alle eccellenze del Friuli

di Giuseppe Longo

UDINE – «In tempi in cui sentiamo quotidianamente parlare di cibi sintetici, è un onore sostenere una manifestazione come “Asparagus”, che fonda la sua storia nella tradizione, nella naturalità della produzione della nostra terra, e che la valorizza. Al Ducato dei vini va dunque il nostro plauso, per la qualità che ripropone di edizione in edizione, promuovendo una delle eccellenze del territorio elaborate con creatività dai migliori chef». Sono le parole con cui Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, ha suggellato, ieri mattina in sala Valduga, l’incontro per la presentazione della nuova edizione, la 23ma, di “Asparagus”, la fortunata manifestazione enogastronomica promossa e organizzata dallo stesso sodalizio della vite e del vino, appunto, con il sostegno dell’ente camerale, della Fondazione Friuli e del marchio Io sono Friuli Venezia Giulia. Quindi niente grilli o insetti vari, e tanto meno carne sintetica, finta o “coltivata” che dir si voglia – peraltro vietata in Italia -, ma grande desiderio di rimanere saldamente ancorati alle eccellenze della nostra tradizione agroalimentare. E una di queste è proprio l’asparago friulano – bianco o verde, a seconda delle preferenze – dalle tante virtù organolettiche e nutrizionali.

Alessandro Salvin e Giovanni Da Pozzo.


A Da Pozzo ha fatto eco il duca Alessandro I, il quale, richiamandosi brevemente alla storia della manifestazione (dapprima biennale), ha subito detto che nei nove ristoranti del circuito piatto comune per tutti «sarà il classico, ma sempre di grande fascino e incomparabile gusto, “asparagi e uova”. Lasciamo poi alla fantasia degli chef declinare gli altri piatti nei vari e ricchi menù, che avranno sempre come denominatore comune l’asparago, sia esso il celebre e imponente bianco o il verde, che i vari produttori friulani ormai sparsi nelle aree dell’intera regione non mancheranno di fornire». E i vini? Quelli in abbinamento saranno ovviamente i grandi bianchi del Vigneto Fvg «lasciando però anche spazio – ha precisato il leader del Ducato, al secolo Alessandro Salvin – a qualche rosso in cerca di avventure». E uno di questi potrebbe essere lo Schioppettino di Prepotto o di Cialla, ipotesi che ha subito affascinato Mariaclara Forti, sindaco del piccolo Comune in riva al Judrio, presente all’incontro e sempre in prima linea per la valorizzazione dei prodotti della prestigiosa sottozona dei Colli orientali del Friuli.
Questa edizione di “Asparagus” avrà la novità di tre nuovi ristoranti inseriti nel tradizionale circuito per gourmet e sommelier: Hostaria alla Tavernetta di Udine, Eataly a Trieste e Il Pedrocchino di Sacile, che si vanno ad aggiungere agli storici ristoranti, appunto, Al Grop di Tavagnacco, Là di Moret a Udine, Lokanda Devetak a San Michele del Carso, Da Nando a Mortegliano, La Dinette a Grado e Da Toni a Gradiscutta di Varmo: un applauso affettuoso è andato a Elisabetta Morassutti che ha deciso di portare avanti la storica attività nel ricordo del padre Aldo, scomparso lo scorso anno. «Manca ancora – ha fatto osservare Salvin – la montagna, ma è una lacuna che cercheremo di colmare fin dalla prossima edizione».

Asparagi bianchi…

… e verdi.

“Asparagus 2023” prenderà, dunque, il via il 14 aprile prossimo al ristorante Al Grop di Tavagnacco. Fu proprio in questo rinomato locale, all’ombra del campanile, che tutto cominciò nel lontano 1981, mettendo a frutto una felice idea degli indimenticabili Elio Del Fabbro e Isi Benini, giornalista il secondo con la passione innata dell’enogastronomia e strenuo difensore delle peculiarità del Friuli (ricordate la bellissima rivista “Il Vino”?). Andrà in scena uno speciale evento a tavola come quelli che seguiranno nei venerdì consecutivi fino al 2 giugno in cui si svilupperà il sicuramente coinvolgente percorso gastronomico-culturale.
Questo, pertanto, il calendario dopo la serata inaugurale di Tavagnacco, la “capitale” storica dell’asparago bianco friulano: 21 aprile – Là di Moret Udine; 28 aprile – Lokanda Devetak San Michele del Carso; 5 maggio – Da Nando Mortegliano; 12 maggio – Eataly Trieste; 19 maggio – La Dinette Grado; 26 maggio – Da Toni Gradiscutta di Varmo; 2 giugno – Hostaria alla Tavernetta Udine, in contemporanea con Il Pedrocchino Sacile.
Ricordiamo, infine, le zone tipiche di produzione dell’asparago, sebbene oggi sia coltivato anche in altre aree della regione, fra cui quelle pordenonesi di Casarsa e Cordenons: Tavagnacco, Tricesimo, Latisana, Fiumicello, San Vito al Torre, nonché Fossalon, Cormons, Sant’Andrea, Moraro e Medea nel Goriziano. I suoi ottimi valori nutrizionali contribuiscono al benessere di chi lo assapora e il suo sapore delicato dona ai piatti un gusto raffinato ricco di sempre nuove emozioni. I bianchi turioni già da metà Settecento venivano coltivati sulle colline moreniche e ve n’è ampia traccia nei bollettini agricoli del tempo. Inoltre, si narra come questo ortaggio fosse molto amato dall’imperatrice d’Austria Maria Teresa, il cui nome è rimasto indissolubilmente legato allo sviluppo di Trieste. E gli asparagi recapitati a corte fecero conoscere il prodotto friulano anche in Oltralpe, favorendo in tal modo il suo commercio nell’area viennese. Ma questa è storia. Passando, invece, all’attualità non resta che aspettare il via di “Asparagus 2023”, incamminandoci poi nelle nove affascinanti e gustose tappe.

Sala Valduga in Cciaa a Udine.