TreeArt Festival al via a Buttrio: oggi ci sarà un’anteprima di riflessione

Ai nastri di partenza a Buttrio la quarta edizione di TreeArt Festival che mette in dialogo cultura, arte contemporanea, spettacolo e divulgazione scientifica sui grandi temi della sostenibilità ambientale, con particolare attenzione quest’anno al tema della Siccità, titolo dell’edizione.

Stefano Ferretti


In attesa dell’inaugurazione ufficiale di domani alla presenza di Filippo Giorgi (Villa di Toppo Florio alle 17.30), tra i massimi rappresentanti della climatologia mondiale, l’edizione sarà aperta, nella giornata odierna, da una serie di tavoli di lavoro partecipati a cura del Comitato scientifico, composto dall’arboricoltore e tree-climber Pietro Maroè, dall’ecologo forestale e docente dell’Università di Sassari Fabio Salbitano e dal dottore forestale e giornalista Paolo Mori. Quattro incontri tematici di confronto che coinvolgeranno esperti e comuni cittadini chiamati a dialogare su: “Quali alberi per far fronte al clima che verrà?”, “Come gestire gli alberi in città per contenere le emissioni?”, “Come progettare le città per avere un verde che fa risparmiare acqua?” e, infine, il tavolo “Un clima che cambia” per ragazzi e ragazze dai 15 ai 25 anni.
Sempre oggi in programma anche l’incontro pubblico con Stefano Ferretti dell’Esa- European Space Agency, impegnato negli ultimi 20 anni in contesti di sviluppo di tecnologie spaziali all’avanguardia: alle 16 nella sala conferenze della Villa interverrà su “L’osservazione satellitare della terra per il monitoraggio della siccità”, ovvero come i dati satellitari possono aiutare a prevenire le conseguenze negative della mancanza d’acqua e aiutare a promuovere una gestione sostenibile delle risorse idriche. Tra gli ospiti e gli eventi del festival anche la compagnia Bellanda con lo spettacolo site specific “Arido” e la vernice dell’intervento di arte pubblica “Choose. Fai la tua mossa”, entrambi nel pomeriggio di domani, la cantante e attrice di origine somala Saba Anglana, con il suo ultimo progetto di spettacolo-concerto “La mia geografia” (nella serata di sabato) e, a chiusura domenica 16 luglio, il concerto del pianista Matteo Bevilacqua con Roma Tre Orchestra e la prima a Buttrio, dopo il passaggio all’ultimo Trento Film Festival, dell’ultimo film del regista friulano Marco Rossitti “Custodi”.

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In copertina, una scena di “Arido” lo spettacolo che sarà presentato a Buttrio.

 

Tazzelenghe e Vitovska due perle del Vigneto Fvg: i libri di Stefano Cosma domani saranno protagonisti a Grado

(g.l.) Si parlerà di vini – e che vini! – domani pomeriggio nell’ambito di Libri & autori a Grado. Al Velarium della Git, alle 18, il giornalista ed esperto del settore vitivinicolo, Stefano Cosma, presenterà infatti i suoi libri Vitovska. Frutto del Carso e Tazzelenghe. Il vino friulano “taglia-lingua” nato in terra longobarda. L’autore – dalla cui penna sono usciti numerosi e interessanti libri dedicati al Vigneto Fvg – sarà intervistato da Leonardo Tognon e, nell’occasione, Tullio Svettini di Grado Teatro leggerà poesie di Biagio Marin. Al termine seguirà una degustazione di rinomate etichette ovviamente dei due vini.

La Vitovska…

…e il Tazzelenghe.

Mentre della Vitovska, grande bianco del Carso (assieme alla Malvasia), si sa tutto o quasi, del Tazzelenghe si sa invece sicuramente un po’ di meno. Si tratta infatti di un vino, cosiddetto di nicchia, ottenuto da un vecchio vitigno autoctono friulano, fortunatamente salvato, al quale hanno dedicato un libro scritto a quattro mani proprio Stefano Cosma e Angelo Costacurta – vera autorità in materia -, colmando così le lacune di conoscenza esistenti. “Tazzelenghe. Il vino friulano “taglia-lingua” nato in terra longobarda” è appunto il titolo del volume pubblicato da Kellermann Editore, proprio da oggi in libreria.
Ricordiamo che il vitigno, appartenente alla famiglia dei Refoschi, è originario dell’area più meridionale dei Colli orientali del Friuli – che proprio in questi giorni festeggerà i primi cinquant’anni di vita del Consorzio di tutela, nel quale si riconosce anche la Docg Ramandolo -, con particolare riguardo agli storici vigneti dell’Abbazia di Rosazzo, della vicina Buttrio, ma anche del Cividalese. Il volume di Cosma e Costacurta si apre con l’introduzione di Ian D’Agata e riporta testi anche di Enos Costantini e Francesca Costaperaria. Fa parte della collana Grado Babo, diretta dallo stesso Angelo Costacurta e da Sergio Tazzer. Un importante contributo, insomma, alla conoscenza della vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia, famosa in tutto il mondo per i suoi grandi e inimitabili vini bianchi, ma che pure con i rossi sa dire una parola autorevole. E il Tazzelenghe ne è un esempio, per cui si tratta di una varietà che sicuramente merita di essere maggiormente coltivata. Dopotutto il nome è così suggestivo che di certo non mancherà di suscitare interesse fra un numero sempre maggiore di consumatori affezionati ai vini del Vigneto Fvg.

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In copertina, Stefano Cosma autore dei due libri che saranno presentati a Grado.

 

 

 

Pescatori “San Vito”, dalla barca al piatto con la guida affidata a Sandro Caporale

La recente assemblea degli oltre 160 soci della OP Cooperativa Pescatori “San Vito”, di Marano Lagunare, ha portato molte novità nel gruppo dirigente e nella progettualità dell’impresa di pesca nata nel 1951 e punto di riferimento della blu economy della Riviera friulana. Per la prima volta, infatti, per dare nuova linfa e slancio alla cooperativa, alla presidenza è stato eletto un tecnico: Sandro Caporale, vicepresidente regionale di Manageritalia, che commenta: «Su indicazione dell’assemblea sociale e di Confcooperative Fvg, Associazione di categoria alla quale la cooperativa di pescatori aderisce, mi sono messo a disposizione, con un incarico biennale, per affrontare con determinazione e impegno i tanti passaggi che ci aspettano, nel futuro prossimo, e realizzare le progettualità che il vecchio consiglio di amministrazione, in buona parte, aveva già disegnato».

Sandro Caporale


«Di questo progetto – spiega l’ex presidente e attuale consigliere d’amministrazione, Riccardo Milocco – fa parte il trasferimento della gestione diretta del Mercato Comunale la cui convenzione scadrà a fine mese di luglio, l’esternalizzazione di alcuni servizi amministrativi, e il riconoscimento europeo, avvenuto nei primi mesi del 2023, del passaggio da cooperativa a Organizzazione di produttori».
Nonostante alcuni anni di difficoltà, derivate pure dai cambiamenti biologici e ambientali avvenuti in laguna, l’OP “San Vito” mantiene un fatturato annuo di circa 7 milioni di euro e si avvia a realizzare un nuovo progetto assai ambizioso anche grazie al sostegno di Confcooperative Fvg e di FondoSviluppo Fvg che, complessivamente, hanno messo in campo 380 mila euro da aggiungere ai 500 mila euro che i soci hanno versato come capitalizzazione.
«Entro un anno, la nuova casa della Op “San Vito”, in quello che oggi è il Centro Spedizione Molluschi, sarà completata – aggiunge Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative Fvg -. Oltre ai molluschi, verranno lavorati tutti i pesci della flotta maranese che prenderanno la via del dettaglio con la realizzazione di impianti di lavaggio e preparazione del pescato. Ci sarà pure lo spazio per una pescheria vera e propria dove i consumatori potranno acquistare direttamente il frutto del lavoro quotidiano dei soci della OP. Dunque – conclude Galluà – il progetto sarà più in linea con la razionalizzazione della gestione, con l’aumento dei servizi forniti ai soci e con la valorizzazione della risorsa locale pesce con un occhio di riguardo per ciò che, in questi anni, chiedono i consumatori (turisti compresi): possibilità di acquisto di prodotti tipici, al giusto prezzo e con il minor numero di intermediari possibili accorciando la filiera “dalla barca del pescatore al piatto”».

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In copertina, alcuni pescherecci all’ormeggio e pronti a salpare a Marano Lagunare.

Mappa del Sapore che compie 20 anni festeggia Lignano e laguna di Marano

Lignano Sabbiadoro “compie” 120 anni. La Mappa del Sapore, guida pratica pubblicata da Confcommercio Udine dedicata ai migliori ristoranti e locali da scoprire nelle diverse aree del Friuli, ne compie ben 20 ed esce quest’anno con un’edizione speciale dedicata proprio alla località di punta del turismo regionale, con “incursioni” di gusto anche nella laguna di Marano. «Dei bei traguardi e un bel modo per festeggiarli», commenta il presidente della Camera di Commercio Pordenone-Udine, Giovanni Da Pozzo, che anche questa volta tiene a battesimo il volumetto, presentato da Alessandro Tollon, vicepresidente di Confcommercio Udine, ideatore della Mappa con Enrico Accettola di Emporio Adv, dall’assessore regionale al turismo e attività produttive, Sergio Emidio Bini, dal sindaco e dal consigliere delegato Laura Giorgi e Massimo Brini. Per presentare alla stampa la Mappa 2023, un’ambientazione suggestiva: un giro al largo della costa lignanese a bordo della Motonave Saturno, punto di riferimento per l’organizzazione di minicrociere che accompagnano turisti e appassionati alla scoperta della laguna, dei sapori e delle tradizioni locali.

Gli intervenuti alla presentazione a Lignano.


«È con rinnovata gioia che accompagno il mio saluto, da parte della Cciaa, alla nascita di questa nuova edizione – aggiunge il presidente Da Pozzo –. Sempre più, finalmente, stiamo riuscendo a capitalizzare il valore dalla nostra storia, cultura e arte, di un saper fare unico, che va dall’artigianato fino alla ristorazione di eccellenza, rinomata nel mondo. In passato, solo pochi intenditori viaggiavano per scoprire l’enogastronomia dei territori, invece negli ultimi anni il turismo enogastronomico è tra i settori di maggior traino. Complimenti dunque agli ideatori e ai selezionatori di eccellenze e un augurio di bella vita a questa nuova Mappa del Sapore, con un traguardo che festeggia anche un’importante ricorrenza per la località balneare a cui è dedicata».
Come ricorda Tollon, «la Mappa fa parte di una collana che ha toccato negli anni anche i territori di Udine, San Daniele, dell’Alto Friuli e la zona Cividale-Cormons. Quest’ultima edizione censisce 58 tra ristoranti, trattorie, wine bar, osterie e gastronomie da Lignano a Marano. E sono 58 validissimi motivi in più che diamo a cittadini e turisti per visitare il nostro mare e la nostra laguna». La guida, disponibile in tre lingue (italiano, inglese e tedesco) è realizzata come detto in collaborazione con Cciaa Pn-Ud e Promoturismo Fvg e gode del sostegno di sponsor come Bancater , Lis Neris, Pasta Sapori di casa, Oro caffé, Ma.in.Cart., Lignano Holiday e Doggy Beach. «In 20 anni ne abbiamo distribuite circa 300mila copie – evidenzia ancora Tollon –. Ormai è molto richiesta, perché fa conoscere i locali anche fuori dalle vie più affollate, soffermandosi sulle tante eccellenze, i luoghi più intimi e magari conosciutissimi e apprezzati dai cittadini del luogo e tutte le novità di recente avvio».
Un progetto più che consolidato, dunque apprezzato dagli operatori economici e dal turista. Come ha evidenziato infatti l’assessore Bini, «la stagione estiva a Lignano si è aperta nel migliore dei modi, tra grandi eventi e concerti, produzioni televisive nazionali e soprattutto un numero di visitatori in costante crescita. Basti pensare che soltanto nei primi cinque mesi dell’anno le presenze turistiche sono cresciute di circa il 22%. Il segreto di questo successo risiede in un territorio unico nel suo genere, oltre che nella passione e nella professionalità degli operatori locali. Elementi che ritroviamo descritti all’interno della nuova edizione della Mappa del Sapore, che ben racconta il saper fare artigiano e le eccellenze del gusto tipiche di Lignano e della laguna retrostante. Un plauso, dunque, ai curatori, per aver aperto a tutti – turisti e residenti – lo scrigno di quel grande tesoro che è l’enogastronomia del Friuli Venezia Giulia».
Oltre alla nuova pubblicazione, è possibile visionare e scaricare anche tutte le mappe della collana sul sito dedicato, www.mappadelsapore.it. Le mappe sono inoltre sono distribuiti negli infopoint della regione e vengono anche portate alle fiere internazionali, con particolare attenzione al turista austriaco e bavarese.

Pinot con un tocco di Refosco, ecco Rame il nuovo gioiello della famiglia Collavini

Collavini presenta l’annata 2021 di Rame, un vino nato da uve di Pinot e Refosco dal peduncolo rosso che vuole interpretare la tradizione friulana del bianco ramato in chiave internazionale. Questo approccio distintivo caratterizza da sempre la filosofia della storica azienda vitivinicola di Corno di Rosazzo che si propone di coniugare la cultura del territorio a uno spirito più cosmopolita.

Manlio Collavini con i due figli.

Sin dai tempi della Repubblica Serenissima di Venezia si documenta la vinificazione a contatto con le bucce, processo che permetteva al vino di ottenere un caratteristico colore ramato. Una tecnica rappresentativa di una zona specifica, il Triveneto, con un fondamentale centro di produzione nella regione Friuli. Un’interpretazione testimone del tempo che, con il successo della vinificazione in bianco della varietà, rischiava di scomparire e che attraverso l’operazione di riscoperta portata avanti dalle aziende vitivinicole locali, come Collavini, ha visto la sua rinascita.
«Rame rappresenta il nostro omaggio alle tradizioni enologiche del Friuli – spiega Luigi Collavini, titolare dell’azienda assieme al fratello Giovanni e al padre Manlio –. Tutto è iniziato con l’annata 2020, che ha assunto il ruolo da apripista nel raccontare tre anni intensi, densi di prove e sperimentazioni, che ci hanno portato a trovare quello che riteniamo essere un equilibrio perfetto per il nostro primo rosé. Questo vino nasce dalla stessa filosofia dei suoi fratelli maggiori, il MoRe e il BiancoCollavini, e segue la strada da loro tracciata nell’unire una varietà autoctona a un’uva internazionale. Oggi con Rame 2021 continuiamo a portare nel bicchiere le usanze del territorio, abbinate alla finezza e all’eleganza che hanno accompagnato sin dall’inizio la nostra visione nel mondo enologico».
Dopo un’attenta selezione durante la vendemmia settembrina, Rame prosegue la sua evoluzione con la macerazione del Pinot sulle bucce a contatto con il mosto, un processo essenziale per dare il caratteristico colore che ricorda le sfumature del metallo da cui il vino prende il nome. Le nuances ramate sono esaltate anche da un tocco di Refosco dal peduncolo rosso, le cui uve vengono raccolte in cassetta per evitare il minimo ammostamento, poi diraspate e lasciate macerare brevemente prima della pressatura soffice. La successiva fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata, così da preservare le caratteristiche tipiche dei due vitigni e donare una piacevole freschezza al vino.
Quello di Rame è un sorso armonico ed equilibrato, dall’intenso profumo agrumato e delicati sentori minerali, che chiude con una persistente nota aromatica, ideale sia a tavola che come aperitivo. Rame Igt Venezia Giulia 2021 è disponibile nello shop online di Collavini e in enoteche selezionate a partire da 12,70 euro.

La vendemmia tradizionale.

Collavini, una storia di famiglia che inizia più di un secolo fa e che continua oggi raccontando nel calice il migliore Friuli enoico. Nel 1896 Eugenio Collavini inizia a commerciare vino alle nobili famiglie udinesi. Il testimone passa poi al figlio Giovanni, che guiderà l’azienda tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. La svolta avviene con l’ingresso di Manlio, che con uno sguardo rivolto al futuro porterà Collavini e i vini friulani alla ribalta sui mercati internazionali. Nel 1971 nasce Il Grigio, spumante da uve Pinot grigio e Chardonnay, probabilmente il primo prodotto con metodo Martinotti in Friuli. Alla fine del decennio, Manlio con spirito pionieristico produce uno spumante a base di Ribolla gialla: un successo che gli varrà l’appellativo “Il Signore della Ribolla gialla”. Proprio queste uve, nella versione Brut, danno vita al Metodo Collavini, innovando la tecnica enologica friulana del tempo. Oggi Giovanni e Luigi, figli di Manlio, guidano l’azienda con attenzione alla qualità e voglia di sperimentare. Collavini produce un milione e mezzo di bottiglie, esportandone circa il 50%. I mercati di riferimento esteri più importanti sono Canada, Usa, Germania, Regno Unito, Thailandia e Giappone.

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In copertina, vigneti dell’azienda Collavini sulle colline di Corno di Rosazzo.

La “carta geografica” di Livio Felluga va in archivio: in settembre i nuovi Colloqui tra le vigne di Rosazzo

di Giuseppe Longo

MANZANO – E ora arrivederci a settembre. La famosa “carta geografica” di Livio Felluga, ripiegata con cura e riposta in archivio, sarà infatti riaperta fra un paio di mesi, quando, alle porte dell’autunno e con la nuova vendemmia ormai in corso, ritorneranno “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”.

Nella splendida cornice del millenario complesso abbaziale di Rosazzo, in questo suggestivo angolo dei Colli orientali del Friuli premiato da una prestigiosa Docg – la denominazione di origine controllata e garantita, massimo riconoscimento alla qualità di un vino -, si è tenuto, infatti, l’ultimo appuntamento con i dieci incontri letterari del ciclo primavera-estate (erano cominciati in marzo) protagonisti lo scrittore Gianni Dubbini Venier – veneziano ma con origini anche friulane – e la fotografa Angelica Kaufmann, che hanno presentato il loro suggestivo racconto contenuto nel libro “L’Avventuriero. Sulle tracce di Niccolò Manucci da Venezia allo stretto di Hormuz” pubblicato per Neri Pozza editore. Un ricco reportage e una ricerca storica che hanno coinvolto e affascinato il pubblico che ascoltava gli autori con i quali ha intessuto un coinvolgente dibattito la giornalista Margherita Reguitti che cura la fortunata manifestazione culturale assieme a Elda Felluga – figlia dell’indimenticabile “patriarca del vino” scomparso ultracentenario alla fine del 2016 -, la quale ha colto anche l’occasione per ringraziare tutti i sostenitori dei “Colloqui”, a cominciare dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dal Comune di Manzano.
Un viaggio, insomma, quello dei nostri autori che ha ricalcato, dopo tre secoli, le orme di Niccolò Manucci, partito appena quattordicenne dal porto di Venezia per quell’avventura in Oriente dopo essere scappato di casa. La Serenissima, nel Seicento, rimaneva assieme a Lisbona, Amsterdam e Londra, una delle principali porte europee verso le sconfinate terre dell’Asia. A bordo di quel veliero il ragazzo venne reclutato da un aristocratico inglese, tale Lord Bellomont, impegnato in una delicata missione diplomatica alla corte di Persia. Appunto trecento anni dopo, tra l’estate del 2015 e l’inverno del 2016, l’autore si è messo sulle tracce di Niccolò Manucci assieme alla fotografa Angelica Kaufmann, macinando oltre cinquemila chilometri via terra, lungo un impervio tragitto, avventuroso come lo fu per il giovanissimo veneziano.


Tra le atmosfere di questo coinvolgente racconto – arricchito dalla proiezione di bellissime ed espressive immagini – si è dunque conclusa questa prima fase 2023 del “viaggio” di quella carta geografica con cui Livio Felluga ebbe la geniale idea di contraddistinguere le sue etichette, divenute proprio per questa loro caratteristica inconfondibili. Arrivederci, allora, alle porte dell’autunno in questo luogo carico di storia friulana, circondato da vigne che hanno rappresentato la “culla” di meravigliosi vitigni autoctoni che fortunatamente si sono potuti salvare dando un importante “valore aggiunto” alla già prestigiosa produzione del Vigneto Fvg, fattasi conoscere e apprezzare in tutto il mondo.

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In copertina, una splendida immagine dei vigneti di Rosazzo  colta da una finestra dell’Abbazia; all’interno, il saluto di Elda Felluga che ha accanto gli autori Gianni Dubbini Venier  e Angelica Kaufmann, e un momento dell’incontro: alle spalle dei relatori, una cartina indicante i luoghi del viaggio avventuroso.

“Città del vino”, sei medaglie Fvg: premiate a Roma Sesto al Reghena, Latisana, Premariacco e San Vito

Sei medaglie, di cui cinque d’oro, per le cantine situate in Città del Vino del Friuli Venezia Giulia al 21mo Concorso Enologico Internazionale Città del Vino 2023, la cui premiazione si è tenuta, alla presenza del ministro dell’Agricoltura e sovranità alimentare Francesco Lollobrigida e del sindaco Roberto Gualtieri, nell’aula Giulio Cesare a Roma in Campidoglio.

La cerimonia in Campidoglio.


«Un risultato eccezionale – ha commentato il coordinatore regionale delle Città del Vino, Tiziano Venturini, presente con il vicecoordinatore Maurizio D’Osualdo – che va a rendere merito ai nostri produttori, che oltre a dare vita a grandi vini sono i primi promotori dei propri territori e del Friuli Venezia Giulia».
Medaglia d’oro generale per Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito (Città del Vino di Sesto al Reghena), Azienda agricola Scluba Roberto (Città del Vino di Premariacco), Azienda agricola Bagnarol Franco (Città del Vino di San Vito al Tagliamento) e Azienda agricola Battista II di Lorenzonetto Mauro (Città del Vino di Latisana). Per quest’ultima anche una medaglia d’oro categoria forum e un argento forum. Presenti assieme ai produttori (tra cui il presidente di Ramuscello San Vito Gianluca Trevisan e Franco Bagnarol con i familiari) anche il sindaco di San Vito al Tagliamento Alberto Bernava e per Sesto al Reghena il sindaco Andrea Nonis e l’assessore Marco Luchin. Questa edizione ha visto la partecipazione di 1.300 vini, di cui 1.065 italiani e 222 stranieri (provenienti da 12 Paeesi) oltre a 80 grappe.
«L’atto conclusivo di un’edizione con grandi numeri, in crescita in Italia e all’estero – ha sottolineato il presidente nazionale Città del Vino, Angelo Radica – che fanno del concorso internazionale Città del Vino uno fra i più longevi e consolidati. Città del Vino cerca di far sentire meno soli i sindaci, riusciamo a fare rete, stando vicini nelle problematiche, nelle difficoltà quotidiane, non solo in fatto di promozione. Continuiamo a fare sistema e a stare vicino ai nostri territori, Comuni e cantine».
«Grande qualità a livello nazionale ed internazionale – ha affermato il ministro Lollobrigida -, naturalmente prevale quella italiana, anche in questa circostanza, e sono veramente contento che amministrazioni ed imprenditori, in una rete diffusa, promuovano un’eccellenza italiana che è il nostro sistema vitivinicolo. Naturalmente, ci sono anche delle grandi criticità che vanno affrontate: la protezione dall’Italian sounding, la protezione del nostro mercato, evitando che il nostro vino venga accusato di essere il problema, invece di una virtù che garantisce convivialità e benessere. A queste cose il sistema Italia deve saper rispondere nella maniera più attenta».

Il ministro Francesco Lollobrigida.

ANSA/ANGELO CARCONI

Infine, i saluti del sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri: «Roma ritorna ad ospitare le Città del Vino e questa manifestazione così bella dalla partecipazione straordinaria. Roma è anche il più grande Comune agricolo d’Italia, una città in cui si fa vino, abbiamo anche una Doc, stiamo cercando di lavorare sulla nostra food policy, sulla valorizzazione di questa dimensione verde, agricola, produttiva e in particolare, sulla produzione di vino come grande tratto identitario e punto di forza di tutto il Paese. Avervi qui è una gioia grandissima, vogliamo proseguire questo cammino comune e Roma è a disposizione per dare forza e qualità a questa straordinaria unicità e caratteristica del nostro Paese e dei nostri territori, forza non solo economica ma anche identitaria nel rapporto con il territorio e nello sviluppo sostenibile».

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In copertina, i rappresentanti delle cantine che sono stati premiati nella Capitale.

Friuli Colli orientali e Ramandolo, una zona Doc e Docg chiamata a sfide ancora più grandi nei prossimi cinquant’anni

«Il settore della vitivinicoltura è strategico per l’economia del Friuli Venezia Giulia. La Regione è stata impegnata in questi anni a valorizzare e promuovere i nostri prodotti di eccellenza, investendo per farli conoscere il più possibile nel resto d’Italia e all’estero. Credo, senza nulla togliere alle produzioni delle altre regioni italiane, che le tipicità del Friuli Venezia Giulia abbiano oggi maggiori potenzialità di ampliare la loro presenza sul mercato soprattutto nell’ambito dell’offerta di altissima qualità». È il messaggio che il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha portato alla presentazione degli eventi promossi dal Consorzio Doc e Docg Friuli Colli orientali Ramandolo per celebrare il 50° anniversario dalla fondazione.

La presentazione del cinquantenario.

«Ricordo che nella nostra regione – ha aggiunto Fedriga in videocollegamento – c’è una storicità delle produzioni vitivinicole che risale ad epoche lontanissime, addirittura al 180 a.C., frutto del lavoro dell’uomo su questa terra e tali da non poter essere replicate in alcuna altra parte del mondo. Dobbiamo far percepire questa qualità ai consumatori, diventare più performanti nella conoscibilità e riconoscibilità di questa nostra eccellenza, fare rete in modo che i nostri prodotti ricevano dal mercato anche il giusto riconoscimento economico. È necessario muoversi in modo coordinato e integrare enogastronomia, cultura e turismo in un unico sistema, sulla scia del lavoro svolto egregiamente dall’assessore Stefano Zannier in questi ultimi cinque anni. Le porte della Regione sono sempre aperte per favorire l’alleanza tra produttori e istituzioni», ha concluso il governatore.

La mappa della Doc-Docg.


Anche il titolare delle Risorse agroalimentari ha portato il suo personale saluto ricordando che «i prossimi cinquant’anni di attività del Consorzio presentano sfide più grandi di quelle già vinte nel passato. L’attività di sinergia richiamata più volte deve diventare usuale in tutta la regione”. Zannier ha ricordato che “in Friuli Venezia Giulia la media della superficie vitata in rapporto alla superficie agricola è il doppio delle altre regioni italiane. Questo anche per la costante ricerca in qualità. Il Consorzio Colli orientali è stato tra i primi a credere nel supporto tecnico alle imprese per migliorare le capacità produttive e per accrescere l’innovazione. Grazie alla continua collaborazione con Ersa, soprattutto nel mantenimento della salute del “vigneto Friuli” abbiamo raggiunto i livelli che oggi ci caratterizzano». L’assessore ha poi rivendicato «il successo della strategia regionale che ha voluto suddividere le competenze tra Ersa e PromoTurismoFvg rendendo la promozione e la comunicazione più efficaci».
Riferendosi poi all’esperienza della Tasting Academy diretta da Matteo Bellotto all’interno del Consorzio, Zannier ha elogiato «l’approccio che supera il concetto di azienda puntando sul concetto di territorio: questa è la strada giusta. Non possiamo permetterci di rincorrere, dobbiamo anticipare i tempi e attivare la corretta promozione di tutto il territorio, presentandoci come Friuli Venezia Giulia in quanto capitale unitario». Ricco il calendario degli eventi proposto dal Consorzio per le celebrazioni del cinquantesimo anniversario che avrà il suo clou nell’aperitivo sul Ponte del Diavolo a Cividale il 15 luglio cui seguirà la cena con i vignaioli nei ristoranti della città. Maggiori informazioni sul sito del Consorzio (www.colliorienatli.com).

Vendemmia a Ramandolo.

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In copertina, una splendida immagine della zona vitivinicola dei Colli orientali.

 

“Gustosa Sappada”, ultimi due giorni con la rassegna gastronomica della vallata

«La Regione plaude a iniziative come “Gustosa Sappada” che hanno il merito di coinvolgere attori protagonisti del nostro territorio, valorizzandone ed esaltandone i prodotti tipici. È importante proporre ai turisti la più ricca offerta possibile di attività e servizi che si affiancano alle nostre bellezze naturalistiche e paesaggistiche. In questo senso, le eccellenze enogastronomiche e le tradizioni ad esse collegate sono uno degli elementi che rendono il Friuli Venezia Giulia una delle mete più ricercate e apprezzate dai visitatori italiani e stranieri». Lo ha detto a Udine l’assessore regionale al Turismo, Sergio Emidio Bini, intervenuto alla presentazione della quarta edizione di “Gustosa Sappada” alla presenza, tra gli altri, dell’assessore al Turismo del Comune montano Silvio Fauner e al direttore del Consorzio Sappada Dolomiti turismo Monica Bertarelli. Il festival della gastronomia di montagna, cominciato il primo luglio, si concluderà domani: in questi giorni si è articolato tra le proposte di menu delle attività di ristorazione del luogo, esposizioni di prodotti agroalimentari della montagna friulana e incontri a tema con il pubblico.

Bini (a destra) con Bertarelli e Fauner.

L’esponente della Giunta Fedriga ha messo in evidenza il forte impegno della Regione Fvg a supporto dei consorzi, dei Comuni e degli addetti alla ristorazione, ricordando la valenza della loro attività per la promozione e valorizzazione del territorio, e ha sottolineato come “Gustosa Sappada” sappia configurarsi come evento attrattivo tramite un’offerta variegata di iniziative che uniscono enogastronomia e attività all’aria aperta.
Entrando nel dettaglio del programma, per tutte le giornate del festival venti attività tra ristoranti, rifugi, pasticcerie e un panificio di Sappada e Forni Avoltri hanno proposto un menu ad hoc sul tema scelto per il 2023, ovvero il formaggio fresco al dragoncello “Saurnschotte” che, lo scorso anno, ha ottenuto il primo presidio Slowfood di Sappada. Oggi e domani, lungo il sentiero silvo pastorale numero 5 che si sviluppa sopra le borgate vecchie di Sappada da Ecche a Muhlbach, si terrà la mostra mercato di prodotti agroalimentari di Sappada e di altre località di montagna del Friuli Venezia Giulia coinvolte nell’iniziativa. Per quanto riguarda gli incontri con il pubblico in calendario nelle due giornate conclusive dell’evento, si parlerà di cucina del territorio con l’autrice Barbara Pascoli e di produzione casearia in compagnia di esperti del settore, in particolare con il gastronauta di Sappada Massimo Casciaro e il giornalista Giuseppe Cordioli.
Saranno ospiti di “Gustosa Sappada” giornalisti della stampa nazionale, tra cui il vicedirettore del Tg5 Giuseppe De Filippi e i corrispondenti di Studio Aperto Paolo Brinis e Fabrizio Filippone. Previsti, infine, alcuni pacchetti turistici con prezzi agevolati che, oltre al vitto e al pernottamento, includono anche attività a scelta tra sport, degustazioni e passeggiate naturalistiche.

TreeArt Festival, anteprima a Buttrio sul tema acqua protagonisti i bambini

A pochi giorni dalla partenza ufficiale della sua quarta edizione, TreeArt Festival – la manifestazione ideata e promossa dal Comune di Buttrio che mette in dialogo cultura, cinema, spettacolo, arte contemporanea e divulgazione scientifica sui grandi temi della sostenibilità ambientale – propone un’anticipazione al cartellone con un doppio appuntamento per la giornata di oggi, 8 luglio. Il Parco di Villa di Toppo Florio, sede ufficiale del festival, ospiterà infatti alle 18.30 uno spettacolo per i più piccoli, “L’acqua magica”, con narrazione e pittura dal vivo, organizzato in collaborazione con Ert Fvg. Un’attività id sensibilizzazione ambientale per le nuove generazioni che parte dal racconto di una fiaba che mette al centro l’importanza dell’acqua. Tra prodi cavalieri, streghe e oscuri poteri, il racconto – che si ispira alla fiaba russa di Afanasjev – vede interagire la narrazione di Annalisa Cracco con la pittura dal vivo di Gianni Franceschini, che trasfigura nei suoi quadri alcuni protagonisti della storia. Attesa, poi, alle 21.30 la proiezione del film di Paolo Virzì “Siccità”, realizzata in collaborazione con Cec-Centro Espressioni Cinematografiche: a Roma non piove da tre anni e la mancanza d’acqua stravolge regole e abitudini. Nella città che muore di sete e di divieti si muove un coro di personaggi, giovani e vecchi, emarginati e di successo, vittime e approfittatori. Le loro esistenze sono legate in un unico disegno, mentre cercano ognuno la propria redenzione.

“Siccità” di Paolo Virzì.


Alla crescente mancanza d’acqua nel pianeta è dunque dedicata questa imminente edizione di TreeArt, che titola proprio Siccità. Tra giovedì 13 e domenica 16 luglio si alterneranno grandi protagonisti in campo artistico e scientifico, a partire dal climatologo, Premio Nobel, Filippo Giorgio – ospite dell’evento inaugurale venerdì prossimo, alle 17.30 -, Stefano Ferretti dell’Esa- European Space Agency, che già nel pomeriggio di giovedì sarà protagonista dell’incontro su osservazione satellitare e monitoraggio della siccità, ma anche la cantante e attrice di origine somala Saba Anglana, con il suo ultimo progetto di spettacolo-concerto “La mia geografia” e la compagnia Bellanda con lo spettacolo site specific “Arido”. Atteso anche l’intervento di arte pubblica “Choose. Fai la tua mossa”, installazione permaniate a cura di Start Cultura e collettivo Dmav sulla consapevolezza ambientale.
Ad aprire e chiudere l’edizione è quest’anno il cinema: domenica 16 luglio – dopo il concerto del pianista Matteo Bevilacqua con Roma Tre Orchestra – la prima assoluta a Buttrio, dopo il passaggio all’ultimo Trento Film Festival dove ha anche vinto un importante Premio, del film del regista friulano Marco Rossitti “Custodi” (alle 21.15 nel parco della Villa).
Il festival sarà aperto, nella giornata del 13 luglio, da una serie di tavoli di lavoro partecipati a cura del nuovo Comitato scientifico, composto dall’arboricoltore, perito forestale e tree-climber Pietro Maroè, l’ecologo forestale e docente di Ecologia Urbana e del Paesaggio all’Università di Sassari Fabio Salbitano e dal dottore forestale e giornalista Paolo Mori. Quattro incontri tematici di confronto che coinvolgeranno esperti e cittadini chiamati a dialogare sul tema portante dell’edizione: un percorso che ha l’obiettivo di inserire Buttrio nel consesso “Tree City of the World”.

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In copertina, ecco l’artista Gianni Franceschini mentre lavora a una sua opera.