Agricoltura Fvg devastata da grandine e vento: cosa chiedono le organizzazioni

Gran parte del territorio rurale del Friuli Venezia Giulia è stato devastato da una impressionante ondata di maltempo che non ha precedenti in termini di vastità così elevata, con danni incalcolabili alle produzioni di ogni tipo e alle strutture. Ecco, pertanto, cosa chiedono alla pubblica amministrazione le organizzazioni agricole.

CIA – Gli eventi meteoclimatici delle giornate del 24 e del 25 luglio sono stati davvero catastrofici per l’agricoltura. È la considerazione fatta, a caldo, dai presidenti di Cia Fvg – Agricoltori Italiani, Franco Clementin, e da Franc Fabec, presidente della Kmecka Zveza. Si consideri che i fenomeni hanno colpito in maniera estesa l’intero territorio del Friuli Venezia Giulia, dalla provincia di Gorizia, passando per il Medio Friuli e la Bassa Friulana, giungendo fino alla Bassa Pordenonese e considerando, soprattutto, che in numerose aziende è stato distrutto fino al 70% dei raccolti, con punte dell’80% in alcune aziende vitivinicole e cerealicole, oltrechè vi sono stati ingenti danni alle infrastrutture aziendali. Clementin e Fabec, inoltre, rilevano che ciò compromette gravemente la capacità produttiva nonché, nei casi più gravi, la sopravvivenza stessa delle aziende agricole e, dunque, rivolgono alcune richieste all’Amministrazione regionale e, in particolare, alla Direzione delle Risorse agroalimentari chiedendo, inoltre, un incontro urgente con l’assessore Stefano Zannier, competente per materia al quale, i due presidenti, anticipano le loro proposte di intervento e ristoro chiedendo di farsi parte attiva al fine di: richiedere ai competenti organi la dichiarazione dello stato di calamità sui territori colpiti; procedere nella quantificazione dei danni semplificando la raccolta delle informazioni peritali; adottare uno stanziamento straordinario al fine di soccorrere economicamente le imprese colpite e permettere la continuità aziendale; convocare gli Istituti bancari operanti sul territorio regionale al fine di farli partecipi della grave situazione complessiva e, soprattutto, richiedere al Governo nazionale l’adozione, tramite Decreto, di una moratoria sul pagamento dei prestiti e mutui per le aziende agricole insediate nelle zone interessate dai fenomeni temporaleschi.

COLDIRETTI – Abbiamo chiesto al Governo il riconoscimento dello stato di calamità per l’agricoltura devastata dal maltempo che ha colpito il Nord Italia. È quanto annuncia il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, che ha scritto una lettera al Governo per sottolineare la necessità di una immediata moratoria sugli impegni economico finanziari e la sospensione degli oneri contributi. Il nord Italia è stato segnato da ben 44 tempeste di vento e grandine in un solo giorno che hanno colpito città e campagne con danni incalcolabili, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Eswd (European sever weather database) dalla quale si evidenzia che l’ondata di maltempo ha colpito dal Piemonte al Veneto fino al Friuli Venezia Giulia con il concentrarsi di numerosi eventi estremi in particolare in Lombardia.
Le forti grandinate con vere e proprie palle di ghiaccio hanno colpito irrimediabilmente le produzioni di grano, ortaggi, barbabietole, frutta e vigneti ma anche alberi divelti, serre distrutte e strutture agricole con tetti rovinati. La grandine è l’evento climatico avverso più temuto dall’agricoltura in questa fase stagionale per i danni irreversibili che provoca alle coltivazioni in campo che lo scorso anno hanno raggiunto la cifra record di oltre mezzo miliardo di euro solo nelle aziende assicurate secondo l’Asnacodi.
I chicchi colpiscono i frutti in modo da provocarne la caduta o danneggiandoli così da impedirne la crescita o lasciando deformazioni tali da renderli non adatti alla commercializzazione. Un evento climatico avverso che si ripete sempre con maggiore frequenza ma a cambiare è anche la dimensione dei chicchi che risulta essere aumentata considerevolmente negli ultimi anni con la caduta di veri e propri blocchi di ghiaccio anche più grandi di una palla da tennis.

CONFAGRICOLTURA – «Le grandinate della scorsa notta non solo sono state catastrofiche in alcune zone, ma anche abbastanza rare in quanto hanno colpito un territorio ampio, in un raggio di oltre 50 chilometri», dice Fabio d’Attimis Maniago, viticoltore di Buttrio e referente dei giovani agricoltori di Confagricoltura Fvg. «Mi hanno chiamato molti colleghi e amici di Mortegliano, Codroipo, Bertiolo, dei Colli Orientali, segnalandomi dei danni ai vigneti che, a seconda della zona, vanno dal 10% fino all’80% a causa della grandezza dei chicchi della grandine e della violenza del vento. Un collega aveva anche un appezzamento a luppolo, completamente distrutto».
«Nel Codroipese, del mais sono rimasti in piedi solo gli steli – sottolinea Alberto Vendrame -. Anche le pannocchie sono state danneggiate e, nella fase di crescita, potranno produrre muffe indesiderate mettendo a repentaglio la qualità del (poco) raccolto. Di converso, il mancato raccolto anche delle piante fresche, creerà contraccolpi alla zootecnia. Da una prima ricognizione si può dire che il danno sul mais è stimabile attorno al 70-80%. Pure la soia è stata completamente defogliata e, se si riprenderà, sarà sicuramente meno produttiva. Infine, i danni sulle vigne e sui grappoli, molto elevati, saranno probabilmente aggravati dalle infezioni che, da qui alla vendemmia, attaccheranno gli acini, peggiorando la qualità del raccolto». «A Pasiano di Pordenone – aggiunge Giacomo Proietto – siamo stati interessati dai fenomeni grandinigeni in maniera marginale. Segnalo però che, ieri sera, in pochi minuti di temporale, sono piovuti 10 mm di acqua».
A Remanzacco non c’è stata la grandine, ma vento forte che ha causato danni alle piante e a tante strutture agricole. «Questi eventi estremi ci colgono impreparati – è il pensiero di Philip Thurn Valsassina, presidente di Confagricoltura Fvg -. C’è da riflettere sul fatto che, soprattutto, vengono danneggiate le colture pluriennali e le strutture aziendali, con conseguenze che interessano più annualità produttive. Confidiamo nel sostegno della Regione, che non è mai mancato, per fare in modo che i nostri imprenditori agricoli possano rimettersi in piedi, con le proprie aziende, nel più breve tempo possibile».

FEDAGRIPESCA – «È tutta la mattina che sono al telefono con i soci delle nostre cooperative – dice Venanzio Francescutti, presidente di FedAgriPesca -. La zona colpita dal maltempo degli ultimi due giorni è veramente vasta e abbraccia parecchi chilometri quadrati di territorio regionale: dal Pordenonese al Medio Friuli e alla bassa pianura goriziana. Difficile, ancora, fare stime precise dei danni anche perché alcune zone sono state più martoriate altre, fortunatamente, meno. Sui vigneti, sul kiwi e sui vivai di barbatelle, sicuramente, si segnalano i danni più importanti che, in alcuni casi, si ripercuoteranno sulle stagioni successive. Purtroppo – prosegue Francescutti – ci segnalano anche molte stalle con i tetti danneggiati e le vacche senza protezione. In alcuni luoghi è venuta meno la corrente elettrica con difficoltà o impossibilità di eseguire per tempo la mungitura degli animali. In positivo si può dire – conclude Francescutti – che siamo certi che la Regione, come sempre, sarà vicina ai nostri produttori; dall’altra parte, non possiamo più negare che tutti noi, collettivamente, abbiamo un ruolo nella crisi climatica e ne subiamo le conseguenze (in primis i produttori agricoli) e dobbiamo urgentemente capire il da farsi e intervenire per bloccare la spirale peggiorativa, con politiche adeguate e pure con modifiche quotidiane sui nostri stili di vita».

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In copertina e all’interno immagini della devastazione causate in Fvg dalla grandine.

Maltempo, sospesa la cena-spettacolo di Fvg Via dei Sapori di questa sera a Grado

«I danni provocati dagli eccezionali episodi di maltempo che si sono abbattuti sul nostro territorio – e che hanno coinvolto anche alcuni dei nostri ristoranti – ci impongono di sospendere l’organizzazione dell’evento di mercoledì 26 luglio a Grado. In questi giorni valuteremo la situazione al meglio ed entro venerdì pomeriggio ci impegniamo a comunicarvi le prossime decisioni. Grazie a tutti di cuore della comprensione e della pazienza! E tutta la nostra solidarietà ai tanti che, purtroppo, si sono trovati colpiti da questi eventi». Questa la comunicazione da parte di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, che aveva organizzato appunto per oggi, sulla spiaggia principale della Git di Grado, la tradizionale cena-spettacolo estiva.
Da 23 anni portabandiera delle eccellenze enogastronomiche del Friuli Venezia Giulia, straordinario melting pot di genti, culture, cibi, il Consorzio Fvg Giulia Via dei Sapori è un affiatatissimo gruppo composto da 60 aziende top-quality: 21 ristoratori che – dal mare Adriatico alle Alpi – sono portabandiera delle molteplici anime della cucina regionale, pensata e rielaborata da ciascuno secondo il proprio personalissimo percorso di ricerca; 22 tra vignaioli e distillatori e 17 artigiani del gusto. Insieme rappresentano quanto di meglio offre questa terra in fatto di cibi e vini.

Per informazioni: Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori
www.friuliviadeisapori.it – info@friuliviadeisapori.it – Tel. 0432. 530052

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In copertina, un’immagine dell’ultima edizione della cena-spettacolo a Grado.

Calici di Stelle da record in Fvg con 26 appuntamenti. Le Città del Vino festeggiano San Floriano del Collio

Edizione caratterizzata dai grandi numeri, quella del 2023, per gli eventi estivi delle Città del Vino dei Friuli Venezia Giulia. Raggiunge infatti il suo record con 26 appuntamenti (rispetto ai 22 dello scorso anno) Calici di Stelle, la tradizionale rassegna che tra fine luglio e metà agosto vedrà in programma serate all’insegna delle migliori proposte dei produttori del territorio unite con assaggi gastronomici, osservazioni del cielo stellato, spettacoli musicali. A seguire si dipanerà il calendario del Festival Vini Gusti in Musica, con concerti di musica classica nelle cantine.

La Bandiera e il saluto di Venturini.

LA PRESENTAZIONE – Accolti gli ospiti dal sindaco Franka Padovan (la quale ha regalato a tutti anche una bottiglia dello speciale vino bianco con l’etichetta del Comune, prodotto grazie alla donazione da parte di varie famiglie di un po’ della propria uva), la presentazione ufficiale è avvenuta ieri pomeriggio a San Floriano del Collio – Števerjan, all’Osteria Gostilna Koršič – Località Sovenza. Proprio il centro del Collio (che ha ricevuto la bandiera dell’associazione, motivo di orgoglio come rimarcato dalla stessa Padovan) assieme a Muggia è la new entry tra le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, che salgono così a 35 Comuni più 6 Pro Loco. Numeri che testimoniano come oltre un abitante su dieci della regione viva in una Città del Vino.
Un gruppo molto attivo (presenti tanti esponenti delle Città del Vino regionali alla presentazione), il quale, oltre a eventi che richiamano numerosi visitatori e valorizzano i territori dalla vocazione vitivinicola, ha avviato progetti di ampio respiro, come quello di “Vendemà” – Vendemmia turistico didattica che è stato ripreso recentemente anche a livello nazionale dal presidente dell’Associazione nazionale Città del Vino, Angelo Radica.
«Ogni anno – ha affermato Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia – cresciamo sia nel numero di Comuni aderenti, con il prezioso ausilio di numerose Pro Loco, sia nella qualità delle proposte. Possiamo considerare la nostra proposta un grande programma diffuso che valorizza l’eccellenza vitivinicola del nostro territorio regionale, richiamando wine lover anche da oltre i confini».
Sono intervenuti anche Valter Pezzarini, presidente del Comitato regionale Pro Loco Fvg, che ha rimarcato lo stretto rapporto tra le due realtà anche alla luce del protocollo nazione recentemente firmato; Elda Felluga, presidente Movimento Turismo del Vino Fvg, per presentare i due appuntamenti estivi della sua realtà a Grado e l’importanza del lavoro delle cantine; Edi Querin, responsabile mercato imprese Banca 360 Fvg Credito cooperativo che sostiene gli eventi estivi come banca attenta al territorio, in particolare quello vitivinicolo. Conclusioni del consigliere regionale Diego Bernardis, il quale ha rimarcato l’importanza di tali iniziative anche nel quadro di Go!2025, la capitale europea della cultura e la fondamentale collaborazione tra tutti i soggetti della filiera vitivinicola, annunciando anche novità per il fondo di rotazione in agricoltura nelle prossime decisioni della Regione Fvg.
«Calici di Stelle – ha sottolineato nel suo messaggio di saluto fatto arrivare ai presenti l’assessore regionale alle attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini – unisce sapientemente l’eccellenza dei luoghi a quella dei prodotti: quest’anno il calendario di eventi è ancor più ricco e coinvolge tutto il territorio regionale, dando risalto alle tante tipicità vitivinicole locali. Un sentito ringraziamento agli organizzatori, alle amministrazioni comunali delle Città del Vino coinvolte, cantine e produttori e soprattutto ai volontari e al mondo delle Pro Loco: è grazie a loro se eventi del genere possono non solo attrarre centinaia di turisti e appassionati, ma anche far emozionare, attraverso la storia, la tradizione e i sapori della nostra terra».

Il pubblico intervenuto all’incontro.

IL PROGRAMMA – Si partirà il 28 luglio a Corno di Rosazzo in Villa Nachini Cabassi, il 29 Palazzolo dello Stella al Porticciolo in via Ponte Grande, il 30 San Quirino in Parco Brolo e il 31 Torreano al Parco dello Scalpellino. Ad agosto il resto degli appuntamenti: il 1 agosto Latisana alla Piazzetta Imbarcadero – Aprilia Marittima; il 3 Casarsa della Delizia a Versutta e San Giovanni al Natisone nel Parco di Villa de Brandis; il 4 Duino Aurisina-Devin Nabrežina all’Infopoint PromoTurismoFVG – Sistiana, Manzano in Abbazia di Rosazzo; San Giorgio della Richinvelda al VCR Research Center – Rauscedo; Sequals in Villa Carnera; 5 Pocenia a Villa Caratti – Paradiso; 7 Premariacco in Braida Copetti; 9 Buttrio in Villa di Toppo-Florio; San Vito al Tagliamento in Piazza del Popolo; 10 Bertiolo all’Antico Borgo di Sterpo, Cormòns nei Giardini di Palazzo Locatelli, Latisana in Piazza Indipendenza; 11 e 12 Aquileia in Piazza Capitolo; 11 Gradisca d’Isonzo in Corte Marco d’Aviano, Povoletto in Villa Pitotti, Sesto al Reghena in Corte Palazzo Burovich, Sgonico-Zgonik in Località Sales; 13 Prepotto – Dolegna del Collio nel Centro di Prepotto; 17 Camino al Tagliamento in Casa Liani. Programma completo con tutti i dettagli su cittadelvinofvg.it.
Da sottolineare come San Quirino, Pocenia, San Vito al Tagliamento, Sesto al Reghena e Sgonico-Zgonik organizzino per la prima volta Calici di Stelle. Da segnalare che Povoletto e Duino Aurisina condivideranno la presentazione di un progetto di abbigliamento sostenibile all’interno dei loro eventi. Inoltre, Calici di Stelle ha anche due appuntamenti proposti dal Movimento Turismo del Vino Fvg l’11 e 12 agosto a Grado nella Diga Nazario Sauro.

LE CITTÀ DEL VINO – In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono 35: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana.

ORGANIZZATORI E PARTNER – A livello nazionale Calici di Stelle è organizzato dall’Associazione italiana Città del Vino insieme a Movimento Turismo del Vino ed Enit. A livello regionale gode del sostegno PromoturismoFVG – Io sono Friuli Venezia Giulia, Strada Vino e Sapori del Friuli Venezia Giulia e Banca 360 FVG Credito cooperativo.

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In copertina, brindisi beneaugurante del coordinatore regionale Tiziano Venturini con Franka Padovan, sindaco di San Floriano del Collio, ed Elda Felluga, presidente del Movimento turismo del vino del Friuli Venezia Giulia.

Peste suina, Confagricoltura Fvg preoccupata: il contagio dei cinghiali ha raggiunto la vicina Lombardia

La Peste suina africana sta correndo indisturbata in lungo e in largo, nella Penisola, da Sud a Nord. Sono 1.001 al 14 luglio scorso, in base al Bollettino epidemiologico del Ministero della Salute, i casi accertati di Psa nei cinghiali e otto le regioni in cui il virus è arrivato: dalla Liguria e dal Piemonte (7 gennaio 2022) si è spostato in Lazio, Campania, in Basilicata e in Calabria e, di recente, in Lombardia (in Sardegna è presente dal 1978). In Germania è arrivata nel 2020 e, ancor prima, in Ungheria e Slovacchia.
Il virus si sposta così velocemente che ha cominciato ad accerchiare la zona più vocata della suinicoltura italiana, il cuore della Pianura Padana, e considerando la velocità dei suoi spostamenti la tensione sta salendo assieme alla preoccupazione di tutta la filiera dei suini. Tanto più che in Lombardia la malattia è stata notificata nel cinghiale il 20 giugno scorso, nel comune di Bagnaria, nei pressi di Pavia. Successivamente è stato accertato anche un secondo caso, sempre nella stessa provincia. E, tra la Lombardia e il Friuli Venezia Giulia c’è di mezzo solo il Veneto… Ma i veicoli, le merci e le persone si spostano.
«I tempi dell’infezione e della natura, a quanto pare, non sono quelli della politica – dice un preoccupato David Pontello, responsabile della Sezione zootecnica di Confagricoltura Fvg –. A Nuoro, Reggio Calabria e Roma, dopo parecchie centinaia di cinghiali, la Psa ha già contagiato anche alcuni suini. Sono state messe in campo una serie di misure di contrasto che, evidentemente, non stanno funzionando in maniera efficace per bloccare il galoppo del virus. Con tutta l’ansia del caso, chiediamo agli amministratori pubblici di alzare il livello di guardia a tutela di un comparto, la suinicoltura, che partecipa per l’8,5 per cento al Pil agricolo regionale e vale circa 70 milioni di euro». Nella sola filiera del prosciutto di San Daniele Dop sono coinvolti 150 allevamenti del Friuli Venezia Giulia. Il valore alla produzione della Dop supera i 300 milioni di euro.

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In copertina, famiglie di cinghiali la prima specie a essere contagiata dalla Psa.

Calici di Stelle, il programma 2023 domani a San Floriano del Collio. Il ruolo di Gorizia tra promozione e cultura

Conto alla rovescia per Calici di Stelle 2023, protagoniste le Città del vino del Friuli Venezia Giulia. La tradizionale manifestazione dedicata alla promozione dei vini nelle caldi notti d’estate sarà infatti presentata ufficialmente domani, 24 luglio, alle 18.30, all’Osteria Gostilna Korsic in località Sovenza a San Floriano del Collio.
Nella vicina Gorizia, invece, si è tenuto un incontro conviviale, ma allo stesso modo operativo, con le stesse Città del vino Fvg e i vertici cittadini. Il sindaco Rodolfo Ziberna e l’assessore alla Cultura, Fabrizio Oreti, hanno infatti accolto il presidente dell’Associazione nazionale, Angelo Radica, accompagnato dal coordinatore regionale, Tiziano Venturini. Assieme a loro una delegazione di sindaci ed amministratori con cui hanno effettuato un tour sul territorio.


Per fare un focus sulle Città del vino è importante evidenziare che la loro Associazione nazionale è stata fondata nel marzo 1987, come reazione virtuosa e propositiva allo scandalo del vino al metanolo e grazie alla lungimiranza di 39 sindaci, i quali intuirono che l’operazione che andava fatta – di carattere culturale, oltre che di marketing – era quella di rendere sempre più forte il rapporto tra vino e territorio, un rapporto che rappresenta ancora oggi l’unicità del vino italiano, la sua originalità assoluta. Lo spunto ha dato frutti significativi, visto che oggi Città del Vino è arrivata a mettere assieme 460 Comuni (è l’associazione che ne ha di più dopo l’Anci) e a rappresentare nel nostro Paese i tre quarti dei territori vitivinicoli di pregio.
Il presidente Radica sta impostando il suo mandato sul doppio binario del sindacato e della promozione. Per quanto riguarda il primo aspetto, sta portando avanti il peso dell’associazione a livello nazionale ed europeo, avvalendosi della rete Recepin di cui le Città del vino fanno parte. Invece, sul versante della promozione, il sodalizio sta valorizzando le iniziative consolidate: il miglior piano regolatore delle Città del Vino (in collaborazione con Inu), il Wine City Challenge (concorso enologico internazionale) e appunto “Calici di stelle”, che si svolge ad agosto in collaborazione con il Movimento Turismo del vino.
Durante l’incontro, oltre a fare il punto sulle attività che la Città del vino di Gorizia sta portando avanti, c’è stato il dovuto focus sulla Capitale della cultura europea dove il capoluogo isontino ha formulato una proposta che verrà approfondita dall’assessore Oreti con il Gect e con la direttrice Romina Kocina.
Al termine della visita, c’è stato modo di donare al presidente Radica una stampa microcalligrafica della Divina Commedia di Francesco Cossovel, realizzata nel 1888, che racchiude l’intera Divina Commedia in un unico foglio di pergamena di 48 per 69 centimetri. La stessa stampa che il sindaco Ziberna ha donato al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

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In copertina, due momenti dell’incontro in Comune a Gorizia con i vertici di Città del vino.

Fvg Via dei Sapori, slitta a mercoledì la grande cena di Grado in riva al mare

Conto alla rovescia per il secondo appuntamento dell’estate 2023 con Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori. Infatti, dopo il debutto al Castello di Spessa, l’appuntamento è per mercoledì prossimo, 26 luglio, con l’attesissimo e ormai tradizionale appuntamento di stile e mondanità del calendario estivo di Grado, la cena spettacolo proposta dal gruppo delle 21 star della ristorazione Made in Fvg. A causa delle cattive previsioni meteo, è stata infatti rinviata di un giorno la serata che si doveva tenere il 25 luglio sulla spiaggia principale della Git, nota anche come “spiaggia Imperiale” perché creata quando anche l’Isola faceva parte dell’Austria-Ungheria. Una piacevolissima occasione, dunque, per godersi la grande cucina d’autore in riva al mare, in un’atmosfera glam ed elegantemente informale.
Sarà una cena spettacolo in 21 tappe con raffinatissimo menu in omaggio alla cucina dell’estate, con i suoi sapori e i suoi profumi, liberamente interpretata dagli chef dei ristoranti del gruppo, che cucineranno in diretta davanti al pubblico piatti di alta creatività creati appositamente per la serata. A proporre l’abbinamento cibo-vino perfetto, altrettanti vignaioli delle più prestigiose aziende friulane.
Con l’Androna di Grado, ad esibirsi saranno gli chef di AB Osteria Contemporanea di Lavariano di Mortegliano, Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca D’Isonzo, Caffetteria Torinese di Palmanova, Campiello di San Giovanni Al Natisone, Carnia di Venzone, Costantini di Collalto, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta, Enoteca di Buttrio, La Subida di Cormòns, La Taverna di Colloredo Monte Albano, La Torre di Spilimbergo, Lokanda Devetak di Savogna d’Isonzo, Mondschein di Sappada, San Michele di Fagagna, Vitello d’Oro di Udine. Con loro, saranno presenti anche i Ristoranti Amici del Consorzio: Casa Valcellina di Montereale Valcellina, Da Alvise di Sutrio, Tre Merli di Trieste.
L’ouverture – così come la chiusura con i dolci, i gelati, il caffè e i distillati – sarà affidata a sette artigiani del gusto, produttori agroalimentari di livello assoluto, uniti a ristoratori e vignaioli attorno ad uno stesso progetto: la valorizzazione del cibo, dei prodotti e del territorio del Friuli Venezia Giulia. I dettagli del menu saranno consultabili sul sito www.friuliviadeisapori.it

La passata edizione sul Lungomare.

La Cena spettacolo inizierà alle 19,30. Il prezzo è di 80 euro.
I biglietti si possono acquistare nei ristoranti del gruppo, alla segreteria del consorzio (info@friuliviadeisapori.it, telefono 0432.530052 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12), all’ufficio GIT di Grado (ingresso principale spiaggia).
In caso di maltempo la cena si terrà il 26 luglio.

Nei vigneti (soprattutto biologici) ormai è emergenza peronospora. Confagricoltura Fvg: una deroga per i quantitativi di rame

Il comparto vitivinicolo regionale (e nazionale) ha bisogno di urgenti interventi per sostenere i vignaioli, vittime dei danni prodotti dalla peronospora. Dopo gli allarmi lanciati nelle scorse settimane, Confagricoltura Fvg torna a chiedere provvedimenti immediati, a livello regionale, nazionale ed europeo per contrastare la fitopatia che sta mettendo in crisi le produzioni di questa difficile stagione. Le piogge intense e prolungate del periodo di maggio e giugno, infatti, hanno favorito la diffusione dell’infezione fungina che colpisce foglie e grappoli.
«Una specifica attenzione va prestata alle produzioni biologiche prevedendo un’opportuna deroga ai limiti posti all’uso del rame in determinate annate come questa – spiega Moira Pizzaia dell’azienda “La Fornase” di Pasiano di Pordenone –. Coltiviamo a vigna bio (dal 2011) 70 ettari e, a ora, stimiamo un danno del 25-30%. Il rame è il principale e più efficace prodotto consentito in biologico e, fin che la ricerca non troverà altre soluzioni, questo può diventare un grosso limite».
Altre comunicazioni arrivano dal Pordenonese e dal Medio Friuli con aziende bio che dichiarano un danno superiore al 65% (soprattutto sulle varietà più sensibili). In linea di massima, in molte aree regionali, i quantitativi di rame consentiti, sono già stati superati a metà del mese di luglio. Ascoltate le numerose segnalazioni provenienti dalle aziende associate, Confagricoltura Fvg si renderà parte attiva, in questi giorni, nei confronti della Regione per chiedere una deroga all’utilizzo del rame: un tema che coinvolge oltre 1.600 ettari di vigne biologiche, equivalenti al 6,5% del vigneto regionale.

I ristori economici – Servirà anche, dicono in Confagricoltura, l’attivazione di un Tavolo tecnico, che definisca le azioni di ristoro. La strada da percorrere è quella di un intervento legislativo con copertura finanziaria, che includa pure una specifica deroga all’esclusione dalle agevolazioni delle categorie di danni (alle produzioni e alle strutture) previste dal sistema dell’assicurazione agevolata, anche laddove le fitopiatie non siano previste tra le cause. In questo modo si permetterebbe sia alle aziende colpite di accedere agli interventi compensativi e sia di incrementare i fondi destinati alle compensazioni.
A livello europeo potrebbe essere opportuno chiedere alla Commissione di concedere flessibilità che permettano l’uso dei fondi dell’Ocm Vino come compensazione del mancato reddito, causato dalle fitopatie. Ulteriori risorse da destinare ai ristori possono essere recuperate all’interno del recente provvedimento della Commissione sui sostegni finanziari di emergenza. Queste misure – dedicate, ad esempio, alla compensazione dei redditi erosi da problemi alle produzioni – sono destinate anche all’Italia per una quota pari a 60,5 milioni di euro. A tale somma potrebbe aggiungersi un contributo statale concesso fino al 200% della somma stanziata da Bruxelles.
La peronospora ha trascinato il comparto del vino italiano in una vera e propria emergenza che non ha bisogno soltanto di interventi immediati. Altrettanto fondamentale è tutelare qualità e quantità delle produzioni future. Ecco perché il monitoraggio e la prevenzione con adeguati trattamenti da un lato e le nuove tecniche di genomica assistita (Tea) dall’altro sono gli strumenti che, secondo Confagricoltura, devono essere alla base di strategie di medio-lungo periodo.

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In copertina, foglie di vite attaccate dalla peronospora con le caratteristiche macchie.

“Fish Very Good”, sarà protagonista nel fine settimana a Trieste la pesca Fvg

«Le iniziative di promozione e di valorizzazione del pescato della nostra regione sono vantaggiose sia per i consumatori, che hanno la certezza della salubrità e della qualità di un prodotto super-controllato, sia per i pescatori del Friuli Venezia Giulia, che hanno bisogno di trovare nella loro attività un profilo di sostenibilità economica». Si è espresso così l’assessore regionale alle Risorse ittiche, Stefano Zannier, intervenuto alla presentazione di “Fish Very Good. Salone a miglio zero 2023”, la vetrina itinerante dei prodotti ittici della regione allestita a Trieste in piazza Ponterosso. Erano presenti nella sede camerale giuliana, tra gli altri, il presidente della Cciaa della Venezia Giulia Antonio Paoletti e il Comune di Trieste con il sindaco Roberto Dipiazza.
«Nonostante l’impegno profuso a livello regionale e locale – ha rilevato Zannier – il futuro della pesca è incerto: dai regolamenti europei giungono indicazioni restrittive, anche con la contrazione delle giornate consentite, indicazioni che sembrano non tenere in considerazione le differenze tra l’esercizio della pesca nel mare del Nord e nel bacino dell’Adriatico. Ben vengano quindi iniziative come “Fish Very Good” che la Regione sostiene e con cui si fa conoscere e si supporta un sistema impegnato ormai da anni a perseguire linee di specializzazione e capace attraverso le proprie organizzazioni di mantenere una condizione economica sufficiente».
Come ha spiegato Paoletti, la rassegna di piazza Ponterosso offrirà 14 showcooking in questo fine settimana destinati a promuovere specie tradizionali dimenticate, scarsamente utilizzate o da acquacoltura. Da oggi le casette dei pescatori proporranno piatti d’assaggio con il salmone della Val Rosandra, la trota di San Daniele, branzini, sarde, sardoni e molluschi. Sarà anche allestita una pescheria didattica per presentare le specie ittiche tipiche, mentre un’imbarcazione ospiterà brevi tour guidati nel Golfo di Trieste.

I problemi dei pescatori:
ora bisogna fare squadra

«Il settore della pesca è molto complesso ed è controproducente muoversi in modo autonomo. Per questo da alcuni anni in Friuli Venezia Giulia istituzioni e operatori stanno lavorando insieme per cercare di superare con spirito positivo le numerose difficoltà che via via si trovano ad affrontare. Un esempio concreto di questo modus operandi è l’istituzione del gruppo di lavoro interdirezionale che opera in stretta collaborazione con chi quotidianamente esce in mare. Dobbiamo proseguire su questa strada, facendo ognuno la propria parte al meglio». Lo ha affermato l’assessore Stefano Zannier intervenendo al convegno “Il nuovo programma Feampa a sostegno del settore pesca e acquacoltura in Friuli Venezia Giulia: focus su strategie di sviluppo, gruppi di azione locale e necessità del comparto” organizzato ieri a Trieste da Gac Fvg, Camera di Commercio Venezia Giulia Trieste Gorizia e Aries.
«Questo sforzo comune – ha sottolineato Zannier – ha messo il Friuli Venezia Giulia nelle condizioni di presentare livelli di sicurezza per i consumatori tra i più elevati in Italia. Un risultato ottenuto grazie all’azione svolta in sinergia dalle categorie economiche, dalle aziende sanitarie e dalle diverse istituzioni. Pertanto è profondamente sbagliato guardare esclusivamente al proprio interesse particolare senza tener conto delle interazioni esistenti. Una direttiva europea che riguarda l’ambiente non può esistere se prima non c’è stato un confronto con il mondo dell’agricoltura, della pesca, dell’industria e del commercio. Allo stesso tempo – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – anon è accettabile che alcune regole siano valide per ogni situazione. Se prendiamo in considerazione i nostri mari, è noto che l’Alto Adriatico è diverso dal Basso Adriatico e ha poche affinità con lo stesso Mediterraneo. Sono contesti che presentano ecosistemi, biologie, specie ittiche e condizioni molto diverse fra loro. Con queste premesse risulta molto difficile – spesso impossibile – applicare sempre e ovunque le medesime regole».
Confrontandosi con gli operatori del settore l’esponente della Giunta regionale ha poi rimarcato l’importanza di interventi sempre più coordinati. «Risulta illogico infatti da una parte supportare un sistema economico orientato verso metodologie di pesca più sostenibili da un punto di vista ambientale e dall’altra imporre livelli superiori di protezione senza fare valutazioni approfondite. È fondamentale invece guardare l’insieme, la complessità delle relazioni esistenti, senza concentrarsi esclusivamente sulla singola circostanza. Se prendiamo in esame poi le analisi tecniche, quelle fatte a terra sono già molto complicate ma in mare diventano difficilissime da realizzare. L’eradicazione di alcune specie marine aliene è di fatto impraticabile. Una soluzione può essere quella di adeguarsi alla situazione. Le meduse e i granchi blu, per esempio, possono diventare una risorsa, ma dentro un quadro normativo e linee guida che devono superare qualsiasi tipo di ipocrisia. In caso contrario – ha concluso l’assessore Zannier – il sistema rischia di collassare definitivamente».

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In copertina, la zona di Ponterosso con il Canal Grande a Trieste; all’interno, l’assessore regionale Stefano Zannier durante i due incontri.

Infine all’Enoteca Tabogan di Cividale saranno protagonisti i vini altoatesini

(g.l.) Pinot nero e Chardonnay dell’Alto Adige per concludere oggi, 20 luglio, il ciclo di degustazioni all’Enoteca Tabogan di via Foramitti a Cividale. Per questa sera è, infatti, annunciato l’ultimo dei quattro appuntamenti del programma “Vini e Vinili”, una degustazione di vini accompagnata dall’esclusiva selezione delle migliori tracce anni 80, riprodotte rigorosamente in vinile dal Dj Max Zuleger. L’incontro con i vini altoatesini avverrà dalle 19 alle 24, nello spazio appositamente dedicato all’interno del centro commerciale Borc di Cividât, alle porte della città longobarda.
Cala così il sipario su questa nuova proposta di Andrea Spataro che ha visto, nell’ordine, la presentazione dei vini della Cantina Guerra Albano di Montina di Torreano, della Tenuta conte Tasca d’Almerita, in Sicilia, e dello Champagne Pommery di Reims, in Francia. E ora, per concludere, è dunque la volta del Trentino Alto Adige con la Cantina Girlan che proporrà, appunto, il Pinot nero e lo Chardonnay, due vini eleganti che bene rappresentano quella prestigiosa zona vitivinicola.

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In copertina, bella panoramica di vigneti lungo la Strada del vino in Alto Adige.

In Val Rosandra nel ricordo di Julius Kugy con musica e vini tipici del Carso

Sabato 22 luglio, a Trieste, dalle ore 17.30 alle 22, la cooperativa Curiosi di natura propone un’escursione-omaggio alla figura storica di Julius Kugy, nella ricorrenza del suo compleanno (ieri 19 luglio). Una facile camminata in Val Rosandra, ripercorrendo con letture e musica dal vivo alcune tappe della vita dell’alpinista, botanico, scrittore e musicista “di confine” dell’epoca asburgica, Julius Kugy appunto. Con degustazione finale in vigna di vini del Carso.

Julius Kugy


Kugy, nato a Gorizia nel 1858, con radici familiari, culturali e linguistiche slovene, austriache e italiane, fu un intellettuale eclettico, innamorato della montagna e della natura. Nei suoi testi le descrizioni delle esplorazioni botaniche e imprese alpinistiche sono rese con un linguaggio scientifico, ma colorate di viva poesia.
Un’escursione con la guida naturalistica Barbara Bassi, letture di brani di Kugy a cura di Maurizio Bekar e interventi musicali alla tromba del giovane concertista Gregor Rogelja (con all’attivo studi in Slovenia e Germania, e concerti a livello europeo). Conclusione con una degustazione di vini, formaggi e salumi nel vigneto dell’azienda agricola Zahar, di Sant’Antonio in Bosco, che produce olio e vino biologici.
Ritrovo alle 17.10 alla chiesa di Sant’Antonio in Bosco, a San Dorligo della Valle-Dolina. Uscita su un percorso ombreggiato, di 4 km, su un dislivello di 100 metri. Sono raccomandate scarpe antiscivolo e, per chi è abituato, i bastoncini. Costi: interi 15 euro; i minori di 14 anni 10 euro. È richiesta la prenotazione per tempo a curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374.
L’uscita è realizzata nell’ambito del programma escursionistico “Piacevolmente Carso”, in collegamento con il progetto sulla biodiversità “Quanto vale un petalo?”, curati da Curiosi di natura. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

Gregor Rogelja

“Piacevolmente Carso” ha il patrocinio di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative) ed è in collaborazione con l’URES-SDGZ (Unione Regionale Economica Slovena), Sapori del Carso, e i GIT (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

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In copertina e qui sopra immagini di vigneti e ambiente in Val Rosandra sul Carso.