La Città Europea del Vino 2024 è al via: riflettori da oggi tutti puntati sui vigneti di Alto Piemonte e Gran Monferrato

Un viaggio lungo un anno attraverso 20 Città del Vino dell’Alto Piemonte e del Gran Monferrato per raccontare di vino, buon cibo, cultura, storia e benessere, e tutta la ricchezza e la varietà dell’offerta enoturistica di questo angolo del Piemonte. Si inaugura infatti proprio oggi, 1° marzo, ad Acqui Terme in Provincia di Alessandria, il grande evento Città Europea del Vino 2024 che fino a novembre trasformerà idealmente l’Alto Piemonte e il Gran Monferrato in una macroregione del vino dove, attraverso molteplici attività, sarà possibile scoprire le tante e diverse eccellenze di questi territori.


Nello scorso luglio il comprensorio Alto Piemonte e Gran Monferrato è stato insignito da Recevin (Rete europea delle Città del Vino) del riconoscimento di Città Europea del Vino 2024, titolo che a rotazione premia le realtà produttrici di un territorio italiano alternandosi di anno in anno con altre città vitivinicole di Portogallo e Spagna. Il riconoscimento, istituito oltre dieci anni fa, ha visto per prima la città di Marsala, nel 2013, Città Europea del Vino, cui è seguito nel 2016 il territorio trevigiano dei 15 Comuni ricompresi nella Docg Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene e, nel 2019, il territorio di Sannio-Falanghina, in provincia di Benevento, con il coinvolgimento di ben 21 Comuni ricompresi nella produzione della Doc Falanghina del Sannio. I Comuni Città del Vino coinvolti sono Acqui Terme, Barengo, Boca, Bogogno, Borgomanero, Briona, Brusnengo, Casale Monferrato, Fara Novarese, Gattinara, Ghemme, Grignasco, Maggiora, Mezzomerico, Ovada, Romagnano Sesia, Sizzano, Suno, Vigliano Biellese, Villa del Bosco.


«Venti Città del Vino – afferma Stefano Vercelloni, vicepresidente nazionale dell’Associazione e coordinatore regionale delle Città del Vino del Piemonte – che si uniscono nel nome dell’Europa. Il dossier di candidatura di questo ampio territorio è stato sostenuto dalla Regione Piemonte, con i suoi assessorati all’Agricoltura, Ambiente e Turismo; oltre che da una ampia serie di enti ed istituzioni quali Union Camere, Università degli Studi di Torino e Università del Piemonte Orientale; un ruolo importante anche per le Enoteche regionali, in particolare l’Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato. Un lavoro di squadra che proseguirà fino a novembre, quando organizzeremo la Convention d’Autunno delle Città del Vino, a Stresa a fine ottobre, che chiuderà questo lungo percorso».
Oggi, dunque, la giornata di apertura di Città Europea del Vino 2024 toccherà Acqui Terme (ore 15 nella sala convegni, ex Kaimano): in questa occasione saranno consegnati dall’Associazione a tutti i sindaci dei Comuni coinvolti degli attestati di benemerenza per la loro partecipazione all’intero programma; interverranno, tra gli altri, il presidente Angelo Radica, il vicepresidente Stefano Vercelloni, e la presidente della rete Recevin, la spagnola Rosa Melchor. Domani, incontro a Ovada (con la presentazione dei vini del territorio all’Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato) e nel pomeriggio a Casale Monferrato.
Il vino è il comune denominatore di tutte le iniziative: Nebbioli dell’Alto Piemonte, gli autoctoni Vespolina e Uva Rara, i rossi dell’Acquese e Casalese: Barbera, Grignolino e Dolcetto; assieme agli aromatici Brachetto e Moscato. «Sono convinto – afferma il presidente nazionale Radica – che il territorio saprà farsi trovare preparato e saprà raccontare tutto il bello e il buono di queste terre, dove la biodiversità e il rispetto della natura e dello stile di vita rurale rappresentano il principale valore. Per l’Associazione questo riconoscimento europeo riveste molta importanza; ma intanto stiamo già pensando al prossimo anno. È infatti già disponibile il bando riservato ai Comuni Città del Vino per candidarsi a Città Italiana del Vino 2025. Ogni anno puntiamo i nostri riflettori su di uno specifico territorio coinvolgendo le comunità locali e tutti gli attori protagonisti della filiera enoturistica e agroalimentare».

Tutte le info su
https://www.cittaeuropeadelvino2024.eu/
https://cittadelvino.com/73340-2/

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In copertina e all’interno bellissimi vigneti del Monferrato, uno scorcio di Acqui Terme e il presidente nazionale Angelo Radica con i vertici delle Città del vino Fvg Tiziano Venturini e Maurizio d’Osualdo durante l’assemblea di fine gennaio a Mariano.

Agriturist Fvg: siamo esclusi dal sostegno alle eccellenze agroalimentari, rimediate!

«Siamo stupiti e amareggiati della grave anomalia contenuta nel decreto 24 gennaio 2024 – di attuazione del Decreto Mipaaf del 4 luglio 2022 recante i criteri e le modalità di utilizzazione del “Fondo di parte capitale per il sostegno delle eccellenze della gastronomia e dell’agroalimentare italiano” -, che inserisce tra i soggetti beneficiari solo le attività di ristorazione con codice Ateco 56.10.11, ma non quelle connesse alle aziende agricole: codice Ateco 56.10.12». En quanto afferma Mariapia Bianchi, referente Agriturist per il Fvg (organizzazione di settore di Confagricoltura).
Con uno stanziamento di 76 milioni di euro, il Ministero delle Politiche agricole mira a valorizzare il patrimonio enogastronomico italiano precludendo l’accesso ai fondi proprio alle aziende agricole e agrituristiche. «Un non senso che assume caratteristiche straordinarie di fronte alle tanto sbandierate convinzioni della necessità di sostenere il cibo “Made in Italy” e le filiere corte e locali. Intanto, all’atteso click day previsto per l’1 marzo (a cui possono partecipare pure i ristoranti etnici), anche i 711 operatori agrituristici del Fvg non potranno usufruire di tale opportunità. «Proprio queste aziende in cui somministriamo alimenti autoprodotti e tipici, che hanno a cuore il territorio d’origine di prodotti famosi in tutto il mondo», aggiunge Mariapia Bianchi.
Agriturist e Confagricoltura Fvg chiedono dunque, con forza, di inserire tra i soggetti beneficiari le attività di ristorazione connesse alle aziende agricole (codice Ateco 56.10.12), in virtù dell’effettivo lavoro svolto dagli agriturismi nel promuovere sapori e saperi locali soprattutto nelle aree rurali, oggi meta sempre più ambita dai turisti anche stranieri.
Nel 2022, primo anno di applicazione del suddetto Decreto, fu apportata tale correzione su richiesta di Agriturist, sicché molti agriturismi riuscirono a presentare con successo le domande di agevolazione: nel 2023 la richiesta rimase inascoltata. E nel 2024?

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In copertina, un agriturismo a San Vito al Tagliamento nel Pordenonese.

Cia Fvg: l’ok europeo su Dop e Igp ci rende più competivivi e sostenibili. E ora va in archivio la questione Prosek

«Da Bruxelles, finalmente, una mano tesa alla nostra agricoltura. Il via libera al testo unico sulle produzioni di qualità dà prova di un’Europa capace anche di lavorare per un modello agroalimentare europeo più solido, orientato alla semplificazione e davvero a tutela degli agricoltori». A dirlo, il presidente regionale di Cia-Agricoltori Italiani, Franco Clementin, soddisfatto per l’approvazione definitiva del nuovo Regolamento per le Indicazioni geografiche (con una maggioranza di quasi il 90%), arrivata dopo due anni di negoziato tra Parlamento Ue, Consiglio e Commissione. Rispettata, come auspicato da Cia Fvg, l’impalcatura portante della riforma: ora si potrà contare su uno strumento all’altezza di un’Italia che nel panorama delle Ig resta il primo Paese al mondo con 885 Denominazioni, tra cibo e vino, e un valore complessivo alla produzione di 19,1 miliardi di euro.

Franco Clementin


Nel dettaglio, Cia Fvg plaude: allo snellimento delle procedure con tempi certi sia per la modifica dei disciplinari che per l’approvazione delle nuove Ig; al rafforzamento del ruolo riconosciuto ai gruppi di produttori nei Consorzi, con più poteri e responsabilità, e al focus sul turismo enogastronomico; alla protezione delle Ig come ingredienti e alle misure del dossier che mirano a consolidare la protezione delle Ig online e sui nomi dei domini. E ancora, l’inquadramento più chiaro della Commissione Ue e quello dell’Euipo, l’Ufficio dell’Ue per la Proprietà Intellettuale che, nella gestione dei marchi, avrà compito solo consultivo e su questioni amministrative. Importante il no allo sfruttamento delle Ig e, quindi, all’uso di menzioni generiche come Prosek (che tanta preoccupazione aveva destato nel mondo enologico del Fvg); l’attenzione al “pacchetto vino” che rimane nel regolamento Ocm, salvaguardandone la specificità e, infine, lo spazio dedicato alle pratiche sostenibili come asset da valorizzare.
«Nella salvaguardia e promozione di Dop e Igp, l’Europa è sulla buona strada e la riforma approvata può, ora, dettare la linea – conclude Clementin -. Siamo grati all’onorevole Paolo De Castro per il lavoro svolto, senza dimenticare mai la centralità di un reddito adeguato per i produttori di qualità visto che, in regione, la Dop economy vale 1,620 milioni di euro (il 63% del Pil agroalimentare del Fvg), posizionandoci come sesta “potenza” tra le regioni italiane.

Il maltempo anche nel weekend fa rinviare a Sutrio (10 marzo) la tradizionale festa dedicata al maiale

A causa delle cattive previsioni meteo anche nel fine settimana, “Fums, profums, salums”, già in programma a Sutrio il 3 marzo, è stata rinviata a domenica 10 marzo. Questa festa tradizionale è dedicata al maiale (di cui non si buttava via niente), il re della tavola in Carnia, che aveva un ruolo di assoluto rilievo nell’economia contadina di un tempo e, con i prelibati salumi ricavati dalle sue carni, ha oggi un posto in primo piano nella gastronomia. Antica e sapiente, l’attività dei norcini (i “purcitars”) si è tramandata da generazione a generazione e costituisce un vanto di questa terra, dove sono attive macellerie e piccoli laboratori artigianali che producono salumi di assoluta qualità.
Domenica 10 marzo Sutrio si trasformerà in laboratorio di sapori e profumi, dove si scopriranno e confronteranno fra loro i genuini salumi tipici di questi monti – salami, musét (cotechino), pancette, prosciutto crudo e altro ancora – e si gusteranno piatti della tradizione di cui sono ingrediente. Un goloso percorso tra le vie del paese, accompagnato da ricercati vini del Friuli Venezia Giulia e musica, porterà alla scoperta del gusto unico di salumi che si preparano ancor oggi secondo antiche ricette, tramandate da padre in figlio. Sarà un piacevole viaggio gastronomico in 9 tappe di degustazione proposte da vari paesi carnici, ospitate nei caratteristici cortili e sotto gli antichi porticati del paese. Durante tutta la giornata ci saranno dimostrazioni della lavorazione della carne di maiale nell’Ort di Sior Matie e attività per bambini nel cortile della scuola elementare. La festa rientra nelle attività di animazione del territorio prevista dal Bando Borghi Pnrr “Il Bosco nel Borgo-Il Borgo nel Bosco”.

Concorso per il Miglior salame del Friuli Venezia Giulia e show-cooking – Aziende e macellerie di tutta la regione state invitate a concorrere per il titolo di Miglior salame del Friuli Venezia Giulia, individuato da una giuria di esperti. Nell’Ort di Sior Matie, nel cuore di Sutrio, sarà possibile degustare i loro prodotti e, nel pomeriggio, sarà proclamato il vincitore. La proclamazione farà seguito a uno show-cooking durante il quale gli chef Pietro Toffolo de Piante della Trattoria da Nando di Mortegliano e Giacomo della Pietra dell’Osteria da Alvise di Sutrio realizzeranno due piatti della tradizione norcina rivisitati in chiave moderna.

I segreti del fumo e dei “purcitars” – La varietà dei salumi in Carnia si è creata nel tempo grazie alle sue caratteristiche morfologiche: l’isolamento dovuto alle montagne e alle vie di comunicazione disagevoli ha fatto sì che quasi ogni paese avesse il proprio segreto nel prepararli. Caratteristica costante di questi salumi è l’affumicatura, nata per favorirne la stagionatura e la conservazione che, a seconda della zona, cambia per tempi, legni utilizzati e luoghi dove viene effettuata: modalità che, come tesori di famiglia, vengono custodite e tramandate, ancora oggi, di generazione in generazione. Precursori furono i Celti che, non conoscendo il sale, conservavano i prodotti con l’utilizzo di erbe aromatiche e fumo. Venendo a tempi più vicini, il salame veniva stagionato – come avviene in molti casi ancor oggi – nelle cantine. I “purcitars” – i norcini – venivano chiamati dalle famiglie per preparare i salumi ed ognuno di loro aveva una ricetta segreta per insaporire le carni. Perciò i salami hanno un sapore simile, ma mai uguale. Non solo gli ingredienti, ma anche il luogo di conservazione, incide sul sapore del prodotto finito, dato che ha un importante ruolo nel processo di maturazione.

Per informazioni:
Pro Loco Sutrio
Telefono 0433.778921

www.prolocosutrio.com – prolocosutrio23@gmail.com
https://facebook.com/proloco.sutrio/
https://www.instagram.com/proloco_sutrio/

Vino, amore e poesia: stasera a Gorizia Rosinella Celeste presenta il suo libro

(g.l.)“Vino, Amore e Poesia” è il titolo del libro (Edizioni della Laguna) che Rosinella Celeste Lucas presenterà questa sera, alle 19, nel bar al Museo – Borgo Castello a Gorizia -, nell’ambito della sua rassegna culturale. Con questo, la scrittrice, che risiede a Fiumicello, ha mandato in tipografia ben otto libri, tutti recensiti dalla stampa nazionale. Ed è l’unica poetessa del Friuli Venezia Giulia – come a lei stessa piace ricordare – ad avere ricevuto un premio dal grandissimo Eugenio Montale.


In quest’opera, Rosinella Celeste si dedica appunto al vino, uno dei prodotti più nobili della nostra terra, e al suo messaggio culturale e poetico, ma anche d’amore. Perché è proprio questo il vino, se assunto nelle giuste proporzioni. Per cui sarà bello ascoltare come lo declina l’autrice. Lei, infatti, lo fa in un modo davvero coinvolgente, tanto da far amare ancora di più quello che è senza ombra di dubbio l’emblema per eccellenza del Made in Fvg agroalimentare. E la città di Gorizia è nel cuore del Collio, una delle zone Doc storiche e più prestigiose della regione.
Per essere sicuri di avere un posto a sedere, anche perché ovviamente seguirà l’immancabile brindisi, è consigliata la prenotazione al numero telefonico 348.2582536.

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In copertina, il libro dedicato al vino di Rosinella Celeste Lucas; all’interno, l’autrice con Carlo Morandini, presidente di Stampa agricola Fvg, con una copia tradotta in lingua friulana.

Dieta mediterranea e salute, da oggi “Globesity” food thriller di Andrea Segrè fondatore del movimento “spreco zero”

Giorgio Pani, un giovane e inesperto ricercatore dell’Università di Padova, dedica la sua tesi di dottorato agli effetti della dieta mediterranea sulla salute. Un tema che lo porta a pianificare un viaggio attraverso i Paesi più rappresentativi del Mare Nostrum, dove la dieta è stata “scoperta” da Ancel Keys negli anni Sessanta, dove si è naturalmente radicata e diffusa ma è sempre meno praticata. Questo lo sfondo in cui si apre “Globesity. La fame del potere” (Edizioni Minerva 2024, 149 pagine 16,90 euro), il primo romanzo del triestino Andrea Segrè, professore di economia circolare e divulgatore scientifico, fondatore del movimento “spreco zero” in Italia e in Europa, noto per il lungo impegno in ambito saggistico intorno ai temi dello spreco alimentare e dello sviluppo sostenibile.

Andrea Segrè

(Photo by Roberto Serra – Iguana)

Globesity è il suo primo cimento nella scrittura narrativa: un food thriller in libreria da oggi, alle soglie della Giornata mondiale dell’Obesità – 4 marzo – che ci proietta in un intrico internazionale di trame intessute nella fiction, eppure sospese fra immaginazione e realtà. Perché l’insidia della “bomba calorica” è già fra noi: la maggior parte della popolazione mondiale (51%, oltre 4 miliardi di persone) vivrà in sovrappeso o con obesità entro il 2035, se si confermeranno le tendenze attuali, e l’impatto economico globale del sovrappeso e dell’obesità potrà superare i 4 trilioni di dollari annui, quasi il 3% del Pil globale. Più o meno l’impatto prodotto dal Covid-19 nel 2020, come sottolinea il rapporto World Obesity Atlas 2023 (World Obesity Federation). Costruito dunque in uno scenario straordinariamente attuale – il pianeta dei paradossi «dove metà del mondo lotta contro obesità e sovrappeso, e l’altra metà contro la sottoalimentazione», spiega Andrea Segrè – Globesity mixa realtà scientifica e pura invenzione letteraria. In pochi attimi la prospettiva cambia totalmente: si rovescia il confine fra bene e male, fra scienza buona e cattiva, fra fame e sazietà. Tutto, nelle pagine del libro come nella realtà, può succedere. E se il “contagio” arriva dal cibo, lo spettro della pandemia da obesità diventa il peggiore degli incubi…

Cefap, dal 1976 punto di riferimento Fvg per il mondo rurale e l’agroalimentare

Il consiglio generale del Cefap (Centro per l’Educazione e la Formazione Agricola Permanente) ha approvato il bilancio d’esercizio del 2023 che chiude con un utile netto di 47mila euro e un patrimonio che supera il milione. Ma i numeri più importanti, decisamente, sono quelli che riguardano l’attività formativa ed educativa del Centro, ente accreditato dalla Regione Fvg (dal 2007) e punto di riferimento del settore rurale e agroalimentare, nato nel 1976. Con i suoi 27 dipendenti e alcune decine di collaboratori esterni, nell’anno formativo 2022/2023 il Cefap ha erogato oltre 20mila ore di formazione, sviluppando 450 corsi ai quali hanno partecipato quasi 6mila iscritti.
«Stiamo anche lavorando – anticipa il presidente, Sergio Vello – a un possibile accordo tra enti di formazione, associazioni datoriali, sindacati, pubblica amministrazione e mondo dell’accoglienza, per formare e dare occupazione (su forte richiesta delle aziende) a una serie di persone, immigrati compresi, che sono disponibili a impegnarsi nell’integrazione lavorativa e sociale nelle nostre comunità».
L’attenzione formativa di tutto il gruppo dirigente e il corpo docente della scuola si è sviluppata soprattutto a favore dei più giovani; delle persone in cerca di occupazione; dei cittadini coinvolti in aree di disagio. Attenzione anche all’aggiornamento degli operatori delle aziende agricole e in ambito di sicurezza sul lavoro, funzionali al rispetto delle norme in vigore. Il Cefap già in possesso da vent’anni della certificazione di qualità ISO 9001, per i suoi servizi formativi, nel corso del 2023 ha ottenuto anche la ISO 21001:2018.

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In copertina, l’ingresso al Cefap di Codroipo e qui sopra il laboratorio di agricoltura.

Confagricoltura, l’ulivo in Fvg tra teoria e pratica domani all’Agrario di Cividale

“Olivicoltura Fvg dalla teoria… alla pratica”, è il tema dell’incontro tecnico organizzato da Confagricoltura Fvg per domani, 27 marzo, alle ore 10, nell’auditorium dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Paolino d’Aquileia”, a Cividale del Friuli. L’appuntamento è a partecipazione gratuita e aperto a tutti (aziende e studenti compresi).
Nel 2023, l’Ersa ha registrato una superficie di 300 ettari coltivata a ulivi in tutto il Friuli Venezia Giulia, con un incremento del 5,6% rispetto all’anno precedente. Quello dell’olio d’oliva è un comparto in crescita, con una molitura annuale di olive che ha superato le 1.000 tonnellate. E sarà proprio un tecnico dell’Ersa, Gianluca Gori, ad aprire i dialoghi della mattinata facendo il punto su: “Fitopatie dell’olivo in Friuli Vg”. A seguire, Andrea Cazzaniga, di Netafim, parlerà di: “Irrigazione di precisione nell’olivo”, mentre Michele Mestroni, del Coordinamento Giovani di Confagricoltura, approfondirà le tematiche relative all’utilizzo delle tecnologie di precisione nell’uliveto. Il pomeriggio, alle 14, Gianluca Gori e Marco Stocco, dell’Ersa, guideranno una dimostrazione pratica della corretta potatura dell’olivo.
Nella distribuzione territoriale della coltivazione dell’ulivo, la superficie maggiore si trova in provincia di Udine (171 ettari; +4,9%), seguono Pordenone (51 ettari; +10,9%), Trieste (45 ettari; +2,3%) e Gorizia (33 ettari; +6,5%). Le varietà maggiormente prodotte sono la Bianchera, che rappresenta il 30% (originaria della località di San Dorligo della Valle) e poi le varietà Frantoio, Maurino, Pendolino e Leccino, che costituiscono il restante 70% e concorrono alla produzione dell’olio Evo Dop “Tergeste”.

Per info e prenotazioni:
telefono 0432.507013
friulivg@confcooperative.it

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In copertina, un uliveto nella zona dei Colli orientali del Friuli.

La Coldiretti a Bruxelles per difendere un Made in Italy sempre più minacciato

«Le follie europee rischiano di tagliare 1/3 della produzione di cibo Made in Italy con normative ideologiche e senza freni che rischiano di stravolgere per sempre lo stile alimentare degli italiani favorendo le importazioni dall’estero». È quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla conferenza stampa a Berlino della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sul tema del Green Deal e delle politiche agricole. Così, proprio per fermare una pericolosa deriva e ottenere risposte rispetto alle esigenze degli agricoltori italiani, domani, 26 febbraio, la organizzazione guidata da Ettore Prandini manifesterà a Bruxelles dove è in programma il Consiglio dei ministri dell’Agricoltura per la presentazione della nuova proposta sulla Pac.

Ettore Prandini


Gli agricoltori tornano, dunque, a manifestare nella capitale belga dopo aver ottenuto il ritiro della direttiva agrofarmaci in seguito alla protesta del 1° febbraio scorso. Sotto accusa ci sono le politiche europee che stanno causando gravi danni all’agricoltura italiana, dal divieto delle insalate in busta e dei cestini di pomodoro all’arrivo nel piatto degli insetti, dall’idea di equiparare alcune tipologie di allevamenti, anche di piccole/medie dimensioni, alle attività industriali al nutriscore che boccia le eccellenze Made in Italy, dal via libera alle etichette allarmistiche sulle bottiglie di vino all’eliminazione della pesca a strascico, dal permesso alla vendita del Prosek croato e agli altri falsi fino alla possibilità di importare grano dal Canada dove si coltiva con l’uso di glifosato secondo modalità vietate in Italia.
Intanto, continuano in tutta Italia gli incontri territoriali “Orgoglio Coldiretti” con l’obiettivo di riunire 200mila associati in tutte le regioni della Penisola. Un’occasione per parlare della situazione delle aziende, per confrontarsi sui problemi che interessano le singole filiere e sulle prossime battaglie da combattere, ma anche dei risultati già ottenuti.
L’obiettivo – sottolinea la Coldiretti – è sostenere il reddito delle aziende con le necessarie azioni da attuare in Italia e in Europa dove si decidono i destini dell’agricoltura nazionale. Difendere il reddito degli agricoltori e non toccare i fondi Pac e aiuti ai giovani, riconoscere e sostenere il ruolo degli agricoltori come custodi della biodiversità, fermare i cibi sintetici, chiedere reciprocità e dire basta alle importazioni che non rispettano gli standard europei e libertà di coltivare tutti i terreni sono alcune delle priorità emerse dagli incontri sulle quali è impegnata la principale organizzazione agricola che chiede di applicare la legge contro le pratiche sleali affinché i prezzi non siano mai inferiore ai costi di produzione. Tra i temi affrontati la semplificazione, l’accesso al credito, la necessità di promuovere l’innovazione e di ampliare il sostegno e la strumentazione per la gestione dei rischi anche con le assicurazioni ma anche un più efficace contrasto alla fauna selvatica. Tra gli argomenti affrontati nelle assemblee territoriali anche i bandi Psr, Pnrr Inail e la nuova Pac 2024.

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In copertina, una manifestazione di agricoltori della Coldiretti contro la politica europea.

La carta geografica di Livio Felluga si rimette in… moto: all’Abbazia di Rosazzo in arrivo nove libri da marzo a giugno

Ripartono il 1° marzo “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, nona edizione di incontri con scrittori, poeti, giornalisti e intellettuali in un’atmosfera da salotto letterario nel complesso abbaziale di Rosazzo, rassegna curata e condotta da Elda Felluga e Margherita Reguitti. Il calendario della sezione primavera-estate presenta fino al 28 giugno nove appuntamenti di cui sei in anteprima regionale. Sarà un calendario nel segno del viaggio, inteso come conoscenza, incontro e scoperta di mondi e idee attraverso l’arte della scrittura. Per la nuova stagione le curatrici hanno scelto firme regionali e nazionali di autori e autrici che spaziano dal saggio all’attualità, dal reportage alla narrativa e alla poesia dando spazio alla riscoperta di scrittura femminile dimenticata, all’approfondimento della ritualità legata alla natura e alle tradizioni, così come all’editoria di manuali per nuovi stili di vita e di viaggio.


Nata nel 2016 in occasione del 60° anniversario della celebre etichetta, rappresentata dall’inconfondibile carta geografica, la manifestazione è realizzata nell’ambito dell’attività culturale della Fondazione Abbazia di Rosazzo con la Livio Felluga. L’avvio degli incontri nel prossimo mese sarà nel segno della scrittura femminile: venerdì 1° marzo infatti sarà ospite Ilaria Cazziol  con “Destinazione viaggio. Per cambiare vita e trovare se stessi” (Rizzoli). L’autrice, fondatrice del blog Viaggiosoloandata.it e nomade digitale, proporrà una narrazione alla scoperta del potere trasformativo del viaggio “a lungo termine”. Giovedì 14 Anna Lina Molteni presenterà invece “Lo specchio verde. I libri e le montagne di Giovanna Zangrandi”, (Monte Rosa editore). Un vagabondaggio tra le parole e i luoghi della Zangrandi (1910 – 1988) scrittrice di talento, giornalista alpinista e rifugista, fino a oggi colpevolmente dimenticata. Entrambe le presentazioni saranno anteprime regionali.
Due saranno gli incontri previsti in aprile: venerdì 5 sarà dedicato al libro postumo di Demetrio Volcic (Lubiana 1931 – Gorizia 2021) “A cavallo del muro. I miei giorni nell’ Europa dell’ Est” (Sellerio), ospiti i curatori Paolo Possamai, giornalista e direttore editoriale del Gruppo Nem, e Livio Semolič storico collaboratore e amico di Volcic. Infine, venerdì 19 anteprima regionale della riedizione ampliata di “Friuli Venezia Giulia – Viaggio nella Terra dell’oro” di Luigi Vitale (OpArtEditore). Un viaggio del fotografo e autore di reportage internazionali in dialogo con Angelo Floramo, che in questo libro firma un saggio dedicato al valore e alla passione per la terra.
Due poi gli appuntamenti in maggio: giovedì 16 Duccio Balestracci, ordinario di Storia e Civiltà medievali all’Università di Siena, sarà protagonista con “Attraversando l’anno. Natura, stagioni, riti” (Il Mulino), mentre venerdì 24 grande ritorno in Abbazia di Antonio Caprarica con il nuovo libro “La fine dell’Inghilterra” (Sperling & Kupfer). Entrambi gli incontri saranno anticipazioni assolute per il Friuli Venezia Giulia.
Giugno sarà, infine, un cammino all’insegna della narrativa, della poesia e della saggistica contemporanea. Si inizierà venerdì 7 con Chiara Carminati che presenterà il romanzo tratto da vicende vere dal titolo “Nella tua pelle” (Bompiani). Venerdì 14 il poeta, critico letterario e docente universitario Stefano Dal Bianco presenterà invece “Paradiso”(Garzanti), prima uscita in regione dell’ultima raccolta di liriche dedicata alla contemporaneità. Chiuderanno la rassegna venerdì 28 la giornalista Luana De Francisco e l’esperto d’economia d’impresa Fabio Ghiselli, autori a quattro mani di “Robot lavoratori e contribuenti di domani” (Santelli Editore).

L’Abbazia tra i vigneti di Rosazzo.

I Colloqui sono realizzati dalla Fondazione Abbazia di Rosazzo e dalla Livio Felluga, in collaborazione con l’associazione culturale Vigne Museum ed il sostegno del Comune di Manzano e di Banca Intesa SanPaolo. L’orario di inizio degli incontri è alle 18; è gradita la prenotazione all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it, ingresso libero fino al raggiungimento dei posti disponibili.

Tutte le informazioni su:
www.abbaziadirosazzo.it
e sulle pagine social

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In copertina, una storica immagine di Livio Felluga con la carta geografica ispiratrice della inconfondibile etichetta.