(g.l.) Sarà la trattoria Al Grop di Tavagnacco, lo stesso che vide la nascita della manifestazione enogastronomica 43 anni fa, a ospitare la serata inaugurale di Asparagus 2024, la rassegna organizzata come sempre dal Ducato dei vini friulani guidato da Alessandro Salvin. L’appuntamento è fissato per domani, 5 aprile.
Lo si troverà, dunque, in verde o in bianco, in abbinamenti più tradizionali e in versioni originalissime e sorprendenti, ma il protagonista sarà sempre lui, l’asparago. È pronta a partire la 24ma edizione della fortunata manifestazione – presentata, come è noto, pochi giorni fa alla Camera di commercio di Pordenone-Udine – che coinvolge alcuni dei migliori ristoranti di tutto il Friuli Venezia Giulia (con due new entry a Tarvisio e a Trieste) pronti a valorizzare con la creatività dei rispettivi chef uno dei prodotti stagionali tipici più amati.
Questo il calendario delle cene: oggi, come detto, Trattoria Al Grop (Tavagnacco); 12 aprile Hostaria Alla Tavernetta (Udine); 19 aprile Ristorante Da Toni (Gradiscutta di Varmo); 26 aprile Là di Moret (Udine), 10 maggio Lokanda Devetak 1870 (San Michele del Carso), 10 maggio Ristorante Set Shop & Bistrot (golosa novità “made in Carnia” nel cuore di Trieste), 17 maggio Ristorante Ai Confini (altra new entry a Tarvisio), 24 Maggio Ristorante La Dinette (Grado), 31 Maggio Ristorante Da Nando (Mortegliano). Per la prenotazione basta contattare direttamente i ristoranti.
Trieste, oggi ai Cenacoli del caffè sotto la lente sarà il “decaffeinato”. E poi con Gianni Pistrini assemblea dei soci Amdc
(f.s.) Oggi, 4 aprile, all’Hotel Savoia Excelsior (Riva del Mandracchio 4), con inizio alle ore 17.30, avrà luogo il sesto incontro del ciclo 2023-2024 dei “Cenacoli” dell’Associazione Museo del Caffè di Trieste, presieduta da Gianni Pistrini, stavolta dedicato al tema “Caffè decaffeinato: il piacere del gusto”. Protagonista dell’appuntamento sarà Massimiliano Fabian, amministratore delegato di Demus Spa, azienda leader nel campo della decaffeinizzazione con sede a Trieste, nonché ai vertici dei principali organismi nazionali e internazionali del mondo caffeicolo. Come di consueto l’ingresso sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Massimiliano Fabian

L’attuale settima edizione dei “Cenacoli”, dedicata al tema “Aria, Terra, Fuoco, Acqua: Caffè, un viaggio tra gli elementi”, è coordinata da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria e cultrice del mondo del caffè) e organizzata da Giulio Rebetz e Piero Ambroset. Tutti gli appuntamenti potranno essere seguiti anche on line sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste.
Dopo la conclusione della conferenza, seguirà, sempre al Savoia Excelsior, l’annuale assemblea dei soci della Amdc.
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In copertina, Gianni Pistrini presidente di Amdc ha convocato l’assemblea.
Città del vino, aperte le iscrizioni al Concorso enologico internazionale che si terrà a fine maggio a Gorizia
Vini sotto i riflettori da fine maggio a Gorizia. L’Associazione Nazionale Città del Vino, in collaborazione con il Coordinamento Fvg, ha invitato, infatti, tutte le cantine della regione (e non solo) a partecipare al XXII Concorso Enologico Internazionale Città del Vino e al V Grappa Award. Infatti, quest’anno l’evento si terrà nel capoluogo isontino dal 31 maggio al 2 giugno. Sarà una delle iniziative di avvicinamento a Go!2025 Nova Gorica – Gorizia Capitale Europea della Cultura.
La scadenza per le iscrizioni è fissata al 30 aprile prossimo, ma per chi lo farà entro il 12 ci sarà la possibilità di avere un quarto campione omaggio se ne iscriverà tre. I campioni vanno consegnati alla Sede di UNI.DOC FVG (lato ovest di Villa Nachini) in piazza XXVII Maggio, 11 – 33040 Corno di Rosazzo (Udine). Orario per la consegna: 8.30-12.30 dal lunedì al venerdì.

Prossimamente i dettagli del Concorso e del programma delle giornate goriziane saranno presentati in speciali conferenze stampa al Vinitaly di Verona, a Roma nella sede istituzionale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e in Comune a Gorizia. Per maggiori informazioni è possibile visitare www.concorsoenologicocittadelvino.it o scrivere a info@cittadelvino.com.
«Nel frattempo – spiega Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del vino Fvg – stiamo promuovendo tramite i sindaci dei Comuni aderenti e le Pro Loco, nonché con il grande supporto di PromoTurismoFvg, il Concorso tra i produttori vitivinicoli della regione, visto che si tratta di un’occasione davvero speciale quest’anno con la competizione ospitata sul nostro territorio. Ci piacerebbe avere anche vini da Slovenia e Croazia e qualcosa in senso positivo si sta muovendo, come riscontrato durante una visita che abbiamo avuto a Capodistria con il console generale d’Italia Giovanni Coviello. In quella occasione, c’era stato anche un incontro con le amministrazioni comunali di Capodistria/Koper, Isola/Izola, Pirano/Piran e Ancarano/Ankaran, con la locale Camera di Commercio e con il Comune croato di Buie d’Istria, nostro associato, per promuovere il Concorso anche tra le loro aziende».

www.concorsoenologicocittadelvino.it
info@cittadelvino.com
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In copertina, il coordinatore regionale Tiziano Venturini con il console generale a Capodistria Giovanni Coviello; all’interno, i partecipanti alla visita nella città slovena.
Agroalimentare Fvg, più efficacia con l’aggiornamento Anticrisi russo-ucraino
La necessità in primis di adeguare le condizioni per la concessione degli aiuti come stabilito dalle ultime modifiche apportate dalla Commissione europea al Quadro Temporaneo sugli aiuti di Stato e, in secondo luogo, di rendere più efficace il sostegno garantito alle imprese dal Programma Anticrisi conflitto russo-ucraino, alla luce di quanto evidenziato dall’operatività fin qui manifestata: queste le ragioni dell’aggiornamento del Programma che ha comportato la modifica delle condizioni per la concessione delle misure di aiuto e di finanziamento, oltre che dei criteri per la conversione in sovvenzione dei sostegni.
Lo ha deciso la Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, il quale ha ricordato come tra le diverse tipologie del Programma anticrisi conflitto russo-ucraino particolare rilevanza abbia assunto quella riguardante i finanziamenti per il fabbisogno di liquidità necessaria alla realizzazione dei progetti di sviluppo delle filiere agroalimentari, in continuità a quanto già posto in essere per le stesse finalità nell’ambito del precedente Programma Anticrisi afferente al Covid.
Come ha spiegato l’assessore, proprio per incrementare ulteriormente l’efficacia degli aiuti alle imprese, «la delibera aggiorna le misure di aiuto alle quali si applicano le condizioni previste dal “Quadro temporaneo di aiuti Russia Ucraina”, modificando alcuni criteri e modalità per la concessione di finanziamenti da parte del Fondo di rotazione in agricoltura per l’anticipazione di liquidità. Inoltre, il provvedimento introduce nuovi criteri e modalità per la conversione in sovvenzione dei finanziamenti del Fondo di rotazione, con particolare riferimento ai progetti di aggregazione all’interno delle filiere regionali dei cereali e delle oleaginose e ai progetti di investimento per lo sviluppo del settore della trasformazione e commercializzazione delle carni biologiche».
Queste, infine, alcune delle altre principali modifiche apportate: l’innalzamento dei massimali di aiuto (approvati dall’ultima modifica del Quadro Temporaneo fatta dalla Commissione europea) fino a 280mila euro per le imprese di produzione agricola e fino a 2.250.000 euro per le imprese di trasformazione/commercializzazione e, inoltre, la modifica della misura di aiuto inerente i criteri e le modalità di finanziamento per la liquidità del provvedimento ‘salva stalle’, innalzando il massimale di finanziamento da 35mila a 140mila euro per stalle con almeno 30 capi di bestiame.
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In copertina, immagine di una coltivazione di colza (oleaginose) in Friuli.
Ritorna “Asparagus” in nove tappe e due new entry (Tarvisio e Trieste) nel ricordo degli ideatori Isi Benini e Elio Del Fabbro
di Giuseppe Longo
UDINE – «Elio, cossa podemo far per valorizzar i nostri asparagi?». È la domanda che Isi Benini, oltre quarant’anni fa, rivolse all’amico Elio Del Fabbro, titolare della trattoria “Al Grop” di Tavagnacco, mentre era seduto a tavola davanti a un piatto di bianchi turioni, coltivati nel paesotto alle porte di Udine e preparati con le tradizionali uova sode (“us e sparcs”, per dirla in friulano). Ed ecco che dal “cilindro” delle due menti, entrambe feconde, uscì l’iniziativa di “Asparagus”. Un mix tra aneddoto e ricordo per dire come sia nata, quasi casualmente, la fortunata manifestazione enogastronomica del Ducato dei vini friulani, sodalizio che ha tagliato felicemente il traguardo del mezzo secolo e che venne creato dall’indimenticabile giornalista innamorato del Friuli e delle sue produzioni di qualità. E a rievocare un tanto è stato, nella sala della Camera di Commercio di Pordenone-Udine intitolata a Gianni Bravo, grande presidente che spese le sue migliori energie a favore del Made in Friuli, Alessandro Salvin, continuatore della bellissima tradizione di “Asparagus”, che da biennale è diventata annuale «perché – ha giustamente osservato Alessandro I – l’asparago cresce ogni anno e non ogni due».

Lo si troverà, dunque, verde o bianco, in abbinamenti più tradizionali e in versioni originalissime e sorprendenti frutto della fantasia e dello spirito di innovazione dei nostri bravi cuochi, ma il protagonista sarà sempre lui, l’asparago. È pronta infatti per partire – venerdì 5 aprile, proprio “Al Grop” di Tavagnacco dove la manifestazione è nata nell’ormai lontano 1981 – “Asparagus 2024”, ventiquattresima edizione della fortunata manifestazione che coinvolge alcuni dei migliori ristoranti di tutto il Friuli Venezia Giulia (con due new entry a Tarvisio e a Trieste) pronti a valorizzare con la creatività dei rispettivi chef uno dei prodotti stagionali tipici più amati. La presentazione del viaggio enogastronomico a tappe è avvenuta alla presenza del presidente Giovanni Da Pozzo e ovviamente del “duca” Salvin e di Enzo Cattaruzzi, in rappresentanza dello stesso sodalizio vitivinicolo ma anche del Club della minestra da lui stesso fondato. E con gli asparagi si possono preparare delle minestre veramente deliziose…



«Come Camera di Commercio siamo felici di affiancare il Ducato in una manifestazione che è un imperdibile “grande classico” nel panorama delle iniziative di valorizzazione dei prodotti del territorio. Ricordiamo che la ristorazione d’eccellenza è uno dei biglietti da visita del nostro variegato Fvg. Contribuisce con grande qualità all’offerta turistica e, dunque, alla crescita della nostra economia», ha evidenziato il presidente Da Pozzo, cui hanno fatto eco le parole di Salvin: «Il Ducato dei vini friulani, fedele custode e sostenitore dell’enogastronomia regionale, è testimone ed erede di due grandi personaggi quali furono Isi Benini, tra l’altro fondatore del Ducato, ed Elio Del Fabbro, gran patron del “Grop” di Tavagnacco. Furono loro a dare vita nel 1981 a questa manifestazione, chiamandola appunto “Asparagus”, coinvolgendo all’inizio cinque tra i migliori ristoranti della regione, che tra aprile e maggio proposero i piatti più ricercati e gustosi, con al centro il nobile turione bianco. La tradizione continua oggi con sempre maggior successo, coinvolgendo nove ristoranti che coprono gran parte della regione, dove gli chef sapranno una volta di più regalare piacevoli emozioni culinarie abbinate naturalmente ai nostri unici vini bianchi».
Presenti anche Mariaclara Forti, sindaco di Prepotto e rappresentante della Corte del Ducato, e Maurizio D’Osualdo vice coordinatore delle Città del vino Fvg, Alessandro I ha poi ringraziato in particolare la Regione Fvg, la Camera di Commercio di Pordenone-Udine e la Fondazione Friuli «che non mancano mai di sostenere questa iniziativa, con la loro partecipazione e la condivisione alle nostre attività. Un grazie, infine, alla Corte Ducale e ai Nobili del Ducato per la loro preziosa collaborazione». Ogni cena è infatti abbinata a una proposta di vini speciali selezionati proprio dagli esperti del Ducato. E, naturalmente, i prestigiosi vini bianchi del Vigneto Fvg hanno la priorità assoluta con la delicatezza degli asparagi declinati in varie preparazioni, tutte gustose, accanto al classico “us e sparcs” già ricordato che, d’obbligo, deve essere presente in ogni serata. Come dire che l’innovazione è sempre ben accetta, anzi, ma guai a perdere di vista la tradizione.
Ecco, dunque, il calendario delle cene: come detto il 5 aprile Trattoria Al Grop (Tavagnacco); 12 aprile Hostaria alla Tavernetta (Udine); 19 aprile Ristorante Da Toni (Gradiscutta di Varmo); 26 aprile Là di Moret (Tavagnacco), 10 maggio Lokanda Devetak 1870 (San Michele del Carso), 10 maggio Ristorante Set Shop & Bistrot (golosa novità “made in Carnia” nel cuore di Trieste), 17 maggio Ristorante Ai Confini (l’altra new entry a Tarvisio), 24 maggio Ristorante La Dinette (Grado), 31 maggio Ristorante Da Nando (Mortegliano). Per la prenotazione basta contattare direttamente i ristoranti. Buon appetito!

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In copertina, i meravigliosi asparagi bianchi; all’interno, gli indimenticabili Elio Del Fabbro e Isi Benini, Salvin (Alessandro I), Da Pozzo e Cattaruzzi, Edoardo Marini e i nuovi ristoratori nella sede udinese dell’ente camerale.
“Teranum” a Trieste, come valorizzare il Carso con i suoi grandi vini rossi
«”Teranum” è una manifestazione che supera i confini del Carso e si inserisce alla perfezione nelle iniziative di promozione del nostro territorio. Come ben fotografato dalla nuova campagna pubblicitaria che da pochissimo ha iniziato a girare sui principali canali televisivi nazionali, il Friuli Venezia Giulia sa offrire di tutto e di più. Possiamo vantare, infatti, una straordinaria varietà di ambienti, paesaggi ed eccellenze enogastronomiche che difficilmente si possono trovare in altre regioni italiane». Lo ha affermato l’assessore alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, portando i saluti del governatore Fedriga e dell’Amministrazione regionale al convegno di apertura della diciassettesima edizione di “Teranum e i vini rossi del Carso”, tenutasi l’altro giorno a Trieste.
L’intervento dell’assessore Roberti.

L’intera manifestazione, organizzata dall’Associazione dei viticoltori del Carso-Kras, che da anni opera per preservare i vitigni autoctoni e promuovere i vini rossi del nostro territorio, gode del sostegno della Regione Fvg e di PromoturismoFvg. «Dopo la pandemia – ha ricordato Roberti – la nostra regione ha registrato una forte ripresa sia da un punto di vista economico che turistico. Dobbiamo pertanto intensificare la nostra attività per offrire qualcosa di nuovo e innovativo ai tantissimi visitatori del Friuli Venezia Giulia. Dobbiamo raccogliere la sfida di valorizzare le numerose e spesso piccole eccellenze del nostro territorio che, soprattutto per i turisti, sono tutte da scoprire. Oltre a cercare di accrescere il numero delle persone che scoprono la nostra regione, la scommessa da vincere – ha sostenuto l’assessore in conclusione – è proprio quella di far scoprire a un pubblico sempre più vasto gusti e prodotti ancora poco conosciuti».
Al centro del convegno le caratteristiche dei migliori vini rossi autoctoni locali, in particolare i Terrani e i Refoschi dal carattere deciso e dalla personalità unica, espressione del terroir carsico, e le iniziative per valorizzare al meglio questi prodotti di grande pregio.
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In copertina, grappoli di Terrano il re dei grandi rossi del vigneti del Carso.
A Bertiolo l’ultimo saluto a Piero Pittaro: il riconoscente ricordo di Assoenologi e Ducato dei vini friulani con Lovo e Salvin
di Giuseppe Longo
«Con Piero Pittaro se n’è andato un grande del Friuli. Nonostante l’età, non ha mai smesso di coinvolgere e parlare con lo sguardo rivolto al futuro!». Sono le parole con cui Matteo Lovo, presidente di Assoenologi Fvg, ha ricordato il collega e amico che, a 89 anni, ha chiuso la sua laboriosa e geniale esistenza, come tecnico e imprenditore, a favore della vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia, ma non solo, essendo stato a lungo ai vertici dell’Associazione nazionale e addirittura mondiale. E sono tantissimi coloro che hanno voluto dirgli “mandi” in occasione dei funerali celebrati, come da suo desiderio, a Bertiolo, il paese che ha molto rappresentato per lui in termini professionali e politici, essendo stato a lungo alla guida della locale Cantina sociale e avendo ricoperto la carica di sindaco per tre mandati. Una riconoscenza che il Comune del Medio Friuli ha voluto esprimergli attribuendogli la cittadinanza onoraria.
Piero Pittaro al Congresso di Trieste.


L’ultima importante apparizione pubblica di Piero Pittaro – per il quale ha avuto parole di stima e cordoglio anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – era stata in occasione del riuscitissimo Congresso che Assoenologi tenne a Trieste nell’estate 2018, quando l’ormai anziano tecnico della vite e del vino era stato molto festeggiato e applaudito per il suo brillante intervento al Teatro Verdi dinanzi al folta platea e alla compagine direttiva guidata dal presidente nazionale Riccardo Cotarella e da quello regionale Rodolfo Rizzi, che ha appunto preceduto nell’incarico lo stesso Matteo Lovo.
Per il defunto ha avuto parole grate anche Alessandro Salvin, leader del Ducato dei vini friulani. «Con Pieri Pittaro – ha affermato Alessandro I – scompare una persona di grandissimo spessore non solo per il mondo della vitivinicoltura friulana, ricordo che Pieri è stato per lunghi anni presidente mondiale degli enologi, ma anche un attento innovatore e appassionato ricercatore con la vigna sempre nel cuore. Le bollicine friulane sono una sua invenzione, il suo metodo classico è diventato un punto di riferimento per tutto il mondo del vino friulano e non solo, i suoi uvaggi dai nomi spesso fantasiosi e naturalmente i grandi rossi. Senza dimenticare l’uomo di cultura, appassionato musicologo, gran ricercatore per tutta la vita di ogni tipo di “vetro” e di centinaia di altri oggetti in qualche modo legati al mondo del vino. Il suo straordinario Museo all’interno della Cantina è meta di meravigliati visitatori provenienti da tutta Europa. Il Ducato dei vini friulani lo piange ricordandolo non solo come Nobile della prima ora, ma soprattutto come amico sincero e generoso. Il suo ricordo rimarrà nei nostri cuori. Che riposi in pace».
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In copertina, Piero Pittaro con il presidente nazionale Riccardo Cotarella in una foto di Claudio Fabbro al Congresso di Trieste.
Ramuscello e San Vito, breve stop pasquale in Cantina che continuerà a lavorare sulla strada della sostenibilità
(g.l.) Breve vacanza per la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito in occasione delle festività pasquali. La cooperativa in Comune di Sesto al Reghena rimarrà, infatti, chiusa questo pomeriggio, Venerdì Santo, e il Lunedì di Pasqua, mentre il punto vendita – assicura l’azienda – rimarrà regolarmente aperto anche oggi e domani, esclusi ovviamente i giorni di domenica e di Pasquetta. Nel contempo, il presidente Gianluca Trevisan, il consiglio di amministrazione e la direzione, guidata dall’enologo Rodolfo Rizzi, colgono l’occasione per formulare i migliori auguri agli associati, ai clienti e a tutti coloro che intrattengono rapporti con la Cantina.
Il presidente Gianluca Trevisan…

… e il direttore Rodolfo Rizzi.

Come si ricorderà, Trevisan era stato rieletto alla presidenza della importante cooperativa vitivinicola in occasione dell’ultima assemblea, che era stata convocata per l’approvazione del bilancio chiuso al al 31 luglio 2023 che registrava un fatturato di oltre 13,2 milioni di euro (con un incremento del 17% sull’anno precedente) e un utile superiore a 41mila euro. Nell’occasione, il presidente Trevisan aveva osservato: «È stato un triennio in crescendo che ha visto un aumento dei soci conferenti (158, operativi in 18 diversi Comuni del Fvg, con una decina dal vicino Veneto), di ettari vitati (861), di uva conferita (130mila quintali) e di investimenti (oltre 4 milioni di euro)». Tre anni che hanno visto un continuo miglioramento dei vigneti, la loro conduzione agronomica, la qualità delle uve e dei vini commercializzati. Un lavoro che continuerà anche in questo nuovo anno per finalizzare al meglio sia gli investimenti programmati (potenziamento del reparto pigiatura e stoccaggio, piantumazione del bosco didattico, vetrificazione vasche e pavimentazione cantina), che nel consolidare il rapporto di fiducia della base sociale con il gruppo dirigente.
«Territorio e sostenibilità sono i binari sui quali viaggia spedita la nostra azienda – aveva aggiunto il direttore Rizzi -, come testimoniato anche dalle certificazioni ottenute dalla Cantina (biologica, vino vegano, Sqnpi, Iso 9001) che ci offrono pure ulteriori opportunità di crescita commerciale. Il nuovo depuratore, inaugurato nel luglio scorso, è oramai diventato un fiore all’occhiello della cooperativa, in grado di ripulire tutte le acque di lavorazione garantendo, così, un risparmio idrico notevole e una maggiore attenzione all’ambiente. Per questo motivo, parte dell’acqua depurata verrà utilizzata, primi in regione, per il lavaggio in tutta sicurezza degli atomizzatori dei nostri soci. Non dimentichiamo, infine, che abbiamo quadruplicato la potenza del nostro impianto fotovoltaico che oggi produce 245 kWh e ci permette, durante la vendemmia, un’alta autonomia energetica». Ricordiamo, infine, che proprio attraverso questo nuovo depuratore, la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito continuerà a lanciare un messaggio positivo ai ragazzi che faranno visita alla cooperativa, dove potranno ammirare anche il murale del maestro Francesco Tullio Altan.
Il murale di Francesco Tullio Altan.

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In copertina, una veduta della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito.
La Bandiera delle Città del vino Fvg anche a Cervignano: festa a Villa Chiozza testimone di un luminoso passato
di Giuseppe Longo
CERVIGNANO – «Fatto 39, vi auguro di fare presto 40». Cervignano è, infatti, la 39ma Città del vino del Friuli Venezia Giulia a entrare nella ormai grande “famiglia” e che continua a crescere, come è stato auspicato anche da Mauro Bordin, presidente del Consiglio regionale che ieri sera è intervenuto, nella splendida cornice di Villa Chiozza a Scodovacca – testimone di un luminoso passato che riporta all’importante soggiorno friulano di Louis Pasteur e che conserva una preziosa collezione ampelografica -, alla breve ma significativa consegna della Bandiera dell’Associazione nazionale guidata da Angelo Radica al sindaco Andrea Balducci e al consigliere delegato Paola Carnevale. Oltre al vessillo – che è, appunto, il trentanovesimo assegnato nella nostra regione – il coordinatore delle Città del Vino Fvg, Tiziano Venturini, ha donato agli amministratori la spilla ufficiale del sodalizio della vite e del vino.




Come detto, era presente anche il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia che ha sottolineato l’eccellenza dei vini regionali, «non solo di alta qualità, ma capaci di emozionare e di tramandare le tradizioni del territorio nel quale vengono prodotti. Il Fvg ha valori unici in fatto di storia, paesaggio ed enogastronomia, e abbiamo il dovere di valorizzare queste ricchezze che ci fanno apprezzare in tutto il mondo. La Regione sostiene le associazioni che promuovono e valorizzano il nostro territorio e le sue eccellenze. Quindi – ha ribadito l’avvocato Bordin – grazie all’associazione Città del vino che è diventata strumento strategico e concreto di riconoscimento dei nostri prodotti. Visto che il piccolo produttore ha spesso difficoltà a farsi promozione, ecco che il lavoro di squadra fra istituzioni e realtà associative diventa fondamentale». Secondo il massimo rappresentante dell’Assemblea legislativa regionale, «sono i numeri a confermare che il rapporto tra vino e turismo è sempre più stretto. Dobbiamo essere orgogliosi delle eccellenze del nostro territorio e farle diventare il cuore dell’offerta turistica. In Friuli Venezia Giulia non si producono le grandi quantità, ma l’altissima qualità che può essere assaporata dal turista alla scoperta di prodotti unici».


Proprio l’attrattività del territorio era stato, in apertura dei lavori, al centro dell’intervento del padrone di casa, il sindaco Balducci, il quale ha ricordato pure «il progetto Zigaina 100, Anatomia di un’immagine, e in particolare la giornata Fai che ha promosso Casa Zigaina con un riscontro di pubblico oltre ogni aspettativa». Mentre Paola Carnevale ha sottolineato la lunga vocazione enologica del territorio, nel quale eccelle il grande Refosco dal peduncolo rosso, vino portabandiera della zona, che più volte proprio a Villa Chiozza è stato al centro di riuscitissime manifestazioni espositive e di approfondimento. Un vino che fa parte del variegato ventaglio produttivo del Vigneto Fvg che le 39 Città del vino, con il loro coordinamento regionale, sono impegnate a valorizzare sempre più. Nel suo saluto, il presidente Venturini ha infatti fatto cenno ai numerosi impegni che caratterizzano l’associazione e che in queste settimane hanno il loro maggior punto d’interesse nelle Grandi Verticali del vino che, alla prima edizione, sono state accolte con uno straordinario successo: un esempio per tutti, quello dell’ultimo appuntamento dedicato allo Schioppettino di Prepotto e di Cialla, che ha inorgoglito il sindaco Mariaclara Forti, pure presente alla cerimonia cervignanese assieme al vicecoordinatore Maurizio D’Osualdo, civico amministratore di Corno di Rosazzo, e ad altri componenti della compagine direttiva e ad “ambasciatori” delle Città del vino.
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In copertina e all’interno alcune immagini della cerimonia della consegna della Bandiera, a Villa Chiozza di Scodovacca, al Comune di Cervignano.
Addio a Piero Pittaro “gigante” del Vigneto Fvg. Il governatore Fedriga: con lui se ne va un grande friulano
di Giuseppe Longo
Conoscevo Piero Pittaro da mezzo secolo – esattamente dal 1975 -, cioè dagli anni in cui lavoravo al Centro regionale per il potenziamento della viticoltura e dell’enologia del Friuli Venezia Giulia, nella centralissima via del Sale, a Udine. E da sempre sono rimasto colpito dalla sua vasta e multiforme preparazione, non solo nel settore specifico, quello vitivinicolo appunto, nel quale era un vero “gigante”. Poche sere fa, mentre ero diretto a Pordenone, passando davanti alla sua bellissima azienda, i “Vigneti Pittaro”, di fronte alle Frecce Tricolori, mi è venuto in mente proprio lui, che non vedevo da un bel po’ e non avevo sue notizie recenti. «Cuisa cemut cal sta Pieri», mi sono chiesto. Evidentemente, non sapevo che già da alcune settimane era all’ospedale per problemi cardiaci non di poco conto e che le sue condizioni, proprio in questi giorni, erano peggiorate. E oggi la tristissima, inaspettata notizia letta nel primo pomeriggio su un post dell’amico Enzo Cattaruzzi, subito inondato di reazioni addolorate, belle e grate parole dedicate a Piero, espressioni di condoglianze e vicinanza per i familiari. Purtroppo, non ce l’ha fatta e ha chiuso la sua laboriosa e geniale esistenza sulla soglia dei 90 anni.
«Con Pietro Pittaro se ne va un grande vignaiolo, che ha portato lustro al Friuli Venezia Giulia, attraverso un’attività infaticabile e preziosa, con quale ha conseguito il riconoscimento di eccellenza nel mondo del vino e una nitida affermazione imprenditoriale. Ma anche un friulano orgoglioso della sua terra e delle sue tradizioni, che ha valorizzato nel suo mandato da presidente dell’Ente Friuli nel mondo», ha detto di lui il governatore Massimiliano Fedriga, che ha espresso il cordoglio della Regione Fvg alla famiglia. E ha aggiunto: «Pittaro ha saputo consolidare una tradizione familiare secolare, ma ha anche saputo innovare e trasmettere i valori della cultura enologica a beneficio di tutto il territorio e anche all’estero. Sono basi solide che continueranno a dare frutto».
Di Pietro Pittaro si potrebbe effettivamente scrivere un libro, tanto è stata ricca di esperienze la sua vita. Nato a Valvasone, in una famiglia dall’antica tradizione vitivinicola, enologo fra i più preparati della nostra regione, uscito dal glorioso Istituto di Conegliano, ha inciso profondamente sul settore della vite e del vino del Friuli Venezia Giulia, aumentando di anno in anno in fama e prestigio anche all’interno della sua categoria. A lungo presidente della sezione regionale degli enotecnici – così si chiamavano allora, prima della riforma che li ha fatti diventare enologi, anche grazie al suo importante apporto – e sempre al vertice nazionale della professione, ponendosi in piena luce pure a livello internazionale tanto da diventare presidente mondiale degli enologi (attualmente aveva la qualifica di “onorario”). Sul piano lavorativo, invece, prima di dare vita all’azienda modello che tutti conosciamo, con un Museo del vino fra i più ricchi e documentati al mondo – mi piace ricordarlo proprio con una bella foto, sorridente, che gli avevo scattato durante una visita di sei anni fa -, era stato a lungo direttore della Cantina di Bertiolo, paese che poi lo aveva voluto anche come sindaco per più mandati. Ma al termine della presidenza dell’indimenticato Orfeo Salvador, aveva assunto anche la guida del ricordato Centro regionale vitivinicolo, trovando pure il tempo di ricoprire la carica di presidente dell’Ente Friuli nel mondo, l’organismo che tiene costanti contatti con i nostri tanti conterranei all’estero. E ovunque ha lasciato un segno di competenza, disponibilità, rettitudine. «Veramente un uomo di vecchio stampo», ha commentato con me proprio Cattaruzzi. E oltre a tutto questo coltivava anche tanti interessi extra-professione, fra i quali emergeva la passione per la musica, soprattutto quella lirica. Era grande amico del maestro Ottaviano Paroni, di Disma De Cecco e Nicola Benois, oltre che di Alfredo Mariotti, tutti del Codroipese come lui.
Un vero e proprio personaggio, insomma, sotto molteplici aspetti. Ma visto che questo blog si occupa del settore primario, a cominciare dalla vite e del vino, è doveroso porre l’accento su quello che è stato Pietro Pittaro proprio a beneficio del Vigneto Fvg, del quale ha assecondato la crescita soprattutto in questo quasi mezzo secolo post-terremoto, non solo come tecnico capace ma anche come imprenditore preparato e lungimirante nel cuore delle Grave del Friuli, ma con significativi interessi anche in collina dopo che il Ramandolo venne premiato, primo vino in regione, con la Docg. Il tutto coronato da quel gioiello che è, appunto, il ricordato Museo del vino che l’imprenditore ha messo assieme pezzo su pezzo, grazie alla sua passione di instancabile collezionista: un “bene” non solo dei Vigneti Pittaro ma di tutto il Friuli. Grazie Pieri, ti siamo riconoscenti!
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In copertina, l’enologo Piero Pittaro nel suo meraviglioso Museo del vino a Codroipo.
