Judrio e Cormor, contratti per difendere e valorizzare le acque

Un percorso esemplare quello seguito dai Comuni interessati, guidati dal Consorzio di bonifica Pianura Isontina, al fine di siglare assieme alla Regione Fvg e all’Autorità di bacino la dichiarazione d’intenti per la sottoscrizione del contratto di fiume per lo Judrio e il Cormor. Uno strumento – hanno commentato gli assessori regionali alla Difesa dell’ambiente, Fabio Scoccimarro, e alle Risorse Agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, intervenuti alla firma del documento con i sindaci – che consentirà di individuare con il metodo della condivisione con le realtà, la popolazione, le attività economiche, gli interventi e le forme di tutela e valorizzazione che permetteranno di salvaguardare il bene ambientale perseguendo uno sviluppo sostenibile del territorio.

L’intervento di Zannier.

“Dopo una interlocuzione abbastanza lunga – ha precisato Scoccimarro, come informa una nota Arc – tra la Regione e i Comuni del bacino dello Judrio e del Cormor e i ritardi causati dal lockdown, oggi siamo finalmente arrivati al matrimonio che consentirà di proseguire il percorso finalizzato a rendere il Friuli Venezia Giulia sempre più green. A farlo divenire una realtà di pregio sotto il profilo ambientale e per il migliore utilizzo delle risorse idriche, prima Regione in Europa a raggiungere questo traguardo anticipando di cinque anni il green deal europeo per il quale la Ue ha posto come termine il 2050”. “Una regione, il Friuli Venezia Giulia, che è stata definita dallo scrittore Ippolito Nievo ‘un piccolo compendio dell’universo’ – ha soggiunto Scoccimarro -, e che con la condivisione di tutte le realtà coinvolte nel Contratto di fiume potrà dimostrare di essere in grado di gestire al meglio le proprie ricchezze paesaggistiche e ambientali, rappresentando il punto di riferimento per la realizzazione del ‘green deal’ europeo”.

I sindaci intervenuti a Prepotto.

L’assessore Zannier ha invece colto l’occasione per soffermarsi sulle problematiche inerenti l’utilizzo ottimale del bene acqua. Obiettivo verso il quale, con la condivisione della Regione, sono impegnati i tre Consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia. “Oggi – ha detto Zannier – il problema dell’acqua non può essere circoscritto alle tematiche dell’approvvigionamento delle risorse idriche, ma occorre pensare a nuove soluzioni tecniche, progettuali e strutturali che consentano di utilizzare al meglio l’acqua disponibile, riducendo al massimo gli sprechi”.
Secondo Zannier serve un cambiamento di carattere culturale nel modo di affrontare l’argomento ‘bene acqua’: occorre ripensare sia la rete strutturale di distribuzione esistente che le tecniche di erogazione, andando anche oltre i vincoli di orario imposti attualmente al mondo rurale. Per ottimizzare il ‘bene acqua’ anche rispetto alle esigenze delle aziende agricole impegnate nelle colture particolari e di pregio. Un percorso che un sempre maggior numero di realtà ha intrapreso e che deve essere valorizzato attraverso scelte e soluzioni mirate anche sotto il profilo della disponibilità delle risorse idriche.

La “Dichiarazione di intenti” per la sottoscrizione del Contratto di Fiume Judrio è stata siglata dalla Regione Fvg con i 17 Comuni del bacino idrografico del fiume Judrio, l’Autorità di Distretto idrografico delle Alpi Orientali, il Consorzio di Bonifica Pianura Isontina e l’Associazione Judrio. Con Prepotto e la dirimpettaia Dolegna del Collio, l’ambito geografico di riferimento è relativo ai Comuni di Drenchia, Grimacco, Stregna, Cormons, Corno di Rosazzo, San Giovanni al Natisone, Chiopris-Viscone, Medea, Romans d’Isonzo, Mariano, Moraro, Capriva, San Floriano del Collio, San Lorenzo Isontino e Mossa.
La “Dichiarazione di intenti” che porterà, invece, al Contratto di Fiume del Cormor è sottoscritta con i 25 Comuni del bacino idrografico dello stesso corso d’acqua, l’Autorità di Distretto idrografico delle Alpi Orientali, il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana e l’associazione Valle del Cormor. L’ambito geografico di riferimento riguarda il bacino idrografico con i tributari torrente Urana-Soima, rio Cornaria e Roggia di Udine, composto da un primo tratto a regime torrentizio ed un secondo tratto con acque perenni, risultato di bonifiche idrauliche degli anni 50. Attraversa i Comuni di Buja, Colloredo di Monte Albano, Treppo Grande, Cassacco, Tricesimo, Pagnacco, Tavagnacco, Martignacco, Pasian di Prato, Udine, Campoformido, Pozzuolo del Friuli, Mortegliano, Talmassons, Castions di Strada, Pocenia, Muzzana del Turgnano, Carlino e Marano Lagunare. I corsi d’acqua tributari interessano per il torrente Urana-Soima i comuni di Montenars, Tarcento, Magnano in Riviera e Cassacco; per il rio Cornaria il comune di Moruzzo; per la roggia di Udine i comuni di Reana del Rojale, Tavagnacco e Udine.

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In copertina e qui sopra due immagini del fiume Judrio a Dolegna del Collio.

(Foto dell’incontro Arc-Morandini)

Quale rapporto tra cibo, mente e cervello? Quattro incontri a Pordenone

È il cibo la nuova passione e ossessione del nostro tempo: spesso in chiave “coreografica”, se non addirittura competitiva fra una sfida e l’altra dei contest tv, anziché attraverso un approccio consapevole al valore dell’alimento in rapporto alla nostra salute. Siamo quello che mangiamo, si dice. Ma, a prescindere dalle ricette propinate dalle chef star del momento, sappiamo davvero quanto il cibo è importante per il nostro organismo, e in particolare per il nostro cervello? L’interrogativo sarà filo rosso della 13ª edizione della storica rassegna “Affascinati dal cervello”, di scena nell’auditorium di Casa Zanussi a Pordenone, ideata e promossa dall’Istituto Regionale di Studi Europei, per quattro incontri, ogni giovedì del mese, a partire da domani in orario 15.30-17.30. Spiega la presidente dell’Irse, Laura Zuzzi, che «obiettivo di questa edizione 2020 è la messa a fuoco del complesso rapporto tra cibo, mente e cervello grazie al prezioso contributo di ricercatori e ricercatrici impegnati nello studio delle sfaccettature di questa intricata relazione. Si spazierà dalla ricerca sulle sensazioni oggettive generate dal cibo e percepite dal nostro cervello attraverso gusto, olfatto e vista, allo studio della influenza sullo sviluppo cognitivo, della sfera comportamentale e, in alcuni casi, dei disturbi alimentari clinico-patologici».

Massimiliano Zampini


Giovedì 8 ottobre: si parte, come annunciato, domani per esplorare “Il cibo: un’esperienza multisensoriale: come vengono elaborate dal nostro cervello le informazioni sensoriali relative al cibo” con il docente Massimiliano Zampini, ordinario al Centro Interdipartimentale Mente/Cervello – CIMeC dell’Università di Trento. Il cibo, notoriamente, è una esperienza che coinvolge tutti i nostri sensi: per questo è importante essere consapevoli di come interagiscono gli impulsi sensoriali rispetto alle nostre scelte alimentari, e alla loro fruizione.

Elena Dogliotti


Giovedì 15 ottobre si prosegue con “Cibo e Cervello La giusta alimentazione nelle diverse fasi della vita, per sostenere lo sviluppo cognitivo e aiutare a mantenere attivo il cervello”: sarà la biologa nutrizionista Elena Dogliotti, membro della supervisione scientifica per Fondazione Umberto Veronesi, ad approfondire il tema per offrire indicazioni utili sui corretti stili di vita.

Roberto Dall’Amico

Gianluigi Luxardi

Liliana Giust

Giovedì 22 ottobre appuntamento con lo speciale convegno a più voci su “Quando il cibo è un problema: a partire dai più’ piccoli. Come nascono, e come si possono curare, i disturbi alimentari più comuni”. L’occasione per evidenziare l’impegno a livello territoriale di pediatri, psicologi, operatori sanitari sui disturbi in età precoce, con il coinvolgimento di famiglie e mondo della scuola. Interverranno Roberto Dall’Amico, direttore Dipartimento Materno Infantile Ospedale “Santa Maria degli Angeli di Pordenone e direttore ad interim S.C. “Pediatria San Vito-Spilimbergo; Gianluigi Luxardi, psicoterapeuta e psicologo, direttore del Centro disturbi alimentari di San Vito al Tagliamento; Liliana Giust, presidente di Adao Friuli onlus Associazione Disturbi alimentarie obesità.

Valentina Cardi


Giovedì 29 ottobre, infine, ultimo appuntamento su “Comportamenti alimentari anomali: da ricerche recenti di psicologia clinica, spunti per approcci terapeutici innovativi”. Interverrà Valentina Cardi, ricercatrice a King’s College Londra e al Dipartimento di Psicologia Università di Padova. I relatori saranno introdotti dai divulgatori scientifici Marcello Turconi e Gianluca Liva, con formazione in neuroscienze, storia della scienza e comunicazione alla Sissa di Trieste.

Laura Zuzzi

La partecipazione è gratuita sia “in presenza”, nel totale rispetto delle norme di sicurezza, che in diretta streaming. Ancora qualche posto disponibile, su prenotazione.
Info IRSE https://centroculturapordenone.it/irse o scrivendo a irse@centroculturapordenone.it

In copertina, appetitose fettuccine con panna, prosciutto e zucchine.

 

Agroalimentare, in rete i cinque Istituti agrari del Friuli Venezia Giulia

Mettere in rete gli Istituti statali di formazione superiore ad indirizzo agrario del Friuli Venezia Giulia affinché possano inserirsi con una voce univoca all’interno della filiera regionale dell’agroalimentare. È questo l’obiettivo perseguito dalla Regione Fvg che ieri a Cividale, nella sede dell’Isis Paolino di Aquileia, ha avviato un percorso di confronto tra gli assessori all’Istruzione, Alessia Rosolen, e alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, e i cinque istituti superiori ad indirizzo agrario della nostra regione (oltre a quello cividalese, anche l’Isis Il Tagliamento di Spilimbergo, l’Isis Linussio di Codroipo, il Fermo Solari di Tolmezzo e il Brignoli di Gradisca d’Isonzo).

Gli assessori Rosolen e Zannier con i dirigenti degli Istituti agrari.

Il progetto regionale – come informa una nota Arc – è stato spiegato da Alessia Rosolen come “l’intento di costruire un sistema e una rete di scuole in grado di raccogliere una proposta di sviluppo e orientamento che guardi al futuro; un’associazione o un consorzio di scuole che garantisca agli istituti agrari regionali di fare un salto di qualità e alla filiera agroalimentare di cogliere nuove opportunità da un miglior raccordo tra formazione e mondo del lavoro”. “Il sistema agroalimentare è fortemente frammentato – ha aggiunto Zannier – e necessita di un maggior dialogo tra produzione agricola e industria. La filiera tutta ha bisogno di una migliore strutturazione nel suo complesso e questa può partire, ad esempio, da una specializzazione degli istituti agrari che sia in grado di colmare la carenza di figure tecnico-professionali”.

Il percorso, avviato ieri nella sede del primo Istituto agrario nato in Friuli Venezia Giulia, è un primo passo verso la creazione di un sistema organizzato di formazione, professionalizzazione, innovazione e messa in produzione dell’agroalimentare, dove la forte spinta tecnologica – quale ad esempio quella richiesta dall’agricoltura di precisione o dal biologico – è un elemento imprescindibile del futuro sviluppo del comparto.
Nel corso dell’incontro, è stato altresì evidenziato come, ad esempio, la produzione orticola regionale sconti ancora un difficile sbocco nel mercato anche per la mancanza di strutture logistiche che consentano lo stoccaggio e la distribuzione dei prodotti a consumo breve. Se da un lato la Regione Fvg è pronta ad intervenire su questi aspetti per trovare soluzioni alla necessaria ristrutturazione della filiera, dall’altro si chiede agli Istituti statali di istruzione superiore di farsi protagonisti di nuovi modelli di formazione specialistica e all’avanguardia.

Vigneto e stalla all’Isis di Cividale.

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In copertina, il nucleo originario dell’Istituto tecnico agrario statale “Paolino di Aquileia”.

Legno Servizi si affida a Carlo Piemonte: ora un sistema unitario

Nuovi vertici e nuove strategie economiche, commerciali e produttive per Legno Servizi. Carlo Piemonte è stato infatti eletto presidente della cooperativa che rappresenta uno dei più importanti operatori delle filiere del legno del Friuli Venezia Giulia. È stato votato all’unanimità dal nuovo consiglio di amministrazione, formato anche da Mirco Cigliani, Marco Clama, Vittorio Di Marco, Adriano Domini e Michele Simonitti. Piemonte, che è anche l’attuale direttore del Cluster regionale Legno Arredo Casa e amministratore unico di Icide (International Center of Italian Design) società del Cluster per l’internazionalizzazione, succede a Emilio Gottardo alla guida della società.

Carlo Piemonte


«Ringrazio i consiglieri per la disponibilità nell’accettare questo onere e onore, in particolare, ringrazio Mirco Cigliani che rivestirà il ruolo di vicepresidente vicario nell’affrontare questa sfida che solo se combattuta insieme potrà permettere al settore “Legno Fvg” di esprimere tutte le sue potenzialità – spiega Piemonte -. La nuova visione che l’assemblea ha approvato con coraggio è un cambio di marcia rispetto al passato poiché getta le basi affinché Legno Servizi diventi una realtà capace di stare a fianco delle imprese con servizi specializzati, e a fianco della Regione Friuli Venezia Giulia per affrontare le sfide attuali e future come un unico sistema, insieme agli altri attori dell’economia del “Legno Fvg”: le Associazioni di categoria, il Consorzio Boschi Carnici e i proprietari di boschi e foreste dell’intero territorio regionale».
La nomina di Piemonte è stata l’atto finale dell’assemblea dei soci che ha eletto il nuovo Cda e ha approvato, all’unanimità, un progetto di cambiamento contenente l’indicazione a lavorare per costruire un sistema unitario del “Legno Fvg”. Quindi, una Legno Servizi che guardi a tutte le filiere del legno e capace di focalizzare l’attenzione sulla valorizzazione della materia prima regionale, primario obiettivo della cooperativa rinnovata, in tutte le sue diverse caratteristiche: dal legno di montagna al Cividalese; dalla pioppicoltura alla pedemontana pordenonese. Quindi, un grande passo avanti il quale, finalmente, pone la tanto attesa pietra miliare per un autentico progetto di messa a sistema del “Legno Fvg”, nella consapevolezza che le sfide saranno molteplici ma anche che il nuovo Cda ha le competenze specialistiche tali per accettarle e lavorare per il futuro del comparto come sistema unitario.
«Il nostro sguardo è proiettato al futuro – conclude il neo presidente – e punta a nuove sinergie imprenditoriali e professionali capaci di ridare slancio, forza e fiducia a un comparto che sta attraversando una notevole difficoltà, per tutta una serie di motivi ben noti, ma che vedrà sempre nel “Legno Fvg” una risorsa preziosa da valorizzare».

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In copertina, un’immagine di boschi sulle montagne della Carnia. (www.sauris.org)

La Delizia, vendemmia da 300 mila quintali. E gli spumanti volano

E per i Viticoltori Friulani La Delizia è già l’ora per fare un primo bilancio d’annata. Vendemmia conclusa, infatti, a Casarsa per i soci della storica Cantina del Friuli Venezia Giulia (nel 2021 celebrerà i 90 anni dalla fondazione) e tra le prime nove in Italia per la produzione di Prosecco. Nonostante un’estate complicata, per quanto riguarda le condizioni meteorologiche, la raccolta ha superato i 300 mila quintali d’uva conferiti dai 450 viticoltori aderenti, confermando i quantitativi delle scorse annate. “È stata una vendemmia veloce – ha spiegato il direttore commerciale, Mirko Bellini -, svoltasi nel giro di un mese: il meteo ci ha fatto un po’ tribolare, con un’alternanza caldo-freddo inframmezzata dalla pioggia, ma ciononostante l’annata è discreta, soprattutto per i vini bianchi e ancora meglio per gli spumanti, per i quali ci attendiamo degli ottimi profumi”.

Mirko Bellini

Ora spazio all’autunno-inverno, quando a livello commerciale occorrerà affrontare alcune incognite. “Non solo il Covid-19 – ha aggiunto Bellini – c’è ancora, determinando dei blocchi per le persone che, seppur non ai livelli del lockdown, comporteranno dei cali nella domanda, ma a livello internazionale il mercato vinicolo guarderà con attenzione pure agli avvenimenti politici, con Brexit ed elezioni americane sempre sullo sfondo. Gli effetti del Coronavirus ormai sono visibili e cosa fare nel breve e medio periodo è evidente. Quindi, bisogna intervenire subito sia come singole aziende che come sistema vitivinicolo regionale. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo. Detto questo, rispetto alla primavera i mercati stanno tenendo e noi con loro: di sicuro nella grande distribuzione, dove abbiamo aumentato le vendite del 15%, ma anche nel canale Horeca (hotel, ristoranti e bar, ndr) italiano che ha dato segnali di ripresa, con alcuni determinati segmenti e zone geografiche che nel corso di questa estate sono stati addirittura migliori rispetto al 2019 e che con la nostra rete commerciale siamo andati ad intercettare”.
Tra agosto e settembre sono, infine, arrivati importanti riconoscimenti per le bollicine La Delizia nei due più prestigiosi concorsi al mondo. Al Berliner Wein Trophy lo Jadér e il Prosecco Doc Extra Dry Naonis hanno ottenuto la medaglia d’oro. Ai Decanter World Wine Awards, invece, è giunta la medaglia d’argento per lo Jadér e il Rosé Naonis e di bronzo per il Prosecco Doc Brut e il Prosecco Doc Extra Dry Naonis. Infine, anche Filari di Bolle, la Selezione dei migliori spumanti del Friuli Venezia Giulia, ha incoronato la cantina casarsese, assegnando il primo premio nella categoria monovarietale metodo di spumantizzazione Charmat alla Ribolla gialla Naonis e nella cuvée Charmat allo Jadér. “Ma il premio più grande che abbiamo ricevuto – ha concluso Bellini – è stata la fedeltà dei nostri clienti e dei nostri agenti”.

Il tipico terreno sassoso delle Grave.

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In copertina, gli spumanti La Delizia premiati con medaglia d’oro al Berliner Wein Trophy.

Castagne senza raccolta e camminata a Valle di Soffumbergo. Chioschi aperti

Ma le castagne possono attendere a Valle di Soffumbergo, si potrebbe dire parafrasando un celebre film girato in America nel 1978. Comanda, infatti, il maltempo, per cui anche il rinomato appuntamento che doveva prendere il via proprio oggi è stato rinviato al prossimo fine settimana. Però, non tutto è stato annullato: se  infatti saltano la raccolta delle castagne di oggi e la camminata naturalistica di domani, in questo primo fine settimana di ottobre si potrà fruire del chiosco che nella piazza di Valle sarà regolarmente aperto.  Anche questo ottobre sarà, dunque, all’insegna delle castagne e della natura nella piccola frazione di Faedis, il balcone del Friuli, sebbene la Festa vera e propria sia stata spostata al 2021, in modo da celebrarne al meglio il 40° anniversario. Tuttavia, rispettando le disposizioni anti Covid-19 e con ingresso contingentato per i weekend del mese a partire, proprio dal 10 ottobre prossimo, si terrà la manifestazione che ne raccoglie lo spirito, ovvero “Ottobre tra castagne e natura”.


“La tradizionale Festa delle castagne e del miele di castagno – ha ricordato il presidente della Pro Loco, Gianfranco Specia – ritornerà nel 2021 per festeggiare insieme la 40esima edizione, ma intanto anche quest’anno non rinunceremo a ritrovarci e a far scoprire la nostra bellissima valle, dando così un segnale di speranza e ripartenza nonostante il coronavirus. Per questo, visto il successo degli eventi estivi, sempre prevedendo ingressi contingentati per una corretta tutela della salute dei visitatori abbiamo ideato un programma lungo i prossimi weekend di ottobre con passeggiate nel bosco per raccogliere le castagne e camminate guidate con un esperto botanico: un format molto gradito dai visitatori. Non mancheranno ovviamente le castagne e i dolci fatte con esse, come pure il miele di castagno, accompagnati dalla deliziosa Ribolla e dagli altri vini in degustazione all’Enoteca. Inoltre, il chiosco gastronomico con specialità alla griglia e menu degustazione a base di castagne sarà aperto tutti i sabati e le domeniche. Chiediamo la collaborazione e la pazienza delle persone che saliranno da noi: le regole andranno rispettate, per passare delle ore in serenità, alla giusta distanza ma insieme”.
Il programma della manifestazione “Ottobre tra castagne e natura” prevede dunque tutti i sabati, a partire dal 10 ottobre fino al 24, la passeggiata nel bosco con raccolta delle castagne. Il ritrovo è previsto alle ore 14.30 in piazza a Valle. Si verrà poi accompagnati nel bosco che è raggiungibile percorrendo circa 4 km di macchina. Si consiglia di indossare calzature adatte e di portare con sé guanti, cestini o zaini. L’iscrizione online è obbligatoria, basta andare su www.prolocovalledisoffumbergo.it o info@prolocovalledisoffumbergo.it. L’iscrizione è di 1 euro ad adulto da versare all’ingresso del bosco (partecipazione libera per bambini e ragazzi).
Tutte le domeniche di ottobre invece è prevista la camminata guidata con esperto botanico “Alla scoperta del Soffumbergo”. Alle ore 8.30 il ritrovo in piazza a Valle per gli accrediti. La partenza della camminata è prevista alle ore 9 per una durata di circa 3 ore. Ogni domenica le passeggiate toccheranno un punto diverso del territorio. Domenica 11 ottobre ci sarà la camminata “Le cascate del Pissebek”, domenica 18 ottobre, la camminata “La grotta di Foran di Landri” e domenica 25 ottobre, la camminata “Tra borghi e castagneti”. L’iscrizione è obbligatoria e il costo è di 5 euro ad adulto (partecipazione libera per bambini e ragazzi). A Valle poi ci si potrà rifocillare al chiosco, allietati dalla musica della fisarmonica.
Ogni sabato e domenica chiosco aperto in centro a Valle di Soffumbergo dalle ore 12 alle 18, con specialità a base di castagne tra le note della fisarmonica. Spazi contingentati: sarà consentito l’accesso fino al raggiungimento del numero massimo di partecipanti. Per quanto riguarda la viabilità, da ricordare che tutte le domeniche è istituito il senso unico di marcia dalle ore 8 alle ore 20 nel tratto di strada comunale Colloredo di Soffumbergo – Valle di Soffumbergo – Canal di Grivò.
Durante le passeggiate e camminate sarà richiesto il mantenimento della distanza interpersonale tra i partecipanti. Bisognerà portare sempre con sè una mascherina di protezione delle vie aeree da utilizzare eventualmente qualora non sia possibile rispettare il distanziamento minimo. Per i bambini valgono le norme generali. L’organizzazione si riserva di vigilare il corretto rispetto delle disposizioni anti-Covid19 in vigore alla data dell’iniziativa. In caso di maltempo le attività saranno annullate.

Il panorama visto da Marco Fadon.

Gli eventi sono organizzati dalla Pro Loco Valle di Soffumbergo (la più piccola d’Italia) in collaborazione con il Comune di Faedis, il Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia e Promoturismo Fvg.

Prepotto “capitale 2020” della bonifica in Fvg: la tutela dei fiumi Judrio e Cormor

Prepotto, terra di grandi vini e dello Schioppettino in particolare, è quest’anno la “capitale” della bonifica Fvg con particolare riferimento alla tutela e alla corretta gestione di due importanti corsi d’acqua friulani, il localissimo Judrio – che segnò anche la divisione tra l’ancora giovane Stato italiano e l’Impero asburgico ormai sulla via del tramonto – e il Cormor. Si tratta, infatti, della “Settimana nazionale della bonifica e della Irrigazione” che ha annualmente corso nella seconda settimana di maggio. In Friuli Venezia Giulia operano tre organismi (Consorzio di Bonifica Cellina Meduna, Consorzio di Bonifica Pianura Friulana e Consorzio di Bonifica Pianura Isontina) che ne curano l’organizzazione a turno. Solitamente in questa settimana vengono aperte alla cittadinanza le strutture consortili quali le opere di presa, gli impianti irrigui e le cabine di pompaggio, con incontri divulgativi dedicati ai più giovani. Molto stretto il legame con il mondo della scuola che non manca di accompagnare scolaresche di tutte le età in visita agli impianti. Ma quest’anno l’evento, che viene coordinato dal consorzio isontino, nel rigoroso rispetto delle norme per la prevenzione del rischio di contagio da Covid-19, si svolgerà in forma ridotta e purtroppo senza la presenza di pubblico e scolaresche. Prevarrà invece l’aspetto istituzionale nell’incontro di presentazione che avrà luogo proprio oggi 2 ottobre, alle 16, al Palaschioppettino di Prepotto. Il Comune friulano, a ridosso del confine con la Slovenia, farà infatti da splendida cornice con i suoi vigneti (Colli orientali del Friuli), giunti ormai alla fine della vendemmia, all’appuntamento annuale in cui il mondo della bonifica tira le somme dell’annata irrigua ormai a conclusione. Evento nell’evento, in questa sede saranno apposte le firme della “Dichiarazione di Intenti” per arrivare alla sottoscrizione del Contratto di Fiume Judrio e Cormor. I due documenti saranno sottoscritti, in rappresentanza della Regione Fvg, dall’assessore all’Ambiente Fabio Scoccimarro.

L’assessore Fabio Scoccimarro.

Un punto di partenza, dunque, più che di arrivo quello della sottoscrizione della Dichiarazione che poi porterà, appunto, alla stipula di uno degli importanti Contratti di fiume (Cdf), vale a dire strumenti volontari di programmazione negoziata e partecipata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali, unitamente alla gestione del rischio idraulico. Si basano sul consenso e sulla informazione delle popolazioni, promuovendo una visione integrata e partecipe nelle comunità locali.
La “Dichiarazione di intenti” per la sottoscrizione del Contratto di Fiume Judrio viene siglata dalla Regione Fvg con i 17 Comuni del bacino idrografico del fiume Judrio, l’Autorità di Distretto idrografico delle Alpi Orientali, il Consorzio di Bonifica Pianura Isontina e l’Associazione Judrio. Con Prepotto e la dirimpettaia Dolegna del Collio, l’ambito geografico di riferimento è infatti relativo ai Comuni di Drenchia, Grimacco, Stregna, Cormons, Corno di Rosazzo, San Giovanni al Natisone, Chiopris-Viscone, Medea, Romans d’Isonzo, Mariano, Moraro, Capriva, San Floriano del Collio, San Lorenzo Isontino e Mossa. Il bacino possiede elementi di rilevante pregio paesaggistico, storico-culturale, turistico ed ecologico. L’attivazione di un Contratto di Fiume mira a mettere a sistema questo ambito per permettere la fruizione e la condivisione dell’insieme dei valori naturalistici, paesaggistici, storici e socioeconomici all’interno di un sistema di regole che garantisca l’integrazione tra più interessi. Tra gli obiettivi il contenimento del rischio di esondazioni distruttive con l’esecuzione di un primo programma di interventi, già in itinere, concernenti la realizzazione di opere di sistemazione idraulica e di risanamento delle acque; l’attestazione della qualità ambientale del corso d’acqua in collaborazione con Arpa; l’attestazione della presenza reale e potenziale di specie di particolare interesse ecologico e naturalistico lungo l’asta fluviale (trota fario, lontra, libellula Cordulegaester heros e altre specie appartenenti alle famiglie dei chirotteri e degli anfibi); lo sviluppo turistico ecosostenibile ed accessibile con la valorizzazione e promozione di percorsi transfrontalieri (I mulini storici dello Judrio, Via dei monti sacri, Valle transfrontaliera dello Judrio); percorsi naturalistici lungo lo Judrio e la sua valle (tra i villaggi e il fiume, lungo il corso dello Judrio da Ponte Clinaz a Clabuzzaro, le sorgenti dello Judrio lungo il percorso Clabuzzaro, Judrio, ciclovia dalla valle del Versa – Judrio – Preval, il Colle di Medea, il parco di Romans d’Isonzo Torre – Judrio); valorizzazione e promozione di percorsi enograstronomici; promozione di percorsi naturalistici in zone lungo l’asta del fiume attualmente non accessibili (ad esempio il colle di Borgnano e le grotte).

Il ponte di Albana…

La “Dichiarazione di intenti” che porterà, invece, al Contratto di Fiume del Cormor è sottoscritta con i 25 Comuni del bacino idrografico dello stesso corso d’acqua, l’Autorità di Distretto idrografico delle Alpi Orientali, il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana e l’associazione Valle del Cormor. L’ambito geografico di riferimento riguarda il bacino idrografico del torrente Cormor con i tributari torrente Urana-Soima, rio Cornaria e Roggia di Udine, composto da un primo tratto a regime torrentizio ed un secondo tratto con acque perenni, risultato di bonifiche idrauliche degli anni 50. Attraversa i Comuni di Buja, Colloredo di Monte Albano, Treppo Grande, Cassacco, Tricesimo, Pagnacco, Tavagnacco, Martignacco, Pasian di Prato, Udine, Campoformido, Pozzuolo del Friuli, Mortegliano, Talmassons, Castions di Strada, Pocenia, Muzzana del Turgnano, Carlino e Marano Lagunare. I corsi d’acqua tributari interessano per il torrente Urana-Soima i comuni di Montenars, Tarcento, Magnano in Riviera e Cassacco; per il rio Cornaria il comune di Moruzzo; per la roggia di Udine i comuni di Reana del Rojale, Tavagnacco e Udine. L’attivazione di un Contratto di Fiume risulta particolarmente significativa per quest’ambito in quanto permetterebbe di svolgere una cruciale azione di tutela e prevenzione a livello idrologico-idaulico sia per le dinamiche di disalveamento che per le piene che ad intervalli di 20-30 anni interessano il torrente con conseguenti danni per le popolazioni rivierasche. Altre dinamiche rilevanti sono l’inquinamento, ma anche la tutela di flora e fauna, la valorizzazione della storia e della cultura regionale che dalla preistoria, passando per le fornaci romane, le cortine e cente longobarde, castelli, forti e fortezze, che rappresentano una formidabile viaggio nella storia del Friuli Venezia Giulia. Il sistema Cormor viene visto anche come opportunità di sviluppo del turismo lento e naturale su un sistema di strade interpoderali già in grandissima parte esistenti, questo percorso sarebbe capace di promuovere l’attivazione di nuove economie locali come attività ricettive e ristorative, attività connesse agli eventi ed al mondo del cavallo, della bicicletta e dello sport, e valorizzazione e vendita di prodotti tipici locali che spaziano dalla tradizione contadina a quella della pesca passando per quella enologica e la creazione di un turismo esperienziale con esperienze che variano a seconda dei territori interessati. Inoltre, situandosi la sorgente del torrente Cormor in Buja, attraverso i percorsi di mobilità lenta, potrebbe intercettare un ampio numero di cicloturisti attrezzati per strade interpoderali e non promiscue convogliandoli nei territori attraversati dal torrente permettendo loro un’esperienza montagna-collina-laguna e anche mare.

… e uno scorcio del corso d’acqua.

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In copertina, ecco il fiume Judrio tra i pregiati vigneti della zona.

Pordenone Art&Food al debutto: domani “Libri, vini, saperi, sapori”

Sfogliare il cibo attraverso le pagine dei libri, assaggiare e degustare anche attraverso le parole degli autori: ci sarà una intera giornata, domani nel cuore di Pordenone, per ritrovare la tradizione dei sapori e al tempo stesso per scoprire le novità che rendono oggi ancora più “smart” l’agroalimentare del territorio. Nell’ambito della 1ma edizione di Pordenone Art&Food, l’atteso festival enogastronomico organizzato dal Comune di Pordenone, ConCentro Azienda Speciale Cciaa Pn-Ud, Pnwlove e Promoturismo Fvg, riflettori sul “Sabato degli autori. Libri, vini, saperi, sapori”, a cura di Fondazione Pordenonelegge, in programma il 3 ottobre con un poker di incontri, dall’ora di colazione all’aperitif-time, per raccontare tradizione, storia, eccellenze e anche futuro.

Chino Ermacora

Si parte alle 10.30 nella Loggia del Municipio con la presentazione del nuovo libro di Enos Costantini, “Ce vitis tai cjamps!”, edito dalla Società Filologica Friulana, sette anni di “corsivi” radiofonici alla trasmissione domenicale Vita nei Campi, l’occasione per ritrovare – nel dialogo dell’autore con la giornalista Paola Dalle Molle – una sapida critica di costume e al tempo stesso una visione ironica delle filiere agroalimentari, dal globale al locale, dal junk food al salame nostrano, senza scordare quella “grande innovazione High Tech che si chiama fagiolo”. Agricoltura, alimenti e salute come gli assi cartesiani da tramandare alle future generazioni.

Alle 15 a Palazzo Badini si prosegue con la presentazione del volume “Le notti magiche. Le più belle tradizioni di novembre e dicembre” (edizioni ProPordenone), affidata all’autore Giosuè Chiaradia presentato da Pier Carlo Begotti. Il libro è un’ulteriore tappa dell’impegno di Giosuè Chiaradia per consegnare ai lettori una selezione di monografie sulle tradizioni agroalimentari locali. Dai giorni dei Morti a Natale, sfilano scenari suggestivi “magici” e “notturni”, in sintonia con l’apparente spegnersi della Natura, l’inconscia convinzione del “ritorno” dei defunti, il contrarsi della vita nell’ambito della casa, della cucina e – un tempo – della stalla.

Ribolla gialla

Alle 17, ancora a Palazzo Badini riflettori su “Vino al sole. Racconti, tipi e paesi del Friuli” (edizioni De Bastiani), la riedizione dello storico libro di Chino Ermacora a cura di Giampiero Rorato, raccontata in dialogo con Bepi Pucciarelli e Alessandro De Bastiani. Chino Ermacora (1894-1957) cantore del Friuli, della sua gente e delle tradizioni, nel 1930 pubblicava per la prima volta Vino al sole, che viene adesso riedito in forma anastatica. Ermacora passa in rassegna le tipologie e caratteristiche dei vini friulani, illustrando anche la cucina del tempo e la vita nelle campagne. Dal racconto emerge l’attualità di un grande intellettuale friulano del secolo scorso e il legame che ancora ci lega al suo tempo. Lo scrittore (Tarcento 1894 – Udine 1957) cinque anni più tardi scrisse anche  Vino all’ombra. Guida sentimentale delle osterie…

Gran finale per Il sabato degli autori alle 19, a Palazzo Badini, con “La Ribolla gialla. Viaggio alla scoperta della civiltà europea” (Eugenio Collavini Editore), il libro firmato a quattro mani da Walter Filiputti con il luminare dell’enologia Attilio Scienza. In dialogo con Cristiana Sparvoli, Walter Filiputti ripercorrerà la storia di un vitigno nobile, la Ribolla gialla, raccontata attraverso la storia dei suoi viticoltori, perché il vino è specchio dell’uomo. “È importante oggi – spiega l’autore – definire nuove strategie per allargare i suoi confronti identitari a domini culturali, dove il paesaggio è parte integrante dei contorni emozionali di un vino, assieme ai suoi trascorsi storici”.

IL SABATO DEGLI AUTORI

ORE 10.30 LOGGIA DEL MUNICIPIO
Ce vitis tai cjamps! Corsivi domenicali per la trasmissione “Vita nei campi”
di Enos Costantini
Edizione Società Filologica Friulana

ORE 15.00 PALAZZO BADINI
Le notti magiche. Le più belle tradizioni di novembre e dicembre
di Giosuè Chiaradia
Edizioni ProPordenone

ORE 17.00 PALAZZO BADINI
Il vino al sole. Racconti, tipi e paesi del Friuli
di Chino Ermacora con riedizione di Giampiero Rorato
Edizione De Bastiani

ORE 19.00 PALAZZO BADINI
La Ribolla gialla. Viaggio alla scoperta della civiltà europea
di Walter Filiputti e Attilio Scienza
Edizione Eugenio Collavini Editore


Info pordenonelegge.it
ART&FOOD 2020
IL SABATO DEGLI AUTORI. Libri, vini, saperi, sapori
a cura di Fondazione Pordenonelegge

 

Torna il baco da seta in Fvg, anche per fini cosmetici e… gastronomici

Il Friuli Venezia Giulia sta per riaprire un capitolo che ha segnato la storia della sua agricoltura, ma che pareva chiuso definitivamente: il ritorno del baco da seta. Silk (seta, in inglese) è infatti il progetto innovativo recentemente approvato e finanziato, con oltre 275 mila euro, dal Programma di sviluppo rurale Fvg. Lo scopo è quello del rilancio della gelsi-bachicoltura regionale che ha previsto la formazione di un Gruppo operativo, nella sua variante dell’Associazione temporanea di scopo, formato da una rete di 8 soggetti. Oltre alla cooperativa Thiel di Fiumicello, fanno parte del Go l’Università di Udine, il Crea di Padova, lo Ial, la Cia, la Coldiretti, la cooperativa Contea di Gorizia e l’azienda agricola As Giardini di Aquileia.

Il progetto, dunque, mira a stimolare il tessuto sociale ed economico del Friuli Venezia Giulia per ciò che concerne la filiera della gelsi-bachicoltura, dalla produzione al mercato. Il percorso all’interno del progetto si rivolge perciò sia ad aziende agricole, cooperative e disoccupati in quanto produttori che a potenziali consumatori di prodotti finali del baco da seta diversi dal filato. Si sperimenteranno azioni di promozione di prodotti di alta qualità che il mercato locale ancora non conosce: in ambito cosmetico di cura della pelle e addirittura gastronomico. Il progetto è stato costruito sulla base del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, con l’obiettivo di avviare un percorso inclusivo, attento all’innovazione e al miglioramento della capacità produttiva, tramite lo sviluppo di un prototipo in grado di migliorare la produttività e le condizioni di lavoro degli operatori del settore. La tradizione locale della gelsi-bachicoltura, oltre ad aver lasciato in eredità in tutto il Nordest italiano migliaia di filari di gelsi protetti ma inutilizzati, ha trasmesso alle nostre generazioni memoria storica e orgoglio per un’attività che ha sostenuto l’economia locale fin dal XV secolo quando la Serenissima rafforzò i ponti commerciali con l’estremo oriente.

A tal proposito, l’Università di Udine è già attiva con una mappatura del patrimonio arboreo regionale avente lo scopo di creare un modello di coltivazione del gelso che ottimizzi la produzione allungando, possibilmente, il periodo utile degli allevamenti. Al termine del progetto Silk – previsto per gennaio 2022 – il Go conta di arrivare a un numero più cospicuo di almeno 20 aziende e 5 cooperative coinvolte.
Le prossime settimane vedranno il Go impegnato a coinvolgere il tessuto economico locale per divulgare le proprietà benefiche dei prodotti derivati del bozzolo del baco da seta, prima di tutte la sericina, una proteina dalle riconosciute proprietà benefiche, utilizzata in ambito medico come substrato di crescita cellulare e, in quello cosmetico, come potente agente antietà e antirughe contenuto in svariati prodotti.

Bachicoltori friulani a lezione.

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In copertina, bachi da seta mentre si nutrono con le foglie di gelso.

Trieste città del caffè “incontra” San Pietroburgo. E poi via ai nuovi Cenacoli

Caffè senza confini domani fra Trieste e San Pietroburgo. Anche perché si tratta di un “confronto” online attraverso i canali social. E’ il biennale appuntamento tra Musei del caffè, e quindi fra quello molto bello del capoluogo giuliano e quello altrettanto ricco e prezioso della “regina del Baltico”. Infatti, giunto alla sua nona edizione, il “viaggio” attraverso le nuove frontiere del caffè si estende dal Friuli Venezia Giulia fino alla Russia, Paese che riguardo a questo settore produttivo ospita uno dei mercati più dinamici. E da dodici anni opera anche il Muzej Kofe, appunto, di San Pietroburgo.
Così, in occasione della Giornata mondiale del caffè, domani, primo ottobre, si terrà con inizio alle 15 un incontro Facebook sulla pagina dell’Associazione museo del caffè di Trieste. Sono previsti gli interventi del fondatore dello stesso museo russo Fjodor Efimovic’ Malkovskij, il presidente della triestina aMdc, Gianni Pistrini, il console generale d’Italia Alessandro Monti e il console onorario della Federazione Russa per il Friuli Venezia Giulia, Carlo Dall’Ava. L’iniziativa ha l’appoggio della Prefettura di Trieste e della Camera di Commercio della Venezia Giulia.

Scorcio di San Pietroburgo.

Un incontro, sebbene virtuale, che conferma dunque quanto Trieste sia la città di elezione del caffè. Cosa che si capisce da ogni sfumatura e da ogni piega del suo passato e del suo sviluppo, perlomeno da oltre 300 anni di storia cittadina. Questo prezioso prodotto coloniale ha infatti piantato salde radici in seguito alla proclamazione nel 1719 del Porto franco per volere di Carlo VI d’Asburgo. E oggi continua a crescere e svilupparsi, potendo vantare solide realtà imprenditoriali internazionali, rami protesi verso ogni possibile scenario sia attuale che futuro.
Trieste, internazionalmente riconosciuta quale fulcro di importanti riferimenti mercantili, commerciali, portuali, tecnici e accademici a tema caffeicolo, non poteva privarsi di realtà associative dedicate. L’Associazione Museo del Caffè, aMDC in acronimo, è infatti una realtà associativa indipendente, che dal 2017 è impegnata nella divulgazione scientifica, tecnica, culturale, didattica e storica del caffè in ogni suo aspetto e declinazione. Il caffè una ricchezza esotica, la cui filiera si è sviluppata ed intrecciata nella storia dei traffici e dei commerci del capoluogo del Friuli Venezia Giulia e del suo Porto, luogo in cui, letteralmente, si “cammina sul caffè”. Trieste è unica nel suo genere, poiché è la sola città ad ospitare sul proprio territorio l’intera filiera, partendo dal chicco verde che arriva dai Paesi produttori all’aromatica bevanda pronta al consumo, supportata da una ricerca scientifica a livello universitario e una forte strutturazione imprenditoriale e commerciale nel settore specifico.

Gianni Pistrini a Esof.

In tale visione, l’Associazione guidata dal presidente Gianni Pistrini propone annualmente interessanti iniziative atte a far conoscere e valorizzare in modo articolato e diffuso la materia prima e i molteplici aspetti ed interazioni ad essa collegati. Così, in contemporaneità con Esof 2020 – Trieste capitale della scienza, aMDC ha presentato il programma per l’anno sociale 2020/21. E che ha preso il via già il 2 settembre scorso con la presentazione di una serie di interventi scientifici, curati dal dottor Emanuele Rossi, tecnologo alimentare, a tema “Sostenibilità ed innovazione correlata alla filiera del caffè”. Gli interventi hanno visto come protagonisti anche il professor Marco Dalla Rosa, dell’Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna, il dottor Pietro Aloisio, sensorialista, e le dottoresse Monica Anese e Marilisa Aloni, dell’Ateneo di Udine. E’ seguito un reading teatrale musicato in jazz, presentato dall’autore Marco Rodriguez, dal titolo “Il panettiere e la luna”. Il testo, accompagnato da brani jazz e da musiche originali composte ed eseguite da Diego Zotti e Paolo Cervi Kervirscher, con la voce di Marinella Miletich, intreccia ed attraversa luoghi, vite, personaggi avvincenti ad avvenimenti storici che hanno cambiato radicalmente il destino dell’Europa e, per quanto concerne proprio il caffè, del mondo.

Dai sacchi del caffè…

Dopo la bella e importante iniziativa di domani, le proposte dell’Associazione proseguiranno con la nuova – la quarta – edizione dei Cenacoli del Caffè, appuntamenti mensili da ottobre a maggio (ogni secondo venerdì, alle ore 17). Quest’anno, i Cenacoli avranno come tema conduttore il collezionismo, ovviamente dedicato a tutto quanto si immagini, ma anche non, nel variegato mondo del caffè e dintorni. A seguire la loro complessa organizzazione un esperto d’eccezione, il collezionista Lucio Del Piccolo. Usualmente, questi appuntamenti mensili hanno sempre trovato collocazione in cornici di grande prestigio, ma in quest’anno così anomalo saranno a disposizione in tutta sicurezza dalle piattaforme social dell’Associazione Museo del caffè Trieste, quali Facebook e Istagram al pari di tutte le altre proposte fin qui elencate. Sulle piattaforme social potrà anche essere seguita tutta l’attività sodale, con visualizzazione di interessanti contributi, interventi, articoli e novità. A breve inoltre sarà attivo un articolato portale web, ricco di proposte e di approfondimenti per conoscere ed esplorare in ogni sua sfumatura proprio l’affascinante tema caffè.

… alla deliziosa tazzina.

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In copertina, ecco un angolo del Museo del caffè di Trieste.